lunedì 26 ottobre 2009

Grosso Agontano Conero Riserva '04//vs//Marche Rosso igt Mida '05

Due versioni della stessa uva Montepulciano. Spunti varietali comuni ad entrambi: nota marascata, ricchezza di estratti, profondità e persistenza, impenetrabilità di colore. Differenze ascrivibili al marchio di fabbrica, attraverso il quale la singola azienda veicola le sfumature interpretative della sua produzione: da una parte un brand affermato, di grande dimensione e prestigio come Garofoli, dall'altra una piccola realtà emergente di una porzione di territorio particolarmente vocato come l'Az. Maria Letizia Allevi.
Sostanzialmente nel Conero Riserva noto attenzione stilistica, ricerca di equilibri e di coerenza dell'insieme nel tentativo di ottimizzare il frutto che l'annata ha messo a disposizione: la sintesi possibile tra aspettativa dell'utente consumatore e prestigio del brand. Nel Mida praticamente il contrario: puntando su ampiezza espressiva, esuberanza di frutto, di profumi e percezioni gustative variegate, trova nel gioco dei contrasti e delle sensazioni il suo punto di forza; per questa dinamica dell'impianto, maggiore vitalità e in definitiva minor controllo delle esuberanze del vitigno, in progressione gustativa, ad esempio nel corso del pasto, preferirei posporlo rispetto al Conero Riserva.
Elio, Gianluca, Rinaldo e Massimo (enoappassionati e degustatori dilettanti) hanno così votato: Mida 2 voti - Grosso Agontano 1 voto - 1 no contest.
Le schede degustazione di questi due vini nella sezione degustazioni di "MY VINIX".

domenica 18 ottobre 2009

Tsunami

Dov'è il limite? Esplosioni di energia debordante; la furia degli elementi scatenati verso la ricerca di un argine di contenimento: lo tsunami delle emozioni e dei suoi malesseri, ricomposti e modulati dall'appagamnto dei sensi. L'immagine surreale fotografa la forza destabilizzante delle passioni e la carica emotiva che le alimenta; testimoniandone la consapevolezza ne rappresenta essa stessa l'argine: coinvolge e travolge in simbiosi autore ed osservatore. Opera dell'artista Vincenzo Massari.
Accostamento per contrasto col Grosso Agontano Conero Riserva dell'azienda Garofoli nella versione 2004:
tutt'altro che tsunami; qui tutto è sotto controllo, le esuberanze del vitigno, forse anche per le caratteristiche dell'annata, sono ingabbiate; l'apporto del legno non è invasivo, l'ampiezza espressiva del frutto non varca i limiti, già dall'analisi olfattiva si percepisce l'esigenza di contenerne la naturale intensità. Il risultato finale è un vino di spessore, elegante; la ricerca della misura nell'espressività, lo rende in qualche modo austero: non travolge, ma non si lascia travolgere.

L'accostamento vino-arte figurativa è possibile quando entrambi riescano a sollecitare sensibilità profonde, normalmente nascoste, non sempre compatibili con la realtà quotidiana. Fermarsi o rallentare i ritmi, ponderare i passaggi: un percorso fisiologico, che va di pari passo con l'evoluzione della personalità, necessario per avvicinarli in modo consapevole, con il dovuto rispetto, in modo meno superficiale o goliardico.
"Consumandosi il terreno in superficie, si scoprono le radici nascoste tra i cromosomi".

domenica 4 ottobre 2009

Contrada Ciafone località S.Maria in Carro, tra Offida e Ripatransone.

Siamo diretti in Contrada Ciafone, località Santa Maria in Carro, tra i comuni di Offida e di Ripatransone in provincia di Ascoli Piceno nella regione Marche.
Dal casello autostradale A14 di Grottammare dirigersi verso SP 92 della Valtesino e percorrerla direzione entroterra per km 8,2.
All'altezza del bivio per Acquaviva svoltare a sinistra e procedere per circa km 4,6.
Arrivati nella frazione S.Savino, in corrispondenza dell'incrocio di fronte all'omonimo ristorante, svoltare a destra, direzione Offida e procedere per circa km 1,3 fino ad individuare sulla sinistra le prime indicazioni aziendali.
Da qui, poco più di un chilometro di strada di campagna leggermente sconnessa pur essendo asfaltata, per arrivare alle dirimpettaie aziende vinicole Simone Capecci (ex Poderi Capecci S. Savino) e Ciù Ciù.
Proseguendo ancora per circa km 1,4 di strada non asfaltata, troviamo anche l'Azienda Agricola Biologica Aurora.
In alternativa a questo percorso: uscire dal casello autostradale A14 di Pedaso ed imboccare la SS 16 direzione sud per km 13,5.
Arrivati nel comune di Grottammare, all'altezza del semaforo che indica direzione Offida, svoltare a destra e procedere lungo la SP 92 della Valtesino per circa km 9,7 fino al bivio per Acquaviva: da qui procedere come indicato nel 1° percorso.
I tipici calanchi rendono non solo inconfondibile il paesaggio della zona, ma sono parte integrante di un assetto pedoclimatico che poi va ad incidere sulle produzioni vitivinicole.
Le caratteristiche del terreno e la posizione geografica intermedia tra il mare Adriatico e i monti Sibillini, sono stati i fattori decisivi alla base della vocazione vinicola di tutto l'areale, in seguito ulteriormente valorizzata dall'evoluzione tecnologica ed enologica di quest'ultimo ventennio.
Su questa porzione di territorio insistono svariate aziende vinicole.
In questa occasione ne segnalo tre: Simone Capecci (ex Poderi Capecci S. Savino), Aurora, Ciù Ciù, i cui vini vantano riconoscimenti da parte delle principali Guide di settore.
Info:
http://viniaurora.it/
http://www.ciuciuvini.it/
https://www.simonecapecci.it/
Etichette testate
Offida Rosso Docg '14 Barricadiero
Offida Docg Pecorino '12 Fiobbo
Rosso Piceno Superiore Doc '10
Offida Doc Pecorino '10 Le Merlettaie
Offida rosso Doc '06 Esperanto
Rosso Piceno Superiore Doc '11 Gotico
Rosso Piceno Superiore Doc '07 Picus
Marche rosso igt '08 Quinta Regio
Marche igt Passerina '14 Tufilla

giovedì 1 ottobre 2009

Passione e Business

Il mercato del vino vive un momento di stagnazione, come risulta da recenti ricerche di mercato. Che il settore vitivinicolo potesse rimanere estraneo alla crisi si è rivelata un'illusione; i dati statistici riferiti ai primi mesi dell'anno confermano un calo tra i 16 e i 18 punti percentuali nell'esportazioni oltre all'acquisita stagnazione del mercato interno, a fronte del costante declino dei prezzi all'origine. Per ovviare a una situazione di fatto che rischia ulteriore evoluzione negativa, si approntano iniziative di questo tipo:http://www.teatronaturale.it/articolo/7432.html
Anche nel contesto vitivinicolo marchigiano sono state promosse iniziative in questo senso da parte di gruppi di produttori, indirizzati e sostenuti da enologi e consulenti, per sviluppare sinergie in una logica di squadra; forse la presenza di un soggetto coordinatore terzo, figura rappresentativa di categoria o ente territoriale, sarebbe in grado di dare più efficacia a questo tipo d'iniziative ed indurre benefici indiretti anche al territorio di riferimento. L'orgoglio e la consapevolezza del singolo di mettere in 75cl fatica e passione, non sono sufficienti, vanno integrati ed inseriti in una diversa offerta, dinamicamente in grado di adeguarsi alle esigenze del mercato.   

lunedì 21 settembre 2009

Azienda Agricola Boccadigabbia a Civitanova Marche.

Ci troviamo presso l'Azienda Agricola Boccadigabbia
Civitanova Marche (MC).
Per raggiungerla, uscire dal casello autostradale di Civitanova Marche, imboccare la SS16 e procedere direzione nord verso località Fontespina.
Arrivati a circa 3,6 km. di distanza rispetto al centro città di Civitanova Marche, si deve svoltare a sinistra, direzione collina e h per altri 900 metri fino ad incontrare il podere Boccadigabbia, proprietà della famiglia Alessandri.
Ciò che incuriosisce in prima battuta è il simbolo napoleonico evidenziato sul logo aziendale.
Tale simbologia è posta a testimonianza del legame storico, che vede le vicende dell'Azienda connesse a quelle dell'Amministrazione Bonaparte. Si tratta cioè di risalire al XIX secolo. Già dai primi anni del 1800 infatti, alcuni territori marchigiani passarono dall'Amministrazione Pontificia a quella del vicerè d'Italia Eugenio Beauharnais, entrando così a far parte dell'Amministrazione Bonaparte, che ne rimase proprietaria anche dopo la caduta dell'Impero Napoleonico per specifica disposizione del Congresso di Vienna. Una di queste terre, il podere Boccadigabbia, destinato alla coltivazione della vite, fu venduto nel 1956 agli attuali proprietari dai discendenti diretti dei Bonaparte.
Tale podere fu oggetto di varie vicissitudini in ordine al suo ottimale utilizzo: dapprima furono espiantati gli antichi vitigni per far posto a quelli previsti dai disciplinari delle Doc locali, in seguito furono reimpiantati i vitigni di origine francese nel tentativo di riprodurre la proverbiale qualità dei vini dell'Amministrazione Bonaparte. Per questo motivo, oggi nella linea dei prodotti aziendali troviamo accanto a vini ottenuti da uve "autoctone", anche un'attenzione particolare alle cosiddette uve "internazionali".
L'azienda si sviluppa su oltre 30 ettari, una parte dei quali dislocati in località Fontespina a Civitanova Marche ed un'altra in contrada Montanello a Macerata, a circa 25 km dalla costa Adriatica. La produzione media annua si aggira intorno alle 150.000 bottiglie e una decina sono le etichette ottenute da uve Montepulciano, Sangiovese, Pinot Noir, Cabernet Sauvignon, Merlot, Ribona, Pinot Grigio, Chardonnay, Verdicchio e Sauvignon Blanc destinato ad una Vendemmia Tardiva introdotta negli ultimi anni.
Etichette testate
Marche igt Merlot '01 Pix
Marche igt Sangiovese '06 Saltapicchio
Marche igt Pinot Noir '04 il Girone
Azienda Agricola Boccadigabbia
contrada Castelletta 56, località Fontespina - 62012 Civitanova Marche (MC)
tel 0733 70728
fax 0733 709579
http://www.boccadigabbia.com/

Il podere Boccadigabbia in località Fontespina a Civitanova Marche.

giovedì 10 settembre 2009

Azienda Madonnabruna a Fermo



Dal casello autostradale di Porto S. Giorgio prendere direzione sud ed imboccare la prima strada a destra: via S.Pietro Vecchio. Proseguendo per circa 2,8 km, all'altezza della strada comunale Lago, proseguire nella direzione iniziale del percorso, per raggiungere dopo poco meno di 3 km l'azienda Madonnabruna di Paolo Petracci.
Ad oggi questa è un punto di riferimento per enoturisti ed appassionati del settore in cerca di nicchie di qualità nel vasto panorama dell'offerta vitivinicola, vero fiore all'occhiello della produzione enologica del territorio fermano. Solo forti motivazioni e passione vera possono portare a bruciare le tappe dall'inizio degli anni duemila ad oggi per raggiungere livelli di eccellenza destinati ad aumentare ulteriormente in futuro; una determinazione quasi insospettabile visto l'aplomb e la flemma anglosassone di un vero gentleman come Paolo Petracci. Di vita ultraquarantennale l'azienda dispone, compresi spazi attrezzati e parti architettoniche, di complessivi 47 h/a di cui 22 a seminativo, 3 di frutteto, 7 di bosco e 12 a vigneto che può giovarsi di suolo a calcare vivo prevalente, elemento fondamentale per puntare ad ottenere vini di qualità. Dapprima solo conferitori, solo dagli inizi degli anni duemila con la realizzazione della cantina di trasformazione si abbinano i due aspetti di conferitore e produttore in proprio, per una produzione media annua di circa 20000 bottiglie.
Attualmente gli aspetti enologici sono a cura del dottor Aroldo Belelli, presente anche in altre aziende marchigiane come ad esempio Bisci e Fattoria Le Terrazze. Cinque le etichette commercializzate: Marche igt Passerina, Marche igt Rocca Tiepolo(blend di uve a bacca bianca), Rosso Piceno doc Cugnolo, Marche igt Portese(cabernet-merlot), Marche igt Moresco(montepulciano).

Azienda Agraria Madonnabruna - contrada Camera 100 Fermo - tel.0734/679500
mail: azienda@madonnabruna.it
http://www.madonnabruna.it/
post aggiornato, note di degustazione:

venerdì 4 settembre 2009

Di Vino in Vino 2009, Offida


Le imponenti mura che circondano il centro storico all'interno del quale c'è il trecentesco ex monastero di S.Francesco, sede dell'Enoteca Regionale delle Marche e della manifestazione

Che cosa sarebbe la prima settimana di settembre senza la tre giorni offidana? Una reggia senza sovrano, un pavone senza piume, una rosa senza spine o più pacatamente un'Olimpiade senza Bolt! Monca, impoverita, banale. Tentativo di esorcizzare futuri scenari? Possibile. Oggettivamente c'è il rischio di una perdita di appeal, di un ridimensionamento del grande successo popolare che la manifestazione ha avuto nel corso degli anni, poichè ora ci si deve confrontare con un irrigidimento delle normative ad esempio dei livelli alcolimetrici alla guida. Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi e godiamo di questa full-immersion nel folcklore, nelle tradizioni popolari, nella ricchezza e vitalità dell'entroterra

Tra i vicoli della città, i palazzi e le merlature del suo centro storico si respira un'aria quasi medioevale ma ancora viva e vitale animata dalla genuinità della sua popolazione

Di Vino in Vino secondo me è anche questo: non solo degustazioni libere o guidate, rapporto diretto con i produttori, possibilità di avere in un sol colpo un quadro generale della produzione e la sua evoluzione nel tempo, convegni e incontri sui temi dell'enogastronomia, ma anche e forse soprattutto uno spaccato convincente della realtà di questo territorio, della sua storia, dell'attaccamento alle tradizioni e alle radici culturali presente anche nei giovani delle ultime generazioni.


Altre considerazioni personali sulle problematiche inerenti questo evento nella sezione blog di " MY VINIX".

martedì 1 settembre 2009

quid est qualitas?


Parlando di qualità nell'ambito della ristorazione si sa dove si comincia ma non si sa dove si finisce, tante e tali sono le variabili oggettive e soggettive nonchè il contesto economico particolare che rischia di condizionare il significato intrinseco del termine. Quando poi trovo giudizi positivi su impostazioni di ristorazione ad esempio della costa adriatica, completamente informali, addirittura con possibilità d'asporto e consumazione nelle vicinanze, peraltro appositamente attrezzate, con il pesce fresco visto, scelto e preparato davanti ai tuoi occhi, ad un prezzo largamente accessibile, realizzo:" qualità=genuinità"; e già siamo a buon punto soprattutto se c'hai famiglia. Volendo però andare oltre, dando per scontata la professione d'umiltà da parte di chi valuta ovvero dell'utente consumatore, penso sia imprescindibile cercare di crearsi, sulla base di esperienze acquisite nel tempo, una propria unità di misura della qualità a cui di volta in volta fare riferimento. Elementi costitutivi fondamentali di tale unità di misura sono: capacità professionale, ovvero accoglienza, organizzazione, location, forma e sostanza dell'offerta gastronomica; scienza e conoscenza ovvero tecniche, cotture, tipicità e creatività, abbinamenti, uso appropriato delle materie prime, dalle quali si possa cogliere l'espressione originale della personalità.

Da qui si può partire per graduare su una scala di valori della qualità.

Considerazioni personali su alcuni ristoranti da me visitati, nella sezione recensione ristoranti di "MY VINIX".

mercoledì 19 agosto 2009

Vino Cotto Cantina Bernabei, Loro Piceno.

Il Vino Cotto è un prodotto tipico di Marche e Abruzzo, con profonda e radicata tradizione.
Nonostante ciò è stato a rischio scomparsa, poichè la normativa impedisce di affiancare il termine "vino" ad una bevanda ottenuta dal riscaldamento del mosto.
Ne è stata salvaguardata la produzione e la commercializzazione, solo con decreto ministeriale dell'anno 2000 che lo ha inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali delle Marche e nell'identico elenco abruzzese.
Da tale data può essere commercializzato scrivendo in etichetta il termine "vino", precedentemente vietato.
Risultano documentazioni che fanno riferimento al Vino Cotto risalenti al primo secolo dopo Cristo: già questo solo fatto sta ad indicare quale radicamento questo prodotto abbia nella tradizione contadina locale.
Soprattutto nella società a prevalente economia agricola che ci ha preceduto, un buon Vino Cotto era il biglietto da visita del bravo agricoltore.
In verità è molto probabile che in origine, il largo uso e produzione di Vino Cotto da parte degli agricoltori derivasse dalla scarsa esperienza in fatto di vinificazione: in sostanza si preferiva bollire il vino, piuttosto che perderlo.
In seguito le esperienze maturate nel settore, hanno portato a raffinare la produzione di Vino Cotto, fino a toccare punte di eccellenza.
Oggi ci sono, in particolare nelle provincie di Fermo e Macerata, località famose per la produzione di Vino Cotto: Lapedona, Ortezzano e naturalmente Loro Piceno dove ha sede:
Cantina di Franco Bernabei
contrada Vignali Bagnere 41
tel: 333 2278013 - 338 6720995 - 0733 509164.
Credendo nella specialità e unicità di questo particolare vino dal colore ad occhio di gallo, giallo ambrato con sfumature nocciola, da circa venti anni Franco ha incrementato la sua produzione realizzando una cantina che può ora vantare discreti volumi.
Base indispensabile per la realizzazione del Vino Cotto, è la scelta di più qualità d'uva; generalmente a bacca bianca (trebbiano, galloppa, maceratino), da cui si viene ad ottenere poi un mosto dall'ottima gradazione.
Il prodotto fin qui ottenuto, viene fatto bollire in specifici recipienti d'acciaio definiti nel gergo colloquiale "callare". La scelta di far cuocere in tale materiale è stata presa dopo aver sperimentato che il rame a differenza dell'acciaio, lascia residui metallici nel vino.
Dopo la bollitura, il prodotto ottenuto viene fatto fermentare per almeno 5/6 mesi; quindi messo in affinamento per un lunghissimo periodo (anche 10 anni) in botti di rovere.
Come tradizione vuole, nel maceratese, a differenza che nell'ascolano, il vino appena cotto non viene rimboccato in caratelli dove è già presente quello degli anni precedenti, ma ogni annata fermenta e affina in modo autonomo; questo per evitare rifermentazioni che andrebbero ad incidere negativamente sul grado alcolico.
Elementi importantissimi quindi, per ottenere un prodotto di alta qualità, sono la messa del vino in botti di legno e la sua lunga conservazione.
Per assaporare e degustare al meglio la dolcezza e fragranza di questo vino, affiancarlo a dolci secchi, crostate, frutta e castagne che lo rendono ancora più appetibile e buono per qualsiasi occasione.
Non si escludono tuttavia, altri utilizzi gastronomici di cucina: per sfumare carni o per salsare.

La Sapa nelle Marche

Il nome Sapa che viene dato al mosto cotto, ha origine probabilmente dall'espressione dialettale maceratese  'nzuppà (inzuppare): era abitudine contadina infatti, usare il mosto cotto come condimento per la polenta.
E' nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali delle Marche e di altre regioni italiane come ad esempio l'Emilia Romagna o la Sardegna dove prende il nome di Saba.
Allo stesso modo del "vino cotto", deriva da un assemblaggio di uve ad alta gradazione, in genere a bacca bianca.
Si ottiene dalla prolungata bollitura del mosto ad una temperatura che non deve superare i 60° centigradi per arrivare ad una riduzione di oltre 2/3 del volume iniziale.
Nell'ultima parte dell'operazione di solito si procede "a bagno maria" per evitare la caramellizzazione: lo stesso risultato si può ottenere aggiungendo all'interno del paiolo, noci con il guscio, che aiutano il mosto a non attaccarsi al fondo del recipiente.
Ne risulta un prodotto di estrema concentrazione, in cui il residuo zuccherino è talmente elevato che inibisce qualsiasi possibilità di fermentazione.
Il suo utilizzo non è limitato alla pasticceria come ingrediente di dolci tipici, ma è anche base per la realizzazione di aceti balsamici; così come ancor più legato alle tradizioni popolari, è l'uso che se ne fa in abbinamento alla polenta o a formaggi stagionati.
Polenta in cottura
"Frustingo o Fristingo"
dolce marchigiano tipico del periodo natalizio

giovedì 13 agosto 2009

Lungo il fiume Tenna: Azienda Vinicola Biologica Conti Maria e Fausti Vini.

Nel breve tratto di strada che costeggia la sponda destra del fiume Tenna, a poco più di 8 km dalla foce, due aziende vinicole interessanti, simili per dimensioni, ma differenti per impostazione produttiva: azienda vinicola Conti Maria e azienda vinicola Fausti.

L'azienda vinicola biologica Conti Maria si trova in contrada Bore di Tenna a Fermo.
Certificata biologica, segue per ora, una linea produttiva di medio profilo. Linea in verità suscettibile di cambiamenti futuri, considerando la buona base professionale e la motivazione del giovane enologo.
In sostanza vini corretti, tipici, territoriali, caratterizzati da un buon rapporto prezzo-qualità, facilmente reperibili anche in GDO.
Degustazione di due vini aziendali a questi indirizzi:
http://www.vinix.it/degustazioni_detail.php?ID=1347
http://www.vinix.it/degustazioni_detail.php?ID=1346

Provenendo dalla SS 16, un paio di km prima di arrivare alla sopracitata azienda, ne troviamo un'altra: azienda vinicola Fausti  in contrada Castelletta 15 a Fermo - tel. +39 0734.621023 - +39 0734 620492 - fax 0734 620492 - mob.: +39 338.8452530
email: faustivini@gmail.com

Ci troviamo sopra la collina, in un casolare di campagna circondato dai filari di syrah, montepulciano e vitigni a bacca bianca; terreno argilloso, calcareo, esposto alla luce e al vento che pulisce.

La consolidata esperienza di Domenico D'Angelo enologo aziendale e deus ex machina, consente d'inserire l'azienda Fausti tra le eccellenze di questo territorio, anche in considerazione dei numerosi riconoscimenti ottenuti da alcune sue etichette a livello nazionale.
Già da più di un decennio l'impostazione produttiva è di alto livello, rivolta decisamente alla qualità; potendo far leva sulla notevole esperienza anche in campo agronomico dell'enologo e sull'indispensabile supporto tecnologico.
Poco più di 10 ettari per una produzione media di 70000 bottiglie all'anno, per il 95% destinate all'esportazione sia in Europa che negli Stati Uniti d'America.
Alcune etichette aziendali:
Marche Rosso igt Vespro
Marche Rosso igt Per Domenico
Rosso Piceno doc Fausto
Marche igt Ale(pecorino)
Marche igt Kris(passerina).
Post correlato, info, degustazioni:

giovedì 6 agosto 2009

Pro Loco in festa a Porto S. Giorgio

Tradizionale appuntamento del mese di luglio a Porto S. Giorgio (FM).
Si snoda sulla falsariga di una sagra, su oltre un chilometro e mezzo di lungomare.
L'evento realizza una serie di obiettivi: mette in sinergia costa ed entroterra, sfrutta i flussi turistici di massa del periodo estivo, sottolinea il ruolo delle tradizioni popolari, offre uno spaccato genuino di territorio.
Lungomare Gramsci è il nucleo vitale della manifestazione.
Qui le varie Pro Loco dispongono di stands attrezzati per degustazione prodotti tipici e ristorazione.
Inoltre uno spazio apposito è riservato all'artigianato.
Da qualche anno la manifestazione può contare sulla partecipazione di delegazioni extraregionali ed estere.

post correlato: //www.vinix.com/ un sistema turistico aggiornato

mercoledì 5 agosto 2009

Fragilità Ritratta




Gli spazi da riservare alla cultura non sono mai abbastanza. Va dato atto all'Amministrazione Comunale di Porto S. Giorgio di essere riuscita in qualche modo a trovarli. Si tratta ora di mantenerli (nonostante le difficoltà oggettive di gestione della cosa pubblica), per non disperdere un patrimonio di valori culturali e umani che sono anch'essi prerogativa di questo territorio. Un bell'esempio di sinergia tra pubblico e privato è la Sala Imperatori sita in via Oberdan. Uno spazio dove periodicamente sono allestite mostre d'arte figurativa di artisti locali già affermati o in cerca di affermazione.
Non sono solo l'organizzazione dell'accoglienza, le eccellenze enogastronomiche, l'orgoglioso attaccamento alle tradizioni locali e alle radici storiche, la tutela architettonica e del paesaggio, ma anche le pulsioni artistiche di giovani talenti, il biglietto da visita di un territorio a vocazione turistica.
Qui alcune delle opere che sono state esposte all'interno della mostra tenutasi nel corso del mese di agosto 2009.
Figure spiazzanti , disarmoniche, segnate dalla provvisorietà dell'esistente, appesantite da pessimismo cosmico.
L'artista coglie con il suo stile figurativo-espressionista gli stati d'animo umani; la lucida consapevolezza che il desiderio di conoscenza porta felicità e sofferenza.

Mostra temporanea "Fragilità Ritratta" di Francesca Vesprini.

Tenutasi dal 2 al 15 agosto 2009 presso la "Sala Imperatori" in via Oberdan 15 a Porto S. Giorgio (FM).

sabato 1 agosto 2009

Iter privatum


Occuparsi di vino e di enogastronomia in generale è l'evoluzione di un percorso naturale, non tanto dovuto a circostanze contingenti quanto ad una fisiologica evoluzione nel tempo di caratteri della personalità; un percorso di avvicinamento graduale per guardare questo mondo con il dovuto rispetto, in modo meno superficiale o goliardico.

"Consumandosi il terreno in superficie, si scoprono le radici, nascoste tra i cromosomi".