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venerdì 5 giugno 2020

Vitigni resistenti, Limine 2016 Terre di Ger winery

Siamo nell'ambito dei vitigni cosiddetti Piwi (acronimo dal tedesco pilzwiderstandfähig vitigni resistenti alle malattie fungine: oidio e peronospora).
Bianco Delle Venezie Igt '16 Limine della cantina friulana Terre di Ger, è infatti ottenuto da 10% Sauvignon e 90% Fleurtai (ibrido da incrocio Tocai Friulano e 20-3 cod. UD. 34-111).
E' quindi doverosa una premessa che inquadri l'uva Fleurtai e i vitigni resistenti (Piwi).
In Italia già nel 2009 sono state iscritte al Catalogo Nazionale come vinifera, le uve resistenti: Bronner, Regent, Cabernet Cortis, Cabernet Carbon, Helios, Johanniter, Prior e Solaris.
Il 18/01/2016 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rese nota l'iscrizione nel Registro Nazionale delle varietà di vite, di altri 10 nuovi vitigni ibridi sviluppati dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine, in sinergia con i Vivai Cooperativi Rauscedo (per ibrido si intende un incrocio tra specie di viti diverse, per esempio tra Vitis vinifera e Vitis labrusca oppure con Riparia, Aestivalis e così via, che può avvenire spontaneamente o guidato dall'uomo).
Si tratta di 5 uve a bacca bianca e 5 a bacca rossa così denominati: Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Kanthus, Julius.
Ibridi in cui il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
La caratteristica principale è la loro maggiore resistenza alle malattie: rispetto ad una vite “normale” sono sufficienti un paio di trattamenti all’anno.
Tuttavia vincoli e resistenze di carattere sia legislativo che burocratico, non facilitano la diffusione di tali vitigni.
La normativa UE per i vini DOP, stabilisce infatti che i medesimi siano prodotti solo con varietà di Vitis Vinifera, vietando l’utilizzo di ibridi interspecifici.
Oggi però i nuovi ibridi non presentano più le caratteristiche scadenti, le carenze organolettiche (aromi poco piacevoli di foxy e fragola) e salutistiche (elevati livelli di metanolo) di quelli del passato, poichè il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
Ad oggi, le dieci varietà iscritte al Catalogo Nazionale nel 2016, sono utilizzate solo nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, limitatamente a vini generici (tavola) e Igp, ma sono in corso richieste di autorizzazione alla coltivazione in altre regioni italiane.
Bianco Delle Venezie Igt '16 Limine
13,5% vol.
Alcune precisazioni preliminari relative a questa etichetta, di tipo sostanziale e di tipo burocratico.
Il percorso dei “vini resistenti” è in costante evoluzione e crescita.
Nel 2016 le uve disponibili in azienda erano il Fleurtai e poche altre, quindi la scelta fu quella di adattarsi a vinificare e testare ciò che arrivava dai vigneti.
Negli anni c’è stata un'evoluzione; sono arrivate a produzione altre varietà resistenti, come il Soreli e il Sauvignon Kretos, di notevole potenzialità, tant'è che sono entrate nell'uvaggio delle annate successive alla '16.
Ogni anno quindi, in azienda si valutano le combinazioni più interessanti anche in relazione a cosa succede in campagna.
Nell'anno in corso ad esempio, l'azienda sta verificando un'ottima produzione sul Bronner, che se le premesse saranno mantenute, potrebbe dare una carica aromatica non indifferente al Limine.
Per ciò che invece concerne gli aspetti burocratici, è bene precisare che l'Indicazione Geografica Tipica "Delle Venezie" è obsoleta dal 30/03/2017 ed stata sostituita o integrata in altri disciplinari.
A partire da questa data quindi, Limine diventa "Venezia Giulia Igt".
Lìmine significa confine: questo vino permette di varcare il confine e di andare oltre il biologico.
La fermentazione avviene in recipienti di acciaio inox e parte in barriques a 16°C per circa 30 giorni.
Affinamento sulle fecce fini per circa sette mesi, frequenti batonnage.
Imbottigliamento fine mese di marzo.
Bottiglie prodotte: 2500.
Bellissimo colore giallo dorato luminoso.
Intenso è il profilo olfattivo.
Erba sfalciata e frutto a polpa bianca impattano di primo acchito, ma hanno fiato corto, poiché l'ossigenazione carica di complessità e d'impronta sovramatura; appaiono in cornice fiori di campo, crescente tendenza al frutto tropicale, persino accenni di resine vegetali.
In bocca il quadro è avvolgente, imperniato su toni resinosi, su polpa fruttata ben matura, pompelmo, tamarindo, passion fruit e le inconfondibili note tropicali.
Spunti rinfrescanti in chiusura, sollecitano salivazione, contrappuntano il tratto sovramaturo.
La degustazione di quest'annata, fatta in due occasioni, a distanza di due anni l'una dall'altra, mi consente di verificare come anche i vini ottenuti da vitigni resistenti possano andare incontro al medesimo processo evolutivo riscontrabile nei vini da uve tradizionali, fatto di maggiore intensità cromatica, maggiori volume e complessità.
Prestazione a mio parere impeccabile per questo vino con doti di finezza.
Degustato a 18°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 90/100.
Strada della Meduna, 17 località Frattina, 33076 Pravisdomini (PN)
tel: +39 0434 644452
email: info@terrediger.it
web: http://www.terrediger.it/
Vitigni Piwi, post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2017/06/thomas-niedermayr-vitigni-piwi-ad.html

martedì 2 luglio 2019

Vitigni resistenti Piwi, Terre di Ger

PIWI: tra serate e degustazioni, la rivoluzione continua.
Giugno è stato un altro mese importante per Terre di Ger e la rivoluzione PIWI.
Tra degustazioni e serate a tema, le varietà resistenti stanno riscuotendo sempre più interesse tra appassionati e addetti ai lavori.
ASSOENOLOGI VENETO A TERRE DI GER
Venerdì 7 giugno l'Assoenologi Veneto Occidentale è venuta a trovarci in cantina per una degustazione tecnica dei nostri vini PIWI, compreso il nostro nuovo bianco che sveleremo in autunno, sempre da varietà resistenti a base Kretos e Soreli.
Il nostro agronomo e prezioso consulente Dott. Patrizio Gasparinetti ha parlato dell'evoluzione storica delle varietà resistenti, sottolineando la differenza tra l'approccio tedesco di Friburgo e quello friulano dell'università di Udine.
L'analisi dei vini è servita per intavolare un interessante dibattito sulla gestione in vigneto e poi in cantina di queste varietà.
La gestione agronomica è fondamentale e supera di gran lunga la componente enologica.
I vigneti devono essere monitorati lungamente durante tutti i mesi estivi e in particolare in prossimità della vendemmia, estremamente precoce e con uve sensibili a variazioni dei livelli di acidità e zucchero.
Durante la visita ai vigneti è stata focalizzata la resistenza alla peronospora con analisi delle foglie e di verifica delle cellule che isolano e cicatrizzano la malattia.
PIWI IN DEGUSTAZIONE CON AIS BRESCIA
Lunedì 17 giugno a Brescia si è tenuta un’interessante serata a tema, intitolata “Le nuove frontiere” organizzata da AIS Brescia, dove si è parlato approfonditamente delle varietà resistenti.
Nicola Biasi, nostro fidato enologo, oltre che esperto pioniere PIWI e produttore, ha spiegato le grandi potenzialità che hanno queste uve e i risultati che si possono ottenere in cantina.
Si è cominciato a usare il termine “iper-biologico” proprio perché vengono abbattute le barriere del biologico tradizionale, garantendo un percorso totalmente naturale partendo dalla salute del suolo fino al calice di vino.
Gli incroci di vitis vinifera permettono infatti di ridurre drasticamente i trattamenti, a beneficio del vigneto e di chi lavora all’interno di esso e di conseguenza contiene la dispersione di CO2 e il consumo idrico.
Una scelta coraggiosa ma consapevole che le cantine stanno scegliendo in favore del rispetto ambientale, più che del profitto.
Il sales manager di Terre di Ger Enrico Conchione ha poi presentato la cantina, spiegando la nostra personale scommessa, il lavoro costante di ricerca che stiamo portando avanti con i nostri tecnici e i progetti che abbiamo per il futuro, parlando del nuovo vigneto che nascerà a Feltre e avrà il compito di dirci le potenzialità delle varietà resistenti in altura, su un terroir e un ambiente completamente diverso dal Friuli Grave.
I partecipanti hanno potuto poi degustare i vini ottenuti da varietà resistenti, tra i quali due annate del nostro Limine, El Masut 2017 e in esclusiva il nostro nuovo rosso da varietà resistenti in sperimentazione che sarà ufficialmente presentato a settembre.
In conclusione un mese di tecnica e approfondimento dal vigneto al vino, per scoprire e dare informazioni a un nuovo mondo vitivinicolo che piano piano apre a conoscenze ed esperienze.
Terre di Ger
Via Strada della Meduna
Frattina di Pravisdomini, PN 33076
Italy
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Degustazione Fleurtai Limine '16, info vitigni Piwi

venerdì 16 marzo 2018

Fleurtai Limine '16, Terre di Ger winery.

Siamo nell'ambito dei vitigni cosiddetti Piwi (acronimo dal tedesco pilzwiderstandfähig vitigni resistenti alle malattie fungine: oidio e peronospora).
Bianco delle Venezie Igt '16 Limine della cantina friulana Terre di Ger, è infatti ottenuto da 10% Sauvignon e 90% Fleurtai (ibrido da incrocio Tocai Friulano e 20-3 cod. UD. 34-111).
E' quindi doverosa una premessa che inquadri l'uva Fleurtai e i vitigni resistenti (Piwi).
In Italia già nel 2009 sono state iscritte al Catalogo Nazionale come vinifera, le uve resistenti: Bronner, Regent, Cabernet Cortis, Cabernet Carbon, Helios, Johanniter, Prior e Solaris.
Il 18/01/2016 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rese nota l'iscrizione nel Registro Nazionale delle varietà di vite, di altri 10 nuovi vitigni ibridi sviluppati dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine, in sinergia con i Vivai Cooperativi Rauscedo (per ibrido si intende un incrocio tra specie di viti diverse, per esempio tra Vitis vinifera e Vitis labrusca oppure con Riparia, Aestivalis e così via, che può avvenire spontaneamente o guidato dall'uomo).
Si tratta di 5 uve a bacca bianca e 5 a bacca rossa così denominati: Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Kanthus, Julius.
Ibridi in cui il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
La caratteristica principale è la loro maggiore resistenza alle malattie: rispetto ad una vite “normale” sono sufficienti un paio di trattamenti all’anno.
Tuttavia vincoli e resistenze di carattere sia legislativo che burocratico, non facilitano la diffusione di tali vitigni.
La normativa UE, per i vini DOP, stabilisce infatti che i medesimi siano prodotti solo con varietà di Vitis Vinifera, vietando l’utilizzo di ibridi interspecifici.
Oggi però i nuovi ibridi non presentano più le caratteristiche scadenti, le carenze organolettiche (aromi poco piacevoli di foxy e fragola) e salutistiche (elevati livelli di metanolo) di quelli del passato, poichè il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
Ad oggi, le dieci varietà iscritte al Catalogo Nazionale nel 2016, sono utilizzate solo nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, limitatamente a vini generici (tavola) e Igp, ma sono in corso richieste di autorizzazione alla coltivazione in altre regioni italiane.
Bianco delle Venezie Igt '16 Limine
alcool 13,5%
fascia prezzo in enoteca
€ 11/20
La fermentazione avviene in recipienti di acciaio inox e parte in barriques, a 16°C per circa 30 giorni.
Affinamento sulle fecce fini per circa sette mesi, frequenti batonnage.
Imbottigliamento fine mese di marzo.
Bottiglie prodotte: 2500.
Si presenta giallo paglierino scarico, limpido, tendente al verde.
Frutti a polpa bianca, mela, pera, sentori di frutto tropicale e mandorlati impattano decisi al naso.
Inconfondibile è l'impronta sauvignon, i sentori vegetali, la foglia di pomodoro.
In una sorta di discontinuità fruttata, è invece l'agrume in svariate declinazioni, predominante in bocca.
Quadro variegato, vibrante di frutto ancora acerbo, potrebbe a mio parere giovarsi di ulteriore affinamento in bottiglia.
Morbido in punta di lingua, sprigiona rapidamente la ricca carica acidica.
Citrino, pungente.
Sfumato di frutto tropicale, più evidente in retrogusto con l'innalzamento della temperatura di servizio.
Note di pompelmo e buccia d'arancia.
Finale sapido, con connotazione amarognola che però scompare dopo prolungata ossigenazione.
Temperatura di servizio: 10°C - 13°C.
Un vino tendenzialmente di pronta beva,  ma di discreta struttura, versatile nell'abbinamento a tutto pasto.
Lo ho proposto su:
stoccafisso all'anconetana
Terre di Ger
Strada della Meduna, 17 località Frattina, 33076 Pravisdomini (PN)
tel: +39 0434 644452
email: info@terrediger.it
web: http://www.terrediger.it/
Postazione Vinitaly 2018: Hall 6 (Friuli Venezia Giulia) - Stand 6
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