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mercoledì 17 giugno 2026

Vini Bagnanti 2026, San Vincenzo in provincia di Livorno

VINI BAGNANTI AI NASTRI DI PARTENZA
Sabato 20 giugno la Costa degli Etruschi accoglierà 50 produttori dall'Italia e dall'estero
In collaborazione con Slow Food e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo 50 vignaioli sulla spiaggia del resort Riva degli Etruschi per una serata tra vino, mare, gastronomia e cultura del territorio
Dalle 18:30 alle 23:30: Riva degli Etruschi – Via della Principessa, 120 – 57027 San Vincenzo (LI)
Mancano ormai pochi giorni alla terza edizione di Vini Bagnanti, l’evento dedicato al vino artigianale e al racconto dei territori che sabato 20 giugno trasformerà la spiaggia privata del resort Riva degli Etruschi a San Vincenzo (LI) in un grande percorso di degustazione sul mare.
Sono cinquanta i vignaioli provenienti dall’Italia e dall’estero che prenderanno parte all’edizione 2026, affiancati da un ricco programma di attività dedicate alla sostenibilità, alla cultura gastronomica e al confronto diretto con i produttori.
A confermare l’interesse crescente verso la manifestazione è il sold out del Laboratorio del Giusto, l’appuntamento a numero chiuso curato da Slow Wine e La Banca del Vino di Pollenzo che approfondirà gli aspetti etici e sociali della produzione vinicola.
Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno registrato oltre 1000 partecipanti, Vini Bagnanti torna con un programma sempre più articolato, costruito insieme a Slow Food Condotta Costa degli Etruschi, Slow Wine, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e La Banca del Vino di Pollenzo.
Filo conduttore della manifestazione sarà il concetto di “Giusto” che darà vita ad un percorso che vuole approfondire il rapporto tra vino, sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e identità produttiva, mettendo al centro non solo il prodotto finale ma anche il lavoro delle persone che ogni giorno operano nel mondo del gusto.
Anche per questa nuova edizione il percorso di degustazione sarà accompagnato da una serie di attività collaterali pensate per approfondire il rapporto tra vino, ambiente e cultura gastronomica:
- Percorso sensoriale con laboratori interattivi e degustativi a cura dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
- Laboratorio del Giusto, presso la terrazza del parco centrale, a cura di Slow Wine e di La Banca del Vino di Pollenzo
- Area food che affiancherà i cinque ristoranti del resort con punti ristoro selezionati dalla condotta Slow Food Costa degli Etruschi
- Aree tematiche pensate per favorire un confronto diretto tra produttori e pubblico, valorizzando storie, approcci produttivi e identità delle singole aziende.
La selezione delle aziende partecipanti, curata da Teseo Geri, segue criteri ben precisi: identità territoriale, sostenibilità, coerenza produttiva e attenzione al valore umano e culturale del vino.
Un approccio perfettamente in linea con la filosofia di Riva degli Etruschi, realtà che da anni porta avanti un modello integrato di ospitalità, agricoltura e cultura gastronomica sostenibile.
Le cantine proverranno non soltanto dall’Italia, con un focus importante sulla Toscana, ma anche dall’estero, con aziende provenienti da Spagna, Ungheria, Slovenia, Grecia e Argentina, offrendo un quadro dal respiro internazionale e fortemente legato alla diversità dei territori e delle culture produttive.
Lista aziende
Tenuta Guardamare – Toscana
Fattoria di Montemaggio – Toscana
Clivo Altura – Toscana
Tenuta di Carleone – Toscana
Sant'Agnese – Toscana
Castagnoli – Toscana
Podere Dell'Anselmo – Toscana
Belvedere 1 – Toscana
Acquabona – Toscana
Demetervin - Ungheria
Vignaioli Urbani Mistici – Toscana
Fattoria Le Masse – Toscana
VenticinqueDieci – Trentino-Alto Adige
Campo alle Comete – Toscana
Champagne Goutorbe Bouillot - Francia
Mersel & Il Lebbio – Libano & Toscana
Borgo Pancoli – Toscana
Petrolo – Toscana
Castaldi Francesca Azienda Agricola – Piemonte
Fondazione Apri Le Braccia – Piemonte
Gustin - Slovenia
Alberelli di Giodo – Toscana
Vignamaggio – Toscana
Incandia Bio – Toscana
Case d’Alto - Campania
Bodega Piedra – Spagna
Pares Baltà – Spagna
La Lupinella – Toscana
Domaine de Cocagne – Toscana
Wageck – Germania
Tenuta La Gigliola – Toscana
Castelsimoni – Abruzzo
Zonzo – Toscana
Mastrojanni - Toscana
Melly's Kombucha – Piemonte
Colline Albelle - Toscana
Cantina Andrea Paffarini – Umbria
Deposito Clandestino – Umbria
Vini Laluce – Basilicata
Albamora – Toscana
Fortebrezza – Toscana
La Macchia – Toscana
Antiche Rive – Friuli-Venezia Giulia
Bronzato Wine – Veneto
Tikal Natural - Argentina
Domaine Paterianakis - Grecia
Almarea Botaniche Di Mare - Lazio
Terre del Cima - Veneto
Maffione – Puglia
Podere La Botta - Toscana
Riva degli Etruschi, con oltre 60 anni di storia, rappresenta oggi un sistema integrato di ospitalità, produzione agricola e cultura gastronomica profondamente legato al territorio.
Il resort si estende su 35 ettari di parco e area agricola, con oltre 8000 alberi e arbusti, più di 400 sistemazioni, cinque ristoranti, una tenuta agricola biologica e una produzione vinicola sostenibile.
Tra le produzioni interne si trovano ortaggi, cereali antichi, il carciofo violetto della Val di Cornia presidio Slow Food — di cui il resort rappresenta uno dei principali produttori in Italia —, l’olio extravergine della Tenuta Biliotto e la gamma dei vini di Riva degli Etruschi, nata dalla consulenza di Michele Satta e sviluppata nel segno della valorizzazione del territorio.
È proprio da questa visione che nasce Vini Bagnanti, un evento dove vino, cibo, paesaggio e cultura gastronomica dialogano in maniera naturale, trasformando la spiaggia e il resort in un luogo di incontro e confronto tra produttori, operatori e appassionati.
Partecipare a Vini Bagnanti significa anche vivere il resort nella sua completezza, tra ospitalità e proposta gastronomica.
Le oltre 400 sistemazioni, tra camere hotel, ville e residence, accolgono un pubblico eterogeneo, mentre i cinque ristoranti del resort propongono esperienze differenti:
Mariva Dune – fine dining
Nautico – cucina di mare
Mistral – cucina toscana All’Orto – proposta km 0 con prodotti dell’azienda agricola biologica del resort
Magù – ristorante & pizzeria.
Il biglietto d’ingresso, acquistabile on line sul sito di Vini Bagnanti, sarà di 20 euro e includerà calice, tracolla personalizzata, degustazioni illimitate e accesso al percorso sensoriale.
Il Laboratorio del Giusto è sold out.
INFO
Dove: Riva degli Etruschi, via della Principessa 120 San Vincenzo (LI)
Quando: sabato 20 giugno 2026 – dalle 18:30 alle 23:30
Costo: biglietto d’ingresso: 20 € (inclusi calice, tracolla e degustazioni illimitate)
info@vinibagnanti.it
www.vinibagnanti.it
www.rivadeglietruschi.it
Il biglietto di ingresso sarà acquistabile a partire da metà maggio sul sito www.vinibagnanti.it

lunedì 10 marzo 2025

Orcia Doc wine tasting in Tipicità Festival 2025

Degustazione guidata a cura di Ais Marche e Consorzio del Vino Orcia, tenutasi presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo, nel corso della 33^ edizione di Tipicità Festival dal 7 al 9 marzo 2025.
La degustazione ha celebrato i 25 anni dalla nascita del consorzio di tutela toscano.
La Denominazione d'Origine Controllata Orcia fu istituita nell'anno 2000, la zona di produzione comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo di una dozzina di comuni in zona collinare nel sud/ovest della provincia di Siena, ad est ed ovest del bacino del fiume Orcia che dà il nome alla denominazione.
La Doc s'incunea tra altre due aree fortemente vocate dal punto di vista vitivinicolo (Montepulciano e Montalcino), ma appare con le carte in regola per sostenerne il confronto.
Le tipologie previste da disciplinare sono:
“Orcia” anche con la menzione riserva (Sangiovese: minimo 60%)
“Orcia” rosato (Sangiovese: minimo 60%)
“Orcia” bianco (Trebbiano toscano: minimo 50%)
“Orcia” Sangiovese anche con la menzione riserva (Sangiovese: minimo 90%)
“Orcia” Vinsanto o Vin Santo (Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga: da soli o congiuntamente minimo 50%).
Del Consorzio fanno parte circa 60 cantine, per complessivi circa 200 ettari vitati e una produzione media annua di 300.000 bottiglie.
Si tratta quindi di un comparto di nicchia, costituito da micro aziende di pochi ettari, la quasi totalità delle quali si dedica anche all'accoglienza agrituristica.
"Vino artigianale in un mercato globale" è lo slogan adottato dal Consorzio per promuovere cantine e territorio.
Abbiamo degustato: 1 Orcia Doc Rosato, 2 Orcia Doc, 1 Orcia Doc Sangiovese, 1 Orcia Doc Sangiovese Riserva, 1 Orcia Doc Riserva
Orcia Doc Rosato 2023 MaLamore
13,5% vol.
Bagnaia
L'azienda dispone di 6 ettari di vigneto e di agriturismo.
Ottenuto da uve Sangiovese, appare di color rosa fiori di pesco.
Aromi di frutti rossi, fiori bianchi e pomacee, note vegetali e nocciolate.
Agile di frutto rosso e sapido al palato: ribes, lampone, tonalità agrumate e fresche.
Orcia Doc 2022 Scorbutico
14,5% vol.
Poggio Grande
L'azienda dispone di 6 ettari di vigneto.
Ottenuto da 80% sangiovese, 10% cabernet, 10% merlot, matura 18 mesi complessivi, in tonneaux il sangiovese, in barrique gli internazionali.
Appare rosso rubino che va sul granato.
Quadro ricco e complesso.
Gli internazionali danno immediatezza e stemperano il tratto selvatico del sangiovese, le sensazioni scalpitano come il cavallo in etichetta, si va dalla prugna matura a note cremose e vanigliate, da una marcata speziatura di pepe nero e noce moscata, al frutto di bosco anche in confettura, a note terziarie e floreali di viola.
Prestazione a mio parere impeccabile.
Orcia Doc 2021 Banditone di Campotondo
14,5% vol.
Campotondo
L'azienda dispone di 3 ettari di vigne ad alberello poste a 600 metri sul livello del mare.
Blend di sangiovese, colorino e merlot, matura in rovere, appare rosso rubino carico, tendente al granato.
Vino scattante: carica acidica prepotente, frutto nero maturo e in confettura, note amarotiche e balsamiche, cacao e rosmarino.
Carne alla brace.
Orcia Doc Sangiovese 2021
14,5% vol.
Atrivm
Ottenuto da uve sangiovese in purezza, affinato 12 mesi in botte grande e altrettanti in bottiglia, appare rosso granato fitto.
Marcata speziatura, noce moscata, chiodo di garofano, ma anche frutto nero e tabacco, note floreali di viola e cioccolato, tannino scalpitante e acidico in chiusura.
Arrosti, cacciagione.
Orcia Doc Sangiovese Riserva 2020 Aetos
14% vol.
Tenuta Sanoner
L'azienda dispone di una ventina di ettari di vigneto a conduzione biologica e biodinamica.
Per questo vino 100% sangiovese, la fermentazione alcolica avviene in cemento ed è innescata da lieviti indigeni, la fermentazione malolattica è svolta in acciaio, l'affinamento è di 24 mesi in botti di rovere, più ulteriori 6 mesi in bottiglia.
Appare rosso rubino, tendente al granato, esprime note di anice e cuoio, floreali di viola mammola e speziate di pepe bianco.
In bocca ha note agrumate, è pulito, essenziale, netto, più acidico che tannico.
Orcia Doc Riserva 2020 Capitoni
15,5% vol.
Marco Capitoni
L'azienda dispone di 6/7 ettari di vigneto.
Questo vino è un blend di uve selezionate 80% sangiovese e 20% merlot, coltivate su una superficie di circa 4 ettari a 460 metri sul livello del mare.
Affina per 24 mesi in botti grandi e barriques, più ulteriori 12 mesi in bottiglia.
Con il passare degli anni il vino si affina ulteriormente, crescendo in morbidezza ed eleganza.
Data di imbottigliamento per questa annata: 20 maggio 2023.
Numero di bottiglie prodotte nell'annata: n°11695 da litri 0,750 - n°127 magnum da litri 1,5 - n°10 jeroboam da 3 litri.
Titolo alcolometrico: 15,5% 
Acidità totale: 4,67 g/l
Estratto secco: 30,5 g/l
Appare rosso granato carico.
Quadro di grande suggestione, oserei dire aristocratico, elegante e corposo.
Le sensazioni spaziano dal frutto nero stramaturo, prugna e ciliegia, alle spezie, pepe, ginepro, chiodo di garofano, fino a note animali e cuoio.
In bocca è avvolgente di calore alcolico e sapido, ha lunga persistenza, è ben bilanciato nel rapporto tra parti dure e morbide, è certamente ricco di glicerine, di marasca sotto spirito, di cioccolato e di vaniglia, adeguatamente contrappuntati però, dalla dotazione acidica e tannica.
Vino di pregio e dal formidabile rapporto qualità/prezzo.

giovedì 13 febbraio 2025

Bolgheri Doc Rosso 2017 e 2018, Collemassari wine estates

Mini verticale di due annate ravvicinate, ma differenti per andamento climatico
Annata 2017 critica a macchia di leopardo in Italia, con primavera rigida e gelate nel mese di aprile che hanno modificato il ciclo vegetativo delle piante ritardando la germogliazione; estate arida, secca, siccitosa che ha messo sotto stress viti e viticoltori, anticipato le maturazioni e indotto a rimodulare le tempistiche di vendemmia; la limitata altitudine dei vigneti in Bolgheri Doc e l'effetto temperante del vicino Tirreno probabilmente hanno consentito di assorbire le criticità d'annata in modo migliore rispetto ad altri territori italiani.
Annata 2018 meno problematica, nonostante la notevole piovosità primaverile che ha da un lato messo a rischio il normale procedere del ciclo vegetativo delle piante, ma dall'altro ha consentito di ripristinare riserve idriche importanti, risultate poi utili per affrontare la calura estiva; settembre ancora piovoso, ma sostanziale rispetto della tempistica standard di vendemmia.
Bolgheri Doc Rosso 2017
13,5% vol.
Ottenuto da uve 50% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 20% merlot, 6% sangiovese, 4% petit verdot, fermenta in acciaio, matura circa 10 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, più ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al granato.
Profumi intensi al naso e freschezza al palato.
More, lamponi, liquirizia, tonalità mentolate, carica acidica e tannino paiono eccedere rispetto alla carica estrattiva polifenolica e alle glicerine, soprattutto ad un primo step.
Dopo adeguata ossigenazione il quadro si aggiusta, trova migliore equilibrio, ma su parametri non elevati, cioè a discapito della corposità.
Valutazione @avvinatore 89/100.
Bolgheri Doc Rosso 2018
14% vol.
Ottenuto da uve 50% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 20% merlot, 10% sangiovese, fermenta in acciaio, matura circa 10 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, più ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al granato.
In questo caso troviamo un equilibrio stabile, quindi immediatezza, ma anche intensità olfattiva, gusto pieno e bilanciamento raggiunto tra parti dure e morbide.
Quest'annata ribadisce sostanzialmente i marcatori della precedente, fruttati, balsamici, speziati, lampone, liquirizia, anche chiodo di garofano e cioccolato bianco, ma su parametri più elevati, risultando quindi di struttura leggermente superiore.
Valutazione @avvinatore 90/100.
Il gruppo Collemassari è costituito da 4 tenute in Toscana: Collemassari nel Montecucco, Podere Grattamacco a Bolgheri, Poggio di Sotto a Montalcino, Tenuta San Giorgio a Montalcino, acquisite dalla famiglia Tipa-Bertarelli a partire dalla fine degli anni '90 fino al 2016.
I vini qui degustati provengono dalla seconda tenuta.
Collemassari S.p.A. Società Agricola
Podere Grattamacco
località Lungagnano 128
57022 Castagneto Carducci (Li)-Toscana-Italia
T +39 0565765069
E info@grattamacco.it
W https://www.grattamacco.it/it/
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Bolgheri Doc, Collemassari winery
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giovedì 4 aprile 2024

Montecucco Doc Rosso Riserva 2015 ColleMassari, Castello di ColleMassari

Il gruppo Collemassari è costituito da 4 tenute in Toscana: Collemassari nel Montecucco, Podere Grattamacco a Bolgheri, Poggio di Sotto a Montalcino, Tenuta San Giorgio a Montalcino, acquisite dalla famiglia Tipa-Bertarelli a partire dalla fine degli anni '90 fino al 2016.
Questo vino proviene dalla prima tenuta.
Ottenuto da uve 80% sangiovese, 10% ciliegiolo, 10% cabernet sauvignon, maturato in rovere grande e piccolo per 18 mesi, più ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi, appare rosso granato con leggera velatura dovuta alla presenza di deposito in bottiglia.
Profilo austero, ha conquistato finezza e complessità nel lungo periodo.
I marcatori predominanti sono di tipo speziato e mentolato, noce moscata, chiodo di garofano, ma anche frutto nero stramaturo, humus, terra smossa, cuoio.
In bocca la verve tannica e acidica impregna il finale, fresco di frutti di bosco, di more e di mirtilli.
Prestazione di tutto rispetto e fedeltà varietale per questo sangiovese di stampo tradizionale.
Valutazione @avvinatore 91/100
Montecucco Doc Rosso Riserva 2015 ColleMassari
14% vol.
Abbinato su:
agnello impanato e fritto
Collemassari S.p.A. Società Agricola
Loc. Poggi del Sasso, 58044 Cinigiano (Gr)
0564 990496
info@collemassari.it
https://www.collemassariwines.it/
ColleMassari wine estates in Tuscany
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venerdì 9 febbraio 2024

Toscana Igt Cabernet Franc 2017 Vivaldaia, Villa Pillo

Ottenuto da uve provenienti da vigneti impiantati tra il 1991 e il 1997, maturato circa 12 mesi, parte in barriques nuove, parte in barriques di secondo passaggio, appare rosso rubino tendente al granato.
Risposta varietale e fruibilità i dati salienti.
Le tonalità di tipo erbaceo che ricordano il peperone, sono rivelatrici della dotazione metossipirazinica, ad esse se ne affiancano altre di tipo fruttato e speziato, prugna matura e amarene, chiodo di garofano e cannella; accenni idrocarburici e vaniglia completano un profilo olfattivo ben calibrato.
Al palato le sensazioni sono meno profonde, alleggerite da note fresche di semi di melograno, da carica acidica e da tannini verdi; l'impalcatura vira decisamente sulle freschezze, in parte contrappuntabili con l'innalzamento della temperatura di servizio.
Se per un verso il rapporto tra parti dure e morbide può apparire sperequato, da altra prospettiva può essere proprio la dotazione acido-tannica la leva in grado di solleticare le funzionalità papillari e al contempo di comprimere le volumetrie organolettiche, di ridimensionare quindi la complessità del quadro e l'impegno gustativo.
Toscana Igt Cabernet Franc 2017 Vivaldaia
13,5% vol.
A mio parere da abbinare su piatti a tendenza grassa o untuosa, costine di maiale alla griglia, pollo in potacchio.
Valutazione @avvinatore 89/100
Villa Pillo
località Pillo 24
50050 Gambassi Terme (FI)
Tel. 0571/680212
Fax 0571/680216
Mobile +39 3357112754
e-mail: info@villapillo.com
https://www.villapillo.com/
Toscana Igt Cabernet Franc Vivaldaia, Villa Pillo
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domenica 21 gennaio 2024

Carpineto apre l'archivio enoico con oltre 100mila bottiglie vintage

Carpineto apre "Enolibreria" in Chianti Classico, un archivio enoico con oltre 100mila bottiglie vintage.
Un compendio storico della viticoltura toscana, in bottiglia.
Un archivio enoico che non è solo una summa del passato, per quanto preziosa ed emozionante essa possa essere, non è solo un "magazzino", ma è un'opportunità per chi voglia godere di proposte esclusive: bottiglie da collezionare, regali unici, aged wines da degustare all'apice dell'arco evolutivo.
Sugli scaffali oltre 100mila bottiglie delle tre denominazioni storiche, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, più i Super Tuscan.
Ad un mese dal via dell’anteprima del Chianti Classico alla Leopolda a Firenze ed a seguire del Vino Nobile di Montepulciano, quando tutta l’attenzione della critica e degli appassionati è rivolta alle nuove annate, prende sempre più evidenza il progetto di Carpineto sui vini di lunga vita; infatti nelle suddette manifestazioni, oltre all’annata in uscita sul mercato e ai campioni di botte, sarà possibile degustare ad esempio la Riserva 1993 del Chianti Classico o il Vino Nobile 1989 o il Cru di Nobile, primo sangiovese 100%, il Poggio Sant’Enrico 2001, vini cioè presenti nell’archivio enoico di Carpineto appena apertosi a Dudda frazione del comune di Greve in Chianti in provincia di Firenze.
Ecco un esempio di una Box Vintage disponibile in "Enolibreria":
Chianti Classico 1995
Vino Nobile di Montepulciano Riserva 1989
Chianti Classico Riserva 1993
Vigneto Poggio Sant’Enrico 2001
L'Appodiato di Dudda a Greve in Chianti, sede originaria della Carpineto in Chianti Classico, è il cuore storico dell'azienda, emblematicamente rappresentato da una "libreria enoica" tra le più fornite, con un grande numero di annate storiche.
L'affinamento dei vini imbottigliati avviene in una cella sotterranea a temperatura costante, un caveau che può ospitare fino ad un milione di bottiglie.
Non sono poche le aziende storiche toscane che hanno un archivio delle loro annate migliori.
Quello che rende l'archivio di Carpineto prezioso è la varietà, la profondità ed anche l'ampia disponibilità di tutti i vini per l’acquisto.
La "biblioteca" comprende Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e Super Tuscan.
L’idea di costituire una "libreria" delle bottiglie, venne fin dalle origini dell'azienda sul finire degli anni '60, ai fondatori di Carpineto, Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, grandi appassionati di vino.
Per dimostrare la longevità dei prodotti, iniziarono così fin dai primissimi anni a conservare le annate più prestigiose, nonché quelle più premiate: "male che va - dicevano - ce le beviamo noi".
Non è andata proprio così.
Almeno dagli anni '80 in poi, le bottiglie in archivio non sono mai state "pezzi da museo", raccontano in Carpineto.
Si tratta infatti di bottiglie con un grande appeal per appassionati e wine lovers; appeal dovuto alla spiccata attitudine alla longevità dei vini e alla modalità di conservazione degli stessi.
La procedura per chi acquista on line, prevede che le bottiglie vengano etichettate al momento dell’ordine per assicurare una presentazione perfetta, messe in una cassetta di legno sigillata e spedite.
Si possono comporre cassette di particolare pregio che racchiudono al loro interno una verticale completa con 6 bottiglie di un Cru, oppure scegliere singole bottiglie e comporle in una confezione che rappresenti un affresco della Toscana del vino: "sorsi del tempo" potremmo definirlo.
Dudda - Greve in Chianti (FI)
orari dalle 09.00 alle 16.30 tutti i giorni weekend escluso.
L’Enolibreria con 100 mila bottiglie vintage è anche on line
https://www.carpineto.com/shop/
"La tradizione ci spinge in avanti, l'innovazione ci tiene al passo coi tempi" stanno concentrati in questa sorta di motto che ama ripetere Antonio Mario Zaccheo, fondatore della Carpineto nel 1967 con Giovanni Carlo Sacchet, il carattere e la forza iconografica dei vini da invecchiamento.
Fondata in Chianti Classico nel 1967 dalle famiglie Sacchet e Zaccheo, Carpineto, tuttora gestita dalle due famiglie, coltiva in modo sostenibile, all'insegna della neutralità carbonica, 500 ettari di terreni di proprietà, suddivisi tra 5 tenute o appodiati, nelle zone storiche della Toscana vitivinicola: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma.
Molto nota per i grandi rossi a denominazione e per alcuni SuperTuscan, sempre ai vertici delle classifiche nazionali e internazionali, l'azienda esporta in oltre 70 Paesi nel mondo i vini delle più prestigiose Docg della Toscana.
Nella tenuta di Montepulciano inoltre, si pratica l'enoturismo con una variegata gamma di proposte di degustazione, passeggiate in vigna, pic nic e pranzi all'aperto.
Carisma, stile, grande continuità qualitativa, riconoscimenti prestigiosi, sono i dati salienti aziendali; vini da scoprire sul territorio, nei vigneti delle 5 tenute o appodiati, nei territori più vocati della Toscana.
Per la Carpineto il vino è passione, emozione, natura, cultura.
Carpineto srl
località Dudda 17/b (199,77 km), 50022 Greve in Chianti (Fi)
Tel +39 055 854 9062
Fax +39 055 8549001
info@carpineto.com
 lrcomunicazione@lrcomunicazione.com
Tel +39 339 475 5329
https://www.carpineto.com/

martedì 21 novembre 2023

Costa Toscana Rosso Igt 2021 Ligustro, Podere La Regola

Siamo nell'ambito dei vini di medio corpo e favorevole rapporto qualità-prezzo.
Ottenuto da uve prevalentemente Sangiovese, con percentuali variabili di Syrah e Merlot in relazione all'andamento d'annata, vinificato in acciaio, affinato 5 mesi in cemento e almeno 12 in bottiglia, si presenta alla vista rosso rubino carico, con riflessi porpora e lieve trasparenza sull'unghia.
La prima impressione olfattiva è di grande finezza e ricchezza polifenolica.
Si alternano marcatori moderatamente pirazinici e di tipo vegetale, peperone, macchia mediterranea, aghi di pino marittimo, ad altri di tipo speziato, noce moscata, e ancora di tipo fruttato, more e lamponi.
Al palato l'impronta è decisamente fresca, la carica acidica ravviva e rende facile un quadro ricco di frutto rosso, velato di rabarbaro e spezie dolci, non dotato di particolare allungo, ma ben bilanciato, fruibile.
Consigliato su primi piatti di pasta al ragù di carne, tagliere di salumi all'italiana, carni rosse o bianche, straccetti di vitello al rosmarino.
Valutazione @avvinatore: 89/100
Costa Toscana Rosso Igt 2021 Ligustro
13,5% vol.
Podere La Regola
Sede legale: Via A. Gramsci, 1 – 56046 Riparbella (PI)
Sede amministrativa: Tel. +39 0588 81363 – Fax +39 0588 90378
Cantina: Loc. Altagrada – SRT 68 Km. 6,400 a Riparbella
Tel. +39 0586 698145 – Fax +39 0586 696833
Email: info@laregola.com
Web: https://www.laregola.com/
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sabato 4 novembre 2023

Costa Toscana Bianco Igt 2022 Steccaia, Podere La Regola

Ottenuto da uve Vermentino, maturato in acciaio per 5 mesi, più un breve affinamento di circa due mesi in bottiglia, appare giallo paglierino luminoso, tendente al verde oro.
Approccia intenso d'agrume, sassoso di pietra bagnata, trasmette altresì sensazioni floreali, fiorellini bianchi, fruttate di pomacea a polpa bianca, anice.
Quadro olfattivo non particolarmente complesso, tuttavia diretto sui recettori, verticale.
Al palato il frutto scalpita, colto nella fase di passaggio dall'acerbo al maturando, tende a sovrastare il fiore e tutto il resto, la verticalità vieppiù si alimenta di carica citrina, di buccia d'agrume, di mineralità financo salina, di tonalità amarotiche e pompelmo in chiusura.
Vino di buon corpo e di accentuata vivacità, beneficia di leggero innalzamento della temperatura di servizio.
Costa Toscana Bianco Igt 2022 Steccaia
12,5% vol.
L'uva Vermentino pare essere originaria della Penisola Iberica, poi diffusasi altrove, in Liguria, Corsica, Sardegna e Toscana, dando luogo a cloni differenti in relazione all'adattamento nei diversi contesti pedoclimatici; questo Vermentino di Toscana ad esempio, mi pare più affine ai cloni di Liguria che a quelli sviluppatisi in Sardegna aromaticamente più variegati.
In abbinamento su cucina di mare, versatile a tutto pasto, preferibilmente su piatti di pesce non troppo impegnativi o su piatti che necessitino di un effetto sgrassante.
Valutazione @avvinatore 89/100
Podere La Regola
Sede legale: Via A. Gramsci, 1 – 56046 Riparbella (PI)
Sede amministrativa: Tel. +39 0588 81363 – Fax +39 0588 90378
Cantina: Loc. Altagrada – SRT 68 Km. 6,400 a Riparbella
Tel. +39 0586 698145 – Fax +39 0586 696833
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Podere La Regola wines in Tuscany
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martedì 2 maggio 2023

Rosso di Montalcino Doc '15 Ciampoleto, Collemassari winery

Nell'ambito delle attività della Fondazione Bertarelli, prevalentemente di tipo socio/culturale e artistico, s'inserisce anche l'attività vitivinicola.
I fratelli Maria Iris Tipa Bertarelli e Claudio Tipa, condividendo la passione per i grandi vini, hanno realizzato nel corso degli anni un “Domaine” in Toscana.
L'odierna ColleMassari comprende quattro Tenute: Castello di ColleMassari, Podere Grattamacco, Fattoria Poggio di Sotto, Tenuta San Giorgio.
Ciampoleto proviene da quest'ultima Tenuta.
Ottenuto da vigneti di sangiovese di età media di 20 anni, posti a circa 450 metri sul livello del mare all'interno della Tenuta San Giorgio, nella zona di Castelnuovo dell'Abate frazione del comune di Montalcino in provincia di Siena, risulta emblematico di un areale particolarmente vocato.
Vinificato in acciaio, maturato 12 mesi in botti di rovere da 30 hl, affinato in bottiglia per ulteriori 6 mesi, appare rosso granato scarico, con trasparenze.
La veste cromatica anticipa la fisionomia.
Il tratto è maturo, oserei dire severo, in particolare evidenza profumi terziari dovuti all'affinamento e allo stato evolutivo: tabacco, cuoio, sottobosco, speziatura, chiodo di garofano, liquore al caffè.
Al palato il frutto si ritaglia uno spazio su note di frutti di bosco, ribes, more di rovo, la carica acidica rinfresca il finale, il tannino non punge, il corpo appare solido, tuttavia non sovrastrutturato, più raffinato che massiccio.
Vino di pregio, che fa della cifra stilistica la sua prerogativa.
Rosso di Montalcino Doc '15 Ciampoleto
13,5% vol.
In abbinamento su selvaggina, anatra al forno, braciole di maiale in griglia.
Valutazione @avvinatore 92/100
ColleMassari SpA Società Agricola
Loc. Poggi del Sasso 58044 Cinigiano (GR)
Phone: +39 0564 990496
Fax: +39 0564 990498
Email: info@collemassari.it
Web: https://www.collemassariwines.it/
Collemassari S.p.A. Società Agricola
Via di Porta Pinciana 6, 00187 Roma (RM)
Disciplinari di produzione Doc e Docg, basic info
I disciplinari di produzione di Rosso di Montalcino Doc e Brunello di Montalcino Docg fanno riferimento alla stessa zona di produzione, corrispondente al territorio amministrativo del comune di Montalcino in provincia di Siena, prevedono la stessa base ampelografica (vitigno Sangiovese denominato a Montalcino, Brunello); sono previste norme più restrittive per la Docg per ciò che concerne ad esempio le rese, il titolo alcolometrico, l'immissione al consumo (Rosso di Montalcino Doc non può essere immesso al consumo prima del 1° settembre dell'anno successivo alla vendemmia, Brunello di Montalcino Docg non può essere immesso al consumo prima del 1° gennaio dell'anno successivo al termine di cinque anni calcolati considerando l'annata della vendemmia).

lunedì 26 dicembre 2022

Maremma Toscana Doc Viognier '19, Cacciagrande winery

Ottenuto da uve Viognier vendemmiate tra fine agosto e inizio settembre, subisce criomacerazione prefermentativa in acciaio per 24 ore, sosta sulle fecce fini per circa quattro mesi prima dell'imbottigliamento.
Giallo dorato brillante.
Toni sassosi quasi idrocarburici, pietra bagnata, frutto giallo maturo: minerale e cremoso.
Abbiamo colto questo vino nel pieno della maturità, a tre anni dalla vendemmia.
A corredo dell'impalcatura solida di tipo minerale e pietroso, percepiamo il frutto giallo, l'albicocca in confettura, la buccia d'agrume e l'impronta amarotica; in modalità sottile e in funzione equilibratrice, percepiamo anche accenni vanigliati e pan brioches, marcatori che ingrassano parzialmente il quadro, corroborano la piega matura, anche competono con la  dotazione acido/sapida, non sovrastano le pulsioni rinfrescanti, attive lungo tutta l'estensione organolettica, incisive soprattutto nel finale.
Viognier è vitigno leggermente tardivo e potrebbe correre il rischio che, con la sovramaturazione, la freschezza arrivi ad essere eccessivamente contenuta; mi pare di poter dire che in questo caso la tempistica di vendemmia sia stata centrata e tale rischio neutralizzato.
Valutazione @avvinatore 91/100
Azienda Vitivinicola Cacciagrande, si estende per circa 40 ettari, di cui 20 coltivati a vigneto per una produzione media annua di 120.000 bottiglie e 5 ad oliveto, nel cuore della Maremma Toscana, a circa 10 Km da Castiglione della Pescaia (Gr).
Maremma Toscana Doc Viognier '19
13% vol.
Azienda Vitivinicola Cacciagrande di Bruno Tuccio
58043 Castiglione della Pescaia (Gr)
Località Ampio – Fraz. Tirli
Tel. +39 0564 944168 Mobile 334 708 7056
E-mail: info@cacciagrande.com
Coordinate GPS (42°49’30.42″N 10°57’9.59″E )
Web: http://cacciagrande.com/
Viognier vitigno
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giovedì 15 settembre 2022

Carmignano Docg '18 Poggilarca, Tenuta di Artimino

Siamo all'interno di una piccola Denominazione della regione Toscana, la zona di produzione della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” è infatti circoscritta al territorio amministrativo di due soli comuni, Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato; potremmo affermare che i vini qui prodotti siano fra i rossi toscani meno conosciuti e che nel panorama delle Denominazioni toscane, Carmignano sia in parte ancora da scoprire.
La Denominazione fu istituita a Doc nel 1975, approvata come Docg nel 1990.
Il vino a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” non può essere immesso al consumo prima del l° giugno del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve.
Questo vino possiamo collocarlo in fascia di prezzo 16-18 euro.
Carmignano Docg '18 Poggilarca
14% vol.
Ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, maturato per metà in rovere grande e per metà in barriques di secondo passaggio, affinato almeno 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino carico, impenetrabile, con riflesso granato.
Fine e complesso al naso, avviluppato attorno a un reticolo di marcatori, speziati, fruttati, boschivi, erbacei e quant'altro, in calibrato dosaggio: mirtilli in confettura, timo e liquirizia, cipria e vaniglia, speziatura leggera, noce moscata.
La cifra stilistica è la mission, difatti anche al palato ha grande souplesse, consistenza e persistenza; tannini nobili e sapidità corroborano la struttura, accenni fruttati, freschezza, mora e mirtillo accendono il gusto, le pirazine ovattano gli eccessi.
Quadro ricco e dinamico, oserei dire raffinato, pur essendo ancora nella fase ascendente dell'arco evolutivo.
Vino da brasati e lunghe cotture, stracotto toscano.
Valutazione @avvinatore: 92/100
Tenuta di Artimino, di proprietà della famiglia Olmo dagli anni '80, vede oggi la terza generazione al timone, dispone di circa 70 ettari di vigne tutte intorno a Villa Medicea La Ferdinanda (patrimonio Unesco), che è cuore pulsante dell'attività, sia in fatto di vino che in fatto di resort.
Villa Medicea La Ferdinanda, detta anche la Villa dei Cento Camini
Il 2022 resterà negli annali della Tenuta di Artimino come un anno di grandi cambiamenti.
Infatti, dopo aver riorganizzato tutta la parte accoglienza ed eventi con l’ingresso di Melià come partner (la Meliá Hotels International è una catena di alberghi spagnola fondata nel 1956 da Gabriel Escarrer Juliá; oggi la compagnia è il principale operatore mondiale di resort), dalla vendemmia di quest’anno la parte agronomica ed enologica dell’azienda sono condotte da Riccardo Cotarella che, assieme a Pier Paolo Chiasso, ha accettato con grande piacere la sfida di occuparsi per la prima volta di un’azienda nella zona del Carmignano.
Assieme a Cotarella, Annabella Pascale e la famiglia Olmo hanno voluto anche la consulenza speciale di un uomo di lunga esperienza quale è Vincenzo Ercolino.
Annabella Pascale, che ha dato il via ad un percorso di crescita dell’azienda sul piano viticolo ed enologico, con il suo ingresso come AD assieme al cugino Francesco Spotorno Olmo nel 2012, afferma oggi: “Il desiderio della famiglia Olmo, dal 1980 proprietari della tenuta, è quello di continuare a crescere in qualità e immagine” – poi prosegue: “In questi primi 10 anni del nuovo corso l’azienda è cresciuta tantissimo in primis nella conduzione dei vigneti più attenta e tesa alla qualità, e poi anche in cantina con la realizzazione di Carmignano molto rispondenti al territorio e di alto livello qualitativo. Adesso è il tempo di perseguire nuovi traguardi anche attraverso investimenti importanti sia sul piano enologico sia su quello viticolo perché la mia famiglia sente l’obbligo di crescere ancora e portare la Tenuta di Artimino al ruolo che merita in questa zona fin dal tempo di Ferdinando De’ Medici”.
Fu lui che vi fece costruire nel 1596 la Villa Medicea La Ferdinanda, che oggi è Patrimonio Unesco, dove non è difficile immaginare Cosimo III mentre scrive il “Bando sopra la dichiarazione dei confini delle quattro regioni: Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra” del 1716.
Così come ci è facile pensare a Caterina De’ Medici che, divenuta regina di Francia, scopre il Cabernet e lo porta a Carmignano dove ancora oggi viene chiamato “uva francesca” e dove ne è d’obbligo da Disciplinare l’uso dal 10% al 20% nell’uvaggio.
Obiettivo è un ulteriore percorso di valorizzazione che, nell’idea di Annabella Pascale e della sua famiglia “vuol far crescere con Artimino anche tutta l’area del Carmignano, piccola ma di grande qualità” (la percentuale di premi e riconoscimenti per i produttori della zona è di sicuro tra le più alte d’Italia a dimostrazione del potenziale di questo terroir).
La nuova squadra della Tenuta di Artimino ha già predisposto un nuovo progetto strategico con nuovi protocolli di lavorazione delle uve e, forse, anche nuovi vini, nonché un importante lavoro di valorizzazione della grande superfice boschiva e di oliveti di cui l’azienda dispone.
Annabella, che crede molto nella forza del territorio ed è da molto tempo impegnata anche all’interno del Consorzio, si augura che sempre più i produttori della zona si uniscano nel lavoro di valorizzazione e promozione di questa piccola Docg che ha tanto da dire a tutto il mondo enologico.
Tenuta di Artimino a Carmignano
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Via La Nave 11
59015 Carmignano (PO)
wine@artimino.com
+(39) 055 875141
(+39) 393 8588573
https://www.artiminowines.com/
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