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martedì 26 luglio 2022

Bolgheri Doc, Bolgheri Sassicaia Doc

Il viaggio virtuale nei territori vinicoli italiani ci porta in Toscana, a Bolgheri, la frazione del comune di Castagneto Carducci in provincia di Livorno che dà il nome alla Denominazione d'Origine Controllata.
Il Disciplinare di Produzione delimita la zona di produzione al territorio amministrativo del comune di Castagneto Carducci, si tratta quindi di un'area a Doc piuttosto circoscritta, pari a circa 1.200 ettari, per un imbottigliato che al 2020 si è attestato intorno a 6.500.000 pezzi.
Sono previste 6 tipologie: Bolgheri Bianco, Bolgheri Vermentino, Bolgheri Sauvignon, Bolgheri Rosato, Bolgheri Rosso, Bolgheri Rosso Superiore.
Base ampelografica per i bianchi, Vermentino, Sauvignon, almeno 85% in entrambi i casi, con possibilità di percentuali minoritarie di altri vitigni a bacca bianca consentiti in regione, come ad esempio Trebbiano Toscano.
Ove le percentuali dei due vitigni principali si dimostrassero insufficienti, si può fare ricorso per la commercializzazione alla tipologia Bolgheri Bianco che richiede percentuali inferiori.
Per quanto riguarda i rossi e il rosato, base ampelografica Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, tutti e tre fino a un massimale del 100%, Syrah fino a un massimo del 50%, Sangiovese fino a un massimo del 50%, con possibilità di percentuali minoritarie di altre uve a bacca rossa consentite in regione.
E' proprio questo il tratto distintivo della Denominazione, che la contraddistingue dal resto della produzione rossista regionale e cioè la predilezione per le uve cosiddette internazionali, a discapito del Sangiovese che peraltro rimane il vitigno principe e più diffuso in Toscana per ciò che concerne le uve a bacca rossa.
Questa predilezione per il taglio bordolese in Bolgheri, non è però qualcosa di estemporaneo; ci sono delle ragioni storiche a sostegno di questo approccio produttivo, ragioni storiche che sono state poi fondamentali per l'istituzione della Doc nei primi anni '90.
Già nel periodo pre-fillossera, cioè fino alla prima metà dell'800, le scelte viticole in zona furono effettuate non solo in base al terroir, ma soprattutto in base alla cultura vinicola francese, con particolare attenzione ai metodi di vinificazione e ai vitigni usati in Francia.
Nel periodo post-fillossera, cioè nella seconda metà del secolo scorso, fu il Marchese Mario Incisa Della Rocchetta ad avere l'intuizione di confermare l'impostazione produttiva in stile bordolese, assecondando da un lato le sue preferenze per i vitigni francesi della zona di Bordeaux e dall'altro individuando nell'areale di Castagneto Carducci il contesto pedoclimatico ideale per la produzione di vini di qualità di stampo bordolese, superando quindi l'antico pregiudizio che gl'influssi marini del vicino Mare Tirreno potessero incidere negativamente sulla qualità dei vini di stampo bordolese.
La scommessa del Marchese Incisa Della Rocchetta risultò ampiamente vinta, in considerazione dei riconoscimenti conferiti ai vini di Bolgheri sia a livello nazionale che internazionale, in passato e a tutt'oggi.
All'interno della zona di produzione della Denominazione d'Origine Controllata Bolgheri, ne esiste un'altra più circoscritta che ha disciplinare apposito "Bolgheri Sassicaia Doc", estesa su circa 75 ettari destinati appunto alla produzione del celebre Supertuscan di taglio bordolese, a loro volta all'interno dei complessivi circa 90 ettari vitati di Tenuta San Guido di proprietà dei Marchesi Incisa Della Rocchetta: 75 ettari vitati, così vocati, da meritare una Doc propria (Doc Bolgheri Sassicaia è l’unica in Italia ad essere inclusa interamente in una proprietà).
Tasting Bolgheri Sassicaia Doc '04, info Tenuta San Guido:
Bolgheri Doc, Bolgheri Sassicaia Doc
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martedì 12 febbraio 2019

Bolgheri Sassicaia '04, Tenuta San Guido

Tenuta San Guido di proprietà della nobile famiglia Incisa della Rocchetta fino dagli anni '20, prende il nome da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo e avo del conte Giuseppe della Gherardesca fondatore della Tenuta ai primi del '900.
Si trova sulla costa etrusca tra Livorno e Grosseto, nella Maremma Toscana: 2500 ettari estesi per 13 chilometri dal mare fino alle colline.
Comprende: Sassicaia, Scuderia Dormello Olgiata, Oasi di Bolgheri.
I vigneti di Tenuta San Guido arrivano fino a 400 metri sulla collina e hanno una superficie complessiva di circa 90 ettari, 75 dei quali per il Sassicaia; quest'ultimi così vocati, da meritare una Doc propria (Doc Bolgheri Sassicaia è l’unica in Italia ad essere inclusa interamente in una proprietà).
Negli anni '40 il marchese Mario Incisa della Rocchetta decise di dar vita al progetto del gran vino di taglio bordolese, affinato in barrique secondo lo stile francese, intuendo un'affinità tra il contesto pedoclimatico locale (microclima, terreno sassoso) e quello transalpino della zona di Bordeaux.
Dal 1948 al 1967 il Sassicaia rimase dominio strettamente privato e fu bevuto solo nella Tenuta.
L'annata 1968 segnò l'inizio della collaborazione con Giacomo Tachis e fu la prima ad essere commercializzata.
Nel 1985 cominciarono ad arrivare i primi riconoscimenti da parte della critica specializzata internazionale.
Oggi Sassicaia è diventato uno dei simboli del Made in Italy nel mondo.
Sassicaia 2015 è il vino migliore del mondo, secondo gli esperti della prestigiosa rivista Wine Spectator che lo pongono sul gradino più alto del podio della "Top 100" 2018.
Bolgheri Sassicaia Doc '04
alcool 13,5%
age drink 2012-2023
Tenuta San Guido
85% Cabernet Sauvignon, 15% Cabernet Franc.
Vinificazione in acciaio a temperatura controllata intorno ai 30°-31°C.
Circa due settimane di macerazione sulle bucce, con vari rimontaggi e délestages.
Malolattica in acciaio.
Invecchiato in barriques di rovere francese (un terzo nuove) per una durata di 24 mesi.
Prima di essere commercializzato, viene ulteriormente affinato per sei mesi in vetro.
Rosso granato con lieve riflesso aranciato sul bordo.
Quadro integro.
Particolarmente intrigante il profilo aromatico: di lunga persistenza retronasale, ampio, complesso, salda impronta varietale e pirazine, sentori catramosi di vino datato, amarena, sfumature tartufate e fumèe.
La ricca materia trova nella carica acidica ancor oggi ben percepibile, adeguato contrappunto al palato.
Ciliegia e componente sapida sono in primo piano, miele d'acacia, pan brioches, tabacco e cioccolato fondente, a corollario.
Quadro di grande suggestione, equilibrio, finezza.
Annata eccellente, a mio parere valutabile intorno ai 96/100.
Tenuta San Guido
Località Le Capanne 27, 57022 Bolgheri (LI)
Tel. +39 0565 762003
Fax +39 0565 762017
info@tenutasanguido.com
www.tenutasanguido.com
Strada Provinciale Bolgherese, 57022 Castagneto Carducci (LI)