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venerdì 25 febbraio 2022

Umbria Rosso Igt '18 Impronta, Cantina Blasi

Siamo in Umbria, presso Cantina Blasi ad Umbertide in provincia di Perugia.
L'azienda dispone di 25-30 ettari di vigneto, suddiviso in tre aree distinte poste tutt'intorno alla cantina di trasformazione, impiantati tra il 2012 e il 2015, quindi di età relativamente recente.
La scelta aziendale fu quella di affiancare alle uve locali come sagrantino, trebbiano spoletino o grechetto, anche uve non locali che meglio potessero adattarsi a terreno e microclima; nelle tre aree vitate che circondano la cantina, si contano oggi una quindicina di varietà.
Dalla variegata produzione abbiamo estratto questo vino di spessore, fascia di prezzo 21-23 euro.
Ottenuto da uve 40% sagrantino, con saldo merlot e cabernet sauvignon in percentuali paritarie, maturato 24 mesi in barrique, affinato 18 mesi in bottiglia, appare rosso rubino limpido.
Cuoio, frutto rosso e nero, muschio, ciliegia, vanigliature da legno piccolo, speziatura, liquirizia e noce moscata, fanno il quadro maturo e complesso, ben calibrato all'olfatto, tendente al carnoso al palato, ricco di frutto fragrante e sovramaturo, vibrante d'energia, sorretto da robusta impalcatura tannica e acidica.
Vino direi impeccabile per cifra stilistica ed allungo.
Mi pare di poter dire di aver scovato un competitor per i vini più prestigiosi, longevo, destinato ad evolvere positivamente da qui in avanti.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa, cinghiale in casseruola, filetto di manzo in crosta, capocollo di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 91/100
Umbria Rosso Igt '18 Impronta
14% vol.
di Anna e Mauro Blasi
località San Benedetto, 06019 Umbertide (PG) - Umbria - Italy
Tel: +39 366 1428973
Tel: +39 339 8697891
info@blasicantina.it
https://www.blasicantina.it/
Cantina Blasi wines
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sabato 16 febbraio 2019

Montefalco Sagrantino '12 Collepiano, Arnaldo Caprai

In premessa alcune informazioni di base su Montefalco Sagrantino Docg e Montefalco Doc, due denominazioni della regione Umbria che insistono sulla stessa area, corrispondente all'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia, per complessivi circa 1.000 ettari vitati e una produzione di oltre 5.000.000 di bottiglie.
La denominazione Montefalco Sagrantino fu approvata a Doc con decreto del 1979 e divenne a Docg con decreto del 1992, più volte modificato fino al 2014.
Base ampelografia esclusivamente uva Sagrantino.
Sono previste due tipologie, "secco" e "passito", che devono essere sottoposte ad invecchiamento minimo di 33 mesi a decorrere dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve, di cui, per la sola tipologia "secco", almeno 12 in legno di rovere.
E' previsto per entrambe le tipologie, un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi.
Gradazione minima 13% per la tipologia "secco", 18% per la tipologia "passito".
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a 610 ettari, per una produzione di circa 2.000.000 di bottiglie.
Si possono fare diverse ipotesi sull'origine del nome "Sagrantino", che sarebbero in ogni caso riconducibili all’ambito del sacro e del religioso, poichè tale uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti liturgici, inoltre perché anticamente era il vino che il contadino tirava fuori in occasione delle ricorrenze religiose, Pasqua e Natale.
Montefalco (Pg)
torre campanaria
La Doc Montefalco viene istituita nel 1979, successivamente modificata più volte fino al maggio 2016.
Il nuovo disciplinare della Doc Montefalco entrato in vigore dalla vendemmia 2016 è riferito a 4 tipologie di vino:
– Montefalco Bianco Doc – Montefalco Grechetto Doc – Montefalco Rosso Doc – Montefalco Rosso Doc Riserva.
• Montefalco Bianco Doc, uva Trebbiano Spoletino non inferiore al 50%; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Grechetto Doc, minimo 85% uva Grechetto; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Rosso Doc, uva Sangiovese dal 60 al 80%, uva Sagrantino dal 10 al 25%, altre uve rosse come da elenco regionale da 0 a 30%.
Il periodo di invecchiamento obbligatorio in quest'ultima tipologia è di almeno 18 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, mentre per il rosso “Riserva” occorrono almeno 30 mesi con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui 12 in botti di legno.
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 410 ettari, per una produzione di circa 3.900.000 bottiglie.
barricaia Caprai
Ennesima conferma per questa prestigiosa etichetta di Montefalco Sagrantino Docg Collepiano dell'annata 2012.
Occorre premettere che l’uva Sagrantino, autoctona della regione Umbria, quasi scomparsa dai vigneti umbri negli anni ‘60, fu recuperata grazie all’impegno di alcuni coraggiosi vignaioli.
Arnaldo Caprai, riconosciuta oggi come azienda leader nella produzione di Sagrantino, fu tra gli artefici della sua riscoperta all’inizio degli anni ’70.
Il vitigno dà origine a vini tannici, potenti, ricchi di polifenoli e antocianine, adatti all'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Collepiano esalta tali caratteri.
Maturato in barriques per 22 mesi, affinato per 8 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino profondo, impenetrabile.
Quadro complesso, dinamico, si modifica con l'ossigenazione.
I descrittori colgono l'evidenza della ciliegia sotto spirito e l'ampio corollario fatto di spezie, liquirizia, sentori animali e muschiati, cuoio, frutto nero in confettura, accenni fumèe e polvere di caffè in retrogustativa.
Poderoso e fine, gratifica a lungo il palato.
Il calibrato uso dei legni si rivela essenziale per addomesticare la prorompenza tannica che caratterizza il finale.
Riceve il massimo riconoscimento dalle principali guide vini 2017 italiane.
In abbinamento su:
coscio d'agnello al forno
località Torre di Montefalco, 06036 Montefalco (PG)
Tel. 0742/378802 - Fax 0742/378422 - email: info@arnaldocaprai.it

sabato 30 settembre 2017

Montefalco Sagrantino Collepiano '03, Arnaldo Caprai winery.

La degustazione di questa preziosa bottiglia di Montefalco Sagrantino Docg, mi offre lo spunto per fornire alcune informazioni di base su Montefalco Sagrantino Docg e Montefalco Doc, due denominazioni della regione Umbria che insistono sulla stessa area, corrispondente all'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia.
Montefalco Sagrantino Docg '03
Collepiano
alcool 14,5% - circa € 35
La denominazione Montefalco Sagrantino fu approvata a Doc con decreto del 1979 e divenne a Docg con decreto del 1992, più volte modificato fino al 2014.
Base ampelografia esclusivamente uva Sagrantino.
Sono previste due tipologie, "secco" e "passito", che devono essere sottoposte ad invecchiamento minimo di 33 mesi a decorrere dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve, di cui, per la sola tipologia "secco", almeno 12 in legno di rovere.
E' previsto per entrambe le tipologie, un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi.
Gradazione minima 13% per la tipologia "secco", 18% per la tipologia "passito".
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 610 ettari, per una produzione di oltre 2.000.000 di bottiglie.
Si possono fare diverse ipotesi sull'origine del nome "Sagrantino", che sarebbero in ogni caso riconducibili all’ambito del sacro e del religioso, poichè tale uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti liturgici, inoltre perché anticamente era il vino che il contadino tirava fuori in occasione delle ricorrenze religiose, Pasqua e Natale.
Montefalco (Pg) centro storico:
torre campanaria
La Doc Montefalco viene istituita nel 1979, successivamente modificata più volte fino al maggio 2016.
Il nuovo disciplinare della Doc Montefalco entrato in vigore dalla vendemmia 2016 è riferito a 4 tipologie di vino:
– Montefalco Bianco Doc – Montefalco Grechetto Doc – Montefalco Rosso Doc – Montefalco Rosso Doc Riserva.
• Montefalco Grechetto Doc, minimo 85% uva Grechetto; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria
• Montefalco Bianco Doc, uva Trebbiano Spoletino non inferiore al 50%; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria
• Montefalco Rosso Doc, uva Sangiovese dal 60 al 80%, uva Sagrantino dal 10 al 25%, altre uve rosse come da elenco regionale da 0 a 30%.
Il periodo di invecchiamento obbligatorio è di almeno 18 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, mentre per il rosso “Riserva” occorrono almeno 30 mesi con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui 12 in botti di legno.
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 410 ettari, per una produzione di circa 3.900.000 bottiglie
barricaia Caprai
Veniamo ora alla scheda degustazione Montefalco Sagrantino Docg '03 Collepiano.
Occorre premettere che l’uva Sagrantino, autoctona della regione Umbria, quasi scomparsa dai vigneti umbri negli anni ‘60, fu recuperata grazie all’impegno di alcuni coraggiosi vignaioli.
Arnaldo Caprai, riconosciuta oggi come azienda leader nella produzione di Sagrantino, fu tra gli artefici della sua riscoperta all’inizio degli anni ’70.
Il vitigno dà origine a vini tannici, potenti, ricchi di polifenoli e antocianine, adatti all'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Collepiano esalta tali caratteri.
Maturato in barriques per 22 mesi, affinato per 8 mesi in bottiglia, si presenta rosso granato profondo, impenetrabile.
La lunga ossigenazione risulta basilare per un vino di quest'età.
In ogni caso, sia di primo acchito che a distanza di tempo, predomina l'impronta empireumatica.
Toni smaltati, pirazine, pietra focaia e catrame, sentori tartufati, torrefatti, sovrastano il frutto nero in confettura che appare defilato sullo sfondo.
Il quadro complesso e austero, carica l'aspettativa.
In bocca il sorso è avvincente.
Il frutto è ricco, godurioso, emergono persino toni di ribes rinfrescanti, in retrogusto accenni di liquore al caffè, la carica acidica è ancora palpabile, il tannino è poderoso e parte integrante del corredo varietale.
L'annata calda e siccitosa, per molti versi affine a quella attuale, ha implementato il già ricco bagaglio genetico e la capacità d'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Docg Collepiano è la seconda etichetta per prestigio della gamma aziendale, dopo Montefalco Sagrantino 25 Anni; tuttavia fu Collepiano ’03 e non 25 Anni ’03 a ricevere il massimo riconoscimento dalle principali guide vini italiane edite nel 2007.
Temperatura di servizio 18°-20° C.
In abbinamento su selvaggina da pelo e da piuma, stracotto di pecora, costata di scottona al pepe verde, carrè di maialino arrosto glassato al miele di caffè e purea di radici di cicoria.
località Torre di Montefalco, 06036 Montefalco (PG)
Tel. 0742/378802 - Fax 0742/378422 - email: info@arnaldocaprai.it
http://www.arnaldocaprai.it/

venerdì 21 luglio 2017

Logonovo winery in Montalcino, Malbec e Toscana igt.

Nel 2003, quando Marco Keller, imprenditore che si divide tra Milano e Zurigo, acquistò all'asta la tenuta Logonovo a Montalcino in passato appartenuta alla Chiesa di Siena, una vera e propria enclave all'interno della tenuta Castelgiocondo di Frescobaldi, aveva in mente il progetto di un’azienda che sfruttasse un terroir ineguagliabile e incontaminato per realizzare “il vino che non c’era”.
Contro ogni logica di territorio, decise di non fare Brunello, piantò ex novo oltre al Sangiovese, Petit Verdot, Syrah, Merlot, Sagrantino e per ultimo 9.000 metri di Malbec con marze provenienti da piante secolari argentine ancora su piede franco.
Un piccolo vigneto quest'ultimo, con densità di impianto di 1 metro x 1 metro, con sistema di allevamento ad alberello che lui stesso definisce “assurdo” per la difficoltà di lavorazione ed i relativi costi, fornito di sistema d'irrigazione soprachioma.
Si trova proprio davanti alla sua casa e, forse perché è il più difficile tra i suoi progetti, è una specie di figlio più amato degli altri.
Nel frattempo costruisce una bella e funzionale cantina, completamente interrata, che diventa il suo centro operativo.
La tenuta dispone di 11 ettari vitati, condotti in biologico volutamente non certificato, con concimazione organica e sovescio.
Ho degustato due etichette: “Cinqueperlogonovo” che, come si evince dal nome, è un blend dei 5 vitigni principali in percentuali diverse a seconda dell’andamento di vendemmia, e "Vergena" ottenuto da uve Malbec.
Quest'ultima etichetta necessita di alcune precisazioni.
Con la vendemmia 2014 esce per la prima volta il frutto del vigneto Malbec (piantato nel 2010) che viene chiamato “Vergena” dal nome del podere dove si trovano casa e vigneto.
Si tratta di un blend con Merlot e Petit Verdot, perché il vigneto è al primo anno di produzione e sembrava necessitare di “aiuto”.
Stessa scelta per il 2015.
I risultati delle due vendemmie sono confortanti e dalla vendemmia 2016 il vino diventa 100% Malbec.
E’ il segno inequivocabile che la scelta di Marco Keller è giusta: quello di Montalcino è un terroir così formidabile che qualsiasi vitigno acquisisce un carattere unico.
Il Malbec è una varietà di origine francese, diffusa nel Bordolese, nella regione del Midi-Pirenei, nella Loira.
Molti viticoltori bordolesi hanno rinunciato a questo vitigno a favore dei caratteri più intensi del Merlot e in considerazione delle criticità di coltivazione, relative a colatura, marciume, peronospora, scarsa resistenza alle gelate.
Per questo motivo viene coltivato maggiormente nei climi caldi, dove questi problemi si presentano con minore frequenza.
Un vitigno che esprime al meglio il suo potenziale in territori calcarei e rocciosi, su terreni poco fertili e di alta quota, dando vita a vini densi, di colorazioni molto scure, tanto da essere stato soprannominato il vino nero, con buoni aromi fruttati e strutture tanniche abbastanza spiccate.

Nel 2016 arriva la proposta dei Marchesi Frescobaldi di acquistare l’azienda.
Marco Keller ci pensa a lungo, è un progetto cui è molto attaccato, forse quello più amato tra i tanti sviluppati in una vita costellata di successi.
Marco Keller, dopo 13 anni dalla fondazione, decide di vendere Azienda Agricola Logonovo ai Marchesi Frescobaldi, ma il piccolo vigneto di Malbec resta suo.
Adesso il progetto cambia e si sposta tutto sul Malbec e su "Vergena".
Azienda Agricola Logonovo
Località Castelgiocondo – 53024 Montalcino (SI)
tel. +39 335 211421
email: marco.keller@logonovo.it
www.logonovo.it
Note di degustazione:
Toscana Igt Rosso '14 Vergena
14%vol. - circa € 25

Ottenuto da uve Malbec, con saldo Merlot e Petit Verdot, ricco di polifenoli e antocianine, appare alla vista di color rosso rubino scuro, concentrato, impenetrabile, con sfumature viola.
Mix di profumi intenso, verticale, contraddistinto da sentori d'amarena e mirtillo, macchia mediterranea, bacche di ginepro, spezie dolci, radice di liquirizia.
In bocca è croccante di frutto e corposo.
La carica glicerica, il frutto rosso e nero già evidenziato all'olfazione, gli spunti vanigliati concessi dal legno piccolo, competono con le note verdi e tanniche del bagaglio varietale.
Ne risulta un quadro avvincente, voluttuoso, non sovrastrutturato.
Temperatura di servizio: 16° - 18°.
In abbinamento su selvaggina da pelo e da piuma, fagiano in salmì alla toscana.
Toscana Igt '14 Cinqueperlogonovo
14,5%vol. - circa € 25

Ottenuto da uve Sangiovese, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Sagrantino, appare alla vista di color rosso rubino scuro, concentrato, sfumato di porpora sull'unghia.
Bouquet di profumi mediamente intenso, dopo breve ossigenazione sviluppa più in ampiezza che in verticalità, connotato di sottobosco, cuoio, pelliccia, aspersioni catramose e pietra focaia, frutto nero macerato.
Al palato, dal composito uvaggio ci si aspetterebbe un quadro variegato, ricco di sfaccettature, di spunti caratteristici in qualche modo riconducibili ai pregi e difetti delle varietà o rivelatori di una qualche scelta di campo del produttore; viceversa in questa fase mi appare addirittura impeccabile, teso, ben bilanciato, ricco di frutto e d'amarena, alleggerito dalla carica acidica, con tannini fitti ma non aggressivi, tanto da farmelo etichettare più come esercizio di stile che come espressione di un territorio.
Temperatura di servizio: 16° - 18°.
In abbinamento su capretto al forno, cosce di pollo con porri, olive e paprika.

sabato 3 giugno 2017

Vinitaly Tasting, Vini Rossi del Centro Italia

In occasione di Vinitaly 2017 svoltosi a Verona dal 9 al 12 aprile, ho visitato il padiglione “Vinitaly Tasting – The DoctorWine Selection”, lo spazio curato da Daniele Cernilli in collaborazione con Vinitaly, giunto alla sesta edizione.
Nell’area c’è stata la possibilità di degustare da dispenser o serviti dai sommeliers, un centinaio di vini di produttori presenti anche in una sola delle 3 edizioni della Guida Essenziale ai Vini d'Italia e/o recensiti su www.doctorwine.it
Così come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno sono stati organizzati seminari, condotti da DoctorWine (Daniele Cernilli) in persona o da un collaboratore del team DoctorWine e ogni partecipante ai seminari è stato omaggiato di una copia della Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2017.
Nella giornata di domenica 9 aprile, ho partecipato al seminario “Red Wines from central Italy - I ROSSI DEL CENTRO”, guidato da Livia Belardelli, collaboratrice della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2017.
Abbiamo degustato 11 vini di aziende vinicole dell’Italia centrale:
1) Il Feuduccio – Abruzzo - Montepulciano d’Abruzzo Anteprima ’14 Da vigneti posti a 460 metri d’altezza. Vinificato in acciaio e legni di diverse dimensioni. Rosso rubino tendente al porpora. Naso mediamente intenso. Vino di medio corpo, tendenzialmente fresco e fruttato, snello.
2) Di Majo Norante – Molise – Molise Don Luigi Riserva ’13 Montepulciano con saldo Aglianico 10%. 18 mesi in barrique. Biologico certificato. Rosso rubino compatto. Mediamente intenso al naso. Più grasso del precedente, con tannino pronunciato. Ritorni balsamici avvolgenti.
3) Tenuta di Fiorano – Lazio – Fiorano Rosso ’11 Cabernet Sauvignon 65%, Merlot 35%. 30 mesi in botti di rovere da 1000 litri. Rosso granato. Mediamente intenso al naso. Fine al palato. Vino pulito. Spezie, sapidità.
4) Falesco – Lazio – Montiano 2014 Merlot. Rosso rubino sfumato di porpora. Quadro ricco di frutto, con tannino evidente in chiusura, tuttavia non opulento e per questo motivo da considerarsi anomalo rispetto a precedenti annate.
5) Argiolas – Sardegna – Cannonau di Sardegna Senes Riserva ’13 Dedicato al fondatore di Argiolas. Rosso granato. Ricco di frutto sia al naso che al palato con note di macchia mediterranea in bella evidenza. Ottimo dal mio punto di vista.
6) Sella&Mosca – Sardegna – Marchese di Villa Marina ’10 Cabernet Sauvignon. Rosso granato. Esplosione di toni erbacei sia al naso che in bocca, ma non mi pare un vino opulento né lungo.
7) Lungarotti – Umbria – Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva ’10 Sangiovese. 1 anno in botte e 5 anni in bottiglia. Rosso granato cupo. Frutto maturo al naso e grande finezza per questo cru. Tannino vibrante in chiusura. Grande longevità. Ottimo dal mio punto di vista.
8) Rocca di Frassinello – Toscana – Maremma Toscana Rocca di Frassinello ’13 Sangioveto 60%, Merlot 20%, Cabernet Sauvignon 20%. Joint venture con Castellare di Castellina e Baroni di Rothschild. Rosso granato. Frutto maturo, fine, elegante. Visciola e amarena al naso, mentre in bocca emergono note piraziniche, torrefatte. Ottimo dal mio punto di vista.
9) Velenosi – Marche – Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare ’13 Montepulciano 70%, Sangiovese 30%. Rosso rubino carico. Mediamente intenso al naso, frutto macerato, tabacco. In bocca è evidente la nota fruttata e la visciola. Maturo e succoso.
10) Casale del Giglio – Lazio – Mater Matuta ’13 Syrah 85%, Petit Verdot 15%. Rosso rubino compatto. Frutto al naso, amarena, spezia dolce, rabarbaro che tornano in bocca in bella continuità. Vino opulento, croccante di frutto.
11) Arnaldo Caprai – Umbria – Montefalco Sagrantino 25 Anni ’12 Top di gamma aziendale. 24 mesi in barrique. Rosso granato con bordo aranciato. Sentori terziari al naso, speziato e con sentori d’amarena. In bocca note piraziniche e frutto maturo confezionano un quadro materico, tuttavia sovrastato, oserei dire nettamente, dal tannino graffiante. Un vino per uomini duri.

sabato 2 aprile 2016

Marche rosso igt '13 Santanatolia, Cantina Prima di Esanatoglia.

L'assaggio di questo vino ci è stato suggerito da Civica Enoteca Maceratese, struttura di riferimento in ambito locale marchigiano per quanto riguarda la cultura del vino e attiva nella promozione della viticoltura della provincia di Macerata, in occasione della 24^ edizione di Tipicità Made in Marche Festival svoltasi a Fermo dal 5 al 7 marzo 2016.
Si tratta di una delle quattro etichette prodotte da Cantina Prima, una piccolissima azienda vinicola fondata alla fine degli anni '90, estesa su circa 7 ettari, posti in altura a 500 metri sul livello del mare nel territorio amministrativo del comune di Esanatoglia (Mc) a poche decine di chilometri dal confine umbro/marchigiano.
Santanatolia '13 è un uvaggio sperimentale di Sangiovese e Sagrantino consentito dalla presenza in azienda di vecchi impianti di quest'ultimo e concepito per verificare il tipo di risposta delle uve in altura.
Si presenta alla vista di color rosso rubino scuro e impenetrabile.
Spettro aromatico mediamente intenso, dove predominano sensazioni tabaccate, bacche di ginepro, fondi di caffè.
Al gusto conferma tali caratteri e sfoggia tannino aggressivo.
L'affinamento di 18 mesi in barrique, solo in parte stempera le pungenze di quest'accoppiata non facilmente addomesticabile.
Ne risulta un quadro non amplissimo, incastonato su temi rusticaneggianti, tuttavia incisivo e tipico, che richiederebbe abbinamenti mirati per la giusta valorizzazione, come ad esempio cibi a tendenza grassa o succulenta, insaccati tipici, ciauscolo, spalla d'agnello in salmì.

Marche rosso igt '13 Santanatolia - alcool 14% - circa € 13
Cantina Prima
località Cima, 52 - Esanatoglia (Mc)
tel: 348 2821103

sabato 4 giugno 2011

Storia e sapori dell'Umbria.

Tour enogastronomico/culturale in tre tappe, organizzato da Condotta Slow Food del Fermano, alla scoperta di storia e sapori dell’Umbria.
Prima tappa a Torgiano (PG) presso la Fondazione Lungarotti, per visitare i Musei dell’Olio e del Vino: un tuffo nell'archeologia vinicola e olivicola dei primordi, per ritrovare le radici perdute.
Terminata la visita, il gruppo si sposta presso l’adiacente Osteria del Museo, per una degustazione guidata di tre vini dell'Azienda Vinicola Lungarotti.
Bianco di Torgiano doc Torre di Giano ’10 (70%trebbiano,30%grechetto) dalle note agrumate, di mela verde e fiori di zagara.
Castel Grifone igt ’10 rosè, da uve sangiovese e canaiolo, fruttato e sapido, come il precedente: adatto come entrèe, aperitivi, wine bar, finger food.
Rosso di Torgiano doc ’07 Rubesco (70%sangiovese, 30%canaiolo), affinato in tonneau per un anno e successivo anno e mezzo in bottiglia, di buona intensità olfattiva, incentivata dal sentore alcolico, frutta nera matura in evidenza, mora, amarena e spezie dolci: equilibrato al gusto, ma di struttura media.
Tre vini corretti, di discreta fattura, in una fascia di prezzo che non supera € 7.
Seconda tappa a Bevagna (PG) con visita al centro storico dall'architettura medioevale, recentemente classificato patrimonio dell’Unesco.
Sosta pranzo presso Osteria del Podestà con il seguente menù:
torta al testo verdure e prosciutto,
strangozzi e picchierilli,
dolce con marmellata o ricotta alla macedonia,
acqua, vino della casa, caffè.
Bevagna
Terza tappa del tour umbro presso l'Azienda Vinicola Arnaldo CapraiMontefalco (PG).
Montefalco
Anche in questo caso abbiamo ricavato un'ottima impressione per ciò che concerne le strutture dell'accoglienza e l'organizzazione.
Una nota di merito particolare ai vini degustati, che si sono rivelati di grande spessore.
Grechetto dei Colli Martani doc Grecante ’10: bellissima versione di Grechetto in purezza, floreale e armonico su note di frutto maturo: morbido e di spiccata mineralità.
Circa € 10: voto 8.
Rosso di Montefalco Riserva doc ’06 (80% sangiovese e saldo di sagrantino e merlot): intense note olfattive di frutta nera matura e sensazioni terziarie.
Al gusto evidenzia una decisa trama tannica e sfumature di caffè.
Circa € 24: voto 8.
Sagrantino di Montefalco docg Collepiano ’07: colore rosso rubino intenso ed impenetrabile, con sfumatura violacea, profumato di mora e speziato.
Al gusto evidenzia note di caffè, liquirizia, pepe nero e frutta nera in confettura.
Complesso e di gran corpo, un vero fuoriclasse.
Sviluppa in apertura sensazioni quasi muliebri di piccoli frutti.
Centralmente esprime il meglio della poderosa struttura.
Chiude maestoso e virile, debordando d’incisività tannica.
In grado d'evolvere positivamente da qui in avanti, ma già oggi, pur nella strabordante esuberanza, ai massimi livelli.
Circa € 28: voto 8,5.
Il video del tour