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mercoledì 12 agosto 2020

Falerio tastings, Amare il Falerio 2020

Nel corso della 16^ edizione di "Amare il Falerio" svoltasi a Porto Sant'Elpidio (Fm) venerdì 7 agosto 2020, manifestazione che celebra la prestigiosa Doc marchigiana e la ristorazione del territorio, ci siamo cimentati in qualche degustazione di vini Falerio Doc e Falerio Pecorino Doc, i quali ci hanno ribadito le caratteristiche consuete: immediatezza e facilità d'approccio nei primi, doti di struttura e potenziale evolutivo nei secondi.
Viceversa un fattore comune potremmo individuarlo nel favorevole rapporto qualità/prezzo, poichè nella generalità dei casi non si supera la doppia cifra sullo scaffale.
Falerio Pecorino Doc '19 Aurato
12,5% vol.
Il Conte Villa Prandone
Prestazione in chiaroscuro, a mio parere, poichè la tendenza ossiriduttiva che mi pare si sia manifestata all'olfazione, viene completamente smentita all'assaggio, laddove recupera ed esalta il frutto fragrante a polpa bianca e la freschezza agrumata.
Falerio Doc '19
13% vol.
Cantina Centanni
Attacco olfattivo di media intensità, ciononostante pulito e netto.
Subito in evidenza il tratto varietale, la freschezza, il frutto a polpa bianca, l'agrume, la caratteristica impronta ammandorlata.
Un Falerio Doc nel pieno rispetto della tradizione.
Falerio Doc '19 Alisso
13% vol.
Vini Firmanum
Vino leggiadro, di corpo esile e flessuoso.
Frutto in evidenza: pomacea e tamarindo danno l'impronta e piacevoli carezze.
Acidico quanto basta per dinamizzare e rinfrescare, senza graffiare.
Sottile vena minerale.
Falerio Pecorino Doc '18 Franco
14% vol.
Officina del Sole
Annata da incorniciare per questa etichetta: il massimo riconoscimento ricevuto dalla Guida Slow Wine 2020 appare meritato.
Vino bene costruito, coniuga struttura notevole e finezza.
Le sensazioni olfattive e gustative, ricche e complesse, indirizzerebbero verso una vendemmia leggermente ritardata o verso criomacerazione prefermentativa (uva pigiata, lasciata a circa 5°C per 12-24 ore) o verso crioestrazione selettiva (uva non pigiata lasciata congelare sotto 0°C per un periodo variabile) o verso una sosta più o meno lunga sulle fecce fini, ma ufficialmente tale vino risulta fare maturazione in acciaio e bottiglia per complessivi 6-8 mesi, senza ulteriori indicazioni.
In ogni caso e al di là delle scelte agronomiche e di vinificazione, il risultato è quello che conta ed è di tutto rispetto.
Già alla vista, gli archetti persistenti sul calice testimoniano la consistenza; al naso e al palato le sensazioni spaziano da lieviti e crosta di pane, alla macedonia di frutta, fino ai toni maturi di frutto a guscio e gherigli di noce.
A sostegno di tutto ciò e a rinfrescare il finale, interviene la prepotente dotazione acido/sapida del Pecorino.
A mio parere, un vino di questa portata non andrebbe servito a temperature troppo basse.
In abbinamento su cucina di mare, piatti di pari persistenza gustolfattiva, grigliata di pesce azzurro, scorfano al forno.
Falerio Pecorino Doc '19 Case Rosse
13% vol.
Il Crinale
L'azienda di Castorano (AP) con questo vino si aggiudica meritatamente la palma del "miglior Falerio Pecorino Doc '19" nell'edizione 2020 di "Amare il Falerio".
Si presenta giallo paglierino luminoso con riflessi oro.
Profumi di frutta fresca, mela e banana, mineralità, erbe officinali e fiori bianchi, tornano in piena continuità anche al gusto.
Quadro ben bilanciato, con doti d'avvolgenza oserei dire inaspettate per la tipologia, altresì rispettoso del profilo varietale, ma arrotondato nelle rugosità endemiche.
Post correlato.
Amare il Falerio 2020, risultati concorso:
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Le Denominazioni d'Origine Controllata Falerio e Falerio Pecorino hanno il medesimo riferimento territoriale, corrispondente all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.

giovedì 1 giugno 2017

Vini delle Marche al Vinitaly 2017

Foto e degustazioni fatte in occasione della 51^ edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.
Quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo.
Il 51°Vinitaly su una superficie espositiva pari a circa 98.000 metri quadri netti, per 183.000 lordi, ha fatto registrare 128mila presenze da 142 nazioni.
Sono state 4.270 le aziende espositrici da 30 Paesi, contro le 4120 da 27 nazioni del 2016.
Quest'anno mi sono dedicato in particolare agli autoctoni, a Vininternational, a Vinitaly Tasting The DoctorWine Selection, ma non potevo tralasciare Terrazza Marche, un luogo ideale per degustare vini marchigiani al riparo dalla calca.
A seguire, tre vini testati nella circostanza, corposi, di buona fattura, in sintonia con i miei gusti.
Offida Pecorino Docg '13
il Montanaro
14%vol. - circa € 10
Cantina Offida
Cantina Offida è una cantina cooperativa estesa su circa 400 ettari di vigneto, che assicura qualità costante su tutta la gamma.
In particolare questa etichetta, prodotta solo nelle annate migliori, ottenuta da selezione di uve Pecorino, affinato 18 mesi in botte grande e successivi 6 mesi in bottiglia, mi pare un bell'esempio di come il vitigno riesca a dare il meglio di sè a qualche anno dalla vendemmia.
Si presenta giallo paglia limpido, con riflessi dorati.
Bouquet di profumi complesso, su frutto a guscio, frutto candito, mineralità.
In bocca non ritroviamo le note primarie di frutta fresca a polpa bianca che caratterizzano i Pecorino d'annata, ma quelle più evolute già evidenziate all'olfazione.
Avvolgente e corposo.
In abbinamento su cucina di mare, pagello alla piastra, zuppe di pesce, carni bianche.
Marche Rosso Igt '13
Lu Kont
14,5%vol. - circa € 30
Il Conte Villa Prandone
40 ettari di vigneto coltivato ad autoctono per questa azienda vinicola di Monteprandone (Ap).
Lu Kont, prodotto in 4.500 bottiglie, ottenuto da uva Montepulciano, macerato 25 giorni sulle bucce, fa un anno in barrique, un anno in cemento, un anno in bottiglia.
Si presenta alla vista di color rosso rubino cupo.
Naso complesso su sentori balsamici, erbacei, con frutto maturo, mineralità e sbuffi torrefatti.
In bocca l'impatto è di tutto rispetto, corposo, con evidenza di ciliegia, cioccolato e una sostanziale linea di continuità con la fase olfattiva.
Consigliato su coscio di capriolo con funghi porcini.
Ci piace.
Conero Riserva Docg '11
Stile Libero
16%vol. - circa € 19
Angeli di Varano
La piccola azienda vinicola di Ancona dispone di cinque ettari e mezzo di vigneto, per una produzione di circa 25.000 bottiglie all'anno.
Ottenuto da uva Montepulciano coltivata sulle pendici del Monte Conero, affinato 24 mesi in barrique di terzo passaggio e successivi 12 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino cupo, impenetrabile, tendente al granato.
Quadro organolettico imponente.
Complesso ed austero al naso, caratterizzato da sentori terrosi, humus, toni empireumatici e tartufati.
In bocca recupera grassezza e frutto, su prugna stramacerata, marasca sotto spirito, conferma sensazioni di estrema maturità.
Tannico in chiusura e lungo.
In abbinamento su cinghiale in umido, cacciagione, bistecca di chianina o di scottona marchigiana.