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domenica 26 maggio 2019

Cantina Cincinnato, debuttano le riserve Enyo e Kora.

Cantina Cincinnato allarga gli orizzonti del Bellone e del Nero Buono.
Presentate le Riserve dedicate ai due vitigni autoctoni più importanti nel territorio di Cori (Lt); stesso packaging ma bottiglia diversa.
da sinistra: Fabio Ciarla, Giovanna Trisorio, Nazzareno Milita
Dopo oltre 70 anni di attività e un’esperienza unica sulla vinificazione delle uve autoctone, la Cantina Cooperativa Cincinnato ha deciso che i tempi erano maturi per allargare gli orizzonti e le aspettative di due vitigni fondamentali per il Lazio come il Bellone e il Nero Buono.
Sono queste le uve dalle quali prende vita la maggior parte della produzione della cooperativa presieduta da Nazzareno Milita, finora sfruttate per le loro caratteristiche più immediate e da oggi invece premiate con una scelta difficile ma sfidante.
ENYO, nome che tornando all’antica Grecia rimanda proprio alla dea Bellona, dopo una leggera macerazione sulle bucce e una permanenza sui lieviti effettua la fermentazione malolattica, affina poi per un anno in acciaio prima dell’imbottigliamento.
KORA, dall’antico nome della città di Cori, è un omaggio che la Cincinnato ha voluto fare alle proprie origini. In questo caso il Nero Buono affina per due anni in legno prima di essere imbottigliato, unendo all’attenzione in cantina una maggiore precisione nella scelta delle uve che provengono solo dai migliori vigneti dell’azienda.
Un progetto che prende il via subito dopo il lancio del metodo classico millesimato, sempre da uve Bellone, e in contemporanea con la messa in commercio del nuovo vino da uva Malvasia Puntinata.
Un’attenzione importante verso i vitigni tradizionali, che la Cincinnato ha fatto propria da sempre, fino a farla diventare una delle sue caratteristiche fondamentali.
Anche quando tutti in Italia puntavano sugli internazionali, la Cincinnato ha preferito rimanere ancorata alle radici, al contatto stretto con i propri soci e ad un’idea di cooperativa fatta sì di numeri ma mai senza la qualità.
Questo, in fondo, è il successo dell’azienda, ovvero aver saputo fare una scelta in controtendenza che sul lungo termine si è rivelata lungimirante e, allo stesso tempo, scegliere sempre il buono rispetto al facile.
Unico cedimento, forse, al gusto imperante di qualche anno fa il Pozzodorico, Bellone affinato in legno, che infatti con la nascita di Enyo è stato eliminato dalle linee di produzione sia perché in qualche modo ormai superato dal tempo (e dal nuovo arrivato) sia perché, fondamentalmente, questa uva a Cori non guadagna molto nell’essere lavorata dal legno.
L’amore per i luoghi d’origine, verdi e ancora in parte incontaminati, ha suggerito anche il passaggio che vedrà presto la luce, di una linea certificata biologica a breve svelata nei dettagli.
Un’attenzione alla sostenibilità che da sempre fa parte del lavoro dei tecnici e dei soci di Cincinnato, che tra qualche mese sarà anche sugli scaffali delle enoteche e nelle carte dei ristoranti con una certificazione ufficiale.
Proprio il mondo della ristorazione e delle enoteche – conferma Nazzareno Milita - continua ad essere il mercato di riferimento di Cincinnato per le sue produzioni. È qui che vogliamo farci conoscere sempre di più ed è qui che la nostra capacità di arrivare sul mercato con prezzi validi, senza però fare sconti all’eccellenza nel bicchiere, può fare davvero la differenza. Dopo la presentazione alla stampa, infatti, Enyo e Kora saranno presentati, insieme al resto della produzione, al mondo della ristorazione. Se saremo bravi a farli conoscere per quello che realmente valgono potremo avere davvero grandi soddisfazioni da questi due vini”.
L'evento di presentazione
Giovedì 23 maggio, alle 11:00, a Roma, presso i locali di Sviluppo Horeca Factory, sono state presentate le nuove riserve della Cantina Cincinnato di Cori.
Il presidente della Cincinnato Nazzareno Milita, insieme alla responsabile marketing Giovanna Trisorio e al giornalista e relatore Fisar Fabio Ciarla, hanno guidato i presenti in un percorso di conoscenza e approfondimento dei due vitigni più importanti di Cori.
Per il Bellone si è partiti dal Metodo Classico, in commercio dallo scorso anno, nella versione millesimata 2015 con circa 30 mesi di sosta sui lieviti.
Poi si è passati alla versione fresca e immediata di questa uva con il Castore 2018, una delle etichette più diffuse e rappresentative della Cincinnato, per arrivare poi a Enyo 2017 che ha dimostrato un grande carattere unito a bevibilità.
Con il Nero Buono si è partiti dal Polluce 2017, vino fresco e giovane unito di nome e di fatto al Castore per tipologia di consumo, passando poi all’Ercole 2015 e al Kora 2015, degustati insieme per poterne apprezzare le differenze che risiedono, in particolare, sulla ricerca di una maggiore finezza nella riserva vista la forza comunque presente nei vini da uve Nero Buono.
Un po' di numeri
Vitigni e specifiche sui nuovi prodotti: il Bellone, pure essendo coltivato in altre zone del Lazio, vede la sua massima espressione a Cori con una produzione complessiva tra l’80 e il 90% dell’intera regione.
Il Nero Buono è coltivato quasi esclusivamente a Cori, fuori dal comune lepino infatti ne sono autorizzati ufficialmente solo 3 ettari in totale.
Enyo 2017 e Kora 2015 sono le prime annate di un progetto di approfondimento su questi vitigni partito circa venti anni fa; al momento ne sono prodotte solo 5.000 bottiglie per etichetta.
La cooperativa e il progetto qualità: nei primi anni 2000 la dirigenza della cooperativa ha intrapreso un percorso dedicato alla valorizzazione della qualità, fondato su un approccio totalmente diverso, nella remunerazione dei soci, rispetto al passato e alla maggior parte delle cantine sociali.
Si è cominciato quindi a pagare le uve in modo differente in funzione di vari parametri; attualmente la stessa tipologia di uva può essere pagata fino al 300% in più rispetto alla media, in funzione della sua qualità.
La base sociale ha recepito e approvato questo sforzo, sposandone la filosofia.
Da due anni è ormai attivo un sistema ad alta tecnologia denominato FOSS che analizza in tempo reale le uve, già precedentemente selezionate in vigna e conferite solo in base ad un protocollo stabilito dalla cantina, così da poter separare le produzioni migliori e lavorarle in modo opportuno rispetto alle varie etichette.
La Cooperativa Cincinnato nasce nel 1947 per volontà di alcuni agricoltori di Cori, in provincia di Latina, con l’obiettivo di trasformare e commercializzare le produzioni dei soci nonché favorire il progresso dell’agricoltura locale e il benessere stesso della comunità.
Alla fine degli anni Sessanta la Cooperativa interviene a sostegno della tipicità delle produzioni viticole locali ottenendo nel 1971 il riconoscimento delle DOC Cori Rosso e Cori Bianco.
Nel 1979 viene creata una cantina innovativa ad alto contenuto tecnologico.
Oggi Cincinnato è una moderna cantina che raggruppa 120 soci i cui terreni coprono una superficie di 550 ettari.
I vigneti dei soci sono per la maggioranza costituiti da piccoli appezzamenti della superficie media di 0,5 ettari, tutti sono gestiti secondo la tecnica della difesa integrata e alcuni di essi sono completamente biologici.
La produzione vinicola della Cantina Cincinnato è centrata sui vitigni autoctoni dell’areale corese, in particolare il Bellone per le uve bianche e il Nero Buono per le rosse.
A queste uve si aggiungono poi altre tipologie caratteristiche del Lazio come Greco e Malvasia del Lazio per i bianchi, Cesanese per i rossi.
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mercoledì 12 aprile 2017

Vitigni autoctoni al Vinitaly 2017, degustazioni.

Foto e degustazioni fatte in occasione della 51^ edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.
Quest'anno ho rivolto prevalentemente l'attenzione ai vini ottenuti da uve autoctone.
A tale proposito mi pare doveroso premettere quanto segue.
L'Italia vanta un panorama ampelografico vastissimo, che nel 2013 l'ha posta sul terzo gradino del podio per numero di vitigni dopo Georgia e Canada, nella classifica redatta dall'OIV (organizzazione internazionale della vite e del vino) tra i 35 Stati membri.
A certificare le vicende viticole italiane, esiste un Registro Nazionale delle Varietà di Viti, istituito nel 1969 per dar seguito a precisa direttiva comunitaria e curato dal Servizio Nazionale Certificazione Vite del CRA-VIT (Centro Ricerca sperimentazione in Agricoltura e Viticoltura).
Tale Registro viene periodicamente aggiornato mediante decreti ministeriali.
Iscritte al Registro a seguito di aggiornamento di dicembre 2016 risultano ben 513 varietà di uve da vino.
Da questa infinita gamma di biotipi, oggi ne prendo in esame una piccola parte, altresì rappresentativa di produzioni d'eccellenza.
  • Cincinnato è un progetto cooperativo costituito da 130 soci con sede a Cori (Lt), tra i più affermati per intraprendenza ed innovazione dell'intera regione Lazio. 400 ettari vitati, di cui 100 biologici, coltivati ad autoctono, per una produzione media annua di 900.000 bottiglie. In particolar modo la mia attenzione è caduta su due vini, da uva Bellone e da uva Nero Buono, con favorevole rapporto qualità/prezzo. www.cincinnato.it
Lazio Igt Bellone '16 Castore - alcool 13% - circa € 6
Giallo paglierino luminoso.
Quadro gustolfattivo immediato, piacevole, fresco, su toni di frutto tropicale, pesca nettarina e fiori bianchi.
Vino d'entrèe.
Lazio Igt Nero Buono '14 Ercole - alcool 13,5% - circa € 11
Affinato per un anno in barrique di secondo passaggio, si presenta rosso rubino limpido.
Naso su mirtillo e sentori vanigliati.
Rotondo al palato e indirizzato su piccoli frutti rossi, sottobosco, accenni floreali, mineralità.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto.
  • Per chi ama piccole realtà di nicchia, segnalo Azienda Agricola San Giovanni estesa su 13 ettari, di cui 4 vitati ad autoctono per una produzione media di 20.000 bottiglie all'anno, a picco sulla riserva marina di Punta Tresino nel cuore del Parco Nazionale del Cilento in provincia di Salerno nella regione Campania. In questo contesto d'indubbio valore paesaggistico, ricco di mare, bosco e macchia mediterranea, l'azienda dispone anche di struttura per l'ospitalità agrituristica. Per quanto riguarda i vini e sulla base anche di precedenti esperienze, mi pare di poter dire che siamo di fronte a produzioni di un certo livello, caratterizzate dalla sottolineatura dell'espressione varietale nelle etichette di base e dall'enfatizzazione di tale carattere nelle top di gamma. www.agricolasangiovanni.it
Paestum Igt '15 Tresinus Aureus - alcool 13,5%
Ottenuto dalle stesse uve Fiano provenienti da vigne vecchie poco produttive destinate alla produzione di Paestum Igt Tresinus che peraltro nell'annata '15 sembra ormai non più disponibile, ne rappresenta una variante, essendo stato sottoposto a sosta di 6/7 mesi sulle fecce nobili.
Ne risulta un quadro ricco e complesso.
Colore giallo dorato, maturo al naso e al palato sui toni di frutto a guscio, nocciola, mineralità, avvolgenza e lieve astringenza in chiusura.
Se Tresinus coniuga struttura e finezza oserei dire in modo mirabile, Tresinus Aureus prova ad accentuare ulteriormente i caratteri, alla ricerca del limite.
Destinato alla lunga conservazione.
Paestum Igt '12 Maroccia - alcool 15% - circa € 26
Poderoso Aglianico dal colore rosso granato con bordo aranciato.
Quadro gustolfattivo caratterizzato da frutto stramacerato, toni balsamici.
Potente, tannico eppure avvolgente in bocca per calore alcolico, di lunga persistenza.
Ci piace.
  • Siamo in Calabria sulle colline di Cirò (KR), tra il mare Jonio e i monti della Sila. Qui si estendono gli otto ettari vitati con uve locali dell'Azienda Biologica 'A Vita. Il contesto pedoclimatico risulta oggettivamente favorevole al biologico; per questo motivo l'azienda ha potuto permettersi scelte più restrittive intese all'ecocompatibilità, a tutela della biodiversità in vigna e della naturalità in cantina attraverso l'utilizzo di lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, basse percentuali di solforosa. www.avitavini.it
Cirò Doc Rosso Classico Superiore Riserva '12 'A Vita
alcool 14,5% - circa € 22
Alcune precisazioni per ciò che concerne l'etichettatura.
Il disciplinare della Denominazione prevede che la qualifica Classico sia consentita solo ai vini prodotti nella zona storicamente vocata, corrispondente ai comuni di Cirò e Cirò Marina; la qualifica Superiore solo ai vini con gradazione alcolica minima di 13,5°; la qualifica Riserva solo ai vini con periodo minimo di invecchiamento di due anni.
Ottenuto da selezione di uve Gaglioppo provenienti dalle vigne più vecchie e poco produttive, affinato in botte grande e bottiglia per complessivi quattro anni, si presenta rosso granato con trasparenza sul bordo.
Quadro gustolfattivo bene articolato e maturo, su toni di frutto nero, lampone, chiodo di garofano e sottobosco.
Certamente non opulento, tuttavia vigoroso, sapido, trasmette l'essenziale, l'anima mediterranea.
In abbinamento su Caciocavallo Silano stagionato, capretto farcito, agnello arrosto.
  • Cantina Valpantena è un'associazione cooperativa che riunisce 300 piccole aziende vinicole venete che coltivano poco più di 600 ettari di vigneto, per una produzione complessiva annua di milioni di bottiglie. Siamo quindi di fronte ad un gigante della Valpolicella. www.cantinavalpantena.it
Valpolicella Superiore Doc Ripasso '14 Torre del Falasco
alcool 14% - circa € 15
Annata 2014 difficile dal punto di vista dell'andamento meteo, tuttavia questo vino ci è sembrato bene riuscito.
Ottenuto da uve Corvina, Corvinone e Rondinella, ripassato sulle vinacce dell'Amarone, affinato in barrique, si presenta rosso rubino limpido.
Quadro gustolfattivo forse meno opulento rispetto allo standard consueto della tipologia, tuttavia di estrema finezza.
Avvolgente al palato, oserei dire vellutato, s'indirizza su toni di frutto nero, ciliegia, uva passa, semi di melograno, caffè espresso.
Ci piace.
In abbinamento su selvaggina, Monte Veronese stagionato, fegato alla veneziana, lepre in salmì.
  • Casa Vinicola Triacca ha 40 ettari vitati ad autoctono in Valtellina, in una delle zone d'Italia dove si pratica la cosiddetta viticoltura estrema o viticoltura eroica, tra vigneti appesi alle montagne, muretti a secco, terrazzamenti a strapiombo sulla valle, ma vanta possedimenti anche in Chianti Classico e nell'areale del Nobile di Montepulciano. In questo contesto valtellinese di montagna, fare qualità è la sfida quotidiana. www.triaccavini.eu/en/
Valtellina Superiore Docg Riserva '12 La Gatta
alcool 13,5% - circa € 15
Sfida a mio parere ampiamente vinta da questa Riserva, ottenuta da selezione di uva Nebbiolo, localmente detta Chiavennasca, coltivata tra 300 e 500 metri di altitudine, vendemmiata tardivamente nel mese di novembre, sottoposta ad affinamento di almeno tre anni, la maggior parte in botte grande ed un terzo in piccoli fusti.
Ritroviamo i cromatismi consueti della tipologia povera di antociani, sul rosso granato con trasparenza sul bordo, così come il quadro gustolfattivo ricco, proprio come ce lo aspettavamo e connotato da frutto nero maturo, china, corteccia, fiore essiccato.
Fine e corposo.
In abbinamento su Bitto e Casera stagionati, polenta taragna, lepre crostata, tacchina ripiena.
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