mercoledì 30 gennaio 2019

Anteprima Amarone 2015, Verona

Appuntamento il 2, 3, 4 febbraio 2019 con “Anteprima Amarone 2015” presso Palazzo della Gran Guardia – Verona.
Sedicesima edizione.
Aziende:
Accordini Stefano
Albino Armani
Aldegheri
Antiche Terre Venete
Benedetti Corte Antica
Bertani
Bolla
Boscaini Carlo
Bottega
Ca’ Botta
Ca’ Dei Frati
Ca’ La Bionda
Ca’ Rugate
Cantina Valpantena Verona
Capurso
Ceschi Brugnoli
Clementi
Corte Archi
Corte Figaretto
Corteforte
Cottini – Monte Zovo
Cà Dei Maghi
Dal Cero in Valpolicella
Domini Veneti
F.Lli Degani
Falezze di Luca Anselmi
Fasoli Gino
Fattori
Flatio
Gamba
Gerardo Cesari
Giacomo Montresor
Giovanni
I Tamasotti
Ilatium Ilatiumla
La Collina dei Ciliegi
Le Bignele
Le Guaite di Noemi
Marinella Camerani
Massimago
Monte Del Frà
Monteci
Novaia
Pasqua Vigneti e Cantine
Recchia
Riondo-Collis
Roccolo Grassi
San Cassiano
Santa Sofia
Santi
Sartori
Scriani
Secondo Marco
Selùn di Marconi Luigi
Tenuta Chiccheri
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani
Tinazzi
Valentina Cubi
Vigna ‘800
Vigneti di Ettore
Villa San Carlo
Villa Spinosa
Zanoni
Zeni 1870
Zýmē Zýmē

Orari e costo:
2 febbraio 2019
– Evento inaugurale chiuso al pubblico, dedicato a stampa e media – dalle 9:30 alle 17:00
3 febbraio 2019
– Evento aperto al pubblico – dalle 10:00 alle 19:00. Biglietto di ingresso: 40,00 euro (35,00 euro con acquisto online)
4 febbraio 2019
– Evento riservato agli operatori di settore – dalle 10:00 alle 17:00. Biglietto di ingresso: 40,00 euro (30,00 euro con acquisto online).
Il biglietto comprende: degustazione di vino presso i banchi d’assaggio delle aziende, assaggio di prodotti gastronomici nell’area riservata.
I biglietti sono disponibili online (fino alle 23.59 di venerdì 1 febbraio) e in loco durante i giorni dell’evento, secondo disponibilità.

Palazzo della Gran Guardia,  Piazza Bra, 1
37121 Verona VR
Per info:
anteprimaamarone.it

martedì 22 gennaio 2019

Birraio dell'Anno 2018, risultati concorso

Marco Valeriani del birrificio Hammer vince il titolo di Birraio dell'Anno 2018.
Per la seconda volta in tre anni il premio che riconosce il miglior produttore italiano viene consegnato a Marco Valeriani del bergamasco Hammer.
Nella categoria Emergenti trionfa Luca Tassinati del birrificio umbro Altotevere.
In dieci anni di storia il premio nazionale Birraio dell'Anno, che riconosce il miglior produttore di birra italiano, non era mai stato consegnato due volte alla stessa persona.
Riesce nell’impresa Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa d’Adda (BG) che si aggiudica l’edizione 2018 del prestigioso titolo individuato grazie al voto di cento esperti italiani interpellati dal network Fermento Birra.
Il premio annunciato come tradizione dal palco del teatro Tuscany Hall di Firenze, durante la tre giorni del festival, ha visto così andare in onda, la replica del 2016.
Se ai due primi posti ricordati, si aggiunge il secondo posto dell'edizione 2017, il quadro appare evidente: se il Birraio dell'Anno è il pallone d'oro della birra, Marco Valeriani è il Cristiano Ronaldo dei birrai.
In effetti per la maggior parte degli addetti ai lavori Marco è il prototipo del birraio perfetto: unisce al rigore e alla professionalità - ha un trascorso da addetto al controllo della qualità in Ferrero - che si traduce in birre dalla costanza ineccepibile, lo studio, la ricerca continua e la passione.
Un mix esplosivo innescato, è doveroso ricordarlo, dagli investimenti della famiglia Brigati, soci fondatori, che si sono concretizzati in tecnologia di livello e un team affiatato e che ha dato vita ad un fenomeno produttivo conclamato da critica e pubblico.
Hammer è il riferimento indiscusso per le birre luppolate e se Wave Runner e Killer Queen, sono ormai degli standard nella categoria delle IPA, non sono mancate durante il 2018 birre occasionali degne di nota sia rilasciate nella linea sperimentale Workpiece, sia con il filone chiamato semplicemente American IPA: una gamma dove il birraio si è divertito a riproporre la stessa ricetta cambiando però di volta in volta la luppolatura.
Ma rinchiudere le produzioni di Marco Valeriani all’interno del campo, seppur ampio, delle luppolate d'ispirazione americana sarebbe riduttivo.
In gamma, ed è uno dei motivi che sicuramente lo ha portato alla vittoria, trovano posto stili più disparati: dalle belghe Blanche e Saison alle tedesche Kölsch e Pilsner.
Senza dimenticare birre dai toni dark, un territorio produttivo dove soprattutto nell’ultimo anno Marco si è spinto con successo rilasciando sia etichette di ispirazione teutonica come le Schwarzbier, che di orientamento anglosassone come le Stout, declinate nelle numerose varianti.
Per quanto riguarda il podio, grande soddisfazione per il laziale Ritual Lab che vede il suo birraio Giovanni Faenza sfiorare la vittoria dopo aver conquistato il premio come Birraio Emergente solo l’anno scorso, mentre Luigi D’Amelio di Extraomnes si conferma ai piani alti della classifica conquistando per il secondo anno di fila il terzo posto.
Seguono il laziale Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop, quarto, e Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio marchigiano MC77, quinti ex aequo con Emanuele Longo del lombardo Lariano.
Birraio Emergente.
Si aggiudica invece il titolo di Birraio Emergente 2018, conferito a quel produttore con meno di due anni di esperienza alla guida di un birrificio, Luca Tassinati del birrificio umbro Altotevere di San Giustino (PG) che dopo qualche anno alla guida della beer firm Monkey Beer, ha preso il timone produttivo di un progetto solido che, se pur giovane, nell’ultimo anno ha cominciato a dare i suoi frutti con ricette eclettiche, che abbracciano stili molto differenti tra loro, eseguite sempre magistralmente.
Da segnalare anche il secondo posto del romano Umberto Calabria del birrificio Jungle Juice Brewing, seguito al terzo da Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV).

CLASSIFICA BIRRAIO DELL’ANNO 2018
1° Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa D’Adda (BG)
2° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
3° Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
4° Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
5° Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC) (ex aequo)
5° Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC) (ex aequo)
7° Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)
8° Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio (FM)
9° Mauro Salaorni del birrificio Birra Mastino di San Martino Buon Albergo (VR)
10° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
11° Marco Ruffa del birrificio CR/AK di Campodarsego (PD)
12° Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
13° Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria
14° Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto di Trecate (NO)
15° Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
16° Luana Meola e Luca Maestrini del birrificio Birra Perugia di Perugia
17° Marco Sabatti del birrificio Porta Bruciata di Rodengo Saiano (BS)
18° Valter Loverier del birrificio Loverbeer di Marentino (TO)
19° Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
20° Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)

CLASSIFICA BIRRAIO EMERGENTE 2018
1° Luca Tassinati del birrificio Altotevere di San Giustino (PG)
2° Umberto Calabria del birrificio Jungle Juice Brewing di Roma
3° Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV)
4° Adriano Giulioni del birrificio Babylon di Folignano (AP)
5° Alessandro Sanna e Federico Bianco del birrificio Bellazzi di San Lazzaro di Savena (BO).
Birraio dell’Anno è un evento realizzato da Fermento Birra con il supporto tecnico di Rastal, con la collaborazione di Mr Malt, Lallemande e J-Software.
Media partner: Fermento Birra Magazine, The Florentine e Controradio.
Sito: www.birraiodellanno.it

post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2018/12/birraio-dellanno-2018-firenze.html

domenica 20 gennaio 2019

DeCo risorsa identitaria del territorio, convegno a Porto San Giorgio

“De.Co. risorsa identitaria”, sabato 19 gennaio 2019.
Porto San Giorgio presso Villa Bonaparte, convegno e degustazione.
Un paio di riflessioni sul tema.
In primo luogo io direi che se solo oggi si sente il bisogno di un coordinamento per la valorizzazione delle identità territoriali, evidentemente dipende dal fatto che ciò non è stato fatto in passato.
In ogni caso, meglio tardi che mai e ben vengano tali momenti di approfondimento.
In secondo luogo ed entrando nel merito, io direi che una De.Co. (denominazione comunale d'origine) assume importanza se non rimane fine a se stessa, ma sia invece concepita come base fondante per la realizzazione di un più vasto progetto turistico organico con valenza comprensoriale.
A mio parere questo progetto, non può che essere preso in carico altro che da un "corpo intermedio", il quale a differenza dell'ente pubblico territoriale, avrebbe la possibilità di attrarre finanziamenti e disporrebbe di know-how consolidato.
In sostanza un unico brand, fatto di iniziative, eventi, strutture e infrastrutture, il quale solo, potrebbe affrontare le sfide di mercato, poiché avrebbe la capacità di dare univocità alla parcellizzazione.
Viceversa se così non fosse, lo sforzo per la ricerca di strumenti volti a definire e valorizzare le singole identità, come appunto possono essere le denominazioni comunali d’origine, rimarrebbe effimero e con scarsa capacità di incidere sullo sviluppo economico dei territori.
In altre parole, una De.Co. andrebbe concepita non come un punto d'arrivo, ma come un punto di partenza.
Un modello di governance affidata a "corpi intermedi", che a mio parere si rivela vitale a livello periferico, in realtà si appresta ad essere introdotto anche a livello centrale, come propulsivo del sistema Italia sul mercato globale.
Foto, video, convegno, degustazioni.
Relazioni convegno:
Nicola Loira ed Elisabetta Baldassarri rispettivamente sindaco e assessore turismo di Porto San Giorgio (Fm), Davide Dellonti sindaco di San Lorenzo in Campo (PU), Maurizio Mangialardi presidente Anci Marche, Silvia Badriotto (Strategie di comunicazione e marketing delle tipicità comunali), Alberto Felici (Analisi di valorizzazione De.Co. nelle aree disagiate), consigliere regionale Federico Talè (Comunicazione e ipotesi di regolamentazioni unitarie), presidente dell’Unpli Mario Borroni (De.Co. e Pro Loco valore identitario comunale), presidente dell’associazione “Chi mangia la foglia” Noris Rocchi, sindaci dei comuni di Falerone, Grottazzolina, Lapedona, Massignano, Montedinove.
L’incontro è stato coordinato dal giornalista Andrea Braconi.

martedì 15 gennaio 2019

Grandi Langhe 2019 ad Alba, quarta edizione.

“48 ORE” DI GRANDI LANGHE DOC E DOCG:
AD ALBA IL 28 E IL 29 GENNAIO 2019 AL VIA LA QUARTA EDIZIONE
Un’unica location e un focus di due giorni per degustare tutte le nuove annate in anteprima:
queste alcune delle novità della nuova edizione di Grandi Langhe.
La quarta edizione di Grande Langhe Doc e Docg, in programma il 28 e il 29 gennaio 2019, è già un evento per gli operatori di settore italiani e stranieri.
Non solo per il numero di vini proposti, grazie all’introduzione di quelli a Denominazione d’Origine Controllata, ma perché sarà l’occasione di degustare anche le nuove annate del Barolo (2015), Barbaresco (2016) e Roero (2016).
Oltre 250 cantine, 1.500 etichette in degustazione, buyer, sommelier, enotecari e professionisti del vino provenienti da tutto il mondo.
Sarà anche una edizione ricca di novità: cambiano infatti location, periodo e numero di giorni.
Grandi Langhe sarà infatti interamente ospitata ad Alba (Cn), la capitale del vino e del tartufo bianco, scelta in quanto cuore pulsante e punto di riferimento di questa terra dove da secoli la viticoltura è l’anima dell’economia.
Inoltre, l’altra grande novità introdotta dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è l’anticipo dell’evento al mese di gennaio che consentirà ai professionisti di settore e ai giornalisti (a cui la rassegna è riservata) di degustare per primi in assoluto le nuove annate direttamente nei territori che hanno dato loro vita e prima che abbia inizio la stagione delle grandi fiere internazionali.
Una vera e propria anteprima, quindi, che grazie ad un’unica location e alla presenza di tutti i vini in entrambe le giornate, consentirà ai partecipanti di non dover scegliere e di non perdersi nulla di questa nuova “48 ore”.
Ad Alba gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle diverse cantine: una divisione territoriale ordinata, per consentire ai partecipanti di apprezzare la varietà del prodotto, frutto dell’appassionato lavoro sulle colline della zona degli uomini e delle donne delle Langhe.
Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni geografiche (MGA) di Barolo, Barbaresco, Roero e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio.
Come accade dal 2013, sono previste degustazioni di numerose tipologie ed etichette e soprattutto sarà possibile confrontarsi direttamente con i produttori, in grado come nessun altro di raccontare origine, passione, tradizione che si mescolano in ogni singola bottiglia generata nella terra dei vini: le Grandi Langhe.
www.grandilanghe.com
Palazzo Mostre e Congressi, Piazza Medford 3.
L'evento è riservato agli operatori e professionisti di settore.
Data di chiusura delle iscrizioni: 20 gennaio 2019.

domenica 13 gennaio 2019

MonteSchiavo, Lucchetti, UmaniRonchi, MarcheWineriesVideo

Nel video d’archivio, realizzato in occasione di Cantine Aperte 2009, la visita a tre Aziende Vinicole in provincia di Ancona, oggi più che mai protagoniste nel panorama vitivinicolo della regione Marche.
Panoramica:
Mare Adriatico
Promontorio Monte Conero
L’Azienda Monte Schiavo si trova a Maiolati Spontini, nel cuore della produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Fa parte del Gruppo Pieralisi specializzato nella produzione di macchine industriali, tra i brand più in vista dell’imprenditoria regionale.
Nasce nel 1978 come Cooperativa Agricola e solo dal 1995 appartiene alla famiglia Pieralisi.
Dispone di oltre 105 ettari di vigneto, coltivato prevalentemente a Verdicchio, Montepulciano, Sangiovese, ma anche con uve internazionali, per una produzione media annua di 950.000 bottiglie.
Oltre una ventina le etichette, tra cui segnalo Verdicchio Castelli di Jesi Doc Classico Superiore “Pallio di San Floriano” e Marche Rosso Igt Adeodato.
La gamma dei prodotti comprende anche Olio Extravergine di Oliva proveniente dal frantoio Monte Schiavo, ottenuto da oliveti propri e impiegando macchinari della società Pieralisi.
Monte Schiavo
via Vivaio – località Monteschiavo, Maiolati Spontini (An)
+39 0731 700385
info@monteschiavo.it
www.monteschiavo.it
vini Lucchetti
degustazione Mariasole '13:
degustazione Guardengo '13:
L’Azienda Mario Lucchetti si trova a Morro d’Alba, nella zona d’elezione del vitigno Lacrima, così chiamato perché la buccia dell’acino al massimo della maturazione si può spaccare lasciando colare gocce di succo.
Fondata nel 1980, dispone di circa 25 ettari di vigneto, coltivato prevalentemente a Lacrima di Morro d’Alba e a Verdicchio, per una produzione media annua di 150.000 bottiglie.
Meno di 10 le etichette, tra cui segnalo Lacrima di Morro d’Alba Superiore Doc “Mariasole” e Lacrima di Morro d’Alba Superiore Doc “Guardengo”.
Lucchetti
via Santa Maria del Fiore 17 Morro d’Alba (An)
+39 0731 63314
info@mariolucchetti.it
www.mariolucchetti.it
Pelago Umani Ronchi
degustazione verticale:
Umani Ronchi è azienda prestigiosa, trainante per il brand Marche in Italia e all’estero.
Collabora per la sperimentazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Da oltre 10 anni fa parte dell’Istituto del Vino di Qualità che comprende una ventina di grandi marchi del vino italiano tra cui Antinori, Tenuta San Guido, Masi, Gaia, ecc.
Fondata nel 1959, si estende su 230 ettari di vigneto, quasi tutti nella regione Marche, in piccola parte nella regione Abruzzo, coltivati prevalentemente a Verdicchio e Montepulciano, ma con attenzione particolare ad altre uve locali come Pecorino e Lacrima di Morro d’Alba.
Dispone di tre siti produttivi: Castelli di Jesi, Conero, Abruzzo, rispettivamente a Castelbellino (An), Osimo (An), Roseto degli Abruzzi (Te).
vini Umani Ronchi
La produzione annua si aggira intorno a 3.000.000 di bottiglie, suddivise in poco meno di 25 etichette, tra cui segnalo Conero Riserva Docg “Cumaro” e Verdicchio Castelli di Jesi Classico Riserva Docg “Plenio”.
Umani Ronchi
via Adriatica 12 Osimo (An)
+39 071 7108019
wine@umanironchi.it
www.umanironchi.com/it

mercoledì 9 gennaio 2019

Giorni della Merla 2019, Maria Pia Castelli winery

Secondo la tradizione popolare, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio coincidono con quelli più freddi dell'inverno, i cosiddetti "tre giorni della merla".
La leggenda narra infatti che una merla dal piumaggio bianco, per ripararsi dal freddo invernale, si rifugiò sotto un camino, uscendone dopo tre giorni con il manto grigio per la fuliggine e da allora rimase di quel colore.
Da qualche anno, in corrispondenza della fine del mese di gennaio o a cavallo tra gennaio e febbraio, per celebrare la fine del periodo più freddo dell'anno, l'Azienda Agricola Maria Pia Castelli di Monte Urano (Fm) organizza una vendita di vino rosso sfuso di grande qualità previa prenotazione e apre le porte della cantina per visite e degustazioni.
Un'occasione da non perdere per gli appassionati.
Sabato 2 e Domenica 3 Febbraio 2019
Vendita vino rosso sfuso solo su prenotazione.
Orario:
09:00 - 20:00
Nei due giorni ci saranno banchi d'assaggio di piccole realtà del territorio.
Per prenotare telefona ai numeri:
0734 841774 - Cantina
340 6479660 - Massimo
333 3406711 - Alessandro
Azienda Agricola Maria Pia Castelli
Via Sant'Isidoro 22, 63813 Monte Urano (Fm)
info@mariapiacastelli.it
http://www.mariapiacastelli.it/
percorso stradale, info winery, note di degustazione:

domenica 6 gennaio 2019

Cinque Grappoli Bibenda 2019, Marche

Vini delle Marche che hanno ottenuto i Cinque Grappoli nella Guida Bibenda 2019 di Fondazione Italiana Sommelier.
  • Arkezia Muffo di San Sisto 2016 | Fazi Battaglia
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Pietrone Riserva 2013 | Vallerosa - Bonci
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Plenio Riserva 2015 | Umani Ronchi
  • Castelli di Jesi Verdicchio Clas. Salmariano Ris. 2015 | Marotti Campi
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Utopia Riserva 2015 | Montecappone
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Vigna Il Cantico della Figura Riserva 2015 | Andrea Felici
  • Castelli di Jesi Verdicchio Clas. Villa Bucci Riserva 2016 | Bucci
  • Conero Dorico Riserva 2015 | Moroder
  • Conero Gianco Riserva 2013 | Polenta
  • Il Mossone 2015 | Santa Barbara
  • Il Pollenza 2015 | Il Pollenza
  • Kurni 2016 | Oasi degli Angeli
  • Maximo 2016 | Umani Ronchi
  • Offida Pecorino Donna Orgilla 2017 | Agricola Fiorano
  • Offida Pecorino Guido Cocci Grifoni 2014 | Tenuta Cocci Grifoni
  • Offida Rosso Anghelos 2015 | Tenuta De Angelis
  • Offida Rosso Barricadiero 2015 | Aurora
  • Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2015 | Velenosi
  • Solo 2015 | Fattoria Dezi
  • Terre dei Goti 2013 | Stefano Mancinelli
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Ammazzaconte 2016 | Conti di Buscareto
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Brut Ubaldo Rosi Riserva 2012 | Colonnara
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Clas. Sup. Balciana 2016 | Sartarelli
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Gaiospino 2016 | Fattoria Coroncino
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium 2016 | Garofoli
  • Verdicchio di Matelica Cambrugiano Riserva 2015 | Belisario
  • Verdicchio di Matelica Mirum Riserva 2016 | Fattoria La Monacesca
  • Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2016 | Bisci

mercoledì 2 gennaio 2019

Marche Igt Liù, orange wine in Santa Liberata winery.

Siamo di fronte ad un vino macerato, diverso dal solito, assimilabile a tutti gli effetti ad un "orange wine" per colore e consistenza.
Ottenuto da uve Pecorino, Fiano, Malvasia, surmature, coltivate in biologico da Vigneti Santa Liberata nella tenuta di Petritoli (Fm) in Val d'Aso, vinificate separatamente, con contatto con le bucce di circa 24 ore in criomacerazione prefermentativa, successiva svinatura e sosta sulle fecce fini per circa 60 giorni, appare di un bellissimo colore giallo oro carico, tendente all'ambrato.
Quadro ricco, caratterizzato da note di frutto maturo, pesca gialla, frutto a guscio, cotognata.
Sfumature d'anice e vegetali, uva passa e pompelmo, caratterizzano il finale amaricante, vitalizzato da accenni tannici ed acidici.
Vino ben bilanciato nonostante la complessità della struttura, con una sua finezza, a mio parere destinato al mercato vasto, piuttosto che a nicchie.
Favorevole rapporto qualità/prezzo.
Temperatura di servizio preferibilmente non inferiore a 14°C.
In abbinamento su formaggi stagionati, erborinati, zuppe di pesce, ravioli burro e salvia, crostacei, piatti a tendenza grassa; tuttavia l'originalità del quadro consente soluzioni alternative o creative.
Nel mio caso, abbinato su:
cappelletti in brodo di cappone
Marche Bianco Igt '15 Liù - alcool 15%
Vigneti Santa Liberata
via Nazionale 194, frazione Lido di Fermo, 63900 Fermo - Marche - Italy.
tel: +39 0734 640100
email: info@vinisantaliberata.it
web: www.vinisantaliberata.it
Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.

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