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giovedì 13 febbraio 2025

Bolgheri Doc Rosso 2017 e 2018, Collemassari wine estates

Mini verticale di due annate ravvicinate, ma differenti per andamento climatico
Annata 2017 critica a macchia di leopardo in Italia, con primavera rigida e gelate nel mese di aprile che hanno modificato il ciclo vegetativo delle piante ritardando la germogliazione; estate arida, secca, siccitosa che ha messo sotto stress viti e viticoltori, anticipato le maturazioni e indotto a rimodulare le tempistiche di vendemmia; la limitata altitudine dei vigneti in Bolgheri Doc e l'effetto temperante del vicino Tirreno probabilmente hanno consentito di assorbire le criticità d'annata in modo migliore rispetto ad altri territori italiani.
Annata 2018 meno problematica, nonostante la notevole piovosità primaverile che ha da un lato messo a rischio il normale procedere del ciclo vegetativo delle piante, ma dall'altro ha consentito di ripristinare riserve idriche importanti, risultate poi utili per affrontare la calura estiva; settembre ancora piovoso, ma sostanziale rispetto della tempistica standard di vendemmia.
Bolgheri Doc Rosso 2017
13,5% vol.
Ottenuto da uve 50% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 20% merlot, 6% sangiovese, 4% petit verdot, fermenta in acciaio, matura circa 10 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, più ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al granato.
Profumi intensi al naso e freschezza al palato.
More, lamponi, liquirizia, tonalità mentolate, carica acidica e tannino paiono eccedere rispetto alla carica estrattiva polifenolica e alle glicerine, soprattutto ad un primo step.
Dopo adeguata ossigenazione il quadro si aggiusta, trova migliore equilibrio, ma su parametri non elevati, cioè a discapito della corposità.
Valutazione @avvinatore 89/100.
Bolgheri Doc Rosso 2018
14% vol.
Ottenuto da uve 50% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 20% merlot, 10% sangiovese, fermenta in acciaio, matura circa 10 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, più ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al granato.
In questo caso troviamo un equilibrio stabile, quindi immediatezza, ma anche intensità olfattiva, gusto pieno e bilanciamento raggiunto tra parti dure e morbide.
Quest'annata ribadisce sostanzialmente i marcatori della precedente, fruttati, balsamici, speziati, lampone, liquirizia, anche chiodo di garofano e cioccolato bianco, ma su parametri più elevati, risultando quindi di struttura leggermente superiore.
Valutazione @avvinatore 90/100.
Il gruppo Collemassari è costituito da 4 tenute in Toscana: Collemassari nel Montecucco, Podere Grattamacco a Bolgheri, Poggio di Sotto a Montalcino, Tenuta San Giorgio a Montalcino, acquisite dalla famiglia Tipa-Bertarelli a partire dalla fine degli anni '90 fino al 2016.
I vini qui degustati provengono dalla seconda tenuta.
Collemassari S.p.A. Società Agricola
Podere Grattamacco
località Lungagnano 128
57022 Castagneto Carducci (Li)-Toscana-Italia
T +39 0565765069
E info@grattamacco.it
W https://www.grattamacco.it/it/
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Bolgheri Doc, Collemassari winery
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venerdì 10 gennaio 2025

Savalan Aspi winery in Azerbaigian, Cabernet Sauvignon Ripassato 2013

L'azienda Aspi Agro LLC nasce nel 2007 ai piedi del Grande Caucaso, nel distretto di Gabala, nella valle del Savalan; le viti sono coltivate nel sud-est delle montagne del Caucaso a un'altitudine di 400 metri sul livello del mare.
L'azienda dispone di circa 400 ettari di vigneto e lo stabilimento è in grado di produrre oltre 500.000 bottiglie all'anno.
I vini sono prodotti sotto la guida di esperti enologi e agronomi italiani, il Sig. Daniel D'Andrea e la Sig.ra Elisa Vagnoni; l'analisi del vino viene effettuata da un esperto europeo, il Sig. Ermanno Murari.
Il team di viticoltori è quindi un gruppo internazionale, l'azienda ha riunito due paesi soleggiati e generosi come l'Azerbaigian e l'Italia.
Nella pianura del Savalan, circondata dal fiume, le condizioni pedoclimatiche sono favorevoli alla coltivazione dell'uva, tant'è che in Azerbaigian la viticoltura era fiorente già in tempi antichi.
Le viti sono state fornite dall'azienda Vivai Cooperativi Rauscedo, leader mondiale nella produzione di piantine.
La cantina di trasformazione dispone di un moderno impianto fornito dall'azienda Della Toffola, dispone di botti in rovere per l'affinamento e di laboratorio per il monitoraggio continuo delle produzioni.
Un grande contributo alla selezione delle piantine è stato dato dal direttore dei Vivai Cooperativi Rauscedo Sig. Eugenio Sartori, in base alle raccomandazioni del quale, sono stati selezionati e piantati nuovi e meno nuovi tipi di uva come Alicante Bouschet, Chardonnay, Cabernet Franc, Syrah e Grenache.
L'innesto di vitigni internazionali, le raccomandazioni degli enologi italiani, l'introduzione di soluzioni e tecnologie moderne, nonchè arditi esperimenti per ciò che concerne la composizione varietale, sono alla base di questo progetto vitivinicolo Italo-Azero, volto ad elevare gli standard qualitativi.
Savalan contacts
Abbas Sahhat 14, Baku, Azerbaijan
+994 12 595 11 30
office@aspiwinery.az
https://savalan.az/contacts/
https://savalan.az/
La data 04/04/2017 in retroetichetta è la data d'imbottigliamento, necessaria per l'esportazione in alcuni Stati come ad esempio la Russia.
Cabernet Sauvignon Ripassato
Red Dry Reserve 2013
14,5% vol.
Ottenuto da uve Cabernet Sauvignon, ripassato sulle fecce di uve appassite utilizzate per il vino dolce della casa.
Si presenta rosso mattone, con quadro organolettico di spessore morigerato, non particolarmente intenso nei profumi e nei sapori, tanto da sconsigliarlo, perlomeno in questa annata, in chiusura di una progressione gustativa.
L'utilizzo del ripasso pare più in funzione edulcorante che irrobustente.
Appaiono sentori terrosi, tracce piraziniche, frutta sotto spirito, accenni di prugna.
In bocca ha tendenza dolce che ricorda la visciola, ma è il suolo caucasico che va ad assumere ruolo di protagonista, la mineralità diventa salina e vira su tonalità umami che ricordano glutammato da brodo.
Certamente non un vino consueto, perlomeno alle latitudini italiche, in grado tuttavia di trasmettere le peculiarità di un territorio lontano.
Valutazione @avvinatore 86/100.

giovedì 12 ottobre 2023

Il Fermano nel Calice, degustazione guidata Ais Marche

Domenica 8 ottobre nel corso dell'edizione 2023 della manifestazione "Di Uva in Vino", in Piazza del Popolo a Fermo, celebrativa del periodo di vendemmia, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche.
Abbiamo degustato cinque vini annata 2022, due bianchi, un rosato, due rossi, di cantine della provincia di Fermo: Vigneti Santa Liberata di Lido di Fermo, Villa Manù di Lapedona, Bastianelli di Monte San Pietrangeli, Luci di Mezzo di Sant'Elpidio a Mare, Lumavite di Rapagnano.
1) Marche Igt Malvasia 2022 Dugnet, Vigneti Santa Liberata
12,5% vol.
Vinificato in acciaio, appare giallo paglierino luminoso.
Intensità olfattiva di vitigno semiaromatico, fiori e frutta gialla, rose e pesca nettarina, sfumature d'erbette aromatiche, salvia e finocchietto.
Dolcezze fruttate e freschezza procedono di pari passo.
Vino immediato, di facile approccio, adatto come vino d'entrèe.
2) Falerio Doc 2022 Sinfonia, Villa Manù
13% vol.
Ottenuto da trebbiano, passerina e pecorino, vinificato in acciaio, appare giallo paglia limpido, tendente al verde.
Profumi sottili, non particolarmente incisivi: fiorellini bianchi, pomacee, mela, pera.
Al gusto è particolarmente fresco, ricco di carica acidica, ma meno volumico del precedente, tant'è che avrebbe potuto precederlo in progressione gustativa.
3) Marche Rosato Igt 2022 Denan, Bastianelli
13% vol.
Ottenuto da uve sangiovese, merlot, alicante o grenache e da breve macerazione con le bucce, appare rosa tenue.
Quadro intrigante, variamente articolato: mineralità, sentori vegetali e floreali, geranio, piccoli frutti rossi, lampone e fragoline, erbette aromatiche.
Fine, elegante.
4) Marche Rosso Igt 2022 Morhus (edition one), Luci di Mezzo
13% vol.
80% cabernet sauvignon, 20% montepulciano, vinificazione in acciaio.
Colore rosso rubino limpido, non particolarmente carico.
Impronta floreale e fruttata, rose e violette, piccoli frutti rossi, prugne e amarene, leggera pepatura.
In bocca è fresco e immediato.
Vino da primi piatti, salumi, formaggi non stagionati.
5) Marche Rosso Igt 2022 Il Cuore Altrove, Lumavite
13,5% vol.
Nome del vino a mio parere strepitoso, ispiratore d'emozioni, dalle quali evito accuratamente di farmi travolgere con la volutamente fredda analisi che segue. 
Ottenuto da uve montepulciano, vinificato in acciaio, macerato sulle bucce per una ventina di giorni, ha dotazione cromatica impattante, rosso rubino carico, tendente al porpora.
Proiettato su frutti di bosco, ciliegie, more e mirtilli allo stato puro, note di cipria appena accennate.
L'irruenza polifenolica al palato, è rivelatrice del vino ancor giovane, quasi acerbo, destinato tuttavia a maturare con il riposo in bottiglia.
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mercoledì 10 maggio 2023

Marche Cabernet Sauvignon 2018 Cerì, Le Vigne di Clementina Fabi

Siamo nell'ambito dei cosiddetti vitigni internazionali (cabernet franc e sauvignon, merlot, chardonnay, sauvignon blanc, ecc.), nativi transalpini, poi diffusisi a macchia d'olio in tutto il mondo (Australia, California, Sud America, ecc.), poichè meglio si sono adattati ai diversi contesti pedoclimatici.
Questo Cabernet Sauvignon proviene dalla zona di Montedinove in provincia di Ascoli Piceno.
Maturato in rovere, appare rosso granato cupo, impenetrabile, quasi nero.
Quadro organolettico ricco, surmaturo, complesso: prugna, confettura di mirtilli, bacche di ginepro, chiodo di garofano, connotazioni erbacee che ricordano il peperone verde, dovute a metossipirazine parti integranti del patrimonio genetico.
Risposta varietale, finezza, robustezza sembrano procedere in unità d'intenti.
In bocca il tempo trascorso e il passaggio in rovere, domano tannini scalpitanti, conferiscono avvolgenza, maturano il frutto.
Vino corposo, non sovrastrutturato, fa della finezza il tratto distintivo.
In abbinamento su anatra al forno, selvaggina, scaloppe ai funghi porcini.
Valutazione @avvinatore 92/100
Marche Igt Cabernet Sauvignon 2018 Cerì
13,5% vol.
Le Vigne di Clementina Fabi Soc.Agr.
Contrada Franile, 3, 63069 Montedinove (AP)
info@levignediclementinafabi.it
0736 828217
http://www.levignediclementinafabi.it/

mercoledì 5 aprile 2023

Schiopetto vini, Collio Doc Friulano '21 e Venezia Giulia Igt Rivarossa '18

Vinitaly 2023, degustazioni.
Padiglione Friuli Venezia Giulia, Azienda Schiopetto.
Abbiamo estrapolato due etichette dalla gamma produttiva.
Azienda storica del Collio Friulano fondata da Mario Schiopetto.
Nel 2014 cambia proprietà: Schiopetto e Volpe Pasini costituiscono oggi Terre Friulane s.r.l. di proprietà della famiglia Rotolo.
L'attuale linea enologica intende dare continuità e, per quanto possibile, lasciare intatta la filosofia del fondatore e lo stile Schiopetto imperniato su eleganza francese, tecnologia tedesca, uva friulana.
Collio Doc Friulano 2021
13,5% vol.
Ottenuto da uve Friulano (ex Tocai) provenienti da vigne vecchie, vinificato in riduzione in acciaio per salvaguardare profumi e sapori primari.
Giallo paglia luminoso, aromaticità piuttosto pronunciata, connotazioni di tipo vegetale e resinose fanno parte integrante del bagaglio genetico: ortica, erbe di campo, fiore di sambuco, frutto a pasta bianca.
Vino della tradizione per ciò che concerne la risposta varietale, ma anche dell'innovazione per ciò che concerne scelte enologiche, stile, finezza.
In abbinamento su cucina di mare, carpaccio di polpo con rucola e datterini, uova e asparagi, lasagne al forno vegetariane con funghi radicchio besciamella.
Tre Bicchieri 2023 Gambero Rosso.
Valutazione @avvinatore 94/100
Venezia Giulia Igt Rosso 2018 Rivarossa
14,5% vol.
Cru da vigneti situati in località Oleis nei Colli Orientali del Friuli; in questa parte della proprietà, pari a circa 8 ettari, è racchiusa l'anima rossa di Schiopetto.
Rivarossa è il nome di una parcella catastale.
Taglio bordolese da uve 90% merlot e 10% cabernet sauvignon, matura in rovere circa 15 mesi.
Rosso rubino carico, frutto nero maturo, confettura di more e mirtilli, sfumature erbacee e torrefatte.
Tannino vellutato corrobora l'impronta raffinata, carica acidica stimola la salivazione.
Vino di calibro.
Anche in questo caso, così come nel precedente vino, risposta varietale e cifra stilistica procedono di pari passo, rivelando accuratezza nelle scelte enologiche.
In abbinamento su selvaggina da piuma, arrosto di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 91/100
Società Agricola Terre Friulane s.r.l. | Via Cividale 16 | IT 33040 Torreano (Ud)
Cantina Schiopetto: Via Palazzo Arcivescovile 1
34070 Capriva del Friuli (GO) 
Telefono: +39 0481 80332
E-mail: azienda@schiopetto.it
Web: https://www.schiopetto.it/

venerdì 24 marzo 2023

Le Guide Ais premiano i vini della provincia di Fermo

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, degustazione guidata dei vini della provincia di Fermo premiati dalla Guida "Le Marche nel Bicchiere 2023" curata da Ais Marche.
1) Marche Igt Passerina 2021 Bore, Conti Maria
Giallo paglierino vivace, frutta bianca, fiori, biancospino, acidica prorompente.
Vino d'entrèe, crudi di mare.
Premiato con il simbolo del "salvadanaio" attribuito ai vini con favorevole rapporto qualità-prezzo.
2) Falerio Pecorino Doc 003 annata 2021, Castrum Morisci
003 indica la parcella di vigneto.
Etichetta in codice Braille per non vedenti.
Vinificato in acciaio, appare giallo paglierino scarico, evidenzia fiore appassito, polpa agrumata, mineralità salmastra.
Vino di buona struttura, ben bilanciato nel rapporto tra avvolgenza e pungenze acido/sapide identificative del tratto varietale.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
3) Marche Rosso Igt 2020 Vespro, Fausti
Da uve 60% montepulciano e 40% syrah, appare rosso rubino vivace, tendente al porpora.
Quadro pulsante di vitalità, ma anche corposo, acidico quanto basta per stimolare la salivazione, variamente articolato su frutto maturo e spezie, amarena, chiodo di garofano, note smaltate.
Bollito con verdure.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
4) Marche Rosso Igt 2019 Regina del Bosco, Fattoria Dezi
Il primo di tre vini qui in successione, che hanno nello spessore materico il comune denominatore.
Da uve montepulciano; 2 anni in barrique, più 1 anno in bottiglia.
Appare rosso rubino brillante, con riflesso porpora.
Ampio, morbido e lungo, su note di pepe, cuoio, marmellata di frutti rossi, ciliegia sotto spirito, prugna stramatura, fiori secchi.
Tannino vellutato e dotazione acidica in funzione equilibratrice e dinamizzante.
Maialino al forno.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
5) Marche Rosso Igt 2018 Cacinello, Le Senate
Taglio bordolese da uve cabernet sauvignon, petit verdot, merlot, cabernet franc; 1 anno in barrique e tonneaux di primo passaggio, più 1 anno in bottiglia.
Vino di grande finezza e struttura, morbido e consistente; frutto nero stramaturo, prugna macerata, spezie dolci, tonalità erbacee identificative del tratto varietale, ma anche note smaltate, balsamiche, complessità.
Stracotti, filetto al pepe.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
6) Marche Rosso Igt 2015 Tusiano, Lumavite
Da selezione di uve montepulciano; 2 mesi in acciaio, circa 20 mesi in barrique, più 1 anno in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, impenetrabile.
Quadro severo, imperniato sui marcatori riscontrabili nei montepulciano da invecchiamento: frutto nero stramaturo, marasca sotto spirito, spezie, noce moscata, cacao, accenni torrefatti.
Acidico e tannico quanto basta per bilanciare estratto secco e glicerine.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
Nella quindicesima edizione della guida Le Marche nel Bicchiere, curata da Ais Marche, sono presenti le 247 cantine marchigiane che hanno aderito al progetto e i quasi 600 vini provenienti dalle cinque province.
75 vini hanno ricevuto riconoscimento.
La provincia di Fermo ha avuto 6 riconoscimenti.

giovedì 15 settembre 2022

Carmignano Docg '18 Poggilarca, Tenuta di Artimino

Siamo all'interno di una piccola Denominazione della regione Toscana, la zona di produzione della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” è infatti circoscritta al territorio amministrativo di due soli comuni, Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato; potremmo affermare che i vini qui prodotti siano fra i rossi toscani meno conosciuti e che nel panorama delle Denominazioni toscane, Carmignano sia in parte ancora da scoprire.
La Denominazione fu istituita a Doc nel 1975, approvata come Docg nel 1990.
Il vino a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” non può essere immesso al consumo prima del l° giugno del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve.
Questo vino possiamo collocarlo in fascia di prezzo 16-18 euro.
Carmignano Docg '18 Poggilarca
14% vol.
Ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, maturato per metà in rovere grande e per metà in barriques di secondo passaggio, affinato almeno 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino carico, impenetrabile, con riflesso granato.
Fine e complesso al naso, avviluppato attorno a un reticolo di marcatori, speziati, fruttati, boschivi, erbacei e quant'altro, in calibrato dosaggio: mirtilli in confettura, timo e liquirizia, cipria e vaniglia, speziatura leggera, noce moscata.
La cifra stilistica è la mission, difatti anche al palato ha grande souplesse, consistenza e persistenza; tannini nobili e sapidità corroborano la struttura, accenni fruttati, freschezza, mora e mirtillo accendono il gusto, le pirazine ovattano gli eccessi.
Quadro ricco e dinamico, oserei dire raffinato, pur essendo ancora nella fase ascendente dell'arco evolutivo.
Vino da brasati e lunghe cotture, stracotto toscano.
Valutazione @avvinatore: 92/100
Tenuta di Artimino, di proprietà della famiglia Olmo dagli anni '80, vede oggi la terza generazione al timone, dispone di circa 70 ettari di vigne tutte intorno a Villa Medicea La Ferdinanda (patrimonio Unesco), che è cuore pulsante dell'attività, sia in fatto di vino che in fatto di resort.
Villa Medicea La Ferdinanda, detta anche la Villa dei Cento Camini
Il 2022 resterà negli annali della Tenuta di Artimino come un anno di grandi cambiamenti.
Infatti, dopo aver riorganizzato tutta la parte accoglienza ed eventi con l’ingresso di Melià come partner (la Meliá Hotels International è una catena di alberghi spagnola fondata nel 1956 da Gabriel Escarrer Juliá; oggi la compagnia è il principale operatore mondiale di resort), dalla vendemmia di quest’anno la parte agronomica ed enologica dell’azienda sono condotte da Riccardo Cotarella che, assieme a Pier Paolo Chiasso, ha accettato con grande piacere la sfida di occuparsi per la prima volta di un’azienda nella zona del Carmignano.
Assieme a Cotarella, Annabella Pascale e la famiglia Olmo hanno voluto anche la consulenza speciale di un uomo di lunga esperienza quale è Vincenzo Ercolino.
Annabella Pascale, che ha dato il via ad un percorso di crescita dell’azienda sul piano viticolo ed enologico, con il suo ingresso come AD assieme al cugino Francesco Spotorno Olmo nel 2012, afferma oggi: “Il desiderio della famiglia Olmo, dal 1980 proprietari della tenuta, è quello di continuare a crescere in qualità e immagine” – poi prosegue: “In questi primi 10 anni del nuovo corso l’azienda è cresciuta tantissimo in primis nella conduzione dei vigneti più attenta e tesa alla qualità, e poi anche in cantina con la realizzazione di Carmignano molto rispondenti al territorio e di alto livello qualitativo. Adesso è il tempo di perseguire nuovi traguardi anche attraverso investimenti importanti sia sul piano enologico sia su quello viticolo perché la mia famiglia sente l’obbligo di crescere ancora e portare la Tenuta di Artimino al ruolo che merita in questa zona fin dal tempo di Ferdinando De’ Medici”.
Fu lui che vi fece costruire nel 1596 la Villa Medicea La Ferdinanda, che oggi è Patrimonio Unesco, dove non è difficile immaginare Cosimo III mentre scrive il “Bando sopra la dichiarazione dei confini delle quattro regioni: Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra” del 1716.
Così come ci è facile pensare a Caterina De’ Medici che, divenuta regina di Francia, scopre il Cabernet e lo porta a Carmignano dove ancora oggi viene chiamato “uva francesca” e dove ne è d’obbligo da Disciplinare l’uso dal 10% al 20% nell’uvaggio.
Obiettivo è un ulteriore percorso di valorizzazione che, nell’idea di Annabella Pascale e della sua famiglia “vuol far crescere con Artimino anche tutta l’area del Carmignano, piccola ma di grande qualità” (la percentuale di premi e riconoscimenti per i produttori della zona è di sicuro tra le più alte d’Italia a dimostrazione del potenziale di questo terroir).
La nuova squadra della Tenuta di Artimino ha già predisposto un nuovo progetto strategico con nuovi protocolli di lavorazione delle uve e, forse, anche nuovi vini, nonché un importante lavoro di valorizzazione della grande superfice boschiva e di oliveti di cui l’azienda dispone.
Annabella, che crede molto nella forza del territorio ed è da molto tempo impegnata anche all’interno del Consorzio, si augura che sempre più i produttori della zona si uniscano nel lavoro di valorizzazione e promozione di questa piccola Docg che ha tanto da dire a tutto il mondo enologico.
Tenuta di Artimino a Carmignano
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sabato 10 settembre 2022

Barco Reale di Carmignano Doc '20 Ser Biagio, Tenuta di Artimino

Il vino Doc Barco Reale di Carmignano deve il suo nome alla riserva di caccia Medicea risalente al XVI secolo ("barco" significa "parco") e possiamo affermare che sia una sorta di fratello minore del Carmignano Docg.
La denominazione di origine controllata, istituita nel 1975, è una denominazione di ricaduta per la Carmignano Docg; prevede norme meno restrittive rispetto alla Docg per ciò che concerne ad esempio le rese per ettaro, inoltre, a differenza della Docg, non ha un periodo d'invecchiamento obbligatorio, tuttavia il vino a denominazione di origine controllata “Barco Reale di Carmignano” può essere ottenuto dalle uve del “Carmignano” a denominazione di origine controllata e garantita per scelta vendemmiale e per scelta successiva durante il periodo d'invecchiamento obbligatorio del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Carmignano”.
Questo vino di seguito testato, è collocabile in fascia di prezzo 12-15 euro.
Ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, vinificato in acciaio, con elevàge sulle fecce fini successivo alla svinatura di circa 4 mesi e ulteriore affinamento in bottiglia di 3 mesi, si presenta di un bel rosso rubino carico.
Quadro olfattivo invaso da sentori mentolati e boschivi, muschio e corteccia, speziatura, pepe e chiodo di garofano, rosa e viola insinuate nel sottofondo con mora e mirtillo.
In bocca è avvolgente di calore alcolico e morbido, esprime compiutamente il tratto gentile del Sangiovese di questa porzione di territorio; troviamo finezza, tracce floreali e fruttate, lampone fresco e in confettura, tannini addomesticati, un finale con gittata a medio raggio e lievemente amarotico.
Vino da abbinare su pietanze saporite, non troppo elaborate, scaloppine ai funghi porcini o champignon, arista di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 90/100
Barco Reale di Carmignano Doc '20 Ser Biagio
13,5% vol.
Siamo in Toscana, all'interno di una piccola Denominazione la cui zona di produzione comprende il territorio collinare di due soli comuni, Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato; i vini sono fra i rossi toscani meno conosciuti, tant'è che potremmo affermare che nel panorama delle Denominazioni toscane il Carmignano sia un vino in parte ancora da scoprire.
Eppure questa Denominazione ha una storia antichissima, risalente agli Etruschi, che nel XVI secolo va persino ad intrecciarsi con le vicende della famiglia De' Medici.
Fu proprio ad Artimino, frazione del comune di Carmignano, che Ferdinando I De’ Medici nel 1596 decise di costruire la sua dimora di caccia, oggi Villa Medicea La Ferdinanda patrimonio Unesco, conosciuta anche come Villa dei Cento Camini; inoltre la storia del Cabernet di quest'area, previsto nel disciplinare di produzione della Denominazione, viene attribuita a Caterina De’ Medici, la quale in veste di regina di Francia, decise di portare questo vitigno da lei molto apprezzato, nella zona di Carmignano nel XVI secolo e ancora oggi il Cabernet viene in zona chiamato “uva francesca”.
La storia ebbe la svolta decisiva negli anni '80 del secolo scorso, allorquando Tenuta di Artimino fu acquistata da Giuseppe Olmo, campione di ciclismo, recordman dell'Ora nel 1935, fondatore nel dopoguerra di uno stabilimento per la produzione di biciclette, ben conosciute da tutti gli appassionati, e di altri per la produzione di pneumatici e tubolari.
Da qualche anno alla guida dell’azienda ci sono Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, terza generazione della famiglia.
Tenuta di Artimino a Carmignano
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sabato 25 giugno 2022

Marche Rosso Igt '17 Portese, Madonnabruna winery

Siamo nell'ambito dei vini di buona struttura, fascia di prezzo intorno a euro 15.
Il nome Portese, sta per "originario del Porto", cioè di Porto San Giorgio, la città che ha dato i natali ai proprietari dell'azienda.
Ottenuto da selezione di uve 50% montepulciano, 25% merlot, 25% cabernet sauvignon (le percentuali però possono variare in base all'andamento vendemmiale), maturato 2 anni in rovere piccolo e grande, affinato 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista rosso rubino profondo, con tendenza al porpora.
Una breve ossigenazione porta beneficio; svaniscono rapidamente le pungenze alcoliche e appare definita la fisionomia.
La veste è elegante, contornata di frutto nero maturo, pirazine, marasca sotto spirito, sfumature muschiate e speziate, tabacco, noce moscata.
Quadro complesso, ben calibrato, mai sopra le righe.
L'equilibrio è stabile anche al palato; il tratto materico, surmaturo, appena vanigliato, bilancia i tannini gallici e l'acidità rinfrescante.
Finale con tendenza amarotica, vegetale e fruttata, peperone, prugna macerata, cacao.
Fine e corposo, di eccellente struttura, mirato prevalentemente sul primo di questi aspetti.
Adatto su arrosti, cacciagione, cinghiale in salmì, risotto ai quattro formaggi.
Valutazione @avvinatore 91/100
Marche Rosso Igt 2017 Portese
14% vol.
L'Azienda Agricola Madonnabruna è una delle cantine più rappresentative della provincia di Fermo, nella regione Marche.
Per raggiungerla si può uscire dal casello autostradale di Porto San Giorgio dell'A14, prendere direzione sud, imboccare la prima strada a destra (via San Pietro Vecchio) e percorrerla per circa km. 5,6.
Fondata sul finire degli anni '60, si estende su poco più di 50 ettari, una parte dei quali destinati ad ospitalità agrituristica, seminativo, bosco, frutteto ed un'altra parte di circa 14 ettari destinata a vigneto.
Da quest'ultimi coltivati prevalentemente con vitigni locali come Montepulciano, Sangiovese, Passerina, Pecorino, ma anche internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot, ricava una produzione di circa 50-70 mila bottiglie all'anno.
L'etichetta in esame, si conferma puntualmente in tutte le annate al top di gamma.
Azienda Agricola Madonnabruna
Contrada Camera, 100 - 63900 Fermo (Fm)
mob: 327 361 7577
email: azienda@madonnabruna.it
web: https://www.madonnabruna.it/index.php/it/

giovedì 21 aprile 2022

Offida Rosso Docg '16 Silsio, Cantina Damiani

Cantina Damiani Pasqualino si trova in regione Marche, località San Savino di Ripatransone, provincia di Ascoli Piceno, dispone di circa 15 ettari di vigneto coltivato prevalentemente ad autoctono (passerina,pecorino,montepulciano,sangiovese) ma anche con alcuni internazionali, per una produzione media annua di 1.200 ettolitri di vino.
Questa etichetta, che possiamo considerare top di gamma tra i rossi, la troviamo in fascia di prezzo tra € 15 e € 18.
Ottenuto da uve 85% montepulciano e 15% cabernet sauvignon, maturato 12 mesi in botte grande, ha veste rosso rubino cupo, impenetrabile, quasi nera.
Trasmette all'olfazione i caratteri inconfondibili del montepulciano da invecchiamento, con marasca sotto spirito, amarena, frutto nero macerato in particolare evidenza; l'uva internazionale e i legni arricchiscono il quadro, dispensando da un lato pirazine, dall'altro toni mentolati e idrocarburici, liquirizia, note cosiddette terziarie conferite dalla maturazione in rovere.
Vino di notevole struttura, complesso, addolcito e rinfrescato da vaniglia, ciliegia, semi di melograno, irruvidito da toni amarotici e terrosi che ricordano catrame, cuoio, pepe nero, e dall'astringenza tannica in chiusura.
Mi pare di poter dire che sia proprio il dualismo irrisolto tra il duro e il morbido a tracciare la fisionomia del vino.
Offida Rosso Docg '16 Silsio
14% vol.
In abbinamento su piatti di pari struttura, a tendenza grassa o succulenta, stracotti, selvaggina, stinco di vitello al forno.
Valutazione @avvinatore 90/100.
Cantina Damiani Pasqualino
Contrada Pianacciole – S.Savino di Ripatransone (AP)
mobile: 347.242.2173 – 333.379.6359
Fax: 0735.90503
pasqualino.damiani74@gmail.com
Office: +39 0735 90503
info@damianivini.it
Web: https://www.damianivini.it/
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Offida Rosso Docg Silsio, Cantina Damiani

venerdì 25 febbraio 2022

Umbria Rosso Igt '18 Impronta, Cantina Blasi

Siamo in Umbria, presso Cantina Blasi ad Umbertide in provincia di Perugia.
L'azienda dispone di 25-30 ettari di vigneto, suddiviso in tre aree distinte poste tutt'intorno alla cantina di trasformazione, impiantati tra il 2012 e il 2015, quindi di età relativamente recente.
La scelta aziendale fu quella di affiancare alle uve locali come sagrantino, trebbiano spoletino o grechetto, anche uve non locali che meglio potessero adattarsi a terreno e microclima; nelle tre aree vitate che circondano la cantina, si contano oggi una quindicina di varietà.
Dalla variegata produzione abbiamo estratto questo vino di spessore, fascia di prezzo 21-23 euro.
Ottenuto da uve 40% sagrantino, con saldo merlot e cabernet sauvignon in percentuali paritarie, maturato 24 mesi in barrique, affinato 18 mesi in bottiglia, appare rosso rubino limpido.
Cuoio, frutto rosso e nero, muschio, ciliegia, vanigliature da legno piccolo, speziatura, liquirizia e noce moscata, fanno il quadro maturo e complesso, ben calibrato all'olfatto, tendente al carnoso al palato, ricco di frutto fragrante e sovramaturo, vibrante d'energia, sorretto da robusta impalcatura tannica e acidica.
Vino direi impeccabile per cifra stilistica ed allungo.
Mi pare di poter dire di aver scovato un competitor per i vini più prestigiosi, longevo, destinato ad evolvere positivamente da qui in avanti.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa, cinghiale in casseruola, filetto di manzo in crosta, capocollo di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 91/100
Umbria Rosso Igt '18 Impronta
14% vol.
di Anna e Mauro Blasi
località San Benedetto, 06019 Umbertide (PG) - Umbria - Italy
Tel: +39 366 1428973
Tel: +39 339 8697891
info@blasicantina.it
https://www.blasicantina.it/
Cantina Blasi wines
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domenica 6 febbraio 2022

Tolaini wines, Chianti Classico Vallenuova e Toscana Igt Al Passo

Nel nostro viaggio virtuale nei territori vinicoli italiani, oggi arriviamo in Toscana e precisamente a Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena dove ha sede Società Agricola Tolaini, che nel 2022 festeggia il ventennale dalla prima vendemmia.
Circa 50 ettari, coltivati a bacca rossa, sia uve autoctone che alloctone, per una produzione media di 250.000 bottiglie all'anno.
Abbiamo estrapolato queste due etichette dalla gamma produttiva.
Fascia di prezzo tra 15 e 17 euro.
Il logo aziendale rappresenta la "T" etrusca. Gli Etruschi vivevano nella Toscana centrale più di 3000 anni fa. E' stato scelto questo simbolo per celebrare gli antichi abitanti di questa terra. La "T" stilizzata è scolpita su una roccia di tre metri, posta davanti al cancello dell'Azienda Tolaini.
Chianti Classico Docg '19 Vallenuova
14% vol.
Ottenuto da uve 95% Sangiovese e 5% Canaiolo, provenienti da vigneti impiantati nell'anno 2000, maturato 10 mesi in rovere, più ulteriori 4 mesi in bottiglia, si presenta nella veste consueta, cromaticamente non troppo carico, rosso rubino limpido, con con lieve trasparenza sul bordo.
Succoso di frutto e fresco, amarena, ribes, lampone, paiono poggiare su fondo boschivo, fatto di muschio, spezie, liquirizia.
La carica acidica ravviva il finale, i tannini sono sottili e precisi, la polpa è fruttata, gli estratti saccarotici e il tratto varietale selvatico trovano il compromesso cercato.
Versatile a tutto pasto, lasagne al forno, lampredotto, insaccati, finocchiona, petto d'anatra all'arancia.
Valutazione @avvinatore 90/100
Toscana Igt '18 Al Passo
14% vol.
Ottenuto da uve Merlot, Cabernet Sauvignon, Sangiovese in percentuali paritarie, provenienti da vigneti impiantati nell'anno 2000, maturato 14 mesi in tini tronco conici e barrique di primo e secondo passaggio, si presenta rosso rubino concentrato, compatto.
Il primo naso impatta su frutto nero, prugna macerata, su una sensazione stramatura e profonda, ma è sufficiente una breve ossigenazione per aprire su toni boisèe, su erbaceo e peperone, sulla dotazione pirazinica che rivela la fisionomia nascosta.
Forse meno intenso del precedente in questa fase, ma più avvolgente, nonostante l'articolato blend.
Viceversa nella successiva fase la fragranza di lampone e ciliegia, il frutto fresco, l'anima selvatica, frappongono un argine alla pastosità pirazinica, relegandola in retroguardia.
Il quadro è ricco, corroborato dalla sosta di 6 mesi sulle fecce fini, materico, imperniato su ciliegia matura, levigato da vaniglia e tabacco, irruvidito in chiusura dal tannino prepotente, peraltro riassorbibile con riposo in bottiglia.
Vino corposo, destinato ad evolvere positivamente nell'arco di un paio d'anni.
In abbinamento su selvaggina da piuma o da pelo, filetto di manzo al pepe verde, su piatti a tendenza grassa o succulenta.
Valutazione @avvinatore 93/100
L'annata 2019 valutata 96/100 su Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2023, Doctor Wine Daniele Cernilli.
Tolaini Società Agricola srl
Strada Provinciale 9 di Pievasciata, 28
Loc Vallenuova 53019 Castelnuovo Berardenga (Si)
Telefono +39 0577 356972
Fax +39 0577 356701
info@tolaini.it
https://www.tolaini.it/it/
Tolaini wines
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