๐๐-๐๐๐๐๐๐๐ ๐ง๐จ๐ง ๐̀ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ฎ๐ง๐ ๐๐๐ ๐ฎ๐ฌ๐ญ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐: รจ un viaggio che oltrepassa Valle d’Aosta e Sicilia per incontrare i produttori, degustare, confrontarsi e costruire nuove opportunitร per il mondo HoReCa.
La Garofanata รจ un antico vitigno autoctono della regione Marche, riconosciuto dalle commissioni ampelografiche istituite dopo l'unitร d'Italia, abbandonato in passato dai viticoltori perchรจ poco produttivo, recuperato dopo la metร del secolo scorso dall'insigne ampelografo marchigiano Prof. Bruno Bruni che lo identificรฒ come "moscato selvatico", successivamente tornato di nuovo nell'oblรฌo.
Nel primo decennio degli anni 2000 l'Assam - Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche - (riorganizzata e rinominata in Amap, Agenzia per l'Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca "Marche Agricoltura Pesca", con Legge Regionale n.11 del 12/05/2022), nell'ambito di un progetto di valorizzazione delle biodiversitร regionali, coinvolse alcuni viticoltori nel recupero di questo antico vitigno, in modo da salvarlo dal rischio estinzione.
Da ricerche e sperimentazioni svolte da Amap sul profilo molecolare, Garofanata risulterebbe avere come progenitore il vitigno Famoso (per la precisione Famoso Marchigiano, al fine di distinguerlo dall'omonimo biotipo coltivato in Romagna) diffuso oggi in provincia di Pesaro/Urbino, in passato anch'esso a rischio estinzione ma recuperato intorno agli anni '80 in un vecchio vigneto del pesarese dal gruppo di lavoro dell'autorevole enologo marchigiano Giancarlo Soverchia; a sua volta codesto vitigno Famoso pare essere figlio della cultivar Crepolino/Visparola.
Uva a bacca bianca identificata col nome Garofanata o Garofalata fu recuperata in un vecchio vigneto dell'area di Corinaldo (An) intorno alla metร del secolo scorso.
Sulla base di tale pedigree, si ricaverebbe quindi che il vitigno Garofanata abbia avuto nel nord delle Marche, tra il Pesarese e l'Anconetano, la zona d'elezione originaria; tuttavia a seguito del rapporto di collaborazione instauratosi con Amap, abbiamo oggi in tutto il territorio regionale, da nord a sud, un esiguo e selezionato numero di cantine regionali che dispongono di uve Garofanata.
Si tratta quindi di un comparto di nicchia, per superficie vitata (appena una decina di ettari destinati perรฒ ad aumentare esponenzialmente nei prossimi anni) e per produzione.
L'iscrizione a RNVV (registro nazionale delle varietร di vite) avvenne nel 2012, l'iscrizione al Registro Regionale avvenne nel 2013.
Il profilo organolettico dei vini a base Garofanata finora degustati, risulta piuttosto scarico di colore, di profumi, di sapori e con limitate doti d'allungo anche in considerazione dell'etร relativamente giovane degli impianti, per la maggior parte non antecedenti al 2016; questa uva dร vini freschi, fruttati, floreali, snelli, caratterizzati da tonalitร agrumate, buccia di mandarino, lime, sottili note di pesca gialla (riconducibile quest'ultimo marcatore all'uva moscato selvatico citata dal Bruni), biancospino, accenni vegetali.
Vini preferibilmente d'entrรจe, da abbinare su antipasti di mare, insalate, finger food, fritture.
Horeca Time รจ una manifestazione a cura di "Il Calice Racconta" societร cooperativa specializzata in organizzazione di eventi enoici ed enoturistici in regione Marche, programmata presso Villa Lariano in contrada Marina Palmense (Fm) 79/a, 63900 Fermo, a 3 minuti dall’uscita autostradale A14 Fermo-Porto San Giorgio.
Networking e degustazione con circa 40 tra cantine marchigiane e produttori di tipicitร locali.
Evento gratuito riservato a: ristoranti, wine bar/locali, enoteche/distributori, strutture ricettive e tutti coloro che operano nel turismo enogastronomico.
Programma evento
Martedรฌ 14 novembre 2023 dalle 14:30 alle 18:30
Dalle ore 14.30 arrivo e attivitร di networking, all’ingresso ti verrร consegnato un calice con cui potrai degustare i vini, nei banchi di assaggio potrai incontrare direttamente il produttore e conoscere i vini e le cantine.
L’evento sarร occasione per:
- creare sinergie tra chi fa accoglienza e ricezione turistica e le cantine marchigiane
- sviluppare la conoscenza delle cantine e del vino marchigiano tra gli addetti HO.RE.CA. per potenziare la vendita del vino nel ristorante/locale
- ideare eventi di abbinamento cibo/vino nel settore ristorativo.
In un’area dedicata, a partire dalle ore ore 15.00, incontri tematici e degustazioni a cura delle Associazioni di Sommellerie Marchigiane: Scuola Europea Sommelier Marche, FISAR Castelli di Jesi e AIS Marche:
- ore 15:00 "il Verdicchio Metodo Classico: fiore all'occhiello di ogni carta dei vini" a cura di Scuola Europea Sommelier Marche relatore presidente ass. Alessandro Calabrese con la collaborazione del sommelier Paolo Grassini
- ore 16:00 "NONSOLOMARE: l'altro turismo รจ possibile" a cura di FISAR Castelli di Jesi delegata nazionale ass. Mariella Dubbini
- ore 17:00 "Il valore del servizio nell'esperienza del cliente" a cura di AIS Marche sommelier prof. Cesare Lapadula e presidente ass. Stefano Isidori.
La partecipazione รจ gratuita, ma l'iscrizione รจ obbligatoria, posti limitati.
Nata nel 2008, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) conta oggi oltre 1500 soci; ha lo scopo di tutelare il mestiere del vignaiolo, rappresentandolo di fronte alle istituzioni e promuovendone la specificitร .
La FIVI dialoga con il Ministero dell’Agricoltura e con le Regioni partecipando ai tavoli di settore, nonchรฉ con le istituzioni comunitarie a Bruxelles tramite la CEVI – Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti.
Per Vignaiolo Indipendente s'intende colui che coltiva e vinifica uve proprie, imbottiglia e cura personalmente la vendita del vino, sotto la propria responsabilitร .
Nel territorio nazionale la FIVI coordina le azioni dei vignaioli attraverso le delegazioni locali.
Cos'รจ "Il Sabato del Vignaiolo"?
ร una giornata organizzata dalle delegazioni locali FIVI, rivolta a tutti gli appassionati ed ha lo scopo di raccontare e presentare le realtร territoriali FIVI sparse in tutta Italia.
Ogni delegazione locale (quest'anno ne partecipano 22) organizzerร un momento d'incontro all'interno di un luogo speciale (cantina, luogo d'arte, punto di affezione, ecc.) e accoglierร il pubblico con banchi d'assaggio e degustazioni per far conoscere i prodotti e le attivitร dei soci di quel territorio.
Sabato 6 maggio 2023 FIVI Marche organizza "Il Sabato del Vignaiolo" presso ex Monastero di San Francesco, sede dell'Enoteca Regionale delle Marche, in via Garibaldi 75 ad Offida (AP).
“De.Co. risorsa identitaria”, sabato 19 gennaio 2019.
Porto San Giorgio presso Villa Bonaparte, convegno e degustazione.
Un paio di riflessioni sul tema.
In primo luogo io direi che se solo oggi si sente il bisogno di un coordinamento per la valorizzazione delle identitร territoriali, evidentemente dipende dal fatto che ciรฒ non รจ stato fatto in passato.
In ogni caso, meglio tardi che mai e ben vengano tali momenti di approfondimento.
In secondo luogo ed entrando nel merito, io direi che una De.Co. (denominazione comunale d'origine) assume importanza se non rimane fine a se stessa, ma sia invece concepita come base fondante per la realizzazione di un piรน vasto progetto turistico organico con valenza comprensoriale.
A mio parere questo progetto, non puรฒ che essere preso in carico altro che da un "corpo intermedio", il quale a differenza dell'ente pubblico territoriale, avrebbe la possibilitร di attrarre finanziamenti e disporrebbe di know-how consolidato.
In sostanza un unico brand, fatto di iniziative, eventi, strutture e infrastrutture, il quale solo, potrebbe affrontare le sfide di mercato, poichรฉ avrebbe la capacitร di dare univocitร alla parcellizzazione.
Viceversa se cosรฌ non fosse, lo sforzo per la ricerca di strumenti volti a definire e valorizzare le singole identitร , come appunto possono essere le denominazioni comunali d’origine, rimarrebbe effimero e con scarsa capacitร di incidere sullo sviluppo economico dei territori.
In altre parole, una De.Co. andrebbe concepita non come un punto d'arrivo, ma come un punto di partenza.
Un modello di governance affidata a "corpi intermedi", che a mio parere si rivela vitale a livello periferico, in realtร si appresta ad essere introdotto anche a livello centrale, come propulsivo del sistema Italia sul mercato globale.
Foto, video, convegno, degustazioni. Relazioni convegno:
Nicola Loira ed Elisabetta Baldassarri rispettivamente sindaco e assessore turismo di Porto San Giorgio (Fm), Davide Dellonti sindaco di San Lorenzo in Campo (PU), Maurizio Mangialardi presidente Anci Marche, Silvia Badriotto (Strategie di comunicazione e marketing delle tipicitร comunali), Alberto Felici (Analisi di valorizzazione De.Co. nelle aree disagiate), consigliere regionale Federico Talรจ (Comunicazione e ipotesi di regolamentazioni unitarie), presidente dell’Unpli Mario Borroni (De.Co. e Pro Loco valore identitario comunale), presidente dell’associazione “Chi mangia la foglia” Noris Rocchi, sindaci dei comuni di Falerone, Grottazzolina, Lapedona, Massignano, Montedinove.
L’incontro รจ stato coordinato dal giornalista Andrea Braconi.
Laboratorio del gusto di domenica 3 marzo 2013, svoltosi nell'ambito della 1^ edizione di Choco Meet, evento promosso dall’Assessorato al Turismo di Porto San Giorgio (Fm).
"Il Montepulciano Colline Teramane incontra il cioccolato": a cura del dott. Ettore Ciabattoni e della dott.ssa Erminia Prosapio, con il contributo del Consorzio di Tutela Colline Teramane.
In degustazione varie tipologie di cioccolato: fondente, bianco, al latte, speziato, variamente farcito, alla frutta, ecc.
In abbinamento con le praline di produzione artigianale, eccellenti vini ottenuti da uva Montepulciano, provenienti dalla zona d'Abruzzo storicamente vocata in provincia di Teramo.
A dire il vero, nonostante la caratura dei protagonisti del laboratorio del gusto, il connubio, inteso come ideale abbinamento, รจ apparso fin da subito difficoltoso. Di fatto le caratteristiche organolettiche di cioccolato e vino, hanno fatto sรฌ che l'uno tendesse ad escludere l'altro. La fase gustativa risultava bruscamente interrotta, invece di essere gradualmente accompagnata verso la chiusura, esattamente nel momento in cui il vino entrava a diretto contatto con il cioccolato e viceversa il cioccolato con il vino. Insomma รจ apparsa in tutta evidenza una certa inconciliabilitร di fondo, proprio per le diverse nature e qualitร organolettiche.
Al di lร di questa sorta di forzatura, da considerarsi tale anche alla luce dei modelli divulgativi oggettivi, adottati e codificati dalle associazioni professionali di sommellerie per diffondere corrette pratiche gustative, l’evento sangiorgese ha tuttavia evidenziato un dato sicuramente positivo.
Con questa iniziativa sembra infatti essersi inaugurata una nuova stagione a Porto San Giorgio, cittร storicamente vocata al turismo, ma da sempre restรฌa ad aprirsi a pratiche di promozione del territorio non strettamente legate alla stagione balneare.
In sostanza si ha l’impressione che eventi di questo tipo siano solo un primo segnale di una progettualitร in essere, rivolta alla destagionalizzazione e alla promozione del territorio attraverso la valorizzazione del patrimonio enogastronomico nostrano.
Ovviamente per il successo di un tale per ora solo ipotetico progetto e per raggiungere l’obiettivo sotteso di una riqualificazione turistica della cittร , recuperandogli ruolo trainante in ambito comprensoriale, occorre fare in modo che le iniziative adottate oggi, non rimangano episodi isolati.
In sostanza risulterebbe d’importanza strategica a mio parere, rivolgersi con cadenza periodica al pubblico degli appassionati, ad un pubblico non ancora in via d’estinzione nonostante le poche occasioni disponibili, ma che al contrario, appare sempre piรน competente, ben predisposto culturalmente, anche interessato ad esprimersi sulle tematiche del gusto.
Temi cruciali che andando ad intrecciare enogastronomia e territorio, finiscono per coinvolgere non solo le sensibilitร sensoriali, ma anche quelle intellettuali.
I 6 vini in degustazione nell’ordine di merito, secondo la mia personale valutazione: Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Elรจvito ’07: az. agr. De Angelis Corvi di Controguerra Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Emidio Pepe ’03: az. agr. bio Emidio Pepe di Torano Nuovo Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Torre Migliori ’05: az. agr. Cerulli Irelli Spinozzi di Canzano Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Notari ’09: az. agr. Bruno Nicodemi di Notaresco Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Primamadre ’07: az. agr. Vini La Quercia di Morro D’Oro Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg ’06: soc. coop. Cantina Colonnella di Colonnella