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venerdì 8 marzo 2013

Chocolate e Montepulciano d'Abruzzo in Porto San Giorgio

Laboratorio del gusto di domenica 3 marzo 2013, svoltosi nell'ambito della 1^ edizione di Choco Meet, evento promosso dall’Assessorato al Turismo di Porto San Giorgio (Fm).
"Il Montepulciano Colline Teramane incontra il cioccolato": a cura del dott. Ettore Ciabattoni e della dott.ssa Erminia Prosapio, con il contributo del Consorzio di Tutela Colline Teramane.
In degustazione varie tipologie di cioccolato: fondente, bianco, al latte, speziato, variamente farcito, alla frutta, ecc.
In abbinamento con le praline di produzione artigianale, eccellenti vini ottenuti da uva Montepulciano, provenienti dalla zona d'Abruzzo storicamente vocata in provincia di Teramo.
A dire il vero, nonostante la caratura dei protagonisti del laboratorio del gusto, il connubio, inteso come ideale abbinamento, è apparso fin da subito difficoltoso.
Di fatto le caratteristiche organolettiche di cioccolato e vino, hanno fatto sì che l'uno tendesse ad escludere l'altro.
La fase gustativa risultava bruscamente interrotta, invece di essere gradualmente accompagnata verso la chiusura, esattamente nel momento in cui il vino entrava a diretto contatto con il cioccolato e viceversa il cioccolato con il vino.
Insomma è apparsa in tutta evidenza una certa inconciliabilità di fondo, proprio per le diverse nature e qualità organolettiche.
Al di là di questa sorta di forzatura, da considerarsi tale anche alla luce dei modelli divulgativi oggettivi, adottati e codificati dalle associazioni professionali di sommellerie per diffondere corrette pratiche gustative, l’evento sangiorgese ha tuttavia evidenziato un dato sicuramente positivo.
Con questa iniziativa sembra infatti essersi inaugurata una nuova stagione a Porto San Giorgio, città storicamente vocata al turismo, ma da sempre restìa ad aprirsi a pratiche di promozione del territorio non strettamente legate alla stagione balneare.
In sostanza si ha l’impressione che eventi di questo tipo siano solo un primo segnale di una progettualità in essere, rivolta alla destagionalizzazione e alla promozione del territorio attraverso la valorizzazione del patrimonio enogastronomico nostrano.
Ovviamente per il successo di un tale per ora solo ipotetico progetto e per raggiungere l’obiettivo sotteso di una riqualificazione turistica della città, recuperandogli ruolo trainante in ambito comprensoriale, occorre fare in modo che le iniziative adottate oggi, non rimangano episodi isolati.
In sostanza risulterebbe d’importanza strategica a mio parere, rivolgersi con cadenza periodica al pubblico degli appassionati, ad un pubblico non ancora in via d’estinzione nonostante le poche occasioni disponibili, ma che al contrario, appare sempre più competente, ben predisposto culturalmente, anche interessato ad esprimersi sulle tematiche del gusto.
Temi cruciali che andando ad intrecciare enogastronomia e territorio, finiscono per coinvolgere non solo le sensibilità sensoriali, ma anche quelle intellettuali.
I 6 vini in degustazione nell’ordine di merito, secondo la mia personale valutazione:
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Elèvito ’07: az. agr. De Angelis Corvi di Controguerra
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Emidio Pepe ’03: az. agr. bio Emidio Pepe di Torano Nuovo
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Torre Migliori ’05: az. agr. Cerulli Irelli Spinozzi di Canzano
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Notari ’09: az. agr. Bruno Nicodemi di Notaresco
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Primamadre ’07: az. agr. Vini La Quercia di Morro D’Oro
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg ’06: soc. coop. Cantina Colonnella di Colonnella

giovedì 28 febbraio 2013

Trebbiano d'Abruzzo Emidio Pepe '10

L’azienda vinicola abruzzese Emidio Pepe di Torano Nuovo (TE) ha, fin dalla fondazione risalente agli anni ’60, intrapreso la strada dell’artigianalità e dell'eco-sostenibilità, affidandosi ai principi del biologico.
Da qualche anno ha adottato pratiche biodinamiche.
Quindi uso di fitofarmaci ridotto al minimo e concimazioni a base di letame, composti biodinamici, sovescio.
Utilizzo di lieviti indigeni.
Ogni fase di lavorazione, è tesa a rivalutare il ruolo dell’uomo vignaiolo: la diraspatura è manuale, così come la pigiatura viene fatta in modo tradizionale, ancora con i piedi.
Ovviamente tutto ciò non può che ripercuotersi sulle caratteristiche dei vini, sempre contraddistinti da un preciso timbro identitario.
Questo vino è ottenuto da uva Trebbiano, coltivata secondo i metodi dell’agricoltura biologica. Fermentato naturalmente e senza anidride solforosa aggiunta (solfiti totali 50 mg-lt).
Non filtrato.
Si presenta alla vista color giallo paglia dorato: non limpido.
Naso mediamente intenso, caratterizzato da note floreali di fiore appassito, fruttate di pera e pesca gialla.
Percepibili in sottofondo, sensazioni muschiate di terra umida e fangosa.
In bocca unisce i toni leggeri del fiore e del fruttato di pesca nettarina, con quelli più complicati (sulfureo, acqua ristagnante) già evidenziati all’olfazione; i quali ultimi se da un lato possono diventare fattore spiazzante in degustazione, dall’altro sono il timbro identitario aziendale.
Bella freschezza in chiusura, per questo vino di carattere: distante dalle mode omologanti.
Emidio Pepe è una azienda Triple "A" (Agricoltori Artigiani Artisti).
Trebbiano d’Abruzzo doc Emidio Pepe ’10
alcool 12,5% - circa € 22.
Azienda Vinicola Emidio Pepe
Torano Nuovo (TE)
http://www.emidiopepe.com/
abbinato su:
cozze dell'Adriatico gratinate

sabato 1 maggio 2010

I terroir del Montepulciano

Cronaca dell'evento "I terroir del Montepulciano", tenutosi venerdì 30 aprile in occasione di "Fritto Misto 2010" ad Ascoli Piceno.
La location ricavata nel chiostro della Chiesa di S.Francesco, fa da degna cornice.
Giampaolo Gravina, coordinatore regionale I Vini d'Italia dell'Espresso, guida la degustazione orizzontale cieca di 6 vini annata 2004 ottenuti da uva Montepulciano.
Un appassionante confronto tra prestigiose etichette provenienti dalle tre zone d'elezione: Abruzzo, ConeroPiceno.
Giampaolo Gravina
guida la degustazione
I vini esaminati sono Riserve annata 2004.
foto intravino.com
1) Montepulciano d'Abruzzo di Emidio Pepe di Torano Nuovo (TE): lascia qualche perplessità, già dal colore piuttosto scarico si percepisce un limite strutturale, pienamente confermato dalla scarsa espressività olfattiva e dalla magrezza gustativa.
Un'annata sotto tono, rispetto a quelle precedenti e successive.
2) Montepulciano d'Abruzzo Cocciapazza dell'azienda Torre dei Beati di Loreto Aprutino (PE): il primo impatto olfattivo è segnato da note balsamiche, cuoio e vagamente d'idrocarburo, poi però dopo adeguata ossigenazione, si apre verso sensazioni leggermente fruttate e anche floreali che riportano al territorio di provenienza e lo rendono distinguibile.
Anche al palato conferma le stesse sensazioni.
Considerando il costo intorno ai 15 euro, risulta da podio per qualità-prezzo.
3) Erasmo Castelli dell'azienda Maria Pia Castelli di Monte Urano (FM): qui si comincia ad andare sul pesante.
Il colore è nero, compatto, impenetrabile.
I profumi  sembrano filtrati dalla massa sovrastante, ma non trovano ostacoli.
Intenso in questa fase ed austero: la nota alcolica avvolgente contribuisce ad un imprinting di grande eleganza.
A mio parere ha la miglior corrispondenza gustolfattiva tra tutti i vini della serata.
Bocca dotata di motilità, ben articolata sui toni del cioccolato fondente, del frutto in confettura e speziata nel finale.
Top wine.
4) Dorico dell'azienda Moroder di Ancona: compatto, di grande concentrazione.
Note olfattive tendenti al cuoio; o meglio tra l'erbaceo di erbe officinali e l'animale.
Non raggiunge pulizia di profumi.
Al palato è asciugante, tannino astringente.
A sorpresa dopo un paio d'ore di sosta nel calice, sembra recuperare grassezza: molto migliorato.
5) Sassi Neri dell'azienda Fattoria le Terrazze di Numana (AN): si continua a stare sul pesante per concentrazione di colore e sostanza.
Le successive fasi lasciano delle perplessità.
Nota olfattiva alcolica, leggermente prevaricante in prima battuta, poi si attenua.
Sia al naso che al gusto è giocato sui toni della marasca sotto spirito e delle speziature.
Palato non particolarmente materico, denota un limite di profondità.
In generale tutti i vini degustati hanno trovato beneficio dalla prolungata sosta nel calice, ad eccezione di questo.
Finale con sensazioni affumicate, di vino quasi risolto.
6) Kurni dell'azienda Oasi degli Angeli di Cupramarittima (AP): un vino inconfondibile, destinato a recitare sempre il ruolo di protagonista per iperbole e persistenza.
Ho comunque rilevato in quest'annata una certa discontinuità tra le note olfattive e gustative: più maturità nelle prime, più frutto fresco nelle seconde.
Il primo impatto al palato è contraddistinto da sensazioni speziate e liquirizia, che però tendono ad essere sovrastate dal fruttato dolciastro della ciliegia: glicerico e morbido in questa fase.
Massa materica notevole che necessita di tempi di maturazione lunghi e di sosta in bottiglia.
Lo storico
Caffè Meletti
ad Ascoli Piceno
post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2010/03/il-montepulciano-vitigno.html