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mercoledì 24 giugno 2026

Percorso DiVino 2026, Castignano

L’evento si svolge il 3 e 4 luglio in uno dei borghi più suggestivi del Piceno
Il Grand Tour delle Marche fa tappa a Castignano con “Percorso diVino”
New entry nel circuito promosso da Tipicità e ANCI Marche
Castignano (AP)-Quando il sole carezza le dolci colline e lo sguardo si spinge fino al Monte Conero, Castignano si mostra nel suo panoramico ruolo di terrazza naturale affacciata sulle Marche.
È in questo scenario, nel cuore di Piazza San Pietro, che venerdì 3 luglio prende il via “Percorso diVino”, nuova tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito promosso da Tipicità e ANCI Marche che racconta l’anima autentica della regione attraverso esperienze, comunità e produzioni identitarie.
Ad inaugurare la manifestazione sarà “Orizzonte diVino”, un brindisi-talk al tramonto che accompagnerà ospiti, appassionati e visitatori in un viaggio tra paesaggio, cultura e vitivinicoltura, offrendo uno sguardo privilegiato sul futuro del territorio e sulle sue eccellenze.
“Percorso diVino” è un vero e proprio itinerario esperienziale dedicato al mondo del vino piceno: un percorso tra calici, incontri con i produttori, specialità gastronomiche di strada, degustazioni guidate, cene esclusive e momenti musicali diffusi, pensato per coinvolgere turisti, gourmet e wine lover in un’atmosfera autentica e contemporanea.
L’evento animerà fino alla serata di sabato 4 luglio l’intero borgo di Castignano, suggestivo centro medievale posto in posizione panoramica tra le vallate del Tesino e del Tronto.
Le sue origini affondano nell’epoca romana, mentre il tessuto urbano conserva ancor oggi le testimonianze del ruolo strategico svolto nel Medioevo quale importante polo agricolo e commerciale del Piceno.
Castignano è inoltre la patria dell’Anice Verde, riconosciuto Presidio Slow Food, coltivazione identitaria dalla quale nascono la celebre anisetta ascolana, liquori, tisane, prodotti dolciari e preparazioni gastronomiche.
Un patrimonio agricolo e culturale che oggi si esprime anche attraverso visite ai campi in fioritura, percorsi didattici ed esperienze di turismo rurale.
Il borgo custodisce anche due tradizioni uniche nel panorama nazionale.
La prima è Templaria, rievocazione storica che valorizza l’antico legame con la cultura templare.
La seconda è “Li Moccule”, suggestivo rito del Carnevale derivato dalla tradizione della Roma pontificia: la sera del Martedì Grasso, le luci pubbliche si spengono e un fiume di lanterne colorate attraversa le vie del paese al ritmo della Catubba, antico tamburo della tradizione locale, dando vita a una celebrazione rimasta pressoché unica in Italia.
Elenco cantine:
Il Crinale di Cavino
Cantina Valdaso
D'Erasmo
Rocca di Castiglioni
Spinelli
Numa
Ciù Ciù Tenimenti
Carminucci
Tenute Polini
Cantine di Castignano
Velenosi
Domodimonti
La Canosa
Sgaly
Cantina Sesì
Mencerù
Saladini Pilastri
Centanni
Tenuta di Campomaggio (Radda in Chianti)
L'Orto dei Noci
Programma:
Organizzato dalla Pro Loco di Castignano con il sostegno del Comune, Percorso diVino entra quest’anno a far parte del Grand Tour delle Marche, rafforzando il ruolo del borgo come destinazione capace di coniugare paesaggio, cultura, produzioni di eccellenza e accoglienza esperienziale.
Per informazioni: www.tipicita.it

mercoledì 11 marzo 2026

Castelli di Jesi la nuova Docg, Verdicchio Riserva tasting

Presentazione della nuova Docg che andrà a regime dalla vendemmia 2026 e degustazioni Verdicchio Riserva Docg nella veste ancor oggi in vigore.
L'evento a cura di Imt (Istituto Marchigiano Tutela Vini) e Ais Marche, si è tenuto il 6 marzo 2026 nell'ambito della 34^ edizione di Tipicità Festival svoltasi 6-7-8 marzo presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo in regione Marche.
L'istituzione della nuova Docg Castelli di Jesi (la menzione Verdicchio sarà facoltativa), si è resa necessaria per modulare la normativa alla zona di produzione a Denominazione: un palcoscenico produttivo complesso, con oltre 2.300 ettari vitati, circa 400 produttori, notevole fittezza d'impianto su superficie vitata relativamente limitata, comprendente in tutto o in parte il territorio amministrativo di una venticinquina di comuni marchigiani intorno al fiume Esino, quasi tutti in provincia di Ancona e un paio in provincia di Macerata.
La nuova Docg sarà parallela alla vecchia Doc che non verrà dismessa, ma modificata in alcuni paragrafi relativi ad esempio al confezionamento e per ciò che concerne la produzione della tipologia Superiore che sarà consentita anche fuori dall'area Classica.
In sostanza l'iniziativa di Imt ha inteso stralciare la nuova Docg dalla Doc istituita nel lontano 1968, per una serie di motivi:
1) recepire le disposizioni UE in materia di etichettatura, volte a tutelare la menzione di territorio e non la menzione di vitigno in caso di omonimie o similitudini
2) disporre di un disciplinare più restrittivo (ad esempio rese per ettaro inferiori a 100 q.) finalizzato ad implementare profilo identitario e qualità media
3) favorire politiche di prezzi non appiattite sul criterio del massimo ribasso.
Lo schema della nuova Docg Castelli di Jesi
Abbiamo degustato 6 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg attualmente in commercio: 6 interpretazioni diverse, accomunate dall'intento di coniugare struttura, finezza, tratto varietale.
Il disciplinare della Docg Riserva entrato in vigore nel 2010, prevede un obbligo d'invecchiamento minimo di 18 mesi, di cui almeno 6 in bottiglia.
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2022 Milletta, Sartarelli
14% vol.
Giallo paglia luminoso, con riflesso verde/oro.
Acciaio e bottiglia.
Fiori gialli, aspersioni di tipo vegetale e minerale, foglia di pomodoro e pietra bagnata.
Sferzante al palato, limonato, succoso, sapido, non lunghissimo.
Bottiglie prodotte 7.000
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2022 San Paolo, Pievalta
13,5% vol.
Giallo paglierino scarico.
Acciaio, cemento, botte grande e bottiglia.
Finezza olfattiva e gustativa, in particolar modo al palato appare ben bilanciato, scorrevole, agrumato e floreale, sapido in chiusura.
Bottiglie prodotte 21.300
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2022 Gaiospino, Fattoria Coroncino
14,5% vol.
Giallo paglia, tendente al verde/oro.
Cemento, legno piccolo e bottiglia.
Profilo gustolfattivo ben marcato, polpa fruttata stramatura, nespole e agrumi, vira su frutto a guscio, nocciola.
Corposo, sapido, lungo.
Bottiglie prodotte 11.000
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2021 Oltretempo del Pozzo Buono, Vicari
14% vol.
Giallo paglia verdolino.
Acciaio e bottiglia.
Impronta vegetale e minerale, anice, foglia di pomodoro, pietra bagnata.
Ricco e succoso al palato, polpa agrumata, citrino e lungo.
Bottiglie prodotte 1.520
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2021 Crisio, Casalfarneto
13,5% vol.
Giallo paglierino con riflesso verde/oro.
Legno piccolo, acciaio, bottiglia: tre fasi di vendemmia, anticipata, normale e leggermente surmatura, ma solo la prima fa legno piccolo.
Tonalità di tipo vegetale, frutto ben maturo, cedro, uva passa, crema pasticcera.
Approccio complesso, suadente, passion fruit, recupera sprint e impronta citrina nel finale.
Bottiglie prodotte 10.000
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2020 Dino, Filodivino
14% vol.
Giallo paglia tendente al verde/oro.
Acciaio e bottiglia.
Impronta matura, frutta gialla, avvolgenza, buccia di limone.
Toni amarotici di mandorla nel finale asciugante.
Bottiglie prodotte 3.800

giovedì 27 marzo 2025

Bianchello del Metauro Doc, wine tasting in Tipicità Festival 2025

Degustazione guidata Bianchello del Metauro Doc, a cura di Ais Marche, tenutasi presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo, nel corso della 33^ edizione di Tipicità Festival dal 7 al 9 marzo 2025.
La Denominazione d'Origine Controllata Bianchello del Metauro fu istituita nel 1969; prevede 4 tipologie "Bianchello del Metauro", "Bianchello del Metauro superiore", "Bianchello del Metauro spumante", "Bianchello del Metauro passito" (le ultime tre, entrate in vigore dal 2011). 
La zona geografica è in provincia di Pesaro/Urbino ed è compresa tra il confine con la provincia di Ancona a sud ed il decorso del fiume Arzilla a nord; tale area a Doc, che prende il nome dal bacino del fiume Metauro che la attraversa da ovest ad est per tutta la sua estensione, interessa in tutto o in parte il territorio amministrativo di 18 comuni della provincia di Pesaro/Urbino compresi tra il mare Adriatico ed i monti della Cesana situati nella fascia preappenninica.
Il Bianchello o Biancame è un antico clone di Trebbiano, è un vitigno neutro, non ha grande spinta aromatica.
La caratteristica che spicca per il Bianchello del Metauro è la grande beva, la non troppo accentuata gradazione alcolica, il colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini e grande trasparenza, i profumi e i sapori tenui che richiamano i prati in fiore, la freschezza.
Queste caratteristiche sono state il pregio e il difetto della tipologia, destinata in passato al consumo quotidiano di massa e a produzioni più rivolte alla quantità che alla qualità.
Tuttavia da qualche anno a questa parte, lo scenario del Bianchello appare modificato e mira ad invertire il senso di marcia intrapreso in passato; a conferma di ciò, sono negli ultimi tempi arrivati anche riconoscimenti da parte delle principali guide vini italiane.
Vari fattori hanno contribuito ad elevare i valori qualitativi dell'areale, in particolar modo, a mio parere, il ricambio generazionale e il contributo enologico, come ad esempio l'adozione di pratiche di cantina mirate ad incrementare profumi e sapori, criomacerazioni pre e post fermentative, utilizzo calibrato di contenitori in legno o cemento, alternativi all'acciaio, in grado di stemperare o perlomeno contenere l'elevata dotazione acidica della varietà.
Abbiamo degustato 5 Bianchello del Metauro Doc nella tipologia Superiore.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2023 Le Fratte
12,5% vol.
Conventino di Monteciccardo
Conventino di Monteciccardo nasce nel 2000, ma dal 2008-2009 produce vini.
Annata calda.
Ottenuto da uve provenienti da 2 ettari di vigneto di circa 30 anni, nel comune di Cartoceto.
Giallo paglia piuttosto carico, tendente al dorato.
6 mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia.
Frutta gialla e fiori gialli, pesca, ginestra, erba cedrina.
Sorso pieno, avvolgente, morbido, ben bilanciato con la dotazione minerale quasi salmastra e con l'acidità.
Su piatti di una certa importanza, rana pescatrice in potacchio.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2023 Campodarchi
13% vol.
Terracruda
Siamo a Fratterosa a 30 chilometri dall'Adriatico.
Questo vino è ottenuto da uve provenienti dai 2,5 ettari di vigneto, vecchio di 50 anni, posto a circa 400 metri sul livello del mare.
Vinificato gran parte in acciaio e il restante in barrique con sosta sur lies di almeno 12 mesi.
Appare giallo paglierino luminoso, ma meno carico del precedente.
L'escursione termica incrementa l'aromaticità su note fruttate e floreali, susina e melone, ma anche anice e mandorla.
Vino largo, sapido, di grande equilibrio tra parti dure e morbide.
Formaggi semistagionati, tagliatelle al tartufo.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2023 Celso
12,5% vol.
Guerrieri
Ottenuto da uve provenienti da 2 ettari di vigneto di 15/20 anni, fa 3 mesi in acciaio, 3 in cemento, più ulteriore affinamento in bottiglia.
Quadro variegato, note vegetali e agrumate, zenzero, limone cedrato, sambuco e salvia, mandorla non molto matura, sapidità.
Tagliatelle al ragù di carne.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2022 Luttichau
13% vol.
Galiardi
Annata meno calda della 2023, ma siccitosa.
Approccio produttivo aziendale cosiddetto naturale e utilizzo di lieviti indigeni.
Ottenuto da uve Bianchello provenienti da 3 ettari di vigneto vecchio di 70 anni, posto in località Villa di Luttichau e piccolo saldo Malvasia bianca.
Sosta un anno in acciaio, appare giallo paglierino limpido.
Intensità aromatica variamente articolata, scorza di limone e pesca gialla, mandorla e sambuco, miele d'acacia; la carica acidica importante, dà slancio al finale.
Formaggi semistagionati, Casciotta di Urbino.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2021 Giglio
13% vol.
Di Sante
Vinificazione in acciaio, pressatura soffice in atmosfera inerte dei grappoli interi refrigerati.
Sosta 9 mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia, appare giallo paglia con riflesso dorato.
Il più anziano della cinquina, denota tuttavia toni verdi, propri di un vino d'annata: citrino, dotato di mineralità quasi salmastra, sassoso, vira sul floreale e sul nocciolato, su agrumi e fiori bianchi.
Vino dinamico, fresco, adatto su fritture.
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Bianchello del Metauro Doc

mercoledì 12 marzo 2025

Biofestival Marche 2024, wine tasting in Tipicità Festival 2025

Nell'ambito dell'edizione 2025 di Tipicità Festival tenutasi presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo dal 7 al 9 marzo, risultati Concorso Biofestival 2024, a cura di Aiab e Ais Marche.
Un concorso ormai consolidato.
AIAB e AIS Marche insieme per premiare le migliori produzioni di vini biologici.
Le Marche sono in testa all’elenco delle regioni “biologiche” con circa il 30% della superfice vitata, ben 128mila ettari su un totale di 455mila.
Numeri importanti che hanno portato le Marche ad essere una regione particolarmente ricercata dagli enoturisti.
L’attenzione alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita sono al centro degli obiettivi che i moderni wine lovers cercano.
L’AIAB e l’AIS Marche sostengono con il loro impegno i viticoltori biologici con un concorso volto a premiare le eccellenze enologiche bio delle Marche.
Concorso 2024 i vincitori:
- categoria vini bianchi: Offida Pecorino Docg 2022 il Piuma, Azienda Agricola San Filippo
- categoria vini rosati: Marche Igt Rosato 2023 Fos, Azienda Agricola Lumavite
- categoria vini rossi: Rosso Conero Doc 2020 Campofiorito, Fattoria Lucesole
- categoria spumante: Marche Igt Spumante Metodo Classico Brut Nature 2019, Conventino di Monteciccardo
Marche Bianco Igt Spumante Metodo Classico Brut Nature cuvèe 2019
12,5% vol.
Conventino di Monteciccardo
50% Incrocio Bruni 54, 30% Famoso, 20% Sangiovese, vinificato in acciaio, 36 mesi sui lieviti, appare giallo paglia carico, molto brillante, fine perlage.
Intensità olfattiva caratterizzata in particolar modo dalla dotazione semiaromatica del Famoso, frutta gialla e tropicale, fiori gialli.
Setoso al palato, elegante, ricco di frutto e sapido.
Frittura di paranza e pesce azzurro.
Offida Pecorino Docg 2022 il Piuma
13,5% vol.
Azienda Agricola San Filippo
Da uve Pecorino provenienti da vigneti vecchi di 20 anni.
Criomacerazione prefermentativa, vinificazione in acciaio con passaggio in rovere di una parte delle masse.
Giallo paglierino luminoso, ma meno carico del precedente.
In evidenza la dotazione minerale imponente, ma anche fiori di campo, camomilla, frutta bianca e gialla, le note vanigliate da legno piccolo a stemperare la durezza sassosa e sapida parte integrante del bagaglio genetico varietale.
Stoccafisso con patate.
Marche Igt Rosato 2023 Fos
13,5% vol.
Azienda Agricola Lumavite
Rosato da salasso ottenuto da 40% Syrah, 40% Sangiovese, 20% Montepulciano, vinificato in acciaio, appare rosa peonia carico.
Mediamente intenso al naso, più corposo al palato su note di frutta rossa matura, rose rosse, toni terrosi, calcarei, leggera speziatura; caldo e morbido in questa fase, s'allunga nel finale acidico e sapido.
Versatile in abbinamento, preferibilmente su piatti a tendenza grassa, lasagne al forno vegetariane, crescia e ciauscolo.
Rosso Conero Doc 2020 Campofiorito
15,5% vol.
Fattoria Lucesole
Ottenuto da uve Montepulciano, fa due anni in acciaio e un anno in bottiglia prima della messa in commercio.
Appare rosso rubino carico, impenetrabile, con riflesso porpora.
Quadro di spessore e complesso; marasca sotto spirito, speziature varie, liquirizia, noce moscata, frutto nero stramaturo.
In bocca tende all'amarotico, ciliegia e cacao, tannino prepotente.
Vino di carattere e territoriale, destinato ad evolvere positivamente con l'invecchiamento.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa o succulenta, agnello al forno.

lunedì 10 marzo 2025

Orcia Doc wine tasting in Tipicità Festival 2025

Degustazione guidata a cura di Ais Marche e Consorzio del Vino Orcia, tenutasi presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo, nel corso della 33^ edizione di Tipicità Festival dal 7 al 9 marzo 2025.
La degustazione ha celebrato i 25 anni dalla nascita del consorzio di tutela toscano.
La Denominazione d'Origine Controllata Orcia fu istituita nell'anno 2000, la zona di produzione comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo di una dozzina di comuni in zona collinare nel sud/ovest della provincia di Siena, ad est ed ovest del bacino del fiume Orcia che dà il nome alla denominazione.
La Doc s'incunea tra altre due aree fortemente vocate dal punto di vista vitivinicolo (Montepulciano e Montalcino), ma appare con le carte in regola per sostenerne il confronto.
Le tipologie previste da disciplinare sono:
“Orcia” anche con la menzione riserva (Sangiovese: minimo 60%)
“Orcia” rosato (Sangiovese: minimo 60%)
“Orcia” bianco (Trebbiano toscano: minimo 50%)
“Orcia” Sangiovese anche con la menzione riserva (Sangiovese: minimo 90%)
“Orcia” Vinsanto o Vin Santo (Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga: da soli o congiuntamente minimo 50%).
Del Consorzio fanno parte circa 60 cantine, per complessivi circa 200 ettari vitati e una produzione media annua di 300.000 bottiglie.
Si tratta quindi di un comparto di nicchia, costituito da micro aziende di pochi ettari, la quasi totalità delle quali si dedica anche all'accoglienza agrituristica.
"Vino artigianale in un mercato globale" è lo slogan adottato dal Consorzio per promuovere cantine e territorio.
Abbiamo degustato: 1 Orcia Doc Rosato, 2 Orcia Doc, 1 Orcia Doc Sangiovese, 1 Orcia Doc Sangiovese Riserva, 1 Orcia Doc Riserva
Orcia Doc Rosato 2023 MaLamore
13,5% vol.
Bagnaia
L'azienda dispone di 6 ettari di vigneto e di agriturismo.
Ottenuto da uve Sangiovese, appare di color rosa fiori di pesco.
Aromi di frutti rossi, fiori bianchi e pomacee, note vegetali e nocciolate.
Agile di frutto rosso e sapido al palato: ribes, lampone, tonalità agrumate e fresche.
Orcia Doc 2022 Scorbutico
14,5% vol.
Poggio Grande
L'azienda dispone di 6 ettari di vigneto.
Ottenuto da 80% sangiovese, 10% cabernet, 10% merlot, matura 18 mesi complessivi, in tonneaux il sangiovese, in barrique gli internazionali.
Appare rosso rubino che va sul granato.
Quadro ricco e complesso.
Gli internazionali danno immediatezza e stemperano il tratto selvatico del sangiovese, le sensazioni scalpitano come il cavallo in etichetta, si va dalla prugna matura a note cremose e vanigliate, da una marcata speziatura di pepe nero e noce moscata, al frutto di bosco anche in confettura, a note terziarie e floreali di viola.
Prestazione a mio parere impeccabile.
Orcia Doc 2021 Banditone di Campotondo
14,5% vol.
Campotondo
L'azienda dispone di 3 ettari di vigne ad alberello poste a 600 metri sul livello del mare.
Blend di sangiovese, colorino e merlot, matura in rovere, appare rosso rubino carico, tendente al granato.
Vino scattante: carica acidica prepotente, frutto nero maturo e in confettura, note amarotiche e balsamiche, cacao e rosmarino.
Carne alla brace.
Orcia Doc Sangiovese 2021
14,5% vol.
Atrivm
Ottenuto da uve sangiovese in purezza, affinato 12 mesi in botte grande e altrettanti in bottiglia, appare rosso granato fitto.
Marcata speziatura, noce moscata, chiodo di garofano, ma anche frutto nero e tabacco, note floreali di viola e cioccolato, tannino scalpitante e acidico in chiusura.
Arrosti, cacciagione.
Orcia Doc Sangiovese Riserva 2020 Aetos
14% vol.
Tenuta Sanoner
L'azienda dispone di una ventina di ettari di vigneto a conduzione biologica e biodinamica.
Per questo vino 100% sangiovese, la fermentazione alcolica avviene in cemento ed è innescata da lieviti indigeni, la fermentazione malolattica è svolta in acciaio, l'affinamento è di 24 mesi in botti di rovere, più ulteriori 6 mesi in bottiglia.
Appare rosso rubino, tendente al granato, esprime note di anice e cuoio, floreali di viola mammola e speziate di pepe bianco.
In bocca ha note agrumate, è pulito, essenziale, netto, più acidico che tannico.
Orcia Doc Riserva 2020 Capitoni
15,5% vol.
Marco Capitoni
L'azienda dispone di 6/7 ettari di vigneto.
Questo vino è un blend di uve selezionate 80% sangiovese e 20% merlot, coltivate su una superficie di circa 4 ettari a 460 metri sul livello del mare.
Affina per 24 mesi in botti grandi e barriques, più ulteriori 12 mesi in bottiglia.
Con il passare degli anni il vino si affina ulteriormente, crescendo in morbidezza ed eleganza.
Data di imbottigliamento per questa annata: 20 maggio 2023.
Numero di bottiglie prodotte nell'annata: n°11695 da litri 0,750 - n°127 magnum da litri 1,5 - n°10 jeroboam da 3 litri.
Titolo alcolometrico: 15,5% 
Acidità totale: 4,67 g/l
Estratto secco: 30,5 g/l
Appare rosso granato carico.
Quadro di grande suggestione, oserei dire aristocratico, elegante e corposo.
Le sensazioni spaziano dal frutto nero stramaturo, prugna e ciliegia, alle spezie, pepe, ginepro, chiodo di garofano, fino a note animali e cuoio.
In bocca è avvolgente di calore alcolico e sapido, ha lunga persistenza, è ben bilanciato nel rapporto tra parti dure e morbide, è certamente ricco di glicerine, di marasca sotto spirito, di cioccolato e di vaniglia, adeguatamente contrappuntati però, dalla dotazione acidica e tannica.
Vino di pregio e dal formidabile rapporto qualità/prezzo.

martedì 28 marzo 2023

Pinot Nero d'Oltrepò Pavese e della regione Marche, degustazioni

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, "Declinazione di Pinot Nero" di regione Marche e d'Oltrepò Pavese; degustazione guidata a cura di Ais Marche e Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
Relatori: Miriam Prencisvalle delegata Ais Pavia e Raffaele Papi delegato Ais Pesaro.
Il Pinot Nero è un vitigno nobile, originario della Borgogna, dà vini di grande finezza, poco colorati e tannici, caratterizzati da note di frutti di bosco e spezie nelle versioni d'annata; da tonalità mature, di tipo animale, cuoio, ciliegia sotto spirito e sottobosco in quelle più strutturate destinate all'invecchiamento.
E' un vitigno esigente, soffre le malattie fungine, ha bisogno di un terroir ideale per ciò che concerne ad esempio composizione chimico fisica del terreno, esposizione e microclima, umidità più o meno bassa, escursione termica.
Esistono circa 180 cloni di Pinot Nero al mondo.
Oltrepò Pavese è area vocata in fatto di Pinot Nero, è la terza area produttiva d'Europa, dopo Borgogna e Champagne; dai 3000 ettari coltivati ricava il 75% dell'intera produzione italiana.
All'interno della denominazione, la valle Scuropasso può essere considerata la zona climaticamente ideale.
La denominazione Oltrepò Pavese Docg riguarda lo Spumante Metodo Classico e fu istituita nel 2007, ma il vino Oltrepò Pavese Spumante Metodo Classico, era già previsto come tipologia della Doc Oltrepò Pavese istituita nel 1970.
Nelle Marche il Pinot Nero è coltivato soprattutto in provincia di Pesaro-Urbino.
Sono 20-25 i cloni coltivati in regione.
Fattoria Mancini può essere considerata pioniera in fatto di Pinot Nero nelle Marche; oggi però il vitigno è coltivato anche al di fuori del pesarese, ad esempio nel maceratese all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Cupi di Visso a circa 1000 metri sul livello del mare, troviamo il vigneto più alto delle Marche e tra i più alti d'Italia.
Il vitigno è base ampelografica in Colli Pesaresi Doc Focara e in Colli Pesaresi Doc Roncaglia (Focara e Roncaglia sono due sottozone); è inoltre autorizzato in Marche Igt.
Metodo Classico
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Docg "2005 Brut" 2020, Finigeto
2005 è l'anno di fondazione dell'azienda.
24 mesi sui lieviti, sboccatura gennaio 2023.
Fine perlage, persistente.
Agrumato e floreale d'acacia.
Vino d'entrèe.
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Rosè Docg "NorEma Extra Brut" 2020, Calatroni
NorEma sta per Nora ed Emma.
24 mesi sui lieviti, rosa tenue, floreale, burroso, ben bilanciato; pluripremiato dalle principali guide vini italiane.
Marche Igt Rosato Spumante Metodo Classico Extra Brut 2018, Coppacchioli Tattini
40 mesi sui lieviti, sboccatura novembre 2022.
Da uve Pinot Nero coltivate a 1000 metri sul livello del mare, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Rosa tenue, note floreali, geranio, frutti di bosco, ribes, fragoline.
Premiato con il simbolo dell'eccellenza dalla guida Le Marche nel Bicchiere 2023.
Spumante Metodo Classico Extra Brut Rosè "1759 Riserva 120 Mesi" 2011, Valturio
1759 è l'anno in cui fu costruita la storica cantina.
Versione magnum da 1,5 litri, sboccatura gennaio 2022.
Ampiezza, incisività, connotazioni fruttate e floreali, ribes e lampone, ciclamino.
10 anni sui lieviti, un'esperienza più unica che rara.
Valutazione sintetica
Più irruenza nei Metodo Classico marchigiani, più finezza in quelli d'Oltrepò Pavese.
Vini fermi
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Blanc de Noir" 2020, Roberto Lucarelli
Vinificato in bianco, appare di colore leggermente rosato.
1/3 fermenta in tonneaux, 2/3 in acciaio.
Freschezza, piccoli frutti rossi, carica acidica, note vinose; qualche nota vanigliata dà equilibrio.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Costa del Nero" 2021, Conte Vistarino
Rosso rubino scarico.
10 mesi d'affinamento, parte in acciaio, parte in barrique.
Piccoli frutti rossi, lampone, spezie, pepe, macchia mediterranea, resinato, varietale.
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Rive" 2020, Fattoria Mancini
Cru da vigneto vecchio di cinquant'anni denominato Rive a Fiorenzuola di Focara, all'interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo.
Affinato 12 mesi in barrique con batonnage, appare rosso rubino brillante, con lieve trasparenza sul bordo.
Carica acidica ed estratto secco procedono di pari passo; corposo, materico, frutto nero stramaturo, note vanigliate, trama tannica rugosa, persistenza retronasale e gustativa.
Vino da brasati, lunghe cotture.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Giorgio Odero" 2018, Frecciarossa
12 mesi d'affinamento in botti da 25 ettolitri, 6 mesi in acciaio, 12 mesi in bottiglia.
Rubino pieno, con riflesso granato.
Complesso, variamente articolato su note balsamiche e frutto stramaturo, erbe aromatiche e tonalità boschive, tartufo, sottobosco, fungo, liquirizia; intenso e corposo, grande finezza.
Consigliato su lepre in salmì.
Marche Igt Pinot Nero "Arte Sìa", La Collina delle Fate
Degustato in anteprima, non ancora sul mercato.
24-30 mesi in barrique, 1 anno in bottiglia.
Rosso rubino carico, complesso, spessore materico, frutto maturo, confettura di frutti di bosco, note boschive e balsamiche, spezia dolce, cannella, cuoio.
Ruvido e acidico al palato, con doti d'allungo, trova bilanciamento nella vaniglia del legno piccolo.
Valutazione sintetica
Per quanto riguarda i vini fermi, mi pare di poter dire che valgano le stesse considerazioni fatte per i Metodo Classico: più finezza in Oltrepò Pavese, più irruenza nelle Marche.
A questo punto però, si potrebbe osare un ulteriore approfondimento.
Se tale sintetica valutazione può nei Metodo Classico trovare una ragione nella maggiore tradizione e specializzazione spumantistica d'Oltrepò, nei vini fermi potrebbe invece essere rivelatrice del tratto distintivo dei rispettivi territori, ovvero del cosiddetto terroir, l'uno ispirato ad un'eleganza sobria di stampo mitteleuropeo, l'altro animato da pulsioni calde, generose, mediterranee: stili differenti, generati da scuole e storie vitivinicole differenti.
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