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venerdì 11 ottobre 2024

Slow Wine 2025, Marche

La guida Slow Wine 2025 di Slow Food editore, sarà in edicola e libreria tra ottobre e novembre 2024.
Così come avviene ogni anno, in attesa della presentazione ufficiale della Guida e dell'evento degustazione in programma il 19 ottobre 2024 dalle 14 alle 20 presso Superstudio Maxi in via Moncucco 35 a Milano, Slow Wine comunica le anticipazioni dei vini premiati, regione per regione.
Lista vini premiati della regione Marche
La lista comprende Top Wine (valore assoluto), Vino Slow (riconducibilità a vitigno e territorio), Moneta (favorevole rapporto qualità/prezzo)
  • Campo delle Oche Integrale 2018, Fattoria San Lorenzo TW-VS
  • Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Kochlos 2022, Edoardo Dottori TW-VS
  • Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Lauro 2021, Poderi Mattioli TW-VS
  • Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Passolento 2021, La Marca di San Michele TW-VS
  • Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2021, La Staffa TW-VS
  • Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Michele 21 Massaccese 2021, Ca' Liptra TW-VS
  • Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2021, Pievalta TW-VS
  • Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Selezione Cimarelli 2022, Cimarelli TW-VS
  • Cinabro 2020, Le Caniette TW
  • Conero Ris. Sassi Neri 2020, Fattoria Le Terrazze TW
  • Contrada Contro 2022, Contrada Contro TW-VS
  • Falerio Pecorino Al Montenero 2022, Qunti TW-VS
  • Falerio Pecorino Onirocep 2023, Pantaleone TW-VS
  • Isra 2021, Maria Letizia Allevi TW
  • Kurni 2022, Oasi degli Angeli TW
  • Offida Pecorino Artemisia 2023, Tenuta Spinelli TW-VS-M
  • Offida Pecorino Campo di Marte 2023, De Angelis TW-M
  • Offida Pecorino Fiobbo 2022, Aurora TW-VS-M
  • Offida Rosso Lupo del Ciafone 2020, San Filippo TW-VS-M
  • Regina del Bosco 2021, Fattoria Dezi TW-VS
  • Rosso Piceno Sup. 2021, Numa TW-VS-M
  • Serrapetrona Estella 2021, Fattoria Duri TW-VS-M
  • Skiants 2022, Fattoria Villa Ligi TW-VS
  • Trebbien 2022, Valter Mattoni TW
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Vaglie 2023, Santa Barbara TW-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Andrea Felici 2023, Andrea Felici TW-VS-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Arsicci 2023, Fattoria Nanni TW-VS-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Bucci 2023, Villa Bucci TW-VS
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Cuprese 2022, Colonnara TW-VS-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Historical 2019, Umani Ronchi TW
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Insieme 2023, Terralibera TW-VS-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Jano 2023, Colle Jano TW-VS-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. L'Insolito 2022, Vicari TW-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Nicolò 2023, Campanelli TW-VS-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Versiano 2023, Vignamato TW-VS-M
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2022, Tenuta dell'Ugolino TW-VS-M
  • Verdicchio di Matelica Collestefano 2023, Collestefano TW-VS-M
  • Verdicchio di Matelica Gegè 2021, Cavalieri TW-VS-M
  • Verdicchio di Matelica Ris. Senex 2018, Bisci TW-VS
  • Verdicchio di Matelica Tenuta Grimaldi 2023, Tenuta Grimaldi TW-VS-M
  • Verdicchio di Matelica Vertis 2022, Borgo Paglianetto TW
  • Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2023, Marco Gatti TW-VS-M
Riconoscimenti alle cantine
Chiocciola: valori organolettici, territoriali, ambientali, in sintonia con la filosofia di Slow Food.
Bottiglia: qualità media della produzione dell'anno.
Moneta: favorevole rapporto qualità/prezzo sulla produzione dell'anno.

lunedì 19 settembre 2022

Slow Wine 2023, Marche

Vini e cantine della regione Marche premiati dalla Guida Slow Wine 2023.
Legenda riconoscimenti
Chiocciola: valori organolettici, territoriali, ambientali, in sintonia con la filosofia di Slow Food.
Bottiglia: qualità media della produzione dell'anno.
Moneta: favorevole rapporto qualità/prezzo sulla produzione dell'anno.
Vino Slow: tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio.
Vino Quotidiano: prezzo enoteca fino a 12 euro.
Top Wine: valore assoluto.
Riconoscimenti alle cantine
Lista Top Wines
INTRODUZIONE ALLA REGIONE
Novità e qualità sono le parole più ricorrenti in regione dopo le visite e le degustazioni per Slow Wine 2023.
La prima novità, su cui poniamo immediatamente l’attenzione, sono le due nuove chiocciole alle aziende Valter Mattoni e Poderi Mattioli: un percorso di crescita continua che in questi anni ha visto il buon Valter “la roccia” raggiungere un’ottima definizione varietale e un’intrigante complessità sull’intera produzione; i fratelli Giordano e Giacomo Mattioli invece hanno conseguito livelli di finezza e personalità stilistica elevati, nell’esprimere i caratteri del Verdicchio.
La seconda novità che vogliamo sottolineare è l’ingresso in guida, come già nell’edizione precedente, di un numero cospicuo di piccole aziende che si sono messe in luce, nei rispettivi territori, con vini di bella caratura: Edoardo Dottori, Francesco Campanelli, Filippo Russotto di Albamocco, Giordano Spallacci raggiungono anche il premio con dei Verdicchio intriganti e molto varietali, ma non sono da meno Gianmario Bongini di Terralibera, artefice di un progetto molto convincente, i fratelli Saputi e Agostino Romani.
L’altro valore che identifica Slow Wine 2023, dicevamo, è la qualità: l’asticella si è alzata in modo considerevole, impegnando il gruppo di degustatori in una selezione sempre più complessa, con molte etichette che sono arrivate a un soffio dai riconoscimenti.
Quasi il 30% dei vini premiati entra per la prima volta nei Top Wine: un ricambio importante che conferma la tendenza della scorsa edizione, con un livello eccellente e diffuso in modo particolare tra i piccoli produttori, artefici di percorsi sempre più attraenti, che incalzano le aziende che storicamente identificano questa regione.
Il Verdicchio troneggia per l’uniformità qualitativa, per la complessità e per i dettagli: merito certo di territori vocati, ma ovviamente anche di vinificazioni sempre più attente e rispettose delle migliori caratteristiche del vitigno.
Non è da meno il Pecorino, che raggiunge riconoscimenti con quattro diverse e intriganti espressioni stilistiche, a conferma, se ce ne fosse bisogno, della duttilità di quest’uva.
Per entrambi i vini comunque, dietro ai premiati, c’è una nutrita schiera di efficaci portabandiera delle rispettive varietà.
Il Piceno, in aggiunta, conferma il processo di ammodernamento dei rossi, avviato già da qualche anno, mettendo in evidenza la fragranza aromatica, l’equilibrio estrattivo e tannico.
Al di là dei Top Wine, gran parte delle etichette consolida la virata stilistica, interpretando sia il Montepulciano in purezza e sia il blend con il Sangiovese con modernità e rilassatezza, privilegiando il frutto, la beva e la fruibilità gastronomica, rispetto all’opulenza e alle sovraestrazioni del passato, per non parlare del livello sempre molto convincente delle Grenache proposte.
Sul resto della regione spendiamo parole incoraggianti nei confronti del Ribona, vino bianco del Maceratese del quale abbiamo riscontrato un crescente numero di etichette interessanti: manca però ancora un po’ di linearità e uniformità nelle sfaccettature.
Serrapetrona cresce con costanza, mettendo sempre più a fuoco il frutto e la pepatura propria del vitigno, che pensiamo debbano essere centrali indipendentemente dai contenitori di affinamento.
Il Bianchello sembra aver accusato l’annata calda segnando il passo: manca un po’ di verve e i risultati più soddisfacenti sono relegati a qualche interpretazione personale e non alla generalità.
A Morro d’Alba i vini mantengono fede ai canoni varietali anche se, qua e là, le ultime annate evidenziano una certa corposità aromatica.
Terminiamo con il Conero, un comparto che lentamente sta cercando di trovare la propria dimensione; pur con evidenti miglioramenti, ci sembra che il lavoro meriti ancora attenzione: la modernità stilistica, l’equilibrio al palato e l’estrazione aromatica meno densa, devono ancora diventare un comune denominatore.
( fonte Slow Wine:
https://www.slowfood.it/slowine/le-marche-per-slow-wine-2023/ )
Potrete incontrare le cantine premiate e assaggiare i Top Wines delle Marche durante la grande degustazione che si terrà a Milano sabato 8 ottobre 2022.
A partire dalle 14.00 – e fino alle 20.00 – negli ampi spazi di Superstudio Più, in Via Tortona 27, si apriranno i banchetti di assaggio con la presenza diretta dei produttori, a cui si aggiungerà una mega enoteca suddivisa per regioni gestita dai sommelier della Fisar: in definitiva ci saranno più di 1.500 vini da assaggiare, per la gioia di ogni palato.
Il costo del biglietto d’ingresso è di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food) e comprende anche una copia della guida Slow Wine 2023.
Acquisto bigliettohttps://shop.slowfood.it/shop/home_stores/index.php?store=3&category=9e040cc5-2b1c-412b-ae55-af909037e0b9

sabato 18 settembre 2021

Slow Wine 2022, Marche

Elenco delle cantine e dei vini delle Marche che hanno ricevuto riconoscimento sulla Guida Slow Wine 2022 edita da Slow Food.
La Guida Slow Wine 2022 sarà presentata a Milano l'8 ottobre 2021; nelle due giornate successive, 9 e 10 ottobre, maxi degustazione di tutte le etichette premiate presso il Megawatt Court.
Legenda riconoscimenti
Chiocciola: valori organolettici, territoriali, ambientali, in sintonia con la filosofia di Slow Food.
Bottiglia: qualità media della produzione dell'anno.
Moneta: favorevole rapporto qualità/prezzo sulla produzione dell'anno.
Vino Slow: tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio.
Vino Quotidiano: prezzo enoteca fino a 12 euro.
Top Wine: valore assoluto.
Riconoscimenti alle cantine:
Top Wines:
"Le Marche: una Regione al plurale, è uno slogan quanto mai valido anche per presentare la qualità enoica di questo territorio. Slow Wine 2022 riscontra un diffuso incremento dei vini premiati (ben 14 su 43) che nelle precedenti edizioni non avevano mai ricevuto riconoscimenti. Un ricambio importante, che attesta, se ce ne fosse bisogno, che la qualità in regione è diffusa, con sempre più vini che si contendono il podio. In questo contesto un cenno particolare va fatto al Top Wine-Vino Quotidiano, premio dedicato a bottiglie con prezzi medi inferiori a 12 euro. Un riconoscimento che talvolta viene interpretato da parte delle aziende e del pubblico come una “medaglia di consolazione”, un contentino per chi non ha ottenuto altri premi. In realtà i numeri ridotti (17 assegnati in questa edizione) rispetto alla vastità delle etichette assaggiate dimostrano che la selezione è rigorosa e il riconoscimento viene attribuito con molta parsimonia. Nella guida 2022 non può passare inosservato anche che l’80% delle aziende recensite sono biologiche o in fase di conversione, e se consideriamo la totalità di quelle che hanno presentato i vini per le selezioni i numeri delle pratiche colturali sostenibili sono ugualmente molto elevati. Le motivazioni, se etiche, commerciali o agronomiche, non vogliamo né discuterle né giudicarle. Ciò che conta è che la regione è più verde che mai. Merita inoltre evidenziare l’impegno sempre più diffuso alla riduzione del rame con i prodotti alternativi che la ricerca e la scienza stanno mettendo a disposizione. Concludiamo con uno sguardo ai vari comparti produttivi. È indubbio che il Verdicchio troneggi, sia in funzione dei numeri, sia per la qualità, che si attesta a livelli molto alti, con le differenze ormai dettate dalle sfumature. La 2020 si è dimostrata un’annata eccellente, con vini molto pronti ed equilibrati, e se il palato talvolta non ha l’adeguata freschezza, la sapidità viva e schietta riporta sempre il sorso in asse. La 2019, che aveva dato aspettative incoraggianti, ha impegnato molto la commissione di assaggio. I vini si sono mostrati interessanti, ma talvolta difficili da decifrare e meritevoli ancora di affinamento per raggiungere la giusta coesione, a differenza della 2018, rivelatasi distesa ed elegante, equilibrata e ricca di complessità. La conferma del Pecorino è inevitabile; l’annata 2020 anche in questo caso si rivela molto buona, con vini nitidi, spigliati e con la sapidità che garantisce profili equilibrati. Il Bianchello conferma la sua coerenza ma mancano ancora il guizzo e l’incisività che aspettiamo da tempo; idem per il Ribona, con la qualità in costante crescita ma le poche punte relegate a protagonismi individuali. Veniamo ai rossi. È acclarato che il Piceno ne sia la culla: i vini sono declinati con un occhio attento all’eleganza e al frutto, senza opulenze o densità eccessive, e in questo territorio merita attenzione il Grenache o Alicante, che sta convincendo con personalità, al punto che le due etichette sul podio sono solo l’apice di un quadro eccellente. Il Conero prova sempre a scrollarsi di dosso qualche pesantezza e ruvidità di troppo, e qui l’auspicio è che si acceleri il passo, mentre il Lacrima di Morro d’Alba ha un po’ sofferto il calore dell’annata 2020 e non ha messo in mostra il solito dinamismo. Chiudiamo con le due novità di Slow Wine 2022: per la prima volta un Lacrima passito e un Metodo Classico ottengono dei riconoscimenti: il Re Sole di Mancinelli e il Contatto di Mencaroni, nelle rispettive tipologie, hanno affascinato per l’eleganza stilistica e varietale".
(fonte Slow Wine):
https://www.slowfood.it/slowine/le-marche-per-slow-wine-2022/ 

venerdì 9 ottobre 2020

Slow Wine 2021, Marche

Elenco vini della regione Marche premiati nell'undicesima edizione della guida Slow Wine di Slow Food editore.

In edicola dal 14 ottobre 2020.

Arshura 2017, Valter Mattoni VINO SLOW

Bianchello del Metauro Sup. Tenuta Campioli 2019, Fiorini VINO QUOTIDIANO

Campo delle Oche Integrale 2015, Fattoria San Lorenzo VINO SLOW

Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2017, La Staffa VINO SLOW

Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2017, Pievalta VINO SLOW

Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2017, Andrea Felici

Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Villa Bucci 2017, F.lli Bucci VINO SLOW

Di Gino 2019, Fattoria San Lorenzo VINO QUOTIDIANO

Falerio Pecorino Franco 2019, Officina del Sole

Falerio Pecorino Onirocep 2019, Pantaleone VINO SLOW

I Paoli 2019, Fiorano VINO QUOTIDIANO

Kurni 2018, Oasi degli Angeli

Lacrima di Morro d’Alba Da Sempre 2019, Vicari VINO QUOTIDIANO

Lacrima di Morro d’Alba Piramo 2018, Vigna degli Estensi VINO QUOTIDIANO

Lacrima di Morro d’Alba Sup. Orgiolo 2018, Marotti Campi VINO SLOW

Michelangelo 2016, Emanuele Dianetti

Offida Pecorino 2019, Tenuta Santori VINO QUOTIDIANO

Offida Pecorino Artemisia 2019, Tenuta Spinelli VINO QUOTIDIANO

Offida Pecorino Mida 2019, Maria Letizia Allevi VINO SLOW

Offida Rosso Lupo del Ciafone 2016, San Filippo VINO SLOW

Piceno Sup. Polisia 2016, Vigneti Vallorani VINO SLOW

Rosso Piceno Sup. 2018, Aurora VINO SLOW

Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2018, Saladini Pilastri VINO SLOW

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Arsicci 2019, Fattoria Nannì VINO QUOTIDIANO

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Conscio 2018, Accadia VINO SLOW

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Cuprese 2018, Colonnara VINO QUOTIDIANO

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ghiffa 2018, Cològnola – Tenuta Musone VINO QUOTIDIANO

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore 2018, Sparapani – Frati Bianchi

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2019, La Staffa VINO QUOTIDIANO

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2018, Gioacchino Garofoli

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Tre Ripe 2019, Pievalta VINO QUOTIDIANO

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vecchie Vigne 2018, Umani Ronchi

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2018, Tenuta dell’Ugolino VINO SLOW

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2018, Poderi Mattioli VINO SLOW

Verdicchio di Matelica 2019, Tenuta Colpaola VINO QUOTIDIANO

Verdicchio di Matelica Bisci 2019, Bisci VINO QUOTIDIANO

Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris. 2017, Cantine Belisario

Verdicchio di Matelica Collestefano 2019, Collestefano VINO QUOTIDIANO

Verdicchio di Matelica Del Cerro 2019, Cantine Belisario VINO QUOTIDIANO

Verdicchio di Matelica Senex Ris. 2015, Bisci VINO SLOW

Verdicchio di Matelica Vertis 2018, Borgo Paglianetto VINO SLOW

fonte Slow Wine: https://www.slowfood.it/slowine/slow-wine-2021-i-top-wines-delle-marche/

Legenda:

Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio)

Vino Quotidiano (prezzo enoteca fino a 12 euro)

domenica 6 ottobre 2019

Slow Wine 2020, regione Marche

Le etichette della regione Marche segnalate con un riconoscimento dalla guida Slow Wine 2020 di Slow Food Editore.
VINO SLOW
Arshura 2016, Valter Mattoni
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2016, La Staffa
Falerio Pecorino Onirocep 2018, Pantaleone
Offida Pecorino 2018, Tenuta Santori
Offida Rosso Barricadiero 2016, Aurora
Offida Rosso 2015, La Valle del Sole
Piceno 2017, Emanuele Dianetti
Piceno Sup. Morellone 2015, Le Caniette
Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2017, Saladini Pilastri
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Capovolto 2018, La Marca di San Michele
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Dominé Chiesa del Pozzo 2018, Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Qudì 2017, Roberto Venturi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Villa Torre 2018, Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2017, Poderi Mattioli
Verdicchio di Matelica Collestefano 2018, Collestefano
Verdicchio di Matelica Gegè 2016, Cavalieri
GRANDE VINO
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Salmariano 2016, Marotti Campi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Serra Fiorese 2015, Gioacchino Garofoli
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Tardivo Ma Non Tardo 2017, Santa Barbara
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2016, Andrea Felici
Conero Campo San Giorgio 2015, Umani Ronchi
Falerio Pecorino Franco 2018, Officina del Sole
Falerio Pecorino Servigliano P 2017, Fattoria Dezi
Kurni 2017, Oasi degli Angeli
Offida Rosso Ludi 2016, Velenosi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Grancasale 2017, Casalfarneto
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Talliano 2018, Mancini
Verdicchio di Matelica 2018, Colpaola
Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris. 2016, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Jera Ris. 2015, Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Millo Ris. 2016, Marco Gatti
Verdicchio di Matelica Senex Ris. 2010, Bisci
VINO QUOTIDIANO
Lacrima di Morro d’Alba Da Sempre 2018, Vicari
Lacrima di Morro d´Alba Fiore 2018, Lucchetti
Offida Pecorino 2018, Campo di Maggio
Pergola Aleatico Vernaculum 2018, Fattoria Villa Ligi
Rosso Piceno Sup. Katharsis 2017, San Filippo
Verdicchio Castelli di Jesi Cl. Sup. Luzano 2018, Marotti Campi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Piaole 2018, Tenuta dell’Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Lyricus 2018, Colonnara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Arsicci 2018, Fattoria Nannì
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2018, La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Pievalta 2018, Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Nicolò 2018, Brunori
Verdicchio dei Castelli di Jesi Di Gino 2018, Fattoria San Lorenzo
Verdicchio di Matelica Del Cerro 2018, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Terra Vignata 2018, Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2018, Marco Gatti
=legenda=
Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio)
Grande Vino (livello assoluto)
Vino Quotidiano (qualità-prezzo)
Le etichette premiate che vedete qui elencate potrete trovarle in degustazione a Montecatini Terme (Pt) il 12 ottobre 2019. Per non perdere il grande evento di presentazione della guida cliccare qui:
https://www.slowfoodeditore.it/it/guide-slow/slow-wine-2020-montecatini-9788884991234-850.html
Commento a cura di redazione Slow Wine:
Dieci anni fa, agli inizi della nostra avventura editoriale, le Marche si presentavano quasi monocolore e monovitigno. Il Verdicchio monopolizzava l’attenzione con una qualità media già elevata, con etichette intriganti e con una classicità produttiva ben radicata. I rossi da uve montepulciano presentavano invece ancora un’evidente opulenza e ricchezza strutturale, e la finezza era relegata a poche etichette. Cosa è successo in questo lasso di tempo? Innanzitutto è doveroso evidenziare l’allargamento della base produttiva: tanti nuovi piccoli produttori, in genere aziende famigliari o giovani che hanno scelto di investire nella viticoltura, sono la dimostrazione che nella regione c’è attivismo e soprattutto c’è fiducia per i progetti viticoli. Secondariamente annotiamo che le Marche del vino a distanza di 10 anni sono molto più bio: la quasi totalità delle aziende che Slow Wine visita ogni edizione ha intrapreso o concluso il percorso di conversione al biologico. Esaminando invece la qualità, oggi le Marche del vino ragionano al plurale. Il comparto del Verdicchio ha continuato sulla strada dell’ascesa qualitativa, ma al fianco di quella che abbiamo definito classicità espressiva oggi possiamo annoverare un’ampiezza di interpretazioni senza precedenti, con tanta voglia di continuare a sperimentare e crescere. Dal canto suo il Piceno ha consolidato la leadership del Pecorino, mettendo a fuoco una migliore interpretazione varietale. Le due più importanti novità sono legate al panorama dei vini rossi e ai vitigni autoctoni di minore diffusione. Nel primo caso è sicuramente aumentata la consapevolezza che l’opulenza e la sovraestrazione tannica sono valori che, in questo momento storico del vino mondiale, non incontrano più il favore del pubblico. Ciò che era quotidianità nel 2010 non lo è più oggi, e si ricercano vini di minore potenza e maggiore equilibrio e facilità di beva. Sicuramente il Piceno si è mosso con maggiore rapidità in questo senso, ma anche nel resto della regione ci sono segnali incoraggianti. Sul fronte autoctoni è indubbia la crescita intrapresa dal lacrima di Morro, dal ribona, dalla vernaccia di Pergola e dalla vernaccia di Serrapetrona. Le aziende stanno investendo su questi vitigni, compiendo un attento lavoro di ricerca: è aumentata la sensibilità tecnica al fine di garantire vinificazioni sempre più rispettose dei caratteri varietali e sono migliorati i risultati oggettivi, soprattutto nel comprensorio del Lacrima di Morro d’Alba e in qualche caso anche in quello del Ribona, dove è ancora evidente una forte diversità interpretativa. I territori del Pergola e di Serrapetrona hanno dimensioni e volumi produttivi ridotti, ma le potenzialità sono molte, e i risultati che si stanno intravvedendo sono un segnale di forte incoraggiamento. Dopo 10 anni di Slow Wine quindi le Marche del vino mostrano una faccia più solare, più rilassata: ci sono qualità diffusa e una maggiore attenzione dei consumatori verso questi territori, ma ciò non deve illudere i vignaioli, poiché il lavoro da fare è ancora molto e bisogna profondere sempre più energie.
( fonte: https://www.slowfood.it/slowine/riconoscimenti-slow-wine-2020-marche/ ) 

martedì 23 ottobre 2018

Umbria in un Bicchiere 2018, Foligno

Torna la quinta edizione di l'Umbria in un Bicchiere.
A portata di calice 50 cantine, cibo, musica, piccolo mercatino.
Il costo è di € 10 per i soci Slow Food (previa presentazione della tessera associativa in regola per l'anno in corso), per i non soci il costo dell'ingresso è di € 15.
Il costo comprende il kit di degustazione (tasca con bicchiere, opuscolo cantine presenti e loro localizzazione), degustazioni libere al banco degli espositori, seminari con prenotazione obbligatoria max 30 persone.
Cibo di strada a pagamento.

Le cantine presenti alla presentazione della guida #slowine2019 a l'Umbria in un Bicchiere https://adobe.ly/2Akz7jP

Quest'anno due seminari didattici con degustazione gratuite per i partecipanti all'evento ma solo per 30 posti e con prenotazione obbligatoria.
1 - Seminario Didattico ore 17,30
Recupero e caratterizzazione del germoplasma viticolo autoctono per la valorizzazione del territorio Orvietano.
Sarà presente il Prof Paolo Storchi direttore unità di ricerca viticultura del CREA.
Link per prenotare http://bit.ly/2AkmJ3d
2 - Seminario Didattico ore 18,30
Il Vino Cotto della Valnerina una tradizione che guarda al futuro.
L' antica ricetta di un vino speciale raccontata da due generazioni.
Moderatore Gian Luca Diamanti, giornalista e blogger appenniniweb.it
Link per prenotare http://bit.ly/2NQAGcw

Sabato dalle ore 15:00 alle ore 21:00
Palazzo Candiotti, via Federico Frezzi, 06034 Foligno (Pg)
Organizzato da Condotta Slow Food Valle Umbra.

giovedì 4 ottobre 2018

Slow Wine 2019, Marche

Le etichette della regione Marche segnalate con un riconoscimento nella guida Slow Wine 2019:
VINO SLOW
Arshura 2015, Valter Mattoni
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2016, Pievalta
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2015, Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Villa Bucci 2016, Bucci
Falerio Pecorino Onirocep 2017, Pantaleone
Offida Pecorino 2017, Tenuta Santori
Offida Pecorino Fiobbo 2016, Aurora
Offida Pecorino Mida 2017, Maria Letizia Allevi
Piceno Sup. Morellone 2013, Le Caniette
Piceno Sup. Polisia 2014, Vigneti Vallorani
Regina del Bosco 2015, Fattoria Dezi
Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2016, Saladini Pilastri
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto di Tobia 2017, Col di Corte
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2016, Poderi Mattioli
Verdicchio di Matelica Gegè 2015, Cavalieri
Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2016, Bisci
GRANDE VINO
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Dino 2015, Filodivino
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Salmariano 2015, Marotti Campi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Sisto 2016, Fazi Battaglia
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Selva di Sotto 2015, La Staffa
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Tardivo Ma Non Tardo 2016, Santa Barbara
Kurni 2016, Oasi degli Angeli
Michelangelo 2015, Emanuele Dianetti
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore 2016, Sparapani – Frati Bianchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. L’insolito 2016, Vicari
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2016, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vecchie Vigne 2016, Umani Ronchi
Verdicchio di Matelica Meridia 2015, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Vertis 2016, Borgo Paglianetto
VINO QUOTIDIANO
Colli Maceratesi Ribona Pausula 2017, Cantina Sant’Isidoro
Lacrima di Morro d’Alba Fiore 2017, Lucchetti
Rosso Conero Julius 2016, Silvano Strologo
Rosso Piceno 2017, Aurora
Rosso Piceno Sup. Brecciarolo 2016, Velenosi
Rosso Piceno Sup. Katharsis 2016, San Filippo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Soteria 2016, Vigna degli Estensi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Piaole 2017, Tenuta dell’Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Lyricus 2017, Colonnara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Coste del Molino 2017, Tenute Pieralisi – Monteschiavo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2017, La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Suprino 2016, Broccanera
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2017, Marco Gatti
=legenda=
Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio)
Grande Vino (livello assoluto)
Vino Quotidiano (qualità-prezzo)
Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate qui sopra e assaggiare i loro vini, durante la presentazione di Slow Wine 2019, prevista sabato 13 ottobre 2018 a Montecatini Terme (Pt).
Commento a cura di redazione Slow Wine:
Le Marche: una regione al plurale” recita un famoso spot istituzionale. In realtà è così anche dal punto di vista viticolo: da nord a sud una miriade di vitigni autoctoni, cresciuti e acclimatati sul territorio, danno vita a una pluralità di Denominazioni di Origine che le differenti caratteristiche pedo-climatiche rendono uniche. È anche questo uno dei motivi per cui le Marche del vino ci paiono una regione in salute, che probabilmente ha solo bisogno di maggiore convinzione da parte dei produttori e di un’ulteriore crescita sul piano della comunicazione – nonostante siano stati fatti passi da gigante – per far percepire il reale valore del territorio.
Il portavoce della regione nel mondo è senza dubbio il Verdicchio, declinato nelle due versioni territoriali dei Castelli di Jesi e di Matelica, che oramai da una quindicina di anni ha raggiunto uno standard qualitativo elevato, consolidandosi, e sa dribblare le bizze climatiche con colpi di tacco da manuale.
Lo segue da vicino il Pecorino, protagonista di una crescita strabiliante e che a nostro avviso, con l’unanime accordo dei produttori sul posticipo dei tempi di immissione in commercio previsti dal disciplinare, potrebbe rivelare in maniera ancora più concreta le sue reali potenzialità.
Sul versante dei vini rossi è scontato affermare che il Piceno è la culla del Montepulciano e del Sangiovese, che su queste terre trovano il loro habitat ideale in fatto di struttura e maturità aromatica e fenolica, garantendo sempre risultati convincenti, resi differenti solo dalle peculiarità stilistiche di ogni azienda.
Nel Conero invece il Montepulciano stenta ancora un po’, in particolare nella tipologia Riserva, spesso ancora priva delle necessarie definizione e finezza. Segni incoraggianti invece dal Rosso Conero, che in molti casi si è spogliato dell’eccessiva struttura e sta virando verso la facilità di beva e il frutto.
L’aromaticità del Lacrima di Morro d’Alba ha spesso creato barriere e diffidenze, che in verità sembrano legate a stereotipi poco fondati. Il vino ha sicuramente caratteri aromatici e gustativi particolari, ma è proprio qui che sta il suo valore: un tempo relegato a beva informale e fugace, oggi possiamo apprezzarlo a livelli qualitativi più elevati.
Tra i vitigni talvolta impropriamente definiti “figli di un Dio minore” non possiamo non occuparci del Ribona, uva bianca del maceratese che fino a poco tempo fa era relegata al ruolo di produttrice di vini di pronta beva. Ci sentiamo di affermare che non è così e grazie alla ricerca svolta negli ultimi anni il Ribona sta mostrando personalità, articolazione aromatica e longevità. Si era tentato di sdoganarlo dall’aurea di vino blando d’annata proponendo una variazione al disciplinare – che avrebbe introdotto la tipologia Superiore, in commercio a un anno dalla vendemmia, permettendogli così di esprimersi in tutta la sua complessità – ma le ritrosie di uno sparuto numero di aziende sono state sufficienti a far abortire il progetto. Auspichiamo che coloro che veramente credono in questa svolta qualitativa proseguano anche senza il riconoscimento ufficiale della Denominazione.

martedì 3 ottobre 2017

Slow Wine 2018, Marche

Sabato 14 ottobre 2017 ore 14:30 a Montecatini (Pt), Terme del Tettuccio, viale Verdi 71, presentazione Guida Slow Wine 2018 e maxi degustazione, con presenza di oltre 500 aziende vinicole della guida e oltre 1000 vini.
In attesa della presentazione di Montecatini, anteprima vini premiati dalla Guida Slow Wine 2018, regione Marche.
Pagine: 1120
Prezzo al pubblico:  € 24
Prezzo online: € 20,40 (spedizione esclusa)
Prezzo soci Slow Food: € 19,20
VINO SLOW
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Lauro 2015, Poderi Mattioli
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2015, La Staffa
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2015, Pievalta
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2013, Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Villa Bucci 2015, Bucci
Falerio Pecorino Onirocep 2016, Pantaleone
Offida Pecorino Donna Orgilla 2016, Fiorano
Piceno Sup. Morellone 2012, Le Caniette
Piceno Sup. Polisia 2013, Vigneti Vallorani
Rosso Piceno Podere 72 2014, Poderi San Lazzaro
Rosso Piceno Sup. 2015, Aurora
Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2015, Saladini Pilastri
Verdicchio di Matelica D’Antan 2015, Cavalieri
Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2015, Bisci
GRANDE VINO
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Plenio 2014, Umani Ronchi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Salmariano 2014, Marotti Campi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Tardivo ma non Tardo 2015, Santa Barbara
Offida Rosso Ludi 2014, Velenosi
Offida Rosso Vignagiulia 2014, Emanuele Dianetti
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ghiffa 2015, Cològnola – Tenuta Musone
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. L´insolito 2015, Vicari
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco 2016, Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2015, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Qudì 2015, Roberto Venturi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2015, Tenuta dell´Ugolino
Verdicchio di Matelica Meridia 2014, Cantine Belisario
VINO QUOTIDIANO
Lacrima di Morro d´Alba Da Sempre 2016, Vicari
Offida Pecorino 2016, De Angelis
Rosso Piceno Sup. Katharsis 2015, San Filippo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Anno Uno 2016, Col di Corte
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Piaole 2016, Tenuta dell´Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Salerna 2016, Sparapani – Frati Bianchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Dominé Chiesa del Pozzo 2016, Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2016, La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Macrina 2016, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Via Condotto 2016, Cològnola – Tenuta Musone
Verdicchio di Matelica Bisci 2016, Bisci
Verdicchio di Matelica Del Cerro 2016, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2016, Marco Gatti
=legenda=
Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio).
Grande Vino (livello assoluto).
Vino Quotidiano (qualità-prezzo) 
C'è solo un modo per partecipare alla grande degustazione di Montecatini: acquista il pacchetto sul sito http://www.slowfoodeditore.it/it/guide-slow/slow-wine-2018-montecatini-9786543210978-733.html che comprende la guida Slow Wine 2018 e due volumi della collana asSaggi: Il buongustaio eccentrico e Gastronomo e giudice.
Presenta la tua ricevuta d'ordine direttamente all'ingresso il giorno della manifestazione per ritirare i libri e degustare i vini di Slow Wine.
Prezzo al pubblico € 45, soci Slow Food e Fisar € 35.

lunedì 3 aprile 2017

Il Piceno e il Pecorino, Slow Food editore.

Sabato 1 aprile 2017 a Sant'Elpidio a Mare (Fm) abbiamo partecipato alla presentazione del libro "Il Piceno e il Pecorino" edito da Slow Food e realizzato su iniziativa del Consorzio Vini Piceni.
L'incontro ha inaugurato la stagione 2017 di Artevinando (cartellone di eventi curato dall’associazione culturale Di Arte In Vino di Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche), i cui prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 6 maggio, sabato 13 maggio, domenica 14 maggio, sabato 8 luglio.
www.artevinando.com
info@diarteinvino.com
Nel corso del convegno, hanno relazionato:
-Giorgio Savini e Paola Cocci Grifoni, presidente e vice presidente Consorzio Tutela Vini Piceni
-Armando Falcioni, direttore Consorzio Tutela Vini Piceni
-Francesco Quercetti, curatore Marche Guida Slow Wine
-Marino Calvigioni, presidente associazione Di Arte in Vino
La discussione ha preso lo spunto dal libro, per inquadrare l'attività del Consorzio Vini Piceni, per ripercorrere la storia del vitigno Pecorino nelle Marche ed indicarne le prospettive.
Il Consorzio Vini Piceni è l'organismo cui spetta per legge l'attività di tutela e promozione delle denominazioni di riferimento: Falerio Doc, Falerio Pecorino Doc, Rosso Piceno o Piceno Doc, Terre di Offida Doc, Offida Docg.
La sua attività inerisce quindi al territorio marchigiano dell'ex provincia di Ascoli Piceno, oggi corrispondente per estensione a quelle di Fermo e di Ascoli Piceno.
In un territorio che ha storicamente prediletto gli uvaggi e per giunta a vocazione rossista come oggettivamente è sempre stato il sud della regione Marche, l'ampliamento della superficie vitata a Pecorino avvenuto in questi ultimi anni, se non altro fotografa il cambiamento di stile produttivo, oggi più rivolto all'esaltazione dei vini da monovitigno; al contempo però testimonia la rapida scalata delle produzioni verso i vertici della piramide qualitativa, poichè nell'arco di poco più di vent'anni si è passati dalla categoria più bassa di Vino da Tavola al riconoscimento della Docg.
Volendo fare un breve excursus, possiamo dire che furono Teodoro Bugari (pioniere dell'Associazione Italiana Sommelier nella regione Marche) e Guido Cocci Grifoni (fondatore dell'omonima azienda vinicola di Ripatransone) a riesumare negli anni '80 questo vitigno semi-abbandonato in quanto precoce e poco produttivo, ma che al Cocci Grifoni interessava come uva da taglio e migliorativa del Falerio Doc (la denominazione istituita nel 1975 prevede nell'uvaggio Trebbiano massimo 50%, Passerina massimo 30%, Pecorino massimo 30%, eventualmente altre uve a bacca bianca autorizzate nella zona per un massimo del 20%)
Esattamente nel 1982 a Pescara del Tronto (AP), tristemente balzata alle cronache per le vicende del terremoto agosto/ottobre 2016 in centro Italia, Guido Cocci Grifoni su invito e stimolo di Teodoro Bugari, individuò e selezionò le vigne produttive da cui poi trasse le marze che l'anno successivo portò nella sua azienda a Ripatransone per innestarle su piante di Passerina, per metà esposte a sud e per metà a nord.
Fu da quest'ultime che nel 1987 nacque il primo vigneto di Pecorino.
La dislocazione delle piante in zona di montagna favorì tale progetto di recupero, poichè l'epidemia di fillossera non arrivò in altura e risparmiò le piante a piede franco trovate negli anni '80 a Pescara del Tronto a 676 metri sul livello del mare; tali piante successivamente si acclimatarono in zona collinare adeguatamente esposta, a circa 250 metri di altezza.
Nel 1990 uscirono sul mercato le prime bottiglie di Pecorino classificate come Vino da Tavola, però con anno di vendemmia in etichetta, operazione non consentita dalla normativa; ciò portò paradossalmente l'azienda Cocci Grifoni che così bene aveva operato al servizio della biodiversità, al pagamento di sanzioni amministrative, non proprio beneauguranti, in occasione dell'esordio del nuovo vino.
Fu solo dal 1997 con l'istituzione dell'Indicazione Geografica Tipica (Marche Igt) che si potè scrivere l'annata in etichetta, ma il processo di sviluppo era ormai stato avviato e continuò inesorabile negli anni successivi con l'istituzione della Doc nel 2001 e della Docg nel 2011.
L'uva Pecorino presenta parametri alti per ciò che concerne ph, acidità, grado zuccherino e produce vini adatti all'invecchiamento, esprimendosi al meglio ad almeno un anno dalla vendemmia.
Ciò è sintomatico di potenziale notevole, tuttavia impegnativo, difficilmente domabile.
Allo scopo di risolvere le criticità legate al suo ricco bagaglio cromosomico, si è proceduto nel tempo ad una serie di sperimentazioni, volte ad arrotondare, a smussare le pungenze, inizialmente affidandosi alla cantina e ai legni, per poi indirizzarsi sulle vendemmie precoci e su una rimodulazione del rapporto tra operazioni di vigna e di cantina, in modo da non snaturare i caratteri varietali.
Il lavoro e la sperimentazione hanno portato ad avere oggi un quadro più chiaro.
Lo stesso confronto tra i relatori del convegno elpidiense ha permesso di inquadrare persino alcune prospettive di sviluppo.
Ad esempio oggi si comincia a sentire l'esigenza di qualche integrazione o rivisitazione dei disciplinari di produzione, sia per quanto riguarda il tema della differenziazione delle zone di produzione all'interno della macro area Piceno/Fermana, sia per quanto riguarda l'eventuale creazione di una tipologia nobile come ad esempio potrebbe essere la tipologia Riserva, commercializzabile a non meno di un anno dalla vendemmia; questa seconda operazione avrebbe lo scopo di contemperare le oggettive esigenze di mercato con la capacità d'invecchiamento propria della tipologia, posto che l'attuale disciplinare non tiene nel dovuto conto questo aspetto, nel momento in cui permette la commercializzazione già dalla primavera dell'anno successivo alla vendemmia.
Il Piceno e il Pecorino
pagine 155
€ 22
Slow Food Editore
coautori:
Antonio Attorre
Francesco Quercetti
Leonardo Seghetti
Maurizio Silvestri
Il libro non è in vendita in libreria, ma può essere richiesto a Slow Food Editore.
www.slowfood.it
bookstore@slowfood.it
Tel +39 0172 419763

martedì 6 dicembre 2016

Giusto di Gusto 2016, degustazione vini rossi

Slow Food Marche e Slow Food Corridonia hanno organizzato a Monte San Giusto (Mc) la seconda edizione di "Giusto di Gusto", una due giorni (sabato 17 e domenica 18 settembre 2016) dedicata alla gastronomia.
Il tema della giustizia sociale legata al cibo è stato il filo conduttore dell'iniziativa.
Degustazioni, laboratori, incontri, mercati, contadini.
Nella giornata di sabato 17 settembre degustazione vini presso Palazzo Bonafede con la partecipazione di 11 aziende vinicole del territorio, alcune delle quali consolidate su standard di buon livello ed altre di recente costituzione in cerca di un'identità per il momento non bene definita.
Le degustazioni che abbiamo fatto di bianchi e di rossi, hanno alternato buone prove ad altre meno convincenti.
Degustazione vini rossi:
Offida Docg Rosso '13 Vignagiulia - alcool 14% - circa € 23
Dianetti
Ottenuto da uva Montepulciano, con sosta sur lies di circa due mesi, maturazione in tonneau di 5 ettolitri per 18 mesi ed ulteriore anno d'affinamento in bottiglia, si presenta rosso rubino con riflessi porpora.
Ventaglio di profumi penetrante e diretto, contraddistinto da sentori d'amarena in confettura, da spezie, noce moscata, accenni idrocarburici e garrigue.
In bocca si conferma perfettamente ed è polposo, ricco di carica polifenolica, croccante sui toni del frutto nero maturo e della marasca sotto spirito.
Fine e corposo.
Ottiene i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d'Italia 2017 del Gambero Rosso.
Marche Igt Rosso '13 Arshura - alcool 14,5% - circa € 22
Marche Igt '13 Rossobordò - alcool 15% - circa € 60
Valter Mattoni
Arshura è ottenuto da uva Montepulciano, maturato 15 mesi in barrique e si presenta di color rosso rubino con riflessi porpora.
Fase olfattiva contraddistinta da sensazioni di frutto e ciliegia sotto spirito, con qualche accenno di riduzione.
In bocca recupera l'impronta autentica, indirizzandosi su toni di forte impatto, rusticaneggianti e tipici, con frutto nero in evidenza, cacao amaro e lampone, lieve astringenza in chiusura.
Si giova di breve ossigenazione.

Rossobordò è ottenuto da clone di Grenache, nel gergo locale denominato Bordò, maturato 24 mesi in barrique e si presenta di color rosso granato con lieve trasparenza sul bordo e abbondante residuo sul fondo.
Naso austero, connotato da sentori empireumatici, frutta cotta e ossidazione.
In bocca è nerboruto e di lunga persistenza, tuttavia confermando l'andamento al limite della maderizzazione già evidenziato all'olfazione.
Marche Igt Rosso '14 Nuttolo - alcool 13% - circa € 9
Cantina Bastianelli
14 mesi di barrique per questo blend di Montepulciano, Lacrima di Morro d'Alba, Grenache (nel gergo locale Bordò) in percentuali paritarie, proposto dalla piccola azienda vinicola di Monte San Pietrangeli (Fm) nata nel 2011.
Poco concentrato alla vista, appare rosso rubino con trasparenza.
Naso mediamente intenso, contaddistinto da sentori vinosi e floreali, intercalati da ciliegia, sensazioni vegetali e terrigne.
Fase gustativa imperniata su toni polposi di piccoli frutti, con accenni sapidi e amaricanti in chiusura.
Vino di medio corpo, etichettabile come vino quotidiano.
In abbinamento su spezzatino di vitello con piselli.
Marche Igt Rosso '12 Boccascena - alcool 14% - circa € 15
Pantaleone
Montepulciano passato in barrique per 18 mesi, di color rosso rubino tendente al granato e dai toni di frutto nero maturo, marasca sotto spirito, sfumature vanigliate di legno piccolo, parimenti espressi sia al naso che al palato.
Impronta tipica, persistenza e spessore tannico, per questo vino rosso proveniente da un areale particolarmente vocato.
In abbinamento su selvaggina, costine d'agnello al forno.
post correlati:
Palazzo Bonafede

giovedì 1 dicembre 2016

Il grande viaggio nel vino italiano, Slow Food editore.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi di Staffolo ne “Il grande viaggio nel vino italiano”.
Esce il libro di Slow Food con 26 storie di eccellenza che raccontano il futuro dell’enologia del paese.
A rappresentare le Marche è la cantina La Staffa del giovanissimo Riccardo Baldi
comunicato stampa Italia nel Bicchiere
Ventisei tappe in altrettante aziende vitivinicole italiane d’eccellenza per raccontare il presente e il futuro dell’enologia del nostro paese.
E’ il percorso raccontato nel volume “Il grande viaggio nel vino italiano" (Slow Food Editore), che esce in questi giorni in libreria e racconta anche un angolo vocato delle Marche.
A rappresentare la regione del Verdicchio e del Pecorino, della Lacrima di Morro d’Alba, del Montepulciano e degli altri vitigni autoctoni dal grande potenziale distribuiti dal Metauro al Piceno è stata scelta l’azienda agricola La Staffa di Staffolo (Ancona) guidata da ventiseienne Riccardo Baldi.
Nel libro viene riscostruita la storia di Baldi, soprannominato “l’enfant prodige di Staffolo”, dal primo passo fatto nella vigna di famiglia avvenuto soli cinque anni fa, fino ai riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti con i due Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore “La Staffa” e “Rincrocca”, capaci di scalare le classifiche delle principali guide e riviste del settore in Italia, Stati Uniti e Inghilterra.
E’ stata davvero una bella sorpresa scoprire di essere stato scelto come azienda simbolo della crescita e delle prospettive dell’enologia marchigiana – commenta felice Riccardo Baldi – ed è un’importante iniezione di fiducia per proseguire lungo la strada intrapresa. Il mio Verdicchio si può riassumere con tre aggettivi: artigianale, biologico e classico. Il rispetto della tradizione e della natura, uniti a minimi interventi in vigna e in cantina, sono il modo in cui cerco di fare esprimere in pienezza il territorio di Staffolo in ogni bottiglia”.
Nel capitolo del libro in cui si parla delle Marche non mancano anche i riferimenti ad alcuni personaggi noti dell’enogastronomia locale, dal vignaiolo Lucio Canestrari della Fattoria Coroncino (sempre a Staffolo) al ristoratore Andrea Tantucci della Trattoria Gallo Rosso di Filottrano (An).
Il grande viaggio nel vino italiano
Pagine: 368
Prezzo al pubblico: € 29,90
Prezzo online: € 25,42
Prezzo soci Slow Food: € 23,92
Shop on line:
http://www.slowfoodeditore.it/it/slowbook/il-grande-viaggio-nel-vino-italiano-673.html

mercoledì 5 ottobre 2016

Slow Wine 2017, Marche

In attesa della presentazione Guida Slow Wine 2017 prevista a Montecatini (Pt) il 15 ottobre 2016 alle ore 15.00 presso Terme del Tettuccio (prezzo di partecipazione € 39 - € 29 soci Slow Food - comprendente copia Slow Wine 2017, copia di "oh com'è bella l'uva fogarina", numero di settembre di "Slow-rivista Slow Food", omaggio per una persona di partecipazione alla maxi degustazione), anteprima riconoscimenti regione Marche.
VINO SLOW
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Lauro 2013, Poderi Mattioli
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2013, Pievalta  
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Villa Bucci 2014, Bucci
Crismon 2013, Le Vigne di Franca
Falerio Pecorino Onirocep 2015, Pantaleone
Piceno Morellone 2011, Le Caniette
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Oche 2014, Fattoria San Lorenzo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Capovolto 2015, La Marca di San Michele
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Gaiospino 2014, Fattoria Coroncino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco 2015, Tenuta di Tavignano
Verdicchio di Matelica Collestefano 2015, Collestefano
Verdicchio di Matelica Gegè 2014, Cavalieri
Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2013, Bisci
GRANDE VINO
Bordò 2012, Poderi San Lazzaro
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Salmariano 2013, Marotti Campi
Conero Ris. Campo San Giorgio 2011, Umani Ronchi
Conero Ris. Sassi Neri 2012, Fattoria Le Terrazze
Offida Pecorino Falchetti 2015, San Michele a Ripa
Offida Rosso Ludi 2012, Velenosi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. L’Insolito 2014, Vicari
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2014, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Stefano Antonucci 2014, Santa Barbara
Verdicchio di Matelica Mirum Ris. 2014, Monacesca
VINO QUOTIDIANO
Lacrima di Morro d’Alba 2014, Stefano Mancinelli
Lacrima di Morro d’Alba Bastaro 2015, Tenuta San Marcello
Rosso Piceno 2015, Aurora
Rosso Piceno Sup. 2014, La Valle del Sole
Rosso Piceno Sup. Katharsis 2014, San Filippo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Paiole 2015, Tenuta dell’Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Cuprese 2015, Colonnara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2015, La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Qudì 2014, Roberto Venturi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Nicolò 2015, Brunori
Verdicchio dei Castelli di Jesi Isola 2013, Federico Mencaroni
Verdicchio di Matelica Del Cerro 2015, Belisario
Verdicchio di Matelica Terra Vignata 2015, Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2015, Marco Gatti


=legenda=

Vino Slow
(tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio).

Grande Vino
(livello assoluto).

Vino Quotidiano
(qualità-prezzo)

Chiocciole Slow Wine regione Marche
(riconoscimento all’azienda vinicola che si contraddistingue per incarnare a fondo lo spirito Slow; con l’edizione 2017 esclude quelle che ricorrono al diserbo chimico)
Andrea Felici
Aurora
Bucci
Collestefano
Fattoria San Lorenzo
La Staffa
Le Caniette
Pievalta

Commento a cura redazione Slow Wine
"Slow Wine ha visto cambiare e crescere il tessuto vitivinicolo marchigiano in modo evidente. Sette anni fa il comparto era sicuramente interessante e vasto, ma c’era minore uniformità qualitativa. Oggi il panorama è decisamente migliorato, la qualità è diffusa ed è aumentata sensibilmente, non c’è più uno sparuto numero di aziende molto note che assicurano costanza e ricevono riconoscimenti dalle principali guide di settore, ma abbiamo un quadro vivo e dinamico, che da nord a sud produce vini nitidi e rispondenti alle singole varietà. Ciò è avvalorato dalla crescente platea di produttori che in questi anni hanno conseguito ottimi giudizi da parte della critica nazionale e internazionale.
In questo contesto è interessante segnalare anche il ringiovanimento della classe produttiva. Negli ultimi anni sono state sempre più numerose le realtà familiari in cui le nuove leve hanno deciso di fare della viticoltura il loro futuro. Anziché “ricambio generazionale”, vogliamo definirlo “intelligente continuità contadina”.
Ci piace citare alcuni esempi, come Riccardo Baldi, Leo Felici, Simone Spinelli, Paolo Lucchetti, Marco Moroder, Giacomo Centanni, Gabriele Benedetti, Federico Mencaroni, i fratelli Vicari, Berluti, Vallorani, Chiucconi, Mattioli, Colletta e Bonci, le sorelle Di Nicolò, Pantaloni e potremmo continuare a lungo. In ognuna di queste aziende le nuove generazioni hanno portato linfa vitale, idee e freschezza produttiva.
Analizzando la crescita delle Marche vogliamo infine soffermarci sul costante incremento delle cantine che scelgono il biologico come metodo produttivo. Nel 2016 il trend di conversioni si è innalzato decisamente, addirittura del 30-40 per cento rispetto anche solo a 12 mesi prima. Non importa quali siano le ragioni, se di sensibilità ambientale dei vignaioli, di contributi a sostegno dell’attività o di mere esigenze commerciali (anche se noi ovviamente preferiamo la prima), sta di fatto che il suolo marchigiano è decisamente più “green”.
In conclusione, e senza entrare nel dettaglio di ogni singolo comparto, ci sembra opportuno spendere alcune parole sulle annate.
La 2015 è stata calda e perfetta sotto il profilo sanitario, ha permesso di ottenere vini molto pronti, ampi e già godibili. In qualche tipologia è risultata un po’ carente l’acidità, ma la qualità è emersa comunque in modo netto e diffuso.
La vendemmia 2014 è stata troppo presto iscritta nel libro nero dei millesimi piovosi e scarsi, difatti le etichette di Pecorino presentate dopo un anno di affinamento, le selezioni e le riserve di Verdicchio hanno mostrato strutture talvolta più esili ma non per questo carenti di eleganza e personalità, con acidità integrate e per nulla taglienti.
Il raccolto 2013 invece si è confermato meraviglioso soprattutto per i bianchi, fornendo equilibrio, sostanza, profondità e sicura longevità. Le ultime due annate citate ci consentono anche una riflessione sui vini rossi: la freschezza ha permesso di ottenere strutture meno concentrate, i produttori che hanno saputo raggiungere la giusta maturazione fenolica hanno portato nel bicchiere vini interessanti, in cui spiccano la beva e la fragranza del frutto.
Queste sono le Marche che presenta Slow Wine 2017, una realtà produttiva dinamica e in salute".

Info, prenotazione grande degustazione prevista a Montecatini Terme, accoglienza:
http://www.slowfood.it/slowine/slow-wine-2017-le-marche-realta-produttiva-dinamica-salute/