- Campo delle Oche Integrale 2018, Fattoria San Lorenzo TW-VS
- Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Kochlos 2022, Edoardo Dottori TW-VS
- Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Lauro 2021, Poderi Mattioli TW-VS
- Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Passolento 2021, La Marca di San Michele TW-VS
- Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2021, La Staffa TW-VS
- Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Michele 21 Massaccese 2021, Ca' Liptra TW-VS
- Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2021, Pievalta TW-VS
- Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Selezione Cimarelli 2022, Cimarelli TW-VS
- Cinabro 2020, Le Caniette TW
- Conero Ris. Sassi Neri 2020, Fattoria Le Terrazze TW
- Contrada Contro 2022, Contrada Contro TW-VS
- Falerio Pecorino Al Montenero 2022, Qunti TW-VS
- Falerio Pecorino Onirocep 2023, Pantaleone TW-VS
- Isra 2021, Maria Letizia Allevi TW
- Kurni 2022, Oasi degli Angeli TW
- Offida Pecorino Artemisia 2023, Tenuta Spinelli TW-VS-M
- Offida Pecorino Campo di Marte 2023, De Angelis TW-M
- Offida Pecorino Fiobbo 2022, Aurora TW-VS-M
- Offida Rosso Lupo del Ciafone 2020, San Filippo TW-VS-M
- Regina del Bosco 2021, Fattoria Dezi TW-VS
- Rosso Piceno Sup. 2021, Numa TW-VS-M
- Serrapetrona Estella 2021, Fattoria Duri TW-VS-M
- Skiants 2022, Fattoria Villa Ligi TW-VS
- Trebbien 2022, Valter Mattoni TW
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Vaglie 2023, Santa Barbara TW-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Andrea Felici 2023, Andrea Felici TW-VS-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Arsicci 2023, Fattoria Nanni TW-VS-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Bucci 2023, Villa Bucci TW-VS
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Cuprese 2022, Colonnara TW-VS-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Historical 2019, Umani Ronchi TW
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Insieme 2023, Terralibera TW-VS-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Jano 2023, Colle Jano TW-VS-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. L'Insolito 2022, Vicari TW-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Nicolò 2023, Campanelli TW-VS-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Versiano 2023, Vignamato TW-VS-M
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2022, Tenuta dell'Ugolino TW-VS-M
- Verdicchio di Matelica Collestefano 2023, Collestefano TW-VS-M
- Verdicchio di Matelica Gegè 2021, Cavalieri TW-VS-M
- Verdicchio di Matelica Ris. Senex 2018, Bisci TW-VS
- Verdicchio di Matelica Tenuta Grimaldi 2023, Tenuta Grimaldi TW-VS-M
- Verdicchio di Matelica Vertis 2022, Borgo Paglianetto TW
- Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2023, Marco Gatti TW-VS-M
venerdì 11 ottobre 2024
Slow Wine 2025, Marche
lunedì 19 settembre 2022
Slow Wine 2023, Marche
sabato 18 settembre 2021
Slow Wine 2022, Marche
venerdì 9 ottobre 2020
Slow Wine 2021, Marche
In edicola dal 14 ottobre 2020.
Arshura 2017, Valter Mattoni VINO SLOW
Bianchello del Metauro Sup. Tenuta Campioli 2019, Fiorini VINO QUOTIDIANO
Campo delle Oche Integrale 2015, Fattoria San Lorenzo VINO SLOW
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2017, La Staffa VINO SLOW
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2017, Pievalta VINO SLOW
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2017, Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Villa Bucci 2017, F.lli Bucci VINO SLOW
Di Gino 2019, Fattoria San Lorenzo VINO QUOTIDIANO
Falerio Pecorino Franco 2019, Officina del Sole
Falerio Pecorino Onirocep 2019, Pantaleone VINO SLOW
I Paoli 2019, Fiorano VINO QUOTIDIANO
Kurni 2018, Oasi degli Angeli
Lacrima di Morro d’Alba Da Sempre 2019, Vicari VINO QUOTIDIANO
Lacrima di Morro d’Alba Piramo 2018, Vigna degli Estensi VINO QUOTIDIANO
Lacrima di Morro d’Alba Sup. Orgiolo 2018, Marotti Campi VINO SLOW
Michelangelo 2016, Emanuele Dianetti
Offida Pecorino 2019, Tenuta Santori VINO QUOTIDIANO
Offida Pecorino Artemisia 2019, Tenuta Spinelli VINO QUOTIDIANO
Offida Pecorino Mida 2019, Maria Letizia Allevi VINO SLOW
Offida Rosso Lupo del Ciafone 2016, San Filippo VINO SLOW
Piceno Sup. Polisia 2016, Vigneti Vallorani VINO SLOW
Rosso Piceno Sup. 2018, Aurora VINO SLOW
Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2018, Saladini Pilastri VINO SLOW
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Arsicci 2019, Fattoria Nannì VINO QUOTIDIANO
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Conscio 2018, Accadia VINO SLOW
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Cuprese 2018, Colonnara VINO QUOTIDIANO
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ghiffa 2018, Cològnola – Tenuta Musone VINO QUOTIDIANO
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore 2018, Sparapani – Frati Bianchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2019, La Staffa VINO QUOTIDIANO
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2018, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Tre Ripe 2019, Pievalta VINO QUOTIDIANO
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vecchie Vigne 2018, Umani Ronchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2018, Tenuta dell’Ugolino VINO SLOW
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2018, Poderi Mattioli VINO SLOW
Verdicchio di Matelica 2019, Tenuta Colpaola VINO QUOTIDIANO
Verdicchio di Matelica Bisci 2019, Bisci VINO QUOTIDIANO
Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris. 2017, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Collestefano 2019, Collestefano VINO QUOTIDIANO
Verdicchio di Matelica Del Cerro 2019, Cantine Belisario VINO QUOTIDIANO
Verdicchio di Matelica Senex Ris. 2015, Bisci VINO SLOW
Verdicchio di Matelica Vertis 2018, Borgo Paglianetto VINO SLOW
Legenda:
Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio)
Vino Quotidiano (prezzo enoteca fino a 12 euro)
domenica 6 ottobre 2019
Slow Wine 2020, regione Marche
Arshura 2016, Valter Mattoni
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2016, La Staffa
Falerio Pecorino Onirocep 2018, Pantaleone
Offida Pecorino 2018, Tenuta Santori
Offida Rosso Barricadiero 2016, Aurora
Offida Rosso 2015, La Valle del Sole
Piceno 2017, Emanuele Dianetti
Piceno Sup. Morellone 2015, Le Caniette
Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2017, Saladini Pilastri
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Capovolto 2018, La Marca di San Michele
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Dominé Chiesa del Pozzo 2018, Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Qudì 2017, Roberto Venturi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Villa Torre 2018, Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2017, Poderi Mattioli
Verdicchio di Matelica Collestefano 2018, Collestefano
Verdicchio di Matelica Gegè 2016, Cavalieri
GRANDE VINO
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Salmariano 2016, Marotti Campi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Serra Fiorese 2015, Gioacchino Garofoli
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Tardivo Ma Non Tardo 2017, Santa Barbara
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2016, Andrea Felici
Conero Campo San Giorgio 2015, Umani Ronchi
Falerio Pecorino Franco 2018, Officina del Sole
Falerio Pecorino Servigliano P 2017, Fattoria Dezi
Kurni 2017, Oasi degli Angeli
Offida Rosso Ludi 2016, Velenosi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Grancasale 2017, Casalfarneto
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Talliano 2018, Mancini
Verdicchio di Matelica 2018, Colpaola
Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris. 2016, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Jera Ris. 2015, Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Millo Ris. 2016, Marco Gatti
Verdicchio di Matelica Senex Ris. 2010, Bisci
VINO QUOTIDIANO
Lacrima di Morro d’Alba Da Sempre 2018, Vicari
Lacrima di Morro d´Alba Fiore 2018, Lucchetti
Offida Pecorino 2018, Campo di Maggio
Pergola Aleatico Vernaculum 2018, Fattoria Villa Ligi
Rosso Piceno Sup. Katharsis 2017, San Filippo
Verdicchio Castelli di Jesi Cl. Sup. Luzano 2018, Marotti Campi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Piaole 2018, Tenuta dell’Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Lyricus 2018, Colonnara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Arsicci 2018, Fattoria Nannì
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2018, La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Pievalta 2018, Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Nicolò 2018, Brunori
Verdicchio dei Castelli di Jesi Di Gino 2018, Fattoria San Lorenzo
Verdicchio di Matelica Del Cerro 2018, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Terra Vignata 2018, Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2018, Marco Gatti
https://www.slowfoodeditore.it/it/guide-slow/slow-wine-2020-montecatini-9788884991234-850.html
Dieci anni fa, agli inizi della nostra avventura editoriale, le Marche si presentavano quasi monocolore e monovitigno. Il Verdicchio monopolizzava l’attenzione con una qualità media già elevata, con etichette intriganti e con una classicità produttiva ben radicata. I rossi da uve montepulciano presentavano invece ancora un’evidente opulenza e ricchezza strutturale, e la finezza era relegata a poche etichette. Cosa è successo in questo lasso di tempo? Innanzitutto è doveroso evidenziare l’allargamento della base produttiva: tanti nuovi piccoli produttori, in genere aziende famigliari o giovani che hanno scelto di investire nella viticoltura, sono la dimostrazione che nella regione c’è attivismo e soprattutto c’è fiducia per i progetti viticoli. Secondariamente annotiamo che le Marche del vino a distanza di 10 anni sono molto più bio: la quasi totalità delle aziende che Slow Wine visita ogni edizione ha intrapreso o concluso il percorso di conversione al biologico. Esaminando invece la qualità, oggi le Marche del vino ragionano al plurale. Il comparto del Verdicchio ha continuato sulla strada dell’ascesa qualitativa, ma al fianco di quella che abbiamo definito classicità espressiva oggi possiamo annoverare un’ampiezza di interpretazioni senza precedenti, con tanta voglia di continuare a sperimentare e crescere. Dal canto suo il Piceno ha consolidato la leadership del Pecorino, mettendo a fuoco una migliore interpretazione varietale. Le due più importanti novità sono legate al panorama dei vini rossi e ai vitigni autoctoni di minore diffusione. Nel primo caso è sicuramente aumentata la consapevolezza che l’opulenza e la sovraestrazione tannica sono valori che, in questo momento storico del vino mondiale, non incontrano più il favore del pubblico. Ciò che era quotidianità nel 2010 non lo è più oggi, e si ricercano vini di minore potenza e maggiore equilibrio e facilità di beva. Sicuramente il Piceno si è mosso con maggiore rapidità in questo senso, ma anche nel resto della regione ci sono segnali incoraggianti. Sul fronte autoctoni è indubbia la crescita intrapresa dal lacrima di Morro, dal ribona, dalla vernaccia di Pergola e dalla vernaccia di Serrapetrona. Le aziende stanno investendo su questi vitigni, compiendo un attento lavoro di ricerca: è aumentata la sensibilità tecnica al fine di garantire vinificazioni sempre più rispettose dei caratteri varietali e sono migliorati i risultati oggettivi, soprattutto nel comprensorio del Lacrima di Morro d’Alba e in qualche caso anche in quello del Ribona, dove è ancora evidente una forte diversità interpretativa. I territori del Pergola e di Serrapetrona hanno dimensioni e volumi produttivi ridotti, ma le potenzialità sono molte, e i risultati che si stanno intravvedendo sono un segnale di forte incoraggiamento. Dopo 10 anni di Slow Wine quindi le Marche del vino mostrano una faccia più solare, più rilassata: ci sono qualità diffusa e una maggiore attenzione dei consumatori verso questi territori, ma ciò non deve illudere i vignaioli, poiché il lavoro da fare è ancora molto e bisogna profondere sempre più energie.
martedì 23 ottobre 2018
Umbria in un Bicchiere 2018, Foligno
Il costo comprende il kit di degustazione (tasca con bicchiere, opuscolo cantine presenti e loro localizzazione), degustazioni libere al banco degli espositori, seminari con prenotazione obbligatoria max 30 persone.
Cibo di strada a pagamento.
Le cantine presenti alla presentazione della guida #slowine2019 a l'Umbria in un Bicchiere https://adobe.ly/2Akz7jP
Quest'anno due seminari didattici con degustazione gratuite per i partecipanti all'evento ma solo per 30 posti e con prenotazione obbligatoria.
1 - Seminario Didattico ore 17,30
Recupero e caratterizzazione del germoplasma viticolo autoctono per la valorizzazione del territorio Orvietano.
Sarà presente il Prof Paolo Storchi direttore unità di ricerca viticultura del CREA.
Link per prenotare http://bit.ly/2AkmJ3d
2 - Seminario Didattico ore 18,30
Il Vino Cotto della Valnerina una tradizione che guarda al futuro.
L' antica ricetta di un vino speciale raccontata da due generazioni.
Moderatore Gian Luca Diamanti, giornalista e blogger appenniniweb.it
Link per prenotare http://bit.ly/2NQAGcw
Sabato dalle ore 15:00 alle ore 21:00
Palazzo Candiotti, via Federico Frezzi, 06034 Foligno (Pg)
Organizzato da Condotta Slow Food Valle Umbra.
giovedì 4 ottobre 2018
Slow Wine 2019, Marche
VINO SLOW
Arshura 2015, Valter Mattoni
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2016, Pievalta
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2015, Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Villa Bucci 2016, Bucci
Falerio Pecorino Onirocep 2017, Pantaleone
Offida Pecorino 2017, Tenuta Santori
Offida Pecorino Fiobbo 2016, Aurora
Offida Pecorino Mida 2017, Maria Letizia Allevi
Piceno Sup. Morellone 2013, Le Caniette
Piceno Sup. Polisia 2014, Vigneti Vallorani
Regina del Bosco 2015, Fattoria Dezi
Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2016, Saladini Pilastri
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto di Tobia 2017, Col di Corte
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2016, Poderi Mattioli
Verdicchio di Matelica Gegè 2015, Cavalieri
Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2016, Bisci
GRANDE VINO
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Dino 2015, Filodivino
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Salmariano 2015, Marotti Campi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Sisto 2016, Fazi Battaglia
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Selva di Sotto 2015, La Staffa
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Tardivo Ma Non Tardo 2016, Santa Barbara
Kurni 2016, Oasi degli Angeli
Michelangelo 2015, Emanuele Dianetti
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore 2016, Sparapani – Frati Bianchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. L’insolito 2016, Vicari
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2016, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vecchie Vigne 2016, Umani Ronchi
Verdicchio di Matelica Meridia 2015, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Vertis 2016, Borgo Paglianetto
VINO QUOTIDIANO
Colli Maceratesi Ribona Pausula 2017, Cantina Sant’Isidoro
Lacrima di Morro d’Alba Fiore 2017, Lucchetti
Rosso Conero Julius 2016, Silvano Strologo
Rosso Piceno 2017, Aurora
Rosso Piceno Sup. Brecciarolo 2016, Velenosi
Rosso Piceno Sup. Katharsis 2016, San Filippo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Soteria 2016, Vigna degli Estensi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Piaole 2017, Tenuta dell’Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Lyricus 2017, Colonnara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Coste del Molino 2017, Tenute Pieralisi – Monteschiavo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2017, La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Suprino 2016, Broccanera
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2017, Marco Gatti
“Le Marche: una regione al plurale” recita un famoso spot istituzionale. In realtà è così anche dal punto di vista viticolo: da nord a sud una miriade di vitigni autoctoni, cresciuti e acclimatati sul territorio, danno vita a una pluralità di Denominazioni di Origine che le differenti caratteristiche pedo-climatiche rendono uniche. È anche questo uno dei motivi per cui le Marche del vino ci paiono una regione in salute, che probabilmente ha solo bisogno di maggiore convinzione da parte dei produttori e di un’ulteriore crescita sul piano della comunicazione – nonostante siano stati fatti passi da gigante – per far percepire il reale valore del territorio.
Il portavoce della regione nel mondo è senza dubbio il Verdicchio, declinato nelle due versioni territoriali dei Castelli di Jesi e di Matelica, che oramai da una quindicina di anni ha raggiunto uno standard qualitativo elevato, consolidandosi, e sa dribblare le bizze climatiche con colpi di tacco da manuale.
Lo segue da vicino il Pecorino, protagonista di una crescita strabiliante e che a nostro avviso, con l’unanime accordo dei produttori sul posticipo dei tempi di immissione in commercio previsti dal disciplinare, potrebbe rivelare in maniera ancora più concreta le sue reali potenzialità.
Sul versante dei vini rossi è scontato affermare che il Piceno è la culla del Montepulciano e del Sangiovese, che su queste terre trovano il loro habitat ideale in fatto di struttura e maturità aromatica e fenolica, garantendo sempre risultati convincenti, resi differenti solo dalle peculiarità stilistiche di ogni azienda.
Nel Conero invece il Montepulciano stenta ancora un po’, in particolare nella tipologia Riserva, spesso ancora priva delle necessarie definizione e finezza. Segni incoraggianti invece dal Rosso Conero, che in molti casi si è spogliato dell’eccessiva struttura e sta virando verso la facilità di beva e il frutto.
L’aromaticità del Lacrima di Morro d’Alba ha spesso creato barriere e diffidenze, che in verità sembrano legate a stereotipi poco fondati. Il vino ha sicuramente caratteri aromatici e gustativi particolari, ma è proprio qui che sta il suo valore: un tempo relegato a beva informale e fugace, oggi possiamo apprezzarlo a livelli qualitativi più elevati.
Tra i vitigni talvolta impropriamente definiti “figli di un Dio minore” non possiamo non occuparci del Ribona, uva bianca del maceratese che fino a poco tempo fa era relegata al ruolo di produttrice di vini di pronta beva. Ci sentiamo di affermare che non è così e grazie alla ricerca svolta negli ultimi anni il Ribona sta mostrando personalità, articolazione aromatica e longevità. Si era tentato di sdoganarlo dall’aurea di vino blando d’annata proponendo una variazione al disciplinare – che avrebbe introdotto la tipologia Superiore, in commercio a un anno dalla vendemmia, permettendogli così di esprimersi in tutta la sua complessità – ma le ritrosie di uno sparuto numero di aziende sono state sufficienti a far abortire il progetto. Auspichiamo che coloro che veramente credono in questa svolta qualitativa proseguano anche senza il riconoscimento ufficiale della Denominazione.
martedì 3 ottobre 2017
Slow Wine 2018, Marche
In attesa della presentazione di Montecatini, anteprima vini premiati dalla Guida Slow Wine 2018, regione Marche.
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| Pagine: 1120
Prezzo al pubblico: € 24
Prezzo online: € 20,40 (spedizione esclusa) Prezzo soci Slow Food: € 19,20 |
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Lauro 2015, Poderi Mattioli
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Rincrocca 2015, La Staffa
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. San Paolo 2015, Pievalta
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Vigna Il Cantico della Figura 2013, Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Villa Bucci 2015, Bucci
Falerio Pecorino Onirocep 2016, Pantaleone
Offida Pecorino Donna Orgilla 2016, Fiorano
Piceno Sup. Morellone 2012, Le Caniette
Piceno Sup. Polisia 2013, Vigneti Vallorani
Rosso Piceno Podere 72 2014, Poderi San Lazzaro
Rosso Piceno Sup. 2015, Aurora
Rosso Piceno Sup. Vigna Monteprandone 2015, Saladini Pilastri
Verdicchio di Matelica D’Antan 2015, Cavalieri
Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2015, Bisci
GRANDE VINO
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Plenio 2014, Umani Ronchi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Salmariano 2014, Marotti Campi
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Tardivo ma non Tardo 2015, Santa Barbara
Offida Rosso Ludi 2014, Velenosi
Offida Rosso Vignagiulia 2014, Emanuele Dianetti
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ghiffa 2015, Cològnola – Tenuta Musone
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. L´insolito 2015, Vicari
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco 2016, Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2015, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Qudì 2015, Roberto Venturi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2015, Tenuta dell´Ugolino
Verdicchio di Matelica Meridia 2014, Cantine Belisario
VINO QUOTIDIANO
Lacrima di Morro d´Alba Da Sempre 2016, Vicari
Offida Pecorino 2016, De Angelis
Rosso Piceno Sup. Katharsis 2015, San Filippo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Anno Uno 2016, Col di Corte
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Le Piaole 2016, Tenuta dell´Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Salerna 2016, Sparapani – Frati Bianchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Dominé Chiesa del Pozzo 2016, Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa 2016, La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Macrina 2016, Gioacchino Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Via Condotto 2016, Cològnola – Tenuta Musone
Verdicchio di Matelica Bisci 2016, Bisci
Verdicchio di Matelica Del Cerro 2016, Cantine Belisario
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2016, Marco Gatti
Presenta la tua ricevuta d'ordine direttamente all'ingresso il giorno della manifestazione per ritirare i libri e degustare i vini di Slow Wine.
Prezzo al pubblico € 45, soci Slow Food e Fisar € 35.
lunedì 3 aprile 2017
Il Piceno e il Pecorino, Slow Food editore.
L'incontro ha inaugurato la stagione 2017 di Artevinando (cartellone di eventi curato dall’associazione culturale Di Arte In Vino di Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche), i cui prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 6 maggio, sabato 13 maggio, domenica 14 maggio, sabato 8 luglio.
www.artevinando.com
info@diarteinvino.com
Nel corso del convegno, hanno relazionato:
-Giorgio Savini e Paola Cocci Grifoni, presidente e vice presidente Consorzio Tutela Vini Piceni
-Armando Falcioni, direttore Consorzio Tutela Vini Piceni
-Francesco Quercetti, curatore Marche Guida Slow Wine
-Marino Calvigioni, presidente associazione Di Arte in Vino
La discussione ha preso lo spunto dal libro, per inquadrare l'attività del Consorzio Vini Piceni, per ripercorrere la storia del vitigno Pecorino nelle Marche ed indicarne le prospettive.
Il Consorzio Vini Piceni è l'organismo cui spetta per legge l'attività di tutela e promozione delle denominazioni di riferimento: Falerio Doc, Falerio Pecorino Doc, Rosso Piceno o Piceno Doc, Terre di Offida Doc, Offida Docg.
La sua attività inerisce quindi al territorio marchigiano dell'ex provincia di Ascoli Piceno, oggi corrispondente per estensione a quelle di Fermo e di Ascoli Piceno.
In un territorio che ha storicamente prediletto gli uvaggi e per giunta a vocazione rossista come oggettivamente è sempre stato il sud della regione Marche, l'ampliamento della superficie vitata a Pecorino avvenuto in questi ultimi anni, se non altro fotografa il cambiamento di stile produttivo, oggi più rivolto all'esaltazione dei vini da monovitigno; al contempo però testimonia la rapida scalata delle produzioni verso i vertici della piramide qualitativa, poichè nell'arco di poco più di vent'anni si è passati dalla categoria più bassa di Vino da Tavola al riconoscimento della Docg.
Volendo fare un breve excursus, possiamo dire che furono Teodoro Bugari (pioniere dell'Associazione Italiana Sommelier nella regione Marche) e Guido Cocci Grifoni (fondatore dell'omonima azienda vinicola di Ripatransone) a riesumare negli anni '80 questo vitigno semi-abbandonato in quanto precoce e poco produttivo, ma che al Cocci Grifoni interessava come uva da taglio e migliorativa del Falerio Doc (la denominazione istituita nel 1975 prevede nell'uvaggio Trebbiano massimo 50%, Passerina massimo 30%, Pecorino massimo 30%, eventualmente altre uve a bacca bianca autorizzate nella zona per un massimo del 20%)
Esattamente nel 1982 a Pescara del Tronto (AP), tristemente balzata alle cronache per le vicende del terremoto agosto/ottobre 2016 in centro Italia, Guido Cocci Grifoni su invito e stimolo di Teodoro Bugari, individuò e selezionò le vigne produttive da cui poi trasse le marze che l'anno successivo portò nella sua azienda a Ripatransone per innestarle su piante di Passerina, per metà esposte a sud e per metà a nord.
Fu da quest'ultime che nel 1987 nacque il primo vigneto di Pecorino.
La dislocazione delle piante in zona di montagna favorì tale progetto di recupero, poichè l'epidemia di fillossera non arrivò in altura e risparmiò le piante a piede franco trovate negli anni '80 a Pescara del Tronto a 676 metri sul livello del mare; tali piante successivamente si acclimatarono in zona collinare adeguatamente esposta, a circa 250 metri di altezza.
Nel 1990 uscirono sul mercato le prime bottiglie di Pecorino classificate come Vino da Tavola, però con anno di vendemmia in etichetta, operazione non consentita dalla normativa; ciò portò paradossalmente l'azienda Cocci Grifoni che così bene aveva operato al servizio della biodiversità, al pagamento di sanzioni amministrative, non proprio beneauguranti, in occasione dell'esordio del nuovo vino.
Fu solo dal 1997 con l'istituzione dell'Indicazione Geografica Tipica (Marche Igt) che si potè scrivere l'annata in etichetta, ma il processo di sviluppo era ormai stato avviato e continuò inesorabile negli anni successivi con l'istituzione della Doc nel 2001 e della Docg nel 2011.
L'uva Pecorino presenta parametri alti per ciò che concerne ph, acidità, grado zuccherino e produce vini adatti all'invecchiamento, esprimendosi al meglio ad almeno un anno dalla vendemmia.
Ciò è sintomatico di potenziale notevole, tuttavia impegnativo, difficilmente domabile.
Allo scopo di risolvere le criticità legate al suo ricco bagaglio cromosomico, si è proceduto nel tempo ad una serie di sperimentazioni, volte ad arrotondare, a smussare le pungenze, inizialmente affidandosi alla cantina e ai legni, per poi indirizzarsi sulle vendemmie precoci e su una rimodulazione del rapporto tra operazioni di vigna e di cantina, in modo da non snaturare i caratteri varietali.
Il lavoro e la sperimentazione hanno portato ad avere oggi un quadro più chiaro.
Lo stesso confronto tra i relatori del convegno elpidiense ha permesso di inquadrare persino alcune prospettive di sviluppo.
Ad esempio oggi si comincia a sentire l'esigenza di qualche integrazione o rivisitazione dei disciplinari di produzione, sia per quanto riguarda il tema della differenziazione delle zone di produzione all'interno della macro area Piceno/Fermana, sia per quanto riguarda l'eventuale creazione di una tipologia nobile come ad esempio potrebbe essere la tipologia Riserva, commercializzabile a non meno di un anno dalla vendemmia; questa seconda operazione avrebbe lo scopo di contemperare le oggettive esigenze di mercato con la capacità d'invecchiamento propria della tipologia, posto che l'attuale disciplinare non tiene nel dovuto conto questo aspetto, nel momento in cui permette la commercializzazione già dalla primavera dell'anno successivo alla vendemmia.
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martedì 6 dicembre 2016
Giusto di Gusto 2016, degustazione vini rossi
Il tema della giustizia sociale legata al cibo è stato il filo conduttore dell'iniziativa.
Degustazioni, laboratori, incontri, mercati, contadini.
Nella giornata di sabato 17 settembre degustazione vini presso Palazzo Bonafede con la partecipazione di 11 aziende vinicole del territorio, alcune delle quali consolidate su standard di buon livello ed altre di recente costituzione in cerca di un'identità per il momento non bene definita.
Le degustazioni che abbiamo fatto di bianchi e di rossi, hanno alternato buone prove ad altre meno convincenti.
Ventaglio di profumi penetrante e diretto, contraddistinto da sentori d'amarena in confettura, da spezie, noce moscata, accenni idrocarburici e garrigue.
In bocca si conferma perfettamente ed è polposo, ricco di carica polifenolica, croccante sui toni del frutto nero maturo e della marasca sotto spirito.
Fine e corposo.
Ottiene i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d'Italia 2017 del Gambero Rosso.
Fase olfattiva contraddistinta da sensazioni di frutto e ciliegia sotto spirito, con qualche accenno di riduzione.
In bocca recupera l'impronta autentica, indirizzandosi su toni di forte impatto, rusticaneggianti e tipici, con frutto nero in evidenza, cacao amaro e lampone, lieve astringenza in chiusura.
Si giova di breve ossigenazione.
Rossobordò è ottenuto da clone di Grenache, nel gergo locale denominato Bordò, maturato 24 mesi in barrique e si presenta di color rosso granato con lieve trasparenza sul bordo e abbondante residuo sul fondo.
Naso austero, connotato da sentori empireumatici, frutta cotta e ossidazione.
In bocca è nerboruto e di lunga persistenza, tuttavia confermando l'andamento al limite della maderizzazione già evidenziato all'olfazione.
Poco concentrato alla vista, appare rosso rubino con trasparenza.
Naso mediamente intenso, contaddistinto da sentori vinosi e floreali, intercalati da ciliegia, sensazioni vegetali e terrigne.
Fase gustativa imperniata su toni polposi di piccoli frutti, con accenni sapidi e amaricanti in chiusura.
Vino di medio corpo, etichettabile come vino quotidiano.
In abbinamento su spezzatino di vitello con piselli.
Impronta tipica, persistenza e spessore tannico, per questo vino rosso proveniente da un areale particolarmente vocato.
In abbinamento su selvaggina, costine d'agnello al forno.
giovedì 1 dicembre 2016
Il grande viaggio nel vino italiano, Slow Food editore.
E’ il percorso raccontato nel volume “Il grande viaggio nel vino italiano" (Slow Food Editore), che esce in questi giorni in libreria e racconta anche un angolo vocato delle Marche.
A rappresentare la regione del Verdicchio e del Pecorino, della Lacrima di Morro d’Alba, del Montepulciano e degli altri vitigni autoctoni dal grande potenziale distribuiti dal Metauro al Piceno è stata scelta l’azienda agricola La Staffa di Staffolo (Ancona) guidata da ventiseienne Riccardo Baldi.
Nel libro viene riscostruita la storia di Baldi, soprannominato “l’enfant prodige di Staffolo”, dal primo passo fatto nella vigna di famiglia avvenuto soli cinque anni fa, fino ai riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti con i due Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore “La Staffa” e “Rincrocca”, capaci di scalare le classifiche delle principali guide e riviste del settore in Italia, Stati Uniti e Inghilterra.
“E’ stata davvero una bella sorpresa scoprire di essere stato scelto come azienda simbolo della crescita e delle prospettive dell’enologia marchigiana – commenta felice Riccardo Baldi – ed è un’importante iniezione di fiducia per proseguire lungo la strada intrapresa. Il mio Verdicchio si può riassumere con tre aggettivi: artigianale, biologico e classico. Il rispetto della tradizione e della natura, uniti a minimi interventi in vigna e in cantina, sono il modo in cui cerco di fare esprimere in pienezza il territorio di Staffolo in ogni bottiglia”.
Nel capitolo del libro in cui si parla delle Marche non mancano anche i riferimenti ad alcuni personaggi noti dell’enogastronomia locale, dal vignaiolo Lucio Canestrari della Fattoria Coroncino (sempre a Staffolo) al ristoratore Andrea Tantucci della Trattoria Gallo Rosso di Filottrano (An).
Il grande viaggio nel vino italiano
Pagine: 368
Prezzo al pubblico: € 29,90
Prezzo online: € 25,42
Prezzo soci Slow Food: € 23,92
Shop on line:
http://www.slowfoodeditore.it/it/slowbook/il-grande-viaggio-nel-vino-italiano-673.html
mercoledì 5 ottobre 2016
Slow Wine 2017, Marche
Aurora
Bucci
Collestefano
Fattoria San Lorenzo
La Staffa
Le Caniette
Pievalta
Commento a cura redazione Slow Wine
In questo contesto è interessante segnalare anche il ringiovanimento della classe produttiva. Negli ultimi anni sono state sempre più numerose le realtà familiari in cui le nuove leve hanno deciso di fare della viticoltura il loro futuro. Anziché “ricambio generazionale”, vogliamo definirlo “intelligente continuità contadina”.
Ci piace citare alcuni esempi, come Riccardo Baldi, Leo Felici, Simone Spinelli, Paolo Lucchetti, Marco Moroder, Giacomo Centanni, Gabriele Benedetti, Federico Mencaroni, i fratelli Vicari, Berluti, Vallorani, Chiucconi, Mattioli, Colletta e Bonci, le sorelle Di Nicolò, Pantaloni e potremmo continuare a lungo. In ognuna di queste aziende le nuove generazioni hanno portato linfa vitale, idee e freschezza produttiva.
Analizzando la crescita delle Marche vogliamo infine soffermarci sul costante incremento delle cantine che scelgono il biologico come metodo produttivo. Nel 2016 il trend di conversioni si è innalzato decisamente, addirittura del 30-40 per cento rispetto anche solo a 12 mesi prima. Non importa quali siano le ragioni, se di sensibilità ambientale dei vignaioli, di contributi a sostegno dell’attività o di mere esigenze commerciali (anche se noi ovviamente preferiamo la prima), sta di fatto che il suolo marchigiano è decisamente più “green”.
In conclusione, e senza entrare nel dettaglio di ogni singolo comparto, ci sembra opportuno spendere alcune parole sulle annate.
La 2015 è stata calda e perfetta sotto il profilo sanitario, ha permesso di ottenere vini molto pronti, ampi e già godibili. In qualche tipologia è risultata un po’ carente l’acidità, ma la qualità è emersa comunque in modo netto e diffuso.
La vendemmia 2014 è stata troppo presto iscritta nel libro nero dei millesimi piovosi e scarsi, difatti le etichette di Pecorino presentate dopo un anno di affinamento, le selezioni e le riserve di Verdicchio hanno mostrato strutture talvolta più esili ma non per questo carenti di eleganza e personalità, con acidità integrate e per nulla taglienti.
Il raccolto 2013 invece si è confermato meraviglioso soprattutto per i bianchi, fornendo equilibrio, sostanza, profondità e sicura longevità. Le ultime due annate citate ci consentono anche una riflessione sui vini rossi: la freschezza ha permesso di ottenere strutture meno concentrate, i produttori che hanno saputo raggiungere la giusta maturazione fenolica hanno portato nel bicchiere vini interessanti, in cui spiccano la beva e la fragranza del frutto.
Queste sono le Marche che presenta Slow Wine 2017, una realtà produttiva dinamica e in salute".
Info, prenotazione grande degustazione prevista a Montecatini Terme, accoglienza:
http://www.slowfood.it/slowine/slow-wine-2017-le-marche-realta-produttiva-dinamica-salute/

























