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venerdì 23 marzo 2018

Trekking urbano e pranzo in cantina, Tripendipity Travel Company

Tripendipity è una piattaforma online che organizza passeggiate, escursioni, tour enogastronomici, per valorizzare le attività turistiche e il territorio Marchigiano.
In occasione di Pasquetta lunedì 2 aprile 2018, Tripendipity vi aspetta a Monterubbiano (Fm) per un trekking urbano ed un gustoso pranzo in cantina, caratterizzato da prodotti tipici locali e da una selezione di vini della Cantina Castrum Morisci di Moresco (Fm).
Monterubbiano
photo by holidaysmarcheitaly.co.uk
Programma:
Ritrovo in piazza Eugenio Centanni, Monterubbiano (Fm), ore 11.
Si entra nel centro storico da porta S. Basso, che è uno degli accessi civici rimasti più inalterati dal Medioevo.
Si percorre internamente ed esternamente la cinta muraria del 1443-1446, eretta da Francesco Sforza, futuro primo Duca di Milano, in un percorso paesaggisticamente molto suggestivo, passando anche per il ghetto ebraico.
Successivamente si visiteranno le bellezze artistiche più interessanti di Monterubbiano: la gotica chiesa di S. Francesco, il teatro storico intitolato a Vincenzo Pagani, la chiesa di S. Agostino e la chiesa di S. Giovanni Battista Evangelista.
In centro città, ci sarà la possibilità di acquistare la tipica "tagliatella fritta", preparazione tipica di Monterubbiano per un veloce spuntino.
Terminato il trekking urbano ci dirigeremo a pranzare e a degustare i vini della cantina Castrum Morisci in contrada Molino18 a Moresco (Fm).
Menù:
- Antipasto con salumi e formaggi locali selezionati
- Polenta con bollito di osso buco
- Roastbeef e patate al forno
- Insalata
- Degustazione vini della cantina
- Dolce.
Lunedì 2 aprile 2018, dalle ore 11:00 alle ore 16:30.
RITROVO:
Piazza Eugenio Centanni, Monterubbiano (Fm) ore 11:00.
DURATA PASSEGGIATA:
1h 30m.
DIFFICOLTA' PASSEGGIATA:
Livello turistico, adatto ai bambini.
PREZZO:
€ 25.
PRENOTAZIONI:
WhatsApp: 3337244717
Email: tripendipity@gmail.com
Web: http://www.tripendipity.com/

domenica 30 agosto 2015

Maccheroni, cozze, pomodoro, rucola e pecorino.

Food and sailing al Circolo surf e vela Fermo.
Nel corso della cena conviviale di sabato 29/08/2015 Maurizio, velista romano e cuoco per passione, propone ai soci del Club la seguente ricetta:
"Tonnarelli con cozze, pomodoro pachino, rucola e formaggio pecorino romano".
Ingredienti per 40 persone:
4,5 kg. tonnarelli (maccheroni alla chitarra all'uovo secchi)
10-12 kg. cozze
1 litro olio extra vergine oliva
10 spicchi d'aglio rosso
1 peperoncino
2 kg. pomodoro pachino
1 bicchiere vino bianco secco
4 cucchiai concentrato di pomodoro
300 grammi rucola
400 grammi pecorino romano
sale q.b.
Procedimento:
Nella pentola per il sugo, fare imbiondire aglio tritato e peperoncino, in olio extra vergine oliva.
Aggiungere pomodoro pachino tagliato a metà, facendo asciugare l'acqua del pomodoro.
Aggiungere vino bianco secco e fare evaporare.
Aggiungere concentrato di pomodoro, cozze precedentemente cotte al vapore e sgusciate.
Fare in modo che il sugo sia abbastanza ristretto.
Nella pentola per la pasta, fare cuocere maccheroni alla chitarra all'uovo secchi (tonnarelli) in acqua salata, per una decina di minuti.
Rovesciare i tonnarelli al dente nella pentola del sugo e spadellare.
Servire nel piatto con rucola fresca e spolverata di formaggio pecorino romano.

mercoledì 21 gennaio 2015

Cucina di mare, vino rosè e bollicine.

A volte si ha l'opportunità di testare vini tipici, con forte legame territoriale, fuori dal loro contesto d'origine ed in abbinamento a piatti caratteristici di altre zone.
In questi casi può capitare che l'abbinamento cibo-vino appaia non ideale, indipendentemente dalla qualità oggettiva dell'uno o dell'altro elemento.
Tali difficoltà d'abbinamento possono essere oggettive oppure derivare da ragioni di tipo soggettivo, nel senso che le tradizioni alimentari dei diversi territori, possono indurre in abbinamento alcune tipologie di vini, escludendone altri, solo perchè in ogni territorio gli accoppiamenti cibo/vino si consolidano nella quotidianità ed è poi difficile far cambiare abitudini al palato.
Altresì è da rilevare come frequentemente sia proprio il legame territoriale tra cibo e vino a dimostrarsi in grado d'esaltare sia l'uno che l'altro.
Questa premessa mi serve per introdurre un incontro di qualche anno fa tra la cucina di mare di Porto San Giorgio (Fm) nelle Marche e i vini rosati del Salento e della Campania.
Un incontro rivelatosi positivo per la qualità dei vini e dei piatti, nonostante fossero tra essi emersi più punti di contrasto che di contatto.
In quella circostanza il rigore dell'abbinamento vino-cibo assunse una valenza decisamente inferiore rispetto all'occasione meramente conviviale ed edonistica.
Abbiamo degustato:
pesci lessi dell'Adriatico (gallinella, spigola, pesce s. pietro),
salmone marinato,
carpaccio di tonno affumicato,
mammelle di seppia lesse,
rana pescatrice arrosto,
cozze in guazzetto
rigatoni al sugo di
ricciola dell'Adriatico
zanchette romane o
sogliola dei poveri,
pescate in acque
di pertinenza croata
I vini:
Salento rosato igt '08-'09 Girofle, Azienda Monaci.
Brindisi doc rosato '08 Vigna Flaminio, Agricola Vallone.
Salento igt '09 Five Roses 66°anniversario, Leone de Castris.
Campania igt '09 Lacrimarosa, Mastroberardino.

Vini d'entrée:
Trento doc Talento rosè, Rotari
Franciacorta docg Saten '05, Ferghettina
tasting d'archivio:

giovedì 26 dicembre 2013

Stravizi Natalizi Marchigiani

- Natale in famiglia a Fermo, nelle Marche -
la gastronomia e il rito
Panettone farcito artigianale
Fristingo guarnito con torrone classico
                                     ricetta Fristingo
- ingredienti:
farina di tritello, farina bianca, fichi secchi, mandorle, noci, noce moscata, mosto cotto, bucce d'arancia, olio e zucchero.
- preparazione:
l'impasto al quale verranno aggiunte bucce d'arancia tagliate sottili, si fa con la farina di tritello, mischiata però con un po' di farina bianca (utilizzata in questo caso solo farina di tritello).
I fichi secchi tagliati a pezzetti, prima di aggiungerli alla massa, vanno tenuti a bagno per una notte, in modo da farli ammorbidire.
Nell'impasto vanno aggiunti anche mosto cotto, mandorle, noci e un po' di noce moscata.
Lasciato riposare un paio d'ore, l'impasto va sistemato dentro un testo già unto.
Si schiaccia per dargli uno spessore di 3 cm. circa.
Per guarnizione sopra al dolce si aggiungono mandorle intere, nonchè noci tagliate a metà.
Si mette il fristingo al forno per circa mezz'ora.
Per vedere se è cotto, basta infilzare un bastoncino d'ulivo nell'impasto.
Se esce asciutto, è pronto.
(tratto da "I racconti del piatto" - viaggio nella cucina contadina del Fermano - di Roberto Ferretti, edito da Zefirobooks).
"salato" del fermano, formaggio pecorino e crostoni di cavolo verza "strascinato".
- il cavolo viene prima fatto bollire e poi rigirato (strascinato) in padella con sale, pepe e pezzetti di pancetta o guanciale, già rosolati -
Cannoli farciti con spinaci e carne macinata; conditi con besciamella, parmigiano e mozzarella
Carrè di maiale farcito con spinaci, parmigiano, mortadella, prosciutto crudo, un uovo.
Servito con insalata russa.
Insalata russa
Fritto misto all'ascolana: olive, cremini, crocchette di pollo
Coscio d'agnello al forno.
Servito con patate al forno.
Vini del Fermano.
Azienda Agricola
Madonnabruna
Vernaccia di Serrapetrona Docg
Vino spumante dolce
Azienda Alberto Quacquarini
Ananas aromatizzato con stecca di vaniglia, cannella, anice stellato, buccia d'arancia
Preparazione menù a cura di:
Adriana, Katia, Nadia, Carla, Marisa, Bianca, Anna Laura.

mercoledì 13 febbraio 2013

Brodetto di Porto S. Giorgio in live video

Il "brodetto" è l’emblema della cucina di mare di Porto S. Giorgio.
In verità lo è in versioni differenti l'una dall'altra, per quasi tutte le città affacciate sul mare Adriatico che vantino una radicata tradizione peschereccia.
Questa zuppa di pesce infatti, nasce storicamente a bordo delle imbarcazioni, dove i pescatori se la cucinavano utilizzando le tipologie di pesce meno nobili, il cosiddetto "pesce povero", quello di più difficile commercializzazione.
La caratteristica principale del brodetto quindi, è il forte legame con la tradizione locale e col vissuto delle marinerie.
Proprio sulla base di questa valenza in qualche modo culturale e storica del brodetto sangiorgese, si sta ora intraprendendo un percorso di ricerca e documentazione, che dovrebbe portare entro l’anno, alla certificazione d’origine DECO (Denominazione Comunale d'Origine).
A questa iniziativa certamente finalizzata alla promozione del territorio, stanno lavorando: Assessorato al Turismo della città di Porto S. GiorgioCamera di Commercio di FermoProvincia di FermoAccademia Italiana della Cucina, Associazione culturale “Chi Mangia la Foglia”.
La preparazione del brodetto non presenta particolari difficoltà, nel momento in cui si abbia l’accortezza d’inserire in cottura, prima i pesci più tenaci e poi quelli più teneri.
La preparazione in video
You Tube channel:
Versione personalizzata brodetto (peperone non ammesso nella versione DeCo).
Fare soffriggere cipolla e peperoncino.
Togliere la cipolla dalla padella quando è bene imbiondita e metterla da parte.
Inserire in padella la seppia e farla cuocere per circa 15 minuti con un bicchiere di vino bianco.
Togliere la seppia dalla padella e inserirci un bicchiere d’aceto, peperoni e pomodori semimaturi verderossi, tagliati a pezzettoni; cuocere per una decina di minuti, poi toglierli dalla padella e metterli insieme alla cipolla messa da parte precedentemente.
Mettere ora in padella il pesce in due strati, intervallati dal composto di cipolla, pomodoro e peperone in precedenza preparato.
Salare e pepare ogni strato.
Coprire con coperchio e lasciare cuocere, prima a fuoco forte e poi a fuoco moderato.
La tempistica complessiva di tutte le operazioni, si aggira intorno all’ora e un quarto.
In questo caso sono state utilizzate otto tipologie di pesce: seppia, tracina, pesce prete, gallinella, gattuccio, rana pescatrice, ali di razza, mazzancolle, per circa kg. 2 e ½ complessivi.
In accompagnamento va servito pane bruscato, come da tradizione.

mercoledì 23 maggio 2012

David Palace Hotel di Porto San Giorgio e la cucina romana

Incontro gastronomico estemporaneo con i piatti tipici della cucina romana, organizzato dal “Club Tranquilli” di Porto Sant’Elpidio (Fm) e Porto San Giorgio (Fm), riservato ai soli soci.
Mission del Club (autofinanziato e no profit).
"Favorire e dare cadenza periodica ad incontri conviviali e degustazioni varie, allo scopo di rinsaldare legami tra soci ed essere occasione proficua per esperienze degustative non consuete nella quotidianità.
Dare rilievo all'aspetto meramente edonistico, considerato come centrale per la conoscenza di sé e degli altri e quindi necessario per migliorare il livello di qualità della vita di ognuno.
Essere cioè punto di aggregazione, per sviluppare rapporti umani, valorizzare cucina tipica e vino di qualità, organizzare appuntamenti ad hoc, degustazioni mirate, cene e serate conviviali.
Tutto all’insegna dell’assoluta spontaneità."
L’evento ha trovato la sua degna cornice a Porto S. Giorgio nei funzionali spazi del David Palace Hotel (4 stelle del gruppo Best Western).
L’Hotel dispone di tre sale da pranzo, per complessivi circa 250 coperti: due al primo piano (di cui la più piccola affacciata direttamente sulla piscina) e una terza al quinto piano, sulla terrazza panoramica coperta, di fronte al mare Adriatico e al porto turistico e peschereccio.
Appunto in questa terza spettacolare location è avvenuto l’incontro gastronomico tra marchigianità e cucina romana.
Il Menù
Entrèe:
centrotavola di fava fresca,
pecorino romano,
affettati di lonza di maiale.
Piatto di mezzo, servito in terracotta:
coda alla vaccinara,
trippa alla romana,
fagioli con le cotiche.
Chiusura:
spaghetti alla gricia,
bucatini all’amatriciana.
Dessert:
zuppa inglese dello chef in abbinamento a vino cotto marchigiano.
Vini.
Collio Doc
Pinot Grigio ’10
Isidoro Polencic
Rosso Piceno Doc
'06 Morellone
Le Caniette
Marche Igt
'08 Camerte
La Monacesca
coda alla vaccinara,
servita nel coccio
trippa alla romana
fagioli con le cotiche
e rosso piceno
spaghetti alla gricia
bucatini
all'amatriciana
dessert:
zuppa inglese
Una nota conclusiva a margine, prendendo spunto da quest'incontro gastronomico, per sottolineare come anche in ambito di hotellerie, sia strategico puntare sulle cucine tipiche.
A mio parere prestare attenzione alle tradizioni culinarie provenienti da vari territori, produce una serie di vantaggi: esercita appeal nei confronti del turista, evita il rischio dell'offerta standardizzata, è occasione di riqualificazione professionale per gli operatori del settore ristorazione.
David Palace Hotel
lungomare Gramsci sud 503
63822 Porto S. Giorgio (Fm)
http://www.hoteldavidpalace.it/