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martedì 12 aprile 2022

Marche Rosso Igt '20 Daidalos, Vigneti Santa Liberata

Siamo nell'ambito dei vini quotidiani, destinati al consumo di massa, alla portata di tutte le tasche e di tutti i palati, fascia di prezzo intorno a euro 10.
Ottenuto da uve merlot, petit verdot, sangiovese, vinificato in acciaio in modo tradizionale, si veste di rosso rubino, tendente al granato.
Frutto rosso ed essenze floreali, interludio pirazinico di tipo erbaceo, ribes e geranio, confezionano un quadro sottile, ben calibrato, ove nulla appare di troppo.
Parimenti in bocca l'impatto è tutt'altro che prepotente o a lunga gittata, edulcorato da prugna e lampone, rinfrescato dalla dotazione acidica, appena amaricante su note di rabarbaro con molta probabilità conferite dal petit verdot.
Tenuto conto dell'articolato blend e degli obiettivi non certo ambiziosi, mi pare di poter asseverare la pulizia gustolfattiva, i dosaggi calibrati, il buon lavoro dell'enologo o enologa.
In abbinamento su maccheroncini di Campofilone con ragù di carne, zuppa di lenticchie, salsicce e finocchiona.
Valutazione @avvinatore 86/100
Marche Rosso Igt '20 Daidalos
13% vol.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it

giovedì 9 dicembre 2021

Maremma Toscana Rosso Doc '14 Malombra, Frantoio La Pieve

Siamo in Toscana, nel cuore della Maremma Grossetana; qui opera dalla metà degli anni '50 la famiglia Petri, che nella Tenuta La Pieve svolge attività agrituristica, produce di olio extra vergine d'oliva e vino.
Questo vino è ottenuto da uve cabernet sauvignon, petit verdot, sangiovese e si presenta rosso granato cupo, con unghia aranciata sul bordo.
L'impronta è severa, del vino arrivato a piena maturità ma ancora integro e pulsante.
In evidenza i marcatori del vino datato, reviviscenze varietali: note idrocarburiche, catramose, frutto nero in macerazione, accenni di torrefazione, corteccia di china, rabarbaro.
In bocca conferma tale complessità, ma la ricchezza estrattiva non è tale da assorbire l'astringenza tannica, che caratterizza il finale e ridimensiona l'allungo.
In ogni modo, prova di tutto rispetto, soprattutto in considerazione dell'età e del favorevole rapporto qualità-prezzo; il prezzo di questo vino infatti non arriva alla doppia cifra.
Valutazione @avvinatore 88/100
In abbinamento su primi piatti al ragù di carne, coniglio alla cacciatora, formaggi stagionati.
Maremma Toscana Rosso Doc '14 Malombra
14% vol.
Frantoio La Pieve di Luca Petri & C. Sas
Via Italia, 5 - Loc. Arcille 58042 Campagnatico (Gr) - Toscana - Italy
Tel. 0564 1761626 - 0564 454333
Email: info@lapievemaremmatoscana.it
Web: https://fattorialapieve.it/

giovedì 2 gennaio 2020

Maremma Toscana Igt '07 Nectar Dei, Fattoria Nittardi

Questo Maremma Toscana Igt diventa Toscana Igt a partire dal 2011, anno dell'entrata in vigore del disciplinare di produzione della Denominazione d'Origine Controllata Maremma Toscana.
Nectar Dei è il vino principe di Fattoria Nittardi, azienda chiantigiana con sede a Castellina in Chianti (Si), con vigneti in Chianti Classico (15 ha) e Maremma (17 ha).
E' ottenuto da uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, in percentuali decrescenti, coltivate a Mongibello delle Mandorlaie, in zona vocata a 250 metri sul livello del mare, tra Scansano e Montiano nella Maremma meridionale.
Fermentato in acciaio, maturato per circa 20 mesi in barrique, affinato 9 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino carico, cupo, impenetrabile, tendente al granato, con residuo sul fondo.
Rivela doti di complessità in particolar modo nella fase olfattiva; ha impronta aristocratica, è materico e austero.
Quadro caratterizzato da note di confettura, frutto nero macerato, vaniglia e noce moscata, muschio e grafite, liquirizia a sprazzi.
Fase gustativa che pur mostrando segni di cedimento, indurita dal tannino in chiusura, lascia tuttavia ancora percepire lo stile nobile, l'antica eleganza.
L'abbondante residuo mi appare come la metafora dell'usura e dello svuotamento d'energie vitali provocati dall'inesorabile trascorrere del tempo in uomini, vini, cose.
Mi pare di poter dire che il vino abbia completato il ciclo evolutivo e si appresti alla parabola discendente.
Fascia di prezzo intorno a € 40.
In abbinamento preferibilmente su arrosti, selvaggina da piuma e da pelo, ma anche su altro non sfigura.
Abbinato su maialino al forno con patate
Maremma Toscana Igt '07 Nectar Dei
13,5% vol.
Nectar Dei è l'antico nome di Fattoria Nittardi, risalente al XVI secolo, quando fu proprietà dell'insigne artista Michelangelo Buonarroti: impegnato nell'affrescare la Cappella Sistina, attribuì questo nome ai vini della tenuta che donò ai Papi Giulio II e Leone X.
Dal 1982 Fattoria Nittardi è condotta da Peter Femfert, editore e gallerista di Francoforte, e da sua moglie Stefania Canali, storica dell'arte di origini veneziane.
Dal 2013 a coordinare l'attività d'impresa c'è il primogenito Leon Femfert.
Provando a riprodurre l'antico binomio tra arte e vino, anche per omaggiare l'illustre predecessore, gli attuali proprietari ogni anno invitano un artista di fama internazionale a cimentarsi nel disegnare l'etichetta e la carta seta del Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa.
Ne è scaturita nel corso degli anni una vera e propria collezione, costituita da decine di opere d'arte che, si annuncia in anteprima, saranno in mostra a partire da aprile 2020 presso Fondazione Marconi a Milano.
Fattoria Nittardi
53011 Castellina in Chianti (Si)
Tel: 0577 74 02 69
Fax: 0577 74 10 80
E-mail: info@nittardi.com
Web: http://www.nittardi.com/

venerdì 21 luglio 2017

Logonovo winery in Montalcino, Malbec e Toscana igt.

Nel 2003, quando Marco Keller, imprenditore che si divide tra Milano e Zurigo, acquistò all'asta la tenuta Logonovo a Montalcino in passato appartenuta alla Chiesa di Siena, una vera e propria enclave all'interno della tenuta Castelgiocondo di Frescobaldi, aveva in mente il progetto di un’azienda che sfruttasse un terroir ineguagliabile e incontaminato per realizzare “il vino che non c’era”.
Contro ogni logica di territorio, decise di non fare Brunello, piantò ex novo oltre al Sangiovese, Petit Verdot, Syrah, Merlot, Sagrantino e per ultimo 9.000 metri di Malbec con marze provenienti da piante secolari argentine ancora su piede franco.
Un piccolo vigneto quest'ultimo, con densità di impianto di 1 metro x 1 metro, con sistema di allevamento ad alberello che lui stesso definisce “assurdo” per la difficoltà di lavorazione ed i relativi costi, fornito di sistema d'irrigazione soprachioma.
Si trova proprio davanti alla sua casa e, forse perché è il più difficile tra i suoi progetti, è una specie di figlio più amato degli altri.
Nel frattempo costruisce una bella e funzionale cantina, completamente interrata, che diventa il suo centro operativo.
La tenuta dispone di 11 ettari vitati, condotti in biologico volutamente non certificato, con concimazione organica e sovescio.
Ho degustato due etichette: “Cinqueperlogonovo” che, come si evince dal nome, è un blend dei 5 vitigni principali in percentuali diverse a seconda dell’andamento di vendemmia, e "Vergena" ottenuto da uve Malbec.
Quest'ultima etichetta necessita di alcune precisazioni.
Con la vendemmia 2014 esce per la prima volta il frutto del vigneto Malbec (piantato nel 2010) che viene chiamato “Vergena” dal nome del podere dove si trovano casa e vigneto.
Si tratta di un blend con Merlot e Petit Verdot, perché il vigneto è al primo anno di produzione e sembrava necessitare di “aiuto”.
Stessa scelta per il 2015.
I risultati delle due vendemmie sono confortanti e dalla vendemmia 2016 il vino diventa 100% Malbec.
E’ il segno inequivocabile che la scelta di Marco Keller è giusta: quello di Montalcino è un terroir così formidabile che qualsiasi vitigno acquisisce un carattere unico.
Il Malbec è una varietà di origine francese, diffusa nel Bordolese, nella regione del Midi-Pirenei, nella Loira.
Molti viticoltori bordolesi hanno rinunciato a questo vitigno a favore dei caratteri più intensi del Merlot e in considerazione delle criticità di coltivazione, relative a colatura, marciume, peronospora, scarsa resistenza alle gelate.
Per questo motivo viene coltivato maggiormente nei climi caldi, dove questi problemi si presentano con minore frequenza.
Un vitigno che esprime al meglio il suo potenziale in territori calcarei e rocciosi, su terreni poco fertili e di alta quota, dando vita a vini densi, di colorazioni molto scure, tanto da essere stato soprannominato il vino nero, con buoni aromi fruttati e strutture tanniche abbastanza spiccate.

Nel 2016 arriva la proposta dei Marchesi Frescobaldi di acquistare l’azienda.
Marco Keller ci pensa a lungo, è un progetto cui è molto attaccato, forse quello più amato tra i tanti sviluppati in una vita costellata di successi.
Marco Keller, dopo 13 anni dalla fondazione, decide di vendere Azienda Agricola Logonovo ai Marchesi Frescobaldi, ma il piccolo vigneto di Malbec resta suo.
Adesso il progetto cambia e si sposta tutto sul Malbec e su "Vergena".
Azienda Agricola Logonovo
Località Castelgiocondo – 53024 Montalcino (SI)
tel. +39 335 211421
email: marco.keller@logonovo.it
www.logonovo.it
Note di degustazione:
Toscana Igt Rosso '14 Vergena
14%vol. - circa € 25

Ottenuto da uve Malbec, con saldo Merlot e Petit Verdot, ricco di polifenoli e antocianine, appare alla vista di color rosso rubino scuro, concentrato, impenetrabile, con sfumature viola.
Mix di profumi intenso, verticale, contraddistinto da sentori d'amarena e mirtillo, macchia mediterranea, bacche di ginepro, spezie dolci, radice di liquirizia.
In bocca è croccante di frutto e corposo.
La carica glicerica, il frutto rosso e nero già evidenziato all'olfazione, gli spunti vanigliati concessi dal legno piccolo, competono con le note verdi e tanniche del bagaglio varietale.
Ne risulta un quadro avvincente, voluttuoso, non sovrastrutturato.
Temperatura di servizio: 16° - 18°.
In abbinamento su selvaggina da pelo e da piuma, fagiano in salmì alla toscana.
Toscana Igt '14 Cinqueperlogonovo
14,5%vol. - circa € 25

Ottenuto da uve Sangiovese, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Sagrantino, appare alla vista di color rosso rubino scuro, concentrato, sfumato di porpora sull'unghia.
Bouquet di profumi mediamente intenso, dopo breve ossigenazione sviluppa più in ampiezza che in verticalità, connotato di sottobosco, cuoio, pelliccia, aspersioni catramose e pietra focaia, frutto nero macerato.
Al palato, dal composito uvaggio ci si aspetterebbe un quadro variegato, ricco di sfaccettature, di spunti caratteristici in qualche modo riconducibili ai pregi e difetti delle varietà o rivelatori di una qualche scelta di campo del produttore; viceversa in questa fase mi appare addirittura impeccabile, teso, ben bilanciato, ricco di frutto e d'amarena, alleggerito dalla carica acidica, con tannini fitti ma non aggressivi, tanto da farmelo etichettare più come esercizio di stile che come espressione di un territorio.
Temperatura di servizio: 16° - 18°.
In abbinamento su capretto al forno, cosce di pollo con porri, olive e paprika.

sabato 21 novembre 2015

Vittorini winery di Nico Speranza, Monsampietro Morico

Andando alla ricerca di cantine emergenti e poco conosciute della regione Marche, ci rechiamo a Monsampietro Morico (Fm) in territorio collinare, ad una trentina di chilometri dal Mare Adriatico, dove ha sede legale l'Azienda Vinicola Vittorini di Nico Speranza.
L'azienda nasce una decina d'anni fa, allorquando il giovane Nico Speranza, ricevuti i terreni in eredità dal nonno, decide di trasferirsi dalla natìa Verona a Monsampietro Morico per la gestione diretta delle proprietà.
L'estensione vitata è di appena 2,5 ettari dislocati a circa 540 metri d'altezza nel territorio amministrativo del limitrofo comune di Montelparo (Fm), coltivati con uve autoctone e internazionali, Pecorino, Incrocio Bruni 54 (incrocio di Verdicchio x Sauvignon), Montepulciano, Sangiovese, Petit Verdot, Marselan (incrocio di Cabernet Sauvignon x Grenache), per una produzione media annua di 8.000 bottiglie.
Le etichette attualmente in commercio sono due, si attestano su una fascia di prezzo compresa tra 10 e 12 euro e le abbiamo testate entrambe; tuttavia in fase d'affinamento, con prospettiva di commercializzazione nei prossimi mesi, ci sono anche due Riserve ottenute da uva Pecorino da vendemmia 2013.
vigneto Petit Verdot e Marselan
in fase di potatura
L'azienda di chiara impronta artigianale, si avvale della collaborazione dell'enologo Matteo Lupi a cui è affidato il compito di adeguare le tecniche di vinificazione, al frutto e alle variabili d'annata.
vigneto Incrocio Bruni 54
Dal colloquio avuto in occasione della visita, mi pare di poter dire che l'impostazione produttiva sia molto personale, non settaria, anzi vada a porsi, almeno per il momento, a metà strada tra i dettami della viticoltura convenzionale e quella attenta alla naturalità e alla sostenibilità ambientale, attingendo dalla prima per ciò che concerne l'utilizzo di lieviti selezionati, chiarifiche e filtrazioni, mentre dal bio in senso lato attinge per quanto riguarda energie rinnovabili, pannelli fotovoltaici, pompa di calore geotermica per gestione fermentazioni e affinamento, basso dosaggio di solforosa in cantina, rifiuto di prodotti di sintesi in vigna, utilizzo di rame e zolfo liquido per un massimo di 7-8 trattamenti all'anno, recupero di un prodotto obsoleto, per non dire arcaico, come lo zolfo ramato in polvere, dimostratosi più efficace nelle prime fasi di trattamento.
L'azienda è in fase di conversione al biologico e sarà a regime entro il 2016.
Etichette testate
Marche bianco Igt '14 - alcool 13,5%
(90% Pecorino - 10% Incrocio Bruni 54)
45 mg/l di solforosa totale e 15 mg/l di solforosa libera.
Si presenta alla vista di color giallo paglierino limpido, con riflessi verdi.
Buona la corrispondenza gustolfattiva e la risposta varietale su sentori di frutta fresca e vegetali, pera, banana, fiori di sambuco, foglia di pomodoro.
Gli 11 mesi sulle fecce fini allestiscono un quadro gustativo fresco, avvolgente, pulito, contraddistinto da note di lieviti, mineralità, toni agrumati e frutto a polpa bianca.
Vino già dotato di discreta finezza, pur non essendo ancora arrivato all'apice dell'arco evolutivo.
In abbinamento su cucina di mare, antipasti di pesce, spaghetti alle vongole, canocchie bollite.
L'annata difficile dal punto di vista meteo, ha portato a scelte enologiche diverse da quelle consuete; infatti questo vino è stato vinificato in riduzione, al fine di salvaguardare gli aromi dell'Incrocio Bruni 54, che è vitigno difficile, delicato, di maturazione precoce, soggetto a facili ossidazioni, che impegna il viticoltore in cure e attenzioni particolari anche nelle annate favorevoli, tant'è che secondo l'opinione di Nico Speranza, troverebbe miglior habitat in contesti pedoclimatici d'alta montagna.
Marche bianco Igt '14
Riserva '13 da uva Pecorino, grado alcolico circa 14,5%
Abbiamo testato in anteprima una delle due Riserve attualmente in affinamento e destinate ad essere commercializzate nei prossimi mesi.
Il vino si presenta impegnativo già alla vista, sui toni caldi del giallo paglierino carico e dotato di quadro organolettico di un certo spessore, caratterizzato da sensazioni di frutto a guscio, mineralità sferzante, nerbo citrino.
Vino destinato alla lunga conservazione.
anteprima Riserva '13
Marche rosso Igt '14 - alcool 13%
(80% Montepulciano con saldo Petit Verdot e Marselan)
Senza solforosa aggiunta (appena 3 mg all'imbottigliamento).
Andamento meteo annata 2014 particolarmente sfavorevole per le uve a bacca rossa.
Le pratiche di cantina hanno solo in parte consentito di porre riparo a tali criticità.
Le uve sono state sottoposte ad un breve periodo d'appassimento in fruttaia per 20 giorni, quindi i mosti sono stati fatti fermentare a bassa temperatura di 16° gradi centigradi, con successiva lunga macerazione di 30 giorni e microssigenazione; nonostante ciò il Petit Verdot non perfettamente maturo pur essendo stato vendemmiato a metà ottobre, ha stampato il suo marchio inesorabile sul quadro organolettico.
All'analisi emergono aromi selvaggi: naso respingente su note di riduzione, sensazioni verdi, acerbe, toni terrosi, tartufati.
In bocca recupera in parte: rimane il quadro rusticaneggiante, asprigno, autentico, oserei dire d'impostazione biodinamica, unito però ad un'apertura su note di lampone, frutti di bosco, fondi di caffè, sempre più evidenti dopo ossigenazione.
L'impressione è quella che possa migliorare con il riposo in bottiglia.
Vino da merende, da abbinare su salumi e formaggi o anche vino per l'estate, da bere semifreddo a 14°-16° gradi centigradi.
Delle 1500 bottiglie prodotte, ne rimangono disponibili circa 600.
Marche rosso Igt '14
Testato in altra occasione:
Marche Bianco Igt '14 Crocifisso - 14%vol. - circa € 14
Azienda Agricola Vittorini di Speranza Nico
via Ete 56, Monsampietro Morico (Fm)
Tel: 347 92 46 531
Web: http://www.vittorini.it/

domenica 18 gennaio 2015

Domodimonti vini

"La Cantina del Mese" è un'iniziativa di Ais Marche delegazione di Fermo
che cura e organizza le visite guidate in azienda.
Il primo appuntamento del 2015 ci porta in
contrada Menocchia a Montefiore dell'Aso (AP) nella regione Marche.
Qui ha sede la Società Agricola Domodimonti.
In tempi di delocalizzazione d’impresa, la vicenda Domodimonti si pone in assoluta controtendenza e denota tutta l’attrattività che il settore agroalimentare è in grado d’esercitare oggi, nei confronti dei capitali d’investimento.
La Società Agricola Domodimonti nasce all’inizio degli anni 2000 ad opera dei coniugi Francesco e Marisa Bellini, imprenditori farmaceutici canadesi d’origine italiana.
Il richiamo della terra natìa li convince ad investire prima in viticoltura e successivamente in ambito sportivo con l’acquisizione del pacchetto di maggioranza della società Ascoli Calcio.
Nel 2003 diventano proprietari di una vecchia cantina in contrada Menocchia a Montefiore dell’Aso (AP) ora trasformata in deposito-magazzino e ne realizzano ex novo un’altra a poche centinaia di metri di distanza.
Oggi Domodimonti è un’azienda vinicola moderna, con struttura architettonica a basso impatto ambientale/paesaggistico e dotata d’impianti di trasformazione tecnologicamente avanzati, con monitoraggio computerizzato delle operazioni di cantina.
L’estensione complessiva si aggira intorno ai 48 ettari, di cui 8 a oliveto e 30 a vigneto.
Quest’ultimi sono ripartiti nel territorio dei comuni di Montefiore dell’Aso (AP) e Massignano (AP) al confine con la provincia di Fermo e si trovano ad un’altezza compresa tra 50 e 250 metri sul livello del mare, su terreno prevalentemente argilloso ed esposizione sud.
Le uve coltivate sono sia locali che internazionali: Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot.
La produzione, destinata per l’80% al mercato estero in particolare canadese e statunitense, si aggira intorno alle 150.000-200.000 bottiglie all’anno, per 6 etichette con forbice di prezzi al consumo piuttosto ampia tra € 7 e € 49.
In occasione della visita abbiamo avuto modo di testarle tutte; in particolare 2 ci hanno favorevolmente impressionato:
Offida docg Pecorino '13 Li Coste - alcool 13% - circa € 12
Per il 20% affinato in barrique di primo passaggio.
Si presenta alla vista giallo paglierino limpido.
Al naso pomacea, fiori di tiglio e le spezie del legno piccolo.
In bocca è sapido, fresco, agrumato.
Ammorbidito dalla vaniglia del legno, trova un buon punto d'equilibrio tra parti dure e morbide.
Chiude con sensazione retrogustativa ammandorlata.
Marche igt Rosso '11 Passione e Visione
(Private Selection)
alcool 14% - circa € 49
Ottenuto da selezione accurata di uva Petit Verdot proveniente da impianti del 2005 relativamente recenti, può essere considerato come il vino di maggior prestigio di tutta la gamma: di grande longevità, destinato alla lunga conservazione.
Giunto alla seconda edizione prodotta in 7000 bottiglie, non viene commercializzato nelle annate sfavorevoli come pare che sia la 2014.
Affinato in barrique per periodi variabili da 14 mesi e oltre a seconda dell'annata e successiva maturazione di 10 mesi in bottiglia, si presenta nella sua veste più austera: rubino scuro, profondo, con riflessi granata.
Naso intrigante, intenso, contraddistinto da note di cuoio, radice bagnata, sottobosco, mineralità.
In bocca conferma la stessa fisionomia, evidenziando sensazioni vegetali, spezie, frutto nero maturo, rabarbaro e lieve astringenza in chiusura.
Vino di stampo bordolese, fine, complesso, con quadro gustolfattivo ricco ma non eccessivamente materico: avrebbe meritato un'analisi più attenta e articolata, ma la contingenza della visita non ha consentito di soffermarsi più di tanto.
Per i caratteri di sapidità, avvolgenza alcolica e persistenza, lo abbinerei su:
coniglio in porchetta

Domodimonti Srl Società Agricola | Europe
contrada Menocchia 212/A, Montefiore dell'Aso (AP)
tel: +39 0734 930010
fax: +39 0734 919498
email: info@domodimonti.com
web: www.domodimonti.com
Domodimonti | North America
275 Armand-Frappier Boulevard
Laval (Québec) H7V 4A7 - Canada
tel: +1 450 680 4586
fax: +1 450 680 4485
email: info@domodimonti.com
web: www.domodimonti.com

mercoledì 8 maggio 2013

Wine tasting Pelago Umani Ronchi, Infinito Wine Festival 2013.

Tra i vari appuntamenti previsti nel programma della 2^ edizione di "Infinito Wine e Food Festival" http://www.infinitowinefestival.it/ svoltosi nei giorni 27-28-29 aprile 2013 presso il Palazzo Comunale di Recanati (Mc), un ruolo di primo piano e qualificante per l'intera manifestazione lo hanno certamente svolto le degustazioni in verticale di alcune etichette tra le più rappresentative del panorama enoico marchigiano.
Tali appuntamenti degustativi, sono stati occasione utile per porre sotto la lente d'ingrandimento l'evoluzione delle singole etichette, le differenze legate all'annata e i caratteri comuni, le uve utilizzate e le scelte di vinificazione.
In modo da offrire un quadro informativo fedele dei vini proposti, del contesto aziendale e del terroir di riferimento.
Nella giornata di domenica 28 aprile, erano tre le verticali in programma, con protagonisti vini rossi regionali: Pelago di Umani Ronchi, Dorico di Moroder, Ciacco da Colmone di Fattoria Colmone della Marca.
Il primo wine tasting, ha preso in esame quattro annate di un vino prestigioso, sia a livello nazionale che internazionale, come il Marche rosso igt Pelago di Umani Ronchi, nelle edizioni: 2006-2001-1998-1994: edizioni elaborate negli aspetti enologici da Giacomo Tachis fino al 2001 e da Beppe Caviola successivamente.
Il tasting recanatese è stato curato da Carlo Cambi (direttore artistico dell'evento) per la parte inerente la descrizione dei caratteri organolettici e da Monica Ippoliti (responsabile commerciale dell'azienda vinicola Umani Ronchi) per quanto riguarda i dati informativi relativi all'andamento stagionale d'annata.
Marche rosso igt Pelago '06.
Color sangue di piccione impenetrabile.
Materico e vivo alla vista.
Bouquet di profumi interessante e caldo, giocato su toni di macchia mediterranea, mineralità, vaniglia, note vegetali.
In bocca toni meno soavi.
Sensazioni di ciliegia, quasi amarena, si mescolano con quelle vegetali, per un finale persistente, tendente all'amaricante.
Più improntato all'eleganza che alla muscolarità.
Enologo Beppe Caviola.
(Tasting di questa stessa annata, di un paio d'anni fa:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2011/11/pelago-06.html ).
Marche rosso igt Pelago '01.
Ultima annata curata da Giacomo Tachis.
Colore granato scuro, con cenno di ramato sull'unghia.
Intenso e complesso al naso, con note di sottobosco, erbe aromatiche, humus.
Al palato conferma tutte queste sensazioni di macchia mediterranea.
Molto espressivo, corposo, quasi masticabile.
Il tannino più incisivo rispetto alla '06, sta ha segnare la linea di demarcazione e il diverso stile tra l'impostazione di Tachis e quella di Caviola.
Inoltre mentre la '06 attacca in dolcezza per chiudere su toni amaricanti, la '01 fa il percorso esattamente contrario.
In ogni modo, estremo equilibrio tra parti dure e morbide.
Molto persistente.
Grande annata.
Marche rosso igt Pelago '98.
Colore granato profondo, concentrato, per nulla stanco.
Molto austero al naso e complesso, con note vegetali e poi cuoio, caffè, tabacco, pelliccia, sfumature di frutto rosso e note selvatiche.
Forse meno intenso delle precedenti annate in questa fase.
Grande equilibrio in bocca.
Materico e fine.
Rotondo, armonico, minerale.
Molto persistente e di estrema eleganza: fa di questo secondo aspetto la sua dote primaria.
Matura nel corso degli anni un'evoluzione sorprendente, addirittura inaspettata per gli stessi addetti ai lavori.
Grande annata.
Marche rosso igt Pelago '94.
Colore granato scuro con unghia ramata.
Austero al naso.
Carnoso di frutto nero macerato e note selvatiche di corbezzolo e pelliccia.
Perfettamente armonico e croccante nonostante l'età.
In bocca è cremoso, morbido, con evidenze di cioccolato bianco e macchia mediterranea, ma anche fresco e gioviale di frutto.
Le note erbacee del Cabernet Sauvignon, sono quasi sovrastate dalla polpa fruttata del Montepulciano.
Opulento, materico, elegante.
Annata rara: prodotte infatti appena 6.000 bottiglie (20.000 circa nelle successive), per quest'annata a suo tempo pluripremiata e di grande prestigio internazionale.
Caratteristiche comuni alle varie annate.
Grande souplesse, linearità, consistenza e persistenza per quanto riguarda il corpo del vino.
Frutto rosso, corbezzolo, note selvatiche, humus, pelliccia, per quanto riguarda i descrittori rilevabili al tasting.
L'uvaggio del Pelago si basa su una percentuale pressochè fissa di circa 50% di Montepulciano e 50% di altre uve da blend bordolese come Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, in percentuali variabili a seconda dell'andamento stagionale.

Umani Ronchi - Osimo (AN).
http://www.umanironchi.com/en/

Post correlato: http://vinidiconfine.blogspot.it/2013/05/infinito-wine-festival-2013-recanati.html