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sabato 16 febbraio 2019

Montefalco Sagrantino '12 Collepiano, Arnaldo Caprai

In premessa alcune informazioni di base su Montefalco Sagrantino Docg e Montefalco Doc, due denominazioni della regione Umbria che insistono sulla stessa area, corrispondente all'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia, per complessivi circa 1.000 ettari vitati e una produzione di oltre 5.000.000 di bottiglie.
La denominazione Montefalco Sagrantino fu approvata a Doc con decreto del 1979 e divenne a Docg con decreto del 1992, più volte modificato fino al 2014.
Base ampelografia esclusivamente uva Sagrantino.
Sono previste due tipologie, "secco" e "passito", che devono essere sottoposte ad invecchiamento minimo di 33 mesi a decorrere dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve, di cui, per la sola tipologia "secco", almeno 12 in legno di rovere.
E' previsto per entrambe le tipologie, un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi.
Gradazione minima 13% per la tipologia "secco", 18% per la tipologia "passito".
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a 610 ettari, per una produzione di circa 2.000.000 di bottiglie.
Si possono fare diverse ipotesi sull'origine del nome "Sagrantino", che sarebbero in ogni caso riconducibili all’ambito del sacro e del religioso, poichè tale uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti liturgici, inoltre perché anticamente era il vino che il contadino tirava fuori in occasione delle ricorrenze religiose, Pasqua e Natale.
Montefalco (Pg)
torre campanaria
La Doc Montefalco viene istituita nel 1979, successivamente modificata più volte fino al maggio 2016.
Il nuovo disciplinare della Doc Montefalco entrato in vigore dalla vendemmia 2016 è riferito a 4 tipologie di vino:
– Montefalco Bianco Doc – Montefalco Grechetto Doc – Montefalco Rosso Doc – Montefalco Rosso Doc Riserva.
• Montefalco Bianco Doc, uva Trebbiano Spoletino non inferiore al 50%; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Grechetto Doc, minimo 85% uva Grechetto; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Rosso Doc, uva Sangiovese dal 60 al 80%, uva Sagrantino dal 10 al 25%, altre uve rosse come da elenco regionale da 0 a 30%.
Il periodo di invecchiamento obbligatorio in quest'ultima tipologia è di almeno 18 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, mentre per il rosso “Riserva” occorrono almeno 30 mesi con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui 12 in botti di legno.
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 410 ettari, per una produzione di circa 3.900.000 bottiglie.
barricaia Caprai
Ennesima conferma per questa prestigiosa etichetta di Montefalco Sagrantino Docg Collepiano dell'annata 2012.
Occorre premettere che l’uva Sagrantino, autoctona della regione Umbria, quasi scomparsa dai vigneti umbri negli anni ‘60, fu recuperata grazie all’impegno di alcuni coraggiosi vignaioli.
Arnaldo Caprai, riconosciuta oggi come azienda leader nella produzione di Sagrantino, fu tra gli artefici della sua riscoperta all’inizio degli anni ’70.
Il vitigno dà origine a vini tannici, potenti, ricchi di polifenoli e antocianine, adatti all'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Collepiano esalta tali caratteri.
Maturato in barriques per 22 mesi, affinato per 8 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino profondo, impenetrabile.
Quadro complesso, dinamico, si modifica con l'ossigenazione.
I descrittori colgono l'evidenza della ciliegia sotto spirito e l'ampio corollario fatto di spezie, liquirizia, sentori animali e muschiati, cuoio, frutto nero in confettura, accenni fumèe e polvere di caffè in retrogustativa.
Poderoso e fine, gratifica a lungo il palato.
Il calibrato uso dei legni si rivela essenziale per addomesticare la prorompenza tannica che caratterizza il finale.
Riceve il massimo riconoscimento dalle principali guide vini 2017 italiane.
In abbinamento su:
coscio d'agnello al forno
località Torre di Montefalco, 06036 Montefalco (PG)
Tel. 0742/378802 - Fax 0742/378422 - email: info@arnaldocaprai.it

sabato 30 settembre 2017

Montefalco Sagrantino Collepiano '03, Arnaldo Caprai winery.

La degustazione di questa preziosa bottiglia di Montefalco Sagrantino Docg, mi offre lo spunto per fornire alcune informazioni di base su Montefalco Sagrantino Docg e Montefalco Doc, due denominazioni della regione Umbria che insistono sulla stessa area, corrispondente all'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia.
Montefalco Sagrantino Docg '03
Collepiano
alcool 14,5% - circa € 35
La denominazione Montefalco Sagrantino fu approvata a Doc con decreto del 1979 e divenne a Docg con decreto del 1992, più volte modificato fino al 2014.
Base ampelografia esclusivamente uva Sagrantino.
Sono previste due tipologie, "secco" e "passito", che devono essere sottoposte ad invecchiamento minimo di 33 mesi a decorrere dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve, di cui, per la sola tipologia "secco", almeno 12 in legno di rovere.
E' previsto per entrambe le tipologie, un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi.
Gradazione minima 13% per la tipologia "secco", 18% per la tipologia "passito".
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 610 ettari, per una produzione di oltre 2.000.000 di bottiglie.
Si possono fare diverse ipotesi sull'origine del nome "Sagrantino", che sarebbero in ogni caso riconducibili all’ambito del sacro e del religioso, poichè tale uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti liturgici, inoltre perché anticamente era il vino che il contadino tirava fuori in occasione delle ricorrenze religiose, Pasqua e Natale.
Montefalco (Pg) centro storico:
torre campanaria
La Doc Montefalco viene istituita nel 1979, successivamente modificata più volte fino al maggio 2016.
Il nuovo disciplinare della Doc Montefalco entrato in vigore dalla vendemmia 2016 è riferito a 4 tipologie di vino:
– Montefalco Bianco Doc – Montefalco Grechetto Doc – Montefalco Rosso Doc – Montefalco Rosso Doc Riserva.
• Montefalco Grechetto Doc, minimo 85% uva Grechetto; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria
• Montefalco Bianco Doc, uva Trebbiano Spoletino non inferiore al 50%; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria
• Montefalco Rosso Doc, uva Sangiovese dal 60 al 80%, uva Sagrantino dal 10 al 25%, altre uve rosse come da elenco regionale da 0 a 30%.
Il periodo di invecchiamento obbligatorio è di almeno 18 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, mentre per il rosso “Riserva” occorrono almeno 30 mesi con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui 12 in botti di legno.
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 410 ettari, per una produzione di circa 3.900.000 bottiglie
barricaia Caprai
Veniamo ora alla scheda degustazione Montefalco Sagrantino Docg '03 Collepiano.
Occorre premettere che l’uva Sagrantino, autoctona della regione Umbria, quasi scomparsa dai vigneti umbri negli anni ‘60, fu recuperata grazie all’impegno di alcuni coraggiosi vignaioli.
Arnaldo Caprai, riconosciuta oggi come azienda leader nella produzione di Sagrantino, fu tra gli artefici della sua riscoperta all’inizio degli anni ’70.
Il vitigno dà origine a vini tannici, potenti, ricchi di polifenoli e antocianine, adatti all'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Collepiano esalta tali caratteri.
Maturato in barriques per 22 mesi, affinato per 8 mesi in bottiglia, si presenta rosso granato profondo, impenetrabile.
La lunga ossigenazione risulta basilare per un vino di quest'età.
In ogni caso, sia di primo acchito che a distanza di tempo, predomina l'impronta empireumatica.
Toni smaltati, pirazine, pietra focaia e catrame, sentori tartufati, torrefatti, sovrastano il frutto nero in confettura che appare defilato sullo sfondo.
Il quadro complesso e austero, carica l'aspettativa.
In bocca il sorso è avvincente.
Il frutto è ricco, godurioso, emergono persino toni di ribes rinfrescanti, in retrogusto accenni di liquore al caffè, la carica acidica è ancora palpabile, il tannino è poderoso e parte integrante del corredo varietale.
L'annata calda e siccitosa, per molti versi affine a quella attuale, ha implementato il già ricco bagaglio genetico e la capacità d'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Docg Collepiano è la seconda etichetta per prestigio della gamma aziendale, dopo Montefalco Sagrantino 25 Anni; tuttavia fu Collepiano ’03 e non 25 Anni ’03 a ricevere il massimo riconoscimento dalle principali guide vini italiane edite nel 2007.
Temperatura di servizio 18°-20° C.
In abbinamento su selvaggina da pelo e da piuma, stracotto di pecora, costata di scottona al pepe verde, carrè di maialino arrosto glassato al miele di caffè e purea di radici di cicoria.
località Torre di Montefalco, 06036 Montefalco (PG)
Tel. 0742/378802 - Fax 0742/378422 - email: info@arnaldocaprai.it
http://www.arnaldocaprai.it/

sabato 3 giugno 2017

Vinitaly Tasting, Vini Rossi del Centro Italia

In occasione di Vinitaly 2017 svoltosi a Verona dal 9 al 12 aprile, ho visitato il padiglione “Vinitaly Tasting – The DoctorWine Selection”, lo spazio curato da Daniele Cernilli in collaborazione con Vinitaly, giunto alla sesta edizione.
Nell’area c’è stata la possibilità di degustare da dispenser o serviti dai sommeliers, un centinaio di vini di produttori presenti anche in una sola delle 3 edizioni della Guida Essenziale ai Vini d'Italia e/o recensiti su www.doctorwine.it
Così come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno sono stati organizzati seminari, condotti da DoctorWine (Daniele Cernilli) in persona o da un collaboratore del team DoctorWine e ogni partecipante ai seminari è stato omaggiato di una copia della Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2017.
Nella giornata di domenica 9 aprile, ho partecipato al seminario “Red Wines from central Italy - I ROSSI DEL CENTRO”, guidato da Livia Belardelli, collaboratrice della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2017.
Abbiamo degustato 11 vini di aziende vinicole dell’Italia centrale:
1) Il Feuduccio – Abruzzo - Montepulciano d’Abruzzo Anteprima ’14 Da vigneti posti a 460 metri d’altezza. Vinificato in acciaio e legni di diverse dimensioni. Rosso rubino tendente al porpora. Naso mediamente intenso. Vino di medio corpo, tendenzialmente fresco e fruttato, snello.
2) Di Majo Norante – Molise – Molise Don Luigi Riserva ’13 Montepulciano con saldo Aglianico 10%. 18 mesi in barrique. Biologico certificato. Rosso rubino compatto. Mediamente intenso al naso. Più grasso del precedente, con tannino pronunciato. Ritorni balsamici avvolgenti.
3) Tenuta di Fiorano – Lazio – Fiorano Rosso ’11 Cabernet Sauvignon 65%, Merlot 35%. 30 mesi in botti di rovere da 1000 litri. Rosso granato. Mediamente intenso al naso. Fine al palato. Vino pulito. Spezie, sapidità.
4) Falesco – Lazio – Montiano 2014 Merlot. Rosso rubino sfumato di porpora. Quadro ricco di frutto, con tannino evidente in chiusura, tuttavia non opulento e per questo motivo da considerarsi anomalo rispetto a precedenti annate.
5) Argiolas – Sardegna – Cannonau di Sardegna Senes Riserva ’13 Dedicato al fondatore di Argiolas. Rosso granato. Ricco di frutto sia al naso che al palato con note di macchia mediterranea in bella evidenza. Ottimo dal mio punto di vista.
6) Sella&Mosca – Sardegna – Marchese di Villa Marina ’10 Cabernet Sauvignon. Rosso granato. Esplosione di toni erbacei sia al naso che in bocca, ma non mi pare un vino opulento né lungo.
7) Lungarotti – Umbria – Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva ’10 Sangiovese. 1 anno in botte e 5 anni in bottiglia. Rosso granato cupo. Frutto maturo al naso e grande finezza per questo cru. Tannino vibrante in chiusura. Grande longevità. Ottimo dal mio punto di vista.
8) Rocca di Frassinello – Toscana – Maremma Toscana Rocca di Frassinello ’13 Sangioveto 60%, Merlot 20%, Cabernet Sauvignon 20%. Joint venture con Castellare di Castellina e Baroni di Rothschild. Rosso granato. Frutto maturo, fine, elegante. Visciola e amarena al naso, mentre in bocca emergono note piraziniche, torrefatte. Ottimo dal mio punto di vista.
9) Velenosi – Marche – Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare ’13 Montepulciano 70%, Sangiovese 30%. Rosso rubino carico. Mediamente intenso al naso, frutto macerato, tabacco. In bocca è evidente la nota fruttata e la visciola. Maturo e succoso.
10) Casale del Giglio – Lazio – Mater Matuta ’13 Syrah 85%, Petit Verdot 15%. Rosso rubino compatto. Frutto al naso, amarena, spezia dolce, rabarbaro che tornano in bocca in bella continuità. Vino opulento, croccante di frutto.
11) Arnaldo Caprai – Umbria – Montefalco Sagrantino 25 Anni ’12 Top di gamma aziendale. 24 mesi in barrique. Rosso granato con bordo aranciato. Sentori terziari al naso, speziato e con sentori d’amarena. In bocca note piraziniche e frutto maturo confezionano un quadro materico, tuttavia sovrastato, oserei dire nettamente, dal tannino graffiante. Un vino per uomini duri.

sabato 4 giugno 2011

Storia e sapori dell'Umbria.

Tour enogastronomico/culturale in tre tappe, organizzato da Condotta Slow Food del Fermano, alla scoperta di storia e sapori dell’Umbria.
Prima tappa a Torgiano (PG) presso la Fondazione Lungarotti, per visitare i Musei dell’Olio e del Vino: un tuffo nell'archeologia vinicola e olivicola dei primordi, per ritrovare le radici perdute.
Terminata la visita, il gruppo si sposta presso l’adiacente Osteria del Museo, per una degustazione guidata di tre vini dell'Azienda Vinicola Lungarotti.
Bianco di Torgiano doc Torre di Giano ’10 (70%trebbiano,30%grechetto) dalle note agrumate, di mela verde e fiori di zagara.
Castel Grifone igt ’10 rosè, da uve sangiovese e canaiolo, fruttato e sapido, come il precedente: adatto come entrèe, aperitivi, wine bar, finger food.
Rosso di Torgiano doc ’07 Rubesco (70%sangiovese, 30%canaiolo), affinato in tonneau per un anno e successivo anno e mezzo in bottiglia, di buona intensità olfattiva, incentivata dal sentore alcolico, frutta nera matura in evidenza, mora, amarena e spezie dolci: equilibrato al gusto, ma di struttura media.
Tre vini corretti, di discreta fattura, in una fascia di prezzo che non supera € 7.
Seconda tappa a Bevagna (PG) con visita al centro storico dall'architettura medioevale, recentemente classificato patrimonio dell’Unesco.
Sosta pranzo presso Osteria del Podestà con il seguente menù:
torta al testo verdure e prosciutto,
strangozzi e picchierilli,
dolce con marmellata o ricotta alla macedonia,
acqua, vino della casa, caffè.
Bevagna
Terza tappa del tour umbro presso l'Azienda Vinicola Arnaldo CapraiMontefalco (PG).
Montefalco
Anche in questo caso abbiamo ricavato un'ottima impressione per ciò che concerne le strutture dell'accoglienza e l'organizzazione.
Una nota di merito particolare ai vini degustati, che si sono rivelati di grande spessore.
Grechetto dei Colli Martani doc Grecante ’10: bellissima versione di Grechetto in purezza, floreale e armonico su note di frutto maturo: morbido e di spiccata mineralità.
Circa € 10: voto 8.
Rosso di Montefalco Riserva doc ’06 (80% sangiovese e saldo di sagrantino e merlot): intense note olfattive di frutta nera matura e sensazioni terziarie.
Al gusto evidenzia una decisa trama tannica e sfumature di caffè.
Circa € 24: voto 8.
Sagrantino di Montefalco docg Collepiano ’07: colore rosso rubino intenso ed impenetrabile, con sfumatura violacea, profumato di mora e speziato.
Al gusto evidenzia note di caffè, liquirizia, pepe nero e frutta nera in confettura.
Complesso e di gran corpo, un vero fuoriclasse.
Sviluppa in apertura sensazioni quasi muliebri di piccoli frutti.
Centralmente esprime il meglio della poderosa struttura.
Chiude maestoso e virile, debordando d’incisività tannica.
In grado d'evolvere positivamente da qui in avanti, ma già oggi, pur nella strabordante esuberanza, ai massimi livelli.
Circa € 28: voto 8,5.
Il video del tour