martedì 28 marzo 2023

Pinot Nero d'Oltrepò Pavese e della regione Marche, degustazioni

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, "Declinazione di Pinot Nero" di regione Marche e d'Oltrepò Pavese; degustazione guidata a cura di Ais Marche e Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
Relatori: Miriam Prencisvalle delegata Ais Pavia e Raffaele Papi delegato Ais Pesaro.
Il Pinot Nero è un vitigno nobile, originario della Borgogna, dà vini di grande finezza, poco colorati e tannici, caratterizzati da note di frutti di bosco e spezie nelle versioni d'annata; da tonalità mature, di tipo animale, cuoio, ciliegia sotto spirito e sottobosco in quelle più strutturate destinate all'invecchiamento.
E' un vitigno esigente, soffre le malattie fungine, ha bisogno di un terroir ideale per ciò che concerne ad esempio composizione chimico fisica del terreno, esposizione e microclima, umidità più o meno bassa, escursione termica.
Esistono circa 180 cloni di Pinot Nero al mondo.
Oltrepò Pavese è area vocata in fatto di Pinot Nero, è la terza area produttiva d'Europa, dopo Borgogna e Champagne; dai 3000 ettari coltivati ricava il 75% dell'intera produzione italiana.
All'interno della denominazione, la valle Scuropasso può essere considerata la zona climaticamente ideale.
La denominazione Oltrepò Pavese Docg riguarda lo Spumante Metodo Classico e fu istituita nel 2007, ma il vino Oltrepò Pavese Spumante Metodo Classico, era già previsto come tipologia della Doc Oltrepò Pavese istituita nel 1970.
Nelle Marche il Pinot Nero è coltivato soprattutto in provincia di Pesaro-Urbino.
Sono 20-25 i cloni coltivati in regione.
Fattoria Mancini può essere considerata pioniera in fatto di Pinot Nero nelle Marche; oggi però il vitigno è coltivato anche al di fuori del pesarese, ad esempio nel maceratese all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Cupi di Visso a circa 1000 metri sul livello del mare, troviamo il vigneto più alto delle Marche e tra i più alti d'Italia.
Il vitigno è base ampelografica in Colli Pesaresi Doc Focara e in Colli Pesaresi Doc Roncaglia (Focara e Roncaglia sono due sottozone); è inoltre autorizzato in Marche Igt.
Metodo Classico
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Docg "2005 Brut" 2020, Finigeto
2005 è l'anno di fondazione dell'azienda.
24 mesi sui lieviti, sboccatura gennaio 2023.
Fine perlage, persistente.
Agrumato e floreale d'acacia.
Vino d'entrèe.
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Rosè Docg "NorEma Extra Brut" 2020, Calatroni
NorEma sta per Nora ed Emma.
24 mesi sui lieviti, rosa tenue, floreale, burroso, ben bilanciato; pluripremiato dalle principali guide vini italiane.
Marche Igt Rosato Spumante Metodo Classico Extra Brut 2018, Coppacchioli Tattini
40 mesi sui lieviti, sboccatura novembre 2022.
Da uve Pinot Nero coltivate a 1000 metri sul livello del mare, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Rosa tenue, note floreali, geranio, frutti di bosco, ribes, fragoline.
Premiato con il simbolo dell'eccellenza dalla guida Le Marche nel Bicchiere 2023.
Spumante Metodo Classico Extra Brut Rosè "1759 Riserva 120 Mesi" 2011, Valturio
1759 è l'anno in cui fu costruita la storica cantina.
Versione magnum da 1,5 litri, sboccatura gennaio 2022.
Ampiezza, incisività, connotazioni fruttate e floreali, ribes e lampone, ciclamino.
10 anni sui lieviti, un'esperienza più unica che rara.
Valutazione sintetica
Più irruenza nei Metodo Classico marchigiani, più finezza in quelli d'Oltrepò Pavese.
Vini fermi
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Blanc de Noir" 2020, Roberto Lucarelli
Vinificato in bianco, appare di colore leggermente rosato.
1/3 fermenta in tonneaux, 2/3 in acciaio.
Freschezza, piccoli frutti rossi, carica acidica, note vinose; qualche nota vanigliata dà equilibrio.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Costa del Nero" 2021, Conte Vistarino
Rosso rubino scarico.
10 mesi d'affinamento, parte in acciaio, parte in barrique.
Piccoli frutti rossi, lampone, spezie, pepe, macchia mediterranea, resinato, varietale.
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Rive" 2020, Fattoria Mancini
Cru da vigneto vecchio di cinquant'anni denominato Rive a Fiorenzuola di Focara, all'interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo.
Affinato 12 mesi in barrique con batonnage, appare rosso rubino brillante, con lieve trasparenza sul bordo.
Carica acidica ed estratto secco procedono di pari passo; corposo, materico, frutto nero stramaturo, note vanigliate, trama tannica rugosa, persistenza retronasale e gustativa.
Vino da brasati, lunghe cotture.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Giorgio Odero" 2018, Frecciarossa
12 mesi d'affinamento in botti da 25 ettolitri, 6 mesi in acciaio, 12 mesi in bottiglia.
Rubino pieno, con riflesso granato.
Complesso, variamente articolato su note balsamiche e frutto stramaturo, erbe aromatiche e tonalità boschive, tartufo, sottobosco, fungo, liquirizia; intenso e corposo, grande finezza.
Consigliato su lepre in salmì.
Marche Igt Pinot Nero "Arte Sìa", La Collina delle Fate
Degustato in anteprima, non ancora sul mercato.
24-30 mesi in barrique, 1 anno in bottiglia.
Rosso rubino carico, complesso, spessore materico, frutto maturo, confettura di frutti di bosco, note boschive e balsamiche, spezia dolce, cannella, cuoio.
Ruvido e acidico al palato, con doti d'allungo, trova bilanciamento nella vaniglia del legno piccolo.
Valutazione sintetica
Per quanto riguarda i vini fermi, mi pare di poter dire che valgano le stesse considerazioni fatte per i Metodo Classico: più finezza in Oltrepò Pavese, più irruenza nelle Marche.
A questo punto però, si potrebbe osare un ulteriore approfondimento.
Se tale sintetica valutazione può nei Metodo Classico trovare una ragione nella maggiore tradizione e specializzazione spumantistica d'Oltrepò, nei vini fermi potrebbe invece essere rivelatrice del tratto distintivo dei rispettivi territori, ovvero del cosiddetto terroir, l'uno ispirato ad un'eleganza sobria di stampo mitteleuropeo, l'altro animato da pulsioni calde, generose, mediterranee: stili differenti, generati da scuole e storie vitivinicole differenti. 

domenica 26 marzo 2023

Puglia Igt Nero di Troia 2015 Priamo, Cantine Due Palme

Vino di medio corpo, fascia di prezzo medio-bassa intorno a € 10.
Il colore rosso granato scarico, con riflesso aranciato sul bordo, lascia intendere lo stato evolutivo, peraltro comprovato nelle successive fasi di degustazione.
L'invecchiamento ha dato complessità, il sorso resta scorrevole, succoso, per nulla astringente.
L'impronta è stramatura, dolceamara, carica di frutto nero, marmellata di more, tamarindo; a predominare tuttavia sono note terziarie di tipo animale, sottobosco, cuoio, humus, pelliccia, integrate da tonalità asprigne, ribes rosso, semi di melograno e di tipo ossidativo in chiusura confermative della maturità raggiunta.
Risotto ai funghi.
Valutazione @avvinatore 87/100
Puglia Igt Nero di Troia 2015 Priamo
14% vol.
Cantine Due Palme Società Cooperativa Agricola nata nel 1989 dall’incontro di quindici soci, oggi conta più di 1.000 affiliati, 2.500 ettari di vigneti tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto, produce 17.000.000 bottiglie all'anno.
Cantine Due Palme
Via San Marco, 130
72020 Cellino San Marco (Br)
tel. 0831 617865
fax: 0831 617866
email: info@cantineduepalme.it
web: https://www.cantineduepalme.wine/it/
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venerdì 24 marzo 2023

Le Guide Ais premiano i vini della provincia di Fermo

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, degustazione guidata dei vini della provincia di Fermo premiati dalla Guida "Le Marche nel Bicchiere 2023" curata da Ais Marche.
1) Marche Igt Passerina 2021 Bore, Conti Maria
Giallo paglierino vivace, frutta bianca, fiori, biancospino, acidica prorompente.
Vino d'entrèe, crudi di mare.
Premiato con il simbolo del "salvadanaio" attribuito ai vini con favorevole rapporto qualità-prezzo.
2) Falerio Pecorino Doc 003 annata 2021, Castrum Morisci
003 indica la parcella di vigneto.
Etichetta in codice Braille per non vedenti.
Vinificato in acciaio, appare giallo paglierino scarico, evidenzia fiore appassito, polpa agrumata, mineralità salmastra.
Vino di buona struttura, ben bilanciato nel rapporto tra avvolgenza e pungenze acido/sapide identificative del tratto varietale.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
3) Marche Rosso Igt 2020 Vespro, Fausti
Da uve 60% montepulciano e 40% syrah, appare rosso rubino vivace, tendente al porpora.
Quadro pulsante di vitalità, ma anche corposo, acidico quanto basta per stimolare la salivazione, variamente articolato su frutto maturo e spezie, amarena, chiodo di garofano, note smaltate.
Bollito con verdure.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
4) Marche Rosso Igt 2019 Regina del Bosco, Fattoria Dezi
Il primo di tre vini qui in successione, che hanno nello spessore materico il comune denominatore.
Da uve montepulciano; 2 anni in barrique, più 1 anno in bottiglia.
Appare rosso rubino brillante, con riflesso porpora.
Ampio, morbido e lungo, su note di pepe, cuoio, marmellata di frutti rossi, ciliegia sotto spirito, prugna stramatura, fiori secchi.
Tannino vellutato e dotazione acidica in funzione equilibratrice e dinamizzante.
Maialino al forno.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
5) Marche Rosso Igt 2018 Cacinello, Le Senate
Taglio bordolese da uve cabernet sauvignon, petit verdot, merlot, cabernet franc; 1 anno in barrique e tonneaux di primo passaggio, più 1 anno in bottiglia.
Vino di grande finezza e struttura, morbido e consistente; frutto nero stramaturo, prugna macerata, spezie dolci, tonalità erbacee identificative del tratto varietale, ma anche note smaltate, balsamiche, complessità.
Stracotti, filetto al pepe.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
6) Marche Rosso Igt 2015 Tusiano, Lumavite
Da selezione di uve montepulciano; 2 mesi in acciaio, circa 20 mesi in barrique, più 1 anno in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, impenetrabile.
Quadro severo, imperniato sui marcatori riscontrabili nei montepulciano da invecchiamento: frutto nero stramaturo, marasca sotto spirito, spezie, noce moscata, cacao, accenni torrefatti.
Acidico e tannico quanto basta per bilanciare estratto secco e glicerine.
Premiato con il simbolo del "picchio sul grappolo" attribuito all'eccellenze.
Nella quindicesima edizione della guida Le Marche nel Bicchiere, curata da Ais Marche, sono presenti le 247 cantine marchigiane che hanno aderito al progetto e i quasi 600 vini provenienti dalle cinque province.
75 vini hanno ricevuto riconoscimento.
La provincia di Fermo ha avuto 6 riconoscimenti.

mercoledì 22 marzo 2023

Oltrepò Pavese un territorio pieno di autoctoni, degustazioni

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, degustazione vini d'Oltrepò Pavese: 13.500 ettari di vigneto, di cui 3.000 circa coltivati a Pinot Nero.
Un cuneo della provincia di Pavia, che si inserisce nell'Appennino Settentrionale tra l'Emilia e il Piemonte, altamente vocato alla viticoltura, ricchissimo di vitigni autoctoni, alcuni conosciuti, altri meno famosi, Croatina, Riesling Italico, Barbera, Uva Rara, Ughetta di Canneto o Vespolina, Malvasia, Cortese, ecc.
Evento in collaborazione con il Consorzio Oltrepò Pavese e Ais Marche.
Relatori: Miriam Prencisvalle delegata Ais Pavia e Simone Bevilacqua sommelier Ais.
Degustazione guidata:
Oltrepò Pavese Doc Riesling 2021 Brinà, Ca' del Gè
Da uve Riesling Italico.
Impronta minerale più al naso che al gusto, laddove il residuo zuccherino bilancia le freschezze.
Valutazione @avvinatore 8.
Bonarda dell'Oltrepò Pavese Doc 2021 Campo del Monte, Fratelli Agnes
Vino frizzante ottenuto da 2 cloni di Croatina, vinificato in acciaio e botte.
Color porpora, impenetrabile, vinoso, erbaceo, floreale di rosa, d'effervescenza impalpabile.
Vino quotidiano, da bere giovane.
Valutazione @avvinatore 7.
Bonarda dell'Oltrepò Pavese Doc 2020 Vigna del Povromme, Il Molino di Rovescala
Ciliegia in confettura, note smaltate, cera lacca, bacche di ginepro, morbido e rotondo al gusto; finale lungo, rinfrescato dalla carica acidica.
Valutazione @avvinatore 8.
Oltrepò Pavese Doc Barbera 2020 Dodicidodici, Castello di Cicognola
Castello di proprietà di Letizia Moratti; contesto ambientale e architettonico vocato all'enoturismo.
Una Barbera allo stato puro, con carica acidica preponderante e allungo limitato, caratterizzata da note floreali di geranio, ma anche da speziatura, radice di liquirizia, pepe bianco.
Valutazione @avvinatore 7.
Oltrepò Pavese Doc Rosso Riserva 2019 Marcantonio, Travaglino
Vino di pregio, grande struttura, more e ciliegie, frutti di bosco in confettura, tabacco, liquirizia, nota mentolata, complessità.
Doti d'invecchiamento.
Valutazione @avvinatore 8,5.
Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese Doc 2021 Il Cacciatore, Fiamberti
Buttafuoco approvato come tipologia della Doc Oltrepò Pavese nel 1970, diventa Denominazione d'Origine Controllata nel 2010; la Denominazione è riferita a due tipologie di vino rosso (fermo e frizzante) e insiste su un'area circoscritta, corrispondente al territorio amministrativo di 7 comuni della provincia di Pavia.
Frutto rosso fresco, succoso, acidico e tannico; tipica speziatura.
Valutazione @avvinatore 7.
Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese Doc 2017 I Vignaioli del Buttafuoco Storico, Club del Buttafuoco Storico
Buttafuoco Storico è un progetto consortile nato nel 2013, costituito da 18 produttori, 22 ettari di vigneto, 90.000 bottiglie.
"I Vignaioli del Buttafuoco Storico" è il vino prodotto dal Consorzio, una sorta di cuvèe che nasce dall'assemblaggio dei Buttafuoco ottenuti dalle vigne storiche dei vari produttori.
Annata calda e siccitosa, vino corposo, procede in ampiezza e profondità su toni stramaturi e speziati, frutta nera macerata, pepe, ma anche cioccolato e vaniglia ad implementare la dotazione glicerica.
Ricco e persistente, vino di pregio.
Valutazione @avvinatore 8,5.
Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese Doc 2021, Paravella
Sangue di Giuda approvato come tipologia della Doc Oltrepò Pavese nel 1970, diventa Denominazione d'Origine Controllata nel 2010; Sangue di Giuda è di fatto un vino da dessert, nelle tipologie vino rosso fermo, frizzante, spumante, ottenuto fermando la fermentazione per avere nel vino zuccheri non svolti.
Questo vino è leggermente frizzante, evidenzia toni mielati e floreali, rose e fragoline.
In abbinamento su crostate di frutta e dolci secchi.
Valutazione @avvinatore 7.
Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
https://www.consorziovinioltrepo.it/

lunedì 20 marzo 2023

Incrocio Bruni 54 un vitigno marchigiano, degustazioni

Domenica 19 marzo 2023 nell'ambito della IX Edizione di Artevinando, cartellone di eventi da marzo ad agosto, organizzato dall'Associazione Culturale "Di Arte in Vino" di Sant'Elpidio a Mare (Fm), presentazione del libro "Incrocio Bruni 54 un vitigno marchigiano" e degustazione vini, presso il Municipio di Sant'Elpidio a Mare.
Relatori:
Somm. Raffaele Papi, Ais Marche autore
Dott. Giancarlo Soverchia, riscopritore del vitigno
Coordinatrice: Somm. Barbara Paglialunga, Ais Marche.
Incrocio Bruni 54 è un ibrido da impollinazione, creato intorno alla metà degli anni '30 dall'insigne ampelografo marchigiano Prof. Bruno Bruni, incrociando Sauvignon e Verdicchio.
La scarsa produttività, al massimo 60 q. per ettaro, e la sensibilità ad alcune malattie fungine, determinarono il progressivo abbandono del vitigno da parte dei viticoltori.
Circa una ventina di anni fa, il gruppo di lavoro diretto dall'enologo Giancarlo Soverchia iniziò la ricerca delle ultime piante rimaste, nell'ambito di un'operazione di recupero di antichi vitigni.
La ricerca, facendo leva sui dati ricavati dal manoscritto lasciato dal Prof. Bruni, proseguì su vecchie piante di Verdicchio, finchè non fu trovata la pianta (probabilmente quella contrassegnata dal numero 54 nel manoscritto Bruni) con caratteristiche aromatiche differenti dalle altre.
L'Incrocio Bruni 54 ha notevole dotazione acidica e caratteristiche aromatiche o semi-aromatiche che ricordano il sauvignon blanc o anche il moscato; il fattore acidico può essere propedeutico per l'invecchiamento, mentre il fattore aromatico pare poco compatibile con la spumantizzazione.
I vini da Incrocio Bruni 54 hanno generalmente caratteristiche di durezza in gioventù, ma tendono ad arrotondarsi con l'invecchiamento. 
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2021, Finocchi viticoltori
Tra i migliori degustati; giallo paglierino, tratto varietale, profumi vegetali, foglia di pomodoro, freschezza agrumata, nota idrocarburica quasi sulfurea.
Valutazione @avvinatore 8
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Bianco Lazzarino 2015, Villa Lazzarini
Verde oro, complesso, gusto internazionale; 8-10 mesi di batonnage con le fecce fini ingrassano il quadro che appare ricco, voluttuoso e non pregiudicano la dotazione acidica.
La soluzione adottata da Villa Lazzarini mi pare mirata ad estrarre spessore per via endogena, direttamente dalla materia prima, senza utilizzo di legni. 
A 7 anni abbondanti dalla vendemmia, denota margini per ulteriore invecchiamento.
Valutazione @avvinatore 8,5
Marche Bianco Igt Incrocio Bruni 54 Versus 2021, Vignamato
Frutta gialla e tropicale al naso.
Al gusto ritrova il tratto distintivo, acidico, agrumato, fresche connotazioni vegetali, anice stellato.
Valutazione @avvinatore 8
Marche Bianco Igt 2016 I.B.Cinquantaquattro, Bruscia
Giallo oro, complessità, leggermente sopra le righe, tende all'evoluto, tratto varietale poco decifrabile, vaniglia e pasticceria sovrastano il frutto.
Valutazione @avvinatore 7
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Vigoria 2021, Mezzanotte
Questo vino offre un'interpretazione opposta al precedente: puntuto, acidico.
La durezza pregiudica l'allungo.
Valutazione @avvinatore 7
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2020, Terra Argillosa
Equilibrio tra parti dure e morbide, pulito e varietale, non particolarmente complesso.
Valutazione @avvinatore 7,5 
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Acasio 2020, Silvano Strologo
Vaniglia e pasticceria tendono a sovrastare frutto e tratto varietale.
Un'interpretazione simile a I.B.Cinquantaquattro 2016 di Bruscia.
Valutazione @avvinatore 7 
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2022, Fontezoppa
Giallo paglierino scarico, mineralità proiettata su resine vegetali, fruttato, acidico.
Quadro dinamico, destinato a trovare l'assetto ideale con il riposo in bottiglia.
Valutazione @avvinatore 7,5
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Eto's 2020, Polenta
Vinificato in acciaio, ben bilanciato tra il duro e il morbido, ottima risposta varietale, agrumato e vegetale.
Valutazione @avvinatore 8
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Brecce di Tufo 2018, Conventino Monteciccardo
Vaniglia e pasticceria coprenti, tendenza all'evoluto.
Anche questo vino mi pare si ponga sulla stessa falsariga di Acasio 2020 e I.B Cinquantaquattro 2016.
Valutazione @avvinatore 7
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2021, Terracruda
Senz'altro tra i migliori sul mercato.
Valutazione @avvinatore 8
Scheda degustazione completata in altra circostanza: https://vinidiconfine.blogspot.com/2023/02/marche-bianco-igt-incrocio-bruni-54.html
Marche Igt Incrocio Bruni 54 I.B.Cinquantaquattro 2021, Bruscia
Frutta gialla e tropicale, note di tamarindo, mineralità che ricorda resine vegetali e idrocarburo, frutto, carica acidica tende a frenare l'allungo.
Valutazione @avvinatore 7,5.
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2021, I Tre Filari
Rilascia copiosamente sentori vegetali e floreali, foglia di pomodoro e scorza di limone, mela verde ed erbe di campo.
Vibrante al palato.
Valutazione @avvinatore 8.

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mercoledì 15 marzo 2023

Vertical tasting Verdicchio dei Castelli di Jesi Verde Ca Ruptae, Moncaro wines

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, degustazione verticale di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc “Verde Ca' Ruptae”, tenuta magistralmente da Giuliano D’Ignazi, enologo della Cantina Moncaro.
Annate selezionate 2021 - 2011 - 2007 - 2001 - 1998, quindi anche più di 20 anni per questo gioiello dell’enologia marchigiana.
Verde Ca Ruptae nasce nel 1989 ed è ottenuto da selezione di uve provenienti da 3 cru situati in tre diversi comuni: Montecarotto, Castelplanio, Serra De' Conti.
Moncaro è il principale produttore di vino della regione Marche; è una società cooperativa agricola costituita da circa 600 soci ed estesa su 1.300 ettari di vigneto, lavora 90.000 quintali di uve, produce di media 10.000.000 di bottiglie all'anno, dispone di tre cantine di trasformazione, ad Acquaviva Picena in provincia di Ascoli Piceno nell'areale del Rosso Piceno Superiore, a Montecarotto nell'areale del Verdicchio e a Camerano nell'areale del Rosso Conero entrambe in provincia di Ancona.
Grandi numeri che farebbero pensare ad un appiattimento verso il basso degli standard qualitativi, viceversa competenze enologiche, investimenti in zonazioni, attrazione verso nuove frontiere della sostenibilità in viticoltura, rapporto stretto con i poli di ricerca universitari della regione Marche, hanno consentito a Moncaro di smentire tale assunto secondo il quale grande quantità non potrebbe andare d'accordo con qualità.
Ne abbiamo avuto la prova con la verticale di questo grande vino italiano, capace d'invecchiare e persino d'emozionarci ad oltre 20 anni dalla vendemmia.
Sistema di vinificazione di base adottato per tutte le annate: vinificazione in acciaio, breve macerazione di poche ore con le bucce, sosta sulle fecce fini per 4-5 mesi.
1) Verde Ca Ruptae 2021
Giallo paglierino tendente al verde.
Risposta varietale netta, anice, connotazioni mandorlate, mineralità iodata.
Agrumato e sapido al palato.
Solida impalcatura e capacità d'invecchiamento.
2) Verde Ca Ruptae 2011
Annata calda, verde oro alla vista, mediamente intenso al naso, beneficia di ossigenazione.
In evidenza frutto a guscio, mandorle e nocciole, note terziarie da evoluzione, cedro candito, sfumature idrocarburiche.
3) Verde Ca Ruptae 2007
Annata tra le più calde in assoluto.
Verde oro alla vista, necessita di ossigenazione, complesso, concentrato, tendente al morbido, cedro candito, nocciole, idrocarburo, anice e spezie, addolcito da qualche nota ossidativa, impronta stramatura.
4) Verde Ca Ruptae 2001
Annata atipica, piovosa, fredda, complica le tempistiche di germogliazione e maturazione.
Quadro organolettico altrettanto atipico, più fine che corposo.
Verde oro alla vista, beneficia di ossigenazione, frutta candita e sotto spirito, spezie, anice, struttura e lunghezza inferiori ai precedenti, accarezza il palato.
5) Verde Ca Ruptae 1998
Annata calda e anticipo di maturazione.
Verde oro quasi ambrato alla vista, necessita di ossigenazione, agrume candito, frutta gialla matura, idrocarburo, erbe di montagna in particolar evidenza, finale acidico.
Grande finezza, meno complesso e consistente di altri avendo già intrapreso la parabola discendente dell'arco evolutivo.
In ogni caso, un'esperienza più unica che rara.
Terre Cortesi Moncaro - Società Cooperativa Agricola
Via Piandole, 7/A 60036 Montecarotto (AN) Tel. +39 0731 89245
Via Direttissima del Conero, 31 60021 Camerano (AN) Tel: +39 071 731023
Via Boreale, 37 63075 Acquaviva Picena (AP) Tel: +39 0731 89245
E-mail: terrecortesi@moncaro.com
Web: https://www.moncaro.com/it/