domenica 26 maggio 2019

Cantina Cincinnato, debuttano le riserve Enyo e Kora.

Cantina Cincinnato allarga gli orizzonti del Bellone e del Nero Buono.
Presentate le Riserve dedicate ai due vitigni autoctoni più importanti nel territorio di Cori (Lt); stesso packaging ma bottiglia diversa.
da sinistra: Fabio Ciarla, Giovanna Trisorio, Nazzareno Milita
Dopo oltre 70 anni di attività e un’esperienza unica sulla vinificazione delle uve autoctone, la Cantina Cooperativa Cincinnato ha deciso che i tempi erano maturi per allargare gli orizzonti e le aspettative di due vitigni fondamentali per il Lazio come il Bellone e il Nero Buono.
Sono queste le uve dalle quali prende vita la maggior parte della produzione della cooperativa presieduta da Nazzareno Milita, finora sfruttate per le loro caratteristiche più immediate e da oggi invece premiate con una scelta difficile ma sfidante.
ENYO, nome che tornando all’antica Grecia rimanda proprio alla dea Bellona, dopo una leggera macerazione sulle bucce e una permanenza sui lieviti effettua la fermentazione malolattica, affina poi per un anno in acciaio prima dell’imbottigliamento.
KORA, dall’antico nome della città di Cori, è un omaggio che la Cincinnato ha voluto fare alle proprie origini. In questo caso il Nero Buono affina per due anni in legno prima di essere imbottigliato, unendo all’attenzione in cantina una maggiore precisione nella scelta delle uve che provengono solo dai migliori vigneti dell’azienda.
Un progetto che prende il via subito dopo il lancio del metodo classico millesimato, sempre da uve Bellone, e in contemporanea con la messa in commercio del nuovo vino da uva Malvasia Puntinata.
Un’attenzione importante verso i vitigni tradizionali, che la Cincinnato ha fatto propria da sempre, fino a farla diventare una delle sue caratteristiche fondamentali.
Anche quando tutti in Italia puntavano sugli internazionali, la Cincinnato ha preferito rimanere ancorata alle radici, al contatto stretto con i propri soci e ad un’idea di cooperativa fatta sì di numeri ma mai senza la qualità.
Questo, in fondo, è il successo dell’azienda, ovvero aver saputo fare una scelta in controtendenza che sul lungo termine si è rivelata lungimirante e, allo stesso tempo, scegliere sempre il buono rispetto al facile.
Unico cedimento, forse, al gusto imperante di qualche anno fa il Pozzodorico, Bellone affinato in legno, che infatti con la nascita di Enyo è stato eliminato dalle linee di produzione sia perché in qualche modo ormai superato dal tempo (e dal nuovo arrivato) sia perché, fondamentalmente, questa uva a Cori non guadagna molto nell’essere lavorata dal legno.
L’amore per i luoghi d’origine, verdi e ancora in parte incontaminati, ha suggerito anche il passaggio che vedrà presto la luce, di una linea certificata biologica a breve svelata nei dettagli.
Un’attenzione alla sostenibilità che da sempre fa parte del lavoro dei tecnici e dei soci di Cincinnato, che tra qualche mese sarà anche sugli scaffali delle enoteche e nelle carte dei ristoranti con una certificazione ufficiale.
Proprio il mondo della ristorazione e delle enoteche – conferma Nazzareno Milita - continua ad essere il mercato di riferimento di Cincinnato per le sue produzioni. È qui che vogliamo farci conoscere sempre di più ed è qui che la nostra capacità di arrivare sul mercato con prezzi validi, senza però fare sconti all’eccellenza nel bicchiere, può fare davvero la differenza. Dopo la presentazione alla stampa, infatti, Enyo e Kora saranno presentati, insieme al resto della produzione, al mondo della ristorazione. Se saremo bravi a farli conoscere per quello che realmente valgono potremo avere davvero grandi soddisfazioni da questi due vini”.
L'evento di presentazione
Giovedì 23 maggio, alle 11:00, a Roma, presso i locali di Sviluppo Horeca Factory, sono state presentate le nuove riserve della Cantina Cincinnato di Cori.
Il presidente della Cincinnato Nazzareno Milita, insieme alla responsabile marketing Giovanna Trisorio e al giornalista e relatore Fisar Fabio Ciarla, hanno guidato i presenti in un percorso di conoscenza e approfondimento dei due vitigni più importanti di Cori.
Per il Bellone si è partiti dal Metodo Classico, in commercio dallo scorso anno, nella versione millesimata 2015 con circa 30 mesi di sosta sui lieviti.
Poi si è passati alla versione fresca e immediata di questa uva con il Castore 2018, una delle etichette più diffuse e rappresentative della Cincinnato, per arrivare poi a Enyo 2017 che ha dimostrato un grande carattere unito a bevibilità.
Con il Nero Buono si è partiti dal Polluce 2017, vino fresco e giovane unito di nome e di fatto al Castore per tipologia di consumo, passando poi all’Ercole 2015 e al Kora 2015, degustati insieme per poterne apprezzare le differenze che risiedono, in particolare, sulla ricerca di una maggiore finezza nella riserva vista la forza comunque presente nei vini da uve Nero Buono.
Un po' di numeri
Vitigni e specifiche sui nuovi prodotti: il Bellone, pure essendo coltivato in altre zone del Lazio, vede la sua massima espressione a Cori con una produzione complessiva tra l’80 e il 90% dell’intera regione.
Il Nero Buono è coltivato quasi esclusivamente a Cori, fuori dal comune lepino infatti ne sono autorizzati ufficialmente solo 3 ettari in totale.
Enyo 2017 e Kora 2015 sono le prime annate di un progetto di approfondimento su questi vitigni partito circa venti anni fa; al momento ne sono prodotte solo 5.000 bottiglie per etichetta.
La cooperativa e il progetto qualità: nei primi anni 2000 la dirigenza della cooperativa ha intrapreso un percorso dedicato alla valorizzazione della qualità, fondato su un approccio totalmente diverso, nella remunerazione dei soci, rispetto al passato e alla maggior parte delle cantine sociali.
Si è cominciato quindi a pagare le uve in modo differente in funzione di vari parametri; attualmente la stessa tipologia di uva può essere pagata fino al 300% in più rispetto alla media, in funzione della sua qualità.
La base sociale ha recepito e approvato questo sforzo, sposandone la filosofia.
Da due anni è ormai attivo un sistema ad alta tecnologia denominato FOSS che analizza in tempo reale le uve, già precedentemente selezionate in vigna e conferite solo in base ad un protocollo stabilito dalla cantina, così da poter separare le produzioni migliori e lavorarle in modo opportuno rispetto alle varie etichette.
La Cooperativa Cincinnato nasce nel 1947 per volontà di alcuni agricoltori di Cori, in provincia di Latina, con l’obiettivo di trasformare e commercializzare le produzioni dei soci nonché favorire il progresso dell’agricoltura locale e il benessere stesso della comunità.
Alla fine degli anni Sessanta la Cooperativa interviene a sostegno della tipicità delle produzioni viticole locali ottenendo nel 1971 il riconoscimento delle DOC Cori Rosso e Cori Bianco.
Nel 1979 viene creata una cantina innovativa ad alto contenuto tecnologico.
Oggi Cincinnato è una moderna cantina che raggruppa 120 soci i cui terreni coprono una superficie di 550 ettari.
I vigneti dei soci sono per la maggioranza costituiti da piccoli appezzamenti della superficie media di 0,5 ettari, tutti sono gestiti secondo la tecnica della difesa integrata e alcuni di essi sono completamente biologici.
La produzione vinicola della Cantina Cincinnato è centrata sui vitigni autoctoni dell’areale corese, in particolare il Bellone per le uve bianche e il Nero Buono per le rosse.
A queste uve si aggiungono poi altre tipologie caratteristiche del Lazio come Greco e Malvasia del Lazio per i bianchi, Cesanese per i rossi.
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giovedì 23 maggio 2019

Terra Argillosa a Cantine Aperte '19, programma.

Per Cantine Aperte 2019 a Offida (AP) visite, degustazioni e pic-nic in vigna.
Sabato 25 e domenica 26 maggio l’azienda agricola biologica Terra Argillosa, evoluzione di PS Winery, apre le porte a enoturisti e famiglie per assaggi di vini naturali, passeggiate tra i filari, musica dal vivo, spuntini e pranzo con i prodotti della fattoria.
Due giorni a stretto contatto con la natura e i suoi sapori per scoprire come nascono i vini naturali, gustare i prodotti del territorio e vivere una pausa di benessere insieme agli amici o in famiglia: ecco il programma per trascorrere al meglio il prossimo week-end.
Anche quest’anno la cantina biologica Terra Argillosa, evoluzione di PS Winery, aderisce a Cantine Aperte, il tradizionale appuntamento di primavera, organizzato da Movimento Turismo del Vino, che vede aziende vitivinicole di tutta Italia accogliere migliaia di enoturisti in cerca di buon vino e un contatto diretto con chi lo produce.
Sarà un’occasione speciale per raccontare i tratti essenziali del nostro nuovo progetto – racconta il vignaiolo Raffaele Paolini – che vede un legame ancora più forte tra la nostra azienda agricola e il territorio di Offida, le tradizioni contadine di questa terra e un modo di fare viticoltura sempre più naturale”.
Sabato 25 maggio, dalle ore 11 alle 18, nella cantina di Offida (Contrada Ciafone 97) i visitatori potranno assaggiare l’Offida Pecorino Docg “Aurai” 2016, l’Offida Rosso Doc Montepulciano “Baccofino” 2012 e il blend bordolese “Confusion” 2012, abbinandoli con una golosa focaccia farcita con prodotti locali.
A richiesta si potranno assaggiare anche tre delle migliori riserve della cantina: il Syrah 2014, il Cabernet Franc 2012 e il Petit Verdot 2012.
Alle ore 17 è in programma una visita guidata alla cantina e al vigneto, che sarà ripetuta anche il giorno successivo allo stesso orario e alle 11 del mattino.
Domenica 26 maggio Terra Argillosa proporrà un rilassante pic-nic in cantina, sul prato o in terrazzo grazie alla collaborazione con lo chef Luigi Damiani della “Degusteria del Gigante” di Sigismondo Gaetani: dalle ore 12 alle 15 si potrà pranzare ritirando in cantina il cestino da pic-nic insieme a una bottiglia di vino (richiesta la prenotazione tramite whatsapp al 3471983306 o al 3899070352).
In caso di maltempo il pic-nic si terrà all’interno della sala di degustazione.
Dalle ore 15.30 alle 18 spazio alla musica dal vivo con i Jam Jazz Project.
Durante i due giorni sarà possibile acquistare in anteprima anche il Marche Igt Rosso Fatjà 2015 premiato tra i migliori vini italiani al concorso internazionale del Vinitaly “5Stars Wine”.
Per info e prenotazioni:
Whatsapp 3471983306 (Raffaele) o 3899070352 (Sara).
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lunedì 20 maggio 2019

Artevinando 2019, Civitanova Marche.

Sabato 11 e domenica 12 maggio, degustazioni e mostra di pittura dell'artista Antonio Rossi al Cosmopolitan Hotel di Civitanova Marche (Mc) nell'ambito di Artevinando 2019, cartellone di eventi da marzo a settembre, curato dall'Associazione Di Arte in Vino di Sant'Elpidio a Mare (Fm), giunto alla 5^ edizione.
Sabato 11 maggio presentazione dell'evento in presenza di rappresentanti enti locali, associazioni, sponsor, presso Cosmopolitan Hotel.
A seguire, degustazioni vini provenienti da 20 aziende vinicole marchigiane.
Foto e note di degustazione di alcuni di questi vini.
Falerio Doc '18 LaLunga - 12%vol.
(trebbiano, passerina, pecorino, malvasia)
Vigneti Santa Liberata
Falerio Doc '18 - 13%vol.
(trebbiano, passerina, pecorino)
Poderi dei Colli
Verdicchio Castelli di Jesi Classico Doc '17 Julì - 12%vol.
Verdicchio Castelli di Jesi Classico Superiore Doc '17 Barbangelo - 13,5%vol.
Benforte
Vino Spumante di Qualità
Brut Metodo Classico "Jurek" - 12,5%vol.
Murola
Da uva autoctona Ribona o Maceratino.
Non millesimato (pur essendo da vendemmia 2013), sboccatura 2019.
Carbonica setosa.
La prolungata sosta sulle fecce nobili appare più al naso che al gusto, manifestandosi con sentori di crosta di pane e lieviti.
In bocca tornano la spina acido sapida, i toni citrini e la polpa d'agrume a controbattere le glicerine e dinamizzare il quadro, che trova equilibrio e compiutezza dopo breve ossigenazione.
Marche Rosso Igt '12 Rigò - 14%vol.
Poderi dei Colli
Da uve Montepulciano, maturato 18 mesi in botte grande e un anno in bottiglia.
Rosso rubino cupo, impenetrabile, consistente.
Profilo maturo, caratterizzato da sentori di tipo animale, cuoio, fruttato d'amarena e accenni di torrefazione.
In bocca torna vigorosa la nota di marasca sotto spirito e in confettura che contraddistingue i Montepulciano da invecchiamento.
Calore alcolico e tannino a chiudere.
Vino da arrosti, ruvido, territoriale.
Per chiudere in bellezza, vino da dessert:
Vino Cotto annata 2003 dell'azienda agricola Tiberi David di Loro Piceno (Mc).
Ode al Vino Cotto di Loro Piceno
Il tuo colore è forte e bello
vino stracotto del mio paesello
non che sia rosso o bianco o giallo,
oscuro e limpido: occhio di gallo.

Succo genuino di queste zolle
robusto e dolce, forte e cortese,
come il profilo di questo colle,
come la gente del mio paese.

Rechi delizia col tuo sapore,
rechi allegria, metti vigore;
svegli la lingua e la passione,
di tutto il mondo ti fai padrone.

Sei d'un sapore inconfondibile
e d'un effetto imprevedibile,
a chi ti beve un po' di più
(siccome è facile mandarti giù)
tu farai dire cose assai strambe
ma sta tranquillo, non dà alle gambe.

A chi m'ascolta darò un consiglio
da padre in figlio:
è un vino che va centellinato.
Aoh, non lo bere tutto d'un fiato!

Sappilo bere,
occhio al bicchiere!
Poi mi dirai: - Ah, che piacere!
(Adelaide Sorbatti Marchetti, 1962)
Info vino cotto Tiberi David:

mercoledì 15 maggio 2019

Presentazione Grand Tour delle Marche 2019 by Tipicità.

Presentate tutte le novità del circuito Anci-Tipicità a bordo della motonave Olympic Champion di Anek Lines.
Salpa la nave del Grand Tour 2019.
Una presentazione simbolica, ricca di significati, svoltasi sul mare, da un luogo che abbraccia idealmente l’intera regione.
Rotta verso le esperienze autentiche delle comunità locali.
Con questo messaggio lanciato simbolicamente a bordo della Olympic Champion, nave della flotta Anek Lines ormeggiata nel porto di Ancona, “salpa” il Grand Tour delle Marche 2019, il circuito esperienziale di eventi varato da Tipicità ed Anci Marche in occasione di Expo 2015 e divenuto una vera e propria “mappa” di successo a livello nazionale.
Sono ben 28 gli eventi, in alcuni casi realmente unici ed inimitabili nella loro spiccata identità, che da maggio a novembre consentiranno di vivere la regione al plurale per eccellenza in tutte le sue sfaccettature, ancora in gran parte sconosciute.
È una proposta a tutt’oggi estremamente innovativa, studiata sulle esigenze di un viaggiatore internazionale” spiega Angelo Serri, direttore di Tipicità, che aggiunge: “Non a caso il 2019 è l’anno del turismo lento ed il Grand Tour delle Marche è concepito proprio per rendere fruibile un’esperienza immersiva ed originale.
Non solo eventi, ma anche una sofisticata piattaforma digitale integrata, con la possibilità di crearsi soluzioni di viaggio su misura, servizi a terra fino “all’ultimo miglio”, connessioni tra le diverse iniziative del circuito ed un “Tipicità Village” ad animare gli appuntamenti.
Straordinario evento anteprima: un omaggio a Giacomo Leopardi nei 200 anni dell’Infinito.
Poi, a seguire, una serie di appuntamenti che si susseguono da maggio a novembre, offrendo l’opportunità di vivere un’esperienza esclusiva.
Infatti, nell’arco di sette mesi, questo originale progetto realizza uno storytelling del territorio marchigiano attraverso le manifestazioni che hanno per tema il cibo e la manualità.
Una fantastica narrazione della regione raccontata utilizzando due dei suoi più peculiari attrattori, per l’appunto l’enogastronomia ed il “saper fare”.
Con lo slogan “Il modo migliore per viaggiare nelle Marche è viverle”, il Grand Tour delle Marche esplora da nord a sud i variegati ambienti di questa terra che, come in un fantastico caleidoscopio, disegnano i paesaggi e le sensazioni offerte dall’unica regione d’Italia con il nome al plurale: dagli allettanti sapori del pesce dell’Adriatico al fiabesco ambiente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove si coltiva la profumatissima mela rosa, dalle colline pettinate dai vigneti del Verdicchio alle scenografiche Grotte di Frasassi.
Numerose le iniziative dedicate ad autentiche prelibatezze, tra le quali l’impareggiabile Amarena di Cantiano, la Crescia de.co. di Frontone, il raro Fungo Spignolo, la celeberrima Oliva Tenera Ascolana, l’umile Cicerchia, la Birra Artigianale ed il preziosissimo Tartufo.
Moltissime anche le manifestazioni che celebrano la sapiente manualità, ossia quella geniale creatività che rende le Marche una vera e propria fucina di alto artigianato e di raffinato fashion.
Eventi dedicati al restauro del mobile antico e all’artigianato artistico, al ricamo e al cappello, alla pelletteria e agli strumenti musicali, tra i quali la fisarmonica, vero e proprio vanto dell’ingegno Made in Marche nel mondo.
Non mancano iniziative legate alla religiosità popolare e alla tradizione contadina, come l’infiorata, i riti della vendemmia e l’arte di realizzare riproduzioni di celebri santuari con le spighe di grano, oppure collegate ad avvenimenti storici, a testimonianze archeologiche ed alla libera poesia.
Per gli slow trotters più curiosi, questo fine settimana in occasione di Sapori e Profumi di Primavera, nell'ambito del Grand Tour 2019 è in programma la festa della crescia e del fungo spignolo che si celebra nel week end del 18 e 19 maggio a Frontone (la cosiddetta Svizzera delle Marche) in provincia di Pesaro-Urbino.
mappa Grand Tour
Nell’edizione 2019 debuttano a fianco del Grand Tour delle Marche, nel ruolo di project partner, Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking, nell’ottica di un’attenzione ancora più capillare alle esigenze delle persone e delle comunità locali.
Info:
0734.277893,
segreteria@tipicita.it
www.tipicitaexperience.it

lunedì 13 maggio 2019

Identità territoriale e progetto Deviango

Domenica 12 maggio 2019 presso La Cascina Ristorante in via San Nicola 13 a Porto San Giorgio (Fm), anteprima ufficiale della nuova etichetta Deviango (sangiovese del Fermano vinificato in bianco), con packaging identico per le quattro cantine, Casale VitaliVittoriniDi RuscioGeminiani.
La serata ha previsto: convegno di presentazione, degustazione vini, apericena.
Il convegno-simposio dal titolo "Deviango il Sangiovese vinificato in bianco nel Fermano", ha visto relazionare:
- Prof. Nicola Pasqualini, già Docente presso Istituto Tecnico Agrario di Ascoli Piceno.
- Prof.ssa Oriana Silvestroni, Docente all’Università di Agraria di Ancona.
- Dott. Matteo Lupi, Enologo.
- i produttori Gabriele Vitali, Nico Speranza, Marco Di Ruscio, Roberto Geminiani.
La discussione ha preso in esame le potenzialità di determinati cloni di Sangiovese vinificati in bianco, coltivati nell'areale fermano della media ed alta Valle dell'Aso posta a cavallo con la provincia di Ascoli Piceno e messo in risalto l'unità d'intenti tra produttori per ottimizzare la resa vino-vitigno.
In particolar modo interessante mi è parso l'intervento dell'enologo Matteo Lupi, riguardante gli aspetti tecnici della vinificazione in bianco dell'uva rossa.
Dopo vinificazioni sperimentali durate circa un anno, foriere di risultati poco soddisfacenti, si decise di adottare una tecnica diversa da quella originaria, in grado però di lasciare integro il quadro organolettico, scaricando colore senza pregiudicare profumi e sapori.
In estrema sintesi, si è proceduto in questo modo: pressatura soffice, quindi iperossigenazione allo scopo di separare per precipitazione le sostanze coloranti, successivamente chiarifica per flottazione (processo che, utilizzando iniezioni di gas azoto mediante apposita pompa enologica, consente di sollevare in superficie gli scarti delle sostanze coloranti).
Il progetto realizzato da questo gruppo di produttori, indubbiamente encomiabile, coraggioso, capace di attivare dinamiche produttive e di mercato, mi ha sollecitato alcune riflessioni che qui vado ad esporre.
Le esperienze acquisite negli anni e la frequentazione delle diverse aree vitivinicole italiche, mi portano alla constatazione che l'Agro Fermano non abbia ad oggi un'identità ben definita dal punto di vista vitivinicolo.
Ciò a mio parere è il vero punto debole del territorio, è fattore di disconnessione dal mercato, che produce come conseguenza di rendere effimera, quindi meramente episodica, qualsiasi iniziativa imprenditoriale altresì coraggiosa come ad esempio può essere Progetto Deviango.
La perdita d'identità non è casuale, ma a mio parere è il risultato del progressivo sgretolamento della storia vitivinicola di questo territorio, causata dall'abbandono delle tipologie tradizionali come ad esempio la Denominazione Falerio.
Oggi come oggi, non mi risulta poi così difficile trovare sul mercato Falerio Doc a dir poco approssimativi, fin troppo semplici, caratterizzati da eccessiva magrezza, sintomatici di disinteresse per la tipologia e della crescente tendenza a tutte le latitudini verso produzioni da monovitigno.
...e pensare che storicamente si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo. Situata tra le opulente città di Ausculum e Firmum, era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere!
In conclusione mi pare di poter dire che per fissare il tratto identitario, oggi indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sia necessario ripartire dalle fondamenta.
Occorre cioè ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono per renderli di nuovo praticabili, recuperando tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
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mercoledì 8 maggio 2019

Vini d'Autore Terre d'Italia 2019, Lido di Camaiore

Domenica 19 e lunedì 20 maggio si rinnova a Lido di Camaiore (Lu) l'appuntamento con Vini d'Autore-Terre d'Italia, l’evento nato per omaggiare l'eccellenza enoica del Bel Paese e divenuto ormai un punto di riferimento assoluto per operatori ed eno-appassionati.
Protagonisti della settima edizione saranno ancora una volta 80 produttori provenienti da pressoché tutte le regioni e pronti a raccontare, attraverso le loro etichette più rappresentative, la storia dell'azienda e le nuove produzioni.
La degustazione, aperta a wine lovers, giornalisti ed operatori del settore, potrà contare sulla presenza di oltre 400 vini in assaggio, in rappresentanza di territori celebri e dal fascino eterno così come di distretti meno noti ma oltremodo stimolanti, per un viaggio virtuale e sensoriale a forte tasso di coinvolgimento.
Sarà così possibile andare alla scoperta di una prestigiosa, eclettica e niente affatto scontata selezione di cantine, in grado di offrire una panoramica autorale sul “Vigneto Italia”, grazie anche alla diversità negli approcci che caratterizza e rende unico il lavoro e la filosofia di ciascun produttore.
Cornice dell'attesissima kermesse sarà come da tradizione il prestigioso Una Esperienze Versilia Lido, di Lido di Camaiore (Lu), sul litorale della Versilia, una location unica e luminosa, ideale per trascorrere un’intensissima due giorni tra Bacco e mare.
La manifestazione è ideata e organizzata dal gruppo che dal 1999 dà forma e sostanza alla testata on line L'AcquaBuona www.acquabuona.it specializzata nell'informazione e nell'approfondimento su enogastronomia ed agroalimentare di qualità; un team che da dodici anni è anche ideatore ed organizzatore di Terre di Toscana, fra le più importanti manifestazioni nazionali dedicate al vino toscano, alla quale ogni anno prendono parte 130 produttori ed oltre 3000 visitatori fra giornalisti, buyers, ristoratori, enotecari, distributori ed appassionati.
La manifestazione si avvale del Patrocinio del Comune di Camaiore.
Orari:
domenica dalle 11.30 fino alle 19 e lunedì dalle 11.30 fino alle 18.30.
Ingresso:
€ 25 (l’ingresso dà diritto a degustare tutti i vini presenti).
Ingresso ridotto € 20 per i soci AIS, FISAR, ONAV, AIES, SLOW FOOD, TOURING, ASPI e abbonati al notiziario de L’AcquaBuona.
Per accrediti operatori e stampa: http://www.vinidautore.info
Seguiteci su Acquabuona.it: www.acquabuona.it
Per informazioni:
info@acquabuona.it
335.6814021 - 339.1177267 -328.6486660
VINI D'AUTORE - TERRE D'ITALIA
UNA Esperienze Versilia Lido
viale Sergio Bernardini ex Viale Colombo, 335/337
Lido di Camaiore (Lu)

domenica 5 maggio 2019

Marche Sangiovese '05 Solo, Fattoria Dezi

Ottenuto da uve Sangiovese, maturato 12 mesi in barrique, premiato con il massimo riconoscimento dalle principali Guide Vini Italiane del 2008.
Di color mattone cupo, proiettato su toni animali e caramellati, cuoio, frutto nero in confettura e stramacerato, liquirizia, pepe nero, sfumature vanigliate e cioccolatose, sottobosco.
Quadro ricco, variamente articolato, solido, caratterizzato dall'impronta catramosa del vino vintage, non lascia spazio a compromessi; riequilibrato nel finale da reviviscenze acidiche.
Vino di pregio, complesso, conserva integro a distanza di anni, il tratto distintivo di tipo selvatico del Sangiovese.
In abbinamento su brasati, cinghiale in salmì, maialino al forno, costine d'agnello alla brace.
cinghiale in salmì
Marche Rosso Igt '05 Solo - 14%vol.
Fattoria Dezi
contrada Fontemaggio 14, 63839 Servigliano (Fm) | Marche | Italy
GPS: S: 43.07383 | E: 13.50508
Tel: +39 0734 710090
Fax: +39 0734 719448
Email: info@fattoriadezi.com
Web: https://www.fattoriadezi.com/
Fondata all'inizio degli anni '70 da Romolo e Remo Dezi, portata alla ribalta enoica nazionale a partire dagli anni '80 dai figli Stefano e Davide, Fattoria Dezi ha da qualche anno introdotto in gestione la terza generazione; beneficia di contesto pedoclimatico ideale per le produzioni di qualità, tant'è che ad oggi possiamo considerarla come una delle aziende vinicole di punta marchigiane.

mercoledì 1 maggio 2019

Anteprima Vini della Costa Toscana 2019, Lucca

Il 4 e 5 maggio al Palazzo del Real Collegio di Lucca, l’edizione 2019 di Anteprima Vini della Costa Toscana torna con oltre 800 etichette e 100 viticoltori in rappresentanza dell'area più giovane per le produzioni di qualità, che sta dimostrando un grande valore e una grande espansione.
Non mancheranno laboratori e master class per approfondire alcune particolari tipologie di vini.
Nelle orizzontali, quest’anno i protagonisti saranno i vini che hanno reso la Toscana famosa nel mondo e per l’estero i vini nobili francesi.
Nelle verticali invece, protagoniste le produzioni delle tenute di Ghizzano e di Capezzana.
A condurre i laboratori saranno giornalisti e produttori che, assieme ai sommelier Fisar, accompagneranno i visitatori.
Programma:
Sabato 4 maggio:
ore 12 Orizzontale di Bordeaux vendemmia 1998. In degustazione l’annata 1998 di Chateau Pavie Macquin; Saint Emilion, Chateau Léoville Barton; St Julien Medoc, Chateau Ducru- Beaucaillouì; Saint Julien Medoc, Château Leoville Las Cases; st Julien Médoc, Chateau Latour; Puillac, Chateau Latour Martillac; Pessac Leognan, Chateau Tertre Roteboeuf; Saint Emilion, Chateau Haut-Brion; Pessac Leonian.
Guida il laboratorio: Ernesto Gentili.
ore 14 Verticale di Trefiano: il vino di Vittorio, annate 1999-2015. In degustazione le seguenti annate: 2015, 2013, 2010, 2008, 2006, 2005, 2003, 1999.
Guidano il laboratorio: Ernesto Gentili, Beatrice Contini Bonacossi.
Domenica 5 maggio:
ore 12 Verticale di Nambrot: 1996-2016, 20 vendemmie. In degustazione le seguenti annate: 2016, 2015, 2013, 2008, 2007, 2004, 2000, 1997.
Guidano il laboratorio: Antonio Boco, Ginevra Venerosi Pesciolini.
ore 14 MasterClass di Costa Toscana Vendemmia 2015. In degustazione: Sassicaia 2015 della Tenuta di San Guido, (eletto da Wine Spectator vino dell’anno nel mondo), Arnione (Campo alla Sughera), Avvoltore (MorisFarms), Grattamacco (Collemassari), La Regola (Podere La Regola) e Tenuta di Valgiano (Tenuta di Valgiano).
Quando:
4 e 5 Maggio, ore 11:00- 20:00
Dove:
Il Real Collegio Di Lucca, piazza del Collegio 13, Lucca
Costo:
Biglietto giornaliero 25 euro; Ridotto giornaliero 20 euro(Iscritti Anteprima Wine Club, Soci Ais, Fisar, Onav, Aspi, Aies, Slow Food, Studenti di Agraria e Enologia, Studenti Campus, Iscritti all’Ordine degli Architetti di Lucca, Tessera Conad).
Possibilità di pacchetto 2 giorni e prenotazione delle verticali e orizzontali su ticketone
Info:
+39 0583 491880, +39 329 6740444, info@anteprimavini.com
http://www.anteprimavinidellacosta.com/