mercoledì 12 aprile 2017

Vitigni autoctoni al Vinitaly 2017, degustazioni.

Foto e degustazioni fatte in occasione della 51^ edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.
Quest'anno ho rivolto prevalentemente l'attenzione ai vini ottenuti da uve autoctone.
A tale proposito mi pare doveroso premettere quanto segue.
L'Italia vanta un panorama ampelografico vastissimo, che nel 2013 l'ha posta sul terzo gradino del podio per numero di vitigni dopo Georgia e Canada, nella classifica redatta dall'OIV (organizzazione internazionale della vite e del vino) tra i 35 Stati membri.
A certificare le vicende viticole italiane, esiste un Registro Nazionale delle Varietà di Viti, istituito nel 1969 per dar seguito a precisa direttiva comunitaria e curato dal Servizio Nazionale Certificazione Vite del CRA-VIT (Centro Ricerca sperimentazione in Agricoltura e Viticoltura).
Tale Registro viene periodicamente aggiornato mediante decreti ministeriali.
Iscritte al Registro a seguito di aggiornamento di dicembre 2016 risultano ben 513 varietà di uve da vino.
Da questa infinita gamma di biotipi, oggi ne prendo in esame una piccola parte, altresì rappresentativa di produzioni d'eccellenza.
  • Cincinnato è un progetto cooperativo costituito da 130 soci con sede a Cori (Lt), tra i più affermati per intraprendenza ed innovazione dell'intera regione Lazio. 400 ettari vitati, di cui 100 biologici, coltivati ad autoctono, per una produzione media annua di 900.000 bottiglie. In particolar modo la mia attenzione è caduta su due vini, da uva Bellone e da uva Nero Buono, con favorevole rapporto qualità/prezzo. www.cincinnato.it
Lazio Igt Bellone '16 Castore - alcool 13% - circa € 6
Giallo paglierino luminoso.
Quadro gustolfattivo immediato, piacevole, fresco, su toni di frutto tropicale, pesca nettarina e fiori bianchi.
Vino d'entrèe.
Lazio Igt Nero Buono '14 Ercole - alcool 13,5% - circa € 11
Affinato per un anno in barrique di secondo passaggio, si presenta rosso rubino limpido.
Naso su mirtillo e sentori vanigliati.
Rotondo al palato e indirizzato su piccoli frutti rossi, sottobosco, accenni floreali, mineralità.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto.
  • Per chi ama piccole realtà di nicchia, segnalo Azienda Agricola San Giovanni estesa su 13 ettari, di cui 4 vitati ad autoctono per una produzione media di 20.000 bottiglie all'anno, a picco sulla riserva marina di Punta Tresino nel cuore del Parco Nazionale del Cilento in provincia di Salerno nella regione Campania. In questo contesto d'indubbio valore paesaggistico, ricco di mare, bosco e macchia mediterranea, l'azienda dispone anche di struttura per l'ospitalità agrituristica. Per quanto riguarda i vini e sulla base anche di precedenti esperienze, mi pare di poter dire che siamo di fronte a produzioni di un certo livello, caratterizzate dalla sottolineatura dell'espressione varietale nelle etichette di base e dall'enfatizzazione di tale carattere nelle top di gamma. www.agricolasangiovanni.it
Paestum Igt '15 Tresinus Aureus - alcool 13,5%
Ottenuto dalle stesse uve Fiano provenienti da vigne vecchie poco produttive destinate alla produzione di Paestum Igt Tresinus che peraltro nell'annata '15 sembra ormai non più disponibile, ne rappresenta una variante, essendo stato sottoposto a sosta di 6/7 mesi sulle fecce nobili.
Ne risulta un quadro ricco e complesso.
Colore giallo dorato, maturo al naso e al palato sui toni di frutto a guscio, nocciola, mineralità, avvolgenza e lieve astringenza in chiusura.
Se Tresinus coniuga struttura e finezza oserei dire in modo mirabile, Tresinus Aureus prova ad accentuare ulteriormente i caratteri, alla ricerca del limite.
Destinato alla lunga conservazione.
Paestum Igt '12 Maroccia - alcool 15% - circa € 26
Poderoso Aglianico dal colore rosso granato con bordo aranciato.
Quadro gustolfattivo caratterizzato da frutto stramacerato, toni balsamici.
Potente, tannico eppure avvolgente in bocca per calore alcolico, di lunga persistenza.
Ci piace.
  • Siamo in Calabria sulle colline di Cirò (KR), tra il mare Jonio e i monti della Sila. Qui si estendono gli otto ettari vitati con uve locali dell'Azienda Biologica 'A Vita. Il contesto pedoclimatico risulta oggettivamente favorevole al biologico; per questo motivo l'azienda ha potuto permettersi scelte più restrittive intese all'ecocompatibilità, a tutela della biodiversità in vigna e della naturalità in cantina attraverso l'utilizzo di lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, basse percentuali di solforosa. www.avitavini.it
Cirò Doc Rosso Classico Superiore Riserva '12 'A Vita
alcool 14,5% - circa € 22
Alcune precisazioni per ciò che concerne l'etichettatura.
Il disciplinare della Denominazione prevede che la qualifica Classico sia consentita solo ai vini prodotti nella zona storicamente vocata, corrispondente ai comuni di Cirò e Cirò Marina; la qualifica Superiore solo ai vini con gradazione alcolica minima di 13,5°; la qualifica Riserva solo ai vini con periodo minimo di invecchiamento di due anni.
Ottenuto da selezione di uve Gaglioppo provenienti dalle vigne più vecchie e poco produttive, affinato in botte grande e bottiglia per complessivi quattro anni, si presenta rosso granato con trasparenza sul bordo.
Quadro gustolfattivo bene articolato e maturo, su toni di frutto nero, lampone, chiodo di garofano e sottobosco.
Certamente non opulento, tuttavia vigoroso, sapido, trasmette l'essenziale, l'anima mediterranea.
In abbinamento su Caciocavallo Silano stagionato, capretto farcito, agnello arrosto.
  • Cantina Valpantena è un'associazione cooperativa che riunisce 300 piccole aziende vinicole venete che coltivano poco più di 600 ettari di vigneto, per una produzione complessiva annua di milioni di bottiglie. Siamo quindi di fronte ad un gigante della Valpolicella. www.cantinavalpantena.it
Valpolicella Superiore Doc Ripasso '14 Torre del Falasco
alcool 14% - circa € 15
Annata 2014 difficile dal punto di vista dell'andamento meteo, tuttavia questo vino ci è sembrato bene riuscito.
Ottenuto da uve Corvina, Corvinone e Rondinella, ripassato sulle vinacce dell'Amarone, affinato in barrique, si presenta rosso rubino limpido.
Quadro gustolfattivo forse meno opulento rispetto allo standard consueto della tipologia, tuttavia di estrema finezza.
Avvolgente al palato, oserei dire vellutato, s'indirizza su toni di frutto nero, ciliegia, uva passa, semi di melograno, caffè espresso.
Ci piace.
In abbinamento su selvaggina, Monte Veronese stagionato, fegato alla veneziana, lepre in salmì.
  • Casa Vinicola Triacca ha 40 ettari vitati ad autoctono in Valtellina, in una delle zone d'Italia dove si pratica la cosiddetta viticoltura estrema o viticoltura eroica, tra vigneti appesi alle montagne, muretti a secco, terrazzamenti a strapiombo sulla valle, ma vanta possedimenti anche in Chianti Classico e nell'areale del Nobile di Montepulciano. In questo contesto valtellinese di montagna, fare qualità è la sfida quotidiana. www.triaccavini.eu/en/
Valtellina Superiore Docg Riserva '12 La Gatta
alcool 13,5% - circa € 15
Sfida a mio parere ampiamente vinta da questa Riserva, ottenuta da selezione di uva Nebbiolo, localmente detta Chiavennasca, coltivata tra 300 e 500 metri di altitudine, vendemmiata tardivamente nel mese di novembre, sottoposta ad affinamento di almeno tre anni, la maggior parte in botte grande ed un terzo in piccoli fusti.
Ritroviamo i cromatismi consueti della tipologia povera di antociani, sul rosso granato con trasparenza sul bordo, così come il quadro gustolfattivo ricco, proprio come ce lo aspettavamo e connotato da frutto nero maturo, china, corteccia, fiore essiccato.
Fine e corposo.
In abbinamento su Bitto e Casera stagionati, polenta taragna, lepre crostata, tacchina ripiena.
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