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mercoledì 17 maggio 2017

Bollicine di Marche a Tipicità 2017.

La 25^ edizione di Tipicità Festival del Gusto, svoltasi a Fermo dal 4 al 6 marzo 2017, ha dedicato uno spazio alla produzione spumantistica marchigiana, curato dall'Associazione Culturale Marchigianamente.
La visita al padiglione "Bollicine di Marche" mi ha permesso di degustare, vagliare il quadro produttivo, ma anche sollecitato alcune riflessioni di carattere generale riguardanti l'identità territoriale intesa come opportunità e altre a proposito della tipologia spumante.
Sul primo tema mi pare di poter dire che i tempi siano ormai maturi per fornire al mercato globale una visione d'insieme realistica del panorama produttivo regionale.
Posto che i riconoscimenti ottenuti dal Verdicchio a livello di critica enologica nazionale hanno fatto fino ad oggi da traino al resto del comparto vitivinicolo, appare altresì evidente almeno a me, come la regione Marche sia capace di offerta tutt'altro che monotematica, viceversa si connoti di quadro ampelografico ed aree produttive variegati.
Codesta peculiare diversificata connotazione identitaria a mio parere è oggi in grado di sollecitare curiosità, quindi produrre attrattività sui mercati, anche prescindendo dal fattore traino esercitato dai territori bianchisti di jesino e matelicese.
In secondo luogo ed entrando nello specifico della spumantistica, io direi che se è vero come è vero che il segmento vini rifermentati in bottiglia ha avuto fino a ieri ruolo marginale in regione nonostante una tradizione secolare (il medico Francesco Scacchi di Fabriano -An- già nel 1622 descrive le caratteristiche produttive e terapeutiche dei vini rifermentati in bottiglia, antesignani dei moderni spumanti, nel suo trattato De Salubri Potu Dissertatio), oggi sembra invece proiettato verso uno sviluppo esponenziale sia in fatto di volumi che di standard qualitativo, a completamento del rilancio inaugurato dai pionieri della tipologia negli anni 70-80.
Ho degustato cinque Metodo Classico di buon livello, ottenuti da uve autoctone, provenienti da areali differenti, che mi hanno confermato come sia in atto tale processo di sviluppo del segmento.
Vino Spumante Brut Metodo Classico ’12 Jurek (sboccatura 2016)
alcool 12,5% - circa € 14
Tenute Muròla
www.murola.it
L’azienda vinicola di Urbisaglia (Mc) di Jurek Mosiewicz, affidata a Riccardo Cotarella per la parte enologica, si estende su circa 500 ettari di cui 100 vitati, coltivati ad autoctono, tra cui una collezione di tutti i biotipi di Maceratino conosciuti, per una produzione media annua di 700.000 bottiglie.
Appunto da uve Maceratino (Ribona) è ottenuto questo Brut Metodo Classico di notevole eleganza, che sosta 48 mesi sui lieviti e il cui livello qualitativo mi pare di poter dire disveli prospettive fino a ieri inimmaginabili per il vitigno.
Si presenta alla vista giallo paglierino lucente con fine e persistente perlage.
Fragrante al naso su note di pomacea, fiore di campo, lieviti e burro fuso.
Nella successiva fase conferma la frutta bianca, la mela golden, polpa d’agrume e mineralità spiccata.
Oggettivamente piacevole al palato, bene equilibrato, accarezzato da carbonica setosa.
Ottiene “4 viti” sulla Guida Vitae 2017.
Consigliato su risotto agli scampi, pesce bianco, crostacei bolliti.
Valutazione @avvinatore: eccellente
Marche rosato igt Metodo Classico Extra Brut '13 Cuvèe Rosè
(sboccatura 2016)
alcool 12,5% - circa € 30
Cantine Fontezoppa
Ottenuto da uve Vernaccia Nera con sosta di 18 mesi sui lieviti, si presenta alla vista di color rosa tenue, con fine perlage e buona persistenza.
Fruttato medio al naso, imperniato su toni di tipo vegetale e floreale.
Agrumato in bocca, senza tuttavia essere graffiante, sviluppa nel finale sensazioni di piccoli frutti rossi e lampone.
Valutazione @avvinatore: buono
Vino Spumante Brut Rosè Metodo Classico ’14 Mont’illi
(sboccatura dicembre 2016)
alcool 12,5% - circa € 15
Casale Vitali
www.casalevitali.it
24 mesi sui lieviti per questo Metodo Classico del Fermano, ottenuto da uva Sangiovese.
Si presenta alla vista rosa tenue delicato, con grana fine di media persistenza.
Naso diretto, verticale, su sentori di lieviti e crosta di pane.
In bocca tornano tali sensazioni e pan brioches, tuttavia adeguatamente contrappuntate da rinfrescanti note di piccoli frutti rossi e lampone, specie in chiusura.
Carbonica setosa.
Valutazione @avvinatore: buono
Vino Spumante Brut Metodo Classico ’13 Mèroe (sboccatura 2016)
alcool 13% - circa € 18
Tenuta Spinelli
www.tenutaspinelli.com
Ottenuto da uva Pecorino con sosta di 24 mesi sui lieviti, si presenta alla vista di color giallo paglierino luminoso, con riflessi dorati.
Perlage fine e persistente.
Naso invitante sui toni della pomacea, dei lieviti, della frutta tropicale.
In bocca viceversa è sferzante, fresco di frutto e di carica acidica, aggredisce la papilla con carbonica fitta, sapido con finale amarognolo.
Vino di spessore, più in stile Trento Doc che Franciacorta.
Valutazione @avvinatore: buono
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Metodo Classico Brut Millesimato ’10
(sboccatura 2016)
alcool 12% - circa € 18
Vallerosa Bonci
www.vallerosa-bonci.com
5 anni sui lieviti per questa etichetta della prestigiosa azienda di Cupramontana che a partire dagli anni ’80 ritroviamo tra i pionieri del rilancio spumantistico marchigiano da autoctono.
Alla vista si presenta giallo paglierino luminoso, con riflessi verdi.
Grana fine e persistente.
Naso imperniato su lieviti, frutta bianca, crosta di pane.
In bocca è dritto, deciso, su toni agrumati, anice, sfumature di frutto tropicale, richiami varietali ammandorlati.
Supportato da discreta carica acidica, appare quasi leggiadro nonostante la lunga permanenza sulle fecce fini.
Etichetta in pianta stabile tra le certezze spumantistiche regionali, anche in questa edizione 2010 a mio parere inferiore alla precedente.
Valutazione @avvinatore: ottimo

lunedì 7 marzo 2016

Bollicine di Verdicchio una storia poco nota, Tipicità 2016

Tipicità 2016, Fermo.
Sabato 05/03/2016
Presentazione con degustazione Teatro dei Sapori - Sala Picena
Nell'ambito della 24^ edizione di Tipicità Made in Marche Festival svoltasi a Fermo dal 5 al 7 marzo 2016, presentazione con degustazione di Spumanti Metodo Classico marchigiani da uve Verdicchio a cura di Fisar Castelli di Jesi.
La degustazione è stata guidata da Francesco Quercetti curatore per le Marche della Guida Slow Wine.
A fronte di tradizioni centenarie risalenti al XVII secolo, la spumantistica della regione Marche non ha mai avuto un ruolo di primo piano nel panorama enoico italiano.
E' solo negli anni '70-'80 che si ebbe uno sviluppo della tipologia, per merito delle prime Aziende Spumantistiche della regione: Vallerosa Bonci, Garofoli, Colonnara.
Ad oggi sono una quindicina le aziende marchigiane che spumantizzano sia uve internazionali che autoctone, ma i numeri rimangono abbastanza ridotti soprattutto per ciò che concerne la produzione di spumanti da uve Verdicchio.
La spumantistica da Verdicchio è sempre stata caratterizzata da piccoli numeri per due ordini di ragioni che hanno spinto i produttori a non avventurarsi: la ridotta carica aromatica dell'uva e la sua notevole componente acido/sapida.
Tuttavia la spumantistica da Verdicchio avviata negli anni '80 dalle aziende vinicole storiche sopra citate, dimostrò come proprio questo secondo fattore legato alla carica acido/sapida dell'uva, consentiva lunghe prese di spuma, le quali a loro volta finivano per arricchire il corredo aromatico del vino spumante.
Si è arrivati nel tempo ad una rivalutazione della tipologia, fino ad ottenere oggi punte di eccellenza assoluta.
Il test ha preso in esame alcune di queste eccellenze.
Metodo Classico Brut
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc ‘09
alcool 12% - circa € 18
Vallerosa Bonci
36 mesi sui lieviti. Giallo paglierino e fine perlage.
Impatto olfattivo teso, verticale di anice e nocciola, crosta di pane, pesca e agrume.
Anche in bocca denota un profilo dritto, deciso, ricco di acidità, sapidità e carbonica setosa.
Il quadro appare dinamico, tende a modificarsi dopo ossigenazione, aprendosi su frutto e cremosità.
Metodo Classico Brut Riserva
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc ’08 Ubaldo Rosi
alcool 12,5% - circa € 30
Colonnara
70 mesi di presa di spuma. Giallo paglierino vivo.
Naso di grande finezza, contraddistinto da note agrumate e floreali, pesca, arancia, foglie di menta.
In bocca si allarga su toni cremosi e in chiusura tornano anice, nocciola, sapidità.
Quadro organolettico estremamente equilibrato, elegante.
Metodo Classico Extra Brut Gran Riserva ’05
alcool 12%
Garofoli
Giallo paglierino vivo.
Naso deciso, netto, intrigante su note di crosta di pane e mentolate.
In bocca è ancora agrumato e fragrante nonostante il tempo trascorso.
Chiude su note di anice e fieno.
Metodo Classico Brut Riserva
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc ’05 Ubaldo Rosi
alcool 12,5%
Colonnara
Giallo paglierino e fine perlage.
Al naso aromi di evoluzione e mentolato.
Bocca viva, cremosa, salina, contraddistinta da note di miele e cera.
Tessuto strutturale giocato su complessità e cremosità.

martedì 28 maggio 2013

Cantine Aperte 2013 nelle Marche

Maltempo su Cantine Aperte.
Pioggia a catinelle e temperature rigide, hanno flagellato quest'ultima edizione ma non scoraggiato gli appassionati come al solito accorsi in massa, nonostante le avverse condizioni meteo (soprattutto pregiudicata la parte open air: visita vigneti, aspetti naturalistici, paesaggio).
In ogni caso Cantine Aperte ha confermato di essere un momento aggregativo importante e quindi efficace strumento di promozione del settore.
A tale proposito, ritengo di dover sottolineare come un contributo fattivo e direi decisivo per il successo dell'evento, lo abbiano avuto i tours organizzati.
In questa occasione ad esempio Marche Flavoured (società cooperativa d'incoming turistico, che supporta le aziende, in attività volte alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico, enogastronomico della regione Marche) , è riuscita ad allestire un tour molto interessante, che ha toccato areali particolarmente vocati al Verdicchio (di Jesi e di Matelica) e alla Lacrima di Morro d'Alba.
Prima tappa: Podere Santa Lucia a Monte S. Vito (AN).
Azienda di piccole dimensioni, estesa su circa 13 ettari prevalentemente coltivati a Lacrima di Morro d'Alba e Verdicchio.
Podere S. Lucia brut rosè metodo Charmat lungo, ottenuto da uve Lacrima, elaborato a Faenza (piacevole vino d'entrèe, carbonica setosa, floreale di violetta e tenue visciola: tipico, convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Gianni Balducci '10 - alcool 14,5% (maturo, buccia d'agrume, spalla acida e struttura importante).
Lacrima di Morro d'Alba doc Vigna delle Canterelle '09 - alcool 13% (affinato in barrique, toni intensi di visciola, ciliegia matura, confettura, spalla acida, sapido, persistente).
Seconda tappa: Terre Cortesi Moncaro a Montecarotto (AN).
Terre Cortesi Moncaro è la cantina cooperativa più importante della regione Marche, disponendo di circa 1.600 ettari vitati (suddivisi tra le provincie di Ancona ed Ascoli Piceno) e potendo contare su circa 1000 conferitori. L’azienda ha tre cantine di trasformazione. Due in provincia di Ancona: a Montecarotto (nell’areale del Verdicchio) e a Camerano (nell’areale del Rosso Conero). Una in provincia di Ascoli Piceno: ad Acquaviva Picena (nell’areale del Rosso Piceno).
Brut metodo Charmat Verdicchio doc Opale (vino d'entrèe piacevole: grana medio fine, fruttato, convincente). 
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico Le Vele '12 (bellissima espressione di Verdicchio, morbido, vellutato, fresco).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Verde Ca' Ruptae '12 (etichetta che non delude mai, una vera certezza: tipico con finale amaricante).
Rosso Conero doc Le Silve '12 (montepulciano di base, con discreta espressività varietale).
Birra artigianale Kikka (a doppia fermentazione con aggiunta di Verdicchio).
Moncaro
bottaia e
pupitre de remuage
Terza tappa: Fazi Battaglia a Castelplanio (AN).
La più grande cantina privata delle Marche con i suoi 300 ettari di proprietà.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Le Moie '12 - alcool 12,5% (fresco, piacevole, tipico).
Marche bianco igt RieVerdi '10 - alcool 12,5% (30% riesling, 70% verdicchio: molto particolare, piacevole e consistente, acidità del Riesling compensata da note di buccia d'agrume candita del Verdicchio affinato in barrique).
Conero riserva docg Passo del Lupo '09  - alcool 13,5% (tipico Montepulciano intenso e complesso al naso: frutto nero maturo, marasca, cuoio. In bocca non estremamente muscolare, buona souplesse, speziatura, liquirizia, frutto, persistenza).
Quarta tappa: Colonnara a Cupramontana (AN).
Cantina sociale nata nel '59, di grande tradizione spumantistica. Il primo spumante metodo Charmat fu nel '70. Il primo Metodo Classico fu nell'80.
Brut Metodo Martinotti - alcool 12% (grana fine, morbido, setoso, fine, convincente).
Brut Metodo Classico Verdicchio doc Luigi Ghislieri - alcool 12,5% (sosta 30 mesi sui lieviti, buona complessità, crosta di pane, sapido, buccia d'agrume: convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Cuprese '11 - alcool 13,5% (freschezza, frutto e anice stellato, armonico e vibrante, finale ammandorlato tipico).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup Tufico '09 - alcool 15% (poderosa espressione di Verdicchio, caratterizzato da note stramature e mineralità; finale lungo e amaricante).
Quinta tappa: Vallerosa Bonci a Cupramontana (AN).
Da oltre cinquant'anni azienda paradigmatica del Verdicchio da riva destra del fiume Esino.
Circa 30 ettari per una produzione media annua di 250.000 bottiglie.
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc Metodo Classico brut millesimato '08 (sboccatura '13) - alcool 12% (tre anni sulle fecce, carbonica setosa, fragrante, sfumature di lieviti, frutto e mineralità in chiusura: convincente).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. Manciano '11 - alcool 13% (una bella espressione di Verdicchio, ottenuto dal vigneto in contrada Manciano: tipico, sapido, di bell'ampiezza: convincente)
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. S. Michele '11 - alcool 14% (vino di punta aziendale).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Pietrone '07 - alcool 14% (toni stramaturi al limite dell'evoluto, per questo Verdicchio da vendemmia leggermente posticipata).
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. ris. Barrè '00 - alcool 14% (grande profondità e consistenza per questo vino affinato in barrique: crema pasticcera, canditi, gherigli di noce, caramella mou, lunghissimo finale).
Sesta tappa: Belisario a Matelica (MC).
Cantina cooperativa nata nei primi anni '70, che riunisce e supporta oltre 180 soci conferitori.
Circa 300 ettari di vigneto, di cui 24 certificati bio per la produzione di vini da agricoltura biologica. Produzione media annua di oltre 820.000 bottiglie.
Anch'essa può definirsi come paradigmatica del Verdicchio di montagna prodotto nell'areale matelicese.

Verdicchio di Matelica doc Vigneti del Cerro '12 - alcool 13% (tipico, armonico, minerale).
Verdicchio di Matelica doc Vigneti Belisario '11 - alcool 13% (ottenuto da uve da agricoltura biologica: morbido con finale dolciastro).
Verdicchio di Matelica doc selezione Meridia '09 - alcool 13% (invecchiamento di 2 anni, di cui 1 sur lies in cemento vetrificato).
Tasting dell'annata '08:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2012/12/verdicchio-di-matelica-meridia-08-di.html
Verdicchio di Matelica docg ris. Cambrugiano '10 - alcool 13,5% (invecchiamento complessivo di 2 anni: in acciaio, il 15% un anno in barrique).
Tasting dell'annata '08:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2012/06/verdicchio-di-matelica-riserva.html
Marche rosso igt Enoà '11 (sangiovese, merlot) - alcool 13% (convincente questo rosso dai toni mediamente maturi e discreta consistenza).
YeS mosto d'uva parzialmente fermentato - alcool 7% (vino dolce leggermente frizzante: da bere fresco sul dessert o sul gelato).