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martedì 13 gennaio 2026

Cantina Centanni wine tastings

Visita presso Cantina Centanni a Montefiore Dell'Aso in provincia di Ascoli Piceno, regione Marche, effettuata in data 12 luglio 2025: organizzazione a cura di Ais Marche delegazione di Fermo.
La famiglia Centanni ha antica tradizione vitivinicola, in passato coltivava uve che conferiva alla cantina sociale; produceva per sè e per gli amici più stretti, solo piccole quantità di vino, utilizzando attrezzature arcaiche, esclusivamente manuali.
L'attuale marchio di produttore e imbottigliatore è stato messo a regime a partire dai primi anni 2000 con il ricambio generazionale, che ha proceduto ad aggiornare tutto, dalla coltivazione, alle attrezzature per la trasformazione, a marketing e comunicazione; un investimento apparso indispensabile per conservare la tradizione e per ritagliarsi spazi di mercato.
Oggi l'azienda dispone di circa 45 gli ettari vitati, coltivati prevalentemente con vitigni autoctoni, passerina, pecorino, montepulciano, sangiovese, ma anche internazionali destinati ad essere usati in blend per alcune etichette di pregio.
La produzione è destinata per metà allo sfuso e per metà all'imbottigliato con una media annuale di circa 200.000 bottiglie.
La crescita è stata esponenziale in questi ultimi anni e ad oggi l'azienda può vantare elevati valori su tutta la produzione, a partire dalla fascia bassa o medio/bassa, fino ai vini di alta gamma.
Abbiamo degustato 7 vini di ottima fattura.
Terre di Offida Doc Passerina Spumante Brut Nature
Metodo Classico millesimato 2022
12,5% vol.
18 mesi sui lieviti, sboccatura aprile 2025.
Giallo paglierino limpido, perlage fine e persistente.
Intensità olfattiva e gustativa, su toni verdi, citrini come spremuta di limone, ma anche crosta di pane e lieviti.
Carbonica propulsiva e grande freschezza.
Vino d'entrèe, aperitivi, antipasti di mare, fritture.
Offida Docg Passerina 2024 Cimula
13,5% vol.
Da uve vendemmiate tardivamente ma non troppo, dai 7 ai 10 giorni in più sulla pianta, al fine di concentrare gli zuccheri ed arricchire il frutto.
Questa procedura tutt'altro che estrema, si è rivelata comune anche alle altre etichette degustate, destinate alla linea Horeca; è a mio parere equiparabile ad una selezione in vigna tramite ripetuti passaggi di vendemmia, avente l'obiettivo di diversificare la gamma produttiva, ma anche di salvaguardare il tratto varietale.
Giallo paglia limpido.
Fiore appassito, sentori secondari e terziari.
Ad un primo step prevalgono note d'agrume e bergamotto, poi dopo rapida ossigenazione emerge il frutto esotico, il mango, il frutto candito.
Toni maturi e freschezza procedono all'unisono.
Marche Igt Malvasia 2024 Marvascìa
13,5% vol.
Anche per questo vino che fa parte della linea "vendemmia tardiva" destinata al settore Horeca, possono valere le considerazioni fatte per il precedente.
Si tratta di un vino macerato, che però fa una mini-macerazione: 48 ore di macerazione prefermentativa con le bucce, seguita da sosta sur lies postfermentativa.
Il vino conserva il tratto varietale semiaromatico, appare giallo paglia, tendente al giallo oro, ma non particolarmente carico, considerando che trattasi di vino macerato.
Vino intenso, ampio, ricco di profumi e di sapori, su note di pesca nettarina, macedonia di frutta, uva sultanina e tè verde, di lunga persistenza retronasale e gustativa, nonostante qualche reviviscenza tannica.
Offida Docg Pecorino 2020 Canapale
14,5% vol.
Siamo nell'ambito dei vini destinati al settore Horeca, ottenuto anch'esso da vendemmia tardiva ma non troppo.
Appare giallo paglia con riflesso dorato.
Vino di notevole struttura, sorretto da solida impalcatura acidico-sapida.
Grande intensità, l'agrumato è sferzante e citrino, vira su idrocarburo, pietra focaia e sull'ammandorlato nel finale.
Vino da zuppe di pesce e arrosti.
Da vigne vecchie di 30 anni, quest'annata ha riposato 5 anni in bottiglia.
Attualmente è commercializzata la 2024.
Marche Igt Rosato 2024 Floralia
14% vol.
Vendemmia tardiva destinata al settore Horeca.
Ottenuto da uve Montepulciano, appare di colore rosa cerasuolo brillante nella vecchia tabella analitico descrittiva Ais, tra il corallo e il peonia in quella nuova.
Essendo vendemmia tardiva, le uve sono surmature, ricche di polifenoli, di profumi, di sapori, ma anche di antocianine che caricano di colore.
Una volta arrivate in cantina si procede ad una pressatura soffice senza sosta sulle bucce, sostanzialmente una vinificazione in bianco di uve rosse, sufficiente però a conferire la tonalità cromatica desiderata.
Un vino di bella freschezza, acidico, ricco di spunti fruttati e floreali, rosa canina, frutti di bosco, ma anche ampio e polposo.
Versatile in abbinamento, primi piatti, cucina di mare, anche pizza napoletana.
Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Renarie
14,5% vol.
Vendemmia tardiva destinata al settore Horeca.
Ottenuto da uve 80% Montepulciano e 20% Sangiovese, fa 18 mesi in botte grande, appare rosso rubino carico, con riflesso porpora.
Quello che si suole dire "vino di territorio", vigoroso, esalta il tratto varietale su note di ciliegia sotto spirito, spezie, chiodo di garofano, una certa ruvidezza tannica.
Note vanigliate dovute al calibrato uso dei legni, il frutto stramaturo e in confettura, provano a ricondurre al morbido, a spegnere la virulenza dell'impetuoso blend e paiono trovare i giusti correttivi.
Destinato ad evolvere positivamente con ulteriore riposo in bottiglia.
In ogni caso vino complesso, corposo, sorretto da robusta impalcatura acidico/tannica, chiama piatti a tendenza grassa o succulenta in abbinamento.
Marche Rosso Igt 2020 Primodelia
14,5% vol.
Fa parte della linea "premium" che comprende vini a produzione limitata e destinati a nicchie di mercato.
Blend di uve autoctone (montepulciano, sangiovese) e uve internazionali (cabernet, merlot, syrah), in percentuali variabili in relazione all'andamento vendemmiale d'annata.
Cernita fitosanitaria delle uve.
Si presenta rosso rubino scuro, impenetrabile, tendente al nero.
Grandi volumetrie per questo vino poderoso, di consistenza quasi tattile, masticabile.
Il frutto è nero, stramaturo e in confettura, la prugna è stramacerata, le note speziate e quelle erbacee incrementano la complessità dell'articolato blend.
Accenni acidici evitano derive marmellatose e accompagnano un finale a lunga gittata.
Vino di pregio ottenuto da una singola botte da 30 ettolitri e prodotto in poco meno di 1000 bottiglie numerate all'anno: degustata la 793.
Cantina Centanni
You Tube channel:
Azienda Agricola Centanni Giacomo
Indirizzo: SP 238 - Contrada Aso 159
63062 Montefiore dell’Aso (AP) - ITALY 
Tel: +39 0734 938530 - +39 349 147 3441
Email: info@vinicentanni.it
Web: https://vinicentanni.it/site/it/homepage-01-it/

lunedì 20 ottobre 2025

Degustazione autoctoni a Fermo, Di Uva in Vino 2025

Nell'ambito dell'edizione 2025 di "Di Uva in Vino" svoltasi domenica 12 ottobre in Piazza del Popolo a Fermo, manifestazione che da una decina d'anni celebra la vendemmia nell'areale Fermano, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche delegazione di Fermo.
Il tema di quest'anno è stato: "Il territorio nel calice: gli autoctoni".
Abbiamo degustato quattro vini da uve Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Sangiovese, prodotti da altrettante cantine della provincia di Fermo, con sede legale rispettivamente a Pedaso, Sant'Elpidio a Mare, Montegiorgio, Rapagnano.
Spumante Rosè Brut Metodo Charmat Martinotti "Elìa", Terra Fageto
12% vol. 
Ottenuto da uve Montepulciano.
Color rosa tenue, fiori di pesco.
Delicato al palato e setoso, su note floreali di rosa e violetta, frutti di bosco, lampone, fragoline.
Sapido nel finale e citrino.
Vino d'entrèe, aperitivo, focaccia con salumi.
Marche Igt Trebbiano 2024 Alba, Agostino Romani
13% vol.
Seconda edizione per questa etichetta, a mio parere ancora in fase sperimentale, ma destinata ad evolvere edizione dopo edizione.
La sfida sarebbe quella di ottenere un vino di notevole caratura, ma da un vitigno localmente sottovalutato come il Trebbiano.
Vinificato in acciaio, si presenta giallo paglia tendente al dorato.
Mediamente intenso al naso, sferzante d'acidità e salino al palato.
Note smaltate e vegetali sembrano prevalere sul frutto a polpa bianca e sull'agrume.
Nel finale emerge una sensazione astringente di tipo tannico.
Molto probabilmente un lieve rialzo della temperatura di servizio, rispetto a quella standard per i vini bianchi, potrebbe ridurre l'effetto impattante sui recettori sensoriali.
Coniglio alla cacciatora, preparazioni a tendenza grassa.
Falerio Pecorino Doc 2024 Franco, Officina del Sole
13,5% vol.
Vinificato in acciaio, sosta 6 mesi sulle fecce fini.
Appare giallo paglierino limpido; intenso e complesso sia al naso che al palato, esalta il tratto varietale.
Ventaglio di frutta bianca e gialla, mineralità sassosa, cosiddetta pietra focaia, note vegetali che ricordano la foglia di pomodoro, arancia matura e toni salmastri nel finale.
Vino di notevole struttura e persistenza, con doti d'invecchiamento.
In abbinamento su piatti di una certa complessità, pesce azzurro al forno, lasagne vegetariane.
1° classificato ad "Amare il Falerio 2025" svoltosi nel mese di luglio a Porto Sant'Elpidio (Fm).
Marche Igt Sangiovese 2019 Frasseto, Lumavite
14,5% vol.
Ottenuto da un clone di Sangiovese equiparabile a Sangiovese Grosso, risulta fine e corposo.
Maturato 24 mesi in rovere piccolo di secondo e terzo passaggio, si presenta di color rosso rubino carico, tendente al granato.
Il vino ha notevole struttura, senza tuttavia cedimenti o appesantimenti; la carica polifenolica e gli estratti, procedono infatti di pari passo con le parti dure.
Gli acidi e i tannini sono certamente vividi, ma bene assorbiti, gli equilibri sembrano quindi raggiunti e il quadro non può che guadagnarne in finezza.
Intenso e complesso sia al naso che al palato, giocato su note prevalentemente di frutto nero maturo, ma anche ribes e frutti rossi, note speziate e boschive, cuoio, muschio, chiodo di garofano, accenni cioccolatosi e cacao.
Vino con ancora margini evolutivi davanti a sè.
In abbinamento su carni alla brace, cacciagione.
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martedì 14 ottobre 2025

Autoctoni in degustazione a Fermo, Di Uva in Vino 2025

Nell'ambito dell'edizione 2025 di "Di Uva in Vino" svoltasi domenica 12 ottobre in Piazza del Popolo a Fermo, manifestazione che da una decina d'anni celebra la vendemmia nell'areale Fermano, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche delegazione di Fermo.
Il tema di quest'anno è stato: "Il territorio nel calice: gli autoctoni".
Abbiamo degustato quattro vini da uve Malvasia, Passerina, Sangiovese, Montepulciano, prodotti da altrettante cantine della provincia di Fermo, con sede legale rispettivamente a Lido di Fermo, Fermo, Sant'Elpidio a Mare, Montegiorgio.
Marche Igt Malvasia 2024 Dugnet, Vigneti Santa Liberata
12,5% vol.
Giallo paglia luminoso, tendente al giallo oro.
Mediamente complesso, ma intenso al gusto e all'olfatto, esalta il tratto varietale semiaromatico.
Troviamo note fruttate e floreali, frutta gialla e tropicale, pesca nettarina, delicate aspersioni che ricordano ginestra e biancospino.
Va accompagnato su preparazioni non troppo strutturate, su cucina di mare, antipasti, linguine allo scoglio.
Marche Igt Passerina 2021 Chrisor, Cantina Ortenzi
12,5% vol.
Lo stile aziendale predilige caratteri evoluti su tutta la gamma; non fa eccezione questa Passerina, sottoposta a modalità di vinificazione piuttosto insolite per la tipologia, ma finalizzate ad arricchire il quadro.
Vinificato in acciaio, matura 6 mesi in rovere, più ulteriori 18 mesi d'affinamento in bottiglia.
Appare giallo oro carico, sfodera note di frutta gialla macerata, che arriva fino al frutto a guscio, appaiono note eteree e di surmaturazione, cera d'api e cera lacca, fiori gialli e ginestra; chiusura rinfrescata dalla carica acidica.
Un vino che sembra ammiccare a stili produttivi praticati in passato dai viticoltori locali.
Pasticceria salata, crescia e ciauscolo.
Marche Igt Sangiovese 2020 Abalone, Agostino Romani
14% vol.
Matura 18 mesi in barrique, appare rosso rubino carico, brillante.
Intenso e complesso al naso, esprime in questa fase toni surmaturi, frutto nero macerato, prugna matura, humus, grafite, in misura minore spezie dolci, cannella, tabacco biondo.
In bocca la carica acidica galoppa, le sensazioni sono meno austere, virano sull'amaricante, su frutto rosso e ribes, la piega edulcorata tende ad incrementarsi, il quadro ne beneficia in succosità e freschezza.
Carni alla brace.
Marche Rosso Igt 2020 Furnace, La Pila
14,5% vol.
Ottenuto da uve Montepulciano, matura 24 mesi in rovere piccolo, più ulteriore affinamento di almeno 6 mesi in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, impenetrabile, consistente, con unghia violacea sul bordo.
Vino di notevole struttura, oserei dire poderoso, forse deborda nell'impetuoso, ma nell'intento di esaltare il tratto varietale.
I caratteri sono quelli riconducibili ai Montepulciano da invecchiamento: il frutto nero stramaturo, la marasca sotto spirito e in confettura, le spezie dolci, le note vanigliate da legno piccolo, i tannini impetuosi ma bene assorbiti.
Quadro di grande complessità e sapido, arricchito da note terziarie che ricordano la nocciola tostata e il rabarbaro.
In abbinamento su brasati e lunghe cotture, selvaggina da pelo.

lunedì 10 marzo 2025

Orcia Doc wine tasting in Tipicità Festival 2025

Degustazione guidata a cura di Ais Marche e Consorzio del Vino Orcia, tenutasi presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo, nel corso della 33^ edizione di Tipicità Festival dal 7 al 9 marzo 2025.
La degustazione ha celebrato i 25 anni dalla nascita del consorzio di tutela toscano.
La Denominazione d'Origine Controllata Orcia fu istituita nell'anno 2000, la zona di produzione comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo di una dozzina di comuni in zona collinare nel sud/ovest della provincia di Siena, ad est ed ovest del bacino del fiume Orcia che dà il nome alla denominazione.
La Doc s'incunea tra altre due aree fortemente vocate dal punto di vista vitivinicolo (Montepulciano e Montalcino), ma appare con le carte in regola per sostenerne il confronto.
Le tipologie previste da disciplinare sono:
“Orcia” anche con la menzione riserva (Sangiovese: minimo 60%)
“Orcia” rosato (Sangiovese: minimo 60%)
“Orcia” bianco (Trebbiano toscano: minimo 50%)
“Orcia” Sangiovese anche con la menzione riserva (Sangiovese: minimo 90%)
“Orcia” Vinsanto o Vin Santo (Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga: da soli o congiuntamente minimo 50%).
Del Consorzio fanno parte circa 60 cantine, per complessivi circa 200 ettari vitati e una produzione media annua di 300.000 bottiglie.
Si tratta quindi di un comparto di nicchia, costituito da micro aziende di pochi ettari, la quasi totalità delle quali si dedica anche all'accoglienza agrituristica.
"Vino artigianale in un mercato globale" è lo slogan adottato dal Consorzio per promuovere cantine e territorio.
Abbiamo degustato: 1 Orcia Doc Rosato, 2 Orcia Doc, 1 Orcia Doc Sangiovese, 1 Orcia Doc Sangiovese Riserva, 1 Orcia Doc Riserva
Orcia Doc Rosato 2023 MaLamore
13,5% vol.
Bagnaia
L'azienda dispone di 6 ettari di vigneto e di agriturismo.
Ottenuto da uve Sangiovese, appare di color rosa fiori di pesco.
Aromi di frutti rossi, fiori bianchi e pomacee, note vegetali e nocciolate.
Agile di frutto rosso e sapido al palato: ribes, lampone, tonalità agrumate e fresche.
Orcia Doc 2022 Scorbutico
14,5% vol.
Poggio Grande
L'azienda dispone di 6 ettari di vigneto.
Ottenuto da 80% sangiovese, 10% cabernet, 10% merlot, matura 18 mesi complessivi, in tonneaux il sangiovese, in barrique gli internazionali.
Appare rosso rubino che va sul granato.
Quadro ricco e complesso.
Gli internazionali danno immediatezza e stemperano il tratto selvatico del sangiovese, le sensazioni scalpitano come il cavallo in etichetta, si va dalla prugna matura a note cremose e vanigliate, da una marcata speziatura di pepe nero e noce moscata, al frutto di bosco anche in confettura, a note terziarie e floreali di viola.
Prestazione a mio parere impeccabile.
Orcia Doc 2021 Banditone di Campotondo
14,5% vol.
Campotondo
L'azienda dispone di 3 ettari di vigne ad alberello poste a 600 metri sul livello del mare.
Blend di sangiovese, colorino e merlot, matura in rovere, appare rosso rubino carico, tendente al granato.
Vino scattante: carica acidica prepotente, frutto nero maturo e in confettura, note amarotiche e balsamiche, cacao e rosmarino.
Carne alla brace.
Orcia Doc Sangiovese 2021
14,5% vol.
Atrivm
Ottenuto da uve sangiovese in purezza, affinato 12 mesi in botte grande e altrettanti in bottiglia, appare rosso granato fitto.
Marcata speziatura, noce moscata, chiodo di garofano, ma anche frutto nero e tabacco, note floreali di viola e cioccolato, tannino scalpitante e acidico in chiusura.
Arrosti, cacciagione.
Orcia Doc Sangiovese Riserva 2020 Aetos
14% vol.
Tenuta Sanoner
L'azienda dispone di una ventina di ettari di vigneto a conduzione biologica e biodinamica.
Per questo vino 100% sangiovese, la fermentazione alcolica avviene in cemento ed è innescata da lieviti indigeni, la fermentazione malolattica è svolta in acciaio, l'affinamento è di 24 mesi in botti di rovere, più ulteriori 6 mesi in bottiglia.
Appare rosso rubino, tendente al granato, esprime note di anice e cuoio, floreali di viola mammola e speziate di pepe bianco.
In bocca ha note agrumate, è pulito, essenziale, netto, più acidico che tannico.
Orcia Doc Riserva 2020 Capitoni
15,5% vol.
Marco Capitoni
L'azienda dispone di 6/7 ettari di vigneto.
Questo vino è un blend di uve selezionate 80% sangiovese e 20% merlot, coltivate su una superficie di circa 4 ettari a 460 metri sul livello del mare.
Affina per 24 mesi in botti grandi e barriques, più ulteriori 12 mesi in bottiglia.
Con il passare degli anni il vino si affina ulteriormente, crescendo in morbidezza ed eleganza.
Data di imbottigliamento per questa annata: 20 maggio 2023.
Numero di bottiglie prodotte nell'annata: n°11695 da litri 0,750 - n°127 magnum da litri 1,5 - n°10 jeroboam da 3 litri.
Titolo alcolometrico: 15,5% 
Acidità totale: 4,67 g/l
Estratto secco: 30,5 g/l
Appare rosso granato carico.
Quadro di grande suggestione, oserei dire aristocratico, elegante e corposo.
Le sensazioni spaziano dal frutto nero stramaturo, prugna e ciliegia, alle spezie, pepe, ginepro, chiodo di garofano, fino a note animali e cuoio.
In bocca è avvolgente di calore alcolico e sapido, ha lunga persistenza, è ben bilanciato nel rapporto tra parti dure e morbide, è certamente ricco di glicerine, di marasca sotto spirito, di cioccolato e di vaniglia, adeguatamente contrappuntati però, dalla dotazione acidica e tannica.
Vino di pregio e dal formidabile rapporto qualità/prezzo.

giovedì 13 febbraio 2025

Bolgheri Doc Rosso 2017 e 2018, Collemassari wine estates

Mini verticale di due annate ravvicinate, ma differenti per andamento climatico
Annata 2017 critica a macchia di leopardo in Italia, con primavera rigida e gelate nel mese di aprile che hanno modificato il ciclo vegetativo delle piante ritardando la germogliazione; estate arida, secca, siccitosa che ha messo sotto stress viti e viticoltori, anticipato le maturazioni e indotto a rimodulare le tempistiche di vendemmia; la limitata altitudine dei vigneti in Bolgheri Doc e l'effetto temperante del vicino Tirreno probabilmente hanno consentito di assorbire le criticità d'annata in modo migliore rispetto ad altri territori italiani.
Annata 2018 meno problematica, nonostante la notevole piovosità primaverile che ha da un lato messo a rischio il normale procedere del ciclo vegetativo delle piante, ma dall'altro ha consentito di ripristinare riserve idriche importanti, risultate poi utili per affrontare la calura estiva; settembre ancora piovoso, ma sostanziale rispetto della tempistica standard di vendemmia.
Bolgheri Doc Rosso 2017
13,5% vol.
Ottenuto da uve 50% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 20% merlot, 6% sangiovese, 4% petit verdot, fermenta in acciaio, matura circa 10 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, più ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al granato.
Profumi intensi al naso e freschezza al palato.
More, lamponi, liquirizia, tonalità mentolate, carica acidica e tannino paiono eccedere rispetto alla carica estrattiva polifenolica e alle glicerine, soprattutto ad un primo step.
Dopo adeguata ossigenazione il quadro si aggiusta, trova migliore equilibrio, ma su parametri non elevati, cioè a discapito della corposità.
Valutazione @avvinatore 89/100.
Bolgheri Doc Rosso 2018
14% vol.
Ottenuto da uve 50% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 20% merlot, 10% sangiovese, fermenta in acciaio, matura circa 10 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, più ulteriore affinamento di qualche mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al granato.
In questo caso troviamo un equilibrio stabile, quindi immediatezza, ma anche intensità olfattiva, gusto pieno e bilanciamento raggiunto tra parti dure e morbide.
Quest'annata ribadisce sostanzialmente i marcatori della precedente, fruttati, balsamici, speziati, lampone, liquirizia, anche chiodo di garofano e cioccolato bianco, ma su parametri più elevati, risultando quindi di struttura leggermente superiore.
Valutazione @avvinatore 90/100.
Il gruppo Collemassari è costituito da 4 tenute in Toscana: Collemassari nel Montecucco, Podere Grattamacco a Bolgheri, Poggio di Sotto a Montalcino, Tenuta San Giorgio a Montalcino, acquisite dalla famiglia Tipa-Bertarelli a partire dalla fine degli anni '90 fino al 2016.
I vini qui degustati provengono dalla seconda tenuta.
Collemassari S.p.A. Società Agricola
Podere Grattamacco
località Lungagnano 128
57022 Castagneto Carducci (Li)-Toscana-Italia
T +39 0565765069
E info@grattamacco.it
W https://www.grattamacco.it/it/
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Bolgheri Doc, Collemassari winery
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venerdì 24 gennaio 2025

Colli Pesaresi Doc Rosso 2019 Balon, Bruscia winery

Balòn vuol dire "grossa zolla" nel gergo locale
Questo vino ci porta nella parte settentrionale della regione Marche; l'area produttiva della Denominazione d'Origine Controllata "Colli Pesaresi" istituita nel 1972, corrisponde infatti al territorio amministrativo di 37 comuni della provincia di Pesaro-Urbino.
Il Disciplinare di Produzione prevede un'infinità di tipologie, 7 Colli Pesaresi e 10 Colli Pesaresi con menzione di sottozona (le sottozone sono tre: Focara, Roncaglia, Parco Naturale Monte San Bartolo).
Questo vino appartiene alla tipologia Colli Pesaresi Rosso.
Colli Pesaresi Doc Rosso 2019 Balòn
14% vol.
Ottenuto da uve 70% sangiovese e 30% altre uve locali (uve a bacca rossa coltivate in loco da Bruscia: montepulciano, lacrima, centesimino, merlot, cabernet), maturato 14-18 mesi in rovere, si presenta di color rosso rubino carico, con riflesso granato.
Fase olfattiva intensa e complessa, contraddistinta da sentori pirazinici e boisée, frutti rossi e visciole, tonalità iodate e idrocarburiche.
In bocca appare fresco, tutt'altro che sovrastrutturato; il frutto riceve propellente dalla dotazione acidico-tannica e scivola leggero sui recettori sensoriali.
More e lamponi, accenni al rabarbaro, costituiscono l'asse fruttato su cui ruota l'intera fase gustativa, non particolarmente complessa per la verità, tuttavia improntata a finezza e fruibilità.
Valutazione @avvinatore: 90/100
Abbinato su:
spaghettone Mancini all'amatriciana
Azienda Agricola Bruscia
strada Cerasa 11/a
61039 San Costanzo (Pu)
Tel: 0721.954801
E-mail: info@brusciavini.it
Web: https://www.brusciavini.it/
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Colli Pesaresi Doc Rosso, Cantina Bruscia
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giovedì 17 ottobre 2024

Vini rossi del Fermano, degustazione guidata

Nell'ambito dell'edizione 2024 di "Di Uva in Vino" svoltasi domenica 13 ottobre in Piazza del Popolo a Fermo, manifestazione che da una decina d'anni celebra la vendemmia nell'areale Fermano, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche di vini rossi locali.
Quattro vini ottenuti da uve a bacca rossa tra le più diffuse nel territorio Fermano, Montepulciano, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, vinificate in purezza oppure in blend, ma anche da uve meno diffuse come Syrah e Cagnina.
Abbiamo verificato risultati differenti, non solo per effetto della composizione varietale, ma anche per progetto, per scelte enologiche, per utilizzo di materiali specifici in fase d'affinamento (acciaio, rovere grande o piccolo, anfora), per età.
Marche Rosso Igt 2022 Morhus (edition one)
Luci di Mezzo
Da uve 80% Cabernet Sauvignon e 20% Montepulciano, vinificato in acciaio con criomacerazione e maturazione di circa 8 mesi prima dell'imbottigliamento, appare rosso rubino limpido, non particolarmente carico.
Impronta floreale e fruttata, rosa e ciliegia, frutti di bosco, leggera pepatura, vinoso.
Vino fresco e immediato, da abbinare su primi piatti, salumi, formaggi non stagionati, paccheri ai tre pomodori.
Marche Rosso Igt 2021 Testamozza
Castrum Morisci
Etichetta modificata nella composizione varietale, non più da uve Sangiovese come le annate precedenti, ma da uve Syrah e Cagnina (sinonimo di Terrano); un binomio che appare al momento vincente, dove Cagnina dà struttura e arrotonda Syrah, quindi suscettibile di ulteriori sviluppi in prospettiva.
Fermentazione in anfore di terracotta, successiva maturazione sempre in anfora, con sosta sulle fecce fini di circa 6 mesi.
Il vino appare rosso rubino carico.
Cremosità vanigliata, frutto maturo, lamponi, confettura di more, ma anche spezie, liquirizia, macchia mediterranea, caratterizzano il profilo organolettico.
Corposo e persistente al palato.
Quadro complesso, ben bilanciato, dotato di una certa avvolgenza e morbidezza, prodotte da tenore alcolico e microssigenazione in anfora, imperniato quindi sui caratteri secondari sviluppati in fermentazione.
In abbinamento su coniglio arrosto, stinco di maiale al forno, pappardelle al sugo di papera.
Marche Rosso Igt 2020 Furnace
La Pila
Ottenuto da uve Montepulciano, matura due anni in barriques di secondo e terzo passaggio, permane in serbatoi di acciaio per ulteriori sei mesi, affina qualche altro mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al porpora.
La sovraestrazione in vinificazione determina il colore, la grande struttura e la complessità.
Procedono impetuosi il frutto nero maturo e la prugna in confettura, speziature varie, note smaltate e vanigliate, chiodo di garofano, toni balsamici mentolati e iodati, grafite e cacao.
Potente al palato, sapido e tannico, quasi respingente, trova però adeguato contrappunto nel frutto nero maturo e nella vaniglia del legno piccolo.
Vino da brasati, spezzatino d'agnello in umido.
Rosso Piceno Doc 2018 Granarijs
Rio Maggio
Anche per questo vino, così come per il precedente, s'inverte la direzione di marcia consueta, che va da vino a degustatore; questo tipo di vini, austeri, complicati, sovraestratti, oppure con qualche anno sulle spalle, tendono a non attrarre a sè, a volte si isolano nella loro riservatezza, arrivano persino ad essere respingenti e per potersi concedere esigono un interlocutore interessato.
Ottenuto da uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30%, fermentato in acciaio con rimontaggi, maturato circa 14 mesi in barriques e successivo affinamento di 6-8 mesi in bottiglia.
Alla vista il rosso rubino tende a spegnersi sul granato, con ancor più evidenza sull'unghia, rivelando lo stato evolutivo.
Al naso sviluppa sentori terziari, dovuti all'invecchiamento, note empireumatiche, tostate e speziate, sottobosco e torrefazione, che fanno tendere anche questa fase verso l'evoluto; trova in ogni caso beneficio da prolungata ossigenazione.
In bocca la concentrazione fruttata e selvatica del blend torna protagonista, torna l'irruenza, l'ampiezza, la profondità, il frutto nero è stramaturo, oserei dire carnoso, emerge il tratto varietale, la marasca sotto spirito, ma anche il frutto asciutto, la carruba secca disidratata, nonchè tostatura e goudron a rifinire.
La sovraestrazione glicerica e il passaggio in rovere piccolo, ricalibrano l'avvolgenza, riescono ad arrotondare, almeno in parte, il tannino galoppante, vigoroso.
Vino complesso, di grande struttura e persistenza, da abbinare su cacciagione, pappardelle al ragù di cinghiale, preferibilmente su pietanze a tendenza grassa o succulenta.
Un'annata che a mio parere avrebbe i requisiti per varcare in pompa magna la soglia dell'eccellenza, ma penalizzata, a mio modo di vedere, dalla sopra descritta discrasia tra fase olfattiva e gustativa.

martedì 7 maggio 2024

Rosso Piceno Superiore Doc 2020, Aurora vini

Ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese coltivate in regime di agricoltura biologica e biodinamica (ente certificatore CCPB), matura 24 mesi in botte grande da 30 ettolitri, più ulteriore affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi.
Impetuoso come nella tradizione più radicata, ricco di frutto nero e acidico, lo abbiamo colto nella fase ascendente dell'arco evolutivo, quindi in condizione di trovare assetto ideale e maturità da qui in avanti, nel medio/lungo periodo.
Colore rosso rubino carico, impenetrabile.
Quadro variamente articolato su note d'amarene e prugne, cuoio, spezie dolci, noce moscata, accenni di liquirizia e di volatile; beneficia di rialzo della temperatura di servizio e di prolungata ossigenazione.
Quest'ultimo aspetto mi pare degno di approfondimento, anche per evidenziare come biodinamici e convenzionali appartengano apparentemente alla stessa famiglia del vino, ma siano in realtà geneticamente differenti, carichi di energie differenti e in quanto tali, da approcciare in maniera differente, non solo dagli utenti consumatori, ma anche da parte di esercenti e ristoratori.
Un secondo test, fatto a 24 ore di distanza, ha infatti fornito risultanze più convincenti, andando in qualche modo in controtendenza rispetto agli esiti peggiorativi che di solito si hanno su vini cosiddetti convenzionali dopo ossigenazioni esasperate; in questo Rosso Piceno Superiore biodinamico, l'ossigenazione prolungata, la bottiglia stappata, ha arrotondato gli spigoli, ingrassato il quadro, lo ha aggiustato e maturato nel periodo relativamente breve e, ciò che più conta a mio parere, lo ha reso meglio adattabile in abbinamento.
Rosso Piceno Superiore Doc 2020
13,5% vol.
Tornando all'iniziale tasting, le tonalità voluttuose di frutto nero maturo percepite all'olfazione, paiono al palato sopraffatte dal tratto amarotico che ricorda rafano e cioccolato extra/fondente oltre 70% di cacao; la fisionomia vira sul ruvido, avvolta da una spessa cappa acidica e tannica.
Vino che definirei "ossuto", irruento, celebra orgogliosamente i luoghi e la ruralità.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa o succulenta.
Valutazione @avvinatore: 89/100
abbinato su:
filetto di vitello al vino rosso
Azienda Agribiologica Vitivinicola Agriturismo Aurora s.s.a.
contrada Ciafone 98, zona Santa Maria in Carro
63073 Offida (AP) - Italy
Tel. e Fax: +39 0736 810007
Mail: enrico@viniaurora.it
Web: https://viniaurora.it/

giovedì 4 aprile 2024

Montecucco Doc Rosso Riserva 2015 ColleMassari, Castello di ColleMassari

Il gruppo Collemassari è costituito da 4 tenute in Toscana: Collemassari nel Montecucco, Podere Grattamacco a Bolgheri, Poggio di Sotto a Montalcino, Tenuta San Giorgio a Montalcino, acquisite dalla famiglia Tipa-Bertarelli a partire dalla fine degli anni '90 fino al 2016.
Questo vino proviene dalla prima tenuta.
Ottenuto da uve 80% sangiovese, 10% ciliegiolo, 10% cabernet sauvignon, maturato in rovere grande e piccolo per 18 mesi, più ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi, appare rosso granato con leggera velatura dovuta alla presenza di deposito in bottiglia.
Profilo austero, ha conquistato finezza e complessità nel lungo periodo.
I marcatori predominanti sono di tipo speziato e mentolato, noce moscata, chiodo di garofano, ma anche frutto nero stramaturo, humus, terra smossa, cuoio.
In bocca la verve tannica e acidica impregna il finale, fresco di frutti di bosco, di more e di mirtilli.
Prestazione di tutto rispetto e fedeltà varietale per questo sangiovese di stampo tradizionale.
Valutazione @avvinatore 91/100
Montecucco Doc Rosso Riserva 2015 ColleMassari
14% vol.
Abbinato su:
agnello impanato e fritto
Collemassari S.p.A. Società Agricola
Loc. Poggi del Sasso, 58044 Cinigiano (Gr)
0564 990496
info@collemassari.it
https://www.collemassariwines.it/
ColleMassari wine estates in Tuscany
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