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martedì 11 agosto 2026

Amare il Falerio 2026, risultato concorso

Venerdì 31 luglio 2026 si è svolta in centro città a Porto Sant'Elpidio (Fm) la 22^ edizione di aMare il Falerio.
La manifestazione celebra il vino Falerio, il vino della tradizione, della quotidianità, il vino che accompagna egregiamente la cucina di mare, la cucina di terra ed è da sempre presente sulle tavole locali.
Il nome Falerio si fa derivare dall'antica città "Urbis Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo, nota già ai tempi della Roma Imperiale per la qualità delle produzioni agricole in generale.
Falerio Doc è un blend di trebbiano, passerina, pecorino, con possibilità di percentuali minoritarie di altre uve a bacca bianca consentite in regione Marche.
La denominazione d'origine controllata fu istituita nel 1975, ma dal 2011 esiste anche la tipologia Falerio Pecorino Doc che prevede almeno 85% di uva pecorino.
Zona di produzione, province di Fermo e Ascoli Piceno.
Esiste un unico disciplinare di produzione per le due tipologie.
"aMare il Falerio" è entrata in pianta stabile nel palinsesto turistico di Porto Sant'Elpidio (Fm) e si compone di due momenti: degustazione itinerante in centro città e premiazione concorsi "Calice Doc" (miglior Falerio Doc e Falerio Pecorino Doc d'annata), "Piatto per il Falerio" (miglior abbinamento cibo/vino) riservato ai ristoranti di Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare.
risultati concorsi
Concorso 𝐶𝑎𝑙𝑖𝑐𝑒 𝐷𝑂𝐶 riservato alla produzione di Falerio e Falerio Pecorino delle aziende partecipanti ad 𝐚𝐌𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐅𝐀𝐋𝐄𝐑𝐈𝐎 2026 🥂
Sezione Falerio Doc:
🥇1º Terra Fageto Winery
🥈2º Vini Centanni  
🥉3º Cantina Valdaso 
Sezione FalerioPecorino Doc:
🥇1º Saladini Pilastri 
🥈2º Officina del Sole  
🥉3º Pantaleone vini  
🍽 Concorso 𝑃𝑖𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝐹𝑎𝑙𝑒𝑟𝑖𝑜 di 𝐚𝐌𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐅𝐀𝐋𝐄𝐑𝐈𝐎 premia le migliori ricette abbinate ad un'etichetta di Falerio o FalerioPecorino.
L'edizione 2026 ha visto in concorso proposte molte interessanti, con i ristoratori aderenti di Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare che hanno interpretato con grande impegno il connubio con uno dei vini più amati del territorio. 
Ecco la classifica dell'edizione 2026: 
🥇1º Trattoria Trentasette
(spaghetto alici, pomodorini e capperi abbinato a Falerio Pecorino Doc Colle Monteverde di Tenuta Rio Maggio)
🥈2º Le Grottacce osteria pizzeria
(frittura mista abbinato a Falerio Pecorino Doc Onirocep di Pantaleone Vini
🥉3º Ponti Oscuri la Hostaria e Festa Restaurant - ex aequo
(palombo fritto in pastella e maionese ai paccasassi abbinato a Falerio Doc Eva di Terra Fageto)
(fagottino umami abbinato a Falerio Pecorino Doc Onirocep di Pantaleone Vini)
Menzioni speciali per:
🏅Ristorante Pizzeria Cocoon
(sinfonia per una ricciola abbinato a Falerio Doc Sinfonia di Villa Manù)
Amare il Falerio 2026
You Tube short:

lunedì 5 agosto 2019

Falerio Doc Palazzi, Saladini Pilastri winery

Da uve Trebbiano in percentuale sensibilmente ridotta rispetto al solito, Passerina, Pecorino, Chardonnay, vinificato in acciaio, appare giallo paglia brillante alla vista.
Profumi intensi di frutta fresca, banana, mela golden, mineralità, cetriolo e resine vegetali.
In bocca è caldo e sapido, succoso di frutto e agrumato; ben calibrato è il rapporto tra parti dure e morbide.
Accenni amarotici nel finale, così come è di prassi per la tipologia.
Un Falerio in bello stile, smussa l'impronta rusticaneggiante presente nel patrimonio genetico.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto su cucina di mare: risotto al nero di seppia, maccheroncini allo sgombro, polpi bolliti, coda di rospo in potacchio.
Favorevolissimo rapporto qualità/prezzo, così come su tutta la gamma dell'azienda di Spinetoli (AP) ormai stabilizzata su buoni standard, fondata intorno alla metà degli anni '80, operante in regime di biologico certificato sui 150 ettari coltivati prevalentemente ad autoctono Montepulciano, Sangiovese, Pecorino, Passerina, Trebbiano, per una produzione media annua di 800.000 bottiglie.
Falerio Doc '18 Palazzi
13%vol.
2° classificato nel concorso Amare il Falerio 2019
via Saladini 5, 63078 - Spinetoli (AP)
tel. +39 0736 899534
fax +39 0736 898594
e-mail: info@saladinipilastri.it
web: http://www.saladinipilastri.it/
Info Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20%.
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio-Pecorino la cui base ampelografica è Pecorino minimo 85%.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Falerio Doc considerazioni a margine.
Cenni storici
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo. Situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere. Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche di questo territorio.
Oggi
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda questo secondo aspetto, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili organolettiche, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne il tratto identitario.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, eventualmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Conclusioni
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Mi pare di poter dire che sia oggettivamente difficile realizzare oggi un progetto valido di recupero della tipologia, viste le condizioni di fatto; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto identitario di un areale vitivinicolo, fattore indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, è necessario ripartire dalle fondamenta.
Occorre cioè ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, recuperando tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.

domenica 29 settembre 2013

Wine tasting Rosso Piceno Superiore a Spazio Vino di Offida

Tasting di due Rosso Piceno Superiore, effettuato nel corso di "Eventi in Enoteca" (periodiche degustazioni a tema, gratuite e a carnet limitato, in corso di svolgimento presso l'Enoteca Spazio Vino di Offida -AP-, nel quadro del progetto "PicenoOpen-VineaQualitàPicena", volto alla valorizzazione di vino, olio d'oliva, prodotti tipici del Piceno).
Week end di fine settembre dedicato al Rosso Piceno Superiore (denominazione che identifica i vini prodotti esclusivamente nell'area storicamente vocata, corrispondente alla parte più meridionale della provincia di Ascoli Piceno, in una zona quindi delimitata e circoscritta, all'interno della più vasta Doc Rosso Piceno, che invece si estende fino alle provincie di Fermo, Macerata e Ancona).
La scelta è caduta su due prodotti rivelatisi emblematici del crescente standard qualitativo di questo areale, soprattutto per ciò che concerne prezzi di fascia intermedia.
Rosso Piceno Superiore doc Paià '10 - alcool 13,5 % - circa € 11.
Azienda Cameli Irene di Castorano (AP).
http://www.vinorossomarche.it/
Ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese, si presenta alla vista di color rosso rubino scuro, non estremamente concentrato.
Naso mediamente intenso, equilibrato, giocato su note di piccoli frutti rossi, amarena, tabacco, spezie dolci.
Non particolarmente complesso in questa fase.
Anche in bocca non spinge nel senso della complessità e dello spessore materico, ma sembra invece orientarsi nel senso della bevibilità e dell'espressione tipica.
Mora, lampone, mineralità e discreta spalla acida vanno a comporre un mix concreto, di carattere, anche armonico, per il buon bilanciamento tra parti dure e morbide.
Medio corpo.
Primi piatti, sughi al ragù, animali di bassa corte in potacchio.
Rosso Piceno Superiore doc Vigna Monteprandone '09 - alcool 13,5 % - circa € 15.
Azienda Saladini Pilastri di Spinetoli (AP).
http://www.saladinipilastri.it/en/
Ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese, si presenta alla vista di color rosso rubino profondo, con riflessi violacei.
Frutto nero, prugna macerata, sfumature floreali, radice di zenzero e sensazioni vegetali compongono un bouquet di profumi intenso ma non pungente, abbastanza complesso ma non debordante.
Rivela subito al naso e preannuncia per la successiva fase, doti di finezza.
In effetti in bocca si conferma pienamente, denotando souplesse, sui toni morbidi del frutto nero e della ciliegia, bilanciati da tannino scorrevole e mineralità.
Quadro gustativo piuttosto persistente, godibile, materico ma non pesante.
Vino di corpo.
Tagliolini al tartufo.