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lunedì 20 marzo 2023

Incrocio Bruni 54 un vitigno marchigiano, degustazioni

Domenica 19 marzo 2023 nell'ambito della IX Edizione di Artevinando, cartellone di eventi da marzo ad agosto, organizzato dall'Associazione Culturale "Di Arte in Vino" di Sant'Elpidio a Mare (Fm), presentazione del libro "Incrocio Bruni 54 un vitigno marchigiano" e degustazione vini, presso il Municipio di Sant'Elpidio a Mare.
Relatori:
Somm. Raffaele Papi, Ais Marche autore
Dott. Giancarlo Soverchia, riscopritore del vitigno
Coordinatrice: Somm. Barbara Paglialunga, Ais Marche.
Incrocio Bruni 54 è un ibrido da impollinazione, creato intorno alla metà degli anni '30 dall'insigne ampelografo marchigiano Prof. Bruno Bruni, incrociando Sauvignon e Verdicchio.
La scarsa produttività, al massimo 60 q. per ettaro, e la sensibilità ad alcune malattie fungine, determinarono il progressivo abbandono del vitigno da parte dei viticoltori.
Circa una ventina di anni fa, il gruppo di lavoro diretto dall'enologo Giancarlo Soverchia iniziò la ricerca delle ultime piante rimaste, nell'ambito di un'operazione di recupero di antichi vitigni.
La ricerca, facendo leva sui dati ricavati dal manoscritto lasciato dal Prof. Bruni, proseguì su vecchie piante di Verdicchio, finchè non fu trovata la pianta (probabilmente quella contrassegnata dal numero 54 nel manoscritto Bruni) con caratteristiche aromatiche differenti dalle altre.
L'Incrocio Bruni 54 ha notevole dotazione acidica e caratteristiche aromatiche o semi-aromatiche che ricordano il sauvignon blanc o anche il moscato; il fattore acidico può essere propedeutico per l'invecchiamento, mentre il fattore aromatico pare poco compatibile con la spumantizzazione.
I vini da Incrocio Bruni 54 hanno generalmente caratteristiche di durezza in gioventù, ma tendono ad arrotondarsi con l'invecchiamento. 
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2021, Finocchi viticoltori
Tra i migliori degustati; giallo paglierino, tratto varietale, profumi vegetali, foglia di pomodoro, freschezza agrumata, nota idrocarburica quasi sulfurea.
Valutazione @avvinatore 8
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Bianco Lazzarino 2015, Villa Lazzarini
Verde oro, complesso, gusto internazionale; 8-10 mesi di batonnage con le fecce fini ingrassano il quadro che appare ricco, voluttuoso e non pregiudicano la dotazione acidica.
La soluzione adottata da Villa Lazzarini mi pare mirata ad estrarre spessore per via endogena, direttamente dalla materia prima, senza utilizzo di legni. 
A 7 anni abbondanti dalla vendemmia, denota margini per ulteriore invecchiamento.
Valutazione @avvinatore 8,5
Marche Bianco Igt Incrocio Bruni 54 Versus 2021, Vignamato
Frutta gialla e tropicale al naso.
Al gusto ritrova il tratto distintivo, acidico, agrumato, fresche connotazioni vegetali, anice stellato.
Valutazione @avvinatore 8
Marche Bianco Igt 2016 I.B.Cinquantaquattro, Bruscia
Giallo oro, complessità, leggermente sopra le righe, tende all'evoluto, tratto varietale poco decifrabile, vaniglia e pasticceria sovrastano il frutto.
Valutazione @avvinatore 7
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Vigoria 2021, Mezzanotte
Questo vino offre un'interpretazione opposta al precedente: puntuto, acidico.
La durezza pregiudica l'allungo.
Valutazione @avvinatore 7
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2020, Terra Argillosa
Equilibrio tra parti dure e morbide, pulito e varietale, non particolarmente complesso.
Valutazione @avvinatore 7,5 
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Acasio 2020, Silvano Strologo
Vaniglia e pasticceria tendono a sovrastare frutto e tratto varietale.
Un'interpretazione simile a I.B.Cinquantaquattro 2016 di Bruscia.
Valutazione @avvinatore 7 
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2022, Fontezoppa
Giallo paglierino scarico, mineralità proiettata su resine vegetali, fruttato, acidico.
Quadro dinamico, destinato a trovare l'assetto ideale con il riposo in bottiglia.
Valutazione @avvinatore 7,5
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Eto's 2020, Polenta
Vinificato in acciaio, ben bilanciato tra il duro e il morbido, ottima risposta varietale, agrumato e vegetale.
Valutazione @avvinatore 8
Marche Igt Incrocio Bruni 54 Brecce di Tufo 2018, Conventino Monteciccardo
Vaniglia e pasticceria coprenti, tendenza all'evoluto.
Anche questo vino mi pare si ponga sulla stessa falsariga di Acasio 2020 e I.B Cinquantaquattro 2016.
Valutazione @avvinatore 7
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2021, Terracruda
Senz'altro tra i migliori sul mercato.
Valutazione @avvinatore 8
Scheda degustazione completata in altra circostanza: https://vinidiconfine.blogspot.com/2023/02/marche-bianco-igt-incrocio-bruni-54.html
Marche Igt Incrocio Bruni 54 I.B.Cinquantaquattro 2021, Bruscia
Frutta gialla e tropicale, note di tamarindo, mineralità che ricorda resine vegetali e idrocarburo, frutto, carica acidica tende a frenare l'allungo.
Valutazione @avvinatore 7,5.
Marche Igt Incrocio Bruni 54 vendemmia 2021, I Tre Filari
Rilascia copiosamente sentori vegetali e floreali, foglia di pomodoro e scorza di limone, mela verde ed erbe di campo.
Vibrante al palato.
Valutazione @avvinatore 8.

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Incrocio Bruni 54, Marche native grape, English version

giovedì 25 aprile 2019

C'è Verdicchio e Verdicchio, Finocchi viticoltori Staffolo.

Nel corso della 53^ edizione di Vinitaly (Verona 7-10 aprile 2019), la visita allo stand 23, Finocchi Viticoltori, Padiglione 7 della Regione Marche, mi ha sollecitato qualche riflessione su come uno stesso vitigno, nel caso di specie Verdicchio, possa dare risultati differenti in relazione al clone utilizzato e ai metodi di vinificazione.
A conferma di ciò, note di degustazione di tre Verdicchio Castelli di Jesi con caratteristiche completamente diverse l'uno dall'altro:
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore '16 Vivolo - 13,5%vol.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore '16 iL Pojo - 14,5%vol.
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Docg '13 Fiore - 14%vol.
Il primo ha un'impronta di tipo tradizionale, una schiettezza oserei dire agricola.
Ottenuto da vecchi cloni di Verdicchio su viti impiantate nel 1976, vinificato in acciaio, si presenta giallo paglia con riflessi verde carico, limpido.
Il quadro è quello di un vino rosso vestito di bianco, corposo e sapido; i toni sono maturi, tendenti a frutto a guscio e mandorla, fiore appassito, pompelmo, ortaggi a foglia larga.
Certamente inaspettato, ma con un suo preciso e deciso carattere: una sorta di ritorno al passato.
In abbinamento sia su cucina di mare che di terra, cotoletta alla milanese, fritto misto all'ascolana, petto di pollo in salsa.
Il secondo è un cru da vigneto Salmagina, ha un'impronta contemporanea e a mio parere, tenuto conto della continuità acquisita nelle varie annate, rappresenta una delle espressioni più significative dei Verdicchio della riva destra del fiume Esino.
Ottenuto da clone R2 su viti impiantate all'inizio degli anni '90, vinificato in acciaio, si presenta giallo paglierino brillante, tendente al verde.
Quadro dinamizzato dalla vena acido/sapida, ricco di frutto a polpa bianca, agrume, fiore d'acacia, sfumato di toni iodati e d'anice, accenna nel finale al tratto varietale mandorlato.
L'areale assolato tende a dare vini potenti, ricchi di alcool; iL Pojo, in particolar modo in quest'ultima annata, mi pare riesca ad alleggerire questa tendenza, contemperando nel migliore dei modi struttura e freschezza.
Il terzo ha un'impronta che suole definirsi "internazionale", poichè gradita soprattutto ai mercati esteri, anche se ultimamente mi pare di notare un ritorno di fiamma per i vini barricati pure sul mercato interno.
Ottenuto anch'esso da clone R2 e selezione di uve, affinato in barrique, con batonage (rimescolamento delle fecce fini), appare giallo oro carico.
Quadro caratterizzato da toni surmaturi, frutta cotta e candita, pan brioches, crema pasticcera, cream caramel, reviviscenze acido/sapide a controbattere un finale grasso e persistente.
In abbinamento su formaggi stagionati o erborinati, salmone e tonno affumicati.
Prodotto in tiratura limitata (circa 1000 bottiglie).
Marco e Maurizio Finocchi
Finocchi Viticoltori ha sede a Staffolo (An) nel cuore della Denominazione Castelli di Jesi; dispone di 9 ettari di vigneto coltivato ad autoctono (Verdicchio, Incrocio Bruni 54, Montepulciano, Sangiovese); opera in viticoltura da quattro generazioni, ma ha trovato linfa nuova con il ricambio generazionale (hanno oggi in mano le redini Marco e Maurizio Finocchi); di recente è stata inaugurata la nuova cantina in contrada Salmagina, dotata d'impianti di trasformazione all'avanguardia.
Finocchi Viticoltori
via Donatori del Sangue, 6
60039 - Staffolo (An)
Tel. +39 0731 779573
Fax. +39 0731 779573
Email: info@finocchiviticoltori.it
Web: https://www.finocchiviticoltori.it/it/

mercoledì 26 settembre 2018

Degustazione Verdicchio Castelli di Jesi

Cinquantotto aziende per 58 etichette di Verdicchio dei Castelli di Jesi in 3 serate di degustazione aperte al pubblico al Palazzo dei Convegni di Jesi (An), 22-23-24 settembre 2018.
È questa l’iniziativa targata Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt), in collaborazione con Fisar Castelli di Jesi e le delegazioni regionali di Ais e Slow Food, per festeggiare con appassionati e winelovers i 50 anni della Doc più rappresentativa delle Marche.
Qualche cenno preliminare sulla Denominazione, prima delle note di degustazione.
La zona di produzione della Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi, istituita con decreto ministeriale nel 1968 e successivamente più volte modificata, ricade nelle province di Ancona e Macerata e prevede cinque tipologie: “Verdicchio dei Castelli di Jesi”, “Verdicchio dei Castelli di Jesi” Spumante, “Verdicchio dei Castelli di Jesi” Passito, “Verdicchio dei Castelli di Jesi” Classico, “Verdicchio dei Castelli di Jesi” Classico Superiore.
Il termine "Classico" rappresenta il riferimento territoriale volto a circoscrivere la zona storica originaria, mentre il termine "Superiore", possibile solo all'interno del Classico, fa riferimento alle rese e alla gradazione alcolica.
Il Mipaaf approvò il disciplinare di produzione della Docg Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e Riserva Classico a partire dalla vendemmia 2010.
Oltre a disposizioni più restrittive per ciò che concerne coltivazione e vinificazione, tale disciplinare Docg ha previsto che i vini "Riserva" prima di essere immessi in commercio siano sottoposti ad un periodo d'invecchiamento non inferiore a 18 mesi, di cui 6 in bottiglia, a partire da 1 Dicembre dell'anno della vendemmia.
Le note di degustazione.
Verdicchio Castelli di Jesi cl sup Doc '16
Ylice
alcool 13%
Poderi Mattioli

Giallo paglierino tenue.
Frutta bianca e gialla, pesca nettarina, mineralità.
Quadro pulito, fresco, dinamico.
Gusto e olfatto sulla stessa falsariga, citrino nel finale.
Verdicchio Castelli di Jesi Doc '15
Cantaro
alcool 13%
Broccanera
Giallo paglia luminoso.
Naso non particolarmente intenso, oserei dire refrattario, sollecita fieno, agrume, sentori di tipo vegetale.
In bocca l'attacco è morbido e il finale ruvido, timbrato dalle note amarognole della mandorla e dalla carica acidica.
Un Verdicchio "autentico", d'impronta tradizionale, paradigmatico di uno stile aziendale proiettato sulla naturalità e sull'ecosostenibilità, sia in vigna che in cantina.
Verdicchio Castelli Jesi cl sup Doc '16
Vigneto di Tobia
alcool 14%
Col di Corte

Giallo paglia limpido.
Naso intrigante, fruttato, frutta bianca e gialla, lieviti, sentori di tipo vanigliato.
La sosta sur lies implementa la vena glicerica, stempera e ammorbidisce.
A suo modo originale.
Verdicchio Castelli di Jesi cl sup Doc '14
Vivolo
alcool 13%
Viticoltori Finocchi
Naso più complesso che intenso per questo Verdicchio di color giallo paglia piuttosto carico, con riflessi oro.
Frutta gialla e frutta a guscio, sentori nocciolati e ossidativi contraddistinguono il quadro, inesorabilmente nella fase calante dell'arco evolutivo.
Verdicchio Castelli di Jesi cl sup Doc '17
Versiano
alcool 13%
Vignamato

Giallo paglierino tendente al verde.
Ricchezza fruttata del vino d'annata, carica acidica e finale ammandorlato per questo Verdicchio sapido, varietale, d'impronta tradizionale e con ampi margini evolutivi.
Verdicchio Castelli di Jesi cl sup Doc '17
Il Priore
alcool 13,5%
Sparapani Frati Bianchi

Giallo paglierino tendente al verde.
Quadro fruttato, sulla stessa falsariga del precedente, con connotazione leggermente più matura, tuttavia a mio parere con minor concentrazione e lunghezza.
In evidenza note di lieviti e vaniglia.
Verdicchio Castelli di Jesi cl sup Doc '16
Conscio
alcool 13%
Accadia
6 mesi in acciaio e 2 in bottiglia.
Giallo paglierino tendente al verde.
Frutta bianca, anice, carica acidica, dinamico.
Tratto varietale a mio parere esemplare.
In abbinamento su guazzetto di cozze e vongole.
Verdicchio Castelli di Jesi cl Doc '16
Le Oche
alcool 14%
Fattoria San Lorenzo

Da agricoltura biodinamica, vinificato in acciaio e cemento con sosta sulle fecce fini, malolattica svolta.
Giallo paglierino con riflessi oro.
Naso complesso su note di frutta a guscio, nespola, frutta gialla matura, accenni d'anice stellato e distillati d'oltralpe.
In bocca è caldo e avvolgente.
Vino di pregio.
Castelli Jesi Verdicchio cl Riserva Docg '15
Salmariano
alcool 14%
Marotti Campi

Da uve vendemmiate tardivamente, affinato 12 mesi in acciaio e circa il 20% in barrique per uguale periodo, con sosta sur lies fino all'imbottigliamento.
Giallo paglia e riflessi oro, pulito, luminoso.
Pieno e appagante al palato, dinamico, ricco di frutto a polpa gialla e tropicale, mandorlato e agrumato, lievemente vanigliato.
Vino d'indubbia caratura nonostante la ponderosa vena glicerica; adatto per tutti i palati.
Castelli di Jesi cl Riserva Docg '15
Villa Bucci
alcool 13,5%
Villa Bucci

Affinato oltre un anno in botte grande e altrettanto in bottiglia.
Vino di grande eleganza.
Giallo paglia con riflessi oro.
Naso più complesso che intenso, caratterizzato da note mentolate, anice e fieno, sentori mielati.
Perfetta continuità al palato, fine e corposo.
Un Verdicchio con l'abito da sera, fotografa in modo impeccabile lo stile intrapreso anni or sono dalla prestigiosa azienda di Ostra Vetere.
Etichetta pluripremiata dalle principali guide vini italiane.
Verdicchio dei Castelli di Jesi
You Tube shorts:

martedì 1 dicembre 2015

Degustazioni Calici d'Arte 2015, Montecosaro

Calici d'Arte è una manifestazione che abbina cultura ed enogastronomia.
La terza edizione organizzata da Pro Loco Montecosaro e Centro d'Arte e Cultura Verum, si è svolta il 28 e 29 novembre 2015 nel Palazzo Comunale di Montecosaro (Mc) nella regione Marche ed ha abbinato alla mostra collettiva d'arte figurativa di 50 artisti, l'esposizione di oggetti d'antiquariato e la degustazione vini di una dozzina di aziende vinicole del territorio.
Pur non avendo tralasciato del tutto gli aspetti artistici, la nostra attenzione è stata come ovvio catturata dall'ambito più strettamente enoico.
Le numerose degustazioni effettuate, ci hanno consentito di avere un quadro generale delle produzioni e in qualche modo confortato per quanto riguarda gli standard qualitativi.
Qui di seguito alcune delle etichette che ci sono piaciute.
Colli Maceratesi Doc Ribona '14 - alcool 12% - circa € 7
Conti degli Azzoni
web: http://www.degliazzoni.it/
Ottenuto da uva Maceratino o Ribona, si presenta giallo paglierino cristallino.
Bouquet di profumi intenso, intrigante, su toni agrumati, iodati, sfumature vegetali di foglia di pomodoro, mineralità.
In bocca l'attacco è morbido, le sensazioni indirizzano verso frutto fresco, ananas, accenni esotici e ammandorlati.
Abbinamento su cucina di mare, spaghetti alle vongole, canocchie bollite.
Marche Igt Incrocio Bruni 54 '14 - alcool 13,5% - circa € 10
Viticoltori Finocchi
web: http://www.viticoltorifinocchi.it/
Ottenuto da Incrocio Bruni 54 (innesto di Verdicchio x Sauvignon), uva delicata, di maturazione precoce, soggetta a facili ossidazioni, che qui pare aver trovato il contesto pedoclimatico adatto, sia per esposizione che per altura a circa 430 metri sul livello del mare, per esprimersi al meglio anche nelle annate sfavorevoli dal punto di vista meteo, come ad esempio può essere stata la 2014.
In questo caso la raccolta delle uve in due o tre passaggi, ha consentito di alleviare le criticità vendemmiali d'annata e mantenere inalterati gli standard qualitativi eccellenti già riscontrati nelle precedenti edizioni.
Si presenta alla vista giallo paglierino limpido con sfumature verdi.
Al naso emergono i toni del fiore e del frutto, la pera, i sentori vegetali e varietali dell'uva Sauvignon.
In bocca il quadro appare ben bilanciato tra caratteri freschi e morbidezza; anche qui i descrittori indirizzano su floreale, pomacea, mela golden, polpa d'agrume.
Abbinamento su antipasti di pesce, seppie con piselli, carpaccio di polipo.
Marche bianco Igt '14 Fonte Pù - alcool 12% - circa € 7
Azienda Agricola Castignani
web: https://castignani.wordpress.com/about/
Azienda Agricola di Montecosaro (Mc), estesa su 70 ettari di cui appena 3 coltivati a vigneto, per una produzione destinata prevalentemente al vino sfuso.
Da quest'anno propone due etichette in bottiglia, di cui una a base Sangiovese e l'altra da uve a bacca bianca.
Abbiamo testato il Fonte Pù, ottenuto da un blend di Verdicchio e Trebbiano.
Vinificato "all'antica", seguendo la tradizione tramandatasi di padre in figlio, è stato fatto fermentare in grandi botti di legno, con successivo affinamento in acciaio e bottiglia.
Si presenta giallo paglierino limpido alla vista.
L'approccio olfattivo svela l'impronta autentica, oserei dire rurale, che poi tornerà anche al gusto.
I toni sono quelli del frutto maturo, del frutto a guscio, d'erbette aromatiche: nocciola, caramella mou, accenni agrumati, pino mugo.
Quadro gustativo equilibrato, caratterizzato dalla combinazione di note amaricanti e nerbo citrino.
Può a mio parere essere abbinato sia su cucina di mare, frittura e pesce al forno, che su piatti di tradizione contadina come ad esempio maccheroncini di Campofilone al ragù di carne, pasta e ceci, olive all'ascolana.
Marche rosso Igt '10 Boffo - alcool 13,5% - circa € 12
Cantine D'Ercoli
web: http://www.cantinedercoli.it/
Conoscevamo Cantine D'Ercoli per l'affidabilità dei vini bianchi da uve Passerina e Pecorino; aggiungiamo un ulteriore tassello alla già buona considerazione che avevamo di quest'azienda di Cossignano (AP), dopo aver assaggiato Boffo '10 ottenuto da uve Montepulciano e Cabernet Sauvignon.
Fermentato in acciaio, maturato 4 mesi in tonneaux e successivo affinamento di due anni in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino tendente al granato, cupo e impenetrabile.
Quadro olfattivo intrigante, contraddistinto da un'impronta più che matura, laddove il frutto nero tende ad abdicare in favore di sensazioni terziarie, cuoio, sottobosco, persino sentori idrocarburici.
La complessità olfattiva crea l'aspettativa nella successiva fase, che viene in parte realizzata.
In sostanza all'esame gustativo il quadro mantiene spessore, ma i toni paiono meno severi e tornano in evidenza note più fresche d'amarena, lampone, frutto in confettura.
Vino convincente, in considerazione soprattutto del favorevole rapporto qualità/prezzo.
Abbinamento su arista di maiale con cardo gobbo al forno.
Marche rosso Igt '10 Vidacilius - alcool 14,5%
Lumavite
web: www.lumavite.it
Assoluta eccellenza su tutta la gamma per questa piccola azienda della provincia di Fermo http://cantina-lumavite-rapagnano-fm.html
L'ennesima conferma arriva da questo blend di uve Montepulciano con saldo Sangiovese e Syrah vinificate separatamente, maturato in legni di 2°-3°-4° passaggio per almeno un anno e successivo affinamento in bottiglia per altri due anni.
Si presenta alla vista di color rosso rubino cupo, con riflessi porpora.
Naso giocato su frutto nero maturo, cuoio, humus, noce moscata.
In bocca si conferma in pieno, coniugando struttura, freschezza, spessore tannico.
I descrittori spaziano dalle note vegetali a quelle speziate, dai fondi di caffè a ricordi di mora e mirtillo.
Mi pare di poter dire che ci troviamo di fronte ad un'annata particolarmente riuscita.
Io lo vedo abbinato giusto, su gran bollito di carne con verdure di stagione.
Marche rosso Igt '11 Passatempo - alcool 14,5% - circa € 18
Conti degli Azzoni
web: http://www.degliazzoni.it/
Ottenuto da uva Montepulciano in purezza, fermentato in acciaio, affinato 18 mesi in barrique e successivi quasi 2 anni in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso granato scuro, impenetrabile.
Naso intenso, complesso, su toni di frutto nero macerato, liquirizia, sottofondo erbaceo e cuoio.
Gusto pieno, contraddistinto dalle note varietali di marasca sotto spirito, dalle avvolgenze vanigliate del legno piccolo e dalla carica glicerica; poi spezie dolci, mineralità, accenni cioccolatosi in chiusura.
Tenore alcolico, tannino levigato e frutto stramaturo, allestiscono un quadro, ampio, ricco di polisaccaridi, sbilanciato sui toni morbidi.
Vino di spessore, in abbinamento su selvaggina, formaggi stagionati, costine d'agnello alla brace.

lunedì 25 marzo 2013

Wine tasting Sangiovese in Tipicità 2013

Lunedì 18 marzo terza e conclusiva giornata della ventunesima edizione di Tipicità-Made in Marche Festival a Fermo.
http://www.tipicita.it/
Presso l'area d'animazione "Sala Dorica", talk show e wine tasting a cura dell'Associazione Italiana Sommelier "Ais Marche".
Protagonista il Sangiovese: l'uva a bacca rossa più diffusa in Italia, che però trova solo nella fascia intermedia della penisola il suo habitat ideale, soprattutto negli areali caratterizzati da particolare esposizione, composizione chimico fisica del suolo, escursione termica.
In degustazione 6 vini da uva Sangiovese della regione Marche: 2 dalla provincia di Pesaro, uno ciascuno dalle altre quattro province marchigiane.
Questa la progressione gustativa più opportuna, secondo il mio punto di vista:
1) Marche Igt Sangiovese "campione di vasca 2012" - alcool 13,5%.
Azienda Finocchi di Staffolo (AN).
Campione di vasca di una massa di vino che andrà successivamente affinata in botte grande o in bottiglia, in base ai parametri di valutazione aziendali e del consulente Giancarlo Soverchia.
Annata calda e vendemmia leggermente anticipata per salvaguardare l'acidità.
Rosso rubino tendente al porpora.
Vinoso e corposo.
Al naso sentori d'amarena che virano verso note floreali di viola mammola.
In bocca bella acidità, complessità, discreta sostanza e frutto.
Di buona prospettiva.
Azienda a mio parere emergente quella dei fratelli Marco e Maurizio Finocchi.
Confermatasi su ottimi livelli per ciò che concerne Verdicchio ed altre uve locali a bacca bianca come ad esempio Incrocio Bruni, ora con la supervisione di un enologo di fama e di grande esperienza come Giancarlo Soverchia, tenta il salto di qualità anche con i rossi.
2) Colli Pesaresi Doc Pianeta Rosso '11 - alcool 13,5% - circa € 10.
Tenuta Carlini di Pesaro (PU).
Piccola azienda di appena tre ettari, per circa 10.000 bottiglie di produzione annua complessiva, situata nel parco naturale del San Bartolo.
Solo acciaio per questo Sangiovese con piccolo taglio di Pinot Nero.
Si presenta alla vista di un bel colore rosso rubino.
Al naso piuttosto intenso, con susseguirsi di note floreali di violetta, fruttate d'amarena, lieve speziatura dolce.
Al gusto l'attacco è morbido, quasi dolciastro, fruttato, sapido, leggera astringenza in centro bocca.
3) Colli Pesaresi Doc Luigi Fiorini '07 - alcool 14,5% - circa € 20.
Azienda Fiorini di Barchi (PU).
Azienda storica del pesarese.
Circa 45 ettari, per una produzione media annua intorno alle 200.000 bottiglie, in gran parte da uve autoctone.
Rosso granato con unghia color mattone.
Profumi maturi, giocati su note di prugna macerata, tabacco, humus.
Complesso ed intrigante in questa fase, crea l'aspettativa di un vino austero e profondo nella successiva.
Invece al palato la sensazione d'austerità e complessità avvertita all'olfazione, viene in parte stemperata o per meglio dire ridimensionata, da note più gentili, quasi dolciastre di frutti rossi e dal calore alcolico.
Finale mediamente persistente, con tannino in evidenza.
4) Marche Igt Sangiovese Fedus '01 - alcool 14% - circa € 18.
Poderi Capecci S. Savino di Ripatransone (AP).
Circa 22 ettari per una produzione media annua di 120.000 bottiglie, in una delle zone più vocate della regione.
A 12 anni dalla vendemmia questo Fedus mantiene integri spessore e carattere, a dimostrazione del potenziale di tenuta del Sangiovese.
Alla vista si presenta color rubino scuro tendente al granato.
Profumi particolari, un po' sui generis: si alternano sensazioni austere di frutto nero macerato, speziatura dolce di cannella, note quasi country di zolla rimossa o fieno di stalla.
Anche al gusto tornano le stesse sensazioni, giocate sul fruttato di ciliegia stramatura, mineralità, evidenze terziarie di noce moscata e cuoio.
Tannino levigato.
L'impressione finale è che punti di più sul carattere autentico e la territorialità, che sulla finezza.
5) Marche Igt Sangiovese Saltapicchio '07 - alcool 15% - circa € 18.
Azienda Boccadigabbia di Civitanova Marche (MC).
Poco più di 35 ettari per una produzione media annua di 100.000 bottiglie.
Utilizzo sia di uve autoctone che uve internazionali; quest'ultime storicamente coltivate in azienda, erede di possedimenti in passato di proprietà dell'amministrazione Bonaparte.
Affinato in barrique di secondo passaggio, questo Saltapicchio da uva 100% Sangiovese si presenta alla vista di un bel rosso rubino scuro.
Al naso prevalgono sensazioni di frutto nero maturo, cacao, speziatura di cannella e una nota alcolica piuttosto pungente.
Al gusto è compatto, corposo, austero.
In evidenza prugna macerata, pepe, cuoio, mineralità.
Tannino oggettivamente un po' sopra le righe, ma "soggettivamente" gradito.
Vino articolato, di struttura importante, ancora in via di armonizzazione, per questo motivo non immediato.
Certamente destinato a trovare la sua dimensione solo tra qualche anno.
6) Marche rosso Igt Solo '09 - alcool 14,5% - circa € 28.
Fattoria Dezi di Servigliano (FM).
Una quindicina d'ettari per una produzione complessiva annua di poco più di 50.000 bottiglie, esclusivamente dedicate alle uve autoctone e tradizionali del territorio.
Affinato in rovere, questo magnifico vino da uva Sangiovese 100%, si presenta alla vista di color rosso rubino molto scuro e compatto.
Intense, per non dire travolgenti le sensazioni olfattive, dove predominano confettura di ciliegia e amarena sciroppata, sottobosco, spezie, tabacco.
Ugualmente ricco, ampio e appagante è l'impatto gustativo, prevalentemente giocato sulle note di frutto sotto spirito, liquirizia, spezie dolci, cioccolato fondente.
A fare da contraltare alla tendenza morbida, mineralità e una bella spalla acida.
Ma è l'equilibrio complessivo e la coerenza gustolfattiva, ciò che più coinvolge e sorprende il degustatore.
Tutto pare tarato verso l'alto, in questo vino di grande finezza e sostanza materica.