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venerdì 24 gennaio 2025

Colli Pesaresi Doc Rosso 2019 Balon, Bruscia winery

Balòn vuol dire "grossa zolla" nel gergo locale
Questo vino ci porta nella parte settentrionale della regione Marche; l'area produttiva della Denominazione d'Origine Controllata "Colli Pesaresi" istituita nel 1972, corrisponde infatti al territorio amministrativo di 37 comuni della provincia di Pesaro-Urbino.
Il Disciplinare di Produzione prevede un'infinità di tipologie, 7 Colli Pesaresi e 10 Colli Pesaresi con menzione di sottozona (le sottozone sono tre: Focara, Roncaglia, Parco Naturale Monte San Bartolo).
Questo vino appartiene alla tipologia Colli Pesaresi Rosso.
Colli Pesaresi Doc Rosso 2019 Balòn
14% vol.
Ottenuto da uve 70% sangiovese e 30% altre uve locali (uve a bacca rossa coltivate in loco da Bruscia: montepulciano, lacrima, centesimino, merlot, cabernet), maturato 14-18 mesi in rovere, si presenta di color rosso rubino carico, con riflesso granato.
Fase olfattiva intensa e complessa, contraddistinta da sentori pirazinici e boisée, frutti rossi e visciole, tonalità iodate e idrocarburiche.
In bocca appare fresco, tutt'altro che sovrastrutturato; il frutto riceve propellente dalla dotazione acidico-tannica e scivola leggero sui recettori sensoriali.
More e lamponi, accenni al rabarbaro, costituiscono l'asse fruttato su cui ruota l'intera fase gustativa, non particolarmente complessa per la verità, tuttavia improntata a finezza e fruibilità.
Valutazione @avvinatore: 90/100
Abbinato su:
spaghettone Mancini all'amatriciana
Azienda Agricola Bruscia
strada Cerasa 11/a
61039 San Costanzo (Pu)
Tel: 0721.954801
E-mail: info@brusciavini.it
Web: https://www.brusciavini.it/
post correlato:
Colli Pesaresi Doc Rosso, Cantina Bruscia
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giovedì 7 marzo 2024

Pinot Nero delle Marche ad Artevinando 2024

Domenica 3 marzo 2024 presso il Municipio di Sant'Elpidio a Mare (Fm) si è svolto l'evento inaugurale della X edizione di Artevinando, cartellone di eventi che va da fine inverno a fine estate, organizzato dall'Associazione Culturale "Di Arte in Vino".
"Un francese nelle Marche, parliamo di Pinot Nero" è stato il convegno d'apertura, a cui è seguita la degustazione di Pinot Nero prodotti da 8 cantine marchigiane.
Il Pinot Nero è un vitigno nobile, originario della Borgogna, diffusosi nel corso della storia in tutto il mondo; esistono circa 180 cloni di Pinot Nero al mondo.
In Italia il vitigno ha grande tradizione nelle regioni del nord, tanto da essere assimilabile ad autoctono.
L'Oltrepò Pavese è area vocata in fatto di Pinot Nero, è la terza area produttiva d'Europa, dopo Borgogna e Champagne; dai 3000 ettari coltivati ricava il 75% dell'intera produzione italiana.
Il celebre viticoltore altoatesino Franz Haas, uno dei padri nobili della viticoltura italiana, prematuramente scomparso un paio d'anni fa, soleva definire il suo Pinot Nero di base, come "il bianco tra i rossi", a significare come frutto leggiadro e freschezza ne costituissero il perno.
Il vitigno dà effettivamente vini di grande finezza, poco colorati e poco tannici, caratterizzati da note di frutti di bosco e spezie nelle versioni d'annata; tuttavia in quelle più strutturate destinate all'invecchiamento, può sviluppare spessore materico, tonalità surmature o di tipo animale, ciliegia sotto spirito, cuoio, cacao, sottobosco, grande complessità.
Il Pinot Nero è un vitigno poco produttivo, è esigente e fragile, soffre le malattie fungine e i ristagni d'umidità, predilige l'escursione termica, ha bisogno di un terroir ideale per ciò che concerne ad esempio composizione chimico fisica del terreno, esposizione, microclima, necessita di cure assidue in vigna, va monitorato, richiede quindi un impegno maggiore in fatto di ore di lavoro.
Coltivare Pinot Nero è una vera e propria sfida per ogni viticoltore.
Nelle Marche il Pinot Nero fu introdotto dall'Amministrazione Bonaparte agli inizi del diciannovesimo secolo.
Nel corso di un paio di secoli è avvenuta la selezione clonale, che ha consentito al vitigno di meglio adattarsi in alcune zone rispetto ad altre; sono 20-25 i cloni coltivati in regione da una quindicina di cantine.
Il Pesarese possiamo considerarlo oggi come zona d'elezione, comprende infatti oltre la metà delle cantine produttrici; in questo areale l'estratto secco notevole, dà vini forse meno eleganti, più irruenti, ma con un proprio carattere e distintività.
Da qualche anno a questa parte, troviamo Pinot Nero anche al di fuori del Pesarese, ad esempio nel Maceratese o nel Fermano; all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Cupi di Visso a circa 1000 metri sul livello del mare, troviamo il vigneto più alto delle Marche e tra i più alti d'Italia.
Il vitigno è base ampelografica in Colli Pesaresi Doc Focara e in Colli Pesaresi Doc Roncaglia (Focara e Roncaglia sono due sottozone), è inoltre autorizzato in Marche Igt.
Mi pare di poter dire che il livello medio della degustazione elpidiense sia stato più che confortante, molto buono a mio parere, nonostante le uve provenissero da vigneti, quasi tutti, d'impianto relativamente recente; fedeltà varietale, grande fruibilità ed equilibrio, piccoli frutti rossi e freschezza, i comuni denominatori, da considerare come effetti diretti di scelte mirate, sia in vigna che in cantina, come ad esempio la massimale riduzione delle rese, per un vitigno già poco produttivo di suo, in alcuni casi fino a 35 quintali per ettaro, o come l'utilizzo di legni di terzo passaggio, quindi non particolarmente invasivi, in fase d'affinamento.
- Marche Igt Pinot Nero 2021 San Marone, Fontezoppa winery
- Marche Rosato Igt 2023 a Pois, Fontezoppa winery
- Marche Igt Rosso 2021 Rosso al Mare, Sor Rico winery
- Marche Igt Pinot Nero 2022, Coppacchioli Tattini winery
- Marche Igt Pinot Nero 2022 Silvo, De Leyva winery
- Marche Igt Pinot Nero 2022 Isabel (vinificato in bianco), De Leyva winery
- Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero 2020, Roberto Lucarelli winery
- Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero 2021, Fattoria Mancini winery
- Marche Igt Pinot Nero 2021 Lamorosa De Monteverde, Terrapremiata winery
- Marche Igt Pinot Nero 2021 Tempo, Agostino Romani winery

martedì 5 dicembre 2023

Rosso di Sera 2023, masterclass "50 sfumature di rosso"

Sabato 2 e Domenica 3 dicembre 2023 la storica Villa Bonaparte di Porto San Giorgio (Fm) è stata animata dalla 2^ edizione di "Rosso di Sera-Festival dei Vini Rossi delle Marche".
Nell'ambito del nutrito programma, degustazione guidata dal titolo "50 sfumature di rosso", a cura del sommelier e voce di Rai2 Andrea Amadei.
Abbiamo degustato 6 vini di 6 diverse Denominazioni d'Origine marchigiane:
Rosso Piceno Superiore Doc – Roggio del Filare (Velenosi)
Colli Pesaresi Doc Sangiovese Riserva – Pìkler (Bruscia)
Pergola Doc Aleatico Superiore – Ortaia (Terracruda),
Offida Rosso Docg – Vigna Giulia (Dianetti),
Lacrima di Morro d’Alba Doc – Morro (Tenuta Mattei)
Vernaccia di Serrapetrona Docg – Vernaccianera (Terre di Serrapetrona).
Lacrima di Morro d'Alba Doc 2022 Morro
Tenuta Mattei
Rosso porpora tipico della tipologia.
Delicati sentori floreali e fruttati, rosa e violetta, frutti di bosco, fragoline.
In bocca astringenza varietale e freschezza di vino ancor giovane, entrano in congiunzione con le note leggiadre del frutto rosso e del fiore.
Vinificato in acciaio.
Insaccati spalmabili, focaccia e ciauscolo, lasagne al forno.
Pergola Doc Aleatico Superiore 2020 Ortaia
Terracruda
Vitigno semi aromatico Aleatico.
Rosso rubino con riflesso porpora.
Quadro ricco di profumi e sapori ben calibrati, frutti di bosco in generoso dosaggio, fragola matura, ribes e lampone, toni mentolati.
In bocca è fresco e speziato, non ha il grip tannico del precedente, ma è lungo e avvolgente nel finale.
Sosta sur lies, matura 16-18 mesi in barrique di secondo passaggio.
Cucina orientale a base di spezie, goulasch, arista di maiale alle prugne.
Colli Pesaresi Doc Sangiovese Riserva 2019 Pikler
Bruscia
Rosso rubino cupo, tendente al granato.
Approccio gustolfattivo piuttosto impattante, opulento, frutta nera macerata, sentori terrosi e incensati, legno d'antan.
Al gusto tannini scalpitanti e carica acidica tendono a sovrastare le morbidezze, in sottofondo cacao e torrefazione.
Botte grande e barrique per 12 mesi, più ulteriori 6 mesi in bottiglia.
In abbinamento su piatti succulenti o a tendenza grassa.
Offida Rosso Docg 2018 Vigna Giulia
Dianetti
Ottenuto da uve montepulciano, ha colore rosso rubino tendente al granato.
Un pot-pourri di frutti rossi e neri, amarene, marasca sotto spirito, toni mentolati, accenni di noce di cola uno degli ingredienti della famosa bibita.
Connotazioni cioccolatose e amarotiche in chiusura, accompagnano la vaniglia del legno piccolo e contrappuntano la carica acidica vibrante.
Obiettivo raggiunto, se l'intento era quello d'alleggerire l'irruenza varietale.
Rosso Piceno Superiore Doc 2019 Roggio del Filare
Velenosi
70% montepulciano e 30% sangiovese.
Vino pluripremiato dalle principali guide vini italiane in tutte o quasi le annate.
Rosso rubino carico, tendente al porpora.
Grande equilibrio aromatico e gustativo, sintomatico del vino che fa dell'eleganza la prerogativa.
Ciliegia fresca e in confettura, toni terrosi, cioccolatosi, sottobosco, corredo di spezie, cannella e chiodo di garofano si alternano a visciole e cacao.
Grande complessità, struttura e finezza procedono di pari passo, addomesticata è l'irruenza varietale.
Vernaccia di Serrapetrona Docg Vernaccianera
Terre di Serrapetrona-Tenuta Stefano Graidi
Vino spumante dolce, ottenuto da uve vernaccia nera.
Il Vernaccia di Serrapetrona Docg pare che sia l'unico vino spumante rosso italiano a denominazione d'origine controllata e garantita, che subisce tre fermentazioni.
Trattasi di Metodo Charmat Martinotti.
In estrema sintesi la procedura: si ottiene, in una prima fase, il vino tranquillo da una parte delle uve vendemmiate (prima fermentazione), si lascia l'altra metà delle uve (circa il 40%) ad appassire in fruttaia fino a gennaio più o meno, si procede alla pressatura e diraspatura di quest'ultime e all'assemblaggio del mosto con il vino tranquillo precedentemente ottenuto; parte qui la seconda fermentazione che è molto lenta e dopo un paio di mesi, il vino maturato viene messo in autoclave, dove con aggiunta di lieviti e zuccheri (cosiddetta presa di spuma) parte la terza fermentazione e si protrae per qualche mese la sosta sulle fecce di fermentazione.
Si ottiene così lo Spumante Docg, in versione secca o dolce in relazione al residuo zuccherino, spumante che non può essere commercializzato prima del 30 giugno dell'anno successivo alla vendemmia.
Rosso rubino profondo, spuma fitta, carbonica setosa.
Mediamente intenso al naso, dolce ma non stucchevole al palato, anche in considerazione dei 55 gr/l di residuo zuccherino, ben al di sotto dei massimali raggiunti da altri vini dolci.
Il sorso è avvolgente, i marcatori virano su note speziate e frutti di bosco, pepe e fragoline, ciliegia e uva passa, cioccolato bianco.
Vino da dessert da abbinare su dolci secchi, semifreddi, dolci al cioccolato e natalizi.

martedì 28 marzo 2023

Pinot Nero d'Oltrepò Pavese e della regione Marche, degustazioni

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, "Declinazione di Pinot Nero" di regione Marche e d'Oltrepò Pavese; degustazione guidata a cura di Ais Marche e Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
Relatori: Miriam Prencisvalle delegata Ais Pavia e Raffaele Papi delegato Ais Pesaro.
Il Pinot Nero è un vitigno nobile, originario della Borgogna, dà vini di grande finezza, poco colorati e tannici, caratterizzati da note di frutti di bosco e spezie nelle versioni d'annata; da tonalità mature, di tipo animale, cuoio, ciliegia sotto spirito e sottobosco in quelle più strutturate destinate all'invecchiamento.
E' un vitigno esigente, soffre le malattie fungine, ha bisogno di un terroir ideale per ciò che concerne ad esempio composizione chimico fisica del terreno, esposizione e microclima, umidità più o meno bassa, escursione termica.
Esistono circa 180 cloni di Pinot Nero al mondo.
Oltrepò Pavese è area vocata in fatto di Pinot Nero, è la terza area produttiva d'Europa, dopo Borgogna e Champagne; dai 3000 ettari coltivati ricava il 75% dell'intera produzione italiana.
All'interno della denominazione, la valle Scuropasso può essere considerata la zona climaticamente ideale.
La denominazione Oltrepò Pavese Docg riguarda lo Spumante Metodo Classico e fu istituita nel 2007, ma il vino Oltrepò Pavese Spumante Metodo Classico, era già previsto come tipologia della Doc Oltrepò Pavese istituita nel 1970.
Nelle Marche il Pinot Nero è coltivato soprattutto in provincia di Pesaro-Urbino.
Sono 20-25 i cloni coltivati in regione.
Fattoria Mancini può essere considerata pioniera in fatto di Pinot Nero nelle Marche; oggi però il vitigno è coltivato anche al di fuori del pesarese, ad esempio nel maceratese all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Cupi di Visso a circa 1000 metri sul livello del mare, troviamo il vigneto più alto delle Marche e tra i più alti d'Italia.
Il vitigno è base ampelografica in Colli Pesaresi Doc Focara e in Colli Pesaresi Doc Roncaglia (Focara e Roncaglia sono due sottozone); è inoltre autorizzato in Marche Igt.
Metodo Classico
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Docg "2005 Brut" 2020, Finigeto
2005 è l'anno di fondazione dell'azienda.
24 mesi sui lieviti, sboccatura gennaio 2023.
Fine perlage, persistente.
Agrumato e floreale d'acacia.
Vino d'entrèe.
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Rosè Docg "NorEma Extra Brut" 2020, Calatroni
NorEma sta per Nora ed Emma.
24 mesi sui lieviti, rosa tenue, floreale, burroso, ben bilanciato; pluripremiato dalle principali guide vini italiane.
Marche Igt Rosato Spumante Metodo Classico Extra Brut 2018, Coppacchioli Tattini
40 mesi sui lieviti, sboccatura novembre 2022.
Da uve Pinot Nero coltivate a 1000 metri sul livello del mare, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Rosa tenue, note floreali, geranio, frutti di bosco, ribes, fragoline.
Premiato con il simbolo dell'eccellenza dalla guida Le Marche nel Bicchiere 2023.
Spumante Metodo Classico Extra Brut Rosè "1759 Riserva 120 Mesi" 2011, Valturio
1759 è l'anno in cui fu costruita la storica cantina.
Versione magnum da 1,5 litri, sboccatura gennaio 2022.
Ampiezza, incisività, connotazioni fruttate e floreali, ribes e lampone, ciclamino.
10 anni sui lieviti, un'esperienza più unica che rara.
Valutazione sintetica
Più irruenza nei Metodo Classico marchigiani, più finezza in quelli d'Oltrepò Pavese.
Vini fermi
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Blanc de Noir" 2020, Roberto Lucarelli
Vinificato in bianco, appare di colore leggermente rosato.
1/3 fermenta in tonneaux, 2/3 in acciaio.
Freschezza, piccoli frutti rossi, carica acidica, note vinose; qualche nota vanigliata dà equilibrio.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Costa del Nero" 2021, Conte Vistarino
Rosso rubino scarico.
10 mesi d'affinamento, parte in acciaio, parte in barrique.
Piccoli frutti rossi, lampone, spezie, pepe, macchia mediterranea, resinato, varietale.
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Rive" 2020, Fattoria Mancini
Cru da vigneto vecchio di cinquant'anni denominato Rive a Fiorenzuola di Focara, all'interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo.
Affinato 12 mesi in barrique con batonnage, appare rosso rubino brillante, con lieve trasparenza sul bordo.
Carica acidica ed estratto secco procedono di pari passo; corposo, materico, frutto nero stramaturo, note vanigliate, trama tannica rugosa, persistenza retronasale e gustativa.
Vino da brasati, lunghe cotture.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Giorgio Odero" 2018, Frecciarossa
12 mesi d'affinamento in botti da 25 ettolitri, 6 mesi in acciaio, 12 mesi in bottiglia.
Rubino pieno, con riflesso granato.
Complesso, variamente articolato su note balsamiche e frutto stramaturo, erbe aromatiche e tonalità boschive, tartufo, sottobosco, fungo, liquirizia; intenso e corposo, grande finezza.
Consigliato su lepre in salmì.
Marche Igt Pinot Nero "Arte Sìa", La Collina delle Fate
Degustato in anteprima, non ancora sul mercato.
24-30 mesi in barrique, 1 anno in bottiglia.
Rosso rubino carico, complesso, spessore materico, frutto maturo, confettura di frutti di bosco, note boschive e balsamiche, spezia dolce, cannella, cuoio.
Ruvido e acidico al palato, con doti d'allungo, trova bilanciamento nella vaniglia del legno piccolo.
Valutazione sintetica
Per quanto riguarda i vini fermi, mi pare di poter dire che valgano le stesse considerazioni fatte per i Metodo Classico: più finezza in Oltrepò Pavese, più irruenza nelle Marche.
A questo punto però, si potrebbe osare un ulteriore approfondimento.
Se tale sintetica valutazione può nei Metodo Classico trovare una ragione nella maggiore tradizione e specializzazione spumantistica d'Oltrepò, nei vini fermi potrebbe invece essere rivelatrice del tratto distintivo dei rispettivi territori, ovvero del cosiddetto terroir, l'uno ispirato ad un'eleganza sobria di stampo mitteleuropeo, l'altro animato da pulsioni calde, generose, mediterranee: stili differenti, generati da scuole e storie vitivinicole differenti.
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lunedì 16 maggio 2016

Vini bianchi, vini rossi delle Marche degustati ad Artevinando 2016

Successo senza precedenti per Artevinando 2016.
Il cartellone costituito da cinque eventi eno-artistici diluiti tra aprile e luglio, organizzato nel centro storico di Sant'Elpidio a Mare (Fm) dall'Associazione Culturale Di Arte in Vino, ha visto dedicate alle degustazioni libere le giornate di sabato 14 e domenica 15 maggio ed in queste due occasioni le antiche mura di palazzo Sabbatini hanno fatto fatica a contenere l'afflusso di visitatori.
Per quanto ci riguarda abbiamo effettuato una serie di tasting, una parte dei quali fanno parte di questo post, mentre altri ne pubblicheremo prossimamente.
Offida Docg Pecorino '15 Fenèsia – alcool 13% - circa € 10
Terra Fageto
L'azienda opera in regime di biologico certificato.
Vendemmia leggermente anticipata per contenere il grado alcolico in un’annata rivelatasi particolarmente favorevole dal punto di vista meteo.
Ci appare giallo paglierino con riflessi verdi.
Già al naso prorompe di spiccata mineralità e di frutto, a significare la ricchezza del quadro ed il potenziale espressivo di questo Pecorino oggi in fase evolutiva, ma che troverà il giusto assetto nel medio- lungo periodo, dopo ulteriore fase di maturazione in bottiglia.
In evidenza sentori di pera e banana, floreali di mimosa, poi toni balsamici di canfora, tè verde e cellulosa, i quali ultimi definiscono un quadro per il momento ancora acerbo.
In bocca ha buon corpo è sapido, fresco di frutto e caratterizzato da sensazioni ammandorlate che hanno ruolo preminente dall’attacco fino in chiusura.
In abbinamento su fritto misto all’ascolana.
Colli Maceratesi Doc Ribona '15 – alcool 13% - circa € 7
Società Agricola Saputi
L’azienda di Colmurano (Mc), fondata negli anni ’80, estesa su 25 ettari, per una produzione media di 80.000 bottiglie all’anno, presenta questo vino ottenuto da uva autoctona Ribona detta anche Maceratino, dotato di favorevole rapporto
qualità-prezzo.
Si presenta alla vista di un bel colore giallo paglierino cristallino.
Fine e moderatamente intenso al naso, su toni di pomacea e mineralità, che trovano piena conferma anche in bocca.
Il sorso procede lineare, certamente non impegnativo, ma godibile.
Trova un buon punto d’equilibrio tra i toni morbidi di succo d’agrume e cera d’api che impattano di primo acchito e quelli più duri di tipo ammandorlato che caratterizzano il finale.
In abbinamento su antipasti di pesce, canocchie bollite.
Rosso Piceno Doc '12 Contrada Vallone – alcool 13,5% - circa € 13
Tenute Rio Maggio
Ottenuto da uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30% provenienti da vigneti vecchi di 40 anni, fermentato in acciaio, affinato 9 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, si presenta alla vista di color rosso rubino limpido, tendente al granato.
I profumi moderatamente intensi di ciliegia in confettura, spezie dolci e cacao, confezionano un quadro olfattivo indirizzato su sensazioni mature.
Viceversa in bocca sembra più sbilanciarsi sui toni leggeri e rinfrescanti dell’amarena e del seme di melograno, corroborati da spessore tannico.
Vino di medio corpo e media persistenza, può trovare un buon abbinamento su spezzatino di manzo in umido con patate.
Colli Pesaresi Rosso Doc '13 Balòn - alcool 14,5% - circa € 11
Bruscia
L’azienda opera in regime di biologico certificato.
Questo vino ci ha favorevolmente impressionato per ciò che concerne il centrato assemblaggio delle uve in fase di vinificazione e per doti di struttura.
Ottenuto da uve Sangiovese 70% con saldo Merlot e Cabernet Sauvignon, affinato 18 mesi in rovere, più ulteriori 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino limpido.
Corredo aromatico intenso, che si sviluppa su sentori animali ed erbacei, cuoio, aghi di pino ed erbe aromatiche, ricordi di prugna e confettura.
Maturo e complesso in questa fase.
Al gusto conferma tali impressioni severe, corroborate da toni torrefatti, cioccolatosi e frutto nero stramaturo, che ammorbidiscono il quadro, contrappuntano nella giusta misura un tannino non graffiante e garantiscono buona persistenza.
In abbinamento su arrosto di vitellone al forno con erbe aromatiche, sfumato al vino rosso.
Offida Docg Rosso '11 Tumbulus - alcool 15% - circa € 15
Cantina Cherri d’Acquaviva
Ottenuto da uve Montepulciano 85% e Cabernet Sauvignon a saldo, con lungo processo di vinificazione che prevede sosta di 1 anno in acciaio, 2 anni in barriques e 6 mesi in bottiglia, si presenta consistente alla vista, di color rosso rubino tendente al granato.
Corredo aromatico austero, indirizzato su sentori di tipo idrocarburico, spezie, accenni muschiati e d’erbe aromatiche.
In bocca è caldo e grasso, ricalca la falsariga olfattiva, con aggiunta di pronunciati toni di torrefazione.
Il passaggio in legno piccolo e il saldo di uva internazionale, smussano il quadro, regalando un sorso rotondo, ulteriormente implementato da tannino levigato.
Vino corposo, può trovare un buon abbinamento su filetto di cinghiale in crosta, con crema di funghi.

lunedì 25 marzo 2013

Wine tasting Sangiovese in Tipicità 2013

Lunedì 18 marzo terza e conclusiva giornata della ventunesima edizione di Tipicità-Made in Marche Festival a Fermo.
http://www.tipicita.it/
Presso l'area d'animazione "Sala Dorica", talk show e wine tasting a cura dell'Associazione Italiana Sommelier "Ais Marche".
Protagonista il Sangiovese: l'uva a bacca rossa più diffusa in Italia, che però trova solo nella fascia intermedia della penisola il suo habitat ideale, soprattutto negli areali caratterizzati da particolare esposizione, composizione chimico fisica del suolo, escursione termica.
In degustazione 6 vini da uva Sangiovese della regione Marche: 2 dalla provincia di Pesaro, uno ciascuno dalle altre quattro province marchigiane.
Questa la progressione gustativa più opportuna, secondo il mio punto di vista:
1) Marche Igt Sangiovese "campione di vasca 2012" - alcool 13,5%.
Azienda Finocchi di Staffolo (AN).
Campione di vasca di una massa di vino che andrà successivamente affinata in botte grande o in bottiglia, in base ai parametri di valutazione aziendali e del consulente Giancarlo Soverchia.
Annata calda e vendemmia leggermente anticipata per salvaguardare l'acidità.
Rosso rubino tendente al porpora.
Vinoso e corposo.
Al naso sentori d'amarena che virano verso note floreali di viola mammola.
In bocca bella acidità, complessità, discreta sostanza e frutto.
Di buona prospettiva.
Azienda a mio parere emergente quella dei fratelli Marco e Maurizio Finocchi.
Confermatasi su ottimi livelli per ciò che concerne Verdicchio ed altre uve locali a bacca bianca come ad esempio Incrocio Bruni, ora con la supervisione di un enologo di fama e di grande esperienza come Giancarlo Soverchia, tenta il salto di qualità anche con i rossi.
2) Colli Pesaresi Doc Pianeta Rosso '11 - alcool 13,5% - circa € 10.
Tenuta Carlini di Pesaro (PU).
Piccola azienda di appena tre ettari, per circa 10.000 bottiglie di produzione annua complessiva, situata nel parco naturale del San Bartolo.
Solo acciaio per questo Sangiovese con piccolo taglio di Pinot Nero.
Si presenta alla vista di un bel colore rosso rubino.
Al naso piuttosto intenso, con susseguirsi di note floreali di violetta, fruttate d'amarena, lieve speziatura dolce.
Al gusto l'attacco è morbido, quasi dolciastro, fruttato, sapido, leggera astringenza in centro bocca.
3) Colli Pesaresi Doc Luigi Fiorini '07 - alcool 14,5% - circa € 20.
Azienda Fiorini di Barchi (PU).
Azienda storica del pesarese.
Circa 45 ettari, per una produzione media annua intorno alle 200.000 bottiglie, in gran parte da uve autoctone.
Rosso granato con unghia color mattone.
Profumi maturi, giocati su note di prugna macerata, tabacco, humus.
Complesso ed intrigante in questa fase, crea l'aspettativa di un vino austero e profondo nella successiva.
Invece al palato la sensazione d'austerità e complessità avvertita all'olfazione, viene in parte stemperata o per meglio dire ridimensionata, da note più gentili, quasi dolciastre di frutti rossi e dal calore alcolico.
Finale mediamente persistente, con tannino in evidenza.
4) Marche Igt Sangiovese Fedus '01 - alcool 14% - circa € 18.
Poderi Capecci S. Savino di Ripatransone (AP).
Circa 22 ettari per una produzione media annua di 120.000 bottiglie, in una delle zone più vocate della regione.
A 12 anni dalla vendemmia questo Fedus mantiene integri spessore e carattere, a dimostrazione del potenziale di tenuta del Sangiovese.
Alla vista si presenta color rubino scuro tendente al granato.
Profumi particolari, un po' sui generis: si alternano sensazioni austere di frutto nero macerato, speziatura dolce di cannella, note quasi country di zolla rimossa o fieno di stalla.
Anche al gusto tornano le stesse sensazioni, giocate sul fruttato di ciliegia stramatura, mineralità, evidenze terziarie di noce moscata e cuoio.
Tannino levigato.
L'impressione finale è che punti di più sul carattere autentico e la territorialità, che sulla finezza.
5) Marche Igt Sangiovese Saltapicchio '07 - alcool 15% - circa € 18.
Azienda Boccadigabbia di Civitanova Marche (MC).
Poco più di 35 ettari per una produzione media annua di 100.000 bottiglie.
Utilizzo sia di uve autoctone che uve internazionali; quest'ultime storicamente coltivate in azienda, erede di possedimenti in passato di proprietà dell'amministrazione Bonaparte.
Affinato in barrique di secondo passaggio, questo Saltapicchio da uva 100% Sangiovese si presenta alla vista di un bel rosso rubino scuro.
Al naso prevalgono sensazioni di frutto nero maturo, cacao, speziatura di cannella e una nota alcolica piuttosto pungente.
Al gusto è compatto, corposo, austero.
In evidenza prugna macerata, pepe, cuoio, mineralità.
Tannino oggettivamente un po' sopra le righe, ma "soggettivamente" gradito.
Vino articolato, di struttura importante, ancora in via di armonizzazione, per questo motivo non immediato.
Certamente destinato a trovare la sua dimensione solo tra qualche anno.
6) Marche rosso Igt Solo '09 - alcool 14,5% - circa € 28.
Fattoria Dezi di Servigliano (FM).
Una quindicina d'ettari per una produzione complessiva annua di poco più di 50.000 bottiglie, esclusivamente dedicate alle uve autoctone e tradizionali del territorio.
Affinato in rovere, questo magnifico vino da uva Sangiovese 100%, si presenta alla vista di color rosso rubino molto scuro e compatto.
Intense, per non dire travolgenti le sensazioni olfattive, dove predominano confettura di ciliegia e amarena sciroppata, sottobosco, spezie, tabacco.
Ugualmente ricco, ampio e appagante è l'impatto gustativo, prevalentemente giocato sulle note di frutto sotto spirito, liquirizia, spezie dolci, cioccolato fondente.
A fare da contraltare alla tendenza morbida, mineralità e una bella spalla acida.
Ma è l'equilibrio complessivo e la coerenza gustolfattiva, ciò che più coinvolge e sorprende il degustatore.
Tutto pare tarato verso l'alto, in questo vino di grande finezza e sostanza materica.