venerdì 30 settembre 2022

Tre Bicchieri 2023 Gambero Rosso, regione Marche

I vini della regione Marche premiati con i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d'Italia 2023 del Gambero Rosso.
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Ambrosia Ris. 2019 Vignamato
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Franz Ris. 2019 Tenuta di Frà
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Lauro Ris. 2019 Poderi Mattioli
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Misco Ris. 2019 Tenuta di Tavignano
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Plenio Ris. 2020 Umani Ronchi
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Rincrocca Ris. 2019 La Staffa
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. San Paolo Ris. 2019 Pievalta
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. San Sisto Ris. 2019 Tenute San Sisto
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Utopia Ris. 2019 Montecappone - Mirizzi
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. V. Il Cantico della Figura Ris. 2019 Andrea Felici
  • Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Villa Bucci Ris. 2019 Bucci
  • Falerio Pecorino Onirocep 2021 Pantaleone
  • Lacrima di Morro d'Alba Sup. Orgiolo 2020 Marotti Campi
  • Offida Pecorino 2021 Tenuta Santori
  • Offida Pecorino Artemisia 2021 Tenuta Spinelli
  • Offida Rosso Vignagiulia 2018 Emanuele Dianetti
  • Rosso Piceno Sup. Morellone 2018 Le Caniette
  • Rosso Piceno Sup. Roggio del Filare 2019 Velenosi
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Il Priore 2020 Sparapani - Frati Bianchi
  • Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris. 2019 Belisario
  • Verdicchio di Matelica Collestefano 2021 Collestefano
  • Verdicchio di Matelica Vertis 2020 Borgo Paglianetto
  • Verdicchio di Matelica Vign. Fogliano 2019 Bisci
Premio Speciale Bianco dell’Anno: Castelli di Jesi Verdicchio Classico San Paolo Riserva ’19, Pievalta.
Commento a cura di redazione Gambero Rosso
https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/anteprima-tre-bicchieri-2023-i-migliori-vini-delle-marche-premio-speciale-bianco-dellanno/
Tre Bicchieri 2023: Marche in chiaroscuro
Come va il vino marchigiano? È tentazione sin troppo forte abbandonarsi a un laconico e consolatorio "mai andata così bene" ma è intellettualmente onesto individuare qualche spunto critico laddove sia necessario.
In Regione vi sono degli innegabili chiaroscuri.
Marche. Luci sulla regione
La luce più vivida riguarda il numero crescente di giovani che si mettono in gioco e affrontano il difficile mestiere di vignaiolo. Le dimensioni di questa pubblicazione non permettono una conta esaustiva delle tante novità ma tutti i migliori sono citati e molti, immaginiamo, lo saranno in futuro. Gli assaggi dell'estate 2022 hanno confermato la situazione in atto che vede la grande vitalità dei Castelli di Jesi, l'alto livello qualitativo medio dell'areale di Matelica, la crescente bontà dei Pecorino del Piceno e il buono stato di salute di Morro d'Alba. Registriamo anche una confortante crescita qualitativa dei Ribona, il "verdicchio marino" diffuso in provincia di Macerata. Qualcosa, ma su volumi lillipuziani, si muove anche a Serrapetrona.
Il chiaroscuro
La parte della Cenerentola se la cuce addosso il pesarese: agli sforzi comunicativi e organizzativi dei volenterosi interpreti del Sangiovese e del Bianchello non fa seguito un innalzamento dell'asticella che misura la bontà. Quello che preoccupa è l'imbattersi non di rado in vini impersonali, talora sgraziati o apertamente sbagliati, frutto di letture sin troppo originali o sfuocate sperimentazioni. Più a sud i vignaioli legati alle uve montepulciano stanno cercando di recuperare integrità di frutto e bevibilità dopo la ricetta del vino-frutto da masticare dei primi anni 2000. Conero e Piceno stanno invertendo la rotta. Attenzione! Nessuno chiede di trasformare il Montepulciano in Pinot Nero. Semplicemente abbiamo notato che interpretare la generosa uva con una sensibilità contemporanea, più in linea con i gusti attuali, è possibile.
Chiudiamo annotando tra gli elementi positivi anche il dilagante ricorso all'agricoltura biologica e a diversi progetti di sostenibilità e "residui zero" nei vini e nei terreni, con la speranza che tutto questo possa contribuire ad aumentarne il valore economico.
Dall'assaggio di 931 vini provenienti da 189 aziende, di cui 120 citate in guida, sono stati assegnati 23 Tre Bicchieri.

mercoledì 21 settembre 2022

Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2023, regione Marche

Nona edizione della Guida Essenziale ai Vini d'Italia, Doctor Wine by Daniele Cernilli.
95, 96 e 97/100, sono questi i punti che un vino deve raggiungere per conquistare il Faccino DoctorWine.
Più oltre scattano i due faccini (98/100) e i 3 faccini (99 e 100/100).
Tre Faccini regione Marche
99 Bucci Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Villa Bucci 2019
Due Faccini regione Marche
98 Oasi degli Angeli Marche Rosso Kupra 2019
Un Faccino regione Marche
97 Oasi degli Angeli Marche Rosso Kurni 2020
97 Velenosi Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2019
96 Andrea Felici Castelli di Jesi Verdicchio Class Ris Vigna Il Cantico della Figura 2019
96 Montecappone Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Utopia 2019
96 Tenuta di Tavignano Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Misco 2019
95 Il Pollenza Marche Rosso Il Pollenza 2019
95 La Staffa Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Rincrocca 2019
95 Cesare Mariotti Bianchello del Metauro Superiore Piandeifiori 2017
95 Marotti Campi Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Salmariano 2019
95 Valter Mattoni Marche Rosso Rossomató 2018
95 Tenute San Sisto Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Massaccio 2020
95 Terracruda Pergola Aleatico Superiore Lubaco 2018
95 Umani Ronchi Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Vecchie Vigne 2020
95 Velenosi Offida Ludi 2019

lunedì 19 settembre 2022

Slow Wine 2023, Marche

Vini e cantine della regione Marche premiati dalla Guida Slow Wine 2023.
Legenda riconoscimenti
Chiocciola: valori organolettici, territoriali, ambientali, in sintonia con la filosofia di Slow Food.
Bottiglia: qualità media della produzione dell'anno.
Moneta: favorevole rapporto qualità/prezzo sulla produzione dell'anno.
Vino Slow: tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio.
Vino Quotidiano: prezzo enoteca fino a 12 euro.
Top Wine: valore assoluto.
Riconoscimenti alle cantine
Lista Top Wines
INTRODUZIONE ALLA REGIONE
Novità e qualità sono le parole più ricorrenti in regione dopo le visite e le degustazioni per Slow Wine 2023.
La prima novità, su cui poniamo immediatamente l’attenzione, sono le due nuove chiocciole alle aziende Valter Mattoni e Poderi Mattioli: un percorso di crescita continua che in questi anni ha visto il buon Valter “la roccia” raggiungere un’ottima definizione varietale e un’intrigante complessità sull’intera produzione; i fratelli Giordano e Giacomo Mattioli invece hanno conseguito livelli di finezza e personalità stilistica elevati, nell’esprimere i caratteri del Verdicchio.
La seconda novità che vogliamo sottolineare è l’ingresso in guida, come già nell’edizione precedente, di un numero cospicuo di piccole aziende che si sono messe in luce, nei rispettivi territori, con vini di bella caratura: Edoardo Dottori, Francesco Campanelli, Filippo Russotto di Albamocco, Giordano Spallacci raggiungono anche il premio con dei Verdicchio intriganti e molto varietali, ma non sono da meno Gianmario Bongini di Terralibera, artefice di un progetto molto convincente, i fratelli Saputi e Agostino Romani.
L’altro valore che identifica Slow Wine 2023, dicevamo, è la qualità: l’asticella si è alzata in modo considerevole, impegnando il gruppo di degustatori in una selezione sempre più complessa, con molte etichette che sono arrivate a un soffio dai riconoscimenti.
Quasi il 30% dei vini premiati entra per la prima volta nei Top Wine: un ricambio importante che conferma la tendenza della scorsa edizione, con un livello eccellente e diffuso in modo particolare tra i piccoli produttori, artefici di percorsi sempre più attraenti, che incalzano le aziende che storicamente identificano questa regione.
Il Verdicchio troneggia per l’uniformità qualitativa, per la complessità e per i dettagli: merito certo di territori vocati, ma ovviamente anche di vinificazioni sempre più attente e rispettose delle migliori caratteristiche del vitigno.
Non è da meno il Pecorino, che raggiunge riconoscimenti con quattro diverse e intriganti espressioni stilistiche, a conferma, se ce ne fosse bisogno, della duttilità di quest’uva.
Per entrambi i vini comunque, dietro ai premiati, c’è una nutrita schiera di efficaci portabandiera delle rispettive varietà.
Il Piceno, in aggiunta, conferma il processo di ammodernamento dei rossi, avviato già da qualche anno, mettendo in evidenza la fragranza aromatica, l’equilibrio estrattivo e tannico.
Al di là dei Top Wine, gran parte delle etichette consolida la virata stilistica, interpretando sia il Montepulciano in purezza e sia il blend con il Sangiovese con modernità e rilassatezza, privilegiando il frutto, la beva e la fruibilità gastronomica, rispetto all’opulenza e alle sovraestrazioni del passato, per non parlare del livello sempre molto convincente delle Grenache proposte.
Sul resto della regione spendiamo parole incoraggianti nei confronti del Ribona, vino bianco del Maceratese del quale abbiamo riscontrato un crescente numero di etichette interessanti: manca però ancora un po’ di linearità e uniformità nelle sfaccettature.
Serrapetrona cresce con costanza, mettendo sempre più a fuoco il frutto e la pepatura propria del vitigno, che pensiamo debbano essere centrali indipendentemente dai contenitori di affinamento.
Il Bianchello sembra aver accusato l’annata calda segnando il passo: manca un po’ di verve e i risultati più soddisfacenti sono relegati a qualche interpretazione personale e non alla generalità.
A Morro d’Alba i vini mantengono fede ai canoni varietali anche se, qua e là, le ultime annate evidenziano una certa corposità aromatica.
Terminiamo con il Conero, un comparto che lentamente sta cercando di trovare la propria dimensione; pur con evidenti miglioramenti, ci sembra che il lavoro meriti ancora attenzione: la modernità stilistica, l’equilibrio al palato e l’estrazione aromatica meno densa, devono ancora diventare un comune denominatore.
( fonte Slow Wine:
https://www.slowfood.it/slowine/le-marche-per-slow-wine-2023/ )
Potrete incontrare le cantine premiate e assaggiare i Top Wines delle Marche durante la grande degustazione che si terrà a Milano sabato 8 ottobre 2022.
A partire dalle 14.00 – e fino alle 20.00 – negli ampi spazi di Superstudio Più, in Via Tortona 27, si apriranno i banchetti di assaggio con la presenza diretta dei produttori, a cui si aggiungerà una mega enoteca suddivisa per regioni gestita dai sommelier della Fisar: in definitiva ci saranno più di 1.500 vini da assaggiare, per la gioia di ogni palato.
Il costo del biglietto d’ingresso è di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food) e comprende anche una copia della guida Slow Wine 2023.
Acquisto bigliettohttps://shop.slowfood.it/shop/home_stores/index.php?store=3&category=9e040cc5-2b1c-412b-ae55-af909037e0b9

giovedì 15 settembre 2022

Carmignano Docg '18 Poggilarca, Tenuta di Artimino

Siamo all'interno di una piccola Denominazione della regione Toscana, la zona di produzione della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” è infatti circoscritta al territorio amministrativo di due soli comuni, Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato; potremmo affermare che i vini qui prodotti siano fra i rossi toscani meno conosciuti e che nel panorama delle Denominazioni toscane, Carmignano sia in parte ancora da scoprire.
La Denominazione fu istituita a Doc nel 1975, approvata come Docg nel 1990.
Il vino a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” non può essere immesso al consumo prima del l° giugno del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve.
Questo vino possiamo collocarlo in fascia di prezzo 16-18 euro.
Carmignano Docg '18 Poggilarca
14% vol.
Ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, maturato per metà in rovere grande e per metà in barriques di secondo passaggio, affinato almeno 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino carico, impenetrabile, con riflesso granato.
Fine e complesso al naso, avviluppato attorno a un reticolo di marcatori, speziati, fruttati, boschivi, erbacei e quant'altro, in calibrato dosaggio: mirtilli in confettura, timo e liquirizia, cipria e vaniglia, speziatura leggera, noce moscata.
La cifra stilistica è la mission, difatti anche al palato ha grande souplesse, consistenza e persistenza; tannini nobili e sapidità corroborano la struttura, accenni fruttati, freschezza, mora e mirtillo accendono il gusto, le pirazine ovattano gli eccessi.
Quadro ricco e dinamico, oserei dire raffinato, pur essendo ancora nella fase ascendente dell'arco evolutivo.
Vino da brasati e lunghe cotture, stracotto toscano.
Valutazione @avvinatore: 92/100
Tenuta di Artimino, di proprietà della famiglia Olmo dagli anni '80, vede oggi la terza generazione al timone, dispone di circa 70 ettari di vigne tutte intorno a Villa Medicea La Ferdinanda (patrimonio Unesco), che è cuore pulsante dell'attività, sia in fatto di vino che in fatto di resort.
Villa Medicea La Ferdinanda, detta anche la Villa dei Cento Camini
Il 2022 resterà negli annali della Tenuta di Artimino come un anno di grandi cambiamenti.
Infatti, dopo aver riorganizzato tutta la parte accoglienza ed eventi con l’ingresso di Melià come partner (la Meliá Hotels International è una catena di alberghi spagnola fondata nel 1956 da Gabriel Escarrer Juliá; oggi la compagnia è il principale operatore mondiale di resort), dalla vendemmia di quest’anno la parte agronomica ed enologica dell’azienda sono condotte da Riccardo Cotarella che, assieme a Pier Paolo Chiasso, ha accettato con grande piacere la sfida di occuparsi per la prima volta di un’azienda nella zona del Carmignano.
Assieme a Cotarella, Annabella Pascale e la famiglia Olmo hanno voluto anche la consulenza speciale di un uomo di lunga esperienza quale è Vincenzo Ercolino.
Annabella Pascale, che ha dato il via ad un percorso di crescita dell’azienda sul piano viticolo ed enologico, con il suo ingresso come AD assieme al cugino Francesco Spotorno Olmo nel 2012, afferma oggi: “Il desiderio della famiglia Olmo, dal 1980 proprietari della tenuta, è quello di continuare a crescere in qualità e immagine” – poi prosegue: “In questi primi 10 anni del nuovo corso l’azienda è cresciuta tantissimo in primis nella conduzione dei vigneti più attenta e tesa alla qualità, e poi anche in cantina con la realizzazione di Carmignano molto rispondenti al territorio e di alto livello qualitativo. Adesso è il tempo di perseguire nuovi traguardi anche attraverso investimenti importanti sia sul piano enologico sia su quello viticolo perché la mia famiglia sente l’obbligo di crescere ancora e portare la Tenuta di Artimino al ruolo che merita in questa zona fin dal tempo di Ferdinando De’ Medici”.
Fu lui che vi fece costruire nel 1596 la Villa Medicea La Ferdinanda, che oggi è Patrimonio Unesco, dove non è difficile immaginare Cosimo III mentre scrive il “Bando sopra la dichiarazione dei confini delle quattro regioni: Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra” del 1716.
Così come ci è facile pensare a Caterina De’ Medici che, divenuta regina di Francia, scopre il Cabernet e lo porta a Carmignano dove ancora oggi viene chiamato “uva francesca” e dove ne è d’obbligo da Disciplinare l’uso dal 10% al 20% nell’uvaggio.
Obiettivo è un ulteriore percorso di valorizzazione che, nell’idea di Annabella Pascale e della sua famiglia “vuol far crescere con Artimino anche tutta l’area del Carmignano, piccola ma di grande qualità” (la percentuale di premi e riconoscimenti per i produttori della zona è di sicuro tra le più alte d’Italia a dimostrazione del potenziale di questo terroir).
La nuova squadra della Tenuta di Artimino ha già predisposto un nuovo progetto strategico con nuovi protocolli di lavorazione delle uve e, forse, anche nuovi vini, nonché un importante lavoro di valorizzazione della grande superfice boschiva e di oliveti di cui l’azienda dispone.
Annabella, che crede molto nella forza del territorio ed è da molto tempo impegnata anche all’interno del Consorzio, si augura che sempre più i produttori della zona si uniscano nel lavoro di valorizzazione e promozione di questa piccola Docg che ha tanto da dire a tutto il mondo enologico.
Tenuta di Artimino a Carmignano
You Tube channel:
Via La Nave 11
59015 Carmignano (PO)
wine@artimino.com
+(39) 055 875141
(+39) 393 8588573
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sabato 10 settembre 2022

Barco Reale di Carmignano Doc '20 Ser Biagio, Tenuta di Artimino

Il vino Doc Barco Reale di Carmignano deve il suo nome alla riserva di caccia Medicea risalente al XVI secolo ("barco" significa "parco") e possiamo affermare che sia una sorta di fratello minore del Carmignano Docg.
La denominazione di origine controllata, istituita nel 1975, è una denominazione di ricaduta per la Carmignano Docg; prevede norme meno restrittive rispetto alla Docg per ciò che concerne ad esempio le rese per ettaro, inoltre, a differenza della Docg, non ha un periodo d'invecchiamento obbligatorio, tuttavia il vino a denominazione di origine controllata “Barco Reale di Carmignano” può essere ottenuto dalle uve del “Carmignano” a denominazione di origine controllata e garantita per scelta vendemmiale e per scelta successiva durante il periodo d'invecchiamento obbligatorio del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Carmignano”.
Questo vino di seguito testato, è collocabile in fascia di prezzo 12-15 euro.
Ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, vinificato in acciaio, con elevàge sulle fecce fini successivo alla svinatura di circa 4 mesi e ulteriore affinamento in bottiglia di 3 mesi, si presenta di un bel rosso rubino carico.
Quadro olfattivo invaso da sentori mentolati e boschivi, muschio e corteccia, speziatura, pepe e chiodo di garofano, rosa e viola insinuate nel sottofondo con mora e mirtillo.
In bocca è avvolgente di calore alcolico e morbido, esprime compiutamente il tratto gentile del Sangiovese di questa porzione di territorio; troviamo finezza, tracce floreali e fruttate, lampone fresco e in confettura, tannini addomesticati, un finale con gittata a medio raggio e lievemente amarotico.
Vino da abbinare su pietanze saporite, non troppo elaborate, scaloppine ai funghi porcini o champignon, arista di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 90/100
Barco Reale di Carmignano Doc '20 Ser Biagio
13,5% vol.
Siamo in Toscana, all'interno di una piccola Denominazione la cui zona di produzione comprende il territorio collinare di due soli comuni, Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato; i vini sono fra i rossi toscani meno conosciuti, tant'è che potremmo affermare che nel panorama delle Denominazioni toscane il Carmignano sia un vino in parte ancora da scoprire.
Eppure questa Denominazione ha una storia antichissima, risalente agli Etruschi, che nel XVI secolo va persino ad intrecciarsi con le vicende della famiglia De' Medici.
Fu proprio ad Artimino, frazione del comune di Carmignano, che Ferdinando I De’ Medici nel 1596 decise di costruire la sua dimora di caccia, oggi Villa Medicea La Ferdinanda patrimonio Unesco, conosciuta anche come Villa dei Cento Camini; inoltre la storia del Cabernet di quest'area, previsto nel disciplinare di produzione della Denominazione, viene attribuita a Caterina De’ Medici, la quale in veste di regina di Francia, decise di portare questo vitigno da lei molto apprezzato, nella zona di Carmignano nel XVI secolo e ancora oggi il Cabernet viene in zona chiamato “uva francesca”.
La storia ebbe la svolta decisiva negli anni '80 del secolo scorso, allorquando Tenuta di Artimino fu acquistata da Giuseppe Olmo, campione di ciclismo, recordman dell'Ora nel 1935, fondatore nel dopoguerra di uno stabilimento per la produzione di biciclette, ben conosciute da tutti gli appassionati, e di altri per la produzione di pneumatici e tubolari.
Da qualche anno alla guida dell’azienda ci sono Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, terza generazione della famiglia.
Tenuta di Artimino a Carmignano
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lunedì 5 settembre 2022

Enologica Montefalco Abbinamenti 2022, il vino e le sue connessioni

Il vino e le sue connessioni con arte, musica, cibo; dal 16 al 18 settembre a Montefalco (Pg).
"Enologica Montefalco-Abbinamenti": degustazioni, laboratori, iniziative in cantina ed esperienze al calar del sole.
MONTEFALCO (PERUGIA) – Degustazioni, laboratori, iniziative in cantina ed esperienze al calar del sole: dal 16 al 18 settembre “Enologica Montefalco – Abbinamenti” vedrà protagonista il vino in abbinamento al cibo, all’arte e alla musica.
Tre giorni da non perdere a Montefalco (Perugia) per l’evento organizzato da Consorzio Tutela Vini Montefalco e La Strada del Sagrantino, con il patrocinio del Comune di Montefalco.
Un programma come sempre ricchissimo, fatto di enogastronomia, cultura, iniziative speciali come la passeggiata in notturna, degustazioni come “Audio di Vino: verticale di suoni e di vini”, degustazione teatrale “con delitto”, Montefalco Terra per il Vino, vino e musica in terrazza e la degustazione eno-astronomica, iniziative per i più piccoli e le loro famiglie, esposizione e degustazione di prodotti locali, insieme ad artigiani e artisti che prendono ispirazione dal mondo del vino e tantissimo altro ancora.
Come da tradizione per l’occasione le cantine del territorio ospiteranno un calendario di iniziative e l’atteso Aperitivo in cantina al tramonto, mentre i ristoranti di Montefalco presenteranno menu speciali con piatti in abbinamento ai vini Doc e Docg.
Domenica 18 settembre torna la Festa di Fine Vendemmia, con la sfilata dei carri dell’uva.
Protagonista centrale di “Enologica Montefalco – Abbinamenti” sarà il banco d’assaggio dei produttori, con degustazione dei vini delle denominazioni Montefalco Doc, Spoleto Doc e Montefalco Sagrantino Docg e gli altri vini prodotti all’interno dei comuni delle DO tutelate dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, che vedrà la presenza di ben 29 cantine: Adanti, Agricola Mevante, Antonelli San Marco, Arnaldo Caprai, Benedetti & Grigi, Briziarelli, Colle Ciocco, Colle del Saraceno, De Conti, Dionigi, Fattoria Colleallodole, La Veneranda, Le Cimate, Le Thadee, Napolini, Ninni, Perticaia, Scacciadiavoli, Tenuta Alzatura, Tenuta Bellafonte, Tenuta Colfalco, Tenuta Rocca di Fabbri, Tenute Baldo, Tenute Lunelli – Tenuta Castelbuono, Terre de la Custodia, Terre de’ Trinci, Terre dei Nappi, Terre di San Felice, Valdangius.
Le prenotazioni online sono aperte fino al 15 settembre e fino ad esaurimento posti.
Info su:
Consorzio Montefalco
Piazza del Comune,16
06036 Montefalco (PG)
Contatti:
Telefono: +39 0742 379590
Email: info@consorziomontefalco.it

giovedì 1 settembre 2022

Vinibuoni d'Italia 2023, regione Marche

I vini della regione Marche che hanno raggiunto la Corona, massimo riconoscimento assegnato dalle commissioni dei coordinatori regionali della Guida del Touring Club Italiano nelle Finali Nazionali di Vinibuoni d'Italia 2023.
MARCHE
Bucci
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2019
Cantine Fontezoppa
Serrapetrona Doc Morò 2019
Casalfarneto
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Crisio 2019
Emanuele Dianetti
Marche Igt Rosso Michelangelo 2017
Fattoria Coroncino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore Gaiospino 2020
Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore Podium 2020
La Calcinara
Cònero Docg Riserva Folle 2018
La Staffa
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Rincrocca 2019
Le Caniette
Offida Docg Pecorino IosonoGaianonsonoLucrezia 2020
Mancinelli Stefano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Passito Stell 2019
Marcelli Clara
Marche Igt Rosso K'un 2019
Mirizzi Gianluca
Marche Igt Alicante Cogito R. 2021
Monacesca
Verdicchio di Matelica Riserva Docg Mirum 2020
Moncaro
Cònero Docg Riserva Nerone 2017
Montecappone
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Utopia 2019
Morelli Claudio
Bianchello del Metauro Doc Superiore Borgo Torre 2021
Oasi degli Angeli
Marche Igt Rosso Kupra 2019
Oasi degli Angeli
Marche Igt Rosso Kurni 2020
Pantaleone
Falerio Doc Pecorino Onirocep 2021
Pievalta
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico San Paolo 2019
Podere Sabbioni
Colli Maceratesi Doc Ribona Ribona della Famiglia 2020
Santa Barbara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Arnaldo 2019
Sartarelli
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Milletta 2020
Serenelli Alberto
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore Sora Elvira 2021
Tenute San Sisto
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico San Sisto 2019
Tombolini
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore Castelfiora 2020
Umani Ronchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore Vecchie Vigne 2020
Valter Mattoni
Marche Igt Rosso Arshura 2019
Velenosi Vini
Rosso Piceno Doc Superiore Roggio del Filare 2019
VerSer | Cantina e Vigneti
Marche Igt Bianco Oh Pè 2021
Vicari
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore L'insolito del Pozzo Buono 2020