giovedì 27 aprile 2017

Anteprima Vini della Costa Toscana 2017, Lucca

Per un appassionante week-end Lucca torna ad ospitare i profumi ed i sapori della Costa Toscana nell’annuale rassegna dei viticoltori delle province bagnate dal mare ideata dall’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana.
Oltre 80 vigneron presenteranno personalmente i loro vini: quasi 500 etichette in degustazione per raccontare una fondamentale realtà produttiva toscana in un fantastico viaggio attraverso storie di uomini e donne che hanno creduto nel territorio di costa come terroir di eccellenza per la propria avventura vinicola.
Il piano nobile del Real Collegio offrirà la prestigiosa cornice per la degustazione ai banchi di assaggio, con una particolare attenzione alla sempre più ricca e promettente produzione della Costa Toscana.
Accompagnati dalla guida esperta dei sommelier, i giornalisti e gli operatori di settore potranno esplorare i campioni dalla botte della vendemmia 2016.
Come ogni anno numerosi e prestigiosi laboratori di degustazione offriranno occasione di approfondimenti esclusivi.
Tra le novità, una rinnovata esposizione di gastronomia.
Banchi di assaggio racconteranno i sapori della Toscana attraverso i prodotti di sapienti Artigiani del Gusto presentati in un ambiente raffinato, accompagnati da una selezione dei vini di Costa, gustati piacevolmente accomodati in salotti relax per una pausa o una serata in compagnia.
Vini da assaggiare, vini da acquistare.
L’enoteca di Anteprima presenterà una speciale selezione dei vini delle annate in commercio ma, da quest’anno, sarà possibile trovare riserve e curiosità enologiche per un’offerta raffinata e differenziata.
Il tutto potrà essere acquistato in evento e, se desiderato, potrà essere spedito direttamente a casa vostra.
Non solo vini da acquistare: anche i prodotti degli Artigiani del Gusto avranno l’area shop con possibilità di spedizione e consegna a domicilio.
Prestigiosi partner ci accompagnano nel percorso di comunicazione.
Un originale visual presentato da Oliviero Toscani, già socio produttore, raffinato ma, come sempre, provocatore, rappresenterà tutti i produttori che nel proprio vino hanno scelto di “metterci la faccia” invitando con ironia e curiosità a esplorare la Costa Toscana del vino.
Il grande protagonista di Anteprima, il Vino, diventa occasione di esplorazioni artistiche che raccontano antiche narrazioni e nuovi orizzonti dell’espressione visiva, musicale e poetica.
ANTEPRIMA VINI DELLA COSTA TOSCANA 16^ Edizione
Lucca, Real Collegio
Piazza del Collegio 13, 55100 Lucca
6-7 maggio 2017
ORARIO
Pubblico: 12.00-21.00 (banchi produttori)
Operatori di Settore: 10.00-17.00 (sale stampa e "en primeur")
BIGLIETTO
Biglietto giornaliero: 25 euro
Biglietto giornaliero ridotto: 20 euro (Soci Ais, Fisar, Onav, ASPI, Slow Food - esibendo la tessera associativa, studenti di Enologia)
L’ingresso è GRATUITO (previa registrazione) per le seguenti categorie professionali: titolari di ristoranti ed enoteche, sommeliers professionisti, importatori, distributori, broker, agenti del settore vino, produttori di vino, enologi ed agronomi viticoli professionisti.

Info, ticket on line:
www.anteprimavinidellacosta.com
Tel: +39 0583 491880 +39 329 6740444
Email: info@anteprimavini.com - info@grandicru.it

martedì 25 aprile 2017

San Marino, terra di mezzo del Famoso.

L'Italia vanta un panorama ampelografico vastissimo, che nel 2013 l'ha posta sul terzo gradino del podio per numero di vitigni dopo Georgia e Canada, nella classifica redatta dall'OIV (organizzazione internazionale della vite e del vino) tra i 35 Stati membri.
A certificare le vicende viticole italiane, esiste un Registro Nazionale delle Varietà di Viti, istituito nel 1969 per dar seguito a precisa direttiva comunitaria e curato dal Servizio Nazionale Certificazione Vite del CRA-VIT (Centro Ricerca sperimentazione in Agricoltura e Viticoltura).
Tale Registro viene periodicamente aggiornato mediante decreti ministeriali.
Iscritte al Registro a seguito di aggiornamento di dicembre 2016 risultano ben 513 varietà di uve da vino.
Il “Famoso”, uva a bacca bianca autoctona di Romagna e alte Marche, è stata inserita nel registro nazionale dei vitigni nell’anno 2009.
Ais Urbino Montefeltro e Associazione Sommelier Repubblica San Marino organizzano un evento degustazione per approfondire la conoscenza del vitigno Famoso.
Programma:
Ore 10,00 tavola rotonda sul vitigno Famoso
Saluto del presidente ASRSM Somm. Antonella Piscaglia
Interventi:
Dott.ssa Marisa Fontana
Dott. Giancarlo Soverchia
Dott. Sergio Ragazzini
Dott. Giuseppe Camilli
Moderatore Somm. Prof.sta Raffaele Papi
Ore 15,00 banchi d'assaggio
Espositori:
BRUSCIA
IL CONVENTINO
RANDI
LONGANESI
LOVATELLA
SPINETTA
UCCELLINA
FIORENTINI
LEONE CONTI
SANTA LUCIA
ANCARANI
LA SABBIONA

Domenica 7 maggio dalle ore 10:00 alle ore 19:00
Palazzo Graziani, via Piazzale lo Stradone 13, Città di San Marino

Info:
www.sommelier-sm.com
3335846887
info@sommelier.sm
www.aismarche.it
Somm. Prof.sta Raffaele Papi 3486416335
urbino@aismarche.it

domenica 23 aprile 2017

Bourgogne Aligoté una nuova prospettiva.

Bourgogne Aligoté.
This excellent Burgundian white grape has been in the shadow of chardonnay for too long!
Felix Kir (mayor of Dijon 1945 to 1968), made Aligoté famous worldwide, serving it to his guests with a splash of Crème de Cassis de Dijon (blackcurrant liqueur).
In recent years, a new generation of winemaker has taken Aligoté rather more seriously.
Those who have old vines, have obtained great fruit concentration, vinifying the juice as they would their best Chardonnay.
The slightly higher levels of acidity make the wines good accompaniments to food.
The Results are stunning!
We have created a 3 bottle biodynamic tasting case for you to try.
Gevrey Chambertin in April sunshine
Bourgogne Aligoté.
Questa ottima uva bianca di Borgogna è stata all'ombra dello Chardonnay per troppo tempo.
Felix Kir (sindaco di Dijon 1945-1968), ha reso Aligoté famoso nel mondo, servendolo ai suoi ospiti con uno spruzzo di Crème de Cassis de Dijon (liquore nero ribes).
Negli ultimi anni, una nuova generazione di viticoltori ha preso uva Aligoté piuttosto sul serio.
Coloro che dispongono di vecchi vigneti hanno ottenuto una grande concentrazione di frutto, vinificando come avrebbero fatto con il loro migliore Chardonnay.
I livelli leggermente più elevati di acidità rendono i vini versatili in accompagnamento al cibo.
I risultati sono incredibili.
Abbiamo in offerta tre bottiglie vini biodinamici da provare.
Bertrand Machard de Gramont
Bourgone Aligotè '15
500m altitude, south facing, hand harvested with strict sorting, stainless steel tank ageing. Very appealing nose displaying first aromas of citrus, and then some ripe white fruits such as pear and apple. A charming aperitif.
Altitudine 500m, esposizione sud, raccolta a mano con ordinamento rigoroso, invecchiamento serbatoio in acciaio inox. Naso molto attraente che mostra i primi aromi di agrumi e poi alcuni frutti bianchi maturi come la pera e la mela. Un affascinante aperitivo.
Domaine Jean Fournier
 
Bourgogne Aligotè Champ Forey '14 Vieilles Vignes 
90 year old vines produce a structured, complex wine, with citrus and floral aromas with a touch of minerality. You can drink it now on its refreshing side and excellent with food.
Le viti di 90 anni producono un vino strutturato e complesso, con agrumi, aromi floreali e un tocco di mineralità. Da bere ora, sul suo carattere rinfrescante, eccellente con il cibo.
Domaine Bruno Clavelier
Bourgogne Aligotè '14 Vieilles Vignes
From 85 year old vines, giving fat & powerful wines with a mineral finish. You can drink it young on its exotic & citrus profile or wait a few years. The 12 months stainless steel tank ageing preserves the freshness of the fruit.
Da viti di 85 anni che danno vini grassi e potenti con una finitura minerale. Da bere giovane sul suo profilo esotico e agrumato oppure da aspettare qualche anno. L'invecchiamento di 12 mesi in serbatoio d'acciaio conserva la freschezza del frutto.
PRICE FOR 3 BOTTLES
€ 48 including purchase tax
(vat)
for shipping costs and to order please go to

venerdì 21 aprile 2017

Orange Wine Festival 2017, Isola Slovenia

Festival Internazionale dei vini bianchi a lunga macerazione: 6^ Edizione.
International Festival of skin contact White Wines.
Mednarodni festival belih maceriranih vin.
Circa 60 produttori provenienti da Slovenia, Italia, Austria, Croazia e Georgia.
L'arancione è diventato il quarto colore del vino.
E’ il colore che assumono i vini bianchi prodotti con vinificazione naturale attraverso il contatto prolungato delle bucce con il mosto in fermentazione.
La produzione avviene in maniera naturale, eco-sostenibile e in alcuni casi ecologica.

Orange has become the fourth wine color. Orange wines are essentially white wines produced by using red wine production techniques with prolonged maceration time, meaning the grape skins are longer in contact with the must. Many globally recognized makers of orange wines live in the coastal region of Slovenia and adjecent winegrowing regions in Italy, Austria, Croatia and Georgia. The production of such wines is generally eco-friendly, and in some cases even ecological.

Elenco espositori:
Aci Urbajs (Stajerska Slovenija, Slovenija)
Atimo (Brda, Slovenija)
Batič (Vipavska dolina, Slovenija)
Blažič (Brda, Slovenija)

Boisa (Kakheti, Gruzija)
Bruale (Kvareli, Gruzija)
Chateau Tigis (Kakheti, Gruzija)
Cigoj (Vipavska dolina, Slovenija)
Clai (Hrvatska Istra, Hrvaška)
Dario Prinčič (Collio, Italija)
Draga – Miklus (Collio, Italija)
Erzetič (Brda, Slovenija)
Gordia (Slovenska Istra, Slovenija)
Guerila (Vipavska dolina, Slovenija)
Iago's Wine (Kartli, Gruzija)
Il Carpino (Collio, Italija)
Incontri (Toscana, Italija)
JNK (Vipavska dolina, Slovenija)
Kabaj (Brda, Slovenija)
Kaiser & Sacher (Steiermark, Avstrija)
Keltis (Štajerska Slovenija, Slovenija)
Konzorcij opuščenih vinogradov Uou (Vipavska dolina, Brda, Slovenija)
Korenika & Moškon (Slovenska Istra, Slovenija)

Klabjan (Slovenska Istra, Slovenija)
Kramar (Brda, Slovenija)
La Castellada (Collio, Italija)
Lagvinari (Kakheti, Gruzija)
Manaveli (Kakheti, Gruzija)
Mansus (Vipavska dolina, Slovenija)
Marjan Simčič (Brda, Slovenija)
Marof (Štajerska Slovenija, Slovenija)
Montanar (Friuli Aquileia, Italija)
Movia (Brda, Slovenija)
Naotari (Kakheti, Gruzija)
Orgo (Kakheti, Gruzija)
Paraschos (Collio, Italija)
Ploder – Rosenberg (Steiermark, Avstrtija)
Podere Pradarolo (Colli di Parma, Italija)
Quantum (Niederösterreich, Avstrija)
Radikon (Collio, Italija)
Reia (Brda, Slovenija)
Renčel (Kras, Slovenija)
Rojac (Slovenska Istra, Slovenija)
Ronco Severo (Colli Orientali del Friuli, Italija)
Roxanich (Hrvatska Istra, Hrvaška)
Sassotondo (Toscana, Italija)
Slavček (Vipavska dolina, Slovenija)
Steras (Slovenska Istra, Slovenija)
Sveti Martin (Vipavska dolina, Slovenija)
Svetlik (Vipavska dolina, Slovenija)
Štemberger (Kras, Slovenija)
Štoka (Kras, Slovenija)
Šumenjak (Štajerska Slovenija, Slovenija)
Tauss (Steiermark, Avstrija)
Telavi Old Cellar (Kakheti, Gruzija)
Teleda (Kakheti, Gruzija)
Trapan (Hrvatska Istra, Hrvaška)
Urbajs (Štajerska Slovenija, Slovenija)
Ussai (Vipavska dolina, Slovenija)
Winiveria (Kakheti, Gruzija)
Zahar (Kras-Carso, Italija)
Zaro 1843 (Slovenska Istra, Slovenija)

venerdì 28 aprile dalle ore 14:00 alle ore 21:00
Piazza Manzioli - Isola, Slovenia
prezzo: 25 euro (cauzione bicchiere 5 euro)
contatti: info@orangewinefestival.si
info: http://izola.orangewinefestival.si/

mercoledì 19 aprile 2017

Vini di Pasqua, degustazioni.

Vino degustazioni di Pasqua mi offrono lo spunto per mettere a confronto e differenziare le modalità d'approccio al vino vintage (aged wine) e al vino d'annata (young wine).
Il vino d'annata (young wine) parla una lingua facile, fatta di profumi freschi, sapori croccanti, immediatamente comprensibile.
Viceversa il vino vintage (aged wine) o vino d'antàn, inverte il trend: è austero, scostante, va interpretato.
Richiede cioè a noi di trovare l'alfabeto decifratore delle vicende sue.
Questa breve ma doverosa premessa, mi viene sollecitata dalla constatazione di un paradosso e cioè che i vini invecchiati e di maggior pregio trovano difficoltà nell'incontrare il gusto dell'utente medio.
Ciò in parte è dovuto al quadro organolettico più complesso e impegnativo del vino vintage (aged wine), ma a mio parere anche a fattori soggettivi, posto che l'utente, per così dire medio, approccia con modalità identiche, vini di età diverse, giovani, maturi, vintage (aged), altresì modificati nei caratteri, dal normale processo evolutivo.
Indirizzo per chi volesse approfondire le tematiche del vino vintage (aged wine):
http://www.doctorwine.it/index.php/Dai-nostri-inviati/Vinogodi-Wine-Community/Bevute-Vintage-1-breve-introduzione
Passerei ora alle note di degustazione "pasquali".
Marche bianco Incrocio Bruni 54 Igt '16 Versus
alcool 14% - circa € 9
Vignamato
www.vignamato.com
L'uva Incrocio Bruni 54, autoctona della regione Marche e diffusa nelle province di Macerata, Ancona, Pesaro-Urbino, fu creata intorno alla metà degli anni '30 dal Prof. Bruno Bruni innestando Verdicchio e Sauvignon Blanc.
In questo di Vignamato ritroviamo sia lo spessore del Verdicchio che il profilo aromatico del Sauvignon.
Alla vista appare giallo paglierino luminoso, con riflessi verdi.
Ricco di corpo, carica acidica, calore alcolico.
Sia al naso che al gusto abbiamo note di frutta fresca, pomacea, aspersioni vegetali come di foglia di pomodoro, ortica e la cosiddetta "pipì di gatto" (compromesso lessicale utilizzato per descrivere l'aroma prodotto dall'azione di particolari sostanze azotate presenti sia nel bagaglio genetico dell'uva Sauvignon che in quello di altri prodotti ortofrutticoli come ad esempio l'asparago).
In abbinamento su cucina di mare, zuppe di pesce.
Nel menù Pasquale lo abbiamo abbinato su: lasagne al forno con funghi e verdure
Chianti Classico Docg '13 Fonte alla Selva
alcool 13,5% - circa € 10
Castello Banfi
http://castellobanfi.com/it/
Rigore interpretativo per questo vino chiantigiano della prestigiosa azienda di Montalcino, quasi completamente ottenuto da uve Sangiovese, affinato 6 mesi in legno, che si presenta rosso rubino tendente al granato, mediamente consistente.
Quadro gustolfattivo imperniato su piccoli frutti, ribes, viola mammola, reviviscenze vanigliate e di spezie.
Carica acidica notevole, sbilancia sulle parti dure, amplifica il carattere secco e asciutto.
Media persistenza.
Abbinato su: agnello fritto
Marche Igt Sangiovese '07 Orano
alcool 13% - circa € 15
Maria Pia Castelli
www.mariapiacastelli.it
A dieci anni dalla vendemmia si presenta rosso granato con unghia aranciata, ma tutto il quadro è identificativo del vino vintage (aged wine).
Profumi e sapori austeri: scontroso a tratti, sviluppa sensazioni terrose e piraziniche, humus e goudron, torrefazione, prugna stramacerata a dare grassezza.
Abbondante residuo sul fondo.
Complesso e persistente, lo cogliamo appena dopo l'apice dell'arco evolutivo.
Impressioni contraddittorie da parte dei convitati: un salto di qualità per i palati allenati, un salto "mortale" per quelli delicati.
Abbinato su: agnello al forno
Conero Riserva Docg '04 Sassi Neri
alcool 13,5% - circa € 25
Fattoria Le Terrazze
www.fattorialeterrazze.it
Etichetta prestigiosa, tra le mie preferite, esprime in modo compiuto il carattere del Montepulciano dell'area Conero.
Quest'annata tuttavia mi è parsa sottotono, probabilmente figlia di un andamento meteo sfavorevole.
Impressioni in chiaroscuro.
Da un lato il quadro organolettico risulta sostanzialmente integro a ben tredici anni dalla vendemmia, dall'altro asfittico, restìo ad aprirsi anche dopo prolungata ossigenazione.
Entrando nel dettaglio, il profilo aromatico appare corretto, per un vino di quest'età: sentori smaltati, goudron, prugna stramacerata, confezionano una fase piuttosto intrigante seppur non profondissima.
E' al gusto che suscita qualche perplessità, almeno dal mio punto di vista.
Sfumature piraziniche e cacao amaro conferiscono qualche nota ossidativa arricchente; ciononostante il quadro appare come svuotato, con parti dure predominanti sulle morbide, con accenni vegetali seminascosti e d'erbe aromatiche, tutt'altro che profondo. 

sabato 15 aprile 2017

Monferrato Rosso Doc '11 Uceline, Cascina Castlèt

Cascina Castlèt dispone di circa 30 ettari di vigneto sulle colline di Costigliole d'Asti (AT) in Piemonte.
In occasione di Vinitaly 2017 abbiamo avuto l'opportunità di degustare una delle etichette top di gamma.
Ottenuto da uva autoctona Uvalino.
Circa 5 mila bottiglie prodotte.
È un vino che deve essere apprezzato con qualche anno d’età.
Vendemmiata tardivamente, l’uva viene raccolta in piccole cassette e fatta appassire per un periodo variabile: nel caso di specie 45 giorni.
La vinificazione prevede una lunga macerazione di tre settimane.
Dopo la fermentazione malolattica, il vino matura 12/18 mesi in tonneaux da 5 ettolitri.
Dopo l’imbottigliamento affina per un anno prima della vendita.
Presenta tonalità cromatiche rosso porpora tendenti al granato.
Ventaglio olfattivo complesso, ricco di spezie dolci, ciliegia, frutta cotta.
Corposo e lungo al palato, procede avvolgente di calore alcolico su toni di visciola matura, marmellata di piccoli frutti, uva passa.
In abbinamento su formaggi stagionati tipo Grana Padano Riserva, Bettelmat oppure su selvaggina o ancora come vino da meditazione a fine pasto.
Monferrato Rosso Doc '11 Uceline - alcool 15,5% - € 19,50 in cantina
Cascina Castlèt
www.cascinacastlet.com
L’Uvalino, vitigno piemontese quasi scomparso, è stato protagonista domenica 9 aprile di una degustazione di vini rari a Vinitaly 2017, con un pubblico di buyer, giornalisti, master of wine e master sommelier, provenienti da tutto il mondo.
Un’iniziativa dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, che ha affidato a uno dei maggiori esperti mondiali di vitigni autoctoni italiani, il giornalista Ian D’Agata, il compito di comunicare l’importanza che hanno avuto le donne viticoltrici nel custodire vitigni antichi che altrimenti sarebbero scomparsi.
Una storia comune a molti vitigni, tra questi l’Uvalino, vitigno rarissimo del Piemonte un tempo assai diffuso tra i filari dell’Astesana.
Lo ha riscoperto Mariuccia Borio, donna del vino e produttrice vitivinicola di Cascina Castlèt a Costigliole d’Asti (AT), in quelle terre dove il Marchese Filippo Asinari, lungimirante viticoltore, per primo agli inizi dell’800 faceva le sue importanti sperimentazioni vitivinicole.
Da 27 anni, crede e finanzia la ricerca universitaria per custodire e tramandare la coltivazione di Uvalino sulle colline di Costigliole.
L’Uvalino ha sempre fatto parte della mia vita. - racconta Mariuccia - Dopo un periodo di appassimento, l’Uvalino veniva utilizzato come migliorativo per altri vini oppure vinificato in purezza ed era il vino delle grandi occasioni: matrimoni, battesimi, regali al medico, al farmacista, al parroco”. E ricorda: “Negli anni ’80, parlavo di Uvalino con il produttore di Barolo Renato Ratti, che proprio di fronte a Cascina Castlèt, a Villa Pattono, aveva impiantato una piccola vigna che oggi non c’è più. Nel 1990 ho iniziato a pensare a questa ricerca”.
Con il professor Lorenzo Corino, allora direttore dell’Istituto di Viticoltura di Asti, iniziano le prime ricerche in vigna.
Poi le prime micro-vinificazioni sperimentali con l’enologo Armando Cordero e continuate con Giorgio Gozzelino, che ha sperimentato vari metodi di vinificazione.
Cominciamo a raccogliere le testimonianze tra i viticoltori anziani.
Nel 1992 s’impianta il primo filare.
Oggi sono circa un ettaro e mezzo, in due vigneti, situati a 280 metri sul mare e allevati a guyout.
Una ricerca che è stata un importante investimento economico, ma soprattutto di credibilità.
Dalla vendemmia 1995 collabora anche l’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti con allora a capo il professor Rocco Di Stefano.
Fu la ricercatrice Daniela Borsa a coordinare gli studi dell’Istituto.
Fu lei a presentare il progetto nel giugno 2003 in occasione del VII International Symposium of Oenology di Arcachon, organizzato dall’Università di Bordeaux, dove vengono presentate le più importanti ricerche europee in campo vitivinicolo.
L’iter burocratico per rendere l’Uvalino un vitigno riconosciuto e permesso è durato alcuni anni in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte con l’allora responsabile di settore Ettore Ponzo.
Il 16 luglio 2002 la Gazzetta Ufficiale sentenzia la rinascita dell’Uvalino che viene inserito come varietà riconosciuta.
Una scommessa vinta.
Una curiosità scientifica: l’Uvalino ha un contenuto altissimo di resveratrolo, sostanza antiossidante, presente circa 30/40 volte in più che in altri vini rossi.
Il professor Aldo Bertelli e l’Istituto di Farmacologia di Milano approfondirono gli effetti benefici del resveratrolo.
La prima annata in commercio fu la vendemmia 2006: uscì nel 2009.
L’Uvalino di Cascina Castlèt si chiama Uceline.
Il nome non è scelto a caso, come ha approfondito l’enologo Gianluigi Bera che si occupò della ricerca storica: con esso agli inizi del Seicento, nella collina torinese e in Astesana, si designavano uve a maturazione talmente tardiva da essere vendemmiate quando le viti avevano perso tutte le foglie, al punto che gli uccelli se ne cibavano largamente.
Al Vinitaly 2016 fu presentata la nuova etichetta, dove le lettere di Uceline si animano simulando il volo di un piccolo stormo di uccelli. È un’idea di Giacomo Bersanetti, Sga Wine Design, che ha firmato tutta la grafica e le etichette dell’azienda.

mercoledì 12 aprile 2017

Vitigni autoctoni al Vinitaly 2017, degustazioni.

Foto e degustazioni fatte in occasione della 51^ edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.
Quest'anno ho rivolto prevalentemente l'attenzione ai vini ottenuti da uve autoctone.
A tale proposito mi pare doveroso premettere quanto segue.
L'Italia vanta un panorama ampelografico vastissimo, che nel 2013 l'ha posta sul terzo gradino del podio per numero di vitigni dopo Georgia e Canada, nella classifica redatta dall'OIV (organizzazione internazionale della vite e del vino) tra i 35 Stati membri.
A certificare le vicende viticole italiane, esiste un Registro Nazionale delle Varietà di Viti, istituito nel 1969 per dar seguito a precisa direttiva comunitaria e curato dal Servizio Nazionale Certificazione Vite del CRA-VIT (Centro Ricerca sperimentazione in Agricoltura e Viticoltura).
Tale Registro viene periodicamente aggiornato mediante decreti ministeriali.
Iscritte al Registro a seguito di aggiornamento di dicembre 2016 risultano ben 513 varietà di uve da vino.
Da questa infinita gamma di biotipi, oggi ne prendo in esame una piccola parte, altresì rappresentativa di produzioni d'eccellenza.
  • Cincinnato è un progetto cooperativo costituito da 130 soci con sede a Cori (Lt), tra i più affermati per intraprendenza ed innovazione dell'intera regione Lazio. 400 ettari vitati, di cui 100 biologici, coltivati ad autoctono, per una produzione media annua di 900.000 bottiglie. In particolar modo la mia attenzione è caduta su due vini, da uva Bellone e da uva Nero Buono, con favorevole rapporto qualità/prezzo. www.cincinnato.it
Lazio Igt Bellone '16 Castore - alcool 13% - circa € 6
Giallo paglierino luminoso.
Quadro gustolfattivo immediato, piacevole, fresco, su toni di frutto tropicale, pesca nettarina e fiori bianchi.
Vino d'entrèe.
Lazio Igt Nero Buono '14 Ercole - alcool 13,5% - circa € 11
Affinato per un anno in barrique di secondo passaggio, si presenta rosso rubino limpido.
Naso su mirtillo e sentori vanigliati.
Rotondo al palato e indirizzato su piccoli frutti rossi, sottobosco, accenni floreali, mineralità.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto.
  • Per chi ama piccole realtà di nicchia, segnalo Azienda Agricola San Giovanni estesa su 13 ettari, di cui 4 vitati ad autoctono per una produzione media di 20.000 bottiglie all'anno, a picco sulla riserva marina di Punta Tresino nel cuore del Parco Nazionale del Cilento in provincia di Salerno nella regione Campania. In questo contesto d'indubbio valore paesaggistico, ricco di mare, bosco e macchia mediterranea, l'azienda dispone anche di struttura per l'ospitalità agrituristica. Per quanto riguarda i vini e sulla base anche di precedenti esperienze, mi pare di poter dire che siamo di fronte a produzioni di un certo livello, caratterizzate dalla sottolineatura dell'espressione varietale nelle etichette di base e dall'enfatizzazione di tale carattere nelle top di gamma. www.agricolasangiovanni.it
Paestum Igt '15 Tresinus Aureus - alcool 13,5%
Ottenuto dalle stesse uve Fiano provenienti da vigne vecchie poco produttive destinate alla produzione di Paestum Igt Tresinus che peraltro nell'annata '15 sembra ormai non più disponibile, ne rappresenta una variante, essendo stato sottoposto a sosta di 6/7 mesi sulle fecce nobili.
Ne risulta un quadro ricco e complesso.
Colore giallo dorato, maturo al naso e al palato sui toni di frutto a guscio, nocciola, mineralità, avvolgenza e lieve astringenza in chiusura.
Se Tresinus coniuga struttura e finezza oserei dire in modo mirabile, Tresinus Aureus prova ad accentuare ulteriormente i caratteri, alla ricerca del limite.
Destinato alla lunga conservazione.
Paestum Igt '12 Maroccia - alcool 15% - circa € 26
Poderoso Aglianico dal colore rosso granato con bordo aranciato.
Quadro gustolfattivo caratterizzato da frutto stramacerato, toni balsamici.
Potente, tannico eppure avvolgente in bocca per calore alcolico, di lunga persistenza.
Ci piace.
  • Siamo in Calabria sulle colline di Cirò (KR), tra il mare Jonio e i monti della Sila. Qui si estendono gli otto ettari vitati con uve locali dell'Azienda Biologica 'A Vita. Il contesto pedoclimatico risulta oggettivamente favorevole al biologico; per questo motivo l'azienda ha potuto permettersi scelte più restrittive intese all'ecocompatibilità, a tutela della biodiversità in vigna e della naturalità in cantina attraverso l'utilizzo di lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, basse percentuali di solforosa. www.avitavini.it
Cirò Doc Rosso Classico Superiore Riserva '12 'A Vita
alcool 14,5% - circa € 22
Alcune precisazioni per ciò che concerne l'etichettatura.
Il disciplinare della Denominazione prevede che la qualifica Classico sia consentita solo ai vini prodotti nella zona storicamente vocata, corrispondente ai comuni di Cirò e Cirò Marina; la qualifica Superiore solo ai vini con gradazione alcolica minima di 13,5°; la qualifica Riserva solo ai vini con periodo minimo di invecchiamento di due anni.
Ottenuto da selezione di uve Gaglioppo provenienti dalle vigne più vecchie e poco produttive, affinato in botte grande e bottiglia per complessivi quattro anni, si presenta rosso granato con trasparenza sul bordo.
Quadro gustolfattivo bene articolato e maturo, su toni di frutto nero, lampone, chiodo di garofano e sottobosco.
Certamente non opulento, tuttavia vigoroso, sapido, trasmette l'essenziale, l'anima mediterranea.
In abbinamento su Caciocavallo Silano stagionato, capretto farcito, agnello arrosto.
  • Cantina Valpantena è un'associazione cooperativa che riunisce 300 piccole aziende vinicole venete che coltivano poco più di 600 ettari di vigneto, per una produzione complessiva annua di milioni di bottiglie. Siamo quindi di fronte ad un gigante della Valpolicella. www.cantinavalpantena.it
Valpolicella Superiore Doc Ripasso '14 Torre del Falasco
alcool 14% - circa € 15
Annata 2014 difficile dal punto di vista dell'andamento meteo, tuttavia questo vino ci è sembrato bene riuscito.
Ottenuto da uve Corvina, Corvinone e Rondinella, ripassato sulle vinacce dell'Amarone, affinato in barrique, si presenta rosso rubino limpido.
Quadro gustolfattivo forse meno opulento rispetto allo standard consueto della tipologia, tuttavia di estrema finezza.
Avvolgente al palato, oserei dire vellutato, s'indirizza su toni di frutto nero, ciliegia, uva passa, semi di melograno, caffè espresso.
Ci piace.
In abbinamento su selvaggina, Monte Veronese stagionato, fegato alla veneziana, lepre in salmì.
  • Casa Vinicola Triacca ha 40 ettari vitati ad autoctono in Valtellina, in una delle zone d'Italia dove si pratica la cosiddetta viticoltura estrema o viticoltura eroica, tra vigneti appesi alle montagne, muretti a secco, terrazzamenti a strapiombo sulla valle, ma vanta possedimenti anche in Chianti Classico e nell'areale del Nobile di Montepulciano. In questo contesto valtellinese di montagna, fare qualità è la sfida quotidiana. www.triaccavini.eu/en/
Valtellina Superiore Docg Riserva '12 La Gatta
alcool 13,5% - circa € 15
Sfida a mio parere ampiamente vinta da questa Riserva, ottenuta da selezione di uva Nebbiolo, localmente detta Chiavennasca, coltivata tra 300 e 500 metri di altitudine, vendemmiata tardivamente nel mese di novembre, sottoposta ad affinamento di almeno tre anni, la maggior parte in botte grande ed un terzo in piccoli fusti.
Ritroviamo i cromatismi consueti della tipologia povera di antociani, sul rosso granato con trasparenza sul bordo, così come il quadro gustolfattivo ricco, proprio come ce lo aspettavamo e connotato da frutto nero maturo, china, corteccia, fiore essiccato.
Fine e corposo.
In abbinamento su Bitto e Casera stagionati, polenta taragna, lepre crostata, tacchina ripiena.

venerdì 7 aprile 2017

Only Wine Festival 2017, Città di Castello

Only Wine Festival è il Salone Nazionale dedicato ai giovani Produttori e alle piccole Cantine.
E' un salone-diffuso, organizzato da Fiera Show, in collaborazione con AIS Italia e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, che si terrà nel Centro Storico di Città di Castello in provincia di Perugia, il 22 e 23 Aprile 2017.
Ad essere protagoniste di questa quarta edizione di Only Wine Festival saranno le migliori 100 piccole cantine "under 40" italiane, selezionate da Associazione Italiana Sommelier, che esporranno e faranno degustare il meglio della propria produzione; vini che raccontano storie di coraggio e intuito, impegno, dialogo, scienza e coscienza.
Tante degustazioni libere e guidate dai migliori sommelier AIS.
Only Wine Festival è itinerante nel Centro Storico di Città di Castello ed è anche una mostra mercato dove è possibile acquistare singole bottiglie dagli espositori.
In tutte le location di Only Wine Festival saranno protagoniste le migliori 100 cantine italiane "under 40" selezionate da AIS, con esposizione, degustazione e vendita dei vini.
Ingresso gratuito.
Acquisto ticket degustazioni € 15 dà diritto a 5 degustazioni di vino ai banchi di assaggio delle cantine + 1 Trento Doc + 1 Only Wine International, calice e porta bicchiere.

Palazzo Bufalini, piazza Matteotti 2, 06012 Città di Castello (Pg).
orario: Sabato 22 Aprile: 12:00 - 23:00 | Domenica 23 Aprile: 11:00 - 22:00
tel: +39 389 127 68 72
email: info@onlywinefestival.it
info, espositori, prenotazioni, programma:
www.onlywinefestival.it

mercoledì 5 aprile 2017

Guida 5Star Wines the Book 2017, Vinitaly.

Vinitaly presenta la prima edizione di 5Star Wines the Book 2017.
Dal 31 marzo al 2 aprile, sono stati 2.153 vini, provenienti da Italia, Francia, Sudafrica, Ungheria, Slovenia, Croazia, Messico, Romania, Ucraina, Hong Kong, Turchia, Canada, Cina di 578 aziende, sottoposti al giudizio delle commissioni di valutazione composta da esperti di altissimo valore internazionale e di specifica conoscenza geografica (Master of Wine, Master of Sommelier, Sommelier, esperti giornalisti ecc.), condotte da Ian D’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy.
In tutto sono 441 i vini che hanno ottenuto un punteggio di almeno 90 e che per questo vengono inseriti nella guida 5Star Wines the Book 2017.
A questi si aggiungono i vini della selezione Wine Without Walls: 5 senza solfiti aggiunti, 12 con solfiti aggiunti ma con quantità totale di solfiti non superiore a 40 mg/l su 68 vini di 37 aziende valutati dalla commissione specializzata guidata da Alice Feiring.
La classifica assoluta a conclusione dei lavori delle commissioni d'assaggio:
CANTINA DELL’ANNO - GRAN VINITALY 2017
BANFI SRL - MONTALCINO (SI)

MIGLIOR VINO ITALIANO - BANCO BPM 2017
VINO ITALIANO CHE IN ASSOLUTO OTTIENE IL MIGLIOR PUNTEGGIO SELEZIONATO PER L’INSERIMENTO NELLA GUIDA “5 STAR WINES - THE BOOK 2017”
BAROLO DOCG BUSSIA 2013 AGRICOLA GIAN PIERO MARRONE SNC - LA MORRA (CN) Punteggio 96

MIGLIORI VINI 2017
I MIGLIOR VINI BIANCO, ROSATO, ROSSO, DOLCE, FRIZZANTE E SPUMANTE SELEZIONATI PER L’INSERIMENTO NELLA GUIDA “5 STAR WINES THE BOOK”.
- VERMENTINO DI GALLURA DOCG VENDEMMIA TARDIVA “SCIALA” 2015 SURRAU SRL SOCIETA’ AGRICOLA - ARZACHENA (OT) Punteggio 95
- LAZIO IGP ROSATO “ALBIOLA” 2016 CASALE DEL GIGLIO AZIENDA AGRICOLA SRL - LE FERRIERE (LT) Punteggio 92
- BAROLO DOCG BUSSIA 2013 AGRICOLA GIAN PIERO MARRONE SNC - LA MORRA (CN) Punteggio 96
- MOSCADELLO DI MONTALCINO DOC VENDEMMIA TARDIVA “FLORUS” 2014 BANFI SRL - MONTALCINO (SI) Punteggio 95
- COLLI PIACENTINI DOC MALVASIA FRIZZANTE 2016 CANTINA SOCIALE DI VICOBARONE - VICOBARONE DI ZIANO (PC) Punteggio 93
- VINO SPUMANTE DI QUALITÀ BRUT ROSÉ “UNIQUE” 2014 MEDICI ERMETE & FIGLI SRL - REGGIO EMILIA Punteggio 94

GRAN PREMIO DELLA GIURIA 2017
VERNACCIA DI ORISTANO DOC SUPERIORE “JUIGHISSA” 2008 CANTINA DELLA VERNACCIA SOC. COOP. AGR. - ORISTANO Punteggio 95

MIGLIOR PREZZO/PIACERE 2017 EX-AEQUO
- VALDOBBIADENE DOCG SUPERIORE DI CARTIZZE SPUMANTE DRY 2016 LE BERTOLE DI BORTOLIN G. & C. SOC. AGR. S.S. - VALDOBBIADENE (TV) Punteggio 93
- MARSALA DOC VERGINE RISERVA DRY 2000 CARLO PELLEGRINO & C. S.P.A. MARSALA (TP) Punteggio: 90

5Star Wines the Book 2017 verrà pubblicato sia in versione cartacea che digitale entro l’estate, per essere utilizzato come strumento di marketing dalle aziende.
Verrà inoltre diffuso capillarmente durante gli eventi espositivi, gli incontri B2B, i grand tasting e tutte le iniziative di Vinitaly e di Vinitaly International all’estero.
L’elenco completo dei vini selezionati:
http://www.vinitaly.com/globalassets/pdf/concorsi-enologici/5-stars/classifica-ita_definitiva.pdf

lunedì 3 aprile 2017

Il Piceno e il Pecorino, Slow Food editore.

Sabato 1 aprile 2017 a Sant'Elpidio a Mare (Fm) abbiamo partecipato alla presentazione del libro "Il Piceno e il Pecorino" edito da Slow Food e realizzato su iniziativa del Consorzio Vini Piceni.
L'incontro ha inaugurato la stagione 2017 di Artevinando (cartellone di eventi curato dall’associazione culturale Di Arte In Vino di Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche), i cui prossimi appuntamenti sono previsti per sabato 6 maggio, sabato 13 maggio, domenica 14 maggio, sabato 8 luglio.
www.artevinando.com
info@diarteinvino.com
Nel corso del convegno, hanno relazionato:
-Giorgio Savini e Paola Cocci Grifoni, presidente e vice presidente Consorzio Tutela Vini Piceni
-Armando Falcioni, direttore Consorzio Tutela Vini Piceni
-Francesco Quercetti, curatore Marche Guida Slow Wine
-Marino Calvigioni, presidente associazione Di Arte in Vino

La discussione ha preso lo spunto dal libro per inquadrare l'attività del Consorzio Vini Piceni, per ripercorrere la storia del vitigno Pecorino nelle Marche ed indicarne le prospettive.

Il Consorzio Vini Piceni è l'organismo cui spetta per legge l'attività di tutela e promozione delle tre denominazioni di riferimento: Falerio Doc + la tipologia Falerio Pecorino Doc, Rosso Piceno Doc, Offida Docg.
La sua attività inerisce quindi al territorio marchigiano dell'ex provincia di Ascoli Piceno, oggi corrispondente per estensione a quelle di Fermo e di Ascoli Piceno.
In un territorio che ha storicamente prediletto gli uvaggi e per giunta a vocazione rossista come oggettivamente è sempre stato il sud della regione Marche, l'ampliamento della superficie vitata a Pecorino avvenuto in questi ultimi anni, se non altro fotografa il cambiamento di stile produttivo, oggi più rivolto all'esaltazione dei vini da monovitigno; al contempo però testimonia la rapida scalata delle produzioni verso i vertici della piramide qualitativa, poichè nell'arco di poco più di vent'anni si è passati dalla categoria più bassa di Vino da Tavola al riconoscimento della Docg.

Volendo fare un breve excursus, possiamo dire che furono Teodoro Bugari (pioniere dell'Associazione Italiana Sommelier nella regione Marche) e Guido Cocci Grifoni (fondatore dell'omonima azienda vinicola di Ripatransone) a riesumare negli anni '80 questo vitigno semi-abbandonato in quanto precoce e poco produttivo, ma che al Cocci Grifoni interessava come uva da taglio e migliorativa del Falerio Doc (la denominazione istituita nel 1975 prevede nell'uvaggio Trebbiano massimo 50%, Passerina massimo 30%, Pecorino massimo 30%, eventualmente altre uve a bacca bianca autorizzate nella zona per un massimo del 20%)
Esattamente nel 1982 a Pescara del Tronto (AP), tristemente balzata alle cronache per le vicende del terremoto agosto/ottobre 2016 in centro Italia, Guido Cocci Grifoni su invito e stimolo di Teodoro Bugari, individuò e selezionò le vigne produttive da cui poi trasse le marze che l'anno successivo portò nella sua azienda a Ripatransone per innestarle su piante di Passerina, per metà esposte a sud e per metà a nord.
Fu da quest'ultime che nel 1987 nacque il primo vigneto di Pecorino.
La dislocazione delle piante in zona di montagna favorì tale progetto di recupero, poichè l'epidemia di fillossera non arrivò in altura e risparmiò le piante a piede franco trovate negli anni '80 a Pescara del Tronto a 676 metri sul livello del mare; tali piante successivamente si acclimatarono in zona collinare adeguatamente esposta, a circa 250 metri di altezza.
Nel 1990 uscirono sul mercato le prime bottiglie di Pecorino classificate come Vino da Tavola, però con anno di vendemmia in etichetta, operazione non consentita dalla normativa; ciò portò paradossalmente l'azienda Cocci Grifoni che così bene aveva operato al servizio della biodiversità, al pagamento di sanzioni amministrative, non proprio beneauguranti, in occasione dell'esordio del nuovo vino.
Fu solo dal 1997 con l'istituzione dell'Indicazione Geografica Tipica (Marche Igt) che si potè scrivere l'annata in etichetta, ma il processo di sviluppo era ormai stato avviato e continuò inesorabile negli anni successivi con l'istituzione della Doc nel 2001 e della Docg nel 2011.

L'uva Pecorino presenta parametri alti per ciò che concerne ph, acidità, grado zuccherino e produce vini adatti all'invecchiamento, esprimendosi al meglio ad almeno un anno dalla vendemmia.
Ciò è sintomatico di potenziale notevole, tuttavia impegnativo, difficilmente domabile.
Allo scopo di risolvere le criticità legate al suo ricco bagaglio cromosomico, si è proceduto nel tempo ad una serie di sperimentazioni, volte ad arrotondare, a smussare le pungenze, inizialmente affidandosi alla cantina e ai legni, per poi indirizzarsi sulle vendemmie precoci e su una rimodulazione del rapporto tra operazioni di vigna e di cantina, in modo da non snaturare i caratteri varietali.
Il lavoro e la sperimentazione hanno portato ad avere oggi un quadro più chiaro.
Lo stesso confronto tra i relatori del convegno elpidiense ha permesso di inquadrare persino alcune prospettive di sviluppo.
Ad esempio oggi si comincia a sentire l'esigenza di qualche integrazione o rivisitazione dei disciplinari di produzione, sia per quanto riguarda il tema della differenziazione delle zone di produzione all'interno della macro area Piceno/Fermana, sia per quanto riguarda l'eventuale creazione di una tipologia nobile come ad esempio potrebbe essere la tipologia Riserva, commercializzabile a non meno di un anno dalla vendemmia; questa seconda operazione avrebbe lo scopo di contemperare le oggettive esigenze di mercato con la capacità d'invecchiamento propria della tipologia, posto che l'attuale disciplinare non tiene nel dovuto conto questo aspetto, nel momento in cui permette la commercializzazione già dalla primavera dell'anno successivo alla vendemmia.
Il Piceno e il Pecorino
pagine 155
€ 22
Slow Food Editore
coautori:
Antonio Attorre
Francesco Quercetti
Leonardo Seghetti
Maurizio Silvestri

Il libro non è in vendita in libreria, ma può essere richiesto a Slow Food Editore.
www.slowfood.it
bookstore@slowfood.it
Tel +39 0172 419763