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martedì 27 gennaio 2026

Vitigno Famoso, Marche Bianco Igt 2021 il Grottino, Bruscia winery

Vitigno Famoso, di nome ma non di fatto, poichè, mi pare di poter dire, poco conosciuto da parte del mercato vasto.
E' diffuso prevalentemente in Romagna e nelle Alte Marche in provincia di Pesaro/Urbino, ma anche all'estero cioè a San Marino la cosiddetta "terra di mezzo del Famoso": https://vinidiconfine.blogspot.com/2017/04/san-marino-terra-di-mezzo-del-famoso.html
Il vitigno è presente nell'elenco dei vitigni idonei alla coltivazione in Emilia Romagna ed è stato in osservazione a partire dal 2021 in quello della regione Marche; poichè tale periodo d'osservazione ha scadenza triennale, nel 2024 è stato inserito anche nell'elenco dei vitigni idonei alla coltivazione in regione Marche.
Da qui in avanti può quindi essere citato in etichetta nei vini a Indicazione Geografica marchigiani o anche entrare nella composizione varietale dei vini a Denominazione d'Origine.
Famoso è uno degli oltre 600 vitigni autoctoni che pongono l'Italia sul gradino più alto del podio in fatto di biodiversità viticola per ciò che concerne le uve da vino, perlomeno in base alle statistiche redatte dall'Oiv (Organismo Internazionale della Vigna e del Vino).
Il vitigno ha caratteristiche semiaromatiche, affini a Riesling Renano (semiaromatico poichè esprime i propri caratteri peculiari con la trasformazione delle uve, a differenza dei vitigni aromatici che li esprimono già dall'acino d'uva maturo).
Tali caratteri vertono, in estrema sintesi, su note fruttate e floreali, leggiadre ma anche di bell'ampiezza e intense, come ad esempio frutta gialla e tropicale, pesca nettarina, fiore di tiglio, a cui si aggiunge una dotazione minerale che tende a virare sull'idrocarburico; l'insieme di queste caratteristiche può farmelo individuare in posizione intermedia tra Malvasia di Candia e Riesling Renano.
Marche Bianco Igt 2021 il Grottino
13,5% vol.
La scelta aziendale si è indirizzata su una vendemmia né anticipata né ritardata in modo tale da preservare l’impronta aromatica, senza esasperarla: una soluzione intermedia che ha evitato il rischio di vino poco espressivo oppure stucchevole, a seconda dei casi. 
Vinificato in acciaio, si presenta giallo paglia luminoso.
Sia al naso che al palato il quadro appare fresco di frutto e floreale, oserei dire leggiadro, caratterizzato da note di frutto tropicale, pesca nettarina, rose e fiori di tiglio.
Quadro ricco e dinamico, corroborato da sottile mineralità che vira sull'idrocarburico e amplifica sensazioni, profumi, sapori, persistenza.
Versatile nell'abbinamento, ad esempio su frittata con asparagi o a tutto pasto su cucina di mare, canocchie bollite, spaghetti alle vongole, pesce al forno.
Valutazione @avvinatore 91/100
Abbinato su
tagliatelle verdi all'uovo, con gamberi e pomodori
Azienda Agricola Bruscia
Indirizzo: Strada Cerasa 11/a
61039 San Costanzo (Pu) – Marche – Italy
Coordinate GPS:Lat: 43.75543067573515 – Long:13.04867714217528
Tel: 0721 954801 | 0721 1626822 | Cell. 336331664
Email: info@brusciavini.it
Web: https://www.brusciavini.it/
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Vitigno Famoso nelle Marche, basic info

giovedì 27 marzo 2025

Bianchello del Metauro Doc, wine tasting in Tipicità Festival 2025

Degustazione guidata Bianchello del Metauro Doc, a cura di Ais Marche, tenutasi presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo, nel corso della 33^ edizione di Tipicità Festival dal 7 al 9 marzo 2025.
La Denominazione d'Origine Controllata Bianchello del Metauro fu istituita nel 1969; prevede 4 tipologie "Bianchello del Metauro", "Bianchello del Metauro superiore", "Bianchello del Metauro spumante", "Bianchello del Metauro passito" (le ultime tre, entrate in vigore dal 2011). 
La zona geografica è in provincia di Pesaro/Urbino ed è compresa tra il confine con la provincia di Ancona a sud ed il decorso del fiume Arzilla a nord; tale area a Doc, che prende il nome dal bacino del fiume Metauro che la attraversa da ovest ad est per tutta la sua estensione, interessa in tutto o in parte il territorio amministrativo di 18 comuni della provincia di Pesaro/Urbino compresi tra il mare Adriatico ed i monti della Cesana situati nella fascia preappenninica.
Il Bianchello o Biancame è un antico clone di Trebbiano, è un vitigno neutro, non ha grande spinta aromatica.
La caratteristica che spicca per il Bianchello del Metauro è la grande beva, la non troppo accentuata gradazione alcolica, il colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini e grande trasparenza, i profumi e i sapori tenui che richiamano i prati in fiore, la freschezza.
Queste caratteristiche sono state il pregio e il difetto della tipologia, destinata in passato al consumo quotidiano di massa e a produzioni più rivolte alla quantità che alla qualità.
Tuttavia da qualche anno a questa parte, lo scenario del Bianchello appare modificato e mira ad invertire il senso di marcia intrapreso in passato; a conferma di ciò, sono negli ultimi tempi arrivati anche riconoscimenti da parte delle principali guide vini italiane.
Vari fattori hanno contribuito ad elevare i valori qualitativi dell'areale, in particolar modo, a mio parere, il ricambio generazionale e il contributo enologico, come ad esempio l'adozione di pratiche di cantina mirate ad incrementare profumi e sapori, criomacerazioni pre e post fermentative, utilizzo calibrato di contenitori in legno o cemento, alternativi all'acciaio, in grado di stemperare o perlomeno contenere l'elevata dotazione acidica della varietà.
Abbiamo degustato 5 Bianchello del Metauro Doc nella tipologia Superiore.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2023 Le Fratte
12,5% vol.
Conventino di Monteciccardo
Conventino di Monteciccardo nasce nel 2000, ma dal 2008-2009 produce vini.
Annata calda.
Ottenuto da uve provenienti da 2 ettari di vigneto di circa 30 anni, nel comune di Cartoceto.
Giallo paglia piuttosto carico, tendente al dorato.
6 mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia.
Frutta gialla e fiori gialli, pesca, ginestra, erba cedrina.
Sorso pieno, avvolgente, morbido, ben bilanciato con la dotazione minerale quasi salmastra e con l'acidità.
Su piatti di una certa importanza, rana pescatrice in potacchio.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2023 Campodarchi
13% vol.
Terracruda
Siamo a Fratterosa a 30 chilometri dall'Adriatico.
Questo vino è ottenuto da uve provenienti dai 2,5 ettari di vigneto, vecchio di 50 anni, posto a circa 400 metri sul livello del mare.
Vinificato gran parte in acciaio e il restante in barrique con sosta sur lies di almeno 12 mesi.
Appare giallo paglierino luminoso, ma meno carico del precedente.
L'escursione termica incrementa l'aromaticità su note fruttate e floreali, susina e melone, ma anche anice e mandorla.
Vino largo, sapido, di grande equilibrio tra parti dure e morbide.
Formaggi semistagionati, tagliatelle al tartufo.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2023 Celso
12,5% vol.
Guerrieri
Ottenuto da uve provenienti da 2 ettari di vigneto di 15/20 anni, fa 3 mesi in acciaio, 3 in cemento, più ulteriore affinamento in bottiglia.
Quadro variegato, note vegetali e agrumate, zenzero, limone cedrato, sambuco e salvia, mandorla non molto matura, sapidità.
Tagliatelle al ragù di carne.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2022 Luttichau
13% vol.
Galiardi
Annata meno calda della 2023, ma siccitosa.
Approccio produttivo aziendale cosiddetto naturale e utilizzo di lieviti indigeni.
Ottenuto da uve Bianchello provenienti da 3 ettari di vigneto vecchio di 70 anni, posto in località Villa di Luttichau e piccolo saldo Malvasia bianca.
Sosta un anno in acciaio, appare giallo paglierino limpido.
Intensità aromatica variamente articolata, scorza di limone e pesca gialla, mandorla e sambuco, miele d'acacia; la carica acidica importante, dà slancio al finale.
Formaggi semistagionati, Casciotta di Urbino.
Bianchello del Metauro Superiore Doc 2021 Giglio
13% vol.
Di Sante
Vinificazione in acciaio, pressatura soffice in atmosfera inerte dei grappoli interi refrigerati.
Sosta 9 mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia, appare giallo paglia con riflesso dorato.
Il più anziano della cinquina, denota tuttavia toni verdi, propri di un vino d'annata: citrino, dotato di mineralità quasi salmastra, sassoso, vira sul floreale e sul nocciolato, su agrumi e fiori bianchi.
Vino dinamico, fresco, adatto su fritture.
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Bianchello del Metauro Doc

venerdì 24 gennaio 2025

Colli Pesaresi Doc Rosso 2019 Balon, Bruscia winery

Balòn vuol dire "grossa zolla" nel gergo locale
Questo vino ci porta nella parte settentrionale della regione Marche; l'area produttiva della Denominazione d'Origine Controllata "Colli Pesaresi" istituita nel 1972, corrisponde infatti al territorio amministrativo di 37 comuni della provincia di Pesaro-Urbino.
Il Disciplinare di Produzione prevede un'infinità di tipologie, 7 Colli Pesaresi e 10 Colli Pesaresi con menzione di sottozona (le sottozone sono tre: Focara, Roncaglia, Parco Naturale Monte San Bartolo).
Questo vino appartiene alla tipologia Colli Pesaresi Rosso.
Colli Pesaresi Doc Rosso 2019 Balòn
14% vol.
Ottenuto da uve 70% sangiovese e 30% altre uve locali (uve a bacca rossa coltivate in loco da Bruscia: montepulciano, lacrima, centesimino, merlot, cabernet), maturato 14-18 mesi in rovere, si presenta di color rosso rubino carico, con riflesso granato.
Fase olfattiva intensa e complessa, contraddistinta da sentori pirazinici e boisée, frutti rossi e visciole, tonalità iodate e idrocarburiche.
In bocca appare fresco, tutt'altro che sovrastrutturato; il frutto riceve propellente dalla dotazione acidico-tannica e scivola leggero sui recettori sensoriali.
More e lamponi, accenni al rabarbaro, costituiscono l'asse fruttato su cui ruota l'intera fase gustativa, non particolarmente complessa per la verità, tuttavia improntata a finezza e fruibilità.
Valutazione @avvinatore: 90/100
Abbinato su:
spaghettone Mancini all'amatriciana
Azienda Agricola Bruscia
strada Cerasa 11/a
61039 San Costanzo (Pu)
Tel: 0721.954801
E-mail: info@brusciavini.it
Web: https://www.brusciavini.it/
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Colli Pesaresi Doc Rosso, Cantina Bruscia
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martedì 24 ottobre 2023

Visciolato, Visner, bevanda aromatizzata a base di vino e visciole

Il "visciolato" è una bevanda dolce, tipica della provincia di Pesaro-Urbino, con produzioni che si estendono fino in provincia di Ancona; è storicamente nella tradizione delle Alte Marche, così come confermato da documentazioni risalenti al XIX Secolo.
Nella provincia di Pesaro-Urbino troviamo ampie coltivazioni di questo frutto, la ciliegia amarena o visciola, utilizzato altresì dall'industria alimentare italiana e delle confetture.
I sinonimi Vino di Visciole e Visner sono presenti nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Marche, tuttavia per ragioni differenti non possono in tutto o in parte essere utilizzati in etichetta.
Il termine “Vino di Visciole” è vietato dalla legislazione italiana che non consente il termine “vino” a quei prodotti alcolici che non sono fatti a partire dalla sola uva.
Per la legge si tratta di una “bevanda aromatizzata a base di vino e visciole"; tale menzione dovrebbe quindi sempre apparire in etichetta, da sola oppure insieme ad altri nomi consentiti come ad esempio “visciolato”.
Il termine storicamente utilizzato per la bevanda in questione nei luoghi d'origine del Pesarese (Cagli, Cantiano, Pergola e altri), è stato “Visner”, che però negli anni '90 fu legalmente registrato dall'Azienda Tonelli Corrado di Pergola, nell'ambito di una peraltro benemerita operazione di rilancio della bevanda, a rischio scomparsa a causa della chiusura di alcune aziende locali; l'altra faccia della medaglia di tale operazione di rilancio, fu che la menzione "Visner" non potè più essere genericamente utilizzata in etichetta.
Ma cos'è un visciolato? Si tratta di una bevanda dolce da dessert, da accompagnare a crostate, dolci secchi o da sola a fine pasto, realizzata facendo rifermentare il mosto di vino, di solito sangiovese, aleatico o montepulciano, addizionandolo di zucchero e ciliegie amarene fresche oppure a loro volta fermentate autonomamente in barattoli di vetro; in relazione alle diverse tradizioni locali, possono aggiungersi o meno, spezie, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, buccia di agrume, ecc.
Un buon visciolato necessita di un lungo tempo di fermentazione in acciaio, vetro o legno, che può prolungarsi fino a 40-60, addirittura 90 giorni.
Caratteristiche organolettiche sono: grande dolcezza, visciola fresca, confettura, frutto candito, speziatura, gusto armonico e suadente, in cui il dolce è mitigato da una discreta acidità.
fonte documentale:
Osteria Marchigiana
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mercoledì 8 febbraio 2023

Marche Bianco Igt Incrocio Bruni 54 annata 2021, Terracruda winery

Incrocio Bruni 54 è un vitigno autoctono della regione Marche.
E' un ibrido da impollinazione, ottenuto intorno alla metà degli anni '30 dall'insigne ampelografo marchigiano Prof. Bruno Bruni, incrociando verdicchio e sauvignon.
Il numero 54 sta ad indicare, secondo la narrazione vigente, che il Prof. Bruni riuscì nell'intento al cinquantaquattresimo tentativo.
Poche decine sono gli ettari vitati a Incrocio Bruni 54.
Questo qui degustato, proviene dall'areale di Fratte Rosa in provincia di Pesaro-Urbino.
Vigneto di circa 1 ettaro e vinificazione in acciaio.
Colore giallo paglierino tendente al verde.
Toni verdi anche al gusto e all'olfatto, caratterizzati da frutta fresca a pasta bianca, mela stark, da note vegetali che ricordano la foglia del pomodoro e rivelatrici del tratto genetico, anice stellato.
Palato sollecitato fino in retrogusto dalla dotazione acidica, citrina e solare, impregnata di mandaranci e limoni.
Vino più intenso che complesso, reso fruibile dal favorevole rapporto qualità-prezzo (fino a € 13), ma anche dalle caratteristiche fresche, fruttate, lievemente aromatiche, del tratto varietale.
Preferibilmente d'entrèe, su antipasti di pesce, crudi di mare, tagliolini alle vongole.
Valutazione @avvinatore 88/100
Marche Bianco Igt Incrocio Bruni 54
annata 2021
13% vol.
Società Agricola Fratterosa S.S.
Via Serre, 28 – 61040 Fratte Rosa (PU)
Telefono: +39 0721 777412
E-mail: info@terracruda.it
Web: https://www.terracruda.it/
Incrocio Bruni 54, Cantina Terracruda
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venerdì 14 giugno 2019

Bianchello del Metauro Doc, Villa Ligi, Claudio Morelli wineries

La seconda edizione di "InVinami a Bere", fiera mercato e degustazione vini, a cura di Wine Salad, svoltasi sabato 8 giugno 2019 nel suggestivo scenario di Villa Riva Fiorita a Porto San Giorgio (Fm), ha visto la partecipazione di una trentina di aziende vinicole provenienti da tutta Italia, oltre 100 etichette da degustare, Masterclass condotte da Ais Marche, area gastronomica con eccellenze regionali.
L'evento ha quindi consentito di spaziare dentro e fuori i confini marchigiani.
In questa occasione, ho rivolto la mia attenzione all'areale del Bianchello del Metauro Doc, nella parte settentrionale della regione Marche, in provincia di Pesaro/Urbino.
Mi pare di poter dire che la Denominazione sia in questi ultimi tempi in cerca di riscatto; ne è conferma l'intensa attività promozionale svolta in occasione delle principali manifestazioni di settore nella Penisola, l'organizzazione di eventi specifici come ad esempio la "Staffetta del Bianchello", l'allestimento di forme d'aggregazione tra produttori come ad esempio "Bianchello d'Autore" un progetto che riunisce nove storiche cantine della Denominazione con il sostegno di Istituto Marchigiano Tutela Vini.
Due "Bianchello d'Autore", due diverse interpretazioni del vitigno.
Bianchello del Metauro Doc '18 Albaspino
13%vol.
Fattoria VillaLigi di Stefano Tonelli
L'azienda di Pergola presenta questo Bianchello o Biancame dal colore giallo paglierino scarico così come di prammatica per la tipologia vinificata in acciaio.
Naso intenso di frutta bianca e note vegetali, scorza di limone, fiori bianchi.
Coerenza gustolfattiva, evidenze agrumate, freschezza, tratto varietale.
Esemplare interpretazione d'impronta tradizionale.
Ideale su cucina di mare, antipasti di pesce, spaghetti alle vongole.
Bianchello del Metauro Superiore Doc '18 BorgoTorre
13%vol.
Azienda Agraria Claudio Morelli
Azienda di Fano con vigneti a Fratterosa nell'entroterra pesarese a circa 30 chilometri dal mare.
Nel disciplinare di produzione del Bianchello del Metauro Doc la menzione Superiore fa riferimento a rese per ettaro e titolo alcolometrico.
Colore scarico secondo lo standard, profumi di tipo floreale molto più delicati del precedente.
In bocca recupera frutto ed ampiezza.
Criomacerazione prefermentativa e vinificazione in riduzione, ottengono lo scopo di preservare in particolar modo sapori e sapidità, conservare il tratto agrumato tipico, stemperarando altresì le pungenze, in modo da conferire finezza, equilibrio, complessità su toni di kiwi e mandorla dolce.
In abbinamento su piatti a tendenza dolce, gamberi bolliti, risotto al nero di seppia.
InVinami a Bere 2019
Porto San Giorgio
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domenica 21 ottobre 2018

Fiera del tartufo bianco di Acqualagna, 53^ edizione.

Con la 53a Fiera Nazionale, dal 28 ottobre s’inaugura l’innovativo Museo del Tartufo.
Ad Acqualagna è truffle experience.
Dal 28 ottobre all’11 novembre il Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi promosso da Tipicità ed ANCI, fa tappa ad Acqualagna (PU), a due passi dalla suggestiva Gola del Furlo, per la cinquantatreesima Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna.
La “Capitale del tartufo bianco” non si ferma e nell’anno del cibo rilancia con una proposta del tutto nuova: ora ad Acqualagna si entra nel mondo del tartufo con tutti i sensi. Questo suggestivo centro dell’entroterra pesarese ha infatti deciso di andare oltre la consueta e consolidata Fiera, proponendo una novità che consentirà ai gourmet di godere “l’esperienza tartufo” per tutto l’anno.
Domenica 28 ottobre, in concomitanza con l’apertura della Fiera, verrà inaugurato il Museo del Tartufo-Truffle Experience, un debutto in grande stile per una struttura museale capace di offrire un’esperienza immersiva del tutto inconsueta.
C’è un luogo - recita l’introduzione al Museo - dove il rapporto tra uomo e natura ruota attorno al frutto più nascosto, prezioso e misterioso di madre terra: il tartufo”.
Un luogo iconico, nel quale perdersi tra suadenti effluvi, eccitanti emozioni ed esperienze sensoriali autentiche, per poi ritrovarsi in una dimensione simbiotica con madre terra.
Il museo è un susseguirsi di stimoli: percorsi esperienziali, storie di cavatori alla scoperta del tartufo, ma anche mappe olfattive, una biblioteca digitale, diorami e teatro virtuale, per terminare con un’area di food&wine tasting.
La ricerca, l’iniziazione, la rarità come cifre narrative di un paesaggio culturale che si racconta in un museo senza collezione, un vero experience museum.
Per informazioni su visite ed attività www.acqualagna.com
Nei tre week end della Fiera, e fino all’11 novembre, la centrale Piazza Mattei sarà, come sempre, la casa dei tartufai, mentre il “Palatartufo” accoglierà anche l’artigianato e le tipicità del territorio insieme ai sapori di altre regioni italiane.
Nell’Enoteca d’Autore in degustazione i vini locali: Bianchello del Metauro Doc, Colli Pesaresi Doc, Pergola Doc e Marche Igt.
Ricco il programma di cooking show previsto nel “Salotto da gustare”, che vedrà protagonisti prestigiosi chef in grado di esaltare le straordinarie virtù del pregiato tubero.
Tantissime le attività per tutta la famiglia, con presentazioni di libri a tema enogastronomico, mostre, concerti, scuola di cucina per bambini, incontri di approfondimento sull’equilibrio uomo-ambiente e caccia al tesoro, ovvero il tartufo.
Tutte le curiosità, le storie e le opportunità per godere della “truffle experience” sono reperibili sulla piattaforma www.tipicitaexperience.it con la possibilità di crearsi un proprio esclusivo e personalizzato menù di visita su misura.
INFO:
0734.277893
segreteria@tipicita.it
www.tipicitaexperience.it

sabato 30 giugno 2018

Festival Internazionale Brodetto e Zuppe di Pesce 2018, Fano

Conto alla rovescia per la XVI edizione, anticipata da settembre a luglio, del Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce - Fano (PU).
5-8 luglio, Lido di Fano - Lungomare Simonetti
A Fano la cucina tipica di pesce torna, ogni anno, a farsi spettacolo con il festival più gustoso della riviera adriatica.
Palcoscenico della cultura gastronomica con chef di altissimo livello e ambasciatore della tradizione locale con “El Brudet de casa”, gara tra cuochi fanesi non professionisti, il Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce promette ogni anno di stupire il pubblico con i profumi e i sapori della Spiaggia del Gusto.
Sfide gastronomiche, laboratori per bambini, concerti e cooking show con Igles Corelli di Gambero Rosso Channel, Roberto Di Pinto del Bulgari Hotel ed Andy Luotto chef e conduttore.
E poi spettacoli, laboratori, musica, il nuovo format della ristorazione in tre grandi stand dedicati alla ristorazione tipica delle zuppe di pesce italiane (potrete provare il Brodetto alla Fanese, alla Sambenedettese e il Cacciucco alla Livornese), i laboratori per bambini in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Il Festival sarà poi capace di trasportare oltre confine i suoi visitatori, domenica 8 luglio, durante l’esclusiva serata internazionale in cui si “daranno battaglia” tre chef, tre zuppe, tre tradizioni e tre nazioni: Italia, Albania e Spagna.
A decretare il vincitore sarà una giuria tecnica qualificata composta dai più noti e competenti nomi del panorama enogastronomico italiano: Paolo Marchi, giornalista e ideatore dell’evento Identità Golose; Valerio Visintin, critico gastronomico “in incognito” del Corriere della Sera ed Enzo Vizzari, giornalista e direttore delle Guide dell’Espresso, storico “amico” del Festival.
A rendere il tutto magico e divertente sarà la conduzione di Federico Quaranta, decennale sostenitore del Festival, conduttore e autore di grandi programmi Rai: dalla storica trasmissione enogastronomica Decanter (Radio2), a La Prova del Cuoco fino a Linea Verde (Rai1).
Le differenti ricette saranno accompagnate dal celebre e amato vino del territorio.
Il vino ufficiale della XVI edizione del Festival sarà infatti il Bianchello del Metauro Doc con le etichette del “Bianchello d’Autore“, il progetto di 9 cantine sostenuto da IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini).
Ingresso gratuito.

Info, programma, contatti:
http://www.festivalbrodetto.it/

martedì 26 giugno 2018

Terracruda incontra il Produttore e la Biodiversità.

Di fronte alle sfide della globalizzazione, i territori con le loro conoscenze e gli specifici saperi assumono una importanza sociale, culturale e produttiva a patto che sappiano presentarsi all'interno di reti interconnesse.
La promozione di stili di produzione, di consumo e di vita sostenibili sono da sempre valori fondamentali per la nostra Cantina e da quest'estate trovano un appuntamento fisso tutti i mercoledì del mese di Luglio ed Agosto dalle ore 19 alle ore 23.
In tutte le serate ospiteremo un Produttore della nostra Provincia o Regione con cui studieremo un menù
degustazione di prodotti ad hoc, in abbinamento ai Vini Terracruda.
Di seguito tutte le date e i Produttori che parteciperanno a questo nuovo e gustosissimo evento:
▶️ Mercoledì 4️ Luglio 🍞🥖🍞 La Cicerchia de La Bona Usanza Scarl, alla serata sarà presente Morena Montesi responsabile del Presidio Slow Food Castelli di Jesi;
▶️ Mercoledì 1️1️ Luglio 🍞🥖🍞 Fava di Fratte Rosa diventa presidio Slow Food nel 2018, con l’Azienda I Lubachi, alla serata sarà presente Enrico Tacchi responsabile del presidio Slow Food Pesaro;
▶️ Mercoledì 1️8️ Luglio 🍞🥖🍞 Pane, Farro, Ceci e Cereali di Giuditta ed Agnese de Il Gentil Verde;
▶️ Mercoledì 2️5️ Luglio 🍔🍔🍔 Hamburger e cicca di Vitellone Marchigiano IGP direttamente dalla stalla di Marzio Massi e dalla Macelleria Quarantini, Leonardo Quarantini 🐷🐷🐷 Panino del Forno Artigianale La Bottega del Pane " Il Sapore della Tradizione" e verdure grigliate dell’orto Vintora Azienda Agricola;
▶️ Mercoledì 1️ Agosto 🌽🌽🌽 Il Mais Ottofile di Roccacontrada (Arcevia) incontra la Cipolla di Castelleone di Suasa e il formaggio del Pastore Sotgia;
▶️ Mercoledì 8️ Agosto 🌿🌱🌿 La Canapa da coltivazione 100% biologica e i suoi usi in cucina. In collaborazione con ABCBio e Biolog;
▶️ Mercoledì 2️2️ Agosto 🌿🌱🌿 Il Re Tartufo in collaborazione con Cianni Tartufi di Fratte Rosa.
Info & Prenotazioni
La serata ha un costo di € 20/25 in base al menù di degustazione proposto e comprende la degustazione dei prodotti e dei Vini Terracruda.
Bambini da 0 a 6 anni gratuito, da 6 a 16 anni € 10.
La prenotazione è obbligatoria entro il Martedì sera precedente l’evento.
Posti limitati.
I Menù della serata verranno pubblicati di volta in volta sulla Pagina FB dell’Evento, sulla nostra pagina FB e sul Sito www.terracruda.it
In caso di cattivo tempo l’evento si svolgerà comunque regolarmente nei locali al coperto della nostra Cantina.
I vostri amici a 4 zampe sono sempre i benvenuti a Terracruda.
▶️ Per ulteriori info e prenotazioni ◀️
0721 777412 (Maria Vittoria);
✉️ mail agriturismo@terracruda.it
Con messaggio privato alla nostra pagina FB Cantina Terracruda
Cantina Terracruda
Via Serre 28, 61040 Fratte Rosa (PU)

domenica 25 marzo 2018

Bianchello del Metauro ad Artevinando 2018.

Artevinando è un cartellone di eventi artistico/culturali ed enogastronomici, curato dall’associazione Di Arte in Vino di Sant’Elpidio a Mare (Fm) nelle Marche, giunto alla 4^ edizione.
Programma 2018:
Sabato 5 maggio ore 17 - convegno "Dallo sport al vino: valorizzazione del territorio" presso Casale CS, Sant'Elpidio a Mare (Fm).
Sabato 12 maggio e Domenica 13 maggio ore 16 / 20,30 - degustazione vini di 21 cantine marchigiane, presso Diamond Palace, Porto Sant'Elpidio (Fm).
Sabato 30 giugno ore 19 - serata musicale, degustazione prodotti tipici e vini dell'azienda vinicola Silvano Strologo, Sant'Elpidio a Mare (Fm).
Sabato 25 agosto ore 16 - aperitivo "La Doc Rosso Piceno e i primi 50 anni" in collaborazione con Consorzio Tutela Vini Piceni, presso centro storico Sant'Elpidio a Mare (Fm).
Sabato 24 marzo presso l'aula consiliare del comune di Sant'Elpidio a Mare (Fm), un convegno sul Bianchello del Metauro ha inaugurato l'edizione 2018 www.artevinando.com - info@diarteinvino.com
Interventi dei relatori:
Dott. Roberto Potentini enologo
Dott. Davide Soverchia enologo
Tommaso di Sante produttore
Eugenio Tomassini produttore
Coordinatore: Raffaele Papi sommelier Ais.
La discussione ha cercato d'inquadrare lo stato e le prospettive dell'uva autoctona Bianchello o Biancame, sottovarietà di Trebbiano coltivata in qualche vallata di Umbria e Toscana, in Romagna nel riminese, ma soprattutto in provincia di Pesaro/Urbino nel nord della regione Marche, dove ha trovato la sua zona d'elezione.
Da qualche anno, un gruppo coeso di produttori pesaresi prova a recuperarla su standard qualitativi dignitosi, dopo un periodo di scarse fortune (all'evento elpidiense, presenti ben 15 produttori con vini in degustazione).
L'area di produzione della Doc "Bianchello del Metauro" istituita nel 1969 con disciplinare di produzione più volte modificato negli anni fino al 2011 e ancora nel 2014, fa riferimento al territorio amministrativo di 18 comuni in provincia di Pesaro/Urbino nella regione Marche, delimitato dal bacino del fiume Metauro, compreso tra il Mare Adriatico, il confine settentrionale della provincia di Ancona e i monti della Cesana in fascia preappenninica, quindi con orografia di bassa collina e valliva.
Base ampelografica: Bianchello (detto anche Biancame) 95% - Malvasia 5%.
Tipologie previste: tradizionale, superiore, spumante (charmat, metodo classico), passito.
Al convegno hanno fatto seguito le degustazioni, dalle quali mi è parso di percepire una sorta di fase interlocutoria, oserei dire sperimentale nelle produzioni di questa area.
L'intento in atto, mi pare sia quello di trovare in vigna e cantina delle soluzioni, al fine d'ingrassare il quadro organolettico per sua natura essenziale, a volte fin troppo acidico dell'uva Bianchello, senza però pregiudicare il tratto varietale.
Nella sostanza l'obiettivo ambizioso sarebbe quello di ritagliarsi spazi di mercato, innestando le produzioni nell'ambito dell'agroalimentare di qualità, quindi indelocalizzabili, con beneficio di visibilità per il territorio di riferimento.
Qualche nota di degustazione di etichette su fascia di prezzo attorno a € 10 in enoteca.
Bianchello del Metauro Doc Sup. '15
Campodarchi
alcool 13,5%
Terracruda
http://www.terracruda.it/
Ottenuto da uve provenienti da vecchie vigne di 45 anni, vendemmiate tardivamente nel mese di ottobre, vinificato in barrique per 12/18 mesi con sosta sur lies e batonnage, più ulteriore affinamento in bottiglia, appare alla vista giallo oro luminoso.
Quadro gustolfattivo intenso e articolato, su note di frutta bianca e agrume, sentori di tipo vegetale, anice, fieno, sensazioni di frutto tropicale più evidenti dopo ossigenazione.
Sontuosa carica acidica e retrogusto ammandorlato.
Pareri discordanti su questo vino, dotato di quadro ricco e complesso.
A mio parere, trattasi di espressione esemplare, poichè coniuga tratto varietale ed elevati parametri.
Consigliato su tagliatelle al tartufo bianco, rombo al forno.
Temperatura di servizio non inferiore a 12°C.
Bianchello del Metauro Doc Sup. '16
Metis
alcool 14%
Terre di Giove
http://www.terredigiove.it/
Giallo paglierino limpido.
Affinato in barrique.
Mediamente intenso al naso.
Mi pare di poter dire in estrema sintesi, che il legno vinca sul frutto.
Note vanigliate e cremose, peraltro non stucchevoli, risultano sia al naso che al palato.
Carica acidica in chiusura.
Bianchello del Metauro Doc '16
alcool 13%
Crespaia
http://www.crespaia.it/
Vinificato in acciaio, appare giallo paglierino scarico, limpido.
Naso varietale, sui toni vegetali di anice, fieno, frutta fresca e pomacea, che ritroviamo integralmente al palato.
Vino cosiddetto "di base", d'impronta tradizionale, adatto come vino d'entrèe.
Bianchello del Metauro Doc Sup. '16
Brecce di Tufo
alcool 14,5%
Conventino di Monteciccardo
http://conventinomonteciccardo.bio/
Vinificato in acciaio, maturato10 mesi in tonneau, appare giallo oro, limpido.
Naso grasso, frutta cotta, cotognata sentori di frutto tropicale e crema pasticcera.
Tutto torna al palato, ampio, cremoso.
Espressione di un certo livello senza dubbio, tuttavia sfuggente, mi pare, il tratto varietale.
Mantiene in chiusura l'anima agrumata.
Bianchello del Metauro Doc Sup. '16
Il Superiore
alcool 15%
Pagliari Gabriele
http://www.cantinapagliari.com/
Giallo paglia non particolarmente carico, limpido.
Naso intenso, verticale, su note fruttate, pera, pomacee a polpa bianca, sentori vegetali, foglia di pomodoro, anice, cellulosa.
Fine e corposo al palato, avvolgente di calore alcolico e salmastro, addomesticato nelle pungenze acidiche, s'allunga sinuoso per via retronasale e gustativa.
Aziende vinicole che hanno aderito alla manifestazione:
Claudio Morelli | Fano (PU)
Guerrieri | Terre Roveresche - Piagge (PU)
Villa Ligi | Pergola (PU)
Terracruda | Fratte Rosa (PU)
Pagliari Gabriele | Montefelcino (PU)
Bucchini | Fossombrone (PU)
Crespaia | Fano (PU)
Terre di Giove | Fano (PU)
Bruscia | San Costanzo (PU)
Il Conventino di Monteciccardo | Monteciccardo (PU)
Di Sante | Fano (PU)
Giuseppe Vitali | Fano (PU)
Fiorini | Barchi (PU)
Roberto Lucarelli | Cartoceto (PU)
Marotti Cesare | Colli al Metauro (PU).
Post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2019/06/bianchello-del-metauro-doc-villa-ligi.html

venerdì 22 settembre 2017

Alogastronomia & Tartufo per il Grand Tour delle Marche.

Apecchio (PU) esplora le nuove rotte del turismo esperienziale.
Incastonato tra prati, boschi e corsi d’acqua, nella pittoresca natura dell’Appennino umbro-marchigiano in provincia di Pesaro-Urbino, Apecchio è un borgo che sorprende l’ospite curioso, non solo da un punto di vista gastronomico, ma per altri molteplici aspetti.
Decisamente vincente la “collezione” primavera-estate del turismo italiano che, nell’anno dei "borghi" istituito dal MIBACT, registra un +74% di presenze nelle aree rurali (fonte Airbnb).
Piace il Belpaese delle esperienze autentiche ed il Grand Tour delle Marche, varato da Tipicità ed ANCI Marche, lancia per l’inizio dell’autunno un binomio del gusto, inedito ed esplosivo.
Dal 29 settembre al 1 ottobre Apecchio propone la Mostra Mercato del Tartufo ed il Festival dell’Alogastronomia.
A dar inizio all’autunno dei sapori è “Re Tartufo”, che qui trova il suo habitat ideale.
Però ad Apecchio l’indiscusso sovrano della tavola si fa “pop” ed incontra un’icona della freschezza dalle frivole suggestioni, la "Birra Artigianale", con stimolanti proposte dei ristoratori e dei cuochi locali.
Il risultato è un’esperienza del tutto inconsueta, da vivere con la sorpresa propria di un esploratore del gusto.
S’inizia il venerdì con un concorso tra i ristoranti locali per decretare il miglior abbinamento nel piatto tra i due protagonisti della kermesse.
Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile degustare appositi menù giocati sul connubio tartufo&birra, proposto anche in originali interpretazioni dei cuochi apecchiesi e nelle invitanti cantine, aperte per l’occasione nello storico centro medioevale.
Sabato doppia apertura: “Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco” insieme al “Festival delle Birre Artigianali” prodotte ad Apecchio, già note anche a livello internazionale per l’altissima qualità espressa.
Il programma è ricchissimo di proposte http://www.vivereapecchio.it/evento-tartufo/#programma degustazioni guidate nella Casa dell’Alogastronomia, performance artistiche ed artigianali, con le mitiche pagliarole del cappello di Montappone, spettacoli musicali “live” con la Fisarmonica di Castelfidardo.
Momento clou, il cooking show di domenica pomeriggio con gli chef Roberto Dormicchi (Triglia di Bosco) e Luca Facchini (Coordinatore dell’Accademia di Tipicità), seguito dalla premiazione di un personaggio del mondo del food e dall’incoronazione di “Re Tartufo”.
Ogni anno infatti, viene proclamato sovrano un grande personaggio del mondo dello spettacolo, dopo una divertente personale esibizione.
Un concorso di cucina tutto al femminile, giochi di strada tradizionali, trekking e pedalate del gusto, completano lo stuzzicante weekend apecchiese, fruibile anche attraverso le apposite combinazioni proposte nella piattaforma www.tipicitaexperience.it
INFO:
0734.225237
segreteria@tipicita.it
www.tipicitaexperience.it

domenica 17 settembre 2017

Festival della Cucina Italiana 2017, Pesaro.

Nel cuore della città rossiniana, i profumi e i sapori dei piatti tipici di tutte le regioni italiane abbinati a grandi vini e alle più prestigiose bollicine.
E poi musica, intrattenimento, lezioni di cucina, degustazioni guidate di vini e cene con chef stellati.
Pesaro – Un viaggio nell’Italia dei sapori, da Nord a Sud, passando per le tante regioni della Penisola, con i loro prodotti, le loro tipicità, le prestigiose firme della cucina.
È il Festival della Cucina Italiana, appuntamento cha da 17 anni rappresenta il meglio del cibo e del vino, in questa edizione per la prima volta di scena a Pesaro, in pieno centro storico dal 22 al 24 settembre 2017, patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Pesaro.
Un Festival itinerante che ha fatto il giro dello Stivale (Cesenatico, Pergola, Piobbico, Siracusa, Bologna e financo Londra, per citare alcune edizioni), ideato per valorizzare ciò che caratterizza l’Italia nel mondo: la sua cultura agroalimentare.
Tante le proposte nella tre giorni a Pesaro, per un evento che si preannuncia Festival nel Festival: cene d’autore firmate da due must della cucina italiana (Gianfranco Vissani e Davide Oldani), piatti tipici delle diverse regioni d’Italia, lezioni di pasta con le sfogline della Romagna custodi della tradizione artusiana, un grande spazio dedicato al vino con protagoniste le bollicine italiane e gli champagne, degustazioni guidate, lezioni di sicurezza a tavola per le famiglie tanto altro.
A completare il tutto l’assegnazione del Premio Nazionale Galvanina, nelle edizioni passate conferito a personaggi dello spessore di Tonino Guerra, Vittorio Sgarbi, Andrea Scanzi, Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco, Niko Romito e tanti altri nomi di primo piano.
Il Festival è coordinato da La Madia Travelfood, oggi inserita nel contesto di Cose Belle d’Italia (www.cosebelleditalia.com).
Dunque, tanti Festival in un unico evento.
Entriamo nei dettagli.
La grande cucina scende in piazza
Nella centrale Piazza del Popolo, gli chef dell’Accademia Nazionale Italcuochi, coordinati da Gianfranco Vissani, preparano dal vivo i piatti tipici della propria regione di appartenenza, ciascuno con la propria squadra e in uno stand dedicato. Tanti i protagonisti, tra cui Beatrice Segoni con il suo tocco di cucina Toscana, Maurizio Urso presidente di Italcuochi Sicilia con i suoi rinomati arancini al riso e cannoli con la ricotta. E ancora i piatti calabresi con l’Nduja, la fragranza delle verdure pugliesi, i sapori intensi delle carni abruzzesi, il pesce fritto dell’Adriatico, gli strozzapreti al ragù romagnolo. Insomma, un’immersione in profumi e sapori regionali, senza muoversi dalla festosa piazza di Pesaro.
Artigianato protagonista
Da sempre una della caratteristiche del Festival è la valorizzazione delle produzioni artigianali, quelle che rendono unica l’Italia, quelle poco conosciute al grande pubblico. A queste il Festival dedica un’intera area (via San Francesco) dove è possibile trovare formaggi, oli, salumi, dolci, tartufi e tanta produzione bio, in un’esposizione che privilegia esclusivamente la qualità e che si discosta nettamente dalle offerte tradizionali del cibo di strada.
Le mani in pasta con le sfogline romagnole
Imparare a fare la pasta a mano al Festival si può, presi per mano dalle Mariette artusiane, storiche “azdore” di Romagna che hanno fatto della cucina un ‘marchio’ di bontà. L’Associazione delle Mariette nasce a Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi, con la finalità di custodire le ricette della tradizione del Padre della cucina italiana, e tramandarle ai giorni nostri. Un’esperienza che sarà possibile fare nell’apposita area sotto i portici della Piazza.
Festival del vino
Centinaia di vini proposti in una grande tensostruttura, proprio di fronte alle postazioni degli chef per un binomio cibo-vino di qualità. Si presenta come un Festival del vino lo spazio dedicato al nettare di Bacco, che propone in degustazione il meglio della produzione delle Marche, accompagnata da prestigiose escursioni in tutti i territori nazionali e nelle zone di produzione delle più prestigiose bollicine. Al costo di 10 euro ogni appassionato enoico riceve una tracolla del Festival con un pregiato bicchiere Spiegelau inciso a mano, e potrà degustare 2 vini a scelta più, gratuitamente, un bianchello di una delle aziende produttrici delle Marche. Inoltre, nella sala nobiliare affrescata di Palazzo Gradari, nell’adiacente via Rossini, vengono ospitate degustazioni di grandi vini guidate dai massimi esperti: importantii verticali di bianchi, rossi e champagne (prenotazioni sul sito del Festival).
Cene d’autore
Due cene speciali come gli chef che le preparano: Gianfranco Vissani e Davide Oldani. Venerdì 22 settembre Vissani esprime il suo genio creativo a quattro mani con i giovani e talentuosi Daniele Patti e Matteo Ambrosini, chef dello Scudiero di Pesaro, splendido ristorante ricavato tra le mura seicentesche di un palazzo nobiliare, nel cuore di Pesaro. Sabato 23 è la volta di Davide Oldani, il celebrato chef patron del D’O di Cornaredo, autore di quella cucina Pop che l’ha reso celebre nel mondo.
Festival e Musica
Nella città di Gioacchino Rossini è obbligatorio pensare a un Festival gastronomico con affinità elettive con la musica. Piazza del Popolo riserverà uno spazio dedicato ai saggi del Conservatorio, a musicisti locali e a momenti di intrattenimento musicale contemporaneo.
Sicurezza a tavola sicurezza in famiglia
La rete di formatori altamente qualificati di Salvamento Accademy organizza, in collaborazione con La Madia Travelfood, corsi gratuiti rivolti alle famiglie, per la prevenzione e sicurezza dei bambini in casa, in auto, a scuola, a tavola. Per professionisti, personale addetto alle mense, baristi, etc, organizza corsi per la prevenzione del soffocamento a tavola, la rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore.
Premio Web chef
Per il quarto anno si rinnova il sodalizio con il “Premio WEB Chef”, riconoscimento conferito alle organizzazioni ristorative capaci, nel corso dell’anno, di comunicare la loro identità e il loro lavoro attraverso il mezzo di comunicazione oggi più potente al mondo: internet. A farlo è il portale enogastronomico www.oraviaggiando.it e lo staff della società Engenia Web Communication farm, a cui è stato ancora una volta conferito il compito di "scandagliare" la rete e nominare i vincitori. Il premio punta i riflettori su un mezzo di comunicazione divenuto in pochi anni sempre più indispensabile, capace di amplificare il "passaparola" e generare nuovo business.
Premio Nazionale Galvanina
Domenica 24 settembre si svolgerà il Premio Nazionale Galvanina, riconoscimento alla Cultura, all’Imprenditoria, al Giornalismo, alla Cucina, alla Sicurezza a tavola. Questi i vincitori di questa edizione: Antonio Attorre (Cultura), Davide Paolini (Giornalismo), Davide Oldani (Cucina), Fabio Di Gioia (Imprenditoria), Francesca Matacena (Cuore). Nelle edizioni passate, per citare solo alcuni nomi, sono stati premiati personaggi dello spessore di Gualtiero Marchesi, Tonino Guerra, Pierluigi Celli, Vittorio Sgarbi per la cultura; Anna Scafuri, Andrea Scanzi, Gioacchino Bonsignore, Bruno Gambacorta, Luigi Cremona, Carlo Cambi per il giornalismo; Carlo Cracco, Gino Angelini, Gianfranco Vissani, Pino Cuttaia, Niko Romito, Gino Fabbri, Moreno Cedroni per la cucina; Saclà, Surgital, Babbi e Callipo per l’imprenditoria.
Info Festival:
www.festivaldellacucinaitaliana.it

sabato 29 ottobre 2016

Fiera Tartufo Bianco Acqualagna, Grand Tour delle Marche 2016.

E' ora di tartufo per il Grand Tour delle Marche.
L’esperienza tartufo “inebria” il circuito promosso da Tipicità ed ANCI.
Le esperienze proposte dal Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi promosso da Tipicità ed ANCI che racconta le Marche più autentiche, giungono all’apoteosi “gastronomica” e sublimano la stagione autunnale con una manifestazione dedicata ad un prodotto della terra, o meglio “sotterraneo”, simbolo dell’Italian Taste nel mondo.
Dal 30 ottobre e fino al 13 novembre 2016, la città di Acqualagna (PU) diviene la capitale del celebre Tuber Magnatum Pico, con il ricco programma proposto dalla cinquantunesima edizione della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna.
Il Grand Tour delle Marche propone una visita “su misura”, attraverso proposte turistiche mirate, ma anche con la possibilità di costruire la propria personale esperienza grazie alla piattaforma “Tipicità Experience”.
Tra le opzioni, la possibilità di usufruire di un “taxi del gusto”, non solo per visitare la fiera, ma anche per effettuare shopping presso gli spacci aziendali delle grandi firme, visitare i borghi storici delle Marche o essere accolti in una cantina per conoscere di persona il vignaiolo e degustare con lui un buon vino “autoctono”.
È un modo innovativo di conoscere il territorio, nato in occasione di EXPO 2015 e consolidato durante quest’edizione del Grand Tour, costituito da ben 28 eventi ed altrettante “esperienze” uniche, guidati dal fil rouge di due tratti identitari marchigiani: i sapori genuini e l’alta manualità ossia il “saper fare”.
Ad Acqualagna ci sarà la possibilità di conoscere il tartufo bianco in tutte le sue potenzialità, a cominciare dall’inebriante mostra mercato che invaderà la centrale Piazza Mattei, partecipando ai laboratori nel “Salotto da gustare” in compagnia di prestigiosi chef e volti noti, in abbinamento ai vini del Piceno.
Tra le novità più attese, la presentazione della nuova fragranza “profumo di Acqualagna” e l’elezione del “mister tartufaio” dell’anno.
Curiosità anche per il nuovo videogioco dedicato proprio al misterioso fungo ipogeo, così come per un’intrigante degustazione al buio, multisensoriale unica e coinvolgente, dove unica assente sarà la vista.
Per tutta la famiglia, da non perdere la caccia al tartufo, un’esperienza “intima” di contatto con la natura e con il magico mondo dei tartufai, con tutti i loro segreti, metodi di addestramento e tecniche di raccolta.
INFO: 0734.225237; segreteria@tipicita.it; www.tipicitaexperience.it