domenica 24 ottobre 2021

Agrobiologica San Giovanni wine tasting, Vinea Qualità Picena

Venerdì 22 ottobre 2021 presso Enoteca Regionale Marche ad Offida (AP), degustazione guidata da Sommelier Francesco Felix, nell'ambito del progetto Piceno Open-Vinea Qualità Picena, promosso da Vinea Società Cooperativa Agricola e finanziato da Psr Marche 2014/2020 sottomisura 3.2.a.
Questo appuntamento fa parte di una serie di degustazioni guidate, con abbinamento di prodotti tipici, programmate tutti i lunedì e venerdì (con esclusione dell'1 novembre) fino al 17 dicembre 2021.
Per prenotazioni:
whatsapp👉 3280356412
email👉 enoteca@vineamarche.it 
La degustazione di venerdì 22 ottobre ha riguardato 4 vini dell'Azienda Agrobiologica San Giovanni.
Prezzi sullo scaffale tra 10 e 20 euro.
L'azienda si trova in Contrada Ciafone 41 ad Offida (AP), nasce nel 1970, dispone di circa 30 ettari di vigneto posto ad un'altitudine media di 320 metri sul livello del mare, coltivato prevalentemente ad autoctono, passerina, pecorino, montepulciano, sangiovese, per una produzione media annua di 170.000 bottiglie: https://www.vinisangiovanni.it/
Offida Docg Pecorino '20 Kiara
14% vol.
90 giorni di affinamento, più 3 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Giallo paglia limpido.
Buccia di cedro, agrume, nespola ben integrati da toni vegetali, salvia, rosmarino.
In bocca ha notevole struttura, che lascia presupporre doti di tenuta nel tempo; tornano le note di pomacea matura, mela cotogna, agrume, in perfetto equilibrio con la dote acido/sapida che è parte integrante del corredo varietale e trave portante dell'impalcatura.
In abbinamento su branzino al sale, versatile su cucina di mare, ma anche su cucina di terra, zuppa di legumi con guanciale, formaggi semistagionati non piccanti.
Offida Docg Pecorino '18 Zagros
14,5% vol.
Ottenuto da vendemmia tardiva di circa 25 giorni, maturato 12 mesi in rovere, più 3 mesi in bottiglia.
Giallo paglia, tendente al verde oro.
Subito in evidenza frutto giallo molto maturo, buccia di melone, ananas, nota di miele di castagno e mandarino.
In bocca torna il frutto giallo ben maturo, note burrose di caramella mou, ma anche la carica acidica, coadiuvata da sottili tannini gallici prodotti dall'affinamento in rovere, a contrappuntare la ricchezza glicerica e rinfrescare.
Vino di notevole struttura, una sorta di fratello maggiore rispetto al precedente, ma meno rappresentativo in fatto di purezza varietale.
In abbinamento su zuppe di pesce, raguse in porchetta, preferibilmente su piatti di mare o anche di terra che presentino una componente grassa o untuosa.
Rosso Piceno Superiore Doc '17 Leo Guelfus
14% vol.
Da uve 70% montepulciano e 30% sangiovese.
18 mesi in botte grande e botte piccola, più 2 mesi in bottiglia.
Rosso rubino con riflesso granato.
Frutto maturo rosso e nero, humus e sottobosco, note boisè, marasca sotto spirito, corteccia di china.
In bocca avvolge di calore alcolico, tende al morbido su note di cioccolato e ciliegia, sapido e amaricante in retrogustativa.
Vino che ha già dato, ma che può ancora dare per altri 2 o 3 anni.
Vino di territorio, nel senso che può essere un riferimento per il degustatore, utile per inquadrare le caratteristiche varietali della tipologia. 
In abbinamento su pollo in potacchio, lasagne al forno con rigaglie, capriolo in umido.
Offida Rosso Docg '15 Zeii
15% vol.
Ottenuto da uve 90% montepulciano e 10% cabernet sauvignon, maturato 24 mesi in rovere grande e piccolo, più ulteriori 6 mesi in bottiglia, si presenta rosso granato cupo, compatto, di consistenza quasi tattile, non solo a livello cromatico, ma anche gustativo.
Vino possente, delinea una cifra stilistica meno territoriale, più improntata all'internazionale.
Mediamente intenso al naso, beneficia di ossigenazione.
Quadro organolettico ampio e complesso, con in primo piano la ciliegia in confettura, cacao e torrefazione.
Gradualmente appaiono altri marcatori: speziatura, cannella e liquirizia, note ematiche e tabacco, rabarbaro.
Vino solido al palato ma, perlomeno in base alle valutazioni dei degustatori presenti, con persistenza retronasale e gustativa non proporzionata alle masse.
Si è avuta l'impressione di un vino, per la verità secondo il mio punto di vista ancora ricco ed espressivo, che abbia già intrapreso la parabola discendente; questo fatto, a parere dei relatori presenti alla degustazione e dentro una visione d'insieme della produzione locale, starebbe a testimoniare la relativa capacità d'invecchiamento dei montepulciano di alta gamma del Piceno (10 anni al massimo), differentemente da altri montepulciano di pari gamma, provenienti da altri territori, come ad esempio Conero o Abruzzo, molto più predisposti allo scopo.
Per quanto riguarda l'abbinamento di questo vino, io direi su piatti a tendenza grassa o succulenta,  cosciotto d'agnello al ginepro, brasato al vino rosso, filetto di manzo in crosta con funghi porcini.
La Vinea è una società cooperativa agricola nata nel 1979, sovrintende alle attività agricole locali e a quelle di promozione, gestisce l'Enoteca Regionale Marche istituita nel 2005; la struttura è ospitata in uno dei luoghi più belli di Offida, il trecentesco ex monastero di San Francesco in via Garibaldi 75.
Il progetto Piceno Open-Vinea Qualità Picena è costituito da una serie di appuntamenti di formazione e promozione, volti a sviluppare una strategia integrata e sinergica tra tutti gli attori della filiera, al fine di superare le criticità manifestatesi sul territorio e quelle relative alla situazione di mercato.
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venerdì 15 ottobre 2021

Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2022, regione Marche

Ottava edizione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, curata da Daniele Cernilli (Doctor Wine) giornalista e critico enologico di fama internazionale, coadiuvato da una squadra di degustatori di comprovata esperienza e professionalità.
Le aziende selezionate in Guida sono 1.241 e 3.085 i vini recensiti.
Pagine 728.
Prezzo di copertina € 20.
Vini della regione Marche che hanno raggiunto o superato i 95/100.
98 Oasi degli Angeli Kupra 2018
97 Macondo Bianko 2019
97 Oasi degli Angeli Kurni 2019
97 Velenosi Vini Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2018
96 Bucci Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Villa Bucci 2018
96 Valter Mattoni Trebbien 2019
96 Montecappone Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Utopia 2018
96 Tenuta di Tavignano Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Misco 2018
95 Belisario Verdicchio di Matelica Animo Logico 2020
95 Fazi Battaglia Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Massaccio 2019
95 Andrea Felici Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2020
95 Il Pollenza Il Pollenza 2018
95 Marotti Campi Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Salmariano 2018
95 Poderi Mattioli Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Ylice 2019
95 Umani Ronchi Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Vecchie Vigne 2019
95 Vicari Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore L’Insolito Del Pozzo Buono 2019

lunedì 11 ottobre 2021

Vitigni resistenti, vitigni Piwi, criticità, prospettive

Come premessa rileverei che copertura del mercato globale e climate change impongono aumento delle produzioni e corrispondente aumento della sostenibilità ambientale; a tale scopo soccorre la ricerca scientifica e in viticoltura le cosiddette biotecnologie, in grado di contemperare questi due aspetti apparentemente inconciliabili.
La partecipazione webinar al convegno "Verso una nuova viticoltura: il ruolo della genetica e del vivaismo", svoltosi 1 ottobre 2021 presso Vivai Cooperativi Rauscedo (realtà friulana leader mondiale nella produzione di barbatelle) in occasione dell'inaugurazione del VCR Research Center, con la partecipazione d'illustri relatori come Riccardo Ricci Curbastro, Raffaele Testolin, Eugenio Sartori, Riccardo Velasco, Paolo De Castro, Riccardo Cotarella, Attilio Scienza, Michele Morgante, mi ha dato lo spunto per qualche considerazione sui vitigni resistenti (cosiddetti piwi), lo stato dell'arte, le criticità, le prospettive.
Innanzitutto, cosa sono i vitigni resistenti: i vitigni resistenti sono ibridi ottenuti da incrocio tra specie di viti diverse (per esempio tra Vitis Vinifera e Vitis Labrusca oppure con Riparia, Aestivalis e così via), laddove il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
Tali ibridi risultano resistenti alle malattie fungine (oidio, peronospora) e tolleranti a malattie secondarie come marciume nero (black rot) e necrosi corticale o escoriosi, producendo quindi come effetto collaterale positivo, l'abbattimento dell'uso di fitofarmaci in vigna.
Il lungo lavoro di sperimentazione sui vitigni resistenti partì verso la fine dell'ottocento.
Solo verso la metà del secolo scorso in Germania con le varietà di terza e quarta generazione, cominciarono ad arrivare risultati qualitativamente apprezzabili.
Oggi i nuovi ibridi non presentano più le caratteristiche scadenti, le carenze organolettiche (aromi poco piacevoli di foxy e fragola) e salutistiche (elevati livelli di metanolo) di quelli del passato, poichè il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
Sono iscritte a Registro Nazionale una ventina di varietà resistenti, prevalentemente ottenute da una base di vitigno internazionale a bacca bianca o a bacca rossa (ne cito alcune: Bronner, Regent, Cabernet Cortis, Cabernet Carbon, Helios, Johanniter, Prior, Solaris, Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Kanthus, Julius).
Sono in corso sperimentazioni per l'iscrizione a Registro di altre varietà ottenute da autoctono, allo scopo di neutralizzare il rischio di perdita del tratto identitario territoriale, che la diffusione di varietà resistenti può oggettivamente provocare.
Prendendo atto del trend odierno, penso si possa affermare con buona approssimazione che ancor più domani il profilo territoriale potrebbe rappresentare il driver decisivo per la conquista dei mercati e di questo la sperimentazione in viticoltura dovrà tenere conto.
Già dal prossimo anno a quanto pare, ibrido Gleres (da uve Glera) sarà a registro in Triveneto; in corso di sperimentazione ibridi da uve Cesanese, Malvasia, Bellone in Lazio, ibrido da Sangiovese in Toscana, ibrido da Ribona in Marche (ho avuto notizia di quest'ultimo caso in via non ufficiale, a latere di un convegno sul Ribona, quindi da prendere con beneficio d'inventario). 
Occorre però ammettere che vincoli e resistenze di carattere sia legislativo che burocratico, ostacolano la diffusione di tali vitigni, perlomeno fino a questo momento.
Occorrono due anni per l'iscrizione al Registro Nazionale, altri due anni per quella al Registro Regionale, un vero e proprio calvario che ostacola la diffusione dei vitigni resistenti; aggiungasi che gli effetti dell'iscrizione a Registro cambiano se il vitigno sia stato iscritto come Vitis Vinifera o sia stato iscritto come Ibrido, poichè la normativa Ue per i vini Dop, stabilisce che i medesimi siano prodotti solo con varietà di Vitis Vinifera, vietando l’utilizzo di Ibridi interspecifici nei vini Dop e consentendoli solo per i vini a Indicazione Geografica Protetta.
Tuttavia tali ostacoli burocratici potrebbero in qualche modo essere sterilizzati nel breve periodo, poichè da quanto emerso dal convegno di cui sopra, a livello Ue pare si stiano indirizzando verso l'autorizzazione dei vitigni resistenti pure nelle Dop, prescindendo dalla registrazione nei rispettivi Registri Nazionali come Vitis Vinifera o come Ibrido.
Questa è la situazione ad oggi, un primo passo verso il superamento dell'anticrittogamico in vigna.
La prospettiva di lungo periodo, sarà invece quella del passaggio dal vitigno resistente all'evoluzione assistita, ovvero alla cisgenetica (trasferimento di geni tra specie simili per arricchire dna) e genome editing (editing genomico, biologia molecolare, modificazione della sequenza del dna, per riscrivere il dna, senza l'apporto di materiale genetico esterno); si parla di 10-15 anni per la messa a regime di queste new technology.
Credo si possa affermare che il percorso tecnologico volto a contemperare aumento di produzioni e sostenibilità ambientale, non sarà senza ostacoli; notevoli sono oggi le resistenze e le diffidenze nei confronti delle biotecnologie, il quadro normativo ostacola l'innovazione tecnologica, la legislazione europea appare obsoleta quindi riformabile alla luce dell'evoluzione tecnologica in atto, poichè equipara new breeding technology (le nuove tecniche di coltivazione) ad ogm, non tenendo conto del fatto che la manipolazione genetica non avviene in questo caso tra specie diverse.
post correlato, tasting notes, uva Piwi label:
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giovedì 30 settembre 2021

Stime vendemmia 2021, Italia e regione Marche

Report stime vendemmiali 2021 regione Marche curate da Assoenologi Marche, estratto dalla relazione nazionale redatta da Assoenologi, UIV e Ismea - Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.
in foto Giuliano D'Ignazi presidente Assoenologi Marche
Regione Marche, quantità: -13% rispetto vendemmia 2020.
Annata caratterizzata da condizioni metereologiche complesse per le vigne marchigiane con una stagione invernale che è stata tra le più calde per le Marche dal 1961.
Nonostante i soli 34 mm di pioggia nel mese di febbraio, le precipitazioni invernali sono state più abbondanti della norma e corrispondenti a 225 mm di media regionale.
La stagione primaverile è stata più fredda rispetto alla norma con una differenza di -0,4°C rispetto alla media storica di riferimento 1981-2010 e si è caratterizzata anche per la carenza di precipitazioni.
Le gelate tardive, giunte ad inizio aprile, hanno portato via un 5% della produzione nel centro-nord della regione, più che altro nei fondivalle ma non sui terreni collinari, né nelle aree interne come Matelica, dove le viti non avevano ancora germogliato.
Dopo le anomalie negative di marzo-aprile e il valore sostanzialmente in linea di maggio, la temperatura media è tornata a rialzarsi nel mese di giugno.
Nel mese di giugno sono caduti appena 15 mm di pioggia e mai nelle Marche è piovuto così poco nei primi sei mesi dell’anno.
A metà luglio sono arrivate le attese piogge, ma poi sono continuati la mancanza di piogge e i picchi termici al di sopra della media storica.
La prolungata siccità ha messo a dura prova i vigneti, soprattutto collinari, dove l’approvvigionamento idrico risulta più difficoltoso rispetto agli impianti di pianura.
Il ritardo accumulato nelle precedenti fasi si è leggermente attenuato e si sta recuperando, anche se la vendemmia sarà ritardata di circa una settimana rispetto alla media.
Il quadro sanitario è buono per l'assenza di peronospora e muffa grigia, mentre l'oidio è comparso in qualche areale soprattutto sul montepulciano, senza però causare problemi particolari.
Il livello vegetativo, più contenuto rispetto alla norma, è in generale regolare e si nota una riduzione della dimensione dell’acino.
La carenza di precipitazioni ha rallentato l’accumulo degli zuccheri che aumentano la loro concentrazione per effetto della disidratazione dell’acino.
Le temperature superiori alla media hanno favorito la degradazione dell’acidità totale, soprattutto a carico dell’acido malico, anche se i valori di pH sono ancora bassi grazie al ridotto tenore di potassio.
Pertanto, un po’ come successo in altre annate simili, l’acidità e il pH hanno avuto e avranno un forte potere discriminante nella decisione della data di vendemmia.
Le uve rosse avranno la tendenza a cedere tannini più reattivi soprattutto sul montepulciano e si dovrà tenere conto di ciò sui tempi di contatto con le bucce.
La vendemmia delle uve per basi spumante è partita dopo ferragosto, e per il pecorino è iniziata nella terza decade di agosto.
Per il verdicchio si attenderà la seconda decade di settembre.
Quindi si passerà alle uve rosse, sangiovese e montepulciano nell’ordine, che saranno probabilmente vendemmiate intorno a fine settembre/inizio ottobre, in funzione del prosieguo stagionale.
Si prevede una buona annata con punte di ottima qualità soprattutto nei vigneti più freschi con maggiore dotazione idrica.
Regione Marche:
Produzione 2020 (889.000 hl) dati Agea.
Produzione 2021 (778.000 hl) stime.
Relazione nazionale stime vendemmia 2021
👉https://bit.ly/Vendemmia_2021_stime
Vino, vendemmia: clima brucia il 9% del raccolto, bene la qualità.
Assoenologi, Ismea, Uiv: ora la sfida è sui mercati, ottimismo su rialzo prezzi.
(Roma, 8 settembre 2021). Uva poca ma buona, a tratti ottima, in un contesto di mercato in forte ripresa.
Scende a 44,5 milioni di ettolitri la produzione nazionale di vino 2021, un dato in calo del 9% rispetto ai 49 milioni di ettolitri del 2020 (dato Agea) che, nonostante la contrazione determinata dalle anomalie di un meteo sempre più protagonista, non scalfisce il primato produttivo tricolore in un’annata che vede la Spagna ferma attorno ai 40 milioni di ettolitri e la Francia penalizzata da un andamento climatico particolarmente avverso.
Secondo le previsioni vendemmiali di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini, presentate oggi nel corso di una conferenza stampa online alla presenza anche del sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Gianmarco Centinaio, il vigneto Italia resiste e si presenta in buone condizioni non solo all’appuntamento con la vendemmia, ma anche sul fronte cruciale della ripartenza, con segnali incoraggianti sia dalla domanda estera (2,7 miliardi di euro e +11% il risultato dell’export nei primi 5 mesi dell’anno) che sul mercato interno, trainato dalla riapertura dell’Horeca e dalla ripresa del turismo.
Dopo una campagna 2020/21 con i prezzi in flessione del 3% (indice Ismea rispetto alla campagna precedente), la prospettiva di una minor produzione per la vendemmia in corso, assieme alla ritrovata dinamicità della domanda, genera ottimismo anche sull’andamento futuro dei listini.
Per Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Ismea: “Il vino è uscito a testa alta dalla prova del Covid. Quello che all’indomani dello scoppio della crisi pandemica si preannunciava come uno dei comparti più colpiti, per via della sua forte esposizione verso il circuito dell’Horeca e i mercati esteri, ha invece dimostrato una straordinaria capacità di adattamento. Senza voler sottostimare le difficoltà finanziarie affrontate da tante aziende, va evidenziato come la crisi abbia fornito alle cantine italiane uno stimolo straordinario all’innovazione digitale e alla diversificazione dei canali commerciali. I segnali che Ismea ha colto delineano delle buone prospettive per la campagna che sta per aprirsi, grazie al significativo rimbalzo dell’export, al rialzo dei listini, e alla ripresa dell’ontrade. Allo stesso tempo, il buon andamento registrato delle vendite domestiche favorisce l’ottimismo fornendo un chiaro segnale del maggiore orientamento dei consumatori verso la qualità. La campagna in corso, su livelli più bassi in termini quantitativi ma verosimilmente con uve di ottima qualità, sembra quindi poter ben accompagnare il percorso verso la Premiumisation che sta negli ultimi tempi interessando la domanda nazionale e internazionale di vino”.
"I cambiamenti climatici, con una tropicalizzazione del clima, stanno condizionando sempre più il mondo dell'agricoltura e quindi del vino – ha dichiarato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi –. È compito di noi enologi mitigare gli effetti negativi ed esaltare quelli positivi, con particolare attenzione alla custodia e alla sostenibilità ambientale, elementi ormai necessari anche per un adeguato riconoscimento da parte dei consumatori. La qualità dipende anzitutto dall'andamento climatico, ma molto anche dal modo di condurre la vigna attraverso la scienza e la conoscenza che sono alla base dell'attività di noi enologi: laddove viene applicata con la massima meticolosità avremo una vendemmia molto buona, in alcuni casi ottima ed eccellente. Questo, unito alle caratteristiche eterogenee del nostro territorio, porta a una situazione di previsioni vendemmiali molto differenti, anche in zone limitrofe. Ma per l'eccezionale capacità della vite di adattarsi e al lavoro incessante di vignaioli ed enologi, come detto, la qualità delle uve appare buona, con punte di eccellenza, in tutto il vigneto Italia”.
Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, ha commentato: “Questa, che potremmo chiamare la vendemmia del rilancio, si presenta in un quadro positivo che ci aiuta a proseguire il nostro entusiasmante sviluppo sui mercati internazionali. Segnali di forte crescita si registrano, nel primo semestre 2021, su tutte le principali piazze, come Usa (+18% valore), Canada (+13%), Svizzera (+19%) e Giappone (+2%), ma assistiamo a forti rimbalzi anche in Russia e Cina. Sono dati positivi che devono spronarci a fare ancora di più e meglio anche per aiutarci a verificare sul mercato la possibilità di trasferire, almeno in parte, il fisiologico rialzo dei prezzi che subirà il vino a causa di una quantità di uva minore rispetto allo scorso anno e di ottima qualità. È necessario quindi proseguire con determinazione, spirito di squadra e “logica di sistema” nella promozione del “sistema Italia” che, lo diciamo da tempo, è quanto mai necessaria e complementare alla promozione ‘di brand’, con effetti positivi sull’immagine del nostro Paese e dell’enoturismo. Il Mipaaf – ha aggiunto - su questo tema deve giocare un ruolo da protagonista coinvolgendo le imprese nella definizione di azioni, mercati target e strumenti di comunicazione, affinché si lavori a progetti collettivi ed efficaci. Per quanto concerne la sostenibilità, in attesa dell’approvazione entro fine settembre del decreto che definirà lo standard unico e il logo sulla sostenibilità nel vino, cogliamo l’opportunità per sollecitare nuovamente il ministro Patuanelli a definire una chiara roadmap verso l’attuazione della normativa fortemente attesa dal settore”.
Andamento climatico e vegetativo
I mutamenti climatici, assieme ad un andamento meteorologico molto incerto dopo un inverno piovoso e con temperature nella norma, sono stati protagonisti anche nel Belpaese, dove le gelate primaverili, le grandinate di luglio, la siccità e le ondate di caldo estivo hanno colpito molto areali, con importanti differenze qualitative e quantitative anche in territori limitrofi.
Complessivamente, la situazione del vigneto italiano appare comunque buona, mentre si attende con attenzione l’evoluzione nei mesi di settembre e ottobre.
Dalle prime analisi si evidenziano delle gradazioni medio alte, con qualche criticità sul rapporto zuccheri/acidità su cui peserà il sempre ottimo lavoro degli enologi e delle imprese in cantina.
Guardando al calendario, la fase di fioritura è iniziata nella norma rispetto alla media 2001-2020 al Sud, mentre si evidenziano ritardi di 4-6 giorni al centro e di 6-10 giorni al Nord.
Ad oggi, è stato raccolto circa il 25% dell'uva, con la Sicilia al taglio del nastro già a fine luglio.
Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre si sono svolte le operazioni di vendemmia per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) nella maggior parte delle regioni italiane, mentre si stima che su tutto il territorio il pieno della raccolta sarà quest’anno posticipato all’ultima decade di settembre, per concludersi verso la fine di ottobre se non agli inizi di novembre.
Geografia del Vigneto Italia 2021
Nella classifica per regioni, il Veneto si conferma capofila con quasi 11 milioni di ettolitri, seguito da Puglia (8,5), Emilia Romagna (6,7) e Sicilia (3,9), per una produzione complessiva delle quattro regioni di circa 26 milioni di ettolitri, pari al 60% di tutto il vino italiano.
Osservando i trend, spicca la contrazione della Toscana, vessata dalle gelate di aprile che hanno determinato una perdita del 25% del raccolto regionale, senza risparmiare il resto del Centro Italia (Umbria -18%, Marche -13% e Lazio -10%).
Al Nord è la Lombardia a registrare il decremento più importante (-20%), mentre sul versante Est si segnala il -15% dell’Emilia Romagna, con il resto delle regioni che oscillano tra il -10% e -7%.
E se l’Abruzzo segna il primato in negativo al Sud (-18%) seguito da Molise (-15%), Sardegna (-15%) e Basilicata (-10%), si distinguono con incrementi produttivi Sicilia, Calabria e Campania, mentre la Puglia contiene le perdite a -5%.
Produzione di vino e mosto in Italia (migliaia di ettolitri)
2020 - 2021 e variazione%
Piemonte 2.703 : 2.433 -10%
Valle d'Aosta 19 : 18 -7%
Lombardia 1.541 : 1.233 -20%
Trentino-Alto A. 1.294 : 1.168 -10%
Veneto 11.717 : 10.838 -7%
Friuli V.Giulia 1.853 : 1.723 -7%
Liguria 40 : 36 -10%
Emilia-Romagna 7.890 : 6.707 -15%
Toscana 2.209 : 1.650 -25%
Umbria 378 : 312 -18%
Marche 889 : 778 -13%
Lazio 784 : 706 -10%
Abruzzo 3.494 : 2.883 -18%
Molise 235 : 200 -15%
Campania 715 : 751 5%
Puglia 9.000 : 8.550 -5%
Basilicata 73 : 65 -10%
Calabria 97 : 106 10%
Sicilia 3.660 : 3.986 9%
Sardegna 475 : 404 -15%
Italia 49.066 : 44.546 -9%
Fonte: Agea per il 2020 e *stima Assoenologi, Ismea e UIV per il 2021

lunedì 27 settembre 2021

Tre Bicchieri 2022 Gambero Rosso, Marche

Anteprima vini della regione Marche premiati dalla Guida Vini d'Italia 2022 del Gambero Rosso.
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Ambrosia Ris. 2018 Vignamato
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Plenio Ris. 2018 Umani Ronchi
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Rincrocca Ris. 2018 Staffa
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. San Sisto Ris. 2018 Tenute San Sisto - Fazi Battaglia
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. V. Il Cantico della Figura Ris. 2018 Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Villa Bucci Ris. 2018 Bucci
Cinabro 2017 Caniette
Il San Lorenzo Bianco 2008 San Lorenzo
Lacrima di Morro d’Alba Sup. Orgiolo 2019 Marotti Campi
Offida Pecorino 2020 Santori
Offida Pecorino Artemisia 2020 Spinelli
Offida Pecorino Montemisio 2020 Castignano - Cantine dal 1960
Offida Pecorino Vignagiulia 2020 Dianetti
Rosso Piceno Sup. Roggio del Filare 2018 Velenosi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Dominè 2019 Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ergo Mirizzi 2019 Montecappone - Mirizzi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2019 Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Stefano Antonucci 2019 Santa Barbara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2019 Mattioli
Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris. 2018 Belisario
Verdicchio di Matelica Collestefano 2020 Collestefano
Verdicchio di Matelica Vertis 2019 Borgo Paglianetto
Verdicchio di Matelica Vign. Fogliano 2018 Bisci
Verdicchio di Matelica Villa Marilla 2019 Gatti
Commento a cura di redazione Gambero Rosso:
https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/anteprima-tre-bicchieri-2022-i-migliori-vini-delle-marche/
Immaginiamo la soddisfazione di chiunque venga premiato o comunque citato in queste pagine. Raramente però ci soffermiamo sulle molteplici difficoltà affrontate da un’azienda vitivinicola nel corso della sua vita professionale. Il vignaiolo moderno si trova esposto e vulnerabile su molteplici fronti. Non esiste una ricetta unica, valida per tutti. Il consiglio è quello di porre sempre la massima attenzione e affrontare eventuali problemi sul nascere. In particolare va curata l’impostazione agronomica, determinante per affrontare i cambiamenti climatici. La lista dei Tre Bicchieri di quest’anno volge esplicitamente su tonalità cromatiche bianche. Che succede? Semplicemente la base ampelografica a bacca nera marchigiana soffre nelle annate avverse e quest’anno erano di scena i prodotti di punta dell’impietosa vendemmia 2017 e delle poco concilianti 2018 e 2019. In questo contesto appare ancor più rilevante l’abilità de Le Caniette, Velenosi e Marotti Campi nel produrre rossi che possano rivaleggiare senza timore con i pari di tutto il mondo. Verdicchio e Pecorino invece vanno a gonfie vele dal punto di vista qualitativo. Tante le conferme di aziende che stanno lavorando con dedizione come La Staffa, Vignamato, Dianetti, Tenuta Santori, Poderi Mattioli, Montecappone-Mirizzi e quelle dal passo regolare come Felici, Umani Ronchi, Collestefano, Bisci, Belisario, Tenuta Spinelli e Tenute San Sisto. Tornano al Tre Bicchieri, dopo uno o più anni di assenza, anche Bucci, Garofoli, Santa Barbara, Borgo Paglianetto e Pievalta. C’è spazio per due debutti: Marco Gatti e Cantine di Castignano. Entrambi ci sono riusciti dopo aver sfiorato il premio più volte in passato. Chiudiamo con la citazione di un’etichetta da uve verdicchio in purezza che sancisce una volta di più la straordinaria longevità dei vini ottenuti con la varietà: Il San Lorenzo 2008 di Natalino Crognaletti.

sabato 18 settembre 2021

Slow Wine 2022, Marche

Elenco delle cantine e dei vini delle Marche che hanno ricevuto riconoscimento sulla Guida Slow Wine 2022 edita da Slow Food.
La Guida Slow Wine 2022 sarà presentata a Milano l'8 ottobre 2021; nelle due giornate successive, 9 e 10 ottobre, maxi degustazione di tutte le etichette premiate presso il Megawatt Court.
Legenda riconoscimenti
Chiocciola: valori organolettici, territoriali, ambientali, in sintonia con la filosofia di Slow Food.
Bottiglia: qualità media della produzione dell'anno.
Moneta: favorevole rapporto qualità/prezzo sulla produzione dell'anno.
Vino Slow: tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio.
Vino Quotidiano: prezzo enoteca fino a 12 euro.
Top Wine: valore assoluto.
Riconoscimenti alle cantine:
Top Wines:
"Le Marche: una Regione al plurale, è uno slogan quanto mai valido anche per presentare la qualità enoica di questo territorio. Slow Wine 2022 riscontra un diffuso incremento dei vini premiati (ben 14 su 43) che nelle precedenti edizioni non avevano mai ricevuto riconoscimenti. Un ricambio importante, che attesta, se ce ne fosse bisogno, che la qualità in regione è diffusa, con sempre più vini che si contendono il podio. In questo contesto un cenno particolare va fatto al Top Wine-Vino Quotidiano, premio dedicato a bottiglie con prezzi medi inferiori a 12 euro. Un riconoscimento che talvolta viene interpretato da parte delle aziende e del pubblico come una “medaglia di consolazione”, un contentino per chi non ha ottenuto altri premi. In realtà i numeri ridotti (17 assegnati in questa edizione) rispetto alla vastità delle etichette assaggiate dimostrano che la selezione è rigorosa e il riconoscimento viene attribuito con molta parsimonia. Nella guida 2022 non può passare inosservato anche che l’80% delle aziende recensite sono biologiche o in fase di conversione, e se consideriamo la totalità di quelle che hanno presentato i vini per le selezioni i numeri delle pratiche colturali sostenibili sono ugualmente molto elevati. Le motivazioni, se etiche, commerciali o agronomiche, non vogliamo né discuterle né giudicarle. Ciò che conta è che la regione è più verde che mai. Merita inoltre evidenziare l’impegno sempre più diffuso alla riduzione del rame con i prodotti alternativi che la ricerca e la scienza stanno mettendo a disposizione. Concludiamo con uno sguardo ai vari comparti produttivi. È indubbio che il Verdicchio troneggi, sia in funzione dei numeri, sia per la qualità, che si attesta a livelli molto alti, con le differenze ormai dettate dalle sfumature. La 2020 si è dimostrata un’annata eccellente, con vini molto pronti ed equilibrati, e se il palato talvolta non ha l’adeguata freschezza, la sapidità viva e schietta riporta sempre il sorso in asse. La 2019, che aveva dato aspettative incoraggianti, ha impegnato molto la commissione di assaggio. I vini si sono mostrati interessanti, ma talvolta difficili da decifrare e meritevoli ancora di affinamento per raggiungere la giusta coesione, a differenza della 2018, rivelatasi distesa ed elegante, equilibrata e ricca di complessità. La conferma del Pecorino è inevitabile; l’annata 2020 anche in questo caso si rivela molto buona, con vini nitidi, spigliati e con la sapidità che garantisce profili equilibrati. Il Bianchello conferma la sua coerenza ma mancano ancora il guizzo e l’incisività che aspettiamo da tempo; idem per il Ribona, con la qualità in costante crescita ma le poche punte relegate a protagonismi individuali. Veniamo ai rossi. È acclarato che il Piceno ne sia la culla: i vini sono declinati con un occhio attento all’eleganza e al frutto, senza opulenze o densità eccessive, e in questo territorio merita attenzione il Grenache o Alicante, che sta convincendo con personalità, al punto che le due etichette sul podio sono solo l’apice di un quadro eccellente. Il Conero prova sempre a scrollarsi di dosso qualche pesantezza e ruvidità di troppo, e qui l’auspicio è che si acceleri il passo, mentre il Lacrima di Morro d’Alba ha un po’ sofferto il calore dell’annata 2020 e non ha messo in mostra il solito dinamismo. Chiudiamo con le due novità di Slow Wine 2022: per la prima volta un Lacrima passito e un Metodo Classico ottengono dei riconoscimenti: il Re Sole di Mancinelli e il Contatto di Mencaroni, nelle rispettive tipologie, hanno affascinato per l’eleganza stilistica e varietale".
(fonte Slow Wine):
https://www.slowfood.it/slowine/le-marche-per-slow-wine-2022/ 

martedì 14 settembre 2021

Enologica Montefalco Abbinamenti 2021

“Enologica Montefalco – Abbinamenti”: dal 17 al 20 settembre a Montefalco l'evento dedicato al vino, con cibo, arte, musica, dalla danza contemporanea ai fumetti.
Prenotazioni attive da 1 settembre.
Montefalco (Pg) – Il vino in abbinamento al cibo, all’arte e alla musica: dal 17 al 20 Settembre a Montefalco (Perugia) l’attesissimo evento “Enologica Montefalco – Abbinamenti”, organizzato da Consorzio Tutela Vini Montefalco e La Strada del Sagrantino, anche con il contributo del PSR dell’Umbria e con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Montefalco.
Protagonisti saranno i grandi vini delle denominazioni Montefalco e Spoleto, tra gastronomia, musica e arte.
Tre giorni dedicati ad appassionati e winelovers con degustazioni, laboratori, iniziative in cantina ed esperienze al calar del sole, con una novità: una giornata, quella di lunedì 20 Settembre, riservata agli operatori del settore, con tantissime iniziative a loro dedicate.
Le prenotazioni online si sono aperte l'1 settembre e resteranno aperte fino al 15 settembre fino ad esaurimento posti, l’accesso sarà possibile solo con Green Pass.
Info su https://www.consorziomontefalco.it/enologicamontefalco/
Protagonista centrale sarà l’imperdibile appuntamento con il banco d’assaggio dei produttori, con degustazione dei vini DOC Montefalco, DOC Spoleto e DOCG Montefalco Sagrantino e gli altri vini prodotti all’interno dei comuni delle DO tutelate dal Consorzio Tutela Vini Montefalco (degustazione libera, accesso a fasce orarie della durata di 1,5 ore), in programma sabato 18 e domenica 19 settembre, dalle ore 11 alle ore 19.30.
Ben tre le iniziative in cartellone che prevedono ospiti speciali: sabato 18 settembre (ore 17, Giardino ex Carceri) “Movimenti di Vini”, che vedrà il vino in abbinamento a musica e danza.
Il giornalista Jacopo Cossater guiderà il pubblico in una degustazione dei vini del territorio in abbinamento alla danza contemporanea dei ballerini Luca Mazzarini e Stefania Bergamaschi, un percorso multisensoriale dove ad ogni vino verrà associata una diversa performance.
Sempre sabato 18 settembre (ore 21.30, Giardino ex Carceri) “Radio sotto le stelle”, iniziativa speciale che vedrà protagonista Tinto (Nicola Prudente) storica voce di “Decanter” su RaiRadio2 e volto di "Mica Pizza e Fichi" su LA7, che come in un programma radiofonico, tra musica, racconto e degustazione dei vini, presenta “Il collo della bottiglia – Storie di Vite”.
Domenica 19 settembre (ore 16, Giardino ex Carceri), “Tratti di vini”, vini in abbinamento ai fumetti.
Il giornalista Andrea Gori guiderà il pubblico in una degustazione dei vini DOC e DOCG, in abbinamento alla performance del cartoonist Joshua Held.
Un‘occasione imperdibile per vivere l’espressione del vino attraverso l’arte dell’illustrazione sulle note musicali rhytm and blues e motow soul.
Ci saranno anche le stelle protagoniste, venerdì 17 Settembre (ore 21.30, Giardino ex Carceri) in occasione di “Teatro del Cosmo” in collaborazione con Umbria Sky Watching, osservazione del cielo con un calice di vino, avventura immersiva e interattiva, guidati da un astrofisico nella lettura del cielo.
Ci sarà anche la “Degustazione con delitto” (sabato 18 settembre, ore 19, Giardino ex Carceri), gioco teatrale interattivo in collaborazione con Roompicapo in cui il pubblico vestirà i panni di detective, interrogando i sospettati per risolvere un misterioso caso di omicidio, degustando i vini e vivendo un’esperienza teatrale.
Atteso anche l’Aperitivo in cantina al tramonto, in programma domenica 19 settembre dalle ore 17.30 alle ore 19.30, un appuntamento unico per degustare i vini nello scenario delle cantine al calar del sole con una serie di eventi dedicati all’abbinamento dei vini al cibo, l’arte e la musica (info e cantine su https://www.consorziomontefalco.it/enologicamontefalco/ ).
Il Teatro San Filippo Neri ospiterà nei due giorni “Montefalco Terra per il Vino”, una serie di degustazioni guidate dedicate alle denominazioni Montefalco DOC (sabato 18 settembre ore 11), Montefalco Sagrantino DOCG (sabato 18 settembre ore 15), Spoleto Doc (domenica 19 ore 11.30).
Numerose le iniziative in programma presso il Complesso Museale San Francesco: venerdì 17 settembre alle ore 18:30 “Sapori e colori: osserva, degusta, ascolta”, in collaborazione con Maggioli Cultura, in cui l'arte di Benozzo Gozzoli incontrerà l'arte vinifica del Sagrantino.
Sabato 18 settembre e domenica 19 (ore 12 e 15.30) “Occhio a Benozzo!”, focus guidato per conoscere un capolavoro unico del Rinascimento Pittorico Italiano.
Domenica 19 settembre, alle ore 10.30, “Fuori Porta”, escursioni accompagnate alla scoperta delle chiese del territorio.
Per bambini e genitori due bellissimi appuntamenti in programma con l’attrice e animatrice Loretta Bonamente: sabato 18, presso il Giardino ex Carceri, ore 15.30, “La signora di…vino e la gang dell’uva”, laboratorio e caccia al tesoro nel centro storico per bambini 6/11 anni.
Domenica 19 (ore 18, Giardino Ex Carceri) “Il Tocco di…Vino”, laboratorio e storie per bambini 2/5 anni.
Al termine, per i genitori, una degustazione dei vini a loro riservata.
Numerose anche le esposizioni e mostre durante l’evento: “Bianco e nero” di Pier Paolo Metelli e Donatella Tavaglione presso il Chiostro Sant’Agostino, “Etichette celebrative annate Montefalco Sagrantino DOCG” presso infopoint Strada del Sagrantino, “Etichette partecipanti al concorso “Anteprima Sagrantino” presso Giardino Ex Carceri, “Ricette a tavola con il Sagrantino” di Pier Paolo Metelli e Donatella Tavaglione presso il Chiostro Sant’Agostino.
“Enologica Montefalco – Abbinamenti” si aprirà venerdì 17 settembre con la presentazione in streaming dell’evento, in diretta sulla pagina Facebook del Consorzio Tutela Vini Montefalco.
Ad arricchire il programma di “Enologica Montefalco – Abbinamenti” eventi in cantina e piatti in abbinamento ai vini Doc e Docg nei ristoranti.
Grande novità di questa edizione sarà la giornata riservata agli operatori del settore, in programma lunedì 20 settembre.
Presso il Chiostro di Sant’Agostino banco d’assaggio dei produttori (dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19.15) degustazione dei vini DOC Montefalco, DOC Spoleto e DOCG Montefalco Sagrantino e gli altri vini prodotti all’interno dei comuni delle DO tutelate dal Consorzio Tutela Vini Montefalco.
Per tutta la giornata eventi in cantina riservati (prenotazione obbligatoria a partire dal 1 ed entro il 15 Settembre 2021, e fino ad esaurimento posti, su https://www.consorziomontefalco.it/enologicamontefalco/ ).

martedì 7 settembre 2021

Incrocio Bruni 54, Marche native grape, English version.

Oggi parliamo di Incrocio Bruni 54
Today we are talking about Incrocio Bruni 54:
an autochthonous white grape variety, practically exclusive to the Marche region (mainly cultivated in the central northern part of the region), but also authorized in Umbria and Tuscany.
What is Incrocio Bruni 54: in essence it is a hybrid obtained from cross-pollination between Verdicchio and Sauvignon, registered in 1971 in the National Register of Grape Varieties, edited by Cravit (center for research and experimentation in agriculture and viticulture).
But Incrocio Bruni 54 was already created around the mid-1930s by Professor Bruno Bruni, a distinguished agronomist from the Marche region of international fame, who was an official of the Ministry of Agriculture until 1950.
The aim of Prof. Bruni at that time was to harmonize the characteristics of the vines to be crossed, compensating with at least a part of the aromatic qualities of Sauvignon, the aromatic deficiencies of Verdicchio, without compromising the structure of Verdicchio; it was not an easy experimentation, so much so that the goal was reached at the 54th attempt, the name of the new vine depended on this fact.
Going to the characteristics, I can say this: the vine is early ripening, it requires special attention in the vineyard and in the cellar (so much so that in past years it was abandoned by winemakers, only to be rediscovered only in the last decades); particular attention because it is necessary to grasp the ideal ripening state of the grapes, so as to avoid an excess of green and unripe connotations that could occur in wines, and can also undergo easy oxidation, so that it would be preferable to operate in reduction in the cellar; according to the opinion of some producers personally interviewed, this vine would find its ideal habitat in high mountain pedoclimatic contexts, where this particular attention would be less necessary.
The wines obtained from Incrocio Bruni 54, except for the problems of maturation I have mentioned, are of good body, flavor and freshness, conferred by Verdicchio: they highlight white fruit, pomaceous, minerality; to these characters is added the aromatic endowment, more or less mitigated compared to the precursor, conferred by Sauvignon; this is a varietal trait, which is of a vegetable type, so we have tones reminiscent of nettle, tomato leaf, evergreen shrubs such as boxwood; aromatic characteristics due to the presence in the genetic heritage of the Sauvignon precursor, of particular nitrogenous substances that make its identity trait unmistakable, substances also present in other fruit and vegetable products such as asparagus, green pepper, peas: the so-called metoxypyrazines.
Moving beyond this somewhat technical aspect and going instead on combinations, I would certainly say to combine on seafood, preferably at the opening given the qualities of freshness, but also on fried food, crazy water fish, boiled crustaceans, scampi , mantis shrimp; personally experimented with success on octopus carpaccio with rocket and datterini tomatoes.
Going on the regulatory aspects and moving towards the conclusion, I would say that in wines with Typical Geographical Indication, therefore in Marche Igt, we can find on the label the citation of the vine primarily (therefore Marche Igt Incontro Bruni 54), however this is only allowed when the percentage of the vine is equal to or greater than 85%, but this is a general rule of the Typical Geographical Indication that applies to all varieties, not only for this.
In conclusion, I can say this: considering the area under vines at Incontro Bruni 54, equal to more or less 12 hectares in total throughout Italy, I think I can say that the wines obtained from this autochthonous vine are not easily available on the market, at obviously outside the Marche region; however I can say that despite this, the prices remain affordable, within the reach of all budgets, I do not think in fact that they exceed 15 euros in the most expensive ones.
I concluded here, this viticulture pill dedicated to the autochthonous, appointment at the next dates, goodbye.
YouTube channel
(Incrocio Bruni 54 grape, label)

domenica 29 agosto 2021

Falerio Doc, italian white wine, live video

Oggi parliamo della Denominazione d'Origine Controllata Falerio, regione Marche.
Today we are talking about Falerio Doc.
We are in the Marche region, in the part southern center of the Marche region.
Info Denomination of Controlled Origin
The production area of ​​the appellation Falerio is precisely the former province of Ascoli Piceno corresponding to current provinces of Fermo and Ascoli Piceno.
The Doc Falerio was established in 1975, subsequently modified several times until 2014.
Ampelographic base: Trebbiano 20% -50%, Passerina 10% -30%, Pecorino 10% -30%, other white grapes authorized in the Marche region can contribute up to a maximum of 20%.
In 2011 the Doc Falerio-Pecorino was established whose ampelographic base is Pecorino at least 85%.
There is a single disciplinary for the two Docs, which regulates the differences between the two types as regards yields per hectare, planting density, varietal composition, alcoholic strength.
Falerio Doc historical notes
The name of the Doc Falerio derives from the ancient city "Faleria Augusta", the current Falerone in the province of Fermo.
Situated between the opulent cities of Ausculum (Ascoli Piceno) and Firmum (Fermo), it was already known at the time of Imperial Rome for its excellent grapes and agricultural production in general.
Even today in modern Falerone we can admire the remains of the amphitheater and the Roman temple as evidence of that fame and the historical roots of this territory.
Today
Starting from the 70s Falerio became synonymous with everyday, territorial and widespread wine.
It goes well with traditional dishes, both land and sea: molluscs, crustaceans, fried fish, spaghetti with clams, fish soups, passatelli, macaroni with meat sauce, ciauscolo, fresh or semi-seasoned cheeses, ascolana olives, chicken in potacchio, even stuffed focaccia and Neapolitan pizza.
Preferably in combination with dishes with a sweet tendency, of medium fatness or softness, which enhance the organoleptic characteristics by contrast.
There are therefore two reasons for the success: favorable quality / price ratio (price range that does not arrive, except for rare exceptions, double-digit), versatility of combination.
As regards this second aspect, we can go into some further analysis.
Falerio wine, being obtained from a blend of grapes, can present organoleptic variables, also in consideration of the terroir of origin; however, its identity can be broadly identified.
Falerio wine generally has a bright straw yellow color, possibly with green hues.
The nose is not very intense and complex; it has fine floral notes, white fruit, rarely of a tropical type, vegetal nuances.
The taste is dry and savory, with fresh sensations of acidity, pomaceous, a certain roughness dictated by the greater or lesser incidence of the various components of the blend, usually with a slightly almond finish.
Precisely these organoleptic characteristics that favor the versatility of pairing, have been able to label it as an everyday and traditional wine.
Conclusions
Unfortunately, despite these oenological values ​​and this historical and cultural background, the Denomination has progressively been disqualified over the years, due to the lack of interest of producers, due to the growing trend towards single-variety productions, for Trebbiano explants.
I think I can say that it is objectively difficult to realize today a valid project of recovery of the typology, given the actual conditions; however, it is also true that in order to establish the identity trait of a wine-growing area, an indispensable factor for carving out market spaces and giving perspective, it is necessary to start from the foundations.
In other words, it would be necessary to retrace abandoned or abandoned paths, to make them practicable again, recovering traditional typologies capable of conveying history.
Tasting notes (Falerio denomination label):

venerdì 23 luglio 2021

Veronafiere, green pass obbligatorio

Veronafiere, green pass obbligatorio per manifestazioni, eventi, convegni.
I primi eventi in settembre con IssaPulire, Automotive Dealer Day e Marmomac.
Già adottato un protocollo safetybusiness con biglietti digitali, termoscanner, sanificazione degli ambienti e molte altre misure in linea con le disposizioni ministeriali anti-Covid.
Veronafiere_EnneviFoto
Verona, 23 luglio 2021 – Anche a Veronafiere green pass obbligatorio per accedere al quartiere durante lo svolgimento di manifestazioni, eventi e convegni.
All’indomani della decisione del Governo, Veronafiere si fa trovare pronta, con uno specifico protocollo safetybusiness, contenente le linee guida più aggiornate in materia di prevenzione contro il Covid19, a cui si aggiunge la certificazione verde.
Una serie di misure adottate già dal 15 luglio scorso, giorno della ripartenza del settore fieristico a livello nazionale, e applicate alle manifestazioni che si sono svolte, tra cui Motor Bike Expo, Vinitaly Operawine, Vinitaly Preview, Innovabiomed.
In settembre le prime fiere che vedranno operativo il green pass sono IssaPulire (7-9 settembre), Automotive Dealer Day (14-16 settembre) e Marmomac (29 settembre–2 ottobre).
«Veronafiere è da sempre impegnata nella tutela della salute e della sicurezza dei propri espositori e visitatori, a maggior ragione con l’emergenza sanitaria in corso – osserva Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Condividiamo la decisione del Consiglio dei ministri di estendere l’obbligatorietà del green pass al settore fieristico, che ha risentito pesantemente dello stop forzato lo scorso anno. Ci auguriamo che questa misura consenta alle imprese del made in Italy il ritorno al business in fiera».
Il protocollo safetybusiness adottato da Veronafiere è validato dal comitato tecnico scientifico della protezione civile, dalle autorità sanitarie nazionali e da Aefi, l’associazione di riferimento delle fiere italiane.
L’intero quartiere fieristico e le attività che si svolgono al suo interno sono stati riprogettati alla luce delle ultime misure di sicurezza.
A partire dalle modalità di accesso: biglietti digitali sullo smartphone acquistati online per una data specifica e misurazione della temperatura corporea con termoscanner ai tornelli.
La capienza giornaliera della fiera è contingentata sui parametri previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: una persona ogni 4 metri quadrati.
Con una superficie di oltre 300mila metri quadrati a disposizione, pari a 42 campi da calcio, a Veronafiere è facile incontrarsi e fare affari, rispettando in ogni momento il distanziamento interpersonale.
A ulteriore garanzia, inoltre, è attiva una rete intelligente di 400 telecamere, in grado di individuare in tempo reale eventuali assembramenti e monitorare il corretto utilizzo delle mascherine, grazie ad un software evoluto di computer vision.
Una volta entrati in fiera, è un’app di geolocalizzazione a guidare il visitatore tra gli stand, indirizzandolo verso percorsi differenziati di ingresso e uscita dai padiglioni, evidenziati anche da apposita segnaletica colorata a terra.
In tutti gli spazi comuni la parola d’ordine è igiene: oltre ai dispenser di gel idro-alcolici per disinfettare le mani, sono state rafforzate le procedure di sanificazione degli ambienti e degli impianti di climatizzazione, con squadre di pulizia specializzate.
Regole precise anche per le sale congressi, con capienza ridotta e sedute distanziate, e per la ristorazione.
In fiera, infatti, la sicurezza è servita anche a tavola, con nuovi criteri per la somministrazione di cibi e bevande e il lancio dell’app di food delivery per la prenotazione dei servizi di catering agli stand.
Durante ogni manifestazione, poi, è attivo un presidio medico gestito dalla Croce Blu con punto tamponi rapidi dove operatori, espositori e allestitori possono effettuare il test antigenico ad un prezzo convenzionato.
Un’equipe di medici e infermieri è pronta ad intervenire in caso di emergenza, con un protocollo specifico e una isolation-room per gestire sospetti casi di Covid19, grazie al supporto dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, struttura all’avanguardia nel campo delle malattie rare e infettive.

mercoledì 14 luglio 2021

Vino Nobile di Montepulciano Docg '13 Gersemi, Fassati winery

Siamo nell'ambito dei vini di un certo calibro, sullo scaffale tra € 23 e € 26.
Quest'annata è ottenuta da uve Sangiovese con saldo Merlot e Cabernet Sauvignon.
Annate successive prevedono una diversa composizione dell'uvaggio.
Maturato in botte grande ed in parte in barrique, si presenta alla vista di color rosso granato, mediamente carico.
Vino Nobile di Montepulciano Docg '13 Gersemi
14% vol.
Fase olfattiva complessa, improntata a severità, con caratteri di vino vintage, selvatici e animali: catrame e cuoio, toni mentolati d'aghi di pino marittimo, pepe bianco, mora di rovo in confettura.
In bocca l'anima selvatica non pregiudica la pulizia del quadro, variamente articolato su frutto di bosco ben maturo, lampone, sottobosco, tannino vellutato, piega amarotica e acidica sviluppata in chiusura.
Vino ampio e profondo, contempera cifra stilistica e struttura.
Probabilmente all'apice della curva evolutiva.
Valutazione @avvinatore: 90/100
In abbinamento su piatti parimenti strutturati: tagliata di manzo con parmigiano e rucola, gulasch.
Danilo e Gianni Della Camera titolari di Fattoria Saltecchio S.s.a., acquistano nel 2015 la storica Cantina Fassati, aggiungono ai poco più di 40 ettari di proprietà circa altri 60 portando l'estensione vitata complessiva ad oltre 105 ettari, così diventando una delle prime cinque aziende vinicole di Montepulciano per superficie vitata e per produzione di Vino Nobile di Montepulciano.
La Docg Vino Nobile di Montepulciano nasce nel 1980 e fa riferimento ad un'area molto circoscritta della regione Toscana, corrispondente al territorio amministrativo del comune di Montepulciano in provincia di Siena.
La base ampelografica è costituita da uva Sangiovese (detta localmente Prugnolo Gentile), ma possono concorrere anche altre uve autorizzate nella zona, fino ad un massimo del 30%.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Vino Nobile di Montepulciano” deve essere sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno due anni, a partire dal 1°gennaio successivo alla vendemmia, tre anni per la tipologia "riserva".
L'appellativo "Nobile" di questo vino di antiche origini risalenti al 1300, è probabilmente dovuto al fatto che le produzioni ab origine erano curate dalle nobili famiglie del luogo.
La modifica al disciplinare di produzione del febbraio 2020, dispone l'obbligo di riportare in etichetta il termine "Toscana", di seguito alla dicitura integrale "Vino Nobile di Montepulciano Docg".
La Doc Rosso di Montepulciano istituita nel 1988, fa riferimento alla stessa zona della Docg, prevede la stessa base ampelografica, ma misure meno restrittive per ciò che concerne coltivazione e vinificazione.
Il vino a denominazione di origine controllata “Rosso di Montepulciano” non può essere immesso al consumo prima del primo marzo dell’annata successiva a quella di produzione delle uve.

Fattoria Saltecchio S.s.a.
Marchio Fassati
Via di Graccianiello 3/a, 53045 Montepulciano (Siena)
+39 0578 708708
info@cantinafassati.it
https://www.cantinafassati.it/

lunedì 28 giugno 2021

Offida Rosso Docg '16 Mida, Maria Letizia Allevi winery

Siamo nell'ambito dei vini di grande struttura e favorevole rapporto qualità/prezzo, sullo scaffale circa € 18.
Ottenuto da uve montepulciano coltivate in biologico sulle colline di Castorano (AP), fermentato in acciaio, maturato in barrique per 18 mesi più ulteriore affinamento di 6 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino cupo, tendente al granato, impenetrabile.
Approccio severo, materico, sviluppato su toni idrocarburici, selvatici, di tipo animale, cuoio e muschio, frutto nero in confettura, catrame e chiodo di garofano.
In bocca è caldo di tenore alcolico e sapido, il passaggio in rovere addomestica egregiamente l'irruenza varietale e l'aggressività tannica; ciliegia matura, confettura e vaniglia smorzano le asperità, controbattono la spezia amara, gratificano i recettori papillari.
Struttura imponente; ciononostante il quadro appare scorrevole, dinamico e fruttato, tale da rendere inappropriata la definizione di "estremo".
Direi piuttosto, vino emblematico del montepulciano del sud delle Marche, con valenza quindi territoriale: possente e complesso.
Offida Rosso Docg '16 Mida
14,5% vol.
In abbinamento su piatti altrettanto robusti: selvaggina da pelo, tagliata di manzo al rosmarino, stufato di agnello.
Valutazione @avvinatore 93/100.
Azienda Agricola Allevi Maria Letizia
Contrada Pescolla, 28
63081 Castorano (AP)
+39 3494063412
+39 3488004754
info@vinimida.it
http://www.vinimida.it/

lunedì 14 giugno 2021

Offida Pecorino Docg '17 Colle Vecchio, Tenuta Cocci Grifoni

Siamo nell'ambito dei vini con favorevole rapporto qualità/prezzo, sullo scaffale a circa € 10.
Maturato in acciaio per 4/6 mesi e affinato in bottiglia per almeno 12 mesi, si presenta giallo dorato, cristallino.
Spettro aromatico accattivante, floreale e fruttato, financo nocciolato, ginestra e nespola, erbe di campo e mentuccia, toni sassosi indicativi della dotazione minerale.
In bocca è caldo di tenore alcolico e vigoroso, agrumato su arancia matura e pompelmo, proiettato su toni nocciolati; la vena acido/sapida che è parte integrante del ricco bagaglio cromosomico, fa da cornice ad un quadro tendente al surmaturo.
Annata difficile dal punto di vista dell'andamento meteo su quasi tutto il territorio nazionale: ad una primavera gelida ha fatto seguito un'estate arida, calda e siccitosa.
Tutto ciò ha sconvolto il ciclo vegetativo delle piante, ritardando la germogliazione e accelerando la maturazione.
Le alte temperature estive e la scarsa escursione termica tra giorno e notte hanno anticipato la maturazione quando le piante non avevano ancora completato il ciclo fisiologico; una tempistica di vendemmia normale, avrebbe rischiato di trovare acini disidratati, privati di acido malico.
Offida Pecorino Docg '17 Colle Vecchio
14% vol.
Fatta questa premessa, mi pare di poter dire che per ciò che concerne Colle Vecchio 2017 le scelte di vigna e di cantina siano state centrate.
Degustato a 17°C, temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 92/100. 
In abbinamento su: risotto ai frutti di mare, rana pescatrice in potacchio, gallinella di mare al forno con patate.
Tenuta Cocci Grifoni
Guido Cocci Grifoni & C srl
Società Agricola
63065 via Messieri, 12
San Savino di Ripatransone (AP)
marilena@tenutacoccigrifoni.it
info@tenutacoccigrifoni.it
tel. +39 0735 90143
mob: +39 348 6279765
mob: +39 351 7757488
mob: +39 344 0291518
fax: +39 0735 90123
web: https://www.tenutacoccigrifoni.it/

sabato 29 maggio 2021

Verdicchio di Matelica Riserva Docg '18 Millo, Marco Gatti winery

Siamo in regione Marche, all'interno della Denominazione d'Origine Verdicchio di Matelica, in zona interna e lontana dall’influenza marina, istituita a Doc nel 1967; nel 2010 viene istituita la Docg Verdicchio di Matelica Riserva che prevede misure più restrittive rispetto alla Doc per ciò che concerne rese, titolo alcolometrico, immissione al consumo che non può essere antecedente il diciottesimo mese dal 1°dicembre dell'anno della vendemmia.
La zona di produzione delle due Denominazioni d'Origine è invece la stessa e comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo di 6 comuni della provincia di Macerata e di 2 comuni della provincia di Ancona.
Abbiamo degustato questo Verdicchio di Matelica Riserva di notevole struttura, prodotto solo nelle annate favorevoli; di quest'annata prodotte circa 1500 bottiglie.
Possiamo trovarlo sullo scaffale a circa € 15.
Verdicchio di Matelica Riserva Docg '18 Millo
15% vol.
Da vendemmia leggermente ritardata, maturato in acciaio per complessivi 18 mesi di cui 5 sur lies più ulteriori 6 mesi in bottiglia, appare giallo paglia luminoso, tendente al verde.
Già all'olfazione la dotazione minerale appare massiccia, manifestandosi con sentori di tipo sassoso, pietra focaia, anice, con sfumature floreali che fanno da cornice al quadro imponente e mandorlato.
Proseguendo nelle fasi di degustazione e usando la metafora dell'area pedonale, potremmo dire che il tragitto impervio e ciottoloso prefigurabile dopo la fase olfattiva, muta in una sorta di moquette, salvifica per lo spirito, per i tendini e le articolazioni.
Questo vino risulta infatti ricco al palato e avvolgente.
Emerge il frutto a polpa gialla e a guscio, l'albicocca e la mandorla; salmastro e puntuto di note sassose e anice, acidico come si conviene ad un verdicchio, ma anche ovattato nelle rudezze da contrappunti saccarotici, da tenore alcolico, nonché da temperatura di servizio fatta di proposito elevare.
Vino robusto, da abbinare su piatti altrettanto robusti, competitivi sul piano della persistenza aromatica e gustativa: baccalà con patate, brodetto dell'Adriatico, dentice al forno.
Degustato a 17°C, temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 92/100
Cantina Gatti Marco Vigneti e Casa Vinicola
Via Lagua e San Martino, 2
60043 Cerreto d'Esi (An)
tel: 3392167239
email: info@cantinagattimarco.it
web: http://www.cantinagattimarco.it/

giovedì 20 maggio 2021

Montepulciano d'Abruzzo Doc '16 Coste di Moro, Orsogna winery

Siamo nell'ambito dei vini con favorevole rapporto qualità/prezzo, sullo scaffale tra € 10 e € 15.
Ottenuto da uve Montepulciano coltivate in biodinamico su colline poste a circa 400 metri sul livello del mare alle pendici del Parco Nazionale della Majella, fermenta spontaneamente con lieviti indigeni, resta in contatto con le bucce per 10/15 giorni, matura per almeno quattro mesi in botti di rovere e in acciaio, affina in bottiglia, appare alla vista rosso rubino profondo, impenetrabile.
Quadro contraddistinto da frutto nero e note mentolate, liquirizia, marasca sotto spirito, speziatura; in secondo piano, appena percettibili, accenni terrosi ed ematici che ci riconducono al tratto rurale d'origine, ma anche assurgono a fattore distintivo della tipologia biodinamica, perlomeno dal mio punto di vista.
Le caratteristiche al palato parrebbero enfatizzare il passaggio in rovere, in ogni caso toni boisèe e tenore alcolico conferiscono avvolgenza, stemperano i toni, esaltano morbidezze e dolcezze fruttate; vaniglia e ciliegia predominano, così come le spezie dolci e la noce moscata, solo nel finale contrastate da ritorni tannici.
Vino pulito, di bella stoffa, non impegna particolarmente i recettori papillari, con tutte le carte in regola per superare qualsiasi pregiudizio sul biodinamico.
In abbinamento su arrosticini abruzzesi.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore 91/100
Montepulciano d'Abruzzo Doc '16 Coste di Moro
14% vol.
Linea Lunaria
Cantina Orsogna, fondata nel 1964, è una cantina cooperativa con più di 1.600 ettari di vigneto tra le province di Chieti, Teramo e Pescara.
Nel 2005 nasce la linea Lunaria dedicata al biodinamico con circa 360 ettari a disposizione, certificati Demeter.
Tale certificazione impone il rispetto di precisi protocolli di coltivazione e trasformazione, tra cui segnalo tra l'altro: fermentazione spontanea con lieviti indigeni, stabilizzazione tartarica naturale senza utilizzo di coadiuvanti fisici e chimici, basso contenuto di solfiti, gestione stalla per allevamento bovini produttori di letame destinato ai preparati biodinamici per concimazione vigneti.
Nella linea Lunaria la legatura a corda del tappo, secondo antiche pratiche contadine, può essere assunta a simbolo del rapporto con territorio, tradizioni, naturalità.
Orsogna winery
Via Ortonese 29 - 66036 Orsogna (Ch) - Italy
tel +39 0871 86321
email: cantina@orsognacantina.it
social@orsognacantina.it
web: http://www.lunaria.bio/
https://www.orsognawinery.com/

venerdì 7 maggio 2021

Offida Pecorino Docg '19, Centanni winery

Siamo nell'ambito dei vini con favorevole rapporto qualità/prezzo, reperibile in commercio a circa € 10.
Fermentato e affinato in acciaio con sosta sulle fecce fini, messo in commercio a distanza di 6/7 mesi dalla vendemmia, appare giallo paglia cristallino, tendente al verde.
Frutta fresca e salda impalcatura acido/sapida.
Come di consueto accade ai pecorino in purezza, il ventaglio di profumi non ha particolare ampiezza, tuttavia in questa fase della degustazione possiamo ritrovare in nuce ciò che al palato si svilupperà integralmente.
Mela criss pink, tamarindo, ginestra, fiore di tiglio vanno a poggiare su solida base minerale.
Il quadro rivela la sua doppia natura: ammiccante su toni fruttati e floreali, aspra su quelli sassosi di pietra focaia conferiti dalla dotazione minerale che è parte integrante del bagaglio genetico.
Tratto varietale arricchito dal finale citrino, stemperato solo in parte dal calore alcolico.
Versatile su cucina di mare, spaghetti allo scoglio, seppie ripiene, rombo al forno con patate.
Offida Docg Pecorino '19
14% vol.
Degustato a 17°C, a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 91/100
Azienda Agricola Biologica Centanni Giacomo
Contrada Aso, 159 63062 Montefiore dell’Aso (AP) – Italy
Tel: +39 0734 938530
Email: info@vinicentanni.it
Web: https://www.vinicentanni.it/site/it/homepage-01-it/

giovedì 29 aprile 2021

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc '17 Villaia, Tenute Pieralisi

Siamo in regione Marche, nel cuore della denominazione Castelli di Jesi, in località Scorcelletti nel comune di Maiolati Spontini (An), sulla riva destra del fiume Esino.
Qui ha sede Tenute Pieralisi Società Agricola, di proprietà dell'omonima famiglia impegnata in attività d'impresa nell'ambito macchine agricole, industriali, oleodinamiche fin dal 1888, anno di fondazione ad opera del pioniere Adeodato Pieralisi.
La parte vitivinicola di questa Società Agricola si compone di due corpi produttivi: Monteschiavo che dispone di oltre 80 ettari di vigneto e fu fondata intorno alla metà degli anni '90, Tenute Pieralisi che è invece un progetto più recente avendo visto la luce una decina di anni fa con l'obiettivo di valorizzare l'eccellenza.
Questo secondo corpo produttivo, Tenute Pieralisi, dispone di circa 20 ettari di vigneto collocato tutt'intorno alla cantina di trasformazione in località Scorcelletti, denominato Colle del Sole, coltivato a Verdicchio, Montepulciano, Sangiovese, in un'area ritenuta particolarmente vocata alla coltivazione della vite per esposizione, terreno, contesto pedoclimatico in senso lato.
La parte enologica di Tenute Pieralisi può contare sulla supervisione di un enologo di fama come Carlo Ferrini.
Questo Villaia '17 è una delle cinque etichette, tra spumante, vini bianchi, vini rossi, attualmente in produzione con marchio Tenute Pieralisi.
Reperibile in enoteca tra € 16 e € 20.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore '17 Villaia
13,5% vol.
Fermentato in acciaio senza aggiunta di lieviti selezionati, affinato sulle fecce fini per circa 5 mesi prima dell'imbottigliamento, si presenta giallo paglierino limpido, con evidenze verdi.
L'aspetto cromatico azzarderei a dire che fotografi gli anni e i toni verdi, rispettivamente di vigneto, di profumi, di sapori.
Profilo sferzante, connotato da agrume amarognolo, pompelmo, da frutto a polpa bianca, pera, anice, sottili piccantezze vegetali.
In bocca la genetica dote citrina resiste agli attacchi, persiste in chiusura nonostante il prodigarsi di mono e disaccaridi impegnati a silenziarla.
Direi prestazione di tutto rispetto non tanto per struttura, quanto per cifra stilistica e per impronta varietale.
Versatile a tutto pasto su cucina di mare, da spaghetti alle vongole, a zuppe di pesce, ma anche su cucina di terra come ad esempio cotoletta di tacchino impanata e fritta.
Degustato a 17°C, temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 90/100
via Vivaio – località Scorcelletti 60030 Maiolati Spontini – AN
ingresso in via Monteschiavo
tel: 0731 700385
e-mail: vini@tenutepieralisi.it
web: http://tenutepieralisi.it/