venerdì 23 agosto 2019

Marche in Vino Veritas 2019, orizzontale Castelli di Jesi Verdicchio Riserva

Marche in Vino Veritas è un evento del Comune di Offida (AP) curato nell'organizzazione dalla Picenum Tour.
La seconda edizione è andata in onda il 10 e 11 agosto 2019 nel magnifico scenario del centro storico.
Lo scopo dell'evento è quello di dare giusto e rinnovato risalto al prodotto enologico, protagonista nella storia, leva tradizionale, economica e culturale del passato, del presente e del futuro.
Una manifestazione sul vino marchigiano raccontato attraverso la capacità delle aziende vitivinicole regionali e dei loro prodotti.
Nelle due giornate di agosto sono stati programmati: laboratori sul vino, degustazioni cibo realizzato dagli Chef del territorio, visite turistiche, street food, cene a tema.
Sabato 10 agosto sulla terrazza del Palazzo Comunale affacciata su Piazza del Popolo, orizzontale di 4 etichette 2015 (annata calda) di Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg prodotte da altrettante aziende vinicole marchigiane.
Prezzi on line tra 15 e 23 euro.
A titolo informativo, ricordo che il disciplinare di produzione del Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg prevede un invecchiamento obbligatorio di almeno 18 mesi a partire dall'1° dicembre dell'anno della vendemmia.
Ha guidato magistralmente la degustazione la docente FIS (fondazione italiana sommelier) Elena Ioan.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg Vigna Novali
14% vol.
Moncaro
L'azienda riesce a dare continuità stilistica a tutta la gamma prodotti, indipendentemente dalle variabili meteo d'annata.
Questo Vigna Novali si presenta giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Coerenza gustolfattiva.
Profumi e sapori fini, mediamente intensi: fieno, anice, frutta bianca e fiori bianchi, sfumature minerali e di mandorla verde, note iodate.
Attacco in bocca arrotondato dal passaggio in legno e finale acidico.
Scampi, ostriche.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg Serra Fiorese
13,5% vol.
Garofoli Vini
Giallo paglia con qualche riflesso verde oro.
A differenza del precedente, qui i toni sono sovramaturi: glicerine, frutta cotta, crema pasticcera.
Concentrato e corposo.
In bocca coniuga struttura e finezza, proiettandosi su frutta gialla matura, susina, nota lattica allo yogurt che emerge dopo ossigenazione, mandorla tostata.
Parte sapida molto educata e carica acidica a contrappuntare l'avvolgenza.
Crostacei fritti in pasta kataifi e aceto balsamico.
- Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Utopia
14,5% vol.
Montecappone
Giallo paglia tendente al verde.
Naso diretto, verticale, contraddistinto da anice, fieno, erba tagliata, frutta matura e in macedonia, buccia d'arancia, sfumature esotiche e ananas.
La sosta sur lies rende il quadro voluttuoso, avvolgente e cremoso, ricco di frutto tropicale, frutto giallo, sfumato di vaniglia, acidico solo nel finale, discretamente lungo.
Dentice al forno.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg San Paolo
13,5% vol.
Pievalta
L'azienda vanta certificazione biodinamica.
Giallo paglierino tendente al verde.
Naso mediamente intenso, acquista maggiore espressività con l'ossigenazione, evidenziando profumi in ogni caso sottili, mineralità e pietra focaia, anice, frutta bianca.
Coerenza gustolfattiva.
In bocca è asciugante, gessoso, disidratante, citrino; va quindi abbinato a piatti succulenti, a tendenza grassa come ad esempio pasta all'uovo con tartufo estivo, culatello, pasta alla carbonara, pasta cacio e pepe.
 
Piazza del Popolo

giovedì 15 agosto 2019

Marche in Vino Veritas 2019, orizzontale Offida Pecorino

Marche in Vino Veritas è un evento del Comune di Offida (AP) curato nell'organizzazione dalla Picenum Tour.
La seconda edizione è andata in onda il 10 e 11 agosto 2019 nel magnifico scenario del centro storico.
Lo scopo dell'evento è quello di dare giusto e rinnovato risalto al prodotto enologico, protagonista nella storia, leva tradizionale, economica e culturale del passato, del presente e del futuro.
Una manifestazione sul vino marchigiano raccontato attraverso la capacità delle aziende vitivinicole regionali e dei loro prodotti.
Nelle due giornate di agosto sono stati programmati: laboratori sul vino, degustazioni cibo realizzato dagli Chef del territorio, visite turistiche, street food, cene a tema.
Sabato 10 agosto sulla terrazza del Palazzo Comunale affacciata su Piazza del Popolo, orizzontale di 4 etichette Offida Pecorino Docg annata 2015 prodotte da altrettante aziende vinicole del territorio.
Prezzi on line tra 8 e 12 euro.
Ha guidato magistralmente la degustazione la docente FIS (fondazione italiana sommelier) Elena Ioan.
- Offida Pecorino Docg Colle Vecchio
14% vol.
Tenuta Cocci Grifoni
Etichetta sottoposta di recente a restyling d'immagine, trasmette a mio parere impeccabilmente il tratto varietale.
Giallo paglia brillante.
Naso diretto, verticale, contraddistinto da mineralità sostenuta, pietra focaia, corredo vegetale, ortaggi a foglia larga e foglia di pomodoro, frutta bianca, fiori di campo, ginestra.
In bocca è avvolgente, con attacco morbido, fruttato di albicocche essiccate e finale salato.
Calore alcolico, toni sovramaturi, bella complessità.
Scampi, zuppe di pesce.
- Offida Pecorino Docg Pistillo
14% vol.
Poderi San Lazzaro
Giallo paglia con riflessi dorati.
Breve passaggio in legno al fine di stemperare i toni, nonchè d'incrementare la complessità del quadro organolettico del Pecorino d'alta collina.
Olfattivamente timido, ma solido al gusto.
Mineralità e pietra focaia, sfumature di salvia, frutta candita, ricco di carica acidica, sapido e persistente, pulisce il palato.
Crudi di mare.
- Offida Pecorino Docg Gheorgòs
13,5% vol.
Tenuta La Riserva
Giallo paglia oro.
La prolungata macerazione sulle bucce arricchisce il quadro, che risulta glicerico, laddove la parte sovramatura tende a sovrastare l'acidità.
Note di mallo di noce, mandorla, erbe aromatiche, una punta lattica al frappè.
Minore alcolicità rispetto ai precedenti.
Polenta al ragù, coniglio in potacchio.
- Offida Pecorino Docg
14% vol.
Vini San Filippo
Anche in questo caso la maturità e l'arricchimento del quadro sono non solo effetto dell'invecchiamento, ma anche delle modalità di vinificazione, poichè la criomacerazione prefermentativa delle uve diraspate può dare già nel breve periodo una fisionomia precisa.
Giallo paglia con riflessi oro.
Olfattivamente diretto e verticale, complesso e persistente al palato.
Quadro caratterizzato da frutta matura, pesca gialla e pomacea, toni lattici, sostenuto da notevole spalla acida, corredato da sentori vegetali d'erbette aromatiche e da ricordi di grappa barricata
Mineralità e pietra focaia fanno da comune denominatore.
Finale amarotico sapido.
In abbinamento su piatti importanti a base grassa o succulenta: pesce San Pietro al forno, brodetto di pesce, stoccafisso all'anconetana.
La degustazione ha confermato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che il Pecorino del sud delle Marche dà il meglio di sè a qualche anno dalla vendemmia, laddove assumendo dimensione matura, porta la cornice di frutta bianca a virare su frutta gialla o a guscio e quella minerale ad incrementare toni pietrosi ed amarotici.
Piazza del Popolo

giovedì 8 agosto 2019

Vite Nei Vicoli '19 a Ripatransone, degustazioni

Un’esperienza enogastronomica diffusa nel centro storico di Ripatransone (AP) alla scoperta delle eccellenze del territorio, insieme alle Aziende Vitivinicole ed ai Ristoratori locali.
Lezioni e degustazioni guidate, curate da Piceno Sommelier nell'incantevole scenario delle piazze e delle "rue" del Borgo.
Tutto questo è "ViteNeiVicoli" la nuova iniziativa di promozione vitivinicola a cura dell'Amministrazione Comunale, dove sapori e saperi raccontano l'anima del territorio Ripano.
Mercoledì 7 agosto 2019 abbiamo degustato:
Offida Pecorino Docg '18
13%vol.
Tenuta Santori
Giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Crosta di pane, frutta bianca, agrume, mineralità, sfumature vegetali, impattano intensi in fase olfattiva.
In bocca è sferzante di carica acidica, fruttato, ricco di polpa agrumata, frutto esotico e arancia amara accennati in chiusura.
Quadro oggi caratterizzato da toni verdi, ma destinato ad evolvere verso la maturità nel medio periodo.
Vino di qualità.
Falerio Pecorino Doc '18
13,5%vol.
Damiani Vini
Giallo paglia limpido, con riflessi verdi.
Naso mediamente intenso, caratterizzato da sensazioni di mela e banana, sfumature floreali più evidenti dopo ossigenazione, sottofondo minerale e vegetale su note di cetriolo e cellulosa.
In bocca l'aspettativa di un vino acidico e sapido, a tratti ruvido, come di solito è il Pecorino d'annata, viene in parte smentita dall'impronta morbida probabilmente dettata da piccole percentuali d'internazionale a saldo.
Quadro che risulta quindi smussato nelle pungenze e immediato, su toni di albicocca matura e nespola, caramella mou, erbette aromatiche a dare dinamicità.
A mio parere, per enfatizzare tali caratteri di avvolgenza, sarebbe preferibile degustarlo ad una temperatura di un paio di gradi superiore a quella standard di 10-11C°.
Vino di qualità, nonostante non esalti il tratto varietale.
Piceno Superiore Doc '15 Morellone
13,5%vol.
Le Caniette
Da uve Montepulciano e Sangiovese, maturato due anni circa in barrique.
Etichetta prestigiosa e punto di riferimento per gli appassionati.
Rosso rubino cupo, impenetrabile.
Sentori balsamici, amarena, la vaniglia del legno piccolo, accenni di torrefazione, frutto nero in confettura, reviviscenze speziate, macchia mediterranea, pepe e rosmarino, confezionano un quadro intrigante, ancor più ricco e complesso dopo ossigenazione.
Corposo al gusto, non appesantito da sovrastrutture gliceriche, acidico quanto basta, addomesticato nella spinta tannica.
In questa fase vengono a galla l'erbette aromatiche, il pepe e l'eucalipto a corredo dell'anima marascata, sensazioni lievi di cioccolato fondente e note amarotiche a caratterizzare il finale.
Vino di qualità.
Rosso Piceno Superiore Doc '16
14%vol.
Villa Imperium
Da uve Montepulciano e Sangiovese, maturato parte in botte grande, parte in barrique.
Rosso rubino cupo, impenetrabile.
Quadro articolato, trasmette a mio parere impeccabilmente il tratto varietale di entrambe le uve rosse regine di questo territorio: la carica polifenolica dell'uno, l'impronta selvatica dell'altro.
I toni sono maturi, contraddistinti da frutto nero, marasca sotto spirito e in confettura, spezie, erbette aromatiche, timo e rosmarino, mineralità, pietra focaia e polvere da sparo, accenni al caffè ed ematici, cuoio e tabacco, la ciliegia e il tannino prorompente a dinamizzare il finale.
Notevole coerenza gustolfattiva, complesso e severo.
Vino di carattere, d'impronta tradizionale, territoriale.
"Ciavarro"
tipica
zuppa di legumi
di Ripatransone

lunedì 5 agosto 2019

Falerio Doc Palazzi, Saladini Pilastri winery

Da uve Trebbiano in percentuale sensibilmente ridotta rispetto al solito, Passerina, Pecorino, Chardonnay, vinificato in acciaio, appare giallo paglia brillante alla vista.
Profumi intensi di frutta fresca, banana, mela golden, mineralità, cetriolo e cellulosa.
In bocca è caldo e sapido, succoso di frutto e agrumato; ben calibrato è il rapporto tra parti dure e morbide.
Accenni amarotici nel finale, così come è di prassi per la tipologia.
Un Falerio in bello stile, smussa l'impronta rusticaneggiante presente nel patrimonio genetico.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto su cucina di mare: risotto al nero di seppia, maccheroncini allo sgombro, polpi bolliti, coda di rospo in potacchio.
Favorevolissimo rapporto qualità/prezzo, così come su tutta la gamma dell'azienda di Spinetoli (AP) ormai stabilizzata su buoni standard, fondata intorno alla metà degli anni '80, operante in regime di biologico certificato sui 150 ettari coltivati prevalentemente ad autoctono Montepulciano, Sangiovese, Pecorino, Passerina, Trebbiano, per una produzione media annua di 800.000 bottiglie.
Falerio Doc '18 Palazzi
13%vol.
2° classificato nel concorso Amare il Falerio 2019
via Saladini 5, 63078 - Spinetoli (AP)
tel. +39 0736 899534
fax +39 0736 898594
e-mail: info@saladinipilastri.it
web: http://www.saladinipilastri.it/
Info Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20%.
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio-Pecorino la cui base ampelografica è Pecorino minimo 85%.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Falerio Doc considerazioni a margine.
Cenni storici
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo. Situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere. Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche di questo territorio.
Oggi
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda questo secondo aspetto, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili organolettiche, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne il tratto identitario.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, eventualmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Conclusioni
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Mi pare di poter dire che sia oggettivamente difficile realizzare oggi un progetto valido di recupero della tipologia, viste le condizioni di fatto; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto identitario di un areale vitivinicolo, fattore indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, è necessario ripartire dalle fondamenta.
Occorre cioè ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, recuperando tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.

sabato 3 agosto 2019

Amare il Falerio 15esima edizione, Porto Sant'Elpidio

Dopo la pausa dello scorso anno, riprende la manifestazione che celebra la prestigiosa Doc marchigiana del Fermano-Piceno.
Organizzatori e Sommelier Ais Marche
"Amare il Falerio 2019" è l'estensione di "Falerio una Doc d'aMare" andata in onda per quattordici anni fino al 2017.
Con formula riveduta e corretta, la quindicesima edizione mantiene inalterati i tre concorsi, ma trasferisce la sede da Villa Baruchello, al centro città per consentire maggiore coinvolgimento degli esercenti.
Tre i concorsi previsti: miglior “Falerio Doc”, miglior “Falerio Pecorino Doc” riservati alle vendemmie 2018, “Un Piatto per il Falerio” riservato ai ristoranti di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare che hanno abbinato una loro ricetta ad un’etichetta di Falerio o Falerio Pecorino.
Hanno partecipato 20 ristoranti, 25 aziende vinicole e sono stati degustati 30 vini (14 Falerio Doc, 16 Falerio Pecorino Doc).
La manifestazione è stata curata da Milena Sebastiani da quindici anni suo deus ex machina e dall'assessorato al turismo di Porto Sant'Elpidio (Fm), in collaborazione con Ais Marche responsabile della commissione d'assaggio che ha elaborato le valutazioni, Camera di Commercio Marche, Confartigianato.
Concorso "Falerio Doc":
1) Falerio Doc Campofilonis, Cantina Di Ruscio (Campofilone)
2) Falerio Doc Palazzi, Saladini Pilastri (Spinetoli)
3) Falerio Dop Alisso, Vini Firmanum (Montottone)
Concorso "Falerio Pecorino Doc":
1) Falerio Pecorino Dop Aurato, Il Conte Villa Prandone (Monteprandone)
2) Falerio Pecorino Doc Ribelle, Cantina Bastianelli (Monte San Pietrangeli)
3) Falerio Pecorino Doc Armsante, Collevite Cantina della Marca (Monsampolo del Tronto)
Menzione speciale: Falerio Pecorino Doc Premium, Casa Vinicola Geminiani (Montalto delle Marche)
Concorso "Un Piatto per il Falerio":
1) Ristorante Sudomagodo (Porto Sant'Elpidio), "pescatrice alla paprika dolce affumicata con paccasassi del trave" abbinato a Falerio Doc cantina Giacomo Centanni (Montefiore dell'Aso)
2) Ristorante Tropical (Porto Sant'Elpidio), "spaghetti alle alici" abbinato a Falerio Pecorino Doc Armsante cantina Collevite (Monsampolo del Tronto)
3) ex aequo, Ristorante Aristomatti (Porto Sant'Elpidio), "maccheroncini allo sgombro" abbinato a Falerio Doc Naumakos casa vinicola Carminucci (Grottammare)
3) ex aequo, Ponti Oscuri-La Hostaria (Sant'Elpidio a Mare), "fesa di tacchino al sale affumicato con ravanelli in agrodolce e maionese fatta in casa" abbinato a Falerio Pecorino Doc Colle Monteverde Tenute Rio Maggio (Montegranaro)
Menzione speciale: Rosticceria Anchobì (Porto Sant'Elpidio), "panino Anchobì" abbinato a Falerio Pecorino Bio Doc La Cantina dei Colli Ripani (Ripatransone)
Premio speciale: Ristorante Pizzeria Cocoon (Porto Sant'Elpidio), "focaccia semi integrale con fiori di zucca, salmone affumicato al sale, spezie, ricotta agrumata, datterini confit" abbinato a Falerio Doc cantina Giacomo Centanni (Montefiore dell'Aso).
- Falerio Pecorino Doc '18 Armsante (Pecorino)
13%vol.
Collevite Cantina della Marca
Deciso quanto basta, salino e corposo, citrino e glicerico, parametrato verso l'alto, tratto varietale, finale appagante, trasmette tutta la forza del Pecorino.
Zuppe di pesce.
- Falerio Doc '18 Campofilonis (Trebbiano, Passerina, Pecorino)
12,5%vol.
Cantina Di Ruscio
Quadro pulito, lineare, stemperato dalla percentuale di Trebbiano, fresco di frutto, accenni floreali e di frutto esotico, toni delicati.
Vino d'entrèe.

domenica 21 luglio 2019

Tre Bicchieri 2019, Vinitaly Special Edition

Nel corso della 53^ edizione di Vinitaly (Verona 7-10 aprile), grande degustazione Tre Bicchieri 2019 Gambero Rosso in Sala Argento PalaExpo (evento riservato operatori e/o invito); un'occasione da non perdere per avere un quadro delle produzioni d'eccellenza, con un unico neo perlomeno dal mio punto di vista, manifestatosi in quest'ultima edizione, di una presenza in tiratura limitata delle etichette "cult" (1-2 bottiglie al massimo, assolutamente insufficienti per soddisfare la curiosità dei numerosi visitatori).
Al di là di ciò, mi permetterei di segnalare qualche vino di particolare pregio e a seguire qualche nota di degustazione più accurata.
Ineguagliabili per capacità di coniugare struttura ed eleganza: Brunello di Montalcino Docg '13 di Piancornello (15%vol.) e Brunello di Montalcino Docg Riserva '12 Duelecci Ovest di Tenuta di Sesta (14,5%vol. rosso dell'anno per G.R.).
Straordinaria ampiezza, carnoso, quasi masticabile: Alto Adige Sudtirol Doc '15 Pinot Nero Sanct Valentin Riserva di Cantina Produttori San Michele Appiano (14%vol.).
Pulizia e cifra stilistica: Barbera del Monferrato Superiore Docg '16 Le Cave di Castello di Uviglie (14%vol. vinificato in cemento).
La profondità del vino da meditazione scaturita dai 16%vol. del colosso veneto Amarone di Valpolicella Docg Riserva '11 Leone Zardini di Pietro Zardini winery (fermentazione spontanea con lieviti autoctoni).
Note di degustazione più accurate, fatte in apertura evento:
Calabria Igt Pecorello '18 - 13%vol.
Ippolito
Azienda storica dell'areale calabrese, artefice insieme a qualche altra cantina, del recupero di questo antico vitigno autoctono.
Bellissimo colore giallo paglia luminoso con riflessi oro.
Corredo aromatico intenso, caratterizzato da frutto tropicale, sfumato di spezie, macchia mediterranea.
In bocca traspare tutta l'influenza marina del vicino Jonio; toni iodati e frutto giallo, salvia e timo, confezionano un quadro dinamico, di notevole appeal, che esalta il tratto identitario.
Faro Doc '16 - 14%vol.
Le Casematte
Nerello Mascalese 55% con saldo Nerello Cappuccio, Nero d'Avola, Nocera.
Quattordici mesi botte grande.
Rosso rubino limpido, tendente al granato, con trasparenza.
Corredo aromatico vivido, sfrutta l'escursione termica dell'areale collinare a ridosso dello stretto di Messina: garrigue, eucalipto e lampone, sottobosco, pepe nero.
In bocca è caldo e avvolgente, sapido, proiettato su toni fruttati di ciliegia.
Esprime tutta la solarità mediterranea.
Montefalco Sagrantino Docg '14 Sacrantino - 14,5%vol.
Fratelli Pardi
Cru da vigneto Pietrauta.
Quattordici mesi in legno, altrettanti in  acciaio e bottiglia.
Rosso rubino cupo, impenetrabile.
Coerenza gustolfattiva.
Prugna stramacerata, note animali, ciliegia sotto spirito, spezie dolci, sfumature vanigliate e smaltate, confezionano un quadro complesso, di grande suggestione.
Di gran corpo, con tannino graffiante così come nell'aspettativa ma non debordante.
Ammetto di avere un debole per la tipologia, però a me questa interpretazione appare esemplare.
Vino da brasati.
Montefalco Sagrantino Docg '14 Collenottolo - 14,5%vol.
Tenuta Bellafonte
Trentasei mesi in botte grande e almeno dodici in bottiglia.
Fermentazione con lieviti autoctoni.
Rosso granato scuro.
Ventaglio olfattivo che non si discosta sostanzialmente dal precedente, forse con un più pronunciato sentore di boscaglia e mirto.
In bocca i toni torrefatti e liquorosi accompagnano il frutto nero stramacerato, il tannino asciuga ruvido.
Volendo cercare il pelo nell'uovo o per meglio dire, in un esercizio di comparazione oserei dire inevitabile tra vini di una stessa Denominazione, io direi che siamo di fronte a due interpretazioni di Montefalco Sagrantino Docg differenti ma ugualmente interessanti: l'una caratterizzata da impeccabile cifra stilistica, l'altra meno preoccupata di stemperare le pungenze varietali.
Canale YouTube: https://youtu.be/qXyUk66QDUU
Vinitaly 2019 album foto Google:

sabato 13 luglio 2019

Palazzo Riccucci Wine Festival, Montappone

Dopo il grande successo della prime due edizioni, con molte novità torna la terza edizione di "Palazzo Riccucci Wine Festival" - Fiera mercato e Degustazione di vini e prodotto tipici locali.
Accompagnati dalle note della Minus Band, potrete fare un viaggio attraverso i sapori e le culture della regione marchigiana.
Un festival dedicato al vino, come si deduce dal nome, ma non solo.
Accanto alle ventidue cantine, potrete trovare un birrificio, una distilleria, un oleificio e otto produttori gastronomici.
Il tutto si svolgerà nella splendida cornice del centro storico di Montappone (Fm).
Nella passeggiata comunale infatti, saranno presenti tutte le aziende pronte a presentarvi le loro eccellenze.
Inoltre potrete godere il buffet preparato con passione dallo Chef Maicol nella terrazza di Palazzo Riccucci.
BIGLIETTO INGRESSO € 25,00 (in dotazione calice + porta calice).
Posti limitati, per info e prenotazione:
- tel.: 0734 761175
- email: info@palazzoriccucci.com
In caso di maltempo l'evento sarà annullato.
►COME ARRIVARE
Ingresso sarà adiacente alla chiesa del centro storico e alla scalinata che porta alla passeggiata panoramica. Mentre l'entrata principale di Palazzo Riccucci rimarrà chiusa. Potrete trovare le indicazioni lungo il percorso.
►Servizio navetta gratuito disponibile per tutta la serata da Piazza Roma e dalle vie principali, fino alla Piazza del centro storico.
Cantine in degustazione:
Cantina Bastianelli
Bisci Wines
Azienda Agricola Cameli Irene
Casale Vitali
Vini Centanni
Dianetti Vini
Domodimonti srl Società Agricola
Cantina Il Pollenza
Cantina La Pila
Cantina Lumavite
Cantine Moroder & Agriturismo Aiòn
Cantina Murola
Rio Maggio
Rocca di Castiglioni
Cantine Saputi
Tenuta Piano di Rustano
Cantina Tiberi David
Umani Ronchi
Azienda Agricola Vicari
Villa Imperium
Societa' Agricola Villa Lazzarini srl
Cantina Volverino
Anisetta Rosati dal 1877
Duep Birrificio Artigianale
Aziende Gastronomiche:
Az. Agricola Batassa - Edos Antico Pecorino
Az. Agricola "Castello" - Beccerica
Frantoio Ginobili
Salumi Monterotti
Gastronomia Barelli - Montemonaco
Antica Conserviera Jadis
Macelleria Lattanzi - Montappone
Ambrosia - Artigiani della natura
Lu Conde
Domenica 21 luglio 2019 dalle ore 19:30 alle 23:00
Palazzo Riccucci via Palazzo, 63835 Montappone(Fm)
0734 761175
info@palazzoriccucci.com

lunedì 8 luglio 2019

Vinitaly 2019, Onav Aspi approccio organolettico al vino.

Nel corso della 53^ edizione di Vinitaly (Verona 7/10 aprile), degustazione guidata a cura di Onav (organizzazione nazionale assaggiatori vino) e Aspi (associazione sommellerie professionale italiana) e convegno sul tema: “Approccio organolettico al vino, differente ma complementare”.
Il convegno ha cercato di focalizzare le differenze d’approccio tra le due associazioni di sommellerie.
L’una (Onav) rivolta alla standardizzazione del linguaggio e dei termini descrittivi, basilari per una valutazione di merito di tipo numerico; l’altra (Aspi) rivolta ad una sorta di disintermediazione con i fruitori del messaggio cioè i consumatori, acquisendo per quanto possibile di quest’ultimi il linguaggio nei termini descrittivi e prendendo in maggiore considerazione il fattore abbinamento.
Abbiamo degustato:
Sudtirol Alto Adige Doc Kerner ’17 Paljadium - 13,5%vol.
K.Martini & Sohn
Kerner vitigno semiaromatico altoatesino (incrocio riesling renano x schiava).
Giallo paglia tendente al verde.
Note vegetali, frutta bianca.
Approccio gustolfattivo diretto, verticale.
Bocca fresca, persistente, ma anche alcolicità e morbidezza conferiti dal Riesling.
Irpinia Doc Falanghina ’17 - 14%vol.
Consorzio Historia Antiqua
Paglierino profondo, piuttosto carico.
Buon corpo, buona intensità, meno verticale sui recettori papillari e olfattivi rispetto al precedente.
Frutta gialla e matura, mielato e ammandorlato, floreale, note agrumate, salino: impronta calda.
Riviera del Garda Classico Doc Chiaretto ’17 NotteRosa - 13%vol.
Delai Sergio
Tipologia Chiaretto come da disciplinare Riviera del Garda Doc, da uve Groppello, Marzemino, Barbera, Sangiovese.
Rosa antico, tendente al cerasuolo.
Non particolarmente intenso al naso.
Quadro gustativo leggiadro, fresco, caratterizzato da frutti rossi e lampone, di buona acidità ben bilanciata dalle glicerine, sapido, di discreta persistenza.
Eloro Nero d’Avola Doc ’15 Calauris Black - 14%vol.
Terre di Noto
Granato profondo, limpido.
Ugualmente profondo e carico è il corredo aromatico e di sapori.
Attacco morbido, note cioccolatose.
Sensazione di frutto nero macerato, humus, pepe, frutti rossi selvatici.
Nota amarotica finale e tannino granuloso danno carattere, trasmettono il tratto identitario territoriale, ma forse penalizzano la finezza.
Valtellina Superiore Docg Sassella Riserva ‘10 - 13%vol.
Casa Vinicola Pietro Nera
Nebbiolo di montagna (Chiavennasca nel gergo locale) della sottozona Sassella, maturato in botte grande;
vino quindi d'impronta tradizionale, tuttavia consistente, di grande equilibrio, oserei dire affascinante.
Rosso mattonato, con unghia aranciata.
Profondo e ampio su toni di marasca matura, pomodoro secco, marmellata di frutti rossi, variegato di spezie, chiodo di garofano, noce moscata, sfumato di fiore appassito e sentori terrosi.
Persistente e sapido al palato, con tannino polveroso ben dosato e carica acidica nel finale a contrappuntare la naturale morbidezza dei Sassella.
Fine e complesso.

martedì 2 luglio 2019

Vitigni resistenti Piwi, Terre di Ger

PIWI: tra serate e degustazioni, la rivoluzione continua.
Giugno è stato un altro mese importante per Terre di Ger e la rivoluzione PIWI.
Tra degustazioni e serate a tema, le varietà resistenti stanno riscuotendo sempre più interesse tra appassionati e addetti ai lavori.
ASSOENOLOGI VENETO A TERRE DI GER
Venerdì 7 giugno l'Assoenologi Veneto Occidentale è venuta a trovarci in cantina per una degustazione tecnica dei nostri vini PIWI, compreso il nostro nuovo bianco che sveleremo in autunno, sempre da varietà resistenti a base Kretos e Soreli.
Il nostro agronomo e prezioso consulente Dott. Patrizio Gasparinetti ha parlato dell'evoluzione storica delle varietà resistenti, sottolineando la differenza tra l'approccio tedesco di Friburgo e quello friulano dell'università di Udine.
L'analisi dei vini è servita per intavolare un interessante dibattito sulla gestione in vigneto e poi in cantina di queste varietà.
La gestione agronomica è fondamentale e supera di gran lunga la componente enologica.
I vigneti devono essere monitorati lungamente durante tutti i mesi estivi e in particolare in prossimità della vendemmia, estremamente precoce e con uve sensibili a variazioni dei livelli di acidità e zucchero.
Durante la visita ai vigneti è stata focalizzata la resistenza alla peronospora con analisi delle foglie e di verifica delle cellule che isolano e cicatrizzano la malattia.
PIWI IN DEGUSTAZIONE CON AIS BRESCIA
Lunedì 17 giugno a Brescia si è tenuta un’interessante serata a tema, intitolata “Le nuove frontiere” organizzata da AIS Brescia, dove si è parlato approfonditamente delle varietà resistenti.
Nicola Biasi, nostro fidato enologo, oltre che esperto pioniere PIWI e produttore, ha spiegato le grandi potenzialità che hanno queste uve e i risultati che si possono ottenere in cantina.
Si è cominciato a usare il termine “iper-biologico” proprio perché vengono abbattute le barriere del biologico tradizionale, garantendo un percorso totalmente naturale partendo dalla salute del suolo fino al calice di vino.
Gli incroci di vitis vinifera permettono infatti di ridurre drasticamente i trattamenti, a beneficio del vigneto e di chi lavora all’interno di esso e di conseguenza contiene la dispersione di CO2 e il consumo idrico.
Una scelta coraggiosa ma consapevole che le cantine stanno scegliendo in favore del rispetto ambientale, più che del profitto.
Il sales manager di Terre di Ger Enrico Conchione ha poi presentato la cantina, spiegando la nostra personale scommessa, il lavoro costante di ricerca che stiamo portando avanti con i nostri tecnici e i progetti che abbiamo per il futuro, parlando del nuovo vigneto che nascerà a Feltre e avrà il compito di dirci le potenzialità delle varietà resistenti in altura, su un terroir e un ambiente completamente diverso dal Friuli Grave.
I partecipanti hanno potuto poi degustare i vini ottenuti da varietà resistenti, tra i quali due annate del nostro Limine, El Masut 2017 e in esclusiva il nostro nuovo rosso da varietà resistenti in sperimentazione che sarà ufficialmente presentato a settembre.
In conclusione un mese di tecnica e approfondimento dal vigneto al vino, per scoprire e dare informazioni a un nuovo mondo vitivinicolo che piano piano apre a conoscenze ed esperienze.
Terre di Ger
Via Strada della Meduna
Frattina di Pravisdomini, PN 33076
Italy
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Degustazione Fleurtai Limine '16, info vitigni Piwi

giovedì 27 giugno 2019

Verdicchio in Festa 32^ edizione, Grand Tour delle Marche

Dal 4 al 7 luglio, il Grand Tour delle Marche fa tappa a Montecarotto.
Verdicchio in Festa, tra le dolci colline rotolanti.
Gustare eccellenti vini nel borgo medioevale avvolto da un mosaico di vigneti, tra grande jazz e piatti della tradizione marchigiana.
Ha festeggiato i suoi primi cinquant'anni di Doc ed è il bianco fermo più premiato dalle guide italiane.
Stiamo parlando del Verdicchio.
Nei Castelli di Jesi, trapunti da vigneti a perdita d’occhio, non è solo un vino, ma un orgoglio del territorio che emerge nei tanti eventi dedicati a questo “signore” dei grandi bianchi italici.
A Montecarotto (AN), dal 4 al 7 luglio, si svolge la 32a edizione di Verdicchio in Festa, un long week/end tutto dedicato alla celebrazione del Verdicchio per degustarlo e scoprirlo nelle sue molteplici sfaccettature, con una stimolante esperienza che invita anche ad immergersi tra la fitta trama delle vigne che avvolgono il paese.
La manifestazione è tappa storica del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi dedicati al cibo e al “saper fare” studiato da Tipicità ed Anci Marche, con la project partnership di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.
Lungo le vie del pittoresco borgo medioevale sarà possibile degustare le migliori espressioni del Verdicchio in abbinamento con piatti di altri territori marchigiani: il succulento Brodetto di Porto Recanati, il pregiato tartufo di Sant’Angelo in Vado, la stuzzicante frittura all’ascolana ed il gustoso polentone alla carbonara di Piobbico.
Sempre dal “vivaio” del Grand Tour, saranno ospiti d’eccezione le Meraviglie del Ricamo di Venarotta, con i loro pregevoli pezzi di alto artigianato.
Organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con tante associazioni e sodalizi del territorio, “Verdicchio in Festa” è anche musica e grande jazz.
Infatti in contemporanea si svolge la 10a edizione di Marche Jazz & Wine Festival, una rassegna caratterizzata da un susseguirsi di performance e spettacoli musicali con personaggi noti del panorama nazionale ed internazionale, che fungerà da colonna sonora della manifestazione.
Sulla piattaforma “tipicitaexperience.it” e sulla app di Tipicità, tutte le info per godere appieno delle possibilità offerte dal Grand Tour delle Marche.
INFO:
0734.277893
segreteria@tipicita.it

lunedì 24 giugno 2019

Seven Springs winery, Sudafrica wines

La seconda edizione di "InVinami a Bere", fiera mercato e degustazione vini, a cura di Wine Salad, svoltasi sabato 8 giugno 2019 nel suggestivo scenario di Villa Riva Fiorita a Porto San Giorgio (Fm), ha visto la partecipazione di una trentina di aziende vinicole provenienti da tutta Italia, oltre 100 etichette da degustare, Masterclass condotte da Ais Marche, area gastronomica con eccellenze regionali.
L'evento ha quindi consentito di spaziare oltre confini marchigiani e nazionali, in piena sintonia con il principio che guida la mia attività di wine blogger, in base al quale degustare vino equivale ad esplorare territori.
Masterclass a cura di Ais Marche: Afriwines.
I Vini del Sud Africa Occidentale- Azienda Vinicola Seven Springs --> http://7springs.co.za/
Siamo nell'Overberg sulla costa meridionale del Sudafrica, all’estremità del continente, a est di Città del Capo.
Quattro vini di bella fattura, dotati di mineralità, meno evidente nel primo a causa del passaggio in legno, a trasmettere le caratteristiche geomorfologiche e la vocazione vitivinicola del territorio.
Tappo Stelvin su tutta la gamma.
Disponibili in e-commerce tra 12 e 15 euro.
InVinami a Bere 2019
Porto San Giorgio
Chardonnay 2016
Annata siccitosa.
Maturato in botti vecchie da 300 litri per 11 mesi.
Giallo con riflessi verdolini.
Quadro grasso, forse appesantito dal passaggio in legno.
Lieviti, crosta di pane, pan brioches, vaniglia, frutto tropicale, gelsomino, erbette aromatiche, reviviscenze acidiche nel finale.
Zuppe di pesce, orata al forno, stoccafisso all'anconitana.
Chardonnay 2015 unoaked (senza legno)
Vinificato in acciaio, con sosta di circa 5 mesi sulle fecce fini.
Giallo paglierino verdolino.
Floreale, frutta bianca, mineralità, idrocarburo, polvere da sparo.
Quadro dinamico, sottile, fragrante di frutto e carica acidica, diversamente dal precedente.
Frittura di paranza, gallinella di mare all'acqua pazza, crudi di mare.
Syrah Rosè 2018
Criomacerazione prefermentativa e sosta sulle fecce fini.
Rosa antico.
Quadro improntato su toni vegetali e fruttati, anguria, foglia di pomodoro, pompelmo; fresco ed immediato.
Torna la nota sapida nel finale.
Antipasti di pesce, sushi, pasta all'ortolana, prosciutto e melone.
Pinot Noir 2014
Annata complicata dal punto di vista meteo, inverno freddo con inondazioni, estate umida e senza vento, formazione di muffe in vigneto.
Si è scelto di raccogliere le uve a più riprese, in modo da ritardare leggermente la vendemmia.
Maturato circa 10 mesi in botti usate, appare rosso granato con trasparenza.
Tratto varietale, piccoli frutti rossi, ribes, fragoline.
Quadro ampio e complesso con ritorni di sottobosco e sapidità a contrappuntare il frutto e ad implementare l'impronta matura.
Il legno stempera, ma non prevarica.
Prestazione oserei dire impeccabile, considerando le difficoltà dell'annata.
Selvaggina da piuma e da pelo.

giovedì 20 giugno 2019

Colli Tortonesi Doc Timorasso, La Colombera winery

La seconda edizione di "InVinami a Bere", fiera mercato e degustazione vini, a cura di Wine Salad, svoltasi sabato 8 giugno 2019 nel suggestivo scenario di Villa Riva Fiorita a Porto San Giorgio (Fm), ha visto la partecipazione di una trentina di aziende vinicole provenienti da tutta Italia, oltre 100 etichette da degustare, Masterclass condotte da Ais Marche, area gastronomica con eccellenze regionali.
L'evento ha quindi consentito di spaziare oltre confini marchigiani, in piena sintonia con il principio che guida la mia attività di wine blogger, in base al quale degustare vino equivale ad esplorare territori.
In questa occasione ho rivolto la mia attenzione alla Denominazione d'Origine Controllata "Colli Tortonesi" nella parte sud-orientale della regione Piemonte.
Istituita nel 1973, si estende su circa 2000 ettari coltivati ad uve rosse e uve bianche.
All'interno della Denominazione, in un areale circoscritto, tra il Monferrato e l'Oltrepò Pavese nei pressi del confine lombardo/ligure, ha trovato la sua zona d'elezione l'uva a bacca bianca Timorasso, una delle oltre 650 varietà autoctone che fanno della bio/diversità ampelografica italiana una ricchezza inestimabile, pressochè unica al mondo, seconda solo a quella Georgiana e Canadese in base alle stime OIV aggiornate 2013.
Il Timorasso è un vitigno difficile, è sensibile alle variazioni climatiche, va incontro ad acinellatura, germoglia precocemente e matura tardi, è povero di terpeni e pirazine, sviluppa profumi e sapori minerali nei vini.
Nel secolo scorso fu abbandonato dai viticoltori perchè poco produttivo.
Fu poi riscoperto verso la metà degli anni ottanta.
Negli ultimi anni è stato rivalorizzato da una ristretta cerchia di viticoltori locali.
Ad oggi può essere annoverato tra le produzioni italiane di nicchia.
La superficie vitata a Timorasso è di circa 60 ettari.
Colli Tortonesi Doc Timorasso '17
Il Montino
15%vol.
La Colombera
Colli Tortonesi Doc Timorasso '17
Derthona
14,5%vol.
La Colombera
https://www.lacolomberavini.it/
Su base Il Montino (cru da vigneto omonimo), tentiamo una degustazione in accoppiata.
Giallo paglia piuttosto carico, tendente al dorato per entrambi.
Il Montino ha quadro complesso, surmaturo, tutt'altro che immediato, proiettato su toni idrocarburici intensi, mallo di noce, cetriolo, pietra focaia, affumicatura.
Erbette aromatiche e officinali, frutta gialla, freschezza agrumata, sapidità che caratterizzano il Colli Tortonesi Doc Derthona (Derthona è il nome latino della città di Tortona in provincia di Alessandria) e alleggeriscono il quadro, qui virano su toni profondi, anche complicati, caramellati, eucalipto, lieviti e pan brioches dovuti alla lunga sosta di 9 mesi sulle fecce fini e probabilmente ad una vendemmia leggermente ritardata.
Due vini sulla stessa falsariga minerale idrocarburica, adatti all'invecchiamento.
Tuttavia diverse sono le sfumature e l'intensità: equilibrio e immediatezza in Derthona, concentrazione estrattiva in Montino su elevati parametri, austerità, tratto varietale estremo.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa e succulenta, formaggi semistagionati e stagionati, risotto ai quattro formaggi, stoccafisso all'Anconitana.
InVinami a Bere 2019
Porto San Giorgio

martedì 18 giugno 2019

Vinitaly China Roadshow B2B 2019.

Dal 17 al 22 giugno al via la seconda edizione del roadshow b2b.
Vinitaly e ICE allargano la mappa del vino italiano in Cina.
Quattro le città interessate:
Pechino (17 giugno), Zhengzhou (19 giugno), Xi’an (20 giugno) e Guangzhou (22 giugno).
Capillare lavoro per coinvolgere gli operatori professionali delle principali aree metropolitane a un’ora di treno veloce dalle sedi degli eventi.
Verona-Pechino, 17 giugno 2019 – Si allarga la mappa del vino italiano in Cina, grazie ad un lavoro di squadra tra Vinitaly e ICE che hanno dato vita alla seconda edizione del roadshow b2b in Cina, organizzato da Veronafiere, in collaborazione con il partner cinese Pacco Communication Group e con il supporto della rete ICE in Cina tramite l’iniziativa “I Love ITAlian Wines”.
L’edizione 2019, a cui prendono parte come espositori 55 aziende e importatori vinicoli di 12 province cinesi, coinvolge una città in più rispetto allo scorso anno e tocca nell’ordine Pechino (17 giugno), Zhengzhou (19 giugno), Xi’an (20 giugno) e Guangzhou (22 giugno).
Per ogni tappa è stata realizzata una capillare attività di promozione offline e online dalla sede di Veronafiere a Shanghai; lavoro rivolto agli operatori professionali del vino delle principali aree metropolitane a un’ora di treno veloce dalle sedi degli eventi: Tianjin, Dalian, Jinan, Shengyang per Pechino; Shijiazhuang, Jinan e Taiyuan per Zhengzhou; Lanzhou, Chengdu, Yichang e Wuhan per Xi’an; Changsha, Shenzhen, Guangxi, Foshan, Zhongshan e Dongguan per Guangzhou.
In ottica di marketing territoriale inoltre, nel corso degli appuntamenti del roadshow vengono proiettati dei video girati dalla Fondazione Arena di Verona e da Enit-Agenzia Nazionale del Turismo.
Il vino del Belpaese ha bisogno di incrementare la propria posizione in un mercato della domanda strategico per il futuro, cresciuto del 106% negli ultimi cinque anni e che ha raggiunto lo scorso anno il valore record di 2,4 miliardi di euro, posizionando la Cina al quarto posto tra i paesi top buyer mondiali, a ridosso dei mercati consolidati degli USA, Germania e Regno Unito. In questo contesto, Vinitaly è il brand forte del vino italiano in Cina, un marchio riconosciuto su cui stiamo costruendo Wine To Asia, nuovo salone internazionale del vino, la cui prima edizione è in programma nel 2020 a Shenzhen. L’obiettivo è quello di essere un riferimento permanente per il Far East, mercato che vale complessivamente 6,4 miliardi di euro, prossimo ad eguagliare quello del Nord America, e dove Vinitaly si candida a bandiera del made in Italy nell’Asia orientale, frutto di oltre vent’anni di lavoro e iniziative”, sottolinea Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere.
Il vino è un settore trainante per il nostro agroalimentare in Cina in quanto rappresenta un terzo del totale delle esportazioni in questo settore – commenta l’Ambasciatore d’Italia a Pechino Ettore Sequi – Ci sono ovviamente ampi margini di crescita e per cogliere tali opportunità dobbiamo puntare su quelle che sono due parole chiave in questa fase in Cina: qualità e innovazione”. “Voglio inoltre ricordare quanto ha detto il Ministro delle Politiche Agricole Centinaio in occasione della sua recente missione in Cina e cioè che attraverso il vino promuoviamo non solo uno dei prodotti simbolo dell’Italia, ma anche i territori e le località dell’enogastronomia. Ciò ci consente di incrementare i flussi turistici verso il nostro Paese anche nella prospettiva dei prossimi importantissimi appuntamenti previsti nel 2020 e cioè il cinquantenario delle relazioni diplomatiche bilaterali e l’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina”, aggiunge l’Ambasciatore Sequi.
Siamo sulla buona strada”, afferma Amedeo Scarpa, Direttore di ICE Pechino e coordinatore della rete ICE in Cina, "siamo saliti al quarto posto tra i fornitori e dopo l'ottima performance del 2017 con un più 22% in valore, anche il 2018 ha registrato una buona tenuta con l'Italia che ha fatto meglio dei concorrenti europei in un contesto di forte raffreddamento della domanda di vino importato, specialmente nell'ultima parte dell'anno, a causa degli stock che erano stati accumulati e delle incertezze derivanti dal conflitto commerciale con gli USA. A conferma della efficacia dell’azione promozionale multi-level che MISE e ICE hanno messo in campo intorno al claim “I Love ITAlian wines” e della sinergia sviluppata con partner di esperienza e qualificati come Vinitaly. Ad oggi abbiamo formato oltre 660 professionisti cinesi promotori del vino italiano in Cina, con 18 edizioni dei corsi in 12 città in 2 anni e raggiunto oltre 300 milioni di punti di contatto sul web cinese con il piano media “ITAlian wine: taste the passion.".
Vinitaly China Roadshow 2019:
Pechino – 17 giugno
Grand Ballroom, Conrad Hotels & Resorts® Beijing Tasting: 13:30-17:30.
Zhengzhou – 19 giugno
Zhongyuan Ballroom#3, Sheraton Grand Zhengzhou Hotel Tasting: 13:30-17:30.
Xi’an – 20 giugno
Grand Ballroom A, Renaissance Xi`an Hotel Tasting: 13:30-17:30.
Guangzhou – 22 giugno
Onyx Ballroom, Guangzhou Four Seasons Tasting: 13:30-17:30.