lunedì 30 marzo 2020

Offida Rosso Docg '11 Grifola, Poderi San Lazzaro

Fondata all'inizio degli anni 2000, Poderi San Lazzaro si trova ad Offida (AP) nella parte meridionale della regione Marche.
Collocata a circa 290 metri sul livello del mare, a 15 chilometri dalla costa Adriatica e 25 dall'Appennino, dispone di circa 15 ettari vitati, per una produzione media annua di 50.000 bottiglie, destinate essenzialmente alla valorizzazione dell'autoctono.
L'azienda è in grado di proporre elevati standard su tutta la gamma, può quindi essere di riferimento a chi intenda cogliere lo stile produttivo, le peculiarità del territorio.
Una conferma di tale sintonia territoriale possiamo trovarla in questo Offida Rosso Docg Grìfola dell'annata 2011, ruvido quanto basta per ricordarci il tratto rurale d'origine, altresì aperto a gusti e tendenze metropolitane.
Ottenuto da uve Montepulciano provenienti da vigneti vecchi di 40 anni, maturato 16 mesi in barrique, affinato 6 mesi in bottiglia, si presenta rosso granato, mattonato sull'unghia, impenetrabile, con depositi tartarici.
Profilo olfattivo austero, scostante, più complesso che intenso; i toni sono quelli catramosi del vino d'antan.
Cenni speziati, radice di liquirizia, humus, riducono il frutto a ruolo di comprimario.
L'elevato tenore alcolico punge, sovrasta, si attenua solo dopo ossigenazione.
Al palato questa sorta di scontrosità olfattiva trova parziale smentita.
Le glicerine e il legno piccolo contrastano da par loro le durezze, ammorbidiscono un quadro ciononostante solido e puntuto.
Ritornano i contorni varietali fruttati, la ciliegia sciroppata e in confettura, financo sfumature torrefatte, creme brulèe.
Chiusura vibrante di tannino e di tenore acido/sapido.
Degustato a 19°C.
Valutazione @avvinatore 86/100.
Offida Rosso Docg '11 Grìfola
15% vol.
Consigliato su arrosti, coniglio in potacchio.
Abbinato su:
tagliata di manzo con rucola, balsamico, grana
Poderi San Lazzaro
contrada San Lazzaro, 88
63073 Offida (AP)
Tel. 3358252640
Email: info@poderisanlazzaro.it
Web: https://www.poderisanlazzaro.it/

lunedì 23 marzo 2020

Vinitaly rinviato al 2021, possibile evento innovativo in autunno 2020

CdA straordinario per la ridefinizione di tutti gli assetti organizzativi e dei calendari Italia ed estero.
GRUPPO VERONAFIERE: NEW DEAL PER AFFRONTARE IL POST EMERGENZA CORONAVIRUS.
Il presidente Danese: «Ridefinizione di obiettivi e strategie del Gruppo per proseguire l’attività in Italia e all’estero e ripartire prontamente quando si tornerà a pieno regime».
Il direttore generale Mantovani: «Il post emergenza per noi si chiama rinascita. Rivoluzionato il calendario per sostenere il business delle imprese e dei settori. Vinitaly al 2021, nelle date già fissate nel calendario del prossimo anno: 18-21 aprile. Investimenti straordinari sugli eventi di settore all’estero».
Verona, 23 marzo 2020 – Il Gruppo Veronafiere ridefinisce gli assetti per riorganizzare la propria attività e affrontare sia l’attuale emergenza, sia la riprogettazione di tutte le azioni in vista della ripresa. «Il perdurare dell’emergenza Coronavirus a livello nazionale, con il susseguirsi dei decreti urgenti della presidenza del Consiglio dei ministri, e la più recente propagazione dello stesso a livello europeo e non solo, hanno reso improcrastinabili alcune decisioni. Per tali ragioni il consiglio di amministrazione, d’intento con la direzione generale e il management, ha deliberato oggi in merito a molteplici aspetti essenziali per il proseguimento dell’attività del Gruppo. Fra questi, la ridefinizione di obiettivi, strategie e investimenti per la messa in sicurezza dei prodotti, della propria clientela e del business dei settori correlati», sottolinea il presidente di Veronafiere Maurizio Danese. «Occorre ricordare – conclude Danese – che questa situazione complessa ha avuto un impatto dirompente anche sull’industria fieristica europea. Ad oggi, sono oltre 200 le manifestazioni sottoposte a revisione di calendario, con una perdita complessiva che sfiora i 6 miliardi di euro e 51.400 posti di lavoro a rischio, senza considerare l’indotto e la perdita di 39 miliardi di euro di export generati dalle rassegne internazionali per le PMI europee».
Di seguito i punti principali dei provvedimenti adottati dal CdA del Gruppo Veronafiere, riunitosi oggi in convocazione straordinaria.
Per la prima volta nella propria storia, anche Vinitaly dovrà posticipare la sua 54 ª edizione.
Con essa sono rinviate anche le concomitanti Sol&Agrifood ed Enolitech.
Le nuove date delle manifestazioni sono perciò riprogrammate al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati.
Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Il post emergenza per noi si chiama rinascita, che fino all’ultimo abbiamo continuato a confidare potesse avvenire a giugno. Ma la crisi sanitaria si è, come evidente a tutti, decisamente inasprita e ciò che inizialmente sembrava possibile ora non lo è più. Vinitaly, In accordo con le organizzazioni di filiera, Vinitaly, Sol&Agrifood ed Enolitech si spostano quindi al prossimo anno. Per questo – conclude Mantovani –, oltre a lavorare con investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020) e le iniziative della Vinitaly International Academy, ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende».
La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, Sandro Boscaini, presidente di Federvini, Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative e Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.
Modifiche al calendario degli eventi.
Veronafiere, in quanto organizzatore diretto delle proprie rassegne, a causa dell’epidemia di Coronavirus ha dovuto necessariamente riposizionare nel giro di due settimane un calendario di eventi che ne conta circa 70 in programma nel corso dell’anno tra Italia ed estero, alcuni fortemente radicati nella loro stagionalità.
Di seguito il calendario con i principali eventi organizzati direttamente da Veronafiere o da terzi che hanno subito modifiche. 
EVENTO ITALIADATA IN CALENDARIONUOVA DATA
Model Expo Italy - Elettroexpo7-8 marzo 202021-22 novembre 2020
SportExpo6-8 marzo 2020Posticipato a data da definire
Samoter - Asphaltica -ICCX Southern Europe16 -20 maggio 202021-25 ottobre 2020
LetExpo16-20 maggio 2020Posticipato a data da definire
Automotive Dealer Day19-21 maggio 202015-17 settembre 2020
Veronafil22-24 maggio 202021-23 maggio 2021
Verona Mineral Show Geo business22-24 maggio 202021-23 maggio 2021
Vinitaly - Sol&Agrifood - Enolitech14-17 giugno 202018-21 aprile 2021
Opera Wine                                    13 giugno 202017 aprile 2021
Vinitaly And the City12 -15 giugno 202016-19 aprile 2021
Innovabiomed15-16 giugno 2020Posticipato a data da definire
Art Verona16-18 ottobre 202011-13 dicembre 2020
Oil&NonOil20-22 ottobre 202021-23 ottobre 2020 
EVENTO ESTERODATA IN CALENDARIONUOVA DATA
Vinitaly Chengdu22-25 marzo 2020Posticipato a luglio 2020
Fieragricola Marocco @Siam14-19 febbraio 2020Annullato
Living Italy @Design Shanghai12-15 marzo 202026-29 maggio 2020
Bellavita Expo Varsavia21-23 aprile 202030 giugno-2 luglio 2020
Vinitaly China - Road Show15-19 giugno 2020Posticipato
Bellavita Expo Amburgo20-24 giugno 202012-16 marzo 2021

giovedì 12 marzo 2020

Verdicchio Castelli di Jesi Doc Classico Superiore '18 Verde Ca'Ruptae, Moncaro winery

Fondata intorno alla metà degli anni '60 Terre Cortesi Moncaro è una delle cantine cooperative più importanti della regione Marche.
Dispone di circa 1.200 ettari vitati suddivisi tra le provincie di Ancona ed Ascoli Piceno, per una produzione media annua di 7/8 milioni di bottiglie; ha tre cantine di trasformazione, due in provincia di Ancona (a Montecarotto nell’areale del Verdicchio e a Camerano nell’areale del Rosso Conero), una in provincia di Ascoli Piceno (ad Acquaviva Picena nell’areale del Rosso Piceno).
Innumerevoli sono le etichette, rivolte a diverse fasce commerciali, capaci quindi di soddisfare qualsiasi esigenza.
Verde Ca' Ruptae è un Classico Superiore di bella stoffa, stabile su alti livelli in tutte le edizioni, riferimento d'eccellenza per la tipologia, altresì destinato al consumo di massa in considerazione del favorevole rapporto qualità/prezzo.
Ottenuto da uve Verdicchio provenienti da tre vigneti dell'area classica d'età compresa tra 8 e 30 anni sottoposte a criomacerazione prefermentativa, fermentato in acciaio con lieviti selezionati, maturato sulle fecce fini per circa 4 mesi, affinato in bottiglia, appare giallo paglierino limpido su tonalità verdi.
Profilo organolettico imperniato su freschezze agrumate, iodate, fiori e frutti bianchi, anice, mineralità, pietra focaia.
Pungente e citrino più al naso che al palato, laddove tornano le glicerine e gli effetti compensativi prodotti da sosta sur lies e batonnage.
Vena acido/sapida e toni ammandorlati appaiono nel finale a ricordarci il tratto distintivo.
Vino di territorio, fine e corposo, varietale.
Degustato a 15°C ad una /temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°), al fine di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore: 87/100.
Consigliato su cucina di mare o carni bianche, crostacei, sgombro al forno, risotto alla marinara.
Abbinato su frittura di mare:
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore '18 Verde Ca'Ruptae
13,5% vol.
Moncaro
Via Piandole, 7/a 60036 Montecarotto (An)
Tel: 0731 89245
Fax: 0731 89237
Email: ecommerce@moncaro.com
Web: http://www.moncaro.com/it/

venerdì 6 marzo 2020

Falerio Doc time, degustazioni

La Denominazione d'Origine Controllata marchigiana Falerio fa riferimento all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo: situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere.
Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche.
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo avuto in passato: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne i marcatori principali.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, occasionalmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Oggi sul mercato non è raro trovare Falerio Doc anonimi, tendenzialmente acerbi, connotati da eccessiva magrezza.
Stante questa situazione, mi pare di poter dire che sia oggi complicato realizzare un progetto valido di recupero della tipologia; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto distintivo territoriale, fattore sempre più indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sarebbe utile ripartire dalle fondamenta.
Occorrerebbe cioè, secondo il mio punto di vista, avere il coraggio di ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, provando a recuperare tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Di seguito tre Falerio Doc annata 2018 paradigmatici degli attuali standard, tutto sommato dignitosi, freschi e fruttati, inadatti all'invecchiamento, da consumarsi preferibilmente nell'arco di due/tre anni.
Prezzo sullo scaffale circa € 6.
Degustati a 16°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Falerio Doc '18
12% vol.
Azienda Agricola San Filippo
http://www.vinisanfilippo.it/
Limpido, giallo paglierino scarico.
Intenso al naso, ma non molto complesso.
Discreto equilibrio al palato tra parti dure e morbide: note agrumate, biancospino, impronta di tipo vegetale.
Sviluppa scarsamente in ampiezza e persistenza, tuttavia conserva l'impronta autentica, ammandorlata.
Può giovarsi di ossigenazione.
Valutazione @avvinatore: 73/100.
Falerio Doc '18
12,5% vol.
Tenuta De Angelis
http://tenutadeangelis.no-ip.biz/index.php/it/
Cristallino, giallo paglia con riflessi oro.
Mediamente intenso e complesso.
Polpa d'agrume, fiori bianchi, pulito, tendente al morbido con doti d'avvolgenza, laddove il ricco bagaglio glicerico, oppositore della vena acido/sapida, e il frutto tropicale, neutralizzatore del tratto "rurale" tipico, ammorbidiscono da un lato, ma offuscano il tratto distintivo dall'altro.
Valutazione @avvinatore: 73/100.
Falerio Doc '18 Oris
13% vol.
Azienda Vitivinicola Ciù Ciù
http://www.ciuciuvini.it/
Giallo paglia con riflessi verdi e oro, cristallino.
Mediamente intenso e complesso.
Spunti floreali in evidenza, fiore di zagara, mela golden, sottofondo di tipo vegetale, ruvidezze sapide e ammandorlate.
Calore alcolico e glicerine danno ampiezza, discreta persistenza, controbattono la vena acido/sapida che torna decisa nel finale, non pregiudicano la riconoscibilità.
Direi un Falerio nel segno della tradizione.
Valutazione @avvinatore: 77/100.
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mercoledì 4 marzo 2020

Vinitaly rinviato a giugno,Veronafiere riposiziona le date

VINITALY, VERONAFIERE RIPOSIZIONA LA DATA:
DAL 14 AL 17 GIUGNO 2020
IL 13 GIUGNO L’ANTEPRIMA DI OPERAWINE CON WINE SPECTATOR
DECISIONE CONCERTATA CON LE PRINCIPALI ASSOCIAZIONI DI SETTORE, IL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO E IL SINDACO DI VERONA
Verona, 3 marzo 2020 –In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”. Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del Consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi oggi.
Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale –, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”.
La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione Vignaioli Indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo.
Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre importanti manifestazioni internazionali nelle città di Milano e Bologna – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è un segnale che il made in Italy scommette su una pronta ripresa economica nei settori chiave del sistema-Paese. Auspichiamo quindi che il nuovo calendario fieristico nazionale possa generare una rinnovata fiducia ed essere strumento con cui capitalizzare la ripartenza del nostro Paese”.
Veronafiere attiverà una task force per assistere i propri clienti in ogni ambito necessario alla riorganizzazione delle manifestazioni posticipate e in stretta collaborazione con le associazioni di riferimento predisporrà tutte le azioni di incoming necessarie a garantire la presenza di buyer e operatori professionali qualificati.
Sulle nuove date, inoltre, Confcommercio Verona e Cooperativa Albergatori Veronesi hanno espresso massima disponibilità per favorire lo spostamento delle prenotazioni.
Nel 2021 Vinitaly sarà in calendario nelle sue date consuete (18-21 aprile); date che sono frutto dell’accordo con Union des Grands Crus de Bordeaux (UCGB) col quale dal 2013 c’è un accordo nato per incontrare le esigenze dei protagonisti del mondo del vino, buyer e stampa internazionale in particolare.
TUTTE LE NUOVE DATE DELLE INIZIATIVE DI VINITALY
Vinitaly Design International Packaging Competition 25 marzo 2020
5StarWines / Wine without Walls 15-17 aprile 2020
VIA-Vinitaly International Academy 8-12 giugno 2020
Vinitaly and the City 12-15 giugno 2020
OperaWine 13 giugno 2020
Vinitaly-Sol&Agrifood-Enolitech 14-17 giugno 2020
LE DICHIARAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE
Ernesto Abbona, presidente Unione Italiana Vini: “Condividiamo in pieno le scelte di Veronafiere, sia per quanto riguarda la decisione presa, sia per la relativa collocazione temporale insieme ad altri grandi eventi come Cosmoprof di Bologna e il Salone del Mobile di Milano, che daranno un segnale importante per la ripresa del Paese”.
Sandro Boscaini, presidente Federvini: “Occorre dare un messaggio forte al Paese. Se agiamo uniti nel contesto dello spostamento di data, non solo di Vinitaly, ma di altri grandi eventi internazionali che si svolgeranno in Italia a giugno, potremo contribuire in modo corale al rilancio dell’immagine positiva che merita il made in Italy”.
Riccardo Cotarella, presidente di Assoneologi: “La decisione assunta da Veronafiere su Vinitaly e supportata dalle associazioni della filiera, deriva da considerazioni intelligenti e imprenditoriali. Non si può immaginare un Vinitaly fiore all’occhiello del settore vitivinicolo italiano, nonché evento che tutto il mondo ci invidia, ridimensionato più o meno fortemente nelle presenze di operatori che al momento danno previsioni non soddisfacenti. Questo significa tutelare l’operatività dei nostri produttori e allo stesso tempo proteggere l’immagine del vino italiano e di Vinitaly nel mondo”.
Matilde Poggi, presidente Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti: “Siamo d’accordo con Veronafiere sulla necessità di modificare le date in calendario di Vinitaly. Giugno è l’ultima data utile per un evento sul vino. Come Fivi siamo comunque pronti ad un grande impegno per partecipare, dal momento che questo mese è dedicato tradizionalmente alle lavorazioni in vigna”.
Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc: “La nostra posizione è di non dare messaggi negativi al mercato, specie in un momento cruciale per il sistema Paese e per il settore. La situazione negli ultimi giorni è stata diversa da quella sperata e per questo ci sentiamo di condividere la scelta di Veronafiere e di stare sulla stessa linea di Vinitaly, pur consapevoli che ci sarà molto da fare”.
Luca Rigotti, coordinatore settore vino di Alleanza Cooperative: “Condividiamo la scelta di Veronafiere per lo spostamento delle date di Vinitaly. Ora lavoriamo assieme alla fiera affinché il mondo del vino possa dare un messaggio positivo all’economia nazionale”.
Vinitaly 54^ edizione rinviata al 2021:

venerdì 28 febbraio 2020

Vinitaly 2020 confermate le date.

Veronafiere: Vinitaly conferma la data nella terza decade di Aprile 2020 (19/22).
Decisione concertata con le principali associazioni di settore, il presidente della Regione Veneto e il sindaco di Verona.
Il dg Mantovani: «Il settore vino sia svolta positiva per il Paese».
Verona, 26 febbraio 2020 – Veronafiere conferma le date della 54ª edizione di Vinitaly che sarà regolarmente in calendario nella terza decade di aprile, e precisamente da domenica 19 a mercoledì 22.
La decisione, frutto anche di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder e del mercato – incluse le principali associazioni di settore –, è stata adottata oggi pomeriggio dal consiglio di amministrazione di Veronafiere.
Si tratta di una decisione concertata inoltre, con il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e con il sindaco di Verona, Federico Sboarina.
«Il mondo del vino italiano già in passato ha dato un segnale positivo di svolta. Veronafiere è convinta che, anche in questa occasione, il settore potrà contribuire alla ripresa della nostra economia e a rilanciare un clima di fiducia nel Paese», sottolinea il direttore generale Giovanni Mantovani.
Veronafiere, nel mantenere alta l’attenzione, ha programmato in tempi brevi un incontro con i rappresentanti della filiera per attivare tutte le risorse e le azioni di incoming e promozione sui mercati internazionali.
«Siamo consapevoli – aggiunge Mantovani – delle difficoltà del momento e dell’immagine distorta dell’Italia percepita all’estero, ma siamo persuasi che l’emergenza rientrerà, consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo».
Confermate Sol&Agrifood ed Enolitech con Vinitaly nella terza decade di Aprile 2020 (19/22)
Il concorso Vinitaly Design International Packaging Competition in calendario il 25 marzo; OperaWine con Wine Spectator sabato 18 aprile.
Il dg Mantovani: «Olio Evo, food di qualità, birre artigianali e tecnologie per la produzione pilastri del made in Italy».
Verona, 27 febbraio 2020 – Veronafiere conferma le date di Sol&Agrifood, con il nuovo salone dedicato alle birre artigianali Xcellent Beers, ed Enolitech in contemporanea alla 54ª edizione di Vinitaly: le rassegne saranno regolarmente in calendario nella terza decade di aprile, precisamente da domenica 19 a mercoledì 22.
La decisione è stata adottata nel consiglio di amministrazione di ieri sera, che ha confermato le date delle principali manifestazioni di Veronafiere in aprile.
Leggero spostamento di data per il Vinitaly Design International Packaging Competition, con la riunione della giuria che slitta dal 3 al 25 marzo; mentre OperaWine conWineSpectator, ouvertoure di Vinitaly 2020, è in programma regolarmente sabato 18 aprile.
«Insieme al mondo del vino, quello dell’olio evo, del food di qualità, delle birre artigianali e delle tecnologie per la produzione, sono pilastri del Made in Italy che contribuiscono in modo importante sia alla economia agroalimentare del paese, sia alla sua positiva immagine nel mondo – evidenzia il direttore generale Giovanni Mantovani -. Pur mantenendo alta l’attenzione e consapevoli delle difficoltà del momento, Veronafiere è convinta che questi comparti, unitamente a quello del vino, contribuiranno a rilanciare un clima di fiducia nel Paese».
Web: www.veronafiere.it
Vinitaly 54^ edizione rinviata al 2021:

sabato 22 febbraio 2020

Rosso Piceno Superiore Doc '15 Trufo, Tenuta RipaWine

Ottenuto da uve montepulciano 60%, sangiovese 30%, cabernet sauvignon 10%, maturato 18 mesi in barrique, si presenta con veste brillante, rosso rubino carico, impenetrabile.
Profilo organolettico dinamico, ricco di fiore e di frutto rosso, geraniolo, confettura di mirtilli, crema chantilly, pirazine, accenna all'erbette aromatiche.
Al gusto è caldo, pulito.
L'elevato tenore alcolico implementa doti d'avvolgenza e contribuisce al bilanciamento delle varie componenti quali, glicerine e carica acido-tannica evidente in chiusura.
Direi prestazione degna di nota per questo Rosso Piceno Superiore, certamente non massiccio, proiettato sulla finezza, dotato di frutto e freschezza.
In abbinamento su carni rosse o animali di bassa corte, spezzatino di vitello, faraona arrosto con salsa di ribes.
Degustato a 21°C.
Valutazione @avvinatore: 84/100.
Tenuta RipaWine è cantina cooperativa costituitasi in questi ultimissimi anni.
Dispone di oltre 105 ettari di vigneto, suddivisi in 13 tenute comprese prevalentemente nel territorio amministrativo del comune di Ripatransone (AP), ma anche nel territorio amministrativo dei limitrofi comuni di Carassai (AP) e Castignano (AP).
Società Cooperativa Agricola RipaWine
Via Fonte Abeceto, 34
63065 Ripatransone (AP)
Tel. 333.1419368
Email: info@ripawine.it
Web: https://ripawine.it/
Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore:
info di base disciplinare di produzione.

domenica 16 febbraio 2020

Marche Rosso Igt '13 Musè, La Canosa winery

Ottenuto da uve Montepulciano, maturato in tonneau da 5 hl per un anno, più ulteriori 6/8 mesi in bottiglia, appare alla vista di color rosso granato cupo, impenetrabile, con deposito tartrati e "camicia" in bottiglia.
Marche Rosso Igt '13 Musè
14% vol.
Quadro gustolfattivo rugoso, oltremodo severo, appesantito dal tempo trascorso, sembra aver perso l'originaria energia vitale.
Il frutto nero macerato appare appena percettibile; i marcatori virano sul tartufato e l'ematico, ma a caratterizzare il profilo organolettico è soprattutto il timbro catramoso idrocarburico, di solito appartenente a vini molto più datati.
Percezioni gustative tostate di tipo ossidativo e smaltate, confermano lo stato evolutivo avanzato.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore: 71/100.
Già degustata questa stessa annata poco meno di 4 anni fa, aveva in quell'occasione fornito eccellente prestazione, quantificabile con almeno una dozzina di punti in più nella valutazione a punteggio.
Per comparazione tastings Musè 2013 ed info La Canosa winery:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2016/05/cantina-la-canosa-rotella.html
La Canosa
contrada San Pietro 6, frazione Castel di Croce, Rotella (Ap)
tel: +39 0736 374556
fax: +39 0736 375256
email: info@lacanosaagricola.it
web: https://www.lacanosaagricola.it/

domenica 9 febbraio 2020

Lacrima di Morro d'Alba Sup. Doc '11 Vigna delle Cantarelle, Podere Santa Lucia

Lacrima di Morro d’Alba è vitigno autoctono per eccellenza, espressione di un vino inconfondibile per le sue note e i suoi profumi.
Il Lacrima di Morro d'Alba è un vitigno a bacca rossa, autoctono della regione Marche, coltivato in un'area circoscritta della provincia di Ancona.
Tale area che dal 1985 ha il riconoscimento a Doc, comprende i comuni di Morro d'Alba (che dà il nome alla Doc), Monte San Vito, Ostra, Belvedere Ostrense, San Marcello, Senigallia, con esclusione dei fondi valle e dei versanti collinari prospicienti il mare Adriatico.
La superficie vitata complessiva non arriva ai 400 ettari.
Tre sono le tipologie ammesse da disciplinare: Lacrima di Morro d'Alba, Lacrima di Morro d'Alba Superiore, Lacrima di Morro d'Alba Passito.
Esistono versioni spumantizzate sia Metodo Martinotti che Metodo Classico, non previste nel disciplinare di produzione Doc.
Le tipologie "superiore" e "passito" sono sottoposte a norme più restrittive rispetto alla tipologia "base".
Sensibili differenze sono previste per ciò che concerne resa per ettaro e resa uva/vino, titolo alcolometrico, immissione al consumo (dal 15 dicembre dell'anno della vendemmia per la tipologia "base", dopo 1 settembre dell'anno successivo alla vendemmia per la tipologia "superiore", dal 1 dicembre dell'anno successivo alla vendemmia per la tipologia "passito").
Il nome "Lacrima" si deve al fatto che gli acini d'uva a completa maturazione si spaccano, lasciando "lacrimare" il succo.
Il vitigno dà luogo a vini il cui marcatore principale nelle versioni "base" risulta essere il floreale di rosa e violetta, versatili in abbinamento, destinati al consumo immediato.
Nella versione "superiore" può dare luogo a vini capaci d'invecchiare e materici, come in questo caso.
Lacrima di Morro d'Alba Superiore Doc '11 Vigna delle Cantarelle
13,5% vol.
Rosso rubino profondo, scuro, impenetrabile, con ancora qualche riflesso porpora residuale della dotazione antocianica varietale.
Profilo gustolfattivo carico di frutto e di fiore, rosa e viola mammola, mirtillo, semi di melograno, arricchito da sentori speziati, pepe, liquirizia e balsamici conferiti dal passaggio in legno piccolo.
In chiusura vibrazioni tanniche, peraltro anch'esse tipiche della tipologia, controbattono le glicerine, le fragranze fruttate, le doti innate d'allungo.
A distanza di qualche anno dalla vendemmia, il tratto varietale, costituito come sopra accennato da note di tipo vinoso, floreali e di frutto rosso, è ancora percepibile, sebbene mitigato rispetto all'originaria vigorìa.
Ora il quadro tutto, tende a virare sui toni della confettura, a conferma della raggiunta maturità, e su quelli terziari (vaniglia, spezie) scaturiti dall'affinamento in rovere.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore: 84/100.
vincisgrassi
In abbinamento su:
vincisgrassi alla maceratese, pasta all'amatriciana, polenta e salsicce, zuppa di fagioli e cotiche, trippa, pollo ai peperoni.
Scheda Tecnica dal sito aziendale.
Uve: Lacrima nera 100%.
Vigneto: Santa Lucia di Monte San Vito – An – Marche.
Altitudine: 150 m s.l.m.
Esposizione: sud.
Resa per ettaro: 65 q.li per ettaro.
Vendemmia: raccolta a mano in piccole casse, con selezione dei grappoli in vigna ed in cantina.
Vinificazione: macerazione pre-fermentativa a freddo, fermentazione con controllo delle temperature.
Maturazione: in piccoli fusti di legno di 12-14 mesi.
Affinamento: in bottiglia minimo 3 mesi.
Grado alcolico: 13,5 % vol.
Abbinamenti
Primi piatti come vincisgrassi rossi, pasta al ragù e all’amatriciana, polenta con salsicce, paccheri all’oca. Secondi di carne: agnello scottadito, carni bianche alla griglia, pollo ai peperoni, coniglio in porchetta, cinghiale stufato al ginepro, ossobuco, trippa, fagioli e cotiche, maialino alla brace.
Temperatura di servizio: 16-18° C.
Technical chart
Grape: 100% Black Lacrima.
Vineyard: Santa Lucia di Monte San Vito - An - Marche.
Altitude: 150 m above sea level.
Exposure: south.
Productivity: 6 tons per hectare.
Harvesting: hand-picked in small cases, with grape selection.
Vinification: pre-fermenting maceration, fermentation with controlled temperatures.
Ripening: in small oak barrels for 12-14 months.
Refinement: in bottle for at least 3 months.
Alcoholic strength: 13,5% vol.
Food Combinations
Lasagna with tomato sauce, long and short pasta with meat sauce and amatriciana. Polenta topped with sausage, paccheri with goose sauce. Grilled lamb, grilled white meats, chicken with peppers, wild boar stew with juniper berries, osso buco, tripe, beans and pork rinds, barbecued baby pork.
To be served at: 16°-18°C.
Podere Santa Lucia
Via Santa Lucia, 65
60037 Monte San Vito (An)
​Tel +39 071 74 89 179
Mob +39 347 94 62 523
Email: info@poderesantalucia.com
Web: http://www.poderesantalucia.com/

lunedì 3 febbraio 2020

Offida Pecorino Docg '18 Saggiolo, Vigneti Santa Liberata

Giallo paglia limpido, in tonalità calda e dorata per questo Pecorino certificato biologico proveniente dal vigneto in contrada Liberata della tenuta di Petritoli (Fm); una vera e propria enclave del comune di Petritoli (interamente esteso a sinistra del fiume Aso) posta alla destra del fiume Aso, quindi compresa nell'area coperta dalla Docg Offida.
Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Offida Pecorino Docg '18 Saggiolo
14% vol.
Profilo organolettico intenso e complesso; il breve contatto con le bucce, carica non solo di colore, ma anche di profumi e sapori.
S'intercalano impronta surmatura e freschezze, buccia d'agrume e pera matura, toni iodati e d'anice, accenni quasi impercettibili di frutta candita, sfondo di tipo vegetale che ricorda cetriolo e foglia di pomodoro.
La vena minerale prepotente, parte integrante del bagaglio genetico varietale, tende, come non di rado accade al vitigno, a virare verso l'affumicato e a poter essere quindi fraintesa come fenomeno di ossiriduzione; in ogni caso, un'adeguata ossigenazione non può che portare beneficio.
Degustato a 16°C.
La degustazione ad una temperatura più alta rispetto a quella standard per i vini bianchi, può a mio parere avere la funzione di favorire le percezioni, tenuto altresì conto che l'innalzamento termico tende a dilatare le morbidezze (polisaccaridi, glicerine) e comprimere le freschezze (carica acidica, parti dure).
Valutazione @avvinatore: 83/100.
In abbinamento su: carbonara di mare con trancio di pesce spada affumicato, stoccafisso all'anconetana:
stoccafisso all'anconetana
Vigneti Santa Liberata
via Nazionale 194 - 63900 Lido di Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
info@vinisantaliberata.it
http://www.vinisantaliberata.it/
Post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2016/05/rosso-piceno-vigna-cacia-10-vini-santa.html

lunedì 27 gennaio 2020

Offida Rosso Docg '14, Cantine di Castignano

Una buona bottiglia, non arriva alla doppia cifra sullo scaffale, destinata al consumo di massa.
Fa parte della linea GDO (non disponibile in shop on line aziendale) di Cantine di Castignano Scac (società cooperativa agricola castignanese).
Fondata nel 1960 l'azienda agricola Cantine di Castignano è una delle più grandi cantine cooperative della regione Marche, potendo disporre di poco meno di 500 ettari vitati e più o meno altrettanti soci conferitori, per una produzione media annua di circa 600.000 bottiglie.
L'azienda è punto di riferimento della viticoltura del comprensorio piceno, ma anche dell'olivicoltura, avendo infatti in produzione olio extra vergine d'oliva di ottima qualità a un prezzo accessibilissimo.
Mi pare di poter dire che l'attenzione al rapporto prezzo/qualità sia il comune denominatore che lega tutta la produzione aziendale.
Offida Rosso Docg '14
14% vol.
Rosso rubino scuro, limpido, mediamente consistente.
Profilo organolettico che si caratterizza per buona intensità, per fragranze fruttate, per ricchezza polifenolica.
Succoso di frutto maturo, amarena e lampone, confettura, arricchito da note di cream caramel e vanigliate conferite dal legno piccolo, accenna a spezia dolce e cannella.
Carica acidica e trama tannica tornano nel finale a dare spinta propulsiva e carattere.
Quadro non particolarmente voluminoso nè eccedente in allungo,  tuttavia in piena sintonia con lo standard glicerico e strutturato che contraddistingue la tipologia.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore: 83/100
In abbinamento su spezzatino di cinghiale con polenta taragna.
Scheda tecnica Offida Rosso Docg (GDO):
Vitigni: Montepulciano 85%, Merlot 15%
Estensione ettari vigneto: 10
Composizione del terreno: medio impasto prevalentemente argilloso
Numero ceppi per ettaro: 3.000
Forma di allevamento: spalliera
Altitudine media vigneti: 200 s.l.m.
Vinificazione: le uve vengono vinificate separatamente con prolungata macerazione e maturate per 18 mesi in barriques e per altri 6 mesi in bottiglia
Grado alcolico: 14%
Acidità totale gr/lt: 5,5
Residuo zuccherino gr/lt: 2,5.
Cantine di Castignano S.C.A.C. SOC. COOP. AGRICOLA
Contrada San Venanzo 31, 63072 Castignano (AP)
Tel: +39 0736 822216 / Fax: +39 0736 822242
www.cantinedicastignano.com
mail@cantinedicastignano.com

domenica 19 gennaio 2020

Piceno Doc '13 Donna Eugenia, Tenute Recchi Franceschini

Sorgenti di ruralità,
nutrimento dei luoghi, della tradizione, del tratto distintivo.
Siamo nella regione Marche, nell’entroterra Piceno, a Montalto delle Marche (AP), a un tiro di schioppo dal confine con la provincia di Fermo, sulla dorsale collinare sub appenninica situata a metà strada tra il Mare Adriatico e i Monti Sibillini.
In questo contesto di natura incontaminata e d’indubbio valore paesaggistico Tenute Recchi Franceschini – Riserva Marnà è AgriResidence e Ospitalità: l’antico casale dei mezzadri Marnà risalente al XV secolo rivive oggi come raffinato agriturismo.
In piena sintonia con il taglio assunto in questi ultimi anni dall'attività d'impresa agrituristica, anche Tenuta Recchi Franceschini integra l’attività primaria di ospitalià con quella vitivinicola, utilizzando all’uopo 8 ettari di vigneto coltivato prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese).
La produzione media annua è di 20.000 bottiglie, il 40% delle quali destinate al mercato estero, suddivise per il momento su sole tre etichette, per le quali si avvale di terze parti per ciò che concerne l’imbottigliamento.
Piceno Doc Donna Eugenia è il vino rosso.
Annata 2013
13% vol.
In prima battuta mi sentirei di sottolineare come l’originale packaging, curato da Lavinia Rizzi–legatoria Piazzesi (Ve), fotografi idealmente luoghi, valori territoriali e susciti suggestioni tali, da farceli ritrovare all’assaggio.
Ottenuto da uve 50% montepulciano e 50% sangiovese, maturato in rovere francese per il 10% della massa totale, si presenta rosso rubino cupo, impenetrabile, tendente al granato.
Profumi variegati di frutto ben maturo; in particolar evidenza prugna macerata e ciliegia sotto spirito, con spezie a corredo, pepe e noce moscata, cuoio, accenni muschiati e d’erbette aromatiche.
Tutto torna al palato, ben bilanciato nel rapporto tra le vibrazioni tanniche, la carica acido/sapida e le glicerine, arricchito da connotazioni cioccolatose, sottobosco, sottile vena boisèe, sfumato nel finale da toni d'eucalipto e lampone.
Vino di nicchia, non tanto per fascia di prezzo, siamo infatti intorno ai 12 euro, quanto per tiratura limitata che rende la reperibilità più agevole in ambito locale o su shop on line aziendale.
Temperatura di servizio 18°-20°C.
polenta,
salsicce, costine di maiale
In abbinamento su gnocchi al ragù di carne, polenta con salsicce, zuppa di legumi e zampone, spezzatino di manzo con patate.
Tenute Recchi Franceschini
Contrada Valle Bianca, 63068 Montalto delle Marche (AP)
info@tenuterecchifranceschini.it
+39 371 1088771
+39 366 278698
https://www.tenuterecchifranceschini.it/

lunedì 13 gennaio 2020

Trentino Superiore Marzemino d'Isera Doc 2012, Vivallis winery

La tipologia Trentino Superiore Marzemino d’Isera Doc è una delle oltre 80 tipologie previste dalla denominazione Trentino Doc, istituita nel 1971 e successive modifiche fino al 2014, della regione Trentino Alto Adige.
La menzione Superiore in etichetta, implica l'osservanza di misure più restrittive per ciò che concerne fattori vari, come ad esempio i sesti d'impianto, rese per ettaro e uva vino, titolo alcolometrico, immissione al consumo ed altro; per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, Marzemino d'Isera Superiore Doc prevede periodo minimo d'invecchiamento di 10 mesi a partire dal 1 novembre dell'anno della vendemmia.
Il Marzemino è un vitigno tipico del Trentino, diffuso in particolar modo in Vallagarina, attorno a Rovereto, a nord del lago di Garda, ma anche in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna.
Si esprime al meglio nelle due sottozone previste da disciplinare: Isera e Ziresi.
La prima si trova sulla riva destra del fiume Adige ed è caratterizzata da terreno vulcanico, tufo e roccia basaltica, che conferiscono profumi caratteristici e mineralità ai vini.
La sottozona dei Ziresi si trova invece tra Calliano e Volano, nell'area dell’antico alveo del fiume Adige.
Questo Marzemino d'Isera si presenta di un bel colore rosso rubino cupo, quasi nero.
Profilo organolettico franco, dettato da glicerine e freschezza fruttata, a fare sintesi del bagaglio genetico.
Profumi piuttosto intensi indirizzati sul vinoso, sul floreale di viola, su mora di rovo e lampone, su sprazzi dolciastri che ricordano vaniglia e cannella.
Morbido al gusto, rotondo e sapido, contraddistinto da tannini appena percettibili e da doti fruttate di fragola e lampone.
A distanza di oltre sette anni dalla vendemmia, conserva integro il quadro, fedele all'espressione varietale.
Degustato a 19°C.
Valutazione @avvinatore: 84/100.
Vino di medio corpo, consigliato su crostate salate di verdura, ravioli al pomodoro, cannelloni ripieni, carni bianche e rosse.
Abbinato su:
arista di maiale,
prugne,
marsala secco
Vivallis è cantina cooperativa con 800 ettari di vigneto e 850 soci conferitori.
Vanta profonde radici risalenti ai primi anni del secolo scorso ed è oggi una delle realtà vitivinicole più importanti della provincia di Trento.
Il marchio Vivallis nasce nel 2004 raccogliendo l’eredità della Società Agricoltori Vallagarina-Vallis Agri Scarl.
Vivallis S.C.A.
Sede Amm.: Via per Brancolino, 4 38060 Nogaredo (Tn)
Tel. +39 0464 412073 - Fax +39 0464 412105
info@vivallis.it
https://www.vivallis.it/

mercoledì 8 gennaio 2020

Toscana Igt Dogajolo Rosso '17, Carpineto winery

Dogajolo Rosso è uno dei vini più innovativi oggi prodotti da Carpineto.
Un baby "Super Tuscan" che racchiude molteplici caratteri: l'energia vitale della gioventù, la maturità del legno, la morbidezza, le fragranze fruttate.
Toscana Igt '17 Dogajolo
13% vol.
Si tratta di un blend di Sangiovese 70%, Cabernet ed altre uve al 30% in percentuali variabili secondo l’annata.
Vinificazione separata delle uve che, nella primavera successiva alla vendemmia, vengono assemblate in rovere francese dove svolgono la malolattica.
Rosso rubino acceso, con riflessi porpora.
Vinoso e floreale, contraddistinto dai toni del frutto a bacca rossa.
Palato dapprima indirizzato sulle fragranze fruttate di lampone e ciliegia, tende poi a virare su vaniglia e cacao, pepe bianco; in particolar modo, è la vena acido/sapida a supportare e a dare carattere.
Versatile nell’abbinamento a tutto pasto, potrebbe anche azzardarsi su zuppe di pesce.
abbinato su cosce di pollo ripiene
Info Carpineto srl.
Fondata nel 1967 dalle famiglie Sacchet e Zaccheo, Carpineto si estende su oltre 500 ettari (300 di bosco e seminativo) a coltivazione sostenibile certificata IFS e ISO 9001, di cui oltre 200 a vigneto per una produzione media annua di 3.000.000 di bottiglie, suddivisi su cinque diverse Tenute denominate Appodiati: Montepulciano, Montalcino, Gaville (Alto Valdarno), Dudda (Greve in Chianti), Gavorrano (Maremma).
Produzione, quasi esclusivamente di vini rossi, destinata per il 90% all'export verso 70 paesi.
Mercati principali: Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Svizzera, Australia, Regno Unito.
Carpineto srl
località Dudda 17/b (199,77 km), 50022 Greve in Chianti (Fi)
055 854 9062
info@carpineto.com
https://carpinetoshop.com/
Carpinetoshop.com
Via del Commercio 36 – 00154 Roma
Email: customer@carpinetoshop.com
Telefono: 055 8549062 – 055 8549086
vigneti Carpineto

giovedì 2 gennaio 2020

Maremma Toscana Igt '07 Nectar Dei, Fattoria Nittardi

Questo Maremma Toscana Igt diventa Toscana Igt a partire dal 2011, anno dell'entrata in vigore del disciplinare di produzione della Denominazione d'Origine Controllata Maremma Toscana.
Nectar Dei è il vino principe di Fattoria Nittardi, azienda chiantigiana con sede a Castellina in Chianti (Si), con vigneti in Chianti Classico (15 ha) e Maremma (17 ha).
E' ottenuto da uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Petit Verdot, in percentuali decrescenti, coltivate a Mongibello delle Mandorlaie, in zona vocata a 250 metri sul livello del mare, tra Scansano e Montiano nella Maremma meridionale.
Fermentato in acciaio, maturato per circa 20 mesi in barrique, affinato 9 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino carico, cupo, impenetrabile, tendente al granato, con residuo sul fondo.
Rivela doti di complessità in particolar modo nella fase olfattiva; ha impronta aristocratica, è materico e austero.
Quadro caratterizzato da note di confettura, frutto nero macerato, vaniglia e noce moscata, muschio e grafite, liquirizia a sprazzi.
Fase gustativa che pur mostrando segni di cedimento, indurita dal tannino in chiusura, lascia tuttavia ancora percepire lo stile nobile, l'antica eleganza.
L'abbondante residuo mi appare come la metafora dell'usura e dello svuotamento d'energie vitali provocati dall'inesorabile trascorrere del tempo in uomini, vini, cose.
Mi pare di poter dire che il vino abbia completato il ciclo evolutivo e si appresti alla parabola discendente.
Fascia di prezzo intorno a € 40.
In abbinamento preferibilmente su arrosti, selvaggina da piuma e da pelo, ma anche su altro non sfigura.
Abbinato su maialino al forno con patate
Maremma Toscana Igt '07 Nectar Dei
13,5% vol.
Nectar Dei è l'antico nome di Fattoria Nittardi, risalente al XVI secolo, quando fu proprietà dell'insigne artista Michelangelo Buonarroti: impegnato nell'affrescare la Cappella Sistina, attribuì questo nome ai vini della tenuta che donò ai Papi Giulio II e Leone X.
Dal 1982 Fattoria Nittardi è condotta da Peter Femfert, editore e gallerista di Francoforte, e da sua moglie Stefania Canali, storica dell'arte di origini veneziane.
Dal 2013 a coordinare l'attività d'impresa c'è il primogenito Leon Femfert.
Provando a riprodurre l'antico binomio tra arte e vino, anche per omaggiare l'illustre predecessore, gli attuali proprietari ogni anno invitano un artista di fama internazionale a cimentarsi nel disegnare l'etichetta e la carta seta del Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa.
Ne è scaturita nel corso degli anni una vera e propria collezione, costituita da decine di opere d'arte che, si annuncia in anteprima, saranno in mostra a partire da aprile 2020 presso Fondazione Marconi a Milano.
Fattoria Nittardi
53011 Castellina in Chianti (Si)
Tel: 0577 74 02 69
Fax: 0577 74 10 80
E-mail: info@nittardi.com
Web: http://www.nittardi.com/