venerdì 13 settembre 2019

Valtellina Wine Festival 2019, Chiavenna

Il Nebbiolo delle Alpi e non solo.
Terza edizione dell’evento ideato dal Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina.
Nei bellissimi palazzi storici di Chiavenna (So) due giorni dedicati ai grandi vini valtellinesi e ai più prestigiosi vini d'Italia.
Nelle Sale del Gusto in degustazione 160 etichette di 50 cantine.
Intrecciare il valore sociale ed economico del vino, con il patrimonio ambientale, artistico e paesaggistico della Valtellina e della Valchiavenna, è l’obiettivo di questa manifestazione.
Il “Vino come Paesaggio”, come attrattore di un nuovo e importante turismo di qualità che, lo confermano i dati e le ricerche di mercato, sempre di più diviene un’occasione, un elemento suggestivo attraverso il quale è possibile far conoscere e apprezzare un territorio.
Un Valtellina Wine Festival laboratorio e incubatore d’idee, da far ricadere sull’insieme della provincia di Sondrio, per favorire una visione aggiornata e contemporanea nei confronti di un’offerta turistica che sia sempre di più capace di guardare alle prossime sfide, a cominciare dalle Olimpiadi Invernali del 2026.
Per due giorni, Chiavenna, con i suoi meravigliosi palazzi storici diviene teatro per laboratori (WineLab) e banchi di degustazione (WineTasting) dedicati alla conoscenza dei vini valtellinesi che, in questa specifica occasione, si confrontano con vini di altissimo livello di Cantine provenienti dalle zone enologiche più qualificate d’Italia: dal Piemonte, al Trentino, alla Toscana, al Veneto, all’Umbria, le Marche e l’Emilia Romagna, sino alle Isole e al Sud dello Stivale.
Un ricco scambio di esperienze, per la Valtellina enologica.
Una contaminazione virtuosa d’idee e di competenze, attraverso l’incontro con decine di produttori, tra i più famosi d’Italia, che hanno deciso d’accogliere da protagonisti l’invito del Consorzio Vini di Valtellina.
Per questo all’inaugurazione del Festival (il 20/9) è, tra gli altri, ospite d’onore il Franciacorta, uno dei vini e dei territori più riconosciuti in Italia e nel mondo per la produzione di vino spumante di alta qualità fermentato in bottiglia.
Si comincia il 20/9 con un Wine Lab straordinario, al Convento dei Cappuccini, dedicato al confronto tra sei grandi vini della Valtellina con altrettanti pluripremiati Barolo Piemontesi.
Si prosegue, il 21/9, in un contesto affascinante come Palazzo Vertemate Franchi, con un altro Wine Lab riservato ai migliori vini delle Cantine Ospiti d’Onore.
Sempre il 21/9, Convento dei Cappuccini, è di scena il principe dei vini della Valtellina, con 10 Sforzato in degustazione.
Il 21/9, dalle ore 15, in un originale contesto, l’ex Convento delle Agostiniane, due grandi sale di degustazione accolgono i winelover e gli appassionati, con più di 150 vini in assaggio rappresentativi di 25 Cantine Valtellinesi e di 20 produttori dal Nord al Sud dell’Italia.
Ad accompagnare i vini non mancheranno i prodotti tipici valtellinesi a marchio, grazie al Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina “Valtellina che Gusto” e al progetto “Taste The Alps”, percorso promozionale triennale (2018-2021) finalizzato ad aumentare la conoscenza e il consumo dei prodotti DOP e IGP del territorio valtellinese.
Da segnalare infine, il Progetto Valtellina Vision, due speciali postazioni in cui sarà possibile visionare, attraverso un visore oculos, due spettacolari video a 360° dedicati alla Valtellina e ai suoi vini.
Perché la Valtellina del vino è certamente figlia della migliore tradizione storica, ma è soprattutto aperta all’innovazione, favorevole al confronto e alle positive ibridazioni culturali, aperta ai giovani e alle loro visionarie idee.
(fonte comunicato: www.vinidivaltellina.it)
Info, programma, tickets, prenotazioni:
www.valtellinawinefestival.it
tel. +39 0342 200871
email: eventi@vinidivaltellina.it

giovedì 12 settembre 2019

Aggiornamento mercato del vino, Vinitaly Nomisma Wine Monitor

Vinitaly: vino italiano verso record surplus commerciale, a 6mld di euro export in crescita moderata, giù il prezzo medio, bene nuove aree a libero scambio.
credit:
Veronafiere FotoEnnevi
Verona, 12 settembre 2019 – L’Italia del vino italiano si appresta quest’anno a superare per la prima volta i 6 miliardi di euro di saldo di una bilancia commerciale strutturalmente attiva, sebbene nel primo semestre la crescita (+3,3%, a circa 3 miliardi di euro) sia meno vigorosa rispetto al passato e il prezzo medio registri un calo significativo, specie nell’area Ue.
Volano le vendite nei Paesi terzi oggetto di trattati di libero scambio (Giappone, Canada, Corea del Sud), mentre l’incremento negli Usa è inferiore rispetto alla media del mercato e in Cina si affacciano gli sparkling, unica tipologia segnalata in crescita nel Dragone.
È l’aggiornamento sul mercato del vino dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha analizzato i dati semestrali export a fonte Istat e le performance della domanda extra-Ue a base doganale nei primi sette mesi del 2019.
Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Il saldo commerciale del vino è quello che presenta la maggior incidenza positiva rispetto a tutti i comparti del made in Italy. Un record che va salvaguardato puntando ancora di più sui mercati esteri emergenti e sulla crescita della fascia premium. Per questo, fatta salva l’indiscutibile qualità del prodotto, le tensioni al ribasso che riscontriamo su più livelli rappresentano un campanello di allarme che saremo in grado di silenziare solo attraverso la crescita delle dinamiche di business. I presidi ormai stabili di Vinitaly nei Paesi chiave dovranno servire anche a questo».
EXPORT E PREZZO MEDIO – IL SEMESTRE (ISTAT)
Il pur positivo +3,3% a valore (base Istat) sottende un export italiano di vino che ha risentito nel primo semestre di una brusca frenata registrata nel mese di giugno (-7,6%), ma soprattutto di un prezzo medio in calo.
Complice in particolare la caduta dello sfuso e la contemporanea minor contrazione dell’imbottigliato, il prezzo medio segna a livello globale un -5,1% sul pari periodo dello scorso anno, con punte del -7,9% per l’area comunitaria.
Giù tutte le principali piazze europee, in primis la top buyer Germania (-10,1%), la cui quotazione media si è fermata a 1,9 euro al litro.
Scende anche il prezzo di acquisto in Regno Unito, a -3,6% (-9,9% lo sparkling) e Francia (-9,4%), che detiene il primato del low cost (1,8 euro/l) anche per effetto dei maxi acquisti di sfuso.
Meno netta la situazione nei Paesi terzi, con Stati Uniti, Canada e Svizzera in leggera crescita, Norvegia e Russia stabili, mentre si deprezza in modo significativo il vino italiano in Giappone e in Cina.
Nel complesso, il vino italiano nel mondo (sfuso compreso) è venduto in media a 2,9 euro/litro, nell’Ue a 2,3 euro/litro.
Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: «Tra i top exporter mondiali, quella dell’Italia rappresenta la quarta miglior performance per il primo semestre, dopo quella della Nuova Zelanda (+13,2%), il cui export cresce sensibilmente in Usa e Uk, del Cile (+8,2%) e della Francia (+5,9%), quest’ultima in forte spolvero negli USA, Uk e Giappone con aumenti superiori al 10 per cento».
EXTRA-UE: LE IMPORTAZIONI DI VINO NEI PRIMI 7 MESI (DOGANE)
Prosegue nei primi 7 mesi di quest’anno l’incremento del vino italiano nei Paesi Terzi, seppur a ritmi meno decisi rispetto al recente passato.
Le importazioni di bianchi e rossi made in Italy nei primi 10 Paesi buyer, che da soli valgono l’87% del mercato extra-Ue, sono infatti cresciute nel complesso del 2,8% a valore.
Meglio dei competitor (import da mondo a +0,9%), e in particolare della Francia che paga la pesante contrazione transalpina in Cina e a Hong Kong.
L’analisi su base doganale dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che ha riguardato i principali buyer extra-Ue (ad esclusione della Russia), dimostra inoltre come il trend italiano sia sostenuto dai soliti sparkling, a +9,8%, e dagli incrementi registrati dalle aree oggetto di recenti trattati di libero scambio.
Il Giappone, in particolare, che avanza del 15% sullo stesso periodo dello scorso anno, ma anche il Canada, a +4,5% e ormai prossimo a raggiungere la Svizzera al secondo posto tra i top buyer extraeuropei.
Negli Stati Uniti (+3%) la crescita è dimezzata rispetto al valore delle importazioni totali di vino (+8%) e, ancora una volta, gli spumanti (+11,1%) indorano il dato italiano bloccato dal +1% dei fermi imbottigliati, questi ultimi timidi anche nel complesso della domanda extraUe (+1,6%).
Le importazioni cinesi, in gran parte bloccate nel primo quadrimestre di quest’anno a causa di un eccesso di scorte ma soprattutto di un rallentamento economico, riducono il trend negativo e chiudono, per l’Italia, a -7,3%.
Mentre la sorpresa nel Dragone (come a Hong Kong) sono gli sparkling: +6,2% il dato italiano, +12,2% quello globale.
Nella seconda parte dell’anno Vinitaly farà tappa in Brasile, a Bento Gonçalves, con Wine South America dal 25 al 27 settembre, poi a Mosca e San Pietroburgo (28-30 ottobre), infine a Hong Kong (7-9 novembre).
IMPORT TOP MKT TERZI GENNAIO-LUGLIO 2019
                  Import da Mondo €   var 19/18    Import da Italia €      var 19/18
USA                3.234.240.842             8,0%               993.637.757                       3,0%
Cina                 1.314.956.971            -10,3%             84.862.176                         -7,3%
Canada            966.821.420               3,6%                201.543.762                       4,5%
Giappone         865.280.662               14,3%              105.654.683                       15,0%
Hong Kong      598.686.068               -24,3%            18.024.564                        -10,8%
Svizzera           597.839.182                4,9%               208.510.039                      1,6%
Australia          247.030.234              -2,8%               30.627.324                        -0,4%
Norvegia         218.809.711               -0,1%               64.547.041                        -1,5%
Brasile             171.861.449               0,8%                18.056.573                         -2,7%
Corea del Sud 135.281.829                15,1%              19.765.192                         16,9%

lunedì 9 settembre 2019

Degustando Sotto le Stelle 2019, tasting vini bianchi

Degustazioni fatte il 6 e 7 settembre 2019 nel corso dell'ottava edizione di "Degustando Sotto Le Stelle".
La manifestazione è stata curata dall'Associazione Culturale "Enogastronomia.it" nell'ambito di "VitaVita" evento di promozione turistica della città di Civitanova Marche (Mc) organizzato dall'Amministrazione Comunale.
Colli Maceratesi Doc Ribona '18
13,5% vol.
Podere i Sabbioni
Da uve Ribona o Maceratino, vitigno autoctono della provincia di Macerata.
Giallo paglierino tenue.
Mediamente intenso al naso su sentori di frutta bianca, agrume e di tipo vegetale.
Cambio di marcia al gusto, dove appare sapido e glicerico, contrappunta adeguatamente la carica acidica, si proietta su toni voluttuosi di pesca gialla, nespola, polpa d'agrume maturo.
Il sale e le glicerine allungano il finale.
Fine, ricco di frutto, da annoverare tra i riferimenti di vertice della tipologia.
Risotto al nero di seppia.
Falerio Pecorino Doc '18 Colle Monteverde
13% vol.
Tenute Rio Maggio
Da uve Pecorino vinificate in modo semplice a temperatura controllata di circa 16°C e prolungata sosta di 5/6 mesi sulle fecce fini allo scopo di arricchire il quadro e metterlo al riparo da rischi di eccessiva asciuttezza.
Si presenta giallo paglia limpido.
In particolar modo al naso esalta il tratto varietale, proiettato su sentori agrumati e vegetali, frutta bianca, mineralità.
In bocca le glicerine prodotte dalla sosta sur lies sovrastano i toni verdi e acidici del bagaglio genetico.
Il tratto è caldo, ricco di frutto, sfumato di tropicale, accenna all'erbe aromatiche e all'agrume.
Sapido e persistente, fine e complesso, destinato ad ulteriore positiva evoluzione.
Riferimento di vertice della tipologia.
Versatile a tutto pasto su cucina di mare.
Colli Maceratesi Doc Ribona '16 Le Piagge
13,5% vol.
Villa Forano
Da uve Ribona o Maceratino, vitigno autoctono della provincia di Macerata.
Giallo paglia luminoso.
Mediamente intenso al naso su note di frutta bianca, agrume, sentori di tipo vegetale, mela e banana; sensazioni che trovano piena conferma al palato, laddove sapidità e glicerine implementano doti fruttate che accennano all'esotico.
Quadro sottile, avvolgente, potrebbe essere adottato come ipotesi di scuola da chi volesse addentrarsi nello studio dei caratteri del vitigno.
In abbinamento su antipasti di pesce, spaghetti alle vongole.
Colli Maceratesi Doc Ribona '18 Le Grane
14,5% vol.
Boccadigabbia
Da uve Ribona o Maceratino, vitigno autoctono della provincia di Macerata.
Giallo paglierino tenue.
Ventaglio aromatico e gustativo intenso, verticale, timbrato da sapidità, sensazioni salmastre quasi fumèe, pietra focaia.
Corredano tale solida struttura caratteri di frutta bianca e vegetali, foglia di pomodoro, pomacea.
Vino di spessore, corposo, non immediato, ma con doti d'invecchiamento.
In abbinamento su coniglio in porchetta.

martedì 3 settembre 2019

Marche in Vino Veritas 2019, degustazione vini piceni

Marche in Vino Veritas è un evento del Comune di Offida (AP) curato nell'organizzazione dalla Picenum Tour.
Piazza del Popolo
Offida
La seconda edizione è andata in onda il 10 e 11 agosto 2019 nel magnifico scenario del centro storico.
Qualche nota di degustazione.
Marche Rosso Igt '17 Boschetto
14% vol.
Cantina Mrella
Prodotto solo nelle migliori annate da selezione di uve Montepulciano, diraspapigiato, fa sosta di 30-40 giorni sulle bucce, fermenta in acciaio, matura in barrique per 4-5 mesi, quindi viene rimesso di nuovo in acciaio e poi in bottiglia ad affinare per ulteriori 4-5 mesi.
Rosso rubino cupo, impenetrabile.
Naso intrigante, variamente articolato su frutto nero maturo, spezie, pepe e noce moscata, amarena, sottili toni boisèe da legno piccolo.
In bocca è caldo e avvolgente, addomesticato nel tannino riemergente nel finale, ricco di frutto, ciliegia, cioccolato fondente, materico ma non appesantito da sovrastrutture gliceriche.
Annata con una sua cifra stilistica, probabilmente meno massiccio di precedenti edizioni, ma più proiettato sull'esaltazione del tratto varietale.
Marche Igt Passerina '18
12,5% vol.
La Valle del Sole
Da uve Passerina provenienti da vigne vecchie di 45 anni, fa sosta di circa 6 mesi sulle fecce fini.
Giallo paglierino luminoso.
Quadro accattivante, contraddistinto da note di frutta bianca ed esotica, lieviti, crosta di pane, fiore di tiglio, arancia e pompelmo.
Glicerico e fresco, conferma le buone prove di precedenti annate e l'azienda come
riferimento di vertice per la tipologia.
Preferibilmente come vino d'entrèe, insalata di mare, spaghetti alle vongole; tuttavia la fragranza fruttata lo può collocare a tutto pasto su cucina di mare.
Marche Rosso Igt '15 Ozio
14,5% vol.
Irene Cameli
Da uve Montepulciano, matura 2 anni in barriques usate.
Si presenta rosso rubino cupo, concentrato.
Diretto e verticale al naso, su note d'amarena, alcolicità, spezie dolci, cannella, sottofondo di tipo erbaceo pirazinico.
In bocca la forza tannica graffia, pulisce il palato, il tratto ruvido del Montepulciano viene solo in parte addomesticato dal legno piccolo.
Note boisèe, vaniglia, frutto nero in macerazione, sensazione pseudocalorica dovuta al tenore alcolico, persistenza su toni di ciliegia sotto spirito, amarena, erbette aromatiche, completano un quadro certamente materico, sapido, che di primo acchito potrebbe anche apparire scontroso, ma che in realtà esige un minimo di tempo per poter esprimere la vera fisionomia.
Coscio d'agnello al forno, tagliata di scottona al rosmarino.
Marche Rosso Igt '15 Bordò
14,5% vol.
Poderi San Lazzaro
Da uve Grenache (nel gergo locale Bordò), uva tipica dell'area mediterranea, in via di estinzione nell'areale Piceno, recuperata e rivalorizzata nei primi anni duemila da pochi produttori locali, destinata oggi a nicchie di mercato anche in considerazione della limitata produzione.
Questo Bordò, prodotto in poco più di 1000 bottiglie, fermentato in acciaio e maturato in tonneaux per poco meno di due anni, si presenta rosso rubino compatto, tendente al granato, consistente, concentrato.
Già al naso possiamo percepire a grandi linee il tratto varietale di quest'uva ricca e selvatica, dall'acino piccolo e delicato, difficile da vendemmiare e da trattare in cantina.
I toni sono quelli della macchia mediterranea, china, rabarbaro e genziana, pietra focaia e idrocarburo, vaniglia e pan brioches dettati dai legni d'affinamento, ciliegia in confettura, spezie dolci, cannella e noce moscata.
Quadro ampio e complesso, perfetta continuità gustolfattiva.
Bocca avvolgente su note calde e burrose, spinta tannica a competere.
L'accurata selezione e le scelte di vinificazione ottengono lo scopo di addomesticare l'uva, salvaguardandone però il tratto varietale selvatico.
Ne scaturisce un vino con doti di finezza e struttura notevoli.
Tagliolini al tartufo bianco, brasati o anche da centellinare a fine pasto come vino da meditazione.

venerdì 23 agosto 2019

Marche in Vino Veritas 2019, orizzontale Castelli di Jesi Verdicchio Riserva

Marche in Vino Veritas è un evento del Comune di Offida (AP) curato nell'organizzazione dalla Picenum Tour.
La seconda edizione è andata in onda il 10 e 11 agosto 2019 nel magnifico scenario del centro storico.
Lo scopo dell'evento è quello di dare giusto e rinnovato risalto al prodotto enologico, protagonista nella storia, leva tradizionale, economica e culturale del passato, del presente e del futuro.
Una manifestazione sul vino marchigiano raccontato attraverso la capacità delle aziende vitivinicole regionali e dei loro prodotti.
Nelle due giornate di agosto sono stati programmati: laboratori sul vino, degustazioni cibo realizzato dagli Chef del territorio, visite turistiche, street food, cene a tema.
Sabato 10 agosto sulla terrazza del Palazzo Comunale affacciata su Piazza del Popolo, orizzontale di 4 etichette 2015 (annata calda) di Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg prodotte da altrettante aziende vinicole marchigiane.
Prezzi on line tra 15 e 23 euro.
A titolo informativo, ricordo che il disciplinare di produzione del Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg prevede un invecchiamento obbligatorio di almeno 18 mesi a partire dall'1° dicembre dell'anno della vendemmia.
Ha guidato magistralmente la degustazione la docente FIS (fondazione italiana sommelier) Elena Ioan.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg Vigna Novali
14% vol.
Moncaro
L'azienda riesce a dare continuità stilistica a tutta la gamma prodotti, indipendentemente dalle variabili meteo d'annata.
Questo Vigna Novali si presenta giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Coerenza gustolfattiva.
Profumi e sapori fini, mediamente intensi: fieno, anice, frutta bianca e fiori bianchi, sfumature minerali e di mandorla verde, note iodate.
Attacco in bocca arrotondato dal passaggio in legno e finale acidico.
Scampi, ostriche.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg Serra Fiorese
13,5% vol.
Garofoli Vini
Giallo paglia con qualche riflesso verde oro.
A differenza del precedente, qui i toni sono sovramaturi: glicerine, frutta cotta, crema pasticcera.
Concentrato e corposo.
In bocca coniuga struttura e finezza, proiettandosi su frutta gialla matura, susina, nota lattica allo yogurt che emerge dopo ossigenazione, mandorla tostata.
Parte sapida molto educata e carica acidica a contrappuntare l'avvolgenza.
Crostacei fritti in pasta kataifi e aceto balsamico.
- Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Utopia
14,5% vol.
Montecappone
Giallo paglia tendente al verde.
Naso diretto, verticale, contraddistinto da anice, fieno, erba tagliata, frutta matura e in macedonia, buccia d'arancia, sfumature esotiche e ananas.
La sosta sur lies rende il quadro voluttuoso, avvolgente e cremoso, ricco di frutto tropicale, frutto giallo, sfumato di vaniglia, acidico solo nel finale, discretamente lungo.
Dentice al forno.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg San Paolo
13,5% vol.
Pievalta
L'azienda vanta certificazione biodinamica.
Giallo paglierino tendente al verde.
Naso mediamente intenso, acquista maggiore espressività con l'ossigenazione, evidenziando profumi in ogni caso sottili, mineralità e pietra focaia, anice, frutta bianca.
Coerenza gustolfattiva.
In bocca è asciugante, gessoso, disidratante, citrino; va quindi abbinato a piatti succulenti, a tendenza grassa come ad esempio pasta all'uovo con tartufo estivo, culatello, pasta alla carbonara, pasta cacio e pepe.
 
Piazza del Popolo

giovedì 15 agosto 2019

Marche in Vino Veritas 2019, orizzontale Offida Pecorino

Marche in Vino Veritas è un evento del Comune di Offida (AP) curato nell'organizzazione dalla Picenum Tour.
La seconda edizione è andata in onda il 10 e 11 agosto 2019 nel magnifico scenario del centro storico.
Lo scopo dell'evento è quello di dare giusto e rinnovato risalto al prodotto enologico, protagonista nella storia, leva tradizionale, economica e culturale del passato, del presente e del futuro.
Una manifestazione sul vino marchigiano raccontato attraverso la capacità delle aziende vitivinicole regionali e dei loro prodotti.
Nelle due giornate di agosto sono stati programmati: laboratori sul vino, degustazioni cibo realizzato dagli Chef del territorio, visite turistiche, street food, cene a tema.
Sabato 10 agosto sulla terrazza del Palazzo Comunale affacciata su Piazza del Popolo, orizzontale di 4 etichette Offida Pecorino Docg annata 2015 prodotte da altrettante aziende vinicole del territorio.
Prezzi on line tra 8 e 12 euro.
Ha guidato magistralmente la degustazione la docente FIS (fondazione italiana sommelier) Elena Ioan.
- Offida Pecorino Docg Colle Vecchio
14% vol.
Tenuta Cocci Grifoni
Etichetta sottoposta di recente a restyling d'immagine, trasmette a mio parere impeccabilmente il tratto varietale.
Giallo paglia brillante.
Naso diretto, verticale, contraddistinto da mineralità sostenuta, pietra focaia, corredo vegetale, ortaggi a foglia larga e foglia di pomodoro, frutta bianca, fiori di campo, ginestra.
In bocca è avvolgente, con attacco morbido, fruttato di albicocche essiccate e finale salato.
Calore alcolico, toni sovramaturi, bella complessità.
Scampi, zuppe di pesce.
- Offida Pecorino Docg Pistillo
14% vol.
Poderi San Lazzaro
Giallo paglia con riflessi dorati.
Breve passaggio in legno al fine di stemperare i toni, nonchè d'incrementare la complessità del quadro organolettico del Pecorino d'alta collina.
Olfattivamente timido, ma solido al gusto.
Mineralità e pietra focaia, sfumature di salvia, frutta candita, ricco di carica acidica, sapido e persistente, pulisce il palato.
Crudi di mare.
- Offida Pecorino Docg Gheorgòs
13,5% vol.
Tenuta La Riserva
Giallo paglia oro.
La prolungata macerazione sulle bucce arricchisce il quadro, che risulta glicerico, laddove la parte sovramatura tende a sovrastare l'acidità.
Note di mallo di noce, mandorla, erbe aromatiche, una punta lattica al frappè.
Minore alcolicità rispetto ai precedenti.
Polenta al ragù, coniglio in potacchio.
- Offida Pecorino Docg
14% vol.
Vini San Filippo
Anche in questo caso la maturità e l'arricchimento del quadro sono non solo effetto dell'invecchiamento, ma anche delle modalità di vinificazione, poichè la criomacerazione prefermentativa delle uve diraspate può dare già nel breve periodo una fisionomia precisa.
Giallo paglia con riflessi oro.
Olfattivamente diretto e verticale, complesso e persistente al palato.
Quadro caratterizzato da frutta matura, pesca gialla e pomacea, toni lattici, sostenuto da notevole spalla acida, corredato da sentori vegetali d'erbette aromatiche e da ricordi di grappa barricata
Mineralità e pietra focaia fanno da comune denominatore.
Finale amarotico sapido.
In abbinamento su piatti importanti a base grassa o succulenta: pesce San Pietro al forno, brodetto di pesce, stoccafisso all'anconetana.
La degustazione ha confermato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che il Pecorino del sud delle Marche dà il meglio di sè a qualche anno dalla vendemmia, laddove assumendo dimensione matura, porta la cornice di frutta bianca a virare su frutta gialla o a guscio e quella minerale ad incrementare toni pietrosi ed amarotici.
Piazza del Popolo

giovedì 8 agosto 2019

Vite Nei Vicoli '19 a Ripatransone, degustazioni

Un’esperienza enogastronomica diffusa nel centro storico di Ripatransone (AP) alla scoperta delle eccellenze del territorio, insieme alle Aziende Vitivinicole ed ai Ristoratori locali.
Lezioni e degustazioni guidate, curate da Piceno Sommelier nell'incantevole scenario delle piazze e delle "rue" del Borgo.
Tutto questo è "ViteNeiVicoli" la nuova iniziativa di promozione vitivinicola a cura dell'Amministrazione Comunale, dove sapori e saperi raccontano l'anima del territorio Ripano.
Mercoledì 7 agosto 2019 abbiamo degustato:
Offida Pecorino Docg '18
13%vol.
Tenuta Santori
Giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Crosta di pane, frutta bianca, agrume, mineralità, sfumature vegetali, impattano intensi in fase olfattiva.
In bocca è sferzante di carica acidica, fruttato, ricco di polpa agrumata, frutto esotico e arancia amara accennati in chiusura.
Quadro oggi caratterizzato da toni verdi, ma destinato ad evolvere verso la maturità nel medio periodo.
Vino di qualità.
Falerio Pecorino Doc '18
13,5%vol.
Damiani Vini
Giallo paglia limpido, con riflessi verdi.
Naso mediamente intenso, caratterizzato da sensazioni di mela e banana, sfumature floreali più evidenti dopo ossigenazione, sottofondo minerale e vegetale su note di cetriolo e cellulosa.
In bocca l'aspettativa di un vino acidico e sapido, a tratti ruvido, come di solito è il Pecorino d'annata, viene in parte smentita dall'impronta morbida probabilmente dettata da piccole percentuali d'internazionale a saldo.
Quadro che risulta quindi smussato nelle pungenze e immediato, su toni di albicocca matura e nespola, caramella mou, erbette aromatiche a dare dinamicità.
A mio parere, per enfatizzare tali caratteri di avvolgenza, sarebbe preferibile degustarlo ad una temperatura di un paio di gradi superiore a quella standard di 10-11C°.
Vino di qualità, nonostante non esalti il tratto varietale.
Piceno Superiore Doc '15 Morellone
13,5%vol.
Le Caniette
Da uve Montepulciano e Sangiovese, maturato due anni circa in barrique.
Etichetta prestigiosa e punto di riferimento per gli appassionati.
Rosso rubino cupo, impenetrabile.
Sentori balsamici, amarena, la vaniglia del legno piccolo, accenni di torrefazione, frutto nero in confettura, reviviscenze speziate, macchia mediterranea, pepe e rosmarino, confezionano un quadro intrigante, ancor più ricco e complesso dopo ossigenazione.
Corposo al gusto, non appesantito da sovrastrutture gliceriche, acidico quanto basta, addomesticato nella spinta tannica.
In questa fase vengono a galla l'erbette aromatiche, il pepe e l'eucalipto a corredo dell'anima marascata, sensazioni lievi di cioccolato fondente e note amarotiche a caratterizzare il finale.
Vino di qualità.
Rosso Piceno Superiore Doc '16
14%vol.
Villa Imperium
Da uve Montepulciano e Sangiovese, maturato parte in botte grande, parte in barrique.
Rosso rubino cupo, impenetrabile.
Quadro articolato, trasmette a mio parere impeccabilmente il tratto varietale di entrambe le uve rosse regine di questo territorio: la carica polifenolica dell'uno, l'impronta selvatica dell'altro.
I toni sono maturi, contraddistinti da frutto nero, marasca sotto spirito e in confettura, spezie, erbette aromatiche, timo e rosmarino, mineralità, pietra focaia e polvere da sparo, accenni al caffè ed ematici, cuoio e tabacco, la ciliegia e il tannino prorompente a dinamizzare il finale.
Notevole coerenza gustolfattiva, complesso e severo.
Vino di carattere, d'impronta tradizionale, territoriale.
"Ciavarro"
tipica
zuppa di legumi
di Ripatransone

lunedì 5 agosto 2019

Falerio Doc Palazzi, Saladini Pilastri winery

Da uve Trebbiano in percentuale sensibilmente ridotta rispetto al solito, Passerina, Pecorino, Chardonnay, vinificato in acciaio, appare giallo paglia brillante alla vista.
Profumi intensi di frutta fresca, banana, mela golden, mineralità, cetriolo e cellulosa.
In bocca è caldo e sapido, succoso di frutto e agrumato; ben calibrato è il rapporto tra parti dure e morbide.
Accenni amarotici nel finale, così come è di prassi per la tipologia.
Un Falerio in bello stile, smussa l'impronta rusticaneggiante presente nel patrimonio genetico.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto su cucina di mare: risotto al nero di seppia, maccheroncini allo sgombro, polpi bolliti, coda di rospo in potacchio.
Favorevolissimo rapporto qualità/prezzo, così come su tutta la gamma dell'azienda di Spinetoli (AP) ormai stabilizzata su buoni standard, fondata intorno alla metà degli anni '80, operante in regime di biologico certificato sui 150 ettari coltivati prevalentemente ad autoctono Montepulciano, Sangiovese, Pecorino, Passerina, Trebbiano, per una produzione media annua di 800.000 bottiglie.
Falerio Doc '18 Palazzi
13%vol.
2° classificato nel concorso Amare il Falerio 2019
via Saladini 5, 63078 - Spinetoli (AP)
tel. +39 0736 899534
fax +39 0736 898594
e-mail: info@saladinipilastri.it
web: http://www.saladinipilastri.it/
Info Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20%.
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio-Pecorino la cui base ampelografica è Pecorino minimo 85%.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Falerio Doc considerazioni a margine.
Cenni storici
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo. Situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere. Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche di questo territorio.
Oggi
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda questo secondo aspetto, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili organolettiche, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne il tratto identitario.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, eventualmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Conclusioni
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Mi pare di poter dire che sia oggettivamente difficile realizzare oggi un progetto valido di recupero della tipologia, viste le condizioni di fatto; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto identitario di un areale vitivinicolo, fattore indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, è necessario ripartire dalle fondamenta.
Occorre cioè ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, recuperando tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.

sabato 3 agosto 2019

Amare il Falerio 15esima edizione, Porto Sant'Elpidio

Dopo la pausa dello scorso anno, riprende la manifestazione che celebra la prestigiosa Doc marchigiana del Fermano-Piceno.
Organizzatori e Sommelier Ais Marche
"Amare il Falerio 2019" è l'estensione di "Falerio una Doc d'aMare" andata in onda per quattordici anni fino al 2017.
Con formula riveduta e corretta, la quindicesima edizione mantiene inalterati i tre concorsi, ma trasferisce la sede da Villa Baruchello, al centro città per consentire maggiore coinvolgimento degli esercenti.
Tre i concorsi previsti: miglior “Falerio Doc”, miglior “Falerio Pecorino Doc” riservati alle vendemmie 2018, “Un Piatto per il Falerio” riservato ai ristoranti di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare che hanno abbinato una loro ricetta ad un’etichetta di Falerio o Falerio Pecorino.
Hanno partecipato 20 ristoranti, 25 aziende vinicole e sono stati degustati 30 vini (14 Falerio Doc, 16 Falerio Pecorino Doc).
La manifestazione è stata curata da Milena Sebastiani da quindici anni suo deus ex machina e dall'assessorato al turismo di Porto Sant'Elpidio (Fm), in collaborazione con Ais Marche responsabile della commissione d'assaggio che ha elaborato le valutazioni, Camera di Commercio Marche, Confartigianato.
Concorso "Falerio Doc":
1) Falerio Doc Campofilonis, Cantina Di Ruscio (Campofilone)
2) Falerio Doc Palazzi, Saladini Pilastri (Spinetoli)
3) Falerio Dop Alisso, Vini Firmanum (Montottone)
Concorso "Falerio Pecorino Doc":
1) Falerio Pecorino Dop Aurato, Il Conte Villa Prandone (Monteprandone)
2) Falerio Pecorino Doc Ribelle, Cantina Bastianelli (Monte San Pietrangeli)
3) Falerio Pecorino Doc Armsante, Collevite Cantina della Marca (Monsampolo del Tronto)
Menzione speciale: Falerio Pecorino Doc Premium, Casa Vinicola Geminiani (Montalto delle Marche)
Concorso "Un Piatto per il Falerio":
1) Ristorante Sudomagodo (Porto Sant'Elpidio), "pescatrice alla paprika dolce affumicata con paccasassi del trave" abbinato a Falerio Doc cantina Giacomo Centanni (Montefiore dell'Aso)
2) Ristorante Tropical (Porto Sant'Elpidio), "spaghetti alle alici" abbinato a Falerio Pecorino Doc Armsante cantina Collevite (Monsampolo del Tronto)
3) ex aequo, Ristorante Aristomatti (Porto Sant'Elpidio), "maccheroncini allo sgombro" abbinato a Falerio Doc Naumakos casa vinicola Carminucci (Grottammare)
3) ex aequo, Ponti Oscuri-La Hostaria (Sant'Elpidio a Mare), "fesa di tacchino al sale affumicato con ravanelli in agrodolce e maionese fatta in casa" abbinato a Falerio Pecorino Doc Colle Monteverde Tenute Rio Maggio (Montegranaro)
Menzione speciale: Rosticceria Anchobì (Porto Sant'Elpidio), "panino Anchobì" abbinato a Falerio Pecorino Bio Doc La Cantina dei Colli Ripani (Ripatransone)
Premio speciale: Ristorante Pizzeria Cocoon (Porto Sant'Elpidio), "focaccia semi integrale con fiori di zucca, salmone affumicato al sale, spezie, ricotta agrumata, datterini confit" abbinato a Falerio Doc cantina Giacomo Centanni (Montefiore dell'Aso).
- Falerio Pecorino Doc '18 Armsante (Pecorino)
13%vol.
Collevite Cantina della Marca
Deciso quanto basta, salino e corposo, citrino e glicerico, parametrato verso l'alto, tratto varietale, finale appagante, trasmette tutta la forza del Pecorino.
Zuppe di pesce.
- Falerio Doc '18 Campofilonis (Trebbiano, Passerina, Pecorino)
12,5%vol.
Cantina Di Ruscio
Quadro pulito, lineare, stemperato dalla percentuale di Trebbiano, fresco di frutto, accenni floreali e di frutto esotico, toni delicati.
Vino d'entrèe.

domenica 21 luglio 2019

Tre Bicchieri 2019, Vinitaly Special Edition

Nel corso della 53^ edizione di Vinitaly (Verona 7-10 aprile), grande degustazione Tre Bicchieri 2019 Gambero Rosso in Sala Argento PalaExpo (evento riservato operatori e/o invito); un'occasione da non perdere per avere un quadro delle produzioni d'eccellenza, con un unico neo perlomeno dal mio punto di vista, manifestatosi in quest'ultima edizione, di una presenza in tiratura limitata delle etichette "cult" (1-2 bottiglie al massimo, assolutamente insufficienti per soddisfare la curiosità dei numerosi visitatori).
Al di là di ciò, mi permetterei di segnalare qualche vino di particolare pregio e a seguire qualche nota di degustazione più accurata.
Ineguagliabili per capacità di coniugare struttura ed eleganza: Brunello di Montalcino Docg '13 di Piancornello (15%vol.) e Brunello di Montalcino Docg Riserva '12 Duelecci Ovest di Tenuta di Sesta (14,5%vol. rosso dell'anno per G.R.).
Straordinaria ampiezza, carnoso, quasi masticabile: Alto Adige Sudtirol Doc '15 Pinot Nero Sanct Valentin Riserva di Cantina Produttori San Michele Appiano (14%vol.).
Pulizia e cifra stilistica: Barbera del Monferrato Superiore Docg '16 Le Cave di Castello di Uviglie (14%vol. vinificato in cemento).
La profondità del vino da meditazione scaturita dai 16%vol. del colosso veneto Amarone di Valpolicella Docg Riserva '11 Leone Zardini di Pietro Zardini winery (fermentazione spontanea con lieviti autoctoni).
Note di degustazione più accurate, fatte in apertura evento:
Calabria Igt Pecorello '18 - 13%vol.
Ippolito
Azienda storica dell'areale calabrese, artefice insieme a qualche altra cantina, del recupero di questo antico vitigno autoctono.
Bellissimo colore giallo paglia luminoso con riflessi oro.
Corredo aromatico intenso, caratterizzato da frutto tropicale, sfumato di spezie, macchia mediterranea.
In bocca traspare tutta l'influenza marina del vicino Jonio; toni iodati e frutto giallo, salvia e timo, confezionano un quadro dinamico, di notevole appeal, che esalta il tratto identitario.
Faro Doc '16 - 14%vol.
Le Casematte
Nerello Mascalese 55% con saldo Nerello Cappuccio, Nero d'Avola, Nocera.
Quattordici mesi botte grande.
Rosso rubino limpido, tendente al granato, con trasparenza.
Corredo aromatico vivido, sfrutta l'escursione termica dell'areale collinare a ridosso dello stretto di Messina: garrigue, eucalipto e lampone, sottobosco, pepe nero.
In bocca è caldo e avvolgente, sapido, proiettato su toni fruttati di ciliegia.
Esprime tutta la solarità mediterranea.
Montefalco Sagrantino Docg '14 Sacrantino - 14,5%vol.
Fratelli Pardi
Cru da vigneto Pietrauta.
Quattordici mesi in legno, altrettanti in  acciaio e bottiglia.
Rosso rubino cupo, impenetrabile.
Coerenza gustolfattiva.
Prugna stramacerata, note animali, ciliegia sotto spirito, spezie dolci, sfumature vanigliate e smaltate, confezionano un quadro complesso, di grande suggestione.
Di gran corpo, con tannino graffiante così come nell'aspettativa ma non debordante.
Ammetto di avere un debole per la tipologia, però a me questa interpretazione appare esemplare.
Vino da brasati.
Montefalco Sagrantino Docg '14 Collenottolo - 14,5%vol.
Tenuta Bellafonte
Trentasei mesi in botte grande e almeno dodici in bottiglia.
Fermentazione con lieviti autoctoni.
Rosso granato scuro.
Ventaglio olfattivo che non si discosta sostanzialmente dal precedente, forse con un più pronunciato sentore di boscaglia e mirto.
In bocca i toni torrefatti e liquorosi accompagnano il frutto nero stramacerato, il tannino asciuga ruvido.
Volendo cercare il pelo nell'uovo o per meglio dire, in un esercizio di comparazione oserei dire inevitabile tra vini di una stessa Denominazione, io direi che siamo di fronte a due interpretazioni di Montefalco Sagrantino Docg differenti ma ugualmente interessanti: l'una caratterizzata da impeccabile cifra stilistica, l'altra meno preoccupata di stemperare le pungenze varietali.
Canale YouTube: https://youtu.be/qXyUk66QDUU
Vinitaly 2019 album foto Google:

sabato 13 luglio 2019

Palazzo Riccucci Wine Festival, Montappone

Dopo il grande successo della prime due edizioni, con molte novità torna la terza edizione di "Palazzo Riccucci Wine Festival" - Fiera mercato e Degustazione di vini e prodotto tipici locali.
Accompagnati dalle note della Minus Band, potrete fare un viaggio attraverso i sapori e le culture della regione marchigiana.
Un festival dedicato al vino, come si deduce dal nome, ma non solo.
Accanto alle ventidue cantine, potrete trovare un birrificio, una distilleria, un oleificio e otto produttori gastronomici.
Il tutto si svolgerà nella splendida cornice del centro storico di Montappone (Fm).
Nella passeggiata comunale infatti, saranno presenti tutte le aziende pronte a presentarvi le loro eccellenze.
Inoltre potrete godere il buffet preparato con passione dallo Chef Maicol nella terrazza di Palazzo Riccucci.
BIGLIETTO INGRESSO € 25,00 (in dotazione calice + porta calice).
Posti limitati, per info e prenotazione:
- tel.: 0734 761175
- email: info@palazzoriccucci.com
In caso di maltempo l'evento sarà annullato.
►COME ARRIVARE
Ingresso sarà adiacente alla chiesa del centro storico e alla scalinata che porta alla passeggiata panoramica. Mentre l'entrata principale di Palazzo Riccucci rimarrà chiusa. Potrete trovare le indicazioni lungo il percorso.
►Servizio navetta gratuito disponibile per tutta la serata da Piazza Roma e dalle vie principali, fino alla Piazza del centro storico.
Cantine in degustazione:
Cantina Bastianelli
Bisci Wines
Azienda Agricola Cameli Irene
Casale Vitali
Vini Centanni
Dianetti Vini
Domodimonti srl Società Agricola
Cantina Il Pollenza
Cantina La Pila
Cantina Lumavite
Cantine Moroder & Agriturismo Aiòn
Cantina Murola
Rio Maggio
Rocca di Castiglioni
Cantine Saputi
Tenuta Piano di Rustano
Cantina Tiberi David
Umani Ronchi
Azienda Agricola Vicari
Villa Imperium
Societa' Agricola Villa Lazzarini srl
Cantina Volverino
Anisetta Rosati dal 1877
Duep Birrificio Artigianale
Aziende Gastronomiche:
Az. Agricola Batassa - Edos Antico Pecorino
Az. Agricola "Castello" - Beccerica
Frantoio Ginobili
Salumi Monterotti
Gastronomia Barelli - Montemonaco
Antica Conserviera Jadis
Macelleria Lattanzi - Montappone
Ambrosia - Artigiani della natura
Lu Conde
Domenica 21 luglio 2019 dalle ore 19:30 alle 23:00
Palazzo Riccucci via Palazzo, 63835 Montappone(Fm)
0734 761175
info@palazzoriccucci.com

lunedì 8 luglio 2019

Vinitaly 2019, Onav Aspi approccio organolettico al vino.

Nel corso della 53^ edizione di Vinitaly (Verona 7/10 aprile), degustazione guidata a cura di Onav (organizzazione nazionale assaggiatori vino) e Aspi (associazione sommellerie professionale italiana) e convegno sul tema: “Approccio organolettico al vino, differente ma complementare”.
Il convegno ha cercato di focalizzare le differenze d’approccio tra le due associazioni di sommellerie.
L’una (Onav) rivolta alla standardizzazione del linguaggio e dei termini descrittivi, basilari per una valutazione di merito di tipo numerico; l’altra (Aspi) rivolta ad una sorta di disintermediazione con i fruitori del messaggio cioè i consumatori, acquisendo per quanto possibile di quest’ultimi il linguaggio nei termini descrittivi e prendendo in maggiore considerazione il fattore abbinamento.
Abbiamo degustato:
Sudtirol Alto Adige Doc Kerner ’17 Paljadium - 13,5%vol.
K.Martini & Sohn
Kerner vitigno semiaromatico altoatesino (incrocio riesling renano x schiava).
Giallo paglia tendente al verde.
Note vegetali, frutta bianca.
Approccio gustolfattivo diretto, verticale.
Bocca fresca, persistente, ma anche alcolicità e morbidezza conferiti dal Riesling.
Irpinia Doc Falanghina ’17 - 14%vol.
Consorzio Historia Antiqua
Paglierino profondo, piuttosto carico.
Buon corpo, buona intensità, meno verticale sui recettori papillari e olfattivi rispetto al precedente.
Frutta gialla e matura, mielato e ammandorlato, floreale, note agrumate, salino: impronta calda.
Riviera del Garda Classico Doc Chiaretto ’17 NotteRosa - 13%vol.
Delai Sergio
Tipologia Chiaretto come da disciplinare Riviera del Garda Doc, da uve Groppello, Marzemino, Barbera, Sangiovese.
Rosa antico, tendente al cerasuolo.
Non particolarmente intenso al naso.
Quadro gustativo leggiadro, fresco, caratterizzato da frutti rossi e lampone, di buona acidità ben bilanciata dalle glicerine, sapido, di discreta persistenza.
Eloro Nero d’Avola Doc ’15 Calauris Black - 14%vol.
Terre di Noto
Granato profondo, limpido.
Ugualmente profondo e carico è il corredo aromatico e di sapori.
Attacco morbido, note cioccolatose.
Sensazione di frutto nero macerato, humus, pepe, frutti rossi selvatici.
Nota amarotica finale e tannino granuloso danno carattere, trasmettono il tratto identitario territoriale, ma forse penalizzano la finezza.
Valtellina Superiore Docg Sassella Riserva ‘10 - 13%vol.
Casa Vinicola Pietro Nera
Nebbiolo di montagna (Chiavennasca nel gergo locale) della sottozona Sassella, maturato in botte grande;
vino quindi d'impronta tradizionale, tuttavia consistente, di grande equilibrio, oserei dire affascinante.
Rosso mattonato, con unghia aranciata.
Profondo e ampio su toni di marasca matura, pomodoro secco, marmellata di frutti rossi, variegato di spezie, chiodo di garofano, noce moscata, sfumato di fiore appassito e sentori terrosi.
Persistente e sapido al palato, con tannino polveroso ben dosato e carica acidica nel finale a contrappuntare la naturale morbidezza dei Sassella.
Fine e complesso.