sabato 16 febbraio 2019

Montefalco Sagrantino '12 Collepiano, Arnaldo Caprai

In premessa alcune informazioni di base su Montefalco Sagrantino Docg e Montefalco Doc, due denominazioni della regione Umbria che insistono sulla stessa area, corrispondente all'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia, per complessivi circa 1.000 ettari vitati e una produzione di oltre 5.000.000 di bottiglie.
La denominazione Montefalco Sagrantino fu approvata a Doc con decreto del 1979 e divenne a Docg con decreto del 1992, più volte modificato fino al 2014.
Base ampelografia esclusivamente uva Sagrantino.
Sono previste due tipologie, "secco" e "passito", che devono essere sottoposte ad invecchiamento minimo di 33 mesi a decorrere dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve, di cui, per la sola tipologia "secco", almeno 12 in legno di rovere.
E' previsto per entrambe le tipologie, un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi.
Gradazione minima 13% per la tipologia "secco", 18% per la tipologia "passito".
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a 610 ettari, per una produzione di circa 2.000.000 di bottiglie.
Si possono fare diverse ipotesi sull'origine del nome "Sagrantino", che sarebbero in ogni caso riconducibili all’ambito del sacro e del religioso, poichè tale uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti liturgici, inoltre perché anticamente era il vino che il contadino tirava fuori in occasione delle ricorrenze religiose, Pasqua e Natale.
Montefalco (Pg)
torre campanaria
La Doc Montefalco viene istituita nel 1979, successivamente modificata più volte fino al maggio 2016.
Il nuovo disciplinare della Doc Montefalco entrato in vigore dalla vendemmia 2016 è riferito a 4 tipologie di vino:
– Montefalco Bianco Doc – Montefalco Grechetto Doc – Montefalco Rosso Doc – Montefalco Rosso Doc Riserva.
• Montefalco Bianco Doc, uva Trebbiano Spoletino non inferiore al 50%; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Grechetto Doc, minimo 85% uva Grechetto; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Rosso Doc, uva Sangiovese dal 60 al 80%, uva Sagrantino dal 10 al 25%, altre uve rosse come da elenco regionale da 0 a 30%.
Il periodo di invecchiamento obbligatorio in quest'ultima tipologia è di almeno 18 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, mentre per il rosso “Riserva” occorrono almeno 30 mesi con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui 12 in botti di legno.
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 410 ettari, per una produzione di circa 3.900.000 bottiglie.
bariccaia Caprai
Ennesima conferma per questa prestigiosa etichetta di Montefalco Sagrantino Docg Collepiano dell'annata 2012.
Occorre premettere che l’uva Sagrantino, autoctona della regione Umbria, quasi scomparsa dai vigneti umbri negli anni ‘60, fu recuperata grazie all’impegno di alcuni coraggiosi vignaioli.
Arnaldo Caprai, riconosciuta oggi come azienda leader nella produzione di Sagrantino, fu tra gli artefici della sua riscoperta all’inizio degli anni ’70.
Il vitigno dà origine a vini tannici, potenti, ricchi di polifenoli e antocianine, adatti all'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Collepiano esalta tali caratteri.
Maturato in barriques per 22 mesi, affinato per 8 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino profondo, impenetrabile.
Quadro complesso, dinamico, si modifica con l'ossigenazione.
I descrittori colgono l'evidenza della ciliegia sotto spirito e l'ampio corollario fatto di spezie, liquirizia, sentori animali e muschiati, cuoio, frutto nero in confettura, accenni fumèe e polvere di caffè in retrogustativa.
Poderoso e fine, gratifica a lungo il palato.
Il calibrato uso dei legni si rivela essenziale per addomesticare la prorompenza tannica che caratterizza il finale.
Riceve il massimo riconoscimento dalle principali guide vini 2017 italiane.
In abbinamento su:
coscio d'agnello al forno
località Torre di Montefalco, 06036 Montefalco (PG)
Tel. 0742/378802 - Fax 0742/378422 - email: info@arnaldocaprai.it

giovedì 14 febbraio 2019

Tipicità protagonista alla BIT

Alla Borsa Internazionale del Turismo svelato il palinsesto 2019.
La BIT lancia un anno di Tipicità.
A Milano la “comunità delle eccellenze”, ossia i numerosi partners di Tipicità, ha incontrato la stampa nazionale in occasione della BIT-Borsa Internazionale del Turismo, per anticipare l’intenso 2019 del “brand ombrello” Tipicità.
Si comincia con il Festival di Fermo.
Dal 9 all’11 marzo va in onda un kolossal esperienziale, l’edizione numero ventisette di Tipicità, che avrà il suo cuore pulsante nell’innovativa struttura del Fermo Forum.
Tipicità è uno strumento per aprire il territorio ai rapporti internazionali. – ha dichiarato Francesco Trasatti, Vicesindaco di Fermo - Sempre di più la manifestazione, che si svolge da ventisette anni a Fermo, è in grado di creare rete all’interno del territorio, ma con una forte propensione a sviluppare legami con altre realtà italiane e dal resto del mondo”. “Inoltre, come ogni grande kermesse, anche Tipicità ha il suo dopofestival e connette la sede del Fermo Forum con musei, attività commerciali ed attrattive della città, attraverso il palinsesto Tipicità in The City.”.
Tre ambienti ad indicare la rotta per il visitatore: in primis cibo, poi making e turismo di scoperta.
Tipicità esplora il “vivere all’italiana” con un’operazione di coinvolgente outing delle migliori attrattive dei territori, da gustare con curiosità ed apertura nei confronti del “futuro buono”.
A catturare l’attenzione saranno i focus sul biologico, i percorsi tra bollicine e vitigni antichi, l’effervescenza delle birre artigianali, i prodotti di supernicchia, nutraceutica e biodiversità, il cibo del futuro.”, ha evidenziato Angelo Serri, direttore della manifestazione. “Prestigiosi chef, provenienti dall’Italia e dal mondo, animeranno la spettacolare Accademia, la Sala Bio racconterà storie di persone intimamente legate all’ambiente naturale, dalla nuova area Grembo usciranno visioni future. E, a seguire, tante iniziative nel Teatro dei Sapori, nel Bio Garden e nelle aree focus&forum”.
A solleticare curiosità e papille gustative anche le proposte della mitica Creta realtà ospite estera, della toscana San Miniato (Pi), che ha partecipato alla presentazione in BIT con la vicesindaco Chiara Rossi, insieme a contributi di tante altre comunità dall’Italia e dal mondo.
Dal 16 al 19 maggio, Ancona ospita Tipicità in blu, giunta alla sua sesta edizione.
Con Tipicità in blu la città di Ancona si proietta nella blu economy, valorizzando i tanti settori ad essa collegati.”, ha sottolineato il Vicesindaco Pierpaolo Sediari, aggiungendo: “Enogastronomia e turismo in primis, ma anche cultura, rapporti internazionali, cantieristica e nautica da diporto. Anche quest’anno, infatti, è in programma la sailing chef presso l’approdo turistico di Marina Dorica, una regata con concorso di cucina a bordo che registra ad ogni edizione un incremento di equipaggi partecipanti”.
Cucina marinara al centro dell’attenzione, con il Blu Village allestito dinanzi al Mercato Ittico.
La Mole Vanvitelliana, cuore culturale ed artistico di Ancona, ospita un intenso e variegato programma.
A Marina Dorica protagonista la “Sailing chef”, originale regata a vela con concorso di cucina a bordo.
Nei locali della città, Menù in blu ed Aperiblu.

Altri contributi durante la presentazione di Milano anche da parte degli assessori: Ruben Cittadini di Castelfidardo, la città della musica e della battaglia; Rita Soccio di Recanati, che ha illustrato le attività in programma per celebrare i duecento anni dell’Infinito leopardiano; Angelica Sabbatini di Porto Recanati, con le iniziative del brodetto e dei cinquant’anni dall’allunaggio; Elisabetta Baldassarri di Porto San Giorgio, che ha presentato gli eventi per la promozione delle tradizioni marinare; Gioia Corvaro, che ha evidenziato le attività culturali e gli scambi internazionali di Sant’Elpidio a Mare.
Presenti anche alcuni partner del circuito di Tipicità che hannno spiegato, dal loro punto di vista, le attività che si andranno a sviluppare.
Daniela Bernardi di OTS, gruppo marchigiano ramificato in tutto il mondo e specializzato nel supporto all’internazionalizzazione; Alberto Fasciani, dell’omonima azienda che opera nell’alta gamma delle calzature; Massimo Di Giacomo, della Anek Lines Italia, che ha favorito la presenza alla prossima edizione di Tipicità dell’isola di Creta.
Poi l’alta tecnologia web di HRM ed i servizi di trasporto “su misura” di Nero Servizi.
Da maggio a novembre in onda anche il Grand Tour delle Marche, il circuito che racconta le Marche attraverso gli eventi, soprattutto enogastronomici e del “saper fare”.
Una mappa che stimola l’ospite ad avventurarsi in profondità nel territorio, con le sue esclusive tradizioni, la geniale sapienza della manualità, la gioiosa atmosfera della festa, ma anche con proposte turistiche su misura ed una piattaforma web altamente innovativa.
Ed ancora, iniziative che si promuovono vicendevolmente scambiandosi gli artisti-artigiani, veri protagonisti degli eventi.
Info: 0734/277893
segreteria@tipicita.it

martedì 12 febbraio 2019

Bolgheri Sassicaia '04, Tenuta San Guido

Tenuta San Guido di proprietà della nobile famiglia Incisa della Rocchetta fino dagli anni '20, prende il nome da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo e avo del conte Giuseppe della Gherardesca fondatore della Tenuta ai primi del '900.
Si trova sulla costa etrusca tra Livorno e Grosseto, nella Maremma Toscana: 2500 ettari estesi per 13 chilometri dal mare fino alle colline.
Comprende: Sassicaia, Scuderia Dormello Olgiata, Oasi di Bolgheri.
I vigneti di Tenuta San Guido arrivano fino a 400 metri sulla collina e hanno una superficie complessiva di circa 90 ettari, 75 dei quali per il Sassicaia; quest'ultimi così vocati, da meritare una Doc propria (Doc Bolgheri Sassicaia è l’unica in Italia ad essere inclusa interamente in una proprietà).
Negli anni '40 il marchese Mario Incisa della Rocchetta decise di dar vita al progetto del gran vino di taglio bordolese, affinato in barrique secondo lo stile francese, intuendo un'affinità tra il contesto pedoclimatico locale (microclima, terreno sassoso) e quello transalpino della zona di Bordeaux.
Dal 1948 al 1967 il Sassicaia rimase dominio strettamente privato e fu bevuto solo nella Tenuta.
L'annata 1968 segnò l'inizio della collaborazione con Giacomo Tachis e fu la prima ad essere commercializzata.
Nel 1985 cominciarono ad arrivare i primi riconoscimenti da parte della critica specializzata internazionale.
Oggi Sassicaia è diventato uno dei simboli del Made in Italy nel mondo.
Sassicaia 2015 è il vino migliore del mondo, secondo gli esperti della prestigiosa rivista Wine Spectator che lo pongono sul gradino più alto del podio della "Top 100" 2018.
Bolgheri Sassicaia Doc '04
alcool 13,5%
age drink 2012-2023
Tenuta San Guido
85% Cabernet Sauvignon, 15% Cabernet Franc.
Vinificazione in acciaio a temperatura controllata intorno ai 30°-31°C.
Circa due settimane di macerazione sulle bucce, con vari rimontaggi e délestages.
Malolattica in acciaio.
Invecchiato in barriques di rovere francese (un terzo nuove) per una durata di 24 mesi.
Prima di essere commercializzato, viene ulteriormente affinato per sei mesi in vetro.
Rosso granato con lieve riflesso aranciato sul bordo.
Quadro integro.
Particolarmente intrigante il profilo aromatico: di lunga persistenza retronasale, ampio, complesso, salda impronta varietale e pirazine, sentori catramosi di vino datato, amarena, sfumature tartufate e fumèe.
La ricca materia trova nella carica acidica ancor oggi ben percepibile, adeguato contrappunto al palato.
Ciliegia e componente sapida sono in primo piano, miele d'acacia, pan brioches, tabacco e cioccolato fondente, a corollario.
Quadro di grande suggestione, equilibrio, finezza.
Annata eccellente, a mio parere valutabile intorno ai 96/100.
Tenuta San Guido
Località Le Capanne 27, 57022 Bolgheri (LI)
Tel. +39 0565 762003
Fax +39 0565 762017
info@tenutasanguido.com
www.tenutasanguido.com
Strada Provinciale Bolgherese, 57022 Castagneto Carducci (LI)

sabato 9 febbraio 2019

Italian Show Cooking Contest, terza edizione, Bologna

Bologna, 8 febbraio 2019 - Dopo il successo dello scorso anno ritorna l'Italian Show Cooking Contest, la competizione sportivo culinaria, giunta quest'anno alla terza edizione.
L'evento, patrocinato da Panorama Chef, Eden Viaggi, Top Target, Fico Eataly World e Accademia Italiana Chef, si terrà a Fico Eataly World di Bologna, il 13 Marzo 2019.
L'evento, la cui iscrizione è gratuita, è rivolto a cuochi e chef che dovranno mettersi in gioco per dare prova delle loro capacità sullo Show Cooking.
I partecipanti verranno valutati secondo precisi criteri richiesti per lavorare all’estero.
GLI SCOPI DEL CONTEST
Il professionista della cucina italiana è una figura sempre più richiesta dal mercato del lavoro estero. La qualità della nostra cucina è infatti data dalla ricetta, dall'eccellenza degli ingredienti, ma anche dalle competenze dello Chef italiano. Per questo il contest ha 2 precisi scopi: - Selezionare alcuni professionisti della Cucina Italiana che andranno lavorare nei migliori villaggi turistici del mondo. - Porre l’attenzione sul concetto di “Tutela della Qualità della Cucina Italiana nel Mondo” come una sinergia tra ricette e cultura, ingredienti d’eccellenza, professionisti della cucina e dell’ospitalità, marketing e comunicazione.
SVOLGIMENTO DEL CONTEST
I concorrenti dovranno esibirsi in uno Show Cooking, incentrato sui primi piatti classici della cucina italiana. Saranno suddivisi in due manches e verranno proposte due ricette, una per ciascuna manche. Il titolo della ricetta sarà tenuto segreto fino all’inizio della manche. I concorrenti avranno a disposizione alcuni ingredienti di alta qualità forniti da FICO, inizialmente chiusi in una mistery box che potranno aprire solo dopo che il giudice avrà dato il via. Tra gli ingredienti inseriti, anche alcuni “intrusi” per saggiare la conoscenza delle ricette classiche della cucina italiana e per dare la possibilità di varianti creative. Durante la prova a tempo, ciascun partecipante dovrà preparare il primo piatto, esaltandone i sapori e le consistenze. I partecipanti dovranno dare prova delle loro capacità e delle competenze richieste per essere un valido Rappresentante della nostra cucina all’estero.
PARAMETRI DI VALUTAZIONE
La Giuria, composta da professionisti, valuterà le opere tenendo conto di parametri precisi. Oltre al gusto e alla cura estetica del piatto, saranno valutate la capacità di adeguamento agli ingredienti disponibili, l’attinenza alla ricetta classica, l'organizzazione del lavoro, l’esibizione durante la preparazione e la capacità di rapportarsi in lingua straniera. Le lingue richieste sono l'inglese o lo spagnolo.
I PREMI MESSI IN PALIO
1° Classificato: coppa “Best Italian Show Cooking Chef 2019“, contratto di lavoro stagionale con Top Target all’interno di uno degli Eden Village e la possibilità di segnalare una preferenza di destinazione rispetto a quelle disponibili dove poter lavorare, la giostra di FICO con menù “Ghiottone”.
2° Classificato: coppa di secondo classificato, contratto di lavoro stagionale con Top Target all’interno di uno degli Eden Village e la giostra di FICO con menù “Forchetta”.
3° Classificato: coppa di terzo classificato, contratto di lavoro stagionale con Top Target all’interno di uno degli Eden Village e la giostra di FICO con menù “Degustatore”.
ITALIAN SHOW COOKING CONTEST 2019: I PROMOTORI
- Panorama Chef, magazine online specializzato sulla Ristorazione Professionale. Panorama Chef è promotore dell'Italian Show Cooking Contest organizzatore del comitato scientifico composto da rappresentanti dei partners, in collaborazione con Eden Viaggi, Top Target, FICO e Accademia Italiana Chef.
- Eden Viaggi, Tour Operator Internazionale noto per l’estrema Qualità delle sue proposte turistiche. Eden è particolarmente sensibile alla qualità della cucina e dà disponibilità ad accogliere i primi tre classificati nelle brigate dei suoi Eden Village all’estero.
- Top Target, un’azienda di spicco nel panorama europeo, stretta collaboratrice delle più grandi realtà del mondo turistico. Top Target è specializzata nella selezione e gestione delle risorse umane per le grandi realtà ricettive e ristorative del mondo: catene di ristoranti, grandi villaggi turistici e i più importanti Tour Operator internazionali.
- Fico Eataly World è il parco agroalimentare più grande del mondo. Fico ospiterà il contest all’interno delle sue aule didattiche e fornirà ingredienti di eccellenza per la realizzazione dei piatti del contest.
- Accademia Italiana Chef, scuola di cucina professionale di grande influenza sul panorama formativo italiano e molto attiva nella creazione di sinergie tra il mondo accademico e quello lavorativo. Grazie all’esperienza maturata nelle relazioni con i vari paesi esteri, darà un importante supporto organizzativo.
Per iscriversi:
Per ulteriori informazioni:

giovedì 7 febbraio 2019

Anteprima Sagrantino 2015, Montefalco

L’annata del Montefalco Sagrantino Docg 2015 verrà presentata nel corso di Anteprima Sagrantino 2015 a Montefalco (Pg), dal 18 al 20 febbraio 2019; evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco.
Tasting, visite in cantina, approfondimenti, iniziative e masterclass caratterizzeranno questa 3 giorni per un focus completo su Montefalco, le sue aziende ed i suoi produttori: l’obiettivo è il coinvolgimento attivo delle cantine e della realtà produttive di Montefalco, per una panoramica completa sulla nuova annata e sulle capacità evolutive del Montefalco Sagrantino Docg.
Filippo Antonelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, dichiara: "Anteprima Sagrantino è uno strumento dedicato alle nostre realtà produttive, un'importante occasione di promozione e di valorizzazione del territorio nella sua interezza, attraverso un'attività di incoming di stampa nazionale ed internazionale per coltivare con sempre maggiore assiduità il binomio vino-territorio, perché Montefalco e l’Umbria in generale non sarebbero le stesse senza i nostri vini e viceversa. Inoltre quest'anno celebriamo i 40 anni dal riconoscimento delle denominazioni Montefalco Doc e Montefalco Sagrantino Docg, istituite nel 1979, testimonianza di un lungo ed importante processo di osmosi tra vitivinicoltura e territorio da valorizzare e tutelare sempre di più, da rafforzare evento dopo evento, iniziativa dopo iniziativa".
(fonte: www.carlozucchetti.it)
Degustazioni, visite guidate, il concorso nazionale Sagrantino nel Piatto, la finale del Gran Premio del Sagrantino per sommelier, Etichetta d’Autore, sono gli appuntamenti che caratterizzeranno l’Anteprima Sagrantino 2015, un evento che ruota intorno ai vini del Montefalco ed in particolare al Sagrantino Docg 2015.
Manifestazione riservata alla stampa e agli operatori del settore.
Programma, espositori, accrediti: www.consorziomontefalco.it

martedì 5 febbraio 2019

Chianti Lovers 2019, Firenze

Domenica 10 febbraio 2019 torna Chianti Lovers, ottava edizione.
Dopo l'enorme successo della scorsa edizione, torna alla Fortezza da Basso di Firenze l'appuntamento più atteso dell'anno dagli amanti del vino e non solo.
Oltre 150 aziende in vetrina per l'Anteprima annata 2018 e Riserva 2016, promossa dal Consorzio Vino Chianti e dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano.
Dalle ore 16:00 alle ore 21:00 porte aperte al grande pubblico, ai #chiantilovers e agli appassionati di #morellinodiscansano per la grande degustazione.
Ingresso dalle ore 9:30 per giornalisti, operatori del settore e sommelier
Protagonisti saranno dunque, sul fronte del Chianti, i vini delle aziende del Consorzio e dei Consorzi di Sottozona (Rufina, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Montalbano, Colline Pisane, Montespertoli) oltre alle etichette di venticinque cantine maremmane per il Morellino di Scansano.
E’ vietata la somministrazione ai minori di 18 anni.
I minori non possono accedere, anche se accompagnati da adulti.
Gli animali non possono entrare.
Fortezza da Basso
Viale Filippo Strozzi, 1, 50100 Firenze
Ingresso: € 15
Ticket on line: www.boxofficetoscana.it
Info, accrediti:
T +39 055 333600 - F +39 055 333601 - press@consorziovinochianti.it
www.consorziovinochianti.it
www.consorziomorellino.it

domenica 3 febbraio 2019

SorgentedelvinoLive 2019, Piacenza

Undicesima edizione per Sorgentedelvino Live - salone dei vini naturali, di territorio e tradizione, per incontrare e conoscere 150 vignaioli italiani ed europei che hanno scelto il rispetto della terra, delle tradizioni, delle persone.
Degustazione e vendita diretta di oltre 800 vini naturali e da agricoltura biologica o biodinamica, accompagnata da cibi unici dei migliori artigiani.
Tre giorni di festa, lavoro, assaggi, degustazioni, approfondimenti, per crescere e divertirsi insieme.
Un viaggio attraverso profumi e sapori, territorio dopo territorio, per riscoprire quell’Italia meravigliosamente ricca di differenze, di sapori autentici, di tradizioni vitali e radicate.
SAB 9 ore 12:00 - 20:00
DOM 10 ore 10:00 - 20:00
LUN 11 ore 12:00 - 20:00
Ingresso: € 15
Piacenza Expo - Quartiere Fieristico di Piacenza
Frazione Le Mose - Via Tirotti 11, 29122 Piacenza
0523 602711
info@piacenzaexpo.it
Organizzato da Sorgentedelvino.it
348 7186660
live@sorgentedelvino.it
Programma, aziende partecipanti, biglietti, contatti:
https://sorgentedelvinolive.org/it/

mercoledì 30 gennaio 2019

Anteprima Amarone 2015, Verona

Appuntamento il 2, 3, 4 febbraio 2019 con “Anteprima Amarone 2015” presso Palazzo della Gran Guardia – Verona.
Sedicesima edizione.
Aziende:
Accordini Stefano
Albino Armani
Aldegheri
Antiche Terre Venete
Benedetti Corte Antica
Bertani
Bolla
Boscaini Carlo
Bottega
Ca’ Botta
Ca’ Dei Frati
Ca’ La Bionda
Ca’ Rugate
Cantina Valpantena Verona
Capurso
Ceschi Brugnoli
Clementi
Corte Archi
Corte Figaretto
Corteforte
Cottini – Monte Zovo
Cà Dei Maghi
Dal Cero in Valpolicella
Domini Veneti
F.Lli Degani
Falezze di Luca Anselmi
Fasoli Gino
Fattori
Flatio
Gamba
Gerardo Cesari
Giacomo Montresor
Giovanni
I Tamasotti
Ilatium Ilatiumla
La Collina dei Ciliegi
Le Bignele
Le Guaite di Noemi
Marinella Camerani
Massimago
Monte Del Frà
Monteci
Novaia
Pasqua Vigneti e Cantine
Recchia
Riondo-Collis
Roccolo Grassi
San Cassiano
Santa Sofia
Santi
Sartori
Scriani
Secondo Marco
Selùn di Marconi Luigi
Tenuta Chiccheri
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani
Tinazzi
Valentina Cubi
Vigna ‘800
Vigneti di Ettore
Villa San Carlo
Villa Spinosa
Zanoni
Zeni 1870
Zýmē Zýmē

Orari e costo:
2 febbraio 2019
– Evento inaugurale chiuso al pubblico, dedicato a stampa e media – dalle 9:30 alle 17:00
3 febbraio 2019
– Evento aperto al pubblico – dalle 10:00 alle 19:00. Biglietto di ingresso: 40,00 euro (35,00 euro con acquisto online)
4 febbraio 2019
– Evento riservato agli operatori di settore – dalle 10:00 alle 17:00. Biglietto di ingresso: 40,00 euro (30,00 euro con acquisto online).
Il biglietto comprende: degustazione di vino presso i banchi d’assaggio delle aziende, assaggio di prodotti gastronomici nell’area riservata.
I biglietti sono disponibili online (fino alle 23.59 di venerdì 1 febbraio) e in loco durante i giorni dell’evento, secondo disponibilità.

Palazzo della Gran Guardia,  Piazza Bra, 1
37121 Verona VR
Per info:
anteprimaamarone.it

martedì 22 gennaio 2019

Birraio dell'Anno 2018, risultati concorso

Marco Valeriani del birrificio Hammer vince il titolo di Birraio dell'Anno 2018.
Per la seconda volta in tre anni il premio che riconosce il miglior produttore italiano viene consegnato a Marco Valeriani del bergamasco Hammer.
Nella categoria Emergenti trionfa Luca Tassinati del birrificio umbro Altotevere.
In dieci anni di storia il premio nazionale Birraio dell'Anno, che riconosce il miglior produttore di birra italiano, non era mai stato consegnato due volte alla stessa persona.
Riesce nell’impresa Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa d’Adda (BG) che si aggiudica l’edizione 2018 del prestigioso titolo individuato grazie al voto di cento esperti italiani interpellati dal network Fermento Birra.
Il premio annunciato come tradizione dal palco del teatro Tuscany Hall di Firenze, durante la tre giorni del festival, ha visto così andare in onda, la replica del 2016.
Se ai due primi posti ricordati, si aggiunge il secondo posto dell'edizione 2017, il quadro appare evidente: se il Birraio dell'Anno è il pallone d'oro della birra, Marco Valeriani è il Cristiano Ronaldo dei birrai.
In effetti per la maggior parte degli addetti ai lavori Marco è il prototipo del birraio perfetto: unisce al rigore e alla professionalità - ha un trascorso da addetto al controllo della qualità in Ferrero - che si traduce in birre dalla costanza ineccepibile, lo studio, la ricerca continua e la passione.
Un mix esplosivo innescato, è doveroso ricordarlo, dagli investimenti della famiglia Brigati, soci fondatori, che si sono concretizzati in tecnologia di livello e un team affiatato e che ha dato vita ad un fenomeno produttivo conclamato da critica e pubblico.
Hammer è il riferimento indiscusso per le birre luppolate e se Wave Runner e Killer Queen, sono ormai degli standard nella categoria delle IPA, non sono mancate durante il 2018 birre occasionali degne di nota sia rilasciate nella linea sperimentale Workpiece, sia con il filone chiamato semplicemente American IPA: una gamma dove il birraio si è divertito a riproporre la stessa ricetta cambiando però di volta in volta la luppolatura.
Ma rinchiudere le produzioni di Marco Valeriani all’interno del campo, seppur ampio, delle luppolate d'ispirazione americana sarebbe riduttivo.
In gamma, ed è uno dei motivi che sicuramente lo ha portato alla vittoria, trovano posto stili più disparati: dalle belghe Blanche e Saison alle tedesche Kölsch e Pilsner.
Senza dimenticare birre dai toni dark, un territorio produttivo dove soprattutto nell’ultimo anno Marco si è spinto con successo rilasciando sia etichette di ispirazione teutonica come le Schwarzbier, che di orientamento anglosassone come le Stout, declinate nelle numerose varianti.
Per quanto riguarda il podio, grande soddisfazione per il laziale Ritual Lab che vede il suo birraio Giovanni Faenza sfiorare la vittoria dopo aver conquistato il premio come Birraio Emergente solo l’anno scorso, mentre Luigi D’Amelio di Extraomnes si conferma ai piani alti della classifica conquistando per il secondo anno di fila il terzo posto.
Seguono il laziale Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop, quarto, e Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio marchigiano MC77, quinti ex aequo con Emanuele Longo del lombardo Lariano.
Birraio Emergente.
Si aggiudica invece il titolo di Birraio Emergente 2018, conferito a quel produttore con meno di due anni di esperienza alla guida di un birrificio, Luca Tassinati del birrificio umbro Altotevere di San Giustino (PG) che dopo qualche anno alla guida della beer firm Monkey Beer, ha preso il timone produttivo di un progetto solido che, se pur giovane, nell’ultimo anno ha cominciato a dare i suoi frutti con ricette eclettiche, che abbracciano stili molto differenti tra loro, eseguite sempre magistralmente.
Da segnalare anche il secondo posto del romano Umberto Calabria del birrificio Jungle Juice Brewing, seguito al terzo da Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV).

CLASSIFICA BIRRAIO DELL’ANNO 2018
1° Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa D’Adda (BG)
2° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
3° Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
4° Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
5° Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC) (ex aequo)
5° Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC) (ex aequo)
7° Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)
8° Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio (FM)
9° Mauro Salaorni del birrificio Birra Mastino di San Martino Buon Albergo (VR)
10° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
11° Marco Ruffa del birrificio CR/AK di Campodarsego (PD)
12° Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
13° Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria
14° Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto di Trecate (NO)
15° Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
16° Luana Meola e Luca Maestrini del birrificio Birra Perugia di Perugia
17° Marco Sabatti del birrificio Porta Bruciata di Rodengo Saiano (BS)
18° Valter Loverier del birrificio Loverbeer di Marentino (TO)
19° Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
20° Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)

CLASSIFICA BIRRAIO EMERGENTE 2018
1° Luca Tassinati del birrificio Altotevere di San Giustino (PG)
2° Umberto Calabria del birrificio Jungle Juice Brewing di Roma
3° Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV)
4° Adriano Giulioni del birrificio Babylon di Folignano (AP)
5° Alessandro Sanna e Federico Bianco del birrificio Bellazzi di San Lazzaro di Savena (BO).
Birraio dell’Anno è un evento realizzato da Fermento Birra con il supporto tecnico di Rastal, con la collaborazione di Mr Malt, Lallemande e J-Software.
Media partner: Fermento Birra Magazine, The Florentine e Controradio.
Sito: www.birraiodellanno.it

post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2018/12/birraio-dellanno-2018-firenze.html

domenica 20 gennaio 2019

DeCo risorsa identitaria del territorio, convegno a Porto San Giorgio

“De.Co. risorsa identitaria”, sabato 19 gennaio 2019.
Porto San Giorgio presso Villa Bonaparte, convegno e degustazione.
Un paio di riflessioni sul tema.
In primo luogo io direi che se solo oggi si sente il bisogno di un coordinamento per la valorizzazione delle identità territoriali, evidentemente dipende dal fatto che ciò non è stato fatto in passato.
In ogni caso, meglio tardi che mai e ben vengano tali momenti di approfondimento.
In secondo luogo ed entrando nel merito, io direi che una De.Co. (denominazione comunale d'origine) assume importanza se non rimane fine a se stessa, ma sia invece concepita come base fondante per la realizzazione di un più vasto progetto turistico organico con valenza comprensoriale.
A mio parere questo progetto, non può che essere preso in carico altro che da un "corpo intermedio", il quale a differenza dell'ente pubblico territoriale, avrebbe la possibilità di attrarre finanziamenti e disporrebbe di know-how consolidato.
In sostanza un unico brand, fatto di iniziative, eventi, strutture e infrastrutture, il quale solo, potrebbe affrontare le sfide di mercato, poiché avrebbe la capacità di dare univocità alla parcellizzazione.
Viceversa se così non fosse, lo sforzo per la ricerca di strumenti volti a definire e valorizzare le singole identità, come appunto possono essere le denominazioni comunali d’origine, rimarrebbe effimero e con scarsa capacità di incidere sullo sviluppo economico dei territori.
In altre parole, una De.Co. andrebbe concepita non come un punto d'arrivo, ma come un punto di partenza.
Un modello di governance affidata a "corpi intermedi", che a mio parere si rivela vitale a livello periferico, in realtà si appresta ad essere introdotto anche a livello centrale, come propulsivo del sistema Italia sul mercato globale.
Foto, video, convegno, degustazioni.
Relazioni convegno:
Nicola Loira ed Elisabetta Baldassarri rispettivamente sindaco e assessore turismo di Porto San Giorgio (Fm), Davide Dellonti sindaco di San Lorenzo in Campo (PU), Maurizio Mangialardi presidente Anci Marche, Silvia Badriotto (Strategie di comunicazione e marketing delle tipicità comunali), Alberto Felici (Analisi di valorizzazione De.Co. nelle aree disagiate), consigliere regionale Federico Talè (Comunicazione e ipotesi di regolamentazioni unitarie), presidente dell’Unpli Mario Borroni (De.Co. e Pro Loco valore identitario comunale), presidente dell’associazione “Chi mangia la foglia” Noris Rocchi, sindaci dei comuni di Falerone, Grottazzolina, Lapedona, Massignano, Montedinove.
L’incontro è stato coordinato dal giornalista Andrea Braconi.

martedì 15 gennaio 2019

Grandi Langhe 2019 ad Alba, quarta edizione.

“48 ORE” DI GRANDI LANGHE DOC E DOCG:
AD ALBA IL 28 E IL 29 GENNAIO 2019 AL VIA LA QUARTA EDIZIONE
Un’unica location e un focus di due giorni per degustare tutte le nuove annate in anteprima:
queste alcune delle novità della nuova edizione di Grandi Langhe.
La quarta edizione di Grande Langhe Doc e Docg, in programma il 28 e il 29 gennaio 2019, è già un evento per gli operatori di settore italiani e stranieri.
Non solo per il numero di vini proposti, grazie all’introduzione di quelli a Denominazione d’Origine Controllata, ma perché sarà l’occasione di degustare anche le nuove annate del Barolo (2015), Barbaresco (2016) e Roero (2016).
Oltre 250 cantine, 1.500 etichette in degustazione, buyer, sommelier, enotecari e professionisti del vino provenienti da tutto il mondo.
Sarà anche una edizione ricca di novità: cambiano infatti location, periodo e numero di giorni.
Grandi Langhe sarà infatti interamente ospitata ad Alba (Cn), la capitale del vino e del tartufo bianco, scelta in quanto cuore pulsante e punto di riferimento di questa terra dove da secoli la viticoltura è l’anima dell’economia.
Inoltre, l’altra grande novità introdotta dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è l’anticipo dell’evento al mese di gennaio che consentirà ai professionisti di settore e ai giornalisti (a cui la rassegna è riservata) di degustare per primi in assoluto le nuove annate direttamente nei territori che hanno dato loro vita e prima che abbia inizio la stagione delle grandi fiere internazionali.
Una vera e propria anteprima, quindi, che grazie ad un’unica location e alla presenza di tutti i vini in entrambe le giornate, consentirà ai partecipanti di non dover scegliere e di non perdersi nulla di questa nuova “48 ore”.
Ad Alba gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle diverse cantine: una divisione territoriale ordinata, per consentire ai partecipanti di apprezzare la varietà del prodotto, frutto dell’appassionato lavoro sulle colline della zona degli uomini e delle donne delle Langhe.
Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni geografiche (MGA) di Barolo, Barbaresco, Roero e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio.
Come accade dal 2013, sono previste degustazioni di numerose tipologie ed etichette e soprattutto sarà possibile confrontarsi direttamente con i produttori, in grado come nessun altro di raccontare origine, passione, tradizione che si mescolano in ogni singola bottiglia generata nella terra dei vini: le Grandi Langhe.
www.grandilanghe.com
Palazzo Mostre e Congressi, Piazza Medford 3.
L'evento è riservato agli operatori e professionisti di settore.
Data di chiusura delle iscrizioni: 20 gennaio 2019.

domenica 13 gennaio 2019

MonteSchiavo, Lucchetti, UmaniRonchi, MarcheWineriesVideo

Nel video d’archivio, realizzato in occasione di Cantine Aperte 2009, la visita a tre Aziende Vinicole in provincia di Ancona, oggi più che mai protagoniste nel panorama vitivinicolo della regione Marche.
Panoramica Mare Adriatico e Promontorio Monte Conero
L’Azienda Monte Schiavo si trova a Maiolati Spontini, nel cuore della produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Fa parte del Gruppo Pieralisi specializzato nella produzione di macchine industriali, tra i brand più in vista dell’imprenditoria regionale.
Nasce nel 1978 come Cooperativa Agricola e solo dal 1995 appartiene alla famiglia Pieralisi.
Dispone di oltre 105 ettari di vigneto, coltivato prevalentemente a Verdicchio, Montepulciano, Sangiovese, ma anche con uve internazionali, per una produzione media annua di 950.000 bottiglie.
Oltre una ventina le etichette, tra cui segnalo Verdicchio Castelli di Jesi Doc Classico Superiore “Pallio di San Floriano” e Marche Rosso Igt Adeodato.
La gamma dei prodotti comprende anche Olio Extravergine di Oliva proveniente dal frantoio Monte Schiavo, ottenuto da oliveti propri e impiegando macchinari della società Pieralisi.
Monte Schiavo
via Vivaio – località Monteschiavo, Maiolati Spontini (An)
+39 0731 700385
info@monteschiavo.it
www.monteschiavo.it
vini Lucchetti
degustazione Mariasole '13:
https://2017/05/autoctoni-in-degustazione-ad.html
degustazione Guardengo '13:
https://di-arte-in-vino-2015-degustazione-vini.html
L’Azienda Mario Lucchetti si trova a Morro d’Alba, nella zona d’elezione del vitigno Lacrima, così chiamato perché la buccia dell’acino al massimo della maturazione si può spaccare lasciando colare gocce di succo.
Fondata nel 1980, dispone di circa 25 ettari di vigneto, coltivato prevalentemente a Lacrima di Morro d’Alba e a Verdicchio, per una produzione media annua di 150.000 bottiglie.
Meno di 10 le etichette, tra cui segnalo Lacrima di Morro d’Alba Superiore Doc “Mariasole” e Lacrima di Morro d’Alba Superiore Doc “Guardengo”.
Lucchetti
via Santa Maria del Fiore 17 Morro d’Alba (An)
+39 0731 63314
info@mariolucchetti.it
www.mariolucchetti.it
Pelago Umani Ronchi
degustazione verticale:
https://2013/05/wine-tasting-pelago-umani-ronchi.html
Umani Ronchi è azienda prestigiosa, trainante per il brand Marche in Italia e all’estero.
Collabora per la sperimentazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Da oltre 10 anni fa parte dell’Istituto del Vino di Qualità che comprende una ventina di grandi marchi del vino italiano tra cui Antinori, Tenuta San Guido, Masi, Gaia, ecc.
Fondata nel 1959, si estende su 230 ettari di vigneto, quasi tutti nella regione Marche, in piccola parte nella regione Abruzzo, coltivati prevalentemente a Verdicchio e Montepulciano, ma con attenzione particolare ad altre uve locali come Pecorino e Lacrima di Morro d’Alba.
Dispone di tre siti produttivi: Castelli di Jesi, Conero, Abruzzo, rispettivamente a Castelbellino (An), Osimo (An), Roseto degli Abruzzi (Te).
vini Umani Ronchi
La produzione annua si aggira intorno a 3.000.000 di bottiglie, suddivise in poco meno di 25 etichette, tra cui segnalo Conero Riserva Docg “Cumaro” e Verdicchio Castelli di Jesi Classico Riserva Docg “Plenio”.
Umani Ronchi
via Adriatica 12 Osimo (An)
+39 071 7108019
wine@umanironchi.it
www.umanironchi.com/it

mercoledì 9 gennaio 2019

Giorni della Merla 2019, Maria Pia Castelli winery

Secondo la tradizione popolare, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio coincidono con quelli più freddi dell'inverno, i cosiddetti "tre giorni della merla".
La leggenda narra infatti che una merla dal piumaggio bianco, per ripararsi dal freddo invernale, si rifugiò sotto un camino, uscendone dopo tre giorni con il manto grigio per la fuliggine e da allora rimase di quel colore.
Da qualche anno, in corrispondenza della fine del mese di gennaio o a cavallo tra gennaio e febbraio, per celebrare la fine del periodo più freddo dell'anno, l'Azienda Agricola Maria Pia Castelli di Monte Urano (Fm) organizza una vendita di vino rosso sfuso di grande qualità previa prenotazione e apre le porte della cantina per visite e degustazioni.
Un'occasione da non perdere per gli appassionati.
Sabato 2 e Domenica 3 Febbraio 2019
Vendita vino rosso sfuso solo su prenotazione.
Orario:
09:00 - 20:00
Nei due giorni ci saranno banchi d'assaggio di piccole realtà del territorio.
Per prenotare telefona ai numeri:
0734 841774 - Cantina
340 6479660 - Massimo
333 3406711 - Alessandro

Azienda Agricola Maria Pia Castelli
Via Sant'Isidoro 22, 63813 Monte Urano (Fm)
info@mariapiacastelli.it
http://www.mariapiacastelli.it/

percorso stradale, info winery, note di degustazione:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2009/11/azienda-agricola-maria-pia-castelli.html

domenica 6 gennaio 2019

Cinque Grappoli Bibenda 2019, Marche

Vini delle Marche che hanno ottenuto i Cinque Grappoli nella Guida Bibenda 2019 di Fondazione Italiana Sommelier.
  • Arkezia Muffo di San Sisto 2016 | Fazi Battaglia
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Pietrone Riserva 2013 | Vallerosa - Bonci
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Plenio Riserva 2015 | Umani Ronchi
  • Castelli di Jesi Verdicchio Clas. Salmariano Ris. 2015 | Marotti Campi
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Utopia Riserva 2015 | Montecappone
  • Castelli di Jesi Verdicchio Classico Vigna Il Cantico della Figura Riserva 2015 | Andrea Felici
  • Castelli di Jesi Verdicchio Clas. Villa Bucci Riserva 2016 | Bucci
  • Conero Dorico Riserva 2015 | Moroder
  • Conero Gianco Riserva 2013 | Polenta
  • Il Mossone 2015 | Santa Barbara
  • Il Pollenza 2015 | Il Pollenza
  • Kurni 2016 | Oasi degli Angeli
  • Maximo 2016 | Umani Ronchi
  • Offida Pecorino Donna Orgilla 2017 | Agricola Fiorano
  • Offida Pecorino Guido Cocci Grifoni 2014 | Tenuta Cocci Grifoni
  • Offida Rosso Anghelos 2015 | Tenuta De Angelis
  • Offida Rosso Barricadiero 2015 | Aurora
  • Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2015 | Velenosi
  • Solo 2015 | Fattoria Dezi
  • Terre dei Goti 2013 | Stefano Mancinelli
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Ammazzaconte 2016 | Conti di Buscareto
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Brut Ubaldo Rosi Riserva 2012 | Colonnara
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Clas. Sup. Balciana 2016 | Sartarelli
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Gaiospino 2016 | Fattoria Coroncino
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium 2016 | Garofoli
  • Verdicchio di Matelica Cambrugiano Riserva 2015 | Belisario
  • Verdicchio di Matelica Mirum Riserva 2016 | Fattoria La Monacesca
  • Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2016 | Bisci

mercoledì 2 gennaio 2019

Marche Igt Liù, orange wine in Santa Liberata winery.

Siamo di fronte ad un vino macerato, diverso dal solito, assimilabile a tutti gli effetti ad un "orange wine" per colore e consistenza.
Ottenuto da uve Pecorino, Fiano, Malvasia, surmature, coltivate in biologico da Vigneti Santa Liberata nella tenuta di Petritoli (Fm) in Val d'Aso, vinificate separatamente, con contatto con le bucce di circa 24 ore in criomacerazione prefermentativa, successiva svinatura e sosta sulle fecce fini per circa 60 giorni, appare di un bellissimo colore giallo oro carico, tendente all'ambrato.
Quadro ricco, caratterizzato da note di frutto maturo, pesca gialla, frutto a guscio, cotognata.
Sfumature d'anice e vegetali, uva passa e pompelmo, caratterizzano il finale amaricante, vitalizzato da accenni tannici ed acidici.
Vino ben bilanciato nonostante la complessità della struttura, con una sua finezza, a mio parere destinato al mercato vasto, piuttosto che a nicchie.
Favorevole rapporto qualità/prezzo.
Temperatura di servizio preferibilmente non inferiore a 14°C.
In abbinamento su formaggi stagionati, erborinati, zuppe di pesce, ravioli burro e salvia, crostacei, piatti a tendenza grassa; tuttavia l'originalità del quadro consente soluzioni alternative o creative.
Nel mio caso, abbinato su:
cappelletti in brodo di cappone
Marche Bianco Igt '15 Liù - alcool 15%
Vigneti Santa Liberata
via Nazionale 194, frazione Lido di Fermo, 63900 Fermo - Marche - Italy.
tel: +39 0734 640100
email: info@vinisantaliberata.it
web: www.vinisantaliberata.it
Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.

post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2016/05/rosso-piceno-vigna-cacia-10-vini-santa.html

giovedì 20 dicembre 2018

Birraio dell'Anno 2018, Firenze

La decima edizione del premio che riconosce il miglior produttore italiano di birra darà vita ad un festival con protagoniste le migliori creazioni nazionali.
Birraio dell’Anno torna al teatro TuscanyHall (ex ObiHall) di Firenze, da venerdì 18 a domenica 20 gennaio 2019.
Ideato e organizzato dal network Fermento Birra, il premio, che riconosce il miglior artigiano della birra italiana, darà vita ad un appuntamento imperdibile per ogni appassionato.
La selezione birraria ottenuta grazie al voto di 100 esperti italiani si concretizzerà lungo i banchi spillatura della grande isola centrale dove saranno servite ben 150 birre prodotte dai 20 produttori candidati al premio Birraio dell’Anno e dai 5 candidati al premio Birraio Emergente.
Quest’anno l’evento prevede anche un'interessante novità che assicurerà una maggiore copertura territoriale migliorando l’esperienza di viaggio tra le birre italiane servite durante la tre giorni: i 10 migliori birrai delle regioni non coinvolte dalle nomination, individuati sulla base della classifica del primo turno di votazioni, saranno invitati a inserire le loro birre nel corner Best Off!.
Giunto alla decima edizione l’evento vuole essere una vetrina per un settore che vanta eccellenze riconosciute e apprezzate a livello internazionale, un doveroso tributo a prodotti artigianali unici, nati dalla maestria e dalla creatività dei nostri birrai, che durante il festival saranno pronti a raccontare la loro passione attraverso le loro birre.
Come da tradizione, domenica 20 alle 16.30, il noto degustatore Lorenzo “Kuaska” Dabove avrà il compito di condurre la premiazione e pronunciare l’atteso nome del vincitore, sia del premio Birraio dell’Anno, che del Birraio Emergente, riconosciuto al produttore con meno di due anni di esperienza.
In nome della qualità anche la selezione dei banchi dell’area food che quest'anno vedrà protagonisti locali cittadini, come il gastro-pub Pint of View, con le preparazioni orientaleggianti della giovane chef coreana Yejin Ha, la birreria Diorama con il tipico quinto quarto fiorentino, l'offerta ricercata dello chef Simone Cipriani del ristorante FAC e quella golosa degli hamburger di chianina di Panino Tondo.
Spazio anche alle tipicità extra-regionali con le specialità siciliane di Arà e quelle marchigiane di Ape Scottadito, per un menu variegato capace di celebrare nel migliore dei modi il matrimonio tra birra e street-food.
Non mancheranno inoltre i momenti culturali: degustazioni gratuite, realizzate nell’area Beer Show sul palco del teatro o incontri tematici nell’area Beer Match, in uno spazio dedicato.
Birrai, esperti, appassionati, curiosi, publican: tutti sono invitati a partecipare ad un evento nato per festeggiare la buona birra artigianale italiana.
Birraio dell’Anno è un evento realizzato da Fermento Birra con il supporto tecnico di Rastal, con la collaborazione di Mr Malt, Lallemand e J-Software.
Media partner: Fermento Birra Magazine.

Candidati al premio Birraio dell’Anno 2018
Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)
Mauro Salaorni del birrificio Birra Mastino di San Martino Buon Albergo (VR)
Luana Meola e Luca Maestrini del birrificio Birra Perugia di Perugia
Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC)
Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)
Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria
Marco Ruffa del birrificio CR/AK di Campodarsego (PD)
Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto di Trecate (NO)
Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa D’Adda (BG)
Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
Valter Loverier del birrificio Loverbeer di Marentino (TO)
Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC)
Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio (FM)
Marco Sabatti del birrificio Porta Bruciata di Rodengo Saiano (BS)
Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)

Candidati al premio Birraio Emergente 2018
Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV)
Luca Tassinati del Birrificio Altotevere di San Giustino (PG)
Adriano Giulioni del birrificio Babylon di Folignano (AP)
Alessandro Sanna e Federico Bianco del birrificio Birra Bellazzi di San Lazzaro di Savena (BO)
Umberto Calabria del birrificio Jungle Juice Brewing di Roma

Best Off! (fuori concorso)
I 10 migliori birrai delle regioni non coinvolte dalle nomination del Birraio dell'Anno:
Eraldo Corti del birrificio A' Magara di Nocera Terinese (CZ)
Stefano di Stefano del birrificio Argo di Lemignano (PR)
Nicola Perra del birrificio Barley di Maracalagonis (CA)
Christian Pichler del birrificio Batzen Bräu di Bolzano
Donato Di Palma del birrificio Birranova di Triggianello (BA)
Giuseppe Schisano del Birrificio Sorrento di Sorrento (NA)
Angelo Scacco del Birrificio La Fucina di Pescolanciano (IS)
Fausto Marenco del birrificio Maltus Faber di Genova
Luigi Recchiuti del birrificio Opperbacco di Notaresco (TE)
Marco Gianino del birrificio Yblon di Ragusa

INGRESSO
Il biglietto giornaliero costa 10 euro comprensivo di bicchiere serigrafato, tracollina portabicchiere personalizzata, libretto informativo sui birrifici partecipanti e lista birre, 1 penna, 2 gettoni del valore di 2 euro, 1 buono valido per una bottiglia di acqua da mezzo litro.
Il biglietto ridotto costa 7 euro comprensivo di bicchiere serigrafato, tracollina portabicchiere personalizzata, libretto informativo sui birrifici partecipanti e lista birre, 1 penna, 2 gettoni del valore di 2 euro, 1 buono valido per una bottiglia di acqua da mezzo litro (lo sconto è rivolto esclusivamente agli abbonati a Fermento Birra Magazine e soci MoBi richiedendo la riduzione previo accredito).
L’abbonamento per i tre giorni costa 15 euro comprensivo di bicchiere serigrafato, tracollina portabicchiere personalizzata, libretto informativo sui birrifici partecipanti e lista birre, 1 penna, 1 buono valido per una bottiglia di acqua da mezzo litro (no gettoni).
È possibile ricevere il calice Mini-Teku (0,3l di capienza) al posto del bicchiere previsto (0,15l) al costo di un gettone.
I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria durante l’evento o tramite prevendita attraverso i canali Box-office e Ticket One.
COSTO BIRRA
Il pagamento avviene mediante gettoni. 1 gettone = 1 euro
0,15l costa 2 gettoni (3 per alcune birre speciali).
0,30l costa 4 gettoni (6 per alcune birre speciali) – Il servizio da 0,3l è disponibile solo nel bicchiere Mini-Teku.
ORARI
venerdì 18 gennaio 2019 dalle 18.00 alle 01
sabato 19 gennaio 2019 dalle 12 alle 01
domenica 20 gennaio 2019 dalle 12 alle 22
DOVE
Il teatro TuscanyHall (ex ObiHall) si trova in Via Fabrizio De André a Firenze.
SITO EVENTO
www.birraiodellanno.it
Risultati concorso:

giovedì 13 dicembre 2018

Guida Essenziale Vini d'Italia 2019 DoctorWine, Marche

La 5^ edizione della Guida Essenziale ai Vini d'Italia di DoctorWine by Daniele Cernilli, quest’anno vede affiancare alle versioni in italiano e in inglese, anche quella in tedesco.
Questi i numeri della guida:
· 1.134 Cantine selezionate
· 2.809 Vini recensiti
· 374 Faccini DoctorWine, di cui:
o 1 vino con 100/100
o 7 vini con 99/100
o 20 vini con 98/100
o 57 vini con 97/100
o 104 vini con 96/100
o 185 vini con 95/100
· 15 Premi Speciali
· 26 migliori Vini da Monovitigno
· 10 vini nella Classifica per Rapporto Qualità/Prezzo (oltre al premiato)
· 670 vini con il Like del Rapporto Qualità/prezzo
· 93 Cantine premiate con 3 stelle.
Shop on line € 18: https://www.doctorwine.it/shop/libri
I vini della regione Marche premiati con i "Faccini" dalla Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2019:
98/100 Kupra 2015 - Oasi degli Angeli 
97/100 Cambrugiano Riserva 2015 - Verdicchio di Matelica - Belisario
96/100 Arshura 2015 - Valter Mattoni
  • 95/100 Serra Fiorese Riserva 2014 - Castelli di Jesi Verdicchio Classico - Gioacchino Garofoli
  • Tardivo ma non Tardo Riserva 2016 - Castelli di Jesi Verdicchio Classico - Santa Barbara
  • Utopia Riserva 2015 - Castelli di Jesi Verdicchio Classico - Montecappone
  • Villa Bucci Riserva 2016 - Castelli di Jesi Verdicchio Classico - Bucci
  • Vigna il Cantico della Figura Riserva 2015 - Castelli di Jesi Verdicchio Classico - Andrea Felici
  • Campo San Giorgio Riserva 2013 - Conero - Umani Ronchi
  • K’un 2015 - Clara Marcelli
  • Kurni 2016 - Oasi degli Angeli
  • Stella Flora 2015 - Maria Pia Castelli
  • Massaccio 2016 - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore - Fazi Battaglia

lunedì 10 dicembre 2018

Offida Pecorino e Rosso Piceno Superiore, degustazione.

Domenica 14 ottobre 2018 nel corso dell'evento "Di Uva in Vino" organizzato dal Comune di Fermo, banchi d'assaggio e degustazioni guidate a cura di Ais Marche e Consorzio Vini Piceni, nell'ambito delle celebrazioni per i 50 anni della Doc Rosso Piceno.
In degustazione anche vini bianchi del territorio.
Ho puntato l'attenzione su due vini, che a mio parere fotografano la tendenza del Piceno a contemperare territorialità e mercato.
Offida Pecorino Docg '17 Kiara - alcool 13,5%
Azienda Agrobiologica San Giovanni
Offida (AP)
www.vinisangiovanni.it
Da uve Pecorino coltivate sulle colline offidane a circa 320 metri sul livello del mare, fermentato in acciaio, affinato 6 mesi complessivi, in acciaio e bottiglia.
Giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Caratteri tipici del vino d'annata, intensamente fruttato, agrume e mela golden, freschezza, mineralità, sfumature vegetali.
Stemperato nei toni duri dalla vena glicerica, diventa piacevole e lungo al palato, sapido, varietale.
Versatile su cucina di mare, rana pescatrice in potacchio.
Temperatura di servizio 10/12°C.
Rosso Piceno Superiore Doc '14 del carrettiere
alcool 13,5%
Le Cantine di Figaro
Ripatransone (AP)
www.lecantinedifigaro.it
Da uve Montepulciano e Sangiovese, affinato 12 mesi in botti di rovere.
Rosso rubino carico, impenetrabile.
Frutto rosso e nero, amarene e confettura, spezie dolci, accenni vanigliati, confezionano un quadro intrigante, pulito, di media struttura.
Fresco e sapido in bocca, con attacco morbido e finale parzialmente indurito dal tannino vibrante.
Spezzatino di vitello con patate, piccione ripieno in umido.
Temperatura di servizio 16/18°C.
Post correlato:

giovedì 6 dicembre 2018

Tipicità 2019, presentazione ventisettesima edizione a Milano

A Milano, nella Casa dei Comuni, svelate in anteprima le novità della 27a edizione Tipicità 2019: nel grembo dell’eccellenza.
Dal 9 all’11 marzo un kolossal esperienziale va in onda nelle Marche.
È l’edizione numero ventisette del Festival Tipicità, che avrà il suo cuore pulsante nell’innovativa struttura del Fermo Forum.
La manifestazione è stata presentata in anteprima lunedì 3 dicembre 2018 a Milano, nella sede di ANCI Lombardia.
Tre ambienti ad indicare la rotta per il visitatore: cibo in primis e poi making e turismo di scoperta.
Tipicità esplora il “vivere all’italiana” con un’operazione di coinvolgente outing delle nostre migliori risorse, da gustare con curiosità e apertura nei confronti del “futuro buono”.
E, non a caso, lo fa partendo dalle ondulate colline marchigiane, ricche di manualità e preziosi doni della terra, culla del Rinascimento e laboratorio a cielo aperto nel quale ogni giorno una grande tradizione evolve in innovazione e si proietta nel mondo.
Risultato? L’esclusiva ricetta di Tipicità da assaporare in un long week end.
Al centro della scena cibo e prelibatezze made in Marche, con specialità introvabili nei consueti canali.
A catturare l’attenzione saranno i focus sul biologico, i percorsi tra vitigni antichi, l’effervescenza delle birre artigianali, i prodotti di supernicchia, nutraceutica e biodiversità, il cibo del futuro.
Prestigiosi chef dall’Italia e dal mondo animeranno la spettacolare Accademia, la Sala Bio racconterà storie di persone intimamente legate all’ambiente naturale, dalla nuova area Grembo usciranno “pillole energetiche”.
E, a seguire, tante iniziative nel Teatro dei Sapori, nel Bio Garden e nelle aree focus&forum.
A solleticare curiosità e papille gustative anche le proposte della mitica Creta, realtà ospite estera, della toscana San Miniato, insieme a contributi di Russia, Stati Uniti e di tante realtà delle “Piccole Italie”, ossia di quell’Italia meno conosciuta ma più autentica.
Ad “interpretare” Tipicità un cast di protagonisti che sarà svelato in questi mesi: annunciate in anteprima le presenze del Ministro Centinaio, di Marco Ardemagni ed Antonio Pascale, degli economisti Fausto Panunzi ed Alberto Mingardi, di Enrico Derflingher, Michele Casadei Massari e dello chef stellato Paolo Gramaglia.
Frutto del lavoro di squadra di una compagine pubblico/privata - guidata dal Comune di Fermo, con UBI Banca nel ruolo di project partner e con la collaborazione della Regione Marche, delle Università di Ancona, Camerino e Macerata, insieme a una nutrita squadra di enti locali di tutta la regione - Tipicità 2019 si presenta con i numeri delle precedenti edizioni.
Ben 300 realtà in vetrina, 15.000 visitatori e 1.500 operati professionali, oltre 100 eventi, 40 partner privati e 25 entità locali sui 13.000 mq del Fermo Forum.
Tuttavia, Tipicità 2019 non finisce al Fermo Forum, ma la sera continua “in the city” con un palinsesto di iniziative da assaporare nell’accogliente salotto buono della città di Fermo.
Info:
0734/277893
segreteria@tipicita.it
www.tipicita.it
🎆🎆Sei un Espositore? ⏳⏱Affrettati: c’è tempo fino a sabato 15 dicembre per garantirsi la presenza a Tipicità con condizioni invariate rispetto all'anno precedente. 📝Compila il modulo e partecipa da protagonista.
http://www.tipicita.it/esporre/

domenica 2 dicembre 2018

Export vino e focus promozione, wine2wine Veronafiere.

Vino, Ministro Centinaio: "Subito tavolo con MISE e MAECI per promozione unitaria Wine & Food".
Studio Vinitaly/Nomisma: "Record in chiaroscuro per il vino italiano nel 2018, +3,8 % l'export sfiora i 6,2 mld di euro".
Veronafiere: " Pochi i motivi per gioire, molti per riflettere su promozione".
Paolo del Debbio e Ministro Gian Marco Centinaio
Photocredit: © Foto Veronafiere-ENNEVI
Verona, 26 novembre 2018 - «Oggi il problema nel fare business all'estero è che l'Italia si presenta con troppi interlocutori che dicono cose e hanno esigenze diverse: servono nuove regole di ingaggio valide per tutti con strumenti di comunicazione e promozione univoci. Domani parlerò con i colleghi ministri dello Sviluppo economico e degli Esteri per istituire un tavolo che costruisca una promozione unica del Wine&Food italiano». Lo ha detto nel corso del convegno di apertura della 5^ edizione di wine2wine a Verona, il ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio.
Al convegno, cui ha partecipato tutta la filiera del settore, comunicate le stime di chiusura 2018 dell’export enologico del Belpaese.
«Ci apprestiamo a registrare per il 9° anno consecutivo un nuovo record nelle esportazioni di vino - ha commentato il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese - con una crescita stimata per il 2018 più che doppia rispetto all’export globale del prodotto Italia. Ma dall’analisi dei dati del nostro Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor sono di più i motivi per rimboccarsi le maniche che per gioire: fatichiamo nei mercati chiave come Usa, Regno Unito, Canada, registriamo perdite in piazze storiche come la Germania e la Svizzera e cresciamo poco in Asia».
Le stime export presentate oggi dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor (a fonte dogane) prevedono una crescita delle vendite sui 12 mesi 2018 del 3,8%, a quasi 6,2 miliardi di euro di prodotto tricolore esportato.
Una variazione positiva che non trova riscontro nei volumi, in calo del 9%, principalmente dovuto alla scarsa vendemmia dello scorso anno.
Ma la crescita, rileva l’analisi illustrata oggi al ministro Centinaio, è interamente da imputare all’ennesima performance positiva degli sparkling (prosecco in primis) che hanno contribuito a mantenere un timido segno positivo nei mercati decisivi come Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Russia e Svezia e a limitare parzialmente i trend negativi di Giappone e Svizzera.
Crisi ‘strutturale’ invece del partner Germania, dove la perdita tocca il 4,1% con un calo sia dei fermi imbottigliati che degli spumanti.
«Chiudiamo un export 2018 a luci e ombre – ha aggiunto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – in un anno in cui il vino italiano ha ricevuto straordinari posizionamenti nelle guide di settore a livello internazionale. È evidente che stiamo assistendo a un cambiamento delle polarità nel mercato del vino, per questo serve un’armonizzazione delle politiche di promozione: oggi serve un salto di qualità come a metà degli anni ’80, dove erano forti le bandiere di aggregazione del made in Italy. Dal canto nostro – ha concluso Mantovani – il nuovo piano industriale prevede un ulteriore sviluppo di Vinitaly sui mercati esteri».
Nel confronto diretto con i principali competitor, l’Italia realizza trend inferiori rispetto alla leader Francia (a 9,54 miliardi di euro, +4,8% a valore) e della Spagna, che supera la soglia dei 3 miliardi di euro (+5,2%).
Male i produttori del nuovo mondo, che nonostante gli accordi bilaterali favorevoli sul fronte dei dazi virano complessivamente in negativo.
Con l’Australia a +0,1% che stacca il Cile, a -5,4%, gli Usa (-6,8%) e la Nuova Zelanda a -4,4%.

Dati: la crisi dei vini fermi nei paesi chiave, solo gli spumanti fanno festa.
Il consueto exploit degli spumanti (+16,3%), evita la crescita zero del made in Italy enologico.
I fermi imbottigliati, destinati a chiudere a +1,2%, sono in sofferenza in particolare nei 3 principali Paesi buyer - Usa (-1,9%), Germania (5,4%), Regno Unito (-4,1%) -, ma anche in Giappone, Canada, Svizzera e Russia.
«Dall’analisi dei numeri – ha detto il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini – quello che sembra emergere è che al di là di tutto, l’Italia cresce ma soprattutto grazie agli spumanti. Si tratta di un trend che va avanti ormai da alcuni anni e che nel 2018 si è maggiormente accentuato in alcuni Paesi come Usa e Germania dove nel primo caso sono i vini fermi francesi, in particolare i rosé, a togliere spazio di mercato ai nostri prodotti, mentre in Germania sono i domestic wine a crescere maggiormente».
Il dettaglio sui top 10 Paesi importatori (Usa, Uk, Germania, Cina, Canada, Giappone, Svizzera, Russia, Svezia, Brasile), che da soli valgono i 2/3 degli scambi globali di vino, segnala una perdita a volume dell’export italiano in tutte le aree considerate, a eccezione degli Usa (+0,9%).
Diverso lo scenario a valore, con decrementi in Germania, Giappone e Svizzera mentre sono positivi ma contenuti i trend nelle altre piazze, con Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Svezia e Russia destinati a crescere non oltre i 2 punti percentuali.
Diverso il discorso sulla Cina, che ha chiuso da 6 mesi le proprie fonti doganali e dove l’Italia, secondo i principali partner commerciali, cresce del 3,8%.

Metodologia Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor.
Il modello economico-statistico utilizzato per le stime previsionali a tutto il 2018 considera le importazioni di vino totale e per principale categoria nei diversi mercati target, di fonte doganale che registra i flussi per origine e non provenienza.
Questa diversa metodologia di rilevazione, unita alle differenze insite nei prezzi all’export rispetto all’import (i primi FOB, i secondi CIF), alle discrasie temporali intercorrenti tra registrazione della spedizione e dell’arrivo del prodotto, spiegano le differenze esistenti tra il vino esportato in un mercato da un paese e l’import del vino dallo stesso paese nel mercato target.
Inoltre, per una diretta ed immediata comparazione delle tendenze in atto da parte degli stakeholder del settore e degli operatori italiani, il modello restituisce valori in euro e non nella valuta locale del mercato analizzato.
Ciò fa sì che le variazioni calcolate sull’export incorporino anche le fluttuazioni avvenute nel tasso di cambio con l’euro.

Il video del convegno:
https://www.facebook.com/vinitalyofficial/videos/325229108308814/
Post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2018/11/wine2wine-2018-veronafiere.html
Il mio commento:
"Promuovere vino equivale a promuovere territori; quindi il singolo comparto finisce per diventare parte integrante del sistema turistico. Su questa base, l'approccio univoco ai mercati sotto un unico brand, risulta ineludibile al fine di salvaguardare la parcellizzazione d'impresa e le diverse identità territoriali, che sono peculiarità italiche e valore aggiunto per la competitività del sistema Italia. L'idea troverebbe a mio parere concretezza in un contenitore universale, realizzato sul modello di format affermati (Tipicità Made in Marche Festival o Fico, tanto per non fare nomi), con partecipazione pubblica, in grado di proporre arte, artigianato, Pmi, manifatturiero, agroalimentare, territori, italian style".