❄️I freddi giorni a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio, noti come i Giorni della Merla, sono quelli in cui l'Azienda Agricola Maria Pia Castelli di Monte Urano (Fm) apre le porte a chi desidera portare a casa il suo vino rosso sfuso di qualità.
👉🏻L'appuntamento è 31 gennaio e 1 febbraio per la diciassettesima edizione dell'evento "I Giorni della Merla" e per ritirare il vino rosso sfuso precedentemente prenotato.
🍷Come di consueto, saranno presenti ospiti speciali con i loro prodotti tipici di alta qualità che potrete acquistare.
☎️Per prenotare il vino rosso sfuso e non rimanere a becco asciutto:
3406479660 ☎️
3333406711 ☎️
P.S. chi ne ha la possibilità, può portare i propri contenitori qualche giorno prima e ritirarli poi sabato o domenica.
Visita presso Cantina Centanni a Montefiore Dell'Aso in provincia di Ascoli Piceno, regione Marche, effettuata in data 12 luglio 2025: organizzazione a cura di Ais Marche delegazione di Fermo.
La famiglia Centanni ha antica tradizione vitivinicola, in passato coltivava uve che conferiva alla cantina sociale; produceva per sè e per gli amici più stretti, solo piccole quantità di vino, utilizzando attrezzature arcaiche, esclusivamente manuali.
L'attuale marchio di produttore e imbottigliatore è stato messo a regime a partire dai primi anni 2000 con il ricambio generazionale, che ha proceduto ad aggiornare tutto, dalla coltivazione, alle attrezzature per la trasformazione, a marketing e comunicazione; un investimento apparso indispensabile per conservare la tradizione e per ritagliarsi spazi di mercato.
Oggi l'azienda dispone di circa 45 gli ettari vitati, coltivati prevalentemente con vitigni autoctoni, passerina, pecorino, montepulciano, sangiovese, ma anche internazionali destinati ad essere usati in blend per alcune etichette di pregio.
La produzione è destinata per metà allo sfuso e per metà all'imbottigliato con una media annuale di circa 200.000 bottiglie.
La crescita è stata esponenziale in questi ultimi anni e ad oggi l'azienda può vantare elevati valori su tutta la produzione, a partire dalla fascia bassa o medio/bassa, fino ai vini di alta gamma.
Abbiamo degustato 7 vini di ottima fattura.
Terre di Offida Doc Passerina Spumante Brut Nature
Metodo Classico millesimato 2022
12,5% vol.
18 mesi sui lieviti, sboccatura aprile 2025.
Giallo paglierino limpido, perlage fine e persistente.
Intensità olfattiva e gustativa, su toni verdi, citrini come spremuta di limone, ma anche crosta di pane e lieviti.
Carbonica propulsiva e grande freschezza.
Vino d'entrèe, aperitivi, antipasti di mare, fritture.
Offida Docg Passerina 2024 Cimula
13,5% vol.
Da uve vendemmiate tardivamente ma non troppo, dai 7 ai 10 giorni in più sulla pianta, al fine di concentrare gli zuccheri ed arricchire il frutto.
Questa procedura tutt'altro che estrema, si è rivelata comune anche alle altre etichette degustate, destinate alla linea Horeca; è a mio parere equiparabile ad una selezione in vigna tramite ripetuti passaggi di vendemmia, avente l'obiettivo di diversificare la gamma produttiva, ma anche di salvaguardare il tratto varietale.
Giallo paglia limpido.
Fiore appassito, sentori secondari e terziari.
Ad un primo step prevalgono note d'agrume e bergamotto, poi dopo rapida ossigenazione emerge il frutto esotico, il mango, il frutto candito.
Toni maturi e freschezza procedono all'unisono.
Marche Igt Malvasia 2024 Marvascìa
13,5% vol.
Anche per questo vino che fa parte della linea "vendemmia tardiva" destinata al settore Horeca, possono valere le considerazioni fatte per il precedente.
Si tratta di un vino macerato, che però fa una mini-macerazione: 48 ore di macerazione prefermentativa con le bucce, seguita da sosta sur lies postfermentativa.
Il vino conserva il tratto varietale semiaromatico, appare giallo paglia, tendente al giallo oro, ma non particolarmente carico, considerando che trattasi di vino macerato.
Vino intenso, ampio, ricco di profumi e di sapori, su note di pesca nettarina, macedonia di frutta, uva sultanina e tè verde, di lunga persistenza retronasale e gustativa, nonostante qualche reviviscenza tannica.
Offida Docg Pecorino 2020 Canapale
14,5% vol.
Siamo nell'ambito dei vini destinati al settore Horeca, ottenuto anch'esso da vendemmia tardiva ma non troppo.
Appare giallo paglia con riflesso dorato.
Vino di notevole struttura, sorretto da solida impalcatura acidico-sapida.
Grande intensità, l'agrumato è sferzante e citrino, vira su idrocarburo, pietra focaia e sull'ammandorlato nel finale.
Vino da zuppe di pesce e arrosti.
Da vigne vecchie di 30 anni, quest'annata ha riposato 5 anni in bottiglia.
Attualmente è commercializzata la 2024.
Marche Igt Rosato 2024 Floralia
14% vol.
Vendemmia tardiva destinata al settore Horeca.
Ottenuto da uve Montepulciano, appare di colore rosa cerasuolo brillante nella vecchia tabella analitico descrittiva Ais, tra il corallo e il peonia in quella nuova.
Essendo vendemmia tardiva, le uve sono surmature, ricche di polifenoli, di profumi, di sapori, ma anche di antocianine che caricano di colore.
Una volta arrivate in cantina si procede ad una pressatura soffice senza sosta sulle bucce, sostanzialmente una vinificazione in bianco di uve rosse, sufficiente però a conferire la tonalità cromatica desiderata.
Un vino di bella freschezza, acidico, ricco di spunti fruttati e floreali, rosa canina, frutti di bosco, ma anche ampio e polposo.
Versatile in abbinamento, primi piatti, cucina di mare, anche pizza napoletana.
Rosso Piceno Superiore Doc 2022 Renarie
14,5% vol.
Vendemmia tardiva destinata al settore Horeca.
Ottenuto da uve 80% Montepulciano e 20% Sangiovese, fa 18 mesi in botte grande, appare rosso rubino carico, con riflesso porpora.
Quello che si suole dire "vino di territorio", vigoroso, esalta il tratto varietale su note di ciliegia sotto spirito, spezie, chiodo di garofano, una certa ruvidezza tannica.
Note vanigliate dovute al calibrato uso dei legni, il frutto stramaturo e in confettura, provano a ricondurre al morbido, a spegnere la virulenza dell'impetuoso blend e paiono trovare i giusti correttivi.
Destinato ad evolvere positivamente con ulteriore riposo in bottiglia.
In ogni caso vino complesso, corposo, sorretto da robusta impalcatura acidico/tannica, chiama piatti a tendenza grassa o succulenta in abbinamento.
Marche Rosso Igt 2020 Primodelia
14,5% vol.
Fa parte della linea "premium" che comprende vini a produzione limitata e destinati a nicchie di mercato.
Blend di uve autoctone (montepulciano, sangiovese) e uve internazionali (cabernet, merlot, syrah), in percentuali variabili in relazione all'andamento vendemmiale d'annata.
Cernita fitosanitaria delle uve.
Si presenta rosso rubino scuro, impenetrabile, tendente al nero.
Grandi volumetrie per questo vino poderoso, di consistenza quasi tattile, masticabile.
Il frutto è nero, stramaturo e in confettura, la prugna è stramacerata, le note speziate e quelle erbacee incrementano la complessità dell'articolato blend.
Accenni acidici evitano derive marmellatose e accompagnano un finale a lunga gittata.
Vino di pregio ottenuto da una singola botte da 30 ettolitri e prodotto in poco meno di 1000 bottiglie numerate all'anno: degustata la 793.
❄️I freddi giorni a cavallo tra fine gennaio e inizi febbraio, noti come i Giorni della Merla, sono quelli in cui l'Azienda Agricola Maria Pia Castelli di Monte Urano (Fm) apre le porte a chi desidera portare a casa il suo vino rosso sfuso di qualità.
👉🏻L'appuntamento è 1 e 2 febbraio per la sedicesima edizione dell'evento "I Giorni della Merla".
🍷Come di consueto, saranno presenti ospiti speciali con i loro prodotti tipici di altissima qualità che potrete acquistare.
☎️Per prenotare il vino rosso sfuso e non rimanere a becco asciutto:
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3333406711 ☎️
P.S. per chi ne ha la possibilità, può portare i propri contenitori qualche giorno prima.
❄️In the cold days around late January and early February, known as the Days of the Blackbird, it's the moment when we open our doors to those who wish to take home our bulk red wine.
👉🏻We look forward to seeing you on the 1st and 2nd of February at the sixteenth “Giorni della Merla” event.
🍷As usual, you'll find two special guests with their top-quality products available for purchase.
☎️To be sure not to miss out on this opportunity and to leave thirsty, you can call us to reserve your wine in advance.
P.S. For those who have the opportunity, you can bring your own containers a few days earlier.
Villa Bucci nasce negli anni '30 ad opera della famiglia Bucci, ad Ostra Vetere (An) in regione Marche e a partire dagli anni '70 diventa una delle perle dell'enologia italiana per merito del pioniere e visionario Ampelio Bucci (scomparso nell'agosto 2025), coadiuvato dall'enologo Giorgio Grai (scomparso nel 2020).
La cantina ha segnato la storia del Verdicchio dei Castelli di Jesi; con le etichette più rappresentative "Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg" e "Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc" è stata sistematicamente premiata dalla critica italiana, ma anche da quella internazionale, tant'è che la rivista americana Wine Enthusiast nella classifica“100 most exciting wines 2021”, attribuì all’annata 2019 di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc il primo posto tra i vini bianchi.
Nel corso del 2024 sempre più frequenti sono stati i rumors su una eventuale cessione dell'attività da parte di Ampelio Bucci alle prese con l'anagrafe delle sue 88 primavere e con un ricambio generazionale difficoltoso.
Tali rumors hanno trovato conferma nel mese di luglio 2024 con l'acquisizione ufficiale dei 25 ettari di vigneto di Verdicchio nella zona Classica e dei 6 ettari di uve rosse (Montepulciano e Sangiovese all'interno della Doc Rosso Piceno), da parte della famiglia Veronesi che alla guida del Gruppo Oniverse (ex Calzedonia, controlla enoteche Signorvino), ha così arricchito il proprio mosaico vinicolo che già comprende La Giuva in Valpolicella, Podere Guardia Grande in Sardegna, Tenimenti Leone nel Lazio e un progetto in fieri in Trentodoc.
"E' un percorso che deve necessariamente evolversi - commenta Ampelio Bucci all'atto della cessione - per adattarsi al futuro, con tutti i cambiamenti che questo comporta. Abbiamo ceduto la nostra divisione vinicola a uno dei gruppi italiani più dinamici e innovativi in vari ambiti del Made in Italy, dalla moda, all'artigianato industriale con un marchio d’avanguardia nel settore nautico, fino ai settori del cibo e del vino".
La gestione Veronesi intende procedere in continuità a livello produttivo, ma anche inoculare linfa e strategie nuove in tema di marketing e comunicazione.
Ampelio Bucci è restato fino all'ultimo in azienda come consulente esterno, mentre lo storico staff ha affiancato la nuova gestione.
Il Ribona o Maceratino è un vitigno autoctono a bacca bianca della provincia di Macerata nella regione Marche, coltivato in poco più di 100 ettari da una ventina di aziende vinicole della provincia.
Ha una duplice natura, "facile" in vigna dove è produttivo, ha una germogliazione tardiva che consente di metterlo al riparo dalle gelate primaverili che di tanto in tanto capitano, è resistente ai parassiti e alle malattie fungine (oidio e peronospora); ma è "difficile" in cantina, laddove se non si dovessero adottare adeguate precauzioni, potrebbe dar luogo a vini caratterizzati da fenomeni di riduzione, con difetti di odori o sapori di tipo sulfureo.
Forse è proprio allo scopo di neutralizzare tali criticità di cantina, ma anche in una logica di ricerca e d'innovazione che gli appartiene, che l'azienda Conti Degli Azzoni ha nel 2021 iniziato su questa etichetta Helvia, estendendola poi ad altre, una sperimentazione di lavaggio delle uve, mediante attrezzature che sottopongono i grappoli arrivati in cantina ad una sorta di idromassaggio per liberarli da polveri, parassiti e quant'altro derivi dalla vigna.
Le acque di lavaggio vengono oggi riciclate e riutilizzate per scopi vari, ad esempio per l'irrigazione dei campi.
Il progetto appare tuttavia suscettibile di ulteriori sviluppi, poichè s'intenderebbe nel prossimo futuro chiudere il ciclo delle acque a fini di risparmio idrico, mediante la rimessa in circolo delle acque di lavaggio, previo filtraggio.
Conti Degli Azzoni, cantina del gruppo Degli Azzoni Wines, è stata la prima azienda vitivinicola nelle Marche ad utilizzare questo innovativo procedimento di lavaggio delle uve ed una delle prime a livello nazionale.
Colli Maceratesi Doc Ribona 2022 Helvia
12,5% vol.
Destinato al largo consumo, con favorevole rapporto qualità-prezzo, a stento arriva alla doppia cifra.
Successivamente alla fase di lavaggio grappoli, viene vinificato in acciaio.
Appare giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Intenso e verticale all'olfatto, dispensa generosamente sentori di tipo vegetale, floreale, fruttato: anice stellato, mandarino, rosmarino, fiori d'acacia e di tiglio, mineralità di pietra bagnata.
Tutto torna in piena coerenza al palato; il tratto è fine, oserei dire educato, non particolarmente impattante per i recettori papillari, tuttavia la generosa calibratura acidica, le connotazioni agrumate, la buccia di limone, s'allungano fino in retrogusto, dinamizzano e irrobustiscono le percezioni.
Mi pare di poter dire che questo vino sia ancora nella fase ascendente dell'arco evolutivo; oggi preferibilmente da abbinare su piatti non particolarmente elaborati e a tendenza grassa, cucina di mare, spaghetti alle vongole, fritture, ma anche tortelli alla zucca e salvia.
Valutazione @avvinatore 89/100
Azienda Agraria
Degli Azzoni Avogadro Carradori
Punto Vendita
Via Don Minzoni, 26 - 62010 Montefano (Mc) Italy
+39 0733 850219
experience@degliazzoni.it
Sede Legale
Corso Carradori, 13 - 62010 Montefano (Mc) Italy
+39 0733 850002
info@degliazzoni.it
web: https://www.degliazzoni.it/
Conti Degli Azzoni è un'azienda del gruppo Degli Azzoni Wines
Siamo in frazione Poggio, nel cuore del distretto agricolo della provincia di Ancona; Cantina Polenta ne trasmette l'essenza e con l'attività dell'Agriturismo Accipicchia connesso alla cantina, opera anche a livello di ospitalità e ristorazione.
Questo vino, certamente non facile, ci ha però sorpreso per tenuta.
Ottenuto da selezione di uve montepulciano, vinificazione con macerazione post fermentativa prolungatasi per una ventina di giorni al fine di sovraestrarre, lungo affinamento in rovere piccolo.
Appare di notevole consistenza, rosso granato cupo, impenetrabile, con lieve riflesso aranciato sul bordo, a conferma del tempo trascorso.
Quadro organolettico di grande complessità, in particolar modo al naso appare chiuso su se stesso, esige l'attenzione, la comprensione e il rispetto, dovuti ad un "aged wine".
Percepiamo tonalità consuete nei vini datati, di tipo prevalentemente catramoso e smaltato, altre di tipo zolloso e speziato, rafano, tartufo, chiodo di garofano, liquirizia intensa, fondi di caffè.
Scontroso al naso, non voglio dire intaccato dal brett ma poco ci manca, quindi respingente, aggiustato però al palato da tannini nobili e dalla prolungata ossigenazione, che in funzione ovattante e al contempo corroborante, riporta in superficie pulsioni fruttate residuali, marasca sotto spirito, cacao, prugne secche in crostata.
Vino impegnativo, austero, colto nella fase calante dell'arco evolutivo, proprio per questo motivo però, generatore di emozioni; altresì antitetico all'esercizio di stile, impregnato di ruralità, figlio di un'altra epoca basata su lunghe macerazioni e sovraestrazioni, alternativo quindi all'odierno trend volto ad alleggerire, a togliere, a "sottoestrarre" anche a discapito del tratto varietale e dell'identità territoriale.
Il notevole residuo sul fondo bottiglia non fa che ribadire uno stile più votato alla sostanza che alla forma.
Cantina Polenta è una piccola azienda a conduzione artigianale.
Situata nel Parco del Conero, sopra la baia di Portonovo, è immersa in un paesaggio naturale pressochè intatto.
La tenuta è estesa su 10 ettari, di cui circa 2,5 di terre bianche, calcaree su base argillosa, destinati alla vigna coltivata a montepulciano, in base al progetto iniziato nel 2001 in collaborazione con il Dott. Giancarlo Soverchia enologo.
Di più recente impianto il vitigno a bacca bianca Incrocio Bruni 54 che sta dando ottimi risultati.
Siamo a Carassai, nel primo entroterra collinare della provincia di Ascoli Piceno, a poco più di 350 metri sul livello del mare e a circa 20 km dalla costa Adriatica.
In questo areale Le Canà è cantina e agriturismo; dai circa 28 ettari di vigneto certificato biologico fin dal 2006, ricava 70-80 mila bottiglie all'anno.
Dalla gamma ho estrapolato questo Rosso Piceno Superiore Doc, gustoso e varietale.
Ottenuto da uve montepulciano 80% e sangiovese 20%, maturato 13 mesi, per la maggior parte in barriques francesi, in parte minore in rovere americano, appare rosso rubino carico, con riflesso violaceo.
Impronta matura, al contempo suadente: amarene, ciliegie in confettura, sentori sommessamente amarotici, rabarbaro, cacao, ma anche spezie più o meno dolci, cannella, chiodo di garofano.
In bocca è succoso di visciole e uva passa, cioccolato bianco e rabarbaro, acidico quanto basta per solleticare i recettori papillari; è percepibile il leggero residuo zuccherino ottenuto dalla surmaturazione in pianta di una parte delle uve montepulciano.
Quadro certamente orientato su dolcezza e avvolgenza; un trend ulteriormente corroborato da tannini sferici, cioè non particolarmente puntuti.
In abbinamento su oca in umido, spezzatino di manzo alla cacciatora.
Le Vigne di Clementina Fabi, fondata nel 2010, si trova a Montedinove (AP) borgo medioevale posto a circa 560 metri sul livello del mare e a poco più di 25 chilometri dalla costa Adriatica; la sua quota altimetrica lo pone tra i paesi della Comunità Montana dei Sibillini.
Dalla vasta gamma ho estrapolato questo Offida Docg Pecorino annata 2020 della linea Cerì, premiato con il simbolo dell'eccellenza dalla guida Le Marche nel Bicchiere 2023 curata da Ais Marche.
Cerì è il nome del casato e sta ad individuare una delle linee produttive aziendali, ricavate da circa 100.000 bottiglie e poco più di 18 ettari di vigneto.
Offida Docg Pecorino 2020 linea Cerì
13,5% vol.
Vino corposo, fascia di prezzo € 10-12.
Maturato in acciaio per 6 mesi con batonnage periodico, appare verde-oro lucente.
La veste cromatica introduce caratteri olfattivi e gustativi altrettanto ricchi.
Mineralità quasi sassosa in primo piano, frutta gialla e a guscio, sensazioni nocciolate, salvia, pietra bagnata.
Al gusto ha note di pasticceria, l'impronta è salina, grassa; la dotazione acidica che è parte integrante del bagaglio genetico, dilaga nel finale e prosciuga la pinguedine in eccesso.
Sapido e lungo, con finale agrumato, dolce/amaro su toni di pompelmo maturo, canditi, semi d'arachide.
A due anni e mezzo dalla vendemmia appare nel pieno della maturità.
Temperatura di servizio consigliata 14°C.
In abbinamento su ravioli di pesce con sugo di canestrelli, ma, come espressamente indicato in retroetichetta, può accompagnare tutto, salvo carni rosse e amici falsi😀
Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, degustazione verticale di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc “Verde Ca' Ruptae”, tenuta magistralmente da Giuliano D’Ignazi, enologo della Cantina Moncaro.
Annate selezionate 2021 - 2011 - 2007 - 2001 - 1998, quindi anche più di 20 anni per questo gioiello dell’enologia marchigiana.
Verde Ca Ruptae nasce nel 1989 ed è ottenuto da selezione di uve provenienti da 3 cru situati in tre diversi comuni: Montecarotto, Castelplanio, Serra De' Conti.
Moncaro è il principale produttore di vino della regione Marche; è una società cooperativa agricola costituita da circa 600 soci ed estesa su 1.300 ettari di vigneto, lavora 90.000 quintali di uve, produce di media 10.000.000 di bottiglie all'anno, dispone di tre cantine di trasformazione, ad Acquaviva Picena in provincia di Ascoli Piceno nell'areale del Rosso Piceno Superiore, a Montecarotto nell'areale del Verdicchio e a Camerano nell'areale del Rosso Conero entrambe in provincia di Ancona.
Grandi numeri che farebbero pensare ad un appiattimento verso il basso degli standard qualitativi, viceversa competenze enologiche, investimenti in zonazioni, attrazione verso nuove frontiere della sostenibilità in viticoltura, rapporto stretto con i poli di ricerca universitari della regione Marche, hanno consentito a Moncaro di smentire tale assunto secondo il quale grande quantità non potrebbe andare d'accordo con qualità.
Ne abbiamo avuto la prova con la verticale di questo grande vino italiano, capace d'invecchiare e persino d'emozionarci ad oltre 20 anni dalla vendemmia.
Sistema di vinificazione di base adottato per tutte le annate: vinificazione in acciaio, breve macerazione di poche ore con le bucce, sosta sulle fecce fini per 4-5 mesi.
Annata calda, verde oro alla vista, mediamente intenso al naso, beneficia di ossigenazione.
In evidenza frutto a guscio, mandorle e nocciole, note terziarie da evoluzione, cedro candito, sfumature idrocarburiche.
3)Verde Ca Ruptae 2007
Annata tra le più calde in assoluto.
Verde oro alla vista, necessita di ossigenazione, complesso, concentrato, tendente al morbido, cedro candito, nocciole, idrocarburo, anice e spezie, addolcito da qualche nota ossidativa, impronta stramatura.
4)Verde Ca Ruptae 2001
Annata atipica, piovosa, fredda, complica le tempistiche di germogliazione e maturazione.
Quadro organolettico altrettanto atipico, più fine che corposo.
Verde oro alla vista, beneficia di ossigenazione, frutta candita e sotto spirito, spezie, anice, struttura e lunghezza inferiori ai precedenti, accarezza il palato.
5)Verde Ca Ruptae 1998
Annata calda e anticipo di maturazione.
Verde oro quasi ambrato alla vista, necessita di ossigenazione, agrume candito, frutta gialla matura, idrocarburo, erbe di montagna in particolar evidenza, finale acidico.
Grande finezza, meno complesso e consistente di altri avendo già intrapreso la parabola discendente dell'arco evolutivo.
In ogni caso, un'esperienza più unica che rara.
Terre Cortesi Moncaro - Società Cooperativa Agricola
Via Piandole, 7/A
60036 Montecarotto (AN)
Tel. +39 0731 89245
Via Direttissima del Conero, 31
60021 Camerano (AN)
Tel: +39 071 731023
L’Azienda Costadoro nasce nei primi del ‘900 dall’unione di antiche e nobili famiglie del Piceno.
Nel 1969 il Conte Mimmo decide di iniziare a commercializzare i propri vini in bottiglia, acquistando ulteriori poderi nel territorio Piceno.
Gli attuali terreni della Costadoro, coltivati con metodo biologico, si estendono per circa 120 ettari lungo le dorsali e le valli dell’entroterra, tra i comuni di Offida, Ripatransone e limitrofi, fino a raggiungere le coste del vicino Mare Adriatico.
Due sono le linee produttive: linea Lo Puro (senza solfiti aggiunti), linea Biologico.
Il vino qui degustato fa parte di quest'ultima.
Fermentato parte in acciaio, parte in legno d'acacia con batonnage, si presenta giallo paglierino brillante, con riflesso verdognolo.
In evidenza marcatori che spesso e volentieri ritroviamo nei pecorino del sud delle Marche: frutta fresca, pomacea, banana e pera, agrume in sottofondo, così come la venatura minerale, di tipo sassoso, di pietra bagnata.
In bocca l'equilibrio è stabile.
All'interno dell'impalcatura acido/sapida, si affacciano connotazioni meno ruvide che ricordano vaniglia e prugna gialla matura; tuttavia la dotazione citrina non è facilmente addomesticabile e torna prepotente nel finale.
Vino di bella fattura, certamente non ambizioso, ma di facile approccio e versatile nell'abbinamento, in particolar modo su cucina di mare, fritture, cozze e vongole in guazzetto, linguine allo scoglio.
Valutazione @avvinatore: 89/100
Offida Pecorino Docg '21 Danù
14% vol.
Costadoro Società Agricola s.r.l.
via Monte Aquilino 2, 63039 San Benedetto del Tronto (AP) – Italia
Molteplici e diversificate possono essere le scelte alla base in un progetto enoico: naturalità e sostenibilità, tendenza del mercato, autoctono e territorialità, esercizio enologico o di stile, ricerca del limite, ecc.
Nel caso odierno, mi pare di poter dire che le due ultime ipotesi siano decisamente prevalenti sulle altre.
Orange wine dalle colline del Fermano.
Ottenuto da uve verdicchio e trebbiano in percentuali paritarie, provenienti da vigna vecchia e poco produttiva, ma in grado di fornire frutti ricchi e concentrati (il nome identifica la parcella di vigneto impiantato nei primi anni '60), fermentato a contatto con le bucce per un paio di settimane, maturato e affinato un paio d'anni in cemento e bottiglia, non filtrato, sviluppa spessore cromatico che vira sull'arancio carico.
Quadro ricco di suggestioni e complesso, fisiologico effetto dell'estrazione di sostanze nobili in fase di macerazione: tonalità soffici come frutta secca e frutta candita, nocciole e fichi secchi, caramella mou e pan brioche, coesistono con altre più fresche e selvatiche, che ricordano aghi di pino, anice stellato, liquirizia.
In bocca emerge una vena acidica inaspettata, perlomeno da me: note d'agrumi freschi e pompelmo attivano dinamiche organolettiche, stimolano la salivazione, mettono al riparo da appesantimenti o da stucchevolezze retrogustative.
Mi pare di poter cogliere l'impulso pragmatico alla base del progetto, volto, a mio parere, a contemperare ampio spessore e fruibilità.
Questo vino possiamo abbinarlo su preparazioni di pari intensità aromatica e gustativa, che possono essere sia quelle della tradizione, come ad esempio baccalà con patate, formaggi stagionati, rombo al forno, sia quelle della cucina più raffinata, a base di fegato d'oca, ovuli, tartufo bianco.
Siamo nell'ambito dei vini quotidiani, destinati al largo consumo, al di sotto della doppia cifra sullo scaffale.
Ottenuto da uve sangiovese e merlot in percentuali paritarie, maturato in acciaio per i primi 3 mesi, in rovere per altri 10/12 mesi, appare rosso rubino carico, cupo, impenetrabile.
Bouquet di profumi, mediamente intenso, più convincente dopo aerazione, contraddistinto da sentori floreali, vinosi, selvatici.
In primo piano sottobosco, fogliame, erbette aromatiche, in sottofondo prugna e ciliegia; essenze floreali, rosa e violetta, emergono dopo breve ossigenazione, danno compiutezza alla fisionomia e un tocco leggiadro.
Quadro gustativo tutt'altro che imponente, sbilanciato su toni verdi; il contributo di estratto secco, valori acidici e tannici è di media portata, i recettori sensoriali non risultano particolarmente sollecitati, frutto e fiore fluiscono nell'alveo, tutt'altro che tumultuosi e ben distanti dall'argine, la carica acidica assume forma puntuta e va a caratterizzare il finale decisamente amarotico su toni vegetali di rafano e cicoria, vieppiù irruvidito da tannini acerbi che limitano l'allungo.
In abbinamento su oca in umido, salsicce alla brace, cannelloni ripieni di carne e besciamella.
Valutazione @avvinatore: 84/100
Marche Rosso Igt '19 Templaria
13,5% vol.
Fondata nel 1960 l'azienda agricola Cantine di Castignano S.C.A.C. (Società Cooperativa Agricola Castignanese) è una delle più grandi cantine cooperative della regione Marche, potendo disporre di poco meno di 500 ettari vitati e più o meno altrettanti soci conferitori, per una produzione media annua di circa 600.000 bottiglie.
L'azienda è punto di riferimento della viticoltura del comprensorio piceno, ma anche dell'olivicoltura, avendo infatti in produzione olio extra vergine d'oliva di ottima qualità a un prezzo accessibilissimo.
Mi pare di poter dire che l'attenzione al rapporto prezzo/qualità sia il comune denominatore che lega tutta la produzione aziendale.
A sottolineare il legame con il territorio concorrono anche alcune etichette che richiamano l'Ordine Cavalleresco dei Templari, monaci combattenti e provetti agricoltori, che con il loro passaggio nella città di Castignano durante il pellegrinaggio da Roma a Gerusalemme nel XII secolo, influenzarono profondamente la cultura e l'economia locale.
Cantine di Castignano S.C.A.C. SOC. COOP. AGRICOLA