sabato 29 luglio 2017

Gambellara è Natura, Cultura, Benessere

Dar vita a un turismo esperienziale in grado di attirare visitatori dall'Italia e dall'estero facendo rete tra settore agroalimentare e turistico: il vicentino fa squadra attorno alle eccellenze del territorio puntando su proposte di viaggio integrate e flessibili.
vigneti Gambellara
Mettere a sistema le eccellenze enogastronomiche, paesaggistiche e storico-artistiche del territorio all’interno di proposte di viaggio originali, puntando sulla loro tipicità e unicità per favorire un turismo esperienziale di forte appeal nei confronti di visitatori italiani e stranieri: è quanto si propone di fare con “Gambellara è: Natura, Cultura e Benessere” la neonata Associazione Temporanea di Impresa (ATI) formata da Strada del Recioto e dei Vini di Gambellara Doc, Consorzio Tutela Vini Gambellara, Consorzio di tutela dell’Olio extra vergine d’oliva veneto Dop e Consorzio di promozione turistica Pedemontana veneta e colli.
Raccogliendo l’invito della Regione Veneto a rafforzare le collaborazioni esistenti tra settore agroalimentare e turistico per dare vita a offerte turistiche capaci di far breccia sui mercati internazionali, i soggetti coinvolti hanno deciso di unire le proprie risorse mettendo a punto una proposta integrata con due diversi percorsi modulabili, che partono dai prodotti enogastronomici tipici – vino Recioto di Gambellara Docg e vini bianchi vulcanici Gambellara Doc, vini dei Colli Euganei Doc e Docg, olio extravergine d’oliva veneto Dop, Grana Padano Dop, miele e prodotti da forno biologici – per coinvolgere le risorse naturalistiche, artistiche e culturali e le diverse strutture ricettive presenti, attraverso visite guidate, escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo, degustazioni di prodotti tipici e laboratori didattici.
L’enogastronomia tipica di qualità rappresenta il nucleo della vacanza sia nel percorso denominato “Fitness e benessere” tra escursioni al parco San Marco e al vulcano naturale di Gambellara, pedalate lungo i sentieri di collina, passeggiate tra vigne e uliveti e percorsi Spa (centri benessere), sia in quello che spazia tra “Natura, ambiente e cultura”, dove visite guidate alle ville storiche venete e ai musei caratteristici del territorio si alternano a esplorazioni del bosco di collina con la scoperta di oltre cinquanta specie di piante.
Villa da Porto Barbaran, Montorso Vicentino (Vi)
Ogni percorso infatti, prevede incontri e laboratori didattici con agricoltori, visite in cantina e degustazioni presso ristoranti e agriturismi che propongono nei loro menù le eccellenze e i prodotti tipici di stagione.
Punto di forza della nuova proposta turistica integrata “Gambellara è: Natura, Cultura e Benessere” sarà la possibilità di modularla sulle esigenze specifiche dei gruppi di turisti in arrivo, partendo da una proposta di partenza allo stesso tempo ben strutturata e flessibile, grazie allo spirito di collaborazione tra gli enti coinvolti e alla rete di albergatori, ristoratori, guide, commercianti e produttori coinvolti nel progetto, che dovranno aderire a un disciplinare comune, a tutela della qualità dell’offerta proposta.
In foto firma Ati per "Gambellara è"
(da sinistra: il presidente del Consorzio Tutela Vini Gambellara Silvano Nicolato, il patron dell'hotel La Fracanzana Giordano Malfermo, il presidente della Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc Giuseppe Zonin, il presidente del Consorzio di promozione turistica Pedemontana veneta e colli Roberto Astuni e il direttore del Consorzio Tutela Vini Gambellara Franco Cavallon).
Nelle settimane scorse la neonata Ati ha avviato incontri con tutte le realtà operative del territorio interessate a essere presenti nella nuova offerta turistica, che sarà attiva continuativamente 12 mesi su 12, promossa attraverso una campagna di comunicazione multilingue e multimediale (video, social network e media tradizionali) e inserita all’interno dei pacchetti turistici regionali “Veneto tra la terra e il cielo”.
Aderiscono a questo progetto le aziende socie della Strada del Recioto: Tenuta Natalina Grandi, Az. Vitivinicola Marchetto, La Biancara, Menti Vini, Az. Agricola Sordato Lino, Cantina Tonello, Casa Vinicola Zonin e Villa Bongiovanni.
Inoltre aderiscono il ristorante hotel La Fracanzana e la cooperativa Maninpasta.
Sito di riferimento itinerari, contatti, eventi: http://www.veneto.eu/

mercoledì 26 luglio 2017

Cantine Capecci natural wines in Acquaviva Picena.

Nel percorso di avvicinamento alle varie articolazioni della viticoltura italica, mi soffermo oggi su una piccola azienda della regione Marche, ispirata ai criteri della biodinamica formulati agli inizi del 1900 da Rudolf Steiner; una sorta di mosca bianca all'interno del panorama vitivinicolo regionale.
Ci troviamo nel primo entroterra collinare, a circa 10 chilometri dalla costa Adriatica, in territorio amministrativo del comune di Acquaviva Picena (Ap).
Qui opera da oltre mezzo secolo Cantine Capecci - vini naturali.
Fondata nel 1963, modifica l'impostazione produttiva di pari passo con il ricambio generazionale in famiglia: inizialmente solo conferitori di uve, dal 1975 imbottigliatori in ambito di viticoltura convenzionale massificata.
Nel 2002 Roberto Capecci, che rappresenta la terza generazione, inaugura il nuovo corso ispirato alla filosofia Steinariana, alla cui base c'è l'idea di considerare il suolo e la vita che si sviluppa su di esso, come un unico sistema interdipendente.
Il cuore della concezione di produzione naturale, in questo caso applicata al vignaiolo, è proprio questo: essere tutore del flusso naturale degli eventi, essere colui che favorisce ma non interferisce, al fine di preservare un mondo vitale, energeticamente fluido.
Coerentemente a tali teorie, l'azienda Acquavivana fissa alcune regole produttive di base, finalizzate a recuperare il rapporto uomo/natura e ridare valore al fattore stagionalità:
- Produzioni di uve che escludono l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi sui vigneti, esclusioni di erbicidi o pesticidi.
- Non meccanizzazione. Vendemmia, raccolta in cassetta, selezione delle uve, manuali.
- Utilizzazione esclusiva di lieviti indigeni nelle fermentazioni.
- Fermentazione senza controllo della temperatura. Non utilizzo di azioni di refrigerazione o termocondizionamento. Rifiuto di azioni meccaniche, di concentrazione, di solfitazione e filtrazione dei mosti.
- Non utilizzo di proteine di origine animale o vegetale nelle azioni di chiarifica o in altri casi.
- Il contenuto di solfiti si attesta generalmente sotto i 10mg x litro ed è dovuto alla presenza dei lieviti indigeni che in fermentazione producono minuscoli quantitativi.
- Nei "Vini Archivio", destinati al lungo invecchiamento, non si fa uso di allergeni proteici, stabilizzanti, conservanti, ma si aggiungono moderatamente solfiti al fine di sterilizzare le barriques.
L'azienda dispone di 5 ettari di vigneto, a circa 320 metri di altezza, coltivato ad autoctono (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese) e una piccola parcella di Cabernet Sauvignon a cui Roberto è molto legato. In prospettiva l'azienda intenderebbe cimentarsi su Pinot Nero.
Tra gli obiettivi di medio termine, la creazione di una società di servizi, per ciò che concerne imbottigliamento, consegne, formazione del personale.
La produzione si attesta tra le 20.000 e le 40.000 bottiglie all'anno, suddivise in 9 etichette, di cui 4 senza solfiti aggiunti, 2 spumanti, 3 "vini archivio" cioè sottoposti a lungo affinamento e destinati alla conservazione.
Due le parole d'ordine ricavate dal colloquio con Roberto Capecci:
- produrre poco ed in maniera artigianale
- fare qualità è dare un prodotto sano.
In sostanza il nuovo corso inaugurato agli inizi degli anni 2000, intende operare una netta cesura con le produzioni di tipo industriale, che omologano il gusto, inseguono tendenze, necessitano di coadiuvanti tecnologici di vario genere, i quali ingrassano le multinazionali e diseducano il consumatore.
Note di degustazione:
Vino rosso da tavola '16
Nudo
13,5%vol.-€ 13,5 in azienda
Ottenuto da uve Sangiovese 80% e Cabernet Sauvignon 20% (percentuali variabili in relazione all'andamento stagionale), vinificato in acciaio con lieviti indigeni, So2 free, non filtrato, svestito degli orpelli burocratici d'indicazione geografica e denominazione d'origine, declassato a "vino da tavola", ci appare completamente "nudo", nella sua forma più autentica, rappresentazione metaforica dell'atteggiamento integralista, ai limiti del provocatorio, del suo produttore.
Rosso rubino tendente al porpora, limpido.
Profumi e sapori vinosi, piccoli frutti rossi e amarena, accenni floreali di geranio, sottofondo petillant da rifermentazione, confezionano un quadro pulito, fresco di frutto, arrotondato dal Cabernet, con tannino vellutato a chiudere.
Vino di facile approccio, destinato all'uso quotidiano o per le occasioni di convivialità.
Versatile nell'abbinamento, ideale su salumi tipici marchigiani, ciauscolo, risotto alla pilota, maccheroncini di Campofilone al ragù di carne, trova utilizzo alternativo su cucina di mare, zuppe di pesce.
Temperatura di servizio 14° - 16°.
Rosso Piceno Superiore '10
Rosso del Fondatore
13,5%vol.-€ 20 in azienda
Fa parte della linea "Vini Archivio" (destinati alla lunga conservazione).
Vino difficile da testare, poichè la naturale motilità del quadro produce modifiche nel corso della degustazione.
Ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese con piccolo saldo 5% Cabernet Sauvignon, fermentato con lieviti indigeni, non subisce chiarifiche nè filtrazioni, si stabilizza spontaneamente dopo maturazione di 24 mesi in barrique con successivo lungo affinamento di 36 mesi in bottiglia.
L'eventuale residuo sul fondo sta appunto a testimoniare che il vino non è stato stabilizzato meccanicamente.
Si presenta rosso rubino compatto, cupo, impenetrabile.
Fase olfattiva mediamente intensa in prima battuta, diventa intrigante dopo adeguata ossigenazione.
Sentori eterei e smaltati, speziati di timo, liquirizia, noce moscata, prima soccombono, poi prevalgono su frutto rosso e nero, amarena e lampone, floreale di viola.
Quadro ondivago, proprio di un vino ancora alla ricerca di una sua maturità.
In bocca l'attacco è più severo.
Corposo, sapido, senza fronzoli.
Spessore tannico, speziatura e carica acidica caratterizzano la fase, sovrastando il frutto rosso, la ciliegia, gli spunti erbacei e la vaniglia avvertibili sullo sfondo.
Ne risulta un quadro certamente non addomesticato dalla massa glicerica e dai legni, ma destinato a positiva evoluzione.
A mio parere etichettabile come vino di territorio, ne trasmette e nobilita l'anima rurale.
In abbinamento su selvaggina da piuma e da pelo, braceria.
Temperatura di servizio: 18°.
Cantine Capecci - vini naturali
contrada Santa Maria in Accubitú, 15
63075 Acquaviva Picena (AP)
info@cantinecapecci.com
telefono: 0735 764685
mobile: 320 0778665
http://www.cantinecapecci.com/

lunedì 24 luglio 2017

Falerio Doc d'aMare 2017, risultati concorso.

La 14^ edizione di “Falerio una Doc d’aMare” si è conclusa domenica 23 luglio nella tradizionale sede di Villa Baruchello a Porto Sant’Elpidio (Fm).
La manifestazione è stata introdotta dal convegno “Falerio prospettive per il futuro, tra convenzionale, biologico e naturale", con interventi di rappresentanti di enti locali, consorzi e associazioni di categoria, Ais e Assoenologi, che hanno tentato di evidenziare le varie articolazioni vitivinicole italiane e l'attuale fase di trapasso verso criteri di ecocompatibilità.
A conclusione del Convegno, nel parco di Villa Baruchello degustazioni aperte al pubblico, banchi d’assaggio e premiazione dei tre concorsi previsti: miglior “Falerio Doc”, miglior “Falerio Pecorino Doc” riservati alle vendemmie 2016, “Un Piatto per il Falerio” riservato ai ristoranti di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare che hanno abbinato una loro ricetta ad un’etichetta di Falerio o Falerio Pecorino.
Risultati concorsi:
Falerio Doc
1°classificato
Falerio Doc '16 Terre Cortesi - Moncaro
Montecarotto (An)
http://www.moncaro.com/en/
2°classificato
Falerio Doc '16 Eva - Terra Fageto
Pedaso (Fm)
http://terrafageto.it/
3°classificato
Falerio Doc '16 Grotte sul Mare - Carminucci Vinicola del Tesino
Grottammare (Ap)
http://www.carminucci.com/en/
Falerio Pecorino Doc
1°classificato
Falerio Pecorino Doc '16 Linea Settantasette - Cantina Colli Ripani
Ripatransone (Ap)
https://colliripani.com/
2°classificato
Falerio Pecorino Doc '16 Celestiale - Casale Vitali
Montelparo (Fm)
http://www.casalevitali.it/
3°classificato
Falerio Pecorino Doc '16 Destriero - Cantine di Castignano
Castignano (Ap)
http://www.cantinedicastignano.com/
Un Piatto per il Falerio
1°classificato
(fonte foto: Ass. Turismo P.S.E.)
2°classificato
(fonte foto: Ass. Turismo P.S.E.)
3°classificato
(fonte foto: Ass. Turismo P.S.E.)
Menzioni speciali
(fonte foto: Ass. Turismo P.S.E.)
(fonte foto: Ass. Turismo P.S.E.)
Le valutazioni concorsi sono state curate da una commissione d'assaggio composta da sommeliers Ais e rappresentante Assoenologi.

venerdì 21 luglio 2017

Logonovo winery in Montalcino, Malbec e Toscana igt.

Nel 2003, quando Marco Keller, imprenditore che si divide tra Milano e Zurigo, acquistò all'asta la tenuta Logonovo a Montalcino in passato appartenuta alla Chiesa di Siena, una vera e propria enclave all'interno della tenuta Castelgiocondo di Frescobaldi, aveva in mente il progetto di un’azienda che sfruttasse un terroir ineguagliabile e incontaminato per realizzare “il vino che non c’era”.
Contro ogni logica di territorio, decise di non fare Brunello, piantò ex novo oltre al Sangiovese, Petit Verdot, Syrah, Merlot, Sagrantino e per ultimo 9.000 metri di Malbec con marze provenienti da piante secolari argentine ancora su piede franco.
Un piccolo vigneto quest'ultimo, con densità di impianto di 1 metro x 1 metro, con sistema di allevamento ad alberello che lui stesso definisce “assurdo” per la difficoltà di lavorazione ed i relativi costi, fornito di sistema d'irrigazione soprachioma.
Si trova proprio davanti alla sua casa e, forse perché è il più difficile tra i suoi progetti, è una specie di figlio più amato degli altri.
Nel frattempo costruisce una bella e funzionale cantina, completamente interrata, che diventa il suo centro operativo.
La tenuta dispone di 11 ettari vitati, condotti in biologico volutamente non certificato, con concimazione organica e sovescio.
Ho degustato due etichette: “Cinqueperlogonovo” che, come si evince dal nome, è un blend dei 5 vitigni principali in percentuali diverse a seconda dell’andamento di vendemmia, e "Vergena" ottenuto da uve Malbec.
Quest'ultima etichetta necessita di alcune precisazioni.
Con la vendemmia 2014 esce per la prima volta il frutto del vigneto Malbec (piantato nel 2010) che viene chiamato “Vergena” dal nome del podere dove si trovano casa e vigneto.
Si tratta di un blend con Merlot e Petit Verdot, perché il vigneto è al primo anno di produzione e sembrava necessitare di “aiuto”.
Stessa scelta per il 2015.
I risultati delle due vendemmie sono confortanti e dalla vendemmia 2016 il vino diventa 100% Malbec.
E’ il segno inequivocabile che la scelta di Marco Keller è giusta: quello di Montalcino è un terroir così formidabile che qualsiasi vitigno acquisisce un carattere unico.
Il Malbec è una varietà di origine francese, diffusa nel Bordolese, nella regione del Midi-Pirenei, nella Loira.
Molti viticoltori bordolesi hanno rinunciato a questo vitigno a favore dei caratteri più intensi del Merlot e in considerazione delle criticità di coltivazione, relative a colatura, marciume, peronospora, scarsa resistenza alle gelate.
Per questo motivo viene coltivato maggiormente nei climi caldi, dove questi problemi si presentano con minore frequenza.
Un vitigno che esprime al meglio il suo potenziale in territori calcarei e rocciosi, su terreni poco fertili e di alta quota, dando vita a vini densi, di colorazioni molto scure, tanto da essere stato soprannominato il vino nero, con buoni aromi fruttati e strutture tanniche abbastanza spiccate.

Nel 2016 arriva la proposta dei Marchesi Frescobaldi di acquistare l’azienda.
Marco Keller ci pensa a lungo, è un progetto cui è molto attaccato, forse quello più amato tra i tanti sviluppati in una vita costellata di successi.
Marco Keller, dopo 13 anni dalla fondazione, decide di vendere Azienda Agricola Logonovo ai Marchesi Frescobaldi, ma il piccolo vigneto di Malbec resta suo.
Adesso il progetto cambia e si sposta tutto sul Malbec e su "Vergena".
Azienda Agricola Logonovo
Località Castelgiocondo – 53024 Montalcino (SI)
tel. +39 335 211421
email: marco.keller@logonovo.it
www.logonovo.it
Note di degustazione:
Toscana Igt Rosso '14 Vergena
14%vol. - circa € 25
Ottenuto da uve Malbec, con saldo Merlot e Petit Verdot, ricco di polifenoli e antocianine, appare alla vista di color rosso rubino scuro, concentrato, impenetrabile, con sfumature viola.
Mix di profumi intenso, verticale, contraddistinto da sentori d'amarena e mirtillo, macchia mediterranea, bacche di ginepro, spezie dolci, radice di liquirizia.
In bocca è croccante di frutto e corposo.
La carica glicerica, il frutto rosso e nero già evidenziato all'olfazione, gli spunti vanigliati concessi dal legno piccolo, competono con le note verdi e tanniche del bagaglio varietale.
Ne risulta un quadro avvincente, voluttuoso, non sovrastrutturato.
Temperatura di servizio: 16° - 18°.
In abbinamento su selvaggina da pelo e da piuma, fagiano in salmì alla toscana.
Toscana Igt '14 Cinqueperlogonovo
14,5%vol. - circa € 25
Ottenuto da uve Sangiovese, Merlot, Syrah, Petit Verdot, Sagrantino, appare alla vista di color rosso rubino scuro, concentrato, sfumato di porpora sull'unghia.
Bouquet di profumi mediamente intenso, dopo breve ossigenazione sviluppa più in ampiezza che in verticalità, connotato di sottobosco, cuoio, pelliccia, aspersioni catramose e pietra focaia, frutto nero macerato.
Al palato, dal composito uvaggio ci si aspetterebbe un quadro variegato, ricco di sfaccettature, di spunti caratteristici in qualche modo riconducibili ai pregi e difetti delle varietà o rivelatori di una qualche scelta di campo del produttore; viceversa in questa fase mi appare addirittura impeccabile, teso, ben bilanciato, ricco di frutto e d'amarena, alleggerito dalla carica acidica, con tannini fitti ma non aggressivi, tanto da farmelo etichettare più come esercizio di stile che come espressione di un territorio.
Temperatura di servizio: 16° - 18°.
In abbinamento su capretto al forno, cosce di pollo con porri, olive e paprika.

giovedì 20 luglio 2017

Falerio una Doc d'Amare 2017, Porto Sant'Elpidio

L'assessorato al Turismo di Porto Sant'Elpidio (Fm) in collaborazione con A.I.S Marche e Confcommercio Marche Centrali presenta la 14° edizione dell' evento dedicato alla promozione della prestigiosa DOC del Piceno-Fermano.
Programma:
Ore 18.00 : convegno "Falerio, prospettive per il futuro - tra Convenzionale, Naturale e Biologico".
Ore 18.30: premiazione.
Ore 19.00: degustazione vini, musica e buffet, con vini e prodotti gastronomici del territorio.
Ingresso gratuito.
Concorso "Falerio: una DOC d'aMare"
Il concorso è riservato alla produzione di Falerio e Falerio Pecorino della vendemmia 2016 delle Aziende Vinicole della provincia di Fermo e Ascoli Piceno.
Saranno premiati i tre migliori vini più le menzioni speciali.
Concorso "Un piatto per il Falerio"
Il concorso è riservato ai Ristoranti di Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare che proporranno una ricetta abbinata ad una etichetta di Falerio o Falerio Pecorino a scelta.
Saranno premiati i tre migliori abbinamenti piatto-vino, più le menzioni speciali.

Le valutazioni avverranno in base all'insindacabile metodo AIS e alle esperienze professionali maturate dai giurati.

Domenica 23 luglio 2017 dalle ore 17:30
Villa Baruchello, via Belvedere, 63821 Porto Sant'Elpidio (Fm)
Risultati concorsi edizione 2017:

martedì 18 luglio 2017

Vini friulani al Lacrima Wine Days 2017, Morro d'Alba (An).

A Morro d'Alba (An) sabato 8 e domenica 9 luglio 2017 si è svolta la seconda edizione di Lacrima Wine Days, evento che celebra il Lacrima di Morro d’Alba, vitigno autoctono marchigiano da cui derivano vini inconfondibili per caratteri e profumi.
Una pattuglia di produttori ha promosso la due giorni per divulgare la conoscenza del Lacrima di Morro d’Alba, per creare interesse attorno alla nuova annata verso gli operatori e verso gli enoappassionati.
L’organizzazione è stata curata dall’associazione Go Wine http://www.gowinet.it/ che ha operato d’intesa e con il sostegno dell’Istituto Marchigiano di Tutela e con il patrocinio del Comune di Morro d’Alba.
Nel corso delle due giornate, banchi d'assaggio all’interno delle borgo storico di Morro d’Alba circondato dal camminamento di ronda denominato “La Scarpa”, degustazione di prodotti tipici a cura della Pro Loco di Morro d'Alba, tasting di approfondimento a cura di Ais Marche.
La "regione ospite" di questa seconda edizione è stata il Friuli Venezia Giulia.
Una ventina le aziende vinicole friulane presenti, esponenti di un territorio vinicolo particolarmente vocato, a mio parere accomunate con quelle marchigiane della Doc Morro d'Alba, dal tratto originale e caratteristico degli autoctoni a bacca rossa: Pignolo, Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso da un lato, Lacrima di Morro d'Alba dall'altro.
banchi d'assaggio
nel cortile sottostante
il camminamento di ronda
"La Scarpa"
Al di là delle impressioni ricavate dagli assaggi, mi pare di poter dire che il dato saliente di questa manifestazione sia il fatto che un format bene organizzato, che punti a valorizzare le identità territoriali, è in grado di sollecitare flussi turistici qualificati e dare quindi prospettive di sviluppo anche in tempi di crisi economica.
banchi d'assaggio
nel cortile sottostante
il camminamento di ronda
"La Scarpa"
Nella giornata di sabato 8 luglio, mi sono dedicato alla degustazione di vini friulani, sia a bacca bianca che a bacca rossa.
Colli Orientali del Friuli Doc Friulano '15
alcool 13% - circa € 6
Lavaroni Marcello
Ottenuto da uve Friulano (ex Tocai).
Giallo paglierino limpido.
Mediamente intenso al naso su note prevalenti di pomacea.
Fresco e sapido in bocca, conferma il frutto a polpa bianca.
Finale ammandorlato.
Favorevole rapporto qualità/prezzo.
Convincente.
Antipasti di pesce, spaghetti alle vongole, cucina di mare.
BBK '15 (Ribolla Gialla di Slovenia)
alcool 12,5% - circa € 15
Lis Neris
Ottenuto da uve Ribolla Gialla coltivate in territorio sloveno.
Il nome è l'acronimo dei comuni di produzione sloveni: Barbana, Biljana, Kozana.
Vinificato in acciaio con sosta sulle fecce fini per 6 mesi e batonnage.
Giallo paglierino tenue.
Erbette aromatiche, frutta bianca, rosmarino.
In bocca è fresco, pulito, fin troppo lineare, a mio parere.
Vino d'entrèe.
Colli Orientali del Friuli Doc
Schioppettino '10 Turian
alcool 13,5% - circa € 22
Eugenio Collavini
Ottenuto da uva Schioppettino, detto anche Ribolla Nera, presente quasi esclusivamente nella zona dei Colli Orientali del Friuli, da cui derivano vini di buona struttura, con buone attitudini all'invecchiamento.
Le uve vendemmiate, vengono riposte in fruttaia a temperatura e umidità controllate, per concentrarne i caratteri, quindi si avvia la fermentazione sulle bucce per 3 settimane.
Affinamento di 18 mesi in barrique.
Rosso rubino, tendente al granato, con trasparenze.
Profumi intensi di frutto maturo, amarena, vaniglia, spezie dolci.
In bocca sollecita su questi stessi temi, della vaniglia, del cioccolato, della confettura d'amarena, con tannino pungente in centro bocca.
In abbinamento su pappardelle di lepre, cacciagione da piuma.
Colli Orientali del Friuli Doc
Schioppettino di Prepotto '13
alcool 13% - circa € 15
Casella
Anche questo come il precedente, ottenuto da uva Schioppettino, ma della zona di Prepotto.
Rosso rubino limpido.
Frutto rosso, amarena, spezie al naso.
Di medio corpo, tende al morbido al palato, con tannino levigato dal passaggio in legno piccolo, da questo punto di vista in antitesi con il precedente Schioppettino senz'altro più aggressivo, ma a mio parere, con più carattere.
In evidenza toni vanigliati ed amarena.
In abbinamento su umidi di carni bianche, coniglio, pollame.
Colli Orientali del Friuli Doc '09 Rosso Celtico
alcool 15% - circa € 23
Moschioni
Tipico uvaggio bordolese Merlot 50% e Cabernet Sauvignon 50%, ma made in Cividale del Friuli (Ud).
Fermentazione acciaio inox con lieviti indigeni.
Affinamento 12 mesi in barrique nuove e usate, 12 mesi in botte grande, 6/8 mesi nuovamente in acciao inox per decantazione naturale, 10/12 mesi in bottiglia.
Non filtrato.
Rosso granato cupo, impenetrabile, concentrato.
Complesso, severo al naso su toni catramosi e muschiati, humus, erbe aromatiche, rosmarino, vaniglia e mirtillo.
In bocca è potente, ugualmente austero, arrotondato dal passaggio in legni di varia dimensione.
Frutto stramaturo e vaniglia.
Vino di spessore da abbinare su carni alla brace, tagliata di manzo al rosmarino e pepe verde.
Colli Orientali del Friuli Doc Pignolo '11
alcool 14,5% - circa € 30
Valentino Butussi
Ottenuto da uva Pignolo, rara varietà a bacca rossa, tipica di alcune sottozone dei Colli Orientali del Friuli, ricca di polifenoli ed antociani, da cui derivano vini di gran classe e struttura.
Vendemmia in più passaggi nel mese di ottobre, con bassissime rese su 4.400 viti per ettaro.
Affinato per meno di tre anni in piccole botticelle di rovere e successivi 7 mesi in bottiglia.
600 bottiglie prodotte.
Rosso rubino cupo, impenetrabile, quasi nero.
Intenso e complesso al naso su toni di goudron, con accenni di tipo ematico, erbe aromatiche, prugna in confettura, vaniglia e spezie dolci.
In bocca conferma tali sensazioni piene.
Il frutto nero maturo, l'amarena e il lampone, la carica glicerica, trovano adeguato contrappunto nello spessore tannico.
Fine e corposo, di lunga persistenza retronasale e gustativa.
Destinato alla lunga conservazione.
In abbinamento su piatti di carne aromatici o a tendenza succulenta, filetto di manzo al lardo di Colonnata, agnello alla menta.
banchi d'assaggio
nel cortile sottostante
il camminamento di ronda
"La Scarpa"
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sabato 15 luglio 2017

Podere Conca, degustazione Bolgheri Doc e Toscana Igt.

La ricchissima realtà vitivinicola di Bolgheri, a partire dalla vendemmia 2015 da pochi giorni sul mercato, annovera una nuova azienda vinicola: Podere Conca.
L’idea mi è venuta a seguito del corso di degustazione del vino presso AIS Milano, passione che ho da sempre – dice Silvia Cirri una dei titolari – e ho deciso di proporla a mio nipote Giovanni Gastel Jr e all’amico d’infanzia Livio Aloisi. Avevo un progetto, un’idea, sul tipo di vino che avremmo voluto ottenere al Podere Conca e prima di piantare i vigneti abbiamo voluto sperimentarlo, selezionando vigne di piccoli produttori locali con le caratteristiche che cercavamo per il nostro vino. L’agronomo Paolo Granchi ne segue la conduzione perché le uve arrivino in cantina perfettamente sane, perché vengano raccolte al giusto momento di maturazione e perché l’enologa Laura Zuddas abbia la possibilità di lavorare su una materia prima all’altezza delle nostre aspettative.
Livio Aloisi con entusiasmo ha accolto la proposta di intraprendere questa avventura vitivinicola e la scelta di condurre il nuovo vigneto e lo storico oliveto aziendale, seguendo i più rigidi dettami dell’agricoltura biologica come già fa nelle sue terre nelle Marche dove coltiva cereali ed erba medica.
Podere Conca diventa un’azienda.
Nel 2015 i tre soci decidono di coinvolgere altri membri delle rispettive famiglie.
La nuova generazione si inserisce nel progetto, che si arricchisce dell’apporto di Manuela Gastel, che ne cura la comunicazione e di Virginia Archinto Rocca Saporiti che ne coordina l’immagine.
Conclude Silvia Cirri: “Siamo tutti orgogliosi di come il Podere Conca stia crescendo e ci piace rendere partecipi gli ospiti del nostro impegno: siamo perciò a disposizione per degustazioni in azienda anche in abbinamento con altri prodotti di questa terra selezionati da artigiani locali che condividono la stessa passione per questo splendido pezzo di Toscana.
Podere Conca dispone di circa 6 ettari vitati nel 2015, per il momento non sufficientemente produttivi.
Prima di piantare i vigneti, l'azienda li ha sperimentati, selezionando vigne di piccole aziende del territorio.
Per la realizzazione di queste due annate d'esordio si è quindi fatto ricorso ad uve di piccoli vignaioli locali.
Nel 2015 nasce Bolgheri rosso DOC “Agapanto” un vino giovane ed elegante prodotto da uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Ciliegiolo elevato per 12 mesi in barriques e tonneaux di secondo passaggio.
Nel 2016 la prima vendemmia di “Elleboro” un vino bianco da uve Viognier, Chardonnay e Sauvignon blanc: un’esplosione di profumi e di freschezza che lo rendono piacevole, senza essere scontato, sia come aperitivo che a tutto pasto.
Per approfondire o per prenotare una visita:
Via Bolgherese 196
57022 Castagneto Carducci (LI)
www.podereconcabolgheri.it
e-mail: info@podereconcabolgheri.it
Tel. +39 324 09 57 941
Coordinate GPS per navigatore: 43.21562,10.6087565,17
Note di degustazione:
Toscana Igt bianco '16 Elleboro
alcool 13% - circa € 10
Colore giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Naso verticale, contraddistinto da sentori di frutta bianca, crosta di pane e lieviti, origano, frutto tropicale e ananas timidi in prima battuta, più evidenti dopo breve ossigenazione.
In bocca prevalgono toni freschi e agrumati, polpa d'arancia, reviviscenze vegetali di foglia di pomodoro, con sullo sfondo il frutto esotico leggiadro.
Finale amaricante.
Temperatura di servizio 10°.
In abbinamento su insalata di mare con verdure, tagliatelle di seppie con finocchi al pompelmo, gamberi e melone.
Bolgheri Doc rosso '15 Agapanto
alcool 14% - circa € 14
Rosso rubino limpido.
Timo, sentori erbacei e peperone, accenni di liquirizia e floreali, mirtillo, contraddistinguono le varie fasi di degustazione.
Quadro non particolarmente materico, tuttavia pulito, ben bilanciato nel rapporto tra parti dure e morbide.
Vino di medio corpo, fine, dotato di carica acidica e smussato di tannino.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto, su filetto di maiale al forno, coniglio in porchetta, pollo in potacchio.
Temperatura di servizio 16°.

giovedì 13 luglio 2017

Verdicchio di Matelica Festival 2017.

Grand Tour delle Marche: anniversario con il Verdicchio.
Il Grand Tour delle Marche, sviluppato da Tipicità ed Anci Marche, esplora dall’interno i mondi dell’identità locale: tanti microcosmi ricchissimi di suggestioni uniche, da vivere attraverso la piattaforma dedicata www.tipicitaexperience.it e le proposte esperienziali “su misura” offerte dal circuito.
Un viaggio enoico lungo cinquant’anni è quello che propone, con il clou nelle giornate del 21 e 22 luglio, l’evento Verdicchio di Matelica Anniversary, accompagnato dallo slogan “il tempo che celebra la qualità”.
Il Verdicchio è il vino bianco fermo più premiato dalle Guide italiane.
Nell'areale matelicese presenta un “timbro” identitario che lo diversifica sensibilmente dal più noto “cugino” dei Castelli di Jesi.
Nella città dell’Alto Maceratese e nei territori che la circondano, vera e propria “isola tra i monti”, il Verdicchio assume sfumature e qualità che gli hanno consentito di conquistare la DOC, già cinquant’anni fa, seguita poi dalla DOCG per la versione “Riserva”.
A Matelica il Verdicchio è una vera e propria “matrice culturale”.
Nel corso della due giorni celebrativa, il connubio vino-cultura sarà al centro delle tantissime iniziative in programma: degustazioni, visite alle cantine, concerti, convegni, spettacoli teatrali.
Dopo un’anteprima musicale dell'Orchestra Chitarre delle Marche con degustazione prevista nella serata di giovedì 20 luglio, sarà Davide Riondino, il 21 luglio, a salire sul palco con “Cibus, divagazioni letterarie conviviali”.
In programma anche lo Show Cooking con Diego Bongiovanni della Prova del Cuoco e l’inedita cena in piazza con il Verdicchio.
Nella giornata di sabato 22 luglio sarà inaugurato un monumento al Verdicchio di Matelica.
Verdicchio Matelica Festival, 50 anni DOC (1967-2017)
-il tempo che celebra la qualità-
21-22 Luglio 2017
Foyer Verdicchio di Matelica - Enoteca
via Umberto I, 22
62024 Matelica (Mc)
Info e prenotazione eventi:
0737 85571 - 0737 85671 - 0737 85611
Programma:
http://www.comune.matelica.mc.it/comodo/programmaverdicchio.pdf