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domenica 4 gennaio 2026

Valpolicella Amarone e Ripasso cantina Spada

Siamo in regione Veneto, nel comune di San Pietro in Cariano in provincia di Verona, nel cuore della Valpolicella classica.
Cantina Spada opera dagli anni '50 e dispone di una decina di ettari di vigneto.
Ho potuto degustare due tra le etichette più rappresentative.
Valpolicella Ripasso Classico Superiore Doc 2019 e Amarone della Valpolicella Classico Docg 2018 Firmus
Amarone della Valpolicella Classico Docg 2018 Firmus
16,5% vol.
Ottenuto da uve Corvina Veronese 45%, Corvinone 30%, Rondinella 20%, Molinara 5%, sottoposte ad appassimento per circa 3 mesi, vinificato in acciaio e vetrocemento, sopposto ad un periodo di maturazione di circa tre anni in botti di rovere francese e rovere di Slavonia da 10 e 20 ettolitri.
Appare rosso granato scuro, con tendenza al mattonato.
Profilo severo, surmaturo, sprigiona complessità e consistenza.
I marcatori principali indirizzano sul muschiato, l'idrocarburico e sul frutto nero carnoso; appaiono confettura, prugna stramacerata, tamarindo e rabarbaro, note balsamiche e d'erbette aromatiche, china e humus, cioccolato fondente e ciliegia ad ammorbidire il finale ampio e profondo.
Vino di notevole spessore e lunga gittata.
Valutazione @avvinatore 91/100
abbinato su maialino al forno
Valpolicella Ripasso Classico Superiore Doc 2019
14% vol.
Ottenuto da uve Corvina Veronese 15%, Corvinone 40%, Rondinella 40%, Molinara 5%, vinificato in acciaio e vetrocemento, sottoposto a maturazione di circa due anni in rovere da 10 ettolitri, appare di color rosso granato, con tendenza a scaricare sul mattonato.
Profilo tipico della tipologia, imperniato su frutti rossi, accenni vanigliati, note boisèe e d'erbette aromatiche, china e rosmarino, ma anche cacao e ciliegia in confettura.
Tendenza amarotica al rabarbaro nel finale.
Vino di medio corpo, media gittata, probabilmente nella fase discendente dell'arco evolutivo.
Valutazione @avvinatore 89/100
abbinato su lasagne al forno,
besciamella, salsicce, castagne
Cantina Spada
Via Villa Girardi 26
37029 San Pietro in Cariano (Vr)
Tel: +39 045 6801468
Cell: +39 340 2664334
info@cantinaspada.com
export@cantinaspada.com
https://www.cantinaspada.com/

venerdì 18 novembre 2022

Valpolicella Ripasso Superiore Doc '19 Valdimezzo, Casa Vinicola Sartori

Questo vino fa parte della linea aziendale dedicata al canale retail, comprendente anche Valpolicella Superiore, Amarone della Valpolicella e Lugana.
E' ottenuto da uve Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina, con percentuale prevalente della prima e maturato 12-18 mesi in botti di medie e grandi dimensioni prima dell'affinamento in bottiglia prolungatosi per altri 6 mesi, così come previsto da Disciplinare per la tipologia "superiore".
Nel mese di febbraio successivo alla vendemmia, il vino è stato "ripassato" sulle vinacce dell'Amarone, seguendo tecniche e tradizioni consolidate.
Valpolicella Ripasso Superiore Doc '19 Valdimezzo
13,5% vol.
Si presenta rosso rubino con riflesso granato.
Quadro di medio spessore, tuttavia brilla d'essenze fruttate e freschezza.
Netta è la risposta varietale: ciliegia, more e mirtilli, sottile speziatura, chiodo di garofano, sentori floreali che ricordano il geranio, descrivono l'essenziale della tipologia.
In bocca è succoso di frutto rosso, addolcito dalla ciliegia in apertura, proiettato su connotazioni amaricanti di rabarbaro e tamarindo in chiusura.
Vino nel solco della tradizione, adottabile nella quotidianità in considerazione del favorevole rapporto qualità-prezzo, a mio parere contempera fruibilità e valori enologici.
Risotto ai funghi porcini, fegato alla veneziana.
Valutazione @avvinatore 89/100
Casa Vinicola Sartori S.p.a.
Via Casette, 4
37024 Negrar in Valpolicella
Verona - Italy
Tel. +39 045 6028011
Fax +39 045 6020134
Email sartori@sartorinet.com
Web https://www.sartorinet.com/
Valpolicella Ripasso
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martedì 8 novembre 2022

Valpolicella Ripasso, wine making method

Il Ripasso di Valpolicella nasce storicamente come un "trucco enologico" segreto, finalizzato a migliorare vini deboli, scarsi dal punto di vista organolettico, ma si è rivelato nel corso degli anni un eccezionale successo commerciale.
Il Ripasso della Valpolicella è una di quelle straordinarie storie di uomini, territori e tradizioni, di cui il mondo del vino è fonte inesauribile; le sue origini si perdono nel passato, quando la gente beveva più vino che acqua e i vigneti dovevano produrre enormi quantità di uva, poco importa se il succo non durava a lungo, risultava diluito, povero di zuccheri, a basso contenuto alcolico, non molto concentrato.
Non di rado una partita di vino sviluppava difetti, ossidazioni, acidità acetica e altro, restando in cantina più a lungo del previsto.
In questi casi, il cantiniere aveva il compito di trovare soluzioni per rimediare alle criticità legate alla debolezza del vino; una di queste pratiche di cantina era il Ripasso, svolto di solito tra la metà di gennaio e la metà di marzo, successivo alla svinatura dell'Amarone o del Recioto e consistente essenzialmente nel travasare il vino da un tino all'altro, al fine di farlo sostare qualche giorno sulle vinacce di uve appassite.
vinacce
Il Metodo Ripasso in Valpolicella
Fin dall'antichità in quest'area si producevano tipicamente due vini.
Un vino Valpolicella base, fatto con uve fresche a settembre/ottobre, e il Recioto, un vino dolce prodotto con uve sottoposte a un periodo di appassimento di 3-4 mesi prima della fermentazione,  quindi molto concentrate, ricche di aromi e zuccheri.
A febbraio o marzo, dopo un periodo di fermentazione piuttosto breve al fine di trasformare soltanto una parte degli zuccheri in alcol, il vino dolce denominato Recioto era pronto, e veniva separato dalle bucce.
I produttori prendevano quindi un po' del vino più debole e insipido dell'autunno precedente e lo mettevano nei tini assieme alle vinacce del Recioto, ricche di zuccheri non svolti a seguito della fermentazione non completata.
Queste bucce, messe a contatto con il vino di qualità inferiore e da migliorare, innescavano una seconda fermentazione che:
• alzava il grado alcolico di uno o due punti
• estraeva il colore residuo nelle bucce
• aggiungeva struttura e corpo
Il vino che ne risultava era migliore, più alcolico e consentiva ai produttori di venderlo ad un prezzo più alto.
Questo metodo si chiama Ripasso perché consiste nel ripassare un vino Valpolicella sulle bucce inizialmente del Recioto, successivamente dell'Amarone.
Inizialmente i cantinieri non volevano che i clienti sapessero di questo "trucco" che usavano per migliorare un vino di seconda scelta; tuttavia a seguito dell'istituzione della Doc Valpolicella Ripasso nel 2007, la produzione triplicò nel giro di pochi anni e il successo commerciale spinse i produttori persino a vantarsi di ciò di cui in passato si erano vergognati.
La domanda era così elevata che rese impossibile avere abbastanza Ripasso utilizzando solo le uve del Recioto, la cui produzione in Valpolicella era ed è molto ridotta.
Per questo motivo i produttori iniziarono ad utilizzare anche le vinacce di Amarone che tuttavia sono meno ricche di zuccheri e di colore a causa di una fermentazione molto più lunga (40-60 giorni) rispetto a quella del Recioto.
Con questa tecnica affinatasi nel tempo, il mercato dei consumatori ha avuto a disposizione un vino molto vicino all'Amarone in termini di struttura e di aromi, ma a un terzo del prezzo.
svinatura Ripasso
Con gli anni, gli enologi hanno sviluppato tutta una serie di tecniche e migliorìe del processo, finalizzate a contemperare la crescente produzione di Ripasso con l'invariata disponibilità di vinacce di Amarone o di Recioto. 
Doppia fermentazione
Nella produzione del Ripasso circa il 70% delle uve viene pigiato e fermentato immediatamente dopo la vendemmia, mentre il restante 30% viene appassito per un mese o più e poi aggiunto per innescare una seconda fermentazione.
Amarone in piccolo
Le uve selezionate per il Ripasso vengono lasciate appassire per circa un mese prima di essere pigiate per la fermentazione.
Questo processo è letteralmente una tecnica di produzione dell'Amarone abbreviata.
In entrambi i casi il vino ottenuto, una volta messo per qualche giorno nella stessa vasca con le vinacce dell'Amarone, può essere legalmente etichettato come Ripasso.
Inoltre le vinacce di Amarone utilizzate per fare il Ripasso non vengono più pressate dopo la svinatura; in questo modo possono trattenere fino al 15% del vino Amarone che finisce nel Ripasso al momento della seconda fermentazione.
Le caratteristiche del Ripasso
Come ogni altro vino della Valpolicella, anche il Ripasso è prodotto con un blend di uve Corvina, Corvinone, Rondinella a cui si possono aggiungere fino al 15% di altri vitigni locali.
Se affina almeno un anno prima dell'imbottigliamento è classificato come Superiore.
Ripasso è spesso indicato come "piccolo Amarone" o con un meno lusinghiero "Amarone dei poveri".
Al di là delle semplificazioni, è in realtà vero che si tratta di un vino a metà strada tra il più semplice e facile Valpolicella e l'Amarone.
Tutte le caratteristiche dell'Amarone si ritroveranno quindi nel Valpolicella Ripasso, ma con un po' meno concentrazione e intensità, colore, profumi, bouquet, sentori, ecc.
Negli ultimi anni alcuni produttori hanno creato dei Valpolicella Ripasso così concentrati e intensi da poterli confondere con l'Amarone.
La storia dell'azienda Buglioni è diventata famosa.
In una degustazione alla cieca il loro Valpolicella Superiore Ripasso venne classificato come Amarone.
Quando il sommelier scoprì la verità, pare abbia detto che quel vino era un bugiardo.
L'azienda decise allora di chiamare il suo Ripasso "Il Bugiardo".
Cantina Buglioni, visita, degustazioni:
Abbinamento al cibo
Quando si tratta di abbinamento al cibo, il Ripasso è uno dei vini più versatili che possiate trovare.
Può infatti affiancare l'intero pasto, partendo da un antipasto saporito, e continuando con una pasta con un sugo elaborato, fino ai secondi di carne grigliata o arrosto.
A Verona si dice che il Valpolicella è il vino da tutti i giorni, mentre l'Amarone è per le occasioni speciali, il Ripasso invece è il tipico vino da fine settimana.
fonte:
http://www.veronissima.com/ita.html
Valpolicella Ripasso
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mercoledì 12 aprile 2017

Vitigni autoctoni al Vinitaly 2017, degustazioni.

Foto e degustazioni fatte in occasione della 51^ edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.
Quest'anno ho rivolto prevalentemente l'attenzione ai vini ottenuti da uve autoctone.
A tale proposito mi pare doveroso premettere quanto segue.
L'Italia vanta un panorama ampelografico vastissimo, che nel 2013 l'ha posta sul terzo gradino del podio per numero di vitigni dopo Georgia e Canada, nella classifica redatta dall'OIV (organizzazione internazionale della vite e del vino) tra i 35 Stati membri.
A certificare le vicende viticole italiane, esiste un Registro Nazionale delle Varietà di Viti, istituito nel 1969 per dar seguito a precisa direttiva comunitaria e curato dal Servizio Nazionale Certificazione Vite del CRA-VIT (Centro Ricerca sperimentazione in Agricoltura e Viticoltura).
Tale Registro viene periodicamente aggiornato mediante decreti ministeriali.
Iscritte al Registro a seguito di aggiornamento di dicembre 2016 risultano ben 513 varietà di uve da vino.
Da questa infinita gamma di biotipi, oggi ne prendo in esame una piccola parte, altresì rappresentativa di produzioni d'eccellenza.
  • Cincinnato è un progetto cooperativo costituito da 130 soci con sede a Cori (Lt), tra i più affermati per intraprendenza ed innovazione dell'intera regione Lazio. 400 ettari vitati, di cui 100 biologici, coltivati ad autoctono, per una produzione media annua di 900.000 bottiglie. In particolar modo la mia attenzione è caduta su due vini, da uva Bellone e da uva Nero Buono, con favorevole rapporto qualità/prezzo. www.cincinnato.it
Lazio Igt Bellone '16 Castore - alcool 13% - circa € 6
Giallo paglierino luminoso.
Quadro gustolfattivo immediato, piacevole, fresco, su toni di frutto tropicale, pesca nettarina e fiori bianchi.
Vino d'entrèe.
Lazio Igt Nero Buono '14 Ercole - alcool 13,5% - circa € 11
Affinato per un anno in barrique di secondo passaggio, si presenta rosso rubino limpido.
Naso su mirtillo e sentori vanigliati.
Rotondo al palato e indirizzato su piccoli frutti rossi, sottobosco, accenni floreali, mineralità.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto.
  • Per chi ama piccole realtà di nicchia, segnalo Azienda Agricola San Giovanni estesa su 13 ettari, di cui 4 vitati ad autoctono per una produzione media di 20.000 bottiglie all'anno, a picco sulla riserva marina di Punta Tresino nel cuore del Parco Nazionale del Cilento in provincia di Salerno nella regione Campania. In questo contesto d'indubbio valore paesaggistico, ricco di mare, bosco e macchia mediterranea, l'azienda dispone anche di struttura per l'ospitalità agrituristica. Per quanto riguarda i vini e sulla base anche di precedenti esperienze, mi pare di poter dire che siamo di fronte a produzioni di un certo livello, caratterizzate dalla sottolineatura dell'espressione varietale nelle etichette di base e dall'enfatizzazione di tale carattere nelle top di gamma. www.agricolasangiovanni.it
Paestum Igt '15 Tresinus Aureus - alcool 13,5%
Ottenuto dalle stesse uve Fiano provenienti da vigne vecchie poco produttive destinate alla produzione di Paestum Igt Tresinus che peraltro nell'annata '15 sembra ormai non più disponibile, ne rappresenta una variante, essendo stato sottoposto a sosta di 6/7 mesi sulle fecce nobili.
Ne risulta un quadro ricco e complesso.
Colore giallo dorato, maturo al naso e al palato sui toni di frutto a guscio, nocciola, mineralità, avvolgenza e lieve astringenza in chiusura.
Se Tresinus coniuga struttura e finezza oserei dire in modo mirabile, Tresinus Aureus prova ad accentuare ulteriormente i caratteri, alla ricerca del limite.
Destinato alla lunga conservazione.
Paestum Igt '12 Maroccia - alcool 15% - circa € 26
Poderoso Aglianico dal colore rosso granato con bordo aranciato.
Quadro gustolfattivo caratterizzato da frutto stramacerato, toni balsamici.
Potente, tannico eppure avvolgente in bocca per calore alcolico, di lunga persistenza.
Ci piace.
  • Siamo in Calabria sulle colline di Cirò (KR), tra il mare Jonio e i monti della Sila. Qui si estendono gli otto ettari vitati con uve locali dell'Azienda Biologica 'A Vita. Il contesto pedoclimatico risulta oggettivamente favorevole al biologico; per questo motivo l'azienda ha potuto permettersi scelte più restrittive intese all'ecocompatibilità, a tutela della biodiversità in vigna e della naturalità in cantina attraverso l'utilizzo di lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, basse percentuali di solforosa. www.avitavini.it
Cirò Doc Rosso Classico Superiore Riserva '12 'A Vita
alcool 14,5% - circa € 22
Alcune precisazioni per ciò che concerne l'etichettatura.
Il disciplinare della Denominazione prevede che la qualifica Classico sia consentita solo ai vini prodotti nella zona storicamente vocata, corrispondente ai comuni di Cirò e Cirò Marina; la qualifica Superiore solo ai vini con gradazione alcolica minima di 13,5°; la qualifica Riserva solo ai vini con periodo minimo di invecchiamento di due anni.
Ottenuto da selezione di uve Gaglioppo provenienti dalle vigne più vecchie e poco produttive, affinato in botte grande e bottiglia per complessivi quattro anni, si presenta rosso granato con trasparenza sul bordo.
Quadro gustolfattivo bene articolato e maturo, su toni di frutto nero, lampone, chiodo di garofano e sottobosco.
Certamente non opulento, tuttavia vigoroso, sapido, trasmette l'essenziale, l'anima mediterranea.
In abbinamento su Caciocavallo Silano stagionato, capretto farcito, agnello arrosto.
  • Cantina Valpantena è un'associazione cooperativa che riunisce 300 piccole aziende vinicole venete che coltivano poco più di 600 ettari di vigneto, per una produzione complessiva annua di milioni di bottiglie. Siamo quindi di fronte ad un gigante della Valpolicella. www.cantinavalpantena.it
Valpolicella Superiore Doc Ripasso '14 Torre del Falasco
alcool 14% - circa € 15
Annata 2014 difficile dal punto di vista dell'andamento meteo, tuttavia questo vino ci è sembrato bene riuscito.
Ottenuto da uve Corvina, Corvinone e Rondinella, ripassato sulle vinacce dell'Amarone, affinato in barrique, si presenta rosso rubino limpido.
Quadro gustolfattivo forse meno opulento rispetto allo standard consueto della tipologia, tuttavia di estrema finezza.
Avvolgente al palato, oserei dire vellutato, s'indirizza su toni di frutto nero, ciliegia, uva passa, semi di melograno, caffè espresso.
Ci piace.
In abbinamento su selvaggina, Monte Veronese stagionato, fegato alla veneziana, lepre in salmì.
  • Casa Vinicola Triacca ha 40 ettari vitati ad autoctono in Valtellina, in una delle zone d'Italia dove si pratica la cosiddetta viticoltura estrema o viticoltura eroica, tra vigneti appesi alle montagne, muretti a secco, terrazzamenti a strapiombo sulla valle, ma vanta possedimenti anche in Chianti Classico e nell'areale del Nobile di Montepulciano. In questo contesto valtellinese di montagna, fare qualità è la sfida quotidiana. www.triaccavini.eu/en/
Valtellina Superiore Docg Riserva '12 La Gatta
alcool 13,5% - circa € 15
Sfida a mio parere ampiamente vinta da questa Riserva, ottenuta da selezione di uva Nebbiolo, localmente detta Chiavennasca, coltivata tra 300 e 500 metri di altitudine, vendemmiata tardivamente nel mese di novembre, sottoposta ad affinamento di almeno tre anni, la maggior parte in botte grande ed un terzo in piccoli fusti.
Ritroviamo i cromatismi consueti della tipologia povera di antociani, sul rosso granato con trasparenza sul bordo, così come il quadro gustolfattivo ricco, proprio come ce lo aspettavamo e connotato da frutto nero maturo, china, corteccia, fiore essiccato.
Fine e corposo.
In abbinamento su Bitto e Casera stagionati, polenta taragna, lepre crostata, tacchina ripiena.
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lunedì 11 aprile 2011

Cantina Buglioni, Vinitaly 2011

Come di consueto, anche l'edizione 2011 del Vinitaly si è rivelata preziosa per ciò che concerne qualità e quantità delle degustazioni.
Oltre a quelli in Fiera, quest'anno abbiamo avuto l'opportunità di aggiungere altri tasting fatti direttamente in azienda.
A seguito di cortese invito fattoci da Cantina Buglioni, riusciamo infatti ad organizzarci per una visita in sede a San Pietro in Cariano (VR).
Ricavata completamente nel sottosuolo dell’abitazione di famiglia, la cantina dispone d'impianti di trasformazione d'avanguardia, area stoccaggio, sala degustazione, imbottigliamento, bariccaia e gode di temperatura costante controllata per tutto l’anno.
Cantina Buglioni si estente su 70 ettari di proprietà di cui 35 a vigneto, per una produzione media annua di 190.000 bottiglie.
Abbiamo degustato:
Valpolicella Doc Classico Superiore Ripasso '06 "il Bugiardo":
Ottenuto da uve Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, sottoposte a tre mesi di appassimento, per un titolo alcolometrico finale di 14,5%.
Concentrato nel colore, fine al naso, vellutato e di grande equilibrio al palato.
Note di frutto maturo e toni erbacei supportano un quadro organolettico intenso e convincente.
Da abbinare su primi piatti saporiti, carni rosse, formaggi semistagionati e con un po' di coraggio anche su brodetto di pesce marchigiano alla sangiorgese o alla sambenedettese.
Amarone di Valpolicella Doc Classico '06 "l’Amarone":
Ottenuto da uve selezionate di Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, successivamente sottoposte ad appassimento per un periodo di circa 4 mesi, per un titolo alcolometrico finale di 17%.
Consistente e profondo, di grande spessore.
Fase olfattiva caratterizzata da frutta macerata e fiori in appassimento.
Al gusto il quadro si arricchisce di note di cacao amaro, cioccolato fondente, toni erbacei in sottofondo: materico, possente, destinato ad evolvere nel lungo periodo.
Vini di grande pregio da 25 a 50 euro sullo scaffale.
In altra circostanza testato:
Vino Spumante Brut metodo Charmat “Lo Spudorato”
Cantina Buglioni
Head Office and Logistics: via Natta 40, 37026 Settimo di Pescantina, Valpolicella - Verona (Italy)
Winery: via Campagnole 55, 37029 Corrubbio di Negarine, San Pietro in Cariano, Valpolicella - Verona (Italy)
Tel: +39 0456760676
Email: buglioni@buglioni.it
Webhttp://www.buglioni.it/
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Locanda del Bugiardo
Fanno parte del gruppo Buglioni:
- Agriturismo del Bugiardo Relais e Locanda del Bugiardo Ristorante, entrambi in località Cariano a San Pietro in Cariano (Vr).
- Osteria del Bugiardo Enoteca Pub in quattro diverse sedi: in Valpolicella a S. Maria di Negrar (Vr), a Villafranca (Vr), a Verona, a Bolzano.
- Cantina Buglioni in Valpolicella, località Corrubbio a San Pietro in Cariano (Vr).