Visualizzazione post con etichetta regione Trentino Alto Adige. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta regione Trentino Alto Adige. Mostra tutti i post

lunedì 3 novembre 2025

Merano Winefestival 2025

Il più esclusivo evento nel mondo del vino, celebra il meglio della produzione enologica nazionale ed internazionale, dal 7 all'11 novembre.
Giunto alla 34^ edizione anche quest'anno produttori selezionati, operatori, appassionati, giornalisti, si incontreranno al Kurhaus di Merano (Bz) per il piacere di degustare il meglio e il privilegio di poterlo fare in un contesto unico e suggestivo.
Merano WineFestival è una vetrina dell'alta espressione enologica e della cucina di alto livello, ma anche una rassegna di artigiani del gusto che propongono materie prime del loro territorio.
Info, programma, accrediti, contatti:
Edizioni precedenti, merano wine festival blog label:

martedì 22 ottobre 2024

Via libera alle UGA in Alto Adige Doc

La zona di produzione della Denominazione d'Origine Controllata "Alto Adige" o "Sudtirol", istituita nel 1975, si trova all'interno della provincia di Bolzano ed è delimitata nella parte superiore dal percorso del fiume Adige e in quella inferiore dalla Valle Isarco.
La collocazione vigneti va da circa 220 metri sul livello dal mare, fino ad oltre i 1000 metri; sensibili quindi possono essere le differenze pedoclimatiche e di terroir, per salvaguardare le quali furono istituite ben 6 sottozone (Valle Isarco, Santa Maddalena, Terlano, Merano, Val Venosta, Colli di Bolzano).
L'istituzione delle UGA (Unità Geografiche Aggiuntive all'interno di una Denominazione d'Origine) di questi ultimi giorni, rappresenta quindi un ulteriore sviluppo nel percorso identitario iniziato anni or sono.
Grazie al riconoscimento da parte del Ministero dell’Agricoltura (MASAF), la zonazione in Alto Adige ottiene, da oggi, uno status giuridico speciale.
Tale zonazione si prefigge di circoscrivere aree omogenee, individuarne i vitigni ottimali, inoltre di fissare limiti alla quantità di raccolto, con l'obiettivo ultimo di assicurare qualità e di garantire il consumatore sulla provenienza del vino e sull'individuazione dei vigneti.
Di conseguenza la specifica zona, per esempio Gries, Mazon, Eppan Berg o Brenntal per citare solo alcune delle 86 ufficialmente riconosciute, potrà in futuro essere indicata in etichetta come “Unità Geografica Aggiuntiva” (UGA) al fianco della denominazione “Alto Adige Doc”.
Si tratta della conclusione definitiva di un impegnativo iter di approvazione avviato dal Consorzio Vini Alto Adige già diversi anni fa.
Nelle varie località vinicole sono state formate commissioni composte da agronomi, enologi, viticoltori, produttori ed esperti di storia della viticoltura”, afferma il presidente del Consorzio Vini Alto Adige nonché presidente della Cantina Kurtatsch Andreas Kofler “A loro è stato assegnato il compito di suddividere le varie zone e decidere quali fossero i vitigni più adatti alle varie parcelle”.
Una suddivisione complessa
Alla base del concetto di zonazione c’è la consapevolezza che la qualità delle uve e del vino è condizionata innanzitutto dal terroir e dal microclima, oltre che dall’altitudine, dalla pendenza del terreno, dall’irraggiamento solare, dalle correnti ascensionali calde, dalla circolazione dell’aria e dalle precipitazioni.
Di conseguenza, per definire delle zone omogenee, sono stati valutati dati relativi al microclima, all’irraggiamento solare, all’ombreggiatura, all’altitudine e alle peculiarità del terreno.
Abbiamo attribuito enorme importanza anche al legame che queste zone hanno con la storia. Grazie al Catasto Teresiano della metà del XVIII secolo siamo stati in grado di risalire ai nomi storicamente attribuiti alle zone di coltivazione”, sottolinea il vicepresidente del Consorzio Vini Alto Adige nonché titolare della Tenuta J. Hofstätter di Termeno Martin Foradori.
Definiti i vitigni e ridotte le quantità
Oltre alla zonazione geografica del territorio della Doc Alto Adige, sono stati definiti anche i vitigni più adatti alle singole parcelle: “È importante precisare che il viticoltore potrà comunque continuare a coltivare, anche nelle Uga definite, i vitigni ammessi in Alto Adige”, spiega Eduard Bernhart, direttore del Consorzio Vini Alto Adige “Tuttavia, a poter essere identificati come vini da unità geografica aggiuntiva, saranno solo quelli prodotti da varietà selezionate dagli esperti. A seconda della Uga, possono anche esserci fino a cinque vitigni diversi, ma ci sono Uga per le quali sono stati selezionati solo uno o due vitigni”, precisa Bernhart.
Con una riduzione della quantità del 25% rispetto alla quantità ammessa per la Doc Alto Adige, ci assicuriamo anche che la qualità di questi speciali vini subisca un ulteriore incremento”, afferma Andreas Kofler.
E Martin Foradori aggiunge: “Il nostro obiettivo è portare nella bottiglia le speciali caratteristiche delle diverse zone. ‘Terroir’ non deve essere solo un concetto per il marketing, ma deve essere riconoscibile anche nel bicchiere”.
Un aiuto al consumatore finale
Un’ulteriore novità è rappresentata dal pittogramma specificamente realizzato dal Consorzio Vini Alto Adige. In etichetta, oltre all’indicazione della zona, il produttore è tenuto a riportare anche questo pittogramma. In questo modo, in futuro, consumatrici e consumatori avranno la possibilità di distinguere questi vini dal resto dell’offerta vinicola.
Andreas Kofler conclude delineando anche la visione perseguita dal settore vitivinicolo altoatesino con questa zonazione: “Se – come già avvenuto per i modelli adottati da altre famose zone vinicole – il nostro progetto riuscirà ad affermarsi, queste zone potranno diventare sinonimo di grandi vini, unici e inconfondibili”.

lunedì 13 gennaio 2020

Trentino Superiore Marzemino d'Isera Doc 2012, Vivallis winery

La tipologia Trentino Superiore Marzemino d’Isera Doc è una delle oltre 80 tipologie previste dalla denominazione Trentino Doc, istituita nel 1971 e successive modifiche fino al 2014, della regione Trentino Alto Adige.
La menzione Superiore in etichetta, implica l'osservanza di misure più restrittive per ciò che concerne fattori vari, come ad esempio i sesti d'impianto, rese per ettaro e uva vino, titolo alcolometrico, immissione al consumo ed altro; per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, Marzemino d'Isera Superiore Doc prevede periodo minimo d'invecchiamento di 10 mesi a partire dal 1 novembre dell'anno della vendemmia.
Il Marzemino è un vitigno tipico del Trentino, diffuso in particolar modo in Vallagarina, attorno a Rovereto, a nord del lago di Garda, ma anche in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna.
Si esprime al meglio nelle due sottozone previste da disciplinare: Isera e Ziresi.
La prima si trova sulla riva destra del fiume Adige ed è caratterizzata da terreno vulcanico, tufo e roccia basaltica, che conferiscono profumi caratteristici e mineralità ai vini.
La sottozona dei Ziresi si trova invece tra Calliano e Volano, nell'area dell’antico alveo del fiume Adige.
Questo Marzemino d'Isera si presenta di un bel colore rosso rubino cupo, quasi nero.
Profilo organolettico franco, dettato da glicerine e freschezza fruttata, a fare sintesi del bagaglio genetico.
Profumi piuttosto intensi indirizzati sul vinoso, sul floreale di viola, su mora di rovo e lampone, su sprazzi dolciastri che ricordano vaniglia e cannella.
Morbido al gusto, rotondo e sapido, contraddistinto da tannini appena percettibili e da doti fruttate di fragola e lampone.
A distanza di oltre sette anni dalla vendemmia, conserva integro il quadro, fedele all'espressione varietale.
Degustato a 19°C.
Valutazione @avvinatore: 88/100.
Vino di medio corpo, consigliato su crostate salate di verdura, ravioli al pomodoro, cannelloni ripieni, carni bianche e rosse.
Abbinato su:
arista di maiale,
prugne,
marsala secco
Vivallis è cantina cooperativa con 800 ettari di vigneto e 850 soci conferitori.
Vanta profonde radici risalenti ai primi anni del secolo scorso ed è oggi una delle realtà vitivinicole più importanti della provincia di Trento.
Il marchio Vivallis nasce nel 2004 raccogliendo l’eredità della Società Agricoltori Vallagarina-Vallis Agri Scarl.
Vivallis S.C.A.
Sede Amm.: Via per Brancolino, 4 38060 Nogaredo (Tn)
Tel. +39 0464 412073 - Fax +39 0464 412105
info@vivallis.it
https://www.vivallis.it/

giovedì 31 ottobre 2019

Merano Wine Festival 2019

Dal 1992 il Merano WineFestival è l’appuntamento più atteso che celebra l’eccellenza del vino e degli artigiani del gusto nel contesto elegante ed elitario del Kurhaus di Merano.
Ne fanno parte solo i vini e i prodotti valutati dalla Commissione The WineHunter e selezionati per la loro alta qualità.
Il Merano WineFestival è simbolo di cultura, degustazione, gioia, libertà e condivisione di emozioni.
È la celebrazione della poesia della terra.
Un appuntamento da non perdere.
Orari 28^ edizione:
Venerdì 8 novembre 2019 dalle 10:00 alle 18:00
Sabato 9 novembre 2019 dalle 10:00 alle 18:00
Domenica 10 novembre 2019 dalle 10:00 alle 18:00
Lunedì 11 novembre 2019 dalle 10:00 alle 17:00
Martedì 12 novembre 2019 dalle 9:30 alle 16:30
Espositori:
https://meranowinefestival.com/espositori/tutti/
Masterclasses:
https://meranowinefestival.com/eventi/charity-wine-masterclasses/
Programma:
https://meranowinefestival.com/merano-winefestival/programma/
Tickets:
https://meranowinefestival.com/tickets/
Ulteriori info:
https://meranowinefestival.com/
Contact Merano WineFestival
Ph. +39 0473 21 00 11 - F. +39 0473 23 37 20
(dalle 8:30 alle 12:00 – dalle 14:00 alle 17:00)
info@meranowinefestival.com
Gourmet’s International Srl/GmbH
sede legale: Via Bernhard-Johannes-Str. 9 I-39012 Merano (BZ) 
sede operativa: Via Monte Ivigna 19 I-39010 Cermes (BZ)
Kurhaus
Corso Libertà, 33
39012 Merano (Bz)

giovedì 10 ottobre 2019

Autochtona 2019, Bolzano

Ritorna la sedicesima edizione dell’evento che permette di degustare le varietà storiche del panorama vitivinicolo italiano.
La manifestazione si svolgerà nei giorni 14 e 15 ottobre presso i padiglioni di Fiera Bolzano - Messe Bozen, in concomitanza con Hotel, evento dedicato alla ristorazione e all’hotellerie che si svolge dal 14 al 17 ottobre.
Autochtona vedrà l’immancabile partecipazione di numerosi espositori, più di 80 aziende, provenienti da 17 regioni italiane, che presenteranno i loro prodotti ad un pubblico di appassionati e addetti al settore.
Anche quest'anno si terrà la rassegna “Autoctoni che passione!”, in cui una giuria di esperti assegnerà uno speciale riconoscimento alle migliori etichette presenti, gli Autochtona Awards e il Tasting Lagrein, che premierà il miglior Lagrein tra le ultime annate presenti sul mercato.
Nel cuore dell’Alto Adige, dove la cultura enologica è tra le più antiche d’Europa, Autochtona da 16 anni accende i riflettori sui vitigni autoctoni, uno dei patrimoni più ricchi e originali del panorama vitivinicolo mondiale.
Quando:
14 – 15 ottobre 2019
Dove:
Fiera Bolzano - Messe Bozen
Piazza Fiera 1 - Messeplatz 1, 39100 Bolzano
Orari:
dalle ore 11,00 alle 16,00 (ingresso riservato agli operatori del settore) e dalle 16,00 alle 18,00 apertura al pubblico
Costi:
€ 30,00 (€ 28,00 se acquistato online)
Info:
0471 516000
info@fieradibolzano.it
Espositori, programma, ticket on line:
www.autochtona.it

martedì 30 ottobre 2018

Merano Wine Festival 2018

Il più esclusivo evento nel mondo del vino, celebra il meglio della produzione enologica nazionale ed internazionale.
9-13 novembre 2018.
Giunto alla 27^ edizione anche quest'anno produttori selezionati, operatori, appassionati, giornalisti, si incontreranno al Kurhaus di Merano (Bz) per il piacere di degustare il meglio e il privilegio di poterlo fare in un contesto unico e suggestivo.
Merano WineFestival è una vetrina dell'alta espressione enologica e della cucina di alto livello, ma anche una rassegna di artigiani del gusto che propongono materie prime del loro territorio.
Gli eventi si snoderanno nei quattro giorni del Festival, con degustazioni di vecchie annate, gli Union des Grands Crus de Bordeaux, gli spettacolari show cooking alla GourmetArena, i vini biologici e biodinamici a Bio&Dynamica, i vitigni Piwi, Beer Passion, Charity Wine Masterclasses e molto altro ancora.
La quinta giornata sarà dedicata esclusivamente a Catwalk Champagne.
Programma: https://meranowinefestival.com/merano-winefestival/programma/
Masterclasses: https://meranowinefestival.com/eventi/charity-wine-masterclasses/
Tickets: https://meranowinefestival.com/biglietti/
Contatti:
Gourmet’s International Srl/GmbH
Via Bernhard-Johannes-Str.9
I-39012 Merano (Bz)
Ph. +39 0473 21 00 11 F. +39 0473 23 37 20
(dalle 8:30 alle 12:00 – dalle 14:00 alle 17:00)
info@meranowinefestival.com
Post correlato:
Kurhaus
Corso Libertà, 33
39012 Merano (Bz)

giovedì 11 ottobre 2018

Autochtona 2018, Bolzano

L’appuntamento con i vini autoctoni di eccellenza.
Lunedì 15 e martedì 16 ottobre 2018  dalle ore 11:00 alle ore 18:00 - Fiera Bolzano - Messe Bozen.
Una vetrina in grado di esaltare le tipicità dei vini provenienti da vitigni unici o rari della ricca tradizione italiana.
I vignaioli coltivano e lavorano direttamente le loro uve e seguono di persona l’intero processo produttivo, dalla vite al bicchiere.
Questo è un presupposto essenziale per produrre vini bianchi e rossi di altissima qualità.
Nel cuore dell’Alto Adige, dove la cultura enologica è tra le più antiche d’Europa, Autochtona accende i riflettori sulle denominazioni più note così come su quelle meno conosciute del grande patrimonio vitivinicolo italiano.

Giovedì 18 ottobre dalle ore 10:00 alle ore 17:00 andrà in scena la prima edizione della Lagrein Experience, nuovissimo evento collaterale di Autochtona 2018.
Il vitigno autoctono altoatesino più antico fra quelli documentati e tuttora coltivati in regione sarà l'assoluto protagonista: una giornata per raccontarne il meraviglioso dialogo con il cibo e il territorio.
Fiera Bolzano - Messe Bozen
Piazza Fiera 1 - Messeplatz 1, 39100 Bolzano
0471 516000
info@fierabolzano.it
TICKETS
► Se sei un operatore di settore scrivi a autochtona@fruitecom.it e ricevi il tuo codice coupon per ottenere il ticket gratuitamente
► Altrimenti acquista il tuo biglietto in prevendita qui: http://bit.ly/AUT18_tickets
Scopri di più su:
www.autochtona.it
Lagrein Experience | Autochtona 2018
Edizioni precedenti:
https://vinidiconfine.blogspot.com/search/label/Autochtona

venerdì 3 novembre 2017

Merano Wine Festival 2017

Il più esclusivo evento nel mondo del vino, celebra il meglio della produzione enologica nazionale ed internazionale.
Giunto alla 26^ edizione anche quest'anno produttori selezionati, operatori, appassionati, giornalisti, si incontreranno al Kurhaus di Merano (Bz) per il piacere di degustare il meglio e il privilegio di poterlo fare in un contesto unico e suggestivo.
Merano WineFestival è una vetrina dell'alta espressione enologica e della cucina di alto livello, ma anche una rassegna di artigiani del gusto che propongono materie prime del loro territorio.
Gli eventi si snoderanno nei quattro giorni del Festival, con degustazioni di vecchie annate, gli Union des Grands Crus de Bordeaux, gli spettacolari show cooking alla GourmetArena, i vini biologici e biodinamici a Bio&Dynamica, Beer Passion, Charity Wine Masterclasses e molto altro ancora.
La quinta giornata sarà dedicata esclusivamente a Catwalk Champagne.
Programma: http://www.meranowinefestival.com/merano-winefestival/programma/
Tickets: http://www.meranowinefestival.com/biglietti/
Accredito stampa: http://www.meranowinefestival.com/accredito-stampa/
Contatti:
Gourmet’s International Srl/GmbH
Via Bernhard-Johannes-Str. 9
I-39012 Merano (BZ)
Ph. +39 0473 21 00 11
F. +39 0473 23 37 20
(dalle 8:30 alle 12:00 – dalle 14:00 alle 17:00)
info@meranowinefestival.com
Post correlato:
Kurhaus
Corso Libertà, 33
39012 Merano (Bz)

venerdì 20 ottobre 2017

Vini da Scoprire in libreria, Thomas Niedermayr winery.

Pubblicato da Giunti Editore il libro “Vini da scoprire”, viaggio tra vignaioli e vini meritevoli di essere conosciuti: tra le mete consigliate il maso Hof Gandberg di San Michele Appiano, culla dei vini da varietà resistenti Piwi.
Sorprendenti da bere e ora anche da “leggere”.
256 pagine
€ 17
(on line GiuntialPunto.it)
Sono i vini altoatesini da uve resistenti di Thomas Niedermayr, da qualche giorno disponibili in libreria oltre che in enoteca o al ristorante.
E’ appena uscito infatti per i caratteri di Giunti il libro “Vini da scoprire – La riscossa dei vini leggeri”, sequel del fortunato successo editoriale dello scorso anno firmato dai tre talent scout enoici Armando Castagno, Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari.
Tra i vini consigliatissimi nel libro ci sono quelli del viticoltore di Appiano sulla Strada del vino (BZ), che a 500 metri d’altitudine coltiva i vitigni Piwi, incroci naturali tra viti europee e varietà americane e/o asiatiche capaci di difendersi dalle malattie funginee e consentire così una viticoltura quasi sempre libera da ogni trattamento.
A distanza di dodici mesi dal primo libro, nella nuova pubblicazione, come sottolinea il riferimento ai vini leggeri contenuto nel sottotitolo, gli autori hanno focalizzato la loro attenzione su vini spesso freschi e di pronta beva, talvolta più complessi ma sempre particolarmente agili e spontanei.
Thomas Niedermayr
nella vigna Souvignier Gris
Un elogio all’eleganza e alla bevibilità che trova tra i suoi migliori interpreti il T.N. 06 Piwi Weiss di Thomas Niedermayr, ottenuto dal vitigno Souvignier Gris e definito nel libro “un bianco di poderosa energia, incredibilmente luminoso e contrastato, pieno di succo, dal finale lunghissimo e di cristallina purezza”.
Facendo uno strappo al canovaccio del libro, che propone un vino per cantina, le pagine dedicate al viticoltore altoatesino suggeriscono l’assaggio di altri due vini di sua produzione capaci di conquistare gli autori nel loro peregrinare tra vigneti italiani alla ricerca di bottiglie da raccontare: il Pinot Bianco T.N. 76 e il bianco macerato T.N. 06 Abendrot.
info Thomas Niedermayr Hof Gandberg, cenni storici vitigni Piwi, schede degustazione vini:

lunedì 9 ottobre 2017

Autochtona 2017, fiera vini autoctoni, Bolzano.

AUTOCHTONA 2017
14° Forum dei vini autoctoni
Bolzano, 16–17 ottobre 2017
“Gli autoctoni reagiscono meglio ai cambiamenti climatici”.
Parola di Scienza e Lanati
Attilio Scienza e Donato Lanati, importanti ed affermati studiosi di viticoltura ed enologia, sono concordi nel sottolineare il ruolo sempre più centrale dei vitigni autoctoni e la loro capacità di sapersi adattare alle mutate condizioni climatiche in atto.
Bolzano, 18 settembre 2017- Prima le gelate primaverili, poi il gran caldo e la siccità, intervallata in alcune zone da violente grandinate.
Quella che sta per chiudersi è stata un’annata sicuramente molto complicata e difficile in tutta Italia.
Una situazione che quest’anno più che mai ha riportato al centro dell’attenzione il tema legato ai cambiamenti climatici, in particolare l’ormai costante innalzamento delle temperature medie e dei picchi.
All’interno di un quadro complessivo deficitario in termini quantitativi, c’è però una costante che questa annata più di altre sta facendo emergere con forza: i vitigni autoctoni sanno adattarsi meglio ai cambiamenti climatici.
Ed è anche il fil rouge che lega le testimonianze di importanti studiosi del panorama vitivinicolo italiano, come Attilio Scienza e Donato Lanati. “I vitigni autoctoni stanno reagendo sicuramente meglio rispetto al resto delle varietà presenti nel nostro Paese” afferma Attilio Scienza , uno dei più importanti studiosi di viticoltura a livello internazionale. Secondo il professore dell’Università Statale di Milano “i vitigni autoctoni sono frutto di un ciclo di selezione di alcune migliaia di anni, attraversano fasi climatiche estreme e per questo hanno accumulato nel loro DNA, per effetto di incroci spontanei e mutazioni, dei tratti genetici che consentono loro di superare condizioni climatiche davvero difficili. Questi geni sono però conservati al loro interno senza aver mai avuto la possibilità di esprimersi, possibilità che è resa fattibile solo dall’incrocio con i processi di ricombinazione e con la successiva selezione. Rappresentano solo una punta dell’iceberg, sotto nascondono un Dna molto più complesso che si adatta ai cambiamenti climatici. Hanno quindi ancora molto da dare e da dirci”. Secondo Scienza anche osservando le prime stime produttive che Assoenolgi ha pubblicato qualche tempo fa, è possibile scorgere segnali chiari di come i vitigni autoctoni siano riusciti a sopportare meglio le condizioni estreme che si sono verificate quest’anno. “Penso alla Campania, alla Puglia o alla Sardegna, dove la percentuale di vitigni autoctoni è molto importante, se non proprio predominante: qui la situazione è sicuramente meno severa rispetto ad altri areali”.
Sulla stessa linea anche il pensiero di un’altra grande personalità dell’enologia italiana e internazionale:Donato Lanati. “Gli autoctoni selezionati, cresciuti in zone vocate, sono quelli che reagiscono meglio alle mutate condizioni climatiche” conferma lo studioso che si è conquistato negli anni la fama di “enologo scienziato” grazie al suo centro di ricerca Enosis Meraviglia in Piemonte. Secondo Lanati, basta osservare anche il comportamento di alcuni vitigni autoctoni proprio quest’anno: “Nel nord-ovest il vitigno che ha sofferto di meno è il Nebbiolo, sia nelle Langhe che nell’Alto Piemonte. Spostandoci in Toscana stessa situazione con il Sangiovese che si sta comportando bene, ancor meglio nelle sue zone di maggiore vocazione come a Montalcino o in Val d’Orcia”. E il ricercatore piemontese si aspetta molto anche da una regione del Sud Italia che ama particolarmente e conosce molto bene come la Calabria: “Mi attendo molto quest’anno, chiaramente non in termini quantitativi, ma di qualità: in questa regione, grazie al grande lavoro di recupero dei vitigni più storici, è stata ritrovata un’attenzione e una cura agronomica che li ha restituiti alle loro zone più tradizionali e a più grande vocazione vitivinicola”.

Autochtona, il Forum nazionale dei vini autoctoni che si svolgerà, come ogni anno, all’interno di Fiera Bolzano il 16 e 17 ottobre, in concomitanza con Hotel, la fiera dedicata al settore dell’hotellerie e della ristorazione, sarà un’occasione ideale per riparlare di questi temi e degustare un ventaglio molto rappresentativo di vini prodotti da vitigni autoctoni, varietà spesso uniche, legate a singoli e piccoli areali, custodite dal lavoro quotidiano di vignaioli che hanno deciso di essere testimoni in prima persona di questo grande patrimonio.
Una manifestazione di qualità, giunta alla sua quattordicesima edizione, frequentata da qualificati operatori del  settore italiani ed esteri, con un pizzico di eterogeneità, portato dalla significativa presenza di wine lovers: il contesto ideale per degustare, scambiarsi opinioni e riflettere sulla grande biodiversità che i vitigni autoctoni sono in grado di donare.
Orario: 11-18
Ingresso: € 30 - € 25 on line
Tutte le informazioni:
Fiera Bolzano Spa
Piazza Fiera 1
I - 39100 Bolzano
tel: +39 0471 516000
fax: +39 0471 516111
info@fierabolzano.it
fieramesse.bz@pec.it
www.facebook.com/Autochtona
www.twitter.com/Autochtona
http://www.fierabolzano.it/autochtona/

giovedì 22 giugno 2017

Thomas Niedermayr, vitigni Piwi ad Italia nel Bicchiere Day.

Vignaioli provenienti da diverse regioni d’Italia hanno incontrato i colleghi piceni per la tappa marchigiana di “Italia nel Bicchiere Day” rassegna itinerante dedicata all’enogastronomia di qualità e alle tipicità locali.
Dopo le tappe di Bertinoro, Mantova e Santarcangelo di Romagna, domenica 18 giugno 2017 l’appuntamento è stato nel borgo di Offida (Ascoli Piceno) trasformato per l’occasione in un’arena del gusto tra abbinamenti di sapori, cultura e artigianato.
Vini Thomas Niedermayr
In degustazione spumanti metodo classico di Colletto (Adrara San Martino in provincia di Bergamo), Verdicchio cantina La Staffa (Staffolo in provincia di Ancona), vini vulcanici Davide Vignato (Gambellara in provincia di Vicenza), vini toscani cantina Fabiani (Cinigiano in provincia di Grosseto), Malvasia dei Colli di Parma di Vigna Cunial (Traversetolo in provincia di Parma), Lambrusco Mantovano di Bugno Martino (San Benedetto Po in provincia di Mantova).
Offida (Ap)
Corso Serpente Aureo
A rappresentare l’enologia del Piceno, le interpretazioni di Pecorino, Passerina, Montepulciano, Sangiovese di Paolini & Stanford, Aurora, La Valle del Sole, Pantaleone, San Giovanni, Poderi San Lazzaro, Cantina Offida.
Offida (Ap)
Piazza del Popolo
In questa occasione ho rivolto la mia attenzione ai vini da vitigni Piwi (acronimo di pilzwiderstandfähig vitigni resistenti alle malattie fungine) di Thomas Niedermayr (Appiano in provincia di Bolzano).
Vini sorprendenti, una vera e propria scoperta, per quanto mi riguarda.
Qualche informazione di carattere generale sull'azienda altoatesina e sui vitigni Piwi.
La tenuta Thomas Niedermayr, già conosciuta come Maso Gandberg, produce vini biologici certificati da oltre 20 anni.
Dal 1991 l’azienda è socia di Bioland, consorzio che riunisce i coltivatori biologici del Sudtirolo impegnati nella salvaguardia dell’ambiente, delle materie prime e delle risorse energetiche.
Immersa nello splendido paesaggio del bosco misto delle “Buche di Ghiaccio”, la tenuta Thomas Niedermayr coltiva una superficie di 3,3 ettari, che va dalla base del maso Gandberg fino a un’altitudine di 520 metri sul livello del mare.
A valle si trovano gli alberi di mele (varietà Topaz e Pinova), mentre il vigneto si estende per 2 ettari sul promontorio a sud-est ai margini del territorio del Pinot Bianco di Appiano.
Proprio il Pinot Bianco trova in questo suolo spesso e leggermente basico le condizioni ideali per una produzione d’eccellenza.
Accanto a quest’uva tradizionale della zona, intorno alla metà degli anni '90 l’azienda introdusse alcune varietà resistenti alle malattie fungine (oidio, peronospora) che sono definite Piwi.
Dopo le prime microvinificazioni sperimentali, decise di puntare sulla tipologia.
Oggi il 95% del vigneto è costituito da vitigni Piwi.
Si tratta di incroci tra varietà europee (Vitis vinifera) e specie americane, sviluppati direttamente in vigneto attraverso la collaborazione con l’Università di Friburgo, che non richiedono i consueti trattamenti fitosanitari.
Cenni storici Piwi.
Il lungo lavoro di sperimentazione sui vitigni resistenti iniziò alla fine dell'Ottocento, quando la vite europea rischiò quasi l’estinzione a causa della fillossera.
Le prime varietà ottenute, non vengono giudicate molto interessanti dal punto di vista qualitativo; i buoni risultati raggiunti facendo innesti capaci di contrastare la fillossera sono però un incentivo a continuare la ricerca di nuove varietà resistenti alle malattie fungine.
Risultati qualitativamente interessanti arrivano con le varietà di terza e quarta generazione, al centro in Germania di un rigoroso lavoro di sperimentazione in vigna che dura più di cinquant’anni.
Tra gli esempi più sorprendenti di queste ultime varietà c’è il Bronner, iscritto nel Catalogo Italiano delle uve da vino nel 2009, ottenuto nel 1975 incrociando Merzling e Geisenheim 6494, anch’essi due varietà naturali che hanno tra i loro “progenitori” Riesling e Pinot Grigio, con i quali il nuovo vitigno condivide la vigoria e le caratteristiche del grappolo.
Grazie a questo lavoro iniziato alla fine dell’Ottocento, oggi sono disponibili varietà resistenti di ultima generazione che garantiscono ottime performance qualitative e sostenibilità ambientale, che vanno di pari passo al risparmio economico derivante dall’abbandono dei trattamenti necessari nell’agricoltura convenzionale e, seppure in minima parte, anche in quella biologica.
Le varietà ibride naturali – afferma Thomas Niedermayr – possono rappresentare davvero il futuro della viticoltura e permettere a chi lavora in vigna di riscoprire che cosa può dare la terra, libera da ogni tipo di trattamento”.
La tenuta Thomas Niedermayr coltiva varietà Piwi sia a bacca bianca che a bacca rossa: Bronner, Solaris, Muscaris, Souvignier Gris, Fr. 50/64, Prior, Cabernet Cantor e Cabernet Cortis.
La tenuta è curata dai Niedermayr da generazioni ed è oggi gestita dal giovane Thomas, poco più che trentenne, deciso a continuare l’attività di famiglia nella produzione di vini naturali, coltivando la terra per sfruttarne le energie e trasferirle ai vini.
Per questo motivo nei vigneti si possono trovare sia erba alta che piante in fiore o animali vari, che vivono in perfetta armonia, creando un piccolo ecosistema equilibrato.
In questo ambiente l’azienda produce i "vini del futuro" o "super bio", prevalentemente ottenuti da “varietà resistenti”, frutto cioè di un’agricoltura libera da sostanze chimiche e destinata a diventare sempre più diffusa perché rispettosa dell’ambiente e capace di dare vita a prodotti di grande qualità.
L'impostazione produttiva presta quindi attenzione all'ecocompatibilità ambientale, nonchè alla naturalità dell'espressione varietale.
In cantina sono banditi tutti i prodotti enologici tradizionalmente utilizzati per trasformare l’uva in vino. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni, sosta sur lies fino all'imbottigliamento, non utilizzo di chiarifiche e filtrazioni, bassi dosaggi di solforosa, accomunano l'intera produzione.
In questo modo i vini sono ogni anno leggermente diversi – spiega Thomas – perché raccontano quelle che sono state le esperienze e i cambiamenti che le uve hanno sperimentato in vigna. L’uso di prodotti enologici in cantina rischierebbe di farci dimenticare che cos’è e cosa può dare realmente l’uva che abbiamo nei nostri vigneti, dando vita a vini sempre uguali a prescindere dall’andamento delle stagioni”.
Le degustazioni fatte in occasione di Italia nel Bicchiere Day ad Offida, mi hanno permesso di tracciare quello che potrei definire "lo stile aziendale" inteso a valorizzare il bagaglio cromosomico delle uve in modo completo.
Le fermentazioni paiono integralmente svolte, il frutto ricco e maturo trova nella carica acidica l'adeguato contrappunto, intrigante è il corredo aromatico.
Ne risultano vini ben bilanciati, dotati di finezza, di spiccata personalità, destinati a nicchie di mercato e agli enoappassionati.
Tappo Stelvin su tutta la gamma.
Le degustazioni:
Mitterberg Igt Bronner '15
13,5% - circa € 23
Da uva Bronner (Piwi)
Un anno in botti di rovere usate da 500 litri.
Giallo paglia, limpido.
Odori di pomacea, sfumature tropicali, mineralità.
Al gusto è fresco e fine, su note di frutta bianca e pan brioches.
Mitterberg Igt Sonnrain '15
14% - circa € 25
Da uve Piwi aromatiche: 60% Solaris, 20% Muscaris, 20% Vite Fr. 50/64.
Solo acciaio.
Uve fermentate separatamente e successivamente assemblate.
Giallo paglia limpido.
Corredo aromatico intenso, verticale, contraddistinto da pesca nettarina, frutto tropicale, lichi, sentori floreali.
Al gusto è piacevole ma non stucchevole, la carica acidica contrappunta le morbidezze nella giusta misura.
In etichetta è riportato l'anno d'impianto del vigneto.
Vino da Tavola '14 Abendrot
(
nome di fantasia:
rosso di sera
nel gergo sud tirolese)
alcool 14% - circa € 35
Da uve Souvignier Gris (Piwi).
Due settimane in macerazione con le bucce, svinatura, 12 mesi in rovere da 500 litri, 10 mesi in acciaio, per questo vino corposo che si presenta giallo carico con velature.
Fase olfattiva più complessa che intensa, imperniata su sentori di noce, frutta secca, canditi, pasticceria, sfumata d’erbette aromatiche.
Anche in bocca il quadro è surmaturo, ricco, glicerico ma non stucchevole, aggiustato dall’apporto acidico.
Amaricante in chiusura.
In etichetta è riportato l’anno d’impianto del vigneto.
Mitterberg Igt Weissburgunder ’13
alcool 14% - circa € 22
Da vecchie viti di 40 anni di Pinot Bianco, l’unico vitigno non Piwi rimasto in azienda.
Tre anni in acciaio.
Giallo paglierino tenue.
Fermentazione naturale che è avanzata, si è interrotta ed è ripresa “a singhiozzo” per circa 24 mesi.
Il T.N. Weissburgunder 2013 ha così sviluppato un gusto intenso, persistente, particolare.
I classici profumi di mela del Pinot Bianco si confondono con quelli di frutta cotta e pan brioches.
In bocca è tagliente, tende a "sauvignonizzare", evidenziando frutta fresca, anice, su sfondo vegetale e foglia di pomodoro.
Acidità e sapidità danno slancio a un vino che può essere abbinato con carni bianche, pesci e piatti leggermente aromatici.
In etichetta è riportato l’anno d’impianto del vigneto.
Offida (Ap)
Corso Serpente Aureo
Thomas Niedermayr
Hof Gandberg
Schulthauserweg / Strada Castel Palù 1
39057 Eppan / Appiano (Bz)
Tel: +39 3408242495
Email: info@thomas-niedermayr.com
Web: www.thomas-niedermayr.com
Vitigni resistenti alle malattie fungine.
Post correlato:

venerdì 21 ottobre 2016

Merano Wine Festival 2016

Il più esclusivo evento nel mondo del vino, celebra il meglio della produzione enologica nazionale ed internazionale.
Giunto alla 25^ edizione anche quest'anno produttori selezionati, operatori, appassionati, giornalisti, si incontreranno al Kurhaus di Merano (Bz) per il piacere di degustare il meglio e il privilegio di poterlo fare in un contesto unico e suggestivo.
Merano WineFestival è una vetrina dell'alta espressione enologica e della cucina di alto livello, ma anche una rassegna di artigiani del gusto che propongono materie prime del loro territorio.
Gli eventi si snoderanno nei quattro giorni del Festival, con degustazioni di vecchie annate introvabili, gli Union des Grands Crus de Bordeaux, gli spettacolari show cooking alla GourmetArena, i vini biologici e biodinamici a Bio&Dynamica, Beer Passion e molto altro ancora.
La quinta giornata sarà dedicata esclusivamente a Catwalk Champagne.
The Merano WineFestival is the showcase of the greatest expression of winemaking, but not only:
It's bio&dynamica, an unmissable opportunity to taste selected organic and biodynamic wines.
It's Culinaria, a show of Artisans of Taste proposing the best ingredients from their territory.
BeerPassion, is dedicated to the flavours of the traditional beer.
It's GourmetArena, a chance for top chefs to vie with each other and show off their talent, in a ring reserved for the haute cuisine.
Merano WineFestival
Kurhaus - Corso Libertà 33, 39012 Merano (BZ)
4 novembre – 8 novembre 2016
Contatti:
Gourmet’s International Srl/GmbH
Via Bernhard-Johannes-Str. 9
39012 Merano (BZ)
Tel. +39 0473 210011
Fax +39 0473 233720
info@meranowinefestival.com
Info, programma, ticket on line, accrediti:
http://www.meranowinefestival.com/

post correlato:
IKurhaus di Merano, costruito nel 1874 da Josef Czerny,
ristrutturato e ampliato tra 1912 e 1914 dall'architetto viennese Friedrich Ohmann

mercoledì 19 ottobre 2016

Seminario Internazionale di Marketing del Vino, Fondazione Mach.

7° SEMINARIO INTERNAZIONALE DI MARKETING DEL VINO:
I NUOVI MODELLI PER L'EXPORT DEL VINO ITALIANO
Anche quest'anno torna il consueto appuntamento con il Marketing Internazionale del Vino, il 7° seminario organizzato dalla Fondazione Mach.
Il tema di quest'anno sarà: I NUOVI MODELLI PER L'EXPORT DEL VINO ITALIANO.
Interverranno alcuni dei più autorevoli protagonisti della produzione vitienologica italiana in un confronto aperto sulle nuove vie per affrontare l’export italiano in una mattinata densa di spunti, moderata da Stevie Kim, direttore managing di Vinitaly International.
Le iscrizioni sono aperte, i posti limitati, ulteriori informazioni su programma e relatori http://eventi.fmach.it/seminariovino/Il-seminario
QUOTA di ISCRIZIONE:
110,00 € (IVA compresa)
GRATUITO:
L'iscrizione gratuita è riservata alle categorie sotto riportate:
a) Iscritti a WEM4;
b) Titolati o delegati delle aziende che ospitano stage/tirocini del Corso di laurea interateneo in Viticoltura ed Enologia o Executive Master WEM;
c) Addetti stampa di settore tesserati ordine dei giornalisti.
Si ricorda che anche chi ha diritto all'iscrizione gratuita è tenuto obbligatoriamente a registrarsi tramite il portale eventbrite, per ottenere il promocode da utilizzare in fase di registrazione, inviando una mail a seminariovino@fmach.it
Termine d’iscrizione: 28 ottobre 2016 o al raggiungimento del numero massimo di partecipanti.
L'evento si terrà all'ora, data e località seguenti:
Venerdì 4 novembre 2016 dalle 09:00 alle 13:00 (CET)
Sala Conferenze Palazzo della Ricerca e della Conoscenza
Fondazione Edmund Mach
via Edmund Mach 1
38010 San Michele all'Adige (Tn), Italia
tel: +39 0461 615111

giovedì 13 ottobre 2016

Autochtona 2016, Bolzano

AUTOCHTONA 2016
13° Forum dei vini autoctoni
Bolzano, 24 – 25 ottobre 2016
Ad Autochtona un pezzo della biodiversità vitivinicola italiana
Le uve autoctone italiane sono centinaia, forse migliaia. Si tratta di un patrimonio non solo naturale, ma anche socio-culturale straordinario, frutto del lavoro di una comunità di vignaioli che si è battuta per la sua sopravvivenza.
comunicato stampa
Bolzano, 30 settembre 2106 - Quante sono le varietà di uve autoctone italiane? Secondo il registro nazionale sarebbero circa 500 le varietà coltivate, salgono a più di mille se si contano anche gli innumerevoli cloni diffusi per ciascuna di esse. Secondo produttori e appassionati il numero potrebbe addirittura raddoppiare, se si considerassero tutti quegli esemplari unici che l’Italia tiene ancora “chiusi in un cassetto” e che aspettano solo di essere riscoperti e valorizzati. La caduta nell’oblio di molti di questi esemplari unici è stata causata spesso, paradossalmente, dalla loro qualità principale: il vitigno autoctono è territoriale per eccellenza, difficilmente si adatta fuori dai propri confini e ciò spesso ne limita la diffusione a differenza delle più note uve “internazionali”.
In questi anni Autochtona ha svolto quasi una sorta di “censimento informale” della biodiversità vitivinicola del nostro paese, ospitando oltre un migliaio di vini unici portati dai loro produttori tenaci, uomini che hanno scelto la strada più difficile con produzioni per lo più di piccole dimensioni.
Autochtona 2016, il Forum nazionale dei vini autoctoni, sta per aprire i battenti della tredicesima edizione, prevista nei padiglioni di Fiera Bolzano il 24 e 25 ottobre. L’evento si svolgerà come ogni anno all’interno della 40esima edizione di Hotel, appuntamento fieristico internazionale e punto di riferimento per hotellerie e ristorazione.
Si attendono oltre 100 produttori vinicoli provenienti da 16 differenti regioni d’Italia che porteranno all’attenzione lo straordinario patrimonio di vitigni autoctoni italiani, paese primo al mondo per biodiversità.
Saranno tante infatti le varietà sconosciute al pubblico, come il Semidano, proveniente dalla Sardegna e quasi completamente sterminato dal flagello della fillossera a inizio ‘900; oppure l’Invernenga, antica varietà bresciana a bacca bianca il cui nome deriverebbe dall’uso di conservare “d’inverno” gli acini d’uva; o ancora rarissimi vini provenienti delle alpi orientali con nomi dialettali ed esotici come Sciaglin, Ucelùt, Cjanòrie o Forgiarin.
Presenzieranno ad Autochtona anche due uve dell’Emilia-Romagna di recente riscoperta, il Centesimino e l’Uva del Tundé, varietà a bacca rossa del ravennate che è stata riportata in auge grazie al progetto ‘Vitigni Minori’ coordinato dall’Università di Bologna, indagine che pochi anni fa permise di identificare ben dieci biotipi che erano andati persi.
Ma non è detto che le uve autoctone implementate siano destinate a produrre vini di nicchia. È accaduto che viticoltori e Consorzi siano riusciti non solo a salvaguardare la produzione, ma anche a raggiungere il successo commerciale sperato traghettando le proprie etichette ben oltre il consumo locale. Un caso emblematico è quello del Timorasso, autoctono piemontese che sarà presente alla manifestazione. Sui Colli Tortonesi, l’impegno profuso da produttori illuminati nel dare un vino irriproducibile ha avuto un effetto dirompente. “Cercate un vino all’avanguardia e alla moda? Accettate il mio consiglio e dirigetevi verso il Timorasso”, sono le parole della guru mondiale del vino Jancis Robinson, niente meno che sul Financial Times.
Secondo il giornalista Pierluigi Gorgoni – Coordinatore del concorso “Autoctoni che passione!” che chiuderà la manifestazione – “La biodiversità vinicola italiana per qualche tempo è rimasta nell'ombra dei modelli più ‘global’, anche a causa delle sue produzioni più ridotte e sparute. In questi ultimi anni, invece, assistiamo ad un ribaltamento dell’interesse dei consumatori, sempre più orientati e curiosi verso i vini da vitigni ‘rari’. In questa direzione, nessuna altra manifestazione quanto Autochtona sa offrire all’appassionato uno spaccato tanto vario e puntuale". È per premiare l’indomabilità dei vini autoctoni e dei loro inventori che anche quest’anno, infine, saranno conferiti gli ‘Autochtona Award’: una giuria di wine journalist ed esperti di settore sia italiani che stranieri degusterà alla cieca i vini presenti alla manifestazione e premierà i migliori interpreti per ciascuna categoria, la punta di diamante del contest sarà il ‘Premio Speciale Terroir’.
ORARI DI APERTURA
lunedì 24 e martedì 25 ottobre 2016
dalle ore 11.00 alle ore 18.00
BIGLIETTI D'INGRESSO
Prezzi per persona:
Normale: € 30,00
Biglietto ridotto (solo tramite acquisto online): € 25,00
INFO, ESPOSITORI, PROGRAMMA, TICKET ON LINE
http://www.fierabolzano.it/autochtona/
Fiera Bolzano spa
Piazza Fiera 1
Bolzano
tel: +39 0471 516000
fax: +39 0471 516111
info@fierabolzano.it
fieramesse.bz@pec.it
post correlato:

mercoledì 10 agosto 2016

Trentodoc sulle Dolomiti a Madonna di Campiglio.

Dal 18 al 21 agosto 2016 si terrà a Madonna di Campiglio (Tn) il secondo appuntamento con Trentodoc sulle Dolomiti, la manifestazione che, tra storia, cultura, musica e cucina, promuove le 44 case spumantistiche trentine aderenti all'Istituto Trento Doc.
Quattro giorni di appuntamenti che trasformeranno la Perla delle Dolomiti in un'enoteca a cielo aperto.
L’evento è reso possibile grazie alla collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena.
comunicato stampa Press Trentodoc
Prosegue con l’appuntamento di Madonna di Campiglio la seconda tappa di Trentodoc sulle Dolomiti, giunto alla sua terza edizione estiva.
Le bollicine di montagna si presenteranno alla “Perla delle Dolomiti del Brenta” con un programma che coniuga musica e dj set, chiacchiere, cucina e racconti, abbinati al metodo classico trentino di 44 case spumantistiche associate all’Istituto Trento Doc.
Madonna di Campiglio si trasformerà in un’enoteca a cielo aperto, grazie all’accoglienza dei locali di qualità della località alpina e alla collaborazione con APT Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena.
Proposte gourmet, aperitivi e menù stellati studiati con attenzione per esaltare gli abbinamenti con Trentodoc, sono gli ingredienti che renderanno il weekend del 18,19, 20 e 21 agosto 2016 imperdibile per tutti gli appassionati di Trentino.
Senza%20titolo.png
Trentodoc, bollicine di montagna
La sua storia iniziò nei primi anni del ‘900 con GiulioFerrari, studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, che dopo numerosi viaggi-studio in Francia, di rientro a Trento, per primo nel cuore della città diede il via alla sua produzione di metodo classico: piccola, ma di elevata qualità.
Da allora molti lo seguirono, fino al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Trento” nel 1993, come prima in Italia riservata a un metodo classico.
Trentodoc oggi unisce 44 produttori, è una realtà in costante crescita e ogni casa spumantistica persegue la sua personale filosofia, conferendo a questo metodo classico sfumature diverse, adatte a ogni gusto, occasione e abbinamento, con un unico comune denominatore: la qualità.
Le viti adatte a diventare Trentodoc, prevalentemente coltivate a pergola trentina, crescono ad altitudini comprese tra i 200 e gli 800 metri, con un clima caratterizzato da notevoli escursioni termiche fra giorno e notte; viti e uva che una volta diventate vino, gli conferiscono come tratti distintivi eleganza, freschezza e persistenza.
Trentodoc può anche fregiarsi oggi di una “carta di identità” che certifica la sua origine e il suo legame con il territorio, frutto di una ricerca della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
La qualità di Trentodoc “Bollicine di montagna” è affidata al disciplinare di produzione, che fissa rigidi canoni e controlli lungo tutta la filiera.
Le uve dalle quali si ottiene sono Chardonnay, il cui vitigno è uno dei più coltivati in provincia (circa 26% della superficie vitata), Pinot nero, il Pinot bianco e Pinot meunier.
La vendemmia è svolta manualmente e il “vino base” è affidato a una lenta maturazione in bottiglia, che varia da un minimo di 15 mesi a un minimo di 36 per la riserva, ma arriva fino a 10 anni sui lieviti per i Trentodoc più raffinati ed evoluti.
Il marchio collettivo Trentodoc nasce nel giugno del 2007, al termine di un percorso che ha coinvolto rappresentati del mondo produttivo, delle istituzioni (in primis la Provincia Autonoma di Trento e Trentino Marketing) e la Camera di Commercio di Trento.
Le due “O” contenute nel marchio, vogliono simboleggiare il gesto del “remuage”, tipico del metodo classico.
Ad occuparsi della promozione del marchio è l’Istituto Trentodoc, fondato nel 1984 che rappresenta oggi 44 case spumantistiche trentine.
Dal 2016 e per le prossime tre edizioni, Trentodoc sarà partner di AIS – Associazione Italiana Sommelier – nell’ambito del Concorso che assegna il titolo di Miglior Sommelier d’Italia e il premio Trentodoc.
Il Concorso candida il vincitore alle finali mondiali del più preparato comunicatore del vino.
Macintosh HD:Users:energiesociali:Desktop:Schermata 08-2457604 alle 10.04.19.png
Il calendario completo degli appuntamenti
L’APERITIVO TRENTODOC CON I PRODOTTI DEL TERRITORIO
Dalle ore 18 alle ore 20
- BAR DOLOMITI Giovedì 18 - Domenica 21
Trentodoc e degustazione di Formaggi di Malga
Via degli Sfulmini, 21
Tel 0465-440613
- CAFE’ CAMPIGLIO Domenica 21
Bollicine e sapori di montagna
Piazza Righi, 6
Tel 0465-442746
L’APERITIVO TRENTODOC IN MUSICA
Dalle ore 18 alle ore 20
- BAR DOLOMITI Venerdì 19 - Sabato 20
Dj-Set e bollicine di montagna
Via degli Sfulmini,21
Tel 0465-440613
- WINESTUBE Venerdì 19
Lounge live music e Trentodoc Hotel Crozzon
Viale Dolomiti del Brenta, 96
Tel 0465-442222
I MENU’ GOURMET
Giovedì 18 - Venerdì 19 - Sabato 20 - Domenica 21
dalle ore 20
IL CONVIVIO
Trentodoc e i profumi del territorio
Il Sommelier Riccardo Marmondi racconta Trentodoc
Executive chef Andrea Alfieri
Alpen Suite Hotel
Viale Dolomiti di Brenta, 84
Tel. 0465-440100

dalle ore 21
STUBE HERMITAGE
Le Dolomiti: poesia negli occhi, nel piatto e nel calice
Il Signor Giacomo Maffei racconta Trentodoc
Executive Chef Giovanni D’Alitta
BioHotel Hermitage
Via Castelletto Inferiore, 63
Tel. 0465-441558
I MENU’ STELLATI
Giovedì 18 - Venerdì 19 - Sabato 20 - Domenica 21
dalle ore 20
DOLOMIEU
Trentodoc e le origini
Il sommelier Marco MasèCalcagn racconta Trentodoc
In cucina lo Chef Enrico Croatti
DV Chalet Boutique Hotel & SPA
Via Castelletto Inferiore, 10
Tel 0465-443191

dalle ore 20
GALLO CEDRONE
Viaggio nel cuore dei monti con le bollicine di montagna
Il sommelier Giuseppe Greco racconta Trentodoc
In cucina lo chef Sabino Fortunato
Taverna dell’Hotel Bertelli
Via Cima Tosa, 80
Tel 0465-441013

LE 44 CASE SPUMANTISTICHE TRENTODOC
Abate Nero / Accademia Del Vino Cadelaghet / Agraria Riva Del Garda / Altemasi / Balter / Bellaveder / Borgo Dei Posseri / Cantina Aldeno / Cantina D’isera / Cantina Mori Colli Zugna / Cantina Rotaliana Di Mezzolombardo / Cantina Roveré Della Luna Aichholz / Cantina Sociale Di Trento / Cantina Toblino / Cantine Monfort / Cembra Cantina Di Montagna / Cesarini Sforza Spumanti / Concilio / Conti Bossi Fedrigotti - Masi / Conti Wallenburg / Endrizzi / Etyssa / Ferrari F.LliLunelli / Fondazione Edmund Mach / Gaierhof / Letrari / Madonna Delle Vittorie / Marco Tonini / Maso Martis / Maso Nero / Maso Poli / Metius / Moser / Opera Vitivinicola In Valdicembra / Pedrotti Spumanti / Pisoni F.lli /Revì / Rotari / San Michael / Simoncelli Armando / Viticoltori In Avio / Vivallis / Zanotelli Elio & F.lli / Zeni Giorgio

Per maggiori informazioni:
Istituto TRENTODOC
email: press.istituto@trentodoc.com
tel: +39 02 8733 4224
web: www.trentodoc.com

mercoledì 30 marzo 2016

Enografia dentro e fuori il bicchiere, incontro con Gianmarco Navarini.

I mondi del vino: Enografia dentro e fuori il bicchiere - ovvero "Dal vino come opera d'arte al linguaggio come senso del gusto".
Incontro con il sociologo Gianmarco Navarini autore per "Il Mulino" del libro
I MONDI DEL VINO.
Seminario Extra Program dell'Executive Master WEM4.
Venerdì 8 aprile 2016 h 16:30
PALAZZO della RICERCA e della CONOSCENZA - sala seminari Fondazione Edmund Mach - San Michele all'Adige (TN).
Entrata libera, registrazione obbligatoria.
Il seminario avrà come fuoco principale gli elementi che compongono la fenomenologia sociale del mercato, quali ad esempio: i processi culturali di differenziazione dei mondi del consumo e della produzione, lo sviluppo dei legami tra i sistemi di classificazione del vino come prodotto e le classificazioni sociali dei consumatori (dai consumatori agli appassionati ai wine snob), i discorsi differenziali sulla definizione della qualità nel mercato, il linguaggio dei sensi e la comunicazione del gusto.

Rotondo, ovvero morbido, levigato, avvolgente: nella nuova cultura dei consumi il vino non si beve, si degusta.
Alle prese con un linguaggio sempre più tecnico ed esoterico, gli enofili cercano di muoversi con disinvoltura fra terroir e crus, giurie e sommelier, wine auctions e classificazioni, degustazioni e concorsi, vini quotidiani ed etichette dal valore astronomico, oltre che – naturalmente – tra vigne e cantine.
Se il filo conduttore è il piacere della conoscenza, la ricerca dell’eccellenza e l’amore per la qualità, molteplici sono gli approcci: il vino è passione, hobby, educazione al gusto, così come studio, lavoro, profitto, distinzione sociale, e anche arte, collezione e comunicazione.
Accompagnandoci nell’esplorazione dei tanti e sfaccettati mondi del vino, il libro illustra quel grande racconto sociale che sottende la nuova cultura del bere nei suoi tratti qualificanti, mode e snobismi compresi.
Perché se un buon connaisseur sa tutto dell’annata migliore, un wine snob conosce il nome del cantiniere.

PRENOTAZIONE LIBRO: è possibile prenotare copia del libro, che verrà consegnato dall'autore al termine del seminario, al prezzo scontato di € 13,00.
IMPORTANTE: Al termine dell'incontro verrà estratto un numero di codice iscrizione dei partecipanti e assegnato un libro gratis.

Gianmarco Navarini: insegna Sociologia della cultura ed Etnografia nell’Università di Milano-Bicocca. Fra i suoi libri: «Le forme rituali della politica» (Laterza, 2001), «L’ordine che scorre: introduzione allo studio dei rituali» (2003) e «Teorie dell’azione sociale: i classici» (2005), pubblicati da Carocci.
L'evento si terrà all'ora, data e località seguenti:
Venerdì 8 aprile 2016 dalle 16:30 alle 19:00 (CEST)
Fondazione Edmund Mach - Palazzo della Ricerca e della Conoscenza Via Mach, 1 38010 San Michele all'Adige (TN).
web: www.fmach.it

post correlato:
http://das-kabarett.blogspot.it/2016/03/gianmarco-navarini-i-mondi-del-vino.html