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venerdì 3 luglio 2026

Matelica Wine Festival 2026, programma

Dal 10 al 12 luglio torna il Matelica Wine Festival: tre giorni dedicati al Verdicchio di Matelica, alle cantine del territorio, al piacere di vivere la città con un calice in mano🥂
Convegni, banchi d'assaggio, masterclass, cena degustazione. 
Sono almeno tre le considerazioni che permettono di distinguere il Verdicchio di Matelica da quello dei Castelli di Jesi:
• La prima è di carattere quantitativo, la superficie vitata del primo è dieci volte inferiore;
• La seconda è data dalle condizioni pedoclimatiche, poiché il comprensorio di Matelica è l’unico in tutte le Marche che corre parallelo alla costa Adriatica, nel senso che non c’è comunicazione con il mare e di conseguenza il clima è di tipo continentale;
• La terza è che l’enclave di Matelica ha prodotto nel corso del tempo una particolare selezione del vitigno Verdicchio, frutto dell’adattamento a condizioni pedoclimatiche profondamente diverse da quelle del fratello di Jesi.
Due sono i disciplinari di produzione a tutela di altrettante Denominazioni: Verdicchio di Matelica Doc o Matelica Doc istituita nel 1967 e Verdicchio di Matelica Docg o Matelica Docg istituita nel 2010.
La zona di produzione è la stessa per entrambe e comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo di 8 comuni, 6 in provincia di Macerata (Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino, Pioraco) e 2 in provincia di Ancona (Cerreto D'Esi e Fabriano).
Matelica Doc prevede 3 tipologie: Verdicchio di Matelica, Verdicchio di Matelica spumante, Verdicchio di Matelica passito.
Matelica Docg prevede la sola tipologia Riserva, con periodo d'invecchiamento obbligatorio di almeno 18 mesi a partire da 1 dicembre dell'anno della vendemmia.
Programma Matelica Wine Festival 2026
🍽️ Cena degustazione su prenotazione
📩 segreteria.matelicadoc@gmail.com
📞 366 975 0011 / 392 690 2304
21 cantine partecipanti
Sede:
via Umberto I, 22
62024 Matelica (Mc)
ℹ️ Info:
366 975 0011
348 886 8022
392 690 2304

mercoledì 11 marzo 2026

Castelli di Jesi la nuova Docg, Verdicchio Riserva tasting

Presentazione della nuova Docg che andrà a regime dalla vendemmia 2026 e degustazioni Verdicchio Riserva Docg nella veste ancor oggi in vigore.
L'evento a cura di Imt (Istituto Marchigiano Tutela Vini) e Ais Marche, si è tenuto il 6 marzo 2026 nell'ambito della 34^ edizione di Tipicità Festival svoltasi 6-7-8 marzo presso il quartiere fieristico Fermo Forum a Fermo in regione Marche.
L'istituzione della nuova Docg Castelli di Jesi (la menzione Verdicchio sarà facoltativa), si è resa necessaria per modulare la normativa alla zona di produzione a Denominazione: un palcoscenico produttivo complesso, con oltre 2.300 ettari vitati, circa 400 produttori, notevole fittezza d'impianto su superficie vitata relativamente limitata, comprendente in tutto o in parte il territorio amministrativo di una venticinquina di comuni marchigiani intorno al fiume Esino, quasi tutti in provincia di Ancona e un paio in provincia di Macerata.
La nuova Docg sarà parallela alla vecchia Doc che non verrà dismessa, ma modificata in alcuni paragrafi relativi ad esempio al confezionamento e per ciò che concerne la produzione della tipologia Superiore che sarà consentita anche fuori dall'area Classica.
In sostanza l'iniziativa di Imt ha inteso stralciare la nuova Docg dalla Doc istituita nel lontano 1968, per una serie di motivi:
1) recepire le disposizioni UE in materia di etichettatura, volte a tutelare la menzione di territorio e non la menzione di vitigno in caso di omonimie o similitudini
2) disporre di un disciplinare più restrittivo (ad esempio rese per ettaro inferiori a 100 q.) finalizzato ad implementare profilo identitario e qualità media
3) favorire politiche di prezzi non appiattite sul criterio del massimo ribasso.
Lo schema della nuova Docg Castelli di Jesi
Abbiamo degustato 6 Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg attualmente in commercio: 6 interpretazioni diverse, accomunate dall'intento di coniugare struttura, finezza, tratto varietale.
Il disciplinare della Docg Riserva entrato in vigore nel 2010, prevede un obbligo d'invecchiamento minimo di 18 mesi, di cui almeno 6 in bottiglia.
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2022 Milletta, Sartarelli
14% vol.
Giallo paglia luminoso, con riflesso verde/oro.
Acciaio e bottiglia.
Fiori gialli, aspersioni di tipo vegetale e minerale, foglia di pomodoro e pietra bagnata.
Sferzante al palato, limonato, succoso, sapido, non lunghissimo.
Bottiglie prodotte 7.000
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2022 San Paolo, Pievalta
13,5% vol.
Giallo paglierino scarico.
Acciaio, cemento, botte grande e bottiglia.
Finezza olfattiva e gustativa, in particolar modo al palato appare ben bilanciato, scorrevole, agrumato e floreale, sapido in chiusura.
Bottiglie prodotte 21.300
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2022 Gaiospino, Fattoria Coroncino
14,5% vol.
Giallo paglia, tendente al verde/oro.
Cemento, legno piccolo e bottiglia.
Profilo gustolfattivo ben marcato, polpa fruttata stramatura, nespole e agrumi, vira su frutto a guscio, nocciola.
Corposo, sapido, lungo.
Bottiglie prodotte 11.000
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2021 Oltretempo del Pozzo Buono, Vicari
14% vol.
Giallo paglia verdolino.
Acciaio e bottiglia.
Impronta vegetale e minerale, anice, foglia di pomodoro, pietra bagnata.
Ricco e succoso al palato, polpa agrumata, citrino e lungo.
Bottiglie prodotte 1.520
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2021 Crisio, Casalfarneto
13,5% vol.
Giallo paglierino con riflesso verde/oro.
Legno piccolo, acciaio, bottiglia: tre fasi di vendemmia, anticipata, normale e leggermente surmatura, ma solo la prima fa legno piccolo.
Tonalità di tipo vegetale, frutto ben maturo, cedro, uva passa, crema pasticcera.
Approccio complesso, suadente, passion fruit, recupera sprint e impronta citrina nel finale.
Bottiglie prodotte 10.000
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico 2020 Dino, Filodivino
14% vol.
Giallo paglia tendente al verde/oro.
Acciaio e bottiglia.
Impronta matura, frutta gialla, avvolgenza, buccia di limone.
Toni amarotici di mandorla nel finale asciugante.
Bottiglie prodotte 3.800

lunedì 2 marzo 2026

Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc 2020 Arnaldo, Santa Barbara winery

Vino fuori dagli schemi, dedicato dal produttore Stefano Antonucci, al padre Nicola detto Arnaldo: un vino fatto a modo suo.
Si tratta in sostanza di Verdicchio in versione "orange", ovvero di vino macerato sulle bucce fino a fine fermentazione in acciaio, vinificato con lieviti indigeni e senza filtrazione, al fine di enfatizzare l'impronta autentica, in qualche modo ribelle.
Appare di colore ramato carico, non tanto a causa dello stato evolutivo, quanto per una scelta mirata proprio per questa etichetta, rara e sovversiva.
Fatica ad aprirsi in prima battuta, beneficia di prolungata ossigenazione.
Il primo impatto è di tipo affumicato, tostato, alcolico, in seconda battuta emergono erbe officinali e una piega fruttata di tipo surmaturo, mandorla amara, frutta secca e frutta gialla, albicocca matura, pesca percocca e lieviti.
La trama tannica è percepibile nel finale.
Vino certamente non facile, diverso dal solito, ripropone uno stile arcaico alla ricerca delle radici perdute.
In abbinamento su cucina di mare e di terra, carni bianche, trancio di pesce spada affumicato, spaghettoni ai frutti di mare.
Degustata la 329 delle 1667 prodotte nell'annata.
Valutazione @avvinatore 89/100.
spaghettoni pastificio Di Mauro ai frutti di mare, cozze e vongole
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc 2020 Arnaldo
14% vol.
Cantina Santa Barbara di Stefano Antonucci
Borgo Mazzini, 35
60010 Barbara (An) ITALY
Tel. (0039) 071.9674249
Fax: (0039) 071.9674263
E-mail : info@vinisantabarbara.it
https://www.santabarbara.it/

sabato 12 aprile 2025

Meeting and tasting, da Verdicchio a Castelli di Jesi, il passaggio dalla Doc vitigno alla Docg territorio

Dopo il successo del Laboratorio dello scorso anno, il gruppo di produttori di vino del Comune di San Paolo di Jesi (An) organizza un nuovo evento che allarga i confini e spazia su tutta la Denominazione Castelli di Jesi, che sta attraversando un percorso di modifica in chiave territoriale.
Guidati da Roberto Anesi, miglior sommelier d'Italia AIS 2017 e relatore di numerosi corsi, masterclass ed eventi, con la formula del laboratorio sperimentale si potranno degustare 10 vini al fine di individuare alcune chiavi di lettura, per "leggere" le molteplici espressioni dei vini del territorio dei Castelli di Jesi.
In sala saranno presenti anche ospiti importanti e qualificati con i quali condividere idee sul futuro della Denominazione e sull'importanza di far emergere la "vocazione territoriale" di un grande vitigno come il Verdicchio.
Info e prenotazione obbligatoria: 3356044594
(preferibilmente via messaggio whatsapp)
Il costo di partecipazione è di euro 45 (40 per le associazioni) da saldare il giorno dell'evento.
La scaletta completa della giornata del prossimo 10 Maggio organizzata dai produttori di vino di San Paolo di Jesi.
MATTINO
La mattinata presso Bottega del Vino a San Paolo di Jesi (An), è riservata a stampa e tecnici di settore ed è imperniata sulla presentazione del progetto di zonazione interno al comune di San Paolo di Jesi, che è giunto a conclusione dopo 2 anni di lavoro. I partecipanti saranno impegnati sia sul campo, per rendersi conto delle differenti caratteristiche pedoclimatiche di ogni singola contrada comunale, sia "indoor", con il tasting dei vini e con la presentazione multimediale del progetto illustrato da Francesco Quercetti.
POMERIGGIO
Il pomeriggio è aperto a tutti gli appassionati e si svolgerà presso il ristorante Ponte Magno di Monte Roberto (An). Alle ore 15,00 verrà aperta la mostra fotografica di Enzo Torelli che rende omaggio allo splendido territorio, poi full immersion in una masterclass articolata, dove sommelier Roberto Anesi focalizzerà le peculiarità del territorio allargato dei Castelli di Jesi nelle sue molteplici sfaccettature. Successivamente Francesco Quercetti illustrerà la presentazione multimediale del progetto di zonazione interno al comune di San Paolo di Jesi. Saranno presenti in sala ospiti di grande spessore che aiuteranno a stimolare un dibattito serio e costruttivo sulla vocazione territoriale di un grande vitigno come il Verdicchio e sull'importanza di valorizzarne il legame con le aree di provenienza.

lunedì 2 dicembre 2024

Metodo Ancestrale made in Marche

Il metodo spumantistico cosiddetto Ancestrale prevede non tanto una rifermentazione in bottiglia, quanto una prosecuzione di prima fermentazione in bottiglia e non prevede sboccatura al termine della sosta sui lieviti.
Il metodo non è normato, sono quindi possibili delle varianti sul tema.
I vini presentano velature più o meno torbidescenti a causa dei lieviti in sospensione e sono per questo motivo denominati spumanti "sur lie" o "col fondo"; hanno caratteristica "petillant" ossia "appena frizzante" e l'effervescenza è meno invadente poichè la produzione di anidride carbonica è inibita dalla presenza dei lieviti.
Il Metodo Ancestrale dà generalmente vini immediati, destinati al consumo nel breve periodo.
Metodo Ancestrale 2022 Spirito, La Lepre e La Luna
11% vol.
https://lalepreelaluna.it/
Uve Malvasia di Candia.
Risposta varietale, semiaromatico, leggiadro, frutta gialla, pesca nettarina.
Fermenta in anfore di terracotta per una decina di giorni, in modo da non svolgere tutti gli zuccheri che poi consentiranno la rifermentazione in bottiglia con i propri lieviti indigeni.
So2 free, senza solfiti aggiunti.
Tappo a corona.
Marche Igt Rosato frizzante 2022 Rosa Ancestrale, LucidiMezzo
11,5% vol.
https://www.lucidimezzo.it/
Uve Montepulciano vinificate in acciaio.
Lieviti intensi, acidità, citrino, adatto come vino d'entrèe.
Prolungata fermentazione che si protrae per circa 1 mese prima dell'imbottigliamento.
Circa 2000 bottiglie prodotte all'anno.
Prima edizione la 2021.
Tappo a corona.
Marche Bianco Igt 2021 ColFondo spumante Metodo Ancestrale Brut Nature (residuo zuccherino inferiore a 3g/l), Cantina Frantoio Mazzola
13% vol.
https://www.cantinamazzola.it/
Uve verdicchio.
Risposta varietale, freschezze agrumate, carica acidica, crosta di pane.
Base spumante fermenta in acciaio in modo da non svolgere tutti gli zuccheri che poi consentiranno la rifermentazione in bottiglia con i propri lieviti indigeni.
Sosta sulle fecce fini in acciaio nei 12 mesi precedenti l'imbottigliamento.
Vino pensato per poter affinare tanti anni (5-10) sulle fecce fini.
Tappo in sughero e gabbietta.
Rosa Ancestrale LucidiMezzo
su "bignè al cacio e pepe, con spigola in padella"
elaborato da Festa Restaurant in Porto Sant'Elpidio (Fm)
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You Tube short:

mercoledì 21 agosto 2024

Villa Bucci entra nel gruppo Oniverse

Villa Bucci nasce negli anni '30 ad opera della famiglia Bucci, ad Ostra Vetere (An) in regione Marche e a partire dagli anni '70 diventa una delle perle dell'enologia italiana per merito del pioniere e visionario Ampelio Bucci (scomparso nell'agosto 2025), coadiuvato dall'enologo Giorgio Grai (scomparso nel 2020).
La cantina ha segnato la storia del Verdicchio dei Castelli di Jesi; con le etichette più rappresentative "Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg" e "Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc" è stata sistematicamente premiata dalla critica italiana, ma anche da quella internazionale, tant'è che la rivista americana Wine Enthusiast nella classifica“100 most exciting wines 2021”, attribuì all’annata 2019 di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc il primo posto tra i vini bianchi.
Nel corso del 2024 sempre più frequenti sono stati i rumors su una eventuale cessione dell'attività da parte di Ampelio Bucci alle prese con l'anagrafe delle sue 88 primavere e con un ricambio generazionale difficoltoso.
Tali rumors hanno trovato conferma nel mese di luglio 2024 con l'acquisizione ufficiale dei 25 ettari di vigneto di Verdicchio nella zona Classica e dei 6 ettari di uve rosse (Montepulciano e Sangiovese all'interno della Doc Rosso Piceno), da parte della famiglia Veronesi che alla guida del Gruppo Oniverse (ex Calzedonia, controlla enoteche Signorvino), ha così arricchito il proprio mosaico vinicolo che già comprende La Giuva in Valpolicella, Podere Guardia Grande in Sardegna, Tenimenti Leone nel Lazio e un progetto in fieri in Trentodoc.
"E' un percorso che deve necessariamente evolversi - commenta Ampelio Bucci all'atto della cessione - per adattarsi al futuro, con tutti i cambiamenti che questo comporta. Abbiamo ceduto la nostra divisione vinicola a uno dei gruppi italiani più dinamici e innovativi in vari ambiti del Made in Italy, dalla moda, all'artigianato industriale con un marchio d’avanguardia nel settore nautico, fino ai settori del cibo e del vino". 
La gestione Veronesi intende procedere in continuità a livello produttivo, ma anche inoculare linfa e strategie nuove in tema di marketing e comunicazione.
Ampelio Bucci è restato fino all'ultimo in azienda come consulente esterno, mentre lo storico staff ha affiancato la nuova gestione.

domenica 25 febbraio 2024

Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2020 Conscio, Accadia winery

Vinificazione in acciaio, maturazione sempre in acciaio e ulteriore affinamento in bottiglia per complessivi 12 mesi.
Il colore verde oro carico rivela la maturità raggiunta.
Quadro complesso, contraddistinto da tonalità surmature, frutto a guscio, nocciole e pistacchi, da mineralità marcata che vira sull'idrocarburico e su pietra focaia; accenni fumée appaiono in sottofondo, così come il frutto giallo stramaturo, l'albicocca e quelli di tipo iodato.
In bocca rivela in prima battuta doti di "comfort wine", grasse, avvolgenti, non tali però da sovrastare la vena acido-sapida del tratto varietale, che rimane a lungo, sollecitando papille e salivazione.
Fine e corposo, riceve il riconoscimento dell'eccellenza nella guida vini Le Marche nel Bicchiere 2023 curata da Ais Marche.
Valutazione @avvinatore: 92/100
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2020 Conscio
13% vol.
In abbinamento su cucina di mare, ravioli ripieni al sugo di gamberi e seppie, arrosti di pesce, rombo al forno.
rombo al forno con pomodorini
Società Agricola Accadia s.s.
Contrada Ammorto 19, Località Castellaro, 60048 Serra San Quirico (An)
Tel./Fax 0731.85172
Email: info@accadiavini.it
Web: https://www.accadiavini.com/
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martedì 10 ottobre 2023

Telusiano Rio Maggio in verticale, degustazione guidata Ais Marche

Domenica 8 ottobre nel corso dell'edizione 2023 della manifestazione "Di Uva in Vino", in Piazza del Popolo a Fermo, celebrativa del periodo di vendemmia, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche.
Si è trattato di una degustazione verticale di 5 annate di Telusiano, etichetta storica dell'azienda Rio Maggio di Montegranaro (Fm), nelle prime edizioni classificata Falerio Doc, a partire da 2017-2018 declassata a Marche Bianco Igt per scelta autonoma dell'azienda.
La Denominazione d'Origine Controllata Falerio rimane in ogni caso presente nella gamma produttiva Rio Maggio, attraverso l'etichetta Monte del Grano, la cui annata 2022 ha peraltro lasciato ottima impressione nel corso della recente manifestazione "aMare il Falerio" svoltasi il 15 settembre a Porto Sant'Elpidio (Fm).
Delle cinque annate degustate, 2021, 2020, 2019 e 2018 sono classificate Marche Bianco Igt con composizione ampelografica Trebbiano, Pecorino e circa 20% Verdicchio sottoposto a macerazione con le bucce per 24 - 48 ore, mentre l'annata 2016 è classificata Falerio Doc con composizione ampelografica Trebbiano, Passerina, Pecorino nelle percentuali previste da disciplinare di produzione.
1) Marche Bianco Igt 2021 Telusiano - 14% vol.
Giallo paglierino luminoso.
Annata calda, uve mature, vino corposo, con dotazione minerale apportata dal pecorino in bella evidenza.
Verticalità olfattiva e gustativa, fiori gialli, erbette aromatiche, rosmarino, freschezza agrumata.
2) Marche bianco Igt 2020 Telusiano - 13% vol.
Giallo paglia piuttosto carico, tendente al dorato.
Annata meno calda della precedente.
Mediamente intenso al naso, in bocca è stramaturo e acidico, variamente articolato su fiori gialli e tarassaco, nespola matura, connotazioni minerali e vegetali, chiusura tendente a nocciolato e frutta secca.
3) Marche Bianco Igt 2019 Telusiano - 13,5% vol.
Annata regolare dal punto di vista meteo.
Appare giallo paglia brillante, con riflesso oro.
Impatto olfattivo poco intenso di primo acchito, migliora dopo ossigenazione evidenziando fiori gialli.
In bocca predomina la frutta secca, nocciole e mandorle, l'acidità inizia a scemare, portando in evidenza connotazioni burrose e sapide.
4) Marche Bianco Igt 2018 Telusiano - 13% vol.
Annata flagellata dalla grandine; le contingenze meteo hanno indotto a non procedere alla macerazione del Verdicchio così come inizialmente programmato.
Giallo dorato carico, meno brillante dei precedenti, forse addirittura con qualche velatura.
Mediamente intenso al naso, necessita di ossigenazione, in ogni caso sensazioni sottili; note agrumate e amaricanti al palato, non eccede in allungo.
5) Falerio Doc 2016 Telusiano
Giallo dorato, non si discosta dai precedenti.
Al naso pare indirizzarsi su connotazioni fini, fiorellini bianchi, pomacea, indicative di una certa eleganza, nella successiva fase viceversa, appare il limite; vino ormai sul viale del tramonto e nella fase discendente dell'arco evolutivo.
Archivio degustazioni 2022
Marche Bianco Igt 2020 Telusiano:

martedì 13 giugno 2023

Grand Tour delle Bollicine Marchigiane, masterclass Metodo Classico

Nel corso di Bollicine Marchigiane festival del vino spumante made in Marche svoltosi 10 e 11 giugno 2023 nella suggestiva cornice di Villa Bonaparte in pieno centro città a Porto San Giorgio (Fm), degustazione guidata a cura di Ais Marche di 5 Metodo Classico marchigiani da uve autoctone.
Hanno da par loro guidato la degustazione Somm. Guido Andrenacci e Somm. Stefano Isidori presidente Ais Marche, con interventi in prima persona dei singoli produttori.
Cinque Metodo Classico da uve autoctone, tre da uve a bacca bianca (ribona, bianchello, verdicchio), due rosati da uve a bacca rossa (aleatico, sangiovese).
Colli Maceratesi Doc Ribona Metodo Classico 2019 Dosaggio Zero, Fontezoppa
30 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
6.000 bottiglie per questo spumante da uve maceratino or ribona.
Giallo paglierino con riflesso verdognolo; grande vitalità freschezza, frutta gialla, fiori gialli, mimosa, toni iodati.
Equilibrio e morbidezza al palato.
Frittura di mare.
Bianchello del Metauro Doc Metodo Classico Riserva Dosaggio Zero 2016 Conte Giulio,
Bruscia
48 mesi sui lieviti, tiraggio 2018, sboccatura 2022
Da uve bianchello, appare giallo paglia con riflesso dorato.
Fine perlage, note aromatiche intense, menta selvatica, sentori vegetali, cetriolo, crosta di pane e lieviti, frutta esotica.
Bolla setosa apporta morbidezza.
Sapido e lungo, forse un po' carente di freschezza rispetto al precedente.
Torta salata in abbinamento.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Metodo Classico 2015 Dosaggio Zero,
Casaleta
72 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
Giallo paglia tendente al verde, fine perlage, persistente.
Risposta varietale, agrumato, citrino, lieviti e crosta di pane, sentori iodati, frutta bianca e fiore bianco che vira su fiore d'acacia al palato.
Carica acidica e sapidità si prolungano nel finale tipicamante ammandorlato.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa.
Pergola Doc Metodo Classico Brut Rosè 2018 Cuvèe Emma Rossi,
Fattoria Villa Ligi
36 mesi sui lieviti, sboccatura 2022
Da uve aleatico, effervescenza e persistenza.
Appare rosa tenue, ha grande aromaticità: note vegetali, menta selvatica, venatura floreale di rosa e violetta, sentori balsamici, melograno.
Al palato non ha la carica acido/sapida del precedente, viceversa conferma il tratto delicato anticipato dalle caratteristiche cromatiche e olfattive.
Tartare di pesce.
Metodo Classico Nature Rosè 2017 Mont'illi,
Casale Vitali
60 mesi sui lieviti, sboccatura 2023
Special Edition, prodotto in sole 600 bottiglie.
Da uve sangiovese, appare rosa tenue, tendente al cerasuolo.
Effervescenza e persistenza.
Frutto rosso, ciliegia, carica acidica notevole, accenni floreali, speziatura, lieve tostatura e affumicatura simile a polvere da sparo.
In abbinamento su pesci grassi, crostacei, tartare di gamberi, ma anche su focaccia e burrata.
Considerazioni a margine
La due giorni Sangiorgese, di grande successo, dedicata ai vini spumante marchigiani nelle diverse tipologie, Metodo Classico, Metodo Charmat Martinotti, Metodo Scacchi, Metodo Ancestrale, mi porta a una riflessione di carattere generale incentrata sul rapporto tra tipologia spumante e territori.
In tema di spumantistica occorre prendere atto del fatto che tale segmento produttivo ormai non può più essere ignorato o sottovalutato, neanche dalle aree italiche non altamente vocate o senza specifica tradizione, poiché rappresenta una fetta importante di mercato sia interno che esterno.
Posto che il know how rimane a mio parere in capo ai territori più vocati, come ad esempio nord-est Italia, Franciacorta, Oltrepò Pavese, tuttavia oggi troviamo anche altri areali della Penisola intenti a cimentarsi in spumantistica, per una serie di motivi: emulare i maestri, valorizzare la materia prima a disposizione, verificarne versatilità e limiti, ritagliarsi spazi di mercato come sopra ho accennato.
Ritengo che il percorso di questi territori, ad oggi meno vocati, verso valori qualitativi maggiori, sia in atto, ma che ancora ci sia ampio margine di miglioramento.
Dentro questo trend spumantistico diffuso ormai su tutta la Penisola, la regione Marche secondo il mio punto di vista, non sta messa male, ovvero sta messa meglio rispetto ad altre regioni; ciò però non toglie, che si possa puntare ancora più in alto, per avvicinarsi ai capofila.
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mercoledì 15 marzo 2023

Vertical tasting Verdicchio dei Castelli di Jesi Verde Ca Ruptae, Moncaro wines

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, degustazione verticale di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc “Verde Ca' Ruptae”, tenuta magistralmente da Giuliano D’Ignazi, enologo della Cantina Moncaro.
Annate selezionate 2021 - 2011 - 2007 - 2001 - 1998, quindi anche più di 20 anni per questo gioiello dell’enologia marchigiana.
Verde Ca Ruptae nasce nel 1989 ed è ottenuto da selezione di uve provenienti da 3 cru situati in tre diversi comuni: Montecarotto, Castelplanio, Serra De' Conti.
Moncaro è il principale produttore di vino della regione Marche; è una società cooperativa agricola costituita da circa 600 soci ed estesa su 1.300 ettari di vigneto, lavora 90.000 quintali di uve, produce di media 10.000.000 di bottiglie all'anno, dispone di tre cantine di trasformazione, ad Acquaviva Picena in provincia di Ascoli Piceno nell'areale del Rosso Piceno Superiore, a Montecarotto nell'areale del Verdicchio e a Camerano nell'areale del Rosso Conero entrambe in provincia di Ancona.
Grandi numeri che farebbero pensare ad un appiattimento verso il basso degli standard qualitativi, viceversa competenze enologiche, investimenti in zonazioni, attrazione verso nuove frontiere della sostenibilità in viticoltura, rapporto stretto con i poli di ricerca universitari della regione Marche, hanno consentito a Moncaro di smentire tale assunto secondo il quale grande quantità non potrebbe andare d'accordo con qualità.
Ne abbiamo avuto la prova con la verticale di questo grande vino italiano, capace d'invecchiare e persino d'emozionarci ad oltre 20 anni dalla vendemmia.
Sistema di vinificazione di base adottato per tutte le annate: vinificazione in acciaio, breve macerazione di poche ore con le bucce, sosta sulle fecce fini per 4-5 mesi.
1) Verde Ca Ruptae 2021
Giallo paglierino tendente al verde.
Risposta varietale netta, anice, connotazioni mandorlate, mineralità iodata.
Agrumato e sapido al palato.
Solida impalcatura e capacità d'invecchiamento.
2) Verde Ca Ruptae 2011
Annata calda, verde oro alla vista, mediamente intenso al naso, beneficia di ossigenazione.
In evidenza frutto a guscio, mandorle e nocciole, note terziarie da evoluzione, cedro candito, sfumature idrocarburiche.
3) Verde Ca Ruptae 2007
Annata tra le più calde in assoluto.
Verde oro alla vista, necessita di ossigenazione, complesso, concentrato, tendente al morbido, cedro candito, nocciole, idrocarburo, anice e spezie, addolcito da qualche nota ossidativa, impronta stramatura.
4) Verde Ca Ruptae 2001
Annata atipica, piovosa, fredda, complica le tempistiche di germogliazione e maturazione.
Quadro organolettico altrettanto atipico, più fine che corposo.
Verde oro alla vista, beneficia di ossigenazione, frutta candita e sotto spirito, spezie, anice, struttura e lunghezza inferiori ai precedenti, accarezza il palato.
5) Verde Ca Ruptae 1998
Annata calda e anticipo di maturazione.
Verde oro quasi ambrato alla vista, necessita di ossigenazione, agrume candito, frutta gialla matura, idrocarburo, erbe di montagna in particolar evidenza, finale acidico.
Grande finezza, meno complesso e consistente di altri avendo già intrapreso la parabola discendente dell'arco evolutivo.
In ogni caso, un'esperienza più unica che rara.
Terre Cortesi Moncaro - Società Cooperativa Agricola
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