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martedì 16 aprile 2024

Sicilia Doc Nero d'Avola 2021 Nerè, Feudo Maccari winery

Siamo nell'ambito dei vini destinati al largo consumo, con favorevole rapporto qualità-prezzo, al di sotto di € 15 sullo scaffale.
Ottenuto da uve Nero d'Avola coltivate ad alberello nella parte sud orientale dell'isola, vinificato in acciaio.
Il colore rosso rubino luminoso, anticipa la fisionomia, aperta su fragranze fruttate, fresca, solare.
Frutti di bosco, lampone e fragoline, macchia mediterranea e rosmarino, sentori muschiati e vinosi, sottile piccantezza di zenzero, confezionano un quadro pronto e beverino, addolcito, in particolar modo al palato, da tonalità agrumate e biscottate, arancia rossa, pan brioche, liquirizia.
L'impronta è decisamente fresca, il tannino levigato, il rapporto tra parti dure e morbide pare ben bilanciato.
Vino di bella fattura, versatile nell'abbinamento a tutto pasto, destinato al consumo nel medio-breve periodo, nonchè a mio parere adattabile alla stagione calda, poichè non riceve pregiudizio da leggero abbassamento della temperatura di servizio.
Valutazione @avvinatore 91/100
Sicilia Doc Nero d'Avola 2021 Nerè
14,5% vol.
Abbinato su:
vitello impanato e fritto
Strada Provinciale 19 Noto-Pachino km 13,5
96017 Noto (SR)
+39 3456925843
enotour@feudomaccari.it
https://www.feudomaccari.it/
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Sicilia Doc Nero d'Avola Nerè, Feudo Maccari winery

mercoledì 10 gennaio 2024

Sicilia Doc Nero d'Avola 2019 Saia, Feudo Maccari

Il nome Saia può farsi derivare da un termine di origine araba che indica i canali d'irrigazione utilizzati nei campi assolati dell'isola, oppure può essere ricondotto all'intreccio di fili incrociati che rendevano resistenti i mantelli militari indossati dai centurioni ai tempi della Roma Imperiale.
Entrambe le interpretazioni possono applicarsi alla tessitura di questo vino, asciutto, corposo, territoriale.
Ottenuto da uve Nero d'Avola provenienti da vigneti ad alberello di età media di 30 anni, maturato 12-14 mesi in rovere piccolo e ulteriore affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi, appare rosso rubino tendente al granato.
Quadro ricco, improntato a frutto rosso maturo e in confettura, amarene e lamponi; speziatura marcata, note balsamiche e incensate, humus, cuoio e chiodo di garofano, rivelano il tratto varietale.
Finale carico di spunti contrapposti, quelli citrini a sollecitare salivazione e quelli tannici in funzione asciugante; ciononostante il frutto rosso, ciliegia, lampone e tamarindo, conservano ancora margine.
Etichetta pluripremiata dalle principali guide vini italiane in quasi tutte le annate; quest'annata riceve riconoscimento dalle guide vini 2022.
Valutazione @avvinatore 91/100.
Sicilia Doc Nero d'Avola 2019 Saia
14% vol.
Vino da arrosti, preferibilmente su piatti a tendenza grassa, costine di maiale al forno.
Abbinato su:
pappardelle al ragù di carne
Pastificio Iannini di Monteprandone (Ap)
Strada Provinciale 19 Noto-Pachino km 13,5, 96017 Noto (SR)
+39 3456925843
enotour@feudomaccari.it
https://www.feudomaccari.it/
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Sicilia Doc Nero d'Avola Saia, Feudo Maccari

venerdì 15 gennaio 2021

Terre Siciliane Igt Nerello Mascalese '12 Le Terre del Gattopardo

Siamo nell'ambito dei vini di largo consumo, reperibili in Gdo o presso grandi organismi e-commerce.
Ottenuto da uve Nerello Mascalese, si presenta rosso granato limpido, con riflesso aranciato sul bordo.
Attacco olfattivo di tutto rispetto, intenso, varietale, pulito, proiettato su toni maturi, frutto nero macerato, fiore appassito, sottofondo di tipo ematico.
Al palato mi pare di poter dire che l'aspettativa sia in gran parte ridimensionata, vengono alla luce limiti strutturali dovuti alla scarsa dotazione di polisaccaridi e glicerolo.
L'impronta tende alla magrezza, appaiono cenni fruttati di ciliegia, note di cacao e torrefazione prodotti dalla raggiunta maturità e non in grado di controbattere acidità e tannino che induriscono, asciugano, pregiudicano la persistenza.
Finale brusco, amaro come cioccolato fondente all'85%.
In abbinamento su piatti non particolarmente complessi, a tendenza grassa o untuosa, lenticchie con salsicce e costine di maiale.
Temperatura di servizio 16°/18°C.
Valutazione @avvinatore 74/100
Terre Siciliane Igt Nerello Mascalese '12 Le Terre del Gattopardo
14% vol
Etichetta realizzata dalla pittrice Alessandra Peloso

giovedì 22 novembre 2018

Tre Prosit dell'Etna al Vinitaly 2018

La Sicilia è stata la protagonista delle mie degustazioni a Vinitaly 2018.
Un viaggio tra le diverse zone, tutt'altro che esaustivo, considerando ampiezza e volume della produzione sicula, assertivo però del fatto che degustare vino equivale ad esplorare territori.
Domenica 15 aprile 2018, degustazione guidata a cura di Onav Catania.
Abbiamo degustato 9 vini Etna Doc, ottenuti da uve di montagna, Carricante e Catarratto per i bianchi, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio per i rossi, coltivate sulle pendici dell'Etna ad un'altezza variabile tra 400 e 1000 metri, con riconoscimento "Tre Prosit" attribuito dalla Guida Onav.
Bianchi freschi, floreali, caratterizzati da notevole carica acidica; trovano migliore espressione a due/tre anni dalla vendemmia.
Rossi territoriali, poveri di antocianine, di media struttura, con spiccata mineralità da terreno vulcanico e frutto rosso, grafite, note speziate, ematiche.
Etna Spumante Doc '13
Sosta Tre Santi
11,5% vol.
sboccatura ott. 2017
Tenute Nicosia
(versante sud)
Giallo paglierino verdolino, grana fine, abbastanza persistente.
Mineralità, crosta di pane e lieviti.
Ricco d'agrume, citrino.
Si fa apprezzare come ottimo vino d'entrèe questo spumante da Nerello Mascalese vinificato in bianco.
Etna Bianco Doc '16
13% vol.
Monte Gorna
(versante sud)
Giallo paglia, tendente al verde oro.
Fine, fiore di ginestra, tè verde, pomacea, agrume.
Uve Carricante e Catarratto.
Etna Bianco Doc '16
Bianco di sei
13% vol.
Palmento Costanzo
(pendici nord)
Giallo paglia, tendente al verde.
Fine, mentolato, pera abate, mineralità, floreale, gelsomino, sfumato di frutto tropicale.
In bocca prevalgono i toni agrumati.
Uve Carricante e Catarratto, anche da viti centenarie.
Etna Bianco Doc '16
Valle Galfina
13,5% vol.
Scilio
(colline orientali)
Giallo paglia luminoso.
Naso intenso, floreale, mentolato.
Citrino in bocca, accenni tropicali, mela golden, salino.
Uve Carricante e Catarratto coltivate a 650 metri sul livello del mare.
Etna Rosso Doc '15
14% vol.
Irene Badalà
(pendici nord)
Rosso granato.
Balsamico, erbaceo, sottobosco e frutti di bosco più evidenti al palato, note ematiche.
Tannino a chiudere.
Etna Rosso Doc '13
Petralava
13,5% vol.
Antichi Vinai
(pendici nord)
Rosso granato.
Erbaceo al naso e alcolico.
Mentolo, eucalipto in bocca, cannella, frutto fresco, mora di rovo, sapido, armonico.
Affinato in botte grande.
Etna Rosso Doc '12
Millemetri
14,5% vol.
Feudo Cavaliere
(versante sud)
Rosso granato.
Spezia dolce, cannella, terra smossa, frutti di bosco.
Note a mio parere evolute in bocca, polvere di caffè, pirazine.
Chiude asciugante.
Da vigneti posti a 1000 metri di altitudine.
Etna Rosso Doc '11
13,5% vol.
Tenute Mannino di Plachi
(pendici nord)
Rosso granato.
Mineralità, sentori balsamici, fiore.
Bocca fruttata, confettura.
Trova beneficio da ossigenazione.
Etna Rosso Doc '10
Aithòs
14% vol.
Destro
(versante nord-est)
A differenza degli altri, appare rosso rubino luminoso, concentrato, impenetrabile.
Quadro complesso, di grande suggestione.
Frutto nero in macerazione, confettura di prugna, erbaceo, sfumato di caffè e liquirizia, mineralità.
In bocca toni boisè, eucaliptolo e mirtillo, note stramature, uva appassita, tattile, cioccolatoso.
Affinato in legni di rovere di medie dimensioni.
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giovedì 21 giugno 2018

Nero d'Avola, Moscato della Val di Noto, Vinitaly 2018

La Sicilia è stata la protagonista delle mie degustazioni a Vinitaly 2018.
Un viaggio tra le diverse zone, tutt'altro che esaustivo, considerando ampiezza e volume della produzione sicula, assertivo però del fatto che degustare vino equivale ad esplorare territori.
Domenica 15 aprile 2018, degustazione guidata a cura di Onav Siracusa in collaborazione con Aspi e Strada del Vino della Val di Noto.
Abbiamo fatto un'incursione nella parte sud orientale dell'isola, in un'area compresa tra le province di Siracusa e Ragusa di antichissima tradizione vitivinicola, caratterizzata oggi da aziende medio/piccole, impegnate nella valorizzazione dell'autoctono.
Tre sono le Doc che insistono su questo territorio, oltre alla Doc Sicilia di recente istituzione: Doc Siracusa, Doc Noto, Doc Eloro.
Basi ampelografiche principali: Nero d'Avola (biotipo C), Moscato Bianco.
Tipologie previste Doc Siracusa:
“Siracusa” Moscato; “Siracusa” Moscato Spumante; “Siracusa” Passito; “Siracusa” Nero d’Avola; “Siracusa” Syrah; “Siracusa” Rosso; “Siracusa” Bianco.
Tipologie previste Doc Noto:
“Moscato di Noto”; “Moscato di Noto” spumante; “Moscato di Noto” liquoroso; “Moscato Passito di Noto” o “Passito di Noto”; “Noto” rosso; “Noto” Nero d’Avola.
Tipologie previste Doc Eloro:
“Eloro” rosso; “Eloro” rosato; “Eloro” Nero d’Avola; “Eloro” Frappato; “Eloro” Pignatello; “Eloro” Pachino. Base ampelografica: Nero d’Avola, Frappato, Pignatello.
Abbiamo degustato 8 vini: ricchi di suggestione i Moscato, di corpo i Nero d'Avola.
Doc Sicilia '15
Saia
14% vol.
Feudo Maccari
Ottenuto da uve Nero d'Avola, maturato in barriques per circa 1 anno, più ulteriore affinamento in bottiglia, appare rosso rubino acceso.
Quadro ricco.
Profumi intensi di frutto, amarena, cuoio, spezie, humus, chiodo di garofano, note incensate che tornano al palato, carica acidica, vinoso.
Doc Eloro '15
Calauris black
14% vol.
Terre di Noto
Da uve Nero d'Avola.
1 anno in botte grande.
Quadro maturo, mentolato d'eucalipto, con evoluzione di terziari, liquirizia, balsamico, tendente al morbido.
Il nome "Calaurisi", sinonimo di Nero d'Avola, deriverebbe dall'unione di “Calea” sinonimo siciliano di “racina” uva e “Aulisi” derivato dal nome dialettale della città di Avola “Aula”.
Doc Noto '14
Patrono
14% vol.
Feudo Ramaddini
Annata difficile dal punto di vista meteo, ma aspetto curato dal punto di vista enologico.
Il lavoro in cantina ha arrotondato il quadro.
Intenso di frutto maturo, confettura, spezie dolci, alloro, prugna macerata, vaniglia.
In bocca tende al liquoroso, su note di cacao, rabarbaro, eucaliptolo.
Doc Eloro
Riserva '12
Fontanelle
13,5% vol.
Curto
Da uve Nero d'Avola, elevato in barrique non nuove per circa 8 mesi e successivo affinamento in bottiglia, appare rosso cupo, tendente al violaceo, con residuo sul fondo.
Frutto macerato e spezie, vaniglia, liquirizia, scorza d'arancia amara.
In bocca è carico, lungo, su note piraziniche, caffè espresso, gradevole cioccolatosità polverosa, ancora liquirizia, vibrante di tannino e carica acidica, glicerico.
Grande tenuta.
Nero d'Avola in estrema sintesi: 1 corpo, 2 domato, 3 dolce abbraccio, 4 in via di evoluzione.
Doc
Moscato di Noto '15
Notissimo
10% vol.
Riofavara
Vino da dessert, formaggi freschi o semistagionati.
Da uve Moscato Bianco raccolte in sovramaturazione e fatte appassire al sole per una decina di giorni, vinificato in acciaio, appare giallo oro carico.
Aromi intensi, verticali, d'ananas, pesca nettarina, frutto tropicale.
Palato dolcissimo e lungo, bene equilibrato tra morbidezza e freschezza: uva passa, rosolio sciroppo di rose, mandarino.
Passito
di Noto Doc '16
11,5% vol.
Planeta
Da uve Moscato Bianco vendemmiate a fine agosto e fatte appassire in fruttaia per circa 40 giorni.
Giallo oro limpido.
Crema pasticcera, miele e vaniglia, lunghissima persistenza.
Vino da dessert da abbinare su cassata siciliana o comunque su dolci arricchiti di frutta e note acidule a stemperare la lunghezza del vino.
Doc
Siracusa Moscato '16
Don Nuzzo
13% vol.
Cantine Gulino
Enofanusa srl
Da uve Moscato Bianco vendemmiate in leggera sovramaturazione, a cui viene aggiunta una certa quantità di uve fatte appassire su graticci, appare giallo oro carico, ambrato.
Denso, glicerico, frutti gialli maturi, albicocca candita, arancia amara, buccia d'agrume.
Vino da dessert, su dolci a base di mandorla, crostate, pasticceria secca.
Doc
Siracusa Passito '16
Silenos
15% vol.
Blundo
Da uve Moscato Bianco fatte appassire in pianta.
Complesso, evoluto, funghi champignon, sottobosco, esteri di fermentazione, mele in ossidazione, ananas surmaturo.
Pieno e corposo in bocca, glicerico.
In abbinamento su dolci di altrettanta struttura, panforte, formaggi piccanti fermentati, gorgonzola, Ragusano Dop o Pecorino stagionati.
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sabato 15 ottobre 2016

Festival della Cucina Italiana a Siracusa

Il Festival della Cucina Italiana sbarca a Siracusa.
Dopo il successo a Cesenatico, per la prima volta il Festival concede il bis nello stesso anno e approda nell’isola di Ortigia.
Dal 21 al 23 ottobre alla scoperta dei tesori enogastronomici siciliani con grandi firme della cucina, incontri, mostra mercato, degustazioni guidate, Sudest Wine Festival.
Siracusa - Dopo avere fatto tappa a Cesenatico (23-25 settembre), il Festival della Cucina Italiana concede il bis e si sposta a Ortigia, nello stupendo scenario di Siracusa.
Appuntamento dal 21 al 23 ottobre con il meglio del cibo e del vino italiano, in uno degli eventi che meglio raccontano la qualità della cultura agroalimentare italiana.

Organizzato da La Madia Travelfood (storicamente la prima rivista per la ristorazione, l’accoglienza e l’enogastronomia di qualità in Italia, l’unica a essere distribuita alla ristorazione italiana in Gran Bretagna) e giunto alla 16° edizione, il Festival a Siracusa si avvale della collaborazione dell'Associazione Culturale Elisir.

Un weekend dedicato al must dell’enogastronomia e agli importanti tesori culinari siciliani (olio, grano, agrumi, mandorle) raccontati attraverso degustazioni guidate, mostra mercato, show cooking con emergenti firme della cucina, convegni, Street food, Festival del vino e Cene stellate insieme ai due stelle Michelin Gianfranco Vissani dell’omonimo ristorante umbro e Massimiliano Mascia dello storico San Domenico di Imola.
Insomma, una tre giorni di wine&food immersion nella tradizione enogastronomica siciliana, per scoprire da vicino questa incommensurabile ricchezza, in buon equilibrio tra cibo e vino.

Il Programma
Tante le proposte per tutti i palati con un trait union a fare da filo conduttore della manifestazione: i sapori della Sicilia. L’Antico mercato di Ortigia sarà un fiorire di “Cose buone di Sicilia” con mostra mercato di prodotti artigianali ed enogastronomici del territorio.
Spazio anche al cibo di strada siciliano con un’intera area dedicata allo Street food Festival, modalità easy per conoscere da vicino le prelibatezze dell’isola.
Ad accompagnare il tutto, un grande banco d’assaggio del vino, Sudest Wine Festival, con degustazioni, focus su vini e vitigni e approfondimenti insieme a grandi firme dell’enologia.

Di rilievo gli show cooking per conoscere da vicino la bontà della cucina siciliana, raccontata attraverso i suoi protagonisti. Sei gli appuntamenti in programma nel corso della tre giorni:
venerdì 21 ottobre Carlo Sichel del Ristorante “Il Carato” di Catania e Massimo Schininà del Ristorante “Le Magnolie” di Frigintini (Rg). Sabato 22 ottobre Salvo Calleri del Ristorante “Regina Lucia” di Siracusa e Concetto Rubbera, chef on demand. Domenica 23 ottobre, è la volta di Giulia Carpino del Ristorante “Barone di Villagrande” di Milo (Ct) e a seguire Giuseppe Raciti, Ristorante “Zash” di Riposto (Ct).

Il Festival è anche convegnistica con due appuntamenti dedicati a due eccellenze dell’agricoltura sicula ospitati nella Camera di Commercio: il grano e l’olio. Venerdì 21 ottobre alle 16:00, “Gli Antichi Grani Siciliani”, seminario sulle sementi e sul recupero dei grani antichi, grande patrimonio dell’agricoltura siciliana. Sabato 22 ottobre alle 10:00 “L’olio extra vergine di oliva – Patrimonio di Sicilia”, sulle cultivar e sugli oli di oliva che fanno della Sicilia una delle regioni più premiate in Italia.

Degustazioni guidate wine&food invece sono previste in cinque appuntamenti in compagnia di professionisti del settore. Gaetano Prosperini (Fisar Catania) sabato 22 alle 17.30 conduce i partecipanti sui “Vini dolci di Sicilia”. Sempre sabato alle 19,00 Andrea Briano, maestro assaggiatore Onav di Savona, offre una bussola sui “Grandi rossi d’Italia”.
Tre gli appuntamenti di domenica 23: si parte alle 11.30 con una degustazione guidata di formaggi con Pietro Pappalardo, delegato Onaf Sicilia; alle 17.30 confronto tra vini convenzionali e vini naturali con Enzo Tubolino; chiusura alle 19 con le Bollicina italiane e straniere a confronto con Vito Intini Presidente nazionale Onav.

Lo splendido scenario del Giardino dei Limoni, di fronte al Grand Hotel Ortigia, fa da scenario per la colazione mediterranea (ore 8-11), esclusivo breakfast nei giorni del Festival con degustazione libera, insieme a tè e caffè, di specialità dolci e salate tipiche della tradizione siciliana.
Serata con Aperifestival (orario 18-21), con degustazioni libere di cocktail, in abbinamento a salumi, formaggi e piatti tipici della cucina siciliana.

Grandi firme della cucina si incontrano al Ristorante La Terrazza sul Mare per due serate con la cucina d’autore a quattro mani, “A cena con le Stelle”. Venerdì 21 alle 20.30 protagonisti Maurizio Urso executive Chef de La Terrazza sul Mare e Massimiliano Mascia due Stelle Michelin San Domenico di Imola (Bo). Speciale guest della serata Seby Sorbello del Ristorante Esperia Palace di Zafferana Etnea (Ct).
Sabato 22 ottobre, il celebre Gianfranco Vissani due stelle Michelin del Ristorante Casa Vissani di Baschi (Tr) cucina insieme a Maurizio Urso.

Speciale incontro sigari e distillati sempre al Giardino dei limoni domenica 23 ottobre alle 20.30 a cura dell’associazione Slow smoking.
Info: www.festivaldellacucinaitaliana.it - info@festivaldellacucinaitaliana.it

venerdì 7 giugno 2013

Sicilia Chardonnay '10, Planeta winery

Diciassettesima vendemmia per quest'etichetta, che ha imposto il marchio Planeta sul mercato.
Ottenuto da uva Chardonnay, si presenta alla vista di un bel colore giallo dorato.
Al naso sensazioni “sui generis”, molto particolari: in degustazione bendata, potrebbero anche equivocarsi come di vino rosso.
Ciò è dovuto al fatto che in questa prima fase si mescolano profumi tipici del vino bianco, come ad esempio note agrumate, fruttate di mela, banana e caratteri meno consueti, come quelli di frutto nero, marmellata di prugna, leggera affumicatura.
In bocca realizza un buon compromesso tra finezza e carattere.
Mediamente persistente.
Tutt’altro che opulento come magari ci si poteva aspettare.
Sembrano anzi predominanti i caratteri d’acidità e mineralità.
In sostanza quest’annata viene a trovarsi in completa sintonia con le ultime edizioni, indirizzate ad un rapporto di minor subordinazione nei confronti dei legni d’affinamento e più rivolte al rispetto del frutto e del terroir di provenienza.
Sicilia igt Chardonnay '10 - alcool 14% - circa € 20.
Planeta winery, Menfi (AG) - http://www.planeta.it/
Abbinato su baccalà in padella con patate, capperi, olive nere.