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domenica 28 agosto 2022

Castelli di Jesi Verdicchio Doc e Riserva Docg, guided tasting

Nell'ambito della terza edizione di Marche in Vino Veritas ad Offida 12 e 13 agosto 2022, abbiamo avuto modo di partecipare a quattro degustazioni guidate: Offida Pecorino Docg, Rosso Piceno Superiore Doc, Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc e Riserva Docg, Rosso Conero Doc e Conero Riserva Docg.
Le degustazioni guidate si sono tenute nel trecentesco ex Monastero di San Francesco sede della Vinea (società che sovrintende alle attività agricole locali e alle attività di promozione) e sede dell'Enoteca Regionale delle Marche.
Relatore Sommelier Prof. Francesco Felix.
A seguire Verdicchio dei Castelli di Jesi Metodo Classico Doc, Classico Superiore Doc, Riserva Docg.
1) Castelli di Jesi Verdicchio Doc Spumante Metodo Classico Brut Riserva Millesimato 2019, Garofoli
12% vol.
Almeno 24 mesi sui lieviti.
Giallo paglierino verdolino, grana fine, mediamente persistente.
Impronta agrumata, buccia di limone, frutta bianca, accenni di lieviti e crosta di pane, erbette aromatiche.
In bocca è setoso, sapido, con finale lungo e citrino.
Voto @avvinatore: 8.
2) Castelli di Jesi Verdicchio Classico Superiore Doc '21 Vigna Vittoria, Lucchetti
13,5% vol.
Tappo a vite.
Ottenuto da vigneti di età media di 30 anni, vinificato con lieviti indigeni, 6 mesi in cemento vetrificato e 6 mesi in bottiglia.
Giallo paglia tenue, tendente al verde.
Dotazione minerale traducibile in pietra bagnata, fieno, connotazioni iodate, frutta bianca, pera.
Bocca proiettata sul salino intenso, polposo d'agrume e lungo.
Voto @avvinatore: 8.
3) Castelli di Jesi Verdicchio Classico Superiore Doc '19 Stefano Antonucci, Santa Barbara
13,5% vol.
Vinificato in acciaio, maturato in barrique.
Di colore verde luminoso.
In bella evidenza la dotazione minerale, ma anche frutto a polpa bianca, agrume, mandarino, fiore di ginestra; sfumature cremose cercano di controbattere l'impronta citrina, che torna decisa nel finale, accompagnata da connotazioni ammandorlate.
Voto @avvinatore: 8.
4) Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg '17 Misco, Tenuta di Tavignano
13,5% vol.
Da uve di secondo o terzo passaggio, vendemmiate cioè tardivamente al fine di concentrare gli zuccheri.
Vinificato in acciaio con 12 mesi di sosta sur lies e successivo lungo affinamento in bottiglia di circa 18 mesi.
Appare giallo luminoso, tendente al verde/oro.
Complesso e austero.
La dotazione minerale vira su erba tagliata, fieno e pietra focaia, appaiono sfumature fumèe, frutta secca e mandorla; la bocca è ricca di frutto giallo maturo e a guscio, ma anche di connotazioni citrine, in parte ridimensionate dalla sosta sur lies.
Voto @avvinatore: 8+.
5) Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg '16 Vigna Novali, Moncaro
14% vol.
Ottenuto da uve in parte surmature con sviluppo di muffa nobile, fermentato con lieviti indigeni, sosta 10 mesi sulle fecce fini in acciaio e in piccola parte in barrique, affina 18 mesi in bottiglia.
Appare giallo oro carico, solare.
Ricco e maturo al naso: pesca gialla, accenni tostati, burro fuso, biscotto e crema pasticcera.
In bocca il volume olfattivo trova parziale riscontro; in questa fase esprime appieno l'anima citrina, apparsa meno pronunciata al naso.
Voto @avvinatore: 8.
Castelli di Jesi Verdicchio Doc e Riserva Docg, basic info:
La zona di produzione di Castelli di Jesi Verdicchio Doc e Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg è individuata dal bacino del fiume Esino e comprende il territorio amministrativo di 23 comuni della provincia di Ancona e due della provincia di Macerata (Apiro, Cingoli), storicamente denominati Castelli perché gravitanti nella politica e nell'economia della città di Jesi che nel 1194 diede i natali a Federico II di Svevia.
Castelli di Jesi Verdicchio Doc istituita nel 1968, prevede 5 tipologie:
“Verdicchio dei Castelli di Jesi”
“Verdicchio dei Castelli di Jesi” Spumante
“Verdicchio dei Castelli di Jesi” Passito
“Verdicchio dei Castelli di Jesi” Classico
“Verdicchio dei Castelli di Jesi” Classico Superiore.
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva approvata come tipologia della Doc nel 1995, diventa Docg nel marzo 2010; tale Denominazione d'Origine Controllata e Garantita è riservata ai vini «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» e «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico», prima di essere immessi al consumo devono essere sottoposti ad un periodo d'invecchiamento minimo di 18 mesi, di cui almeno 6 in bottiglia, a decorrere dal 1° dicembre dell'anno della vendemmia.
La menzione "Classico" è consentita solo nell'area storicamente vocata, peraltro molto vasta poichè comprende 19 comuni, con esclusione dei territori posti alla sinistra del fiume Misa e dei territori appartenenti a 6 comuni del comprensorio Verdicchio posti in provincia di Ancona.
Per la tipologia "Classico Superiore" sono previste norme più restrittive per ciò che concerne ad esempio le rese o il titolo alcolometrico minimo; per questa tipologia è inoltre previsto il passaggio a Docg a partire dalla vendemmia 2023 e a questo scopo si stanno approntando i termini del nuovo disciplinare di produzione.
La tipologia “Spumante” può essere qualificata con la menzione “Riserva” a condizione che il vino sia stato sottoposto ad un periodo d'invecchiamento non inferiore ad un anno e ad un periodo di permanenza sulle fecce non inferiore a nove mesi.
Superficie coltivata a Verdicchio circa 2.100 ettari, produzione Doc anno 2021 oltre 134.000 ettolitri, imbottigliato da 75cl. nel 2021 oltre 18.700.000.

domenica 14 agosto 2022

Rosso Conero Doc e Conero Docg, degustazione guidata

Nell'ambito della terza edizione di Marche in Vino Veritas ad Offida 12 e 13 agosto 2022, abbiamo avuto modo di partecipare a quattro degustazioni guidate: Offida Pecorino Docg, Rosso Piceno Superiore Doc, Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc e Riserva Docg, Rosso Conero Doc e Conero Riserva Docg.
Le degustazioni guidate si sono tenute nel trecentesco ex Monastero di San Francesco sede della Vinea (società che sovrintende alle attività agricole locali e alle attività di promozione) e sede dell'Enoteca Regionale delle Marche.
Relatore Sommelier Prof. Francesco Felix.
A seguire, note di degustazione Rosso Conero Doc e Conero Docg.
Come premessa, direi che questi cinque vini hanno lasciato senz'altro buone impressioni; sottolineerei come frutto ricco e maturo, marasca sotto spirito o in confettura, possano essere il fil rouge che li accomuna, tuttavia individuabili sono anche altre sfaccettature, legate alla modulazione del rapporto tra estratto secco e parti cosiddette dure (carica acido/sapida, tannini), a favore dell'uno o a favore delle altre.
1) Rosso Conero Doc '20 Serrano, Umani Ronchi
Da uve 85% montepulciano, 15% sangiovese.
Criomacerazione prefermentativa dei grappoli, fermentato e maturato cinque mesi in acciaio, appare rosso rubino profondo; grande carica polifenolica e antocianica.
Frutto maturo, ciliegia, erbette aromatiche, rosmarino, cuoio, amarena.
I recettori sensoriali sono sottoposti a stimoli carezzevoli; percepibile è l'equilibrio tra carica acidica, tenore alcolico, corredo saccarotico.
Vino di media struttura, da abbinare su primi piatti al ragù di carne, agnolotti al sugo.
2) Rosso Conero Doc '20 Julius, Silvano Strologo
Da uve montepulciano in purezza, vinificato in acciaio, maturato 6/8 mesi in botte grande e barrique, più ulteriori 6 mesi in bottiglia, appare rosso rubino carico, con riflesso porpora.
Naso intenso e fruttato, di buona complessità; amarena, corteccia, frutti di bosco, sentori vanigliati, liquirizia.
In bocca la carica acidica tende a sovrastare e l'aspettativa maturata all'olfazione non trova piena conferma.
Parti dure in bella evidenza, ciononostante, a mio parere, quadro ricco e dinamico.
Preferibilmente su piatti a tendenza succulenta, cannoli ripieni con ragù di maiale e parmigiano, lasagne al forno con besciamella e mozzarella.
3) Rosso Conero Doc '19 Montepasso, Moncaro
Questo vino merita un discorso a sé stante; mi pare di poter dire che siamo di fronte ad una sorta di sperimentazione decisa dall'azienda, al fine di diversificare l'offerta e offrire soluzioni alternative.
Da uve 90% montepulciano e 10% sangiovese è infatti ottenuto con la tecnica del "ripasso"; tecnica adottata tradizionalmente in Valpolicella con le uve utilizzate per l'Amarone e consistente nella rifermentazione delle uve base, sulle vinacce appassite residue, utilizzate per la produzione del Conero Riserva Docg Nerone.
L'operazione di “ripasso” ha lo scopo di conferire al vino un incremento in termini di alcol, sostanze polifenoliche ed estratti, traducibile in ampio corpo e spiccata rotondità; questa operazione che in linea di principio dovrebbe avere solo lati positivi, viceversa può avere un rovescio della medaglia, cioè il rischio d'inoculare anche le parti ormai esauste delle vinacce, rischio neutralizzabile solo con l'esperienza e la pratica costante.
Matura dodici mesi,  60% in barrique e 40% in botte grande di rovere francese.
Appare rosso granato, è in prima battuta piuttosto scontroso al naso, su note terrose, tartufate; dopo breve ossigenazione, tende ad aggiustarsi ed emergono toni di china calissaia e rabarbaro che poi caratterizzeranno anche la successiva fase gustativa, corredati da frutto nero macerato e creme caramel.
Quadro certamente originale, proiettato sulle morbidezze, non eccede in allungo.
4) Conero Docg '19 Cimerio, Moncaro
Qui rientriamo nei canoni classici.
Ottenuto da uve montepulciano in purezza, vinificato in cemento, maturato 12 mesi in rovere, appare rosso granato.
Ritroviamo anche qui le note di rabarbaro e china calissaia del precedente vino; tratto comune, probabilmente dovuto al tipo di clone utilizzato o alle caratteristiche dei contenitori d'affinamento.
Il quadro tende al morbido su note d'amarena, cuoio, frutto rosso; burroso e vanigliato.
5) Conero Riserva Docg '19 Grosso Agontano, Garofoli
Direi un pezzo da novanta.
Da uve montepulciano in purezza, 12/18 mesi in barrique, 24 mesi in bottiglia, appare rosso granato cupo, impenetrabile.
Vino di notevole struttura, necessita di adeguata ossigenazione; complesso e intenso, con rapporto tra carica acidica, tannini ed estratto secco, parametrato verso l'alto.
Variamente articolato è il quadro, su descrittori che ricordano corteccia di china, liquirizia, amarena, tabacco, aspersioni ematiche e cioccolatose.
Vino da brasati e stracotti.
Info di base Denominazione d'Origine.
Doc e Docg differiscono sostanzialmente per misure più restrittive previste nel Disciplinare di Produzione della Docg in ordine ad esempio a rese per ettaro e uva/vino, titolo alcolometrico minimo, invecchiamento obbligatorio, base ampelografica.
Per la Doc non è previsto un periodo d'invecchiamento obbligatorio; la Docg non può essere immessa al consumo prima di 24 mesi a partire da 1 novembre dell'anno della vendemmia e una parte dell'invecchiamento deve essere fatto in legno.
Base ampelografica Rosso Conero Doc: almeno 85% uva montepulciano, possono concorrere alla produzione di detto vino, fino al 15%, tutti gli altri vitigni non aromatici, a bacca rossa, idonei alla coltivazione nella regione Marche.
Base ampelografica Conero Docg (è ammessa ma non obbligatoria la menzione Riserva): almeno 85% uva montepulciano, eventuale saldo massimo 15% uva sangiovese.
Viceversa identica è la zona di produzione di Rosso Conero Doc e Conero Docg, molto ristretta e corrispondente al territorio amministrativo di 7 comuni della provincia di Ancona: Ancona, Camerano, Offagna, Numana, Sirolo e parte del territorio dei comuni di Osimo e di Castelfidardo, tutt'intorno al promontorio del Monte Conero che dà il nome alle due Denominazioni d'Origine.

venerdì 23 agosto 2019

Marche in Vino Veritas 2019, orizzontale Castelli di Jesi Verdicchio Riserva

Marche in Vino Veritas è un evento del Comune di Offida (AP) curato nell'organizzazione dalla Picenum Tour.
La seconda edizione è andata in onda il 10 e 11 agosto 2019 nel magnifico scenario del centro storico.
Lo scopo dell'evento è quello di dare giusto e rinnovato risalto al prodotto enologico, protagonista nella storia, leva tradizionale, economica e culturale del passato, del presente e del futuro.
Una manifestazione sul vino marchigiano raccontato attraverso la capacità delle aziende vitivinicole regionali e dei loro prodotti.
Nelle due giornate di agosto sono stati programmati: laboratori sul vino, degustazioni cibo realizzato dagli Chef del territorio, visite turistiche, street food, cene a tema.
Sabato 10 agosto sulla terrazza del Palazzo Comunale affacciata su Piazza del Popolo, orizzontale di 4 etichette 2015 (annata calda) di Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg prodotte da altrettante aziende vinicole marchigiane.
Prezzi on line tra 15 e 23 euro.
A titolo informativo, ricordo che il disciplinare di produzione del Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg prevede un invecchiamento obbligatorio di almeno 18 mesi a partire dall'1° dicembre dell'anno della vendemmia.
Ha guidato magistralmente la degustazione la docente FIS (fondazione italiana sommelier) Elena Ioan.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg Vigna Novali
14% vol.
Moncaro
L'azienda riesce a dare continuità stilistica a tutta la gamma prodotti, indipendentemente dalle variabili meteo d'annata.
Questo Vigna Novali si presenta giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Coerenza gustolfattiva.
Profumi e sapori fini, mediamente intensi: fieno, anice, frutta bianca e fiori bianchi, sfumature minerali e di mandorla verde, note iodate.
Attacco in bocca arrotondato dal passaggio in legno e finale acidico.
Scampi, ostriche.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg Serra Fiorese
13,5% vol.
Garofoli Vini
Giallo paglia con qualche riflesso verde oro.
A differenza del precedente, qui i toni sono sovramaturi: glicerine, frutta cotta, crema pasticcera.
Concentrato e corposo.
In bocca coniuga struttura e finezza, proiettandosi su frutta gialla matura, susina, nota lattica allo yogurt che emerge dopo ossigenazione, mandorla tostata.
Parte sapida molto educata e carica acidica a contrappuntare l'avvolgenza.
Crostacei fritti in pasta kataifi e aceto balsamico.
- Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Utopia
14,5% vol.
Montecappone
Giallo paglia tendente al verde.
Naso diretto, verticale, contraddistinto da anice, fieno, erba tagliata, frutta matura e in macedonia, buccia d'arancia, sfumature esotiche e ananas.
La sosta sur lies rende il quadro voluttuoso, avvolgente e cremoso, ricco di frutto tropicale, frutto giallo, sfumato di vaniglia, acidico solo nel finale, discretamente lungo.
Dentice al forno.
- Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg San Paolo
13,5% vol.
Pievalta
L'azienda vanta certificazione biodinamica.
Giallo paglierino tendente al verde.
Naso mediamente intenso, acquista maggiore espressività con l'ossigenazione, evidenziando profumi in ogni caso sottili, mineralità e pietra focaia, anice, frutta bianca.
Coerenza gustolfattiva.
In bocca è asciugante, gessoso, disidratante, citrino; va quindi abbinato a piatti succulenti, a tendenza grassa come ad esempio pasta all'uovo con tartufo estivo, culatello, pasta alla carbonara, pasta cacio e pepe.
 
Piazza del Popolo

lunedì 7 marzo 2016

Bollicine di Verdicchio una storia poco nota, Tipicità 2016

Tipicità 2016, Fermo.
Sabato 05/03/2016
Presentazione con degustazione Teatro dei Sapori - Sala Picena
Nell'ambito della 24^ edizione di Tipicità Made in Marche Festival svoltasi a Fermo dal 5 al 7 marzo 2016, presentazione con degustazione di Spumanti Metodo Classico marchigiani da uve Verdicchio a cura di Fisar Castelli di Jesi.
La degustazione è stata guidata da Francesco Quercetti curatore per le Marche della Guida Slow Wine.
A fronte di tradizioni centenarie risalenti al XVII secolo, la spumantistica della regione Marche non ha mai avuto un ruolo di primo piano nel panorama enoico italiano.
E' solo negli anni '70-'80 che si ebbe uno sviluppo della tipologia, per merito delle prime Aziende Spumantistiche della regione: Vallerosa Bonci, Garofoli, Colonnara.
Ad oggi sono una quindicina le aziende marchigiane che spumantizzano sia uve internazionali che autoctone, ma i numeri rimangono abbastanza ridotti soprattutto per ciò che concerne la produzione di spumanti da uve Verdicchio.
La spumantistica da Verdicchio è sempre stata caratterizzata da piccoli numeri per due ordini di ragioni che hanno spinto i produttori a non avventurarsi: la ridotta carica aromatica dell'uva e la sua notevole componente acido/sapida.
Tuttavia la spumantistica da Verdicchio avviata negli anni '80 dalle aziende vinicole storiche sopra citate, dimostrò come proprio questo secondo fattore legato alla carica acido/sapida dell'uva, consentiva lunghe prese di spuma, le quali a loro volta finivano per arricchire il corredo aromatico del vino spumante.
Si è arrivati nel tempo ad una rivalutazione della tipologia, fino ad ottenere oggi punte di eccellenza assoluta.
Il test ha preso in esame alcune di queste eccellenze.
Metodo Classico Brut
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc ‘09
alcool 12% - circa € 18
Vallerosa Bonci
36 mesi sui lieviti. Giallo paglierino e fine perlage.
Impatto olfattivo teso, verticale di anice e nocciola, crosta di pane, pesca e agrume.
Anche in bocca denota un profilo dritto, deciso, ricco di acidità, sapidità e carbonica setosa.
Il quadro appare dinamico, tende a modificarsi dopo ossigenazione, aprendosi su frutto e cremosità.
Metodo Classico Brut Riserva
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc ’08 Ubaldo Rosi
alcool 12,5% - circa € 30
Colonnara
70 mesi di presa di spuma. Giallo paglierino vivo.
Naso di grande finezza, contraddistinto da note agrumate e floreali, pesca, arancia, foglie di menta.
In bocca si allarga su toni cremosi e in chiusura tornano anice, nocciola, sapidità.
Quadro organolettico estremamente equilibrato, elegante.
Metodo Classico Extra Brut Gran Riserva ’05
alcool 12%
Garofoli
Giallo paglierino vivo.
Naso deciso, netto, intrigante su note di crosta di pane e mentolate.
In bocca è ancora agrumato e fragrante nonostante il tempo trascorso.
Chiude su note di anice e fieno.
Metodo Classico Brut Riserva
Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc ’05 Ubaldo Rosi
alcool 12,5%
Colonnara
Giallo paglierino e fine perlage.
Al naso aromi di evoluzione e mentolato.
Bocca viva, cremosa, salina, contraddistinta da note di miele e cera.
Tessuto strutturale giocato su complessità e cremosità.

sabato 24 maggio 2014

Verdicchio dei Castelli di Jesi Podium '06, Garofoli vini.

L’andamento meteo particolarmente favorevole, ha fatto della 2006 una delle annate da ricordare in tutto l’areale del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Ne è prova il classico superiore Podium di Casa Vinicola Garofoli qui testato.
Un’etichetta di prestigio, pluripremiata dalle principali guide vino nazionali.
In particolare quest’annata ’06 ebbe riconoscimento dalle guide edite nel 2009.
Ottenuto da uva Verdicchio, maturato per oltre un anno in acciaio inox e successivo affinamento in bottiglia per circa 5 mesi, si presenta alla vista cristallino, di color giallo verdolino tendente al dorato.
Fase olfattiva più complessa che intensa, caratterizzata da sentori stramaturi di frutta secca, gherigli di noce, mandorla, contrappuntati da sentori più freschi di frutto tropicale, lychee, susina, sfumature d'erbette aromatiche e paglia bagnata.
Scorrevole e caldo in bocca.
Tendenzialmente morbido, fruttato.
In particolare evidenza ananas, maracuja, buccia d'agrume candita, accenni vegetali.
Citrino in centrobocca e ammandorlato in chiusura.
Quadro organolettico ricco e armonico, proiettato su toni maturi.
Testato in secondo step da bottiglia scolma, a distanza di 48 ore dal primo test, risulta ancor più ricco e convincente.

Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico superiore ’06 Podium
alcool 14 % - circa € 11.
Casa Vinicola Gioacchino Garofoli - Castelfidardo (An).
http://www.garofolivini.it/
Abbinato su baccalà con patate

martedì 28 gennaio 2014

Conero riserva Grosso Agontano '04, Garofoli vini.

Il colosso produttivo marchigiano, fondato nel 1901 da Gioacchino Garofoli dispone oggi di oltre 50 ettari di vigneto di proprietà, da cui ricava circa 2.000.000 di bottiglie all’anno.
Parte delle uve utilizzate in azienda viene acquistata.

Standard qualitativi elevati contraddistinguono tutta la produzione, improntata alla valorizzazione delle uve locali come Verdicchio e Montepulciano.
Grosso Agontano ’04 è ottenuto da uva 100% Montepulciano, maturato in barriques per 18 mesi e affinato in bottiglia per altri 12.
Si presenta alla vista limpido, rosso rubino compatto e scuro.
Naso mediamente intenso e complesso, caratterizzato da note di confettura d'amarena e liquirizia, con sullo sfondo in bella evidenza, sensazioni quasi fumeè, catramose, idrocarburiche, tipiche del vino invecchiato.
Al gusto è ugualmente stramaturo, giocato di più su spunti empireumatici, erbacei e mineralità che sulle note del frutto.
Quadro organolettico lineare, fine, proiettato sulla ricerca stilistica.
Finale non lunghissimo.
Oggi è commercializzata l’annata 2009 prodotta in poco meno di 34.000 bottiglie.
Abbinato su spalletta d'agnello in salmì
La 2004 è l’annata d’esordio della Docg Conero, riconosciuta con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole nel settembre di quell'anno, successivamente modificata nel 2009 e riferita al solo vino Conero Riserva, mentre la data d'esordio della Doc Rosso Conero risale al 1967.
Il riferimento geografico del Rosso Conero doc e del Conero Riserva docg, è quello del promontorio del Monte Conero in provincia di Ancona.
Le due denominazioni insistono quindi sulla stessa zona di produzione, corrispondente al territorio amministrativo di sette comuni della provincia di Ancona: Ancona, Camerano, Offagna, Numana, Sirolo e parte dei comuni di Castelfidardo ed Osimo.
Il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole del 2004, apportò tra l'altro modifiche nella composizione dell’uvaggio: nella Docg è infatti previsto Montepulciano minimo 85% e Sangiovese massimo 15%, mentre nella Doc possono concorrere fino al 15% tutti gli altri vitigni non aromatici a bacca rossa idonei alla coltivazione nella regione Marche.
Conero Riserva Docg ’04 Grosso Agontano – alcool 14 % - circa € 20.
Casa Vinicola Gioacchino Garofoli - Castelfidardo (AN).
http://www.garofolivini.it/

domenica 10 gennaio 2010

Podium '06

Giallo verdolino come da copione, limpido e brillante; roteandolo conferma bella consistenza; netto l'impatto olfattivo, fatto di mineralità, nota di crosta di pane, accenno di tostatura, citrino. Ribadisce al palato una progressione senza incertezze: la freschezza citrina si apre su note agrumate di buccia di limone e pompelmo; la sensazione pseudocalorica dovuta all'elevata gradazione alcolica, controbilanciata da altrettanta sapidità, giova ad ampiezza e volume, determinando sensazione di pienezza gustativa; tipico che più tipico non si può in chiusura, dove rilascia in modo piuttosto evidente la caratteristica nota amarognola, piacevolmente ammandorlata. A distanza di molti mesi da una precedente degustazione, questa stessa annata risulta, secondo me, solo ora pienamente matura; complessità e ricchezza d'impianto sono destinati anzi a crescere ancora nel corso del tempo, superando quelle incertezze di gioventù fatte di piccole disarmonie e note quasi metalliche che avevo riscontrato in prima battuta circa un anno fa. valutazione 8,5/10.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium '06; alcool 14%; circa € 11; Casa Vinicola Gioacchino Garofoli, via Arno 9, Loreto(AN) http://www.garofolivini.it/