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martedì 9 aprile 2024

Vivai Cooperativi Rauscedo festeggia 90 anni

Sabato 6 aprile 2024 VCR Vivai Cooperativi Rauscedo ha festeggiato presso la propria sede di via Udine 39 a Rauscedo (Pn) il 90° anniversario di fondazione.
Le cifre
VCR-Vivai Cooperativi Rauscedo è la realtà leader mondiale del vivaismo viticolo con:
  • 200 soci;
  • un numero medio di 185 occupati;
  • un fatturato in costante crescita che nel 2023 ha superato i 105 milioni di euro – di cui oltre 70 in Italia;
  • 80 milioni di barbatelle di vite commercializzate all’anno;
  • più di 4mila diverse combinazioni tra portinnesto e varietà.
I Vivai Cooperativi Rauscedo festeggiano i loro primi 90 anni di attività e in questo lungo periodo la coesione sociale, la forza della tradizione, il legame con il territorio e la propensione per l’innovazione sono stati gli ingredienti che hanno permesso all’azienda di creare nuovi cloni, nuovi portainnesti e nuove varietà assicurando alla vite lo slancio necessario per far fronte ai repentini cambiamenti climatici e commerciali.
Cinque miliardi di barbatelle
Oggi gli ettari vitati nel mondo hanno superato i 77 milioni, 674mila sono in Italia.
Sono stati oltre 5 milioni gli ettari di vigneto ripiantati da quando è arrivata la fillossera nel nostro Paese, pari a circa 22,5 miliardi di barbatelle.
Circa 5 miliardi sono state prodotte dai Vivai Cooperativi Rauscedo in 90 anni di storia.
Da alcune di queste barbatelle si sono sviluppate piante di vite che hanno sfidato il tempo, hanno superato guerre mondiali, crisi di mercato, nuove mode e stili enologici, riforme dell’ocm, l’impatto del climate change.
La pianta di vite è la nostra origine, la nostra storia, il nostro spirito, il legame con il nostro passato, la promessa di un miglior futuro.
fonte:

mercoledì 5 aprile 2023

Schiopetto vini, Collio Doc Friulano '21 e Venezia Giulia Igt Rivarossa '18

Vinitaly 2023, degustazioni.
Padiglione Friuli Venezia Giulia, Azienda Schiopetto.
Abbiamo estrapolato due etichette dalla gamma produttiva.
Azienda storica del Collio Friulano fondata da Mario Schiopetto.
Nel 2014 cambia proprietà: Schiopetto e Volpe Pasini costituiscono oggi Terre Friulane s.r.l. di proprietà della famiglia Rotolo.
L'attuale linea enologica intende dare continuità e, per quanto possibile, lasciare intatta la filosofia del fondatore e lo stile Schiopetto imperniato su eleganza francese, tecnologia tedesca, uva friulana.
Collio Doc Friulano 2021
13,5% vol.
Ottenuto da uve Friulano (ex Tocai) provenienti da vigne vecchie, vinificato in riduzione in acciaio per salvaguardare profumi e sapori primari.
Giallo paglia luminoso, aromaticità piuttosto pronunciata, connotazioni di tipo vegetale e resinose fanno parte integrante del bagaglio genetico: ortica, erbe di campo, fiore di sambuco, frutto a pasta bianca.
Vino della tradizione per ciò che concerne la risposta varietale, ma anche dell'innovazione per ciò che concerne scelte enologiche, stile, finezza.
In abbinamento su cucina di mare, carpaccio di polpo con rucola e datterini, uova e asparagi, lasagne al forno vegetariane con funghi radicchio besciamella.
Tre Bicchieri 2023 Gambero Rosso.
Valutazione @avvinatore 94/100
Venezia Giulia Igt Rosso 2018 Rivarossa
14,5% vol.
Cru da vigneti situati in località Oleis nei Colli Orientali del Friuli; in questa parte della proprietà, pari a circa 8 ettari, è racchiusa l'anima rossa di Schiopetto.
Rivarossa è il nome di una parcella catastale.
Taglio bordolese da uve 90% merlot e 10% cabernet sauvignon, matura in rovere circa 15 mesi.
Rosso rubino carico, frutto nero maturo, confettura di more e mirtilli, sfumature erbacee e torrefatte.
Tannino vellutato corrobora l'impronta raffinata, carica acidica stimola la salivazione.
Vino di calibro.
Anche in questo caso, così come nel precedente vino, risposta varietale e cifra stilistica procedono di pari passo, rivelando accuratezza nelle scelte enologiche.
In abbinamento su selvaggina da piuma, arrosto di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 91/100
Società Agricola Terre Friulane s.r.l. | Via Cividale 16 | IT 33040 Torreano (Ud)
Cantina Schiopetto: Via Palazzo Arcivescovile 1
34070 Capriva del Friuli (GO) 
Telefono: +39 0481 80332
E-mail: azienda@schiopetto.it
Web: https://www.schiopetto.it/

venerdì 5 giugno 2020

Vitigni resistenti, Limine 2016 Terre di Ger winery

Siamo nell'ambito dei vitigni cosiddetti Piwi (acronimo dal tedesco pilzwiderstandfähig vitigni resistenti alle malattie fungine: oidio e peronospora).
Bianco Delle Venezie Igt '16 Limine della cantina friulana Terre di Ger, è infatti ottenuto da 10% Sauvignon e 90% Fleurtai (ibrido da incrocio Tocai Friulano e 20-3 cod. UD. 34-111).
E' quindi doverosa una premessa che inquadri l'uva Fleurtai e i vitigni resistenti (Piwi).
In Italia già nel 2009 sono state iscritte al Catalogo Nazionale come vinifera, le uve resistenti: Bronner, Regent, Cabernet Cortis, Cabernet Carbon, Helios, Johanniter, Prior e Solaris.
Il 18/01/2016 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rese nota l'iscrizione nel Registro Nazionale delle varietà di vite, di altri 10 nuovi vitigni ibridi sviluppati dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine, in sinergia con i Vivai Cooperativi Rauscedo (per ibrido si intende un incrocio tra specie di viti diverse, per esempio tra Vitis vinifera e Vitis labrusca oppure con Riparia, Aestivalis e così via, che può avvenire spontaneamente o guidato dall'uomo).
Si tratta di 5 uve a bacca bianca e 5 a bacca rossa così denominati: Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Kanthus, Julius.
Ibridi in cui il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
La caratteristica principale è la loro maggiore resistenza alle malattie: rispetto ad una vite “normale” sono sufficienti un paio di trattamenti all’anno.
Tuttavia vincoli e resistenze di carattere sia legislativo che burocratico, non facilitano la diffusione di tali vitigni.
La normativa UE per i vini DOP, stabilisce infatti che i medesimi siano prodotti solo con varietà di Vitis Vinifera, vietando l’utilizzo di ibridi interspecifici.
Oggi però i nuovi ibridi non presentano più le caratteristiche scadenti, le carenze organolettiche (aromi poco piacevoli di foxy e fragola) e salutistiche (elevati livelli di metanolo) di quelli del passato, poichè il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
Ad oggi, le dieci varietà iscritte al Catalogo Nazionale nel 2016, sono utilizzate solo nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, limitatamente a vini generici (tavola) e Igp, ma sono in corso richieste di autorizzazione alla coltivazione in altre regioni italiane.
Bianco Delle Venezie Igt '16 Limine
13,5% vol.
Alcune precisazioni preliminari relative a questa etichetta, di tipo sostanziale e di tipo burocratico.
Il percorso dei “vini resistenti” è in costante evoluzione e crescita.
Nel 2016 le uve disponibili in azienda erano il Fleurtai e poche altre, quindi la scelta fu quella di adattarsi a vinificare e testare ciò che arrivava dai vigneti.
Negli anni c’è stata un'evoluzione; sono arrivate a produzione altre varietà resistenti, come il Soreli e il Sauvignon Kretos, di notevole potenzialità, tant'è che sono entrate nell'uvaggio delle annate successive alla '16.
Ogni anno quindi, in azienda si valutano le combinazioni più interessanti anche in relazione a cosa succede in campagna.
Nell'anno in corso ad esempio, l'azienda sta verificando un'ottima produzione sul Bronner, che se le premesse saranno mantenute, potrebbe dare una carica aromatica non indifferente al Limine.
Per ciò che invece concerne gli aspetti burocratici, è bene precisare che l'Indicazione Geografica Tipica "Delle Venezie" è obsoleta dal 30/03/2017 ed stata sostituita o integrata in altri disciplinari.
A partire da questa data quindi, Limine diventa "Venezia Giulia Igt".
Lìmine significa confine: questo vino permette di varcare il confine e di andare oltre il biologico.
La fermentazione avviene in recipienti di acciaio inox e parte in barriques a 16°C per circa 30 giorni.
Affinamento sulle fecce fini per circa sette mesi, frequenti batonnage.
Imbottigliamento fine mese di marzo.
Bottiglie prodotte: 2500.
Bellissimo colore giallo dorato luminoso.
Intenso è il profilo olfattivo.
Erba sfalciata e frutto a polpa bianca impattano di primo acchito, ma hanno fiato corto, poiché l'ossigenazione carica di complessità e d'impronta sovramatura; appaiono in cornice fiori di campo, crescente tendenza al frutto tropicale, persino accenni di resine vegetali.
In bocca il quadro è avvolgente, imperniato su toni resinosi, su polpa fruttata ben matura, pompelmo, tamarindo, passion fruit e le inconfondibili note tropicali.
Spunti rinfrescanti in chiusura, sollecitano salivazione, contrappuntano il tratto sovramaturo.
La degustazione di quest'annata, fatta in due occasioni, a distanza di due anni l'una dall'altra, mi consente di verificare come anche i vini ottenuti da vitigni resistenti possano andare incontro al medesimo processo evolutivo riscontrabile nei vini da uve tradizionali, fatto di maggiore intensità cromatica, maggiori volume e complessità.
Prestazione a mio parere impeccabile per questo vino con doti di finezza.
Degustato a 18°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 90/100.
Strada della Meduna, 17 località Frattina, 33076 Pravisdomini (PN)
tel: +39 0434 644452
email: info@terrediger.it
web: http://www.terrediger.it/
Vitigni Piwi, post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2017/06/thomas-niedermayr-vitigni-piwi-ad.html

martedì 2 luglio 2019

Vitigni resistenti Piwi, Terre di Ger

PIWI: tra serate e degustazioni, la rivoluzione continua.
Giugno è stato un altro mese importante per Terre di Ger e la rivoluzione PIWI.
Tra degustazioni e serate a tema, le varietà resistenti stanno riscuotendo sempre più interesse tra appassionati e addetti ai lavori.
ASSOENOLOGI VENETO A TERRE DI GER
Venerdì 7 giugno l'Assoenologi Veneto Occidentale è venuta a trovarci in cantina per una degustazione tecnica dei nostri vini PIWI, compreso il nostro nuovo bianco che sveleremo in autunno, sempre da varietà resistenti a base Kretos e Soreli.
Il nostro agronomo e prezioso consulente Dott. Patrizio Gasparinetti ha parlato dell'evoluzione storica delle varietà resistenti, sottolineando la differenza tra l'approccio tedesco di Friburgo e quello friulano dell'università di Udine.
L'analisi dei vini è servita per intavolare un interessante dibattito sulla gestione in vigneto e poi in cantina di queste varietà.
La gestione agronomica è fondamentale e supera di gran lunga la componente enologica.
I vigneti devono essere monitorati lungamente durante tutti i mesi estivi e in particolare in prossimità della vendemmia, estremamente precoce e con uve sensibili a variazioni dei livelli di acidità e zucchero.
Durante la visita ai vigneti è stata focalizzata la resistenza alla peronospora con analisi delle foglie e di verifica delle cellule che isolano e cicatrizzano la malattia.
PIWI IN DEGUSTAZIONE CON AIS BRESCIA
Lunedì 17 giugno a Brescia si è tenuta un’interessante serata a tema, intitolata “Le nuove frontiere” organizzata da AIS Brescia, dove si è parlato approfonditamente delle varietà resistenti.
Nicola Biasi, nostro fidato enologo, oltre che esperto pioniere PIWI e produttore, ha spiegato le grandi potenzialità che hanno queste uve e i risultati che si possono ottenere in cantina.
Si è cominciato a usare il termine “iper-biologico” proprio perché vengono abbattute le barriere del biologico tradizionale, garantendo un percorso totalmente naturale partendo dalla salute del suolo fino al calice di vino.
Gli incroci di vitis vinifera permettono infatti di ridurre drasticamente i trattamenti, a beneficio del vigneto e di chi lavora all’interno di esso e di conseguenza contiene la dispersione di CO2 e il consumo idrico.
Una scelta coraggiosa ma consapevole che le cantine stanno scegliendo in favore del rispetto ambientale, più che del profitto.
Il sales manager di Terre di Ger Enrico Conchione ha poi presentato la cantina, spiegando la nostra personale scommessa, il lavoro costante di ricerca che stiamo portando avanti con i nostri tecnici e i progetti che abbiamo per il futuro, parlando del nuovo vigneto che nascerà a Feltre e avrà il compito di dirci le potenzialità delle varietà resistenti in altura, su un terroir e un ambiente completamente diverso dal Friuli Grave.
I partecipanti hanno potuto poi degustare i vini ottenuti da varietà resistenti, tra i quali due annate del nostro Limine, El Masut 2017 e in esclusiva il nostro nuovo rosso da varietà resistenti in sperimentazione che sarà ufficialmente presentato a settembre.
In conclusione un mese di tecnica e approfondimento dal vigneto al vino, per scoprire e dare informazioni a un nuovo mondo vitivinicolo che piano piano apre a conoscenze ed esperienze.
Terre di Ger
Via Strada della Meduna
Frattina di Pravisdomini, PN 33076
Italy
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Degustazione Fleurtai Limine '16, info vitigni Piwi

venerdì 16 marzo 2018

Fleurtai Limine '16, Terre di Ger winery.

Siamo nell'ambito dei vitigni cosiddetti Piwi (acronimo dal tedesco pilzwiderstandfähig vitigni resistenti alle malattie fungine: oidio e peronospora).
Bianco delle Venezie Igt '16 Limine della cantina friulana Terre di Ger, è infatti ottenuto da 10% Sauvignon e 90% Fleurtai (ibrido da incrocio Tocai Friulano e 20-3 cod. UD. 34-111).
E' quindi doverosa una premessa che inquadri l'uva Fleurtai e i vitigni resistenti (Piwi).
In Italia già nel 2009 sono state iscritte al Catalogo Nazionale come vinifera, le uve resistenti: Bronner, Regent, Cabernet Cortis, Cabernet Carbon, Helios, Johanniter, Prior e Solaris.
Il 18/01/2016 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rese nota l'iscrizione nel Registro Nazionale delle varietà di vite, di altri 10 nuovi vitigni ibridi sviluppati dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine, in sinergia con i Vivai Cooperativi Rauscedo (per ibrido si intende un incrocio tra specie di viti diverse, per esempio tra Vitis vinifera e Vitis labrusca oppure con Riparia, Aestivalis e così via, che può avvenire spontaneamente o guidato dall'uomo).
Si tratta di 5 uve a bacca bianca e 5 a bacca rossa così denominati: Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Kanthus, Julius.
Ibridi in cui il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
La caratteristica principale è la loro maggiore resistenza alle malattie: rispetto ad una vite “normale” sono sufficienti un paio di trattamenti all’anno.
Tuttavia vincoli e resistenze di carattere sia legislativo che burocratico, non facilitano la diffusione di tali vitigni.
La normativa UE, per i vini DOP, stabilisce infatti che i medesimi siano prodotti solo con varietà di Vitis Vinifera, vietando l’utilizzo di ibridi interspecifici.
Oggi però i nuovi ibridi non presentano più le caratteristiche scadenti, le carenze organolettiche (aromi poco piacevoli di foxy e fragola) e salutistiche (elevati livelli di metanolo) di quelli del passato, poichè il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
Ad oggi, le dieci varietà iscritte al Catalogo Nazionale nel 2016, sono utilizzate solo nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, limitatamente a vini generici (tavola) e Igp, ma sono in corso richieste di autorizzazione alla coltivazione in altre regioni italiane.
Bianco delle Venezie Igt '16 Limine
alcool 13,5%
fascia prezzo in enoteca
€ 11/20
La fermentazione avviene in recipienti di acciaio inox e parte in barriques, a 16°C per circa 30 giorni.
Affinamento sulle fecce fini per circa sette mesi, frequenti batonnage.
Imbottigliamento fine mese di marzo.
Bottiglie prodotte: 2500.
Si presenta giallo paglierino scarico, limpido, tendente al verde.
Frutti a polpa bianca, mela, pera, sentori di frutto tropicale e mandorlati impattano decisi al naso.
Inconfondibile è l'impronta sauvignon, i sentori vegetali, la foglia di pomodoro.
In una sorta di discontinuità fruttata, è invece l'agrume in svariate declinazioni, predominante in bocca.
Quadro variegato, vibrante di frutto ancora acerbo, potrebbe a mio parere giovarsi di ulteriore affinamento in bottiglia.
Morbido in punta di lingua, sprigiona rapidamente la ricca carica acidica.
Citrino, pungente.
Sfumato di frutto tropicale, più evidente in retrogusto con l'innalzamento della temperatura di servizio.
Note di pompelmo e buccia d'arancia.
Finale sapido, con connotazione amarognola che però scompare dopo prolungata ossigenazione.
Temperatura di servizio: 10°C - 13°C.
Un vino tendenzialmente di pronta beva,  ma di discreta struttura, versatile nell'abbinamento a tutto pasto.
Lo ho proposto su:
stoccafisso all'anconetana
Terre di Ger
Strada della Meduna, 17 località Frattina, 33076 Pravisdomini (PN)
tel: +39 0434 644452
email: info@terrediger.it
web: http://www.terrediger.it/
Postazione Vinitaly 2018: Hall 6 (Friuli Venezia Giulia) - Stand 6
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martedì 18 luglio 2017

Vini friulani al Lacrima Wine Days 2017, Morro d'Alba (An).

A Morro d'Alba (An) sabato 8 e domenica 9 luglio 2017 si è svolta la seconda edizione di Lacrima Wine Days, evento che celebra il Lacrima di Morro d’Alba, vitigno autoctono marchigiano da cui derivano vini inconfondibili per caratteri e profumi.
Una pattuglia di produttori ha promosso la due giorni per divulgare la conoscenza del Lacrima di Morro d’Alba, per creare interesse attorno alla nuova annata verso gli operatori e verso gli enoappassionati.
L’organizzazione è stata curata dall’associazione Go Wine http://www.gowinet.it/ che ha operato d’intesa e con il sostegno dell’Istituto Marchigiano di Tutela e con il patrocinio del Comune di Morro d’Alba.
Nel corso delle due giornate, banchi d'assaggio all’interno delle borgo storico di Morro d’Alba circondato dal camminamento di ronda denominato “La Scarpa”, degustazione di prodotti tipici a cura della Pro Loco di Morro d'Alba, tasting di approfondimento a cura di Ais Marche.
La "regione ospite" di questa seconda edizione è stata il Friuli Venezia Giulia.
Una ventina le aziende vinicole friulane presenti, esponenti di un territorio vinicolo particolarmente vocato, a mio parere accomunate con quelle marchigiane della Doc Morro d'Alba, dal tratto originale e caratteristico degli autoctoni a bacca rossa: Pignolo, Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso da un lato, Lacrima di Morro d'Alba dall'altro.
banchi d'assaggio
nel cortile sottostante
il camminamento di ronda
"La Scarpa"
Al di là delle impressioni ricavate dagli assaggi, mi pare di poter dire che il dato saliente di questa manifestazione sia il fatto che un format bene organizzato, che punti a valorizzare le identità territoriali, è in grado di sollecitare flussi turistici qualificati e dare quindi prospettive di sviluppo anche in tempi di crisi economica.
banchi d'assaggio
nel cortile sottostante
il camminamento di ronda
"La Scarpa"
Nella giornata di sabato 8 luglio, mi sono dedicato alla degustazione di vini friulani, sia a bacca bianca che a bacca rossa.
Colli Orientali del Friuli Doc Friulano '15
alcool 13% - circa € 6
Lavaroni Marcello
Ottenuto da uve Friulano (ex Tocai).
Giallo paglierino limpido.
Mediamente intenso al naso su note prevalenti di pomacea.
Fresco e sapido in bocca, conferma il frutto a polpa bianca.
Finale ammandorlato.
Favorevole rapporto qualità/prezzo.
Convincente.
Antipasti di pesce, spaghetti alle vongole, cucina di mare.
BBK '15 (Ribolla Gialla di Slovenia)
alcool 12,5% - circa € 15
Lis Neris
Ottenuto da uve Ribolla Gialla coltivate in territorio sloveno.
Il nome è l'acronimo dei comuni di produzione sloveni: Barbana, Biljana, Kozana.
Vinificato in acciaio con sosta sulle fecce fini per 6 mesi e batonnage.
Giallo paglierino tenue.
Erbette aromatiche, frutta bianca, rosmarino.
In bocca è fresco, pulito, fin troppo lineare, a mio parere.
Vino d'entrèe.
Colli Orientali del Friuli Doc
Schioppettino '10 Turian
alcool 13,5% - circa € 22
Eugenio Collavini
Ottenuto da uva Schioppettino, detto anche Ribolla Nera, presente quasi esclusivamente nella zona dei Colli Orientali del Friuli, da cui derivano vini di buona struttura, con buone attitudini all'invecchiamento.
Le uve vendemmiate, vengono riposte in fruttaia a temperatura e umidità controllate, per concentrarne i caratteri, quindi si avvia la fermentazione sulle bucce per 3 settimane.
Affinamento di 18 mesi in barrique.
Rosso rubino, tendente al granato, con trasparenze.
Profumi intensi di frutto maturo, amarena, vaniglia, spezie dolci.
In bocca sollecita su questi stessi temi, della vaniglia, del cioccolato, della confettura d'amarena, con tannino pungente in centro bocca.
In abbinamento su pappardelle di lepre, cacciagione da piuma.
Colli Orientali del Friuli Doc
Schioppettino di Prepotto '13
alcool 13% - circa € 15
Casella
Anche questo come il precedente, ottenuto da uva Schioppettino, ma della zona di Prepotto.
Rosso rubino limpido.
Frutto rosso, amarena, spezie al naso.
Di medio corpo, tende al morbido al palato, con tannino levigato dal passaggio in legno piccolo, da questo punto di vista in antitesi con il precedente Schioppettino senz'altro più aggressivo, ma a mio parere, con più carattere.
In evidenza toni vanigliati ed amarena.
In abbinamento su umidi di carni bianche, coniglio, pollame.
Colli Orientali del Friuli Doc '09 Rosso Celtico
alcool 15% - circa € 23
Moschioni
Tipico uvaggio bordolese Merlot 50% e Cabernet Sauvignon 50%, ma made in Cividale del Friuli (Ud).
Fermentazione acciaio inox con lieviti indigeni.
Affinamento 12 mesi in barrique nuove e usate, 12 mesi in botte grande, 6/8 mesi nuovamente in acciao inox per decantazione naturale, 10/12 mesi in bottiglia.
Non filtrato.
Rosso granato cupo, impenetrabile, concentrato.
Complesso, severo al naso su toni catramosi e muschiati, humus, erbe aromatiche, rosmarino, vaniglia e mirtillo.
In bocca è potente, ugualmente austero, arrotondato dal passaggio in legni di varia dimensione.
Frutto stramaturo e vaniglia.
Vino di spessore da abbinare su carni alla brace, tagliata di manzo al rosmarino e pepe verde.
Colli Orientali del Friuli Doc Pignolo '11
alcool 14,5% - circa € 30
Valentino Butussi
Ottenuto da uva Pignolo, rara varietà a bacca rossa, tipica di alcune sottozone dei Colli Orientali del Friuli, ricca di polifenoli ed antociani, da cui derivano vini di gran classe e struttura.
Vendemmia in più passaggi nel mese di ottobre, con bassissime rese su 4.400 viti per ettaro.
Affinato per meno di tre anni in piccole botticelle di rovere e successivi 7 mesi in bottiglia.
600 bottiglie prodotte.
Rosso rubino cupo, impenetrabile, quasi nero.
Intenso e complesso al naso su toni di goudron, con accenni di tipo ematico, erbe aromatiche, prugna in confettura, vaniglia e spezie dolci.
In bocca conferma tali sensazioni piene.
Il frutto nero maturo, l'amarena e il lampone, la carica glicerica, trovano adeguato contrappunto nello spessore tannico.
Fine e corposo, di lunga persistenza retronasale e gustativa.
Destinato alla lunga conservazione.
In abbinamento su piatti di carne aromatici o a tendenza succulenta, filetto di manzo al lardo di Colonnata, agnello alla menta.
banchi d'assaggio
nel cortile sottostante
il camminamento di ronda
"La Scarpa"
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mercoledì 1 febbraio 2017

Tenuta Luisa, Friuli Isonzo area.

Tenuta Luisa fondata nel 1927 da Francesco Luisa, oggi gestita da Eddi Luisa e dai figli Davide, agronomo e Michele, enologo, si trova a Mariano del Friuli (Go) nel cuore della Doc Isonzo.
Dispone di 130 ettari, di cui 85 dedicati alla vigna, per una produzione media annua di 350.000 bottiglie suddivise in 4 linee prodotto: EdmidaLuisaBrut Millesimeéi Ferretti.
Il 30% della produzione è destinato al mercato estero.
etichette testate:
Isonzo Friuli Doc '12 Friulano i Ferretti collezione
Isonzo Friuli Doc Sauvignon '14
Venezia Giulia Bianco Igt '13 Desiderium
Quest'area a denominazione, che prende il nome dal fiume Isonzo, si trova alla stessa latitudine, tra il 45° e il 47° parallelo, di altre zone vinicole particolarmente vocate come area Cognac in Francia, sud della Borgogna e Williamette Valley in Oregon.
La zona Doc Isonzo è un territorio piccolo (15 km lunghezza e 12 km larghezza) in provincia di Gorizia a due passi dal confine sloveno; è un altopiano di ghiaie trascinate a valle dalle acque di scioglimento dei ghiacciai milioni di anni fa e degradante verso il mare Adriatico.
Il terreno è quindi povero, brullo, ma ricco di sassi: il sottosuolo ha quasi 100 metri di sassi a Gorizia, 50 metri a San Lorenzo, 20 metri nella zona di Gradisca e Mariano del Friuli.
I sassi, detti "claps" in friulano, sono fondamentali per la viticoltura di questi territori, poichè accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano durante la notte, favorendo una maturazione lenta e costante.
L'area è circondata a nord dalle Alpi Carniche e a sud dal Mare Adriatico, gode di clima ventilato grazie alla Bora che soffia da est, previene umidità ed eccesso di trattamenti in vigna, favorendo la salubrità dell'uva e l'uso di basse dosi di solfiti in produzione.
Promo video Isonzo Doc
You Tube channel: https://youtu.be/EFHYZxN09AE
Tenuta Luisa è anche ospitalità.
Ad ottobre 2010 è stata inaugurata Luisa Foresteria, un Bed and Breakfast ricavato dal restauro dell'antica cantina, dotato di 4 camere di cui una Junior Suite e 7 appartamenti.
Tenuta Luisa
sede cantina: via Campo Sportivo 13, località Corona
sede agriturismo: via Cormons 19
34070 Mariano del Friuli (GO)
Tel: +39 0481 69680 - +39 345 8825321
Fax: +39 0481 69607
Email: info@tenutaluisa.it
Web: www.tenutaluisa.it

domenica 18 dicembre 2016

Isonzo Friuli Doc '12 Friulano i Ferretti collezione, Tenuta Luisa

Siamo all'interno della Doc Isonzo in Friuli Venezia Giulia.
Qui opera da circa 90 anni Tenuta Luisa, estesa su circa 130 ettari di cui 85 vitati con uve autoctone e internazionali, per una produzione media annua di 350.000 bottiglie, ripartite in quattro linee: Edmida, Luisa, Brut Millesimeè, i Ferretti.
Il nome "i Ferretti" prende spunto dal fatto che il terreno della Doc Isonzo è ricco di elementi denominati appunto "i ferretti" costituiti in gran parte da alluminio e ferro, i quali conferiscono al vino grande mineralità e lo rendono adatto all'invecchiamento.
Abbiamo testato uno dei vini di punta della linea, ottenuto da uva Friulano (ex Tocai).
Com'è noto da qualche anno non è più consentito ai viticoltori italiani in ambito UE, utilizzare in etichetta il nome Tocai. Per questo motivo i produttori della regione Friuli Venezia Giulia, hanno scelto di comune accordo di sostituirlo con Friulano, in modo tale da non violare le disposizioni comunitarie in tema di indicazione geografica tipica. Questo adeguamento alla normativa, è avvenuto a seguito di ricorso dell'Ungheria a tutela dell'indicazione geografica ungherese Tokaji nei confronti di omonimie presenti all'interno della Comunità Europea. La Corte Europea deliberò a favore del ricorso ungherese, stabilendo che "Tokaji" costituiva un'indicazione geografica ungherese, mentre "Tocai" non era un'indicazione geografica italiana, ma una varietà d'uva e come tale, non poteva godere della tutela accordata a tali indicazioni.
Produzione limitata di appena 2000 bottiglie per questo Friulano ottenuto da uve provenienti dai vigneti più antichi e meno produttivi, in parte fatte appassire sulla pianta, con èlevage sui lieviti nobili per 7/8 mesi ed ulteriore affinamento di 4 mesi in bottiglia.
Si presenta giallo paglierino limpido, tendente al verde.
Gli archetti che persistono sul calice, rivelano il tenore alcolico e la consistenza.
Fase olfattiva non immediata, contraddistinta da sentori vegetali, graminacea, piante lacustri, accenni sulfurei ed in sottofondo spiragli fruttati.
Solo dopo prolungata ossigenazione il quadro, attivato nelle sue dinamiche, tende a ripulirsi ed assumere veste autentica su note di frutto tropicale, ananas, erbe di campo, pomacea.
Viceversa fase gustativa immediatamente godibile, contrassegnata da toni surmaturi, nocciolati, recupero di frutto, polpa d'agrume e pompelmo, con sprazzi vegetali sfumati e finale amarognolo.
Quadro complesso e strutturato, dotato di notevole carica acidica e mineralità, tuttavia mai esagerato nei profumi e nei sapori.
Vino di facile abbinamento, a mio parere adatto su zuppe di pesce, pagello alla piastra, ricciola al forno.
Isonzo del Friuli Doc '12 Friulano i Ferretti collezione - alcool 14% - circa € 13
Tenuta Luisa
Via Campo Sportivo 13, Mariano del Friuli, località Corona (GO)
Tel: +39 0481 69680 - +39 345 8825321
Fax: +39 0481 69607
Email: info@tenutaluisa.it
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sabato 12 novembre 2016

Collisioni Festival 2016, Cividale del Friuli

Vini Bianchi Piemontesi e Vini Rossi del Friuli Venezia Giulia.
Un gemellaggio sui generis per il Progetto Vino di Collisioni Festival.
30 esperti da tutto il mondo alla scoperta dei vini autoctoni
delle Regioni agli antipodi del Nord Italia.
Cividale del FriuliCastello Canussio
18-20 novembre
comunicato stampa Collisioni Festival
Continua la collaborazione tra Festival Collisioni e realtà regionali di tutta Italia, per costruire nuovi progetti di collaborazione per la valorizzazione del territorio, della cultura e dei prodotti tipici.
Dopo l’edizione di Settembre a Jesi (An) dedicata ai vini bianchi e rossi marchigiani, il Progetto Vino on the Road approda il prossimo 18-20 novembre a Cividale del Friuli (Ud).
Con questo nuovo appuntamento, prosegue la collaborazione tra Ersa e Collisioni Festival di Barolo, nelle ultime edizioni del quale i prodotti di eccellenza del Friuli Venezia Giulia sono stati protagonisti, e si pone in linea di continuità con i lavori del Protocollo d’intesa interregionale firmato nel febbraio 2015 tra Regione Friuli Venezia Giulia e Regione Piemonte per dare vita ad un gemellaggio sui generis tra vini bianchi autoctoni piemontesi e vini autoctoni rossi del Friuli.
"La presenza di bianchi piemontesi all’evento di Cividale del Friuli, a fianco dei rossi friulani, è un altro segno della grande collaborazione in atto tra Piemonte e Friuli Venezia Giulia.” Conferma l’Assessore all’Agricoltura del Piemonte Giorgio Ferrero, che sarà ospite dell’evento Sabato 19 Novembre “Verifico con soddisfazione come l’attenzione alla qualità e alla storia delle nostre produzioni stia diventando un elemento qualificante, in grado di costruire prospettive concrete e durature per l’agroalimentare italiano”.
Il progetto, in programma dal 18 al 20 Novembre, si pone l’obiettivo di promuovere i grandi autoctoni regionali a una platea selezionata di esperti, giornalisti, sommelier, importatori da tutto il mondo, al fine di consolidare il loro collocamento sui mercati internazionali tramite un'azione di promozione e conoscenza in loco.
L’evento punta proprio a riscoprire l’eccellenza di denominazioni meno note al pubblico straniero e anche a quello italiano, per valorizzare ancora una volta l’eccellenza nella varietà, in un clima costruttivo di scambio e confronto.
Un’iniziativa importante” dichiara l’Assessore alle risorse agricole del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli, “che vuole dare il risalto che meritano, in una Regione come il Friuli Venezia Giulia famosa per i grandi bianchi, ai vini rossi in particolare autoctoni, patrimonio da conoscere e far conoscere meglio”.
La città scelta per ospitare l’evento è Cividale del Friuli, nominata, come le Langhe, patrimonio UNESCO, sito di origine romana e scrigno di straordinarie architetture alto-medievali.
La direzione scientifica del progetto è affidata a Ian D'Agata, Senior Editor & Head of Development Europe and Asia di Vinous, Direttore Scientifico della Vinitaly International Academy e direttore creativo del Progetto Vino di Collisioni, nonchè autore del libro dedicato agli autoctoni, Native Wine Grapes of Italy, vincitore nel 2015 del Premio Louis Roederer Book of the Year, il più importante premio mondiale per i libri di vino, mai vinto prima da un italiano.
"Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni d'Italia più ricca di vitigni autoctoni di grande qualità. Da sempre famoso come terra di grandi vini bianchi, la realtà è che produce anche alcuni dei rossi più interessanti d'Italia. Trattasi di vini che offrono un qualcosa di interessante per palati in tutto il mondo, anche grazie alla varietà delle loro espressioni".
Questo, nelle parole di Ian D’Agata, lo spirito dell’evento, organizzato da ERSA in collaborazione con il Consorzio delle DOC-FVG, che ospiterà per il week-end trenta esperti internazionali, tra cui saranno presenti alcuni tra i nomi più importanti nell’ambito del business del vino a livello mondiale.
Ospite d’onore dell’evento Steven Spurrier, consulente redattore di Decanter, per anni uno dei più grandi importatori e commercianti di vino tra Parigi e Londra, fondatore de L'Académie du Vin e del Corso di Vino della Christie’s.
Spurrier inaugura in questa occasione una collaborazione con il Progetto Vino di Collisioni Festival volta a valorizzare, attraverso iniziative scientifiche e didattiche, le eccellenze vinicole italiane nel panorama internazionale.
L’evento, vedrà la partecipazione di un panel di esperti d'eccezione, selezionato attentamente da Ian D’Agata:
Terry Kandylis, Moët UK Best Sommelier 2016, “Best New Sommelier” 2013 di Wine & Spirit; Grant Reynolds, New York; Levi Dalton, uno dei podcaster di vino più famosi America con il blog I’ll Drink to That!; il giornalista canadese Gurvinder Bhatia, (Edmonton Journal, Quench magazine, Global TV Edmonton); Tony Aspler, scrittore di numerosi volumi sul vino e editore su Decanter e Quench; Ronald De Groot, proprietario della maggiore rivista di vino olandese Perswijn; Daniel Cobian, Fine Wine Manager del progetto Artisanal Wine&Spirits per Southern Wine&Spirits Florida e molti altri.
FONTE: Archivio ERSA e Consorzio delle DOC-FVG
CONTATTI:
press@collisioni.it
info@collisioni.it
www.collisioni.it

sabato 3 ottobre 2015

Venezia Giulia igt ’13 Desiderium, Tenuta Luisa

Tenuta Luisa è un’azienda vinicola storica della Doc Isonzo in Friuli Venezia Giulia.
Dispone di circa 130 ettari di cui 85 vitati, per una produzione media annua di 350.000 bottiglie, divise in quattro linee commerciali: Edmida, Luisa, Brut Millesimeé, i Ferretti.
Alla collezione i Ferretti appartiene questo blend di Chardonnay, Sauvignon e Friulano, ottenuto da uve provenienti dai vitigni più vecchi e meno produttivi.
L’élevage su fecce nobili dura 10 mesi e l’affinamento delle tre varietà avviene separatamente: lo Chardonnay è affinato in tonneaux da 500 litri per 6 mesi, Sauvignon e Friulano affinati in acciaio.
Successivamente si procede all’assemblaggio con ulteriore affinamento di 3 mesi in acciaio e 2 in bottiglia.
Desiderium è prodotto in soli 3000 esemplari l’anno.
Si presenta alla vista di color giallo paglierino limpido.
In fase olfattiva appare moderatamente espressivo in prima battuta, ma tende ad aprirsi dopo breve ossigenazione, evidenziando i sentori di ananas, banana, frutto esotico che fanno da trave portante e le sfumature vanigliate e di crosta di pane.
Al palato sfoggia bella struttura, sapidità, sensazioni vivaci di frutto a polpa gialla, frutto di passione, accenni vegetali, toni vanigliati e amaricanti di pompelmo in chiusura.
L'avvolgenza alcolica contrappunta tali caratteri freschi, rendendo il quadro ben bilanciato e fine.
Versatile in abbinamento.
Temperatura di servizio non superiore a 10° centigradi.
Lo abbiamo degustato in una calda serata d'estate, su sgombri e merluzzi dell'Adriatico in griglia.
Venezia Giulia bianco igt '13 Desiderium - alcool 14% - circa € 14
Tenuta Luisa, via Campo Sportivo 13, Mariano del Friuli, località Corona (GO)
Tel: +39 0481 69680 - +39 345 8825321
Fax: +39 0481 69607
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mercoledì 22 luglio 2015

Isonzo Friuli doc Sauvignon ’14, Tenuta Luisa

Ci troviamo nella Doc Isonzo in Friuli Venezia Giulia, nei pressi del confine sloveno.
Qui opera Tenuta Luisa, un’azienda a conduzione familiare fondata nel 1927 da Francesco Luisa ed oggi gestita dalla quarta generazione rappresentata da Davide e Michele Luisa.
L’azienda che è anche agriturismo, dispone di 130 ettari, di cui 85 dedicati alla vigna, per una produzione media annua di 350.000 bottiglie suddivise in 4 linee prodotto: Edmida, Luisa, Brut Millesimeé, i Ferretti.
Il 30% della produzione è destinato al mercato estero.
Oggi abbiamo testato una bella espressione di Sauvignon Blanc proveniente da questa piccola denominazione friulana.
L’uva Sauvignon Blanc affonda radici in questo territorio fin dalla seconda metà dell’800.
In quell’epoca infatti l’Impero AustroUngarico che amministrava le terre, stimolò intelligenti sinergie tra i vitigni continentali del Reno e danubiani come Riesling e Sylvaner, con gli autoctoni come Ribolla, Malvasia, Refosco, Tocai friulano ed altri di provenienza francese come i bordolesi, i Pinot di Borgogna e il Sauvignon Blanc che finì per diventare nel corso degli anni sempre più protagonista.
E’ il vino più venduto dell’azienda.
Fermentato in acciaio, con sosta sur lies per 6 mesi prima dell’imbottigliamento, si presenta giallo paglierino limpido, contraddistinto sia la naso che in bocca da sentori penetranti di ortica, foglia di pomodoro, sfumato di pomacea e fiore di tiglio, con nota sapida che si prolunga in chiusura.
In particolare evidenza i toni vegetali, tipici di quest’uva semiaromatica, che derivano dall’azione di sostanze azotate presenti anche in altri prodotti ortofrutticoli, come ad esempio l’asparago.
Quadro organolettico vivace, fresco, intenso.
In bocca l’èlevage su fecce nobili stempera le pungenze e bilancia il rapporto tra parti dure e morbide.
Temperatura di servizio non superiore a 10° centigradi.
In abbinamento su: insalata di mare, carpaccio di polipo, canocchie bollite.
Isonzo del Friuli doc Sauvignon ’14 – alcool 13,5% - circa € 11
Tenuta Luisa, via Campo Sportivo 13, Mariano del Friuli, località Corona (GO)
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mercoledì 13 maggio 2015

Orange e natural wine in Tipicità 2015, Fermo

Domenica 8 marzo nel corso della 23^ edizione di Tipicità made in Marche Festival, nell'ambito del progetto di cooperazione Italia-Slovenia "Solum"degustazione guidata di Orange Wine provenienti dai territori transfrontalieri di CollioCarso.
Gli Orange Wine sono ottenuti dalla vinificazione in rosso di uve a bacca bianca.
La fermentazione con macerazione sulle bucce, dona al vino caratteristiche cromatiche particolari che virano dal giallo dorato più o meno carico, al velato e all'ambrato, in relazione alla durata della macerazione.
Ovviamente oltre al colore vengono estratte tutte le altre sostanze presenti sulla buccia: polisaccaridi, componenti odorose, pigmenti, tannini, arricchiscono la struttura del vino.
Per i vari processi di fermentazione, macerazione e affinamento si tende ad utilizzare la botte grande e/o anfore interrate: contenitori meno invasivi rispetto al legno piccolo, che consentono processi di microssigenazione senza alterare i caratteri originari.
I produttori che si dedicano a questa tipologia, spesso operano in regime di agricoltura biologica e biodinamica, utilizzano in vinificazione solo lieviti indigeni, bassissime percentuali di solforosa, non fanno filtrazioni e chiarifiche, allo scopo di ridurre al minimo gli interventi e accompagnare la trasformazione naturale dell'uva in vino.
Ne risultano vini di territorio, a volte di non facile approccio, tuttavia rappresentativi di una viticoltura avanzata, che guarda al passato per innovare e per contrastare tendenze omologanti; vini non immediati, che si modificano con l'ossigenazione e offrono sensazioni diverse nel corso della stessa degustazione.
Il test ha preso in esame 6 vini di cui 2 provenienti dalla Doc Collio, 2 Venezia Giulia Igt provenienti dal Carso italiano, 2 provenienti dal Carso sloveno.
Temperatura di servizio consigliata, tra 13 e 15 gradi centigradi.
La degustazione a cura di Ais Marche è stata guidata da Sommelier Stefania Morbidelli, Sommelier Stefano Isidori, Sommelier Marzia Bonetti.
- Collio doc Friulano '11 Athena - alcool 14% - magnum 1,5 litri - circa € 45.
Picech
http://www.picech.com/it
Siamo nel Collio goriziano, in una zona caratterizzata da microclima mite, da terreni ricchi di arenaria ed escursione termica.
Ottenuto da uva Friulano (ex Tocai), macerato per 14 giorni con le bucce, maturato per 1 anno in legno grande, si presenta giallo dorato limpido, nonostante non sia stato sottoposto a filtrazioni e chiarifiche.
Pulito al naso su note di ginestra, magnolia, zafferano, pesca gialla.
Morbido in bocca e avvolgente, con sensazioni mielate e tostate, mineralità e adeguata freschezza a fare da contrappunto.
Abbinamenti: coniglio, baccalà, preparazioni complesse in grado di sostenere la matericità del vino.
- Collio doc Friulano '09 Scusse (bucce) - alcool 13,5% - circa € 17.
Carlo di Pradis
http://www.mondodelgusto.it/vini-del-collio-carlo-pradis/
Ottenuto da uva Friulano, macerazione di 17 giorni e maturazione in botti di rovere da 25 ettolitri per un periodo variabile da 1 a 2 anni in relazione all'annata, si presenta di color giallo dorato carico, brillante.
Intenso al naso di erbe aromatiche, timo, salvia, frutto giallo, confettura.
Coerente al palato con freschezza pungente.
Il passaggio in legno arricchisce di polisaccaridi e parzialmente ammorbidisce.
Vino da pesce grasso, rombo al forno, carni bianche.
- Venezia Giulia igt Vitovska '11 - alcool 12,5% - circa € 23.
Zidarich
http://zidarich.it/
Entriamo ora nel cuore del Carso triestino, caratterizzato da clima ventoso, da terreni impervi, fatti di rocce calcaree e ferrose di colore rossastro, che trasmettono forte carica minerale ai vini.
Ottenuto da uva Vitovska, con 10-15 giorni di contatto con le bucce e successivo affinamento in botte grande per 2 anni, si presenta alla vista giallo velato torbidescente.
Al naso è erbaceo, salmastro, connotato da sentori di tè e scorza d'agrume.
Fresco in bocca e astringente, chiude amarognolo.
Abbinamenti: verdure alla griglia, formaggi stagionati, carni bianche.
- Venezia Giulia igt Vitovska '12 - alcool 11,5% - circa € 24.
Skerlj
http://www.agriturismoskerlj.com/
Appena 2,5 ettari di vigneto per questa azienda del Carso triestino che svolge anche attività agrituristica.
Questo vino ottenuto da uva Vitovska, affinato per 2 anni in botte grande, si presenta di color giallo dorato velato.
Grande intensità al naso, contraddistinto da fiori gialli, pietra focaia, note agrumate.
Bocca "strong" sui toni della mela cotogna in confettura e della mineralità: morbido e sapido.
Vino da crostacei, trova un buon abbinamento anche con formaggio Montasio Dop.
- Vitovska '11 - alcool 13% - total sulfit 13 mg/l - circa € 24.
Cotar
http://www.cotar.si/
Con l'azienda Cotar entriamo nel Carso sloveno.
Questo vino ottenuto da uva Vitovska, non filtrato e affinato per 3 anni in botti grandi di rovere, si presenta alla vista giallo velato carico.
Note dolci di miele e mineralità al naso.
Astringente e fresco in bocca.
Abbinamento: formaggi stagionati.
- Malvazija '09 - alcool 12% - total sulfit 10 mg/l - circa € 18.
Cotar
Ottenuto da uva Malvasia Istriana, maturato per 4 anni in botte grande, si presenta alla vista di color giallo dorato carico e velato, quasi ambrato.
Naso intenso e variegato: erbe aromatiche secche, timo, rosmarino, frutto in confettura, mela cotta, acacia e glicine appassiti.
La nota minerale marcata contraddistingue le varie fasi di degustazione.
Gusto molto particolare, sapido, con acidità predominante che aggredisce le papille gustative.
Vino da abbinare su carni bianche di animali di bassa corte, ben condite con lardo e pancetta.

giovedì 17 aprile 2014

Refosco Peduncolo Rosso e Rosso Piceno Superiore.

Il patrimonio ampelografico italico è costituito da oltre 1.000 vitigni, che sono parte integrante di uno scenario di biodiversità unico; dovuto ai differenti fattori microclimatici e morfologici che caratterizzano i vari territori. 
E' quindi un dato di fatto, che alcuni vitigni trovino in alcune aree geografiche e non in altre, l'habitat ideale.
A confronto in questo caso, due vini di ottima fattura, provenienti da areali non limitrofi e ottenuti da vitigni locali.
Friuli Colli Orientali Doc Refosco dal Peduncolo Rosso '09 - alcool 13,5% - circa € 20.
Azienda Livio Felluga - Brazzano di Cormons (GO)
http://www.liviofelluga.it/
E' ottenuto da uva Refosco dal Peduncolo Rosso, così chiamato per il pedicello dell'acino che diventa rosso prima della vendemmia; diffuso in tutto il Friuli e imparentato con l'uva Terrano, che nella zona del Carso dà vini a volte spigolosi.
Questo Refosco invece contraddice totalmente l'idea di vino scontroso, caratterizzandosi per doti di piacevolezza, oserei dire ruffiana, sia al naso che al palato.
Si presenta alla vista di un magnifico rosso rubino carico con riflessi porpora.
Note olfattive intense, ampie, surmature, giocate su toni di grafite, humus, frutto nero macerato e ciliegia.
Al gusto le sensazioni sembrano stemperarsi e virare verso toni più gioviali di piccoli frutti, ribes, liquirizia, radice fresca.
Avvolgente e sapido al palato, con finale leggermente tannico.
Maturato per un anno in barrique e affinato per altri 4 mesi in bottiglia.
Rosso Piceno Doc Superiore '09 Oro - alcool 13,5% - circa € 12.
Tenuta De Angelis - Castel di Lama (AP)
http://www.tenutadeangelis.it/
Quando si parla di Rosso Piceno o della tipologia Superiore, è bene precisare che la Denominazione Rosso Piceno è la più vasta della regione Marche, andando ad interessare i territori di ben quattro delle cinque provincie, con esclusione di quella di Pesaro-Urbino.
La tipologia Superiore invece, è riferimento territoriale posto a tutela dell'area classica storicamente vocata, corrispondente ad una ristretta zona a ridosso della sponda sinistra del fiume Tronto, che dal mare Adriatico arriva fino ad Ascoli Piceno, delimitata a sud dalla via Salaria e a nord dalla strada Ripatransone-Grottammare.
Detto ciò, questo Rosso Piceno Superiore ottenuto da uve selezionate 70% Montepulciano e 30% Sangiovese, prodotto in circa 30.000 bottiglie, si presenta alla vista di color rosso rubino scuro concentrato.
Non particolarmente intenso in fase olfattiva, laddove predominano sensazioni d'amarena e cuoio.
Al gusto è più convincente: deciso, tipico, esalta il tratto varietale, sfiora linee rusticaneggianti.
Contraddistinto in questa fase da toni maturi di frutto nero in confettura, spezia dolce, liquirizia, mineralità.
Finale equilibrato, pur non eccessivo in fatto di lunghezza.
Premiato quest'anno col simbolo dell'eccellenza dalla Guida "Le Marche nel Bicchiere 2014" curata da Associazione Sommelier AIS Marche (riconoscimento assegnato ai vini con valutazione pari o superiore a 85/100)