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domenica 18 febbraio 2024

Aglianico del Vulture Doc 2018 Alberi in Piano, Cantina IL Passo

Maturato in tini di rovere e tonneaux per complessivi 20 mesi, appare rosso rubino carico, con riflesso granato.
Forza e territorialità i dati salienti.
Il suolo d'origine vulcanica conferisce l'impronta minerale identitaria, alimenta tonalità terrose ed ematiche, grafite e cuoio; quadro in ogni caso ricco e maturo, profumi e sapori fruttati, vegetali e speziati incrementano la complessità, emergono note d'amarena in confettura, sottobosco e liquirizia, chiodo di garofano, accenni vanigliati in funzione di rifinitura.
In bocca la dotazione acido-sapida che è parte integrante del corredo varietale, entra prepotentemente in gioco, il profilo tende all'amarotico, predominano toni sassosi, boschivi, speziati, il chiodo di garofano assume ruolo preminente, anche il frutto prende una piega dolce-amara che ricorda miele di corbezzolo; la fase in ogni caso resta scorrevole, l'astringenza tannica pare in via d'assorbimento, la freschezza lascia presuppore ulteriori margini evolutivi, il frutto nero vira su confettura e rivela la maturità.
Vino da grigliate o in abbinamento su piatti a tendenza grassa, polenta e salsicce, spezzatino di manzo con patate.
Valutazione @avvinatore. 88/100
Aglianico del Vulture Doc 2018 Alberi in Piano
14% vol.
Via Vecchia Nazionale, 17
85022 Barile (Pz)
email: cantinailpasso@gmail.com
phone: +39 3475242706
web: https://www.cantinailpasso.com/
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Aglianico del Vulture Doc, Cantina IL Passo

martedì 11 aprile 2023

Campania spumanti, degustazione guidata Vinitaly 2023

Vinitaly 2023, Padiglione Campania, spumanti campani da uve autoctone, Metodo Charmat Martinotti e Metodo Classico.
Masterclass “I vini vulcanici: gli spumanti” condotta da Chiara Giovoni (Ambassadeur du Champagne in Italia e wine expert), Karin Meriot (Concours Mondial de Bruxelles) e Tommaso Luongo, con la partecipazione dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo.
Nel corso della presentazione al Vinitaly 2023, in anteprima nazionale, del progetto di ricerca realizzato da Nomisma Wine Monitor sul posizionamento dei vini campani a Denominazione d'Origine sul mercato nazionale e internazionale, è emerso che il 54% degli italiani dichiara di non aver consumato vini campani negli ultimi 12 mesi, perché non li riconosce, pur avendoli già acquistati e degustati.
Nomisma ha indagato le performance di mercato e ha coinvolto 1500 consumatori di vino rappresentativi della popolazione italiana (di cui 300 residenti in Campania) in un sondaggio sui comportamenti d'acquisto.
I risultati di tale rapporto Nomisma sui vini regionali, potrebbero indurre Consorzi e Istituzioni Campane ad intraprendere il percorso per l'introduzione di un brand Campania Dop nel prossimo futuro, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento della produzione vinicola regionale; questa ipotesi tuttavia, sembra non trovare consenso unanime tra gli operatori vitivinicoli.
Al di là dei futuri sviluppi in materia di Denominazioni d'Origine, la degustazione guidata da Chiara Giovoni e Tommaso Luongo nel corso di Vinitaly 2023, può essere intesa non solo come sguardo allargato sul complesso della produzione regionale, ma anche come testimonianza del fatto che i produttori aspirano oggi a misurarsi in campo spumantistico con le aree italiche più vocate.
1) VSQ Brut Metodo Charmat Martinotti, Azienda I Borboni
Da uve Asprinio.
Setoso, acidico: lime, agrume, lieviti, crosta di pane, zenzero.
Aperitivi, antipasti di mare.
2) Metodo Charmat Martinotti VSQ Extra Brut "Cabrì" etichetta bianca, Cantine I Favati
Da uve Fiano.
Giallo paglierino scarico, acidico, mineralità salmastra, resine vegetali, frutta a pasta bianca.
6 mesi sui lieviti.
Aperitivi, antipasti di mare.
3) Metodo Classico Dosage Zero 2018 Pietrafumante, Casa Setaro
Da uve Caprettone coltivate nel Parco Nazionale del Vesuvio.
Effervescenza fitta, note floreali, fiore appassito, notevole carica acido/sapida; il terreno vulcanico conferisce affumicatura, polvere da sparo.
4) Metodo Classico Extra Brut Riserva 2018 Anni Venti, Cantine Di Marzo
Da uve Greco di Tufo, 36 mesi sui lieviti, sboccatura dicembre 2022.
Giallo oro, effervescenza, grana persistente, citrino, note di verdure a foglia larga, fine e corposo.
5) Metodo Charmat Martinotti Brut linea Anima Lavica "Metodo Italiano ja'na:re", La Guardiense
Da uve Falanghina, coltivate sui territori vulcanici dei Campi Flegrei.
3 mesi sui lieviti.
Giallo paglierino scarico, setoso, ben calibrato al palato, corposo e sapido, fine, note d'erbette aromatiche, origano fresco, citrino e lungo.
Aperitivi, antipasti di mare, fritture.
6) Metodo Classico Brut "Dubl Rosè Edition 1", Feudi San Gregorio
Cuvèe da uve prevalentemente Aglianico; il saldo Falanghina e Greco di Tufo probabilmente è inteso a smussare le ruvidezze dell'Aglianico.
78 mesi sui lieviti.
Rosa tenue, luminoso.
Fragranza fruttata, agrumato, complesso e sapido, resine vegetali, spezie orientali, corposo.
Pesce azzurro al forno.
7) Metodo Classico Brut Rosè 2019 "Gioi Extreme", Azienda Agricola San Salvatore
Nasce dalla volontà di sperimentare in Metodo Classico il vitigno per eccellenza della tradizione campana. 
Da uve Aglianico in purezza, affina in barrique, appare rosa tenue, quasi in sottrazione per ciò che concerne il colore; viceversa suolo tufaceo argilloso e bagaglio genetico dell'uva, operano in addizione sulla complessità, giustificando la qualifica di "extreme" in etichetta.
Lieviti e crosta di pane, spezie dolci, note terrose e tartufate, affumicatura, trasferiscono al palato e al naso il tratto varietale di un vitigno di grande carattere, ma difficilmente addomesticabile.
Salmone scottato in padella, cucina orientale.
Mi pare di poter dire che composizione chimico fisica dei suoli prevalentemente vulcanici, contesto pedoclimatico e vitigni autoctoni, non possano non essere parte integrante di un progetto volto alla riconoscibilità delle produzioni campane.
A tale proposito, la regione può vantare terroir peculiari, fortemente identitari: condizioni propedeutiche al buon esito del progetto.
Tuttavia proprio in considerazione del forte timbro territoriale delle produzioni campane, l'ambito spumantistico potrebbe trovarsi di fronte ad un percorso più accidentato nel contemperare terroir e cifra stilistica e nell'evitare che l'uno sovrasti l'altra; la ricerca dell'ideale bilanciamento, sarà a mio parere, la sfida futura per il comparto spumantistico campano.

martedì 5 giugno 2018

Lunarossavini Colli di Salerno, Orange Wine e Aglianico

Siamo in Campania, in località Giffoni Valle Piana (Sa), a ridosso dei Monti Picentini, in un'area da essi protetta e dai monti d'Irpinia, protesa verso il golfo di Salerno.
Qui ha sede l'azienda vinicola Lunarossa, nata nel 2006, bene assestata su produzioni di qualità, propensa a coniugare l'antico con il moderno, a sperimentare nuovi orizzonti di vinificazione per realizzare vini non scontati.
Abbiamo testato alcune etichette da uve Fiano a da uve Aglianico.
Per iniziare, affrontiamo due annate di Quartara, un Orange Wine ottenuto da uve Fiano, vendemmiate in leggero anticipo nel mese di agosto per conservare acidità, vinificate con lunga macerazione di circa tre mesi in anfore di terracotta interrate in bottaia e successivo affinamento di circa un anno in legno grande, più ulteriore anno in bottiglia.
"Quartara" è il termine con cui nel gergo locale, si suole indicare la giara di terracotta, utilizzata per millenni per trasportare e conservare acqua e vino.
Colli di Salerno Igt Fiano '13 Quartara - alcool 12%
Di color verde/oro carico, brillante.
Vino ricco, complesso, stramaturo nei toni del frutto e del fiore, mi pare inizi ad intraprendere la fase calante dell'arco evolutivo.
Frutta cotta e frutta candita, cotognata, fiore di tiglio, crema pasticcera e pan brioches, frutto tropicale, caratterizzano un quadro attrattivo nei profumi, che persino accenna all'idrocarburo dopo l'ossigenazione, ma che tende a sedersi al gusto, laddove la carica acidica prova timidamente a controbattere la sovrabbondanza estrattiva e la pasticceria.
Degustato a 15°C.
In abbinamento su scaloppe di fegato d'oca.
Di quest'annata sono state prodotte 3176 bottiglie e 60 magnum da 1500 ml.
Colli di Salerno Igt Fiano '15 Quartara - alcool 13%
Di color verde/oro carico, luminoso.
Sulla falsariga del precedente, evidenzia il frutto tropicale, la crema pasticcera, la vaniglia, i fiori di campo, ma non quell'austerità dovuta allo stato evolutivo.
Fine e corposo, avvolgente di frutto esotico, di fiore e di vaniglia, accenna l'agrume e il tannino a controbattere, acidico in chiusura, conserva un quadro dinamico e fruttato anche a distanza di 48 ore dalla degustazione.
Vino di qualità.
Degustato a 16°C.
In abbinamento su sgombro al forno, pagello alla piastra.
Di quest'annata sono state prodotte 2260 bottiglie.
Veniamo ora alla degustazione dei rossi a base Aglianico.
Colli di Salerno Igt Aglianico '13 Rossomarea - alcool 14%
Vinificato in acciaio, affinato in rovere e bottiglia, si presenta rosso rubino tendente al granato, cupo, impenetrabile.
Profumi che ricordano i frutti di bosco, il lampone, l'amarena, il fiore e la viola, le erbe aromatiche.
Caratteri di vino pronto che tornano al palato, in bell'armonia.
Quadro di un certo spessore, di vino corposo, abbastanza complesso, giustamente tannico, rinfrescato dalla carica acidica, stemperato dalla vaniglia.
Impeccabile anche a 48 ore dalla degustazione, mi sentirei di dargli valutazione positiva.
Degustato a 20°C.
In abbinamento su faraona al forno.
Colli di Salerno Igt Aglianico '12 Borgomastro - alcool 13,5%
Lungamente macerato sulle bucce, elevato in botti di rovere, affinato in bottiglia, si presenta rosso rubino cupo, tendente al granato, impenetrabile.
Toni maturi per quest'Aglianico selezione, massiccio, proiettato sui terziari di cuoio e humus, frutto nero stramacerato, appena intaccato da sentori di cipria e vanigliati del rovere, da ruvidezze terrose.
Quadro complesso, non immediato, avvolto dai legni d'affinamento, si modifica con l'ossigenazione, sviluppa sensazioni erbacee e amaricanti di ciliegia matura.
Giustamente tannico, parzialmente alleggerito dalla carica acidica.
Degustato a 20°C.
In abbinamento su filetto di manzo al lardo di Colonnata.
Di quest'annata sono state prodotte 2630 bottiglie e 50 magnum da 1500 ml.
Via V. Fortunato Zona P.I.P. Lotto 10 | 84095 Giffoni Valle Piana, Salerno
Ph./Fax +39 328 623 23 23
info@lunarossavini.it
https://www.lunarossavini.it/
stand Lunarossa al Vinitaly 2018

lunedì 26 settembre 2016

Aglianica Wine Festival 2016, Rionero in Vulture

Aglianica Wine Festival – XVIII Edizione
Rionero in Vulture – Palazzo Giustino Fortunato
30 settembre 1/2 ottobre 2016
Se apprezzate questo grande vino mediterraneo, non potete stare lontani da Rionero in Vulture (Pz), il borgo lucano che per 3 giorni, dal 30 settembre al 2 ottobre, lo celebra.
Aglianica Wine Festival è una delle manifestazioni enoturistiche più importanti a livello nazionale, arrivata alla 18^ edizione.
Migliaia di appassionati e cultori del vitigno Aglianico, provenienti da tutte le regioni d’Italia si ritrovano nel Vulture in Basilicata, per degustazioni di vino, per assaggi di prodotti alimentari (dai salumi ai formaggi), per seminari sul gusto, per dibattiti sull'Aglianico e più in generale, su tutti i vini italiani.
Il tutto è completato da un ricco programma di animazione culturale, musica, artisti di strada, con un’attenzione anche per i più piccoli.

Sede:
Palazzo Giustino Fortunato, 85028 Rionero in Vulture (Pz).
Orari di apertura:
Venerdì e Sabato dalle 18:00 alle 24:00, Domenica dalle 11:00 alle 24:00.
Per informazioni:
aglianica@aglianica.it | tel. +39 333 2187907 | 0972 720166
Programma e Laboratori sul sito:
http://www.aglianica.it/

giovedì 10 marzo 2016

Degustazioni in Enoteca, Porto San Giorgio

Sabato 5 marzo 2016 l'Enoteca Giuli Pasquale in via Annibal Caro 1 a Porto San Giorgio (Fm) ha organizzato una libera degustazione aperta al pubblico di 14 vini di 7 aziende rappresentative di nord, centro e sud d'Italia.
Per la cronaca, l'iniziativa si è rivelata estremamente centrata sia per il buon livello dei vini, sia per l'alta affluenza di pubblico mediamente competente, altresì evidenziando l'appeal che il prodotto qualificato e territoriale può ancora esercitare sui consumatori italiani.
Per quanto ci riguarda, ci siamo avvicinati a questa manifestazione con lo scopo verificare il profilo identitario di vini provenienti da aree geografiche differenti e dotati di differenti corredo aromatico e sapori.
Abbiamo testato tre vini rossi di Molise, Toscana, Campania.
Tintilia del Molise Doc '11 Macchiarossa
alcool 14,5% - circa € 18
Claudio Cipressi
Ottenuto da vitigno autoctono Tintilia, maturato 24 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso mediamente carico, tendente al granato con trasparenza sul bordo.
Naso caratterizzato da sentori di tipo animale, cuoio, sfumature tartufate; dopo ossigenazione emergono spunti di torrefazione.
In bocca la carica polifenolica moderata, porta ad uno sviluppo superficiale dei toni e conseguente limite di persistenza, tuttavia conferma le sensazioni di tipo ematico e terroso già rivelate all'olfazione, le quali indubbiamente fanno parte del corredo aromatico e di sapori di questa uva molisana.
Profilo identitario marcato e tipico.
Cous cous di pollo e verdure.
Toscana igt '10 A Sirio
alcool 14,5% - circa € 28
Azienda Agricola Sangervasio
Ottenuto da uve Sangiovese 95% e Cabernet Sauvignon 5%, fermentazione in vasche cemento e malolattica in barriques dove affina per 14 mesi più ulteriori 24 mesi in bottiglia, si presenta di color rosso rubino concentrato.
Naso piuttosto intenso, verticale, diretto, su toni di liquirizia, frutto nero maturo, varietali di tipo vegetale, sfumature rusticaneggianti e terrose.
In bocca questo corredo aromatico certamente tipico, trova parziale conferma, evidenziando prevalentemente frutto in confettura, noce moscata, ma non sviluppandosi in profondità.
Anatra al forno.
Taurasi Docg Riserva '09 La Loggia del Cavaliere
alcool 14,5% - circa € 40
Tenuta Cavalier Pepe
Ottenuto da uve Aglianico coltivate su colline d'Irpina a 450 metri sul livello del mare, affinato in barriques per 18 mesi più ulteriori 12 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino scuro e concentrato, con riflessi mattone.
Naso intenso e complesso, caratterizzato da sentori fruttati d'amarena e confettura, spezie dolci e cannella.
In bocca sostanzialmente conferma tali caratteri, sviluppandosi anche su note di caffè e liquirizia, con astringenza calibrata in chiusura.
Il passaggio in botte piccola stempera parzialmente le pungenze tipiche di questa uva geneticamente dotata di tannino.
Il quadro che ne deriva è di tipo maturo, certamente appagante e persistente.
Tagliata di manzo al rosmarino.
l'Enoteca Giuli Pasquale