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giovedì 17 ottobre 2024

Vini rossi del Fermano, degustazione guidata

Nell'ambito dell'edizione 2024 di "Di Uva in Vino" svoltasi domenica 13 ottobre in Piazza del Popolo a Fermo, manifestazione che da una decina d'anni celebra la vendemmia nell'areale Fermano, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche di vini rossi locali.
Quattro vini ottenuti da uve a bacca rossa tra le più diffuse nel territorio Fermano, Montepulciano, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, vinificate in purezza oppure in blend, ma anche da uve meno diffuse come Syrah e Cagnina.
Abbiamo verificato risultati differenti, non solo per effetto della composizione varietale, ma anche per progetto, per scelte enologiche, per utilizzo di materiali specifici in fase d'affinamento (acciaio, rovere grande o piccolo, anfora), per età.
Marche Rosso Igt 2022 Morhus (edition one)
Luci di Mezzo
Da uve 80% Cabernet Sauvignon e 20% Montepulciano, vinificato in acciaio con criomacerazione e maturazione di circa 8 mesi prima dell'imbottigliamento, appare rosso rubino limpido, non particolarmente carico.
Impronta floreale e fruttata, rosa e ciliegia, frutti di bosco, leggera pepatura, vinoso.
Vino fresco e immediato, da abbinare su primi piatti, salumi, formaggi non stagionati, paccheri ai tre pomodori.
Marche Rosso Igt 2021 Testamozza
Castrum Morisci
Etichetta modificata nella composizione varietale, non più da uve Sangiovese come le annate precedenti, ma da uve Syrah e Cagnina (sinonimo di Terrano); un binomio che appare al momento vincente, dove Cagnina dà struttura e arrotonda Syrah, quindi suscettibile di ulteriori sviluppi in prospettiva.
Fermentazione in anfore di terracotta, successiva maturazione sempre in anfora, con sosta sulle fecce fini di circa 6 mesi.
Il vino appare rosso rubino carico.
Cremosità vanigliata, frutto maturo, lamponi, confettura di more, ma anche spezie, liquirizia, macchia mediterranea, caratterizzano il profilo organolettico.
Corposo e persistente al palato.
Quadro complesso, ben bilanciato, dotato di una certa avvolgenza e morbidezza, prodotte da tenore alcolico e microssigenazione in anfora, imperniato quindi sui caratteri secondari sviluppati in fermentazione.
In abbinamento su coniglio arrosto, stinco di maiale al forno, pappardelle al sugo di papera.
Marche Rosso Igt 2020 Furnace
La Pila
Ottenuto da uve Montepulciano, matura due anni in barriques di secondo e terzo passaggio, permane in serbatoi di acciaio per ulteriori sei mesi, affina qualche altro mese in bottiglia.
Appare rosso rubino carico, tendente al porpora.
La sovraestrazione in vinificazione determina il colore, la grande struttura e la complessità.
Procedono impetuosi il frutto nero maturo e la prugna in confettura, speziature varie, note smaltate e vanigliate, chiodo di garofano, toni balsamici mentolati e iodati, grafite e cacao.
Potente al palato, sapido e tannico, quasi respingente, trova però adeguato contrappunto nel frutto nero maturo e nella vaniglia del legno piccolo.
Vino da brasati, spezzatino d'agnello in umido.
Rosso Piceno Doc 2018 Granarijs
Rio Maggio
Anche per questo vino, così come per il precedente, s'inverte la direzione di marcia consueta, che va da vino a degustatore; questo tipo di vini, austeri, complicati, sovraestratti, oppure con qualche anno sulle spalle, tendono a non attrarre a sè, a volte si isolano nella loro riservatezza, arrivano persino ad essere respingenti e per potersi concedere esigono un interlocutore interessato.
Ottenuto da uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30%, fermentato in acciaio con rimontaggi, maturato circa 14 mesi in barriques e successivo affinamento di 6-8 mesi in bottiglia.
Alla vista il rosso rubino tende a spegnersi sul granato, con ancor più evidenza sull'unghia, rivelando lo stato evolutivo.
Al naso sviluppa sentori terziari, dovuti all'invecchiamento, note empireumatiche, tostate e speziate, sottobosco e torrefazione, che fanno tendere anche questa fase verso l'evoluto; trova in ogni caso beneficio da prolungata ossigenazione.
In bocca la concentrazione fruttata e selvatica del blend torna protagonista, torna l'irruenza, l'ampiezza, la profondità, il frutto nero è stramaturo, oserei dire carnoso, emerge il tratto varietale, la marasca sotto spirito, ma anche il frutto asciutto, la carruba secca disidratata, nonchè tostatura e goudron a rifinire.
La sovraestrazione glicerica e il passaggio in rovere piccolo, ricalibrano l'avvolgenza, riescono ad arrotondare, almeno in parte, il tannino galoppante, vigoroso.
Vino complesso, di grande struttura e persistenza, da abbinare su cacciagione, pappardelle al ragù di cinghiale, preferibilmente su pietanze a tendenza grassa o succulenta.
Un'annata che a mio parere avrebbe i requisiti per varcare in pompa magna la soglia dell'eccellenza, ma penalizzata, a mio modo di vedere, dalla sopra descritta discrasia tra fase olfattiva e gustativa.

martedì 10 ottobre 2023

Telusiano Rio Maggio in verticale, degustazione guidata Ais Marche

Domenica 8 ottobre nel corso dell'edizione 2023 della manifestazione "Di Uva in Vino", in Piazza del Popolo a Fermo, celebrativa del periodo di vendemmia, degustazione guidata a cura dei sommeliers di Ais Marche.
Si è trattato di una degustazione verticale di 5 annate di Telusiano, etichetta storica dell'azienda Rio Maggio di Montegranaro (Fm), nelle prime edizioni classificata Falerio Doc, a partire da 2017-2018 declassata a Marche Bianco Igt per scelta autonoma dell'azienda.
La Denominazione d'Origine Controllata Falerio rimane in ogni caso presente nella gamma produttiva Rio Maggio, attraverso l'etichetta Monte del Grano, la cui annata 2022 ha peraltro lasciato ottima impressione nel corso della recente manifestazione "aMare il Falerio" svoltasi il 15 settembre a Porto Sant'Elpidio (Fm).
Delle cinque annate degustate, 2021, 2020, 2019 e 2018 sono classificate Marche Bianco Igt con composizione ampelografica Trebbiano, Pecorino e circa 20% Verdicchio sottoposto a macerazione con le bucce per 24 - 48 ore, mentre l'annata 2016 è classificata Falerio Doc con composizione ampelografica Trebbiano, Passerina, Pecorino nelle percentuali previste da disciplinare di produzione.
1) Marche Bianco Igt 2021 Telusiano - 14% vol.
Giallo paglierino luminoso.
Annata calda, uve mature, vino corposo, con dotazione minerale apportata dal pecorino in bella evidenza.
Verticalità olfattiva e gustativa, fiori gialli, erbette aromatiche, rosmarino, freschezza agrumata.
2) Marche bianco Igt 2020 Telusiano - 13% vol.
Giallo paglia piuttosto carico, tendente al dorato.
Annata meno calda della precedente.
Mediamente intenso al naso, in bocca è stramaturo e acidico, variamente articolato su fiori gialli e tarassaco, nespola matura, connotazioni minerali e vegetali, chiusura tendente a nocciolato e frutta secca.
3) Marche Bianco Igt 2019 Telusiano - 13,5% vol.
Annata regolare dal punto di vista meteo.
Appare giallo paglia brillante, con riflesso oro.
Impatto olfattivo poco intenso di primo acchito, migliora dopo ossigenazione evidenziando fiori gialli.
In bocca predomina la frutta secca, nocciole e mandorle, l'acidità inizia a scemare, portando in evidenza connotazioni burrose e sapide.
4) Marche Bianco Igt 2018 Telusiano - 13% vol.
Annata flagellata dalla grandine; le contingenze meteo hanno indotto a non procedere alla macerazione del Verdicchio così come inizialmente programmato.
Giallo dorato carico, meno brillante dei precedenti, forse addirittura con qualche velatura.
Mediamente intenso al naso, necessita di ossigenazione, in ogni caso sensazioni sottili; note agrumate e amaricanti al palato, non eccede in allungo.
5) Falerio Doc 2016 Telusiano
Giallo dorato, non si discosta dai precedenti.
Al naso pare indirizzarsi su connotazioni fini, fiorellini bianchi, pomacea, indicative di una certa eleganza, nella successiva fase viceversa, appare il limite; vino ormai sul viale del tramonto e nella fase discendente dell'arco evolutivo.
Archivio degustazioni 2022
Marche Bianco Igt 2020 Telusiano:

lunedì 12 dicembre 2022

Rosso Piceno Doc, guided tasting at Rosso di Sera WineFestival

Nell'ambito della 1^ edizione di "Rosso di Sera" svoltasi sabato 10 e domenica 11 dicembre 2022 presso Villa Bonaparte a Porto San Giorgio (Fm), organizzata dall'Associazione Culturale "La Luce e i Sentieri" e da "Ais Marche", degustazione guidata di Rosso Piceno Doc sul tema: "da giovane a maturo, un viaggio esperienziale sull’evoluzione del vino rosso".
Degustazione guidata dai relatori Ais: Somm. Stefania Morbidelli e Somm. Simona Sestili.
Abbiamo testato 6 diverse interpretazioni dello storico blend (montepulciano e sangiovese come base ampelografica, con possibilità di un massimale del 15% di altre uve a bacca rossa non aromatiche ammesse alla coltivazione in regione Marche); diversità interpretative legate non solo all'età, ma anche ad altre variabili, traducibili sinteticamente in terroir e stili produttivi differenti.
Cantina Valdaso - Rosso Piceno Doc '21
Tenuta Sant'Isidoro - Rosso Piceno Doc '20 Pinto
Vigneti Vallorani - Rosso Piceno Superiore Doc '19 Konè
Fontursia - Rosso Piceno Doc '18 Crivellino
Rio Maggio - Rosso Piceno Doc '17 Granarijs
Cantina Villa Angela -  Rosso Piceno Sangiovese Doc '07 Vill'Angela
1) Vino di facile approccio, vinoso, essenze floreali di rosa, piccoli frutti rossi ancora acerbi.
Piacevole al palato, fresco e fruttato, tannino soft.
Vino pronto, da bere subito, nel breve periodo.
70% montepulciano, 20% sangiovese, 10% merlot.
2) Otto mesi in rovere arrotondano un quadro vieppiù edulcorato da ciliegia e da essenze floreali di rosa e violetta apportate dalla percentuale di uve Lacrima.
Fresco ed immediato al palato, dove dà il meglio di sè.
Blend di montepulciano, sangiovese e lacrima.
3) Da vigneti vecchi da 35 a 55 anni, maturato 18 mesi sur lies in piccoli fusti di cui 1/3 di primo passaggio, affinato 12 mesi in bottiglia.
Vino di calibro.
Il tannino ancora graffiante nonostante i legni nuovi e l'affinamento prolungato, lascia percepire scelte di vigna e di cantina volte a contemperare gusto internazionale e pulsione territoriale; ne risulta un tratto anche ruvido, ma identificativo dell'area classica.
Frutto maturo, marasca sotto spirito, cipria e vaniglia, spezie dolci; quadro scalpitante di frutto, polifenoli e tannini, può beneficiare di ulteriore riposo in bottiglia.
60% montepulciano, 40% sangiovese.
4) Ricco di frutto maturo, marasca sotto spirito e in confettura, spezie, chiodo di garofano, tabacco, fiore appassito.
Fresco e acidico al palato, stimola la salivazione, invitando al nuovo sorso.
Vino con tratto territoriale, perlomeno dal mio punto di vista; non eccelle in allungo.
60% montepulciano, 40% sangiovese.
5) Il colore granato scarico, quindi inconsueto per la tipologia, lascia intendere lo stato evolutivo.
Al naso impattano note di torrefazione e di liquore al caffè, predominanti su altri marcatori.
In bocca la struttura pare svuotarsi e non reggere la sfida contro il tempo; possiamo trovare note di frutta cotta, pepe e cioccolato, ma la deriva ossidativa già percepita al naso pare prendere il sopravvento.
Più vino da meditazione che da pasto.
L'andamento meteo non favorevole nel 2017, con primavera gelida ed estate calda e siccitosa, ha sconvolto il ciclo vegetativo delle piante, limitato il potenziale del frutto, agevolato l'invecchiamento precoce del vino.
Un'annata quindi non a livello di altri Granarijs; ciononostante quest'etichetta a mio parere rimane di riferimento nell'ambito della Denominazione, non solo al di fuori dell'area classica.
70% montepulciano, 30% sangiovese.
6) La tipologia Rosso Piceno Sangiovese prevede da disciplinare, almeno 85% uva sangiovese, ma è andata ormai in disuso e a mia conoscenza non vi sono altre aziende che producono questa tipologia; aggiungasi che Cantina Villa Angela con sede ad Offida (AP) pare non sia più in attività, viceversa secondo altre fonti, pare essere stata acquisita da Velenosi Vini come ramo d'azienda, ma la questione è controversa.
In ogni caso trattasi di una chicca ormai introvabile.
Fase olfattiva ricca di suggestioni, complessa, profonda, austera, può persino ricondurre a un grande vino di Borgogna; troviamo note di sottobosco, frutto nero stramacerato, macchia mediterranea, goudron, note catramose di vino datato e aristocratico.
L'impatto olfattivo di notevole livello, produce l'aspettativa al gusto.
In quest'ultima fase però, bisogna armarsi di pazienza, bisogna dare al vino il tempo di riempirsi, di recuperare smalto e sintonia con la precedente fase, di dar fondo alle ultime energie per riportare in superficie i talenti nascosti, ormai dimenticati.
Con i vini datati occorre invertire la direzione: il vino datato o aged wine, tende a non attrarre a sè, addirittura a essere respingente e per potersi concedere esige un degustatore interessato.
L'adeguata ossigenazione consente a questo vino d'arricchirsi, d'allungarsi in retrogusto, d'allungarsi la vita.
Ci trasmette il ricordo e un'emozione.

lunedì 17 ottobre 2022

Orange wine Vinum 62, Tenute Rio Maggio

Molteplici e diversificate possono essere le scelte alla base in un progetto enoico: naturalità e sostenibilità, tendenza del mercato, autoctono e territorialità, esercizio enologico o di stile, ricerca del limite, ecc.
Nel caso odierno, mi pare di poter dire che le due ultime ipotesi siano decisamente prevalenti sulle altre.
Orange wine dalle colline del Fermano.
Ottenuto da uve verdicchio e trebbiano in percentuali paritarie, provenienti da vigna vecchia e poco produttiva, ma in grado di fornire frutti ricchi e concentrati (il nome identifica la parcella di vigneto impiantato nei primi anni '60), fermentato a contatto con le bucce per un paio di settimane, maturato e affinato un paio d'anni in cemento e bottiglia, non filtrato, sviluppa spessore cromatico che vira sull'arancio carico.
Quadro ricco di suggestioni e complesso, fisiologico effetto dell'estrazione di sostanze nobili in fase di macerazione: tonalità soffici come frutta secca e frutta candita, nocciole e fichi secchi, caramella mou e pan brioche, coesistono con altre più fresche e selvatiche, che ricordano aghi di pino, anice stellato, liquirizia.
In bocca emerge una vena acidica inaspettata, perlomeno da me: note d'agrumi freschi e pompelmo attivano dinamiche organolettiche, stimolano la salivazione, mettono al riparo da appesantimenti o da stucchevolezze retrogustative.
Mi pare di poter cogliere l'impulso pragmatico alla base del progetto, volto, a mio parere, a contemperare ampio spessore e fruibilità.
Questo vino possiamo abbinarlo su preparazioni di pari intensità aromatica e gustativa, che possono essere sia quelle della tradizione, come ad esempio baccalà con patate, formaggi stagionati, rombo al forno, sia quelle della cucina più raffinata, a base di fegato d'oca, ovuli, tartufo bianco.
Valutazione @avvinatore 93/100
Marche Bianco Igt '17 Vinum 62
14,5% vol.
Via Vallone, 41, 63812 Montegranaro (Fm)
+39 0734 889587
info@riomaggio.it
info@riomaggiovini.it
export@riomaggiovini.it
https://riomaggiovini.it/
Marche Bianco Igt Vinum 62, Rio Maggio winery
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domenica 19 giugno 2022

Marche Bianco Igt '20 Telusiano, Rio Maggio winery

Siamo in regione Marche, a Montegranaro in provincia di Fermo, dove ha sede Tenute Rio Maggio, azienda fondata intorno alla metà degli anni '70, oggi in pianta stabile tra i riferimenti di vertice della viticoltura marchigiana.
Abbiamo estratto quest'etichetta dall'articolata gamma produttiva, quantificabile in circa 100.000 bottiglie all'anno.
Telusiano è toponimo risalente al 1200 della zona circostante Tenute Rio Maggio, corrispondente all'attuale città di Monte San Giusto; la chiesa del paese porta ancora il nome Santa Maria della Pietà in Telusiano.
Sullo scaffale a 11-13 euro.
Telusiano fino a qualche anno fa era classificato Falerio Doc, le scelte aziendali hanno però trasferito quest'etichetta fuori dalla Denominazione, al fine di bypassare il Disciplinare di Produzione e le valutazioni delle commissioni d'assaggio parametrate sulla conformità organolettica di base.
Oggi Telusiano è un esercizio enologico, con taglio più internazionale che territoriale, è un equilibrismo tra viti vecchie di verdicchio e impianti nuovi di pecorino, con trebbiano a fare da legante.
Ottenuto da uve trebbiano, pecorino, verdicchio, vinificato in acciaio e bottiglia, macerato sulle bucce per circa 48 ore, maturato 6-7 mesi sur lies, affinato 2-3 mesi in bottiglia, si presenta giallo paglia luminoso, dorato.
Quadro ricco d'essenze floreali e fruttate, albicocca e anice, tensione surmatura, mineralità sassosa, lieviti.
In bocca torna prepotente la vena citrina; l'agrume s'allunga rinfrescante fino in retrogusto, senza tuttavia demolire il tratto surmaturo e avvolgente, il melone e l'albicocca.
Fine e corposo, esprime valori organolettici ed enologici, non può che esaltare i piatti in abbinamento, preferibilmente quelli della cucina marinara come ad esempio branzino al forno o brodetto di pesce, ma anche quelli della cucina di terra come ad esempio salumi, carni bianche, tartare di scottona con cipolle caramellate.
Degustato a 15°C, a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi, allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 91/100
Via Vallone, 41, 63812 Montegranaro (Fm)
+39 0734 889587
info@riomaggio.it
info@riomaggiovini.it
export@riomaggiovini.it
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lunedì 6 aprile 2020

Falerio Doc, second half tastings

La Denominazione d'Origine Controllata marchigiana Falerio fa riferimento all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo: situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere.
Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche.
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo avuto in passato: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne i marcatori principali.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, occasionalmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Oggi sul mercato non è raro trovare Falerio Doc anonimi, tendenzialmente acerbi, connotati da eccessiva magrezza.
Stante questa situazione, mi pare di poter dire che sia oggi complicato realizzare un progetto valido di recupero della tipologia; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto distintivo territoriale, fattore sempre più indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sarebbe utile ripartire dalle fondamenta.
Occorrerebbe cioè, secondo il mio punto di vista, avere il coraggio di ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, provando a recuperare tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Di seguito tre Falerio Doc di aziende vinicole del Fermano, paradigmatici degli attuali standard, tutto sommato dignitosi, freschi e fruttati, inadatti all'invecchiamento, da consumarsi preferibilmente nell'arco di due/tre anni.
Prezzo sullo scaffale € 6-7.
Degustati a 15°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Falerio Doc '19 La Lunga
12% vol.
(trebbiano, passerina, pecorino, malvasia)
Vigneti Santa Liberata
Giallo paglia brillante, con riflessi oro.
Mediamente intenso al naso, verticale; frutta bianca, mela, pera, susina, banana, sfumature pietrose minerali.
Accenni di tipo vegetale incrementano le sensazioni fresche.
Vieppiù citrino al palato, con finale ammandorlato, come di prammatica per la tipologia .
A dispetto del nome, non eccelle in lunghezza.
Frittura di paranza, uova di seppia in insalata di stagione, pizza napoletana.
Valutazione @avvinatore 73/100.
Falerio Doc '18 Monte del Grano
12,5% vol.
(trebbiano, pecorino, passerina)
Rio Maggio Vini
Giallo paglia carico, tendente al verde oro.
Il cromatismo fotografa lo stato evolutivo.
Quadro di media struttura sebbene ingrassato dall'impronta surmatura: nocciola, mango e albicocca maturi, lieviti.
Sentori soffusi, non prepotenti nè particolarmente impattanti sui recettori.
Procede più in ampiezza che in verticalità.
In bocca le note d'agrume clementina, contrappuntano la vena glicerica e rinfrescano.
Un Falerio sui generis, rotondo, avvolgente, con una sua cifra stilistica.
A mio parere potrebbe fornire linee d'indirizzo per l'emancipazione della tipologia, senza svincolarla dal cordone ombelicale di terra madre.
Risotto al nero di seppia, pagello alla piastra.
Valutazione @avvinatore 78/100.
Falerio Doc '19 Eva
13% vol.
(trebbiano, passerina, pecorino)
Terra Fageto
Giallo paglierino tenue, limpido.
Evidenzia doti di mineralità.
Quadro proiettato su toni di resine vegetali, tè verde e cetriolo, fiori di campo e banana, frutto esotico.
Ottima corrispondenza gustolfattiva.
Fresco di frutto e agrumato, di discreta persistenza, chiude lievemente ammandorlato.
Versatile su cucina di mare, cozze in guazzetto, olive all'ascolana.
Valutazione @avvinatore 77/100.
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lunedì 23 dicembre 2019

Degustando Sotto le Stelle 2019, tasting vini rossi

Degustazioni fatte il 6 e 7 settembre 2019 nel corso dell'ottava edizione di "Degustando Sotto Le Stelle".
La manifestazione è stata curata dall'Associazione Culturale "Enogastronomia.it" nell'ambito di "VitaVita" evento di promozione turistica della città di Civitanova Marche (Mc) organizzato dall'Amministrazione Comunale.
Marche Igt Sangiovese '16 Vitali Alfredo
13,5% vol.
Casale Vitali
Da uve 90% Sangiovese e 10% Lacrima di Morro d'Alba, vinificato in acciaio e barrique.
Rosso rubino limpido.
Sottili profumi di piccoli frutti rossi, amarena, erbe aromatiche, sentori di tipo floreale.
Sapido e fresco al palato, timbrato dal varietale di lampone, rosa e mora di rovo, certamente non sovrastrutturato, fotografa a mio parere fedelmente lo stile della casa, che mi pare di poter dire privilegi il prodotto immediato, schietto, territoriale, gastronomicamente adattabile, non contemplativo.
In abbinamento su maccheroncini di Campofilone al ragù di carne, zampone e lenticchie, oca arrosto.
Rosso Piceno Doc '15 Granarijs
14% vol.
Tenute Rio Maggio
Eccellente prestazione di questa etichetta tra le più rappresentative della tipologia.
Ottenuto da selezione di uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30%, di seconda vendemmia, affinato almeno 10 mesi in barrique, si presenta rosso granato cupo, impenetrabile.
Quadro intrigante.
Ventaglio di profumi intenso, verticale, caratterizzato da toni surmaturi, frutto nero, macchia mediterranea, erbe aromatiche, amarena, sottobosco, liquirizia.
In bocca emerge la componente sapida, lampone e mora di rovo, carica acidica a dinamizzare il finale e tannino a graffiare.
Vino di carattere, territoriale, a tratti ruvido; ottenuto dalla calibrata combinazione dei due vitigni rossi principe della zona, ne traduce fedelmente i caratteri.
Tagliata di scottona marchigiana al rosmarino.
Marche Igt Merlot '12 Cardinal Minio
15% vol.
Capinera
Maturato 18/20 mesi in barrique nuove e di secondo passaggio, si presenta rosso rubino cupo, concentrato, impenetrabile.
Quadro materico, quasi masticabile, contraddistinto da toni surmaturi, prugna stramacerata, sottobosco, note di tipo idrocarburico e catramoso, accenni di torrefazione, sfumature d'erbette aromatiche, aghi di pino, semi di melograno.
Finale velatamente acidico, così come di prammatica per la tipologia.
Prestazione impeccabile per questo Merlot del Maceratese.
In abbinamento su animali di bassa corte in potacchio.
Marche Rosso Igt '12 Akronte
14% vol.
Boccadigabbia
Da uve Cabernet Sauvignon, fa almeno 20 mesi in barriques nuove e un anno in bottiglia.
Rosso cupo, concentrato, impenetrabile, di consistenza quasi masticabile.
Fine e complesso, caratterizzato da note piraziniche varietali, lieve torrefazione, prugna stramacerata, spezie, cannella.
In bocca i ritorni d'erbette aromatiche, il rosmarino, la liquirizia, alleggeriscono un quadro di notevole spessore e contrappuntano nel migliore dei modi la spinta erbaceo/pirazinica altrimenti inesorabilmente sovrastante.
Fine e complesso, destinato alla lunga conservazione, da bere almeno dopo 5 anni dalla vendemmia.
In abbinamento su grandi arrosti, selvaggina da piuma e da pelo, pollo alla cacciatora.

lunedì 9 settembre 2019

Degustando Sotto le Stelle 2019, tasting vini bianchi

Degustazioni fatte il 6 e 7 settembre 2019 nel corso dell'ottava edizione di "Degustando Sotto Le Stelle".
La manifestazione è stata curata dall'Associazione Culturale "Enogastronomia.it" nell'ambito di "VitaVita" evento di promozione turistica della città di Civitanova Marche (Mc) organizzato dall'Amministrazione Comunale.
Colli Maceratesi Doc Ribona '18
13,5% vol.
Podere Sabbioni
Da uve Ribona o Maceratino, vitigno autoctono della provincia di Macerata.
Giallo paglierino tenue.
Mediamente intenso al naso su sentori di frutta bianca, agrume e di tipo vegetale.
Cambio di marcia al gusto, dove appare sapido e glicerico, contrappunta adeguatamente la carica acidica, si proietta su toni voluttuosi di pesca gialla, nespola, polpa d'agrume maturo.
Il sale e le glicerine allungano il finale.
Fine, ricco di frutto, da annoverare tra i riferimenti di vertice della tipologia.
Risotto al nero di seppia.
Falerio Pecorino Doc '18 Colle Monteverde
13% vol.
Tenute Rio Maggio
Da uve Pecorino vinificate in modo semplice a temperatura controllata di circa 16°C e prolungata sosta di 5/6 mesi sulle fecce fini allo scopo di arricchire il quadro e metterlo al riparo da rischi di eccessiva asciuttezza.
Si presenta giallo paglia limpido.
In particolar modo al naso esalta il tratto varietale, proiettato su sentori agrumati e vegetali, frutta bianca, mineralità.
In bocca le glicerine prodotte dalla sosta sur lies sovrastano i toni verdi e acidici del bagaglio genetico.
Il tratto è caldo, ricco di frutto, sfumato di tropicale, accenna all'erbe aromatiche e all'agrume.
Sapido e persistente, fine e complesso, destinato ad ulteriore positiva evoluzione.
Riferimento di vertice della tipologia.
Versatile a tutto pasto su cucina di mare.
Colli Maceratesi Doc Ribona '16 Le Piagge
13,5% vol.
Villa Forano
Da uve Ribona o Maceratino, vitigno autoctono della provincia di Macerata.
Giallo paglia luminoso.
Mediamente intenso al naso su note di frutta bianca, agrume, sentori di tipo vegetale, mela e banana; sensazioni che trovano piena conferma al palato, laddove sapidità e glicerine implementano doti fruttate che accennano all'esotico.
Quadro sottile, avvolgente, potrebbe essere adottato come ipotesi di scuola da chi volesse addentrarsi nello studio dei caratteri del vitigno.
In abbinamento su antipasti di pesce, spaghetti alle vongole.
Colli Maceratesi Doc Ribona '18 Le Grane
14,5% vol.
Boccadigabbia
Da uve Ribona o Maceratino, vitigno autoctono della provincia di Macerata.
Giallo paglierino tenue.
Ventaglio aromatico e gustativo intenso, verticale, timbrato da sapidità, sensazioni salmastre quasi fumèe, pietra focaia.
Corredano tale solida struttura caratteri di frutta bianca e vegetali, foglia di pomodoro, pomacea.
Vino di spessore, corposo, non immediato, ma con doti d'invecchiamento.
In abbinamento su coniglio in porchetta.

martedì 28 marzo 2017

Tenute Rio Maggio, visita e degustazioni.

Domenica 26 marzo 2017 ho fatto visita a Tenute Rio Maggio nel comune di Montegranaro (Fm).
Ci troviamo nel primo entroterra collinare marchigiano a 240 metri di altezza, a circa 30 chilometri dalla costa Adriatica, in un contesto pedoclimatico dove l'umidità provocata dai corsi d'acqua sottostanti la vallata ha creato condizioni sfavorevoli al biologico in senso stretto.
Qui ha sede legale con annessi cantina di trasformazione, punto vendita e immobile per ospitalità agrituristica estiva, l'azienda vinicola fondata verso la metà degli anni '70 dalla famiglia Santucci.
Al momento Tenute Rio Maggio dispone di 21 ettari vitati prevalentemente ad autoctono (Montepulciano, Sangiovese, Pecorino, Passerina, Trebbiano), ma anche a Sauvignon Blanc e Pinot Nero, la maggior parte dei quali nel territorio amministrativo del comune di Montegranaro e il restante in quello di Montegiorgio, sempre in provincia di Fermo.
La produzione annua si aggira intorno alle 100.000 bottiglie destinate per il 50% al mercato estero, suddivise in 5 linee prodotto (Classici, Cru, Selezioni, Internazionali, Spumanti) per 13 etichette, con prezzi in cantina tra € 5 e € 18.
Devo dire che seguo ormai da molti anni l'attività di quest'azienda vinicola, a tutt'oggi riferimento dell'eccellenza di questo territorio.
Nel corso del tempo si è confezionata uno stile produttivo che definirei bivalente, poichè da un lato ammicca al varietale, all'immediatezza soprattutto nei vini bianchi e nei rossi di primo passaggio, mentre dall'altro non esita ad elevare i parametri, attraverso surmaturazioni, vinificazioni appropriate, uso dei legni, alla ricerca della complessità, della potenza, del limite espressivo.
Nella visita in cantina di domenica 26 marzo abbiamo trovato non solo i vini di Cantina Rio Maggio ma anche la collezione di scarpe da uomo fatte a mano di ScarpeCarrioli handmade che ha sede in via Michelangelo 82 a Porto San Giorgio (Fm) www.carrioli.it
Un connubio tra tendenza moda ed agroalimentare apparentemente incongruo, viceversa spiegabile con il fatto che ci troviamo nel cuore del distretto calzaturiero fermano, orgoglio della regione, eccellenza del manifatturiero italiano.
Abbiamo degustato:
Falerio Pecorino Doc '15
Colle Monteverde
alcool 13%
Ottenuto da uva Pecorino, vinificato in acciaio, si presenta giallo paglierino limpido.
Il quadro olfattivo è intenso, abbastanza complesso, connotato da sentori minerali varietali, pomacea, fiori bianchi.
In bocca è sferzante di carica acidica, citrino, sfumato di frutto tropicale, leggermente asciugante in chiusura su sensazioni verdi, tuttavia supportato da buona struttura, grado alcolico e con ampi margini evolutivi.
Vinificato in modo tradizionale, non in riduzione, ma attraverso contatto calibrato con l'ossigeno, in modo da esaltare i caratteri varietali, la mineralità, la freschezza e relegare a comprimari sia i sentori tropicali che i nocciolati.
Rosso Piceno Doc '12
Contrada Vallone
alcool 13,5%
Ottenuto da uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30%, fermentato in acciaio, affinato 9 mesi in barrique, si presenta rosso rubino limpido.
Naso ricco di frutto, amarena, mirtillo, speziato di noce moscata e pungente d'alcool.
In bocca ha medio corpo, media persistenza e pur confermando tali caratteri fruttati primari, sembra indirizzarsi verso la maturità.
Il finale tannico lo rende adatto su arrosti, piatti di carne non particolarmente elaborati, zuppa di fagioli con cotenne di maiale.
Rosso Piceno Doc '12
Granarijs
alcool 13,5%
Ottenuto da selezione di uve (Montepulciano 70% e Sangiovese 30%) di seconda vendemmia, affinato almeno 10 mesi in barrique, si presenta rosso granato cupo, impenetrabile.
Anche qui abbiamo un naso ricco di frutto, ma surmaturato, tendente alla confettura, variamente articolato su sentori di macchia mediterranea, erbe aromatiche, spezia dolce.
In bocca è corposo, marmellatoso, persistente, sfumato di torrefazione e vaniglia, giustamente tannico in chiusura a contrappuntare tali sensazioni morbide.
Godibile già ora, ma destinato alla conservazione ultradecennale.
Tenute Rio Maggio
contrada Vallone 41 - Montegranaro (Fm)
tel: +39 0734 889587
email: info@riomaggio.it
web: https://riomaggiovini.it/

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giovedì 27 ottobre 2016

Di Uva in Vino a Fermo, degustazione vini bianchi

Partecipiamo alla 2^ edizione di "Di Uva in Vino" svoltasi in Piazza del Popolo a Fermo nella regione Marche.
Nella giornata di domenica 23 ottobre 2016, degustazione guidata vini bianchi del territorio Fermano, curata da Ais Marche Delegazione di Fermo.
Abbiamo testato tre ottimi vini ottenuti da uve autoctone, a mio parere emblematici degli standard bianchisti della zona, ma ciò che più conta, del processo di aggiornamento della viticoltura locale, legato al rinnovo dei quadri aziendali e al ricambio generazionale.
Falerio Doc '15 Telusiano - alcool 13% - circa € 10
Rio Maggio
www.riomaggio.it
Ottenuto da uve Trebbiano, Passerina, Pecorino, vinificato in acciaio, si presenta alla vista di colore giallo paglierino limpido.
Profumi freschi di frutta bianca, floreali e d'erbe officinali.
Già in questa prima fase denota sviluppi minerali che poi andranno a caratterizzare pure la successiva.
Freschezza gustativa e saporito al secondo approccio, laddove il Pecorino sembra imporre caratteri citrini e mineralità, tuttavia ben contrappuntati dai toni morbidi di polpa fruttata conferiti dalla Passerina.
Etichetta affidabile in tutte le annate.
Marche Igt Bianco '14 Emmar - alcool 14% - circa € 15
La Pila
www.vinilapila.it
Ottenuto da uve Malvasia provenienti da vigneti vecchi e poco produttivi, vinificato in acciaio e sottoposto a crioestrazione selettiva prima della pressatura, si presenta giallo paglierino cristallino quasi dorato.
Naso imperniato su sentori di vaniglia e cremosi, salvia ed erbe aromatiche, frutto a polpa gialla.
Al gusto a mio parere, amplifica tali caratteri e risulta avvolgente sui toni del frutto esotico, della pesca gialla e delle erbe aromatiche.
Quadro sostanzioso e persistente.
Marche Igt '14 Crocifisso - alcool 14% - circa € 15
Vittorini di Nico Speranza
www.vittorini.it
Ottenuto da uve in percentuale paritaria di Pecorino sottoposto ad appassimento in fruttaia e di Sangiovese vinificato in bianco, si presenta di colore giallo paglierino carico con sfumature rosate.
Olfatto complesso con caratteri di uve rosse.
Quadro gustolfattivo originale, imperniato su piccoli frutti rossi, lampone, frutta tostata, frutta appassita.
In particolar modo al palato, emergono acidità e sapidità, con toni sovramaturi a contrappuntare.
Finale ammandorlato.
Prende il nome dalla contrada omonima.
stand Ais in Piazza del Popolo
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lunedì 16 maggio 2016

Vini bianchi, vini rossi delle Marche degustati ad Artevinando 2016

Successo senza precedenti per Artevinando 2016.
Il cartellone costituito da cinque eventi eno-artistici diluiti tra aprile e luglio, organizzato nel centro storico di Sant'Elpidio a Mare (Fm) dall'Associazione Culturale Di Arte in Vino, ha visto dedicate alle degustazioni libere le giornate di sabato 14 e domenica 15 maggio ed in queste due occasioni le antiche mura di palazzo Sabbatini hanno fatto fatica a contenere l'afflusso di visitatori.
Per quanto ci riguarda abbiamo effettuato una serie di tasting, una parte dei quali fanno parte di questo post, mentre altri ne pubblicheremo prossimamente.
Offida Docg Pecorino '15 Fenèsia – alcool 13% - circa € 10
Terra Fageto
L'azienda opera in regime di biologico certificato.
Vendemmia leggermente anticipata per contenere il grado alcolico in un’annata rivelatasi particolarmente favorevole dal punto di vista meteo.
Ci appare giallo paglierino con riflessi verdi.
Già al naso prorompe di spiccata mineralità e di frutto, a significare la ricchezza del quadro ed il potenziale espressivo di questo Pecorino oggi in fase evolutiva, ma che troverà il giusto assetto nel medio- lungo periodo, dopo ulteriore fase di maturazione in bottiglia.
In evidenza sentori di pera e banana, floreali di mimosa, poi toni balsamici di canfora, tè verde e cellulosa, i quali ultimi definiscono un quadro per il momento ancora acerbo.
In bocca ha buon corpo è sapido, fresco di frutto e caratterizzato da sensazioni ammandorlate che hanno ruolo preminente dall’attacco fino in chiusura.
In abbinamento su fritto misto all’ascolana.
Colli Maceratesi Doc Ribona '15 – alcool 13% - circa € 7
Società Agricola Saputi
L’azienda di Colmurano (Mc), fondata negli anni ’80, estesa su 25 ettari, per una produzione media di 80.000 bottiglie all’anno, presenta questo vino ottenuto da uva autoctona Ribona detta anche Maceratino, dotato di favorevole rapporto
qualità-prezzo.
Si presenta alla vista di un bel colore giallo paglierino cristallino.
Fine e moderatamente intenso al naso, su toni di pomacea e mineralità, che trovano piena conferma anche in bocca.
Il sorso procede lineare, certamente non impegnativo, ma godibile.
Trova un buon punto d’equilibrio tra i toni morbidi di succo d’agrume e cera d’api che impattano di primo acchito e quelli più duri di tipo ammandorlato che caratterizzano il finale.
In abbinamento su antipasti di pesce, canocchie bollite.
Rosso Piceno Doc '12 Contrada Vallone – alcool 13,5% - circa € 13
Tenute Rio Maggio
Ottenuto da uve Montepulciano 70% e Sangiovese 30% provenienti da vigneti vecchi di 40 anni, fermentato in acciaio, affinato 9 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, si presenta alla vista di color rosso rubino limpido, tendente al granato.
I profumi moderatamente intensi di ciliegia in confettura, spezie dolci e cacao, confezionano un quadro olfattivo indirizzato su sensazioni mature.
Viceversa in bocca sembra più sbilanciarsi sui toni leggeri e rinfrescanti dell’amarena e del seme di melograno, corroborati da spessore tannico.
Vino di medio corpo e media persistenza, può trovare un buon abbinamento su spezzatino di manzo in umido con patate.
Colli Pesaresi Rosso Doc '13 Balòn - alcool 14,5% - circa € 11
Bruscia
L’azienda opera in regime di biologico certificato.
Questo vino ci ha favorevolmente impressionato per ciò che concerne il centrato assemblaggio delle uve in fase di vinificazione e per doti di struttura.
Ottenuto da uve Sangiovese 70% con saldo Merlot e Cabernet Sauvignon, affinato 18 mesi in rovere, più ulteriori 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino limpido.
Corredo aromatico intenso, che si sviluppa su sentori animali ed erbacei, cuoio, aghi di pino ed erbe aromatiche, ricordi di prugna e confettura.
Maturo e complesso in questa fase.
Al gusto conferma tali impressioni severe, corroborate da toni torrefatti, cioccolatosi e frutto nero stramaturo, che ammorbidiscono il quadro, contrappuntano nella giusta misura un tannino non graffiante e garantiscono buona persistenza.
In abbinamento su arrosto di vitellone al forno con erbe aromatiche, sfumato al vino rosso.
Offida Docg Rosso '11 Tumbulus - alcool 15% - circa € 15
Cantina Cherri d’Acquaviva
Ottenuto da uve Montepulciano 85% e Cabernet Sauvignon a saldo, con lungo processo di vinificazione che prevede sosta di 1 anno in acciaio, 2 anni in barriques e 6 mesi in bottiglia, si presenta consistente alla vista, di color rosso rubino tendente al granato.
Corredo aromatico austero, indirizzato su sentori di tipo idrocarburico, spezie, accenni muschiati e d’erbe aromatiche.
In bocca è caldo e grasso, ricalca la falsariga olfattiva, con aggiunta di pronunciati toni di torrefazione.
Il passaggio in legno piccolo e il saldo di uva internazionale, smussano il quadro, regalando un sorso rotondo, ulteriormente implementato da tannino levigato.
Vino corposo, può trovare un buon abbinamento su filetto di cinghiale in crosta, con crema di funghi.