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giovedì 7 marzo 2024

Pinot Nero delle Marche ad Artevinando 2024

Domenica 3 marzo 2024 presso il Municipio di Sant'Elpidio a Mare (Fm) si è svolto l'evento inaugurale della X edizione di Artevinando, cartellone di eventi che va da fine inverno a fine estate, organizzato dall'Associazione Culturale "Di Arte in Vino".
"Un francese nelle Marche, parliamo di Pinot Nero" è stato il convegno d'apertura, a cui è seguita la degustazione di Pinot Nero prodotti da 8 cantine marchigiane.
Il Pinot Nero è un vitigno nobile, originario della Borgogna, diffusosi nel corso della storia in tutto il mondo; esistono circa 180 cloni di Pinot Nero al mondo.
In Italia il vitigno ha grande tradizione nelle regioni del nord, tanto da essere assimilabile ad autoctono.
L'Oltrepò Pavese è area vocata in fatto di Pinot Nero, è la terza area produttiva d'Europa, dopo Borgogna e Champagne; dai 3000 ettari coltivati ricava il 75% dell'intera produzione italiana.
Il celebre viticoltore altoatesino Franz Haas, uno dei padri nobili della viticoltura italiana, prematuramente scomparso un paio d'anni fa, soleva definire il suo Pinot Nero di base, come "il bianco tra i rossi", a significare come frutto leggiadro e freschezza ne costituissero il perno.
Il vitigno dà effettivamente vini di grande finezza, poco colorati e poco tannici, caratterizzati da note di frutti di bosco e spezie nelle versioni d'annata; tuttavia in quelle più strutturate destinate all'invecchiamento, può sviluppare spessore materico, tonalità surmature o di tipo animale, ciliegia sotto spirito, cuoio, cacao, sottobosco, grande complessità.
Il Pinot Nero è un vitigno poco produttivo, è esigente e fragile, soffre le malattie fungine e i ristagni d'umidità, predilige l'escursione termica, ha bisogno di un terroir ideale per ciò che concerne ad esempio composizione chimico fisica del terreno, esposizione, microclima, necessita di cure assidue in vigna, va monitorato, richiede quindi un impegno maggiore in fatto di ore di lavoro.
Coltivare Pinot Nero è una vera e propria sfida per ogni viticoltore.
Nelle Marche il Pinot Nero fu introdotto dall'Amministrazione Bonaparte agli inizi del diciannovesimo secolo.
Nel corso di un paio di secoli è avvenuta la selezione clonale, che ha consentito al vitigno di meglio adattarsi in alcune zone rispetto ad altre; sono 20-25 i cloni coltivati in regione da una quindicina di cantine.
Il Pesarese possiamo considerarlo oggi come zona d'elezione, comprende infatti oltre la metà delle cantine produttrici; in questo areale l'estratto secco notevole, dà vini forse meno eleganti, più irruenti, ma con un proprio carattere e distintività.
Da qualche anno a questa parte, troviamo Pinot Nero anche al di fuori del Pesarese, ad esempio nel Maceratese o nel Fermano; all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Cupi di Visso a circa 1000 metri sul livello del mare, troviamo il vigneto più alto delle Marche e tra i più alti d'Italia.
Il vitigno è base ampelografica in Colli Pesaresi Doc Focara e in Colli Pesaresi Doc Roncaglia (Focara e Roncaglia sono due sottozone), è inoltre autorizzato in Marche Igt.
Mi pare di poter dire che il livello medio della degustazione elpidiense sia stato più che confortante, molto buono a mio parere, nonostante le uve provenissero da vigneti, quasi tutti, d'impianto relativamente recente; fedeltà varietale, grande fruibilità ed equilibrio, piccoli frutti rossi e freschezza, i comuni denominatori, da considerare come effetti diretti di scelte mirate, sia in vigna che in cantina, come ad esempio la massimale riduzione delle rese, per un vitigno già poco produttivo di suo, in alcuni casi fino a 35 quintali per ettaro, o come l'utilizzo di legni di terzo passaggio, quindi non particolarmente invasivi, in fase d'affinamento.
- Marche Igt Pinot Nero 2021 San Marone, Fontezoppa winery
- Marche Rosato Igt 2023 a Pois, Fontezoppa winery
- Marche Igt Rosso 2021 Rosso al Mare, Sor Rico winery
- Marche Igt Pinot Nero 2022, Coppacchioli Tattini winery
- Marche Igt Pinot Nero 2022 Silvo, De Leyva winery
- Marche Igt Pinot Nero 2022 Isabel (vinificato in bianco), De Leyva winery
- Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero 2020, Roberto Lucarelli winery
- Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero 2021, Fattoria Mancini winery
- Marche Igt Pinot Nero 2021 Lamorosa De Monteverde, Terrapremiata winery
- Marche Igt Pinot Nero 2021 Tempo, Agostino Romani winery

martedì 28 marzo 2023

Pinot Nero d'Oltrepò Pavese e della regione Marche, degustazioni

Nel corso della 31^ edizione di Tipicità Festival svoltasi nel quartiere fieristico Fermo Forum 11-12-13 marzo 2023 a Fermo, "Declinazione di Pinot Nero" di regione Marche e d'Oltrepò Pavese; degustazione guidata a cura di Ais Marche e Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
Relatori: Miriam Prencisvalle delegata Ais Pavia e Raffaele Papi delegato Ais Pesaro.
Il Pinot Nero è un vitigno nobile, originario della Borgogna, dà vini di grande finezza, poco colorati e tannici, caratterizzati da note di frutti di bosco e spezie nelle versioni d'annata; da tonalità mature, di tipo animale, cuoio, ciliegia sotto spirito e sottobosco in quelle più strutturate destinate all'invecchiamento.
E' un vitigno esigente, soffre le malattie fungine, ha bisogno di un terroir ideale per ciò che concerne ad esempio composizione chimico fisica del terreno, esposizione e microclima, umidità più o meno bassa, escursione termica.
Esistono circa 180 cloni di Pinot Nero al mondo.
Oltrepò Pavese è area vocata in fatto di Pinot Nero, è la terza area produttiva d'Europa, dopo Borgogna e Champagne; dai 3000 ettari coltivati ricava il 75% dell'intera produzione italiana.
All'interno della denominazione, la valle Scuropasso può essere considerata la zona climaticamente ideale.
La denominazione Oltrepò Pavese Docg riguarda lo Spumante Metodo Classico e fu istituita nel 2007, ma il vino Oltrepò Pavese Spumante Metodo Classico, era già previsto come tipologia della Doc Oltrepò Pavese istituita nel 1970.
Nelle Marche il Pinot Nero è coltivato soprattutto in provincia di Pesaro-Urbino.
Sono 20-25 i cloni coltivati in regione.
Fattoria Mancini può essere considerata pioniera in fatto di Pinot Nero nelle Marche; oggi però il vitigno è coltivato anche al di fuori del pesarese, ad esempio nel maceratese all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Cupi di Visso a circa 1000 metri sul livello del mare, troviamo il vigneto più alto delle Marche e tra i più alti d'Italia.
Il vitigno è base ampelografica in Colli Pesaresi Doc Focara e in Colli Pesaresi Doc Roncaglia (Focara e Roncaglia sono due sottozone); è inoltre autorizzato in Marche Igt.
Metodo Classico
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Docg "2005 Brut" 2020, Finigeto
2005 è l'anno di fondazione dell'azienda.
24 mesi sui lieviti, sboccatura gennaio 2023.
Fine perlage, persistente.
Agrumato e floreale d'acacia.
Vino d'entrèe.
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Rosè Docg "NorEma Extra Brut" 2020, Calatroni
NorEma sta per Nora ed Emma.
24 mesi sui lieviti, rosa tenue, floreale, burroso, ben bilanciato; pluripremiato dalle principali guide vini italiane.
Marche Igt Rosato Spumante Metodo Classico Extra Brut 2018, Coppacchioli Tattini
40 mesi sui lieviti, sboccatura novembre 2022.
Da uve Pinot Nero coltivate a 1000 metri sul livello del mare, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Rosa tenue, note floreali, geranio, frutti di bosco, ribes, fragoline.
Premiato con il simbolo dell'eccellenza dalla guida Le Marche nel Bicchiere 2023.
Spumante Metodo Classico Extra Brut Rosè "1759 Riserva 120 Mesi" 2011, Valturio
1759 è l'anno in cui fu costruita la storica cantina.
Versione magnum da 1,5 litri, sboccatura gennaio 2022.
Ampiezza, incisività, connotazioni fruttate e floreali, ribes e lampone, ciclamino.
10 anni sui lieviti, un'esperienza più unica che rara.
Valutazione sintetica
Più irruenza nei Metodo Classico marchigiani, più finezza in quelli d'Oltrepò Pavese.
Vini fermi
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Blanc de Noir" 2020, Roberto Lucarelli
Vinificato in bianco, appare di colore leggermente rosato.
1/3 fermenta in tonneaux, 2/3 in acciaio.
Freschezza, piccoli frutti rossi, carica acidica, note vinose; qualche nota vanigliata dà equilibrio.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Costa del Nero" 2021, Conte Vistarino
Rosso rubino scarico.
10 mesi d'affinamento, parte in acciaio, parte in barrique.
Piccoli frutti rossi, lampone, spezie, pepe, macchia mediterranea, resinato, varietale.
Colli Pesaresi Doc Focara Pinot Nero "Rive" 2020, Fattoria Mancini
Cru da vigneto vecchio di cinquant'anni denominato Rive a Fiorenzuola di Focara, all'interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo.
Affinato 12 mesi in barrique con batonnage, appare rosso rubino brillante, con lieve trasparenza sul bordo.
Carica acidica ed estratto secco procedono di pari passo; corposo, materico, frutto nero stramaturo, note vanigliate, trama tannica rugosa, persistenza retronasale e gustativa.
Vino da brasati, lunghe cotture.
Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese Doc "Giorgio Odero" 2018, Frecciarossa
12 mesi d'affinamento in botti da 25 ettolitri, 6 mesi in acciaio, 12 mesi in bottiglia.
Rubino pieno, con riflesso granato.
Complesso, variamente articolato su note balsamiche e frutto stramaturo, erbe aromatiche e tonalità boschive, tartufo, sottobosco, fungo, liquirizia; intenso e corposo, grande finezza.
Consigliato su lepre in salmì.
Marche Igt Pinot Nero "Arte Sìa", La Collina delle Fate
Degustato in anteprima, non ancora sul mercato.
24-30 mesi in barrique, 1 anno in bottiglia.
Rosso rubino carico, complesso, spessore materico, frutto maturo, confettura di frutti di bosco, note boschive e balsamiche, spezia dolce, cannella, cuoio.
Ruvido e acidico al palato, con doti d'allungo, trova bilanciamento nella vaniglia del legno piccolo.
Valutazione sintetica
Per quanto riguarda i vini fermi, mi pare di poter dire che valgano le stesse considerazioni fatte per i Metodo Classico: più finezza in Oltrepò Pavese, più irruenza nelle Marche.
A questo punto però, si potrebbe osare un ulteriore approfondimento.
Se tale sintetica valutazione può nei Metodo Classico trovare una ragione nella maggiore tradizione e specializzazione spumantistica d'Oltrepò, nei vini fermi potrebbe invece essere rivelatrice del tratto distintivo dei rispettivi territori, ovvero del cosiddetto terroir, l'uno ispirato ad un'eleganza sobria di stampo mitteleuropeo, l'altro animato da pulsioni calde, generose, mediterranee: stili differenti, generati da scuole e storie vitivinicole differenti.
You Tube short

venerdì 13 gennaio 2023

Champagne Jacquart Mosaique Brut

Ottenuto da uve 40% Chardonnay, 35% Pinot Noir, 25% Pinot Meunier, di cui dal 25% al ​​35% di vini di riserva.
Tipologia Brut: residuo zuccherino da 9 a 10 g/l.
Vinificazione: fermentazione alcolica in vasche a temperatura controllata, fermentazione malolattica.
Maturazione: almeno 3 anni sui lieviti in bottiglia.
Affinamento in bottiglia dopo il dosaggio: almeno 3 mesi dalla sboccatura.
12,5% vol.
Fascia di prezzo: € 38-40.
Nata nel 1964 dall’alleanza di tre unioni di viticoltori indipendenti, la Jacquart rappresenta oggi una delle più grandi superfici di approvvigionamento di tutta la Champagne, con parcelle vitate presenti in tutte le più celebri zone di raccolta della regione.
L’azienda si focalizza sullo Chardonnay per ottenere dei blend e fa dell’invecchiamento dei propri vini la chiave per uno stile unico e contemporaneo: fresco, pieno e ben definito.
Gli Champagne Jacquart sono adatti agli intenditori di questa eccellenza francese ma anche ad ogni momento di festa e occasione conviviale.
Con i suoi 1.800 soci viticoltori che coltivano 2.400 ettari di vigneti, con elevata presenza di Premier e Grand Cru, Jacquart rappresenta una delle realtà più estese della Champagne, distribuita in quattro zone: dalla Montagne de Reims alla Vallée de la Marne, dalla Côte des Blanc alla Côte des Bar.
In solo mezzo secolo la Maison è diventata un riferimento tra i brand del settore per lo stile contemporaneo, che gioca con la mineralità e, soprattutto, con la freschezza dello chardonnay, perché la Maison è molto giovane - non è un’azienda che ha sulle spalle il peso della storia - e questo le consente di sperimentare.
Per gli affinamenti Jacquart utilizza solo acciaio, per un gusto pulito, fresco e un’eleganza contemporanea, vinifica separatamente 150 vini e li affina separatamente; tutti svolgono la fermentazione malolattica.
Piacevolezza immediata, stile fresco, leggerezza, non troppa struttura, coerenza aromatica-gustativa: questo è l’obiettivo.
fonte:
34 Lundy Boulevard
51100 Reims, Francia
https://www.champagne-jacquart.com/en/
+33 3 26 07 88 40
contact@jad.fr

lunedì 24 giugno 2019

Seven Springs winery, Sudafrica wines

La seconda edizione di "InVinami a Bere" fiera mercato e degustazione vini, svoltasi sabato 8 giugno 2019 nel suggestivo scenario di Villa Riva Fiorita a Porto San Giorgio (Fm), ha visto la partecipazione di una trentina di aziende vinicole provenienti da tutta Italia, oltre 100 etichette da degustare, Masterclass condotte da Ais Marche, area gastronomica con eccellenze regionali.
L'evento ha quindi consentito di spaziare oltre confini marchigiani e nazionali, in piena sintonia con il principio che guida la mia attività di wine blogger, in base al quale degustare vino equivale ad esplorare territori.
Masterclass a cura di Ais Marche: Afriwines.
I Vini del Sud Africa Occidentale- Azienda Vinicola Seven Springs --> http://7springs.co.za/
Siamo nell'Overberg sulla costa meridionale del Sudafrica, all’estremità del continente, a est di Città del Capo.
Quattro vini di bella fattura, dotati di mineralità, meno evidente nel primo vino a causa del passaggio in legno, in ogni caso in grado di trasmettere le caratteristiche geomorfologiche e la vocazione vitivinicola del territorio.
Tappo Stelvin su tutta la gamma.
Disponibili in e-commerce tra 12 e 15 euro.
InVinami a Bere 2019
Porto San Giorgio
Chardonnay 2016
Annata siccitosa.
Maturato in botti vecchie da 300 litri per 11 mesi.
Giallo con riflessi verdolini.
Quadro grasso, forse appesantito dal passaggio in legno.
Lieviti, crosta di pane, pan brioches, vaniglia, frutto tropicale, gelsomino, erbette aromatiche, reviviscenze acidiche nel finale.
Zuppe di pesce, orata al forno, stoccafisso all'anconitana.
Chardonnay 2015 unoaked (senza legno)
Vinificato in acciaio, con sosta di circa 5 mesi sulle fecce fini.
Giallo paglierino verdolino.
Floreale, frutta bianca, mineralità, idrocarburo, polvere da sparo.
Quadro dinamico, sottile, fragrante di frutto e carica acidica, diversamente dal precedente.
Frittura di paranza, gallinella di mare all'acqua pazza, crudi di mare.
Syrah Rosè 2018
Criomacerazione prefermentativa e sosta sulle fecce fini.
Rosa antico.
Quadro improntato su toni vegetali e fruttati, anguria, foglia di pomodoro, pompelmo; fresco ed immediato.
Torna la nota sapida nel finale.
Antipasti di pesce, sushi, pasta all'ortolana, prosciutto e melone.
Pinot Noir 2014
Annata complicata dal punto di vista meteo, inverno freddo con inondazioni, estate umida e senza vento, formazione di muffe in vigneto.
Si è scelto di raccogliere le uve a più riprese, in modo da ritardare leggermente la vendemmia.
Maturato circa 10 mesi in botti usate, appare rosso granato con trasparenza.
Tratto varietale, piccoli frutti rossi, ribes, fragoline.
Quadro ampio e complesso con ritorni di sottobosco e sapidità a contrappuntare il frutto e ad implementare l'impronta matura.
Il legno stempera, ma non prevarica.
Prestazione oserei dire impeccabile, considerando le difficoltà dell'annata.
Selvaggina da piuma e da pelo.

venerdì 10 aprile 2015

Metodo Classico Pinot Nero rosè extra brut '10, Cantina Il Pollenza.

Cantina Il Pollenza con sede a Tolentino (Mc) nella regione Marche, nasce negli ultimi anni del secolo appena trascorso ad opera del Conte Aldo Brachetti Peretti imprenditore del settore petrolifero ed energetico.
Oggi dispone di 70 ettari di vigneto coltivato prevalentemente a uve internazionali come Merlot, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah, Sauvignon Blanc, ma anche a uve autoctone come Maceratino o Ribona, Trebbiano, Montepulciano, Sangiovese, per una produzione media annua di circa 200.000 bottiglie.
Fittezza per ettaro, basse rese, struttura organizzativa e rapporti di collaborazione con enologi professionisti di fama, hanno permesso all'azienda di ritagliarsi un posto di primo piano nel panorama vitivinicolo italiano.
Otto sono le etichette attualmente in produzione, da cui abbiamo tratto questo Metodo Classico Rosè Extra Brut vendemmia 2010 sboccatura marzo 2013, che ci ha favorevolmente impressionato.
Ottenuto da uva Pinot Nero, maturato 36 mesi sui lieviti e affinato 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosa tenue.
Cromaticità, fine perlage ed un'effervescenza setosa,  fissano i caratteri di finezza che contraddistinguono tutto il quadro.
Bouquet di profumi intrigante, giocato sui temi del frutto maturo, della crosta di pane e dei lieviti.
In bocca coniuga struttura ed eleganza: accarezza il palato con sensazioni di frutta secca, buccia d'agrume, mineralità.
Giunto alla sua seconda edizione e prodotto in 13.500 esemplari.
Metodo Classico Rosè extra brut 2010
alcool 12,5% - circa € 32.
Azienda Agricola Il Pollenza srl
via Casone 4
62029 Tolentino (Mc)
tel: +39 0733 961989
fax: +39 0733 973889
email: lacantina@ilpollenza.it
web: www.ilpollenza.it
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lunedì 23 dicembre 2013

Pinot Noir il Girone '04 di Boccadigabbia.

Vino ottenuto da uva Pinot Nero, vitigno poco diffuso nella regione Marche: trova areali vocati, solo in zone molto circoscritte delle provincie di Pesaro, Fermo, Macerata.
In questo caso specifico, le uve provengono da un piccolo podere di appena 0,8 ettari (ivi si ergeva l'antica fortezza detta del "Girone", da cui il nome del vino), situato in zona collinare alle pendici di Civitanova Marche Alta (Mc), a pochi chilometri di distanza da Civitanova Marche (Mc), località dove ha sede legale l'Azienda Vinicola Boccadigabbia.
Il Girone '04 è oggettivamente una grande annata, che relega per forza di cose al rango di "minori" altre annate, come ad esempio la '05
presentata lo scorso aprile in occasione di Vinitaly 2013, contraddistinta quest'ultima da sensazioni fin troppo verdi e acerbe, destinate secondo il mio punto di vista, a non soccombere completamente nel match contro il fattore tempo.
Il Girone '04 si presenta di un bel colore rosso granato scuro, abbastanza compatto, con appena un accenno di trasparenza sul bordo.
Al naso sfodera di primo acchito un bouquet intenso, verticale, oserei dire inebriante.
Bouquet che l'ossigenazione prolungata, parzialmente stempera, rendendolo giustamente complesso, armonico, stabile.
Fase caratterizzata dai toni del frutto nero in confettura, da sfumature catramose e tartufate, dai toni più evidenti del terroso, della noce moscata, del cuoio.
In bocca tali sensazioni trovano piena conferma.
La finezza della fase olfattiva, ora si arricchisce di sensazioni anche tattili, sui toni animali del cuoio, del frutto in confettura, della carica glicerica, della mineralità quasi salina.
Eccellente.
Marche igt Pinot Noir '04 il Girone
alcool 14,5 % - circa € 22 (disponibile on line su: guida-vino.com)
Azienda Agricola Boccadigabbia
contrada Castelletta 56, Fontespina 62012 Civitanova Marche (MC).
web: www.boccadigabbia.com
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giovedì 3 gennaio 2013

Champagne Dom Perignon Vintage '99

Per esorcizzare la crisi e proiettarsi con rinnovato vigore nel nuovo anno, nulla di meglio di questo Vintage '99 in magnifico stato evolutivo, dotato di quadro organolettico ben articolato e vivo.
Ottenuto dall'assemblaggio di Pinot Nero e Chardonnay, si presenta luminoso, di color giallo paglierino tendente al dorato e fine perlage.
Un bouquet di profumi complesso e maturo, giocato su note di tabacco, buccia d'agrume, frutto esotico, erbette aromatiche, fiori di campo.
Parimenti intenso, spinge in verticalità e convince.
Perfetta la continuità gustolfattiva.
Al palato la carica espressiva viene ulteriormente enfatizzata da una mineralità incisiva, quasi salmastra.
In questa fase sfumature fumèe, note fruttate mature, tostatura e speziatura, arricchiscono di sostanza un'impalcatura già solida, che trova però nell'efferverscenza carbonica un giusto contrappunto di freschezza.
Difficile resistere all'enfasi descrittiva, di fronte a questo Champagne prestigioso che coniuga, a mio parere in modo mirabile, complessità e finezza.
Secondo la rivista Wine Spectator, quest'annata esprime il massimo tra il 2008 e il 2020.
Champagne Dom Perignon Vintage 1999 Brut
alcool 12,5% - circa € 140.
web: www.domperignon.com/it/
Maison Moet & Chandon - Epernay (France).

martedì 20 aprile 2010

Pinot Nero '03 Colle Monteverde, Tenute Rio Maggio.

Pinot Nero dalla regione Marche.
Si presenta alla vista di color rosso scarlatto scarico, limpido, trasparente.
Le successive fasi contrastano con quella visiva e trasmettono meglio la consistenza di questo vino di notevole struttura.
Al naso il bouquet è intrigante con note erbacee di peperone e balsamiche, piccoli frutti rossi stramaturi, prugna macerata, avvolgenza alcolica.
Al palato si apre senza freni inibitori.
Ampio e austero allo stesso tempo.
Le note già rilevate all'analisi olfattiva, trovano piena conferma.
Il frutto tende a virare su sensazioni più mature e complesse: cuoio, cacao, spezie dolci.
In chiusura spiragli di freschezze danno il sostegno a tutta l'impalcatura.

Vinificato in acciaio, maturato per 16 mesi in barrique e successivi 12 mesi in bottiglia.
Le difficoltà che il Pinot Nero oggettivamente si porta dietro, per ciò che concerne coltivazione e vinificazione, sono state di fatto superate per la cura quasi maniacale che l'azienda ormai da molti anni dedica al vitigno.
Le esperienze fatte negli anni scorsi, hanno fornito dati importanti sui pregi e difetti di quest'uva non facile e sulla sua capacità d'adattarsi più o meno bene a contesti pedoclimatici diversi.
In particolare quest'annata, mi pare d'eccellenza assoluta.

Marche igt Pinot Nero '03 Colle Monteverde
alcool 13,5 % - circa € 20.
Tenute Rio Maggio, contrada Vallone 41, Montegranaro (FM)
http://www.riomaggio.it/

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