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martedì 2 giugno 2026

Birra bionda Monovasia, Agri Birrificio Jester

Birra bionda Monovasia, birrificio agricolo Jester.
Stile IGA (italian grape ale).
Prodotta da azienda agricola biologica Porziuncola di Morlacca Erri, Agri Birrificio Jester con sede in 63848 Petritoli (Fm), distribuita e cooprodotta da Vigneti Santa Liberata con sede e punto vendita in Via Nazionale 194 a Lido di Fermo, 63900 Fermo (Fm).
Info e tasting.
Birra bionda di alta fermentazione, brassata con malto aziendale, arricchita di luppolo, lieviti e mosto di uva Malvasia, secondo lo stile IGA che unisce due antiche tradizioni contadine, la vinicola e la brassicola.
Aspetto: colore giallo dorato con una delicata velatura.
Bouquet e sapori: sentori di malto e del mosto d’uva che la caratterizza, con profili di fiori bianchi, frutta a pasta gialla e tropicale, poco luppolata quindi con tratto amarotico basso, carbonazione medio alta per conferire leggera effervescenza e piacevole freschezza finale.
Abbinamenti: primi piatti, tagliere di formaggi, fritti, pesce, pizza.
Ingredienti: acqua, malto d’orzo, mosto d’uva vitigno malvasia, luppolo, lievito.
Temperatura: 5-7 °C.
IBU (acronimo di International Bitterness Unit, la scala internazionale impiegata per misurare l’amaro di una birra) 17 (media IGA tra 10 e 30).
Stile: Iga (italian grape ale), riconosciuto ufficialmente in Beer Judge Certification Program (BJCP) nel 2015. 
ABV: 5%
Bottiglia: 33 cl. e 75 cl.
La birra stile IGA (Italian Grape Ale) è uno stile birrario italiano unico, che fonde birra e vino grazie all'aggiunta di mosto d'uva, in questo caso mosto d'uva Malvasia di Vigneti Santa Liberata.
You Tube short:

giovedì 13 ottobre 2022

Marche Igt Malvasia '21 Dugnet, Vigneti Santa Liberata

In attesa dell'annata 2022 per la quale si nutrono aspettative da top wine, in considerazione dei parametri di vendemmia e dei 21 gradi Babo rilevati sui mosti, occupiamoci di quest'annata 2021 dignitosissima e rappresentativa dei canoni varietali.
Vinificato in acciaio in modo tradizionale, con macerazione a freddo di poche ore del mosto fiore, al fine di arricchire di profumi e di sapori, appare giallo paglia su sfondo dorato, piuttosto carico.
Impronta varietale netta, ben definite pesca nettarina e albicocca matura; infiorescenze selvatiche, sambuco, anice stellato, alimentano l'intensità aromatica e la freschezza.
Veste leggiadra su note suadenti di frutto giallo, altresì impudica, sensuale, ammicca al selvatico e svela, dalle trasparenze, i segreti e le forme.
Adatto come vino d'entrèe, su cucina di mare, antipasti, insalate di mare, frittura, vongole in guazzetto.
Valutazione @avvinatore 89/100
Marche Igt Malvasia '21 Dugnet
12,5% vol.
Ottenuto da uve Malvasia di Candia, una delle tre varietà consentite in regione Marche insieme a Malvasia Bianca e Malvasia Bianca Lunga.
Tale varietà è classificata con dotazione aromatica intermedia tra "sapore semplice" e "sapore semiaromatico".
Oggi in Italia, che è primo produttore di Malvasia in Europa e nel mondo, le varietà iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Viti sono una ventina, tant'è che sarebbe più appropriato parlare di Malvasie; sono originate da biotipi differenti, ce ne sono a bacca bianca, a bacca nera, a bacca rosa, a sapore semplice, semiaromatico, aromatico a sapore di moscato, in relazione alla maggiore o minore intensità dei caratteri organolettici.
Le diverse varietà possiamo trovarle in ogni angolo d'Italia, dal sud al nord, con caratteristiche in comune oppure con caratteristiche contrapposte.
L'estrema diversificazione di varietà all'interno di un unico termine identificativo è dovuta quindi ad un doppio ordine di fattori, da un lato la mutazione genetica legata all'adattamento del vitigno ai vari contesti ambientali, dall'altro la ricerca di una semplificazione lessicale avvenuta in passato, volta ad includere uve differenti sotto lo stesso "ombrello" di successo per facilitarne il commercio.
Approfondimento:
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it

martedì 12 aprile 2022

Marche Rosso Igt '20 Daidalos, Vigneti Santa Liberata

Siamo nell'ambito dei vini quotidiani, destinati al consumo di massa, alla portata di tutte le tasche e di tutti i palati, fascia di prezzo intorno a euro 10.
Ottenuto da uve merlot, petit verdot, sangiovese, vinificato in acciaio in modo tradizionale, si veste di rosso rubino, tendente al granato.
Frutto rosso ed essenze floreali, interludio pirazinico di tipo erbaceo, ribes e geranio, confezionano un quadro sottile, ben calibrato, ove nulla appare di troppo.
Parimenti in bocca l'impatto è tutt'altro che prepotente o a lunga gittata, edulcorato da prugna e lampone, rinfrescato dalla dotazione acidica, appena amaricante su note di rabarbaro con molta probabilità conferite dal petit verdot.
Tenuto conto dell'articolato blend e degli obiettivi non certo ambiziosi, mi pare di poter asseverare la pulizia gustolfattiva, i dosaggi calibrati, il buon lavoro dell'enologo o enologa.
In abbinamento su maccheroncini di Campofilone con ragù di carne, zuppa di lenticchie, salsicce e finocchiona.
Valutazione @avvinatore 86/100
Marche Rosso Igt '20 Daidalos
13% vol.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it

martedì 29 marzo 2022

Rosso Piceno Doc '15 Vigna Cacià, Vigneti Santa Liberata

Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Abbiamo estratto uno dei vini di punta, reperibile sul mercato tra € 16 e € 18, ottenuto da selezione di uve, prodotto in numeri limitati e solo nelle annate favorevoli, come ad esempio non fu la 2014.
Ottenuto da uve sangiovese e montepulciano in percentuali pressochè paritarie, con piccolo saldo cabernet sauvignon e canaiolo mi pare di capire finalizzato a contenere l'esuberanza dell'autoctono e a dare finezza, matura a lungo in tonneaux (ufficialmente 18 mesi, anche se mi pare di poter dire che tale periodo sia approssimato per difetto).
Appare alla vista rosso rubino compatto, profondo, impenetrabile, con riflesso porpora.
Sprigiona profumi intensi, avvolgenti, speziati, frutto nero stramaturo, amarena e lampone, confettura, radice di china, liquirizia, accenni erbacei, finocchio selvatico.
Quadro complesso e materico.
Anche al palato l'impalcatura è solida, la ricchezza polifenolica eleva i parametri, il frutto è succoso, concessi a piene mani ciliegia e lampone, accennati il caffè espresso e la vaniglia; la carica acidica rinfrescante argina derive marmellatose, il tannino asciuga un finale che tende ad indurirsi.
Prestazione in ogni caso di tutto rispetto per struttura e cifra stilistica.
In abbinamento su selvaggina da piuma e da pelo, arrosti, carni alla brace.
Valutazione @avvinatore 90/100
Rosso Piceno Doc '15 Vigna Cacià
14% vol.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it

martedì 20 marzo 2018

Ristorante Emilio, Casabianca di Fermo

Ristorante stellato Michelin fino a qualche anno fa, oggi pur mantenendo la stessa gestione, ha deciso di virare verso una cucina più fruibile e territoriale.
Cucina di mare nel cuore del medio Adriatico.
L'impronta: connubio tra costa ed entroterra, ricerca estetica e qualità della materia prima, prodotto ittico e dell'orto, laddove il primo non prevarica, pur rimanendo protagonista.
La descrizione a seguire si riferisce al periodo stellato, ma rimane emblematica di uno stile di cucina accurato anche nei dettagli.
Un'entreè di polpetta di branzino ed ostrica, entrambi fritti, è il preludio ad antipasti semplici e creativi, che contraddistinguono il menù: filetti di sogliola al vapore ripieni di fagiolini su vellutata di patate, rivisitazione di insalata di mare, scampetti al vapore in salsa di rape rosse speziata.
Impronta creativa anche per ciò che concerne i primi piatti, ad esempio: raviolini ripieni di spigola con salsa di finocchi e vongole oppure rigatoni allo zafferano con ragù di panocchie e crostacei o ancora, trofie con calamaretti e scampetti in crema di cavolfiore.
Allo stesso modo ardua la scelta dei secondi piatti, laddove l'impostazione appare più classicheggiante, connessa con gusti e tradizioni locali.
Ci hanno soddisfatto in particolar modo: scampi sgusciati cotti al forno con pomodorini al profumo di agrumi, guazzetto di pesce sfilettato con pomodoro fresco e aromi vari.
Per chiudere, dolci della casa presentati al momento, tra cui uno sfizioso tortino di cioccolato e menta.
Piccola pasticceria finale.
Cantina di livello, con dotazione di bollicine e predilezione, mi pare di capire, per i vini bianchi del nord-est, tant'è che la nostra scelta è caduta su: Friulano Vie di Romans di Gianfranco Gallo e Pinot Grigio Rive Alte dello stesso produttore.
Fascia di prezzo: € 55-85.
L'avventura gastronomica del Ristorante Emilio inizia nel 1965.
Nei primi anni 2000, con il ricambio generazionale, avviene il salto di qualità.
Nel 2003 arriva la Stella Michelin, ribadita negli anni successivi, mentre nel 2005 arriva l'ingresso nella prestigiosa associazione JRE (jeunes restaurateurs d'Europe).
Ristorante Emilio dei F.lli Bei snc
Via A. Girardi, 1 - Casabianca di Fermo, 63900 Fermo - Marche - Italy
Tel: +39 0734 640365
Mail: info@ristoranteemilio.it - ristoranteemilio@virgilio.it
Web: https://ristoranteemilio.it/
Chef Danilo Bei sarà protagonista nel corso della 52^ edizione di Vinitaly, lunedì 16 aprile 2018:
http://www.vinitaly.com/it/eventi2018/calendario/selfservice-dautore---galleria-dei-signori/11-aprile/

venerdì 20 maggio 2016

Rosso Piceno Vigna Cacià '10, Vini Santa Liberata

Vigneti Santa Liberata è un'azienda storica della regione Marche, con radici che affondano negli anni '30, nata dall'iniziativa della famiglia Savini.
Ha sede a Lido di Fermo (Fm) e dispone di 90 ettari di vigneto dislocati nei comuni di Carassai (AP), Petritoli (Fm) e Sant’Elpidio a Mare (Fm), per una produzione media annua di circa 150.000 bottiglie.
E' certificata biologica e propone favorevole rapporto qualità-prezzo su tutta la gamma prodotti.
Il ricambio generazionale sta coinvolgendo la quarta generazione nella gestione di tutte le fasi, dalla produzione alla commercializzazione; questa iniezione di linfa nuova ha già prodotto buoni frutti, riqualificando l’offerta, soprattutto per ciò che concerne i vini bianchi da uva Pecorino e da uva Passerina, arrivati nelle ultime edizioni a livelli eccellenti.
Per quanto riguarda i vini rossi, il tragitto da percorrere per elevare gli standard probabilmente sarà più accidentato e tortuoso, ma le motivazioni e le doti professionali paiono esserci.
Ma veniamo alla degustazione di questo vino che a mio parere può essere adottato come riferimento per provare nelle successive edizioni, ad elevarne parametri ed impronta stilistica, senza tuttavia pregiudicare la tipicità.
Abbiamo avuto l’opportunità di testarlo durante le degustazioni libere di sabato 14 e domenica 15 maggio previste nella 2^ edizione di Artevinando, una manifestazione costituita da cinque eventi eno-artistici diluiti tra i mesi di aprile e luglio, organizzata nel centro storico di Sant'Elpidio a Mare (Fm) dall'Associazione Culturale Di Arte in Vino.
Produzione limitata di appena un migliaio di bottiglie per questo Rosso Piceno ottenuto da uve Montepulciano, Sangiovese con saldo di Cabernet Sauvignon e Canaiolo, provenienti dai vigneti di Petritoli di recente impianto, fermentato in acciaio, affinato 18 mesi in tonneaux di 350 litri più ulteriore affinamento in bottiglia.
Si presenta alla vista di color rosso rubino abbastanza concentrato.
Ventaglio di profumi moderatamente intenso, indirizzato su toni maturi, con evidenze di confettura di ciliegia, corteccia, accenni erbacei.
In bocca pur ricalcando la stessa falsariga, sembra invece sbilanciarsi su toni più freschi.
Quadro dinamico, caratterizzato da spessore tannico, note polpose di frutti rossi, sottofondo speziato e accenni floreali di geranio, dotato di margini evolutivi.
Assume un profilo stabile e convincente dopo adeguata ossigenazione.
Versatile in abbinamento, può accostarsi su pietanze a tendenza grassa o succulenta, anatra al forno, filetto di maiale in padella con salsa al vino rosso.
Vigneti Santa Liberata
Artevinando 2016
Rosso Piceno Doc '10 Vigna Cacià – alcool 14% - circa € 12
Vigneti Santa Liberata
http://www.vinisantaliberata.it/
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domenica 30 agosto 2015

Maccheroni, cozze, pomodoro, rucola e pecorino.

Food and sailing al Circolo surf e vela Fermo.
Nel corso della cena conviviale di sabato 29/08/2015 Maurizio, velista romano e cuoco per passione, propone ai soci del Club la seguente ricetta:
"Tonnarelli con cozze, pomodoro pachino, rucola e formaggio pecorino romano".
Ingredienti per 40 persone:
4,5 kg. tonnarelli (maccheroni alla chitarra all'uovo secchi)
10-12 kg. cozze
1 litro olio extra vergine oliva
10 spicchi d'aglio rosso
1 peperoncino
2 kg. pomodoro pachino
1 bicchiere vino bianco secco
4 cucchiai concentrato di pomodoro
300 grammi rucola
400 grammi pecorino romano
sale q.b.
Procedimento:
Nella pentola per il sugo, fare imbiondire aglio tritato e peperoncino, in olio extra vergine oliva.
Aggiungere pomodoro pachino tagliato a metà, facendo asciugare l'acqua del pomodoro.
Aggiungere vino bianco secco e fare evaporare.
Aggiungere concentrato di pomodoro, cozze precedentemente cotte al vapore e sgusciate.
Fare in modo che il sugo sia abbastanza ristretto.
Nella pentola per la pasta, fare cuocere maccheroni alla chitarra all'uovo secchi (tonnarelli) in acqua salata, per una decina di minuti.
Rovesciare i tonnarelli al dente nella pentola del sugo e spadellare.
Servire nel piatto con rucola fresca e spolverata di formaggio pecorino romano.

domenica 20 gennaio 2013

Il Grillo chalet ristorante a Lido di Fermo

La recente visita a questo ristorante chalet sul lungomare di Lido di Fermo (FM), è pretesto per focalizzare l'attenzione sulle difficoltà contingenti del settore ristorazione ed analizzarne sommariamente flussi ed andamenti.
Per chi svolga attività di ristorazione, quello attuale non è certamente il periodo più favorevole.
Di fatto la congiuntura economica ha destabilizzato l’intero settore, ingigantendone le problematiche e modificando in modo sostanziale i rapporti tra domanda ed offerta.

La situazione è tale, che autorevoli esponenti della ristorazione italiana di vertice, peraltro attivi protagonisti anche nell’ambito della comunicazione televisiva di massa, avendo colto questo stato di cose mutato e in via di ulteriore assestamento, arrivano oggi a proporre, come soluzione al problema del riaggiustamento del rapporto tra domanda ed offerta, la riscoperta della cucina di tradizione, anni ’50.
Una sorta di ritorno al passato, che per non apparire velleitario, debba però tener conto dell’evoluzione delle tecniche e dei gusti e sia allo stesso tempo in grado di valorizzare la sostanza delle cose, la territorialità, la stagionalità, la qualità di produttori e prodotti tipici; recuperando per quanto possibile, gusti e sapori autentici.

Lo spazio concesso mediaticamente a queste esternazioni di illustri addetti ai lavori, mi lascia pensare che da un lato sia in corso la presa d’atto dello stato di crisi e dall’altro si provi a rimediare, ponendosi nella prospettiva del ridimensionamento.
L’obiettivo di fondo di tale operazione, a me pare che sia in sostanza, quello di sottoporre a revisione almeno parziale, l’idea di una ristorazione di qualità, legata prevalentemente all’immagine, enfatica ed inevitabilmente elitaria.
Arrivare cioè a una rivisitazione dei canoni di misura della qualità, che dia più valore alla proposta accessibile.

Fatta questa dovuta premessa, volta a cogliere la fase interlocutoria in cui si dibatte il comparto ristorazione, ritengo di sottolineare che all’interno di tale comparto, esiste già chi opera da tempo su questa falsariga della cucina di tradizione e che ha anche trovato soluzioni abbastanza valide per ottimizzare il lavoro; contemperando l’esigenza d’impresa con la salvaguardia della qualità dell’offerta. Chi cioè garantisce posti di lavoro e un livello qualitativo accettabile, non appiattendosi su proposte anonime o di bassa lega; eventualmente pagando qualche scotto, per ciò che riguarda la cura ottimale di alcune delle componenti dell’offerta complessiva.

Uno di questi casi è appunto lo Chalet Ristorante Il Grillo di Lido di Fermo, che propone cucina di mare nel solco della più pura tradizione; molto semplice, per nulla ricercata, a prezzi non proibitivi.
Lo scotto pagato in questo caso, riguarda due componenti: lista vini risicata e deficit di confort ambientale nelle serate di maggiore affollamento.
carbonara di pesce spada
Il Menù
Antipasti:
2 - insalata calamari e gamberi condita con olio extravergine e aceto di lampone
3 - composizione tiepida al vapore di molluschi, crostacei, frutti di mare dell’Adriatico
insalata calamari e gamberi
Primo piatto:
5 – carbonara di pesce spada
Secondi piatti:
5 – medaglione di pesce spada ai ferri
2 – frittura di paranza
medaglione di pesce spada ai ferri
Vini:
1 - Friuli Grave Sauvignon blanc ’11 di Villa Chiopris (proprietà dell’azienda Livon) di S. Giovanni al Natisone (UD).
2 - Verdicchio di Matelica Cambrugiano riserva ’09 dell’azienda Belisario di Matelica (MC).

Totale conto finale per cinque persone € 210.

Il Grillo Chalet Ristorante – via Lungomare Fermano – Lido di Fermo (FM) – tel: 0734.640472
http://www.ristoranteilgrillo.it/


frittura di paranza