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giovedì 15 settembre 2022

Carmignano Docg '18 Poggilarca, Tenuta di Artimino

Siamo all'interno di una piccola Denominazione della regione Toscana, la zona di produzione della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” è infatti circoscritta al territorio amministrativo di due soli comuni, Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato; potremmo affermare che i vini qui prodotti siano fra i rossi toscani meno conosciuti e che nel panorama delle Denominazioni toscane, Carmignano sia in parte ancora da scoprire.
La Denominazione fu istituita a Doc nel 1975, approvata come Docg nel 1990.
Il vino a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita “Carmignano” non può essere immesso al consumo prima del l° giugno del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve.
Questo vino possiamo collocarlo in fascia di prezzo 16-18 euro.
Carmignano Docg '18 Poggilarca
14% vol.
Ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, maturato per metà in rovere grande e per metà in barriques di secondo passaggio, affinato almeno 6 mesi in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso rubino carico, impenetrabile, con riflesso granato.
Fine e complesso al naso, avviluppato attorno a un reticolo di marcatori, speziati, fruttati, boschivi, erbacei e quant'altro, in calibrato dosaggio: mirtilli in confettura, timo e liquirizia, cipria e vaniglia, speziatura leggera, noce moscata.
La cifra stilistica è la mission, difatti anche al palato ha grande souplesse, consistenza e persistenza; tannini nobili e sapidità corroborano la struttura, accenni fruttati, freschezza, mora e mirtillo accendono il gusto, le pirazine ovattano gli eccessi.
Quadro ricco e dinamico, oserei dire raffinato, pur essendo ancora nella fase ascendente dell'arco evolutivo.
Vino da brasati e lunghe cotture, stracotto toscano.
Valutazione @avvinatore: 92/100
Tenuta di Artimino, di proprietà della famiglia Olmo dagli anni '80, vede oggi la terza generazione al timone, dispone di circa 70 ettari di vigne tutte intorno a Villa Medicea La Ferdinanda (patrimonio Unesco), che è cuore pulsante dell'attività, sia in fatto di vino che in fatto di resort.
Villa Medicea La Ferdinanda, detta anche la Villa dei Cento Camini
Il 2022 resterà negli annali della Tenuta di Artimino come un anno di grandi cambiamenti.
Infatti, dopo aver riorganizzato tutta la parte accoglienza ed eventi con l’ingresso di Melià come partner (la Meliá Hotels International è una catena di alberghi spagnola fondata nel 1956 da Gabriel Escarrer Juliá; oggi la compagnia è il principale operatore mondiale di resort), dalla vendemmia di quest’anno la parte agronomica ed enologica dell’azienda sono condotte da Riccardo Cotarella che, assieme a Pier Paolo Chiasso, ha accettato con grande piacere la sfida di occuparsi per la prima volta di un’azienda nella zona del Carmignano.
Assieme a Cotarella, Annabella Pascale e la famiglia Olmo hanno voluto anche la consulenza speciale di un uomo di lunga esperienza quale è Vincenzo Ercolino.
Annabella Pascale, che ha dato il via ad un percorso di crescita dell’azienda sul piano viticolo ed enologico, con il suo ingresso come AD assieme al cugino Francesco Spotorno Olmo nel 2012, afferma oggi: “Il desiderio della famiglia Olmo, dal 1980 proprietari della tenuta, è quello di continuare a crescere in qualità e immagine” – poi prosegue: “In questi primi 10 anni del nuovo corso l’azienda è cresciuta tantissimo in primis nella conduzione dei vigneti più attenta e tesa alla qualità, e poi anche in cantina con la realizzazione di Carmignano molto rispondenti al territorio e di alto livello qualitativo. Adesso è il tempo di perseguire nuovi traguardi anche attraverso investimenti importanti sia sul piano enologico sia su quello viticolo perché la mia famiglia sente l’obbligo di crescere ancora e portare la Tenuta di Artimino al ruolo che merita in questa zona fin dal tempo di Ferdinando De’ Medici”.
Fu lui che vi fece costruire nel 1596 la Villa Medicea La Ferdinanda, che oggi è Patrimonio Unesco, dove non è difficile immaginare Cosimo III mentre scrive il “Bando sopra la dichiarazione dei confini delle quattro regioni: Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra” del 1716.
Così come ci è facile pensare a Caterina De’ Medici che, divenuta regina di Francia, scopre il Cabernet e lo porta a Carmignano dove ancora oggi viene chiamato “uva francesca” e dove ne è d’obbligo da Disciplinare l’uso dal 10% al 20% nell’uvaggio.
Obiettivo è un ulteriore percorso di valorizzazione che, nell’idea di Annabella Pascale e della sua famiglia “vuol far crescere con Artimino anche tutta l’area del Carmignano, piccola ma di grande qualità” (la percentuale di premi e riconoscimenti per i produttori della zona è di sicuro tra le più alte d’Italia a dimostrazione del potenziale di questo terroir).
La nuova squadra della Tenuta di Artimino ha già predisposto un nuovo progetto strategico con nuovi protocolli di lavorazione delle uve e, forse, anche nuovi vini, nonché un importante lavoro di valorizzazione della grande superfice boschiva e di oliveti di cui l’azienda dispone.
Annabella, che crede molto nella forza del territorio ed è da molto tempo impegnata anche all’interno del Consorzio, si augura che sempre più i produttori della zona si uniscano nel lavoro di valorizzazione e promozione di questa piccola Docg che ha tanto da dire a tutto il mondo enologico.
Tenuta di Artimino a Carmignano
You Tube channel:
Via La Nave 11
59015 Carmignano (PO)
wine@artimino.com
+(39) 055 875141
(+39) 393 8588573
https://www.artiminowines.com/
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sabato 10 settembre 2022

Barco Reale di Carmignano Doc '20 Ser Biagio, Tenuta di Artimino

Il vino Doc Barco Reale di Carmignano deve il suo nome alla riserva di caccia Medicea risalente al XVI secolo ("barco" significa "parco") e possiamo affermare che sia una sorta di fratello minore del Carmignano Docg.
La denominazione di origine controllata, istituita nel 1975, è una denominazione di ricaduta per la Carmignano Docg; prevede norme meno restrittive rispetto alla Docg per ciò che concerne ad esempio le rese per ettaro, inoltre, a differenza della Docg, non ha un periodo d'invecchiamento obbligatorio, tuttavia il vino a denominazione di origine controllata “Barco Reale di Carmignano” può essere ottenuto dalle uve del “Carmignano” a denominazione di origine controllata e garantita per scelta vendemmiale e per scelta successiva durante il periodo d'invecchiamento obbligatorio del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Carmignano”.
Questo vino di seguito testato, è collocabile in fascia di prezzo 12-15 euro.
Ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, vinificato in acciaio, con elevàge sulle fecce fini successivo alla svinatura di circa 4 mesi e ulteriore affinamento in bottiglia di 3 mesi, si presenta di un bel rosso rubino carico.
Quadro olfattivo invaso da sentori mentolati e boschivi, muschio e corteccia, speziatura, pepe e chiodo di garofano, rosa e viola insinuate nel sottofondo con mora e mirtillo.
In bocca è avvolgente di calore alcolico e morbido, esprime compiutamente il tratto gentile del Sangiovese di questa porzione di territorio; troviamo finezza, tracce floreali e fruttate, lampone fresco e in confettura, tannini addomesticati, un finale con gittata a medio raggio e lievemente amarotico.
Vino da abbinare su pietanze saporite, non troppo elaborate, scaloppine ai funghi porcini o champignon, arista di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 90/100
Barco Reale di Carmignano Doc '20 Ser Biagio
13,5% vol.
Siamo in Toscana, all'interno di una piccola Denominazione la cui zona di produzione comprende il territorio collinare di due soli comuni, Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato; i vini sono fra i rossi toscani meno conosciuti, tant'è che potremmo affermare che nel panorama delle Denominazioni toscane il Carmignano sia un vino in parte ancora da scoprire.
Eppure questa Denominazione ha una storia antichissima, risalente agli Etruschi, che nel XVI secolo va persino ad intrecciarsi con le vicende della famiglia De' Medici.
Fu proprio ad Artimino, frazione del comune di Carmignano, che Ferdinando I De’ Medici nel 1596 decise di costruire la sua dimora di caccia, oggi Villa Medicea La Ferdinanda patrimonio Unesco, conosciuta anche come Villa dei Cento Camini; inoltre la storia del Cabernet di quest'area, previsto nel disciplinare di produzione della Denominazione, viene attribuita a Caterina De’ Medici, la quale in veste di regina di Francia, decise di portare questo vitigno da lei molto apprezzato, nella zona di Carmignano nel XVI secolo e ancora oggi il Cabernet viene in zona chiamato “uva francesca”.
La storia ebbe la svolta decisiva negli anni '80 del secolo scorso, allorquando Tenuta di Artimino fu acquistata da Giuseppe Olmo, campione di ciclismo, recordman dell'Ora nel 1935, fondatore nel dopoguerra di uno stabilimento per la produzione di biciclette, ben conosciute da tutti gli appassionati, e di altri per la produzione di pneumatici e tubolari.
Da qualche anno alla guida dell’azienda ci sono Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, terza generazione della famiglia.
Tenuta di Artimino a Carmignano
You Tube channel:
Via La Nave 11
59015 Carmignano (PO)
wine@artimino.com
+(39) 055 875141
(+39) 393 8588573
https://www.artiminowines.com/
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