venerdì 27 gennaio 2023

Rosso Piceno Superiore Doc '19 Paià, Cameli Irene winery

Siamo nell'ambito dei vini con favorevole rapporto qualità-prezzo, tra 11 e 15 euro sullo scaffale.
La piccola azienda di Castorano (AP) fondata alla fine degli anni '90, ricava prodotti autentici, sempre intriganti, dai 3 ettari di vigneto coltivati ad autoctono, con certificazione biologica.
Rosso Piceno Superiore Doc '19 Paià
13,5% vol.
Ne è conferma questo classico blend di Montepulciano e Sangiovese, di color rosso rubino carico, impenetrabile, affinato in botte grande e tonneau.
Amarene e mirtilli, muschio e alloro, cuoio e noce moscata, percepiamo in dosaggio ben calibrato.
In bocca il frutto è fragrante su note di lampone e tamarindo, ma sono carica acido-sapida, tonalità amarotiche, cacao e liquirizia, ad innescare dinamiche sensoriali e riattivare papille distratte o dormienti, finanche in retrogusto.
Vino corposo, sebbene di struttura non imponente, ricco di frutto maturo, abbinabile su piatti succulenti o grassi, gnocchi di patate al ragù di carne e parmigiano, lasagne al forno, pollo in potacchio.
Valutazione @avvinatore 90/100
Contrada Gaico, 19
63081 Castorano (AP)
Tel: 073687435
Fax: 073687435
e-mail: info@vinorossomarche.it
web: https://www.vinorossomarche.it/
Vino stagionalità
You Tube channel:

martedì 24 gennaio 2023

Offida Pecorino Docg '20 Gaico, Cameli Irene winery

Siamo nell'ambito dei vini con favorevole rapporto qualità/prezzo, tra 11 e 13 euro sullo scaffale.
Ottenuto da uve pecorino, vinificato in acciaio in modo tradizionale senza particolari accorgimenti, si presenta di color giallo paglierino brillante, con riflesso oro.
Profilo gustolfattivo che tende al ruvido e all'amarotico, vira su agrumi e pompelmo, arbusti lacustri e sambuco, prugna gialla in piccole dosi, tratto minerale di pietra bagnata.
La dotazione citrino-sapida, che è parte integrante del patrimonio genetico, impatta decisa al palato e s'allunga in retrogusto.
Probabilmente non sta a livello dell'annata successiva, ciononostante ha solida struttura, è impregnato di territorio e ruralità, traduce il bagaglio varietale, senza compromessi.
In abbinamento su pietanze a tendenza grassa o succulenta, zuppe di pesce, rana pescatrice in potacchio.
Valutazione @avvinatore 86/100
Offida Pecorino Docg '20 Gaico
13,5% vol.
Contrada Gaico, 19
63081 Castorano (AP)
Tel: 073687435
Fax: 073687435
e-mail: info@vinorossomarche.it
web: https://www.vinorossomarche.it/
Offida Pecorino tasting
You Tube channel:

mercoledì 18 gennaio 2023

Vino Cotto e Sapa delle Marche

Il Vino Cotto è un vino dolce ottenuto dalla bollitura dei mosti.
Ha tradizione consolidata nella parte centro/meridionale della regione Marche (province di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno) e nella regione Abruzzo, tanto da diventare parte integrante del profilo identitario di questi territori.
Storia e normativa.
Per quanto riguarda regione Marche, risultano documentazioni che fanno riferimento al Vino Cotto, risalenti al primo secolo dopo Cristo; questo solo fatto sta ad indicare quale radicamento abbia avuto ed abbia tuttora nelle aree agricole.
E' molto probabile che il largo uso e produzione di Vino Cotto nella regione, trovasse origine nel fatto che in passato i contadini non erano esperti vinificatori e preferivano rimboccare di mosto appena cotto, le botti dove erano presenti i vini di scadente qualità degli anni precedenti.
Il Vino Cotto diventa nel tempo, sinonimo di eccellenza e il miglior biglietto da visita del bravo agricoltore, il vino da offrire agli ospiti, il vino utilizzato nella liturgia religiosa, il vino delle grandi occasioni.
Nonostante tale legame territoriale e retroterra storico, il vino cotto è stato a rischio estinzione, poichè è entrato in contrasto con la normativa vigente, la quale non consente di affiancare il termine "vino" ad una bevanda ottenuta dal riscaldamento del mosto.
La definizione di "vino" è contenuta nel Testo Unico del Vino che disciplina la materia in Italia, Reg. 491/2009 all XI ter, punto 1: “è vino il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche, pigiate o no, o di mosti di uve”; non si fa quindi riferimento a riscaldamento o bollitura dei mosti e questo fatto non ha, fino a qualche anno fa, consentito al Vino Cotto di essere commercializzato con il suo nome proprio.
Si è ovviato a questa criticità con Decreto Ministeriale dell'anno 2000, che ha inserito il Vino Cotto nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Marche (e della regione Abruzzo), facendo leva su requisiti storici oggettivi.
Come si fa il vino cotto.
Il Vino Cotto si fa con uve locali, generalmente a bacca bianca, trebbiano, verdicchio, malvasia, galloppa, maceratino, che tuttavia si possono mischiare con uve a bacca rossa.
Le uve vengono pigiate insieme e torchiate.
Il mosto ottenuto viene quindi fatto bollire in grandi caldaie in rame o acciaio, denominate nel gergo locale "callare", in modo da produrre la massima concentrazione zuccherina.
Quella della bollitura è fase assai delicata, poichè non deve spingersi oltre un certo limite.
Per monitorare tale processo e per misurare lo zucchero residuo, si utilizza il mostimetro di babo: il grado babo ideale da raggiungere, si aggira intorno ai 27°- 28°.
Eccedere nella concentrazione zuccherina significherebbe mettere a rischio la successiva fase di fermentazione.
Dopo la bollitura, il prodotto ottenuto viene fatto fermentare per almeno 5/6 mesi, quindi messo in affinamento per un lunghissimo periodo (anche 10 anni) in botti di rovere, di ciliegio o legno di altra specie, preferibilmente di secondo o terzo passaggio, purchè abbiano già ospitato vino di qualità.
Elementi importantissimi quindi, per ottenere un prodotto di alta qualità, sono la messa del vino in botti di legno e la sua lunga conservazione. 
Come tradizione vuole, nel maceratese, a differenza che nell'ascolano e nel fermano, il vino appena cotto non viene rimboccato in caratelli dove è già presente quello degli anni precedenti, ma ogni annata fermenta e affina in modo autonomo, al fine di evitare rifermentazioni che andrebbero ad incidere negativamente sul grado alcolico; al netto di ciò, nel corso del periodo d'affinamento si può fare il rimbocco con la cosiddetta "Madre" (la feccia nobile che il cantiniere preleva da altre botti a sua discrezione, per dare il salto di qualità al vino d'annata).
Viceversa nelle provincie di Fermo ed Ascoli Piceno, che sono le altre zone vocate della regione Marche per la produzione di Vino Cotto, vige una tradizione diversa; le singole annate infatti, non fermentano e affinano in modo autonomo, ma il mosto appena cotto, viene rimboccato in caratelli dove è già presente il Vino Cotto degli anni precedenti, la cui "Madre" può quindi essere "vecchissima" di 30-40-50-60 anni.
Caratteristiche organolettiche.
Il vino cotto generalmente presenta il classico colore ad "occhio di gallo" (nè troppo chiaro, nè troppo scuro), granato scarico, tendente al giallo ambrato, con sfumature nocciola.
Ha gusto intenso, persistente, caratterizzato da note liquorose e ossidative, marmellata di prugne, frutta cotta e candita, fichi secchi e pasticceria, mon chèri e torrefazione, tratto rurale più o meno accentuato in relazione al bilanciamento tra acidità e dolcezze.
Come regola generale, è possibile affermare che il lungo invecchiamento sia in grado di stemperare spigolosità o stucchevolezze e aumentare i valori qualitativi fino a livello di eccellenza.
Ottimo vino da dessert, affiancabile a dolci secchi, crostate, frutta e castagne.
Tuttavia come tradizione vuole, non si escludono altri utilizzi gastronomici di cucina, in particolare per sfumare carni o per salsare.
Vino Cotto e Sapa.
Il Vino Cotto è una bevanda ottenuta da bollitura e fermentazione di mosti, la Sapa o Saba è un dolcificante ottenuto da bollitura di mosti, senza fermentazione.
Il nome Sapa che viene dato al mosto cotto, ha origine probabilmente dall'espressione dialettale maceratese 'nzuppà (inzuppare): era abitudine contadina infatti, usare il mosto cotto come condimento per la polenta.
La Sapa è nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali delle Marche e di altre regioni italiane come ad esempio Emilia Romagna e Sardegna, dove prende il nome di Saba.
Allo stesso modo del "vino cotto", deriva da un assemblaggio di uve, in genere a bacca bianca.
Si ottiene dalla prolungata bollitura del mosto ad una temperatura che non deve superare i 60°centigradi, per arrivare ad una riduzione di oltre 2/3 del volume iniziale.
Nell'ultima parte dell'operazione di solito si procede "a bagno maria" per evitare la caramellizzazione ed evitare che il mosto si attacchi al fondo del recipiente.
Ne risulta un prodotto di estrema concentrazione, in cui il residuo zuccherino è talmente elevato da inibire qualsiasi possibilità di fermentazione.
Il suo utilizzo non è limitato alla pasticceria come ingrediente di dolci tipici, ma è anche base per la realizzazione di aceti balsamici.
Ancor più legato alle tradizioni popolari, è l'uso che se ne fa in abbinamento alla polenta o a formaggi stagionati.
Vino cotto delle Marche
You Tube channel:

venerdì 13 gennaio 2023

Champagne Jacquart Mosaique Brut

Ottenuto da uve 40% Chardonnay, 35% Pinot Noir, 25% Pinot Meunier, di cui dal 25% al ​​35% di vini di riserva.
Tipologia Brut: residuo zuccherino da 9 a 10 g/l.
Vinificazione: fermentazione alcolica in vasche a temperatura controllata, fermentazione malolattica.
Maturazione: almeno 3 anni sui lieviti in bottiglia.
Affinamento in bottiglia dopo il dosaggio: almeno 3 mesi dalla sboccatura.
12,5% vol.
Fascia di prezzo: € 38-40.
Nata nel 1964 dall’alleanza di tre unioni di viticoltori indipendenti, la Jacquart rappresenta oggi una delle più grandi superfici di approvvigionamento di tutta la Champagne, con parcelle vitate presenti in tutte le più celebri zone di raccolta della regione.
L’azienda si focalizza sullo Chardonnay per ottenere dei blend e fa dell’invecchiamento dei propri vini la chiave per uno stile unico e contemporaneo: fresco, pieno e ben definito.
Gli Champagne Jacquart sono adatti agli intenditori di questa eccellenza francese ma anche ad ogni momento di festa e occasione conviviale.
Con i suoi 1.800 soci viticoltori che coltivano 2.400 ettari di vigneti, con elevata presenza di Premier e Grand Cru, Jacquart rappresenta una delle realtà più estese della Champagne, distribuita in quattro zone: dalla Montagne de Reims alla Vallée de la Marne, dalla Côte des Blanc alla Côte des Bar.
In solo mezzo secolo la Maison è diventata un riferimento tra i brand del settore per lo stile contemporaneo, che gioca con la mineralità e, soprattutto, con la freschezza dello chardonnay, perché la Maison è molto giovane - non è un’azienda che ha sulle spalle il peso della storia - e questo le consente di sperimentare.
Per gli affinamenti Jacquart utilizza solo acciaio, per un gusto pulito, fresco e un’eleganza contemporanea, vinifica separatamente 150 vini e li affina separatamente; tutti svolgono la fermentazione malolattica.
Piacevolezza immediata, stile fresco, leggerezza, non troppa struttura, coerenza aromatica-gustativa: questo è l’obiettivo.
fonte:
34 Lundy Boulevard
51100 Reims, Francia
https://www.champagne-jacquart.com/en/
+33 3 26 07 88 40
contact@jad.fr

sabato 7 gennaio 2023

Amarone della Valpolicella Docg '17, Sartori di Verona winery

Il tratto amarotico piuttosto pronunciato, in totale consonanza con il nome proprio, fa sintesi di forma e sostanza.
E' ottenuto da uve 50% Corvina Veronese, 30% Corvinone, 15% Rondinella, 5% Cabernet sottoposte ad appassimento per 3-4 mesi, fermenta 30 giorni circa in acciaio, svolge malolattica in cemento, matura circa 3 anni in rovere di medie e grandi dimensioni, affina almeno 6 mesi in bottiglia.
Amarone della Valpolicella Docg '17
15% vol.
Appare rosso rubino con tendenza al granato.
Vino di calibro, sebbene non particolarmente voluminoso o imponente, ricco però di sfaccettature, complesso, non appesantito da sovrastrutture, viceversa alleggerito dalla vena acido/sapida.
Possiamo cogliere diversi marcatori, in primo e in secondo piano, oppure in sottofondo.
Appare corteccia di china di primo acchito, poi subentrano la dotazione speziata, il chiodo di garofano, torrefazione, cacao e visciola, i quali all'unisono alimentano il tratto amarotico, particolarmente marcato in chiusura; in funzione avvolgente ovvero meno ruvida per i recettori papillari, operano il frutto nero maturo, l'amarena in confettura, il fiore appassito in piccole dosi e il tannino levigato, acceleratori di fruibilità.
Valutazione @avvinatore 90/100
abbinato su: maialino al forno con patate
Casa Vinicola Sartori S.p.a.
Via Casette, 4
37024 Negrar in Valpolicella - Verona - Italy
Tel: +39 045 6028011
Fax: +39 045 6020134
Email: sartori@sartorinet.com
Web: https://www.sartorinet.com/
post correlato:
Valpolicella Ripasso Superiore Doc '19 Valdimezzo, Casa Vinicola Sartori

lunedì 2 gennaio 2023

Rosso Piceno Doc '21 Tarà, Cocci Grifoni winery

Vino destinato al largo consumo, fascia di prezzo bassa, non oltre 11-12 euro in carta ristorante.
Ottenuto da uve montepulciano e sangiovese in percentuali paritarie, affinato 4 mesi in acciaio e 3 mesi in bottiglia, appare rosso rubino limpido.
Sentori sottili di tipo fruttato, floreale, speziato ben distribuiti all'olfazione, paiono non reggere l'impatto acidico e tannico prevaricante al gusto.
La componente leggiadra e fruttata, visciola, fiore di rovo, biancospino e rosa canina, cede gradualmente il passo a toni verdi, di vino ancora acerbo; speziatura, toni amarotici, cacao, chiodo di garofano, contribuiscono a dilazionare le ruvidezze fino in chiusura.
In questi casi, elevando la temperatura di servizio e ossigenando, si possono almeno in parte ripristinare gli equilibri, comprimere le durezze e al contempo dilatare morbidezze, polisaccaridi, glicerine.
Vino preferibilmente da utilizzare in funzione sgrassante su piatti a tendenza untuosa o succulenta che ne assorbano il tratto ruvido, ad esempio su lasagne al forno con ragù di carne e besciamella, pappardelle al cinghiale.
Inaspettatamente tutt'altro che azzardato, l'abbinamento su:
pizza rossa, burrata di bufala, mortadella di cinghiale, granella di pistacchi
Rosso Piceno Doc '21 Tarà
14% vol.
Valutazione @avvinatore: 85/100
Tenuta Cocci Grifoni- Relais Cocci Grifoni
Contrada Messieri, 12 San Savino di Ripatransone, 63065 Ripatransone (AP)
(+39) 0735 90143
0736 230058
info@relaiscoccigrifoni.it
marilena@tenutacoccigrifoni.it
https://www.tenutacoccigrifoni.it/