giovedì 20 maggio 2021
Montepulciano d'Abruzzo Doc '16 Coste di Moro, Orsogna winery
mercoledì 2 dicembre 2020
Degustazioni in Enoteca Giuli Pasquale, Porto San Giorgio
Dieci le aziende vinicole provenienti da varie regioni e una ventina i vini a disposizione dei visitatori in occasione dell'evento tenutosi a Porto San Giorgio.
Per quanto mi riguarda, circostanze di questo tipo, che consentono degustazioni in batteria, mi paiono funzionali non tanto ad una valutazione di merito, quanto ad una sorta di ripasso del patrimonio ampelografico italiano, alla presa d’atto delle diverse sfumature varietali, al loro confronto.
Legenda valutazioni:
+
=
-
Umbria Igt ’17 Arnèto
13% vol.
Tenuta Bellafonte
Da uve Trebbiano Spoletino si presenta giallo oro carico.
Vinificazione improntata alla naturalità: criomacerazione prefermentativa, fermentazione in botte grande con lieviti indigeni, malolattica svolta e sosta sur lies per circa 7 mesi, illimpidimento per decantazione, non filtrato.
Toni surmaturi, note burrose, lieviti, accenni di fiore di campo.
Il passaggio in legno e la prolungata sosta sulle fecce fini conferiscono spessore, ma non esaltano la motilità del quadro.
Pur nella variante Spoletina, mi pare di poter dire che il vitigno ribadisca un'impronta sostanzialmente neutra, non particolarmente caratterizzata da valori acidici.
In ogni modo, prestazione a mio parere più che dignitosa e quadro avvolgente.
Gnocchetti alla marinara.
Valutazione @avvinatore: =
Cortona Doc Syrah ’16 Crano
13,5% vol.
Azienda Agricola Baldetti
Maturato 12 mesi in barriques e successivo affinamento di almeno 9 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino limpido, non particolarmente carico.
Profumi intensi di spezie, frutto nero macerato, china, timo e rosmarino, marmellata di ciliegia; articolato e intenso in questa fase, crea un’aspettativa di pari spessore in quella successiva, laddove torna prepotente la ruvidezza tannica del bagaglio genetico, che proietta su toni acerbi.
In ogni caso, vino di qualità e buona struttura.
Bollito misto e verdure.
Valutazione @avvinatore: =
Barbaresco Docg ’17 Giacone
14% vol.
Cascina Alberta
Da uve Nebbiolo, fermenta in acciaio, svolge la malolattica in botte grande, appare rosso granato limpido, non particolarmente carico.
Quadro su toni floreali, rosa e viola, ciliegia, pepe.
In bocca il tannino si fa sentire, così come è di prassi per la tipologia, ma non troviamo a controbatterlo adeguate masse muscolari.
In abbinamento per contrapposizione su piatti succulenti a tendenza grassa.
Valutazione @avvinatore: -
Barbera
D’Asti Superiore Docg ‘16 Sergio
14,5% vol.
Gozzelino Sergio
Maturato 24 mesi in botte grande, si presenta rosso rubino carico, tendente al porpora.
Quadro imperniato su note di ciliegia, fiori e foglie essiccate, sfumature mature che accennano al torrefatto.
Bella dinamica in bocca, ricca di frutto, spezie dolci, freschezza.
Tratto varietale, vino di qualità.
Manzo in umido con funghi.
Valutazione @avvinatore: +
Brunello di Montalcino Docg ‘15
14% vol.
Ridolfi
Fermentato in acciaio, maturato 36 mesi in botte grande, affinato almeno un anno in bottiglia, si presenta rosso granato, tendente all’aranciato.
Naso intrigante, complesso, contraddistinto da note boisèe, confettura, torrefazione, liquirizia.
Tutto torna al palato.
Fine, corposo, persistente, così come spetta all’eccellenza.
Selvaggina da piuma e da pelo.
Valutazione @avvinatore: +
Montepulciano
d’Abruzzo Doc Riserva ’16 Casino Murri 14
14% vol.
Cantina San Giacomo società cooperativa
Vinificato in acciaio, maturato 12-18 mesi in barriques e tonneaux, si presenta rosso rubino carico, con riflessi porpora, consistente nell’aspetto.
Le sensazioni spaziano dalla marasca sotto spirito, alla macchia mediterranea, a toni di tipo tartufato.
Caldo e corposo in bocca su note di frutto nero maturo e ciliegia, ruvido quanto basta per rammentarci il tratto rurale d’origine.
Vino a mio parere di qualità, proprio perché esalta il legame territoriale.
Costine d’agnello alla brace.
Valutazione @avvinatore: +
| enoteca Giuli Pasquale |
lunedì 14 dicembre 2015
Salone Vino Piceno 2015, degustazioni
La 5^ edizione svoltasi il 12 e 13 dicembre 2015 presso Sala Scatasta in piazza Roma ad Ascoli Piceno, ha fatto registrare un buon successo di pubblico, certamente dovuto alla collocazione strategica in pieno centro storico, ma anche al variegato panorama degli espositori, costituito da un salumificio artigianale e da 13 aziende vinicole provenienti da 5 regioni: Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia, Piemonte.
La nostra attenzione è caduta su vini e aziende che in altre circostanze non avevamo avuto l'opportunità di testare.
Tenuta Seghetti Panichi
web: http://www.filippopanichi.it/
Ottenuto da uva Pecorino, vinificato in acciaio ed affinato in bottiglia, si presenta alla vista di un bel colore giallo paglierino cristallino con riflessi verde oro.
Naso tipico, intenso su toni minerali e frutto, pera, banana.
In bocca l'attacco è tendenzialmente morbido, avvolto dalla sensazione pseudocalorica dovuta al tenore alcolico e il finale asciutto, contraddistinto da note ammandorlate e floreali di sambuco.
Vino di una certa struttura, in abbinamento su spigola al sale, fritto misto all'ascolana, osabile su arista di maiale condita con salsa agli agrumi, cipolla, miele di castagno.
Rosso Piceno Doc '14 - alcool 13,5%
Terre Cerquaferrata
web: http://www.cerquaferrata.it/
Azienda certificata biologica da oltre dieci anni, inizia attività come conferitore d'uve e soltanto da un paio d'anni produce in proprio.
Dispone di 12 ettari di vigneto coltivato a Montepulciano, Sangiovese, Pecorino, Passerina, Merlot, per una produzione media annua di 1000 ettolitri, destinati al vino sfuso e tre etichette in bottiglia.
Abbiamo testato questo Rosso Piceno da uve Montepulciano, Sangiovese e piccolo saldo Merlot, dal colore rosso rubino scuro con riflessi porpora e dal quadro organolettico non particolarmente variegato.
Sia al naso che al gusto i toni sono quelli asciutti, oserei dire ruvidi del vino schietto, più adatto a pasteggiare che alla degustazione, con uno spettro assestato su sensazioni di fogliame, terra umida, bucce d'uva in macerazione, alcool.
Fatica ad aprirsi sul frutto, trae giovamento dalla prolungata ossigenazione.
Ovviamente sono questi i primi vini imbottigliati, da cui ricavare utili esperienze per l'evoluzione e per le prospettive.
Rosso Piceno Doc '14 Il Moro - alcool 14,5% - circa € 11
Tenuta Seghetti Panichi
web: http://www.filippopanichi.it/
L'azienda storica di Castel di Lama (AP) fondata nel 1896, propone una bella batteria di etichette, tra cui questo interessante Rosso Piceno ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese dal colore rosso rubino concentrato con riflessi porpora e dal gradevole gusto.
Naso giocato su sensazioni fini, cioccolatose, vanigliate, di frutto fresco e visciola, che tornano perfettamente al palato, integrate da spezie dolci e lievissima astringenza in chiusura.
In abbinamento su piatto di tradizione marchigiana come "vincisgrassi alla maceratese" (lasagne all'uovo in forno con rigaglie di animali di bassa corte e d'agnello, carne di manzo, lardo e pancetta di maiale, spezie, parmigiano, besciamella).
Barbera d'Asti Docg superiore Nizza '11 Mora di Sassi - alcool 14,5% - circa € 30
Malgrà
web: http://www.malgra.it/
Il gruppo che fa capo all'imprenditore tessile Edoardo Miroglio comprende Azienda Vinicola Malgrà a Mombaruzzo (At), Tenuta Carretta a Piobesi d'Alba (Cn) e i 160 ettari di vigneto della Edoardo Miroglio Wine Cellar ad Elènovo in Tracia (Bulgaria).
Questo vino ottenuto da uve Barbera provenienti dal vigneto Sassi sito a Nizza Monferrato (At) nel cuore dell'omonima sottozona della Docg, fermentato e maturato in barriques nuove, si presenta alla vista di color rosso rubino concentrato, con riflessi porpora.
Naso intenso, ricco di frutto nero maturo e cuoio, di sensazioni floreali in appassimento e sfumature idrocarburiche.
In bocca procede rotondo, confezionato dai legni d'affinamento su toni avvolgenti di frutto, vaniglia, spezie dolci, lampone, con pochi spunti freschi in chiusura.
In abbinamento su tagliolini al tartufo bianco.
Barbaresco Docg '11 Garassino - alcool 14,5% - circa € 20
Tenuta Carretta
web: www.tenutacarretta.it
Tenuta Carretta con sede a Piobesi d'Alba (Cn) fa parte anch'essa del gruppo Terre Miroglio di Edoardo Miroglio e possiede vigneti estesi su circa 70 ettari in tutto il distretto vinicolo Langhe-Roero e Monferrato.
Questo Barbaresco Docg ottenuto da uve Nebbiolo provenienti dal vigneto Garassino nel comune di Treiso (Cn), affinato per 24 mesi di cui almeno 12 in botti di rovere e 6 in bottiglia, si presenta alla vista di color rosso granato scuro, con lieve trasparenza sul bordo.
Naso piuttosto articolato, su toni di frutto maturo e in confettura, spezie, noce moscata, sottofondo catramoso, rosa appassita, sfumature vanigliate.
In bocca predominano sensazioni suadenti, avvolgenti di frutto, cioccolato bianco, ciliegia, spezie dolci, relegando in chiusura l'inconfondibile astringenza varietale.
Ne risulta un quadro sostanzioso e improntato alla finezza.
In abbinamento su spezzatino di cinghiale marinato alle erbe e vino rosso, con quenelles di polenta allo zafferano.
Montepulciano d'Abruzzo Doc '12 Coste di Moro - alcool 14% - circa € 15
Cantina Orsogna
web: http://www.lunaria.bio/
Cantina Orsogna opera sia in regime di viticoltura convenzionale che biodinamica certificata Demeter, alla quale ultima dedica l'apposita linea di otto etichette Lunaria Orsogna accessibile dal sito.
Della linea Lunaria fa parte questo Coste di Moro '12, apparsoci particolarmente convincente per complessità, gradevolezza, favorevole rapporto qualità/prezzo, tant'è che mi rammarico di non avere testato anche le altre etichette da uve Trebbiano, Pecorino, Montepulciano da uve appassite, presentate alla manifestazione.
Ottenuto da uve Montepulciano selezionate, diraspate e poi pigiate, vinificato con i propri lieviti indigeni in contatto con le bucce per 10/15 giorni, maturato per almeno quattro mesi, parte in botti di rovere parte in acciaio, con ulteriore affinamento in bottiglia, si presenta alla vista rosso rubino profondo, impenetrabile.
Profumi intensi e complessi di frutto nero maturo e ciliegia, si alternano con sentori animali di cuoio e pelliccia, con aromi di macchia mediterranea e accenni idrocarburici.
In bocca è caldo, avvolgente, glicerico, con più evidenti note fruttate di confettura d'amarena.
Quadro organolettico indirizzato su toni morbidi, con finale lungo ma non stucchevole.
In abbinamento su costine d'agnello alla brace.
mercoledì 13 novembre 2013
Wine tasting Montepulciano d'Abruzzo Neromoro riserva '03, Bruno Nicodemi.
Il ricambio generazionale nella gestione ha innovato investendo nella realizzazione dell'azienda ecosostenibile, autosufficiente dal punto di vista energetico e dotata d'impianto fotovoltaico autonomo.
In vigna si seguono i criteri dell'agricoltura biologica, anche se non certificata.
Tutta la produzione, improntata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni abruzzesi, sia a bacca bianca che a bacca rossa, è caratterizzata da un forte timbro identitario.
Il Neromoro può considerarsi come il vino di maggiore spessore, essendo ottenuto dalle vigne più vecchie, coltivate tradizionalmente a tendone.
Si presenta alla vista di color rosso granato cupo, concentrato, impenetrabile.
Naso intenso, profondo, caratterizzato da note catramose, humus e sottobosco, richiami tipici di frutto stramaturato e legno d'antan.
Un bouquet pungente, deciso, oserei dire austero, stemperatosi almeno in parte in fase gustativa, laddove la massa glicerica contrasta le durezze e aggiusta gli equilibri.
Cuoio, frutto nero in confettura, caffè, sensazioni erbacee, per una fase di grande consistenza e carattere, ma tendenzialmente morbida.
Lo spessore tannico sembra accompagnare questa tendenza, essendosi perse per strada le originarie pungenze, non al punto tale però, da non poter contrappuntare, o per meglio dire soffocare sul nascere, derive di tipo marmellatoso o stucchevolezze retrogustative.
Annata torrida e secca in quasi tutto il territorio nazionale la 2003, a favorire le stramaturazioni e i vini rossi di grande struttura.
Ne è prova questo Neromoro, ottenuto da uva Montepulciano proveniente dall'areale delle Colline Teramane, le cui condizioni pedoclimatiche in verità, consentono vini carichi e carnosi anche nelle annate standard.
Etichetta pluripremiata dalle principali Guide Vini italiane, in quasi tutte le sue edizioni.
Per la precisione, l'annata '03 fu premiata con i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d'Italia 2008 del Gambero Rosso.
L'annata '09 attualmente in commercio, ha avuto il massimo riconoscimento dei Cinque Grappoli dalla Guida Bibenda 2014 e i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d'Italia 2014 del Gambero Rosso.
Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane docg Riserva '03 Neromoro - alcool 14 % - circa € 23.
Fattoria Bruno Nicodemi - contrada Veniglio - 64024 Notaresco (Te).
tel: 085.895493
fax: 085.8958887
email: fattoria.nicodemi@tin.it
venerdì 8 marzo 2013
Chocolate e Montepulciano d'Abruzzo in Porto San Giorgio
"Il Montepulciano Colline Teramane incontra il cioccolato": a cura del dott. Ettore Ciabattoni e della dott.ssa Erminia Prosapio, con il contributo del Consorzio di Tutela Colline Teramane.
In degustazione varie tipologie di cioccolato: fondente, bianco, al latte, speziato, variamente farcito, alla frutta, ecc.
In abbinamento con le praline di produzione artigianale, eccellenti vini ottenuti da uva Montepulciano, provenienti dalla zona d'Abruzzo storicamente vocata in provincia di Teramo.
A dire il vero, nonostante la caratura dei protagonisti del laboratorio del gusto, il connubio, inteso come ideale abbinamento, è apparso fin da subito difficoltoso.
Di fatto le caratteristiche organolettiche di cioccolato e vino, hanno fatto sì che l'uno tendesse ad escludere l'altro.
La fase gustativa risultava bruscamente interrotta, invece di essere gradualmente accompagnata verso la chiusura, esattamente nel momento in cui il vino entrava a diretto contatto con il cioccolato e viceversa il cioccolato con il vino.
Insomma è apparsa in tutta evidenza una certa inconciliabilità di fondo, proprio per le diverse nature e qualità organolettiche.
Al di là di questa sorta di forzatura, da considerarsi tale anche alla luce dei modelli divulgativi oggettivi, adottati e codificati dalle associazioni professionali di sommellerie per diffondere corrette pratiche gustative, l’evento sangiorgese ha tuttavia evidenziato un dato sicuramente positivo.
Con questa iniziativa sembra infatti essersi inaugurata una nuova stagione a Porto San Giorgio, città storicamente vocata al turismo, ma da sempre restìa ad aprirsi a pratiche di promozione del territorio non strettamente legate alla stagione balneare.
In sostanza si ha l’impressione che eventi di questo tipo siano solo un primo segnale di una progettualità in essere, rivolta alla destagionalizzazione e alla promozione del territorio attraverso la valorizzazione del patrimonio enogastronomico nostrano.
Ovviamente per il successo di un tale per ora solo ipotetico progetto e per raggiungere l’obiettivo sotteso di una riqualificazione turistica della città, recuperandogli ruolo trainante in ambito comprensoriale, occorre fare in modo che le iniziative adottate oggi, non rimangano episodi isolati.
In sostanza risulterebbe d’importanza strategica a mio parere, rivolgersi con cadenza periodica al pubblico degli appassionati, ad un pubblico non ancora in via d’estinzione nonostante le poche occasioni disponibili, ma che al contrario, appare sempre più competente, ben predisposto culturalmente, anche interessato ad esprimersi sulle tematiche del gusto.
Temi cruciali che andando ad intrecciare enogastronomia e territorio, finiscono per coinvolgere non solo le sensibilità sensoriali, ma anche quelle intellettuali.
I 6 vini in degustazione nell’ordine di merito, secondo la mia personale valutazione:
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Elèvito ’07: az. agr. De Angelis Corvi di Controguerra
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Emidio Pepe ’03: az. agr. bio Emidio Pepe di Torano Nuovo
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Torre Migliori ’05: az. agr. Cerulli Irelli Spinozzi di Canzano
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Notari ’09: az. agr. Bruno Nicodemi di Notaresco
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg Primamadre ’07: az. agr. Vini La Quercia di Morro D’Oro
Montepulciano D’Abruzzo Colline Teramane docg ’06: soc. coop. Cantina Colonnella di Colonnella
sabato 1 maggio 2010
I terroir del Montepulciano
La location ricavata nel chiostro della Chiesa di S.Francesco, fa da degna cornice.
Giampaolo Gravina, coordinatore regionale I Vini d'Italia dell'Espresso, guida la degustazione orizzontale cieca di 6 vini annata 2004 ottenuti da uva Montepulciano.
Un appassionante confronto tra prestigiose etichette provenienti dalle tre zone d'elezione: Abruzzo, Conero, Piceno.
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| Giampaolo Gravina guida la degustazione |
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| foto intravino.com |
Un'annata sotto tono, rispetto a quelle precedenti e successive.
2) Montepulciano d'Abruzzo Cocciapazza dell'azienda Torre dei Beati di Loreto Aprutino (PE): il primo impatto olfattivo è segnato da note balsamiche, cuoio e vagamente d'idrocarburo, poi però dopo adeguata ossigenazione, si apre verso sensazioni leggermente fruttate e anche floreali che riportano al territorio di provenienza e lo rendono distinguibile.
Anche al palato conferma le stesse sensazioni.
Considerando il costo intorno ai 15 euro, risulta da podio per qualità-prezzo.
3) Erasmo Castelli dell'azienda Maria Pia Castelli di Monte Urano (FM): qui si comincia ad andare sul pesante.
Il colore è nero, compatto, impenetrabile.
I profumi sembrano filtrati dalla massa sovrastante, ma non trovano ostacoli.
Intenso in questa fase ed austero: la nota alcolica avvolgente contribuisce ad un imprinting di grande eleganza.
A mio parere ha la miglior corrispondenza gustolfattiva tra tutti i vini della serata.
Bocca dotata di motilità, ben articolata sui toni del cioccolato fondente, del frutto in confettura e speziata nel finale.
Top wine.
4) Dorico dell'azienda Moroder di Ancona: compatto, di grande concentrazione.
Note olfattive tendenti al cuoio; o meglio tra l'erbaceo di erbe officinali e l'animale.
Non raggiunge pulizia di profumi.
Al palato è asciugante, tannino astringente.
A sorpresa dopo un paio d'ore di sosta nel calice, sembra recuperare grassezza: molto migliorato.
5) Sassi Neri dell'azienda Fattoria le Terrazze di Numana (AN): si continua a stare sul pesante per concentrazione di colore e sostanza.
Le successive fasi lasciano delle perplessità.
Nota olfattiva alcolica, leggermente prevaricante in prima battuta, poi si attenua.
Sia al naso che al gusto è giocato sui toni della marasca sotto spirito e delle speziature.
Palato non particolarmente materico, denota un limite di profondità.
In generale tutti i vini degustati hanno trovato beneficio dalla prolungata sosta nel calice, ad eccezione di questo.
Finale con sensazioni affumicate, di vino quasi risolto.
6) Kurni dell'azienda Oasi degli Angeli di Cupramarittima (AP): un vino inconfondibile, destinato a recitare sempre il ruolo di protagonista per iperbole e persistenza.
Ho comunque rilevato in quest'annata una certa discontinuità tra le note olfattive e gustative: più maturità nelle prime, più frutto fresco nelle seconde.
Il primo impatto al palato è contraddistinto da sensazioni speziate e liquirizia, che però tendono ad essere sovrastate dal fruttato dolciastro della ciliegia: glicerico e morbido in questa fase.
Massa materica notevole che necessita di tempi di maturazione lunghi e di sosta in bottiglia.
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| Lo storico Caffè Meletti ad Ascoli Piceno |
https://vinidiconfine.blogspot.com/2010/03/il-montepulciano-vitigno.html








