domenica 29 aprile 2012

Cantina Ortenzi a Fermo.

L'inaugurazione di Cantina Ortenzi nell'aprile 2012 ha arricchito di un'ulteriore unità il panorama vitivinicolo della provincia di Fermo.
La famiglia Ortenzi svolge attività nell'ambito di commercio e distribuzione, ma decide poco meno di dieci anni fa d’intraprendere anche in viticoltura, dedicando a questa attività poco più di due ettari e mezzo di vigneto, in zona collinare esposta e ventilata, a ridosso dell’ex seminario arcivescovile di Fermo, a due passi dal centro storico della città.
Gli impianti di Pecorino, Passerina, Sangiovese, Montepulciano e Lacrima di Morro d'Alba, risalgono a circa 6 anni fa.
La gestione di tutte le attività è curata direttamente dalla famiglia Ortenzi, che si avvale della consulenza enologica di Massimo Urriani.
La produzione è di tipo artigianale e per il momento, considerata l'età degli impianti, è improntata su vini con caratteri di gioventù, spiccata freschezza (soprattutto la Passerina), vinosità e frutto.
Il Pecorino denota più maturità rispetto agli altri ed è a mio parere, quello più convincente.
Il Rosso Piceno, dal colore rosso rubino scuro e impenetrabile, è vinoso e floreale: (il leggero appassimento della percentuale di uve Lacrima, lascia un certo residuo zuccherino.
Lo classificherei come vino da merende).
La produzione in bottiglie si aggira intorno alle 20.000 unità all'anno, con prezzi al di sotto di € 10.
Tre le etichette testate:
Falerio Pecorino dop Colle Vissiano '11 Amos:
Passerina igp Colle Vissiano '11 Chrisor
Rosso Piceno dop Colle Vissiano '11 Baruc
(una quarta etichetta a base Montepulciano non è stato possibile testare perchè ancora in affinamento in occasione della visita in azienda).

Cantina Ortenzi - contrada Bore di Tenna 32 - 63900 Fermo
mob: 330 984070
web: http://www.cantinaortenzi.it/

domenica 22 aprile 2012

Tipicità XX edizione, "I vini slow secondo Slow Wine".

Degustazione guidata di sei vini marchigiani (quattro Verdicchio, una Lacrima di Morro d'Alba Superiore e un Conero Riserva), selezionati da Francesco Quercetti (responsabile di Slow Wine per le Marche) e Alberto Mazzoni (direttore dell'Istituto Marchigiano Tutela Vini).
L'evento si è svolto a Fermo, nell'ambito del programma 2012 di Tipicità Made in Marche Festival ed è stato l'occasione per spiegare e ribadire il senso del riconoscimento "Vino Slow", che la Guida Slow Wine concede ogni anno ai vini che riescano a raccontare attraverso le loro qualità organolettiche, sia vitigno che territorio.

1) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. Vigneto del Balluccio '10 dell'azienda Tenuta dell'Ugolino.
Paglierino piuttosto scarico. Profumi abbastanza intensi di frutta bianca fresca, spunti di frutta esotica ed erbacei di fieno. Delicato e fine sia al naso che al palato. Ottenuto da vigneto relativamente giovane di circa 10 anni. Interessantissimo per rapporto q/p.
2) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl.sup. Il Priore Frati Bianchi '10 dell'azienda Sparapani.
Ottenuto da due vigneti: uno di oltre 30 anni, a scaloni a circa 460 m. e quindi difficile da lavorare, nella zona di Cupramontana; l'altro un po' più giovane nella zona di Serra S.Quirico. Anch'esso paglierino scarico. Note olfattive meno intense del precedente, ma con la tipica nota di anice in evidenza. Al gusto è netto, con attacco subito sapido. Denota un certo rigore acido/salino. Ugualmente interessante per q/p.
3) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc cl. sup. S. Michele '09 dell'azienda Vallerosa Bonci.
Ottenuto da vigneto di circa 20 anni. Espressione tipica di terreni posti sulla riva destra del fiume Esino. Giallo paglierino verdolino. Profumi non particolarmente intensi inizialmente. Piuttosto alcolico. Al gusto è corposo, con note fruttate di pesca e vegetali di finocchio. Piuttosto persistente in finale ammandorlato.
4) Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico riserva La Selezione Gioacchino Garofoli '06 dell'azienda Garofoli.
Trattasi di selezione vendemmiale e di vinificazione. Lunga sosta sulle fecce fini in contenitori di cemento e acciaio (praticamente dimenticato per un paio d'anni). Bellissimo colore giallo paglierino brillante con riflessi verdi e dorati. Complesso e intenso al naso, con note burrose e di caramella mou. Al gusto si apre in ampiezza e mirabile armonia. Vino di notevole spessore e materia; allo stesso tempo capace di esprimere grande equilibrio in tutte le componenti, sia dure che morbide; laddove le une non eccedono, nè sovrastano le altre. Chiude salino, piuttosto lungo e persistente.
5) Lacrima di Morro d'Alba superiore doc Orgiolo '09 dell'azienda Marotti Campi.
Ottenuto da vigneto di circa 18 anni. Sottoposto a maturazione in legno. Appare rosso rubino con venature lievemente porpora. Al naso è intenso, diretto, vinoso, floreale di rosa e violetta. Espressività varietale tipica, sia al naso che al gusto. Qui emergono note pepate, speziate e un tannino accentuato, che di fatto danno vigore e maturità all'intero impianto.
6) Conero Riserva docg Dorico '07 dell'azienda Moroder.
Azienda in fase di conversione al biologico. Vino ottenuto da una serie di appezzamenti di vigneto, di cui una parte risalente agli anni '60. Maturato in legno piccolo per 2 o 3 anni. Si presenta rosso rubino molto scuro e concentrato. Bouquet di profumi non particolarmente intenso in fase iniziale, giocato su note di frutto nero macerato. Al palato si distende progressivo e senza troppi sussulti; prevalgono note speziate, terziarie e frutto maturo. Piuttosto lineare, neanche eccessivamente austero, caratterizzato da un tannino particolare, allo stesso tempo vivo, ma non invadente.
Nel corso della degustazione, si è potuto notare in tutta evidenza, come i vini proposti abbiano subito nell'arco della stessa, un'evoluzione significativa dei caratteri organolettici, a partire dal momento dell'inizio, fino alla conclusione dell'incontro. In particolare alcuni (..vedi S.Michele e Dorico), sono venuti fuori alla distanza, acquisendo col passare del tempo, maggiore spessore, espressività gustolfattiva e pienezza; laddove inizialmente avevano lasciato delle perplessità.
Ciò è sintomo di grande struttura e dinamicità d'impianto.

domenica 15 aprile 2012

Civitanova Wine Festival 2012, 1^ Edizione.

Civitanova Marche si ritaglia un suo spazio all'interno delle manifestazioni vinicole calendarizzate quest'anno in regione.
Di fatto allineandosi alla tendenza in atto da qualche tempo presso diverse amministrazioni locali, nel favorire l'allestimento di spazi rivolti alla valorizzazione delle eccellenze del territorio: viste come volano di sviluppo dell'economia locale e anche come strumento ideale per dare visibilità alle prerogative storiche, artistico/architettoniche o anche semplicemente turistiche, dei singoli territori.
Civitanova Marche è da sempre snodo commerciale di primaria importanza e proprio adeguandosi a tale sua vocazione di base, ha elevato a cuore pulsante di quest'evento gli spazi dell'Ente Fiera.
Ritengo interessante aprire una parentesi per provare ad analizzare le ragioni che hanno portato negli ultimi tempi, al moltiplicarsi di tali tipologie di eventi.
A mio parere sono due gli ordini di fattore decisivi.
1) In un momento di oggettiva difficoltà del mercato, stante la crisi economica, qualsiasi evento o manifestazione di settore può svolgere una funzione vivifica nei confronti dell'interesse generale verso il comparto.
2) Tali eventi sono in grado di svolgere un ruolo rilevante in tema di visibilità e comunicazione; quindi essere il format ideale per impostarci un progetto di promozione turistica del territorio.
Chiusa la parentesi e ritornando allo specifico di CWF, direi che il buon successo di pubblico fatto registrare da questa prima edizione, non può che essere di buon auspicio per quelle future.
Il livello medio dei vini proposti in degustazione, è sembrato più che discreto; considerando anche l'attenzione prestata al rapporto qualità/prezzo.
La kermesse vinicola civitanovese ha visto la partecipazione di aziende provenienti da quattro provincie marchigiane ed è stata per alcune di esse l'occasione giusta per presentare le anteprime 2011 di qualche etichetta di Verdicchio dei Castelli di Jesi, di Pecorino e di Ribona.
In particolare proposto al grande pubblico quest'ultimo vitigno autoctono della provincia di Macerata (...imparentato col Greco di Tufo - n.d.r.): di fatto fortemente radicato nel territorio e nella tradizione vinicola del maceratese, ma non ancora sufficientemente valorizzato.

Programma ed elenco aziende partecipanti:
www.civitanovawinefestival.it

domenica 8 aprile 2012

Ristorante Canto do Mar a Porto San Giorgio

Pranzo pasquale presso lo chalet Canto do Mar a Porto S. Giorgio (FM).
Atmosfera anni '80, con tanto di show microfonato ed intrattenimento a cura dello staff.
Locale da banchetti con circa 300 coperti. Servizio cordiale ed efficiente. Cucina tradizionale senza spunti o ambizioni particolari.
La visita fatta in occasione della ricorrenza pasquale, certamente non è la scelta più felice per dare un giudizio di merito affidabile sull'offerta di cucina.
Tuttavia l'impressione è che questo ristorante punti di più sugli aspetti conviviali e di genuina aggregazione (in qualche modo anche folkloristici), che non sull'offerta di cucina nuda e pura.
L'ambiente caratteristico in riva al mare e l'atmosfera familiare che si respira all'interno del locale, sono i veri cardini del suo appeal.
Di fatto è punto di riferimento per un target disimpegnato o "della domenica", in cerca di un break che in qualche modo spezzi la routine quotidiana; non lo è altrettanto a mio parere, per quella che può essere definita, la categoria dei gastrosofi o degli aspiranti gourmet.
Il menù di pesce pasquale.
antipasto freddo
antipasto caldo
Falerio Doc
azienda Velenosi
ravioli ricotta e pistacchi
al sugo di
gamberetti e seppioline
frittura
Coda di rana pescatrice
al forno con patate
dessert di
colomba pasquale
Totale conto finale per 9 persone € 315.
Ristorante Canto do Mar (aperto tutto l'anno)
lungomare Gramsci centro sud - 63822 Porto San Giorgio (Fm)
tel: 0734.672067
cell: 348.7364333
http://www.ristorantecantodomar.com/

sabato 31 marzo 2012

Vinitaly 2012, istantanee.

Anche quest’anno Vinitaly fa il pieno. Il cambio di data pare non abbia inciso negativamente. In particolare la giornata di lunedì 26 ha fatto registrare un afflusso di visitatori record.
Checchè se ne dica l’evento veronese rappresenta una tappa obbligata per tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori. Da un lato indispensabile vetrina per dare visibilità alle aziende sul mercato interno ed estero, dall’altro strumento efficace per sollecitare o anche solo conservare l’interesse degli utenti per il settore, soprattutto in una fase delicata come quella odierna, caratterizzata da recessione economica e conseguente stagnazione dei consumi interni.
Per quanto riguarda le degustazioni, approfondita messa a fuoco su vini e aziende della regione Campania. Esperienze sensoriali veramente gratificanti. Ne segnalerei alcune:
Tenuta Pezzapane: Pallagrello bianco igp Terra del Volturno ’10 (q/p!).
Terre del Principe: Le Serole igt Terre del Volturno ’10 (fermentato in barrique e affinato in acciaio).
Az. San Giovanni di Mario Corrado: Tresinus ’10 (da uve Fiano) e Maroccia ’07 (da uve Aglianico).
Urciuolo: Greco di Tufo docg ’11 e Taurasi docg ’07.
Molettieri: Taurasi docg Vigna Cinque Querce ris. ’06 e ’05.
Luigi Maffini: Fiano Pietraincatenata ’09 e Cenito ’07 (da uve Aglianico).
Marisa Cuomo: Costa d’Amalfi Fiorduva ’10 (da uve Ripoli, Fenile, Ginestra).
Galardi: Terra di Lavoro ’09.
Altre note sparse di due giornate fitte di degustazioni:

Valle d'Aosta. La Crotta de Vegneron: Moscato ’11.  Liguria. Bio Vio: Pigato Bon in da Bon ’10 - Ka Mancinè: Galeae ’10 - Luciano Capellini: Sciacchetrà ‘09. Abruzzo. Torre dei Beati: Cocciapazza ’09 e Mazzamurello ’09 – Emidio Pepe: Trebbiano ’10 – Marramiero: Inferi ’08 (top wine!) e Dante Marramiero ’01 – Masciarelli: Marina Cvetic ‘08 Montepulciano.

Marche. Montecappone: Verdicchio class.ris. Utopia ’09 – Rio Maggio: Sauvignon ’11 e Pinot Nero ’08 – Velenosi: Ludi ’08 – La Monacesca: Camerte ’08 – Carminucci: Paccaosso ’05 – Costadoro: Pecorino Danù ’11.
Piemonte ( top wines!). Elio Grasso: Barolo ris. ’06 – Paolo Scavino: Barolo ris. ’06 – Fantino Conterno: Barolo Vigna del Gris ’08 – Matteo Correggia: Roero Roche d’Ampsey ris.’07 – La Colombera: Timorasso Colli Tortonesi Il Montino ’07.
Veneto. Accordini: Amarone classico Acinatico ’08 e Amarone classico Vigneto il Fornetto ’04 – Buglioni: Amarone classico ’07 – Coffele: Soave classico Ca’Visco e Soave classico Alzari ’10.

Emilia Romagna. Fattoria Zerbina: Sangiovese ris. Pietramora ’08 – Ferrucci: Sangiovese ris. Domus Caia ’08.

Friuli Venezia Giulia. Roberto Picech: Friulano Athena ’09 e Rosso Ruben ris.’08 – Girolamo Dorigo: Montsclapade ’07 - Petrussa: Friulano ’10 – Il Carpino: Friulano Vigna Runc ’11 – Edi Keber: Collio ’10 – Livio Felluga: Terre Alte ’09 - Terre di Ger: Limine ’09 (q/p!).

Toscana. Folonari: Cabreo Black ’08 Pinot Nero.

Note dal ViViT:
Martin Schaetzel: Riesling Kaefferkopf ’10.
La Stoppa: Stoppa ’04.
Co.vi.bio (consorzio viticoltori biodinamici): Il Rosso ’07 e Verdugo merlot ’09.
Caiarossa: Caiarossa bianco ’09.
Skerk: Vitovska ’09 e Ograde ’09.
Tenuta di Valgiano: Tenuta di Valgiano vino da tavola bianco ’10, Palistorti rosso ’09 e Tenuta di Valgiano rosso ’09.
Ampeleia: Ampeleia ’09 (top wine!).
Cosimo Maria Masini: Trebbiano Daphnè ’09.
Corte Sant’Alda: Amarone ’08.
Terre a Mano: Sassocarlo bianco toscano ’08 e Carmignano ’08.

Post correlato:
Da Cerea a Vinitaly.

martedì 27 marzo 2012

Vini Veri 2012, Cerea

La nona edizione della rassegna dei vini naturali di Cerea, ha visto la presenza di 125 aziende vinicole, tra italiane e straniere. Naturalità e diversità le parole d'ordine che il Consorzio Vini Veri ha utilizzato per promuovere l'evento. La parte del leone in questa logica di autenticità che anima la manifestazione, va inevitabilmente riservata a mio parere, ai vini carsici italiani e sloveni: al contempo testimonial e artefici dell'ideale manifesto di naturalità proposto dalla rassegna.
Le varie Vitovska, Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, comunque sottoposte a lunghe macerazioni in anfora e non filtrate, finiscono per essere il vero zoccolo duro del movimento: vini senza compromessi.
Qualche citazione sparsa qua e là ( Vitovska '07 e '06 di Vodopivec, Ruje '06 di Zidarich, Vitovska '07 di Cotar), ma nel complesso una certa uniformità di stile tra le varie aziende.
Per quanto riguarda i vini degli altri territori rappresentati in rassegna (senz'altro di buon livello, per non dire eccellenti in almeno una mezza dozzina di casi) resta tuttavia difficile a mio parere appiccicargli l'etichetta di "diversi". Più corretto definirli  "vini ottimi", per tipicità, struttura, armonia complessiva; in grado cioè di ben figurare in qualsiasi rassegna vinicola, non solo riservata ai vini naturali.
Anche qui qualche citazione sparsa: (Chateau Moulin Pey-Labrie '04, merlot Aoc Canon Fronsac; Domaine Vacheron, "Chambrate" Sancerre sauvignon '10 e Pinot Noire "Belle Dame" '08; Enrico Druetto "Moret" barbera riserva '07; Serafino Rivella dolcetto d'Alba '10; Giuseppe Rinaldi "Barolo Brunate" '08 e "Barolo Cannubi" '08; Praesidium montepulciano d'Abruzzo riserva '07; Stefano Amerighi "Cortona Syrah '09; Carla Simonetti "Carmina Arvalia" igt rosso Toscana '09; Haderburg "Brut metodo classico" e "Obermairl" Kerner Valle Isarco '10; Eugenio Rosi "Esegesi" Vallagarina igt '07 e "Anisos" Vallagarina igt bianco '09).
Buon riscontro per le undici aziende marchigiane presenti.

Pheasant's Tears
Georgia
Caucaso
Pinot Noir '08 Belle Dame
Domaine Vacheron
Cortona Doc '09 Syrah
Stefano Amerighi
Esegesi '07
Cabernet Franc cuvée '07, '08, '09
Eugenio Rosi viticoltore
Post correlato: Da Cerea a Vinitaly.

domenica 18 marzo 2012

Marche rosè Sant'Isidoro '09 e la Paella di Can Majò

Can Majò è uno dei più famosi ristoranti di Barcellona www.canmajo.es
Ho avuto modo di assaggiare in quel ristorante spagnolo la celeberrima Paella.
La ripropongo oggi “in chiave casalinga”, nella versione originale catalana, ma con materia prima nostrana.
Ingredienti.
pescato dell’Adriatico centrale rigorosamente di giornata (seppie, mazzancolle, granchi, cicale di mare, vongole e cozze); peperone, zafferano, peperoncino.

riso Carnaroli superfino Riserva S.Massimo dell’omonima azienda agricola di Groppello Cairoli (PV).

Vino abbinato.
Marche igt rosato Sant’Isidoro ’09
alcool 13% - circa € 9.
Azienda Maria Pia Castelli
via Sant'Isidoro 22, Monte Urano(FM)
tel: 0734 841774.

Rosè wine ottenuto con la tecnica del “salasso”.
Viene prelevata una certa quantità di mosto dalla vasca dove si sta preparando il vino rosso.
Questo prelievo avviene dopo alcune ore di contatto fra bucce e parte liquida.
La quantità prelevata avrà quindi un colore rosa più o meno intenso a seconda del momento in cui avviene lo spillamento dal mosto di partenza.
A questo punto il liquido prelevato procede con una classica vinificazione in bianco, senza ulteriore contatto con le bucce, che sono le responsabili della trasmissione del colore al vino.

Trasparenze sulla tonalità di buccia di cipolla, per questo rosato ottenuto da uve Sangiovese e Montepulciano.
Ovviamente non s’impone per intensità di profumi e sapori, né per complessità.
Lievemente fruttato, con residuo zuccherino non particolarmente evidente.
Più che altro giocato su toni freschi e sapidi.
Vino d’apertura, ma non d’aperitivo.
Un’interpretazione consona all’ortodossia rosè, più di quanto non lo sia stata la versione ‘08 (molto più intenso e complesso, con evidenze anche terziarie d’affinamento in legno, in grado di esprimere più spessore, profondità e persistenza, peraltro non consueti per un vino rosato e per questo motivo forse spiazzanti, ma a mio parere con un PAI più adeguato al ricco piatto abbinato).
Il gusto personale mi porta a non essere particolarmente attratto dalla tipologia rosè in senso lato; tuttavia il giudizio su questo Sant’Isidoro ‘09 non può che essere oggettivamente positivo.

giovedì 15 marzo 2012

Offida Pecorino '09 Agribiologica S.Filippo

Siamo nell'ambito della categoria di vini che potremmo definire "quotidiani", tenuto conto del favorevole rapporto qualità/prezzo.
Ottenuto da uva Pecorino, si presenta di un bel colore giallo paglierino, limpido, tendente al verdolino.
L’aspetto cromatico descrive molto bene il contenuto: il colore vivido e cristallino testimonia il buono stato di salute delle uve, la tonalità verdolina sottolinea i caratteri di freschezza.
In effetti c'è uno sbilanciamento del rapporto morbidezza/freschezza, a favore della seconda.
In sostanza questo Pecorino si fa apprezzare per pulizia, ma non s'impone per spessore.
Al naso è mediamente intenso.
Tenui i sentori floreali e agrumati: difficile cogliere altro.
Al gusto è corretto, animato da tipica mineralità e freschezza.
Lievi le note di frutta fresca e d'agrumi.
Finale asciugante: le sensazioni s’interrompono bruscamente, limitandone la persistenza.
A mio parere riassume l’andamento generale non molto brillante (chi più chi meno) della gran parte dei Pecorino ’09, in tutta l’area della Doc Offida.
Vino prodotto con uve biologiche.
Controllato e certificato da organismo autorizzato MiPAAF IT BIO 004.
Abbinato su spaghetti allo scoglio
Offida Pecorino doc ’09
alcool 13 % - circa € 6.
Società Agribiologica S. Filippo
contrada Ciafone 17/A, località Borgo Miriam, Offida(AP)
http://www.vinisanfilippo.it/

domenica 11 marzo 2012

Pinot Grigio '08 Jermann

Un Pinot Grigio perfettamente in linea con lo stile cosiddetto “modernista” di casa Jermann.

Color giallo paglia piuttosto carico, non limpidissimo, quasi torbidescente.

Intenso e complesso, più al naso che al palato.
Nella prima fase, il frutto, la mela golden, l'ananas sono in secondo piano rispetto ai toni vegetali di erba tagliata e alla mineralità.
Quadro olfattivo variegato, con nota di buccia d’arancia candita a corredo.

Fase gustativa coerente, ma meno complessa della precedente.
In evidenza mela, frutta secca, gherigli di noce.
Glicerico, tendenzialmente morbido, consistente.
Finale con sensazione amaricante.

Venezia Giulia igt Pinot Grigio’08
alcool 13% - circa € 13.
Azienda Jermann - Villanova di Farra (GO)
http://www.jermann.it/
Abbinato su: mazzancolle al vino bianco
procedimento
Soffritto di rosmarino, olio extra vergine oliva, aglio in camicia e peperoncino.
Aggiungere le mazzancolle e sfumare col vino bianco.
Olive nere secondo gusto.
Meno di un quarto d’ora di cottura.

giovedì 8 marzo 2012

Dezio vigneto beccaccia '07, Fattoria Dezi.

In versione magnum da 1,5 litri.
Blend di Montepulciano e Sangiovese con taglio minoritario del secondo.
Rosso rubino scuro, di media consistenza.
Note olfattive piuttosto interessanti, giocate su toni maturi di frutta nera macerata e terziari di liquirizia, profumi di caffè, speziatura leggera di pepe e cannella.
Al gusto le note fruttate, in particolare marasca, prevalgono sulle speziate, pur confermandosi sostanzialmente le impressioni rilevate all’analisi olfattiva.
Tannino sostenuto e vibrante, spalla acida graffiante (lievemente sopra le righe e personalmente proprio per questo graditi), segnano profondamente il quadro gustativo e danno carattere.
Chiusura amarognola su nota di caffè espresso.

Abbinato su tagliata al rosmarino
Marche rosso igt ‘07 Dezio vigneto beccaccia
formato Magnum da 1,5 litri
alcool 13,5% - circa € 25.
Fattoria Dezi
contrada Fontemaggio 14, Servigliano (FM)
tel: 0734.710090

domenica 4 marzo 2012

Hotel Ristorante San Marco (da Zenà) in Servigliano.

Ristorante di carne di antica tradizione risalente al secolo scorso.
La famiglia Cordari può essere considerata antesignana della ristorazione in questo territorio.
Nel corso degli anni l'attività di famiglia si è evoluta, passando da piccola locanda nel centro storico di Servigliano (Fm) gestita da Totti Zenaide-Zenà-, all'attuale Hotel Ristorante realizzato sulla fine degli anni '60 in grado di fornire tra l'altro, servizio di catering e banqueting.
La buona fama di cui gode il ristorante è senza dubbio un'eredità del passato, ma a mio parere è anche la conseguenza diretta di una gestione accorta, molto attenta a fattori decisamente sostanziali: utilizzo di buone materie prime e capacità di proporre qualità rimanendo in sintonia con le tradizioni, i gusti, la territorialità.
Il ristorante dispone di tre sale su due piani sovrapposti: una sorta di privèe, la sala di medie dimensioni con enorme girarrosto a vista, la sala grande al piano superiore adibita a banchetti.
Più o meno 400 i coperti complessivi.
maialino allo spiedo
Menù
Antipasti caldi e freddi (affettati locali, coratella d'agnello, trippa in umido spolverata di pecorino, crostini caldi)
Tagliata al rosmarino
Maialino allo spiedo
Bis di tagliata al rosmarino
1 semifreddo al pistacchio
2 amaro e caffè
Vini:
1 Marche rosso igt Dezio vigneto beccaccia '07 in versione magnum da 1,5 l. dell'azienda Dezi di Servigliano ( http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/03/marche-rosso-igt-dezio-vigneto.html )
2 Marche rosso igt Solo '08 in versione normale da 75 cl. della stessa azienda ( http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/10/solo-08-di-fattoria-dezi.html ).
Totale conto finale per 5 persone: € 250.
Hotel Ristorante San Marco - via Garibaldi 14 - Servigliano (Fm)
tel: 0734 750761
fax: 0734 750740
email: info@hotelristorantesanmarco.it
web: http://www.hotelristorantesanmarco.it/