domenica 30 maggio 2010

Cantine Aperte 2010

Immancabile tour di fine maggio organizzato dal Movimento Turismo del Vino.
Incontri, degustazioni, promozione del settore, direttamente tra i filari; toccando con mano gli aspetti tecnici di produzione per assimilarne risvolti e problematiche.
Sulla base delle esperienze di precedenti edizioni, l'impressione ricavata da quest'ultima è di un sensibile calo di interesse e partecipazione.
Si tratterà di valutarne attentamente le ragioni.
Ma tant'è! Quasi insensibili ad esse, si punta in prima battuta direzione Ripatransone (AP), presso l'amico Giovanni Vagnoni dell'azienda Le Caniette.
Modernità e tradizione vanno a braccetto all'interno dello stilizzato padiglione degustazioni.
Procedendo verso nord, entriamo nel territorio della provincia di Fermo, presso l'azienda Madonnabruna di Paolo Petracci.
Atmosfera familiare e genuino senso della misura anche nei vini proposti.
Tocchiamo anche la provincia di Macerata, visitando l'azienda Fontezoppa a Civitanova Alta.
Trentacinque ettari di proprietà, suddivisi tra il territorio dei comuni di Serrapetrona e Civitanova Marche. Produzione su larga scala di autoctoni: Ribona, Lacrima di Morro d'Alba, Vernaccia di Serrapetrona. Accanto selezioni più mirate da vitigno internazionale: Pinot Nero e Cabernet Sauvignon.
Pausa pranzo in questa stessa sede presso l'adiacente ed omonima Locanda. Struttura moderna, di stile minimalista, dove abbiamo degustato: primo piatto di penne, carciofi, fave e piselli ed un tradizionalissimo e buonissimo coniglio in porchetta; bagnati con Carapetto Marche rosso igt '07 da uve cabernet sauvignon, dell'azienda che ci ospitava.
Conclusione del tour a Morrovalle (MC), presso l'azienda Capinera. Buono il livello medio, con menzione per i rossi di punta, ovvero Duca Guarnerio da uve montepulciano e sangiovese e Cardinal Minio da uve merlot. Veramente eccellenti i due bianchi principali: Fontelata da uve sauvignon e La Capinera Selezione da uve chardonnay; quest'ultimo da 15%vol. fermentato ed affinato in barrique, inseguendo modelli d'oltralpe per finezza ed equilibrio d'impianto.

sabato 22 maggio 2010

Brodetto di Porto S. Giorgio

Prendendo a pretesto usi e costumi che lo prevedono dedicato esclusivamente al pesce, utilizziamo quest'ultimo venerdì appena trascorso, per organizzare una cena casalinga, fatta di piatti poveri nella forma, ma ricchi di profumi, sapori e sostanza.
Un cordone ombelicale che ci lega inesorabilmente alla cucina del territorio e alla tradizione marinara locale.
Antipasto di cozze del Cozzaro Nero (titolare dell'unico allevamento in mare aperto di cozze al largo di Porto S. Giorgio) gratinate al forno.
Chitarrine fatte in casa al profumo di mare; ovverossia sugo alla marinara rosso con seppie, scampetti, vongole, cozze, aglio, peperoncino, prezzemolo e vino bianco.
Brodetto alla sangiorgese, ovvero zuppa di pesce con  pesce cosiddetto povero e cioè: pesce prete, tracina, gallinella, mazzancolle, scampi, rana pescatrice, razza, scorfano, gattuccio e seppia, cucinati con pomodoro verde, cipolla, aceto, vino bianco e spezie varie, in questo caso senza peperone, normalmente facoltativo.
Degustati per l'occasione tre vini bianchi da pesce di buon livello. Il Verdicchio in chiusura di progressione gustativa, in abbinamento al brodetto.

Offida Pecorino doc Irata '09 dell'azienda Clara Marcelli di Castorano (AP)
Collio Sauvignon doc '07 di Renato Keber
Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico superiore Le Case '06 dell'azienda Vallerosa Bonci di Cupramontana (AN).
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Lu Brudittu (ricetta in vernacolo, del marinaio sangiorgese).
"Pe' fa lu brudittu bònu, ce vò lo pescio iusto!
Se sfrìe la cepolla.
Quanno è bella rosolata, se vutta l'acèta; po' se mette la pummadòra.
Se te ce piace anche 'mmoccò de saittì.
Po' se fa coce le seccie.
Dopo se mette le panocchie, li scampitti, le code de rospu, du' sfoglie e du' mirlucci.
Se fa coce piano piano.
Se sbizzùra l'erbetta e se vutta sopra.
Quanno lu brudittu è cottu, se prepara lo pà 'bbrustulìto.
...e se magna!!".

post correlato:
http://brodetto-portosangiorgio-live-video-ricetta.html

domenica 16 maggio 2010

Osteria Gastone

Mancanza di proposta, mente vuota, come afflitta da sindrome metereopatica. Tutto è ovattato sotto il cielo plumbeo: pure le idee.
Passeggiando in cerca di spunti validi per una scelta gourmand, arriviamo per forza d'inerzia di fronte all'Osteria Gastone: un'oasi nel deserto!
Soddisfatti ci accomodiamo.
L'ambiente è raccolto, pochi tavoli, una decina, senza tovagliato, di stile minimalista. Si gioca sul contrasto tra i figurativi moderni in bella mostra alle pareti e il mobilio in legno di stile classico, tra cui spicca un prezioso giradischi d'antiquariato perfettamente funzionante con tanto di fruscii d'altri tempi, risalente al 1918.
La proposta di cucina è moderatamente creativa. In sintonia con un target giovane, cerca di coglierne desideri e tendenze; con un occhio attento alla materia prima.
Entrè con bignè ripieno di zucchina, poi di seguito: 1) selezione antipasti del giorno comprendente in successione: petto d'anatra affumicato con sale alle spezie e arancia, carciofo al verdicchio, vellutata di fave, maffin di grana padano con confettura di pere e vino rosso. 3) crudità di carne, ovvero: tataki cipolle rosse di tropea e aceto balsamico, carpaccio alle erbe aromatiche, involtino di carpaccio con sedano e vinagrette leggermente piccante alla vaniglia. 4) tagliata di manzo razza marchigiana. 4) selezione formaggi freschi e stagionati, tra cui spiccavano Casera di Valtellina, Ragusano dop, Comtè aoc e Gorgonzola.
Il tutto bagnato con: Orano Marche rosso igt '06 dell'azienda Maria Pia Castelli di Monte Urano (FM) e Notari '04 Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane docg dell'azienda Bruno Nicodemi di Notaresco (TE).
Solito Caolila a chiudere.
Totale conto finale per quattro persone: € 210.
Osteria Gastone- via Giordano Bruno 76- 63017 Porto S. Giorgio (FM)- info e prenotazioni: 0734.673898 - 3929154936.
p.s.: dalla prossima settimana inizia il periodo di chiusura estiva.

domenica 9 maggio 2010

Marche rosso igt '05 Per Domenico, Fausti Vini.

Siamo di fronte ad un vino ottenuto da uva Syrah.
Si tratta del risultato lusinghiero di un lavoro iniziato in vigna e rivolto ad esaltare i caratteri dell'uva.
Tale lavoro è stato realizzato facendo leva su tre capisaldi:
1) consentire ad ogni singola pianta di accumulare energia, salvaguardandone l'impianto fogliario ed evitando cimature esasperate
2) selezione grappoli
3) esatta valutazione del grado di maturazione fenolica e susseguente vendemmia realizzata in tempi ristretti.
Questo vino che è stato affinato per 18 mesi in barrique, si presenta alla vista di color rosso rubino molto scuro, tendente al viola prugna.
Un impatto visivo vigoroso di antociani, che evidenzia tutta la carica polifenolica di un vitigno di rara energia, come appunto l'uva Syrah.
Profumato e vibrante al naso di note balsamiche, cuoio, frutta nera macerata, spezie: mai sopra le righe nonostante la complessità.
Perfetta corrispondenza gustolfattiva.
La tipica nota di pepe nero è stemperata dall'alcool, poi ribes e piccoli frutti.
Il tannino è levigato e regala un finale vellutato.
Ampio e persistente in chiusura.
Il vitigno trova in questa porzione di territorio (nei pressi della foce del fiume Tenna, in provincia di Fermo), il contesto pedoclimatico adatto per esprimersi al meglio.
Lo trova in verità anche in altre zone poste alle stesse latitudini; tant'è che secondo il parere di esperti, sarebbe il caso di affiancare all'etichetta di "internazionale" quella di "centro mediterraneo", a significarne il territorio d'elezione.
Marche rosso igt '05 Per Domenico - alcool 14 % - circa € 20 in azienda.
Fausti vini, contrada Castelletta 15 - 63900 Fermo
tel +39 0734.621023 - +39 0734 620492
fax 0734 620492
email  faustivini@gmail.com

sabato 1 maggio 2010

I terroir del Montepulciano

Cronaca dell'evento "I terroir del Montepulciano", tenutosi venerdì 30 aprile in occasione di "Fritto Misto 2010" ad Ascoli Piceno.
La location ricavata nel chiostro della Chiesa di S.Francesco, fa da degna cornice.
Giampaolo Gravina, coordinatore regionale I Vini d'Italia dell'Espresso, guida la degustazione orizzontale cieca di 6 vini annata 2004 ottenuti da uva Montepulciano.
Un appassionante confronto tra prestigiose etichette provenienti dalle tre zone d'elezione: Abruzzo, ConeroPiceno.
Giampaolo Gravina
guida la degustazione
I vini esaminati sono Riserve annata 2004.
foto intravino.com
1) Montepulciano d'Abruzzo di Emidio Pepe di Torano Nuovo (TE): lascia qualche perplessità, già dal colore piuttosto scarico si percepisce un limite strutturale, pienamente confermato dalla scarsa espressività olfattiva e dalla magrezza gustativa.
Un'annata sotto tono, rispetto a quelle precedenti e successive.
2) Montepulciano d'Abruzzo Cocciapazza dell'azienda Torre dei Beati di Loreto Aprutino (PE): il primo impatto olfattivo è segnato da note balsamiche, cuoio e vagamente d'idrocarburo, poi però dopo adeguata ossigenazione, si apre verso sensazioni leggermente fruttate e anche floreali che riportano al territorio di provenienza e lo rendono distinguibile.
Anche al palato conferma le stesse sensazioni.
Considerando il costo intorno ai 15 euro, risulta da podio per qualità-prezzo.
3) Erasmo Castelli dell'azienda Maria Pia Castelli di Monte Urano (FM): qui si comincia ad andare sul pesante.
Il colore è nero, compatto, impenetrabile.
I profumi  sembrano filtrati dalla massa sovrastante, ma non trovano ostacoli.
Intenso in questa fase ed austero: la nota alcolica avvolgente contribuisce ad un imprinting di grande eleganza.
A mio parere ha la miglior corrispondenza gustolfattiva tra tutti i vini della serata.
Bocca dotata di motilità, ben articolata sui toni del cioccolato fondente, del frutto in confettura e speziata nel finale.
Top wine.
4) Dorico dell'azienda Moroder di Ancona: compatto, di grande concentrazione.
Note olfattive tendenti al cuoio; o meglio tra l'erbaceo di erbe officinali e l'animale.
Non raggiunge pulizia di profumi.
Al palato è asciugante, tannino astringente.
A sorpresa dopo un paio d'ore di sosta nel calice, sembra recuperare grassezza: molto migliorato.
5) Sassi Neri dell'azienda Fattoria le Terrazze di Numana (AN): si continua a stare sul pesante per concentrazione di colore e sostanza.
Le successive fasi lasciano delle perplessità.
Nota olfattiva alcolica, leggermente prevaricante in prima battuta, poi si attenua.
Sia al naso che al gusto è giocato sui toni della marasca sotto spirito e delle speziature.
Palato non particolarmente materico, denota un limite di profondità.
In generale tutti i vini degustati hanno trovato beneficio dalla prolungata sosta nel calice, ad eccezione di questo.
Finale con sensazioni affumicate, di vino quasi risolto.
6) Kurni dell'azienda Oasi degli Angeli di Cupramarittima (AP): un vino inconfondibile, destinato a recitare sempre il ruolo di protagonista per iperbole e persistenza.
Ho comunque rilevato in quest'annata una certa discontinuità tra le note olfattive e gustative: più maturità nelle prime, più frutto fresco nelle seconde.
Il primo impatto al palato è contraddistinto da sensazioni speziate e liquirizia, che però tendono ad essere sovrastate dal fruttato dolciastro della ciliegia: glicerico e morbido in questa fase.
Massa materica notevole che necessita di tempi di maturazione lunghi e di sosta in bottiglia.
Lo storico
Caffè Meletti
ad Ascoli Piceno
post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2010/03/il-montepulciano-vitigno.html

martedì 20 aprile 2010

Pinot Nero '03 Colle Monteverde, Tenute Rio Maggio.

Pinot Nero dalla regione Marche.
Si presenta alla vista di color rosso scarlatto scarico, limpido, trasparente.
Le successive fasi contrastano con quella visiva e trasmettono meglio la consistenza di questo vino di notevole struttura.
Al naso il bouquet è intrigante con note erbacee di peperone e balsamiche, piccoli frutti rossi stramaturi, prugna macerata, avvolgenza alcolica.
Al palato si apre senza freni inibitori.
Ampio e austero allo stesso tempo.
Le note già rilevate all'analisi olfattiva, trovano piena conferma.
Il frutto tende a virare su sensazioni più mature e complesse: cuoio, cacao, spezie dolci.
In chiusura spiragli di freschezze danno il sostegno a tutta l'impalcatura.

Vinificato in acciaio, maturato per 16 mesi in barrique e successivi 12 mesi in bottiglia.
Le difficoltà che il Pinot Nero oggettivamente si porta dietro, per ciò che concerne coltivazione e vinificazione, sono state di fatto superate per la cura quasi maniacale che l'azienda ormai da molti anni dedica al vitigno.
Le esperienze fatte negli anni scorsi, hanno fornito dati importanti sui pregi e difetti di quest'uva non facile e sulla sua capacità d'adattarsi più o meno bene a contesti pedoclimatici diversi.
In particolare quest'annata, mi pare d'eccellenza assoluta.

Marche igt Pinot Nero '03 Colle Monteverde
alcool 13,5 % - circa € 20.
Tenute Rio Maggio, contrada Vallone 41, Montegranaro (FM)
http://www.riomaggio.it/

post correlato:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2010/03/il-venerdi-di-recupero.html

lunedì 12 aprile 2010

Ristorante Osteria Tre Nodi a Porto San Giorgio

Ristorante di pesce sul lungomare di Porto S. Giorgio (Fm).
Ambiente ideale per cenette romantiche. Si cena infatti a lume di candela; luci basse nelle due sale adiacenti, rivestite in legno sia nel perimetro che in controsoffittatura.
L'ampia vetrata copre tutta la lunghezza della sala principale che guarda il lungomare e il prospiciente arenile.
Un commento musicale soft accompagna la serata e fa da colonna sonora inesorabilmente ruffiana. I pezzi scelti da Paolo "direttore d'orchestra" e affabulatore di sala, arrivano anche ad emozionare: si va da Bocelli ad Aznavour, da James Taylor a "torna a Surriento", fino a Zizi Possi meravigliosa interprete di Fado.
Conformemente all'ambiente in questione, anche l'attività del personale di sala è improntata a una certa qual forma di discrezione, quasi per non invadere la sfera privata del cliente o tanto meno fargli pesare il formalismo del servizio.
Al di là comunque del contesto ambientale rilassato e tranquillo che pure c'ha la sua indubbia importanza, l'elemento che ritengo di sottolineare maggiormente, anche a seguito delle conferme ottenute nelle ripetute visite fatte nel corso degli anni, è la capacità di questo ristorante di riuscire a fare cucina di qualità restando nel solco della tradizione locale.
L'impressione cioè, è che di fatto riesca a conciliare i gusti diffusi e le abitudini alimentari generalizzate in questo ambito territoriale, con la creatività e gli input espressivi della chef, volutamente non impermeabili agli influssi fusion di altre cucine europee.
In questo modo l'offerta di cucina risulta avere un suo carattere tipico, oltremodo identitaria, non standardizzata.
La mano della chef la si ritrova ancor più, a mio modo di vedere, nella capacità di trattare la materia prima: cotture sempre appropriate a garanzia sia dei sapori autentici che delle esperienze sensoriali.
Menù della serata.
1 gamberetti caldi all'imperiale in salsa bianca leggermente piccante.
2 selezione di tre antipasti del giorno (il tris di antipasti comprende: filetti di sgombro affumicato, spiedini di gamberetti al forno, tentacolo di polipo bollito e finito sulla piastra).
3 fusilli avvelenati del corsaro.
1 spigola alla piastra.
1/2 razza in guazzetto.
2 gelato alla crema con caffè macinato e rhum, 1 mousse al gianduia.
I vini:
Falerio dei Colli Ascolani Naumachos '08 dell'azienda Carminucci di Grottammare (AP).
Verdicchio dei Castelli di Jesi classico riserva Pietrone '06 dell'azienda Vallerosa Bonci di Cupramontana (AN), un vero colosso da uve surmature, perfetto sia sul primo piatto piccante che sulla spigola.
Totale conto finale per tre persone € 220.
Osteria Tre Nodi
lungomare Antonio Gramsci, 395 - 63822 Porto San Giorgio (Fm)
Tel: 0734 277651
osteriatrenodi@yahoo.it
https://www.osteriatrenodi.it/

venerdì 2 aprile 2010

Conero Docg Rossini '05, Piantate Lunghe winery.

Piantate Lunghe dispone di appena quattro ettari di vigneto a ridosso del Monte Conero, dalle cui parcelle più alte e ventilate provengono le uve destinate alla produzione di questo piccolo gioiello di eleganza e raffinatezza.
I caratteri sono quelli tipici del vitigno Montepulciano: rosso scuro, impenetrabile, concentrato alla vista, profumato di marasca in equilibrio con le note terziarie, di grande coerenza gustolfattiva, morbido e levigato al palato.
Sensazioni di frutta nera matura, sostenute da buona acidità, garantiscono un sorso piacevole e lungo.
foto d'archivio
Dedicato in etichetta al pittore Francesco Rossini, che con levità e rigore formale rappresentava i paesaggi collinari del Conero.
In qualche modo questo vino è anch'esso il risultato della combinazione di due elementi apparentemente in contrasto tra loro: il rigore del supporto tecnologico e la levità interpretativa dell'uomo. L'andamento meteorologico naturale e la stagionalità, sono imbrigliati in adeguate vinificazioni. Libere scelte al servizio del progetto.
Di fronte a questioni di bilancio, di marketing e di gestione d'impresa, l'accostamento al mondo dell'arte potrebbe anche sembrare azzardato; senonchè in viticoltura, l'aspetto passionale è un momento pregnante e imprescindibile, nonostante sia spesso sovrastato o nascosto da tematiche molto più materialistiche. A volte, come in questo caso, si riesce a trovare lo spazio per dargli espressione concreta.
Conero Riserva docg '05 Rossini - alcool 13,5%, circa € 20.
Azienda Agricola Piantate Lunghe, viale della Vittoria 49, Ancona.
post correlato:
http://Piantate Lunghe-aziende vinicole marchigiane-.html

domenica 28 marzo 2010

Osteria dell'Arco a Magliano di Tenna

Ci troviamo in località Magliano di Tenna (Fm), in zona collinare a circa 12 Km dal litorale Adriatico.
Nel centro storico di questo tipico "paesotto" dell'entroterra marchigiano, troviamo un accogliente ristorantino a conduzione familiare.
Una sessantina di coperti suddivisi in due salette adiacenti.
Ambiente di tipo rustico, con focolare e punto cottura a vista.
fiorentina di scottona
Proposta di cucina nel solco della tradizione, senza particolari spunti creativi, ma indirizzata a valorizzare la materia prima.
filetto al lardo
Menu della serata.
1 antipasto salumi del signor Passamonti di Monte Vidon Combatte.
5 mezze maniche Mancini al ragù d'agnello con formaggio di fossa.
2 tagliata al rosmarino con patate arrosto.
1 filetto al lardo di Colonnata.
1 taglio di fiorentina di circa un chilo da scottona di razza bavarese (..da non perdere quando disponibile).
2 tiramisù, 1 semifreddo al pistacchio, 2 fagottino di mele con gelato alla vaniglia.
fagottino di mele
con gelato
I vini.
Rosso Piceno Vigneto Contrada Vallone '07 di Tenute Rio Maggio.
Marche rosso igt Oppidum '02 dell'azienda Ciù Ciù.
Totale conto finale € 200.
Osteria dell'Arco
Piazza Gramsci 27, 63832 Magliano di Tenna (Fm)
tel. 0734 631630 - 338 363 1128
http://www.osteriaarco.it/

mercoledì 24 marzo 2010

E' tutto un magna magna.

Weekend enogastronomico
Pranzo marinaro "inter nos" e successiva cena al ristorante Il Crepuscolo di Porto S. Giorgio (Fm) a base di affettati nostrani e tagliata al rosmarino, abbinati su Toscana igt Vigorello '98 (sangiovese e cabernet sauvignon) dell'azienda San Felice di Castelnuovo Berardenga (Si).
Visita Il Crepuscolo nella vecchia sede (post di repertorio):

Di tutt'altro tenore il pranzo marinaro "inter nos".
Il convivio propone:
frutti di mare, alici, sarde marinate,
vongole nostrane in guazzetto

Spaghetti aglio, olio extra vergine, peperoncino (saittì nel gergo locale)
e bottarga di tonno

Crocette (tipico mollusco gasteropode del mare Adriatico) al sugo

Vino:
Marche igt Chardonnay '09 Villa Angela,
Velenosi Vini di Ascoli Piceno

Dessert:
semifreddo di pasticceria Patrizio di Porto S. Giorgio (Fm),
limoncino artigianale in accompagnamento.
live video:

sabato 20 marzo 2010

Rosso Piceno doc Morellone '02, Le Caniette

Un Rosso Piceno "superiore" di fatto, ma non ancora di nome.
Tale introduzione va spiegata:
il termine Superiore nella Doc Rosso Piceno, non ha lo scopo di magnificare la qualità del vino, ma è un riferimento territoriale previsto dal disciplinare di produzione, a tutela dell'area storica.
Sta cioè ad indicare che il vino è stato prodotto in una ristretta zona della provincia di Ascoli Piceno nella regione Marche, in un'area collinare a ridosso della sponda sinistra del fiume Tronto che si estende dal mare Adriatico fino ad Ascoli Piceno, delimitata a sud dalla via Salaria e a nord dalla strada Ripatransone-Grottammare.

L'azienda vinicola Le Caniette della famiglia Vagnoni, veniva a trovarsi confinante con l'estremo limite nord della predetta area e quindi i suoi vini rossi non hanno potuto fregiarsi fino a ieri del termine Superiore per una mera questione burocratica.

Le rettifiche al disciplinare di produzione dei vini a denominazione d'origine controllata "Rosso Piceno" e "Rosso Piceno Superiore" apportate con Decreto Ministeriale del 2011, fissando nuovi confini territoriali dell'area di produzione, consentono oggi a Le Caniette così come ad altre aziende limitrofe, di entrare a pieno titolo nell'area di produzione del "Rosso Piceno Superiore".
Le nuove disposizioni stabilite dal Decreto Ministeriale entrano in vigore a partire dalla campagna vendemmiale 2011-2012.
La degustazione di questo Rosso Piceno doc Morellone, ottenuto da selezione di uve, consente di acquisire facilmente e memorizzare, i caratteri salienti dei due vitigni principe di questa zona: il Montepulciano e il Sangiovese.

Il vino si presenta di color rosso rubino scuro, compatto, tendente al granato.
Bellissime impressioni olfattive, complesse e variegate: frutta rossa e nera stramatura sotto spirito (marasca, prugna), humus, sottobosco, un'intrigante vena di liquirizia.
Intenso ed etereo: sollecita emozioni.
Questi caratteri ritornano esattamente al palato: ampio, avvolgente, persistente, arricchito da tannino levigato.
Il legno piccolo d'affinamento svolge egregiamente il proprio compito, arrotonda le esuberanze senza prevaricare, ottimizzando il rapporto tra morbidezza e caratteri varietali.
Finale con leggere sensazioni retronasali empireumatiche da surmaturazione.

Rosso Piceno doc '02 Morellone - alcool 14,5 % - circa € 18.
Azienda Agricola Le Caniette
contrada Canali 23 - 63038 Ripatransone (AP).
www.lecaniette.it

Post correlato: http://vinidiconfine.blogspot.it/2010/02/le-caniette.html 

domenica 14 marzo 2010

Il Montepulciano vitigno

Il Montepulciano è l'uva a bacca rossa "regina" del territorio abruzzese e marchigiano: qui trova il suo habitat ideale.
L'origine del nome è incerta: non ha nulla a che fare con l'omonima città in provincia di Siena nè col Prugnolo Gentile alla base della Docg "Vino Nobile di Montepulciano".
In realtà sembra che il vitigno Montepulciano abbia avuto origine in Abruzzo e l'equivoco sul nome risalga ad un frettoloso collegamento tra due diverse realtà geografiche, fatto dagli ampelografi dei primi anni del XIX secolo.
Il Montepulciano è un'uva a maturazione tardiva, ricca di antociani, da cui si ottengono vini con lungo retrogusto e tannino vivido, contraddistinti sia al gusto che all'olfatto da sensazioni che ricordano l'amarena, la ciliegia matura che possono virare verso note speziate, cuoio e liquirizia.
Questa uva nel passato, veniva utilizzata prevalentemente come "uva da taglio" perchè conferiva potenza e intensità di profumi ai vini.
Oggi l'evoluzione enologica ha liberato tutte le potenzialità del Montepulciano e molte aziende sono in grado di esprimere vini di levatura mondiale.
Si tratta di un'uva versatile, in grado di coprire tutto lo spettro produttivo: può dar luogo sia a vini d'uso quotidiano non particolarmente complessi e di facile approccio, sia a versioni rosé (ferme e spumantizzate), sia a vini complessi, di grande profondità e struttura.
La capacità d'esprimere prodotti d'eccellenza, varia in relazione all'età dei vigneti.
Coltivato prevalentemente nelle regioni del centro-sud Italia, trova la sua zona d'elezione nella fascia di territorio compresa tra la linea collinare sub-appenninica e il mare Adriatico, estesa dalla regione Marche fino all'Abruzzo, al Molise, alla Puglia settentrionale.
E' in questa macro area che il Montepulciano dà il meglio di sè, per questioni legate al clima, al terreno, all'esposizione e consente ai viticoltori declinazioni diverse, dalle più semplici alle più complesse, da solo o in combinazione con altri vitigni.
All'interno di questa macro area è possibile individuarne altre tre, dove la diversa condizione pedoclimatica va ad incidere sui caratteri e le sfumature dei vini prodotti: quella abruzzese, quella del sud delle Marche e quella più a nord, comprendente la provincia di Ancona.
In Abruzzo l'escursione termica, dovuta alla vicinanza della catena appenninica, di solito determina una maggiore ampiezza delle nuances olfattive.
In provincia di Ancona, l'influenza del vicino mare Adriatico può invece accentuare sfumature minerali e salmastre.
Nell'ascolano il terreno collinare a calanchi e la tradizionale combinazione col vitigno Sangiovese, producono vini in genere grintosi, a volte esuberanti.
La diversità di terroir e di tradizioni vitivinicole regalano, pur nelle differenti sfumature, vini sempre inconfondibili. 
Degustazione cieca di 6 vini Riserva ottenuti da uve Montepulciano:
YouTube Channel:

martedì 9 marzo 2010

Marche rosso Cuma '05, Azienda Biologica Sgaly.

Blend di Montepulciano e Barbera delle colline marchigiane, dal colore rosso rubino scuro, con sfumature violacee, di media consistenza, limpido.
Naso più intenso che complesso, con parte alcolica sovrastante rispetto alle sensazioni fruttate di lampone e floreali di rosa.
Bocca non voluminosa, richiama solo in parte le sensazioni olfattive.
In prima battuta evidenze di tabacco, tostatura e spezie dolci prevalgono sul fruttato.
Poi la freschezza del Barbera diventa predominante e marchia l'intero quadro organolettico, rifiutando compromessi.
L'impressione finale è quella di un vino di carattere, leggermente sbilanciato sulle parti dure.
Per queste doti e per coglierne al meglio le sfumature, andrebbe abbinato ad hoc,
su piatti di carne a tendenza dolce: spezzatino di maiale alle castagne.
Marche rosso igt '05 Cuma - alcool 13,5 % - € 11 in azienda.
Azienda Agricola Biologica Sgaly di Tommaso Sgalippa.
via Aso 47- 63020 Ortezzano (Fm).
tel/fax: +39 0734 770012
mob: +39 335 6146325
email: info@sgaly.it
web: http://www.sgaly.it/
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domenica 7 marzo 2010

Il Venerdì di Recupero

Il Venerdì di "Recupero"
gourmet-comic insert
Siete delusi?
Il destino vi sembra nemico?
Non preoccupatevi!
Avete appena perso, per chiusura iscrizioni, una cena degustazione con vini abbinati?
Per giunta la moglie dell'enologo che doveva descriverli, ha dato alla luce un figlio costringendo a rimandare il tutto a data da destinarsi?
Non preoccupatevi!
Gli amici, per seguirvi, hanno declinato altri inviti, ritrovandosene invece di due...manco uno e vorrebbero lapidarvi?
Non preoccupatevi!
Potete sempre contare su:
"Il Venerdì di Recupero"!
(l'esperta cuoca Marcisìna ha sempre valide soluzioni di ripiego)
Salviamo la serata in extremis con:
- Coratella d'agnello saltata in padella.
- Funghi champignon ripieni al forno (troppo pochi!...terminati prima della foto).
- Spalletta d'agnello in salmì aromatizzata all'arancio.
Rinaldo propone i seguenti vini.
Sulla coratella:
Marche igt Pinot Nero '03 Colle Monteverde -Tenute Rio Maggio.
Un gran bel vino, di corpo: stile Schweizer di Franz Haas.
Sui funghi champignon:
Rosso Conero doc '02 Sassi Neri - Fattoria Le Terrazze.
Nero ed impenetrabile Montepulciano, con note prevalenti di prugna stramatura.
Andava bene anche da solo a fine pasto.
Sulla spalletta d'agnello:
Tignanello 1999 - Marchesi Antinori.
Aperto un paio d'ore prima...troppo tardi!
Più ossigenava, più migliorava.
Fatto fuori prima di avere avuto il tempo di esprimersi al meglio.
La progressione gustativa ideale secondo me:
- Pinot Nero messo per primo, andava per terzo,
- Rosso Conero messo per secondo, andava per primo,
- Tignanello messo per terzo, andava per secondo.
Annate ormai irreperibili, credo: fate vobis.
per chiudere:
- semifreddo artigianale di Bar Ciferri di Porto S. Giorgio (Fm).
- Caol Ila a volontà.

martedì 2 marzo 2010

Ristorante I Piceni a Ortezzano (Fm).

Siamo nella regione Marche, alla ricerca di gustose esperienze gourmet.
Dal litorale fermano verso l'entroterra, attraverso la Valdaso, arriviamo ad Ortezzano (Fm).
Tra le stradine strette, le basse case, le torrette merlate, ci accoglie rigenerante la pace assoluta del borgo medioevale.
La trasferta inizia sotto i migliori auspici e si conclude degnamente intorno alla tavola.
Ristorante I Piceni offre un ambiente fine e raccolto.
Nel periodo estivo disponibili tavoli all'aperto sulla terrazza panoramica.
Servizio informale e cordiale.
Menù con diverse opzioni.
Discreta cantina con prevalenza di etichette locali.
coniglio in porchetta
con salsa aromatica
manzo affumicato
al fumo d'alloro
e pecorino di fossa
formaggio
pecorino di fossa
Oserei dire che appiccicare al Ristorante i Piceni l'etichetta di ristorante tipico, potrebbe essere riduttivo.
Indubbiamente e giustamente direi, l'offerta si basa sui piatti della tradizione, ma lo chef Giampiero ci mette del suo in fatto d'interpretazione e creatività, per dare un tocco di personalità ai piatti, rivisitati soprattutto in immagine, senza correre il rischio di stravolgere i caratteri tipici che li legano a questo territorio.
petto d'anatra
al Rosso Piceno
con tortino di verdure
Menù della serata.
Antipasto Piceno:
misto di salumi con focaccia al rosmarino,
manzo affumicato al fumo d'alloro con pecorino di fossa,
coniglio in porchetta con salsa aromatica,
pecorino di fossa, verdure miste passate in pastella e olive fritte.
Primo piatto:
1 linguine al peperoncino con ragù di anatra e porcini in bianco,
3 rigatoni con ragù di agnello e menta.
Secondo piatto:
1 petto d'anatra al rosso piceno con tortino di verdure,
3 agnello scottadito con le erbette.
Dessert:
semifreddo al mistrà
con salsa d'orzo
fagottino
di mele rosa in sfoglia
e gelato alla cannella
I vini
- Marche rosso igt K'un '07 dell'azienda Clara Marcelli di Castorano (AP): ottenuto da uva Montepulciano, vino di corpo, dal gusto merlotizzato, alcool 14%.
- Offida doc Esperanto '03 dell'azienda Ciu Ciu di Offida (AP): blend di Montepulciano e Cabernet Sauvignon, alcool 14,5%, piuttosto muscolare, appropriato alle carni.
Chiusura con Laphroaig e caffè.
Totale conto per quattro persone € 210.
Locanda Ristorante I Piceni - piazza Marcello Savini 1 - 63851 Ortezzano (Fm)
tel. 0734 778000