martedì 20 novembre 2012

Kallmunz restaurant a Merano

Ristorante a Merano (BZ) d’impronta “multietnica”, dovuta a diversi fattori: lo chef Luigi Ottaiano d’origine campana, il personale altoatesino e asiatico, l’orario di lavoro più vicino alle abitudini italiche che a quelle sudtirolesi, la cucina non necessariamente legata a doppio filo con il Sud Tirolo ma propensa a contaminazioni extraregionali.
Non ultimo fattore la”precisione svizzera” nella tempistica di servizio.
Il locale si trova nei pressi del centro di Merano e della passeggiata Lungo Passirio.
Ristorante ricavato da una vecchia rimessa delle carrozze.
Dispone di un’ampia sala con circa 80 coperti, arredata in stile moderno minimalista e tono vagamente rustico, dato dal soffitto in travi di legno.
L’offerta di cucina è d’impostazione tradizionale, curata nella parte estetica, moderatamente creativa.
Carta dei vini e distillati ben articolata, curata dal sommelier Masashi Yamashita.
Possibilità di mescita a bicchiere.
Il Menù
Entrèe: tartare di tonno con salsa al basilico
3 degustazione pesce:
-trancio di salmone al vapore su finocchio marinato al pistacchio e limone, olio vanigliato, indivia riccia
-taglierini di pane al ragù d’astice, asparagi e pomodorino datterino, nocciole e olive taggiasche 
-trancio di rombo con porcini al brandy, salsa scalogno/rafano, tortino di patate.

1 alla carta:
risotto:
radicchio rosso trevigiano, gallinacci, asiago, pere e noci
petto di faraona in purea d’ananas glassata al vino rosso speziato
Pre-dessert:
3 cioccolato bianco e mascarpone
Dessert:
3 dacquoise con bavarese al cocco, mango e papaya,
glasur di frutto della passione, salsa fragola
Vino:
Valle Isarco Kerner ’10 di Pacherhof.
Totale conto finale per quattro persone: € 260
n.d.r.:
nel 2014 il ristorante cambia gestione, ma conserva l'impronta raffinata tra innovazione e tradizione
Kallmunz restaurant
Piazza della Rena 12, Merano (BZ)
tel +39 0473 212917
Email: gourmet@kallmuenz.it
Web: https://www.kallmuenz.it/
ORARI DI APERTURA:
- Lunedì dalle 17:00 a mezzanotte, cucina dalle 18:30 alle 21:30
- Da martedì a sabato, dalle 11:30 alle 15:00 e dalle 17:00 alle 24:00
cucina aperta dalle 12:00 alle 14:30 e dalle 18:30 alle 21:30

giovedì 15 novembre 2012

Non solo vino a Merano WineFestival 2012

Kurhaus sul Passirio
Si è chiusa la ventunesima edizione dell'esclusiva rassegna meranese dedicata alle produzioni di qualità e alle grandi firme italiane e straniere
http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/11/merano-winefestival-2012-istantanee.html
Nell’ambito della complessa organizzazione, un ruolo non secondario rispetto al momento enoico vero e proprio, hanno avuto le sezioni destinate agli artigiani del gusto (Culinaria) e agli chef di alto livello (GourmetArena).
Proprio in questi due ambiti particolare rilevanza ha assunto la partecipazione della regione Marche, in special modo della provincia di Fermo.
Nella tarda mattinata di sabato 10 novembre infatti, nell’ambito di Gourmet Arena, lo chef stellato Danilo Bei del ristorante Emilio di Casabianca di Fermo, introdotto da Anna Maria Simonini, ha proposto uno strepitoso “cannelloncini e mazzancolle dell’Adriatico, con salsa di zucchine”, dal gusto intenso e grande finezza.
Dopo le positive esperienze degli anni passati, l’Azienda Speciale “Fermo Promuove” della Camera di Commercio di Fermo, ha rinnovato la sua presenza a Merano stipulando un accordo con MWF 2012 in base al quale sono stati messi a disposizione spazi istituzionali di promozione del territorio, spazi espositivi per l’artigianato artistico, per l’agroalimentare fermano, nonchè allestita una co-partnership nella realizzazione della cena di gala d’apertura della kermesse meranese.
(riconoscimenti ufficiali alle aziende vinicole, tra cui Maria Pia Castelli, nel corso del Gala Dinner)
Protagonista anche dell’Opening Gala Dinner di venerdì 9 novembre presso la sala Kursaal, lo chef stellato Danilo Bei del ristorante Emilio di Casabianca di Fermo, in collaborazione con lo chef stellato abruzzese William Zonfa del ristorante Magione Papale di L'Aquila.
l'appetizer servito
nel foyer della sala Kursaal
Appetizer chef William Zonfa:
Carpaccio di pomodoro con emulsione di baccalà con Tuille di Zafferano
Salsicce e broccoli con estratto di cipolla
Croccante di fegato di maiale e pecorino
Appetizer chef Danilo Bei:
Ostriche, polpetta di pesce, olive ripiene
Vino: Ferrari Perlè, F.lli Lunelli
sala Kursaal 

Antipasto chef William Zonfa:
Merendina “Magione Papale” filetto di coniglio affumicato al rovere con fagioli e arancia.
Vino: Capelands, South Africa, Sauvignon Whitestone ‘11
Primo piatto chef William Zonfa:
Estratto di barbabietole con tortello di parmigiano e polpetta croccante di pollo al rosmarino.
Vini: Feudo Antico Tullum, Montepulciano d’Abruzzo ‘09
La Fiorita, Brunello di Montalcino Riserva ‘04
Secondo piatto chef Danilo Bei:
Spigola con crema di patate e verdura di stagione
Vino: Maria Pia Castelli, Sant’Isidoro ’10.
Dessert chef Danilo Bei:
Semifreddo di ricotta con cioccolato e frutta candita
Vino: Carlo Pellegrino, Marsala Fine Rubino.
organizzazione e servizio della serata a cura di
Scuola Alberghiera Leonardo da Vinci di L'Aquila

lunedì 12 novembre 2012

Merano Wine Festival 2012, istantanee.

A window on the world è lo slogan che secondo me, sintetizza meglio il senso della rassegna meranese.
Al di là del carattere esclusivo della kermesse, della partecipazione di espositori e aziende italiane presenti in quasi tutti gli altri eventi enoici calendarizzati nell'anno, al di là della complessa organizzazione che dedica ampio spazio a gusto, tipicità e tradizione, ritengo però che sia proprio il carattere d'internazionalità, peraltro fisiologicamente legato alla vocazione mitteleuropea della città, l'aspetto più rilevante e in qualche modo distintivo della manifestazione meranese.
Un'occasione più unica che rara per mettere a confronto le eccellenze nazionali, con quelle estere del vecchio e nuovo mondo.
L'afflusso di visitatori è stato veramente impressionante, in particolare nella giornata di sabato 10 novembre, letteralmente intasando la dozzina di sale espositive dello storico Kurhaus.
Livello qualitativo medio: ovviamente eccellente.
Per questo motivo, resta velleitario il tentativo di operare una qualsivoglia selezione delle degustazioni fatte.
Tuttavia qualche etichetta la segnalo ugualmente:
Barolo Liste '08 di Damilano
Barolo Sorì Ginestra '08 di Conterno Fantino
Caiarossa '08 di Caiarossa
Quintodecimo riserva '07 di Quintodecimo
Vintage Tunina '10 di Jermann
Friulano riserva '08 di Renato Keber
Teodor Belo '08 di Marjan Simcic
Notevole interesse di pubblico per l'Union des Grands Crus de Bordeaux presso la sala Pavillon des Fleurs.
Una bella panoramica sulle produzioni delle varie appellations bordolesi.
Dai toni quasi selvatici cabernetizzati di Margaux e Saint Julien, a quelli più merlotizzati di Pomerol.
Peraltro tutti vini accomunati da un'impronta austera, pur se provenienti da terroir differenti.
Altra caratteristica interessante dell'evento meranese, la messa a disposizione del visitatore, di verticali di singole etichette scelte dall'azienda espositrice. Ciò per dar modo di capire non solo l'andamento evolutivo di un vino, ma anche per far conoscere eventuali cambiamenti di tecniche e scelte di vinificazione intervenuti nel corso degli anni.
E' appunto questa della verticale, l'opzione prescelta dall'azienda Zeni di Bardolino (VR), che ha presentato in degustazione quattro annate di Cruino Rosso Veronese igt, ottenuto da uve Corvina Grossa, sottoposte ad appassimento di 30 o 60 giorni, a seconda dell'annata: 1990, 2004, 2009, 2010.
Vina Simcic
Collio Sloveno
Post correlati:
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http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/11/le-marche-al-merano-wine-festival-2012.html

mercoledì 7 novembre 2012

Primi d'Italia, mezze maniche e melanzane

La Vinea di Offida (AP) è un'associazione di produttori della regione Marche, nata circa trent'anni fa per essere riferimento della produzione di qualità nella provincia di Ascoli Piceno.
La sua attività si sviluppa su vari settori: www.vineamarche.it
Uno dei progetti realizzati da Vinea, è quello della pasta a marchio d'area "Vinea Qualità Picena"
La pasta viene prodotta in due distinte linee: una con semola di grano duro da agricoltura biologica, l'altra con semola di grano duro ottenuto da agricoltura convenzionale a basso impatto ambientale.
Il grano utilizzato proviene esclusivamente da coltivazioni situate nel territorio Piceno e tutte le fasi del processo di produzione della pasta, dalla coltivazione del frumento, all'imbustamento per la commercializzazione sono garantite dal rispetto di un disciplinare tecnico, appositamente redatto e approvato per la tracciabilità della filiera.
Il sistema di rintracciabilità consente di documentare in maniera certa la provenienza delle materie prime e i servizi utilizzati nei processi di coltivazione del frumento, di trasformazione e di distribuzione del prodotto finale.
Per il consumatore dunque, il vantaggio di avere una sorta di carta d'identità della pasta che acquista, oltre alla certezza di portare a tavola un prodotto autenticamente locale.

Con questa pasta lo chef dell'Osteria Ophis di Offida (AP), Daniele Citeroni, ha realizzato la seguente ricetta:
mezze maniche Vinea e melanzane alla parmigiana 

Ingredienti per 4 persone:
500g. di mezze maniche Vinea Qualità Picena - 1 melanzana lunga - 2 pomodori freschi maturi - 2 spicchi d'aglio - peperoncino - 3 cucchiai di olio evo - 100g. di parmigiano - sale - pepe.

Fare dorare l'aglio e il peperoncino nell'olio aggiungendo il pomodoro e la melanzana a cubetti, facendo attenzione a non far asciugare il liquido di cottura delle verdure: cuocere per 15 minuti.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolandola al dente.
Saltare la pasta nel sugo, aggiungere metà del parmigiano e porre il tutto in una pirofila da forno precedentemente unta, spolverare con parmigiano e gratinare per 15 minuti nel forno a 200 gradi.

venerdì 2 novembre 2012

Le Marche al Merano Wine Festival 2012

La rassegna altoatesina dedicata alle produzioni di qualità e alle grandi firme, si svolgerà il 9-10-11-12 novembre negli storici padiglioni del Kurhaus di Merano. L'evento giunto alla ventunesima edizione, vedrà la partecipazione di aziende provenienti da ben 13 nazioni oltre l'Italia.
passeggiata lungo Passirio
La complessa organizzazione prevede non solo degustazione vini, ma altri spazi destinati agli artigiani del gusto (Culinaria), chef di alto livello (GourmetArena), birre artigianali (BeerPassion), vini bio e naturali (BioDynamica), degustazioni guidate di etichette ed annate prestigiose.
Particolare rilevanza assume quest'anno la partecipazione della regione Marche.
Il menù della Cena di Gala d'apertura, in programma venerdì 9 novembre, sarà infatti a cura dello chef Danilo Bei del Ristorante Emilio di Casabianca di Fermo http://www.ristoranteemilio.it/ , in collaborazione con lo chef abruzzese William Zonfa.
Elenco degli espositori della regione Marche.
Culinaria
AZIENDA AGRICOLA CEDOLAVIA POMPEIANA 394 - FERMO ( FM ) Tel. +39 380 5278642 OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
RELAIS IL MARGARITO - C.DA INTRIGLIONE 8 - MONTEFANO ( MC ) Tel. +39 0733 852765 - Fax +39 0733 850675 OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA BIOLOGICO
ANGOLO DI PARADISO - VIA CALVARESI - AMANDOLA ( FM ) Tel. +39 338 8651026 FORMAGGI, LATTE E DERIVATI
MENCARELLI PAOLO - VIA ROMA 57 - CASTELPLANIO ( AN ) Tel. +39 0731 812124 - Fax +39 0731 812124 CIOCCOLATO ARTIGIANALE, TORRONI
PANIFICIO PAGNANI - VICOLO DELLE CARCERI 1 - ARCEVIA ( AN ) Tel. +39 0731 97345 - Fax +39 0731 97165 CROSTATA ALLE NOCCIOLE, BISCOTTERIA ARTIGIANALE
FORNERIA DI TOTO' - VIA CELESTE 577 - SANT'ELPIDIO A MARE ( FM ) Tel. +39 0734 859361 BISCOTTERIA, CIOCCOLATO
LA PASTA DI ALDO - VIA CASTELLETTA 41 - MONTE SAN GIUSTO ( MC ) Tel. +39 0733 837120 - Fax +39 0733 837120 PASTA SECCA ARTIGIANALE ALL'UOVO
MARCOZZI DI CAMPOFILONE - VIA VALDASO - CAMPOFILONE ( AP ) Tel. +39 0734 931725 - Fax +39 0734 931725 PASTA TRADIZIONALE E AROMATIZZATA, PASTA BIOLOGICA E A MARCHIO QM
EUROMAR - VIA VALLE PIANA 80/73 E 80/75 - SAN BENEDETTO DEL TRONTO ( AP ) Tel. +39 0735 654015 - Fax +39 0735 654389 CONSERVE ITTICHE, ACCIUGHE SALATE, SOTT'OLIO E MARINATE
PODERI DEI COLLI - CONTRADA PIAGGE 3 - MONTALTO DELLE MARCHE ( AP ) Tel. +39 0736 828563 - Fax CONFETTURE DI PRUGNA E PESCA, SCIROPPATA DI PESCHE, OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
SI.GI. - CONTRADA ACQUEVIVE 25 - MACERATA ( MC ) Tel. +39 0733 281462 - Fax +39 0733 283164 info@agricolasigi.it - http://www.agricolasigi.com CONFETTURE DI FRUTTI ANTICHI AL NATURALE, GELATINE E SALSE DI VINO, IL GIUGGIOLONE, VINO E VISCIOLE
SALUMIFICIO MEZZALUNA - VIA SAN GIROLAMO NORD, 3 - FERMO ( AP ) Tel. +39 0734 629128 - Fax +39 0734 629128 FIOCCO DI PROSCIUTTO, DOPPIO GUSTO, CULATTA, LARDO SPEZIATO, SALAME FERMANELLO, COPPA DI TESTA
WWW.CIAUSCOLO.IT - VICOLO GUARNIERI 15 - POTENZA PICENA ( MC ) Tel. +39 0733 672291 vendite@ciauscolo.it - http://www.ciauscolo.it CIAUSCOLO, LONZA MARCHIGIANA, LONZINO, SALAMI STAGIONATI
ASS. PRODUTTORI VINO COTTO DEL PICENO - PIAZZA G. MATTEOTTI 2 - LORO PICENO ( MC ) VINO COTTO
LA BOTTEGA DELLA CUCCAGNA - VIA ITALIA 23 - MONTEMONACO ( AP ) Tel. +39 338 4695073 FUNGHI, TARTUFI, SALUMI, FORMAGGI
MAMAFE' PLASTIC UTILITY - CAMPIGLIONE 21 - FERMO ( FM ) Tel. +39 0734 688381 - Fax +39 0734 628372
DISTILLERIA VARNELLI - VIA GIROLAMO VARNELLI 10 - MUCCIA ( MC ) Tel. +39 0737 647000 - Fax +39 0737 647107 ANICE SECCO SPECIALE VARNELLI, AMARO SIBILLA, CAFFÈ MOKA, AMARO DI ERBE TONICO-DIGESTIVE
BeerPassion
BIRRA AMARCORD - Z.A. La Casella Loc. Pian di Molino 61042 Apecchio ( PU ) Tel. +39 0722 989860 - Fax +39 0722 986581 
GourmetArena
RISTORANTE EMILIO -  Danilo Bei presenta: ricetta cannelloncini ai gamberi con salsa di zucchine
Produttori vino
IL POLLENZATolentino ( MC )
MARIA PIA CASTELLI - Monte Urano ( FM )
SANTA BARBARA - Barbara ( AN )
SARTARELLI - Poggio S. Marcello ( AN )
STEFANO MANCINELLI - Morro d'Alba ( AN )
TERRE CORTESI MONCARO - Montecarotto ( AN )
UMANI RONCHI - Osimo ( AN )
VELENOSI - Ascoli Piceno ( AP )
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TENUTA COLLI DI SERRAPETRONA - Serrapertrona ( MC )
BARTOLUCCI GIANLUCA - Morro d'Alba ( AN )
PODERI DEI COLLI - Montalto Marche (AP).
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venerdì 26 ottobre 2012

Arhonto ’09 Cabernet Sauvignon Montenegro

Uno sguardo oltre confine per testare territori e tradizioni vinicole meno note.
Nel caso di specie: Montenegro.
Regione di tradizione vinicola millenaria, che però è andata disperdendosi nel corso dei secoli.
C’è da considerare infatti che le decine di vitigni coltivati oggi in Europa, non sono altro che i pronipoti dell’unico vitigno impiantato circa duemila anni fa, per decisione dell’imperatore Probo, nei territori conquistati dalle legioni romane: il cosidetto “Heunisch”, così chiamato perché proveniente dal territorio abitato dagli Unni, ovvero dall’antica Illiria, di cui l’attuale Montenegro faceva parte.
Oggi questa antichissima tradizione vinicola montenegrina pare ritrovare vigore, per lo spirito d’iniziativa d’imprenditori e la passione di viticoltori.
Produzione limitata di sole 4000 bottiglie per questo vino di nicchia difficile da reperire sul mercato, ottenuto da uva Cabernet Sauvignon, affinato per 12 mesi in rovere di Slavonia.
Rosso rubino scuro, quasi nero.
Limpido, mediamente consistente, con qualche trasparenza sull’unghia.
Interessante bouquet di profumi, giocato su sensazioni lievemente affumicate, tabacco, cioccolato fondente e la tipica nota erbacea di peperone.
Di buona coerenza gustolfattiva, al palato è lineare, rotondo.
Una struttura di medio calibro, senza grip tannico nè freschezza, tuttavia evidenzia sensazioni di frutto nero maturo e, più marcate, sensazioni erbacee, speziature dolci, cannella, che gli consentono una discreta persistenza.
Sostanzialmente fine, autentico, d’espressione varietale tipica.
Montenegro Cabernet Sauvignon Arhonto ’09
alcool 13 % - circa € 20
Vinarija Krgovic – Rogami, Podgorica
Reperibile on line:
http://vinotekabeograd.com/categories.php?category=Izbor-po-vinariji/Crnogorske-vinarije/Vinarija-Krgovic

sabato 20 ottobre 2012

Barrique and chips

Potrei sottotitolare:  La legalizzazione dell’etichetta ingannevole”.
Perché di questo si tratta: una beffa per il consumatore enoico, che in etichetta trova l’indicazione relativa all’affinamento in legno, ma non quella dell’infusione di chips.
Il regolamento UE 1507/2006 disciplina l’utilizzo dei chips (trucioli enologici) nei vini, nel senso che li consente ad eccezione che nei vini di qualità (in Italia: Docg e Doc).
Però l’azienda vinicola che ne faccia uso, non è obbligata ad indicarlo in etichetta, nonostante a suo tempo numerose furono le opposizioni a tale disposizione (in pratica esse vertevano sull’obbligo di specificare in etichetta la dicitura: “vino aromatizzato con trucioli enologici).
Il rigetto di tali istanze fu giustificato dal fatto che i chips non potevano essere considerati come ingredienti aromatici.
Decisione perlomeno discutibile, poiché i trucioli in realtà cedono aromi, come ad esempio acido vanilico e acido siringico, trasmettendo costituenti del legno di quercia.
Non solo, attualmente sono disponibili sul mercato, kit di diverse specie botaniche in grado di conferire svariate aromatizzazioni, non solo di quercia.
Conseguenza diretta di questa voluta opacità delle modalità di commercializzazione: la drastica diminuzione d’importazioni di barrique in Italia, nonostante i chips siano consentiti solo ai vini di fascia bassa o medio bassa, che di solito non sono rifiniti in barrique.
Tutt’altra cosa è il tradizionale affinamento in legno, che non è aggiunta di aromi, ma è scambio complesso di reazioni ossidative dovute alla microssigenazione.

Al fine di superare gli ostacoli interpretativi e recuperare trasparenza, da più parti si avanzano proposte per inserire tali vini o pseudovini truciolizzati, nell’ambito dei “vini aromatizzati” o “bevande aromatizzate a base di vino”.
Ipotesi questa sostenuta in particolare dal dott. Claudio Modesti, sommelier Ais, che la argomenta nel n° 27 della rivista quadrimestrale “Sommeliers Marche Magazine” edita da Ais Marche.
In sostanza si può oggi affermare che sono in circolazione vini o pseudovini truciolizzati, all’insaputa del fruitore finale, che non è messo nelle condizioni di scegliere.
Qual è la ratio di tutto ciò?
Alla luce di altri indizi significativi (ad esempio la nuova disciplina UE in materia di vino biologico che tra l’altro non consente l’indicazione in etichetta delle percentuali di solfiti:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/02/nuova-disciplina-ue-in-materia-di-vino.html ),
credo si possa concludere che sia in atto oggi a livello comunitario, un tentativo di omologazione delle produzioni verso il basso, invece di perseguire l’obiettivo di un riallineamento con quelle più avanzate e di tradizione consolidata.
L’esistenza stessa di siffatte norme può dar luogo a pericolosi contraccolpi per l’intero settore, poiché esse legittimano nel viticoltore l’idea dell’opportunità e convenienza di tali scorciatoie.
L’impressione cioè, è che finora in Europa si stia procedendo al contrario, abbassando il livello di qualità di tutto il comparto agroalimentare, non per sostenere il mercato ma per deprimerlo.
Ciò a mio parere finirebbe per penalizzare le distintività, salvaguardando invece gl'interessi particolari di chi propina spazzatura alimentare ed enoica.

approfondimento:
http://ilfattaccio.org/2012/09/15/addio-sovraita-alimentare-monti-dichiara-illegale-lagricoltura-a-kilometro-zero/

lunedì 15 ottobre 2012

Marche rosso Ozio '00, Cameli Irene

Ottenuto in gran parte da uva Montepulciano, questo vino offre lo spunto per una sorta di verifica sulle capacità di tenuta del vitigno.
Si presenta rosso granato uniforme, compatto, non luminoso.
Intrigante è l’impatto olfattivo.
Ampio, complesso e variegato da un lato, diretto e verticale dall’altro.
In evidenza note terziarie e speziate (pepe nero, chiodi di garofano), cuoio, humus e sottobosco, frutto nero stramaturo e amarena in confettura: il tutto avvolto da una parte alcolica ancora molto presente.
Al gusto la situazione è più complicata.
In un primo momento il ricco bouquet di profumi, pare solo parzialmente confermarsi.
In seconda battuta, dopo prolungata ossigenazione, le dinamiche si attivano, trova la giusta espressione e l’intero quadro ne beneficia.
I toni speziati, predominanti all’olfazione, sembrano ora meno incisivi.
Più evidenti le sensazioni di frutto macerato, confettura, liquirizia, cacao amaro.
La nota erbacea di sottofondo, presupporrebbe piccole percentuali di uve internazionali o comunque altro vitigno integrativo.
Questo complesso di sensazioni, unito ad una certa freschezza ed all'astringenza tannica, sbilanciano di poco gli equilibri sulle parti dure.
Mediamente persistente.
L'impressione finale è quella di un vino equilibrato, fine, probabilmente al top della maturità e del potenziale evolutivo.
la bottiglia faceva parte della collezione personale del proprietario
Marche rosso igt ’00 Ozio - alcool 14% - circa € 13.
Azienda agricola Cameli Irene - Contrada Gaico, 19 Castorano (AP)
http://www.vinorossomarche.it/
Ozio '15 degustato qui:

mercoledì 10 ottobre 2012

Slow Wine 2013, Marche

La lista dei vini marchigiani premiati dalla Guida Slow Wine 2013 che sarà presentata ufficialmente il 28 ottobre prossimo a Torino nel corso del Salone del Gusto.
In questa occasione presso la Rampa Nord del Lingotto, domenica 28 a partire dalle ore 15:00, andranno in degustazione oltre 1000 etichette.
Con il biglietto d'ingresso alla degustazione, in omaggio la Guida Slow Wine 2013.
Per acquistare biglietto d'ingresso alla degustazione: http://eventistore.slowfood.it/pagine/ita/store/evento.lasso?cod=SW12
Vini bianchi
Vini Slow
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Il Cantico della Figura 2009 - Andrea Felici
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Misco 2010 - Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Salmariano Ris. 2009 - Marotti Campi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. San Paolo Ris. 2009 - Pievalta
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Rincrocca 2010 - La Staffa
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. San Michele 2010 - Vallerosa Bonci
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vigneto del Balluccio 2011 - Tenuta dell'Ugolino
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Tosius 2010 - Ma.Ri.Ca.
Verdicchio di Matelica Mirum Ris. 2010 - Fattoria La Monacesca
Offida Pecorino Ciprea 2011 - Poderi Capecci San Savino
[commento a cura Slow Wine tratto dal sito: http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1197
“ Alcune Riserve - suddivise nelle due denominazioni, quella storica e quella di nuova introduzione (Castelli di Jesi Verdicchio Riserva) - di grandissimo pregio: teso, asciutto e dinamico il Cantico della Figura; solido, ampio e molto varietale il Misco; intensamente floreale, succoso e di ottima intensità minerale il Salmariano; rigoroso, austero e profondamente sapido il San Paolo. Si aggiungono quattro Verdicchio Superiore più giovani ma non meno complessi e compiuti: progressivo, dinamico e pieno di personalità il La Rincrocca; esemplare espressione della riva destra dell'Esino il San Michele, incisivo e slanciato; profondo, disteso e salino il Vigneto del Balluccio; di esemplare equilibrio tra eleganza e ricchezza il Tosius. Dal territorio di Matelica la conferma di un ennesimo grande Mirum, profondo, dinamico e cremoso, di grande evoluzione. Infine dal Piceno il Pecorino Ciprea di Simone Capecci, un vino capace di esaltare al massimo la varietà con uno stile nitido e tonico, di grande freschezza e profondità ”.]
Grandi Vini
Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Stefano Antonucci 2010 - Santa Barbara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2010 - Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Vecchie Vigne 2010 - Umani Ronchi
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Villa Bucci Ris. 2009 - Bucci
Offida Pecorino Villa Angela 2011 - Velenosi
Vini Quotidiani
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Andrea Felici 2011 - Andrea Felici
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Macrina 2011 - Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Ylice 2011 - Poderi Mattioli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Di Gino 2011 - Fattoria San Lorenzo
Verdicchio di Matelica Terra Vignata 2011 - Borgo Paglianetto
Offida Pecorino Artemisia 2011 - Tenuta Spinelli
Offida Pecorino Kiara 2011 - San Giovanni
Offida Pecorino Fiobbo 2010 - Aurora
Tra i Metodo Classico italiani che meritano segnalazione.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Ubaldo Rosi Ris. 2006 di Colonnara
http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1178
Vini rossi
Vini Slow
Valturio 2010 - Valturio
Conero Dorico Ris. 2008 - Moroder
Barricadiero 2010 – Aurora
[commento a cura Slow Wine tratto dal sito: http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1207
Valturio è un altro ottimo Sangiovese di montagna, proveniente dal territorio sperduto di Macerata Feltria, un angolo di Marche che respira l'aria della Romagna; un vino fine ed equilibrato, dal sorso vivo e dal gusto complesso che non perde mai la tensione che lo rende elegante. Si riconferma il Dorico, ottimo esempio di Montepulciano del Conero vinificato con eleganza: tornito e senza eccessi di struttura, unisce la polposità del frutto con il tratto gustativo sobrio e non pesante, in continua tensione. Infine una delle migliori versioni di sempre di Barricadiero (Montepulciano con piccolo saldo di Merlot), vino simbolo di Aurora: offre frutto succoso e croccante, con un palato energico e robusto e con una fitta tannicità che lo rende profondo e progressivo”.]
Grandi Vini
Kurni 2010 - Oasi degli Angeli
[commento a cura Slow Wine tratto dal sito: http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1207
Kurni è l'inconfondibile versione di Montepulciano che da anni ci propongono Marco Casolanetti ed Eleonora Rossi. Questo millesimo ci sembra uno dei migliori di sempre, meno concentrato e più elegante del solito senza mai perdere quell'esaltazione del frutto e quella complessità gustativa che lo hanno sempre contraddistinto. Un'interpretazione di Montepulciano unica e inimitabile, figlia di una viticoltura attentissima e storicamente naturale".]
Vini Quotidiani
L'Intruso 2009 - Piergiovanni Giusti
Rosso Conero Moroder 2009 - Moroder
Rosso Piceno Sup. 2010 - Clara Marcelli
Rosso Piceno Sup. 2009 - Tenuta de Angelis
Rosso Piceno Sup. Brecciarolo 2009 – Velenosi
Legenda
Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio).
Grande Vino (livello assoluto).
Vino Quotidiano (qualità-prezzo).

sabato 6 ottobre 2012

Rosso Piceno superiore Katharsis '08, Azienda Agricola S. Filippo

L’area di produzione del Rosso Piceno nella tipologia Superiore occupa gran parte della provincia di Ascoli Piceno (all’incirca 13 comuni).
Fa riferimento ad un’estensione territoriale di gran lunga inferiore a quella dell’intera doc Rosso Piceno, che è la denominazione più vasta della regione Marche, in quanto va ad incidere sul territorio di ben 4 provincie: Ancona (esclusa l’area della doc Rosso Conero), Macerata, Fermo, Ascoli Piceno.
In pratica il termine Superiore intende salvaguardare e delimitare l'areale storicamente vocato.

Questo Rosso Piceno Superiore Katharsis '08 dell’Azienda S. Filippo, è quanto di più tipico e tradizionale ci si possa aspettare.
Ottenuto com’è ovvio da uve Montepulciano e Sangiovese, si presenta di color rosso tendente al granato.
Di media consistenza.
Dà immediatamente l’idea di un vino non estremamente concentrato.
Al naso sprigiona un bel bouquet di profumi, inizialmente giocato su note d'amarena ed erbacee.
Poi dopo breve ossigenazione acquista una certa complessità: cuoio, frutto nero macerato, carruba e anche tracce floreali in appassimento.
Al gusto è giocato prevalentemente su toni morbidi, sufficientemente fresco e sapido, con tannino ben integrato.
La nota d’amarena avvertibile all’attacco, lascia ben presto spazio a toni più maturi di tabacco, caffè, rimandi di rovere antico.
Mediamente persistente.
La buona complessità avvertita in fase d'olfazione resta solo in parte confermata.
Mi pare di poter dire che siamo di fronte ad un vino di non grande spessore né muscolare, tuttavia in grado di fotografare al meglio i caratteri tipici della Doc.
Vino "quotidiano" dall'ottimo rapporto qualità-prezzo.

Degustata anche l’annata ’09: ugualmente tipico e bevibile, con caratteri lievemente meno maturi, dovuti sia all’annata che al rinnovo delle attrezzature d’affinamento.

Rosso Piceno superiore ’08 Katharsis - alcool 13,5% - circa € 8.
Prodotto con uve biologiche, controllato da organismo autorizzato MiPAAF IT Bio 004, operatore controllato n° 17376.
Società Agribiologica S. Filippo
contrada Ciafone 17/A, località Borgo Miriam, Offida (AP).
http://www.vinisanfilippo.it/

lunedì 1 ottobre 2012

Marche rosso Solo '08, Fattoria Dezi

Sangiovese in purezza e vino di punta, insieme all'altro cavallo di battaglia "Regina del Bosco",
dell’azienda condotta da Stefano e Davide Dezi in quel di Servigliano (Fm).

Rosso rubino scuro, compatto, consistente, non limpidissimo, non filtrato e con abbondante residuo rilevato a fine degustazione.
Immediati al primo impatto olfattivo, emergono caratteri di finezza, rotondità, armonia, rilevabili anche nelle successive fasi.
Nota alcolica importante, anche fin troppo avvolgente ed in parte coprente, almeno ad un primo step.
Sensazioni floreali in bella evidenza e prevalenti sul fruttato di mora.
In sottofondo anche lieve sensazione catramosa.

Al gusto l’attacco iniziale è contraddistinto da sfumature dolciastre d’amarena.
Successivamente trovano spazio fiori in appassimento, note erbacee di peperone, tabacco da pipa, anche frutti rossi e neri non stramaturi e marasca.

Indubbiamente è vino di notevole stazza, destinato al lungo invecchiamento; tuttavia quest'annata appare non muscolare, non gridata, declinata nel senso dell’espressività non debordante, dell’eleganza, dell’equilibrio tra parti dure e morbide.
Tannino vellutato e una freschezza appena percettibile, finiscono per ridimensionare in parte il grip di persistenza.
Per quanto riguarda l'abbinamento: tagliatelle ai funghi porcini, carni bianche, anatra al forno, formaggi semi stagionati o anche stagionati, ma non piccanti.

Marche rosso igt '08 Solo - alcool 14,5% - circa € 28.
Fattoria Dezi
contrada Fontemaggio 14, Servigliano (Fm)
tel: 0734 710090 - mob: 348 4930312

domenica 23 settembre 2012

Vini veri, vini costruiti

Prendo lo spunto da un editoriale di Alessandro Franceschini, postato su Lavinium in data 17 maggio 2005 ma ancor oggi attuale, per una riflessione sulle tecniche di degustazione in rapporto all'evoluzione dei gusti.
http://www.lavinium.com/italiano/luca_gargano.shtml
Riassumo in estrema sintesi il tema di fondo del post di Franceschini.
Nel corso di un incontro informale con gli operatori della comunicazione di settore, Luca Gargano patron della VELIER e della Triple A, precisa come sia ormai arrivato il tempo per una rivisitazione del sistema di degustazione e conoscenza dei vini.
A tale proposito egli sottolinea come al mutamento del panorama vitivinicolo di questi ultimi anni, indotto dalla crescente importanza assunta dal tema della sostenibilità, non abbia fatto riscontro un adeguamento dei sistemi di valutazione e giudizio, dai quali dipende la classificazione dei valori produttivi e di conseguenza la percezione del concetto di qualità da parte del mercato.
Per risolvere tale questione egli propone di adottare un diverso sistema di degustazione, che non faccia più leva sulle tre fasi visiva, olfattiva, gustativa, ma solo sulla terza (sostanzialmente consisterebbe nel bere il contenuto di un calice tutto di un fiato e concentrarsi successivamente su bevibilità, scorrevolezza, piacevolezza gustativa).
Questa tecnica consentirebbe secondo Gargano, di rilevare meglio i caratteri del vino, per poter distinguere il vino cosiddetto autentico da quello cosiddetto costruito.

La proposta a mio parere non è convincente.
Come del resto l'autore del post, ritengo anch'io che proporre un sistema di degustazione avanzato, diverso da quello tradizionale, sia tutto sommato inutile.
Credo che le difficoltà di distinguere un vino "costruito" da uno non costruito o "vero" come Gargano lo definisce, comunque rimangano, a prescindere dalla tecnica di degustazione; a meno che non si proceda di volta in volta a precise verifiche empiriche, espressamente indicate nel post (di fatto impossibili da realizzare nel momento della degustazione).

Al contrario io direi, che solo dopo un intenso e prolungato allenamento sensoriale, implicato dalle tre fasi della tecnica tradizionale, si può avere una qualche possibilità in più di riuscire a distinguere un vino, che io diversamente da Gargano, definirei di tipo "industriale", da uno di tipo "artigianale".

Al di là di ciò però, io credo che il sistema di degustazione adottato dalle varie associazioni di settore (Ais,Fisar,Onav), abbia come obiettivo primario non tanto di valorizzare questa o quella impostazione produttiva, quanto di essere fondamentale punto di riferimento per il degustatore.
Da questa sorta di base di partenza, ciascuno può, se vuole, procedere ad un'evoluzione degustativa personale, in base alla proprie conoscenze e gusti, aggiungendo al suo bagaglio le tematiche dell'autenticità, della territorialità o quant'altro.
Il discorso invece cambia totalmente a proposito di Guide, pubblici riconoscimenti, critica specializzata.
Qui sono più in linea con la visione di Gargano.
Credo cioè che nell'elaborare un giudizio di qualità, le Guide o comunque la critica in genere, abbiano tra l'altro il compito di tener conto dei mutamenti, dell'evoluzione e delle tendenze in atto nel mondo produttivo.
A loro spetta di comunicare tali flussi, sottolineando e premiando di più gli aspetti dell'autenticità, peraltro oggi da più parti invocata e cercata (l'impostazione articolata della Guida Slowine ad esempio, mi sembra rispondere in parte a questa esigenza).
Credo cioè che Guide e critica specializzata, siano in grado di veicolare meglio il messaggio di Gargano, di quanto non lo possa fare l'utilizzo di una tecnica di degustazione diversa da quella tradizionale.

martedì 18 settembre 2012

Rosso Piceno Granarijs '07, Tenute Rio Maggio

L’area della Doc Rosso Piceno è la più vasta della regione Marche, poiché va ad interessare il territorio di ben quattro province: Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Ancona (con l’esclusione all’interno di quest’ultima, dei territori appartenenti alla zona di produzione del Rosso Conero).
Solo nella parte più meridionale di questa zona di produzione, in una ristretta area a ridosso della sponda sinistra del fiume Tronto che dal mare Adriatico arriva fino ad Ascoli Piceno delimitata a sud dalla via Salaria e a nord dalla strada Ripatransone-Grottammare, si può ottenere la tipologia Superiore (che è mero riferimento territoriale posto a tutela dell’area classica, storicamente vocata).
Di fatto però, anche al di fuori di tale area Doc storicamente vocata, non è poi così raro trovare dei Rosso Piceno di un certo livello.
L’accurata selezione in vigna finalizzata ad ottenere un frutto ricco, perfettamente maturo, di grande carica polifenolica, è base indispensabile per estrarre sostanza e carattere in fase di vinificazione.
In estrema sintesi è questa la linea seguita per realizzare il Rosso Piceno di punta (70% Montepulciano 30% Sangiovese) dell’azienda Rio Maggio.

Prende il nome da Mons Granarijs, antico toponimo di Montegranaro (Fm) (città adibita a deposito di grano ai tempi dell’Impero Romano).
Si presenta rosso rubino scuro e concentrato.
All’analisi olfattiva emergono in particolare note intense di prugna macerata e in confettura, nota alcolica e cuoio.
Al gusto le sensazioni di frutto maturo rilevate all’olfazione, virano decisamente verso note di cioccolato, tabacco, spezie dolci, liquore al caffè, sostenute da una sfumatura acidula particolare, simile al frutto del melograno.
Sapido in centro bocca, con componente tannica ben presente e viva.
L’estrazione glicerica piuttosto marcata, mantiene in equilibrio il rapporto tra parti dure e morbide, anzi con leggero sbilanciamento sulle seconde.

Rosso Piceno doc ’07 Granarijs
alcool 14,5 % - circa € 17
Imbottigliato all’origine da Tenute Rio Maggio
Montegranaro (FM)
http://www.riomaggio.it/

Abbinato su carne alla griglia

giovedì 13 settembre 2012

Tre Bicchieri 2013 Marche della Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso

La lista dei vini marchigiani premiati con i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d’Italia 2013 del Gambero Rosso, che sarà in uscita dal prossimo mese.

Barricadiero 2010 Aurora
Il Pollenza 2009 Il Pollenza
Kurni 2010 Oasi degli Angeli
Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2009 Velenosi

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Crisio Riserva 2010 Casal Farneto
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Il Cantico della Figura Riserva 2009 Felici Andrea
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico San Sisto Riserva 2009 Fazi Battaglia
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Stefano Antonucci Riserva 2010 Santa Barbara
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Vigna Novali Riserva 2009 Terre Cortesi Moncaro
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Villa Bucci Riserva 2009 Bucci

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Capovolto 2010 La Marca di San Michele
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Pallio di San Floriano 2011 Monteschiavo
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium 2010 Garofoli
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore San Michele 2010 Vallerosa Bonci
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Vecchie Vigne 2010 Umani Ronchi

Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Ubaldo Rosi Riserva 2006 Colonnara

Verdicchio di Matelica Mirum Riserva 2010 La Monacesca


Il numero dei premiati è grosso modo lo stesso degli ultimi anni.
Molta attenzione in particolare sul Verdicchio dei Castelli di Jesi, nelle versioni Classico Superiore e Classico Riserva, considerato ormai unanimemente ambasciatore principe della viticoltura marchigiana. Quest’anno premiato per la prima volta un metodo classico al di sotto del Po, appunto da uve Verdicchio.
Personalmente qualche perplessità sulla scarsa considerazione riservata ai rossi.
Sia nell’areale anconetano che in quello delle Marche meridionali, era a mio parere possibile individuare qualche vino interessante e di pregio, non solo a denominazione, ma anche a indicazione geografica, rappresentativo della viticoltura del territorio.

domenica 9 settembre 2012

Spumante brut Lo Spudorato di Buglioni

Vino spumante Brut metodo Charmat-Martinotti, ottenuto da uve Garganega e Durella, vinificate e spumantizzate assieme.
Si presenta di un bel colore paglierino cristallino, con tendenza al dorato.
Quadro organolettico non particolarmente complesso, giocato sia al naso che al gusto su toni agrumati e sensazioni cremose.
In particolare evidenza al palato, note di frutta esotica e pesca nettarina.
Di bell’ampiezza, anche armonico: con baricentro spostato verso le parti morbide, ma con acidità calibrata che invita al nuovo sorso.
Piuttosto persistente il finale, per nulla stucchevole.
L’impressione di un vino sostanzialmente fine è corroborata dall’effervescenza setosa, dovuta a minor apporto di carbonica (tipo Crèmant o Satèn).
Vino d’entrèe.
Abbinato su cozze dell'Adriatico in guazzetto
Vino Spumante Brut “Lo Spudorato”
alcool 12,5 % - circa € 15
spumantizzato con metodo Martinotti da I.C.Q. VR 1103 per conto della Cantina Buglioni.
Azienda Agricola Buglioni
via Campagnole 55, S. Pietro in Cariano loc. Corrubbio (VR)
http://www.buglioni.it/
post correlato:
http://azienda-buglioni-al-vinitaly-2011.html

giovedì 6 settembre 2012

Corso di secondo livello Sommelier Ais

L'Associazione Sommeliers AIS Marche Delegazione di Fermo e Porto San Giorgio, organizza il corso per Sommelier di secondo livello a partire da 1 ottobre 2012.
Le lezioni si svolgeranno dalle ore 20,30 alle ore 23,00 circa, presso Hotel Il Timone -  Via Kennedy, 63822 Porto San Giorgio (FM).
http://www.aismarche.it/

Programma
1) Lunedì 01.10.12 - Tecnica della degustazione - Somm. Claudio Giacomini
2) Martedì 9.10.12 - Piemonte e Valle d'Aosta - Somm. Alessio Cingolani
3) Martedì 16.10.12 -Veneto e Friuli Venezia Giulia - Somm. Stefania Morbidelli
4) Giovedì 18.10.12 - Lombardia e Trentino Alto Adige - Somm. Prof. Stefano Isidori
5) Martedì 23.10.12 - Marche ed Emilia Romagna - Somm. Antonio Giangrossi
6) Lunedì 29.10.12 - Liguria e Toscana - Somm. Alessio Cingolani
7) Martedì 06.11.12 - Lazio e Umbria - Somm. Valeria Cesari
8) Martedì 13.11.12 - Abruzzo, Molise e Campania - Somm. Claudio Giacomini
9) Giovedì 15.11.12 - Puglia, Basilicata e Calabria - Somm. Prof. Cesare Lapadula
10) Martedì 20.11.12 - Sicilia e Sardegna - Somm. Prof. Stefano Isidori
11) Martedì 27.11.12 - Vitivinicoltura in Francia: parte I - Somm. Prof. G. Compagnucci
12) Martedì 04.12.12 -Vitivinicoltura in Francia: parte II - Somm. Prof. G. Compagnucci
13) Giovedì 06.12.12 - Viticoltura nei Paesi europei - Somm. Cosimo Tomassini
14) Martedì 11.12.12 - Vitivinicoltura nei Paesi del mondo - Somm. Cosimo Tomassini
15) Martedì 18.12.12 -Approfondimento degustazione e autoverifica - Somm. Claudio Giacomini

Direttore del corso: Somm. Prof. Stefano Isidori.
Assistenti: Somm. Diego Ciarrocca, Somm. Stefania Morbidelli.

Quota di partecipazione € 440 comprende: la partecipazione al corso, il materiale didattico (libri di testo, quaderno di degustazione), IVA.
La caparra confirmatoria da versare all’atto dell’iscrizione è di € 200.
Obbligatorio iscrizione all’Associazione per l’anno 2012 € 80.

Per le iscrizioni rivolgersi al Direttore del corso, Somm. Prof. Stefano Isidori -  mob.:333 5825397 -
mail: fermo@aismarche.it




lunedì 3 settembre 2012

Di Vino in Vino Offida, ventunesima edizione.

A Offida (AP) 21^ edizione della tre giorni vinicola, calendarizzata quest’anno tra fine agosto e inizio settembre.
Come da tradizione ha trovato degna cornice nel trecentesco ex Monastero di S. Francesco, sede dell’Enoteca Regionale delle Marche e sede della Vinea società cooperativa agricola che organizza l’evento http://www.vineamarche.it/
In verità la formula collaudata prevede due nuclei logistici principali: l’ex Monastero di S. Francesco destinato alle degustazioni e Piazza del Popolo sede del mercatino prodotti tipici e degli stands di Street Food. A tutto ciò fanno da corollario altri eventi di tipo culturale, come da programma: http://vinidiconfine.blogspot.it/2012/08/di-vino-in-vino-2012-offida.html
La manifestazione offidana raggiunge in questo modo il duplice obiettivo di essere ambasciatrice della vocazione vinicola picena e al tempo stesso strumento di promozione turistica del territorio.
Altresì trovando nella capacità di coesione di cittadinanza, attività commerciali varie e associazioni di categoria locali, il supporto indispensabile per la riuscita dell’evento.

Fatta la dovuta premessa, vado ad alcune considerazioni sull’edizione 2012: un’edizione tra luci ed ombre.
Lo stato di crisi economica contingente, sembra infatti non averla risparmiata. Ne è prova il sensibile calo di partecipazione degli espositori, sia vinicoli che di prodotti tipici.
In compenso, e ciò è di buon auspicio, sempre alto resta l’afflusso di visitatori e appassionati. In particolare, estremo interesse e partecipazione da parte del target più giovane.
Altro dato significativo è come i tre giorni destinati alle degustazioni possano rappresentare per addetti ai lavori, organi d’informazione di settore ed appassionati, un’occasione proficua per avere un quadro indicativo e sintetico dell’andamento produttivo locale.
Personalmente sotto esame quest’anno i Pecorino 2011.
Un’annata a mio parere discreta. Apparentemente non ricchi di estratto, ma senz’altro varietali, con scheletro d’impianto sostenuto da bella acidità e mineralità. Per questo motivo non immediati, ma vini da aspettare: destinati ad evolvere positivamente nel medio periodo.
Sui rossi conferme positive.
Livello in crescita anche sui vini di fascia media, come ad esempio il Rosso Piceno sup. Katharsis ’09 di S. Filippo.
Per quanto riguarda i vini rossi di fascia alta a Igt, Offida Doc e Rosso Piceno Superiore, solo l’imbarazzo della scelta.
Alcune delle etichette degustate:
Marce rosso Igt Barricadiero ’09 di Aurora,
Marche rosso Igt Miro ’05 di Montevarmine,
Marche rosso Igt Rozzano ’05 di Villa Pigna,
Offida rosso Doc Mida ’08 di Allevi Maria Letizia,
Rosso Piceno Doc(riserva) Nero di Vite ’05 di Le Caniette,
Rosso Piceno Doc sangiovese Dolce Vite ’08 di Irene Cameli,
Rosso Piceno sup. Dop Konè ’10 di Vigneti Vallorani (alla sua prima edizione e di grande prospettiva).
A partire dal 2013 la manifestazione cambia format e diventa Vinea Festival: