martedì 30 giugno 2020

Vinitaly Design, Etichetta dell'Anno 2020 a Cantina dei Colli Ripani

Le selezioni della 24ª edizione del Vinitaly Design International Packaging Competition si sono svolte il 18 giugno scorso con 239 campioni.
Assegnati i premi e scelte le 20 etichette che saranno valutate nel mese di luglio sui social di Vinitaly.
QUESTIONE DI ETICHETTA: QUANDO IL DESIGN FA LA DIFFERENZA
“Etichetta dell’anno 2020” al vino Terre di Offida doc Passerina Passito "Anima Mundi" 2011 della Cantina dei Colli Ripani di Ripatransone (AP).
Premio Speciale “Packaging 2020” all’azienda agricola Santa Tresa di Vittoria (RG).
Premio speciale "Immagine Coordinata 2020" alla Brand Breeder di Pescara.
Verona, 30 giugno 2020- Cinque esperti di livello internazionale, 14 categorie, 239 campioni, 37 riconoscimenti assegnati complessivamente, 20 etichette selezionate per essere valutate durante il mese di luglio sui canali social di Vinitaly.
Sono i numeri della 24ª edizione del Vinitaly Design International Packaging Competition, il concorso organizzato da Veronafiere con lo scopo di evidenziare il miglior design complessivo di confezioni e bottiglie di vini, distillati, liquori, birre e degli oli extra vergine d’oliva e premiare l’impegno delle aziende nel continuo miglioramento della propria immagine.
«Veronafiere torna ad organizzare eventi fisici e lo fa con un appuntamento importante come il Vinitaly Design International Packaging Competition, dedicato a quell’aspetto fondamentale del marketing che è il modo di presentare i prodotti al mercato e ai diversi canali distributivi. Veronafiere è pronta a mettere a disposizione delle imprese tutti i servizi e gli strumenti di cui dispone e dà appuntamento al mondo del vino a wine2wine Exhibition, unico evento b2b nel 2020 che coniuga la presenza fisica dei buyer con quella digital, in programma a Verona dal 22 al 24 novembre», sottolinea Matteo Gelmetti, vicepresidente di Veronafiere spa.
I 239 campioni iscritti sono stati valutati da una commissione di esperti presieduta da Alessandro Marinella e composta da Paolo Brogioni (enologo), Alessandra Corsi (direttore marketing GDO), Cleto Munari (designer) e Chiara Tomasi (designer).
Per Alessandro Marinella, presidente di giuria e rappresentante della quarta generazione della maison napoletana di cravatte famose in tutto il mondo, «il packaging al giorno d’oggi è un aspetto fondamentale, perché l’acquisto non è più dato solo dall’esperienza organolettica del prodotto, sia vino, birra, olio, distillato o liquore, ma anche dall’impatto visivo che il consumatore ha al primo sguardo con l’articolo in sé e per sé». Per questo, secondo Marinella, «serve coniugare innovazione e tradizione, e forse questa è la sfida più difficile, anche se sicuramente serve anche un po’ di fantasia. Senza dimenticare che l’aspetto del packaging deve rispettare il valore del contenuto».
Questa filosofia ha sicuramente guidato quest’anno, più delle scorse edizioni, la progettazione dei creativi i quali hanno realizzato le etichette vincitrici che si sono distinte proprio per essere riuscite a unire i tre elementi.
Al concorso sono stati iscritti complessivamente 239 campioni distribuiti nelle 14 categorie previste dal regolamento che, oltre al vino, comprendono anche distillati, vermouth, birre artigianali, olio extravergine di oliva e, da quest’anno, anche la categoria Packaging box, un premio speciale che la giuria attribuisce all'imballaggio (contenitore in cartone, legno, latta o altro materiale) contenente una o più bottiglie, a condizione che identifichi esplicitamente l’azienda produttrice.
Per mantenere sempre alti gli standard qualitativi del concorso, la giuria ha ritenuto quest’anno di non assegnare dei premi ad alcune delle categorie in gara.
Vincitore dell’“Etichetta dell’anno 2020” è stato il vino Terre di Offida doc Passerina Passito "Anima Mundi" 2011 della Cantina dei Colli Ripani di Ripatransone (AP), mentre L'Azienda Agricola Santa Tresa di Vittoria (RG) ha ottenuto il premio speciale “Packaging 2020”, infine il premio speciale "Immagine Coordinata 2020" è stato attribuito alla Brand Breeder di Pescara.
La giuria ha inoltre selezionato 20 etichette che saranno votate durante il mese di luglio sui canali ufficiali Instagram e Facebook di Vinitaly per l’assegnazione per la prima volta del premio “Social”.
Lo scopo è quello di coinvolgere il pubblico dei consumatori per renderli consapevoli dello sforzo e del contenuto creativo non solo del vino ma anche della sua etichetta e di tutto l’abbigliaggio di una bottiglia.
PREMIO SPECIALE "Etichetta dell'anno 2020"
Il premio speciale "Etichetta dell'anno 2020" è stato attribuito dalla giuria all'etichetta:
TERRE DI OFFIDA DOC PASSERINA PASSITO 2011 "ANIMA MUNDI" Cantina dei Colli Ripani Soc. Coop. - Ripatransone (AP) Grafica: Andrea Castelletti – Milano
PREMIO SPECIALE "Packaging 2020" AGRICOLA SANTA TRESA S.R.L. - VITTORIA (RG) Grafica: Advision S.r.l. - Marano di Valpolicella (VR)
PREMIO SPECIALE “Immagine coordinata 2020” BRAND BREEDER S.R.L.S. - PESCARA (PE) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
CATEGORIA 1: confezioni di vini bianchi tranquilli a denominazione di origine e a indicazione geografica
• Etichetta d'Oro VENEZIA GIULIA IGP BIANCO "ETHOS" 2018 Az. Forchir di Bianchini Gianfranco & C. S.s.a. - Camino Al Tagliamento (UD) Grafica: Mine Divine Associati S.r.l. – Udine
• Etichetta d'Argento TRENTINO DOC SUPERIORE PINOT GRIGIO "MUSIVUM" 2016 Nosio S.p.a. - Mezzocorona (TN) Grafica: Doni e Associati - Firenze (FI)
• Etichetta di Bronzo VINO BIANCO "PARELLA" 2018 Az. Agr. Febo Davide - Spoltore (PE) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
CATEGORIA 2: confezioni di vini dolci naturali e di vini liquorosi tranquilli a denominazione di origine e a indicazione geografica
• Etichetta d'Oro MOSCATO D'ASTI DOCG "PAIE'" 2018 Cantina Alice Bel Colle S.c.a. - Alice Bel Colle (AL) Grafica: Cristina Ciamporcero Wine Stylist - Ivrea (TO)
CATEGORIA 3: confezioni di vini rosati tranquilli a denominazione di origine e a indicazione geografica
• Etichetta d'Oro IRPINIA DOC ROSATO "VISIONE" 2019 Feudi di San Gregorio Soc. Agr. S.p.a. - Sorbo Serpico (AV) Grafica: Feudi di San Gregorio Soc. Agr. S.p.a. - Sorbo Serpico (AV)
• Etichetta d'Argento MARCHE IGT ROSATO "IL VICOLO" 2019 Cantina dei Colli Ripani - Ripatransone (AP) Grafica: Andrea Castelletti – Milano
• Etichetta di Bronzo ROSA DOLCE&GABBANA e DONNAFUGATA – ROSATO SICILIA DOC 2019 Donnafugata S.r.l. Soc. Agr. - Marsala (TP) Grafica: Dolce & Gabbana - Milano
CATEGORIA 4: confezioni di vini rossi tranquilli a denominazione d’origine e a indicazione geografica delle annate 2019 e 2018
• Etichetta d'Oro PUGLIA IGT PRIMITIVO VINO BIOLOGICO 2018 Brand Breeder S.r.l.s. - Pescara (PE) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
• Etichetta d'Argento CERASUOLO DI VITTORIA DOCG 2018 Società Agricola Santa Tresa S.r.l. - Vittoria (RG) Grafica: Adivision S.r.l. – Marano di Valpolicella (VR)
• Etichetta di Bronzo SICILIA DOC SYRAH 2018 Grottarossa Vini S.r.l. - Canicattì (AG) Grafica: Alias S.r.l. – Palermo
CATEGORIA 5: confezioni di vini rossi tranquilli a denominazione d’origine e a indicazione geografica dell’annata 2017 e precedenti
• Etichetta d'Oro PUGLIA IGT NERO DI TROIA "LAMPYRIS" 2015 Az. Agr. Le Torri S.r.l. - Cerignola (FG) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
• Etichetta d'Argento LANGHE DOC NEBBIOLO "HEREDIS" 2017 Casa Vinicola Natale Verga S.p.a. - Cermenate (CO) Grafica: Studio Casa Vinicola Natale Verga S.p.a. - Cermenate (CO)
• Etichetta di Bronzo TAURASI DOCG "CONFINI" 2015 Cantina Camusi - Montemarano (AV) Grafica: Basile ADV - Bonito (AV)
CATEGORIA 6: confezioni di vini frizzanti a denominazione d’origine e a indicazione geografica
• Etichetta d'Oro VINO FRIZZANTE METODO CLASSICO ANCESTRALE 2019 Il Drago e la Fornace - Colle di Val d'Elsa (SI) Grafica: Valentina Cresti Associati - Santa Maria della Fornace (SI)
• Etichetta d'Argento COLLI PIANCENTIN DOC MALVASIA DI CANDIA FRIZZANTE "AURORA" 2018 Cantina di Valtidone - Borgonovo Val Tidone (PC) Grafica: Anam Cara - Casinalbo (MO)
CATEGORIA 7: confezioni di vini spumanti prodotti con fermentazione in autoclave (metodo charmat) e con fermentazione in bottiglia (metodo classico)
• Etichetta d'Oro PROSECCO SOC SPUMANTE BRUT MILLESIMATO "075 CARATI" 2018 Piera Martellozzo S.p.a. - San Quirino (PN) Grafica: Hangar Design Group - Monigliano Veneto (TV)
• Etichetta d'Argento ORTRUGO DEI COLLI PIACENTINI VINO SPUMANTE BRUT "UNIC'O" 2018 Cantina di Valtidone - Borgonovo Val Tidone (PC) Grafica: Anam Cara - Casinalbo (MO)
• Etichetta di Bronzo RIBOLLA GIALLA VINO SPUMANTE BRUT "ONEDIS" 2018 Piera Martellozzo S.p.a. - San Quirino (PN) Grafica: Hangar Design Group - Monigliano Veneto (TV)
CATEGORIA 8: confezioni di distillati provenienti da uve, vinacce, mosto o vino
• Etichetta d'Oro DISTILLATO DI AGLIANICO IRPO"2017 Distilleria Antonellis di Paolo Saverio Antonellis - Venticano (AV) Grafica: Basile ADV - Bonito (AV)
• Etichetta d'Argento SCHIOPPETTINO GRAPPA INVECCHIATA BARRICATA "I TRE RE" Domenis 1898 S.r.l. - Cividale del Friuli (UD) Grafica: KU - Studio di Progettazione grafica - Mirano (VE)
• Etichetta di Bronzo AMARONE GRAPPA INVECCHIATA RISERVA "PRIVATA" Bottega S.p.a. - Bibano di Godega di Sant'Urbano (TV) Grafica: Studio Grafico Piero Furlanetto - Bibano di Godega di Sant'Urbano (TV)
CATEGORIA 9: confezioni di distillati con provenienza diversa dall’uva
• Etichetta d'Oro GIN "LAST COLONY" 2019 Brand Breeder S.r.l.s. - Pescara (PE) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
• Etichetta d'Argento SCOTTISH GIN DISTILLED BROICH SINGLE ESTATE The Theasmith Spirtis Co. Ltd - Crieff (Scozia) Grafica: Fortytwo Studio - Aberdeen (Scozia)
• Etichetta di Bronzo GIN "NO MAN'S SPACE" 2019 Brand Breeder S.r.l.s. – Pescara (PE) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
CATEGORIA 10: confezioni di liquori
• Etichetta d'Oro BITTER "NO MAN'S SPACE - COMET" 2019 Brand Breeder S.r.l.s. – Pescara (PE) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
• Etichetta d'Argento • BEVANDA ALCOLICA "ESTRATTO DI BELLAVITA" 2019 Tricky S.r.l. - San Fior (TV) Grafica: Alessandro Andreetta - San Fior (TV)
• Etichetta di Bronzo CREMA AL CAFFEE' AL GINSENG "GIN-CO LIQUOR" Bottega S.p.a. - Bibano di Godega di Sant'Urbano (TV) Grafica: Studio Grafico Piero Furlanetto - Bibano di Godega di Sant'Urbano (TV)
CATEGORIA 11: confezioni di olio extra vergine d’oliva
• Etichetta d'Oro OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA 2019 Accademia Olearia S.r.l. - Alghero (SS) Grafica: Asili & Boassa - Alghero (SS)
• Etichetta d'Argento OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA BIOLOICO "CASTIGLIONCELLI" 2019 Tenuta San Jacopo in Castiglioni Soc. Agr. S.r.l. - Cavriglia (AR) Grafica: Tenuta San Jacopo in Castiglioni Soc. Agr. S.r.l. - Cavriglia (AR)
• Etichetta di Bronzo OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA BIOLOGICO MONOCULTIVAR PERANZANA" 2019 Bioorto Soc. Coop. Agr. - Apricena (FG) Grafica: Dispenser Studio – Vasto (CH)
CATEGORIA 13: confezioni di Vermouth e altri vini aromatici
• Etichetta d'Oro VERMOUTH DRY 2019 Brand Breeder S.r.l.s. – Pescara (PE) Grafica: Spazio di Paolo - Spoltore (PE)
CATEGORIA 14: packaging box
• Medaglia d'Oro IRPO 2017 Distilleria Antonellis - Venticano (AV) Grafica: BasileADV - Resistenza
• Medaglia d'Argento ROSA DOLCE&GABBANA e DONNAFUGATA – ROSATO SICILIA DOC 2019 Donnafugata S.r.l. Soc. Agr. - Marsala (TP) Grafica: Dolce & Gabbana - Milano
• Medaglia di Bronzo MUSIVUM MÜLLER THURGAU 2017 Nosio S.p.a. - Mezzocorona (TN) Grafica: Doni & Associati

mercoledì 24 giugno 2020

Wine2Wine Exhibition, evento innovativo by Veronafiere

Il format speciale è in programma dal 22 al 24 novembre 2020
VINO, VERONAFIERE LANCIA WINE2WINE EXHIBITION PER LA RIPARTENZA DEL MERCATO
Verona, 22 giugno 2020 – Un evento innovativo e smart dedicato al settore del vino per aggregare business, contenuti, incontri, formazione, idee.
È wine2wine Exhibition, il nuovo format dell’ecosistema Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 22 al 24 novembre 2020, in contemporanea a wine2wine Business Forum.
Tre giornate al servizio delle aziende, rivolte ad un pubblico b2b (business to business) e b2c (business to consumer), con l’obiettivo sostenere il rilancio del mercato e del sistema-Italia, dopo la fase di lockdown e in vista della ripartenza della Fase 3.
L’iniziativa è stata presentata in streaming oggi da Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, e Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.
All’incontro online, moderato da Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, sono intervenuti Carlo Maria Ferro, presidente di ICE-Agenzia, e Federico Sboarina, sindaco di Verona, preceduti dai contributi di Luigi Di Maio, ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto.
Oltre mille gli utenti registrati che si sono collegati, tra aziende e giornalisti.
Wine2wine Exhibition rappresenta un progetto inedito per far fronte a un tempo straordinario, con cui Veronafiere vuole dare una risposta positiva alle esigenze dei produttori, prima fra tutte, la necessità di riprendere il dialogo con la community del vino nazionale e internazionale: distributori, buyer, ristoratori, stampa specializzata, opinion leader e anche consumatori.
Si caratterizza come il primo grande evento unitario in autunno rivolto al comparto vitivinicolo che chiama a raccolta istituzioni pubbliche, regioni e consorzi, in collaborazione con ministero delle Politiche agricole, ministero degli Affari esteri e ICE-Agenzia, impegnata insieme a Veronafiere nell’attività di incoming dei buyer stranieri.
Wine2wine Exhibition è stata sviluppata secondo i protocolli di sicurezza #safebusiness, concordati dai maggiori operatori fieristici italiani e dalle autorità sanitarie.
In campo anche gli ultimi strumenti digitali per permettere all’intera comunità internazionale di buyer di partecipare online a incontri b2b virtuali, masterclass e degustazioni guidate.
L’evento prevede domenica 22 novembre l’ingresso ai wine lover e la possibilità di vendita diretta al consumatore, mentre le altre due giornate sono riservate agli operatori del settore.
Sono tre i padiglioni di Veronafiere coinvolti: il 9, il 10 e il 12, con l’accesso dalla nuova porta Re Teodorico, su viale dell’Industria.
La logica espositiva è quella del “walk around tasting”, con un percorso per aree tematiche e geografiche con cui raccontare le denominazioni e le tipologie del vino italiano.
A queste si aggiungono aree espositive caratteristiche che raccolgono spirits, vini rosati, special wine e vini internazionali.
Punto di forza di wine2wine Exhibition è anche essere un appuntamento cucito a misura delle necessità contingenti delle imprese vitivinicole, con tariffe di partecipazione personalizzate, massimo ritorno economico dell’investimento e minimo impegno organizzativo e logistico per le aziende espositrici “reduci” dalle fatiche dalla vendemmia, grazie a stand e servizi chiavi in mano.
In fiera la rassegna si integra alla perfezione con i momenti di formazione e networking di wine2wine Business Forum (23-24 novembre) e con la presentazione dei 100 migliori vini italiani di OperaWine, selezionati da Wine Spectator (21 novembre).
Inoltre si esplorano nuove opportunità e sinergie nell’agroalimentare con la contemporaneità di B/Open, la manifestazione b2b di Veronafiere sul food biologico certificato e sul natural self-care che debutta il 23 e 24 novembre nel padiglione 11.
COMMENTI DEI RELATORI E CONTRIBUTI ISTITUZIONALI
Maurizio Danese, presidente di Veronafiere: «Il sistema fieristico costituisce uno degli asset strategici per far ripartire il Paese. Le fiere in generale, e Veronafiere in particolare, sono infatti uno strumento di politica industriale fondamentale nella promozione dell’export per il 75% delle piccole medie imprese europee, con un ritorno di 1 a 10 sugli investimenti per chi vi partecipa. In questo scenario, wine2wine Exhibition coniuga gli indirizzi definiti dal Patto per l’export con le esigenze di nuove iniziative che sappiano valorizzare al massimo le potenzialità della presenza fisica con quelle degli strumenti digitali. Un nuovo modello per un rilancio dell’attività fieristica e tramite di essa dell’economia italiana, delle imprese e dei nostri prodotti del made in Italy».
Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere: «Wine2wine Exhibition sarà la prima manifestazione b2b ma anche b2c per la filiera in Italia. Un evento di bandiera, quindi, per rimettere il vino italiano al centro dell’immagine e dei mercati mondiali. Un format agile, innovativo e ‘nativo digitale’, in un ambiente che integra fisicità e virtualità, con l’obiettivo di riaccendere i motori dei mercati – sia nazionale che esteri – e della domanda internazionale. Sarà il naturale compimento di un percorso di avvicinamento che prevede una forte promozione in outgoing. Veronafiere, infatti, ha già attivato una importante campagna caratterizzata da contenuti e relazioni, oltre che un calendario di webinar professionali che consentiranno alle aziende italiane di dialogare con i più importanti operatori e buyer dei diversi mercati, molti dei quali saranno poi presenti a Verona».
Federico Sboarina, sindaco di Verona: «Il sistema Verona non si è mai fermato. In questi mesi difficili, ha continuato a lavorare per la città e ora è pronto a rimettere in moto tutte le sue eccellenze, dalla cultura al business. Un fermento e una creatività che ci hanno portato a rinnovare tutti i nostri grandi eventi. Tra cui wine2wine Exhibition, che quest’anno sarà una manifestazione unica e innovativa, pensata proprio per l’eccezionalità del momento che stiamo vivendo. Un appuntamento strategico per sostenere uno dei comparti principali dell’economia locale. Ripensare i modelli di business in chiave innovativa e tecnologica è la parola d’ordine che Verona ha perseguito, e ringrazio Veronafiere per essere stata all’altezza delle aspettative».
Carlo Maria Ferro, presidente di ICE-Agenzia: «Oggi celebriamo la ripartenza del sistema fieristico con questo evento bandiera. Come ICE vogliamo combinare reazione e visione per aiutare le imprese a cogliere questo momento di crisi come un'opportunità di riposizionamento. Wine2wine Exhibition è il primo evento che "mette a terra" due nostre intuizioni per favorire la ripresa: elevare la "mini-fiera" ad evento internazionale, con il nostro contributo di 300 operatori esteri e combinarla con tecnologie digitali in eventi ibridi. È parte del nostro progetto "Fiera Smart 365". Senza togliere centralità all'evento fisico, la manifestazione, grazie al digitale e a un continuo network di relazioni e scambi qualificati, può vivere 365 giorni all'anno. Il vino è tra i nostri prodotti quello che più di altri caratterizza l’eccellenza cultura-territorio-prodotto del made in Italy, per questo con Veronafiere abbiamo messo tutte le risorse a sistema per promuovere il vino italiano in tutto il mondo».
Luigi Di Maio, ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale: «Wine2wine Exhibition è un evento unico in una situazione straordinaria, perché propone un modello di fiera integrata fisica e digitale che come ministero degli Esteri sosteniamo e che rappresenta la naturale risposta alle sfide che l’emergenza sanitaria ci ha posto. Wine2wine è l’espressione tangibile della resilienza, della vitalità e della creatività di un settore che è una delle principali eccellenze del Paese, che mette a fattore comune il prodotto con il suo territorio e la sua cultura. Il rilancio del made in Italy e del sistema fieristico italiano sono tra le priorità del Patto per l’export che abbiamo sottoscritto l’8 giugno insieme a ministeri, enti pubblici e associazioni di categoria del mondo imprenditoriale. Il nostro Paese deve e vuole ripartire e noi siamo qui insieme per sostenere questo rilancio».
Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali: «Rilancio è la parola chiave che ci accompagnerà da qui ai prossimi mesi. Sono convinta che wine2wine Exhibition potrà essere uno dei primi appuntamenti dove ritrovare l’importanza del confronto personale, dello scambio di esperienze e di idee tra i professionisti del vino e della crescita che una fiera rappresenta. Abbiamo attraversato un periodo difficile e il vino è stata una delle filiere che più hanno sofferto in questa fase. È giusto quindi dedicare attenzione e azioni concrete a questo comparto strategico. Il vino è l’Italia. Ne siamo ben consapevoli. E faremo di tutto perché il vino, come l’Italia, possa tornare a correre. Il contributo dell’appuntamento di Verona, a novembre, sarà quindi decisivo per proseguire in questo percorso di rilancio».
Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto: «Questa iniziativa fieristica che si svolgerà a novembre si inserisce bene nelle azioni di promozione del nostro settore vitivinicolo, un settore strategico per la nostra economia che si collega anche a tutta la partita del turismo. Conoscere un vino significa scoprire anche il luogo in cui è stato prodotto, con la sua storia, cultura e tradizioni. Ben vengano, dunque, sinergie come quella creata da Veronafiere e ICE-Agenzia per rilanciare attraverso questo evento il comparto, aprendo alle nuove tecnologie digitali per continuare a fare rete e parlare del vino made in Italy nel mondo. L’uso di strumenti innovativi di marketing può infatti favorire l’incontro della domanda e dell’offerta».
https://www.vinitaly.com/it/wine2wineexhibition/

lunedì 22 giugno 2020

Offida Passerina Docg '18, vini San Filippo

Siamo in Contrada Ciafone ad Offida (AP).
In questo areale particolarmente vocato dal punto di vista vitivinicolo, la famiglia Stracci fonda all'inizio degli anni 2000 Società Agricola San Filippo.
L'azienda dispone oggi di circa 55 ettari vitati, coltivati ad autoctono (montepulciano, sangiovese, passerina, pecorino, trebbiano), per una produzione media annua di 100.000 bottiglie.
L'azienda opera in regime di viticoltura biologica.
Questo vino, ottenuto da uve Passerina e vinificato in acciaio, si presenta giallo paglia limpido, con nuances dorate.
Profilo olfattivo intenso di fiore e di frutto fresco, pera e banana, erba sfalciata, biancospino, anice.
In bocca l'impronta è altrettanto fresca; agile e suadente, citrino, accenna al frutto di passione, supportato dalla vena sapida.
Vino fragrante di frutto, bene equilibrato, destinato all'uso quotidiano, non arriva alla doppia cifra sullo scaffale.
Degustato a 17°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 86/100.
Offida Docg Passerina '18
12% vol.
Società Agricola San Filippo
C.da Ciafone, 17/a - 63073 Offida (AP)
Tel e Fax +39.0736.889828
info@vinisanfilippo.it
https://vinisanfilippo.it/
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione marinara, spaghetti allo scoglio, insalata di mare, vongole in guazzetto.
vongole dell'Adriatico
La Passerina è un'uva autoctona a bacca bianca, diffusa lungo tutta la fascia centrale Adriatica, in particolar modo tra Marche ed Abruzzo, ma coltivata anche nel Lazio.
Si contraddistingue per acini piccoli, privi di vinaccioli.
Ha grande vigoria, adattabilità ai climi e produttività.
Assicurando grandi quantità, fu utilizzata in passato dai viticoltori per ripagare i debiti (da qui il sinonimo di Pagadebito).
E' utilizzata all'interno di uvaggi come ad esempio nella Doc Falerio, ma anche vinificata in purezza.
Nel sud della regione Marche molte aziende scelgono di vendemmiarla anticipatamente per ottenere basi spumante oppure la sottopongono ad appassimento per ottenere vini passiti.
I vini fermi ottenuti da uva Passerina sono generalmente snelli, immediati, fruttati, non adatti all'invecchiamento.

domenica 14 giugno 2020

Rosso di Montepulciano Doc '15 Selciaia, Cantina Fassati

Siamo in Toscana, all'interno della Doc Rosso di Montepulciano; tale denominazione d'origine controllata istituita nel 1988, fa riferimento alla stessa zona della Docg Vino Nobile di Montepulciano, un'area molto circoscritta della regione Toscana, corrispondente al territorio amministrativo del comune di Montepulciano in provincia di Siena.
La denominazione d'origine controllata prevede la stessa base ampelografica della Docg, ma misure meno restrittive per ciò che concerne coltivazione, produzione, commercializzazione.
Selciaia '15 di Cantina Fassati, mi pare che compendi standard qualitativi, prezzo, valenza territoriale.
Rosso di Montepulciano Doc '15 Selciaia
13,5% vol.
Ottenuto da uva Sangiovese con piccolo saldo Merlot e Cabernet Sauvignon, maturato 6 mesi in legno, appare rosso granato cupo, limpido, con lieve trasparenza sul bordo.
Naso intenso e complesso; impattano i marcatori animali e catramosi del vino d'antan, muschio e garrigue, frutto nero macerato, ciliegia.
In bocca è sapido, intensa è la carica acidica, bene assorbito il tannino.
Il quadro organolettico è d'impronta austera, tuttavia conserva dinamicità, frutto, ciliegia, pur non allungandosi oltremisura in chiusura.
Direi un vino arrivato all'apice dell'arco evolutivo, d'impronta tradizionale, versatile nell'abbinamento, preferibilmente su carni rosse, oca arrosto.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore 88/100.
Abbinato su:
polpettone farcito con frittata agli spinaci.
Fattoria Saltecchio S.s.a.
Marchio Fassati
Via di Graccianiello 3/a, 53045 Montepulciano (Siena)
+39 0578 708708
info@cantinafassati.it
http://www.cantinafassati.it/

mercoledì 10 giugno 2020

Passerina Spumante Brut Terre di Offida Doc, Cantine di Castignano

Metodo Charmat lungo, da uve Passerina coltivate sulle colline marchigiane.
Passerina Spumante Brut Terre di Offida Doc '18
12% vol.
residuo zuccherino 10,4 gr/lt
Giallo paglierino cristallino, con riflessi verdi.
Grana fine, abbastanza fitta, persistente.
Quadro organolettico pulito, fresco di frutto, profumato di fiore: pera matura e agrume, qualche accenno tropicale, biancospino.
In bocca la carbonica, tutt'altro che graffiante, purtuttavia conferisce leggerezza e persistenza su note agrumate e di pomacea.
Vino destinato al largo consumo, reperibile in Gdo, non arriva alla doppia cifra sullo scaffale, può essere valido competitor di spumanti del nord/est italico che ad oggi la fanno da padrone nel mercato delle bollicine.
In abbinamento su antipasti di mare, finger food e aperitivo.
Degustato a 17°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 87/100
La Denominazione d'Origine Controllata "Terre di Offida" fa riferimento solo alle tipologie Passerina Spumante, Passerina Passito, Passerina Vino Santo, le quali in occasione dell'istituzione nel 2011 della Docg Offida in sostituzione della Doc Offida nata nel 2001, rimasero fuori dal disciplinare di produzione.
Il nuovo assetto scaturito nel 2011 prevede quindi che Offida Docg comprenda Offida Rosso, Offida Pecorino, Offida Passerina, mentre per Passerina Spumante, Passito e Vino Santo resta valido il disciplinare di produzione Offida Doc, modificato nel nome in Terre di Offida Doc.
La zona geografica che delimita la Doc Terre di Offida ricade nella parte sud della regione Marche e comprende una venticinquina di comuni all'interno di un'area, gran parte in provincia di Ascoli Piceno e marginalmente in provincia di Fermo, che va dalla zona litoranea sino alla media/alta collina; l'altitudine dei vigneti coltivati è compresa tra 50 e 650 metri sul livello del mare.
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata Terre di Offida devono provenire dai vigneti ubicati in tale area.
Le operazioni di vinificazione, ivi compresa la spumantizzazione, devono essere effettuate nel territorio amministrativo delle province di Ascoli Piceno e Fermo.
Per quanto riguarda la tipologia spumante, la durata del procedimento di elaborazione non deve essere inferiore a 6 mesi.
Fondata nel 1960 l'azienda agricola Cantine di Castignano è una delle più grandi cantine cooperative della regione Marche, potendo disporre di poco meno di 500 ettari vitati e più o meno altrettanti soci conferitori, per una produzione media annua di circa 600.000 bottiglie. L'azienda è punto di riferimento della viticoltura del comprensorio piceno, ma anche dell'olivicoltura, avendo infatti in produzione olio extra vergine d'oliva di ottima qualità a un prezzo accessibilissimo. Mi pare di poter dire che l'attenzione al rapporto prezzo/qualità sia il comune denominatore che lega tutta la produzione aziendale.
Cantine di Castignano S.C.A.C. SOC. COOP. AGRICOLA
Contrada San Venanzo 31, 63072 Castignano (AP)
Tel: +39 0736 822216 / Fax: +39 0736 822242
www.cantinedicastignano.com
mail@cantinedicastignano.com

venerdì 5 giugno 2020

Vitigni resistenti, Limine 2016 Terre di Ger winery

Siamo nell'ambito dei vitigni cosiddetti Piwi (acronimo dal tedesco pilzwiderstandfähig vitigni resistenti alle malattie fungine: oidio e peronospora).
Bianco Delle Venezie Igt '16 Limine della cantina friulana Terre di Ger, è infatti ottenuto da 10% Sauvignon e 90% Fleurtai (ibrido da incrocio Tocai Friulano e 20-3 cod. UD. 34-111).
E' quindi doverosa una premessa che inquadri l'uva Fleurtai e i vitigni resistenti (Piwi).
In Italia già nel 2009 sono state iscritte al Catalogo Nazionale come vinifera, le uve resistenti: Bronner, Regent, Cabernet Cortis, Cabernet Carbon, Helios, Johanniter, Prior e Solaris.
Il 18/01/2016 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rese nota l'iscrizione nel Registro Nazionale delle varietà di vite, di altri 10 nuovi vitigni ibridi sviluppati dall'Università di Udine e dall'Istituto di genomica applicata di Udine, in sinergia con i Vivai Cooperativi Rauscedo (per ibrido si intende un incrocio tra specie di viti diverse, per esempio tra Vitis vinifera e Vitis labrusca oppure con Riparia, Aestivalis e così via, che può avvenire spontaneamente o guidato dall'uomo).
Si tratta di 5 uve a bacca bianca e 5 a bacca rossa così denominati: Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Kanthus, Julius.
Ibridi in cui il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
La caratteristica principale è la loro maggiore resistenza alle malattie: rispetto ad una vite “normale” sono sufficienti un paio di trattamenti all’anno.
Tuttavia vincoli e resistenze di carattere sia legislativo che burocratico, non facilitano la diffusione di tali vitigni.
La normativa UE per i vini DOP, stabilisce infatti che i medesimi siano prodotti solo con varietà di Vitis Vinifera, vietando l’utilizzo di ibridi interspecifici.
Oggi però i nuovi ibridi non presentano più le caratteristiche scadenti, le carenze organolettiche (aromi poco piacevoli di foxy e fragola) e salutistiche (elevati livelli di metanolo) di quelli del passato, poichè il genoma è costituito per almeno il 90% da geni di Vitis Vinifera.
Ad oggi, le dieci varietà iscritte al Catalogo Nazionale nel 2016, sono utilizzate solo nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, limitatamente a vini generici (tavola) e Igp, ma sono in corso richieste di autorizzazione alla coltivazione in altre regioni italiane.
Bianco Delle Venezie Igt '16 Limine
13,5% vol.
Alcune precisazioni preliminari relative a questa etichetta, di tipo sostanziale e di tipo burocratico.
Il percorso dei “vini resistenti” è in costante evoluzione e crescita.
Nel 2016 le uve disponibili in azienda erano il Fleurtai e poche altre, quindi la scelta fu quella di adattarsi a vinificare e testare ciò che arrivava dai vigneti.
Negli anni c’è stata un'evoluzione; sono arrivate a produzione altre varietà resistenti, come il Soreli e il Sauvignon Kretos, di notevole potenzialità, tant'è che sono entrate nell'uvaggio delle annate successive alla '16.
Ogni anno quindi, in azienda si valutano le combinazioni più interessanti anche in relazione a cosa succede in campagna.
Nell'anno in corso ad esempio, l'azienda sta verificando un'ottima produzione sul Bronner, che se le premesse saranno mantenute, potrebbe dare una carica aromatica non indifferente al Limine.
Per ciò che invece concerne gli aspetti burocratici, è bene precisare che l'Indicazione Geografica Tipica "Delle Venezie" è obsoleta dal 30/03/2017 ed stata sostituita o integrata in altri disciplinari.
A partire da questa data quindi, Limine diventa "Venezia Giulia Igt".
Lìmine significa confine: questo vino permette di varcare il confine e di andare oltre il biologico.
La fermentazione avviene in recipienti di acciaio inox e parte in barriques a 16°C per circa 30 giorni.
Affinamento sulle fecce fini per circa sette mesi, frequenti batonnage.
Imbottigliamento fine mese di marzo.
Bottiglie prodotte: 2500.
Bellissimo colore giallo dorato luminoso.
Intenso è il profilo olfattivo.
Erba sfalciata e frutto a polpa bianca impattano di primo acchito, ma hanno fiato corto, poiché l'ossigenazione carica di complessità e d'impronta sovramatura; appaiono in cornice fiori di campo, crescente tendenza al frutto tropicale, persino accenni di resine vegetali.
In bocca il quadro è avvolgente, imperniato su toni resinosi, su polpa fruttata ben matura, pompelmo, tamarindo, passion fruit e le inconfondibili note tropicali.
Spunti rinfrescanti in chiusura, sollecitano salivazione, contrappuntano il tratto sovramaturo.
La degustazione di quest'annata, fatta in due occasioni, a distanza di due anni l'una dall'altra, mi consente di verificare come anche i vini ottenuti da vitigni resistenti possano andare incontro al medesimo processo evolutivo riscontrabile nei vini da uve tradizionali, fatto di maggiore intensità cromatica, maggiori volume e complessità.
Prestazione a mio parere impeccabile per questo vino con doti di finezza.
Degustato a 18°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Valutazione @avvinatore 90/100.
Strada della Meduna, 17 località Frattina, 33076 Pravisdomini (PN)
tel: +39 0434 644452
email: info@terrediger.it
web: http://www.terrediger.it/
Vitigni Piwi, post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2017/06/thomas-niedermayr-vitigni-piwi-ad.html

sabato 30 maggio 2020

Falerio Doc, third time tastings

La Denominazione d'Origine Controllata marchigiana Falerio fa riferimento all'intero territorio amministrativo delle provincie di Ascoli Piceno e Fermo.
Si fa derivare il nome della Doc Falerio dall'antica città "Faleria Augusta", l'attuale Falerone in provincia di Fermo: situata tra le opulente città di Ausculum (Ascoli Piceno) e Firmum (Fermo), era nota già ai tempi della Roma Imperiale per le ottime uve e per le produzioni agrarie in genere.
Ancor oggi nella moderna Falerone possiamo ammirare i resti dell'anfiteatro e del tempio romano a testimonianza di quella fama e delle radici storiche.
A partire dagli anni '70 Falerio diventa sinonimo di vino quotidiano, territoriale, di larga diffusione.
Accompagna egregiamente i piatti della tradizione, sia di terra che di mare: molluschi, crostacei, frittura di paranza, spaghetti alle vongole, zuppe di pesce, passatelli, maccheroncini al ragù, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, olive all'ascolana, pollo in potacchio, persino focaccia farcita e pizza napoletana.
Preferibilmente in abbinamento a piatti con tendenza dolce, di media grassezza o morbidezza, che ne esaltino per contrasto i caratteri organolettici.
Due sono quindi le ragioni del successo avuto in passato: favorevole rapporto qualità/prezzo, versatilità d'abbinamento.
Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, possiamo addentrarci in qualche ulteriore analisi.
Il vino Falerio essendo ottenuto da un blend di uve, può presentare delle variabili, anche in considerazione del terroir di provenienza; tuttavia si può a grandi linee individuarne i marcatori principali.
Il vino Falerio si presenta generalmente di color giallo paglierino brillante, occasionalmente con sfumature verdi.
Al naso non è molto intenso e complesso; presenta fini note floreali, frutta bianca, raramente di tipo tropicale, sfumature vegetali.
Al gusto è secco e sapido, si avvertono sensazioni fresche di acidità, pomacea, una certa ruvidezza dettata dalla maggiore o minore incidenza delle varie componenti del blend, di solito con finale lievemente ammandorlato.
Proprio tali caratteristiche organolettiche che favoriscono la versatilità d'abbinamento, lo hanno potuto etichettare come vino quotidiano e della tradizione.
Purtroppo nonostante tali valori enologici e tale retroterra storico culturale, la Denominazione è andata nel corso degli anni progressivamente squalificandosi, per il disinteresse dei produttori, per la crescente tendenza verso produzioni da monovitigno, per gli espianti di Trebbiano.
Oggi sul mercato non è raro trovare Falerio Doc anonimi, tendenzialmente acerbi, connotati da eccessiva magrezza.
Stante questa situazione, mi pare di poter dire che sia oggi complicato realizzare un progetto valido di recupero della tipologia; tuttavia è anche vero che per fissare il tratto distintivo territoriale, fattore sempre più indispensabile per ritagliarsi spazi di mercato e dare prospettiva, sarebbe utile ripartire dalle fondamenta.
Occorrerebbe cioè, secondo il mio punto di vista, avere il coraggio di ripercorrere sentieri dismessi o in stato di abbandono, per renderli di nuovo praticabili, provando a recuperare tipologie tradizionali in grado di veicolare storia.
Info di base Denominazione d'Origine Controllata.
La Doc Falerio fu istituita nel 1975, successivamente più volte modificata fino al 2014.
Base ampelografica, Trebbiano 20%-50%, Passerina 10%-30%, Pecorino 10%-30%; possono concorrere altre uve a bacca bianca autorizzate in regione Marche fino a un massimo del 20% (n.d.r.: Trebbiano funge da uva neutra, che non modifica il profilo fruttato di Passerina e quello acido/sapido di Pecorino).
Nel 2011 fu istituita la Doc Falerio Pecorino la cui base ampelografica è almeno 85% Pecorino.
Esiste un unico disciplinare per le due Doc, che norma le differenze tra le due tipologie per ciò che riguarda rese per ettaro, fittezza sesti d'impianto, composizione varietale, titolo alcolometrico.
Di seguito due Falerio Doc di tutto rispetto, prodotti da aziende vinicole del Piceno, paradigmatici degli attuali standard; d'impronta tradizionale il primo e ben al di sotto della doppia cifra sullo scaffale, improntato alla ricerca stilistica e appena sopra la doppia cifra il secondo.
Degustati a 18°C, quindi a temperatura superiore a quella standard per i vini bianchi (10°-12°C), allo scopo di dilatare i marcatori e favorirne la percezione.
Falerio Doc '18
13% vol.
Vini Cherri
https://www.vinicherri.it/index.php
Da uve Trebbiano 50%, Passerina 30%, Pecorino 20%, si presenta giallo paglierino con riflessi oro.
Il dato cromatico potrebbe lasciar pensare ad uno stato evolutivo maturo, viceversa già al naso è intenso di fragranze fruttate e d'agrume: pera, banana, mandarino, sfumature vegetali e floreali, mineralità.
Parimenti in bocca, netta è la nota citrina e accennata nel finale quella sapido/ammandorlata.
Quadro d'impronta tradizionale, tuttavia ricco di spunti rinfrescanti e nitido nei marcatori.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto su cucina di mare.
Valutazione @avvinatore 84/100.
Falerio Doc '17 Avora
13% vol.
Vigneti Vallorani
https://www.vignetivallorani.com/
Le uve del classico blend provengono da vigneti vecchi di 40 e 60 anni, vengono lasciate macerare per qualche ora con le bucce, pressate e fatte fermentare spontaneamente con la tecnica del "pied de cuve" che prevede inoculo di porzioni di mosto già in fermentazione; successivamente il vino sosta sur lies per almeno 10 mesi.
Si presenta giallo oro carico, quasi un orange wine.
Profilo maturo e complesso, proiettato su toni di frutto a polpa gialla e a guscio, albicocca, nocciola, frutta candita, datteri, resine vegetali.
In bocca la ricca materia è però contrappuntata dalla prepotente vena acido/sapida; persino accenni tannici in chiusura, contribuiscono ad un netto alleggerimento del quadro, lo mettono al riparo da stucchevolezze, ma ne limitano in parte la gittata.
In abbinamento per contrapposizione su piatti a tendenza grassa e succulenta, zuppe di pesce.
Valutazione @avvinatore 88/100.
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domenica 24 maggio 2020

Piceno Doc Sangiovese '16 Testamozza, Castrum Morisci winery

Siamo a Moresco (Fm) nella regione Marche, nel primo entroterra collinare, a meno di 10 chilometri dalla costa Adriatica.
Qui ha sede Castrum Morisci, azienda vinicola di antica tradizione risalente agli anni '30, che in questi ultimi anni è passata dal semplice conferimento, all'imbottigliamento ed elaborazione di uve di proprietà.
L'azienda vinifica sia in modo tradizionale che in anfore di terracotta.
Questo vino fa parte della linea anfora, innovativa, impegnativa, caratterizzata da bassa resa uva/vino, altresì dotata di etichettatura futurista con QR Code e tappo a corona.
La gamma oggi comprende quattro vini, i cui nomi prendono spunto da altrettante contrade della città di Moresco (Fm).
In estrema sintesi potremmo etichettare questo vino come innovativo e conservativo; sposa da un lato la filosofia delle avanguardie vinicole del nord est italico ed europeo che da qualche anno a questa parte provano ad innovare strizzando l'occhio al passato, alle pratiche arcaiche, all'ecosostenibilità in viticoltura, dall'altro lato però conserva uno stile pacato, oserei dire genuino, non cedendo a forzature, ad appesantimenti, all'enfasi estrema.
Ottenuto da uve 100% sangiovese, vinificato in anfore di terracotta con lieviti indigeni e sosta sulle fecce fini per circa 6 mesi, non filtrato, rientra nella Denominazione d'Origine Controllata Rosso Piceno o Piceno, tipologia Sangiovese; tale tipologia, oggi per la verità abbastanza in disuso, prevede almeno 85% sangiovese.
La non filtratura, se da un lato preserva i caratteri primari, dall'altro può dar luogo a fenomeni più o meno lievi di rifermentazione.
Rosso rubino limpido.
Ventaglio aromatico che stenta ad aprirsi e beneficia di ossigenazione.
I marcatori principali s'indirizzano su fiore appassito, erbe officinali, terra smossa; il frutto di bosco rimane in sottofondo, così come i sentori vinosi d'origine.
Fase olfattiva caratterizzata quindi da una sorta d'impronta rurale, perlomeno di primo acchito.
In bocca il quadro non ha lunga gittata, tuttavia si riattivano dinamiche fruttate, il tannino non punge, l'alcol avvolge, tornano i lieviti, i lamponi e le more di rovo rinfrescanti.
In questo caso, a mio parere, le tecniche di vinificazione arcaiche non aggiungono nè tolgono, viceversa assecondano pregi e limiti dell'annata e del bagaglio genetico varietale.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore 80/100.
In abbinamento su:
pappardelle al sugo di papera
Piceno Doc Sangiovese '16 Testamozza
13% vol.
Cantina Castrum Morisci
Contrada Molino, 18
63826 Moresco (Fm)
cantina@castrummorisci.it
David +39 3400820708
https://castrummorisci.it/
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martedì 19 maggio 2020

Vino Nobile di Montepulciano Docg '13 Pasiteo, Fassati winery

Ottenuto da uva Sangiovese con piccolo saldo Merlot, maturato in botte grande e in piccola parte in barrique, si presenta rosso mattonato, mediamente consistente.
Profilo severo, caratterizzato da rimandi di tipo selvatico, humus, macchia mediterranea, frutto di bosco e da una nota catramosa che evidenzia lo stato evolutivo avanzato.
L'ossigenazione implementa la complessità; vengono alla luce toni animali ed ematici, liquirizia.
In bocca la vena acido/sapida galoppa, il tannino scalpita, ritorna il frutto maturo e la vaniglia.
Quadro gustolfattivo di media persistenza, ben bilanciato, senza cedimenti o forzature, sintonizzato sulle prerogative varietali.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore 89/100.
Abbinato su:
petto di faraona in purea d’ananas, glassata al vino rosso speziato
Vino Nobile di Montepulciano Docg '13 Pasiteo
13,5% vol.
Info Denominazione
- La Docg Vino Nobile di Montepulciano nasce nel 1980 e fa seguito alla Doc istituita nel 1966.
Fa riferimento ad un'area molto circoscritta della regione Toscana, corrispondente al territorio amministrativo del comune di Montepulciano in provincia di Siena.
La base ampelografica è costituita dall'uva Sangiovese (detta localmente Prugnolo Gentile), ma possono concorrere anche altre uve autorizzate nella zona, fino ad un massimo del 30%.
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Vino Nobile di Montepulciano” deve essere sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno due anni, a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia; tre anni per la tipologia "riserva".
L'appellativo "Nobile" di questo vino di antiche origini risalenti al 1300, è probabilmente dovuto al fatto che le produzioni ab origine erano curate dalle nobili famiglie del luogo.
La modifica al disciplinare di produzione del febbraio 2020, dispone l'obbligo di riportare in etichetta il termine "Toscana", di seguito alla dicitura integrale "Vino Nobile di Montepulciano Docg".
- La Doc Rosso di Montepulciano istituita nel 1988, fa riferimento alla stessa zona della Docg, prevede la stessa base ampelografica, ma misure meno restrittive per ciò che concerne coltivazione e vinificazione.
Il vino a denominazione di origine controllata “Rosso di Montepulciano” non può essere immesso al consumo prima dell'1 marzo dell’annata successiva a quella di produzione delle uve.
Info winery
Danilo e Gianni Della Camera titolari di Fattoria Saltecchio S.s.a., acquistano nel 2015 la storica Cantina Fassati; aggiungono ai poco più di 40 ettari di proprietà circa altri 60 portando l'estensione vitata complessiva ad oltre 105 ettari, così diventando una delle prime cinque aziende vinicole di Montepulciano per superficie vitata e per produzione di Vino Nobile di Montepulciano.
Fattoria Saltecchio S.s.a.
Marchio Fassati
Via di Graccianiello 3/a, 53045 Montepulciano (Siena)
+39 0578 708708
info@cantinafassati.it
http://www.cantinafassati.it/

giovedì 14 maggio 2020

Vinitaly Nomisma Wine Monitor, indagine di aprile

Vino, Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor: riapertura Horeca Italiana vale 6,5 mld di euro per consumi vino.
Indagine: solo 23% andrà meno al ristorante, revenge spending sì ma con giudizio, millenials in prima fila.
credit Veronafiere_FotoEnnevi
Verona, 14 maggio 2020 – Con la riapertura, da lunedì 18 maggio, della ristorazione e del ‘fuori casa’ si riattiva anche per il vino italiano un canale naturale che vale al consumo 6,5 miliardi di euro l’anno.
E secondo l’instant survey dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, realizzata ad aprile su un campione rappresentativo di 1.000 consumatori di vino, solo il 23% degli italiani (in particolare donne, del Sud, che hanno avuto problemi sul lavoro) dichiara che andrà meno al ristorante, a fronte di un 58% per cui non cambierà nulla, fatte salve le adeguate misure di sicurezza da prendere (45%).
Non manca, anche se molto misurato, il revenge spending, ovvero la ‘spesa della vendetta’ postlockdown per i beni voluttuari come il vino: il 10% prevede infatti di spenderne più di prima fuori casa, valore che sale al 15% per i millennials (25-40 anni) e per chi non ha avuto problemi sul lavoro (13%).
Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “La nostra speranza è che gli storici partner dell’horeca – tra i più penalizzati dall’emergenza - possano essere messi al più presto nelle condizioni di poter riprendere il proprio cammino. Vino, accoglienza e ristorazione rappresentano il primo fattore distintivo del nostro Paese nel mondo e trovano in Vinitaly il luogo di incontro per eccellenza, con una media di 18mila buyer italiani dell’horeca, dei quali 2/3 legati alla ristorazione. A ciò si aggiunge il tradizionale evento autunnale wine2wine business forum con l’innovativo wine2wine exhibition, primo vero appuntamento internazionale on e off line di quest’anno dedicato al vino”.
Per il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: “Il ruolo della ristorazione e gli effetti del lockdown sulle vendite di vino – sia in Italia che all’estero – sono anche desumibili dalle giacenze a fine aprile di quest’anno, che evidenziano le penalizzazioni subite da alcune blasonate denominazioni che trovano nell’horeca il principale canale di commercializzazione. Si pensi al +9% di volumi in giacenza del Montefalco Sagrantino e del Nobile di Montepulciano, dell’8% del Chianti Classico o alle maggiori eccedenze di bianchi importanti come Falanghina (+16%) e Soave (+24%). Ma il danno inferto dalla chiusura non è solo prerogativa dei vini di fascia premium: si pensi al +36% in giacenza di Castelli Romani o al +22% di Frascati, vini tipicamente somministrati dalle trattorie della Capitale, non solo rimaste chiuse ma purtroppo anche a corto di avventori stranieri”.
In Italia, rileva l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor circa un terzo dei consumatori beve prevalentemente fuori casa (42% i millennials), con un valore che incide per il 45% sul totale delle vendite in Italia (14,3 miliardi di euro nel 2018).
Il prezzo medio alla bottiglia è di 15,4 euro, mentre al calice la spesa è di 5,7 euro, secondo l’indagine.

domenica 10 maggio 2020

Rosso Piceno Doc '13 Vigna Cacià, Vigneti Santa Liberata

Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Questo Rosso Piceno Doc viene prodotto in poco più di 10.000 bottiglie.
Ottenuto da uve Sangiovese, Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Canaiolo coltivate nella tenuta di Petritoli a circa 200 metri sul livello del mare, prende il nome dal primo appezzamento impiantato negli anni '30.
Matura 18 mesi in tonneaux, più ulteriori 24 mesi d'affinamento in bottiglia.
Si presenta alla vista di un bellissimo colore rosso rubino carico, tendente al porpora.
Bouquet di profumi intenso e abbastanza complesso: miscela toni severi e frutto.
Sentori vinosi e amarena appaiono di primo acchito, ma dopo breve ossigenazione lasciano il passo a cuoio, idrocarburo, liquirizia.
In bocca ritroviamo grosso modo le stesse sensazioni austere.
In questa fase il quadro tende all'amarotico e al tostato, con protagonista il tannino da un lato, torrefazione, noccioline americane, marmellata stracotta dall'altro, a conferma di uno stato evolutivo avanzato.
Buon corpo e media persistenza.
Degustato a 20°C.
Valutazione @avvinatore 88/100.
In abbinamento su:
petto d'anatra al Rosso Piceno con tortino di  verdure
Rosso Piceno Doc '13 Vigna Cacià
14% vol.
Punto vendita e Cantina
via Nazionale 194, 63900 Fermo (Fm)
Tel: +39 0734 640100
Fax: +39 0734 640100
Web: http://www.vinisantaliberata.it/
Email: info@vinisantaliberata.it
Degustazioni: martina@vinisantaliberata.it
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valutazione @avvinatore: 90/100

martedì 5 maggio 2020

Chianti Classico Docg '13 Fonte alla Selva, Banfi winery

Ottenuto da uve 90% sangiovese con saldo canaiolo e cabernet sauvignon, fa breve passaggio in rovere e viene imbottigliato nel corso dell'estate successiva alla vendemmia.
Rosso granato limpido.
Profilo olfattivo ricco di spunti, nonostante la volatile che impatta di primo acchito.
L'ossigenazione attenua gli effetti indesiderati e riporta il quadro appetibile.
Toni austeri di vino invecchiato, sentori animali ed ematici, cuoio, humus, relegano sullo sfondo il ribes, il mirtillo e le sensazioni acerbe iniziali.
In bocca l'azione compensativa dell'ossigenazione produce meno effetti; la dotazione di polialcoli e polisaccaridi appare oggettivamente inferiore alla dotazione acidica.
Ne risulta un quadro gustativo certamente fresco, tuttavia alleggerito di speso specifico, oserei dire smagrito nei toni e con limitato allungo.
Vino disimpegnato, senza particolari ambizioni, adatto all'uso quotidiano, versatile nell'abbinamento a tutto pasto.
Abbinato su:
lasagne al forno con
funghi, salsiccia,
radicchio
Chianti Classico Docg '13 Fonte alla Selva
13,5% vol.
Web: https://www.banfiwines.com/