venerdì 29 marzo 2019

Focus mercato Asia, by Vinitaly Nomisma Wine Monitor

 “Asia: la lunga marcia del vino italiano” a cura dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, marzo 2019.
Far East (import a 6,45 mld di euro) decisivo per sorti del vino mondiale, Nord America a un passo.
Asia Orientale, area geopolitica cresciuta di più nel decennio: +227%, 11 volte l'UE.
A Vinitaly in media a ogni edizione oltre 5.500 operatori provenienti da Asia Orientale.
Si lavora per la creazione di una piattaforma fieristica di proprietà in Cina.
• Export complessivo mondo: l’Italia chiude in positivo il 2018 (+3,3%, 6,149 mld di euro), ma comanda la Francia (9,334 mld di euro).
• L’Asia Orientale è l’area geopolitica dove l’import di vino è cresciuto di più a valore nell’ultimo decennio: +227% (6,45 mld di euro nel 2018).
• L’UE rimane il mercato più importante (13,3 mld di euro) ma in 10 anni cresce solo del 20%. Poi l’area del Nord America, a +65% e 6,95 mld di euro, tallonata dall’Asia.
• Tra i 10 top buyer, Cina e Hong Kong hanno registrato la crescita in valore più accentuata (import da mondo) negli ultimi 5 anni, con un tasso annuo di crescita a +14,9% e +11%.
• La variazione più bassa del quinquennio è invece quella dei 2 top buyer europei, Uk e Germania, rispettivamente a -2,3% e +1,2%.
• Asia Orientale: Francia leader con quota di mercato al 50% e oltre 3,2 mld di euro. Poi Australia (15,9%), Cile (8,9%) e Italia (6,5%; 5,9% in Cina).
• Asia orientale: le esportazioni di Bordeaux e Borgogna valgono oltre 1 mld di euro, più del quadruplo rispetto a tutti i rossi italiani.
• Asia Orientale: Italia al rallenty, cresciuta meno del mercato in tutti i principali Paesi.
• Asia Orientale: stime a 5 anni premiano Belpaese, in primis in Cina e Corea del Sud.
Far East un amore da 6,45 miliardi di euro.
Roma, 28 marzo 2019 - La domanda globale di vino dell’Asia Orientale* vale 6,45 miliardi di euro di import ed è prossima all’aggancio del Nord America (Canada e Usa), a 6,95 miliardi di euro.
Nella corsa al vino, l’Asia Orientale sta facendo gara a sé con un balzo a valore negli ultimi dieci anni del 227% (12,6% il tasso annuo di crescita): 11 volte in più rispetto ai mercati UE e quasi il quadruplo sull’area geoeconomica Nordamericana.
È il quadro di sintesi fatto oggi a Roma nel corso della presentazione del 53° Vinitaly dallo studio “Asia: la lunga marcia del vino italiano”, a cura dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor.
Secondo lo studio, il vino parla sempre più asiatico, con cui dialogano in particolare i francesi e – oggi più che mai – il ‘nuovo’ mondo produttivo, Australia e Cile che in alcuni paesi beneficiano di una politica dei dazi favorevole.
E l’Italia? Dallo studio emerge come a fronte di una tenuta in terreno positivo del sistema vino made in Italy a livello mondiale (+3,3% nel 2018 sull’anno precedente), la presenza in Asia Orientale sia ancora marginale rispetto alle potenzialità italiane.
Dei 6,45 miliardi di euro di importazioni registrate lo scorso anno in Cina, Giappone, Hong Kong, Corea del Sud (ma anche Vietnam, Taiwan, Tailandia, Filippine, Singapore e altre), la Francia – pur in calo – incassa infatti a valore il 50,2% della torta asiatica, per un equivalente di 3,24 miliardi di euro.
La quota di mercato italiana si ferma invece al 6,5% (419 milioni di euro), meno anche di Australia (15,9%, a 1 miliardo di euro) e Cile (8,9%).
Veronafiere, al lavoro per una piattaforma di proprietà.
Per il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese: “La lunga marcia italiana verso l’Asia si è rivelata in questi anni ancora più faticosa per la mancanza di una vera regia di sistema Paese. Dal punto di vista commerciale, la Cina e tutto il Far East offrono grandi opportunità per il made in Italy anche per la complementarietà delle produzioni. Per quanto ci riguarda, stiamo ponendo le basi per una presenza costante in Cina di Vinitaly e degli altri nostri settori di punta, come l’agritech, il design, il marmo, attraverso una piattaforma fieristica proprietaria dedicata.
La fatica nei bilanci dei nostri vini fermi deriva in buona parte dal mancato salto di qualità laddove la domanda è cresciuta di più – ha aggiunto il Ceo di Veronafiere, Giovanni Mantovani –, ma in questa analisi noi guardiamo al bicchiere mezzo pieno. Abbiamo i numeri, la qualità e il fascino per penetrare un mercato gigantesco, ma non servono proclami e solitarie fughe in avanti. Bisogna capire - prosegue Mantovani - che oggi per contrastare vecchi e nuovi competitor non serve più marciare in ordine sparso, bisogna correre in un’unica direzione e con un brand in grado di aprire la strada. Al prossimo Vinitaly,in termini di presenze espositive e metri quadrati netti il più grande di sempre, sono in media ad ogni edizione più di 5.500 gli operatori provenienti dal Far East. E nel corso dell’anno in Cina, tra i road show in calendario, l’Academy di Vinitaly International e le partnership fieristiche in corso e quello di nuovo ed importante stiamo realizzando saremo in grado di dare alle aziende e alle istituzioni un ulteriore supporto promozionale su quest’area strategica per il futuro dei nostri prodotti, non solo del vino”.
In Italia a passo di marcia, competitor di corsa.
Ma il futuro è tricolore l’Italia, secondo l’analisi condotta dal responsabile di Nomisma-Wine Monitor, Denis Pantini, è certamente cresciuta nelle vendite, ma meno dei suoi concorrenti: in Cina in 5 anni l’incremento italiano ha sfiorato l’80% mentre le importazioni da mondo hanno segnato un +106%.
Così a Hong Kong (+28% vs +67%) e in Corea del Sud (+36% vs +60%) e soprattutto in Giappone – il mercato più tricolore in Asia – dove il Belpaese non ha fatto meglio di un +3,4%, contro una domanda del Sol Levante cresciuta di quasi il 30%.
Per dirla in bottiglie, nel 2018 l’Asia Orientale ha importato quasi 93 milioni di bottiglie di Bordeaux (e 6 milioni di Borgogna), mentre il complessivo dei rossi Dop provenienti da Toscana, Piemonte e Veneto supera di poco i 13 milioni di bottiglie. Tradotto in valore, il rapporto è 11 a 1: 864 milioni di euro del solo Bordeaux contro 77 milioni dei rossi Dop delle 3 regioni italiane.
Il futuro si annuncia comunque interessante per il Belpaese, con un tasso annuo di crescita stimato dal nostro Osservatorio nei prossimi 5 anni che si prevede essere superiore ai consumi dell’area: fino all’8% in Cina, dall’1% al 2,5% in Giappone, complice l’accordo di partenariato economico, dal 5,5% al 7,5% in Corea del Sud e dal 3% al 4,5% a Hong Kong.
Vinitaly no limits.
La 53ª edizione del Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati (7-10 aprile, Veronafiere) è sold out dallo scorso novembre nonostante l’aumento della superficie netta disponibile.
Tra le novità, il nuovo salone Vinitaly Design e l’Organic Hall.
Un’altra edizione in crescita per Vinitaly www.vinitaly.com che dopo un anno e 40 eventi promozionali e di formazione in Italia e all’estero, si prepara ad aprire con numeri in aumento.
L’area netta disponibile raggiunge i 100mila metri quadrati netti, mentre sono oltre 130 i nuovi espositori diretti, a cui si aggiungono gli indiretti e i rappresentati, che portano il numero totale di aziende a quota 4.600 da 35 nazioni e ad oltre 17mila le etichette a catalogo (dati in aggiornamento).
Confermata la formula di Vinitaly – business in fiera, wine lover in città – con Vinitaly and the City ( 5-8 aprile – www.vinitalyandthecity.com ), che sta garantendo da un lato un maggiore flusso di operatori professionali in fiera e una diminuzione voluta e controllata del visitatore appassionato a cui sono dedicate le iniziative in città.

Fonti: elaborazioni dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale.
* Asia Orientale (anche Far East): Cina, Giappone, Hong Kong, Corea del Sud, Vietnam, Singapore, Tailandia, Taiwan, Malesia, Indonesia, Filippine, Maldive, Cambogia, Mongolia, Laos, Macao, Timor Est, Corea del Nord, Brunei, Birmania.

martedì 26 marzo 2019

Vinitaly 2019 in pullman con Piergallini Viaggi

Piergallini Viaggi organizza pullman con partenza dalle Marche, in occasione della 53^ edizione della fiera veronese dei vini e dei distillati.
Vinitaly è l’appuntamento per conoscere, degustare ed apprezzare i vini e distillati d’eccellenza provenienti da tutto il mondo per un brindisi che attende solo voi.
Vinitaly è anche il più suggestivo palcoscenico per diversi ed importanti momenti di presentazione e promozione del vino e dei distillati.
Tante occasioni per documentarsi e partecipare alle degustazioni guidate e ai seminari sui vini di tutto il mondo: imperdibili momenti di approfondimento tecnico, culturale ed economico.
Giornata unica.
Date:
7 aprile 2019 (confermato)
8 aprile 2019 (confermato)
9 aprile 2019 (in via di conferma)
10 aprile 2019 (in via di conferma)
Partenza:
ore 3.30 Pedaso (Via Mazzini di fronte Chiesa); 3.40 Santa Maria a Mare (Fermata Bus); 3.45 Porto San Giorgio (Bar Italia); 3.55 Porto Sant’Elpidio Faleriense (Distributore Agip/Toyota); 4.10 Civitanova Marche (Parcheggio Globo di fianco uscita casello autostrada); 4.25 Porto Recanati (casello autostradale); 4.45 Ancona (casello autostradale Ancona Nord); 5.05 Marotta (parcheggio nei pressi casello autostrada); 5.25 Pesaro (casello autostrada).
Ritrovo dei partecipanti per l’inizio del viaggio di ritorno alle ore 18.
Mappa Vinitaly 2019
Quota individuale di partecipazione € 47.
La quota comprende: viaggio in pullman.
Solo viaggio andata o solo viaggio ritorno € 34.
Riduzione (valida solo sulla quota di partecipazione andata e ritorno): partenza e rientro da Ancona nord, Marotta e Pesaro € 9.
Piergallini Viaggi srl
via Mazzini 19, 63827 Pedaso (Fm)
Tel.: 0734.931823
info@piergalliniviaggi.it

martedì 19 marzo 2019

Tipicità 2019 si congeda

Tipicità 2019, la più bella di sempre, si congeda.
State facendo cose bellissime. Tornerò.”.
Questo il congedo di Paolo Mieli da Tipicità 2019, la ventisettesima, un’edizione che ha rappresentato una svolta epocale nella capacità del sistema Marche di presentarsi al grande pubblico.
Mieli, Serri, Calcinaro
Durante la “tre giorni” della manifestazione, nei padiglioni del Fermo Forum si è respirata un’atmosfera internazionale, con rappresentanze da otto paesi del mondo le quali hanno sviluppato relazioni con gli operatori, visitato Fermo ed il territorio regionale, scambiato esperienze con gli amministratori locali.
Oltre cento i giornalisti accreditati da tutt’Italia per l’evento e più di mille gli operatori professionali che si sono dati appuntamento a Fermo.
Un vero esercito di volti noti, tra i quali Duilio Giammaria, conduttore di “Petrolio”, Barbara Serra, arrivata appositamente da Londra, lo chef “bistellato” Claudio Sadler e lo stesso Paolo Mieli, personaggi che hanno offerto spunti di grande respiro che proiettano definitivamente Tipicità nell’olimpo delle manifestazioni che contribuiscono a creare un’idea di futuro migliore.
La carica dei diecimila che ha invaso il Fermo Forum ed il centro storico della città per le iniziative “in the city”, ha preso parte ad un cartellone con oltre 130 eventi.
Ben 210 gli espositori che hanno animato le aree tematiche ed il grande “Grembo” centrale, simbolo di questa ventisettesima edizione.
È stata un’edizione fortemente innovativa sotto molteplici aspetti.”, questo il commento di Paolo Calcinaro, Sindaco di Fermo, nel corso della serata che ha concluso Tipicità 2019, Stoccafisso senza frontiere, un gustoso “Giro d’Italia” animato da ben dodici sodalizi giunti nelle Marche da tutto lo “Stivale”.
Questo nuovo format con un grande spazio centrale - ha proseguito Calcinaro - è stato un’idea vincente che ha reso più fruibili i padiglioni, con grande soddisfazione dei visitatori.”. “Un grande risultato di squadra ottenuto dall’impegno corale dei tanti enti pubblici, delle imprese partners, degli Atenei e delle associazioni - ha aggiunto il sindaco di Fermo - con un plauso speciale agli studenti degli istituti alberghieri che, con instancabile tenacia, sono stati di grande aiuto, capitalizzando un’esperienza irripetibile per il loro futuro”.
Ci congediamo – ha dichiarato il direttore, Angelo Serri - con la soddisfazione di aver compiuto un ulteriore passo nella capacità di dar luce agli innumerevoli attrattori legati al cibo, alla manualità ed al territorio. Tipicità 2019 ha donato nuova consapevolezza agli operatori pubblici e privati della regione, ha fornito il vestito della festa a tutti quei fattori di competitività che le Marche possono esprimere sullo scenario nazionale ed internazionale.”. “Carichi di energie positive - ha concluso Serri - dopo questa favolosa edizione 2019 ripartiamo per le tante iniziative del brand-ombrello Tipicità in Italia e all’estero.”.
www.tipicita.it
Tipicità è una ricetta, unica in Italia, costituita da un network pubblico-privato guidato dal Comune di Fermo in collaborazione con Regione Marche, Università di Ancona, Camerino e Macerata, insieme ad una nutrita squadra di enti locali e con la partecipazione convinta di imprenditori, leader nei rispettivi settori, accomunati dal “valore territorio”.

mercoledì 6 marzo 2019

Rosso Piceno Doc '16 Colle del Buffo, Terra Fageto winery

Da uve Montepulciano e Sangiovese in percentuali paritarie, vinificato in acciaio con macerazione di 15 giorni e maturazione di otto mesi, si presenta rosso rubino cupo, impenetrabile.
Ventaglio aromatico abbastanza intenso, pulito; insiste su sentori floreali, frutto di bosco, mora e lampone, erbette aromatiche, rosmarino, accenni di lieviti e vaniglia.
Palato in buona continuità, coniuga note fruttate, avvolgenza, sapidità nel finale.
Quadro ben bilanciato, stemperato nel tannino, vivacizzato dalla carica acidica.
Degustato a 16°C.
Versatile nell'abbinamento a tutto pasto, preferibilmente in apertura, su primi piatti con ragù di carne, lasagne al forno, zuppa di fagioli e cotiche, ma anche su carni di animali di bassa corte, pollo in potacchio, spezzatino di vitello, lumache in umido.
Favorevole rapporto qualità/prezzo.
Rosso Piceno Doc '16 Colle del Buffo
alcool 13%
Azienda Agricola Terra Fageto
via Valdaso, 52 Pedaso (Fm)
Tel: +39 0734.931784
e-mail: info@terrafageto.it
web: http://terrafageto.it/
Disciplinare di produzione Rosso Piceno in due minuti circa:
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https://vinidiconfine.blogspot.com/2010/12/terra-fageto-e-cantina-di-ruscio-pedaso.html

giovedì 28 febbraio 2019

Offida Pecorino '15 Pekò, La Canosa winery

Giallo paglia cristallino, tendente al verde oro.
Ventaglio aromatico non particolarmente penetrante, tuttavia nitido, fine, caratterizzato da sentori di tipo floreale e vegetale, erbe officinali, lieviti, scorza d'arancia, vena minerale, frutto tropicale appena accennato in sottofondo.
Bocca di estrema pulizia, ribadisce le impressioni olfattive, aprendosi su frutto giallo, albicocca, carica acidica agrumata, mandarino; caratteri che riescono a coniugare freschezza e maturità.
Sapido nel finale, ben calibrato, ammandorlato.
Mi pare di poter dare valutazione positiva a questo Pecorino d'alta collina, ottenuto da uve coltivate a ridosso dei Monti Sibillini.
Degustato a 13°C.
In abbinamento su piatti ben strutturati, cucina di mare, zuppe di pesce, scorfano al forno.
Offida Pecorino Docg '15 Pekò
alcool 14%
La Canosa
Regole di carattere generale per ciò che riguarda la temperatura di servizio del vino:
Visita in azienda e degustazioni.
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lunedì 25 febbraio 2019

Terre di Toscana 2019, Lido di Camaiore

Terre di Toscana giunta alla sua XII edizione, come ogni anno vedrà la presenza di oltre 600 etichette proposte ai banchi di assaggio da 130 grandi viticoltori della Toscana, selezionati in modo da creare una mappa completa ed esaustiva dell’enologia regionale.
Si potranno così degustare vini appartenenti a denominazioni iconiche come Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Bolgheri, Vernaccia di San Gimignano, ma non mancheranno denominazioni più piccole e di grande appeal come Montecucco, Val di Cornia, Val d'Orcia, Cortona, le Colline lucchesi, pisane e massesi, e quelle meno comuni, ma di grande fascino, come Mugello, Casentino, Versilia e Isola del Giglio.
In questa edizione un'importante novità renderà la manifestazione ancora più unica: domenica 3 marzo si terranno due degustazioni guidate, di raro fascino ed appeal, che vedranno come protagonista la vendemmia 1999, anno di nascita della testata on line Acquabuona.it, organizzatrice dell'evento, che quest'anno festeggia il suo ventennale.
Alle ore 15, a cura del giornalista Fernando Pardini, si svolgerà “Sangiovese & Co”, una degustazione che avrà come protagonista il vitigno sangiovese ed alcuni dei suoi più fedeli alleati, mentre alle ore 17 si terrà quella a cura del giornalista Ernesto Gentili “La Nuova Tradizione” che andrà a toccare vini che nei vitigni internazionali hanno trovato la loro strada e la loro forza.
Entrambe saranno a numero chiuso, su prenotazione ed avranno il costo di 70 euro a persona.
Parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Per maggiori info sulle degustazioni guidate (aziende e vini): https://terreditoscana.info/espositori/le-degustazioni-del-ventennale/
Da non dimenticare inoltre l'appuntamento di lunedì con le vecchie annate, che consentirà ai visitatori di assaporare numerose annate storiche che saranno proposte in assaggio ai banchi, insieme a quelle in commercio, da alcuni produttori presenti a Terre di Toscana.
Per visionare l'elenco completo dei produttori: https://terreditoscana.info/espositori/vignaioli/
Ad accompagnare i calici e deliziare i visitatori, come in ogni edizione, vi sarà, in area appositamente dedicata, una selezione di prodotti gastronomici firmati da grandi artigiani toscani i quali accoglieranno i presenti con le loro squisite specialità, che potranno anche essere acquistate.

Anche quest'anno la cucina di alto livello sarà uno dei fiori all'occhiello di Terre di Toscana, tra le più attese kermesse di settore, che raccoglie a Lido di Camaiore il meglio dell'enologia toscana, e non solo.
Grazie infatti a Golosizia, sezione curata dal giornalista enogastronomico Claudio Mollo, alcuni noti chef toscani daranno vita a coinvolgenti cooking show, che li vedranno impegnati nella preparazione di gustose ed intriganti ricette che racconteranno nei piatti la cucina italiana, sia classica, sia creativa che rivisitata.
Golosizia, il cui accesso sarà riservato al pubblico di Terre di Toscana al costo supplementare di 5 euro a persona, si terrà all'Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore, sede ormai storica di Terre di Toscana, lunedì 4 marzo dalle ore 15 alle ore 18.
Lista chef Golosizia 2019:
Lorenzo Stefanini, Stefano Terigi, Benedetto Rullo
Ristorante Giglio
Piazza del Giglio, 2 55100 Lucca (LU)
Tel. 0583 494058
www.ristorantegiglio.com
Massimiliano Ciregia
Osteria del Mare
Via IV Novembre, 15 58043 Castiglione della Pescaia (GR)
Tel. 0564 934763
www.osteriadelmarecdp.it
Francesco D’Agostino
Ristorante La Martinatica
Via Martinatica, 20 55045 Pietrasanta (LU)
Tel. 0584 1788946
www.martinatica.it

Acquabuona.it organizzatrice di Terre di Toscana, è una testata giornalistica on-line che dal 1999 racconta l'enogastronomia e l'agroalimentare del Bel Paese.
Acquabuona.it è anche organizzatrice della manifestazione annuale Vini d'Autore Terre di Italia, che quest'anno si terrà, sempre all'Una Hotel di Lido di Camaiore, il 19 e 20 maggio.
Per informazioni, programma, protagonisti, dettagli e novità di Terre di Toscana:
www.terreditoscana.info
www.acquabuona.it
info@acquabuona.it – Tel. 335.6814021 – 328.6486660

Terre di Toscana 2019
Domenica 3 marzo dalle ore 11 alle ore 19.
Lunedì 4 marzo dalle ore 11 alle ore 18.
Ingresso € 30. L’ingresso dà diritto a degustare tutti i vini presenti.
Ingresso ridotto € 20 per i soci Ais, Fisar, Onav, Aies, Slow Food, Touring tessera-muniti e per gli abbonati alla newsletter de L’AcquaBuona.
Dove:
Una Hotel Versilia – Viale Sergio Bernardini, 337 - Lido di Camaiore (LU).
Servizio navetta: nella giornata di domenica (approssimativamente dalle ore 10,30 alle ore 18), navette gratuite faranno la spola tra la stazione ferroviaria di Viareggio e l’Una Hotel. I minibus, dell’azienda Montaresi, saranno facilmente identificabili dal logo della manifestazione affisso all’esterno e traffico permettendo, sarà possibile trovarli ogni 15/20 minuti all’uscita della stazione ferroviaria.

venerdì 22 febbraio 2019

Vinitaly e Ice, tour promozionale in Usa

Vinitaly e Ice, parte da Los Angeles il tour promozionale congiunto negli Usa.
Verona, 22 febbraio 2019 – Los Angeles e New York: sono le tappe del programma di promozione del vino italiano negli Stati Uniti targato VIA-Vinitaly International Academy e realizzato in collaborazione con Ice-Italian Trade Agency.
Dopo cinque giorni, si è concluso oggi il primo appuntamento a Los Angeles, tutto dedicato a vini e varietà autoctone made in Italy, segnando il debutto in California dei corsi di formazione e certificazione per Italian Wine Ambassador.
La boutique The Line, situata nel cuore di Korea Town (il quartiere trendy della Città degli Angeli), ha ospitato l’11ª edizione del corso di formazione altamente specializzato che, per il battesimo nello stato in cima alla classifica Usa per consumo di vino, si è proposto in una versione “tasting-intensive” tenuta dalla Master of Wine Sarah Heller e Henry Davar, professori e divulgatori esperti della Academy di Vinitaly.
Dopo Los Angeles, il primo semestre di corsi si concluderà a New York, dal 24 al 28 giugno.
Oltre alle sessioni negli Stati Uniti, ne sono in programma altre due: a Chengdu, in Cina, dal 16 al 20 marzo, e a Verona, dal 29 marzo al 2 aprile, poco prima di Vinitaly.
Anche l’evento di Verona, come i due statunitensi, vedrà il coinvolgimento di Ice-Italian Trade Agency nell’attività di incoming degli studenti dall’estero.
«Il vino italiano gode di buona salute, ma non possiamo ignorare i segnali che ci arrivano da un mercato in continua evoluzione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Negli Stati Uniti la Francia cresce più di noi: se vogliamo riconquistare la leadership in questa piazza storica per il made in Italy enologico è necessario continuare a investire in promozione, anche attraverso la diffusione della conoscenza delle specificità dei nostri prodotti. Per creare questi presupposti alla crescita – conclude Mantovani – da oltre 20 anni con le attività di Vinitaly International promuoviamo il vino italiano nel mondo, con particolare riguardo agli Stati Uniti, dove abbiamo già formato con la Academy 50 tra ambasciatori ed esperti del vino italiano sui quasi 200 totali in 30 paesi».
«Gli USA assorbono circa il 25% di tutte le vendite di vino italiano all’estero, ma il nostro export resta ancora troppo concentrato su poche regioni italiane e su pochi Stati americani – ricorda Maurizio Forte, direttore dell’Ufficio di New York dell’Agenzia ICE –. Occorre quindi mettere in campo un grande sforzo per elevare la conoscenza dei nostri vini che hanno una diversità di vitigni e territori unica al mondo. La formazione svolge un ruolo chiave in questa direzione ed è una parte qualificante del grande programma di promozione del vino italiano in corso negli USA - “Italian Wine - Taste the Passion” - curato dall’Agenzia ICE».
Lo sforzo continuo di Vinitaly e dell’Agenzia ICE sulla formazione, intrapreso insieme già a partire dal 2017 con il primo corso VIA a New York, viene incoraggiato dai risultati di recenti sondaggi sul consumatore di Wine Opinions: la società, che aveva condotto nel 2017 un’indagine per misurare la percezione del vino italiano nel mercato USA, ha ripetuto la misurazione a fine 2018 e ha registrato che gli acquisti frequenti di vino italiano – da parte di consumatori abituali di vino – sono passati dal 30% nel 2017 al 33% nel 2018.
Inoltre, risulta che gli acquisti almeno occasionali di vino italiano dal 2017 al 2018 sono incrementati per un numero rilevante di denominazioni e vitigni, dimostrando un maggiore awareness su alcune categorie.
Il trend positivo è quindi confermato, ma ancora ci sono ampi spazi del mercato da conquistare e attraverso la formazione di personale professionale trade si può incidere sul consumatore nel medio-lungo periodo.

mercoledì 20 febbraio 2019

Cannonau di Sardegna '16 Sincaru, Vigne Surrau

Vinificato in acciaio a temperatura controllata, con quotidiani rimontaggi e follature per garantire l'adeguata estrazione delle sostanze polifenoliche, svolge la malolattica subito dopo la svinatura e matura per qualche mese in botte grande di legno, prima dell'imbottigliamento.
Cannonanu di Sardegna Doc '16 Sincaru
alcool 14%
Vigne Surrau
Ottenuto da uve Cannonau coltivate in terreni derivanti da disfacimento granitico, tendenti al sabbioso, che conferiscono al vino particolare equilibrio e mineralità, appare di color rosso rubino piuttosto scarico, limpido, tendente al granato.
Profilo aromatico fine, delicato, contraddistinto da sentori di macchia mediterranea, mora di rovo, piccoli frutti rossi.
Sulla stessa falsariga il palato, rotondo, per nulla puntuto, pulito.
Accenni vinosi, ciliegia e corbezzolo, corteccia e sottobosco, spinta sapida, confezionano un quadro godibile, tendente al morbido, reso vieppiù avvolgente dal calore alcolico.
Finale amaricante su toni di china, rabarbaro e genziana.
Vino di medio corpo e persistenza, versatile nell'abbinamento a tutto pasto, dai Maccheroncini di Campofilone con ragù di carne, ai Vincisgrassi alla marchigiana, fino allo stufato di pecora o al maialino al forno.
Per esaltarne le doti di avvolgenza, mi pare di poter dire che non vada servito ad una temperatura inferiore ai 18°C.
Surrau società agricola
Strada Provinciale Porto Cervo Arzachena Km 1,
07021 Arzachena (OT) Sardegna - Italia
Tel.+39 0789 82933
Fax +39 0789 81096
Email: info@surrau.it
Web: http://www.vignesurrau.it/

sabato 16 febbraio 2019

Montefalco Sagrantino '12 Collepiano, Arnaldo Caprai

In premessa alcune informazioni di base su Montefalco Sagrantino Docg e Montefalco Doc, due denominazioni della regione Umbria che insistono sulla stessa area, corrispondente all'intero territorio del Comune di Montefalco e parte del territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia, per complessivi circa 1.000 ettari vitati e una produzione di oltre 5.000.000 di bottiglie.
La denominazione Montefalco Sagrantino fu approvata a Doc con decreto del 1979 e divenne a Docg con decreto del 1992, più volte modificato fino al 2014.
Base ampelografia esclusivamente uva Sagrantino.
Sono previste due tipologie, "secco" e "passito", che devono essere sottoposte ad invecchiamento minimo di 33 mesi a decorrere dal 1° dicembre dell'anno di produzione delle uve, di cui, per la sola tipologia "secco", almeno 12 in legno di rovere.
E' previsto per entrambe le tipologie, un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi.
Gradazione minima 13% per la tipologia "secco", 18% per la tipologia "passito".
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a 610 ettari, per una produzione di circa 2.000.000 di bottiglie.
Si possono fare diverse ipotesi sull'origine del nome "Sagrantino", che sarebbero in ogni caso riconducibili all’ambito del sacro e del religioso, poichè tale uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti liturgici, inoltre perché anticamente era il vino che il contadino tirava fuori in occasione delle ricorrenze religiose, Pasqua e Natale.
Montefalco (Pg)
torre campanaria
La Doc Montefalco viene istituita nel 1979, successivamente modificata più volte fino al maggio 2016.
Il nuovo disciplinare della Doc Montefalco entrato in vigore dalla vendemmia 2016 è riferito a 4 tipologie di vino:
– Montefalco Bianco Doc – Montefalco Grechetto Doc – Montefalco Rosso Doc – Montefalco Rosso Doc Riserva.
• Montefalco Bianco Doc, uva Trebbiano Spoletino non inferiore al 50%; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Grechetto Doc, minimo 85% uva Grechetto; possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, autorizzate nella regione Umbria.
• Montefalco Rosso Doc, uva Sangiovese dal 60 al 80%, uva Sagrantino dal 10 al 25%, altre uve rosse come da elenco regionale da 0 a 30%.
Il periodo di invecchiamento obbligatorio in quest'ultima tipologia è di almeno 18 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, mentre per il rosso “Riserva” occorrono almeno 30 mesi con decorrenza dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui 12 in botti di legno.
L’estensione vitata, in base a dati aggiornati al 2015, è pari a circa 410 ettari, per una produzione di circa 3.900.000 bottiglie.
barricaia Caprai
Ennesima conferma per questa prestigiosa etichetta di Montefalco Sagrantino Docg Collepiano dell'annata 2012.
Occorre premettere che l’uva Sagrantino, autoctona della regione Umbria, quasi scomparsa dai vigneti umbri negli anni ‘60, fu recuperata grazie all’impegno di alcuni coraggiosi vignaioli.
Arnaldo Caprai, riconosciuta oggi come azienda leader nella produzione di Sagrantino, fu tra gli artefici della sua riscoperta all’inizio degli anni ’70.
Il vitigno dà origine a vini tannici, potenti, ricchi di polifenoli e antocianine, adatti all'invecchiamento.
Montefalco Sagrantino Collepiano esalta tali caratteri.
Maturato in barriques per 22 mesi, affinato per 8 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino profondo, impenetrabile.
Quadro complesso, dinamico, si modifica con l'ossigenazione.
I descrittori colgono l'evidenza della ciliegia sotto spirito e l'ampio corollario fatto di spezie, liquirizia, sentori animali e muschiati, cuoio, frutto nero in confettura, accenni fumèe e polvere di caffè in retrogustativa.
Poderoso e fine, gratifica a lungo il palato.
Il calibrato uso dei legni si rivela essenziale per addomesticare la prorompenza tannica che caratterizza il finale.
Riceve il massimo riconoscimento dalle principali guide vini 2017 italiane.
In abbinamento su:
coscio d'agnello al forno
località Torre di Montefalco, 06036 Montefalco (PG)
Tel. 0742/378802 - Fax 0742/378422 - email: info@arnaldocaprai.it

giovedì 14 febbraio 2019

Tipicità protagonista alla BIT

Alla Borsa Internazionale del Turismo svelato il palinsesto 2019.
La BIT lancia un anno di Tipicità.
A Milano la “comunità delle eccellenze”, ossia i numerosi partners di Tipicità, ha incontrato la stampa nazionale in occasione della BIT-Borsa Internazionale del Turismo, per anticipare l’intenso 2019 del “brand ombrello” Tipicità.
Si comincia con il Festival di Fermo.
Dal 9 all’11 marzo va in onda un kolossal esperienziale, l’edizione numero ventisette di Tipicità, che avrà il suo cuore pulsante nell’innovativa struttura del Fermo Forum.
Tipicità è uno strumento per aprire il territorio ai rapporti internazionali. – ha dichiarato Francesco Trasatti, Vicesindaco di Fermo - Sempre di più la manifestazione, che si svolge da ventisette anni a Fermo, è in grado di creare rete all’interno del territorio, ma con una forte propensione a sviluppare legami con altre realtà italiane e dal resto del mondo”. “Inoltre, come ogni grande kermesse, anche Tipicità ha il suo dopofestival e connette la sede del Fermo Forum con musei, attività commerciali ed attrattive della città, attraverso il palinsesto Tipicità in The City.”.
Tre ambienti ad indicare la rotta per il visitatore: in primis cibo, poi making e turismo di scoperta.
Tipicità esplora il “vivere all’italiana” con un’operazione di coinvolgente outing delle migliori attrattive dei territori, da gustare con curiosità ed apertura nei confronti del “futuro buono”.
A catturare l’attenzione saranno i focus sul biologico, i percorsi tra bollicine e vitigni antichi, l’effervescenza delle birre artigianali, i prodotti di supernicchia, nutraceutica e biodiversità, il cibo del futuro.”, ha evidenziato Angelo Serri, direttore della manifestazione. “Prestigiosi chef, provenienti dall’Italia e dal mondo, animeranno la spettacolare Accademia, la Sala Bio racconterà storie di persone intimamente legate all’ambiente naturale, dalla nuova area Grembo usciranno visioni future. E, a seguire, tante iniziative nel Teatro dei Sapori, nel Bio Garden e nelle aree focus&forum”.
A solleticare curiosità e papille gustative anche le proposte della mitica Creta realtà ospite estera, della toscana San Miniato (Pi), che ha partecipato alla presentazione in BIT con la vicesindaco Chiara Rossi, insieme a contributi di tante altre comunità dall’Italia e dal mondo.
Dal 16 al 19 maggio, Ancona ospita Tipicità in blu, giunta alla sua sesta edizione.
Con Tipicità in blu la città di Ancona si proietta nella blu economy, valorizzando i tanti settori ad essa collegati.”, ha sottolineato il Vicesindaco Pierpaolo Sediari, aggiungendo: “Enogastronomia e turismo in primis, ma anche cultura, rapporti internazionali, cantieristica e nautica da diporto. Anche quest’anno, infatti, è in programma la sailing chef presso l’approdo turistico di Marina Dorica, una regata con concorso di cucina a bordo che registra ad ogni edizione un incremento di equipaggi partecipanti”.
Cucina marinara al centro dell’attenzione, con il Blu Village allestito dinanzi al Mercato Ittico.
La Mole Vanvitelliana, cuore culturale ed artistico di Ancona, ospita un intenso e variegato programma.
A Marina Dorica protagonista la “Sailing chef”, originale regata a vela con concorso di cucina a bordo.
Nei locali della città, Menù in blu ed Aperiblu.

Altri contributi durante la presentazione di Milano anche da parte degli assessori: Ruben Cittadini di Castelfidardo, la città della musica e della battaglia; Rita Soccio di Recanati, che ha illustrato le attività in programma per celebrare i duecento anni dell’Infinito leopardiano; Angelica Sabbatini di Porto Recanati, con le iniziative del brodetto e dei cinquant’anni dall’allunaggio; Elisabetta Baldassarri di Porto San Giorgio, che ha presentato gli eventi per la promozione delle tradizioni marinare; Gioia Corvaro, che ha evidenziato le attività culturali e gli scambi internazionali di Sant’Elpidio a Mare.
Presenti anche alcuni partner del circuito di Tipicità che hannno spiegato, dal loro punto di vista, le attività che si andranno a sviluppare.
Daniela Bernardi di OTS, gruppo marchigiano ramificato in tutto il mondo e specializzato nel supporto all’internazionalizzazione; Alberto Fasciani, dell’omonima azienda che opera nell’alta gamma delle calzature; Massimo Di Giacomo, della Anek Lines Italia, che ha favorito la presenza alla prossima edizione di Tipicità dell’isola di Creta.
Poi l’alta tecnologia web di HRM ed i servizi di trasporto “su misura” di Nero Servizi.
Da maggio a novembre in onda anche il Grand Tour delle Marche, il circuito che racconta le Marche attraverso gli eventi, soprattutto enogastronomici e del “saper fare”.
Una mappa che stimola l’ospite ad avventurarsi in profondità nel territorio, con le sue esclusive tradizioni, la geniale sapienza della manualità, la gioiosa atmosfera della festa, ma anche con proposte turistiche su misura ed una piattaforma web altamente innovativa.
Ed ancora, iniziative che si promuovono vicendevolmente scambiandosi gli artisti-artigiani, veri protagonisti degli eventi.
Info: 0734/277893
segreteria@tipicita.it
www.tipicita.it

martedì 12 febbraio 2019

Bolgheri Sassicaia '04, Tenuta San Guido

Tenuta San Guido di proprietà della nobile famiglia Incisa della Rocchetta fino dagli anni '20, prende il nome da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo e avo del conte Giuseppe della Gherardesca fondatore della Tenuta ai primi del '900.
Si trova sulla costa etrusca tra Livorno e Grosseto, nella Maremma Toscana: 2500 ettari estesi per 13 chilometri dal mare fino alle colline.
Comprende: Sassicaia, Scuderia Dormello Olgiata, Oasi di Bolgheri.
I vigneti di Tenuta San Guido arrivano fino a 400 metri sulla collina e hanno una superficie complessiva di circa 90 ettari, 75 dei quali per il Sassicaia; quest'ultimi così vocati, da meritare una Doc propria (Doc Bolgheri Sassicaia è l’unica in Italia ad essere inclusa interamente in una proprietà).
Negli anni '40 il marchese Mario Incisa della Rocchetta decise di dar vita al progetto del gran vino di taglio bordolese, affinato in barrique secondo lo stile francese, intuendo un'affinità tra il contesto pedoclimatico locale (microclima, terreno sassoso) e quello transalpino della zona di Bordeaux.
Dal 1948 al 1967 il Sassicaia rimase dominio strettamente privato e fu bevuto solo nella Tenuta.
L'annata 1968 segnò l'inizio della collaborazione con Giacomo Tachis e fu la prima ad essere commercializzata.
Nel 1985 cominciarono ad arrivare i primi riconoscimenti da parte della critica specializzata internazionale.
Oggi Sassicaia è diventato uno dei simboli del Made in Italy nel mondo.
Sassicaia 2015 è il vino migliore del mondo, secondo gli esperti della prestigiosa rivista Wine Spectator che lo pongono sul gradino più alto del podio della "Top 100" 2018.
Bolgheri Sassicaia Doc '04
alcool 13,5%
age drink 2012-2023
Tenuta San Guido
85% Cabernet Sauvignon, 15% Cabernet Franc.
Vinificazione in acciaio a temperatura controllata intorno ai 30°-31°C.
Circa due settimane di macerazione sulle bucce, con vari rimontaggi e délestages.
Malolattica in acciaio.
Invecchiato in barriques di rovere francese (un terzo nuove) per una durata di 24 mesi.
Prima di essere commercializzato, viene ulteriormente affinato per sei mesi in vetro.
Rosso granato con lieve riflesso aranciato sul bordo.
Quadro integro.
Particolarmente intrigante il profilo aromatico: di lunga persistenza retronasale, ampio, complesso, salda impronta varietale e pirazine, sentori catramosi di vino datato, amarena, sfumature tartufate e fumèe.
La ricca materia trova nella carica acidica ancor oggi ben percepibile, adeguato contrappunto al palato.
Ciliegia e componente sapida sono in primo piano, miele d'acacia, pan brioches, tabacco e cioccolato fondente, a corollario.
Quadro di grande suggestione, equilibrio, finezza.
Annata eccellente, a mio parere valutabile intorno ai 96/100.
Tenuta San Guido
Località Le Capanne 27, 57022 Bolgheri (LI)
Tel. +39 0565 762003
Fax +39 0565 762017
info@tenutasanguido.com
www.tenutasanguido.com
Strada Provinciale Bolgherese, 57022 Castagneto Carducci (LI)

sabato 9 febbraio 2019

Italian Show Cooking Contest, terza edizione, Bologna

Bologna, 8 febbraio 2019 - Dopo il successo dello scorso anno ritorna l'Italian Show Cooking Contest, la competizione sportivo culinaria, giunta quest'anno alla terza edizione.
L'evento, patrocinato da Panorama Chef, Eden Viaggi, Top Target, Fico Eataly World e Accademia Italiana Chef, si terrà a Fico Eataly World di Bologna, il 13 Marzo 2019.
L'evento, la cui iscrizione è gratuita, è rivolto a cuochi e chef che dovranno mettersi in gioco per dare prova delle loro capacità sullo Show Cooking.
I partecipanti verranno valutati secondo precisi criteri richiesti per lavorare all’estero.
GLI SCOPI DEL CONTEST
Il professionista della cucina italiana è una figura sempre più richiesta dal mercato del lavoro estero. La qualità della nostra cucina è infatti data dalla ricetta, dall'eccellenza degli ingredienti, ma anche dalle competenze dello Chef italiano. Per questo il contest ha 2 precisi scopi: - Selezionare alcuni professionisti della Cucina Italiana che andranno lavorare nei migliori villaggi turistici del mondo. - Porre l’attenzione sul concetto di “Tutela della Qualità della Cucina Italiana nel Mondo” come una sinergia tra ricette e cultura, ingredienti d’eccellenza, professionisti della cucina e dell’ospitalità, marketing e comunicazione.
SVOLGIMENTO DEL CONTEST
I concorrenti dovranno esibirsi in uno Show Cooking, incentrato sui primi piatti classici della cucina italiana. Saranno suddivisi in due manches e verranno proposte due ricette, una per ciascuna manche. Il titolo della ricetta sarà tenuto segreto fino all’inizio della manche. I concorrenti avranno a disposizione alcuni ingredienti di alta qualità forniti da FICO, inizialmente chiusi in una mistery box che potranno aprire solo dopo che il giudice avrà dato il via. Tra gli ingredienti inseriti, anche alcuni “intrusi” per saggiare la conoscenza delle ricette classiche della cucina italiana e per dare la possibilità di varianti creative. Durante la prova a tempo, ciascun partecipante dovrà preparare il primo piatto, esaltandone i sapori e le consistenze. I partecipanti dovranno dare prova delle loro capacità e delle competenze richieste per essere un valido Rappresentante della nostra cucina all’estero.
PARAMETRI DI VALUTAZIONE
La Giuria, composta da professionisti, valuterà le opere tenendo conto di parametri precisi. Oltre al gusto e alla cura estetica del piatto, saranno valutate la capacità di adeguamento agli ingredienti disponibili, l’attinenza alla ricetta classica, l'organizzazione del lavoro, l’esibizione durante la preparazione e la capacità di rapportarsi in lingua straniera. Le lingue richieste sono l'inglese o lo spagnolo.
I PREMI MESSI IN PALIO
1° Classificato: coppa “Best Italian Show Cooking Chef 2019“, contratto di lavoro stagionale con Top Target all’interno di uno degli Eden Village e la possibilità di segnalare una preferenza di destinazione rispetto a quelle disponibili dove poter lavorare, la giostra di FICO con menù “Ghiottone”.
2° Classificato: coppa di secondo classificato, contratto di lavoro stagionale con Top Target all’interno di uno degli Eden Village e la giostra di FICO con menù “Forchetta”.
3° Classificato: coppa di terzo classificato, contratto di lavoro stagionale con Top Target all’interno di uno degli Eden Village e la giostra di FICO con menù “Degustatore”.
ITALIAN SHOW COOKING CONTEST 2019: I PROMOTORI
- Panorama Chef, magazine online specializzato sulla Ristorazione Professionale. Panorama Chef è promotore dell'Italian Show Cooking Contest organizzatore del comitato scientifico composto da rappresentanti dei partners, in collaborazione con Eden Viaggi, Top Target, FICO e Accademia Italiana Chef.
- Eden Viaggi, Tour Operator Internazionale noto per l’estrema Qualità delle sue proposte turistiche. Eden è particolarmente sensibile alla qualità della cucina e dà disponibilità ad accogliere i primi tre classificati nelle brigate dei suoi Eden Village all’estero.
- Top Target, un’azienda di spicco nel panorama europeo, stretta collaboratrice delle più grandi realtà del mondo turistico. Top Target è specializzata nella selezione e gestione delle risorse umane per le grandi realtà ricettive e ristorative del mondo: catene di ristoranti, grandi villaggi turistici e i più importanti Tour Operator internazionali.
- Fico Eataly World è il parco agroalimentare più grande del mondo. Fico ospiterà il contest all’interno delle sue aule didattiche e fornirà ingredienti di eccellenza per la realizzazione dei piatti del contest.
- Accademia Italiana Chef, scuola di cucina professionale di grande influenza sul panorama formativo italiano e molto attiva nella creazione di sinergie tra il mondo accademico e quello lavorativo. Grazie all’esperienza maturata nelle relazioni con i vari paesi esteri, darà un importante supporto organizzativo.
Per iscriversi:
www.panoramachef.it/iscrizione-italian-show-cooking-contest-2019
Per ulteriori informazioni:
www.panoramachef.it/13-marzo-2019-torna-a-fico-eataly-world-litalian-show-cooking-contest

giovedì 7 febbraio 2019

Anteprima Sagrantino 2015, Montefalco

L’annata del Montefalco Sagrantino Docg 2015 verrà presentata nel corso di Anteprima Sagrantino 2015 a Montefalco (Pg), dal 18 al 20 febbraio 2019; evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Montefalco.
Tasting, visite in cantina, approfondimenti, iniziative e masterclass caratterizzeranno questa 3 giorni per un focus completo su Montefalco, le sue aziende ed i suoi produttori: l’obiettivo è il coinvolgimento attivo delle cantine e della realtà produttive di Montefalco, per una panoramica completa sulla nuova annata e sulle capacità evolutive del Montefalco Sagrantino Docg.
Filippo Antonelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, dichiara: "Anteprima Sagrantino è uno strumento dedicato alle nostre realtà produttive, un'importante occasione di promozione e di valorizzazione del territorio nella sua interezza, attraverso un'attività di incoming di stampa nazionale ed internazionale per coltivare con sempre maggiore assiduità il binomio vino-territorio, perché Montefalco e l’Umbria in generale non sarebbero le stesse senza i nostri vini e viceversa. Inoltre quest'anno celebriamo i 40 anni dal riconoscimento delle denominazioni Montefalco Doc e Montefalco Sagrantino Docg, istituite nel 1979, testimonianza di un lungo ed importante processo di osmosi tra vitivinicoltura e territorio da valorizzare e tutelare sempre di più, da rafforzare evento dopo evento, iniziativa dopo iniziativa".
(fonte: www.carlozucchetti.it)
Degustazioni, visite guidate, il concorso nazionale Sagrantino nel Piatto, la finale del Gran Premio del Sagrantino per sommelier, Etichetta d’Autore, sono gli appuntamenti che caratterizzeranno l’Anteprima Sagrantino 2015, un evento che ruota intorno ai vini del Montefalco ed in particolare al Sagrantino Docg 2015.
Manifestazione riservata alla stampa e agli operatori del settore.
Programma, espositori, accrediti: www.consorziomontefalco.it

martedì 5 febbraio 2019

Chianti Lovers 2019, Firenze

Domenica 10 febbraio 2019 torna Chianti Lovers, ottava edizione.
Dopo l'enorme successo della scorsa edizione, torna alla Fortezza da Basso di Firenze l'appuntamento più atteso dell'anno dagli amanti del vino e non solo.
Oltre 150 aziende in vetrina per l'Anteprima annata 2018 e Riserva 2016, promossa dal Consorzio Vino Chianti e dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano.
Dalle ore 16:00 alle ore 21:00 porte aperte al grande pubblico, ai #chiantilovers e agli appassionati di #morellinodiscansano per la grande degustazione.
Ingresso dalle ore 9:30 per giornalisti, operatori del settore e sommelier
Protagonisti saranno dunque, sul fronte del Chianti, i vini delle aziende del Consorzio e dei Consorzi di Sottozona (Rufina, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colli Aretini, Montalbano, Colline Pisane, Montespertoli) oltre alle etichette di venticinque cantine maremmane per il Morellino di Scansano.
E’ vietata la somministrazione ai minori di 18 anni.
I minori non possono accedere, anche se accompagnati da adulti.
Gli animali non possono entrare.
Fortezza da Basso
Viale Filippo Strozzi, 1, 50100 Firenze
Ingresso: € 15
Ticket on line: www.boxofficetoscana.it
Info, accrediti:
T +39 055 333600 - F +39 055 333601 - press@consorziovinochianti.it
www.consorziovinochianti.it
www.consorziomorellino.it

domenica 3 febbraio 2019

SorgentedelvinoLive 2019, Piacenza

Undicesima edizione per Sorgentedelvino Live - salone dei vini naturali, di territorio e tradizione, per incontrare e conoscere 150 vignaioli italiani ed europei che hanno scelto il rispetto della terra, delle tradizioni, delle persone.
Degustazione e vendita diretta di oltre 800 vini naturali e da agricoltura biologica o biodinamica, accompagnata da cibi unici dei migliori artigiani.
Tre giorni di festa, lavoro, assaggi, degustazioni, approfondimenti, per crescere e divertirsi insieme.
Un viaggio attraverso profumi e sapori, territorio dopo territorio, per riscoprire quell’Italia meravigliosamente ricca di differenze, di sapori autentici, di tradizioni vitali e radicate.
SAB 9 ore 12:00 - 20:00
DOM 10 ore 10:00 - 20:00
LUN 11 ore 12:00 - 20:00
Ingresso: € 15
Piacenza Expo - Quartiere Fieristico di Piacenza
Frazione Le Mose - Via Tirotti 11, 29122 Piacenza
0523 602711
info@piacenzaexpo.it
Organizzato da Sorgentedelvino.it
348 7186660
live@sorgentedelvino.it
Programma, aziende partecipanti, biglietti, contatti:
https://sorgentedelvinolive.org/it/

mercoledì 30 gennaio 2019

Anteprima Amarone 2015, Verona

Appuntamento il 2, 3, 4 febbraio 2019 con “Anteprima Amarone 2015” presso Palazzo della Gran Guardia – Verona.
Sedicesima edizione.
Aziende:
Accordini Stefano
Albino Armani
Aldegheri
Antiche Terre Venete
Benedetti Corte Antica
Bertani
Bolla
Boscaini Carlo
Bottega
Ca’ Botta
Ca’ Dei Frati
Ca’ La Bionda
Ca’ Rugate
Cantina Valpantena Verona
Capurso
Ceschi Brugnoli
Clementi
Corte Archi
Corte Figaretto
Corteforte
Cottini – Monte Zovo
Cà Dei Maghi
Dal Cero in Valpolicella
Domini Veneti
F.Lli Degani
Falezze di Luca Anselmi
Fasoli Gino
Fattori
Flatio
Gamba
Gerardo Cesari
Giacomo Montresor
Giovanni
I Tamasotti
Ilatium Ilatiumla
La Collina dei Ciliegi
Le Bignele
Le Guaite di Noemi
Marinella Camerani
Massimago
Monte Del Frà
Monteci
Novaia
Pasqua Vigneti e Cantine
Recchia
Riondo-Collis
Roccolo Grassi
San Cassiano
Santa Sofia
Santi
Sartori
Scriani
Secondo Marco
Selùn di Marconi Luigi
Tenuta Chiccheri
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani
Tinazzi
Valentina Cubi
Vigna ‘800
Vigneti di Ettore
Villa San Carlo
Villa Spinosa
Zanoni
Zeni 1870
Zýmē Zýmē

Orari e costo:
2 febbraio 2019
– Evento inaugurale chiuso al pubblico, dedicato a stampa e media – dalle 9:30 alle 17:00
3 febbraio 2019
– Evento aperto al pubblico – dalle 10:00 alle 19:00. Biglietto di ingresso: 40,00 euro (35,00 euro con acquisto online)
4 febbraio 2019
– Evento riservato agli operatori di settore – dalle 10:00 alle 17:00. Biglietto di ingresso: 40,00 euro (30,00 euro con acquisto online).
Il biglietto comprende: degustazione di vino presso i banchi d’assaggio delle aziende, assaggio di prodotti gastronomici nell’area riservata.
I biglietti sono disponibili online (fino alle 23.59 di venerdì 1 febbraio) e in loco durante i giorni dell’evento, secondo disponibilità.

Palazzo della Gran Guardia,  Piazza Bra, 1
37121 Verona VR
Per info:
anteprimaamarone.it

martedì 22 gennaio 2019

Birraio dell'Anno 2018, risultati concorso

Marco Valeriani del birrificio Hammer vince il titolo di Birraio dell'Anno 2018.
Per la seconda volta in tre anni il premio che riconosce il miglior produttore italiano viene consegnato a Marco Valeriani del bergamasco Hammer.
Nella categoria Emergenti trionfa Luca Tassinati del birrificio umbro Altotevere.
In dieci anni di storia il premio nazionale Birraio dell'Anno, che riconosce il miglior produttore di birra italiano, non era mai stato consegnato due volte alla stessa persona.
Riesce nell’impresa Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa d’Adda (BG) che si aggiudica l’edizione 2018 del prestigioso titolo individuato grazie al voto di cento esperti italiani interpellati dal network Fermento Birra.
Il premio annunciato come tradizione dal palco del teatro Tuscany Hall di Firenze, durante la tre giorni del festival, ha visto così andare in onda, la replica del 2016.
Se ai due primi posti ricordati, si aggiunge il secondo posto dell'edizione 2017, il quadro appare evidente: se il Birraio dell'Anno è il pallone d'oro della birra, Marco Valeriani è il Cristiano Ronaldo dei birrai.
In effetti per la maggior parte degli addetti ai lavori Marco è il prototipo del birraio perfetto: unisce al rigore e alla professionalità - ha un trascorso da addetto al controllo della qualità in Ferrero - che si traduce in birre dalla costanza ineccepibile, lo studio, la ricerca continua e la passione.
Un mix esplosivo innescato, è doveroso ricordarlo, dagli investimenti della famiglia Brigati, soci fondatori, che si sono concretizzati in tecnologia di livello e un team affiatato e che ha dato vita ad un fenomeno produttivo conclamato da critica e pubblico.
Hammer è il riferimento indiscusso per le birre luppolate e se Wave Runner e Killer Queen, sono ormai degli standard nella categoria delle IPA, non sono mancate durante il 2018 birre occasionali degne di nota sia rilasciate nella linea sperimentale Workpiece, sia con il filone chiamato semplicemente American IPA: una gamma dove il birraio si è divertito a riproporre la stessa ricetta cambiando però di volta in volta la luppolatura.
Ma rinchiudere le produzioni di Marco Valeriani all’interno del campo, seppur ampio, delle luppolate d'ispirazione americana sarebbe riduttivo.
In gamma, ed è uno dei motivi che sicuramente lo ha portato alla vittoria, trovano posto stili più disparati: dalle belghe Blanche e Saison alle tedesche Kölsch e Pilsner.
Senza dimenticare birre dai toni dark, un territorio produttivo dove soprattutto nell’ultimo anno Marco si è spinto con successo rilasciando sia etichette di ispirazione teutonica come le Schwarzbier, che di orientamento anglosassone come le Stout, declinate nelle numerose varianti.
Per quanto riguarda il podio, grande soddisfazione per il laziale Ritual Lab che vede il suo birraio Giovanni Faenza sfiorare la vittoria dopo aver conquistato il premio come Birraio Emergente solo l’anno scorso, mentre Luigi D’Amelio di Extraomnes si conferma ai piani alti della classifica conquistando per il secondo anno di fila il terzo posto.
Seguono il laziale Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop, quarto, e Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio marchigiano MC77, quinti ex aequo con Emanuele Longo del lombardo Lariano.
Birraio Emergente.
Si aggiudica invece il titolo di Birraio Emergente 2018, conferito a quel produttore con meno di due anni di esperienza alla guida di un birrificio, Luca Tassinati del birrificio umbro Altotevere di San Giustino (PG) che dopo qualche anno alla guida della beer firm Monkey Beer, ha preso il timone produttivo di un progetto solido che, se pur giovane, nell’ultimo anno ha cominciato a dare i suoi frutti con ricette eclettiche, che abbracciano stili molto differenti tra loro, eseguite sempre magistralmente.
Da segnalare anche il secondo posto del romano Umberto Calabria del birrificio Jungle Juice Brewing, seguito al terzo da Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV).

CLASSIFICA BIRRAIO DELL’ANNO 2018
1° Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa D’Adda (BG)
2° Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab di Formello (RM)
3° Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
4° Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT)
5° Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC) (ex aequo)
5° Matteo Pomposini e Cecilia Scisciani del birrificio MC77 di Serrapetrona (MC) (ex aequo)
7° Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (BI)
8° Marco Raffaeli del birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio (FM)
9° Mauro Salaorni del birrificio Birra Mastino di San Martino Buon Albergo (VR)
10° Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
11° Marco Ruffa del birrificio CR/AK di Campodarsego (PD)
12° Samuele Cesaroni della Brasseria della Fonte di Pienza (SI)
13° Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria
14° Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto di Trecate (NO)
15° Gino Perissutti del birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra (UD)
16° Luana Meola e Luca Maestrini del birrificio Birra Perugia di Perugia
17° Marco Sabatti del birrificio Porta Bruciata di Rodengo Saiano (BS)
18° Valter Loverier del birrificio Loverbeer di Marentino (TO)
19° Fabio Brocca del Birrificio Lambrate di Milano
20° Pietro Di Pilato del birrificio Brewfist di Codogno (LO)

CLASSIFICA BIRRAIO EMERGENTE 2018
1° Luca Tassinati del birrificio Altotevere di San Giustino (PG)
2° Umberto Calabria del birrificio Jungle Juice Brewing di Roma
3° Giorgio Masio del birrificio Altavia di Sassello (SV)
4° Adriano Giulioni del birrificio Babylon di Folignano (AP)
5° Alessandro Sanna e Federico Bianco del birrificio Bellazzi di San Lazzaro di Savena (BO).
Birraio dell’Anno è un evento realizzato da Fermento Birra con il supporto tecnico di Rastal, con la collaborazione di Mr Malt, Lallemande e J-Software.
Media partner: Fermento Birra Magazine, The Florentine e Controradio.
Sito: www.birraiodellanno.it

post correlato:
https://vinidiconfine.blogspot.com/2018/12/birraio-dellanno-2018-firenze.html

domenica 20 gennaio 2019

DeCo risorsa identitaria del territorio, convegno a Porto San Giorgio

“De.Co. risorsa identitaria”, sabato 19 gennaio 2019.
Porto San Giorgio presso Villa Bonaparte, convegno e degustazione.
Un paio di riflessioni sul tema.
In primo luogo io direi che se solo oggi si sente il bisogno di un coordinamento per la valorizzazione delle identità territoriali, evidentemente dipende dal fatto che ciò non è stato fatto in passato.
In ogni caso, meglio tardi che mai e ben vengano tali momenti di approfondimento.
In secondo luogo ed entrando nel merito, io direi che una De.Co. (denominazione comunale d'origine) assume importanza se non rimane fine a se stessa, ma sia invece concepita come base fondante per la realizzazione di un più vasto progetto turistico organico con valenza comprensoriale.
A mio parere questo progetto, non può che essere preso in carico altro che da un "corpo intermedio", il quale a differenza dell'ente pubblico territoriale, avrebbe la possibilità di attrarre finanziamenti e disporrebbe di know-how consolidato.
In sostanza un unico brand, fatto di iniziative, eventi, strutture e infrastrutture, il quale solo, potrebbe affrontare le sfide di mercato, poiché avrebbe la capacità di dare univocità alla parcellizzazione.
Viceversa se così non fosse, lo sforzo per la ricerca di strumenti volti a definire e valorizzare le singole identità, come appunto possono essere le denominazioni comunali d’origine, rimarrebbe effimero e con scarsa capacità di incidere sullo sviluppo economico dei territori.
In altre parole, una De.Co. andrebbe concepita non come un punto d'arrivo, ma come un punto di partenza.
Un modello di governance affidata a "corpi intermedi", che a mio parere si rivela vitale a livello periferico, in realtà si appresta ad essere introdotto anche a livello centrale, come propulsivo del sistema Italia sul mercato globale.
Foto, video, convegno, degustazioni.
Relazioni convegno:
Nicola Loira ed Elisabetta Baldassarri rispettivamente sindaco e assessore turismo di Porto San Giorgio (Fm), Davide Dellonti sindaco di San Lorenzo in Campo (PU), Maurizio Mangialardi presidente Anci Marche, Silvia Badriotto (Strategie di comunicazione e marketing delle tipicità comunali), Alberto Felici (Analisi di valorizzazione De.Co. nelle aree disagiate), consigliere regionale Federico Talè (Comunicazione e ipotesi di regolamentazioni unitarie), presidente dell’Unpli Mario Borroni (De.Co. e Pro Loco valore identitario comunale), presidente dell’associazione “Chi mangia la foglia” Noris Rocchi, sindaci dei comuni di Falerone, Grottazzolina, Lapedona, Massignano, Montedinove.
L’incontro è stato coordinato dal giornalista Andrea Braconi.

martedì 15 gennaio 2019

Grandi Langhe 2019 ad Alba, quarta edizione.

“48 ORE” DI GRANDI LANGHE DOC E DOCG:
AD ALBA IL 28 E IL 29 GENNAIO 2019 AL VIA LA QUARTA EDIZIONE
Un’unica location e un focus di due giorni per degustare tutte le nuove annate in anteprima:
queste alcune delle novità della nuova edizione di Grandi Langhe.
La quarta edizione di Grande Langhe Doc e Docg, in programma il 28 e il 29 gennaio 2019, è già un evento per gli operatori di settore italiani e stranieri.
Non solo per il numero di vini proposti, grazie all’introduzione di quelli a Denominazione d’Origine Controllata, ma perché sarà l’occasione di degustare anche le nuove annate del Barolo (2015), Barbaresco (2016) e Roero (2016).
Oltre 250 cantine, 1.500 etichette in degustazione, buyer, sommelier, enotecari e professionisti del vino provenienti da tutto il mondo.
Sarà anche una edizione ricca di novità: cambiano infatti location, periodo e numero di giorni.
Grandi Langhe sarà infatti interamente ospitata ad Alba (Cn), la capitale del vino e del tartufo bianco, scelta in quanto cuore pulsante e punto di riferimento di questa terra dove da secoli la viticoltura è l’anima dell’economia.
Inoltre, l’altra grande novità introdotta dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è l’anticipo dell’evento al mese di gennaio che consentirà ai professionisti di settore e ai giornalisti (a cui la rassegna è riservata) di degustare per primi in assoluto le nuove annate direttamente nei territori che hanno dato loro vita e prima che abbia inizio la stagione delle grandi fiere internazionali.
Una vera e propria anteprima, quindi, che grazie ad un’unica location e alla presenza di tutti i vini in entrambe le giornate, consentirà ai partecipanti di non dover scegliere e di non perdersi nulla di questa nuova “48 ore”.
Ad Alba gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle diverse cantine: una divisione territoriale ordinata, per consentire ai partecipanti di apprezzare la varietà del prodotto, frutto dell’appassionato lavoro sulle colline della zona degli uomini e delle donne delle Langhe.
Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni geografiche (MGA) di Barolo, Barbaresco, Roero e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio.
Come accade dal 2013, sono previste degustazioni di numerose tipologie ed etichette e soprattutto sarà possibile confrontarsi direttamente con i produttori, in grado come nessun altro di raccontare origine, passione, tradizione che si mescolano in ogni singola bottiglia generata nella terra dei vini: le Grandi Langhe.
www.grandilanghe.com
Palazzo Mostre e Congressi, Piazza Medford 3.
L'evento è riservato agli operatori e professionisti di settore.
Data di chiusura delle iscrizioni: 20 gennaio 2019.