venerdì 25 febbraio 2011

Marche rosso Carapetto '07, Cantine Fontezoppa

L’Azienda Fontezoppa dispone di vigneti, in parte nel territorio collinare che circonda il comune di Civitanova Marche Alta (MC) e in parte in quello sub appenninico del comune di Serrapetrona (MC): poco meno di 40 ettari, per una produzione media annua di 350.000 bottiglie.
I vitigni impiantati sono quelli tipici del territorio: Maceratino o Ribona, Incrocio Bruni 54, Lacrima di Morro d'Alba, Sangiovese e naturalmente Vernaccia Nera.
Una parte della superficie vitata dell’azienda è destinata alla coltivazione delle uve internazionali (Merlot, Cabernet Sauvignon).
Oltre una ventina le etichette prodotte, con forbice di prezzi piuttosto ampia, da circa € 6 a circa € 50, destinate sia al mercato interno che estero.
Ad integrare l’attività dell’azienda vinicola, esiste un’attività agrituristica nei pressi della cantina di trasformazione di Civitanova Marche Alta: Locanda Fontezoppa, dove poter degustare i vini aziendali abbinati ai piatti della tradizione.
Da uve Cabernet Sauvignon in purezza è stato ottenuto questo Carapetto ’07.
Vinificato in acciaio e botte grande da 60 hl, affinato per dodici mesi in barrique di primo passaggio, si presenta color rosso granato scuro, impenetrabile, tendente al nero.
Il bouquet di profumi mediamente intenso, si sviluppa in ampiezza su note di mora e lampone stramaturi, sentori terziari di tabacco e caffè, tipica nota erbacea.
Anche al palato la progressione gustativa procede senza eccessi, sottolineando caratteri di finezza.
I caratteri fruttati già evidenziati all’olfattiva si confermano, accompagnati da note di spezie dolci, cannella e varietale erbaceo di peperone.
Frutto maturo e ricchezza estrattiva trovano nel legno di primo passaggio lo strumento ideale per essere valorizzati.
I piccoli frutti che qua e là si evidenziano ancora vividi, lasciano intravedere ampi e positivi margini evolutivi, a favore di toni più austeri e maggiore complessità.
Vino di bella struttura, sapido in centro bocca, appagante, con grip tannico in chiusura.
abbinato su:
coniglio in porchetta e salsa aromatica
Marche igt rosso '07 Carapetto - alcool 15 % - circa € 25.
Azienda Agroforestale Fontezoppa
contrada San Domenico 38 - Civitanova Marche Alta (MC)
tel. 0733 790504
fax 0733 790203
http://www.cantinefontezoppa.com/en
visita in azienda:

domenica 13 febbraio 2011

Rosso Piceno Rubeo '04, Tenute Rio Maggio

Siamo all'interno della Doc Rosso Piceno che è la denominazione più vasta della regione Marche, arrivando ad interessare ben 4 delle 5 provincie, con esclusione di quella di Pesaro-Urbino e dell'area corrispondente alla Doc Rosso Conero in provincia di Ancona.
Rosso Piceno doc Rubeo è un classico blend di Montepulciano e Sangiovese prodotto in provincia di Fermo.
Rosso granato con tonalità scura, limpido, consistente.
L'impatto visivo crea subito i presupposti di un vino intenso, complesso, strutturato.
Conferme che non tardano a venire.
In fase olfattiva l’effluvio di profumi è inebriante, tale da produrre gratificazione sensoriale piena: si potrebbe finirla lì e non procedere oltre.
Le note vanigliate del legno piccolo non prevaricano e lasciano spazio al frutto maturo, a cacao e tabacco, amarena e lampone, confettura di prugna, spezie dolci e fiori appassiti.
Passando alla fase gustativa, appare caldo, morbido, sufficientemente fresco, sapido in centro bocca.
La prolungata sosta sulle fecce fini e il batonnage lavorano per dare carattere, corposità e per addomesticare l'esuberanza delle uve.
Tuttavia non è la muscolarità la sua prerogativa; sembra piuttosto manifestare doti d'equilibrio e finezza.
Vino maturo, mediamente persistente.
In considerazione di tali doti, richiederebbe un abbinamento adeguato e cioè non su piatti particolarmente succulenti e coprenti, meglio su formaggi stagionati o semistagionati purchè non piccanti e su carni alla piastra.

Rosso Piceno doc '04 Rubeo - alcool 13,5% - circa € 18
Tenute Rio Maggio, contrada Vallone 41, Montegranaro (Fm)
http://www.riomaggio.it/

giovedì 3 febbraio 2011

Cannonau di Sardegna Cerasio '05, Giovanni Mancini

fonte foto
http://martinauras.wordpress.com/2010/12/27/perche-due-torri-e-nuraghi/
A sorpresa mi ritrovo in cantina quest'etichetta di cui avevo perso memoria.
Non nego che in passato sono stato letteralmente infatuato da questo vitigno principe della Sardegna, tanto da considerarlo come parte integrante del fascino e del mistero dell'isola.
Il fatto d'aver acquisito nel corso degli anni una conoscenza più approfondita di altri territori e uve, m'impone oggi d'analizzarlo più pacatamente ed anzi mi spinge ad individuarne le diverse sfumature ed interpretazioni.
Cerasio '05 dell'Azienda Pedres di Giovanni Mancini, potrei considerarlo come una tappa di questo percorso di ricerca.
Ottenuto da uva Cannonau in purezza, si presenta rosso rubino scuro, impenetrabile, tendente al granato.
Di media consistenza.
Bouquet di profumi intenso e complesso, ben veicolato dall'elevato tenore alcolico.
Liquirizia, frutta nera macerata, speziatura di pepe, sensazione di fiori appassiti e nota balsamica, costruiscono un quadro olfattivo piuttosto interessante.
Al gusto è secco, caldo, morbido, con note di ciliegia matura, liquirizia, macchia mediterranea, centralmente sapido, abbastanza persistente.
Si percepiscono qua e là sensazioni erbacee, quasi selvatiche e note animali.
Quest'ultimi caratteri che potrebbero esserne il limite, in realtà dal mio punto di vista, sono valore aggiunto d'autenticità e territorialità: una sorta di metafora del profilo arcaico di questa terra aspra di roccia nuragica e dell'anima mediterranea.
Cannonau di Sardegna doc '05 Cerasio - alcool 14 % - circa € 15.
Cantina Pedres srl, zona industriale Olbia
http://www.cantinapedres.it/presentazione.htm

martedì 18 gennaio 2011

Marche bianco Chiaroro '06, Irene Cameli

A proposito di Trebbiano, l'idea diffusa è quella di un'uva produttiva, dalla quale si ottengono vini non indimenticabili per quanto riguarda profondità gustolfattiva e intensità.
Tuttavia le basse rese e vinificazioni mirate, possono capovolgere quest’idea consolidata.
E’ il caso appunto di Chiaroro '06 dell’azienda Irene Cameli di Castorano (AP).
Questo vino è ottenuto da 90% Trebbiano e saldo Malvasia: quest’ultima, pur presente in percentuale minima, riesce a colmare le carenze organolettiche, con sensazioni e profumi di frutto maturo.
Il vino è opulento.
La consistenza e il colore dorato tendente all’ambrato (48 ore di macerazione con le bucce), offrono già alla vista i presupposti di un vino di spessore.
L’impatto olfattivo si sviluppa più in ampiezza che in verticalità.
Anche se non estremamente complesso, ha sensazioni nette ed appaganti: mielato e tostato, con note di tabacco, spezie dolci, frutta matura, sottofondo affumicato quasi sulfureo.
Al gusto è caldo e sapido.
Procede pieno ed avvolgente su note di frutta candita, pompelmo, uva passa e noce moscata.
La malolattica svolta, accentua le sensazioni morbide.
Tuttavia l’affinamento in botte piccola lascia nel finale leggere sensazioni tanniche e asciuganti tra lingua e palato.
Lo stato evolutivo è maturo.
I caratteri organolettici sviluppatisi nel tempo, sono armonicamente legati e danno la sensazione dell'equilibrio tra parti dure e morbide.

Vino materico, d'abbinare su piatti altrettanto ricchi di sostanza:
sgombri e spigole al forno, formaggi stagionati, semistagionati o erborinati, stoccafisso all’anconetana.

Marche bianco igt '06 Chiaroro
alcool 13,5% - circa € 13.
Azienda Agricola Cameli Irene
contrada Gaico 19, Castorano (AP)
Tel e Fax: 0736 87435
Email: info@vinorossomarche.it.
Webhttp://www.vinorossomarche.it/

martedì 11 gennaio 2011

Sangiovese di Romagna Nobis '05, Terre della Pieve.

Siamo all’interno del territorio amministrativo del comune di Bertinoro (FC).
In una ristretta zona della Doc Sangiovese di Romagna dove i vini possono fregiarsi in etichetta del termine Superiore, purchè realizzati in ottemperanza alle condizioni previste dal disciplinare.
Nel caso del Nobis di Terre della Pieve, a tale termine si affianca la specificazione aggiuntiva di Riserva, che sta ad indicare vini sottoposti ad un invecchiamento di almeno due anni (limite temporale minimo, fissato da disciplinare di produzione).
Piccole parcelle di territorio nell’ampio panorama ampelografico italiano, ma grandi custodie di tradizione vitivinicola.
Questo Sangiovese Superiore Riserva si presenta alla vista rosso granato, scuro, denso e consistente.
L’impatto olfattivo è fine ed intenso.
Si sviluppa in ampiezza su note di liquirizia, confettura di visciola, fiori appassiti, speziatura di pepe e anche goudron sullo sfondo.
Pur provenendo da un’annata non ideale dal punto di vista dell’andamento meteorologico, resta comunque vino di struttura e sostanzioso.
In particolar modo, ampio e complesso è il bouquet di profumi, vero punto di forza.
Al gusto è ricco d'estratti e corposo.
Note di frutta matura sono intercalate da quelle di cuoio, tabacco, spezie dolci e sensazioni erbacee.
Chiude caldo e sapido, con tannino vivido e calibrato.
Forse le difficoltà dell’annata ne hanno penalizzato un po' la lunghezza.
Vino maturo, da abbinare su formaggi stagionati, carni alla griglia, tagliata al pepe verde.

Sangiovese di Romagna Superiore Riserva doc '05 Nobis
alcool 14% - acquistato dal produttore € 11.
Azienda vinicola Terre della Pieve, Polenta di Bertinoro (FC).

Disponibile on line:
http://www.malatestawine.it/vini/cantine/terre-della-pieve.html

lunedì 3 gennaio 2011

Offida Pecorino Saggiolo '09, Santa Liberata winery.

Vino controverso.
Proposto nel corso della cena auguri di Natale 2010 di AIS Marche presso l’Istituto Alberghiero di Porto San Elpidio (Fm), ha suscitato in quell'occasione pareri discordanti.
Sottolineate in particolar modo la limitata espressività olfattiva (peraltro abbastanza frequente nel vitigno vinificato in purezza) e lo stato evolutivo fin troppo avanzato per un vino di vendemmia relativamente recente.
Tuttavia proprio queste incongruenze di fondo e difficoltà espressive, hanno stimolato il mio personale interesse, rivolto a cogliere o per meglio dire scovare, i dati organolettici salienti.
Ottenuto da uva Pecorino vendemmiata tardivamente verso la fine di settembre, alla vista si presenta giallo paglierino, abbastanza carico, con sfumature dorate, dovute ad una sosta in criomacerazione sulle bucce di 24 ore.
Anche dopo ossigenazione stenta ad esprimersi olfattivamente.
Sono percepibili sensazioni minerali sulfuree e leggero fruttato di mela golden.
Al gusto è secco e caldo.
In questa fase dopo opportuna ossigenazione ottiene migliore risultato.
Le note sapide e citrine tipiche del vitigno, vanno a poco a poco contaminandosi con le sensazioni di frutta candita e pompelmo derivanti dalla surmaturazione, recuperando in parte gli equilibri verso le parti meno dure e dando maggiore volume a tutto l’impianto che in definitiva, pur conservando limiti di profondità, risulta sufficientemente espressivo.
abbinato su:
chitarrine all’uovo con ratatouille di verdure e fonduta di parmigiano
photo by Somm. Diego Ciarrocca
Offida Pecorino doc '09 Saggiolo
alcool 13,5% - circa € 9
Azienda Agraria Savini Rubicini SANTA LIBERATA di Savini Onorato
via Nazionale 194, Lido di Fermo (FM)
Tel. e Fax 0734 640100
Email: info@vinisantaliberata.it
Web: http://www.vinisantaliberata.it/

lunedì 20 dicembre 2010

Terra Fageto e Cantina Di Ruscio, Pedaso e Campofilone

La famiglia Di Ruscio ormai da tre generazioni è impegnata in viticoltura e coinvolge oggi la quarta nella guida delle due aziende di proprietà, Terra Fageto e Cantina Di Ruscio, entrambe significative all’interno della provincia di Fermo, ma diverse tra loro per impostazione produttiva.
Terra Fageto possiede poco meno di 30 ettari, più un’altra decina in affitto, ripartiti tra i comuni di Campofilone, Altidona, Porto S. Giorgio e Pedaso, per una produzione media annua di 3.000 ettolitri e 100.000 bottiglie.
Opera in regime di agricoltura biologica.
Prevalenza di uve autoctone come, Passerina, Pecorino, Trebbiano, Malvasia, Montepulciano, Sangiovese, ma anche internazionali come Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Merlot.
L’impostazione produttiva è quella di coniugare buona qualità, reperibilità dei vini, fruibilità attraverso una politica dei prezzi adeguata.
Propone di anno in anno, a seconda dell’andamento stagionale più o meno favorevole, qualche prodotto con una certa ambizione.
Dal 1 gennaio 2013 è entrato in vigore ufficialmente il nuovo marchio aziendale "Terra Fageto", che sostituisce il precedente "Castello Fageto".
Ciò è stato imposto dalla normativa vigente, che consente l'utilizzo del termine Castello solo ed esclusivamente alle aziende che abbiano un manufatto con queste caratteristiche tra le unità immobiliari di proprietà.
etichette testate:
Rosso Piceno Doc '06 Rusus
Az. Agr. Biologica Terra Fageto
via Valdaso 52, Pedaso (FM)
tel e fax +39 0734 931784
email: info@terrafageto.it
www.terrafageto.it

Cantina Di Ruscio si trova lungo la strada Valdaso a circa 5 km dal centro abitato di Pedaso (Fm) e dal Mare Adriatico.
Non possiede vigneti, ma impianti di trasformazione, attrezzature e personale qualificato per adempiere pratiche burocratiche.
E’ punto di riferimento per tanti piccoli conferitori sparsi nel territorio amministrativo di una mezza dozzina di comuni (tra cui Massignano, Montefiore, Appignano...), compresi tra le provincie di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Tali servizi svolge anche per alcune aziende vinicole del territorio fermano.
Elabora di media 20.000 ettolitri anno, di cui solo il 15% destinato all’imbottigliamento.
Gli impianti di trasformazione di grandi capacità, in acciaio inox e in cemento vetrificato, sono destinati alla realizzazione di prodotti di largo consumo, territoriali e dal prezzo accessibile.
Siamo di fronte a vini cosiddetti "quotidiani", che ben si adattano sui piatti della tradizione, su formaggi e insaccati tipici.
La forbice dei prezzi va da 2,50 a 6 euro, per 6 etichette + un metodo charmat (Audace brut) spumantizzato in Veneto.
Utilizzo di soli vitigni autoctoni (trebbiano, passerina, pecorino, malvasia, montepulciano, sangiovese), ad eccezione di Marche Rosso igt Romantico, nel cui uvaggio concorrono sia uve Montepulciano che uve Cabernet Sauvignon.
L'azienda dispone di sito e-commerce per la vendita diretta on line.
etichette testate:
Marche rosso Igt '08 Romantico
Cantina Di Ruscio
via Valdaso 49, Campofilone (FM)
tel 0734.931519
email: info@cantinadiruscio.it
http://www.cantinadiruscio.it/

Insegnanti ed allievi del corso 1° livello Sommelier AIS Marche Delegazione di Fermo,
in visita alle due aziende.

lunedì 13 dicembre 2010

Veneranda Vite a Montemarciano (An)

Veneranda Vite è una piccolissima azienda vinicola, estesa su poco più di 5 ettari, di cui appena 2 destinati alla viticoltura, per una produzione non superiore alle 10.000 bottiglie anno.
Vigneto di proprietà, relativamente giovane (gli impianti infatti risalgono ai primi anni 2000).
Una piccola porzione, occupata da ceppi di uve Lacrima ormai vecchi ed improduttivi, sarà espiantata a breve.
Tradizione ed artigianalità rappresentano le linee guida aziendali.
Il vecchio casolare di campagna, sede della cantina di trasformazione, può essere l'immagine simbolo di questa impostazione produttiva, non tanto come semplice metafora di un ritorno al passato, quanto come rappresentazione delle attuali scelte, basate sul recupero dei valori della tradizione vinicola locale e perchennò sull'enfatizzazione del primato dell’uomo e dell'artigianalità sulla tecnologia.
Pratiche di diserbo a fuoco, utilizzo d’impasti vegetali di contrasto, dosaggi minimali di solforosa, sono i sistemi in uso per limitare al massimo l’intervento della chimica.
Manualità e presenza umana in ogni fase della produzione, dalle stagionali operazioni in vigna, fino alla collocazione manuale o a mezzo di montacarichi nei fermentini d’acciaio delle uve diraspate.
I vini non subiscono filtrazioni, stabilizzazioni termiche o concentrazioni che possano pregiudicarne personalità e riconoscibilità.
La stessa scelta di vinificare uve non pigiate, sembra sia da intendere in questo senso, ovvero come scelta di autenticità.
La mia impressione è che la motivazione di tale impostazione produttiva, sia quella di privilegiare le caratteristiche di finezza e tipicità, rispetto alla muscolarità.
In questo areale il Lacrima o Lacrima di Morro d'Alba, è vitigno di tradizione consolidata.
Da esso derivano sempre vini riconoscibili, territoriali, non omologati, in grado di qualificare la viticoltura di queste zone.
Tre le etichette testate in occasione della visita: due blend a base Lacrima ed un Montepulciano in purezza.
Marche rosso igt I2 (simbolo chimico dello iodio): Montepulciano in purezza affinato 10 mesi in barrique e pluripremiato dalle Guide di settore. circa € 13.
Marche rosso igt Amirkal Riflesso (lacrima al contrario): 90% di uve Lacrima parzialmente fatte appassire; 10% di altre uve a bacca rossa. circa € 9.
Marche rosso igt Klekso (derivazione da kleksografia=pratica diagnostica psichiatrica): 60% Montepulciano; 30% Lacrima; 10% altre uve a bacca rossa; affinato in gran parte in acciaio e solo parzialmente in barrique. circa € 8.
Azienda Agraria Veneranda Vite - via S. Veneranda 4, Montemarciano (AN).
tel.: 338.1988092 - 335.7756508
venerandavite@libero.it
http://www.venerandavite.it/
link correlato: http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4771
Intervista a Giovanni Barbieri di Veneranda Vite:

 https://www.youtube.com/watch?v=GqQQCterBnk

martedì 7 dicembre 2010

Barbera Superiore Falò d'Ottobre '06 di Cascina i Carpini

Un aspetto non secondario della produzione vinicola di quest'azienda di Pozzol Groppo, è la libera sottolineatura di temi legati al mondo dell'arte.
Già nello stile delle etichette di ogni vino, è immediatamente rilevabile l'intento di creare una sorta di parallelismo tra vino e arte; per dimostrare come il carattere autentico, rispettivamente di un prodotto o di un'opera, abbia la capacità di fare da legante tra due mondi apparentemente distinti e separati ed in definitiva esserne il comune denominatore.
Per questo motivo oso affiancare a questa Barbera dei Colli Tortonesi, una tela di Renzo Crociara.
Il tratto essenziale e i toni sfumati del dipinto, sembrano ricalcare in qualche modo il profilo essenziale delle sensazioni gustative del vino, anch'esse sfumate o parzialmente stemperate nei caratteri tipici, di solito più evidenti.
Il vino si presenta rosso rubino tendente al violaceo, limpido, abbastanza consistente.
L'impatto olfattivo è assorbito senza sussulti; tant'è che si ha subito l'impressione che il vino giochi le sue prerogative più sulla ricerca di una sua armonia, che sulla prorompenza delle sensazioni.
Accenni di tabacco, frutta nera matura e sottofondo erbaceo, si mescolano e caratterizzano parimenti la fase olfattiva e quella gustativa; laddove in quest'ultima emerge anche la freschezza tipica del vitigno ed una certa sapidità di fondo che spostano il baricentro degli equilibri complessivi più verso le parti dure che verso le morbide.
Sostanzialmente fine ed in fase evolutiva ottimale.
Lo abbinerei ad un culatello, o comunque ad affettati e formaggi nè sapidi nè piccanti.
Degustata la n°1368 delle 4657 bottiglie prodotte per questa annata. valutazione 7,5/10.

Colli Tortonesi Barbera sup. doc Falò d'Ottobre '06; alcool 13%; circa €20.
Az. Cascina i Carpini, strada prov. 105,1, Pozzol Groppo (AL); http://www.cascinacarpini.it/

lunedì 29 novembre 2010

Slow Wine 2011 fa tappa a Fermo


Dopo la presentazione ufficiale avvenuta in occasione del Salone del Gusto di Torino, la nuova Guida dei Vini Slow Food riceve anche in sede locale un'ulteriore spinta promozionale, a seguito di una serie di incontri e manifestazioni organizzate capillarmente dalle ramificazioni territoriali dell'Associazione, rivolte essenzialmente a chiarire gli aspetti di fondo e i criteri ispiratori della Guida.

All'interno dei locali messi a disposizione dal ristorante Enoteca Bar a Vino in Piazza del Popolo a Fermo, il responasabile Slow Food di zona Francesco Quercetti, invitato dalla Condotta del Fermano, ha esposto le linee guida dell'opera e guidato la degustazione di cinque vini marchigiani significativi in tal senso.
Piacevole intermezzo tra una degustazione e l'altra: stuzzichini, focacce, affettati locali e uno sfizioso primo piatto realizzato con riso Grumolo delle Abbadesse (presidio slow food della provincia di Padova), che l'oste-chef Peppe ha messo a punto da par suo.
Sostanzialmente, da quanto esposto dal relatore ai soci ed appassionati intervenuti, la Guida Slowine 2011 si propone non solo l'obiettivo di segnalare i vini, ma anche le aziende, la vita, il lavoro alla base del prodotto.
Tre le simbologie di merito previste per le aziende: la Chiocciola (filosofia produttiva), la Bottiglia (qualità della produzione generale), la Moneta (qualità-prezzo).
Tre le categorie di merito previste per i vini: Grande Vino (livello assoluto), Vino Quotidiano (qualità-prezzo), Vino Slow (tipicità, riconducibilità a vitigno e territorio).

Cinque i vini marchigiani degustati.
1) Verdicchio di Matelica Collestefano '09 dell'omonima azienda di Castelraimondo (MC) premiata con Chiocciola e Moneta. Il vino si presenta limpido cristallino, con sfumature verdoline; intenso all'olfatto e complesso di note floreali e fruttate di mela; al gusto è morbido; mineralità e freschezza entrano in simbiosi con alcoli e polialcoli, regalando un sorso armonico e piacevole. Premiato come Vino Quotidiano.
2) Offida Pecorino Podere Colle Vecchio '09 dell'azienda Cocci Grifoni di Ripatransone (AP); limpido, giallo paglierino scarico; intenso e abbastanza complesso all'analisi olfattiva; al gusto la spiccata acidità e la nota sapida viva, se da un lato sbilanciano gli equilibri verso le parti dure, dall'altro sono anche emblematici di un'interpretazione del vitigno in senso tradizionale e offrono al tempo stesso le giuste garanzie per un'evoluzione positiva futura di questo vino.
3) Verdicchio dei Castelli di Jesi cl. sup. S. Michele '08 dell'azienda Vallerosa Bonci di Cupramontana (AN); limpido verdolino scarico; verticalità olfattiva fatta di sensazioni minerali, note floreali di acacia e tipiche di anice; morbido al gusto; sapido e caldo con note di frutta matura. Premiato come Vino Slow.
4) Petronio '06 dell'azienda Quacquarini di Serrapetrona (MC); limpido, rosso granato concentrato, ma anche velato quasi come un Pinot Nero; ottenuto da uve Vernaccia Nera fatte appassire, al gusto è secco, morbido, elegante, tipicamente speziato. Premiato come Vino Slow.
5) Il Cupo '07 dell'azienda Esther Hauser di Staffolo (AN) premiata con la Bottiglia; magnifico Montepulciano frutto della combinazione di una molteplicità di "contaminazioni" apparentemente estranee le une alle altre: prodotto in una micro azienda di poco meno di due ettari; collocata nell'areale d'elezione del Verdicchio; guidata con maestria da una signora di origine elvetica...
Eppure il risultato è un vino affascinante; dal color rosso granato scuro, concentrato e impenetrabile; di grande intensità e complessità olfattiva, giocata su note di liquirizia, ciliegia sotto spirito, fiori appassiti e anche una leggera sfumatura di goudron; un bouquet variegato, ampio e tipico; al gusto si percepiscono sensazioni di frutta nera in confettura e cuoio, sostenute da bella acidità; un vino già da ora in grado di dare soddisfazioni papillari e di evolvere ancor più positivamente in futuro.

venerdì 19 novembre 2010

Il gusto tra luci e ombre.

Vele (80x120) acrilico su tela di Vincenzo Massari
L'incontro con il professor Sergio Labate, ricercatore in filosofia teoretica e docente aggregato presso l'Università di Macerata, si è innestato nel programma delle iniziative curate mensilmente dalla Condotta Slow Food del Fermano.
Negli spazi ricavati all'interno della panetteria-pasticceria-ristorante "180°Gradi" nel centro storico di Fermo, il docente maceratese, introdotto dalla fiduciaria di condotta Meri Ruggeri, ha tenuto la sua "lectio magistralis" sul tema:
il Gusto
Partendo dall'equazione sapore=sapere, dove l'uno è al tempo stesso causa ed effetto dell'altro, l'analisi si è sviluppata in varie direzioni, sottolineando in particolar modo come il Gusto, da fatto naturale, si connoti nel tempo come fatto culturale e come questa evoluzione abbia peraltro difficoltà a realizzarsi in modo compiuto, trovando ostacoli all'interno di un contesto economico-sociale che condiziona la vita e le scelte quotidiane.
Oggi ad esempio, vengono a confrontarsi due modelli contrapposti:
da un lato il materialismo del cibo Fast Food, dove il cibo è pura materia, per così dire "neutralizzata",
dall'altro un materialismo di tipo diverso, che è quello Slow Food, rappresentato dalle cose vive e per questo anche spirituale, dove gioia e conoscenza procedono di pari passo.

L'analisi ha poi cercato d'individuare la valenza culturale che connota il concetto di Gusto, che non è prerogativa dell'animale, ma è carattere esclusivo dell'uomo il quale solo, può provare sentimenti e per questo motivo ha la capacità di trasformarli in un tempo congruo in sensazioni.
La sintesi in chiusura d'incontro, è stata che il Gusto non è qualcosa che abbiamo, ma è qualcosa che siamo.
Come corredo al taglio filosofico dell'iniziativa e per dare concretezza alle parole, si è poi proceduto alla degustazione di due vini ottenuti da uva autoctona maceratese dell'Azienda Vinicola Colli di Serrapetrona, con abbinamento di prodotti da forno della Forneria 180° Gradi:
foto by Colli di Serrapetrona
Serrapetrona doc Collequanto '05, da uve Vernaccia nera con piccolo saldo di Merlot.
Affinato in acciaio; dal gusto morbido, con note floreali, di piccoli frutti rossi e sottobosco.
Abbinato su prodotti da forno salati.

foto by Colli di Serrapetrona
Marche rosso igt Sommo '06, da uve Vernaccia nera fatte appassire e affinato in barrique.
Vino dolce con poco più di 100 g/l di zuccheri residui: armonico, leggermente speziato e tipico, con sottofondo erbaceo e buona freschezza.
Abbinato su piccola pasticceria artigianale farcita con confettura di Mele Rosa dei Sibillini presidio Slow Food.
post correlato:

sabato 13 novembre 2010

Rosso Piceno Superiore Picus '07, Poderi Capecci S. Savino

Rosso Piceno nella tipologia Superiore, in quanto prodotto in una circoscritta zona della Doc Rosso Piceno, costituita dal territorio amministrativo dei comuni localizzati nell’area sub-collinare compresa tra Ascoli Piceno e il mare Adriatico, delimitata a sud dalla via Salaria e a nord dalla strada provinciale Ripatransone-Grottammare.
Ottenuto da uve Montepulciano e Sangiovese, si presenta limpido alla vista, rosso rubino granato, consistente.
Non particolarmente incisivo al naso: anche dopo ossigenazione il bouquet di profumi non acquista particolare intensità
In evidenza frutti rossi freschi, amarena, accenni di cuoio e tabacco.
Al gusto è secco, abbastanza caldo, di medio corpo.
Imperniato su toni di frutto maturo, lampone, cuoio e spezie dolci.
In sottofondo sensazioni erbacee e mineralità.
Glicerico quanto basta per spostare sulle morbidezze.
Un insieme di caratteri che a mio parere lo rendono versatile in fatto d'abbinamento.
In particolare su: pollame, animali di bassa corte, formaggi semistagionati o anche freschi.
Per i più coraggiosi anche su: baccalà con patate.
Rosso Piceno Sup. doc Picus '07 - alcool 13,5% - circa € 10.
Poderi Capecci San Savino
contrada S. Maria in Carro 13; San Savino di Ripatransone (AP)
http://www.sansavino.com/

domenica 7 novembre 2010

Monferrato Dolcetto Nibio Terre Rosse '05, Cascina degli Ulivi

Siamo nel basso Piemonte, nella porzione sud orientale della provincia di Alessandria, conosciuta come Novese.
L’azienda Cascina degli Ulivi si trova nel comprensorio comunale del capoluogo Novi Ligure.
Qui Stefano Bellotti coltiva uve locali come Cortese, Barbera e Dolcetto, in regime di agricoltura biodinamica (utilizzo di sovescio, letame naturale e preparati biodinamici, rifiuto della chimica, non uso di solforosa e fitofarmaci, ammessi solo rame e zolfo in minima quantità e nel rispetto della certificazione Demeter).
Il Nibio Terre Rosse da uva Dolcetto, è stato prodotto all'interno della Doc Monferrato, che comprende il territorio amministrativo di oltre cento comuni della provincia di Alessandria e di altrettanti della provincia di Asti.
Si presenta alla vista di color rosso rubino piuttosto scarico.
La veste apparentemente dimessa è il segno tangibile della volontà di assecondare il vitigno nella sua espressione naturale, evitando forzature di contenuto e d’immagine.
Il bouquet di profumi sembra un revival di sensazioni dimenticate.
Gli odori della casa colonica, le zolle rimosse, le note animali e quelle di erbe officinali fanno parte di un ventaglio olfattivo difficilmente omologabile.
Al palato permane la continuità su questi temi.
Procede lineare, sostenuto da mineralità e freschezza, contraddistinto da note di humus, carruba, sottobosco, che riportano alla terra, alla naturalità assoluta.
Porta in etichetta il simbolo Triple A (artigiano, artista, agricoltore), attribuito dalla Velier Distribuzione s.p.a. ai vini prodotti da viticoltori che rispettino un decalogo predisposto.
Monferrato Doc Dolcetto '05 Nibio Terre Rosse
alcool 14 % - circa € 15.
Cascina Degli Ulivi di Stefano Bellotti
Strada Mazzola 14, Novi Ligure (AL).
http://www.cascinadegliulivi.it/

lunedì 1 novembre 2010

Giusto, Pulito e Buono

- Campagna fiorita-50x70-acrilico su tela di Vincenzo Massari -


Credo che l’interesse crescente verso i vini naturali, intesi sia nella versione biologica che biodinamica, scaturisca dall’esigenza diffusa di vivere in modo diverso il rapporto con la natura e sia emblematico della sempre maggior attenzione verso i temi della tutela ambientale.
Cercare di produrre vino nel rispetto dei parametri di sostenibilità
(pur constatando oggettivamente l’attuale fase interlocutoria e di messa a punto normativa in materia Bio), non è semplicemente mettere sul mercato un bene di consumo, ma è anche la conclusione di un percorso; ovvero è la concretizzazione di un’aspirazione che va al di là del prodotto stesso e che tenta di coniugare aspetti pratici aziendali e aspetti ideali.
Avvicinarsi al mondo Bio senza tener conto di ciò, sarebbe riduttivo.
Già oggi molti produttori piuttosto che inseguire il mercato, appiattendosi sui gusti del momento, investono su di esso con proposte magari più impegnative, ma sicuramente stimolanti; rivolgendosi a tutti coloro che abbiano interesse non soltanto alla degustazione del vino, ma anche ad una lettura più approfondita che individui scelte, motivazioni, filosofia aziendale; ovvero gli elementi che rappresentino il valore aggiunto di quella attività. Ottenendo tra l’altro due ulteriori obiettivi: 1) aumentare le opzioni di scelta per l’utente consumatore 2) dare impulso alle dinamiche del settore, offrendo materia per analisi critiche e confronto d’opinioni.
L’impressione è che le produzioni alternative cerchino di ritagliarsi uno spazio all’interno del mercato, non avendo come unico totem il piacere o la gratificazione sensoriale; ma che invece perseguano come obiettivo non secondario, la sottolineatura di aspetti valoriali di fondo, considerati essenziali ed inscindibili dal prodotto finale.
Tutto ciò può essere sintetizzabile nello slogan di Slow Food "Buono, Pulito e Giusto"...cambiato nell’ordine dei fattori.

lunedì 25 ottobre 2010

Bruma d'Autunno '05, Cascina i Carpini

Siamo in Piemonte, in provincia di Alessandria, a ridosso dell'Appennino Ligure, a metà strada tra Monferrato ed Oltrepò Pavese.
In questo in questa zona la Barbera è il vitigno principe.
La composizione chimico fisica del suolo, il microclima e le tradizioni legate alle produzioni locali, sono alla base della diversificazione dei vitigni nelle varie zone d'Italia.
Questa Barbera Superiore "Bruma d'Autunno" è un emblema di tipicità.
Si presenta alla vista limpido, rosso rubino scuro, abbastanza consistente.
Opportunamente ossigenato, si apre su profumi mediamente intensi di frutti rossi, ciliegia, fragola, che tendono a virare su sensazioni più mature di tabacco, prugna macerata, confettura.
A corredo anche toni speziati, erbacei, pepe nero.
Nel complesso un bouquet fine e complesso, che genera l'aspettativa di un vino maturo, se non addirittura austero, nella successiva fase gustativa.
Invece in questa fase è la freschezza dell'uva Barbera che assume ruolo di protagonista.
Ancora in bella evidenza rimangono frutto e ciliegia, tuttavia freschezza e mineralità tendono a spostare gli equilibri sulle parti dure.
Ne risulta un impianto alleggerito nei caratteri, beverino, di media persistenza, versatile per ciò che concerne gli abbinamenti.
In particolar modo adatto su piatti tipici con condimenti a base grassa, come ad esempio: tagliatelle al sugo di papera o risotto ai funghi porcini.
Testata la bottiglia n°2795 delle 3243 prodotte in questa annata.
abbinato su:
carne alla griglia con spinaci spadellati al burro
Colli Tortonesi doc Barbera Superiore '05 Bruma d'Autunno
alcool 13,5 % - circa € 20.
Azienda Agricola Vitivinicola Cascina i Carpini
frazione San Lorenzo, 15050 Pozzol Groppo (AL).
http://www.cascinacarpini.it/

lunedì 18 ottobre 2010

Timorasso spumante brut Chiaror sul Masso '08, Cascina i Carpini.

Tasting panel
a cura di Paolo Carlo Ghislandi dell'azienda Cascina i Carpini
www.cascinacarpini.it
e di Andrea Petrini autore del blog Percorsi di Vino
percorsidivino.blogspot.com 
Cinquanta bottiglie messe a disposizione di wine blogger, food blogger, professionisti della comunicazione e appassionati, che si sono impegnati ad elaborare una scheda degustazione on line.
Due gli obiettivi di fondo:
promozione e visibilità aziendale,
interazione produttore/consumatore.
Spumante brut Chiaror sul Masso 2008 - alcool 13 %
Limpido, giallo paglierino scarico, perlage di grana fine abbastanza persistente.
Attacco olfattivo piuttosto timido, giocato sulla finezza: nota delicata di frutta fresca e mineralità in sottofondo.
Al gusto rivela meglio la sua fisionomia: nel fresco e setoso perlage, assumono ruolo di protagonista sensazioni fruttate e mela golden.
Palato avvolgente per alcool, residuo glicerico, mineralità, che indirizzano su toni caldi e morbidi.
Finale sapido, amaricante, di buona persistenza.
Abbinamento:cefali al forno con patate, rivelatosi inadatto.
Più correttamente, andrebbe utilizzato come vino d'entreè, antipasti di pesce, fritture o anche come aperitivo.
Ottenuto da uve Timorasso:
vitigno autoctono piemontese che ha trovato l'habitat ideale in una zona compresa tra il Monferrato e l'Oltrepò Pavese.
Nel secolo scorso fu abbandonato dai viticoltori perchè poco produttivo.
Fu poi riscoperto verso la metà degli anni ottanta.
Ad oggi può essere annoverato tra le produzioni italiane di nicchia, in quanto la superficie complessiva vitata a Timorasso è di 50 ettari circa.
Scheda tecnica Chiaror sul Masso:
Chiaror sul Masso è un Vino Bianco Spumante Brut da uve Timorasso della vendemmia 2008 e sviluppa un tenore alcolico del 13% Vol.
L’uva è stata vendemmiata in due tempi, la prima parte a fine agosto, la seconda a fine settembre 2008.
Entrambe le masse hanno subito estrazione a freddo (prefermentativa) per circa 48 ore in vasche di acciaio a temperatura controllata.
La fermentazione è partita spontaneamente a bassa temperatura ed ha proseguito per circa 3 settimane lentamente.
Permanenza sur lies fino aprile 2009 quando poi il vino si è chiarificato per sedimentazione.
La rifermentazione ha proceduto per circa un mese in autoclave secondo il metodo Martinotti lungo, al termine del quale si è proceduto a microfiltrazione in acciaio alla fine di agosto 2010.
Chiaror Sul Masso è stato imbottigliato il 28.08.2010 e ne sono state prodotte 3680 Bottiglie.

domenica 10 ottobre 2010

Conero riserva Visions of J '04, Fattoria Le Terrazze.

Un Montepulciano in purezza che prende il nome da Visions of Johanna, la canzone di Bob Dylan inserita nell'album Blonde on Blonde.
Antonio Terni, proprietario dell'azienda Fattoria Le Terrazze, è grande estimatore del cantante americano e attraverso il vino è addirittura riuscito a coinvolgerlo in una joint venture.
Anche un altro vino aziendale infatti, il Planet Waves, porta in etichetta il nome di un album di Dylan.
Ma veniamo alla descrizione di questo Visions of J '04.
Già all'esame visivo s'intuisce il fascino e il mistero che si cela nel calice.
Ottenuto da uva Montepulciano, appare scuro, consistente, impenetrabile alla vista come in una sorta di ritrosia allo sguardo.
Materico, carico d'energia a stento trattenuta e controllata.
Al naso è complesso, godibile, ricco di sensazioni stratificate.
In particolare evidenza liquirizia, note balsamiche e resinate; a seguire, sensazioni di humus, ciliegia sotto spirito, sfumature catramose.
Al gusto la surmaturazione si evidenzia in note quasi affumicate che, combinandosi con la leggera speziatura di pepe nero e il tannino levigato, danno il senso di un'eleganza austera, quasi aristocratica, riscontrabile in vini più datati di questo.
Finale persistente, ma non esagerato.
L'esasperata ricerca degli equilibri tra le varie componenti, se da un lato giova all'armonia complessiva, dall'altro può essere il limite di questo vino.
Cerchi qualcosa che possa darti un'emozione forte, ma non si concede più di tanto: bello e impossibile.
Grande vino.
Conero Riserva docg Visions of J '04 - alcool 13,5 % - circa € 40
Fattoria Le Terrazze, via Musone 4, Numana (AN)
http://www.fattorialeterrazze.it/
post correlato:
http://vinidiconfine.blogspot.it/2010/03/il-montepulciano-vitigno.html