Siamo nell'ambito dei vini quotidiani, destinati al consumo di massa, alla portata di tutte le tasche e di tutti i palati, fascia di prezzo intorno a euro 10.
Ottenuto da uve merlot, petit verdot, sangiovese, vinificato in acciaio in modo tradizionale, si veste di rosso rubino, tendente al granato.
Frutto rosso ed essenze floreali, interludio pirazinico di tipo erbaceo, ribes e geranio, confezionano un quadro sottile, ben calibrato, ove nulla appare di troppo.
Parimenti in bocca l'impatto è tutt'altro che prepotente o a lunga gittata, edulcorato da prugna e lampone, rinfrescato dalla dotazione acidica, appena amaricante su note di rabarbaro con molta probabilità conferite dal petit verdot.
Tenuto conto dell'articolato blend e degli obiettivi non certo ambiziosi, mi pare di poter asseverare la pulizia gustolfattiva, i dosaggi calibrati, il buon lavoro dell'enologo o enologa.
In abbinamento su maccheroncini di Campofilone con ragù di carne, zuppa di lenticchie, salsicce e finocchiona.
960 vini ricevono il riconoscimento internazionale di 5StarWines & Wine Without Walls 2022 e saranno
presto inclusi nella sesta edizione della guida ufficiale 5StarWines – the Book.
Al termine della sesta edizione di 5StarWines & Wine Without Walls, tenutasi dall’1 al 3 aprile a Verona,
Veronafiere ha annunciato la selezione di 960 vini sugli oltre 2300 campioni valutati.
Va a Terre Cortesi
Moncaro lo speciale Trofeo “Gran Vinitaly 2022 – Cantina dell’anno”.
Per la sezione “green” della Selezione, è
Vini Centanni ad aggiudicarsi il più alto riconoscimento.
Vini e produttori selezionati beneficeranno di speciale
promozione lungo tutto l’arco dell’anno a cominciare già da Vinitaly 2022 (10-13 aprile).
i vini assegnatari dei trofei 5StarWines & Wine Without Walls 2022
Si è chiusa domenica 3 aprile, l’annuale selezione enologica di Veronafiere 5StarWines & Wine Without
Walls.
In totale sono stati selezionati 960 vini, rispettivamente 651 per la sezione dei vini convenzionali
5StarWines e 309 per Wine Without Walls, la sezione dedicata ai vini certificati biologici, biodinamici o prodotti
da aziende che aderiscono a speciali protocolli di sostenibilità.
Sono questi i vini che
hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90/100 in seguito alla degustazione alla cieca operata dalla giuria
internazionale dell’evento.
Circa 70 esperti – scelti tra Master of Wine, Master of Sommelier, diplomati WSET,
Italian Wine Ambassador e Expert certificati dalla Vinitaly International Academy, enologi e giornalisti – hanno
esaminato, commentato e valutato le oltre 2300 referenze iscritte.
Tra i vini e i produttori selezionati, quelli che hanno ottenuto i migliori risultati sono stati altresì insigniti di un
ulteriore Trofeo, menzione speciale assegnata durante il terzo giorno di esame dal panel dei General Chair.
Di
seguito la lista dei Trofei per la sezione 5StarWines:
CANTINA DELL’ANNO – GRAN VINITALY 2022: TERRE CORTESI MONCARO
MIGLIOR VINO ITALIANO – BANCO BPM 2022: CANTINA DELLA VERNACCIA - Vernaccia di Oristano DOC Riserva “Judikes” 2008
97/100
MIGLIOR VINO BIANCO: TERRE CORTESI MONCARO - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore “Fondiglie” 2021
95/100
MIGLIOR VINO ROSATO: AZIENDA AGRICOLA FEDERICI DI GIULIO FEDERICI - Liguria di Levante IGT Vermentino Rosato “Prima Brezza”
2021
93/100
Il post-selezione prevede che i 960 vini vengano pubblicati nella guida ufficiale 5StarWines – the Book.
Questo è
uno strumento di promozione e marketing che aiuta i produttori a rafforzare la propria visibilità a livello
internazionale.
Ogni anno, la Guida viene infatti inviata a oltre 10000 key buyer della wine industry, segue il
Vinitaly Tour nelle sue tappe all’estero ed è distribuita strategicamente in occasione delle principali fiere di settore, incontri B2B, degustazioni e masterclass.
I vini selezionati per la guida 5StarWines – the Book vengono
inoltre inseriti su wine-searcher.com tra i più utilizzati motori di ricerca per l’acquisto di vino online.
Il sito, che
vanta un database di oltre 6 milioni di occorrenze monitorate e aggiornate quotidianamente, abilita gli utenti ad
individuare prezzo e disponibilità di un vino in tutto il mondo.
About: 5StarWines – the Book è la selezione annuale di vini organizzata da Veronafiere e Vinitaly giunta quest’anno alla
sesta edizione. Tenuta appena prima della più grande fiera italiana sul vino al mondo, 5StarWines è una degustazione di tre
giorni che punta i riflettori su tutte quelle cantine che investono nel miglioramento dei loro prodotti. Durante l’evento, una
giuria di professionisti del settore altamente qualificati degusta e dà un voto in centesimi ai vini partecipanti. Nell’ultima
edizione, più di 2300 bottiglie hanno preso parte alla selezione; di queste, 960 sono state selezionate e quindi inserite nella
guida 5StarWines – the Book. Questa è uno strumento utile sia sul versante promozionale che su quello commerciale.
Introduce buyer internazionali e wine lover di tutto il mondo a nuovi prodotti vitivinicoli di grande valenza. È garanzia di
qualità per i vini in essa contenuti e certifica il loro valore a livello internazionale.
Abbiamo degustato diverse annate di quest'etichetta e possiamo ormai annoverarla tra i riferimenti della tipologia, anche in considerazione della facile reperibilità e del rapporto qualità-prezzo estremamente favorevole, siamo infatti al di sotto dei 15 euro.
Ottenuto da uve Montepulciano coltivate in regime di agricoltura biologica in Contrada Ciafone ad Offida (AP), maturato 18 mesi in barrique, affinato 6 mesi in bottiglia, si presenta rosso rubino carico, impenetrabile, quasi nero.
Inconfondibili i caratteri del montepulciano da invecchiamento: trionfo d'amarene, marasca sotto spirito, radice di liquirizia, spezie dolci, cannella e noce moscata.
Eucalipto e ciliegia travolgono i recettori sensoriali, vieppiù sollecitati dalla carica acidica e dal tannino prorompente; per contro, il calore alcolico avvolge, la vaniglia e il cioccolato corroborano di sensazioni morbide.
Struttura solida, frutto succoso, tratto mentolato.
Quadro energivoro, ancora nella fase ascendente dell'arco evolutivo.
Vino da arrosti, costine d'agnello sulla brace, maialino allo spiedo.
Fondata intorno alla metà degli anni '30, Vigneti Santa Liberata della famiglia Savini è azienda storica dell'Agro Fermano, con possedimenti anche in provincia di Ascoli Piceno.
Estesa su circa 90 ettari di vigneti gestiti in biologico, suddivisi nelle 3 tenute di Petritoli (Fm), Sant'Elpidio a Mare (Fm) e Carassai (Ap), coltivati prevalentemente con uve locali (Passerina, Pecorino, Montepulciano, Sangiovese), ma anche alloctone, riserva all'imbottigliato circa 150.000 pezzi all'anno.
Gamma produttiva destinata al mercato vasto, con favorevole rapporto qualità/prezzo.
Abbiamo estratto uno dei vini di punta, reperibile sul mercato tra € 16 e € 18, ottenuto da selezione di uve, prodotto in numeri limitati e solo nelle annate favorevoli, come ad esempio non fu la 2014.
Ottenuto da uve sangiovese e montepulciano in percentuali pressochè paritarie, con piccolo saldo cabernet sauvignon e canaiolo mi pare di capire finalizzato a contenere l'esuberanza dell'autoctono e a dare finezza, matura a lungo in tonneaux (ufficialmente 18 mesi, anche se mi pare di poter dire che tale periodo sia approssimato per difetto).
Appare alla vista rosso rubino compatto, profondo, impenetrabile, con riflesso porpora.
Sprigiona profumi intensi, avvolgenti, speziati, frutto nero stramaturo, amarena e lampone, confettura, radice di china, liquirizia, accenni erbacei, finocchio selvatico.
Quadro complesso e materico.
Anche al palato l'impalcatura è solida, la ricchezza polifenolica eleva i parametri, il frutto è succoso, concessi a piene mani ciliegia e lampone, accennati il caffè espresso e la vaniglia; la carica acidica rinfrescante argina derive marmellatose, il tannino asciuga un finale che tende ad indurirsi.
Prestazione in ogni caso di tutto rispetto per struttura e cifra stilistica.
In abbinamento su selvaggina da piuma e da pelo, arrosti, carni alla brace.
Moncaro è una società cooperativa agricola marchigiana di prim'ordine, per valori qualitativi e per dimensione; estesa su circa 1.200 ettari, per una produzione media annua di 7.500.000 bottiglie, dispone di tre cantine di trasformazione, ad Acquaviva Picena in provincia di Ascoli Piceno nell'areale del Rosso Piceno Superiore, a Montecarotto nell'areale del Verdicchio e a Camerano nell'areale del Rosso Conero entrambe in provincia di Ancona.
Appunto da quest'ultimo areale proviene il vino di oggi, reperibile on line a meno di 10 euro.
Ottenuto da uve montepulciano coltivate nei pressi del promontorio del Monte Conero, fermentato in acciaio con svinatura anticipata cosiddetta "a dolce", maturato circa 7 mesi, parte in botte grande, parte in vasche di cemento, si veste di rosso rubino limpido.
In prima battuta appaiono nuances floreali di viola e frutto di bosco, ciliegia e lampone; una breve ossigenazione corrobora vieppiù il profilo aggraziato, svelando cioccolato bianco, cipria e vaniglia.
La svinatura anticipata "a dolce" rivela la sua funzione edulcorante anche al palato.
In questa fase il frutto è fresco, i marcatori s'indirizzano prevalentemente su tamarindo e rabarbaro, il tannino appare sotto controllo, la carica acidica sollecita salivazione e invita al nuovo sorso.
Vino con caratteristiche d'immediatezza, ingentilito nei toni, destinato al consumo nel medio periodo, versatile nell'abbinamento, preferibilmente su primi piatti al ragù di carne, lasagne al forno, salumi tipici, fagioli con le cotiche.
Valutazione @avvinatore 88/100
Rosso Conero Doc '20 Le Silve
13% vol.
Terre Cortesi Moncaro
Via Piandole, 7/A
60036 Montecarotto (AN)
Tel. +39 0731 89245
Via Direttissima del Conero, 31
60021 Camerano (AN)
Tel: +39 071 731023
Siamo a Castel di Lama in provincia di Ascoli Piceno, nella parte meridionale della regione Marche.
Tenuta De Angelis è azienda di primo piano dell'areale Piceno e opera in regime di viticoltura biologica certificata. Fondata negli anni '50, dispone oggi di oltre 50 ettari di vigneto nei comuni di Offida, Cossignano, Castel di Lama, tutti in provincia di Ascoli Piceno, coltivati prevalentemente ad autoctono (montepulciano, sangiovese, trebbiano, passerina, pecorino), con significativa presenza anche di alloctono (cabernet sauvignon, chardonnay). La produzione media annua si aggira intorno alle 500.000 bottiglie.
Dalla vasta produzione abbiamo estratto questa etichetta, di facile reperibilità, al di sotto di € 10 sullo scaffale, di fascia bassa da questo punto di vista, ma di fascia media per quanto riguarda la valenza qualitativa.
Vinificato in acciaio in modo semplice, senza l'adozione di tecniche sofisticate, si caratterizza per spiccate doti di freschezza e minerali.
L'aspetto cromatico è pulito, limpido, giallo paglierino tenue.
Mineralità, freschezza, frutti e fiori bianchi, compongono un quadro votato al varietale e al territoriale.
In particolar modo al naso la dotazione minerale appare di tutta evidenza e trova espressione in sentori di pietra focaia; il fiore di tiglio è a corredo, così come il frutto a polpa bianca, la buccia di limone.
In bocca ha più margine la dotazione citrina, rinfrescante, allungata in retrogusto.
Appunto nel finale, la fase tende ad irruvidirsi, laddove la ricchezza saccarotica comincia a cedere di fronte agli attacchi acidici ed amarotici dell'agrume ancora acerbo.
Mi pare di poter dire che la degustazione conforti l'idea di un'annata buona, di una impalcatura solida predisposta all'invecchiamento, ma di una maturità ancora di là da venire.
Siamo in contrada Ciafone ad Offida (AP), nel cuore della viticoltura picena, di profonda tradizione bianchista e rossista.
Ciù Ciù Tenimenti Bartolomei è azienda storica di questo areale vitivinicolo, fondata negli anni '70, estesa su 180 ettari, oggi con attività vitivinicole anche fuori dalla regione Marche e precisamente in Sicilia, Lazio, Abruzzo.
Questo vino, sullo scaffale a circa € 15, delinea i caratteri salienti del montepulciano del sud delle Marche, ricco d'estratti, solido, a volte ruvido, di ottima struttura polifenolica, di non grandissima longevità.
Maturato circa 12 mesi, 30% in barrique, 70% in rovere da 10 ettolitri, ulteriormente affinato 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione, appare rosso rubino compatto, impenetrabile.
Profilo severo contraddistinto da toni surmaturi, muschiati, catramosi ed ematici, certificatori del dato anagrafico e della maturità, frutto nero stramacerato, caffè espresso.
In bocca è materico, l'aggressività varietale appare domata dai legni e dal calore alcolico, tuttavia non abbastanza da sopraffare il tannino che rimane vivido, asciuga il palato e pone un argine alla polposità glicerica, a marasca e cioccolato.
Vino di notevole struttura, che tuttavia non deborda in fatto di muscolarità o di allungo, probabilmente perchè l'annata 2014 non fu favorevole dal punto di vista dell'andamento meteo, caratterizzato da un'estate fredda e piovosa.
Nella generalità dei casi i vini di quest'annata risultano più eleganti che potenti, non adatti ad un lunghissimo invecchiamento.
Valutazione @avvinatore 91/100
In abbinamento su piatti a tendenza grassa o succulenta, capocollo di maiale al forno, costine d'agnello alla brace.
Siamo a Ripatransone (AP) nella parte meridionale della regione Marche, nel cuore vitivinicolo piceno di consolidata tradizione rossista e bianchista.
Questo vino, sebbene destinato al largo consumo in considerazione del favorevole rapporto qualità prezzo, non arriva infatti alla doppia cifra sullo scaffale, mi pare sfoderi bella stoffa in fatto di caratteri organolettici e struttura.
Ottenuto da uve pecorino, vinificato in acciaio con sosta sur lies di 4 mesi, appare giallo paglierino con riflesso verde oro.
La caratura, anticipata all'olfazione, trova piena conferma al palato; solida è l'impalcatura acido/sapida.
Pietra focaia, erba sfalciata, venatura citrina, una mineralità spiccata quasi sassosa, caricano d'energia acuminata, che il calore alcolico a stento avvolge, ma che in progressione inarrestabile arriva a sollecitare frutto succoso, arancia e pompelmo, mela criss pink.
Le masse appaiono ben definite, pronte e reattive, destinate a mio parere ad ingrassarsi con il tempo, allorquando frutto fresco e pietra focaia vireranno su frutto maturo e a guscio.
Mi pare di poter dire che questo vino trasmetta pienamente il tratto varietale e abbia predisposizione all'invecchiamento.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa, coda di rospo in potacchio, lasagne di pesce, baccalà in umido.
Valutazione @avvinatore 90/100
Falerio Pecorino Doc '20
14,5% vol.
Cantina Damiani Pasqualino
Contrada Pianacciole – S.Savino di Ripatransone (AP)
Siamo in Umbria, presso Cantina Blasi ad Umbertide in provincia di Perugia.
L'azienda dispone di 25-30 ettari di vigneto, suddiviso in tre aree distinte poste tutt'intorno alla cantina di trasformazione, impiantati tra il 2012 e il 2015, quindi di età relativamente recente.
La scelta aziendale fu quella di affiancare alle uve locali come sagrantino, trebbiano spoletino o grechetto, anche uve non locali che meglio potessero adattarsi a terreno e microclima; nelle tre aree vitate che circondano la cantina, si contano oggi una quindicina di varietà.
Dalla variegata produzione abbiamo estratto questo vino di spessore, fascia di prezzo 21-23 euro.
Ottenuto da uve 40% sagrantino, con saldo merlot e cabernet sauvignon in percentuali paritarie, maturato 24 mesi in barrique, affinato 18 mesi in bottiglia, appare rosso rubino limpido.
Cuoio, frutto rosso e nero, muschio, ciliegia, vanigliature da legno piccolo, speziatura, liquirizia e noce moscata, fanno il quadro maturo e complesso, ben calibrato all'olfatto, tendente al carnoso al palato, ricco di frutto fragrante e sovramaturo, vibrante d'energia, sorretto da robusta impalcatura tannica e acidica.
Vino direi impeccabile per cifra stilistica ed allungo.
Mi pare di poter dire di aver scovato un competitor per i vini più prestigiosi, longevo, destinato ad evolvere positivamente da qui in avanti.
In abbinamento su piatti a tendenza grassa, cinghiale in casseruola, filetto di manzo in crosta, capocollo di maiale al forno.
Valutazione @avvinatore 91/100
Umbria Rosso Igt '18 Impronta
14% vol.
di Anna e Mauro Blasi
località San Benedetto,
06019 Umbertide (PG) - Umbria - Italy
Siamo nell'ambito dei vini destinati al consumo di massa, fascia di prezzo al di sotto di euro 13.
Nel caso di specie, due vini che potremmo interpretare come un trampolino di lancio verso obiettivi più ambiziosi.
Nel nostro viaggio virtuale nei territori vinicoli italiani, oggi arriviamo in Umbria ed esattamente presso Cantina Blasi ad Umbertide in provincia di Perugia.
La famiglia Blasi è storicamente impegnata in norcineria e allevamento di cavalli da lavoro.
All'inizio degli anni 2000 decise d'investire anche in viticoltura e a questo scopo acquisì un'antica cantina d'affinamento posta nei sotterranei del Palazzo dei Conti Bertanzi risalente al 1742, destinata oggi a bottaia con botti grandi da 35 e 50 ettolitri e barriques per l'invecchiamento dei vini più prestigiosi; tutt'intorno a quest'antica cantina impiantò tra il 2012 e il 2015 circa 25/30 ettari di vigneto, di età quindi relativamente recente, costruì inoltre la nuova e moderna cantina di trasformazione dotata di tutti i comfort e tecnologie e dotata di una serie di serbatoi di diversa dimensione in acciaio inox termocondizionati, per la vinificazione separata delle numerose tipologie di uve di cui l'azienda dispone.
La scelta di Cantina Blasi fu quella di affiancare alle uve locali come ad esempio Sagrantino, Grechetto, Trebbiano Spoletino, uve non locali che potessero meglio adattarsi al microclima e alla composizione chimico fisica del terreno.
Quindi oggi abbiamo nelle tre aree vitate che circondano la cantina di trasformazione, almeno una quindicina di varietà.
Dalla produzione abbiamo estratto queste due etichette, due Umbria Igt (indicazione geografica tipica); Rogaie Bianco e Rogaie Rosso sono vini di medio corpo, fruttati, non particolarmente longevi.
Umbria Igt Rosso '20 Rogaie
13% vol.
Ottenuto da uve 70% merlot e 30% syrah, affinato in acciaio e bottiglia per complessivi 10/12 mesi, appare rosso rubino con qualche riflesso porpora.
Sentori vinosi e floreali impattano sia al naso che al palato.
Rosa e violetta, frutto rosso e fragoline, note impalpabili di cipria, sottolineano il tratto delicato e fresco in fase olfattiva.
Al palato è fruttato, ma le connotazioni appaiono ancora verdi, acerbe; finale amarognolo, contraddistinto dalla venatura ruvida e selvatica del syrah.
Vino immediato, di facile approccio, destinato al consumo nel breve/medio periodo, da abbinare su insaccati, ciauscolo, formaggi freschi o semistagionati, zuppe di legumi, gallina lessa.
Valutazione @avvinatore 84/100
Umbria Igt Bianco '20 Rogaie
13% vol.
Ottenuto da uve 60% chardonnay e il resto traminer e sauvignon in percentuali paritarie, non svolge malolattica e affina in acciaio e bottiglia per complessivi 10/11 mesi.
Appare giallo paglierino tendente al verde.
In primo piano, pomacea, biancospino, accenni vegetali di foglia di pomodoro e fruttati di litchi.
In bocca risalta maggiormente la dotazione citrina, il frutto precoce, la prugna gialla ancora acerba, la buccia d'arancia amara; la polpa tuttavia è ricca e fa da baluardo alla debordanza acidica che torna prepotente nel finale.
Vino più intenso che complesso, ben calibrato all'olfazione, graffiante al palato.
In abbinamento su cucina di mare, fritture, su piatti a tendenza untuosa o grassa.
Valutazione @avvinatore 85/100
di Anna e Mauro Blasi
località San Benedetto,
06019 Umbertide (PG) - Umbria - Italy
Nel nostro viaggio virtuale nei territori vinicoli italiani, oggi arriviamo in Piemonte e precisamente in Monferrato, nella parte centro meridionale della regione, prevalentemente compresa tra le province di Asti e di Alessandria.
In questo contesto naturale, paesaggistico e vitivinicolo di prim'ordine, che nel 2014 ha ricevuto il riconoscimento di patrimonio dell'umanità da parte dell'Unesco, opera la Società Cooperativa Agricola Vinchio Vaglio; fondata nel 1959 da 19 soci, oggi può contare su 200 conferitori e dispone di circa 300 ettari coltivati a Barbera, che è l'uva regina di questo territorio, più altri 100 ettari coltivati con altre uve anche non piemontesi, per una produzione di circa 45.000 quintali di uva e 35.000 ettolitri di vino lavorati mediamente all'anno.
Il nome della Società Cooperativa Agricola è preso dai due comuni confinanti, intorno ai quali si sviluppa il vigneto: Vinchio circa 570 abitanti e Vaglio Serra circa 280 abitanti, entrambi in provincia di Asti.
Come possiamo ben capire, ci troviamo nel cuore del distretto agricolo Monferrino, di profonda e radicata tradizione vitivinicola, che si è trasmessa negli anni alle nuove generazioni.
L'uva regina di questo territorio, come ho accennato sopra, è la Barbera, che può dare vini facili, adatti al consumo di massa, ma anche vini impegnativi e complessi; l'obiettivo che questa cantina si propone e proprio quello di unire tradizione e innovazione al fine di valorizzare il vitigno.
vigneti in Monferrato Astigiano
Abbiamo estratto due etichette rappresentative dalla vastissima produzione, fanno parte entrambe del progetto "Vigne Vecchie", poichè le uve provengono da vigneti vecchi di almeno 50 anni, ma sono di diversa concezione.
La prima etichetta Barbera d'Asti Docg 50° Vigne Vecchie annata 2019, debuttò in occasione del cinquantenario dalla fondazione della Società Cooperativa, è vinificata in acciaio al fine di conservare freschezza, salvaguardare profumi e sapori primari, restituire tutto il merito al vigneto e al vignaiolo.
La seconda etichetta Barbera d'Asti Superiore Docg Vigne Vecchie annata 2017, debuttò invece nel 1987 con l'obiettivo di risollevare da un momento difficile la cantina e più in generale l'intero comparto vitivinicolo, attraverso un vino di qualità superiore, in grado di confrontarsi con i vini più prestigiosi; questo vino matura in barriques e tonneaux per 14 mesi, ritorna in vasche di cemento per un mese, affina per un anno in bottiglia prima della commercializzazione.
Per queste due etichette siamo in fascia di prezzo tra € 11 e € 17.
Barbera d'Asti Docg '19 50° Vigne Vecchie
14,5% vol.
Maturato 16 mesi in vasche inox e in cemento, affinato 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione, si presenta rosso rubino carico, tendente al porpora.
Quadro più intenso che complesso, mette in evidenza il caratteristico punto fruttato, è ricco di acidità e tannino.
Fragrante di frutto e di fiore; mora di rovo, semi di melograno, geranio e spezie dolci ritroviamo in piena continuità sia al naso che al palato.
La freschezza sollecita i recettori papillari e la salivazione, il tannino spinge nel finale ma trova contrappunto nella dotazione fruttata e saccarotica, nella ciliegia matura, nel tenore alcolico.
Una barbera corposa, d'impronta tradizionale, esprime compiutamente il tratto varietale.
Valutazione @avvinatore 91/100
Barbera d'Asti Superiore Docg '17 Vigne Vecchie
15% vol.
Il disciplinare di produzione della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita Barbera d'Asti, prevede per la tipologia Superiore un periodo d'invecchiamento obbligatorio di almeno 14 mesi, di cui una parte in legno, a partire da 1 novembre dell'anno della vendemmia.
Questo vino, come ho accennato sopra, va oltre il periodo d'invecchiamento minimo previsto da disciplinare.
Si presenta rosso rubino cupo, impenetrabile.
Quadro voluminoso; il frutto nero è stramaturo e tende a virare su confettura, i marcatori ricordano l'amarena, spezie dolci e liquirizia, muschio e cioccolato bianco.
In bocca il calore alcolico, la venatura torrefatta e la vaniglia del legno piccolo, elevano la dotazione saccarotica e l'avvolgenza, stemperando in parte il tratto acidico che rimane asse portante del corredo varietale.
Vino succoso, di gran corpo e lungo rilascio di profumi e sapori.
In abbinamento su brasati, selvaggina da pelo e da piuma.
Nel nostro viaggio virtuale nei territori vinicoli italiani, oggi arriviamo in Toscana e precisamente a Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena dove ha sede Società Agricola Tolaini, che nel 2022 festeggia il ventennale dalla prima vendemmia.
Circa 50 ettari, coltivati a bacca rossa, sia uve autoctone che alloctone, per una produzione media di 250.000 bottiglie all'anno.
Abbiamo estrapolato queste due etichette dalla gamma produttiva.
Fascia di prezzo tra 15 e 17 euro.
Il logo aziendale rappresenta la "T" etrusca. Gli Etruschi vivevano nella Toscana centrale più di 3000 anni fa. E' stato scelto questo simbolo per celebrare gli antichi abitanti di questa terra. La "T" stilizzata è scolpita su una roccia di tre metri, posta davanti al cancello dell'Azienda Tolaini.
Chianti Classico Docg '19 Vallenuova
14% vol.
Ottenuto da uve 95% Sangiovese e 5% Canaiolo, provenienti da vigneti impiantati nell'anno 2000, maturato 10 mesi in rovere, più ulteriori 4 mesi in bottiglia, si presenta nella veste consueta, cromaticamente non troppo carico, rosso rubino limpido, con con lieve trasparenza sul bordo.
Succoso di frutto e fresco, amarena, ribes, lampone, paiono poggiare su fondo boschivo, fatto di muschio, spezie, liquirizia.
La carica acidica ravviva il finale, i tannini sono sottili e precisi, la polpa è fruttata, gli estratti saccarotici e il tratto varietale selvatico trovano il compromesso cercato.
Versatile a tutto pasto, lasagne al forno, lampredotto, insaccati, finocchiona, petto d'anatra all'arancia.
Valutazione @avvinatore 90/100
Toscana Igt '18 Al Passo
14% vol.
Ottenuto da uve Merlot, Cabernet Sauvignon, Sangiovese in percentuali paritarie, provenienti da vigneti impiantati nell'anno 2000, maturato 14 mesi in tini tronco conici e barrique di primo e secondo passaggio, si presenta rosso rubino concentrato, compatto.
Il primo naso impatta su frutto nero, prugna macerata, su una sensazione stramatura e profonda, ma è sufficiente una breve ossigenazione per aprire su toni boisèe, su erbaceo e peperone, sulla dotazione pirazinica che rivela la fisionomia nascosta.
Forse meno intenso del precedente in questa fase, ma più avvolgente, nonostante l'articolato blend.
Viceversa nella successiva fase la fragranza di lampone e ciliegia, il frutto fresco, l'anima selvatica, frappongono un argine alla pastosità pirazinica, relegandola in retroguardia.
Il quadro è ricco, corroborato dalla sosta di 6 mesi sulle fecce fini, materico, imperniato su ciliegia matura, levigato da vaniglia e tabacco, irruvidito in chiusura dal tannino prepotente, peraltro riassorbibile con riposo in bottiglia.
Vino corposo, destinato ad evolvere positivamente nell'arco di un paio d'anni.
In abbinamento su selvaggina da piuma o da pelo, filetto di manzo al pepe verde, su piatti a tendenza grassa o succulenta.
Valutazione @avvinatore 93/100
L'annata 2019 valutata 96/100 su Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2023, Doctor Wine Daniele Cernilli.
L'annata 2014 non fu favorevole dal punto di vista dell'andamento meteo, caratterizzato da un'estate piovosa e fredda.
Il rating assegnato dal Consorzio Tutela Brunello di Montalcino fu di 3 stelle, su un punteggio massimo di 5.
I Brunello 2014 nella generalità dei casi risultarono eleganti, non potenti, molto equilibrati, non adatti ad un lunghissimo invecchiamento, predisposti ad un consumo piacevole nel medio periodo.
Mi pare che anche Brunello '14 di Carpineto segua questo trend.
Vino di non grandissima longevità, ma di ottima struttura polifenolica, con elevata concentrazione dei componenti nobili e tratto territoriale.
100% Sangiovese Grosso, tre anni d'invecchiamento in botti di rovere di Slavonia di diversa capacità, sei mesi ed oltre d'affinamento in bottiglia.
Colore rosso granato con riflessi aranciati sul bordo.
Il profumo è netto, fine e complesso; una linea balsamica amplifica frutti rossi e lampone.
Appaiono accenni di tipo animale, pelliccia, fragranze vintage di legno stagionato, sfumature torrefatte e speziate, noce moscata.
Al gusto è ricco, l'impronta è aristocratica, l'equilibrio è stabile, calibrato delle varie componenti: tannini sottili, frutto maturo, tenore alcolico, vivacità acidica.
Elegante e complesso, di grande struttura ed energia, mi pare in particolar modo proiettato sul primo di questi aspetti.
Valutazione @avvinatore 90/100
Brunello di Montalcino '14 Carpineto
14% vol.
Info Carpineto srl.
Fondata nel 1967 dalle famiglie Sacchet e Zaccheo, Carpineto si estende su oltre 500 ettari (300 di bosco e seminativo) a coltivazione sostenibile certificata IFS e ISO 9001, di cui oltre 200 a vigneto per una produzione media annua di 3.000.000 di bottiglie, suddivisi su cinque diverse Tenute denominate Appodiati: Montepulciano, Montalcino, Gaville (Alto Valdarno), Dudda (Greve in Chianti), Gavorrano (Maremma).
Produzione, quasi esclusivamente di vini rossi, destinata per il 90% all'export verso 70 paesi.
Mercati principali: Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Svizzera, Australia, Regno Unito.
L'Appodiato di Montalcino di Carpineto, in posizione privilegiata, a 500 mt sul livello del mare, in località Rogarelli, è uno degli insediamenti più alti della denominazione e più panoramici, con la vista che spazia dal centro storico di Montalcino (da cui dista 4 km) del quale s’inquadra l'intero perimetro della cinta muraria, alla Val d’Arbia, dove all’antica Cassia si unisce la via Francigena, e nelle giornate limpide fino anche a Siena.
Alzando lo sguardo poi, oltre la prima linea di colline all’orizzonte verso est, si possono scorgere addirittura le colline del Chianti Classico sopra Siena.
Come dimensioni è la più piccola delle 5 tenute di Carpineto e tra le più suggestive, una sorta di wine boutique con antichi casali in pietra circondati da querce secolari e tutto intorno 53 ettari di terreno di cui 10 di vigneto piantati a sangiovese grosso allevato a cordone speronato (3,5 h di Brunello, 5 di Rosso di Montalcino, il resto Sant'Antimo Rosso) con una densità di 5700 piante per ettaro, un uliveto e un fitto bosco di querce, lecci e macchia mediterranea completano questo piccolo gioiello.
Dal punto di vista geologico, l'Appodiato di Montalcino si trova sul complesso indifferenziato delle argille scagliose, costituito prevalentemente da scisti, calcari marnosi e arenarie quarzose.
La leggera esposizione verso nord, in posizione panoramica e ventilata, dona ai vini di questa Tenuta un microclima unico, caldo di giorno, temperato e fresco di notte, che conferisce al Brunello profumi intensi e complessi, una bella freschezza, eleganza, raffinatezza e grande longevità.
Carpineto srl
località Dudda 17/b (199,77 km), 50022 Greve in Chianti (Fi)